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Di Albino Campa (del 15/12/2009 @ 23:57:42, in NohaBlog, linkato 16119 volte)

Qualche giorno fa, per caso, ho scoperto un tesoro. Uno di quei link postati su Facebook da qualche amico, un click a mia volta e si è aperto un mondo: Luigi Paoli in arte Gigetto da Noha. Si tratta di un cantautore di musica popolare salentina, oggi settantaquattrenne, originario di Noha ma stabilitosi a Spongano.
La sua figura mi ha colpito particolarmente. E' un artista ibrido che unisce in sè due filoni della musica popolare salentina: il folk cittadino e il canto contadino.
Fisarmonicista, interprete di brani della tradizione, autore di nuovi testi e nuove musiche. Popolare anche fuori dal Salento, in altre regioni ma soprattutto fra gli emigrati, anche all'estero. La sua produzione ha avuto la tipica distribuzione tramite bancarella, destinata a un pubblico indistinto, non specificamente colto e questo lo sentiamo molto negli arrangiamenti folkeggianti. Ma c'è qualcosa di profondo in quest'artista che è legato a quantu vissuto in prima persona senza quel filtro "intellettuale" che oggi ci contraddistingue. Nasce contadino. Vive la campagna e l'emigrazione da contadino con la famiglia. Impara a cantare il repertorio e lo stile della campagna. Nel tempo libero impara la fisarmonica, un mondo diverso che lo avvicina al filone folk. Emigra anche all'estero, poi rientra. Lavora come cantautore in contatto con dei discografici calabresi (e si sente da alcuni dei suoi testi a da alcuni aspetti stilistici delle sue tarantelle).
Insomma vive tante esperienze diverse che formano e influenzano il suo modo di suonare e cantare per cui la sua produzione è abbastanza varia e variegata. Può piacere tutta o in parte, o può non piacere per nulla..ma merita qualche attenzione.
Personalmente mi entusiasma il suo modo di cantare "contadino", la disinvoltura, oggi rarissima, con cui ricorre al quardo grado aumentato del modo lidio, la sapienza tecnica e il modo di dosare gli abbellimenti come i glissando, i melismi, le esclamazioni, le urla, la sua capacità (un tempo diffusissima e ancora una volta oggi rarissima) di ricorrere agli slittamenti ritmici nel cantare la pizzica (off beat), il timbro vocale assolutamente contadino e il ricorso talvolta a note non temperate.
Insomma, per queste doti, Luigi Paoli entra a pieno titolo fra gli alberi del canto salentini, al pari di tanti cantori che non hanno fatto la "carriera" di cantautori ma con i quali condivide la freschezza del suo stile di canto.

C'è anche un'altro aspetto che ai miei occhi lo rende speciale. Diversamente da quello che la maggiorparte della riproposta contemporanea ha fatto e continua a fare, Luigi Paoli ha fanno innovazione nel patrimonio popolare inventando testi nuovi su arie popolari esistenti..cosa che sembra fosse un tempo il modo naturale di far evolvere la musica tradizionale. Oggi si tende invece a cristallizzare dei testi, cantarli sempre nello stesso modo o reinventare la musica, anche allontanandosi dai moduli della tradizione. Anche per questo Gigetto merita di essere ascoltato, in quanto rappresenta una interessante strada alternativa.

Di tutte le informazioni che in pochi giorni sono riuscito a raccogliere su Luigi Paoli, e degli ascolti che ho potuto fare sulla fantastica piattaforma che è Youtube, devo assolutamente ringraziare Alfredo Romano, salentino che vive nel Lazio e che ha pubblicato vari libri legati alle tradizioni del Salento. Grazie al suo canale su YouTube  è possibile ascoltare quasi tutta la vasta produzione discografica di Gigetto da Noha (e se si ha la curiosità di esplorare, si possono ascoltare interessanti registrazioni sul campo dell'area di Collemeto da cui Alfredo Romano proviene). Da questa vasta produzione, vorrei estrarre solo pochi esempi che testimoniano la bravura di Luigi Paoli (sulla base degli elementi che ho elencato sopra). C'è da ascoltare per ore se se ne ha voglia!

Tarantella dellu nsartu (bellissima e da questa si possono ascoltare tante altre pizziche)
http://www.youtube.com/watch?v=p0VBWrj0NWA

Lu pipirussu maru
http://www.youtube.com/watch?v=Ph4x7IaKZvU

Lu trainieri (canto di trainiere)
http://www.youtube.com/watch?v=Sm64_fWrrng

Stornelli
http://www.youtube.com/watch?v=CZwjTP67eZc

Sempre grazie alla gentilezza di Alfredo Romano, è stato possibile reperire e ripubblicare quest'articolo, pubblicato originariamente su "Il Corriere Nuovo di Galatina" nel 1983, in cui lo stesso Alfredo parla del suo incontro/intervista a Luigi Paoli avvenuto in quel periodo. Buona lettura.

march

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Civita Castellana, 17-8-1983

Caro Carlo[1],
ti spedisco un lavoro su Luigi Paoli, un cantastorie, nativo di Noha, che ascoltavo da tempo e che quest'estate ho avuto la fortuna di conoscere personalmente mentr'era attento a vendere musicassette dietro una bancarella al mercato di Galatina. Poi ho voluto conoscerlo meglio, sono stato a casa sua e non potevo aspettarmi altro che quel personaggio che traspare dalle sue canzoni, e cioè un contadino che ha saputo tirar fuori tanta arte dalla sua faticosa esperienza di vita.
E' una voce popolare autentica che non ha niente a che fare con altre voci del Salento che pur hanno un giro commerciale.
Il titolo del lavoro è tratto da una sua canzone «Lu furese ‘nnamuratu», un omaggio a questo menestrello che ha trascorso la vita cantando l'amore.
Mi preme soprattutto porre Luigi Paoli all'attenzione di un certo tipo di intellettuali, di borghesi, di giovani anche, in ogni caso gente estranea al mondo contadino, che snobbano un certo tipo di canzone popolare, considerandola minore se non addirittura volgare. Io so che la gente va ancora matta per certi ritmi o testi che, pur nella loro semplicità, si fanno interpreti di un gusto, un mondo che va scomparendo.
A mio giudizio c'è dell'arte in Paoli se l'arte, oltre ad essere prima di tutto un fatto estetico è però anche rappresentativo. Mi pregio di aver scoperto Paoli o meglio Gigetto, come si fa chiamare. Ne ho approfittato, tra l'altro, per dire la mia su alcuni aspetti poco noti ma interessanti della canzone popolare salentina.
Alfredo Romano

[1] Carlo Caggia, direttore del Corriere Nuovo di Galatina.

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GIGETTO DI NOHA OVVERO LUIGI PAOLI
L’ULTIMO “FURESE ‘NNAMURATU” DEL SALENTO

"Durante la guerra mio padre suonava il flauto per gli Americani a Brindisi, ed io l'accompagnavo con la mia bianca voce di bambino, per campare. Tempi tristi!".
Comincia così il racconto di Luigi Paoli, un cantastorie, un menestrello, un musicista popolare nato a Noha 48 anni fa e residente a Spongano in una bianca e comoda casa di periferia, con immancabile terrazza e orto giardino, e la cantina, dove le botti suonano di pieno e versano a me, fortunato visitatore, un negramaro robusto, profumato.
Non è facile orientarsi nel mercato minore della canzonetta popolare ora che molti improvvisatori sprovveduti si sono lanciati in questo folk alla moda che non ha niente di peculiare e scimmiotta anzi un certo liscio romagnolo omogeneizzato che imperversa nelle sale e sulle piazze di tutt'Italia.
Basta un po' di gusto però per capire che Luigi Paoli, da trent'anni, nel solco di una tradizione propriamente salentina, elabora testi po¬polari, li arrangia, ne inventa di nuovi per un pubblico non solo salentino, meridionale in genere, emigranti soprattutto (in Australia perfino, in Canada) che curano l'amara nostalgia al ritmo di suoni e canti che ricreano l'atmosfera della terra natia. II suo racconto si dipana lentamente in un gesticolare ampio. La voce, il corpo, assumono una dimensione teatrale, un viso pienotto, da scatinatore, occhi neri e luminosi, a sottolineare un sorriso perenne, contagioso.
Il più piccolo di cinque fratelli maschi, orfano di madre a quattro anni, a otto guardava le capre presso un guardiano di Noha. Un giorno, per via che, assetato, aveva impunemente bevuto in un secchio d'acqua tirata dal pozzo destinata alle capre (pare che le capre si rifiutino di bere dove ha già bevuto un altro, n.d.r.), venne appeso al ramo d'un albero a testa in giù, e, come una bestia, bastonato di santa ragione. Quest'episodio acuirà la sua sensibilità di fanciullo, rivelatore di una futura carica umana che Paoli, da grande, saprà trasfondere nella sua musica.
Di quei tempi funzionava a Noha una, chiamiamola così, palestra di vino e canti che era la puteca te lu nunnu Totu te lu Vergari che Gigetto frequentava in compagnia del padre. Qui rallegravano le serate certo Girbertu e certo Marinu Ricchitisu di Aradeo con quel popolarissimo strumento che è la fisarmonica. È qui che Gigetto affina la voce e il suo orecchio musicale; ma la fisarmonica è ancora un mito per lui e ci vorranno degli anni per farsi regalare solo una “Scandalli 24 bassi”.
Arriva poi la prima grande migrazione di salentini, dopo la guerra, nelle campagne di Bernalda, Pisticci, Scansano Ionico, Ginosa Marina, ecc., per dare inizio a estese coltivazioni di tabacco. Questo tabacco, per necessità o malasorte, i salentini ce l'hanno nel sangue e, più della vendemmia o della raccolta delle ulive, rappresenta una forma di maledizione divina che ti perseguita fin da ragazzo. Nasce così, da questa fatica centenaria, tutta una cultura del tabacco fatta di canti, stornelli, motti, proverbi che in molti casi rispecchiano le amare condizioni di vita esistenti allora nelle campagne. In quei grandi capannoni, soffocati dall'afa estiva, mentre s'infilzava tabacco: "Gigettu, 'ttacca, ca nui ne menamu te contracantu", continua Paoli nel suo narrare.
Amore miu sta sona matutinu
àzzate beddha àzzate beddha
ca lu tabaccu imu scire cujimu
cinquanta are te tabaccu tenimu chiantatu
se bruscia tuttu e lu perdimu.
Ulìa cu te ncarizzu beddha mia
e nu te pozzu mancu tuccare
chine te crassu tegnu le ma ne.

Non c'erano donne in casa e Gigetto s'adattava a lavare, cucinare, fare il pane, la pasta per il padre e i fratelli più grandi. A sera poi, finito il lavoro, inforcava una bicicletta senza freni e senza luce fino a Bernalda, 9 Km., a lezione di musica dal maestro Troiani. Cento lire gli costava, quanto un giorno di lavoro.
I progressi di Gigetto convincono i due fratelli maggiori, emigrati in Inghilterra nel frattempo, a spedirgli il denaro per l'acquisto di una fisarmonica vera, una Paolo Soprani 120 bassi. "E cci me parava, caru miu, cu ‘nna 120 bassi… te nanzi 'Ile signurine, quandu trasìa intra le case: ssèttate ssèttate, li primi valzer, la raspa, un po’ a orecchio, un po' a musi ca...". Nasce anche la prima composizione, naturalmente per la sua Noha, sulla misteriosa Villa Carlucci che, da bambini, si raccontava essere il regno del diavolo, di strani folletti.
Un giorno, sedicenne ormai, mentre era attento in uno stretto sgabuzzino a provare un esercizio sulla fisarmonica, ecco dalla sponda di un'Apetta, scendere Cecilia con madre e sorelle venute anche loro a far tabacco dalla lontana Spongano. "In quelle masserie sperdute dove non appariva donna viva, malati di solitudine, dove contavi le ore del sole nel suo levarsi e sparire, Cecilia, col suo bel visino e il petto già pronunciato, fu un colpo di fulmine".
L'inverno, poi, Cecilia ritornava a Spongano e Gigetto, con la solita bicicletta, percorreva 180 Km, allora di strada bianca, per stare qualche ora con la sua bella. Questa bella sarà l'ispiratrice di tante sue canzoni, questa bella, di cui oggi è ancora perdutamente inna¬morato, che gli ha dato sei figli, che lo segue per i mercati del Salento e che sa dividere con lui l'arte d'arrangiarsi dietro una bancarella.
Poi la fuga, allora d'uso, per sposare Cecilia e, qualche mese dopo, in Costarica a piantare banane e canna da zucchero. Paoli ha steso un velo qui nel suo racconto, dice che sarebbe troppo lungo. A me, che vorrei saperne di più, piace l'idea di vedervi celato un qualche mistero.
Si ritorna in Italia, ma non si campa e, questa volta da solo, con la usuale valigia di cartone, in Germania a fare il manovale chimico. "Non stavo male in fabbrica, ma ogni sera era un tormento e le foto di Cecilia e dei miei bambini in capo al letto mi ammalavano di nostalgia. Così non potei resistere a lungo".
Definitivamente a casa, ma con qualche idea. In fondo ha una bella voce e suona bene la fisarmonica. Si presenta per un provino a Locri in Calabria. È il 1962, Paoli incide i primi dischi: Tuppi tuppi la porticella, La tarantola salata e numerosi balli strumentali che lui sa arrangiare con un'arte che gli deriva, più che dallo studio, da una cultura musicale essenzialmente popolare. Andatevi ad ascoltare queste prime incisioni: hanno un fascino di registrazione sul campo, c'è addirittura un saltarello con ciaramella, uno strumento montanaro col quale Paoli aveva familiarizzato nel soggiorno in Lucania.
In quegli anni poi andavano in voga storie popolari strappalacrime, tratte da tragedie vere o presunte e significative sono nella sua produzione due storie, l'una, II cieco del Belgio, narra di un emigrante che perde la vista nel crollo di una miniera e al suo ritorno a casa, la moglie, interessata solo alla sua pensione, non gli risparmia le corna; la seconda, s’intitola La matrigna cattiva, in quattro parti, dove si narra dì una bambina orfana buttata in pasto a una matrigna che tenta di avvelenarla e sarà punita per questo con cinque anni di carcere. Ambedue le storie Paoli le fa cantare all'allora piccola primogenita Cerimanna. Sono storie che oggi fanno un po' ridere, ma guardatele con gli occhi del tempo e non meravigliatevi se le mamme di mezza Italia hanno pianto ad ascoltare quelle storie. Fu tale il successo, che i falsari di Napoli lanciarono sul mercato migliaia di copie e per Paoli andarono in fumo alcune speranze di guadagno.
Sessantotto, rivoluzione nei valori, nei costumi, si scopre il popolare, si scoprono la lingua, gli usi, i costumi di una civiltà contadina che sta scomparendo. Le case discografiche si danno da fare a scovare questi anonimi canzonettisti popolari degni di un pubblico più vasto. A Paoli s'interessa la Fonola di Milano. Inizia così una vasta produzione musicale che ancora oggi continua. Dodici musicassette in attivo, qualche altra in cantiere, che hanno sorvolato gli oceani, è il caso di dirlo, senza quella pubblicità di cui si servono "i grandi", ma in virtù della parola che si trasmette, un tam-tam, quasi una tradizione orale che ancora resiste.
Diamo uno sguardo a questa produzione. Innanzitutto canzoni e balli strumentali attinti alla tradizione che Paoli arrangia in modo originale con delle varianti sia nel testo che nella musica degne di essere popolarmente connotate. Cosa significhi "popolare" nella canzone è presto detto. Semplicemente Paoli dice: "E’ quandu ‘na canzone la ponnu cantare cinquanta cristiani tutti assieme, trenta femmame ca sta tàjanu l'ua: una cu ttacca e ll'addhe cu tràsanu a cuncertu".
Abbiamo così la pizzica in più versioni col predominante ritmo del tamburello, e Santu Lazzaru, questo canto cristiano che i Grecanici ci portavano 'rretu le porte te casa nel cuore della notte durante la Settimana Santa.
Canzoni d'amore tante, un amore represso che acquista nel canto un moto liberatorio. Lu furese 'nnamuratu, forse la canzone più bella, dove accanto a una visione del lavoro come dura fatica, Paoli prorompe in:
Comu l’àggiu stringere e baciare
Te lu musicchiu sou sangu ha bessire.
(Come la devo stringere e baciare / dal suo muso sangue deve uscire).

La Carmina, dove il bi sogno d'amare è accorato, disperato quasi:
Mamma iu moru
e la Carmina nu’ lla provu
Beddha mia fatte sciardinu
fatte menta e petrusinu...

(Mamma io muoio / e Carmina non l’assaggio / Bella mia fatti giardino / fatti menta e prezzemolo).
E canti e strofe carnascialesche, condite di allusioni piccanti, volgari quasi, ma di una volgarità allegra, simpatica:
Nc'è lu zitu cu la zita
allu pizzu ti la banca
la manu camina te sotta
lu canale dell'acquedotta.

(C’è il fidanzato con la fidanzata / allo spigolo del tavolo / la mano scivola sotto / il tubo dell’acquedotto).

Allusioni che non risparmiano un certo tipo di prete alla Papa Cajazzu al quale non piace chiaramente confessare le vecchiette, bensì le zitelle. In verità molte canzoni, come proverbi e culacchi, rivelano un certo anticlericalismo, anche se molo bonario, diffuso nella nostra gente. E poi canti e stornelli che hanno il ritmo di un lavoro e ti pare di vendemmiare o d’infilzare tabacco in qualche capannone. Non mancano le canzoni tristi per gli emigranti, per quelli che stanno a soldato, per il carcerato che fatalmente al ritmo di una tarantella grida:
Menatine ‘sti corpi chianu chianu
ca suntu testinati pe' mmurire…

(Buttate i nostri corpi piano piano / ché sono destinati a morire).

Naturalmente non tutto è eccelso. Accanto a testi di un certo valore artistico, si alternano altri in cui Paoli piega a seduzioni commerciali. E' laddove, per conquistarsi evidentemente un pubblico più largo, tenta delle melodie in un italiano a lui non confacente. Diciamo subito che a Paoli è più congeniale il testo salentino dove è capace di sfumature e modulazioni possibili solo a una voce popolare tradizio¬nalmente educata come la sua. Ascoltatelo nella canzone Lu trainieri, per es., dove la voce, bellissima, affronta tra l'altro toni decisamente alti. Il tono alto è in verità una caratteristica del canto salentino, cosi come il controcanto, che Paoli sfrutta in tutte le sue canzoni ponendolo una terza sopra, mai sotto la melodia stabilita. Come nella tradizione. L'effetto è tale che è come ascoltare l'eco di una persona che canta a distanza portandosi ad arco la mano sulla bocca. Alle origini di questa forma c'è, evidentemente, la necessità del "lavorar cantando" tra contadini distanti fra loro.
Un discorso a parte merita la fisarmonica, la protagonista di tutti gli arrangiamenti di Paoli. Nelle sue mani diventa magica e ci sono tanti e tali di quegli abbellimenti, non trascrivibili in partitura, che userei chiamarla barocca, in sintonia con una Terra che barocca lo è perfino in cucina e non solo nell’architettura delle chiese e delle case.
C'è una cosa che colpisce nella musica di Paoli, ed è un certo influsso orientale avvertibile in canzoni come la sopracitata Lu trainieri e La vecchiaia è 'na carogna. Qui sia la voce che la fisarmonica assumono un andamento cromatico, orientaleggiante appunto, e la melodia, di particolare bellezza, scivola sul filo dei sogni arcani, un lamento, un pianto quasi dal profondo d'inesplorati abissi.
Ma ciò che più fa scattare l'interesse per le musiche di Paoli è qualcosa di più misterioso che non saprei definire. Propriamente ci si sente scazzicati, come morsi da una tarantola, e vien voglia di abbandonarsi a una danza frenetica, liberatoria.
Quale ragno nascosto nei meandri di grigie pietre assolate, Paoli ci attende al varco esercitando su di noi una qualche magia. Non sarà vero, rna ci piace pensarlo.

Alfredo Romano

Da Il Corriere Nuovo di Galatina, n. 7 del 30 settembre 1983

fonte www.pizzicata.it

 
Di Redazione (del 05/05/2015 @ 23:49:58, in Comunicato Stampa, linkato 707 volte)

La Libreria Fiordilibro promuove ed organizza con il patrocinio del Comune di Galatina e della Comunità Francescana giovedì 7 maggio alle ore 19,30 presso la Sala Francescana di Cultura adiacente alla Basilica di S. Caterina , l’incontro con Rossella Barletta e la sua ultima pubblicazione “Maria d’Enghien, Donna del Medioevo” Grifo Editore .

“Maria d’Enghien, Donna del Medioevo si configura come un saggio/racconto e ci permette di conoscere un po’ più da vicino laContessa, Principessa,  Guerriera , Regina,  Mecenate,  Amministratrice nonché sposa e madre Maria D’Enghien, committente insieme al marito Raimondello Del Balzo Orsini, della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria ed in particolare degli affreschi nel cui  ciclo mariologico  è possibile riconoscere un suo ritratto.

Scrive l’autrice “mi sono avvalsa di piccole curiosità, leggende e aneddoti ….. senza tralasciare la rievocazione doverosa della storia, delle guerre, dei matrimoni combinati, delle alleanze, delle faide interne, dei rapporti con la Chiesa e così via, che costituiscono lo sfondo su cui agì la contessa. Né ho avuto timore, pur essendomi documentata su un numero considerevole di libri, di far ricorso alla fantasia, per completare il panorama. In questo modo mi piace pensare che riesca a toccare l’immaginazione e l’intelligenza del lettore, il quale sarà indotto a considerare il feudo amministrato dalla d’ Enghien per nulla periferico o di minore importanza nello sconfinato regno di Napoli, ma vivace e dinamico dal punto di vista politico, sociale e culturale.”

All’incontro interverranno Fra’ Rocco Cagnazzo Parroco della Basilica di S. Caterina d’Alessandria, Daniela Vantaggiato Ass. re alla Cultura, dialogherà con l’autrice Vincenza Fortuzzi Docente e Storica, modererà  Antonio Liguori della Gazzetta del Mezzogiorno. Nel corso della serata i Laus Nova : Francesco Napolitano liuto e voce Roberto Belcuore percussioni, ci farà rivivere l’atmosfera delle corti medievali.

 
Note

Rossella Barletta ricerca e studia da più di quarant’anni, il patrimonio storico, folklorico, antropologico, artigianale, gastronomico del Salento. Ha all’attivo numerosissime pubblicazioni, negli ultimi anni la sua attenzione si è rivolta al recupero del lessico dialettale e gergale.

Vincenza Fortuzzi docente ,da sempre impegnata nella valorizzazione del patrimonio e della storia locale.

I Laus Nova nascono nel 2012 da un idea di Francesco Napolitano ( voce e liuto) .Il progetto propone le sonorità della musica medievale del XIII con particolare attenzione al repertorio francescano delle laudi. Pur riproposti con strumenti moderni i brani sono eseguiti nel rispetto dell’accordatura e dell’intonazione dell’epoca così come desumibile da ricerche dell’ambito della musicologia e della liuteria.

 
Di Albino Campa (del 20/10/2011 @ 23:48:33, in Grafite è Musica, linkato 10305 volte)

Sabato 22 Ottobre giornata finale de "Li Ucci Festival", evento dedicato all'ultimo cantore salentino Uccio Aloisi, scomparso un anno fa. Il concerto che dalle 20.30 vedrà tantissimi gruppi, cantanti, danzatrici, musicisti e artisti salentini.
Sul palco si alterneranno tante generazioni di musica popolare: Raffaella Aprile, Anna Cinzia Villani, Enza Pagliara, Gianluca Longo, Antongiulo Galeandro, Carlo Canaglia, Gianni De Santis, Cardisanti, Melegari & i suoi Compari, Robba de Smuju, Menamenamò, Zimbaria, Arakne Mediterranea, Canzoniere Grecanico Salentino, Edoardo Zimba, Ninfa Giannuzzi, Daniele Durante, Massimiliano Morabito, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga, Kamafei, Alessia Tondo, Puccia “from Apres la Classe”, Emanuela Gabrieli, Carla Petrachi, Marco Rollo, Triace, Officina Zoè, Antonio Castrignanò, Emanuele Licci, Antonio Amato ensemble, Andrea Presa, Andrea Stefanizzi, Stefano Calò, Narduccio Vergaro, Giovanni Avantaggiato, Maristella Martella.

A far da cornice anche l'arte  con un’estemporanea di pittura a cura di Teresa Gravili con la partecipazione di Francesco Cuna e la mostra itinerante di Paola Rizzo con la sua "Grafite è musica" che dipingerà sul palco un ritratto di Uccio Aloisi.

Paola Rizzo afferma  "GRAFITE è musica ed io saremo a Cutrofiano per condividere una serata di musica dedicata al cantore scomparso esattamente 1 anno fa. Lo farò rivivere attraverso la mia grafite, e lui sarà li ad ascoltare, chissà! La posa che ho scelto sembra dire quello..."

 
Di Albino Campa (del 05/12/2011 @ 23:45:45, in Eventi, linkato 1583 volte)
100 lanterne per illuminare il suggestivo centro antico di Galatina durante la manifestazione “Notte delle lanterne”, ideata da Roberto Arcadi in collaborazione con l’Associazione Cultura/Danza Oistros e l’Associazione Città Nostra, che si svolgerà il 10 e l’11 dicembre. Dalle 20,00 del sabato la flebile luce di queste lanterne avvolgerà le vie ed i palazzi del centro storico di Galatina reinterpretati dagli artisti dell’Oistros, e dal Trio di Irene Scardia, Emanuele Coluccia ed Alemanno. Si potranno degustare prodotti tipici per le vie, fino alla Corte del Fuoco. Domenica vi saranno anche degli spazi per bambini con il teatro dei burattini delle Teste di Legno in P.tta Cavoti, e la possibilità di visite del centro in groppa a dei pony. Per gli adulti, Pietro Rapanà del Fondo Verri leggerà alcuni passi di “Salento da favola”, visite del centro in carrozza con successivo happy hour. A conclusione, uno spettacolo del fuoco della compagnia de I Girovaghi. Un evento in grande stile, che testimonia che anche d’inverno, anche senza poter contare sull’ondata del turismo di massa si può far vivere e rivivere il nostro centro antico, che forse sentiremo più nostro e che potremo esibire orgogliosi. Ovviamente, siamo tutti invitati a partecipare ed ad estendere l’invito agli amici delle altre città.

Anna Onesimo

 
Di Albino Campa (del 22/07/2012 @ 23:42:33, in Eventi, linkato 2353 volte)

La scuola di Noha c'è, eccome!. Anche sotto il sole cocente di luglio.
Eccovi alcuni flash sulla bella iniziativa promossa dalla scuola di Noha e coordinata dalla prof.ssa Rita Colazzo

Si ascoltano i comandi Tutti sulla scacchiera! Le prime prove all'aperto
Il gruppo dei tamburellisti Si insegnano i passi della pizzica
I solisti Si costruiscono i costumi di scena

POLO II SEDE DI NOHA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

  • Gli scacchi questi sconosciuti
  • Io canto

Il 03/07/2012 hanno avuto inizio i , sotto la guida delle docenti Colazzo Rita Maria e Coluccia Barbara, i progetti extra curriculari su menzionati confluiti in seguito nel più realistico “ Scacco matto live”, che ha perseguito i medesimi obiettivi dei suoi fratelli e vale a dire:

  • Impegnare i ragazzi  ,soprattutto  durante l’estate, in attività alternative a quelle offerte dalla strada
  • Scoprire/ divertendosi  non solo il gioco degli scacch,i ma anche il valore della persona umana e i diritti ad essa connessi  e attraverso l’applicazione delle regole del gioco degli scacchi e attraverso il rispetto dei ruoli in un’attività corale

I ragazzi , un gruppo di circa 30 , ha frequentato con regolarità il progetto che si è esteso per tutto il mese di luglio per due incontri settimanali ( martedì e venerdì)  dalle 9.00 alle 12.00
Dal 23/07/2012 fino allo spettacolo finale del 27/07/2012 gli incontri hanno avuto cadenza giornaliera

Le attività messe in atto sono state molteplici:

  • conoscenza della scacchiera e del ruolo dei singoli pezzi anche tramite l’ausilio della LIM
  • Sperimentazione di una partita di scacchi
  • Progettazione e realizzazione  dei costumi di scena in vista della partita di scacchi umana
  • Suddivisione degli allievi in base alle loro abilità canore
  • Lettura , analisi ,studio  ed esecuzione dei testi musicali da proporre sempre in attività corale nella serata finale
  • Saper suonare semplici strumenti a percussione come il tamburello  (proprio in quest’ambito sono emerse delle eccellenze a noi docenti sconosciute e che, nel corso dell’anno scolastico prossimo a venire, ci auguriamo possano essere ulteriormente migliorate e valorizzate)
  • Saper eseguire semplici coreografie  ( anche qui sono emerse eccellenze nell’arte coreutica che si spera  vengano valorizzate in futuro)

I ragazzi, provenienti da varie classi e della primaria e della secondaria di primo grado, hanno imparato

  • a memorizzare un testo musicale ,
  • a saperlo eseguire nel pieno rispetto dei ruoli assegnati e dei tempi musicali,
  • a saper controllare la propria emotività o a vincere la propria innata timidezza,
  • a sapersi muovere al ritmo della musica popolare salentina seguendo i comandi dei docenti  ,
  • a saper portare il ritmo con i tamburelli.

Riguardo poi la conoscenza del gioco degli scacchi hanno imparato

  • a prevedere le mosse dell’avversario a partire dalla propria,
  • ad avere maggior rispetto delle regole della convivenza civile e quindi dell’altro diverso da sè,
  • a saper controllare la propria emotività o a saperla sfruttare  a seconda delle occasioni fornite dalla partita,
  • a sapersi muovere, secondo i ruoli loro assegnati, su una macro scacchiera rispettando le regole del gioco
  • ad imparare ad applicare alcune semplici regole matematiche al gioco degli scacchi

E’ stata un’ attività entusiasmante e per noi docenti e per i ragazzi che non solo si sono divertiti tutti insieme, ma  hanno imparato a convivere e giocare tutti insieme anche se diversi per  età e sesso
Non si sono tirati mai indietro nonostante il caldo a volte si facesse  sentire. Ad alleviare il disagio momentaneo abbiamo provveduto noi stesse fornendoli di acqua fresca e panini e lavorando soprattutto fuori , all’ombra, nella palestra scoperta
Valido è stato il contributo di Ettore Romano, maestro di canto che ha coadiuvato la prof.ssa Coluccia nella messa in opera di un gruppo di canzoni : Happy day. Se la gente usasse il cuore. Quando i bambini fanno oh. L’acqua de la funtana … e altre della tradizione salentina
Altresì importante  è stato il supporto dei genitori che ci sono stati di valido aiuto, ma anche degli sponsor cittadini che hanno creduto nella nostra iniziativa e nella scuola, che  in  un contesto socio/culturale come quello in cui essa è ubicata, ha dimostrato, con apprezzamento della comunità nohana, che è presente con particolare cura e attenzione agli allievi ad essa affidati

Rita Colazzo

 

Nuovo appuntamento su Radioinondazioni con Paola e Simona. In diretta dalla Piazza Castello di Noha dalle ore 19.30 alle 21.30. Ospiti della serata il famoso gruppo Rino's Garden, freschi del loro "Pagliacci Tour" e con la loro musica ci faranno rivivere il grande Rino Gaetano!

Sintonizzatevi!

 

 

 

Qualche nota che raccogliamo dalla loro pagina myspace: "I Rino's Garden sono ormai una delle band più in vista del panorama musicale salentino,ma non solo. Con oltre 400 live all'attivo dall'estate 2008, la band ha scosso e animato le piazze e i locali di tutto il Salento, esibendosi con la sua musica anche oltre i confini provinciali e regionali, con tntissime tappe in tutta Italia. La band è composta da 6 elementi :Andrea Melileo (voce); Matteo Cannavacciuolo (batteria); Francesco Fersini (synth e cori); Giuseppe Ciullo ( basso); Giacomo Carlino (chitarra ); Francesco Verdicchia (Piano).
Il progetto Rino's Garden nasce come omaggio al grande Rino Gaetano, ma è arricchito delle varie esperienze e influenze musicali personali dei suoi musicisti. Dal vivo ne viene fuori un sound vivace e allegro, uno spettacolo che coinvolge il pubblico presente dalla prima all'ultima canzone, pubblico che diventa parte integrante dello spettacolo stesso, con un repertorio di brani di Gaetano contornato da svariate contaminazioni, passando anche da brani folk. Un live ricco di colpi di scena!
Nell'estate del 2010 esce il primo singolo inedito della band, brano che da ottobre 2010 è in rotazione su oltre 500 radio italiane con diverse pubblicazioni su riviste di settore e web e il video clip passerà per numerosissime tv indipendenti, sky, con buone possibilità di entrare in circuiti come Mtv,rocktv, match music, ecc. Inoltre è accompagnato da un altro brano il cui titolo è "Pagliacci", che dal il nome all'attuale tour e al cd in uscità per il 2011"

 
Di Albino Campa (del 10/07/2011 @ 23:35:27, in Letture estive, linkato 1880 volte)

Bianca come il latte, rossa come il sangueBianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia, Mondadori, 2010, pp. 254, € 19,00

Tempo di lettura: 1 giorno, 3 sono troppi

Lettura consigliata. Ma non aspettatevi nulla di eccezionale.

Le pagine scorrono veloci sotto gli occhi; i capitoli si rincorrono freneticamente e senza affannarsi troppo si riesce ad arrivare sino alla fine del romanzo. Peccato che, una volta chiuso e riposto nello scaffale, di lui rimanga solo il ricordo del fastidioso struscio della carta contro le dita, monotono sottofondo di questa rapida prima lettura estiva. Poca musica quindi, solo un leggero brusio interrotto a tratti da timidi singhiozzi di letteratura. Un disco rigato, purtroppo.

Tuttavia ve ne consiglio la lettura, soprattutto se avete letto e amato “La solitudine dei numeri primi”. Di sicuro la storia di Leo, il solito giovane adolescente in crisi, farà di nuovo breccia nel cuore dei “matematici solitari”, e infastidirà non poco i cercatori di novità letterarie, che ahimè, ignari del fatto che il giovane prof. D’Avenia sia stato osannato come il nuovo Paolo Giordano, ne hanno intrapreso la lettura.

La ricerca linguistica è nulla: frasi brevi, sintatticamente banali, interrotte da una poesia scontata. “Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco infatti è un colore che non sopporto: non ha confini”. (pag. 9) Poi si scopre che per fortuna stiamo leggendo i pensieri del giovane adolescente protagonista della storia e non quelli del professore D’Avenia. Attenzione però a non cadere nell’errore di ridurre un ricercato lavoro d’interpretazione del mondo adolescenziale, quale vorrebbe essere quello del D’Avenia, alla solita sceneggiatura targata “Moccia”, fatta unicamente di slang, degli irrinunciabili Google, i-Pode, T9, del classico rifiuto delle regole, dell’ostinata ricerca dell’ignoranza, di banali frasi d’amore, dell’immancabile odio verso adulti, scuola e il mondo tutto, e nient’altro.

Da educatore e quindi profondo conoscitore del mondo adolescenziale, il professore (che si intrufola nel romanzo sotto le sembianze del Sognatore, un supplente di storia e filosofia con un’innata passione per l’insegnamento),  ha il buon senso di aggiungere al mondo “mocciano”, o “giordano” che si voglia, quel tocco di intelligenza ai personaggi, quella spensierata meraviglia che permette di interrogarsi sulle cose del mondo, sul dolore o sul significato della conoscenza (due aspetti chiave del romanzo).

Elementi questi, che conferiscono alla storia quel pizzico di originalità che mi permette di consigliarvene la lettura. Nonostante tutto.

Michele Stursi
 
Di Redazione (del 25/06/2013 @ 23:34:59, in Eventi, linkato 1431 volte)

Il 29 Giugno, in occasione dei festeggiamenti dei Santi Patroni di Galatina, Pietro e Paolo, le donne morsicate dalla tarantola si recavano per ricevere sollievo dallo stato di malattia, indotto dal veleno dell'animale chiedendo la grazia al Santo, pregando e bevendo l'acqua miracolosa, attinta dal pozzo attiguo alla Chiesa dedicata a San Paolo.
Ad aumentare quelli che si credevano gli effetti miracolosi della preghiera e dell'acqua era la musica. Durante il rito, infatti, le tarantate si esibivano in balli frenetici al suono di tamburelli, suonati cercando il ritmo giusto per placare gli effetti del morso.

Per ricordare e non dimenticare questa tradizione alle ore 8.30 della mattina di sabato 29 giugno ’13 verrà riproposto l’arrivo delle tarantate con traini e carrozze vicino alla chiesetta di San Paolo.

 
Di Albino Campa (del 11/08/2010 @ 23:31:07, in Grafite è Musica, linkato 1816 volte)

Il 13 Agosto durante la rassegna "Neviano d'estate" l'artista Paola Rizzo si esibirà in una performance che la sta portando in giro fra i locali e gli eventi della Provincia di Lecce e non solo, dal titolo "Grafite è musica" nella quale realizzerà "live" sul palco il ritratto a Gaetano Carrozzo che contemporaneamente si esibirà con il gruppo della Bandadriatica, capeggiato dall'organetto di Claudio Prima.

