Noha, Presidio del libro Cronaca di una bella serata

Il 30 settembre scorso, nel corso di un sabato pomeriggio di fine estate, a Noha abbiamo parlato di libri. L’abbiamo fatto nel cortile del Castello, luogo del cuore, purtroppo semidiruto, graffiato com’è dall’ira del tempo e dall’abbandono degli uomini.

 

S’è ragionato, argomentato, discusso quasi sottovoce (anche se con il microfono), con delicatezza, come si conviene in certi posti carichi di secoli, per non svegliare i fantasmi del passato. Il tema da sviluppare: “I libri di Giona, vagabondi di Noha”.

 

A qualche passo da quel luogo incantato, tra alberi di aranci, la torre medievale di Noha, che si regge ancora come per quotidiano miracolo da settecento e passa anni, ascoltava silente quelle discettazioni. Eppure, se potessero, quelle pietre antiche e belle urlerebbero ancora, implorando un restauro rispettoso della loro storia e della loro arte; così come, immortalate dall’obiettivo del fotografo, quelle pietre ormai supplicano anche dalle pagine del nostro libro “Noha. Storia, arte, leggenda” (scritto a quattro mani con il P. Francesco D’Acquarica, Infolito Group Editore, Milano, 2006); quel libro del quale, nel tepore di quel pomeriggio, abbiamo celebrato, diciamo, la prima comunione - visto che il battesimo era già stato tenuto il 20 maggio 2006, (mentre ci auguriamo di celebrarne a breve la cresima proprio a Galatina, se qualche istituzione del capoluogo avrà la compiacenza di ospitarci)…

 

Da Noha passava una strada importante, un’arteria che da Lecce portava ad Ugento, un’autostrada, diremmo oggi, che s’incrociava con le altre che conducevano ad Otranto, sull’Adriatico o a Gallipoli, sullo Ionio. E da Noha passarono pellegrini diretti a Santa Maria di Leuca e truppe di crociati pronti ad imbarcarsi per la terra santa, alla conquista del Santo Sepolcro in mano agli infedeli…

 

Noha era dunque un presidium, un presidio, una tappa, un luogo dove risiedevano truppe poste a guardia o a difesa dell’opera fortificata, un caposaldo che dominava quell’antica strada reale di Puglia.

 

Oggi non ci sono più truppe, né crociati, né timore d’invasioni di turchi. A Noha (come altrove) c’è tuttavia ancora bisogno di un baluardo, un bastione contro gli altri rischi: rischi di deriva della civiltà e della democrazia, rischi di invasione della mentalità mafiosa, rischi di analfabetismo di ritorno, di limitazione della libertà del pensiero.

 

Questa muraglia o rocca di difesa non può che essere il neo-costituito “Presidio del libro”: quello che contempla come armi i libri, cioè la parola scritta, la sostanza più potente di tutte. E questa fortezza aperta a tutti è la biblioteca Giona, amica dei libri e amica nostra.

 

Certe amicizie vanno frequentate!

 

I libri vanno aperti, sfogliati, annusati anche, e letti, presi in prestito, consigliati agli altri e donati. E’ importante incontrarne gli autori, parlarne a scuola, ma anche in piazza, dal parrucchiere, dall’estetista, al supermercato, al bar, al circolo, fra amici: è così che nasce “la filiera del libro”: una sequenza di luoghi, diciamo, insoliti in cui è possibile prendere in prestito i libri di ogni argomento.

 

E’ bello parlare di libri nel cortile aperto del castello della propria città, come è occorso al sottoscritto al quale è stato concesso l’onore di tenere la prolusione del convegno, ed al P. Francesco D’Acquarica, coautore dell’opera  su Noha; ma è bello anche quando a presentare l’incontro è la maestra Paola Congedo, direttrice e anima della biblioteca Giona e dell’eccezionale evento “storico”; è bello quando la pittrice Paola Rizzo espone i suoi quadri stupendi, opere d’arte preziose che ritraggono i secolari ulivi di Puglia; quando tutti gli insegnanti di Noha collaborano per l’organizzazione della festa; quando le note di Bach si diffondono nell’aere per il violino del maestro Luigigiovanni Quarta; quando ti fa da spalla la simpatia di Enzo Turi; è bello quando collaborano “Flora 2000”, “Petalo Blu di Piera Sturzi” ed il B. & B. “Per le vie”, al fine di abbellire con piante e arredamenti etnici i luoghi per tanti anni trascurati; quando la libreria “Viva” di Galatina si fa viva anche a Noha; quando i Parrucchieri Mimì ed il suo omonimo B. & B. donano un fiore a tutte le signore (per la cronaca, ne sono stati distribuiti oltre 900. Il che significa che i visitatori dell’atrio del castello - da cui era possibile anche intravedere uno scorcio delle sue cantine che conservano ancora le enormi botti di rovere in cui invecchiava il Brandy Galluccio - hanno superato le 2000 unità); è bello, ancora, quando nel parterre del simposio vedi l’assessore Roberta Forte ed i consiglieri comunali Giorgio Lo Bue, Giancarlo Coluccia e Daniela Sindaco, ma anche la poetessa Antonella Marrocco, lo scrittore Aldo Bello, il musicista e maestro Luigi Fracasso, il direttore amministrativo del liceo scientifico Silvana Tundo, e molti altri volti, noti e meno noti. Ed è bello quando i proprietari del più bel giardino privato di Noha, quello di Casa Barone, dirimpettaia del castello, con cordialità spalancano le porte della loro dimora a tutti quelli che vogliono ascoltare ne “I sei all’ora” poesie e brani di libri, mentre tutto intorno si possono ammirare i quadri di Pino Ramondelli, di Antonio Tripolino e di Stefano Manco, ed alla fine ti offrono pure un rinfresco, un pezzo di torta, caramelle e bevande.

 

E’ bello che la colonna sonora della serata sia stata quella dell’elegante musica tra il jazz e il soul dei “Dirotta Su Cuba”, band di altissimo livello, già “disco di platino”, (quella per il cui concerto lo spettatore di Modena, alla festa de “L’Unità” del mese di giugno scorso, ha sborsato 25 euro per una gradinata!) che ha attratto folto pubblico, nonostante nella vicina Sternatia, nella stessa serata, si fossero esibiti i “Negramaro”.        

 

Ci sia consentito ora di concludere con la cosa più bella di tutte che ci è occorsa personalmente: la scoperta di un altro scrittore di Noha: Marco Lagna, classe 1990, studente del “Colonna” di Galatina, che ci ha donato copia del suo libro-racconto Sotto il sole assassino, (Grafiche Panico, Galatina, 2006). Un libro che, per dirla con le parole della prefazione della prof. Rita Colazzo, “…ho letto tutto d’un fiato e più volte, [e che] mi ha emozionato dalla prima all’ultima pagina”…

 

Insomma, e per concludere, diciamo che è bello pensare che a Noha sia in corso un nuovo Rinascimento.

 

                                                                  ANTONIO MELLONE

 

pubblicato in forma abbreviata su Il Galatino, anno XXXIX, n. 17, del 13 ottobre 2006

 

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