PAOLA RIZZO è pittrice laureata nel 1997 all’Accademia delle belle Arti di Lecce con una tesi in anatomia artistica dal titolo “Fisicità e psichicità di un linguaggio universale: il volto”. Bravissima con la matita, nei chiaroscuri, il suo talento sembra esprimersi al meglio nella tecnica della pittura ad olio. Nature morte, vedute marine, paesaggi bucolici, panorami, soggetti religiosi, scene di vita quotidiana, ritratti di volti umani o fantastici, sono stati i soggetti della sua prima produzione artistica. Poi improvvisamente incontra un soggetto che è diventato quasi la costante della sua opera: l’ulivo, la pianta che per eccellenza rappresenta l’ambiente, la natura della terra salentina, cui si aggiunge nel corso degli ultimi anni l’amore per la fotografia e per la musica. musica e pittura, in connubio tra loro, divengono per lei inscindibili. Nascono così i suoi famosi ritratti a matita di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale protagonisti della conosciutissima mostra itinerante “Grafite è musica”. Attualmente è impegnata in una personale di pittura al “Dona Flor”, lo storico american bar del Teatro Petruzzelli. Paola Rizzo dipinge e disegna con la musica. Non come colonna sonora, che pure non manca mai nel suo studio d'arte, ma come moto dell'anima-artista. Le sue tele e i suoi ritratti sono spartiti musicali su cui si adagiano note in bianco e nero e note di colore, spalmate con pennelli o incise nel tratto al cui ritmo risuona l'armonia del creato. Nei suoi dipinti, i colori a volte stridono e lottano in contrasto come rulli di tamburi e tamburieddhri, a volte sfumano malinconici sul diesis o sul bemolle di un ottone a fiato o di un'armonica a bocca, a volte esplodono nella maestà degli ulivi che si ergono nella gloria dei cieli come trombe o antiche canne di un organo solenne.I volti di Paola Rizzo e le loro espressioni li trovi ovunque nei suoi quadri. La natura delle sue tele non è mai morta, ma viva, pulsante, danzante, cantante. Il pennello o la matita di Paola finiscono per essere nelle sue mani come la bacchetta di un direttore d'orchestra, e i suoi volti e le sue immagini la composizione e l'esecuzione più bella della sua pittura lirica. Questi volti stanno cantando e suonando: tendete l'orecchio, liberatevi dal tappo che ostruisce ed ottura, e li sentirete anche voi.

 
Di Antonio Mellone (del 30/05/2014 @ 23:29:56, in Equestrian Show, linkato 1921 volte)

Promette bene anche la seconda edizione del Gran Galà “Equestrian Show – Favola di Primavera” che avrà luogo a Noha nel corso di tre giorni consecutivi di spettacoli, concerti, mostre, artisti di strada, e notti bianche con musica e stand gastronomici. Il tutto si svolgerà in un’area attrezzata forse più ampia della stessa cittadina che, come vuole la tradizione, ospita una kermesse che non ha eguali in tutto il Sud-Italia.

La “città dei cavalli” si agghinda a festa per questo evento che vedrà quali protagonisti dei bellissimi purosangue, e come fulcro il locale campo sportivo e le sue immediate adiacenze, trasformate per l’occasione in ippodromo-palcoscenico degli spettacoli.

I cavalli provenienti da tutta Italia s’incontreranno in questo originale “moto-raduno” con un programma intenso e ricco di attività variegate che vanno dall’american show al corteo di carri caratteristici, dalle gare di abilità al tiro pesante, dal salto degli ostacoli al Roping, dal Rening al Barrel, dal Team Penning alle Gimkane western, dalla Pizzica dei Cavalli all’asta spagnola.

Gli spettacoli hanno inizio alle ore 9 del mattino per concludersi a notte inoltrata.

Ma la principale attrazione è rappresentata ogni sera alle ore 20.30 dal Gran Galà,  l’esibizione artistica di dressage da parte di cavalli e cavalieri italiani e stranieri, tutti campioni di rango. Lo spettatore s’incanterà nel corso di questo triduo da favola con i movimenti geometrici, le volute, le coreografie, le danze e i volteggi acrobatici dei destrieri, diretti e interpretati da registi, cavalieri e maestri di alte scuole equestri provenienti da ogni dove.

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 11/08/2012 @ 23:23:09, in Cultura, linkato 1680 volte)

Il mio Salento non è terra da movida. Non è spiagge con lettini a castello e musica da discoteca sparata a palla da dee-jay svampiti. Non traffico diurno e notturno alla disperata ricerca di un parcheggio a pagamento, abusivo ed esaurito. Non è turisti di massa local e global schiamazzanti e starnazzanti come novelle oche nel Campidoglio messapico. Non baccanali e suq di distrattismo effimero e perdigiorno. Non sabbia e scogli privati con sdraio e ombrelloni omologati, pur su lignee piattaforme posticce. Non mare nostrum abbacinato di notte dalla luce di fari potenti con il mirino puntato verso il pelo dell’acqua del litorale, sì da rendere più trendy gli happy hour al buffet di barruechi in riva al mare. Non deserti samsahariani con incolonnamenti e colli di bottiglia stile Bombay. Non villette schierate come un plotone di esecuzione di fronte al mare o in aperta campagna. Non case in semicerchio quale corona di spine conficcate nelle dune della spiaggia, un tempo segno e sogno di bellezza e libertà. Non rifiuti sparpagliati sull’arenile, o nascosti sotto. Non eco-mostri, pugno nell’occhio delle tante rivabelle-chiamatemi. Non autostrade che spianano ulivi per correre a quattro corsie verso il finibus terrae (stavolta nomen omen). Non antichi borghi trasformati in una sequenza interminabile di bar, pub, pizzerie e ristoranti (con cibi importati da chissà dove). Non spettacolini la sera e precari animatori da villaggio adibiti al divertimento di questo turismo grasso, sudato, inebetito. Non masse di pecoroni che percorrono strade e centri antichi e meravigliosi (risultato di storia e di fantasmi aggrappati alle volte dei secoli) di cui non sanno né hanno intenzione di conoscer nulla.           

Il mio Salento è un’altra cosa. Il mio Salento è meno eventi (transeunti) e più cultura (permanente). Il mio Salento, forse, è tourist free.

Come lo è Noha. Ma non diciamolo troppo in giro.

 
Di Redazione (del 09/05/2014 @ 23:22:29, in Comunicato Stampa, linkato 926 volte)

Gli eventi promossi dall'Organismo di Formazione Programma Svilluppo c/o Via Scalfo, 5 Galatina (LE) nel mese di maggio:

12/05/2014 ore 17.30: convegno #sischool2014 “La percezione dello stress e la quotidianità lavorativa”;

21/05/2014 ore 15.00: Corso di formazione/aggiornamento personale alimentarista;

25/05/2014 all’interno della manifestazione "Galatina in Fiore", c/o la ns sede, apriremo le ns aule ospitando eventi musicali, culturali, letterari, formativi e degustazioni di prodotti enogastronomici;

29/05/2014 ore 15.00: Convegno “Prodotti agro-alimentari: etichetta e comunicazione verso il reg. (ue) n. 1169/2011”.

 
Di Albino Campa (del 01/02/2012 @ 23:17:16, in Eventi, linkato 1647 volte)

L'Azione Cattolica di Noha domenica 19 febbraio 2012 alle ore 19.30 presenta la II Edizione del Festival dei TALENTI presso l'oratorio "Madonna Delle Grazie".


La serata consisterà dunque in uno spettacolo di varietà con una serie di esibizioni di canto, musica strumentale, poesie, barzellette , danza e divertenti  sketch per intrattenere il pubblico.


Ospiti a sorpresa della serata ZIGO E ZAGO CABARET.

 

 

 
Di Andrea Coccioli (del 25/12/2014 @ 23:11:43, in Comunicato Stampa, linkato 714 volte)

Il 27 dicembre è festa grande!
L'Associazione Bicivetta ha deciso di presentarsi alla cittadinanza con un super evento che durerà dal pomeriggio a tarda sera, proprio per permettere a tutte e a tutti di unirsi ai noi.

L’iniziativa prende il nome di Ciclopedalata natalizia ed è organizzato da Associazione Bicivetta in collaborazione con l’Assessorato LLPP, Sport e Politiche giovanili.

La passeggiata natalizia in bici prevede un bel giro nel centro storico di Galatina, alla scoperta di viuzze e scorci che probabilmente non avete mai avuto il tempo di ammirare.
Il percorso è molto semplice e ben organizzato (insieme a noi avremo vigili urbani e protezione civile - rigorosamente in bici - che ci aiuteranno a bloccare il traffico), quindi adattissimo sia a bambini che ad adulti.
Durante la passeggiata ci fermeremo due volte per ascoltare delle pièces teatrali di due attori di grande spessore che hanno deciso di dare il loro contributo: in piazzetta Orsini incontreremo Fabrizio Saccomanno e in Piazza San Pietro avremo Fausto Romano.
Punto di partenza è la sede della Ciclofficina Bicivetta, presso lo spazio dell'ex Mercato Coperto di Galatina in Via Principessa Iolanda.
Ci ritroveremo lì bicimuniti intorno alle 16.30 per addobbare e rendere più natalizie le nostre biciclette.
Alle 17 inizierà la nostra biciclettata natalizia colorata e musicale alla riscoperta del centro storico di Galatina.

Alla ciclopasseggiata sarà presente anche l’ingegnere Antonio Sponziello progettista di TRIS, veicolo innovativo che Sasp Innovation srl sta sviluppando per dare nuovo impulso alla mobilità urbana ecosostenibile. TRIS è un veicolo che rispetta l'ambiente, non inquina e nel suo genere è unico e divertente.

Alla partenza della Ciclopedalata il Presidente del Consiglio Fernando Baffa e l’Assessore ai LLPP, Sport e Politiche Giovanili Andrea Coccioli consegnerano due biciclette a servizio permanente del Corpo di Polizia Municipale di Galatina.
Dalle 19 in poi ritorneremo in sede per un aperitivo bio, durante il quale si estrarranno i numeri vincenti della nostra Riffa. Il primo premio è una bicicletta fiammante restaurata dalla Ciclofficina Bicivetta, gli altri, un Tour organizzato da Salento Bici Tour, una lampada artigianale donata da Legno in Testa e numerosi libri donati per l’occasione dalle librerie di Galatina.

In serata poi ci sposteremo tutti e tutte al Circolo Arci Eutopia per la nostra festa di tesseramento, per brindare a suon di musica.

L’amministrazione comunale continua a promuovere la mobilità dolce per contribuire al pieno benessere fisico e mentale in linea con il Piano di Azione Energia Sostenibile (PAES) definito e approvato da questo Comune nel 2012 e condiviso dalla Comunità Europea nel 2013.

Missione centrale dell’attuale Amministrazione Comunaledi Galatina è quella di restituire una misura umana alle relazioni urbane, una fruibilità lenta e consapevole alla città pubblica, una elevata qualità ecologica agli spazi della vita.

Agire sulla riconversione sostenibile dell’attuale sistema della mobilità è quindi azione prioritaria, e in tale direzione si muovono molti sforzi programmatici. Si iniziano a montare i primi pezzi della Galatina sostenibile.

Andrea Coccioli

Assessore LLPP, Sport e Politiche Giovanili

Città di Galatina

Vi aspettiamo numerosi!
 
Di Albino Campa (del 30/01/2012 @ 23:11:42, in Comunicato Stampa, linkato 1987 volte)

Come anticipato il 9 ottobre 2011 su “L’Osservatore Nohano n° 6 - Anno V” a proposito dei corsi di musica per dar vita a una Banda musicale di Noha, oggi a distanza di qualche mese  possiamo dire che la costituzione della banda sia ufficiale.

L'inaugurazione avverrà  il 26 febbraio 2012 in occasione della festa di San Gabriele, con la cerimonia di  benedizione e l'inaugurazione dell'attività del Concerto Bandistico "S.Gabriele dell'Addolorata"

 
Di Antonio Mellone (del 13/10/2016 @ 23:11:21, in Eventi, linkato 1111 volte)

A Roma han detto finalmente di NO alle Olimpiadi del 2024. Quindi ora siamo liberi di organizzarne a bizzeffe ovunque, ma senza cementificazioni per invadenti “cittadelle dello sport”, senza indebitamenti di intere generazioni future e soprattutto senza mafie.

Ora. Siccome tutte le strade portano a Noha, il tedoforo con la torcia s’è deciso di venire ad accendere la sua fiaccola olimpionica proprio nel cuore della nostra cittadina.

La prima Olimpiade di Noha si terrà, dunque, domenica prossima 16 ottobre 2016 da mane a sera. Sicché la centralissima via Castello e il parco dell’antico maniero nohano si popoleranno di grandi e piccoli concorrenti nelle varie discipline di:

  • Corsa con i sacchi
  • Tiro alla fune
  • Calcio balilla
  • Tiri al canestro
  • Tennis da tavolo
  • Tiro ai barattoli
  • Lancio del giavellotto
  • Sfide a Dama
  • Palleggi
  • Calcio biliardo umano

Dopo le iscrizioni aperte a tutti, alle ore 11 inizieranno le prime gare di questa prima Olimpiade.

Le attività si protrarranno fino alle 13.00, orario d’inizio della doverosa pausa pranzo (al sacco).

All’interno del parco del Castello, all’ombra della torre e del ponte medievali, sarà allestita l’area pic-nic aperta a tutti, mentre i ragazzi dell’associazione del Presepe Vivente, come è loro solito, prepareranno pucce e panini imbottiti di leccornie salentine. Ma anche mortadella bolognese (eh, sì, quando si parla di giochi senza frontiere bisogna per forza andare oltre gli angusti ambiti provinciali).

Alle ore 15.00 riprenderanno i giochi olimpici e il resto dell’animazione con la colonna sonora della musica Anni ’80.

Il programma olimpico prevede la consegna delle medaglie agli atleti dopo ogni gara. La salita sul podio è accompagnata dal canto dell’inno nazionale (ma quest’ultimo programma potrebbe registrare delle varianti a sorpresa).

*

L’occasione di questa straordinaria festa dello Sport è il battesimo della ASD NOHA CALCIO, la nuovissima squadra di calcio del Noha, che inizierà a disputare le sue partite in Terza Categoria a partire dal prossimo mese di novembre 2016. La festa è promossa e organizzata dall’omonima neo-associazione Sport Calcio Noha, dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo, dall’Associazione Culturale Presepe Vivente “Masseria Colabaldi”, dalle Acli, da  Noha.it, dall’Associazione L’Altro Salento, e da tantissimi altri cittadini liberi e pensanti.

*

La bandiera della ASD NOHA CALCIO che garrirà ad ogni vento è un vessillo a due colori, composto da azzurro e bianco, a due bande verticali di eguali dimensioni. Mentre lo  stemma è un’ellisse con l’asse maggiore in verticale (ovale è anche la forma dello stemma cittadino, per dire), nove stelle di contorno (non poteva essere altrimenti: NOVE = NOHA), un diavoletto nero (la prima squadra di calcio del Noha era denominata appunto “I diavoli neri”) con in mano un tridente (simbolo delle tre torri nohane) pronto a infilzare un pallone (segno del globo terraqueo).

Durante le Olimpiadi entrava in vigore la “Tregua Olimpica”. Gli antichi greci la chiamavano ékecheirìa ed era un periodo sacro durante il quale cessavano tutte le inimicizie pubbliche e private, venivano abbassate le armi e salvaguardata la vita di chi si recava a Olimpia, e nessuno poteva essere molestato per gareggiare o per assistere alle gare. Siamo certi che la ékecheirìa, per l’occasione, si realizzerà anche a Noha.

Nella locandina della manifestazione campeggiano in alto il logo della ASD Calcio Noha e il nome della Parrocchia. Cos’è questo se non un bellissimo segnale di conciliazione tra il diavolo e l’acqua santa?

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 27/05/2013 @ 23:10:45, in NohaBlog, linkato 2738 volte)

Due seminaristi di Noha al servizio di papa Francesco Due seminaristi di Noha al servizio di papa Francesco

Il mio pallino è da sempre quello di rintracciare personaggi, accadimenti ed altre cose belle di Noha cercando di sfregarle sulla carta perché rimangano fisse, scripta manent, e non se ne volino, verba volant, al primo alito di vento, o al primo cinguettio o tweet (come con inflazionato inglesismo s’usa dire di una frase di massimo 140 caratteri lanciata nell’arcinoto social-network).  

Stavolta ho il piacere di parlare di un evento storico molto importante per la chiesa del Salento (e del mondo intero) come quello del 12 maggio scorso, allorché papa Francesco, in una piazza San Pietro gremita fino all’inverosimile (c’erano più fedeli che sanpietrini) proclamava santi i nostri Antonio Primaldo e Compagni, che tutti ormai venerano comunemente come i Santi Martiri di Otranto.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoMa il fatto straordinario di cui vorrei parlare non è tanto (o solo) la canonizzazione di personaggi storici della nostra terra, quanto il fatto che a servire la messa solenne del papa v’erano, tra gli altri, anche due bravissimi ragazzi di Noha, due seminaristi, Luigi D’Amato e Giuseppe Paglialonga, attualmente studenti (e sappiamo pure con profitto) di Teologia e Filosofia presso il pontificio seminario regionale “Pio XI” di Molfetta (pio collegio che ha “prodotto” pastori di gran prestigio, sacerdoti e vescovi, ma anche professionisti e uomini di importante levatura sociale), dopo aver frequentato, sempre insieme - e con soddisfazione da parte tutti, primo fra tutti l’ordinario diocesano - il seminario arcivescovile di Otranto (istituto ecclesiastico rinomato dal Settecento in poi per la floridezza degli studi e la bontà dei giovani avviati al sacerdozio).

Luigi e Giuseppe sono, dunque, due tra le perle più preziose di quello scrigno di tesori che è la gioventù nohana. Affatto diversi nella loro figura fisica, nel taglio della loro personalità, ma probabilmente non in quello delle loro aspirazioni, sempre pronti a salutarti cordialmente e con un sorriso, Luigi e Giuseppe hanno scritto e siamo certi continueranno a scrivere pagine importanti della Storia di Noha.

Ci sarà certamente il tempo (ora è fin troppo presto data la loro giovane età) per profondersi in biografie, stilare articoli sul loro curriculum vitae, vergare “scritti in onore” di questi due personaggi local con vocazione global (anzi universal, o, meglio, celestial), dandone i giusti colpi di scalpello nell’abbozzo di un loro profilo.

Qui però mi sia consentito di ricordare brevemente un paio di episodi che rispettivamente li riguardano.

Il primo è questo.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoTempo fa accompagnai Luigi D’Amato a Galatina nella casa di un mio amico, il compianto Prof. Mons. Antonio Antonaci, per far conoscere l’uno all’altro: ci tenevo (evidentemente per la stima che nutro nei confronti di entrambi). In quell’occasione il professore non parlò molto, affetto com’era da un principio di depressione senile cronica (che lo accompagnò fino al giorno del suo congedo da questa vita che ebbe termine il 26 settembre del 2011); tuttavia alla fine di quell’incontro il professore ebbe modo di donare a Luigi uno dei suoi numerosi capolavori: lo stupendo volume dal titolo “Fra’ Cornelio Sebastiano Cuccarollo – cappuccino - arcivescovo di Otranto (1930 - 1952)”, un libro di oltre 400 pagine sulla vita straordinaria di un vescovo santo che ha operato nella nostra terra durante “gli anni ruggenti” che vanno dal periodo fascista alla ricostruzione post-bellica. Orbene, in una delle prime pagine di questo tomo - il cui testo si legge scorrevolmente come un racconto senza tuttavia divenire un romanzo - Mons. Antonaci, prima dell’autografo, vergava di proprio pugno una dedica al nostro seminarista appellandolo (con molte probabilità profeticamente) don Luigi. In quell’occasione mi parve di cogliere in Luigi, anzi in don Luigi (e credo di non essermi sbagliato), un certo compiacimento, se non proprio un cenno di approvazione.

Il secondo fatto che vorrei menzionare riguarda invece Giuseppe.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoRicordo molto bene questo poco più che imberbe ragazzino beneducato e molto attento, oltre che sempre presente nelle prove o nel corso delle liturgie in cui mi capitava di suonare (con o senza il coro) l’organo a canne di Noha. Orbene, Giuseppe osservava in silenzio e sembrava assorbire come una spugna le tecniche ed i segreti di quella vera e propria orchestra che è l’organo elettromeccanico nohano, le combinazioni dei suoni, dei suoi timbri e registri, l’uso dell’“acceleratore” del “crescendo”, i pulsanti ai pedali, e via di seguito.

So che certe cose si aggrappano all’infanzia come ami nella carne per non staccarsene più; non saprei dire, però, con certezza se io sia stato protagonista in positivo (nel senso che Giuseppe, da buon osservatore nohano, abbia “scoperto” e quindi iniziato ad amare la musica, e soprattutto quella celestiale e sublime, commovente e magnifica di un organo a canne anche grazie a me), oppure in negativo (nel senso che osservando e soprattutto udendo il sottoscritto suonare l’organo con i piedi – ma nel senso metaforico del termine, in quanto un organo si suona pure con i piedi – dunque nel peggiore dei modi, abbia reagito alla violenza provocata ai suoi timpani, oltre che al decoro che si deve all’arte ed al senso estetico, studiando invece seriamente la musica organistica, e giacché c’era anche il canto, onde evitare il ripetersi nel mondo di certe performance melloniane). Sta di fatto che oggi, nell’un caso o nell’altro, Giuseppe Paglialonga è un bravo ed apprezzato organista, oltre che un cantante dalle indiscusse doti canore.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoMa ritorniamo in piazza San Pietro (ché le divagazioni potrebbero portarci fuori dal seminato - o dal seminario) ed a quelle immagini in mondovisione che hanno proiettato davvero su tutto l’orbe terraqueo, oltre a tutto il resto, anche i nostri due conterranei intenti l’uno, Luigi, a reggere il pastorale del papa (che per essere precisi si chiama “ferula”) e l’altro, Giuseppe – se riesco a veder bene nella foto - catino, brocca e forse anche manutergio per l’abluzione rituale (cioè la lavanda delle mani che avviene nel corso della messa durante l’offertorio e dopo la comunione).

Assisi proprio a pochi metri dalla sedia del papa, i nostri due impettiti seminaristi sono stati impeccabili. Il maestro delle cerimonie pontificie, il rigoroso e apparentemente imperturbabile Mons. Guido Marini (genovese, da non confondere con il prefetto suo predecessore fino al 2007, Mons. Piero Marini, pavese) non avrà faticato molto, né sprecato molto fiato nelle istruzioni da dare ai nostri ragazzi: Luigi e Giuseppe saranno apparsi agli occhi del cerimoniere pontificio come i più navigati liturgisti vaticani, grandi esperti di sacra liturgia, delle sue leggi e regole (e soprattutto delle tre P richieste a tutti i chierici, e cioè la pietà, la pazienza e la precisione) apprese certamente in seminario, ma anche e soprattutto in quella vera e propria scuola-guida che è la parrocchia di Noha.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoIn conclusione o ad integrazione di queste note, a me (ma sono certo anche ai miei venticinque lettori) piacerebbe conoscere i sentimenti, l’emozione e l’impressione provati dai nostri due baldi giovani a proposito di questo avvenimento che rimarrà indelebilmente scolpito nel loro animo per tutta la vita. Mi piacerebbe leggere (magari su questo stesso sito) i loro pensieri in merito, i risvolti e la cronaca particolare della cerimonia, il contatto con papa Francesco, i dettagli dell’evento e anche il “dietro le quinte” di questa occasione storica e straordinaria.

Nell’attesa di tutto questo, auguro a Luigi ed a Giuseppe, sicuro d’interpretare anche il pensiero di molti, tutto il bene di questo mondo, qualunque sarà la loro scelta.

Auguro loro di ascoltare e di mettere in pratica i messaggi forti di questo papa evangelico, dunque “rivoluzionario”, che dice papale papale (appunto!) che la chiesa di Cristo non ha titoli da concedere né onori da distribuire ai vanitosi del mondo, ma solo servizi da chiedere agli umili della terra, riaffermando con determinazione le parole di Luca (17,10): “Quando avrete fatto tutto il vostro dovere dite: siamo servi inutili”.

Due seminaristi di Noha al servizio di papa FrancescoAuguro loro di abiurare il dio del perbenismo di facciata, il dio del potere corrente e mafioso, il dio delle convenienze, delle compiacenze e dei privilegi, il dio di comodo ed il dio denaro. Auguro loro, invece, di credere, accogliere, predicare e donare agli altri il Dio nudo, forestiero, crocifisso, emarginato, diverso, precario e disoccupato, il Dio che inorridisce davanti ad ogni schifezza compiuta specialmente dentro le mura del tempio, il Dio che dà senza aspettarsi nulla in cambio, il Dio delle gerarchie, quelle vere che non hanno bisogno di gradi, il Dio che ha fame e sete di giustizia, il Dio della strada stretta, tortuosa, in salita, difficile, accidentata, il Dio dei poveri cristi, il Dio di una chiesa dell’intra omnes e non quello dell’extra omnes.

*  

Alla fine di questo percorso auguro loro - se sarà questa la loro Vocazione - di caricarsi anche del fardello del pastorale (se non proprio quello di una ferula papale: mai porre limiti alla divina Provvidenza), impugnandolo tuttavia non in qualità di caudatari, ma, possibilmente, in qualità di titolari.

Sempre, però, sulle orme di Francesco.

Antonio Mellone
 

La decisione di lasciare l’incarico tecnico fiduciario di Assessore ai Lavori Pubblici, Sport e Politiche giovanili, assegnatomi tre anni e mezzo fa, trae origine da motivazioni di natura professionale e personale.

Un nuovo impegno professionale sopraggiunto e a cui non posso sottrarmi, mi terrà fortemente impegnato nei prossimi mesi. Per questo motivo è diventato sempre più complicato riuscire a conciliare, impegni professionali e privati con l’azione amministrativa efficace e continuativa che i settori di mia competenza meritano.

Fin dall’inizio del mio mandato è stata una mia prerogativa quella di seguire giornalmente gli uffici di cui mi sono occupato perché ritengo che il lavoro di squadra sia fondamentale per raggiungere i risultati sperati. Ho cercato sempre di esprimere grandi energie ed entusiasmo nel ruolo assegnatomi anche in virtù delle mie competenze professionali e in quest’ottica ho lavorato affiancando e sostenendo gli addetti ai tre settori. E’ stato per me un onore servire la comunità nella quale vivo.

Dei tanti impegni presi per Galatina alcuni sono stati portati a termine, altri sono stati ben avviati o sono state poste le basi per il loro avvio, pertanto, non essendo più le mie competenze tecniche strettamente necessarie, ritengo corretto lasciare l’incarico affidatomi. Sono certo che il nuovo assessore saprà e potrà lavorare in continuità con quanto fatto finora. Rimango comunque a disposizione fornendo la mia esperienza per portare a termine gli obiettivi che questa amministrazione può raggiungere. Ciò che fino adesso abbiamo fatto o quello che avremmo potuto fare lo rimetto al giudizio altrui.

Colgo l’occasione per rinnovare la stima nei confronti del Sindaco Cosimo Montagna, ringraziarlo per avermi dato l’opportunità di vivere un’esperienza molto impegnativa ma edificante e costruttiva e che mi ha permesso di venire a contatto con tantissime realtà e persone interessanti, con i loro problemi, aspirazioni e aspettative. Ho incontrato, ascoltato e collaborato con molte delle associazioni del territorio, grandi risorse per la nostra città.

Nel corso di questo periodo ho apprezzato le qualità del sindaco Montagna: l’impegno, la dedizione, la pazienza, la forza  per rappresentare un’intera comunità, e, in particolar modo, la professionalità e la dedizione che l’hanno portato più volte a sacrificare tempo e attenzione alla sua carriera, ma soprattutto alla sua famiglia, per il bene comune.

Un ringraziamento anche a tutti i consiglieri di minoranza e di maggioranza e gli assessori che mi hanno sostenuto nell’espletamento del ruolo politico – amministrativo. Mi lega a loro un sentimento di stima e amicizia.

L’attività di Giunta è stata sempre un lavoro di squadra portato avanti in un clima di grande disponibilità, collaborazione e trasparenza nel rigoroso rispetto della legalità e dell’interesse della comunità.

Ringrazio anche i dipendenti comunali e l’ufficio della Polizia Municipale, tutti secondo le loro competenze e disponibilità, mi hanno sempre coaudivato e consigliato al meglio. Un grazie particolare a tutta la struttura dei Lavori Pubblici, con loro ho condiviso strategie e visioni operative per fare il meglio. Il loro lavoro è una vera risorsa per Galatina. Il lavoro amministrativo per essere efficace deve sempre essere svolto in sinergia tra tutte le componenti amministrative e politiche della comunità.

In ultimo, ma non per ultimo, ringrazio tutto il Partito Democratico che mi ha sempre incoraggiato e stimolato alla risoluzione condivisa dei problemi.

Fare politica è un’esperienza faticosa ma entusiasmante, occorre lavorare per favorire la partecipazione di tutti i cittadini alla vita e alle scelte della comunità.

 

Di seguito riporto i più significativi interventi effettuati e lo stato di definizione degli stessi da giugno 2012 a gennaio 2016:

 

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. I lotto funzionale

Importo progetto I lotto funzionale: 1.300.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Comune Galatina: 500.000,00 euro

LAVORI COMPLETATI al 100%

Inaugurazione Teatro effettuata il 28 novembre 2015.

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. II lotto funzionale

Adeguamento funzionale torre scenica e utilizzo completo dei palchi.

Importo progetto II lotto funzionale: 800.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Lavori da appaltare e realizzare entro 2016.

Adeguamento e miglioramento rete fognatura bianca Rione Italia

Importo progetto: 700,000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia

LAVORI COMPLETATI al 100%

Scuole. Tutti gli istituti comprensivi. Poli 1, Polo 2, Polo 3

Interventi di manutenzione straordinaria scuole Galatina e frazioni

Importo totale progetti: 500.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina e Ministero

LAVORI COMPLETATI al 100%

Riqualificazione ed efficientamento Scuola Noha e aree adiacenti.

Importo progetto: 400.000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia. Importo da restituire in 10 anni senza interessi.

LAVORI COMPLETATI al 100%

Progetto di messa in sicurezza e rifacimento via Bianchini.

Primo di tre interventi previsti ognuno di 250.000,00 euro.

Importo progetto: 250.000 euro

Finanziamento: Regione Puglia (49%) e Comune di Galatina (51%)

LAVORI COMPLETATI al 100%

Progetto di pavimentazione stradale e pubblica illuminazione.

Importo progetto: 300.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina

LAVORI COMPLETATI al 95%

Progetto di riqualificazione Corso Porta Luce.

Rifacimento e riqualificazione di Corso Porta Luce, Sostituzione Illuminazione pubblica con Pali Artistici, Realizzazione Pista ciclabile, Rifacimento tappetino stradale, Nuovo rondò incontro via d’Enghien.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

PROGETTO COMPLETATO AL 70%. I lavori riprenderanno nelle prossime settimane.

Progetto di riqualificazione via principessa Iolanda, via Caforo angolo piazza Alighieri, via Giuseppina del Ponte.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

PROGETTO COMPLETATO AL 90%.

I lavori riprenderanno  nelle prossime settimane.

Progetto riqualificazione Ex convento Santa Chiara.

Importo progetto: 1.000.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Procedura d’appalto dei lavori in corso.

Progetto di Riqualificazione basolato centro storico.

Importo progetto:  500.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Gara effettuata e aggiudicata

Inizio lavori: I lavori inizieranno nelle prossime settimane.

Centro Polivalente viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Struttura inaugurata e utilizzata.

Palestra via Montinari

Finanziamento: PIRU

In attesa di essere concessa in uso.

Asilo Nido viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Lavori completati

Tra qualche settimana l’asilo di via Pavia si trasferirà al nuovo asilo di viale don Bosco.

Trasferimento Uffici Comunali presso l’ex Tribunale.

E’ stato svolto un grande lavoro di squadra per individuate le somme necessarie attraverso la devoluzione dei mutui e rendere possibile l’adeguamento degli ambienti dell’ex tribunale al fine di ospitare molti uffici comunali in un’unica struttura.

E’ previsto che entro il 2016 verranno trasferiti gli uffici LLPP, Urbanistica, Vigili Urbani, Suap e Ufficio anagrafe all’ex tribunale con un risparmio sulla spesa pubblica e un miglioramento del servizio per tutti i cittadini.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore SPORT:

Utilizzo delle palestre scolastiche comunali

E’ stato difficile coordinare e definire il calendario dell’utilizzo delle palestre scolastiche comunali, ma ogni anno con l’impegno e la volontà di tutte le società sportive si è definito il calendario di utilizzo  degli spazi sociali per lo sport.

Festa dello Sport 2014

La festa dello Sport “Sport Day 2014” ha visto la partecipazione di tante società sportive e di tanti ragazzi delle scuole degli istituti comprensivi. E’ stata una tre giorni di sport e partecipazione nello scenario della villetta San Francesco.

Festa dello Sport 2015

Festa dello Sport organizzata in collaborazione con SALENTIADI, le olimpiadi del Salento. Bellissimo evento sportivo interamente organizzato presso il complesso sportivo del Palazzetto dello Sport.

Green Olympic Games

Progetto che oltre a sensibilizzare sulla corretta separazione dei rifiuti per un ambiente migliore ha promosso i valori dello sport tra i più giovani.

Struttura Sportiva di Noha

La struttura sportiva di Noha ha ricominciato a vivere grazie all’impegno di alcune società sportive che l’hanno riaperta e ora quotidianamente è al servizio dei cittadini.

Patrocinio e contributi economici a varie iniziative sportive

E’ stato un piacere e un onore patrocinare numerosissime iniziative sportive tenutesi in questi anni. Un grazie va a tutte le numerosissime società sportive che iniettano energia positiva nel tessuto sociale alimentando lo spirito sportivo dei galatinesi.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore POLITICHE GIOVANILI:

Chiostro d’Estate. Estate 2012

Concerti, presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali e musicali nella cornice del Chiostro dei Domenicani, scenario  suggestivo ed entusiasmante. Una serie di artisti e iniziative differenti, da Cesko degli Après la Classe al cantante folk milanese Andrea Labanca, passando per serate jazz, convegni, proiezioni di film d'epoca, dj set di artisti locali e il suggestivo concerto di Mino De Santis.

Festa della musica. Giugno 2013

musica, cultura e arte. Queste le parole chiave della prima edizione a Galatina della Festa Europea della musica. Dal 21 al 23 giugno 2012 sono stati tre giorni di musica tra rock, pop, hip-hop e musica popolare, presentazione di libri e una mostra di fumetti a cura di Lupiae Comix. Il tutto è stato realizzato all'interno del Chiostro del Palazzo della Cultura di Galatina e in piazza Galluccio. Tra i vari gruppi presenti alla manifestazione, I TOROMECCANICA e la GIOVANE ORCHESTRA DEL SALENTO, diretta da Claudio Prima. E’ stata notevole la presenza di giovani musicisti come i PLUG IN, CAMDEN TRIO, DYING PURPLE, T.GARAGE, SOOP & NINTAI e l’ORCHESTRA SPARAGNINA.

Ciclofficina sociale presso Mercato Coperto

Grazie alla collaborazione di alcune associazioni è nata all’interno del mercato coperto la CiclOfficina Sociale, spazio di socialità, incontro e condivisione. Un luogo dove promuovere la mobilità lenta e sostenibile, il riuso, il riciclo e la partecipazione attiva.

Mercato S…coperto,

Manifestazione realizzata all’interno dell’ex sede del Mercato Coperto in via Principessa Iolanda. Proposta rivolta al mondo giovanile della città che ha bisogno di spazi destinati alla socializzazione. L’iniziativa ha coinvolto le associazioni culturali della Città. L’iniziativa ha avuto lo scopo di rivitalizzare uno spazio di proprietà comunale in disuso, situato al centro della città e che già in passato è stato luogo deputato ad iniziative di partecipazione giovanile .All’interno dell’ex mercato coperto si sono svolti incontri d’autore, musica ed happening di discussione scientifica divulgativa.

Servizio civile nazionale

In tre anni più di venti ragazzi hanno lavorato presso il Comune di Galatina sviluppando progetti nei settori delle Politiche giovanili, Biblioteca Comunale, Museo e Ambiente. Il servizio civile è una iniziativa fondata sui principi della solidarietà sociale e vede i giovani i primi promotori del processo di partecipazione, in grado di trasformare una società in cui il cittadino è solo colui che riceve un freddo ed astratto servizio ad una società in cui tutti hanno la possibilità di essere attivi e socialmente utili.

Rassegna Giovanile NOTE A MARGINE

Note a Margine è stata una Rassegna “periferica” che ha avuto l’obiettivo di coinvolgere ed includere le Periferie della città come luoghi di riferimento alternativi e vitali, da un punto di vista non solo urbanistico ma soprattutto umano e sociale. Luoghi che spesso ispirano forme d'arte e   movimenti  sociali  rappresentanti  di un vero e proprio sottobosco multiculturale e multietnico,  un workinprogress costante e perpetuo, un laboratorio continuo. Spazi inespressi e inascoltati  da recuperare e trasformare, da aiutare ad emergere.
Con l'aiuto dell'associazionismo giovanile è stato scelto di selezionare alcuni “interlocutori d'eccezione” che grazie ai loro contributi hanno potuto affrontare il tema della periferia in luoghi prettamente periferici  attraverso dei  personali  approcci che spaziano dal  mondo della musica a  quello del cinema, dal  teatro alla letteratura, al cibo ai graffiti, dall’hip hop alla street art. La ciliegina sulla torta è stata l’opera regalata alla Città di diversi artisti di graffiti che hanno abbellito, con la loro arte, il muro della scuola di via Ugo Lisi.

Galatina, 22 gennaio 2016

Andrea Coccioli

 
Di Marcello D'Acquarica (del 10/10/2014 @ 23:07:18, in NohaBlog, linkato 1087 volte)

Mi rendo conto, da tutte le battute che si dicono in giro e che anche Antonio ha raccolto nel suo ultimo articolo dal titolo “Ennesima sparatoria a Noha”, che è ben radicato nel cervello di molte persone un modo di pensare come il seguente: “se non ti fai i fatti tuoi, sei uno sprovveduto oppure un opportunista”.

Ci siamo talmente abituati a pensare che senza un tornaconto non dobbiamo muovere nemmeno un dito che alla fine i risultati deleteri si vedono, eccome. Vi risparmio l’elenco, sarebbe troppo facile compilarne uno infinito.

Le abitudini a volte sono dei blocchi mentali che ci impediscono di cambiare e quindi anche di migliorare. Ci manca fondamentalmente il senso del gratuito e ci soffoca la paura di perdere. E per non perdere ci escludiamo dall’essere protagonisti. Di conseguenza vince il malcostume. E’ matematico, come il calcolo delle probabilità.

Così capita che percorriamo strade invase da rifiuti di ogni tipo, rotonde che sono delle vere schifezze, mura di cinta sventrate, allagamenti per una banale pioggerella, asfalti sconquassati a macchia di leopardo, edifici in disuso che diventano rifugi per pantegane (vedi per es. il sito dell’ex palazzo baronale e relativo giardino a Noha. E obbligare i proprietari alla bonifica, alla manutenzione e al decoro per il pubblico interesse, no eh?), piste ciclopedonali inesistenti, puzza di fogna un po’ ovunque, e via di seguito. Insomma possiamo dire che, dove ti giri e ti volti, il degrado la fa da padrone. A partire dalla piazza san Michele, dove troneggia maestoso, non sappiamo fino a quando, un ricordo del passato come l’orologio e la relativa torre, donata nel 1861 dai fratelli Gaetano e Orazio Congedo, il cui stemma è scolpito sul frontespizio del minareto (cfr. anche L’Osservatore Nohano, n°1, Anno III, 9 febbraio 2009).

Ci siamo talmente abituati al brutto che manco più ci facciamo caso, nemmeno quando ci capita di frequentare la piazza nel corso della festa di San Michele Arcangelo, nostro Santo patrono. Ma forse in quest’occasione saremmo pure giustificati in quanto forse accecati dalle luminarie.

Respiriamo aria intrisa di fumi di dubbia provenienza che manco più ci dà fastidio. Dice il mio amico Giuseppe: “Durante il giorno, quando la pressione atmosferica è lontana da terra, non si sente niente, ma verso l’imbrunire, con l’aumento della pressione, insieme alla nebbiolina si diffonde nell’aria ed entra prepotentemente anche in casa, un odore nauseabondo di cose bruciate. E che possiamo fare?”. 

Siamo così presi dai nostri affanni quotidiani che non ci accorgiamo della meraviglia del silenzio senza i rumori del progresso, dei colori del cielo e della campagna, del cambio delle stagioni, della musica del vento, del frinire delle cicale, del volo delle rondini...

Siamo così convinti che quello che conta è l’auto XXL (extra large), il televisore da 300 pollici o l’ultima versione di iPod e relativo cover, che concentriamo tutte le nostre energie nel voluttuario di questo becero consumismo, dimenticandoci dell’Essenziale, volutamente con la maiuscola.

Io credo intanto che serva eccome studiare le regole della grammatica (almeno per sapere finalmente su quale  “e” vada o meno l’accento), e nondimeno  bisognerebbe metter in pratica il loro rispetto, che dovrebbe diventare per tutti uno stile di vita. Questo proprio perché la grammatica senza pratica non serve a nulla, così come altrettanto inutile sarebbe la pratica senza la grammatica.

Indro Montanelli diceva che noi italiani siamo come il cane che si morde la coda, siamo cioè come quell’infermiere che rubando una siringa dal pubblico ospedale non porta a casa un bene, ma lo toglie alla comunità, di cui egli stesso fa parte.

Starete pensando che sono andato fuori tema e che le casiceddhre centrano poco con tutto questo e che non risolvono i problemi. No di certo. Infatti se dovessero scomparire all’improvviso non cambierebbe la vita a nessun nohano, e se dopo le casiceddhre scomparissero anche la trozza, la casa baronale, la torre e relativo arco a sesto acuto, la casa rossa, la Masseria Colabaldi, la torre con l’orologio, il frantoio ipogeo, e se scomparisse persino Noha, magari fagocitata per sempre da Galatina, a nessun nohano cambierebbe la vita. E’ solo questione di salvaguardia dell’identità e di sapersi ricollocare da qualche parte, sempre che anche il “qualche parte” esista ancora.

Marcello D’Acquarica
 
Di Redazione (del 12/08/2014 @ 23:07:09, in Eventi, linkato 1497 volte)

Il Rione Roncella, vincitore del Torneo del 2013, il 16 agosto alle ore 20.30 in Via Cornelio Silla ospita i Rioni Castello, Colabaldi, Piezzu e Trozza con la “Festa dei Rioni” con grandi tavolate, musica, balli, vino e "Lu Fruttu Novu" in concerto.

Lunedi 18 agosto alle ore 19:30 apertura della quinta edizione del "Torneo dei Rioni" con la Manifestazione dei Rioni presso la piazza San Michele Arcangelo di Noha  a seguire sfilata trionfale con i Banditori e i cavalli verso la chiesa “Madonne delle Grazie” per raggiungere il campo da gioco.

Alle Ore 20:30 inizio della prima partita "Roncella - Piezzu" e alle ore 21:30 inizio della seconda partita "Trozza - Colabaldi".

Di seguito il programma completo delle altre partite:

- 21 Agosto:

                Ore 20.30 "Piezzu - Castello"

                Ore 21.30 "Roncella - Trozza"

- 25 Agosto:

                Ore 20.30 "Roncella - Castello"

                Ore 21.30 "Piezzu - Colabaldi"

- 28 Agosto:

                Ore 20.30 "Roncella - Colabaldi"

                Ore 21.30 "Trozza - Castello"

- 01 Settembre:

                Ore 20.30 "Piezzu - Trozza"

                Ore 21.30 "Colabaldi - Castello"

Il 04 settembre alle ore 21.00 verrà giocata la finale dei Rioni a seguire premiazione della squadra vincitrice del Torneo 2014.

 
Di Antonio Mellone (del 07/02/2014 @ 23:06:34, in NohaBlog, linkato 1516 volte)

Martedì mattina, 4 febbraio 2014, un collega sottopone alla mia attenzione una pagina del più diffuso giornale locale, cioè “Il Quotidiano di Lecce”, o “Nuovo Quotidiano di Puglia”, o come diavolo si chiami, indicandomi un trafiletto in cui si parlava di Noha.

Il collega sa bene, e da tempo, che ho una certa idiosincrasia nei confronti di quell’ammasso di morbida carta a più veli (a mio avviso ottimo per la differenziata) e non tanto perché di proprietà della famiglia Caltagirone (sì, l’Azzurra, figlia di Francesco Gaetano, e moglie in seconde nozze - i valori della famiglia! - di Pier Ferdinando Casini - in nomen omen), ma perché, davvero, preferisco impiegare i ritagli delle mie ore nella lettura di ben altre penne. Non si tratta di snobismo, ma, diciamo così, di personale allocazione ottimale di una risorsa sempre più scarsa come il tempo.

Comunque, quando si tratta di Noha, metto da parte ogni remora, supero ogni barriera architettonica, abbatto steccati e cancelli, e mi fiondo voracemente nella lettura di ogni riga, ogni parola, ogni sillaba che la riguardano, fossero pure vergate, queste righe, sulle superfici più impensate o improbabili del mondo, ovvero riportate su giornali satirici (come in questo caso).

Stavolta, il suddetto collega, inconsapevole, m’ha posto sotto gli occhi un esilarante articoletto, senza firma (per fortuna dell’autore) dal titolo “Primule e lampade per la vita e un premio a don Coluccia” (cfr. il pezzo originale riportato di seguito), in cui l’anonimo “giornalista” (con le virgolette), ovvero pseudo-giornalista (senza virgolette), si esibiva nella descrizione puntuale di un evento che ha avuto luogo a Noha nel pomeriggio inoltrato di domenica 2 febbraio 2014. Così si esprimeva il nostro veggente al passato prossimo: “Domenica sera, invece, Casa Betania ha lanciato 45 lampade volanti, accompagnate da una coreografia di danza sui trampoli […]. musica ed artisti di strada […]”. Notare l’avverbio invece che rende il tutto più verosimile.

Peccato che domenica sera lo spettacolo in programma de quo non ha avuto luogo per via della pioggia. Anzi è stato rimandato a domenica prossima.

Chissà cosa avrà visto di volante l’anonimo cronista (forse degli asini), o chi si fosse mosso sui trampoli (forse lo stesso “letterato”), e dove l’elzevirista avrà incontrato gli artisti di strada (come lui), o quando il poveretto avrà scorto non uno ma ben “2000 lumi, forniti da Casa Betania, accesi dalle famiglie di Noha e esposti alle finestre delle case [sic!]”, per parlarne così compiutamente. Anzi convintamente, dettagliatamente, qualunque-mente (“mente”, stavolta, è voce del verbo).

Dopo il famoso the future in the past (noto nella grammatica inglese), questo genius loci ha inventato the past in the future (ormai noto nella idolatrica pugliese). 

*

Il giornalista, l’abbiam ripetuto un milione di volte, dovrebbe essere un whatchdog (cane da guardia) e non un hotdog; così come il giornalismo non può essere un copia-incolla continuo, o il riporto di un comunicato stampa.

Purtroppo per questi pseudo-giornalisti nostrani, la verità brilla della sua stessa perspicuità, e non manca mai all’appuntamento delle loro figuracce.

*

Poi uno dice che il sottoscritto legga solo “Il Fatto quotidiano”.

Ma, signori, secondo voi non è meglio il Fatto che il distratto, il contraffatto, l’accatto, anzi il mentecatto Quotidiano?

Antonio Mellone

 
Di Redazione (del 20/06/2013 @ 23:03:40, in Comunicato Stampa, linkato 1147 volte)

Si è svolta questa mattina a Palazzo Adorno la conferenza stampa della Festa della musica che si svolgerà da venerdì 21 a domenica 23 a Galatina.Ecco alcuni scatti della mattinata dove era presente Andrea Coccioli, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Galatina, Tommaso Moscara, dell'Associazione Galatina2000 e Fabrizio Malerba, direttore della Lupiae Comix.



Di seguito inviamo alcune dichiarazione dell'Ass. Coccioli
"Siamo giunti finalmente al via della tre giorni dedicata alla musica, con questa iniziativa europea della "Festa della musica". Venerdì 21 giugno, presso il Palazzo della Cultura di Galatina apriremo il cartellone estivo con un evento importantissimo. Tre giorni di musica e cultura. I numeri di questi strepitosi "tre giorni" sono i seguenti:2 location - Palazzo della cultura e Piazza Galluccio, 95 musicisti coinvolti, 11 scrittori, 10 fumettisti, 12 tecnici, il tutto in diretta streaming. Ingresso gratuito, siete tutti invitati a partecipare"

Ovviamente vi ringraziamo e vi aspettiamo!

Per maggiori info:
Assessorato Politiche Giovanili - Comune di Galatina
c/o Palazzo della Cultura 0836 564097 prg.giovani@comune.galatina.le.it

Associazione Galatina2000
info@galatina2000.it

 
Di Albino Campa (del 07/07/2011 @ 23:01:46, in RadioInOndAzioni, linkato 1781 volte)

Eccovi di seguito un articolo a firma di Antonio Mellone sulla nostra 'RadioInOndAzioni' apparso sull'ultimo numero de "il Titano", supplemento economico de "il Galatino", n. 12 del 24 giugno 2012. Insomma W Interet Libero, W la libertà!

Il Titano La Puglia passerà al digitale terrestre entro la fine del corrente anno o al massimo entro il primo semestre del 2012. Questa bella notizia apprendiamo leggendo il calendario del passaggio al digitale. Tradotto in parole semplici vuol dire che per poter guardare i programmi della televisione saremo costretti – come hanno fatto o faranno anche in altre regioni – a riempire le nostre case di alcune scatole chiamate “decoder” da collegare in qualche modo all’apparecchio televisivo. Senza questo decoder le nostre televisioni (a meno che non siano acquistate in tempi recenti con il marchingegno incorporato) diventerebbero un semplice soprammobile.

Fonti più che attendibili ci informano che il digitale terrestre di fatto è un digitale sottoterrestre (o extraterrestre: cioè roba dell’altro mondo), in quanto si tratta di un vero e proprio ferrovecchio, una tecnologia obsoleta morta e sepolta ma temporaneamente risuscitata dall’endemico italico conflitto d’interessi che sembra avere quale obiettivo precipuo quello di far fare i soldi a chi i soldi li ha già: in questo caso i proprietari (più ricchi) delle vecchie reti televisive. Il tutto a discapito dell’innovazione vera, della democrazia e della libertà d’informazione.

Per fortuna la realtà supera l’immaginazione al potere, e il futuro prima o poi arriva. Per fortuna, cioè, a prescindere dalle scelte politiche sceme, c’è una realtà che non vuol perder tempo, che va per conto suo, e soprattutto contro l’archeozoico vento sinistro degli insipienti e gli ottusi. E questa realtà è un mondo in fermento, ricco di idee e di persone libere, pronte a cavalcare le punte più avanzate della comunicazione non allineata attraverso l’utilizzo di una tecnologia che non potrà più essere fermata, tanto meno da un decreto ministeriale.

C’è una tecnologia che invece sta crescendo a ritmi esponenziali (almeno in altre parti del mondo non tanto distanti dal patrio Jurassic Park), ed è la connessione ad Internet.

In rete si possono vedere già da oggi, anzi da ieri l’altro, centinaia di canali televisivi: a condizione che la linea arrivi, che sia veloce e che abbia un costo ragionevole. L’Italia purtroppo sembra relegata ad uno degli ultimi posti quanto a connettività (a momenti la Libia ha più connettività di noi), visto che le suddette tre condizioni necessarie non sono pienamente realizzate, e questo per precise scelte strategico-politiche volte a trasformarci tutti in pecore mute da tosare in tranquillità e possibilmente con il sottofondo della voce del padrone.

Mentre in altre parti del mondo si studiano “ponti unici di comunicazioni”, come sta cercando di fare Microsoft con l’integrazione in Skype di molte piattaforme (MSN, Lync, Hotmail, Outlook, Exchange…), in Italia stiamo perdendo terreno, tempo e denaro con il digitale terrestre e con i decoder. Ma tant’è.

Per fortuna la realtà supera l’immaginazione al potere, e il futuro prima o poi arriva. Per fortuna, cioè, a prescindere dalle scelte politiche sceme, c’è una realtà che non vuol perder tempo, che va per conto suo, e soprattutto contro l’archeozoico vento sinistro degli insipienti e gli ottusi. E questa realtà è un mondo in fermento, ricco di idee e di persone libere, pronte a cavalcare le punte più avanzate della comunicazione non allineata attraverso l’utilizzo di una tecnologia che non potrà più essere fermata, tanto meno da un decreto ministeriale.

Queste persone non bisogna rintracciarle a “Chi l’ha visto?”, né dall’altra parte del globo, ma vivono e operano accanto a noi. Per accorgersene basta aprire gli occhi e magari connettersi in rete.

Uno dei protagonisti della locale rivoluzione cultural-tecnologica in corso è il mite ma determinato nostro concittadino Tommaso Moscara. Il quale, non pago dell’esperienza non semplice di aver dato i natali e linfa continua al cliccatissimo sito www.galatina2000.it, luogo ormai topico di incontro e di dibattito della Galatines’ community, s’è messo in testa anche di “fare la radio”: la neonataRadioIndOndAzioni(d’ora in poi Radioinondazioni).

Radioinondazioni non è una radio come le altre tradizionali che trasmettono con le frequenze in FM. Radioinondazioni – ascoltabile su Galatina2000.it e su Noha.it e sicuramente su altri siti sui quali è stata “importata” – è una web-radio, cioè  una radio on-line che permette agli utenti di tutto il mondo di collegarsi per ascoltare in streaming musica e pensieri trasmessi dal computer di un altro.

Moscara ha pensato bene che fosse ora di inondarci di novità a partire da Galatina, la bella addormentata nel Salento, e ha dato vita ad una radio che non è un juke-box senz’anima e a basso costo (i veri costi di una web radio sono il tempo da dedicarle, la determinazione, e la voglia di mettersi in gioco) ma un cuore vivo e pulsante, un collettore dinamico di arte dei suoni e informazioni, un marchingegno che ricorda il tempo rivoluzionario di trenta e passa anni fa, quello delle radio libere (di cui Tommaso sembra aver sempre avuto il pallino).

La prima web radio di Galatina, dunque, è un microcosmo che sta interessando una crescente fetta di pubblico giovanile (giovani di tutte le età, s’intende) grazie anche a quell’aggregatore di ascolti e moltiplicatore di social network che è Facebook, acceleratore di particelle di questa bellissima neorealtà. Sono questi i passi che porteranno anche in Italia il fenomeno che da tempo si registra negli Stati Uniti: cioè il sorpasso degli ascolti delle radio “solo web” su quelli delle radio in FM.

In un futuro non tanto lontano non ci si collegherà alla web radio soltanto stando seduti a tavolino con il computer (e internet) acceso, ma anche in mobilità, tramite I-Phone e altri apparecchi da casa, in auto, e persino in spiaggia, anche senza il bisogno di accendere il computer.

Nella neonata Radioinondazioni s’è voluto addirittura strafare con le novità. Ci sono dei programmi originali ed in diretta come il “Tutti pazzi per la radio” in cui la creatività di alcuni ragazzi straordinari di Galatina si manifesta in forme finora considerate inedite; ci sono programmi culturali di approfondimento sui libri, come quello condotto da Michele Stursi addirittura da Pisa (per una web radio lo studio è il mondo, nel senso che si può avere un ospite “in studio” anche a mille e passa chilometri di distanza); c’è ancora il programma “il Lunedì” condotto da Francesca dalla bella voce e soprattutto dalla dizione finalmente non marcatamente paesana, anzi attenta all’ortoepia, cioè alla corretta pronuncia delle singole parole, e dei suoni della lingua, ma anche alla forma e alla terminologia.

Sì, ci sia consentita questa breve digressione: la radio è una palestra per gli speaker e fare una radio glocal come questa che ha l’ambizione di travalicare gli angusti “confini provinciali” significa anche migliorarsi prestando attenzione all’accento, alla dizione ed alla cadenza, che nei limiti del possibile dovrebbero essere senza pesanti o meschine inflessioni (benché il nostro salentino non presenti intonazioni enormemente difformi da quelle della lingua nazionale). E finanche a Galatina s’inizia ad abbandonare il “carzilarghismo” per prestare finalmente attenzione alla rotondità del linguaggio studiato e connaturale insieme e alla ricerca di una cadenza che non stanchi e che non aberri dalla caratteristica modulazione della lingua italiana. Punto.

Non si può, infine, non citare “Quello che le donne non dicono”, il programma con la musica che si crea addirittura dal vivo. È la trasmissione-spettacolo condotta per due ore di seguito ogni venerdì a partire dalle 19.30 dalla pittrice Paola Rizzo, in diretta dal suo studio d’arte ubicato in Piazza Castello a Noha (e ritrasmessa in replica in altre giornate ed orari). Qui, di volta in volta, viene invitata una band emergente per live acustici in studio, come ad esempio i Rino’s Garden, gli Indi-Ka, i Muffx, gli Adria, i Camden, Gigi Cinto, i Ghigni Five, i Toromeccanica,  gli Shotgun, i Jack in the head, e tanti altri ancora. È incredibile la grinta e l’alto livello professionale di questi giovani gruppi dalla firma per lo più anglofona: il che la dice lunga sull’orientamento culturale prevalente.

Radioinondazioni è una radio giovane, alle prime armi, ma con tanta voglia di crescere e di trasmettere musica e programmi, anche di nicchia. Non avendo l’assillo dello share, infatti, su Radioinondazioni si potrebbe perfino parlare di filosofia o di matematica o di diritto o di beni culturali o di educazione civica, insomma di materie che – solo ad evocarle – potrebbero provocare l’urticaria da allergia alla massa dei grande-fratello-dipendenti.

Radioinondazioni ha molta strada da percorrere e, a detta del suo fondatore e dei suoi amici collaboratori, c’è ancora tanto da fare e migliorare, per esempio nella puntualità dell’inizio dei programmi o nell’organizzazione o nella pianificazione del palinsesto o in dettagli tecnici che talvolta hanno fatto registrare fastidiosi fruscii in cuffia soprattutto nel corso di qualche concerto dal vivo… Ma, a pensarci bene, questi sono lussi che Tommaso Moscara può permettersi. Questo coraggioso pioniere, infatti, ha il torto ed il merito di aver fatto la prima web radio nella storia di Galatina.

 
Antonio Mellone
 
Di Albino Campa (del 13/04/2011 @ 23:00:00, in Musicando pensieri, linkato 2704 volte)

In questo nuovo appuntamento della rubrica “musicando Pensieri” vi proponiamo una delle pagine più intense e poetiche de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. È difficile non rimanere colpiti dall’armonia del linguaggio aulico, dalla melodia di questi versi poetici che fanno di un fatto di per sé impuro, un’esperienza unica e irripetibile. Del resto, a mio dire, il best seller di Eco rientra nei libri da leggere assolutamente prima di morire.

Ad accompagnare la vostra lettura un’opera di Wolfgang Amadeus Mozart : Piano Concerto No. 21 – Andante.

Come sempre buon ascolto e buona lettura!

 

Michele Stursi

 

 

[]

Cosa provai? Cosa vidi? Io solo ricordo che le emozioni del primo istante furono orbate di ogni espressione, perché la mia lingua e la mia mente non erano state educate a nominare sensazioni di quella fatta. Sino a che non mi sovvennero altre parole interiori, udite in altro tempo e in altri luoghi, certamente parlate per altri fini, ma che mirabilmente mi parvero armonizzare con il mio gaudio di quel momento, come se fossero nate consustanzialmente a esprimerlo. Parole che si erano affollate nelle caverne della mia memoria salirono alla superficie (muta) del mio labbro, e dimenticai che esse fossero servite nelle scritture o sulle pagine dei santi a esprimere ben più fulgide realtà. Ma v’era poi davvero differenza tra le delizie di cui avevano parlato i santi e quelle che il mio animo esagitato provava in quell’istante? In quell’istante si annullò in me il senso vigile della differenza. Che è appunto, mi pare, il segno del rapimento negli abissi dell’identità.

Di colpo la fanciulla mi apparve così come la vergine nera ma bella di cui dice il Cantico. Essa portava un abituccio liso di stoffa grezza che si apriva in modo abbastanza inverecondo sul petto, e aveva al collo una collana fatta di pietruzze colorate e, credo, vilissime. Ma la testa si ergeva fieramente su un collo bianco come torre d’avorio, i suoi occhi erano chiari come le piscine di Hesebon, il suo naso era una torre del Libano, le chiome le suo capo come porpora. Sì, la sua chioma mi parve come un gregge di capre, i suoi denti come greggi di pecore che risalgono dal bagno, tutte appaiate, sì che nessuna di esse era prima della compagna. E: “Come sei bella, mia amata, come sei bella”, mi venne da mormorare, “la tua chioma è come un gregge di capre che scende dalla montagne di Galaad, come nastro di porpora sono le tue labbra, spicchio di melograno è la tua guancia, il tuo collo è come la torre di David cui sono appesi mille scudi.” E mi chiedevo spaventato e rapito chi fosse costei che si levava davanti a me come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribilis ut castrorum acies ordinata.


Allora la creatura si appressò a me ancora di più, gettando in un angolo l’involto scuro che sino ad allora aveva tenuto stretti contro il suo petto, e levò ancora la mano ad accarezzarmi il volto, e ripeté ancora una volta le parole che avevo già udito. E mentre non sapevo se sfuggirla o accostarmi ancora di più, mentre il mio capo pulsava come se le trombe di Giosuè stessero per far crollare le mura di Gerico, e al tempo stesso bramavo e temevo di toccarla, essa ebbe un sorriso di grande gioia, emise un gemito sommesso di capra intenerita, e sciolse i lacci che chiudevano l’abito suo sul petto, e si sfilò l’abito dal corpo come una tunica, e rimase davanti a me come Eva doveva essere apparsa ad Adamo nel giardino dell’Eden. “Pulchra sunt ubera quae paululum supereminent et tument modice”, mormorai ripetendo la frase che avevo udito da Ubertino, perché i suoi seni mi apparvero come due cerbiattim due gemelli di gazzelle che pascolavano tra i gigli, il suo ombelico fu una coppa rotonda che non manca mai di vino drogato, il suo ventre un mucchio di grano contornato di fiori delle valli.


“O sidus clarum puellarum”, le gridai, “o porta clausa, fins hortorum, cella custos unguentorum, cella pigmentaria” e mi ritrovai senza volere a ridosso del suo corpo avvertendone il calore e il profumo acre di unguenti mai conosciuti. Mi sovvenni: “Figli, quando viene l’amore folle, nulla più l’uomo!” e compresi che, fosse quanto provavo trama del nemico o dono celeste, nulla ormai potevo fare per contrastare l’impulso che mi muoveva e: “Oh langue”, gridai, e: “Causa languoris video nec caveo!” anche perché un odore roseo spirava dalle sue labbra ed erano belli i suoi piedi nei sandali, e le gambe erano come colonne e come colonne le pieghe dei suoi fianchi, opera di mano d’artista. O amore, figlia di delizie, un re è rimasto preso dalla tua treccia, mormoravo tra me, e fui tra le sue braccia, e cademmo insieme sul nudo pavimento della cucina e, non so se per mia iniziativa o per arti di lei, mi trovai libero del mio saio di novizio e non avemmo vergogna dei nostri corpi et cuncta erant bona.


Ed essa mi baciò con i baci della sua bocca, e i suoi amori furono più deliziosi del vino e all’odore erano deliziosi i suoi profumi, ed era bello il suo collo tra le perle e le sue guance tra i pendenti, come sei bella mia amata, come sei bella, i tuoi occhi sono colombe (dicevo) e fammi vedere la tua faccia, fammi sentire la tua voce, ché la tua voce è armoniosa e la tua faccia incantevole, mi hai reso folle di amore sorella mia, mia hai reso folle con una tua occhiata, con un solo monile del tuo collo, favo che gocciola sono le tue labbra, miele e latte sotto la tua lingua, il profumo del tuo respiro è come quello dei pomi, i tuoi seni a grappoli, i tuoi seni come grappoli d’uva, il tuo palato un vino squisito che punta dritto al mio cuore e fluisce sulle labbra e sui denti… Fontana da giardino, nardo e zafferano, cannella e cinnamomo, mirra e aloe, io mangiavo il mio favo e il mio miele, bevevo il mio vino e il mio latte, chi era, chi era mai costei che si levava come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere vessillifere?

[]

 
Di Redazione (del 22/07/2014 @ 22:57:51, in Comunicato Stampa, linkato 1545 volte)

La scuola dell’infanzia “San Michele Arcangelo” è una scuola paritaria, ubicata a Noha, frazione di Galatina, ed è gestita dalle “Suore Discepole di Gesù Eucaristico” che vantano una pluriennale esperienza nel campo della pedagogia, della didattica e delle scienze sociali.

Obbiettivo principale dell’offerta formativa della scuola materna di Noha è garantire la massima fruizione delle opportunità educative e delle innovazioni dettate dalle normative ministeriali, in una organizzazione più articolata e flessibile anche nei tempi e nelle forme di integrazione territoriale.

Nella progettazione didattica ricche sono le proposte per valorizzare i diversi linguaggi, l’arte, l’informatica e la musica con percorsi volti a far esprimere la fantasia e la creatività dei bambini.

Proposte formative e didattiche per il nuovo anno scolastico:

  • Giochiamo con la musica
  • Suoni, ritmi, movimenti e colori
  • Numeri, lettere, forme e colori con Paint
  • Giochiamo con Paint
  • Tante lingue e tanti amici
  • Parole in gioco

Vi aspettiamo per una visita conoscitiva alla nostra bella scuola.

 

Le Suore Discepole di Gesù Eucaristico
(Noha)

 

La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha La scuola paritaria San Michele Arcangelo Noha
 
Di Mariano Michele (del 21/04/2013 @ 22:55:04, in Eventi, linkato 1081 volte)

L’Azione Cattolica di Noha presenta la terza edizione dei Talentisabato 27 aprile 2013 alle ore 20.00 presso l’Oratorio “Madonna delle Grazie” via Tiziano - Noha.

La serata consisterà dunque in uno spettacolo  di canti, balletti, musica strumentale, barzellette ecc… divertimento assicurato, vi aspettiamo numerosissimi.

 

 

 

 

Per Note a Margine (rassegna estiva a cura dell'Assessorato alle Politiche Giovanili- Galatina) il viaggio e(t)nogastronomico con Pino De Luca e Carlo Vallone il 1 settembre al Palazzo della Cultura

La pagina più bella dei circa quaranta racconti, attorno al vino e ai suoi intrecci umani e musicali, contenuti nel libro “Per Canti e Cantine” di Pino De Luca ospite a Galatina il 1 settembre per la rassegna Note a Margine, è quella dal titolo Romantica.

In sole tre paginette è racchiusa tutta la “visione” di questo poliedrico insegnante di informatica di cinquantasei anni che da anni cura per il “Nuovo Quotidiano di Puglia” una rubrica settimanale che narra di cibo e vino, scrive per VinoWay, Affari Italiani ed è vicedirettore della rivista “Leccelente.”:

Il racconto su “Il rosato di Primitivo” inizia così:

“...E quanto è bello riconoscere i propri limiti. Io non so parlar d'amore, né di vino o d'altro. Provo solo a raccontare emozioni e suggestioni che sa provocarmi un calice di sangue della terra, cercando di comprendere quanta fatica d'uomo e quanta sapienza in quel calice si racchiudono e da esso emanano.

Non mi permetto di stilare elenchi ordinari, corredati di stelle, strisce, bicchieri, bottiglie, cappelli o palandrane: solo chi sa per davvero ha diritto d'armarsi di matita rossa e blu ed emettere giudizi e voti. Per parte mia, questo mestiere provo a farlo da molti lustri in un campo assai diverso, fatto di bit, circuiti, fork e join.”

Un libro dunque che racchiude alcuni scritti, rivisitati ed arricchiti, pubblicati fra il 2011 e il 2012 nella rubrica del venerdì del «Nuovo Quotidiano di Puglia». Un percorso fra le province di Brindisi, Lecce e Taranto, attraverso campagne e paesi piccoli e grandi, un pellegrinaggio per una quarantina di cantine, visitate spesso senza dichiararne la ragione, arricchito da canzoni vecchie e nuove alcune delle quali sembrano scritte apposta per un vino.

Il risultato è questo consapevole e appassionato atto d’amore per la vite e per la vita, perché “viviamo tempi tristi e amari, sarebbe un crimine non provare ad attenuarne il peso”.

Una serata completata dalla gentile e generosa presenza del Dott. Carlo Vallone e la sua Azienda Agricola Santi Dimitri che per l'occasione ha selezionato il suo miglior vino il Fiano Ruah che avremo l'onore di degustare a fine incontro

Il tutto coordinato dalla professionalità del giornalista Antonio Liguori, il moderatore della serata.

 

Tre giorni per festeggiare la Festa Europea della musica. Tra i protagonisti i Toromeccanica, la Giovane Orchestra Salentina di Claudio Prima e il rock, pop e hip-hop di tante giovani band emergenti. Un evento patrocinato da Regione Puglia e Puglia Sound. Protagonista anche la lettura con i fumetti di “Calleo e i Gatti di Venezia” a cura di Lupiae Comix e POST di Paolo Paticchio.

musica, cultura e arte. Saranno queste le parole chiave della prima edizione a Galatina della Festa Europea della musica. Dal 21 al 23 giugno tre giorni di musica tra rock, pop, hip-hop e musica popolare, inoltre la presentazione di libri e una mostra di fumetti a cura di Lupiae Comix, realizzati all'interno del Chiostro del Palazzo della Cultura di Galatina. Tra i vari gruppi presenti alla manifestazione, spiccano I TOROMECCANICA e la GIOVANE ORCHESTRA DEL SALENTO, diretta da Claudio Prima, notevole la presenza di giovani musicisti come i PLUG IN, CAMDEN TRIO, DYING PURPLE, T.GARAGE, SOOP & NINTAI e l’ORCHESTRA SPARAGNINA , gruppi emergenti nel panorama musicale salentino.

La Festa della musica, nata in Francia nel 1982, ha mosso i primi passi verso uno sviluppo più organico nel 1985 in occasione dell’anno europeo della musica. Dal 1995, è stato fissato una data ufficiale per l’evento, il 21 giugno. In ogni paese europeo vengono organizzate numerose attività che esaltano il ruolo della musica e cercano di favorire gli incontri tra musicisti provenienti da tutta l’Europa.

L’evento galatinese è organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Galatina in collaborazione con l’associazione Galatina2000, proponente dell’iniziativa, con l’apporto dei Laboratori Urbani P.Art e l'Associazione Futura Città. La voglia di realizzare la Festa della musica anche a Galatina, nasce da un esperimento avviato dall’associazione Galatina2000 durante il periodo invernale: ossia musicalBox Live Cover, un format web trasmesso quindicinalmente attraverso la piattaforma internet della webtv Inondazioni.it dove, dai locali dei Laboratori Urbani P.Art, giovani cover band si sono esibite in diretta streaming.

Sede principale della Festa della musica sarà il chiostro del Palazzo della Cultura di Galatina dove si svolgeranno una serie di attività culturali che hanno lo scopo di coinvolgere in momenti di socializzazione soprattutto i più giovani. Durante le prime due giornate, attraverso la magia dei libri e dei fumetti, si attenderà il buio della notte per accendere la musica. Venerdì 21 giugno, protagonista sarà il rock e il pop dei PLUG IN, CAMDEN TRIO, DYING PURPLE e T.GARAGE. Mentre sabato 22 giugno sarà il turno del gruppo musicale del Liceo A.Vallone di Galatina, i Safe Crash, con la chicca finale dei TOROMECCANICA, vincitori di Puglia Sound e premio della critica al Concerto del Primo Maggio 2013 di Roma, per continuare fino a tarda notte con Sugar Dj, deejay ufficiale di Fashion Holidays by Ditutto.it.

Domenica 23 giugno invece la manifestazione avrà una doppia sede, il Palazzo della Cultura dove inizialmente sarà l’hip-hop a fare da padrone, con i RAIN WORDS, gruppo musicale dell’Istituto Tecnico “M.Laporta” di Galatina, concludendo con il concerto dei SOOP & NINTAI e il dj set finale di Dj Giorgio Rude, uno dei deejay più amati nel genere reggae-hip hop. Mentre seconda location sarà Piazza Galluccio, a illuminarla sarà per prima l’esibizione dell’ORCHESTRA SPARAGNINA ed infine della GIOVANE ORCHESTRA DEL SALENTO, diretta da Claudio Prima.

Info:

Associazione Galatina2000

redazione@galatina2000.it
 
Assessorato Politiche Giovanili
c/o Palazzo della Cultura – Galatina
0836 564097

prg.giovani@comune.galatina.le.it

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Di Redazione (del 10/07/2013 @ 22:51:20, in Comunicato Stampa, linkato 1045 volte)

Caro donatore/donatrice,

Siamo lieti di invitarTi a partecipare alla festa estiva a bordo piscina dell’Hotel Hermitage di Galatina che abbiamo organizzato per giovedì 25 luglio 2013 alle ore 20.30.

Ti invitiamo a ritirare il tagliando di partecipazione presso la nostra sede nei giorni 17-18-19 luglio dalle ore 20.00 alle ore 21.00, con il contemporaneo versamento della quota simbolica di € 3,00. Per i bambini sotto i 10 anni la partecipazione è gratuita (ritirare solo il tagliando).

Ti ricordiamo che puoi estendere questo invito a parenti e amici che vorranno prendere parte alla nostra festa.

Durante la serata è previsto (volendo) il bagno in piscina, giochi di squadra, balli di gruppo e musica di ogni genere.

Gare di karaoke con premiazioni del 1° e 2° classificato, e nel bel mezzo …. un prelibato buffet al profumo di mare.

Certi di un tuo gradito riscontro cogliamo l’occasione per porgeTi i nostri più cordiali saluti.

Fidas - Noha
 
Di Albino Campa (del 03/06/2012 @ 22:49:37, in Grafite è Musica, linkato 1718 volte)

Venerdì 8 giugno ore 22.00 inaugurazione mostra itinerante "Grafite È musica", presso lo Skatafashow Aradeo. Performance artistica di Paola Rizzo che ritrarrà Francesco Arcuti (Cesko from Après la Classe) e musica di Beppe Vivaz. Non potete mancare amici: Arte musica gastronomia...
In esposizione i ritratti a matita di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale, conosciuti personalmente nel corso di questi anni. Ritratti come quello di Caparezza, Terron Fabio, Roy Paci, Raffaele Casarano, Giuliano Sangiorgi. Marco Ancona, Marco Rollo, Giancarlo dell'Anna, Cesare dell'Anna, Luca Aquino, Ludovico Einaudi...

Paola Rizzo dipinge e disegna con la musica. Non come colonna sonora, che pure non manca mai nel suo studio d'arte, ma come moto dell'anima-artista. Le sue tele e i suoi ritratti sono spartiti musicali su cui si adagiano note in bianco e nero e note di colore, spalmate con pennelli o incise nel tratto al cui ritmo risuona l'armonia del creato. Nei suoi dipinti, i colori a volte stridono e lottano in contrasto come rulli di tamburi e tamburieddhri, a volte sfumano malinconici sul diesis o sul bemolle di un ottone a fiato o di un'armonica a bocca, a volte esplodono nella maestà degli ulivi che si ergono nella gloria dei cieli come trombe o antiche canne di un organo solenne. I volti di Paola Rizzo e le loro espressioni li trovi ovunque nei suoi quadri. La natura delle sue tele non è mai morta, ma viva, pulsante, danzante, cantante. Il pennello o la matita di Paola finiscono per essere nelle sue mani come la bacchetta di un direttore d'orchestra, e i suoi volti e le sue immagini la composizione e l'esecuzione più bella della sua pittura lirica. Questi volti stanno cantando e suonando: tendete l'orecchio, liberatevi dal tappo che ostruisce ed ottura, e li sentirete anche voi. (Antonio Mellone)

 
Di Albino Campa (del 18/12/2011 @ 22:49:26, in Eventi, linkato 2423 volte)

Si accendono le luci sul sipario del teatro “Parrocchia Madonna delle Grazie” di Noha nell’attesa fremente che prenda il via la seconda Rassegna Teatrale “Palcoscenico nei luoghi”, dopo lo strepitoso successo dello scorso anno. Si sente un leggero brusio in sala, una certa tensione circola già tra gli spettatori, un contagio continuo che sembra essere partito da dietro le quinte dell’accogliente sala teatrale e ora ballonzola tra gli astanti. Mancano meno di tre settimane all’apertura del sipario, ma è facile per l’estensore delle seguenti note immaginare ad occhi chiusi l’atmosfera che potrebbe crearsi in una situazione come queste: è la prima volta che la piccola frazione di Galatina ha la fortuna di essere coinvolta in una ricca rassegna teatrale e l’emozione non è quantificabile né facilmente malleabile.

“Domenica a teatro”, è questo il titolo della rassegna promossa dalla Compagnia “Theatrum” con il patrocinio del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e della Federazione Italiana Teatro Amatori, in collaborazione con la Compagnia Teatrale “Calandra” e il sostegno economico di diversi sponsor nohani e galatinesi. Primo imperdibile appuntamento domenica 8 gennaio ore 19:30 con la famosissima “Turandot”, messo in scena dalla “Compagnia dei Teatranti” di Bisceglie. Si alterneranno poi sul palco diverse compagnie teatrali locali e nazionali, per intrattenerci sino al mese di maggio con spettacoli di vario genere: dal musical alla prosa, dalla commedia brillante in vernacolo salentino e napoletano al teatro comico muto, passando per il dramma.

Un appuntamento imperdibile che occorre sostenere con una presenza numerosa e interessata, per far passare ancora una volta il messaggio che un centro culturale fremente qual è Galatina, con frazioni annesse, non può non avere un Teatro Comunale. Occorre appoggiare la rassegna e divulgare la notizia al di fuori della cittadina galatinese per cercare di porre rimedio a quel brutto livido nero che la bella città d’arte s’è fatta ingenuamente, permettendo la liquidazione dello storico “Teatro Tartaro”, di cui non resta che la facciata.

Michele Stursi

Posti numerati per i soli abbonati.

Per informazioni e prenotazioni:

Libreria Fabula, Corso Portaluce, 42 – Galatina

Tabaccheria Bandini, Piazza San Michele – Noha

Info e prenotazioni: tel. 334.6058837 – 336.609027

Ingresso contributo spettacolo: € 5.00

Bambini fino a 14 anni: € 3.00

Spettacoli nazionali: € 7.00

Abbonamento per l’intera rassegna: € 40.00  

 

 

 
Di Albino Campa (del 21/09/2007 @ 22:48:32, in NohaBlog, linkato 2441 volte)


Festa San Michele Arcangelo
28-29-30 Settembre 2007
Con il patrocinio del Comune di Galatina


Programma delle Celebrazioni
19 Settembre: Solenne apertura della Novena e intronizzazione della Reliquia
23 Settembre: ore 9.30 Apertura dell'Anno Catechistico
24-26 Settembre: Preparazione Spirituale all'Ordinanza Sacerdotale do Don Emanuele Vincenti che avverrà il 6 Ottobre presso la Basilica Cattedrale di Otranto
28 Settembre: Vigilia della Festa.
  • ore 7.15/ 9.30/11.00 SS. Messe
  • 18.00 Solenne Celebrazione Eucaristica
  • 19.00 Processione per le principali vie del paese
29 Settembre:
Solennità di San Michele Arcangelo
  • ore 7.00/ 8.30/10.00/11.30 SS. Messe
  • 19.00 Solenne Celebrazione Eucaristica al termine Bacio della Reliquia
   
Programma delle Manifestazioni
•L'allestimento delle luminarie nelle vie che
   tradizionalmente vengono addobbate saranno
   curate dalla premiata ditta:
   "CAV. CESARIO DE CAGNA"

28 Settembre:

  • Gran Concerto Bandistico Città di "Sogliano Cavour" (Le) Maestro Direttore e Concertatore Giuseppe Gregucci.
  • Al termine della Processione Spettacolo Pirotecnico a cura della Ditta "La Pirotecnica del Sud" di Piero Coluccia di Galatina (Le)
  • ore 21.00 Spettacolo di Pizzica e musica popolare con i "NUI...NISCIUNU"
29 Settembre:
  • Gran Concerto Bandistico Città di "Sogliano Cavour" (Le) Maestro Direttore e Concertatore Giuseppe Gregucci
  • Rinomato Gran Concerto musicale "Lorenzo Semeraro" Città di Mottola (TA)
    Maestro Direttore e Concertatore "Salvatore Tarantino"
  • ore 24.00 A conclusione dei Festeggiamenti spettacolo di Fuochi pirotecnici curati dalle Ditte "La Pirotecnica del Sud" di Piero Coluccia di Galatina (Le) e "Cav. Maggio Domenico" di Tuglie (Le)
30 Settembre:
  • ore 20.00 esibizione della Scuola di Ballo DANCING DAYS di Cutrofiano (LE) maestri GIUSEPPE E LUIGINA MENGOLI.
  • ore 21.00 "I CUGINI DI CAMPAGNA " in Concerto
 
ATTRAZIONE GIOCHI
Per tutta la durata dei festeggiamenti GRANDE LUNA PARK
 
MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI
Con inizio alle ore 8,00 saranno sparati i tradizionali botti.
Ogni mattina i concerti bandistici, dopo aver sfilato per le vie della città, presteranno servizio in Piazza S. Michele.
 
Il Parroco ed il Comitato ringraziano la Comunità Parrochiale per aver contribuito alla realizzazione della Festa

 

 

Da pochi giorni si è chiuso il 2015: un anno straordinario per l’Associazione “Quelli di Piazza San Pietro”, ricco di sacrifici, ma anche di grandissime soddisfazioni ed un coro pressoché unanime di consensi.

E’ naturalmente tempo di bilanci, ma, ancor prima di occuparci di questo strumento meramente tecnico, ci piace sottolineare gli obiettivi umanitari e di sussidiarietà ai quali l’Associazione, anche per il 2015, ha voluto improntare le proprie scelte.

La solidarietà è per l’Associazione “Quelli di Piazza San Pietro” l’irrinunciabile impegno di ogni anno; parte dei fondi provenienti da contributi pubblici e la totalità dei fondi provenienti dalla sensibilità volontaria dei privati vengono, infatti, puntualmente devoluti in beneficenza.

Quello che all’inizio poteva sembrava quasi un azzardo, è diventata ormai una scelta definitiva che ha permesso in questi anni di sostenere molti progetti concreti a favore della città e dei cittadini, in particolare delle persone più deboli o meno fortunate. Ricordiamo i precedenti interventi di solidarietà effettuati nel 2012 a favore dell’Associazione Genitori del reparto Onco-Ematologia Pediatrica “Per un sorriso in più” del Vito Fazzi di Lecce, la donazione di una poltrona reclinabile in eco-pelle nell’agosto 2013 e di tre cullette pediatriche nel marzo 2014 al reparto pediatrico dell’Ospedale di Galatina, ancora nel 2013 la donazione ai bambini ospiti di un orfanotrofio in Tanzania per mano di Cesare Cafaro e la donazione alla “Bimbulanza”, la prima ambulanza pediatrica a misura di bambino completamente attrezzata per il trasporto e lo spostamento di bambini con allestimenti interni ed esterni tutti allegri e colorati. Nel 2015 ancora una donazione importante a favore della “Lega del Filo d’Oro”, famosa ONLUS a livello nazionale.

Qualche giorno fa abbiamo invece donato, anche grazie alla preziosissima collaborazione della ditta Elettra SAS di Luigi Pulimeno &C di Corigliano D’Otranto, un condizionatore da 12.000 btu/h che verrà installato nel reparto di Oncologia diretto dal Dottore Sergio Mancarella ed un’altra culletta pediatrica (la quarta) che verrà invece posizionata nel reparto di Pediatria diretto dal Dottore Raffaele Montinaro a proseguimento dell’opera, partita nel 2013, finalizzata alla fornitura di nuove attrezzature ed alla modernizzazione degli spazi destinati ai nostri piccoli pazienti; opera nata e sviluppatasi anche grazie ai nostri validissimi partners (Samsara Beach club di Gallipoli e Dolce Dormire di Noha).

La donazione avviene in un momento particolarmente delicato in cui l'organizzazione complessiva dell'area ospedaliero-sanitaria galatinese è oggetto di una incomprensibile proposta di riordino, ma soprattutto di tagli; assume pertanto una rilevanza particolarmente “strategica”.

La bella iniziativa – sottolinea il presidente Francesco Stefanelli – intende dimostrare ancora una volta come l’universo della solidarietà e l’altrettanto variegato mondo della cultura e della musica possano viaggiare di pari passo per la crescita di una comunità.

Grazie a quanti non ci hanno fatto mai mancare il supporto e a quanti decideranno di aiutarci in nuovi ed emozionanti progetti.

Galatina, 25 febbraio 2016

Presidente Ass.ne “Quelli di Piazza San Pietro”

Francesco Stefanelli 

 
Di Albino Campa (del 13/02/2012 @ 22:46:47, in Comunicato Stampa, linkato 2227 volte)

Si concluderà domenica 19 febbraio Oblivium, la Mostra d’Arte Contemporanea di Claudio Scardino, curata da Francesco Luceri e Daniela Bardoscia e realizzata in collaborazione con l’Università popolare “Aldo Vallone” e il Museo d’Arte “P. Cavoti” con i patrocini del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia. Il percorso artistico ha visto protagonista, nelle sale del museo galatinese, la più recente delle performance artistiche della cosiddetta “arte partecipata” di Scardino, scultore, artista multimediale e pittore, che, formatosi nei più floridi centri artistico-culturali italiani, avvezzo a prestigiose partecipazioni a eventi d’arte nazionali e internazionali, ha conquistato con la sua scultura Athena il pubblico statunitense e con Diana ed Enrico VIII (entrambi esposti per Oblivium) l’internazionale MoMM (Museum of Modern Media). “Finding ways to define reality and be in reality is the big question of our time” scrive l’artista e scrittrice australiana Marlene Sarroff, “Throughout his career there has been no limits to his invention, combining art with life, he looks for the most appropriate situations and then dives into the reality to be completely soaked in it”. Conclude il suo intervento scrivendo “This is where Claudio Scardino performances, really become a magical tool”. Gli “strumenti magici” di cui parla Sarroff, sono ancora per pochi giorni a vostra disposizione. L’Oblio è iniziato l’1 febbraio e, ancora per questa settimana, è possibile intraprendere un percorso catartico, tra i volti e i colori dell’artista leccese. I visitatori potranno ancora essere protagonisti − costretti “a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d'artista smarrito e confuso”, come scrive la curatrice − con l’Action Painting, intitolata “Opera Continua”, ultimo invito rivolto dallo Scardino ai visitatori, al grido bellico latino “Pugna!” (Combatti!): chi lo vorrà, armato di colori a cera (forniti in loco), potrà divenire guerriero dell’arte condivisa scardiniana. Varcando la sottile linea rossa che simboleggia il mitologico fiume Lete, corso d’acqua di purificazione e dispensatore di dimenticanza, si attraversa l’oblio dei tempi, per ascoltare, attraverso la visione di Scardino, gli echi del passato, dei miti greci e latini, in un recupero di alcuni frammenti della nostra identità multiculturale. Con il sovrano inglese, poi, molto apprezzato dai visitatori, si ritorna alla modernità e si approda alla seconda parte di Oblivium, nel vorticoso affacciarsi dei ricordi, che riguardano l’esperienza dell’artista. Per concludere degnamente il percorso, sarà esposta per il week-end un’opera scultorea, inedita, di Scardino. Verrà, inoltre, predisposta una installazione audio dell’artista, accompagnamento auditivo verso l’oblio. Chiuderà la mostra un programma speciale: a partire dalle 18.30, spettacolo di letture sceniche, sapientemente interpretate da Michela Maria Zanon (artista) e Gianluca Conte (poeta) dell’Associazione culturale “Eterarte”; a seguire, un’esibizione musicale degli alunni della Scuola Secondaria “G. Pascoli”. Al termine, lo Scardino proporrà la realizzazione di una scultura in azione, che intersecherà con la creazione artistica teatralità e danza. Oblivium batterà il suo crepuscolo con uno spettacolo di danza, classica e contemporanea, a cura della “Europe Dance School” di Nadia Fiorella Martina, che empirà di vita e poesia le statiche sale del Museo “P. Cavoti”. I visitatori lasceranno questo trasognante viaggio nell’arte, musica e poesia con un rinfresco e una degustazione della simposiaca bevanda, gentilmente offerta dalle Cantine Santi Dimitri.
I curatori colgono l’occasione per ringraziare tutti i convenuti e per lanciare un messaggio: «È possibile far rivivere la nostra città, aprendosi a nuove e giovani forme di cultura. Oblivium, evento eccezionale per tutta la Puglia, è stata allestita senza un solo Euro pubblico. Certamente, se avessimo potuto contare su qualche finanziamento, l’evento sarebbe stato ancora più prestigioso. Ciò nonostante, è stato un successo. Ci auguriamo, per il futuro, che le amministrazioni appoggino le forze che si stanno costituendo per una rinascita culturale del territorio, che finiscano gli oscuri tempi dei finanziamenti clientelari, per permettere al nostro territorio, ricchissimo di potenzialità storico-culturali inespresse, una crescita moderna e florida. Oblivium è il nostro messaggio: è possibile far vivere Galatina, il Museo “Cavoti” e la Cultura. Esistono persone disposte a mettere a disposizione di tutti la loro passione e la loro esperienza. La Cultura è la vera crescita».

Museo civico d’Arte “P. Cavoti”
Piazza Alighieri Alighieri, n. 51,
Galatina (LE), 73013
Tel. 0836/567568
e-mail: info@museocavoti.it
Per info: daniela.bardoscia@alice.it; tel. 3297669635, 3881197170

 
Di Antonio Mellone (del 25/04/2013 @ 22:46:04, in NohaBlog, linkato 1774 volte)

C’era il sindaco, il vicesindaco, il suo assessore alla cultura, alcuni consiglieri della maggioranza (soprattutto quelli della minoranza della maggioranza), e poi i ragazzi delle terze medie di Noha (con gli striscioni, e, per protesta, il bavaglio sulla bocca), le insegnanti, alcuni cittadini, gli attivisti del “Movimento delle agende rosse”, organizzatori dell’evento (tra i quali spiccava la stupenda Anita Rossetti, e la sua forza d’animo), altri comitati per l’ambiente e la legalità, e la colonna sonora dell’ottima Banda musicale di Noha, diretta dal M° Lory Calò, per il pomeriggio di sit-in Antimafia a sostegno del magistrato Nino Di Matteo, che ha avuto luogo a Galatina, nel pomeriggio del 24 aprile scorso, dapprima in piazza Alighieri e poi, a conclusione, a Palazzo della Cultura con gli interventi dei relatori (tra i quali, oltre all’Anita suddetta, il presidente della Commissione europea Antimafia, Sonia Alfano - in collegamento telefonico - ed il direttore de “Il Tacco d’Italia”, Marilù Mastrogiovanni).

Non vale nemmeno la pena di ricordare l’assenza delle altre “alte” (e soprattutto basse) cariche comunali, come gli esponenti dei partiti (participio passato del verbo) della cosiddetta opposizione, probabilmente in tutt’altre faccende affaccendati. Chissà che rivolgendosi a “Chi l’ha visto?” non si riesca a rinvenirne qualche esemplare semovente. Ma non ci curiam di loro in questa sede.

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Ormai sanno anche i bambini dell’asilo (o almeno avrebbero dovuto saperlo se non ci fosse stata la congiura del silenzio da parte di politici bipartisan, televisione, giornali e salotti) che il giudice Di Matteo è il magistrato della Procura Antimafia che si sta occupando della famosa trattativa “Stato-mafia”, di cui molti vogliono negare l’esistenza. Di Matteo ha ricevuto minacce di morte, contenute in due lettere anonime (lettere che, tra l’altro, riportano fedelmente orari ed abitudini del magistrato) e recapitate al procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Messineo.

Ma come ci insegna la storia, la mafia uccide chi è solo, anzi chi è (stato) isolato.
Ora, non so se tutti, ma proprio tutti i partecipanti alla manifestazione (e non mi riferisco ai ragazzi, che forse sono i più perspicaci di tutti) avessero ben chiaro il fatto che i principali responsabili di questo pericoloso isolamento sono purtroppo proprio le Istituzioni, e addirittura i cinque dell’Apocalisse (Presidente della Repubblica – definito in diretta telefonica da Sonia Alfano come il “mandante morale” di questa situazione scabrosa – Avvocatura dello Stato, Procura della Cassazione, Consiglio Superiore della Magistratura e Governo).

Sì, il magistrato Di Matteo è stato incredibilmente sottoposto ad azione disciplinare da parte del CSM, senza aver compiuto alcun illecito (ha semplicemente spiegato a Repubblica la scelta di stralciare delle intercettazioni penalmente irrilevanti senza fare i nomi, cioè quelli di Mancino e Napolitano – sì, avete inteso bene, Napolitano il “nuovo” presidente della Repubblica, Re Giorgio II, eletto a suon di voti – o di vuoti di memoria – e Nicola Mancino, ex-presidente del Senato, rinviato a giudizio per falsa testimonianza, che chiamava in continuazione il Quirinale per ottenere il classico aiutino altolocato). E’ come se un tizio, Di Matteo in questo caso, dovesse venir processato perché ha attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali (mentre il Codice Penale non punisce l’attraversamento fuori dalle strisce). Dunque un “reato” inventato, per mettere il bastone tra le ruote a Di Matteo, e per continuare a far finta di nulla, per negare la scellerata trattativa tra la mafia e alcuni pezzi dello Stato (che invece avrebbero dovuto combatterla, questa mafia, e non scenderne a patti, ed ora per fortuna sono alla sbarra). Un tentativo, per ora ben riuscito, di isolamento del magistrato.

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Ma senza perderci troppo in dettagli, e ritornando alla manifestazione, si son visti nel parterre del palazzo della cultura dei battimani, anche da parte delle “istituzioni locali”. E questo non può che farci piacere. Evidentemente tra il centro (Roma) e la periferia (Galatina) finalmente c’è uno scollamento, una differenza di vedute di non poco conto. Finalmente qui non ci si nasconde dietro il dito della disciplina di partito che ordina di non pensare, non parlare, non presenziare, non esporsi, non proferir verbo, ma sfuggire di fronte alle responsabilità, di fronte alle domande, alle denunce, alle istanze legittime dei superstiti cittadini con la schiena dritta. A meno che non si fosse trattato di applausi di circostanza. Non sentiti. Il che sarebbe preoccupante. Ma non voglio crederlo: non voglio pensare che la maggioranza degli astanti avesse voluto in quel momento trovarsi sull’altra faccia della terra (se non addirittura all’altro mondo). Assolutamente, no. Non voglio nemmeno ipotizzarlo per sbaglio.

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Però al contempo mi chiedo che cosa avranno pensato quelle stesse istituzioni cittadine di fronte a quel cartello appeso al collo di un attivista, un uomo dai capelli canuti, su cui c’era scritto: “Là dove si deturpa il territorio lì c’è mafia”. Chissà se sono riusciti a fare qualche collegamento neuronale tra questo fatto e quella politica scellerata che distrugge il territorio e danneggia la salute pubblica (il riferimento al mega-parco di Collemeto, approvato non più tardi di ventiquattro ore prima, da quello stesso parterre plaudente, nel più assoluto silenzio dei “compagni di merende”, è puramente casuale).

Sorge il dubbio se oggi dire o fare qualcosa di sinistra si sia trasformato invece in un far qualcosa di sinistro (come per esempio accogliere a braccia aperte le istanze della pantomatica Fantacom). Come mai nessuna tra quelle autorità, dopo gli incarichi istituzionali (non prima!) ha mai insistito “fino alla morte”, come fanno i duri e puri, nel dire ad alta voce: “Lì dove si deturpa il territorio, proprio lì c’è mafia” (o una parafrasi di questo slogan)? Come mai, chi avesse proferito queste parole prima viene colpito poi da una sorta di amnesia fulminante cronica?
Mistero doloroso.
Non so come facessero alcuni fra questi personaggi a sentirsi (o a fingere di sentirsi con la solita faccia di bronzo) a proprio agio, e non minimamente in imbarazzo, di fronte alle accuse precise e puntuali a loro rivolte in quel contesto, in maniera diretta o indiretta, da tutti i partecipanti, gli organizzatori, i relatori, il contesto, la stessa atmosfera di quella che tutto è stata men che una manifestazione folkloristica.

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C’è pure qualcuno che volendo fare dell’ironia, o forse era sarcasmo, chissà, facendo riferimento a qualche mio articoletto che ha il sapore dello sputtanamento altrui, mi ha pure definito “il vocione di Noha” (sminuendo dunque il frutto delle mie quattro osservazioni circa la natura mentulomorfa di certi pensieri, parole, opere od  omissioni). Liberissimo di farlo, per carità.

Vorrei sommessamente comunicare al mio interlocutore-amministratore, anzi statista, che se fosse stato lui per primo a proferir verbo, anche senza tanti decibel, sul tema della delibera-betoniera della sua giunta, io non avrei neppure aperto bocca.

Invece, sul tema, non dico un vocione, ma nemmeno una vocina, pur flebile, pur afona, ma nemmeno un suono, fosse anche gutturale, bisbetico, cacofonico sembra essere uscito dalla boccuccia arrotondata a cul di gallina dei nostri scandalizzati eroi. Né sui siti galatinesi, né su di un manifesto, non in una mail-catena-di-sant’Antonio s’è potuto leggere un dissenso vero da parte di chi un tempo pontificava contro il cemento, mentre oggi, peccando di omissioni, sembra voler costruir ponti (e strade e centri commerciali).

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Concludo dicendo che finché non ci sarà nessuno in grado di far sentire la sua di voce, “il vocione di Noha” continuerà ad urlare, anche se ascoltato o letto soltanto dai suoi venticinque (tendenti a ventiquattro) lettori.
E continuerà a farlo anche se il lettore superstite dovesse essere l’ultimo dei nohani (o dei mohicani).
Non c’è, anche in questo caso, bavaglio che tenga; anche se il mio interlocutore m’ha lasciato intendere che lui ed i suoi amici con la carta virtuale su cui vengono vergati i miei articoli si puliscono la faccia. O quel che più le somiglia.

Antonio Mellone

 
Di Redazione (del 24/01/2014 @ 22:44:30, in Comunicato Stampa, linkato 1116 volte)

Lunedì 27 gennaio, con apertura alle h.18,00, tutta la cittadinanza è invitata a Palazzo della Cultura per partecipare alla manifestazione a cura degli studenti delle Scuole Superiori di Galatina che con la guida dell’Assessorato alle Politiche Culturali e il supporto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con i dirigenti, i docenti e rappresentanti d’Istituto, hanno elaborato e condiviso, su idea progettuale del dott. Marcello Costantini, attività che sviluppano tra immagini, parole e musica, tematiche legate alle barbarie odierne.

Una iniziativa congiunta, che vuole andare oltre l’aspetto meramente commemorativo della Memoria dell’Olocausto e del Ricordo delle Vittime delle Foibe.
Per questo è stato tracciato un percorso di ATTRAVERSAMENTO del Palazzo della Cultura con ingresso da via Alighieri e, attraverso Biblioteca e Museo, uscita in via Cafaro dalla scalinata d’accesso al primo piano del Museo, come metafora del passaggio tra la BARBARIE PASSATA e le BARBARIE ODIERNE.

Quattro i temi proposti: SHOAH a cura del Liceo Scientifico, FEMMINICIDIO a cura del Liceo Classico, Artistico, Scienze Umane, MAFIA a cura dell’Istituto Tecnico, EMIGRAZIONE/IMMIGRAZIONE a cura dell’ I.I.S.S. Falcone e Borsellino.

Ciascuna scuola ha realizzato sull’argomento prescelto un video di 6/8 minuti. La proiezione avverrà all’interno della sala “C. Contaldo” e sarà accompagnata dalla presentazione degli stessi studenti, tra reading di testi ed esecuzioni di brani musicali, e dalle testimonianze straordinarie di Massimo Albanese, Veronica Valente, Brizio Montinaro, Said Jafari.

Nell’ occasione assisteremo alla proiezione in prima del video realizzato dagli studenti dell’I.I.S.S. “P.Colonna” vincitore della XII edizione del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”.

Luci e colori diversi metteranno in risalto le immagini che i ragazzi hanno selezionato e che accompagneranno i visitatori dall’accesso al Palazzo della Cultura, attraverso il Chiostro,la Biblioteca “P. Siciliani”che per la circostanza ha realizzato una mostra documentaria con libri e video sui temi, e il Museo “P.Cavoti”,dove attraverso i monitor appositamente istallati viene ripetuta la visione dei filmati prodotti.

Questo progetto è la dimostrazione che le attenzioni rivolte dall’ Amministrazione ai giovani sono ben riposte e che i giovani sono aperti a relazionarsi con gli adulti, mutuando le rispettive esperienze.

Il parere, raccolto dall’Ass. alle Politiche Giovanili, ing. Andrea Coccioli, conferma che la società deve puntare sui giovani. Per dirla con Rosa Luxembourg, giovani o barbarie.

La manifestazione, nella varietà dei linguaggi sarà vissuta come possibilità di presa in carico della memoria della barbarie passata (siamo tutti chiamati ad assumerci la fatica della conoscenza!) e come crescita di consapevolezza perchè tutto è ripetibile ed il rischio che la barbarie si ripresenti è reale, e perché le barbarie odierne sono tante e solo la conoscenza e la cultura condivise possono insieme costituire un’efficace resistenza per la costruzione di una società più giusta.

Queste considerazioni,espresse dalla prof.ssa Daniela Vantaggiato,Assessore alle Politiche Culturali, hanno animato l’impegno di tutti coloro che hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione, che nella serata si concluderà con l’intervento del Sindaco dott. Cosimo Montagna.

(Comunicato del Servizio Cultura e Comunicazione)

https://www.facebook.com/giorno.dellamemoria.5

 
Di Albino Campa (del 11/03/2011 @ 22:40:15, in Recensione libro, linkato 2435 volte)

Stabat Mater di Tiziano Scarpa, vincitore del Premio Strega 2009, è un testo che si fa fatica a leggere con gli occhi, con la mente, dentro di sé, nel silenzio di una stanza buia. Un moto impulsivo, sussultorio dell’anima irrompe presto nell’aria sottoforma di suono e le parole scritte sulle pagine divengono melodia. Ed ecco, quindi, che riesce spontaneo alzare la voce, declamare i passi di quest’opera, unica nella forma, straordinaria nei contenuti.

 Ne viene fuori una lettura convulsa, che con fatica si riesce ad addomesticare. Si legge in poche ore, con il rischio di rimanere con quel nodo alla gola che solo le grandi emozioni riescono a regalare. Sarebbe davvero un peccato d’altronde trattenersi, rallentare il passo per paura della fine, per gustare l’intermezzo e saziarsi dei particolari, quando l’intento dell’autore è proprio quello di tradurre in parole il turbamento d’animo della sua protagonista.
 Cecilia, infatti, è una giovane ragazza orfana che, nelle sue lunghe notti insonni trascorse in cima ad una rampa di scale dell’orfanotrofio, cerca di tradurre in parola scritta i pensieri e i sentimenti, i dubbi e le incertezze, che le dilaniano di continuo l’anima. Scrive su pezzi di carta racimolati qua e là, tra le righe di un pentagramma, negli spazi vuoti tra una nota e l’altra, rivolgendosi ad una Signora Madre che mai ha conosciuto, di cui tuttavia sente scorrere nelle proprie vene quel vitale bisogno che unisce, sin dal principio, come un cordone ombelicale, ogni figlio alla propria madre.
 “Signora Madre, vi scrivo nell’oscurità, senza candela accesa, senza luce. Le mie dita scorrono sul foglio appoggiato sopra le ginocchia. Bagno la penna nell’inchiostro, la intingo nel cuore della notte. Riesco a distinguere con difficoltà le parole che si srotolano sulla pagina, forse non sono nient’altro che grumi di buio anche loro. Dentro queste parole, ogni notte io vengo a farvi visita. Voi non potete vedermi, ma i miei occhi spalancati vi guardano” (pag.15).
 Così passa i giorni Cecilia, obbligata in quelle quattro mura che l’hanno accolta in fasce un ventuno aprile e che ora sembrano pesare, tanto da diventare quasi insopportabili. Cecilia è cosciente di crescere in un mondo che non conosce, di utilizzare talvolta delle parole vuote di significato poiché non ha mai avuto modo di viverle. E mentre di notte scrive alla persona più intima e allo stesso tempo più lontana, di giorno suona il violino in chiesa insieme alla sue compagne musiciste, sospese ad alcuni metri di altezza, dietro una balaustra, seminascoste da grate metalliche che lasciano indovinare ai nobili in ascolto soltanto delle sagome, stuzzicandone così l’immaginazione.
 Per Cecilia la musica è monotonia, un incessante e tormentoso ripetersi di note. Nell’Ospitale gli è stato insegnato che la musica è un modo per elevare la propria preghiera al Signore, ma lei ne dubita fortemente. “Io credo che la musica cada. Noi suoniamo dall’alto, sospese, sui poggioli di fianco alle due pareti della chiesa, a qualche metro da terra, perché la musica pesa, cade giù. La versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci. Li sommergiamo, li soffochiamo con la nostra musica(pag. 48).     
 Un giorno però, con l’arrivo di un giovane sacerdote, le cose cominciano a cambiare. Antonio Vivaldi è il suo nome, giovane compositore e insegnante di violino, con un’idea del tutto originale di fare musica. Sarà lui a scuotere la giovane orfana, a destarla da quell’intorpidimento in cui inevitabilmente si cade, quando si è costretti a non oltrepassare i contorni che delimitano la conoscenza del mondo al proprio ego, senza alcuna possibilità di esternarsi.

 

Michele Stursi

Di seguito l’incipit dell’opera (musica: A. Vivaldi, Concerto per due violini in Re min. - Op.3, n. 11, Orchestra Classic Music Studio, S. Pietroburgo, dir. A. Titov; voce: E.F. Ricciardi).

 
Di Albino Campa (del 21/04/2011 @ 22:37:32, in RadioInOndAzioni, linkato 1555 volte)

Mentre tutti si preparano a qualche giorno di vacanza, ritorna l'appuntamento del venerdi sera su RadioInOndAzioni con "Quello che le donne non dicono..." dalle 19.30 alle 21.30. Ospiti di Paola e Simona sarà il gruppo Ádria, progetto musicale che nasce sul filo di un incontro. In un equilibrio instabile le sue due metà si ricongiungono in mezzo al Mare Adriatico. Le due culture, anzi i due mondi affacciati su questo mare antico, si sono osservati da sempre e in questo progetto danno vita ad un nuovo dialogo.  I principali artefici  di quest’incontro sono gli strumenti e le voci e la lingua utilizzata è la musica. Se l’organetto e il violoncello pronunciano con rinnovata passione accenti e vocaboli mai detti, la voce mette in accordo, con la sua dolcezza, linguaggi profondamente diversi, ma vicini nelle assonanze e nei respiri. E in un contesto fatto di incoerenze e persino di rumori, inevitabili e molesti, alcune composizioni si fanno nervose e a tratti caotiche. Sono figlie legittime delle discordanze nate nella città, il luogo dove l’ approdo si è reso inevitabile”.

Il gruppo è composto da musicisti che vantano collaborazioni con artisti e formazioni di rilievo del panorama della world music e che propongono  un’originale progetto di rielaborazione e di scrittura. Una forma canzone legata all’immediatezza del repertorio tradizionale delle due sponde a sud del Mar Adriatico, ripensato con un approccio moderno. L’incantevole voce di Maria esalta l’intensa semplicità dei testi e dà forza e respiro a trame armoniche eleganti e sinuose, tessute con impeto. Strumenti legati alle musiche tradizionali e strumenti moderni si inseguono e a tratti si sfuggono, cercando punti d’incontro e ragioni di diversità, come da sempre le storie e le musiche a confronto sul Mar Adriatico. Con il brano “Non sento” il progetto è presente nel compilation Soundsation, a cura dell'Università La Sapienza di Roma in collaborazione con Sony Bmg e Demo Radio Rai. Adria firma le musiche del volume Il Salento dei Poeti, prodotto dal Fondo Verri di Lecce. Lo spettacolo che porta in scena le letture e le musiche del libro-dvd apre la Notte della Taranta 2008 a Melpignano (LE).

 

 
Di Redazione (del 10/02/2013 @ 22:29:09, in Comunicato Stampa, linkato 1174 volte)
E a certificarlo è stato proprio l'Unesco, l' Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Un attestato, una sorta di laurea honoris causa assegnata a un genere musicale, che ha meritato anche una celebrazione annuale periodica.
L'Unesco, infatti, ha  deciso di proclamare il 30 aprile Giornata internazionale del jazz.
La motivazione: «Uno strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca». Un giudizio che vuole cogliere il potenziale di scambio, confronto e reciproco ascolto tra culture diverse, insito nel jazz, una musica che supera le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità.
Celebreremo tale Giornata con un concerto per chitarra Jazz il 17 febbraio 2013 presso il Teatro "Il Ducale"di Cavallino, e con  una Lezione Magistrale (Master Class) per 15 studenti di chitarra il 18 febbraio presso il Palazzo della Cultura di Galatina, tenute dal famoso Musicista Jazz Americano Stanley Jordan (l’occasione di disporre di un artista di tale importanza l’abbiamo avuta solo per il mese in corso).

 

Club UNESCO di Galatina
 
Di Albino Campa (del 19/07/2012 @ 22:28:52, in Fidas, linkato 1386 volte)

Fidas Noha e Casa Betania presentano lo spettacolo musicale culturale artistico dal nome "Note Libere in tour" a cura di Luigi Moscara, siete tutti invitati venerdì 20 Luglio ore 21.00 presso il campo di calcetto Madonna delle Grazie di Noha.

Mentre sabato 21 Luglio dalle ore 17.30 alle ore 19.30 donazione straordinaria del sangue presso la Casa del Donatore di Sangue in via Calvario, 15 di Noha.
A tutti i donatori di questo sabato speciale in regalo un bellisimo set BEACH TENNIS e due biglietti della lotteria 2012.

 

 

 
Di Marcello D'Acquarica (del 23/04/2015 @ 22:27:20, in In memoria di, linkato 826 volte)

Ogni tanto mi chiedo la ragione per cui alcune persone di Noha, che a malapena ho incrociato nella mia vita, mi siano rimaste impresse a tal punto da riaffiorare continuamente nella mia memoria. E’ normale, starai pensando, tutti noi conserviamo nella nostra mente dei ricordi. Questo è vero. Però a pensarci bene, un ricordo non è fine a se stesso se analizzandolo ne scopriamo il valore. Questa parola, valore, è un po’ travisata e inflazionata ultimamente, e spesso se ne fa un uso di facciata. Pur conoscendone il significato non mi pare che abbia poi tutta quella consistenza nel nostro quotidiano. Questo si evince da alcune cattive abitudini che sono diventate normalità, come per esempio: le discariche abusive disseminate in giro che stagionano possiamo dire per anni e lustri; la mancanza di tempo per ascoltarsi a vicenda, per cui ognuno di noi rimane assiso sulle proprie presunte verità; si evince, dicevo, quando fatichiamo a condividere i pensieri figuriamoci i bisogni; quando, per il bene comune, ci diamo da fare solo in presenza di un tornaconto; appena pensiamo di non essere controllati e non rispettiamo le regole; quando non ci sentiamo responsabili e quindi non agiamo da tali, ecc. Ma la cosa più raccapricciante per importanza e diffusione, è la mancanza quasi totale di onestà interiore. Non diciamo mai quello che pensiamo veramente.

Non faccio nessuna morale, è semplicemente una riflessione che mi sovviene pensando al nostro amico di cui in questo mio ricordo. Andiamo a vedere.

E’ Domenica mattina, è molto presto e in piazza non c’è ancora nessuno, o quasi. Mi avvicino ad un gruppetto di amici che chiacchierano sotto il “palo” della Chiesa Piccinna. C’è il signor Antonio Paolì, per gli amici lu Ucciu Curdeddhra, che tiene il banco. Ucciu, ci colora con la sua vitalità e simpatia, tutte le feste di San Michele esibendosi come ballerino senior alle finali dei concerti musicali. Ma questa di Ucciu è un’altra storia, e magari a Ucciu piacendo (e pagando, ovviamente, come lui stesso scherzando ci suggerisce fregandosi il pollice contro l’indice), ne parleremo meglio un’altra volta.

Ucciu è una miniera di informazioni storiche che riguardano Noha e la sua gente. Chi era Cici Don limone, gli chiediamo.

Era figlio di nessuno, “N.N.” che sta per “NOMEN NESCIO”, una sigla che veniva usata per indicare quelli di cui non si conosceva né il padre, né la madre. Arrivò a Noha insieme a tanti altri, quando verso gli anni ’30 del secolo scorso, portavano i bambini dalla Ruota degli Orfanelli da Galatina al nostro edificio delle ex scuole elementari. La signora Mariano, una donna di Noha molto generosa che a quei tempi abitava in vico Neni, prese in affidamento, dei bambini, due o tre, non ricorda bene Ucciu, fra cui Luigi Olivieri (Cici de Don Limone per la storia). Quindi Cici, grazie alla Divina Provvidenza e alla signora Mariano di Noha, ha anche dei fratelli di adozione. Cici però ha meno fortuna degli altri suoi fratellastri e, dice Ucciu, dimorava in una stanza in Vico Neni, che in pratica era poco più di un sottoscala con un letto rabberciato alla meglio. Forse un sacco di foglie di granoturco, come si usava a quei tempi.

Mi ricordo che era un tipo di media altezza, aveva pochi capelli, per via dell’età, credo. Me lo rammento già vecchio, con un cappotto scuro e pesante e se non erro, aveva ai piedi un paio di quelle “babbucce” pelose e nere con la cerniera centrale sul collo del piede e con una taglio laterale per far prendere aria ai calli. Erano scarpe che lui teneva sempre aperte per via dei piedi molto gonfi. Anche le gambe all’altezza dei polpacci erano gonfie.

Vi racconto un episodio in cui ebbi a che fare con lui.
 
CONTINUA
Marcello D’Acquarica
 
Di Redazione (del 17/10/2013 @ 22:25:51, in Eventi, linkato 1073 volte)

Domenica 27 ottobre 2013 ore 19.30 Bambini e Ragazzi dei  5 ai 14 anni, vi allieteranno con le loro bellissime voci.

La serata sarà condotta dal simpaticissimo “ZAGO”, gli intermezzi musicali saranno curati dai  ragazzi del Concerto Bandistico “San Gabriele dell’Addolorata” di Noha.

Per l’evento sarà allestito uno stand gastronomico.

 

 

 
Di Marcello D'Acquarica (del 21/04/2012 @ 22:24:46, in CDR, linkato 1930 volte)

Il nome “inceneritore” ha una certa assonanza, anche un po’ lugubre, con  quell’altro suo omonimo che incenerisce le nostre stesse spoglie quando è ora di togliere il disturbo.

Ma forse è meglio  allontanare dalla mente certi brutti pensieri sognando magari di passare le prossime vacanze con delle salutari passeggiate nell’agro di Noha.

L’idea di godere del silenzioso panorama della campagna nohana sprona ad essere mattinieri e aiuta a rinunciare anche ad un paio d’ore di sonno sperando di uscire a prendere una boccata d’aria buona.

Ci sono dei giorni, però,  che l’aria è irrespirabile. Mi ricorda tanto quell’odore soffocante che rilasciavano i fumi delle taiate delle Tre Masserie di qualche decennio orsono, quando per le vie di Noha non circolavano né camion, né compattatori ma due semplici operatori ecologici armati di carretto a pedali e scopa di saggina. Ma quelli erano tempi di miserie e non c’era il famigerato progresso moderno.

Certe mattine la  zaffata  asfissiante che si insinua prepotentemente nelle narici, reprime il desiderio di respirare a pieni polmoni.  Poi però pian piano il corpo si abitua all’aria mattutina ed il calore del sole rimuove lentamente l’inspiegabile mistero stagnante nell’aria che ogni volta che torno a casa trovo sempre più pesante.

Mi viene in mente un pensiero riportato in una pagina del mio diario:

“La prima volta che arrivai a Torino, rimasi colpito dallo strano odore dell’aria, un misto di marciumi vari, di olio bruciato e pietre ammuffite. Un odore che ti accoglie ineluttabilmente in qualsiasi periodo dell’anno appena metti il piede in stazione. Lì per lì sei portato a pensare che sia colpa della stazione ma una volta fuori la musica non cambia. Capita quindi di stare in un posto dove l’aria è sgradevole, ma fino a quando ci stai dentro non te ne rendi conto…”

Scrive Vittorio Messori ne “Il Mistero di Torino” (*): Se avessero riempito di polveri, esalazioni di piombo, capannoni, colonne di camion carichi di cemento e mattoni, non avrei avuto così tanta tentazione nostalgica del ritorno alle radici.

Noha (come Galatina e tanti altri paesi del Salento)  sono la testimonianza dell’ossimoro in assoluto. Vuol dire che hanno sacrificato generazioni intere con l’emigrazione pensando di risparmiare il territorio dall’industrializzazione, senza ottenere né il lavoro né la salvaguardia dell’ambiente.

Da qualche tempo anche l’acqua delle falde acquifere alla profondità di 90 metri sono fatiscenti. E pensare che fino a pochi anni addietro ci si dissetava, per esempio, con l’acqua dei pozzi dell’agro dei  “paduli” dove l’acqua si trovava, e si trova ancora oggi, ad appena a quattro metri di profondità.

C’è da restare allibiti nel sentire alcuni candidati al posto di “primo cittadino” dichiararsi favorevoli alla conversione della Colacem da cementificio in “inceneritore”. Si perché il dubbio che si tratti di una “conversione” piuttosto che il “potenziamento” del cementificio, persiste ed è suffragato dal fatto che a poche ore di mare dal Salento, ed esattamente a Ballare (Lezha),  c’è una fabbrica nata un paio d’anni addietro, uguale a quella di Galatina. Oramai la campagna salentina “ha dato”, ed il territorio intorno a noi somiglia ad una gruviera. Il cemento ha “munto” a dismisura il mercato locale mentre l’Europa dell’Est è ancora tutto da cementificare. Quella di de-localizzare dopo aver fatto scempio del nostro territorio è una porcata, soprattutto perché si vuole sempre esagerare, a qualsiasi costo. Non entro nel merito della validità della tecnologia degli inceneritori moderni, dello smaltimento delle ceneri catturate in corrispondenza del camino, né delle ceneri grossolane che si raccolgono sotto la griglia. Considerarle “inerti” e smaltirle in discarica o addirittura usarle per riempimenti di cave o per rilevati stradali mi sembra demenziale, un po’ come trovarsi nel mezzo di un ciclone e nascondere la testa sotto la sabbia. Tantomeno voglio entrare nel merito della riduzione dei rifiuti e dell’aumento del riciclaggio, benché questo debba essere considerato l’unico caposaldo della nostra tanto vantata civiltà, ma non possiamo fare a meno di aprire gli occhi e le orecchie, toglierci il velo di panna che ci intorbidisce quei quattro neuroni che speriamo siano ancora reattivi, per chiedere a Galatina, insieme ai comuni limitrofi, di farsi promotrice di una revisione della legge regionale sui rifiuti che prevede l’obiettivo “rifiuti zero”. Altro che incenerire!

Invece di mettere in discussione la scelta dell’incenerimento prevale la logica del minor rischio, come se ci fosse una soglia di rischio “accettabile”. Cercare cioè un “equilibrio fra ambiente ed occupazione” (notizia diffusa dal Vescovo di Taranto, a detta del candidato a sindaco dott. Gervasi nell’intervista di TRNEWS di Telerama). Come se un impianto del genere che può aumentare le morti dovute all’inquinamento lo si può regolare mantenendo il rischio entro una soglia accettabile, barattando cioè quattro posti di lavoro con le malattie dell’intera popolazione.
Non lo dico io, ma il dottor Giuseppe Serravezza, famoso Oncologo e Presidente dell’LILT (Lega italiana per la lotta ai tumori) – Sez. Provinciale di Lecce in un documento di cui allego la parte che ci riguarda.

Dice il dr. Serravezza:

Un tasso di mortalità per tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni (tutte neoplasie non correlate all’alimentazione!) cresciuto vertiginosamente. Le aree interessate sono tutte nel Salento, da Lecce in giù. Maglie il paese più colpito (43 decessi nel 2004, 37 nel 2005), ma anche Gallipoli, Nardò, Tricase, Cutrofiano.  E poi ancora:

Alcuni anni fa abbiamo rilevato come l’area settentrionale di Lecce e il triangolo Maglie-Otranto-Galatina sono le zone che pagano il peggior tributo per morti da cancro ai polmoni. Si tratta di aree situate nei pressi di impianti industriali produttori di fumi nocivi e non è difficile ipotizzare che grazie ad un “gioco dei venti” queste sostanze raggiungano un territorio più ampio, pur senza escludere delle implicazioni dovute a situazioni ambientali autoctone.

Qui non si tratta di fare del terrorismo o essere profeti di sventura, ma di rispettare la volontà di Dio che in quanto “Amore” ci comanda di rispettare tutta la natura e non solo il nostro tornaconto personale.


(*) Il mistero di Torino, Vittorio Messori e Aldo Cazzullo- Mondadori Printing S.P.A. TN anno 2010.

 
Di Antonio Mellone (del 25/05/2016 @ 22:23:06, in Politica, linkato 1024 volte)

Tutta la mia solidarietà a Mimino Montagna che proprio di questi tempi è alle prese con alcuni reprobi dipartiti dal partito (scusate il gioco di parole) per formare un gruppo minestrone, o come cavolo si chiama. Gruppo misto (tutto chiacchiere e nessun distintivo), che però a quanto pare continuerà ad appoggiare il sindaco in ogni suo ordine, provvedimento, decretino.

Roba da psichiatria più che da politologia. Sembra che i quattro dell’ave mania l’abbiano fatto in nome di principi alti e nobili, come per esempio: il mega-porco Pantacom, l’area mercatale e varie ed eventuali ulteriori incomprensibili motivazioni, probabilmente sempre a base di cemento-mania. Tutti cavalli di battaglia (o di troia, a seconda dei punti di lista) della finta opposizione, degna compagna di merende di probi e reprobi, costretta per ruolo teatrale a piangere lacrime di coccodrillo in melensi comunicati stampa.      

Gli unici rimasti nei secoli fedeli sembrano essere i “Roberta & Co.”, che non è un gruppo musicale come i Matia Bazar (anche se del bazar pare conservino la filosofia), ma i compagni della fu Rifondazione Comunista (in sigla Rico, anzi Rinco), assisi allo stesso desco di chi, avendone orgogliosamente la tessera in tasca, è organico (come certi materiali da compostaggio, ça va sans dire) al PD, Partito Ducesco, il cui segretario nazionale nonché presidente del consiglio sta allegramente provando a distruggere lo Stato (c’è da riconoscere, con grande successo), facendoci rimpiangere in ordine sparso Berlusconi, Maroni, Formigoni, Meloni, e gli altri bidoni.

Con la scusa che “non c’è alternativa” (copyright Peppe D’Elia – v. su Galatinablogolandia) siamo costretti a mandar giù pillole (o a mandar su supposte) come: il patto del Nazareno, l’alleanza con Verdini, l’abolizione dell’articolo 18, l’occupazione della Rai, Alfano al governo, le trivelle senza data di scadenza, il partito della Nazione, l’aumento delle soglie di non punibilità per gli evasori, la Tap come “opera strategica”, l’ennesimo condono fiscale (voluntary disclosure), lo sblocca-mafia, la buona sòla, il ministro Martina (xylellista convinto), la Maria Elena in Etruria, gli amici degli amici, il TTIP (trattato di libero scambio di schifezze), il ponte sullo stretto 2, il jobs act (cioè una decina di miliardi pubblici trasferiti nelle tasche degli amici di Confindustria), il tour promozionale per rincoglionire (anche) gli studenti universitari in vista del referendum…        

Arriveranno – tranquilli, arriveranno - pure la legge bavaglio per i giornalisti (molti ce l’hanno di serie, il bavaglio, o perché tengono famiglia o per scelta), l’n-esima riforma contro i magistrati, e soprattutto quella che trasformerà la nostra carta costituzionale in un morbido rotolo a due veli, lungo, morbido, e purtroppo non più Resistente.

Dunque solidarietà a tutti: al sindaco, a Roberta & Co., alla finta opposizione galatinese, ai quattro biscazzieri, ai belli addormentati nei Boschi, e a tutti i loro reggicoda pronti a moltiplicarsi all’infinito, come visto, per scissione. Il che dimostra come l’intelligenza non sia un fattore strettamente necessario alla prosecuzione della specie.

Antonio Mellone

 

Si svolgerà lunedì 2 giugno, alle ore 19.00, presso Palazzo Orsini, la Cerimonia di conferimento del Premio “Città di Galatina – Beniamino De Maria”, destinato a personalità galatinese e no, che abbia illustrato con la sua opera la Città di Galatina e le abbia reso servizi di particolare importanza.

Il Premio venne istituito nel 1998 in memoria del compianto e illustre concittadino Beniamino De Maria, deputato all’Assemblea Costituente dal 1946 al 1948, deputato alla Camera dalla I alla VI Legislatura, dal 1946 al 1975 e Sindaco di Galatina negli anni Settanta e Ottanta.

Il Premio viene assegnato ogni biennio da apposita commissione che, in data 11 febbraio 2014, presieduta dal Sindaco Cosimo Montagna e composta inoltre da: prof. Antonio Lucio Giannone, Prorettore dell’Università degli Studi di Lecce; dott. Salvatore Riccardo Monsellato, Vice Presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce; don Aldo Santoro, Parroco della Parrocchia SS. Pietro e Paolo; dott. Biagio Galante e dott. Marcello Pasquale Amante, Consiglieri comunale, ha stabilito di conferire il riconoscimento alle seguenti personalità:

Mons. Don Fedele Lazari – biennio 2008-2009 – VI edizione;

Prof. Lucio Romano - biennio 2010-2011 – VII edizione;

Prof. Rosario Coluccia - biennio 2012-2013 – VIII edizione;

Dott. Aldo Bello - biennio 2014-2015 – IX edizione.

La cerimonia di consegna del Premio “Città di Galatina - Beniamino De Maria”, a cui l’amministrazione Montagna ha desiderato fortemente dare continuità alle iniziative già consolidatesi negli anni passati, si terrà, come già detto, il 2 giugno 2014 alla presenza di autorità politiche, civili, militari e religiose. Interverranno il Sen. Prof. Giorgio De Giuseppe e i componenti della Commissione in rappresentanza dell’Università del Salento, dell’Ordine dei Medici, della Parrocchia SS. Pietro e Paolo, del Consiglio Comunale.

Coordinatore il direttore de “Il Galatino” dott. Rossano Marra.

La serata sarà allietata da un intermezzo musicale con la violoncellista laura Ferulli.

Il Premio “Città di Galatina – Beniamino De Maria” è stato precedentemente così assegnato: Mons. Prof. Antonio Antonaci (1998), Prof. Aldo Vallone (2000), Prof. Dr. Vincenzo Carrozzini (2002), Prof. Mario Signore (2004), Sen. Giorgio De Giuseppe (2006).

 
Di Antonio Mellone (del 10/08/2016 @ 22:13:35, in NohaBlog, linkato 968 volte)

Chi ama il Salento non riempie la propria social bacheca di immagini del suo mare, né spiffera ai quattro venti il fatto che questa terra è fatta apposta perché la gente goda.

Il Salento è come gli Uffizi, come il Louvre, come una basilica pontificia, e chi lo ama, prima di ritrarne le sue opere d’arte e divulgarle a chicchessia, si sente in dovere di pagare un dazio per il diritto d’autore (o, se preferisce, di Creatore).

Il Salento non ha bisogno di promozione, ma di bocciature; non di lidi privati e resort da escort, ma di libertà dal profitto; non di turismo diventato degrado, ma di viaggiatori delicati.  

Chi ama il Salento non si rinchiude in un villaggio turistico, e non s’illude che certi ammassi di calcestruzzo e cafonaggine portino ricchezza alla nostra terra perché sa che la sottraggono, trasferendola nelle tasche del Briatore di turno.

Il vero Salento non s’ammala di omogeneità, aborre i “baretti sulla spiaggia” con movida a parcella, e gli aperitivi che fanno tendenza specie se shakerati con calca, ressa e fiumana; detesta gli hotel, i ristoranti, le case e le rotonde sul mare; abbassa il volume della musica prima che diventi frastuono assordante; si ribella ai parcheggiatori abusivi dal viso truce e a digiuno di sorrisi.

Chi ama il Salento ascolta la voce di chi non ha voce e non quella del giornalismo con le virgolette; legge la stampa libera da mode e veline politiche; smaschera gli editori e i loro portaborse refrattari alla verità; denuncia gli imbrattacarte asserviti al potere del cemento; ribatte colpo su colpo agli opinionisti organici al clan delle pale eoliche; si fa beffe delle lobby dei transadriatici tubi del gas; condivide la lotta alle cosche dell’asfalto di autostrade a doppio senso, anzi senza; insorge contro le bande armate di trivelle petrolifere e altre mine vaganti. 

Il vero Salento aggiunge l’epiteto “mafia” al lemma Xylella, studia, approfondisce e manifesta compatto, anche rallentando la corsa di un treno quando necessario.

Chi ama il Salento non querela il libero pensiero, non trascina gli altri in tribunale in liti temerarie, è allergico all’intimidazione preventiva, e solidarizza con i compagni iscritti nel registro degli indagati, rei soltanto di partigianeria per la loro terra.

Il vero Salento difende la Costituzione dalle pigliate per fesso chiamate “riforme”, non cede al ricatto occupazionale delle multinazionali, si oppone all’ennesimo centro commerciale, nega la concessione a terzi di un altro arenile da saturare con ombrelloni e lettini riservati, ferma la mano del piromane; e contesta ancora lo sbancamento della costa o di altro suolo per un novello porto turistico, un comparto edilizio, un’area parcheggi. Il vero Salento è quello in grado di dire di NO a molte cose, piuttosto che di SI’ a tutto, e s’accontenta del poco che è abbastanza, anzi già troppo.

Chi ama il Salento lo difende da se stesso.

Antonio Mellone

p.s. Il baobab qui ritratto è l’albero di fico della mia campagna. I cui frutti, in salentino, si declinano al femminile. Una goduria.

 

L’Università popolare “Aldo Vallone” propone, in data 9 maggio 2012, ore 18.30, un’intervista-esibizione della vocalist Elisabetta Guido, cantante jazz/gospel/lirica e direttrice di coro, che con il suo ampio, vibrante ed emozionante spettro vocale spazia fra vari generi musicali. Titolo dell’incontro è “Elisabetta Guido, Dall’anima al Jazz”, intervista a cura di Daniela Bardoscia ed esibizione della vocalist, con accompagnamento al pianoforte di Carla Petrachi.”

Inserita nel Dizionario delle jazziste europee “Donne in musica“ (Ed. Colombo, Roma), Elisabetta Guido è una delle voci jazz più autorevoli nel panorama internazionale, collabora come direttrice di coro e vocalist con produzioni Rai (solo alcune: Sanremo - Oscar Tv, Telethon, Premio Barocco, La vita in diretta ecc.). Ha anche diretto, per alcune edizioni la sigla iniziale del programma Premio Barocco. Tra le sue collaborazioni e direzioni tecniche compaiono, non solo quelle con i tre canali nazionali della Rai, ma anche alcune con Rai International e con Sky, per Discovery Channel Real Time.Ha collaborato nelle vesti di corista Renzo Arbore, Paolo Belli, Tullio De Piscopo, e con molti altri e autorevoli nomi del panorama nazionale e internazionale: Paolo Di Sabatino, Fabrizio Bosso, Marco Siniscalco, Alessandra Amoroso, Ares Tavolazzi, Francesco Petreni, Al Bano, Cheryl Porter, Jayonna Sims & Virtuous Standard of Chicago, Arthur Miles, Movin’ Melvin Brown, Maria Laura Bigliazzi, l'italo/francese manager internazionale della danza Sofia Capestro e Carla Petrachi. Ha ricevuto onorificenze per la sua attività artistica una targa onorifica per l’attività artistica con il Coro gospel “A. M. Family” di Lecce dal Comune di Perugia e dalla Provincia di Lecce.Con il Coro Gospel ha realizzato, per la prima volta, il connubio fra Coro gospel e Orchestra Sinfonica, grazie alla collaborazione fra l’Orchestra della Fondazione I.C.O. “T. Schipa” di Lecce, diretta dal maestro Marco Della Gatta e l’Associazione “New Production” di Damiana Mancarella.

Non mancate.

N.B. L'incontro-spettacolo musicale avrà luogo presso il Museo “Pietro Cavoti”, nel Palazzo della Cultura (1° piano), in Piazza Alighieri n. 51, Galatina (Le).

 

 

Sede: Museo Civico “P. Cavoti” . Palazzo della Cultura “Z. Rizzelli”, I piano, Piazza Alighieri Alighieri, n. 51, Galatina (LE), 73013.
Sito web: http://www.unigalatina.it E-mail: univallone@hotmail.it
 
Di Redazione (del 01/03/2013 @ 22:09:17, in Comunicato Stampa, linkato 1442 volte)

La giornata internazionale della donna (8 marzo) è stata istituita per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Ancora più valore è da riconoscere a questa ricorrenza in un periodo in cui tutto il mondo è infiammato dalle proteste (Zapatos rojos, Flash mob di San Valentino) contro quell’ondata barbarica di violenza chiamata femminicidio.

Il Salotto di Cultura “Galatina Letterata”, impegnato e contraddistinto nell’ambito della promozione culturale e artistica del territorio, ha deciso di realizzare un contenitore culturale, dal titolo “Donna è…”, allo scopo di valorizzare e promuovere l’impegno femminile nei vari campi del sociale, mese di marzo, da sempre dedicato alla donna.

Il primo di questi eventi è dedicato all’arte, con l’iniziativa “Segni di Donne”, una collettiva d’arte che avrà luogo nel Museo Civico “P. Cavoti” di Galatina, dal 2 marzo al 18 marzo 2013. La collettiva vedrà la partecipazione di diverse artiste, che attraverso le loro opere rappresenteranno il modo di sentire l’arte al femminile. All’interno della mostra verranno proiettati dei cortometraggi del regista Elio Scarciglia, video racconti che narrano la donna, attraverso la musica e la danza.

Le artiste che esporranno i loro lavori sono Fabiana Luceri, Rossana Giannico, Gabriella Torsello, Maria Luce Musca, Tonia Romano, Filomena Vigna, Tiziana Sciacovelli (Tathiana Shake Welling), Pina Gorgoni, Francesca Colitta e Paola Rizzo.

L’inaugurazione avrà luogo sabato 2 marzo, allo ore 18.30, e si avverrà della collaborazione e della critica d’arte della Professoressa Rosamaria Dell’Erba, che accompagnerà i visitatori nel percorso della mostra.

In apertura del percorso, anche un racconto inedito della scrittrice Daniela Bardoscia, intitolato “Da donna a donna…

Cordialmente,

Daniela Bardoscia

(Galatina Letterata)

 
Di Redazione (del 09/06/2016 @ 22:07:55, in Comunicato Stampa, linkato 797 volte)

Lunedì 13 giugno le associazioni del territorio (tra le quali: la FIDAS Noha, il Gruppo Masseria Colabaldi, I dialoghi di Noha in collaborazione con Noha.it, le ACLI, L'Altro Salento, la CNA di Galatina e molti altri cittadini liberi e pensanti) sono liete di organizzare la FESTA DI SANT'ANTONIO.
Una festa semplice e genuina nelle immediate adiacenze dello storico sito in C/da Magnarè, meglio noto “sotta a Santantoni". Troverete bella musica, Pittule, Pucce con le olive, Carne alla griglia, Vino buono e tanto altro ancora, (il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza alla Fidas, la benemerita associazione dei donatori di sangue di Noha).

I festeggiamenti inizieranno con la Celebrazione eucaristica alle ore 9:30 nell’antica cappella gentilizia nohana della famiglia Bianco, ubicata in Contrada Magnarè - Noha si riprenderà alle ore 20:00 con la benedizione dei pani e continuerà fino a tarda notte. 

Siete tutti invitati a questa bella manifestazione di solidarietà e fraternità e in particolare tutti quelli che portano il nome del Santo: 

  • Antonio, Antonia e Antonietta
  • Antonello e Antonella
  • Tonino, Toni, Tonio e Tonia
  • Ucciu, Ntunucciu e Ntoni
  • Fenando e Fernanda

Antonio Mariano

 
Di Redazione (del 01/06/2016 @ 22:04:44, in Equestrian Show, linkato 786 volte)

Torna a casa l'"Equestrian show", la "Favola di Primavera" che, dopo la parentesi aradeina dello scorso anno, per la quarta edizione ritrova Noha, piccola frazione di Galatina, nota anche per la tradizionale passione equestre di molti abitanti.

Si radunano presso il campo sportivo centinaia di destrieri provenienti da ogni parte d'Italia e, quest'anno, molti anche dalla Spagna, per un raduno ricco di iniziative e di tante attività legate all'equitazione: l'american show e il corteo di carri caratteristici, le gare di abilità e il tiro pesante, il salto degli ostacoli e tante altre esibizioni. Tutto dalle prime ore del mattino, con il clou, ogni sera, riservato al gran galà "Favola di Primavera", un'esibizione artistica di dressage da parte di cavalli e cavalieri italiani e stranieri.

A fare da cornice, ogni giorno, esibizioni e gare di motocross freestyle, una fiera-mercato, stand gastronomici e tanta musica.

Ingresso libero.

Paola Pepe

[fonte quiSalento - 1 -15 giugno 2016]

 
Di Rosario Centonze  (del 04/05/2015 @ 22:03:27, in Eventi, linkato 828 volte)

Domenica 10 Maggio ore 20.00 spettacolo canoro con alcune delle più famose canzoni cantate in coppia ed eseguite dai bambini, ragazzi e giovani del Laboratorio musicale dell'Oratorio "Madonna delle Grazie".

Si spazierà tra i diversi generi musicali: dal rap al moderno, dal lirico al musical fino anche al fiabesco.

Tutto questo per una serata diversa e da trascorrere in compagnia.Durante la serata alcune sorprese e diversi premi in palio con l'estrazione dei biglietti venduti.

Rosario Centonze

 

 

 

 
Di Albino Campa (del 01/02/2012 @ 22:01:12, in Comunicato Stampa, linkato 1609 volte)
Sabato 4 febbraio 2012, in occasione della presentazione del libro di Domenica Specchia ” Di Corte in Corte ” diviene la scusa per scoprire e disvelare il bellissimo centro storico di Galatina. Questa volta invece delle chiese ed i palazzi in stile barocco e rococò, protagonista della scena è la casa a corte. La tipologia architettonica delle case a corte è un fenomeno tipicamente salentino che deve la sua fama più che alle proprie caratteristiche strutturali, alla funzione di coesione sociale che testimonia. La casa a corte presenta un’unica entrata, caratterizzata da un portale d’ingresso più o meno rifinito a seconda della casata a cui appartiene, che porta ad un cortile interno su cui si affacciano gli ingressi per ogni singola stanza dell’abitato; raramente le stanze sono collegate tra di loro ma tutte si riversano nel cortile. Su questo si affacciano anche la stalla, la stanza del pozzo e la “pila” per il bucato che completano la struttura. Solitamente vi è anche un giardino sul retro delle abitazioni che, a differenza del cortile antistante non è lastricato. Appuntamento per la visita guidata curata da Raimondo Rodia ore 16.30 piazza Orsini nei pressi della basilica di S. Caterina. Oltre la visita guidata, sono previsti musica, assaggi, distribuzione del libro in forma gratuita.
 
Di Rosario Centonze  (del 28/01/2016 @ 21:59:36, in Eventi, linkato 623 volte)

PROGRAMMA

Ore 17.30 Coroncina al Sacro Cuore di Gesù (Chiesa Madre)

Ore 18.00 Processione con il seguente itinerario: Chiesa Madre, via Pigno, via Carso, via Giotto, via Colombo, via Congedo, via Benevento, via F. Filzi, via Maddalena, via D’Annunzio, via Bellini, via Catania, via A. Magno, via Della Pace, Chiesa Madonna delle Grazie.

Ore 18.45 Solenne Celebrazione eucaristica presso la Chiesa Madonna delle Grazie

Ore 19.45 Spettacolo di Fuochi pirotecnici a cura della Ditta Piero Coluccia da Galatina (LE)

Ore 20.00 Music & Fish serata di musica e cabaret con ALEX e ZAGO in Oratorio

 

Il Parroco e l’Apostolato della Preghiera ringraziano la Comunità parrocchiale per la partecipazione

 
Di Albino Campa (del 09/02/2012 @ 21:57:42, in Eventi, linkato 1321 volte)

Teatro di denuncia senza rinunciare all'ironia. "Miles Gloriosus - ovvero: morire d'uranio impoverito" racconta le assurdità di una vicenda tragicamente italiana, fatta di indifferenza, superficialità, colpe. E di morte: a tutt'oggi sono 188 i militari morti e 2579 i malati per l'esposizione alle radiazioni. A raccontare questa storia ci provano due teatranti. Il testo è scritto e interpretato dal leccese Antonello Taurino, già attore della squadra di Zelig, che accompagnato dalla musica di Orazio Attanasio racconta il paradosso dei soldati che muoiono nella totale indifferenza delle istituzioni.

Domenica 12 febbraio Sala Teatro Oratorio Madonna delle Grazie di Noha ore 19,30

 
Di Redazione (del 11/01/2017 @ 21:57:03, in Comunicato Stampa, linkato 152 volte)

Visita guidata di Galatina + degustazione presso Ristorante Anima&Cuore

Che effetto fa gustare qualcosa di buono in un pezzo di storia, un luogo leggendario per tutto il Salento?

Per scoprirlo venite con noi domenica 15 Gennaio 2017 per le vie del centro antico di Galatina, tra vicoli, corti e piazze, terminando il tour guidato presso il ristorante Anima & Cuore, sito all’interno di palazzo Tondi-Vignola, il settecentesco edificio che ingloba la cappella di San Paolo. È da qui, dal pozzo dove le donne (solo donne?) morse dalla tarantola si recavano per bere l’acqua guaritrice, che racconteremo suggestioni d’un tempo ormai lontano, tuttavia oggetto di indagini per antropologi e studiosi di musica mentre la pizzica è diventata negli ultimi anni la colonna sonora di un Salento che, forte della sua identità, di un patrimonio culturale e naturalistico vastissimo e del folklore, rapisce il cuore dei suoi visitatori.

Arte, storia e territorio. Eccola, in tutto il suo splendore, Galatina.

C’è tanto da vedere, l’incanto degli affreschi della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, il barocco nelle chiese piccole e grandi, nei conventi, nelle cappelle. Un’incursione al Museo Civico “Pietro Cavoti”. Riaperto al pubblico il 19 giugno 2016 il museo è allestito nelle sale del piano superiore del Palazzo della Cultura “Zefferino Rizzelli”, già Convento dei Domenicani - ex Convitto Colonna. Custodisce reperti archeologici – degna di nota la lastra con iscrizione messapica –, frammenti lapidei provenienti dai palazzi aristocratici e dalle chiese di Galatina, una pinacoteca, gli acquarelli di Pietro Cavoti (1819-1890) e le opere di Gaetano Martinez (1892-1951).

Per info, costi – prenotazione obbligatoria

IAT Informazione e Accoglienza Turistica

GALATINA, c/o Torre dell’Orologio - via Vittorio Emanuele II, 35

T. +39 0836 569984 - +39 392 9331521 – E: iat.galatina@gmail.com

 
Di Redazione (del 31/10/2013 @ 21:56:16, in Comunicato Stampa, linkato 1177 volte)

In via Coramari, a Ferrara, c’è uno studentato, crocevia di storie straordinarie e normali, come quella raccontata nel suo primo singolo da La Municipàl. Ci sono le biclette che «vanno a ruba», le passeggiate tra le mura e il Duomo, wisky e chitarre che escono fuori all’improvviso per intonare canzoni comuniste. E, soprattutto, ci sono loro, i due protagonisti di una storia d’amore come tante, interrotta dalla distanza annullata «nel letto stretto / del tuo nuovo studentato /che diventa immenso /solo aprendo il lucernaio». Via Coramari, disponibile negli store digitali dal 7 novembre, segna l’esordio de La Municipàl, nuovo progetto di Carmine Tundo, eclettico cantautore pugliese con una storia musicale iniziata, poco più che adolescente, con la ska band Cruska, continuata con l’esordio in casa Sugar con lo pseudonimo di Romeus, e in continua evoluzione. Dalla scrittura di colonne sonore per opere teatrale a quella di brani come Il tempo non inganna, interpretato da Malika Ayane, alle sperimentazione noise rock con il duo Nu-Shu, al lavoro sul primo abum.

Per il suo La Municipàl, Carmine Tundo, sceglie di non apparire mai in carne e ossa, ma di affidare a differenti artisti la creazione di nuovi avatar. Proprio come ha fatto con il videomaker e visual designer Hermes Mangialardo che per Via Coramari ha realizzato con la tecnica della stop motion, il videoclip, che vi presentiamo in anteprima, già selezionato per il giapponese Toyama International Film Festival e per il Festival Nazionale del Videocorto di Nettuno.

fonte: xl.repubblica.it

 
Di Albino Campa (del 27/05/2011 @ 21:54:57, in Comunicato Stampa, linkato 1528 volte)
Sinistra Ecologia Libertà di Galatina, dopo la nascita ufficiale del partito e la sua grande crescita in termini di consenso popolare, rende noto che finalmente da oggi, anche a Galatina si può partecipare attivamente alla nascita di questo nuovo soggetto politico che riunisce sotto la stessa bandiera tutti quelli che si sentono di Sinistra, ma che non si riconoscono nell’antico emblema della falce e martello. Un partito nuovo, nato nel XXI secolo con la voglia di affermarsi in questo secolo. Un nuovo modo di fare politica, una politica che parte dal bisogno della gente, che coinvolgerà i cittadini rendendoli protagonisti delle loro scelte. Anche a Galatina, siamo pronti a far crescere un soggetto politico, forte, un progetto avanzato per discutere progetti sulla società, l’ambiente, la salute, la cultura, il lavoro, lo sviluppo, per sentirsi parte integrante di un cambiamento epocale, per avere sia una Galatina migliore che una Puglia migliore e magari, perché no, un domani, un Italia migliore, sembra insomma arrivato il momento, per fare una politica attenta, capace, dove il cittadino-elettore non si sente soggetto passivo di scelte altrui, ma pronto egli stesso ad intervenire ed essere soggetto propositivo di progetti che lo coinvolgono direttamente. Apre così a Galatina il circolo SEL in via Lillo 24 nel cuore del centro storico della città . L’apertura del circolo è prevista per sabato 28 maggio 2011 alle ore 20.30 con un breve discorso introduttivo dei responsabili locali, seguito dal taglio del nastro da parte di Alba Sasso assessore regionale ” Per il diritto allo studio “. Presenti alla manifestazione Sonia Pellizzari Presidenza Nazionale Sinistra Ecologia Libertà, Anna Cordella portavoce Provinciale SEL. Alle 21 si esibiranno gli AMISTADE con la loro musica tratta dal vasto repertorio dei cantautori italiani. Infine circa alle 22 il gruppo musicale ” AEDO ” con la particolarità delle sue sonorità etno-arcaiche. Il tutto si svolgerà nella piazza adiacente al circolo SEL cioè Piazza Cavoti, molto scenografica, chiamata dai galatinesi ” Staffa di Cavallo ” per la sua particolare conformazione. Sinistra Ecologia Libertà a Galatina, si impegnerà a produrre politiche ambientali capaci di restituire il sorriso e togliere la preoccupazione per il futuro. Discuterà di argomenti come la salute, un argomento che appassiona tutti, perchè legato al nostro benessere psico-fisico. Il nostro impegno va anche nella direzione di creare una società con pari diritti e pari dignità. Una cultura finalmente protagonista del futuro, perchè senza di essa, ci sarebbe solo ignoranza e barbarie. Il tema del lavoro, sempre più precario, senza sicurezze, in questo momento così nebuloso, con la creazione di nuove attività legate alle nuove tecnologie, che possono dar vita a nuove opportunità di lavoro e crescita professionale. Tutto questo per uno sviluppo della società e per migliorare le condizioni sociali del cittadino. Entra nel partito che racconta in tre lettere il suo programma: Una politica finalmente di SINISTRA vicina ai bisogni della gente. ECOLOGIA un ambiente salubre per un futuro migliore nostro e dei nostri figli. LIBERTA’ dalle mafie, dalle menzogne, libertà di pretendere diritti e verità, senza chiedere permesso.
Sinistra Ecologia Libertà Galatina
 
Di Antonio Mellone (del 01/03/2015 @ 21:52:55, in NohaBlog, linkato 1024 volte)

“Noi moderni tutti assillati nella conquista dei beni della terra, abbiamo quasi dimenticato i beni dello spirito; mai come oggi l’umanità è stata trascinata verso la terra, verso la materia, verso le paludi dell’immoralità; mai come oggi l’umanità incredula, scettica nelle verità della fede si è affannata e si affanna a chiedere ai beni della terra la felicità che essi non potranno mai dare”.

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“Chi è mai in grado di evitare tutti i dolori, i fastidi, le avversità, le malattie, le contraddizioni, le delusioni che l’esistenza di quaggiù riserva al più innocente degli uomini? Se dunque la croce è di tutti, perché rifiutarla, perché non farne tesoro, perché non abbracciarla? Perché guardarla con diffidenza e scansarla o voler liberarsene ogni volta? Come potremo portarla trionfalmente in cielo, se oggi la temiamo e la disprezziamo?”

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“La fede che Gesù vuole da noi non deve aver bisogno di miracoli”.

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“Di fronte alle angosciose contraddizioni della vita ed alle prove più dure, non mettiamoci a ragionare, non pretendiamo di avere spiegazioni da Dio”.

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“La vergogna di certi errori non deve allontanare dal perdono”.

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“All’umiltà si oppone l’orgoglio e noi pecchiamo così spesso d’orgoglio. Che cosa è infatti il non voler riconoscere mai il proprio torto, il voler sempre occupare i primi posti, quel criticare le azioni del prossimo, il non accettare i richiami di alcuno?”

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“Ricordiamoci che con Cristo si vince sempre. Passeranno gli anni, passeranno i secoli, non importa. Cristo non ha fretta, perché è eterno”.

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“Per molti non esiste che il lavoro materiale, esso solo è degno di compenso, ad esso solo si attribuisce il progresso umano. Ma c’è un lavoro più alto e nobile: quello del pensiero, quello della poesia, della musica e dell’arte, e quello ancora più sublime della creazione della santità. Senza questo lavoro non può esserci popolo civile”.

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“Siamo tutti fratelli! Se un mio fratello cade nel male, chi mi dà il diritto di condannarlo? Chi mi ha costituito giudice?”

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“L’uomo ozioso non si occupa di nulla. Sa di avere un’anima da salvare, ma praticamente vive come se non ce l’avesse. Pensiamo che la nostra vita passa. Il tempo è nelle mani di Dio”.

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“Noi saremo giudicati del bene e del male compiuto. E saremo giudicati anche del bene che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto”.

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“La chiesa è la casa della preghiera, il luogo in cui la creatura viene ad umiliarsi davanti al suo creatore, a chiedergli perdono delle sue colpe, ad adorarlo, a glorificarlo, rendergli il supremo culto. Nella chiesa tutto è sacro, tutto è santo: sacre le immagini, le reliquie, sacre perfino le mura, i santi sacramenti, la divina parola, sante le funzioni che in essa si celebrano. La casa di Dio non solo deve essere rispettata, ma in essa devono essere santi tutti i nostri pensieri, tutte le nostre opere, tutte le nostre parole”.

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“Quando il peccatore si curva su se stesso, riconoscendo i propri torti ed invocando perdono e misericordia, allora Dio si china su di lui, si abbassa e quasi lo abbraccia con il suo perdono”.

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“Sentiamolo nel cuore l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo come noi stessi. La stessa misura che noi avremo usato nel trattare col prossimo, quella stessa misura ci sarà usata dinanzi a Dio”.

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“Noi i Santi ce li immaginiamo lontani, invece ci sono vicini, sono nostri fratelli, forse nostri fratelli di sangue”.

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“A noi tocca di essere bravi cristiani e bravi cittadini. Si è bravi cristiani se si è bravi cittadini e viceversa”.

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“Dal buon uso della lingua scaturisce la civiltà, dal cattivo uso di essa viene fuori la barbarie”.

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“Siamo dei nomadi in cammino verso una patria eterna”.
Don Donato Mellone
 
Di Albino Campa (del 28/01/2011 @ 21:51:10, in Musicando pensieri, linkato 1514 volte)

In questa nuova pagina della rubrica musicando pensieri vogliamo proporvi un passo de L’ultima caccia di Federico Re di Antonio Errico (pagg. 80-81-82, Manni Editori, 2005) accostato a Le Onde di Ludovico Einaudi.

Buona lettura e buon ascolto a tutti voi!

 
 
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Troppo pesante si era fatto il carico per me.

Negli anni che vennero rivolsi domande ad altri saggi d’oriente.

Era il tempo che cominciavo ad avvertire la pesantezza del sospetto di inutilità per tutto quello che facevo, che giorno dopo giorno si andò consolidando fino a trasformarsi in macigno opprimente.

L’origine delle domande che inviai al sultano Al-Raschid e che egli passò a Ibn Sabyn, era in quella pesantezza, in quel gravame di dubbio.

Chiedevo se l’esistenza del mondo avesse avuto un inizio, se avrà una fine, e quale potesse essere il processo della mente capace di comprendere il tempo e il senso dell’inizio, di prevedere il tempo e il senso della fine.

E volevo conoscere quali fossero i sistemi sui quali si fonda la vita di ogni uomo, e quella degli animali, degli alberi, dell’erba, e se la fede e la ragione possono bastare a spiegare l’universo e i modi con cui esso si manifesta agli occhi nostri.

Le risposte che mi diede Ibn Sabyn non aggiunsero niente alle conoscenze che possedevo.

Qualche particolare, forse, ma senza rilevanza, qualche riflessione che non mutò le idee che avevo maturato fino a quell’istante.

Però mi sorprese la sua capacità di ergersi sopra di me, di trascurare la riverenza che si deve a un potente.

Disse che io confondevo la sostanza delle cose con la loro apparenza, che non sapevo cogliere la loro essenza, che non distinguevo un riflesso del sole dal raggio diretto. Forse era vero. Forse confondevo.

Mi attraeva la rappresentazione del mondo, la messinscena dei fatti, la verosimiglianza di un racconto più del vero resoconto di un avvenimento.

Vivevo come in uno stato di sdoppiamento.

Spesso mi accorgevo che non partecipavo col pensiero all’accadere degli eventi ma che li osservavo come se leggessi in un libro la storia di un tempo lontano in un luogo lontano.

Io, Federico, spiavo i movimenti, le passioni, gli amori, i furori, i turbamenti dell’uomo che ero diventato e non riconoscevo.

Mi disse Ibn Sabyn che soltanto il cielo avrebbe potuto indicarmi il cammino che porta alla verità.

Ma non mi disse quale fosse la verità. Non mi disse da che cosa fosse stato generato quel cielo al quale dovevo rivolgermi per conoscere la verità. Non mi disse, Ibn Sabyn, quali dei miei pensieri, quali delle mie azioni appartenessero alla categoria del bene, quali a quelle del male.

Mi disse che dovevo imparare a scendere nella profondità delle mie giornate.

Io scendevo nella profondità delle mie giornate, senza riuscire mai a trovare niente.

Quando seppi che Ibn Sabyn aveva rinunciato alla sua età giovane e saggia, non mi stupii perché la traccia di un dolore radicato nella mente io l’avevo già intravista nel disprezzo per le cose del mondo con cui erano avvelenate le risposte che diede alle mie domande.

Dalla sua solitudine sui monti del Marocco, dal rifiuto che ebbe dei miei doni, dalla superba sapienza delle sue parole, dai giudizi sferzanti sulla mia persona, intuii che i suoi vent’anni custodivano l’esperienza di molteplici esistenze, la conoscenza di molteplici pensieri.

Ora forse posso accettare l’ipotesi che fui io a non saper trovare nelle sue risposte le verità che contenevano.

Ma allora pensai che nessuno avrebbe potuto darmi di più di quanto da me ero riuscito a darmi, di quanto avrei potuto ancora darmi.

Fu anche per questo che feci realizzare nel deserto di un’altura la perfezione di un castello.

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Michele Stursi

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 10/06/2016 @ 21:48:39, in Sant'Antonio, linkato 788 volte)

Auguri a tutti gli Antonio e le Antoniette, ma anche alli Ucciu, li Ntunucciu e le Ntuniette.

Anche mia mamma si chiamava Antonietta e anche mio papà, Ambrogio Antonio, io stesso (ma l’ho scoperto più tardi nel mio certificato di battesimo) sono stato registrato con tre nomi e cioè Francesco, Antonio e Alessio.

Se andiamo a consultare gli antichi registri dell’archivio parrocchiale di Noha troviamo che il nome più diffuso, dopo quello di Michele, 200 volte al maschile e 77 al femminile per onorare il nostro santo protettore, viene quello di Antonio con 184 volte al maschile e 92 al femminile.

Simpatica l’idea di celebrare la festa di S. Antonio in forma di sagra popolare, come l’ho letta nell’avviso pubblicizzato in questi giorni sul sito di Noha. Si vede che nonostante i secoli trascorsi, Sant’Antonio (morì a Padova nel 1231) è un santo che ha lasciato il segno anche a Noha.

La relazione della visita pastorale a Noha del Vescovo di Nardò Ludovico De Pennis del 1452 ci informa che oltre alla chiesa principale, quella di S. Angelo, c’erano 13 chiese e due di queste erano intitolate a S. Antonio: una detta S. Antonio vecchio e l’altra semplicemente S. Antonio. Dunque già nel 1400 a Noha S. Antonio era di casa. Dal documento citato non ricaviamo elementi sufficienti per definire il luogo dove erano ubicate le due chiese, ma erano nell’agro di Noha. Di tutte e due, come del resto delle altre, si dice che dipendevano da Don Giovanni, l’arciprete di Noha di allora, e quella definita semplicemente come Chiesa di S. Antonio nella relazione della visita pastorale si dice che aveva  “una campana nel campanile”.

Oggi, oltre alla statua conservata nella chiesa di S. Michele, abbiamo la cappella di S. Antonio in contrada Magnarè o più semplicemente a “Sotta a Santantoni”. Si trova all'entrata del paese venendo da Galatina, andando a sinistra verso Pisanello. La chiesetta è sorta dove anticamente sorgeva l’antica Noja poi distrutta dai Barbari (dopo l’anno 410 circa). Non bisogna dimenticare l’invasione dei Turchi in Terra d’Otranto del 1480 a cui seguì la devastazione di tutta la zona  il 7 ottobre 1481, quando nel territorio di Galatina, Soleto, ma anche Noha, Aradeo, Sogliano, Cutrofiano, ci fu il fuggi fuggi generale, e delle 13 chiese non rimase più traccia.

Quando nel 1971 rientrai in Italia dal Canada, prima di ripartire per altre mete fotografai i luoghi più caratteristici di Noha per portare con me le immagini più significative del mio paese. Quelle foto ancora le conservo. Una riguarda la cappella di S. Antonio come la vidi allora. Poi è stata rifatta sullo stesso luogo. Ma oggi è un’altra musica.

P. Francesco D’Acquarica i.m.c.

 
Di Redazione (del 20/07/2014 @ 21:45:05, in Comunicato Stampa, linkato 845 volte)

2 camper, 20 giorni di viaggio e quasi 8.000 chilometri da percorrere.

E tutto questo per ricordare l’importanza del dono del sangue.

È FIDAS On The Road, l’evento organizzato dalla FIDAS, Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, che vedrà, per l’appunto, due camper targati FIDAS attraversare l’Italia e raggiungere 36 località con altrettanti appuntamenti di informazione, prevenzione e valorizzazione del dono del sangue, oltre che di intrattenimento e di divertimento.

In questo intenso “tour della solidarietà”, ben 4 le tappe pugliesi e Lunedì 21 Luglio quella a Galatina.

A partire dalle 18.30 ci sarà l’accoglienza del camper “griffato” Fidas in Piazza San Pietro con l’esibizione del Concerto Bandistico “San Gabriele dell’Addolorata” di Noha, per poi proseguire con la donazione collettiva alla cui realizzazione contribuiranno le Sezioni Fidas Leccese di Galatone, Sternatia, Noha e Collemeto.

Questo grande tour della solidarietà - spiega il Presidente Provinciale della FIDAS Leccese, Emanuele Gatto,- rappresenta un’importante per trovare sempre nuovi modi di parlare di donazione di sangue soprattutto in questo periodo dell’anno in cui costantemente i centri trasfusionali della Provincia di Lecce vanno in emergenza a causa dell’aumento del fabbisogno. Ed è proprio per questo motivo che, all’interno del grande momento di festa programmato per Lunedì prossimo a Galatina è stata programmata una raccolta straordinaria con l’equipe del SIMT di Lecce, guidata dal primario Dott. Fernando Valentino, che speriamo porti ad un ottimo risultato in termini donazionali”.

Subito dopo la donazione straordinaria comincerà una serata all’insegna del divertimento e dell’intrattenimento. Infatti in Piazza San Pietro ci sarà lo spettacolo musicale “Note libere in tour”, oltre all’esibizione del grande Stefano Scarpa, l’uomo bandiera, vincitore di Italia’s Got Talen testimonial FIDAS, nonché fresco Guinness World Recordman 2014, il quale incanterà gli spettatori con le sue acrobazie aeree.

Nel percorso FIDAS On The Road, che si avvale del patrocinio del Centro Nazionale Sangue, della Società Italiana di Medicina Trasfusionale, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dell’Anas e dell’Asaps, FIDAS ha scelto di percorrere le strade delle vacanze anche per sottolineare l’attenzione alla sicurezza stradale e ai corretti stili di vita. L’estate, infatti, è spesso caratterizzata dall’aumento di incidenti stradali che richiedono una maggiore disponibilità di sangue; FIDAS On The Road porta la missione del donatore non solo in strada ma soprattutto sulla strada, per coloro che ne sono vittime, ricordando che “il sangue è meglio donarlo che versarlo”

 
Di Albino Campa (del 22/05/2011 @ 21:44:47, in RadioInOndAzioni, linkato 1270 volte)

In occasione della Giornata Nazionale per la promozione della Lettura questo lunedì sarà dedicato tutto alla passione e alla riscoperta di questa particolare attività. Dalle 19.00 Francesca trasmetterà la musica che più si addice alla lettura di ogni genere e grazie anche alla partecipazione straordinaria di Michele Stursi ascolteremo alcune letture e riflessioni sul tema. Cosa ascoltate mentre leggete il vostro libro preferito? Dite la vostra sull'argomento e richiedete il brano preferito!

 
Di Redazione (del 06/02/2014 @ 21:41:05, in Eventi, linkato 1283 volte)

Casa Betania-Noha (LE) in occasione della Giornata Nazionale per la Vita dal Tema “Generare Futuro” organizza per Domenica 2 febbraio Domenica 9 febbraio 2014 al mattino: la presenza dei suoi volontari per la promozione del Progetto Gemma con la vendita delle primule al termine delle Ss. Messe d’orario presso le Parrocchie di “San Michele Arcangelo” in Noha; Parrocchia “San Sebastiano Martire”, “Santa Caterina D’Alessandria”, Cuore Immacolato di Maria”, “Madonna della Luce” in Galatina; Parrocchia “Maria Ss.ma di Costantinopoli” in Collemeto; Parrocchia “San Giuseppe” e “Madonna della Neve” in Cutrofiano; Parrocchia “Natività di Maria Vergine” e “Cristo Re” in Collepasso; Parrocchia “Sant’Antonio Abate” in Giuggianello; Parrocchia “Ss.mi Pietro e Paolo Apostoli” in Zollino; Parrocchia “Trasfigurazione del Signore” in Giurdignano; Parrocchia “Trasfigurazione del Signore” in Poggiardo; Parrocchia “Maria Ss.ma Assunta” in Soleto. La sera: Festeggia con noi la Vita! Casa Betania lancerà 45 lampade volanti  per i 45 bambini aiutati a venire al mondo accompagnate da una coreografia di danza sui trampoli, attorno ad una culla, segno dei tre bambini che nasceranno nei prossimi giorni. musica e artisti di strada contribuiranno a dare luce alla Vita insieme ai 2000 lumi, forniti da Casa Betania, accesi dalle famiglie di Noha ed esposti sulle proprie finestre come segno di accoglienza della Vita.

fonte: sanmichelenoha.it

 
Di Redazione (del 12/02/2015 @ 21:39:01, in Comunicato Stampa, linkato 963 volte)

Galatina "ombelico del Salento", così chiamata in quanto posta esattamente al centro del territorio salentino.

Rappresenta uno dei principali poli turistici del territorio grazie alla ricchezza ed all’originalità del proprio patrimonio storico, culturale ed enogastronomico.

I gioielli artistici di Galatina sono custoditi principalmente all’interno della cinta muraria del XVI secolo, dove palazzi nobiliari, corti e vicoli, rendono suggestiva la visita e l’ammirazione del barocco galatinese.

Autentico fiore all’occhiello è la francescana basilica di Santa Caterina d’Alessandria del XIV secolo situata nell’antica Piazzetta Orsini, come anche la centrale chiesa matrice dei Santi patroni Pietro e Paolo che impone la sua facciata barocca sull’omonima piazza nel cuore del centro antico.

La vastità e l’imponenza del patrimonio architettonico espresso, ha portato alla conquista da parte di Galatina del titolo di “Città d’arte”, che ha spinto l'amministrazione comunale ad investire sulla creazione di alcuni brand turistici che focalizzano l’attenzione proprio sulle potenzialità espresse della città.

In questo senso è giunta già alla quinta edizione la manifestazione “Le Corti a Mezzanotte”, che rappresenta uno dei principali brand turistici su cui Galatina ha deciso di puntare, anche alla luce dei risultati.

Nata nel 2011, “Le Corti a Mezzanotte” è una manifestazione che si tiene all’interno della splendida cornice del centro storico di Galatina, nell’arco di una serata, generalmente nell’ultima settimana di Agosto (VI edizione 21 agosto 2015).

Durante questa serata oltre agli antichi palazzi barocchi, il borgo apre a tutti i visitatori le sue principali corti, che sono valorizzate ed arricchite da esposizioni pittoriche, da spazi musicali e da percorsi enogastronomici, che contribuiscono

a far assaporare in tutte le sue forme il barocco galatinese. (www.lecortiamezzanotte.it)

Non a caso Galatina oltre al marchio di “Città d’arte” possiede anche il marchio di “Città del vino”, in virtù dell’antica e sempre attuale produzione di vino locale, portato avanti negli anni da importanti cantine vinicole che contribuiscono ad esportare il nome di Galatina a livello nazionale ed internazionale.

Ecco perché nasce, il festival “Barocco wine music” attivando un sistema di promozione ed avvicinamento alla cultura del vino con oltre 200 etichette regionali.

Barocco wine music, manifestazione organizzata nel mese di Ottobre (edizione 2015 10 ottobre), rappresenta da questo punto di vista il secondo brand turistico sul quale l'amministrazione comunale ha investito, in linea con la tradizione e con i marchi posseduti dalla città. (www.baroccowinemusic.it)

Molte le tradizioni culinarie e sopratutto dolciarie del territorio: africano, mustacciolo, sibilla, mafalda e il famoso pasticciotto, una grande tradizione che esplode già nel 1745 nella bottega pasticciera della famiglia Ascalone con questo dolce tipico composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.

Così da una grande tradizione dolciaria ma anche enogastronomica nasce "Dolce Città Nostra" che si presta alla sua seconda edizione dopo il grande consenso ottenuto.

La manifestazione si terrà domenica 12 aprile 2015 in occasione della giornata

"La Penisola del Tesoro" del Touring Club che ha scelto, insieme ad altri otto comuni italiani, anche Galatina dove saranno presenti circa 900 associati.

La Penisola del Tesoro 2015 è un’iniziativa importante del Tci che da 16 anni porta i soci a scoprire i beni culturali meno noti prendendo come punto di riferimento, il patrimonio negato, per valorizzare un patrimonio fondamentale per il futuro del Paese.

“Galatina investe anche nei nuovi sistemi di comunicazione on-line per dare servizio alla città stessa ma soprattutto – come rimarcano il sindaco Cosimo Montagna e l’assessore al Turismo Alberto Russi - per incentivare i turisti a fruire e muoversi liberi nel grande patrimonio architettonico. Già da due anni Galatina ha investito nella guida virtuale con i codici qr diffusi tramite paletta sui maggiori monumenti del centro storico che permettono al turista di avere tutte le informazioni utili senza nessuna guida.

Aderisce quest'anno al progetto dell’Associazione culturale AMiCA (Audio Musei a Cielo Aperto), che ha il principale obiettivo di promuovere il patrimonio culturale attraverso lo sviluppo di progetti e strumenti innovativi”.

Strumenti che si fondono con la creazione dell’APP GalatinaAmica, disponibile in italiano e inglese per IOS e Android che presenta 6 sezioni principali: Monumenti (contenente le schede dei beni esaminati con foto, descrizioni, ubicazione nonché la relativa traccia sonora), Categorie (in cui sono presenti alcuni selezionati consigli per l’utenza), Itinerari (sezione in cui sono presenti i percorsi per fruire di tutti i beni analizzati), Mappa (contenente i punti di interesse) e Downloads (sezione contenente l’elenco delle audioguide disponibili sul proprio dispositivo e quindi fruibili in OFFLINE). Lo strumento realizzato è una proposta per una visita multimediale della città, un cicerone interattivo che grazie alla funzione Realtà Aumentata porterà il visitatore a scoprire ciò che ha intorno. (www.arteamica.com)

 
Di Redazione (del 09/08/2016 @ 21:37:19, in Comunicato Stampa, linkato 569 volte)

In Puglia ogni angolo, ogni paese, è l’occasione per scoprire la straordinaria ricchezza di un patrimonio musicale unico. Ritmi che parlano un linguaggio semplice, ma incredibilmente affascinante. Una terra che può essere percorsa seguendo i flussi della musica, fuori dalle consuete indicazioni turistiche. Dove non esiste alcuna differenza tra il musicista e l’ospite. Dove il turista è immediatamente uno del posto. Non rimane che lasciarsi andare al piacere della musica e della scoperta, farsi travolgere dalle note che raccontano questa terra e la sua gente, contagiati da una frenesia che sembra non finire mai. Uno spettacolo che ci farà entrare, sempre più, nel cuore autentico della Puglia.

Basta il suono di un tamburello per evocare riti antichissimi e per entrare in quel miscuglio di sentimenti autentici che vive nel Salento più profondo; il set perfetto, quello originale, per storie di tarantate e di donne morsicate dal ragno maculato, di antiche abitazioni dove andava in scena il rito della guarigione.

Cercatene le tracce a Galatina, un posto al di fuori dei più battuti circuiti turistici, un luogo di misterica suggestione, con uno splendido ed esteso centro storico e la suggestiva piazza San Pietro, tripudio di barocco e rococò. Luogo simbolo del tarantismo – la Cappella di San Paolo –, nel tempietto a navata unica le devote ammorbate dal veleno dal ragno venivano a chiedere la grazia e a bere l’acqua del pozzo che zampillava nell’androne del palazzo. Dopo un lungo restauro, la pala di Francesco Saverio Lillo è tornata a vegliare dall’altare e a preservare il ricordo delle sorelle Farina, immortalate ai piedi del Santo. Leggenda narra che le due donne erano note in tutto il circondario per i loro poteri taumaturgici. Non avendo figli a cui passare questa eredità, le sorelle sputarono nel pozzo di palazzo Tondi-Vignola, dando così origine alle ben note processioni delle “tarantolate”. Ma forse, osservando la tela, sarebbe il caso di declinare al maschile il sostantivo: tra le braccia delle due donne non giace infatti una giovane, bensì un uomo.

Un itinerario guidato alla scoperta di suggestioni d’un tempo ormai lontano, tuttavia oggetto di indagine per antropologi e studiosi di musica mentre la pizzica è diventata negli ultimi anni la colonna sonora di un Salento che, forte della sua identità, di un patrimonio culturale e naturalistico vastissimo e del folklore, rapisce il cuore dei suoi visitatori.

 

16 AGOSTO 2016 | 10:30 - 11:30 - 16:30 - 18:30

 

Meeting point:

IAT Informazione e Accoglienza Turistica

GALATINA, c/o Torre dell’Orologio - via Vittorio Emanuele II, 35

T. +39 0836 569984 - +39 392 9331521 – E: iat.galatina@gmail.com

Prenotazione obbligatoria

#VisitGalatina

 
Di Albino Campa (del 28/01/2011 @ 21:37:16, in NohaBlog, linkato 1937 volte)

Eccovi un bellissimo video che ritrae la sala prove e registrazioni di Carmine Tundo, in arte ROMEUS, cittadino di Noha, arredata con strumenti musicali e con gli olii su tela che le fanno da sfondo.
Come si potrà vedere, qui si fondono musica e pittura, suoni e immagini.
Ancor più bella questa musica e queste immagini in quanto figlie di artisti nohani.
Ma qual è l'artista per eccellenza, amica dei plurisecolari ulivi di Puglia, se non la splendida PAOLA RIZZO? E qual è la voce più rock e graffiante di questo inizio secolo italiano se non quella di Romeus?
Buon ascolto e buona visione.

 
Di Redazione (del 01/10/2015 @ 21:28:29, in Comunicato Stampa, linkato 944 volte)

“Note a margine”, la mini rassegna che ha animato l’estate nelle periferie galatinesi volge al termine e ospita, nella sua ultima tappa, venerdì 9 ottobre, La Compagnia teatrale “IO CI PROVO”, presso il Centro Polivalente di via C. Menotti a Noha di Galatina.

Dopo lo spettacolo andato in scena al teatro Paisiello di Lecce, la compagnia, magistralmente diretta dalla regista Paola LEONE, continua la sua tournée per raccontare la pluriennale esperienza del laboratorio teatrale che si svolge all’interno della Casa Circondariale Borgo San Nicola di Lecce.

IO CI PROVO, rappresenta la testimonianza di un percorso formativo, non una maniera di impiegare il dei detenuti in carcere, ma la possibilità di dare una dimensione interiore che serve ai detenuti per maturare un senso critico verso loro stessi e il luogo in cui si trovano, una concreta possibilità di cambiamento e reinserimento delle fasce più deboli all’interno della società civile nell’ottica della promozione delle buone prassi e delle politiche attive per il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate.

“Note a Margine”, inserita nella programmazione delle iniziative relative all’”Estate della Cuccuvascia” promossa dal Comune di Galatina, patrocinata e sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Sport con la collaborazione delle associazioni Gi.ga, Guerriglia Culturale, Bicivetta e della Rete Informagiovani/SPIOL dell’ATS di Galatina, ha avuto l’obiettivo di raccontare le storie della periferia attraverso le espressioni artistiche quali la letteratura, la musica, la street art, il cinema e  il teatro nei luoghi periferici della città, al fine di una riqualificazione ed una restituzione degli stessi alla comunità che ne vive la quotidianità. Sipario alle ore 21 per IO CI PROVO, l’attore Gaetano SPERA interpreterà  un monologo tratto dall’opera teatrale “Happy Birthday Barbablù”.  Seguirà un dibattito pubblico al qual prenderanno parte la Direttrice del Carcere di Lecce, la dr.ssa Rita RUSSO, il Comandante della Polizia Penitenziaria Dr. Riccardo SECCI, il Coordinatore dell’Area trattamentale, dott. Fabio ZACHEO, il Sindaco del Comune di Galatina, dr. Cosimo MONTAGNA, l’Assessore alle Politiche Giovanili e Sport Ing. Andrea COCCIOLI, l’Assessore alle Politiche Sociali prof.ssa Daniela VANTAGGIATO e il Parroco della Chiesa di San Michele di Noha Rev. Sac. Don Francesco Coluccia. Gratuita e doverosa la partecipazione è aperta a tutti e in particolare a coloro che amano il teatro e che vivono le molteplici  dimensioni delle periferie. Sarà possibile seguire l’evento in diretta streaming sul sito  www.inondazioni.it che è media partner dell’iniziativa.

Maggiori INFO: https://www.facebook.com/noteamarginegalatina

 
Di Simona Levanto (del 20/11/2014 @ 21:27:19, in Comunicato Stampa, linkato 890 volte)

Cari amici, dopo una lunga organizzazione è giunto il momento di darvi una bella notizia! Sicura di fare cosa gradita, ho il piacere di comunicarvi che l' Associazione Kinder Park aprirà il Centro Polivalente in Piazza Ciro Menotti (ex Scuola Elementare NOHA) tutte le mattine (e la sera in occasione di eventi) con servizi che già l'anno scorso hanno suscitato interesse e voglia di rifare o approfondire, con i corsi di pasta fatta in casa, corsi di cucito, camminata collettiva con rientro in sede per attività fisica, sala da ballo, organizzazioni eventi, torneo di burraco, tombolate e tanto altro da fare ...... ! La prima serata d'apertura, sabato 22 alle ore 20:00 ci incontreremo con il gruppo "Sei di Noha se...." la sala sarà allietata da buona musica, dalle specialità che avrete il piacere di portare ognuno di voi e dal nostro mitico appuntamento col gratta e vinci.
"ASPETTANDO NATALE" sarà il tema che ci accompagnerà nei prossimi giorni, l'Associazione organizza un evento che darà l'atmosfera giusta al Natale, con festeggiamenti, esibizioni di altre Associazioni sportive, mercatini, mostra dei presepi ecc.....
Inoltre nella serata di sabato ci sarà una bellissima sorpresa per i più piccoli ....
Ci sarà un contributo di 2 € (esclusi i bambini)
Un doveroso ringraziamento va all'amministrazione comunale per averci permesso di utilizzare la struttura e all'avvocato Daniela Sindaco consigliere comunale delegato di Noha.

P.S. la partecipazione e aperta a tutti.

 
Di Redazione (del 04/03/2014 @ 21:26:32, in Comunicato Stampa, linkato 1146 volte)

Venerdì 7 marzo, alle ore 19:00 nella sala del Cinema Teatro  Tartaro di Galatina, si inaugura IDENTITA’ IN DIALOGO #PATRIASENZAPADRI, rassegna culturale della Città di Galatina, con il patrocinio della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, Apulia Film Commission e Lecce 2019, in collaborazione con gli Istituti Superiori di Galatina, le Associazioni Intervalla Insaniae e Inondazioni e con il coordinamento del Servizio Cultura e Comunicazione del Comune.

Ospiti di questo primo incontro Antonella Gaeta, Presidente di Apulia Film Commission e Francesco Miccichè, regista del documentario Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo.

Con il grande Lino Miccichè, intellettuale italiano, che fu critico e storico del cinema, editorialista ed organizzatore di eventi culturali, Gaeta intratterrà un dialogo ideale su “Il Cinema: prospettiva di lettura e di cambiamento del nostro Paese”, attraverso la voce del figlio, conosciuto dal grande pubblico per aver diretto numerose serie televisive e documentari pluripremiati.

L’iniziativa, che proseguirà con altri due importanti appuntamenti, si svolge nell’ambito del progetto Identità in dialogo-Prospettive Meridiane, giunto alla III edizione, promosso dall’Amministrazione del Sindaco Montagna, a cura dell’Assessorato alle Politiche Culturali diretto da Daniela Vantaggiato, su tematiche di carattere storico-filosofico, politico-sociale e antropologico con particolare attenzione alle prospettive del territorio.

L’obiettivo è aprire il dibattito sul ruolo sociale del padre nel passaggio generazionale, del padre portatore della storia e della cultura, elementi fondanti  della struttura dei figli, e contestualmente sviluppare l’interesse, la conoscenza e la comunicazione sui Padri della Città di Galatina.

Per questo sono state invitate ad intervenire  personalità di spicco che offriranno dal proprio osservatorio spunti sulla visione del mondo che transita da padre in figlio.

Successivamente, nelle specifiche attività di ricerca per la divulgazione della biografia e dell’ opera dei Padri Galatinesi saranno in particolare coinvolti gli Istituti Scolastici e le Associazioni che ne portano il nome.

Si registra già in questa prima fase del progetto la partecipazione attiva di docenti, genitori e studenti che, sensibilizzati dai dirigenti d’istituto, presenteranno le loro performance in tutti gli incontri in programma.

Mio padre aveva chiaramente in testa una ‘visione del mondo ’ che ha tentato di migliorare proprio in virtù di quel suo punto di vista. Le domande poste dalla sua generazione, in fondo, non sono molto diverse dalle nostre. La questione è che le loro risposte, per quanto molto chiare, alla fine, non sono state sufficienti a cambiarlo. E le nostre?

Su questo punto di domanda posto da Francesco Miccichè si apriranno momenti di riflessione con i giovani nella diversità di linguaggi, tra immagini, parole e musica.

Nell’occasione al regista verrà consegnata la  targa ricordo del Premio Marcello Romano per il Cinema-Città di Galatina-2014. Il Premio, istituito nel 2009  dal Comune in partenariato con l’ex Istituto d’Arte  ora Liceo Artistico Statale “P. Colonna”, è dedicato alla memoria del galatinese Marcello Romano, cultore di cinematografia, il quale fin da giovane nutrì grande passione per il cinema, approfondendo in particolare lo studio del cinema d’autore. 

Lunedì, 17 marzo alle ore 19:00, nella sala del Tartaro, ospite della rassegna sarà Massimo Ciancimino, autore di “Don Vito”, racconto di una vicenda umana dove il rapporto difficile con il padre padrone si intreccia con oltre  trent’anni di storia italiana vissuta dall’interno.

Il libro, scritto insieme al giornalista Francesco La Licata, già autore di libri su mafia e politica, è uscito nell'aprile 2010 e ha fatto molto discutere, suscitando anche le attenzioni delle Procure di Palermo e Caltanissetta che ne hanno acquisito copia nelle inchieste sulla presunta trattativa.

Molteplici le critiche associate al nome dell’ultimogenito dell’ex Sindaco di Palermo che ha accettato di venire a Galatina per testimoniare  la propria esperienza di figlio su un modello di padre stigmatizzato dalla famiglia e dalla comunità.

Un incontro che si presenta carico di interesse anche per la  conduzione affidata alla giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski. Conosciuta e apprezzata per il suo lavoro giornalistico iniziato per la rivista Stern, deve la sua notorietà nel nostro Paese per la sua produzione letteraria “di denuncia” sulla criminalità organizzata.

La prima parte del progetto si concluderà sabato 22 marzo alle ore 19:00 a Palazzo della Cultura nella sala “C.Contaldo” in occasione della prima presentazione di “Luigi Mariano: la materia e il colore” a cura di Paolo Maria Mariano e di Giovanna Rotondi Terminiello. Il volume è un omaggio della Città alla figura dell’artista galatinese che nel  viaggiare con le sue opere per l’Italia in un percorso sempre più ricco,tra realtà e visione, approda all’originalità assoluta delle sue xilopitture. Le belle immagini, che arricchiscono la pubblicazione, esprimono le scelte di vita che hanno accompagnato il maestro che rivive nella ricostruzione del figlio Paolo Maria, docente universitario, degno erede di scienza arte e cultura, e dei ricordi di Giovanna Rotondi Terminiello, emerito Soprintendente dei Beni Artistici e Storici della Liguria, del sodalizio urbinate del nostro con il padre professor Pasquale Rotondi, storico dell’arte al quale l’Italia deve la salvezza durante la guerra di incommensurabili capolavori artistici.

Con queste premesse, illuminanti sono le riflessioni del grande psicanalista Massimo Recalcati contenute nel libro-intervista “Patria senza Padri” sugli errori del mito dell’autogenerazione che permea la civiltà ipermoderna, dell’essere genitori di se stessi, nella convinzione che non ci può essere autentico cambiamento se non attraverso la conoscenza delle generazioni che ci hanno preceduto.

Un impegno che l’ Amministrazione Comunale di Galatina assume per un’azione efficace volta a offrire prospettive per il nostro territorio chiamando tutti ad esprimere la propria visione. 

(comunicato del Servizio Cultura e Comunicazione Città di Galatina)

 
Di Redazione (del 23/05/2014 @ 21:20:55, in Equestrian Show, linkato 1937 volte)

La seconda edizione del Gran Galà “Equestrian Show – Favola di Primavera” avrà luogo a Noha insieme a tre giorni consecutivi di spettacoli, concerti, mostre, artisti di strada, e notti bianche con musica e stand gastronomici.
La “città dei cavalli” si agghinderà a festa per questo evento ormai tradizionale che avrà come protagonisti bellissimi purosangue, e come fulcro il locale campo sportivo trasformato per l’occasione in ippodromo-palcoscenico dello spettacolo.
La principale attrazione è l’esibizione artistica di dressage da parte di cavalli e cavalieri italiani e stranieri, tutti campioni di rango, i quali - con i loro movimenti geometrici, le volute, le coreografie, le danze (non ultima la pizzica), i volteggi acrobatici diretti e interpretati da registi, allevatori, maestri di alte scuole equestri - daranno vita ad un triduo da favola.

 Antonio Mellone
(trafiletto apparso con variazioni su quiSalento, maggio 2014)

 

 

manifesto-festa-cittadina-lettori-galatinaPagine strappate, immaginate, salvate… … pagine di scuola” è questo il tema dell’edizione 2014 de La Festa dei Lettori Cittadina, promossa dalla Biblioteca Giona – Presìdio del Libro di Noha e Galatina, in collaborazione con la Biblioteca “P. Siciliani” e l’Assessorato alla Cultura. Giovedì 30 ottobre, fin dal mattino il Palazzo della Cultura di Galatina farà da cornice a quello che anno per anno sta diventando un appuntamento formativo d’eccezione per piccoli e grandi lettori.

Il tavolo degli origami, il tavolo per la costruzione di pagine, il tavolo “Dalle parole alle immagini”, l’angolo dedicato alla lettura per i piccoli, lo spazio per le scritture sul muro. Queste alcuni dei laboratori per l’occasione. Ed ancora la web radio di Inondazioni.it per una narrazione in tempo reale dell’evento, l’angolo dedicato alla musica e alle letture, gestito da Raffaello Murrone, la Sala Contaldo per le videolettere.
Molto particolare sarà la presentazione del libro d’arte “Multiversi di carta”, costituito da fogli, piegati, strappati, scritti, disegnati in questo periodo e nel giorno stesso dell’evento. Un libro dedicato all’incontro, ai tanti universi personali e istituzionali – tutti di pari dignità- che chiedono di essere ascoltati.

Roberto-cotroneoNel pomeriggio, invece, ci si sposta presso il Cine Teatro Tartaro dove alle ore 18.00 sarà presentato ”Il sogno di scrivere”. Perché lo abbiamo tutti perché è giusto realizzarlo” il libro del giornalista, scrittore e critico letterario Roberto Cotroneo. Modera l’incontro la prof.ssa Daniela Vantaggiato. Diretta web su Inondazioni.it

L’iniziativa rientra nel circuito “La Festa dei lettori” nata nel 2004 con l'intento di "festeggiare" la lettura ed i lettori, portando i libri allo scoperto, nelle piazze e per le strade, nei ristoranti e nei bar, tra le vetrine dei negozi, nei palazzi storici, nei giardini pubblici, nei castelli e nei porti. Gli incontri con gli autori, le letture pubbliche, i giochi per i più piccoli e le tante altre festose iniziative promosse dai presìdi su tutto il territorio nazionale, hanno visto partecipare le scuole (sempre più numerose attraverso la collaborazione dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e di quelli delle altre regioni in cui operano i presìdi), le biblioteche, tante realtà che già operano per la promozione del libro e della lettura ed un pubblico di bambini, ragazzi e adulti, lettori e non lettori.

fonte:g2000.it

 
Di Albino Campa (del 18/03/2012 @ 21:19:34, in RadioInOndAzioni, linkato 1685 volte)

Terza puntata di "Quello che le donne non dicono" su Inondazioni WebRadio. In studio, ospiti di Paola e Lu Eoriu, ci sarà  la band dei "Token ZONE". Oltre alla ormai tradizionale musica Live, no mancherannno le piccantissime domande di Paola e la selezione musicale de Lu Eoriu. Sintonizzatevi in diretta dalle 18.30 alle 20.30 su WebRadioInondazioni.

 
Di Redazione (del 17/03/2014 @ 21:15:00, in Comunicato Stampa, linkato 1073 volte)
E’ aperto il sipario sulla Stagione di Prosa che l’Amministrazione Comunale di Galatina, dopo un lunghissima interruzione, ha voluto fortemente far rivivere con un ciclo di cinque  spettacoli di qualità che porterà al Teatro Tartaro, sin dal 20 marzo e fino al 3 maggio 2014,  interpreti di prestigio tra cui Giobbe Covatta e Michele Placido.

In collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, sotto l’egida del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e Turismo, e della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, la Rassegna è rivolta non solo al pubblico affezionato, che ha accolto la notizia con grande entusiasmo, bensì a tutti i cittadini e in particolare agli educatori e ai giovani. L’Amministrazione Comunale tutta, consapevole dell’impegno di energie e delle risorse investite in un momento di generale difficoltà, ha inteso assumere un atteggiamento di non rinuncia, riproponendo la “Stagione Teatrale” che a partire dal 1988 e fino alle soglie del 2000 aveva portato in scena al CavallinoBianco indimenticabili opere.

Giovedì 20 marzo,Una serata veramente orribile” per inaugurare con Carmela Vincenti,attrice brillante e versatile, incontri con il pubblico che si presentano, tra comicità, ironia e satira,occasione di divertimento e  improvvisazione, affidata alla bravura di attrici e attori che si sono già cimentati  in avventure sceniche difficili su ben altri gloriosi palcoscenici, con grande apprezzamento di critica e di pubblico.

Capa tosta, passionale e generosa, con questi aggettivi si definisce la Vincenti, cresciuta da Mirabella e stimata da Banfi,già conosciuta dal pubblico di Galatina in una esilarante serata della scorsa estate. Intriganti la raffinata esistenza di “nostra signora del crudo”,le feste anni ’60, la vita e le confessioni di una donna che ci racconta il vero nudo e crudo, in Una serata veramente orribile, nel senso buono, cioè assai forte.

Gli altri protagonisti, tutti meridionali, sono Ippolito Chiarello e Egidia Bruno che, appena dopo il recital “6°(sei gradi)” di Giobbe Covatta, con “Oggi Sposi” lui, e con “La mascula” lei,ci regaleranno straordinari momenti, narrando di temi e di stereotipi con stile, passione e riguardo alla saggezza popolare ma fuori da schemi ordinari. Il 3 maggio,Serata d’onore” (poesia e musica),appuntamento esclusivo  con Michele Placido per chiudere un cartellone che ha puntato sulla qualità dell’offerta culturale.

Giobbe Covatta, comico, attore e scrittore di grande successo, deve la sua fama nazionale a Maurizio Costanzo Show, doveinizia la sua carriera fortunata anche nel campo dell’editoria, a partire dal primo libro Parola di Giobbe. Nel 2010 porta in teatro Trenta, uno spettacolo dedicato ai 30 articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani. A marzo 2011, in coppia con Enzo Iacchetti a teatro con “Niente progetti per il futuro" una commedia con ben 87 repliche nei teatri di tutta Italia. A gennaio 2012, debutta in 6° (sei gradi). Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Covatta, in  “6°(sei gradi)” ,attore-autore del testo insieme a Paola Catella, si è divertito a immaginare le stravaganti invenzioni scientifiche, ma anche sociali e politiche, che l’umanità metterà a punto in futuro per far fronte all’emergenza ambientale.Per tutti giovedì 27 marzo un’occasione per sorridere degli “scherzi”  del grande comicosul tema della sostenibilità del Pianeta e delle sue popolazioni.

Ippolito Chiarello è unartista eclettico che, spaziando dal teatro al cinema e alla musica,si è cimentato principalmente come attore ma ha praticato anche la strada della regia e della formazione anche in ambito di disagio sociale. Ha lavorato per circa dieci anni con la Compagnia Koreja di Lecce e con altre compagnie pugliesi. Al cinema come attore ha partecipato, tra gli altri, ai film "Italian Sud-Est”, “Galantuomini" e "Fine pena mai”.
Con la sua Compagnia, Nasca Teatri di Terra, ha prodotto, scritto e interpreta da dieci anni con successo lo spettacolo "Oggi Sposi”.

 “Oggi Sposi” inreplica a Galatina venerdì 11 aprile è uno spettacolo “leggero”, tra il serio e il comico, un alternarsi ubriacante di sollecitazioni al riso e all’emozione, secondo i canoni del teatro comico musicale. Attraverso la musica, la letteratura, l’improvvisazione e le massime della saggezza popolare l’attore scava “pericolosamente” nei meandri del “rapporto di coppia” raccontando anche  della sua stessa vita, con gli amori finiti e quelli mai iniziati.

Egidia Bruno è un altro volto noto a Galatina. Attrice dal dicembre 1990, la sua attività artistica è caratterizzata dalla trasversalità,dal teatro di prosa tradizionale, a quello di narrazione, a quello per ragazzi, dalla televisione al cinema, dalla radio al cabaret. Tutto questo la porta a essere coautrice dei suoi testi: “Io volevo andare in America e invece so' finita in India”, “Non sopporto le rose blu”, sviluppando la corda a lei più congeniale, quella dell'ironia. Dopo il successo di “La mascula” nel 2007 scrive e interpreta lo spettacolo “ANTIGONE 2000 d.C. ‘Na tragggedia!!”. La svolta, quindi, con “ W l'Italia.it... Noi non sapevamo", monologo "serio" sulla “questione meridionale”, rappresentato il 23 novembre 2012 a Galatina nell’ambito della Rassegna Culturale Identità in Dialogo _ guardare la Storia dal Sud, e con il quale vince il premio internazionale "Teatro dell'Inclusione - Teresa Pomodoro" 2012 .

Torna martedì 29 aprile con  “La Mascula scritto e diretto con Enzo Jannacci, per raccontare di un pallone calciato da gambe femminili nel Meridione d'Italia. Si racconta la storia di Rosalbadetta la mascula a cui piace giocare a pallone. La storia di un modo di essere, inconsapevole della sua purezza, e forse per questo ancora più libero. La storia di una libertà che non ha bisogno di provocare.

Michele Placido, attore tra i più carismatici e apprezzati degli ultimi vent'anni, vanta una lunga carriera cinematografica e teatrale, oltre ad una positiva esperienza come autore e regista. In tutti i ruoli interpretati emerge sempre uno spiccato interesse per le problematiche sociali, affrontate con grande sensibilità e coraggio.

L’appuntamento esclusivo a Galatina sabato 3 maggio conSerata d’onore” è un omaggio al teatro. Passeggiando nella sua vita tra teatro e cinema, Placido farà rivivere magicamente le più classiche poesie d’amore. Alla poesia si alternerà la canzone, lasciando il posto per l'umorismo e le risate.

All’insegna di Il teatro è azione! lacampagna abbonamentiè stataaperta con la presentazione della Rassegna nella conferenza stampa a Palazzo Orsini mercoledì 12 marzo scorso.

È già quindi possibile acquistare la tessera e i biglietti presso il botteghino del Teatro Tartaro ( Corso Principe di Piemonte,n.19 - tel.0836 568653) che sarà aperto dal martedì alla domenica dalle h.19:00 alle h. 22:00.

(comunicato del Servizio Cultura e Comunicazione Città di Galatina)

 

La nuova stagione letteraria della libreria Fiordilibro riprende il 29 ottobre con la presentazione di quello che si sta rivelando come l’evento letterario dell’anno: il  nuovo libro di Luisa Ruggio “Teresa Manara” per le Edizioni Besa Controluce.

L’incontro si svolgerà nella splendida cornice dell’Amarcord Wine bar di Galatina alle ore 19.00.

  “Ci sono solo due tipi di momenti, Teresa. Quelli da ricordare. E quelli da dimenticare. Così mi diceva sempre mia madre. E io non la capivo. Dov’era il trucco, l’insegnamento? L’istante dopo smettevo di pensarci, andavo a controllare il nido delle upupe, mi acquattavo tra i cespugli di erba strega che minacciavano di inondare il nostro giardino. (…) durante il mio primo addio ci ho fatto caso: entrambi quei momenti sono senza ritorno.”
 
Teresa Manara è una storia ambientata nel Sud Italia del 1950, dedicata al mondo dei sensali che all’epoca si spingevano nel Salento in cerca del miglior vino sfuso da imbottigliare al Nord e raccontato per la prima volta dal punto di vista di una giovane donna che decide di lasciare Imola per trasferirsi in una terra di frontiera ancora superstiziosa e magica.

Dialogherà con Luisa Ruggio, Mauro Marinodel Fondo Verri e direttore di Spagine, Alessandra De Paolis  giovane attrice galatinese, leggerà alcuni brani del libro, Donatello Magnoloci farà rivivere le atmosfere degli anni cinquanta  eseguendo degli intermezzi musicali con il sax.

Sarà presente anche Paolo Cantele, appena tornato dal Giappone dove ha fatto conoscere attraverso l’ eccellenza dei suoi vini, anche quella di una terra, quella salentina, costruita anche da uomini e nel nostro caso da donne visionarie  come Teresa Manara, che hanno avuto la capacità di veder lontano ed hanno scommesso su una terra allora considerata “alli scuffundi “. Una terra che non era certo il Salento diventato il  brand di moda degli ultimi anni, ma che quel brand l’hanno costruito per noi, con anni di duro lavoro, sacrifici e passione. 

Grazie Luisa( Ruggio) per averci fatto conoscere Teresa Manara altrimenti rimasta confinata nei ricordi  delle persone a lei più care, grazie per averci condotto in questo viaggio nell’Italia degli anni cinquanta ed averci restituito il significato originario di alcune parole di cui avevamo perso la memoria.

A chiusura dell’ incontro le Cantine Cantele offriranno una degustazione dei loro vini.

Luisa Ruggio (1978), giornalista e scrittrice di origini pugliesi, ha pubblicato saggi sul cinema e la psicoanalisi. Il suo romanzo d'esordio, "Afra" (Besa, 2006), ha vinto cinque premi letterari. Dopo il suo secondo romanzo, "La nuca" (Controluce, 2008), ha pubblicato la raccolta di racconti brevi "Senza storie", (Besa, 2009) Menzione Speciale del "Premio Bodini 2010". Suoi articoli sono apparsi su quotidiani e riviste letterarie, è autrice di numerosi reportage dedicati al Salento per i quali ha ricevuto il "Premio Skylab 2011" Sezione Giornalismo e Cultura (Università del Salento) e la menzione speciale del Premio “Terra D’Arneo 2013”. Dal 2006 aggiorna il blog dedicato alla scrittura "Dentro Luisa": www.luisaruggio.blogs.it

Emilia Frassanito
 
Di Redazione (del 09/06/2015 @ 21:09:09, in Eventi, linkato 674 volte)

Domenica 21 giugno 2015 dalle ore 20.30 in Piazzetta XI Settembre, nei pressi del campo sportivo di Noha, la “A.s.d. Phisica Noha” presenta esibizione di Ballo, Kung Fu, musica, divertentismo e animazione.

Siete tutti invitati.

 

 

 

 

 

 

 

 
Di Antonio Mellone (del 08/10/2014 @ 21:05:24, in NohaBlog, linkato 1659 volte)

Ho trascorso quasi tutta la serata del 29 settembre scorso, solennità di San Michele Arcangelo, in piazza, a Noha, nei pressi del tavolino allestito dagli osservatori nohani e dagli altri amici per la raccolta delle firme da inviare al FAI (Fondo Ambiente Italia) al fine di far inserire nel catalogo dei beni culturali, degni almeno di un ricordo, le nostre Casiceddhre in miniatura, architettate dallo scultore Cosimo Mariano all’inizio del secolo XX e lasciate marcire nel degrado e nell’abbandono dai contemporanei del XXI.

Insieme a Marcello, Angela, Maria Rosaria, Marco, l’agguerritissima Patrizia, l’Albino, e qualcun altro (che gentilmente ci ha sostituiti giusto il tempo di una passeggiata sul corso illuminato dai festoni ed una puntatina ai panini con la porchetta arrosto) in poche ore e senza tanto clamore s’è raggiunto un totale di circa 240 firme autografe spontaneamente (e in qualche caso spintaneamente) apposte su quei fogli volanti da spedire alla Fondazione. Altre 150 firme sono state raccolte nei tre o quattro giorni successivi. Un buon risultato, non c’è che dire.

*

Ma oltre all’obiettivo primario (cioè l’invio al FAI delle firme), ne avevamo un secondo non meno importante: quello di ritornare ancora una volta a parlare a nohani e forestieri di salvaguardia dei nostri tesori, che sembra siano stati definitivamente archiviati nel dimenticatoio un po’ da tutti (vista la mattanza senza fine del nostro, come dire, tessuto storico).  

Ma non crediate sia mai stato facile parlare (o scrivere) di beni culturali. C’è stato un tempo in cui uno dei capobanda di un votatissimo partito politico nazionale, e purtroppo anche locale, tra le altre inarrivabili locuzioni, proferì la famosa solennissima minchiata per cui con la cultura non si mangia (e qui è d’uopo che vi risparmi gli altri motti suoi, e quelli di qualche suo compare di merende nostrano).

*

Vi confesso che nel corso della serata, nel parlare del più e del meno con avventori e passanti dalla nostra postazione, il mio umore ha più volte repentinamente oscillato tra il tiepido ottimismo ed il pessimismo leopardiano, quello cosmico. Sì, ne ho dovute sentire di tutti i colori, ma così tante che la fantasmagoria di luci caleidoscopiche installate dalla premiata ditta Cesario De Cagna per la festa patronale nohana era nulla al confronto. Io davvero non so come fare a far comprendere alle persone il fatto che, per dirne una, l'occupazione non nasce dalle grandi opere, ma da politiche che stimolano appunto la cultura, il piccolo commercio, magari equo e solidale (e non invece i mega-porci comodi solo a chi ha come unica fantasia quella delle colate di cemento), l'artigianato, l’agricoltura, e infine ma non meno importante anche il locale patrimonio artistico, storico, musicale, creativo.

Ho cercato di spiegare ai passanti, en passant, che non importa il pregio, la rarità o l’antichità dei singoli oggetti del nostro (o dell’altrui) patrimonio: quello che può renderli degni di essere tutelati dalla Repubblica (o in subordine dal FAI) può essere anche la relazione spirituale e culturale che li unisce alla vita locale.

Una delle amenità che m’è toccato di sentire (e che comunque non mi suona per niente nuova: segno che c’è ancora qualche scienziato che diabolicamente persevera in questa genialata) è la “proposta” nata non so più quando né da chi (forse, a ragion veduta, ne ho rimosso nome ed esistenza) del trasloco delle casiceddhre dalla loro abituale ubicazione alla volta, magari, di un museo o di qualche non ben definito particolare piedistallo, come se le nostre opere d’arte fossero dei normali ancorché costosi soprammobili. E’ un po’ come se il cervello di una persona potesse essere prelevato e spostato altrove da qualche redivivo dottor Frankenstein junior (oddio, a proposito di fuga di cervelli, anche Noha non sembra immune dal fenomeno: il problema vero è invece quando il corpo rimane qui).

E tu hai voglia a spiegare che finanche anche il filosofo, archeologo nonché critico d’arte Quatremere de Quincy già nel 1796 osservava acutamente che “perfino un quadro di Raffaello, se fuori contesto, non dice nulla, perché non è una reliquia, come un frammento della Croce, che possa comunicare le virtù legate all’insieme”.

Questa regola, si badi bene, non vale solo per i capolavori supremi, ma per qualsiasi opera d’arte.  

*

Ma quando si riuscirà una buona volta a far capire che il nostro patrimonio culturale non è una collezione di icone ma un deposito di memoria culturale? Quando ritorneranno in mezzo a noi i suddetti cervelli in fuga? Temo che qui ci sarà da attendere ancora per molto (visti anche gli ultimi sviluppi e le prove evidenti del fatto che non solo non si sappia scrivere ma nemmeno leggere).    

Altre piccole chicche della serata (roba da spezzare le gambe, ovvero gambizzare) e, quando non espressamente qui e là proferite, sicuramente pensate e inviate al nostro indirizzo sono a titolo esemplificativo le seguenti: “Ma fatevi i fatti vostri”, “Non ve ne incaricate”, “Pensate alle cose serie”, “Lasciate perdere”, “Ma chi ve lo fa fare”, “Certo che avete tempo da perdere”, “Non avete mai concluso niente”, “Attaccate l'asino dove vuole il padrone”, “Tanto queste firme non servono a nulla”, “Passata la festa gabbato il santo”, e infine: “Non credo che con la raccolta di firme per le casiceddhre risolvi i problemi della gente”.

Mo’ ditemi voi se questa non è l’ennesima sparatoria a Noha. Di cazzate a raffica.

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 07/11/2016 @ 21:02:32, in NohaBlog, linkato 539 volte)

Ho posto questa domanda a un po’ di persone di mia conoscenza. Ecco cosa mi hanno risposto.

Albino Campa (titolare di Nohaweb Sito): “No, nonostante i tuoi articoli a tema su Noha.it”. Antonio Congedo (ingegnere e fisico): “Io voto no per rallentare l’entropia, ovvero gli effetti del secondo principio della termodinamica”. Lory Calò (maestro di musica): “Do”. Padre Francesco D'Acquarica (missionario, esperto di storia del mio paese): “No, come Noha”. Marcello D'Acquarica (artista – autore della vignetta a corredo di questo post - e osservatore critico): “La massa degli idioti vota sì. Dunque no”. Don Donato Mellone (buonanima): “Avrei votato no”. Paola Rizzo (pittrice e truccatrice): “I veri artisti, non a libro paga, votano no. Quindi no.”. Elisabetta Congedo (specialista in anestesia e rianimazione): “Urgono tanti no, da alternare a compressioni di massaggio cardiaco per scongiurare il coma irreversibile della Repubblica”. Stefania Tundo (amica dall’animo poetico): “Ti mando un no con il vento, e so che tu lo sentirai”. Anita Rossetti (sognatrice resistente): “CondanNO ManniNO e NapolitaNO, e osanNO CiancimiNO e BorselliNO”. Don Emanuele Vincenti (nohano, parroco di Sanarica): “Voto no al reverendum”. Michele D'Acquarica (osservatore resistente): “Ovviamente no; ma vince il sì”. Giuseppe Marco D'Acquarica (dipendente Acquedotto Pugliese): “Io non me la bevo: no, e condivido”. Daniele Pignatelli (fotografo e film-maker): “Sorrentino è indeciso, io no”. Fra’ Ettore Marangi (francescano, missionario in Kenya): “Voto no per evitare che l’Italia diventi una repubblica delle banane”. Crocifisso Aloisi (portavoce del popolo degli ulivi): “No, alla riforma fastidiosa”. Pina Marzo (salentina a Roma per studi post lauream): “Questa è l’n-esima riforma Roma-centrica. Allora decisamente no”. Gianluca Maggiore (antagonista del gasdotto): “No: Tap (Troppo Autoritarismo Partitico)”. Tiziana Cicolella: “Io non sto con ni, ma con no”. Piero Colaci (linguista e cultore del vernacolo locale): “None = no”. M Rosaria Paglialonga (difensore civico): “La Costituzione è un monumento da adottare: difendiamola votando no”. Francesca Stefanelli (collega dalla schiena dritta): “Signornò”. Alessandro Romano (cameraman e scrittore): “Voto no, perché anche il difensore della costituzione possa vedere l’alba”. Ivano Gioffreda (Popolo degli Ulivi): “Voto no perché vorrei ampliare gli spazi popolari”. Pasquale Marannino (compagno d’università e di dialoghi sulla costituzione): “Voto no, nonostante Michele Serra e Massimo Gramellini”. Samantha Pozzi (ex-collega del profondo nord): “Oh signùr, varda: no”. Daniela Sindaco (politico locale PDiota): “Voterei no se saprei leggere e scrivere”. Eleonora Ciminiello (giornalista di leccecronaca.it): “Per la cronaca, voto no. E tu?”. Claudia Schinzari (addetta marketing nel settore ceramiche/pavimenti): “Questa riforma è un po’ come un mosaico da bagno venuto decisamente male”. Carlo Martignano (ecologista): “Col cavolo che voto sì”. Rita Luceri (prof. di francese): “Je vote non au référendum”. Chiara Petracca (prof. di lettere): “La nuova costituzione (in minuscolo) andrebbe bocciata senza appello non fosse altro che per i suoi innumerevoli solecismi e idiotismi. Ergo, no”. Angelo Nocco (informatore Bayer): "Aspiri no". Paola Ronchi (attivista del no): “Ti sembro una dal sì facile?”. Pasquino Galatino: “Trovi la risposta nel morfema grammaticale, altrimenti detto desinenza (coincidente con l’ultima sillaba), rispettivamente dei miei nome e cognome”. Anna Carluccio (insegnante elementare): “Ovvio che no. I miei alunni di seconda avrebbero saputo scriverla meglio”. Enrico Giuranno (attivista 5 stelle): “CasaraNO”. Anna Primiceri (abiti da sposa): "Il sì solo sull'altare". Petra Reski (giornalista e scrittrice): “Nein”. Tonino Baldari (il guerriero nascostosi sulle nuvole): “Noooooo”. Lorenza Gioviale (attivista e sognatrice): “No, a dispetto della stampa, anzi della stampella tutta a favore del sì”. Andrea Rizzo (collega alle prese con l’inglese da viaggio): “Dairector: Ai uont tu vot no bicos de riform is not gud”.

Excellent, Andrea.

p.s. Cosa voto io? Che domanda. Ma scusate, vi sembro forse uno yes-man?

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 27/06/2012 @ 21:00:46, in Eventi, linkato 1491 volte)

Il 29 giugno, per i Venerdì del Sunrise, protagonisti della serata sono gli Ulivi di Paola Rizzo, preziosa artista salentina con il dono di leggere nelle radici secolari di quei tronchi che tanto rappresentano la nostra terra, traducendo fin nell’anima le nostre tradizioni. Ed è proprio Paola a raccontarci che “Alla base del mio dipingere ulivi è aver visto nell'ulivo l'archetipo per affacciarmi in un mondo inesplorato, risalire alle origini del mio stesso essere donna, per fortificarmi. Ho scelto l'ulivo come simbolo di vita ma anche di sofferenza. L'ulivo ha un'anima. E' proprio il quell'avvitarsi su se stesso, in quel dibattersi per vincere e far vincere il principio armonico della natura più autentica dell'essere, che trovo il massimo dell'esaltazione dello spirito”. Gli ulivi come metafora della sofferenza e delle conquiste della nostra umanità quindi, intrisi di un’aurea quasi magica di sensazioni primordiali.
La selezione musicale è a cura del dj set di Sandro Litti, personalizzata sull’ispirazione del momento pescando dalla tradizione funky. Ingresso gratuito.

Paola Rizzo espone fino all’8 luglio anche allo SkatafaShow di Aradeo, con “Grafite è musica”, la serie di ritratti a matita di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale, conosciuti personalmente nel corso di questi anni. Le sue opere sono visibili presso il laboratorio-galleria permanente in Piazza Castello, 14 a Noha – Galatina.

L'evento è organizzato da D'IO - Creative factory & Movements - in collaborazione con Gruppo Editoriale Enotria, Sunrise e ColorMe.

Info & prenotazioni: 3478060346 Frank / 3313345765 Marco / 3400728871 Donato

 
Di Redazione (del 05/04/2016 @ 20:59:37, in Comunicato Stampa, linkato 329 volte)

Il 07 aprile 2016 il palcoscenico del rinnovato Teatro Cavallino Bianco di Galatina, si fa ‘cattedra’ ed accoglie i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo per una delle loro fortunatissime LEZIONI DI ROCK, un format che i due portano avanti già da tempo per raccontare importanti pagine di storia della musica.

Nel 1969 i Beatles tornavano in studio per l’ultima volta, per registrare quello che in molti considerano il loro capolavoro assoluto, “Abbey Road”. La band era già virtualmente finita, le liti tra i quattro erano arrivate al punto di rottura, eppure la bellezza, la ricchezza, la complessità, l’emozione di Abbey Road mostrano una band al suo assoluto apice creativo. I due giornalisti di Repubblica e Radio Capital, vi accompagneranno nel cuore di Londra, per attraversare insieme quelle strisce pedonali che sono diventate un monumento per ogni appassionato del rock.

LEZIONI DI ROCK - The Beatles: Abbey Road, è inserito nel programma della stagione di prosa 2016 organizzata dalla Città di Galatina in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese (TPP) e con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e della Regione Puglia - Assessorato all’Industria Turistica e Culturale.

Prezzo del biglietto per lo spettacolo: 10,00€

Orario della rappresentazione: porta ore 20:30 / sipario ore 21:00

Vendita dei biglietti: Il servizio di vendita degli abbonamenti e dei biglietti è disponibile presso l’Ufficio IAT (via Vittorio Emanuele II, 35 – Torre dell’Orologio) tutti i giorni dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Il botteghino del Teatro Cavallino Bianco sarà aperto solo il giorno degli spettacoli dalle ore 19:00. Per informazioni: tel. 0836.569984 – cell. 392.9331521 – iat.galatina@gmail.com

 

Sabato 8 ottobre, prenderà il via “Italiani altrove” la rassegna cinematografica a cura di Apulia Film Commission e Comune di Galatina.

La rassegna propone cinque film di cinema contemporaneo, girati in Puglia, in proiezione presso il Cine Teatro “Cavallino Bianco”, secondo il seguente calendario:

SABATO 8 OTTOBRE 2016

MARINA (2013) di Stijn Coninx

con Matteo Simoni, Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro

Rocco e’ un ragazzo italiano immigrato in Belgio con la famiglia. Il suo sogno e’ farcela nel mondo della musica ma il padre l’ostacola, nel contesto complesso degli anni ’50.

SABATO 15 OTTOBRE 2016

BANAT (2015) di Edoardo Valerio

con Edoardo Gabbriellini, Elena Radonicich e Piera Degli Esposti

Ivo e’ agronomo e la mancanza di opportunita’ lavorative in Italia lo spinge ad accettare un lavoro nel Banat, una fertile regione della Romania. Una riflessione sulla migrazione al contrario che è anche un film sull’importanza del riscatto sociale e sulla bellezza di una storia d’amore nata tra due anime diverse.

MERCOLEDI’ 19 OTTOBRE 2016

LA PRIMA LUCE (2015) di Vincenzo Marra -

Con Riccardo Scamarcio, Daniela Ramirez e Gianni Pezzolla

Marco e’ un avvocato barese compagno della sudamericana Martina e padre di un bambino di sette anni, Mateo. Un giorno la donna riparte per il suo paese natale portandosi con sé il figlio e facendo perdere le proprie tracce. Una riflessione su quanto può essere straziante una separazione e su come l’amore di un padre per suo figlio possa superare ogni confine.

SABATO 22 OTTOBRE 2016

LA VITA FACILE (2011) di Lucio Pellegrini

con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini

Luca è un medico italiano che lavora in Kenya in un piccolo ospedale umanitario. Mario è uno stimato chirurgo di una clinica privata romana, che lo raggiunge con la scusa di volerlo rivedere dopo anni di distanza. Una commedia amara che parla del nostro paese e del suo presente.

SABATO 29 OTTOBRE 2016

IL SOLE DENTRO (2012) di Paolo Bianchini

con Angela Finocchiaro, Giobbe Covatta e Francesco Salvi

Tratto dalla vera storia di Yaguie Koita e Fodé Tourkera, due adolescenti guineiani, il film racconta la storia di due lunghi viaggi che si intrecciano a distanza di tempo, lungo un percorso che unisce l'Europa all'Africa e viceversa.

Tutte le proiezioni si terranno alle ore 21:00.

Ingresso gratuito

 
Di Albino Campa (del 25/01/2012 @ 20:52:31, in Comunicato Stampa, linkato 1657 volte)

«Le radici rivolte al cielo, come braccia tese a catturare le vibrazioni e gli echi immortali del tempo, dell'arte, dell'umanità, con i suoi miti, i suoi eroi, le sue divinità. È questa la chiave di lettura dell'opera di Claudio Scardino che, con la sua arte, dà voce a questi influssi, di cui si fa recettore e strumento. Le sue performance, simposio d’arte, divengono un corridoio di specchi, prepotenti, insormontabili per i convenuti alla sua fucina d’anime e ci costringono a vedere, a prestargli attenzione, a scovare nella nostra inviolata intimità e a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d'artista smarrito e confuso. L’arte “partecipata” di Scardino conduce con feroce prepotenza a prendere distanza dalla quotidianità e a divenire un frammento del Tutto». Con queste parole Daniela Bardoscia presenta la Mostra d’Arte Contemporanea Oblivium di Claudio Scardino. I curatori della Mostra, che avrà luogo dal Primo al 19 febbraio 2012, sono Daniela Bardoscia e Francesco Luceri, rispettivamente scrittrice e studioso di filosofia e storia locale, entrambi attivi per la promozione socio-culturale nel territorio. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Università Popolare “Aldo Vallone” e il Museo “P. Cavoti”, patrocinato dal Comune di Galatina, dalla Provincia di Lecce e dalla Regione Puglia, Assessorato del Mediterraneo, cultura e turismo, proporrà una situazione nuova e unica nell’intero territorio pugliese. Direttamente dal caffè storico “Giubbe Rosse” di Firenze, sarà presentata nelle sale del Museo Civico d’Arte l’attività artistica innovativa di Claudio Scardino, artista dell’Avanguardia storica, scultore, artista multimediale e pittore. Forse poco conosciuto nel nostro territorio, in barba al fatto che Scardino sia proprio del capoluogo leccese, riscuote grande successo nel resto d’Italia e, soprattutto, all’estero. Fresco di riconoscimenti da parte del Museum of Modern Media, come della partecipazione alla Boston Biennal, porterà la sua arte nella sede istituzionale artistica per eccellenza del Comune galatinese. Mercoledì 01 febbraio, alle ore 18.00, interverrà presso il Museo, nella sala concessa in uso all’Università popolare con una inedita audio-istallazione e un’action painting che coinvolgerà nella realizzazione di una scultura nuova, i soci dell’Università e tutti coloro che ne prenderanno parte. L’artista guiderà così il pubblico nella riscoperta della classicità, adattandola al sentire moderno del nuovo millennio, spingendo gli spettatori a comprendere sino in fondo il personaggio proposto e ad agire in sua vece, attraverso una tecnica di sperimentazione e ricerca artistica, atta ad avvicinare lo spettatore all’Arte stessa. Alle ore 19.00 circa, a conclusine della sua azione d’arte, Claudio Scardino, alla presenza del Vice Prefetto Vicario Dr.ssa Matilde Pirrera, inaugurerà la mostra d’arte temporanea Oblivium. Al termine della cerimonia inaugurativa, accompagnerà i convenuti, nella degustazione del rinfresco inaugurale, uno spettacolo di musica e poesia, a cura del Trio Colore, che si esibirà per le ore 20.00 in un programma che condurrà gli spettatori in un viaggio musicale e poetico dal Barocco al Contemporaneo. Componenti del trio sono: Simone Fracasso (Violino), Francesco Napolitano (Chitarra) e Triscia Franco (Voce recitante).
L’artista, per la durata della Mostra, sarà disponibile ad incontrare il pubblico, ogni venerdì, a partire dalle ore 18.00. Nei sabati successivi (4, 11 e 18 febbraio) Scardino terrà delle azioni performative e di poesia, alla conclusione delle quali si esibiranno artisti musicali. Il tutto si concluderà domenica 19 febbraio, con un programma di varia natura che coinvolgerà altre istituzioni del territorio e vari operatori culturali e artisti salentini.
La cittadinanza tutta è invitata a una partecipazione numerosa e attiva.


Museo civico d’Arte “P. Cavoti” Pizza Alighieri Alighieri, n. 51, Galatina (LE), 73013 Tel. 0836/567568 e-mail: info@museocavoti.it
Per info: daniela.bardoscia@alice.it; tel. 3297669635, 3881197170

 
Di Redazione (del 29/08/2014 @ 20:41:50, in Eventi, linkato 1594 volte)

Venerdì 29 agosto  

Ore 19.00    Appuntamento in Piazza S.Michele a Noha, trasferimento nel centro storico di Galatina per “Le Corti a Mezzanotte” saremo nella Corte Arco Costantini, serata dedicata al vino d.o.c Terre Neure della Cantina Cooperativa di Salice Salentino zona di produzione dei più eccellenti Negroamaro del Salento,con musica, scuola di pizzica e buffet. Costo 10 euro.

Sabato 30 agosto

Ore 9.30       Inizio iscrizioni e consegna gadget

Ore 10.00     Partenza per Castro, circa 35 km, alle ore 11.00 visita al castello e al centro storico della città, finita la visita si potrà scegliere se fare il bagno nella splendida grotta verde di Marina di Andrano, fare un giro in barca per le grotte del litorale, mangiare in un ristorante convenzionato o gustare i frutti di mare crudi del vivaio di castro marina.

Ore 16.30      Incontro con il gruppo proveniente da Noha in località Grotta Zinzulusa, per la visita alla grotta, uno dei maggiori fenomeni carsici del salento, le numerose concrezioni, stalattiti e stalagmiti, presenti al suo interno, sono all’origine del nome. Secondo la fantasia popolare sono simili a stracci di un abito logoro, nell’idioma salentino, appunto zinzuli.

Ore 18.00       Partenza per raggiungere il paese di Collemeto dove sarà offerto un ricco rinfresco.

Ore 19.00       Rientro a Noha

Ore 20.30      Ritrovo in P.za S.Michele a Noha dove sarà offerta la cena a tutti gli iscritti,

il menu prevede frisellata, pezzetti di carne al sugo, prodotti tipici e seconda serata dedicata al vino Terre Neure della Cantina Cooperativa di Salice Salentino, concerto di musica folk e ballo della PIZZICA

 

 

Domenica 31 agosto

Ore 9.00         Riapertura iscrizioni e consegna gadget

Dalle ore 9.00 alle ore 10.00 a richiesta si può visitare la basilica di S.Caterina

Ore 10.30        Arrivo delle Tarantate, rappresentazione scenica di ciò che avveniva a Galatina fino alla fine degli anni 60 durante la festa dedicata ai patroni Santi Pietro e Paolo. Si racconta che gli apostoli Pietro e Paolo, durante il loro viaggio di evangelizzazione, sostarono a Galatina e che San Paolo, riconoscente della calda ospitalità ricevuta da un pio galatinese nel proprio palazzo, ove ora è ubicata la Cappella, in via Garibaldi n. 7, diede a lui ed ai suoi discendenti il potere di guarire coloro che fossero stati morsi da ragni velenosi, detti in dialetto “tarante”. Sarebbe bastato bere l’acqua del pozzo posto all’interno della casa (attualmente murato per motivi igienici) e tracciare il segno della croce sulla ferita Da qui l’annuale ricorrenza, il 29 giugno, di un rito esorcistico che, per le donne pizzicate (talvolta erano anche gli uomini) dalla taranta nelle campagne durante la raccolta del grano, iniziava nelle proprie abitazioni e si concludeva con la “liturgia” nella casa del Santo, dove venivano accompagnate da musicanti provvisti di tamburelli, violini, armoniche e organetti, per ringraziarlo della grazia ricevuta o per invocarla. Solo dopo aver bevuto l’acqua miracolosa ed aver vomitato nel pozzo, la grazia si poteva ritenere ottenuta. Accadeva che le “tarantate”, dopo essere state morse da uno di questi ragni, entravano in uno stato di confusione e agitazione o piombavano nella depressione, dal cui torpore si destavano solo al suono di una musica che le costringeva a ballare convulsamente, rotolandosi e contorcendosi per terra, arrampicandosi sui muri. Con “la pizzica”, mimando la danza della taranta, nella quale si identificavano per portarla allo sfinimento e alla morte, le donne, perdendo la propria identità, si potevano liberare dal veleno e guarire dal morso. Per liberare le tarantate dalla possessione demoniaca, i musicisti-terapeuti facevano ronda attorno alla vittima aggressiva ed isterica e impiegavano ore e ore per portare a termine il rituale, che si concludeva con la morte simbolica della taranta a la rinascita a nuova vita della donna.
L’esorcismo, quindi, si concludeva con il pellegrinaggio a Galatina, dove davanti alla chiesetta di San Paolo il rituale si ripeteva, richiamando folle di curiosi

Ore 11.30       Benedizione dei caschi

Ore 13.30       Buffet, presso la Tenuta la Monaca in via Foresta ad Aradeo consegna di alcune confezioni di vino sorteggiandole con le cartoline di iscrizione,

Premiazioni, foto di gruppo e saluti con l’augurio di vederci l’anno prossimo.

 
Di Albino Campa (del 28/09/2010 @ 20:41:19, in Eventi, linkato 1940 volte)

Le Chiese Avventiste identificano Gesù con l’arcangelo Michele. Da questo punto di vista, Michele è il primo e più grande di tutte le creature di Dio. Questo, semplicisticamente, è motivato dalla Bibbia che menziona solo un arcangelo per nome, Michele appunto, e dalla prima lettera ai Tessalonicesi (4:16), in cui san Paolo dice riguardo Gesù: «Perché il Signore scenderà dal Cielo con un comando, e con la voce di un arcangelo». In quest’ottica, arcangelo significherebbe capo degli angeli piuttosto che capo angelo, e come questo titolo sarebbe vicino al «Principe» che usa Daniele. I teologi cristiani, sia cattolici che protestanti, sono concordi nell’identificare, nell’Antico Testamento, l’Angelo del Signore (al singolare) come una prefigurazione del Cristo; quindi una teofania. L’immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l’iconografia, dipende dai passi dell’Apocalisse. È comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago. È il comandante dell’esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra. A volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime (psicostasia). Sulla base del libro dell’Apocalisse ne vennero scritti altri dedicati a Michele che finirono per definirlo come essere maestoso con il potere di vagliare le anime prima del Giudizio. L’iconografia bizantina predilige l’immagine dell’arcangelo in abiti da dignitario di corte, rispetto a quella del guerriero che combatte il demonio o che pesa le anime, più adottata invece in Occidente.
Ma ecco quello che succederà a Noha per la festa patronale, nel giorno della festa 29 settembre: Solennità di San Michele Arcangelo Ore 7.00-8.30-10.00-11.30 SS. Messe. Mentre alle ore 18.30 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Eminenza Reverendissima il Sig. CARDINALE SALVATORE DE GIORGI. Programma delle Manifestazioni 28-29 settembre: Gran Concerto Bandistico “CITTÁ DI SOGLIANO CAVOUR” (LE) Maestro Direttore e Concertatore GIOVANNI GUERRIERI. Al termine della Processione Spettacolo Pirotecnico a cura della Ditta “La Pirotecnica del Sud” di PIERO COLUCCIA di Galatina (LE).
Il 29 settembre: Concerto Bandistico “CITTÁ DI SQUINZANO” Maestro GIOVANNI PELLEGRINO ore 24.00 a conclusione dei Festeggiamenti spettacolo di fuochi pirotecnici curati dalle Ditte “La Pirotecnica del Sud” di PIERO COLUCCIA di Galatina (Le) e dal Cav. MAGGIO AMODIO di Tuglie (LE). Chiusura il 30 settembre ore 21.00 “EQUIPE 84” in Concerto.
Infine quest’anno è toccato a Lecce la festa itinerante della Polizia, approdata per le celebrazioni del 2010 per il Santo Patrono dell’Arma, San Michele Arcangelo, nel capoluogo salentino. La festa rappresenta un occasione di riflessione e riconoscenza ai caduti della Polizia di Stato e alle loro famiglie. Oggi, martedì 28 settembre, le celebrazioni iniziano alle ore 18 con la Santa Messa celebrata nella Cattedrale di Piazza Duomo dall’Arcivescovo di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio, alla presenza del Ministro dell’Interno Roberto Maroni e del Prefetto Antonio Manganelli, oltre che di numerose autorità istituzionali, civili e militari.
Alle ore 20,30, presso il Teatro Politeama Greco, si svolgerà la cerimonia di consegna del “Premio San Michele Arcangelo”, conferito dalla Polizia di Stato come riconoscimento verso coloro che si sono messi in luce per le loro azioni ispirate da altruismo, in difesa dei deboli e per solidarietà.
 La serata, sarà presentata da Paola Saluzzi e Fabrizio Frizzi, vedrà la partecipazione di esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della musica accompagnati dalla Banda musicale della Polizia di Stato.

Raimondo Rodia

http://galatina.blogolandia.it/2010/09/28/noha-s-michele-e-la-festa-della-polizia-a-lecce/

 
Di Albino Campa (del 16/04/2014 @ 20:39:07, in Eventi, linkato 1457 volte)

ImmagineLa più bella pasquetta del Salento si trascorre a Noha. Si parte con la fiera dei cavalli dal mattino e fino all'ora del pranzo; si prosegue nel pomeriggio con la processione della Madonna dei Fiori dalla chiesa madre fino alla cappella di via Collepasso, la presa della cuccagna, i fuochi artificiali, le marce del concerto bandistico di Noha (diretto dal M° Lory Calò), lo scoppio delle curemme (con relativo rinfresco), la musica leggera in serata.

Eccovi di seguito il trafiletto sulla fiera dei cavalli, a firma di Antonio Mellone, apparso con variazioni su "quiSalento" del corrente mese di aprile.

Buona Pasqua da Noha.it ai nohani ed agli amici dei nohani di ogni dove.

Noha - Fiera dei cavalli

Pasquetta del 21 aprile 2014

Per trascorrere una pasquetta ‘in grazia di Dio’ è d’uopo fare un salto a Noha, dove, quest’anno, dal mattino e fino all’ora del desco, avrà luogo la 61a fiera dei cavalli “Madonna di Costantinopoli”. La passerella di destrieri e palafreni del Lunedì dell’Angelo è la più antica delle tre che ormai da decenni trovano casa nel paese salentino meglio noto come la ‘città dei cavalli’. Sul grande prato verde di erbe spontanee, adiacente alla cappella dedicata alla “Madonna delle Cuddrhrure” in via Collepasso si daranno appuntamento i cavalli di ogni taglia, razza, colore e carattere, e, con loro, cavalieri, allevatori, intenditori, maestri di scuole ippiche e appassionati del mondo dell’equitazione. Non mancherà il mercatino di ornamenti, accessori e altro “abbigliamento” per il cavallo, né deluderanno i buongustai le bancarelle di cose buone da mangiare. Gli spettatori e gli osservatori saranno ancora una volta partecipi di una civiltà autentica non più relegata ad un passato incartapecorito, ma in marcia, e in carrozza, verso un futuro più slow, dove vivere tranquillamente senza l’impellente bisogno di allacciare le cinture.

Antonio Mellone

 

 
Di Redazione (del 29/10/2015 @ 20:37:58, in Comunicato Stampa, linkato 517 volte)

Sabato 31 ottobre, a partire dalle ore 9:30,  il Campus scolastico di Galatina ospiterà la Festa cittadina dei lettori. Un appuntamento formativo d’eccezione per piccoli e grandi lettori che,  per il terzo anno consecutivo, l’Assessorato alla Cultura promuove nell’ultima settimana di ottobre, in continuità con la proposta dell’Associazione dei Presidi del libro di Noha-Galatina e la collaborazione della Biblioteca comunale Pietro Siciliani.

Le scuole, vere protagoniste dell’evento, animeranno il luogo della festa con  tante attività culturali  dedicate  alla   Parola sacra:… Concon, tema proposto dal locale  Presidio nell’ambito dell’11. edizione della festa nazionale dei lettori che si tiene a fine settembre.

In calendario sono presenti reading, incontri e  performance varie. Per l’occasione un pullman della ditta Tundo si trasformerà in uno spazio laboratoriale. Non mancheranno alcune  iniziative per  onorare la ricorrenza dei 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri.

Nel corso della manifestazione  si esibiranno il coro diretto da Anna Arces del progetto “musicaingioco.net” e Luca Congedo e Fabrizio Forte in una performance ritmico- musicale.

Alle ore 10:00, presso l’auditorium del Liceo scientifico Antonio Vallone, l’Assessore alla Cultura Daniela Vantaggiato e gli studenti incontreranno  lo scrittore  Fabio Genovesi, vincitore del Premio Strega Giovani 2015 con "Chi manda le onde", grazie alla collaborazione con la libreria Idrusa di Alessano. Precederà l’incontro un concerto a cura dei docenti di strumento della scuola media “G. Pascoli”.

La terza edizione della festa cittadina dei lettori si avvale, altresì, dei contributi  della Protezione Civile, della Pro-loco e dei Volontari del Servizio Civile Nazionale – Progetto Reading 2014.  Il servizio navetta per il trasporto dei piccoli lettori  è garantito dagli scuolabus comunali.

Ufficio Stampa del Comune di Galatina

 
Di Redazione (del 09/04/2015 @ 20:31:30, in Comunicato Stampa, linkato 793 volte)
Venerdì 10 aprile 2015 alle ore 11:30 presso il Palazzo Municipale – Sala del Sindaco, si svolgera la conferenza stampa, interverranno:
Alberto Russi - Assessore al turismo Città di Galatina.
Dino Bandello - Associazione Città Nostra.
Nicola Baglivi - Associazione Amica.

La manifestazione si svolgera il 12 aprile 2015 alle ore 10:00/13:00 – 16:00/24:00 nel Centro storico di Galatina

Dopo il successo del 2013 si ripropone quest’anno la seconda edizione dell’evento “Dolce Città Nostra”, una manifestazione che riscopre ed evidenzia la grande tradizione dolciaria galatinese per le strade del centro storico.

Una grande tradizione che esplode già nel 1745 nella bottega pasticciera della famiglia Ascalone con il pasticciotto, un dolce tipico, composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.

Il pasticciotto una grande tipicità che non rimane sola grazie a tanti altri prodotti dolciari che fanno grande la città come l'Africano, la Mafalda, il Mustacciolo, la Pasta di Mandorla, e tanto ancora. 

Galatina una città che annovera tanto della tradizione dociaria ma anche enogastronomica (Città del Vino, prodotti tipici della terra come la cicoria, la patata, prodotti da forno come lu squaiatu, ecc.) non poteva non puntare su un evento che la rappresentasse e che possa creare interesse sul territorio.

L’obiettivo della manifestazione è di rivivere l’atmosfera di un tempo ormai passato, degustando e promuovendo i prodotti dolciari e i piatti tipici della tradizione enogastronomica salentina e galatinese, nello scenario del centro storico accompagnati da spettacoli musicali e teatrali.

La manifestazione si terrà domenica 12 aprile 2015 a partire dalla mattina in occasione della giornata "La Penisola del Tesoro" del Touring Club che ha scelto Galatina insieme ad una serie di comuni italiani per ospitare i propri associati.

Un appuntamento che prevede diversi itinerari guidati nel corso della giornata del 12 aprile che toccheranno anche interessanti palazzi nobiliari dalle belle architetture barocche e, soprattutto, la chiesa di S. Maria della Misericordia o dei Battenti, dal prezioso portale in pietra leccese e fresca di restauro.

In occasione della manifestazione, l'Associazione Culturale AMiCA in collaborazione con il Comune di Galatina presenta l'applicazione per smartphone Galatina Amica, prima tappa del progetto Città Amica, network di strumenti innovativi per la visita delle città.
Durante la manifestazione saranno distribuite le mappe realizzate per l'occasione dall'Associazione AMiCA.

 

L’evento è promosso dall’assessorato al turismo della città di Galatina.

 
Di Redazione (del 26/09/2016 @ 20:11:55, in Festa dei Lettori, linkato 522 volte)

Ci han pensato circa sette secoli fa gli antichi nohani ad allestire la scenografia della serata de "La festa dei lettori" di sabato 24 settembre 2016.

Qui a Noha, non trovi soluzioni architettoniche e prospettiche fasulle ma autentiche. Qui ti accoglie una torre medievale dalla sagoma dura, dalle linee rigide e uniformi, e dall'espressione forse poco gaia, quasi incombente, e tuttavia, verso la sommità, con archetti e beccatelli a corona. Accanto, il massiccio ponte levatoio con arco a sesto acuto, cassa armonica di versi di grandi poeti recitati a memoria e parole salentine musicate e librate in aria, tra un ramo di arancio e uno d’ulivo, dal genio di Mino De Santis.

Si diffonde tutto intorno profumo di pane appena prodotto dai forni del castello da abili mani di ragazzi che fanno bene ogni cosa, e soprattutto a perdere, per il solo gusto del bello e del buono.

Questa è la Noha più verace.

Persone, parole, musica e luoghi ancora così autentici e lontani dal turismo di massa da rendermi quasi geloso al pensiero che un giorno, com'è inevitabile che sia, saranno "di tanti".

Antonio Mellone

P.S.

Di seguito la photogallery della serata, a cura di Albino Campa:

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Di Redazione (del 09/04/2017 @ 19:58:30, in Comunicato Stampa, linkato 191 volte)

Occorre un approccio integrato per la soluzione del problema “Chiusura Centro Storico”. L’attuale situazione non è proficua per nessuno; alcune attività manifestavano l’evidente stato di crisi già in presenza del transito aperto. La chiusura deliberata dal commissario, repentina e senza una valida programmazione, ha prodotto, se vogliamo, risultati ancora più disastrosi.
Noi vediamo come unica soluzione l’inserimento del centro storico in un contesto più ampio: la CITTA’. Se funziona il centro storico funziona anche la città e viceversa.
Il Comune può sicuramente fare la sua parte puntando ad un maggior decoro urbano della città antica, un arredo urbano da completare (in alcune zone completamente mancante o vandalizzato!). Mancano panchine, cestini, indicazioni stradali per chiese e palazzi storici, e manca anche, molto, il verde! Troppo trascurato, poco presente e poco condiviso dai cittadini che devono diventare attori protagonisti del decoro urbano della città.
La nostra visione di centro storico non si basa solo sull’aspetto estetico; contestualmente sarebbe opportuno riempirlo di contenuti, semplificando la burocrazia per permettere la realizzazione di eventi da parte dei cittadini e delle associazioni (faremo dei modelli semplificati per i piccoli spettacoli).
Saremo propositivi e incentiveremo tutte quelle manifestazioni, piccole o grandi che siano, che abbiano come scopo la cultura da riportare per le strade come la presentazione di libri, spettacoli teatrali, musicali, artisti di strada; eventi realizzati in piazze e vicoli del centro, che solo così si animerebbero invogliando cittadini e turisti a frequentarlo.
A tal proposito è auspicabile una adeguata programmazione culturale: gli eventi della stagione estiva devono essere programmati in tempo, al massimo entro il mese di aprile per poter così effettuare un piano marketing e realizzare un’organizzazione seria, condivisa, mirata e che dia i suoi frutti.
La situazione attuale non è comunque accettabile; il traffico che prima defluiva all’interno del centro storico adesso si è riversato nella città rendendola congestionata. Per questo sarà necessario un piano traffico in grado di individuare nuovi parcheggi e invogliare i cittadini ad un minor uso degli autoveicoli, senza ledere la libertà di chi ha l’esigenza di spostarsi in auto.
L’Italia è il paese in Europa con più macchine per persona e Galatina ha dati impressionanti sulla presenza di auto sul territorio (poco meno di 18mila da dati PRA).
Il nostro piano traffico, basato sull’incentivazione di ulteriori isole pedonali all’interno del centro storico, sarà PARTECIPATO e CONDIVISO. Alla fine del percorso di partecipazione, lo renderemo pubblico e sarà votato da tutti i cittadini e commercianti prima della sua attuazione.
Anche i commercianti dovranno fare la loro parte; il centro storico di Galatina ha delle eccellenze artistiche riconosciute a livello Europeo: Santa Caterina D’Alessandria (Monumento Nazionale), la Chiesa dei Battenti, la Chiesetta di San Paolo, i palazzi e le dimore storiche; abbiamo un patrimonio di bellezze poco conosciute ed apprezzate anche dagli stessi Galatinesi; così come ci sono bellezze ed eccellenze artistiche. Anche i COMMERCIANTI DOVRANNO DIVENTARE DELLE ECCELLENZE!!!. Mi rivolgo ai commercianti: sono sicuro che quando rientrate a casa sapete benissimo come vorreste migliorare, come vorreste innovare, come vorreste il vostro negozio, come vorreste riscoprire la tradizione nell’innovazione.
Se l’amministrazione può dare una mano, troveremo il modo di dare una mano.
Pertanto sulla chiusura totale adottata ora dal commissario non prenderemo posizioni affrettate atte a strappare consensi, speculando sugli allarmismi, ma attenderemo i risultati di questa stagione estiva prima di fare valutazioni pro o contro una chiusura totale.
Abbiamo già un programma per il centro storico, come per tutto il resto. Lo renderemo pubblico in una presentazione ufficiale alla città. Secondo noi, i programmi non si possono scrivere e pensare a due mesi dalle elezioni, ma ci vuole tempo, studio. Stiamo studiando da tempo ed il nostro programma è già scritto, abbiamo già ben chiara la visione di città che vogliamo, UNA CITTA’ A 5 STELLE. Siamo fiduciosi che i cittadini, questa volta, abbiano voglia e desiderio di cambiamento, quello vero. E NOI CI SIAMO.

Paolo Pulli
Candidato Sindaco per il Movimento 5 Stelle in attesa di certificazione

 

Domenica 20 dicembre p.v., dalle ore 16.00, in piazza San Pietro a Galatina, scenderà la magica atmosfera del Natale; per alcune ore la splendida Chiesa Matrice farà da suggestiva cornice al sogno dei più piccini... incontrare Babbo Natale.

L'evento, "Il magico villaggio di Babbo Natale", organizzato dalla Sezione di Galatina dell'Associazione Arma Aeronautica e patrocinato dall'Assessorato alle Attività Produttive e Commerciali, sarà un'occasione unica per rilassarsi e divertirsi.

Piazza San Pietro, per una sera, si trasformerà in un luogo fatato, dove rivivere con tutta la famiglia l’incredibile atmosfera della festa più amata dai bambini… e non solo.

Ci saranno tante attività, giochi, spettacoli, gonfiabili di varie forme, laboratori creativi e didattici, animazione, musica, divertimento, gioco libero e tanta, tanta magia...

"Il magico villaggio di Babbo Natale" sarà un luogo magico, dove i visitatori potranno godersi la magia del periodo più bello dell’anno e allo stesso tempo fare del bene: ospiteremo infatti l'Associazione "Portatori sani di Sorrisi" di Pierangelo Muci che, previo la corresponsione di un obolo volontario, distribuirà i "Calendari del Sorriso"; il ricavato verrà interamente devoluto al progetto della "Biblioteca Sociale" (piazza F. Cesari) e soprattutto alla ristrutturazione di ogni singola stanza del reparto Pediatrico dell'Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina.

Avremo l'onore di ospitare anche l'Associazione culturale "Teste Di Legno" che allieterà con maestria e con una carica enorme di simpatia i tantissimi bambini con divertentissimi laboratori.

E, come se già non bastasse, avremo con noi le splendide ragazze dell'Accademia di musica Moderna "Vocal Academy" magistralmente dirette da Anita Tarantino.

A questo punto, aspettiamo solo Voi...

Ah!!! dimenticavo, tutto questo sarà assolutamente gratuito...

Russo Piero

 
Di Andrea Coccioli (del 02/08/2016 @ 19:38:36, in Comunicato Stampa, linkato 533 volte)

Sig. Russo Piero Luigi,

dalla sua invettiva emerge che io sia al centro di quasi tutta l’attività amministrativa svolta, secondo Lei, con poca attenzione in questi quattro anni. Al di là delle sue opinioni personali nelle quali evidentemente non mi riconosco, ritengo di poterle rispondere per le questioni di mia competenza.

Credo che i cittadini abbiano elementi per valutare serenamente l’operato dell’Amministrazione Montagna e dei miei tre anni e mezzo di impegno amministrativo. Da parte mia, Le posso dire che ho vissuto e vivo felicemente la vita sociale di Galatina uscendo per le strade, frequentando le piazze, le attività commerciali, incontrando persone, salutando e parlando con tutti i quali mi hanno onorato della loro stima, amicizia, conoscenza. E sono tantissimi, fortunatamente. Sig. Russo Piero Luigi, la mia serenità d’animo, la mia voglia di continuare a fare, a tessere relazioni, a dialogare con tutti e impegnarmi per migliorare la nostra comunità non si fermerà certo davanti alla sua rabbia e invettiva contro la mia persona. Può star certo.

Vivo a Galatina, e io e mia moglie abbiamo scelto di far crescere i nostri figli a Galatina e le posso assicurare che farò di tutto perchè loro possano amare e rispettare questa Città. Lo farò, come ho sempre fatto in vita mia, impegnandomi nel sociale, in politica e cercando di dare esempi positivi.

Ma andiamo in ordine.

Risponderò punto punto alle sue critiche quando di mia stretta competenza. Ad alcune delle sue considerazioni tra l’altro , in questi anni di amministrazione Montagna, è stata data già risposta attraverso risposte alle interrogazioni consiliari oppure attraverso note scritte pubblicate sulle varie testate giornalistiche, ma certamente, repetita iuvant.

La ‘Lampada senza luce” di Gaetano Martinez. Si è provveduto a ristrutturare l’intero vano pompe, sono stati sistemati tutti gli impianti idrici e l’impianto elettrico mettendo nelle condizioni l’impresa di effettuare anche manutenzione continuativa per un anno. L’importo era comprensivo di IVA e manutenzione per un anno. Si è fatta regolare gara d’appalto, come sempre con trasparenza e  rispettando la legge. Ora la fontana funziona. Piuttosto dovremmo prenderci un po’ tutti cura di quel bene prezioso che ci ha lasciato Gaetano Martinez, rispettando e facendo rispettare semplici norme di convivenza civile come evitare di buttare nella vasca cicche, cartacce o altro ancora. Sarebbe altrettanto importante punire chi non rispetta i beni pubblici.

Rup per questioni di carattere economico-finanziario. La professionista in questione è stata incaricata con regolare procedura messa in atto dalla dirigente dott.ssa Rita Taraschi, persona sempre scrupolosa e attenta alla corretta applicazione delle norme. Il lavoro della professionista in questione è finalizzato a reperire risorse finanziarie a disposizione dell’ente. Si è reso  necessario procedere con una ricognizione delle disponibilità residue a valere sui mutui già concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti le cui opere sono state concluse. Lavoro mai svolto in precedenza, molto meticoloso ed espletato con grande impegno.

In particolare tale procedura consiste nel richiedere alla Cassa Depositi e Prestiti le erogazioni a saldo per quei mutui che presentano una disponibilità residua pari o inferiore a 5.000,00 € o nel caso di importi residui pari al 5% del mutuo a suo tempo concesso.

Il lavoro di ricognizione, che è stato espletato per il 50%,  ha portato i seguenti esiti:

somme per le quali è possibile richiedere l’erogazione a saldo: € 76.957,35;

somme che possono essere destinate alla riduzione del prestito originario ovvero ad un diverso utilizzo, nuovi investimenti senza incrementare il debito: € 247.684,69

Questa ultima somma è stata destinata alla riorganizzazione degli ambienti del tribunale per ospitare uffici amministrativi del Comune tra i quali Ufficio LLPP, Urbanistica, Vigili Urbani, Anagrafe e Ufficio Commercio. La nuova organizzazione degli uffici all’ex tribunale porterà indiscutibili vantaggi all’utenza in quanto  un unico luogo ospiterà più uffici e servizi a disposizione anche di utenza con difficoltà motorie. Purtroppo, attualmente, pochissimi uffici sono accessibili ai diversamente abili.

Palestra di via Montinari. Abbiamo inaugurato la palestra perchè i lavori conclusi dovevano subito portare al suo immediato utilizzo. Non si è ancora utilizzata per due motivi. Primo le società sportive di pallavolo e basket ritengono vada prima migliorato il terreno di gioco con altra superficie idonea. Due, serve maggiore collaborazione di tutti per dare seguito alle volontà politiche di un completo utilizzo delle strutture pubbliche. Non va bene che una struttura pubblica rimanga chiusa per molto tempo. L’autocritica è necessaria.

Centro Polivalente di Viale Don Bosco. La struttura è agibile, sono stati terminati i lavori appaltati e viene regolarmente utilizzata da chi ne fa richiesta. Sono stati già organizzati corsi di teatro, spettacoli di vario genere, feste, concerti e conferenze.

La struttura è stata intitolata a Pierantonio Colazzo per volere dell’Amministrazione Coluccia.

Asilo di viale Don Bosco. Abbiamo ereditato duemila problemi, quindi testa bassa e pedalare. E’ stato compiuto un grande sforzo organizzativo per risollevare il cantiere e aprire l’asilo. Ora l’asilo funziona.

Corso Porta Luce e pista ciclabile. Corso Porta Luce è parte del finanziamento PIRU-Piano Integrato Riqualificazione Urbana. E’ stato migliorato il progetto anche con la realizzazione di una pista ciclabile. Prima dell’amministrazione Montagna, Galatina aveva zero Km di piste ciclabili. Ora, grazie alla realizzazione della tangenziale sud-ovest e al miglioramento di Corso Porta Luce, possiede circa 2,5 km. E’ chiaro che ci deve essere la volontà dei cittadini e della politica per continuare a tracciare piste ciclabili se vogliamo rendere Galatina più ecosostenibile e favorire una mobilità dolce e più rispettosa dell’ambiente. La realizzazione di un ulteriore piccolo tratto di pista ciclabile tra angolo Corso d’Enghen- Corso Porta Luce passando da via Ugo Lisi - Ex Tribunale (in prossimità degli Uffici Pubblici), permetterebbe di collegare la tangenziale a tutto il Centro Storico, già zona a traffico limitato. Personalmente mi rallegro quando vedo le persone pedalare in sicurezza nella Città.

Utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione. C’era da fare una piccola rivoluzione. Ci stavamo provando ma non abbiamo finito il lavoro iniziato. Non conosco i dati dei primi sei mesi del 2016. Non ci sono stato. Mi sono dimesso a gennaio. Posso solo dirle che non ho mai utilizzato una scheda telefonica del comune, anche se assegnatami. Ho sempre e solo utilizzato una scheda telefonica con traffico dati pagata personalmente. Il mio numero privato era ed è anche pubblico e segnalato, sin dal 2012, sul mio profilo del sito istituzionale del Comune di Galatina.

Concerto del 27 agosto 2015 in piazza Falcone e Borsellino. Grazie alla sinergia tra diverse associazioni ad agosto del 2015 è stata organizzata una bella rassegna di arte, e cultura giovanile. Tra le diverse associazioni che hanno contribuito alla organizzazione degli eventi, c’è stata la partecipazione dell’Associazione Guerriglia Culturale che ha anche curato l’organizzazione del concerto in piazza Falcone e Borsellino. A un certo punto della serata per pochissimi minuti e prima di essere allontanato dal palco, uno dei componenti di uno dei gruppi rap che si sono esibiti ha urlato al microfono frasi irrispettose e volgari. Sia io, sia  i componenti dell’associazione giovanile Guerriglia Culturale, abbiamo preso nettamente le distanze dal ragazzo maleducato che ha offeso i presenti al concerto.

Sig. Russo Piero Luigi, nelle amministrazioni pubbliche succedono tante cose. C’è chi è bravo ad intercettare fondi pubblici, chi a programmare interventi di pubblica utilità, chi a progettare.  Poi bisogna realizzare gli interventi. Spesso in un unico mandato amministrativo non si riescono ad evadere tutte le fasi di un’idea. Noi abbiamo finito lavori iniziati da altri, certamente, ma abbiamo anche adeguato progetti poco completi, poi li abbiamo appaltati e  li abbiamo terminati. Abbiamo utilizzato le risorse del PIRU e del PIRP (Amministrazione Antonica), abbiamo appaltato e realizzato lavori, abbiamo recuperato fondi pubblici per evitare gli allagamenti nel rione Italia, abbiamo recuperato fondi pubblici per dare nuova vita allo storico Teatro Cavallino Bianco e altro ancora. Non è semplice, l’Italia è un paese che sta cercando la strada della semplificazione. Le complicazioni amministrative impongono l’acquisizione di pareri di molti enti pubblici ognuno con le sue peculiarità, le sue esigenze. Tanta burocrazia inutile frena il fare e la strada per arrivare a risultato è sempre più in salita. In tutto questo è stato fatto tanto. Perciò, giusto perché ripetere aiuta, Le allego le cose fatte perché è sempre meglio essere ricordati per le cose fatte anziché per le cose dette. Inoltre mi piace ricordare, anche a me stesso, che “Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il ….FARE”.

Di seguito riporto i più significativi interventi effettuati e lo stato di definizione degli stessi da giugno 2012 a luglio 2016:

Lavori Pubblici

 

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. I lotto funzionale

Importo progetto I lotto funzionale: 1.300.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Comune Galatina: 500.000,00 euro

Lavori completati

Inaugurazione Teatro effettuata il 28 novembre 2015.

 

Adeguamento e miglioramento rete fognatura bianca Rione Italia

Importo progetto: 700,000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia

Lavori completati

 

Scuole. Tutti gli istituti comprensivi. Poli 1, Polo 2, Polo 3

Interventi di manutenzione straordinaria scuole Galatina e frazioni

Importo totale progetti: 500.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina e Ministero

Lavori completati

 

Riqualificazione ed efficientamento Scuola Noha e aree adiacenti.

Importo progetto: 400.000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia. Importo da restituire in 10 anni senza interessi.

Lavori completati

 

Progetto di messa in sicurezza e rifacimento via Bianchini.

Primo di tre interventi previsti ognuno di 250.000,00 euro.

Importo progetto: 250.000 euro

Finanziamento: Regione Puglia (49%) e Comune di Galatina (51%)

Lavori completati

 

Progetto di pavimentazione stradale e pubblica illuminazione.

Importo progetto: 300.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina

Lavori completati

 

Progetto di riqualificazione Corso Porta Luce.

Rifacimento e riqualificazione di Corso Porta Luce, Sostituzione Illuminazione pubblica con Pali Artistici, Realizzazione Pista ciclabile, Rifacimento tappetino stradale, Nuovo rondò incontro via d’Enghien.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Lavori completati

 

Progetto di riqualificazione via principessa Iolanda, via Caforo angolo piazza Alighieri, via Giuseppina del Ponte.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Lavori completati

 

Centro Polivalente viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Struttura inaugurata e utilizzata.

 

Asilo Nido viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Lavori completati

L’asilo è utilizzato e perfettamente funzionante.

 

Palestra via Montinari

Finanziamento: PIRU

In attesa di essere concessa in uso.

 

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. II lotto funzionale

Adeguamento funzionale torre scenica e utilizzo completo dei palchi.

Importo progetto II lotto funzionale: 800.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Lavori da appaltare. Procedure di Gara d’appalto avviate.

 

Progetto riqualificazione Ex convento Santa Chiara.

Importo progetto: 1.000.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Lavori in corso.

 

Progetto di Riqualificazione basolato centro storico.

Importo progetto:  500.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Gara effettuata e aggiudicata

Lavori in corso.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore SPORT:

Utilizzo delle palestre scolastiche comunali

E’ stato difficile coordinare e definire il calendario dell’utilizzo delle palestre scolastiche comunali, ma ogni anno con l’impegno e la volontà di tutte le società sportive si è definito il calendario di utilizzo  degli spazi sociali per lo sport.

 

Festa dello Sport 2014

La festa dello Sport “Sport Day 2014” ha visto la partecipazione di tante società sportive e di tanti ragazzi delle scuole degli istituti comprensivi. E’ stata una tre giorni di sport e partecipazione nello scenario della villetta San Francesco.

 

Festa dello Sport 2015

Festa dello Sport organizzata in collaborazione con SALENTIADI, le olimpiadi del Salento. Bellissimo evento sportivo interamente organizzato presso il complesso sportivo del Palazzetto dello Sport.

 

Green Olympic Games

Progetto che oltre a sensibilizzare sulla corretta separazione dei rifiuti per un ambiente migliore ha promosso i valori dello sport tra i più giovani.

 

Struttura Sportiva di Noha

La struttura sportiva di Noha ha ricominciato a vivere grazie all’impegno di alcune società sportive che l’hanno riaperta e ora quotidianamente è al servizio dei cittadini.

 

Patrocinio e contributi economici a varie iniziative sportive

E’ stato un piacere e un onore patrocinare numerosissime iniziative sportive tenutesi in questi anni. Un grazie va a tutte le numerosissime società sportive che iniettano energia positiva nel tessuto sociale alimentando lo spirito sportivo dei galatinesi.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore POLITICHE GIOVANILI:

Chiostro d’Estate. Estate 2012

Concerti, presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali e musicali nella cornice del Chiostro dei Domenicani, scenario  suggestivo ed entusiasmante. Una serie di artisti e iniziative differenti, da Cesko degli Après la Classe al cantante folk milanese Andrea Labanca, passando per serate jazz, convegni, proiezioni di film d'epoca, dj set di artisti locali e il suggestivo concerto di Mino De Santis.

 

Festa della musica. Giugno 2013

musica, cultura e arte. Queste le parole chiave della prima edizione a Galatina della Festa Europea della musica. Dal 21 al 23 giugno 2012 sono stati tre giorni di musica tra rock, pop, hip-hop e musica popolare, presentazione di libri e una mostra di fumetti a cura di Lupiae Comix. Il tutto è stato realizzato all'interno del Chiostro del Palazzo della Cultura di Galatina e in piazza Galluccio. Tra i vari gruppi presenti alla manifestazione, I TOROMECCANICA e la GIOVANE ORCHESTRA DEL SALENTO, diretta da Claudio Prima. E’ stata notevole la presenza di giovani musicisti come i PLUG IN, CAMDEN TRIO, DYING PURPLE, T.GARAGE, SOOP & NINTAI e l’ORCHESTRA SPARAGNINA.

 

Ciclofficina sociale presso Mercato Coperto

Grazie alla collaborazione di alcune associazioni è nata all’interno del mercato coperto la CiclOfficina Sociale, spazio di socialità, incontro e condivisione. Un luogo dove promuovere la mobilità lenta e sostenibile, il riuso, il riciclo e la partecipazione attiva.

 

Mercato S…coperto,

Manifestazione realizzata all’interno dell’ex sede del Mercato Coperto in via Principessa Iolanda. Proposta rivolta al mondo giovanile della città che ha bisogno di spazi destinati alla socializzazione. L’iniziativa ha coinvolto le associazioni culturali della Città. L’iniziativa ha avuto lo scopo di rivitalizzare uno spazio di proprietà comunale in disuso, situato al centro della città e che già in passato è stato luogo deputato ad iniziative di partecipazione giovanile .All’interno dell’ex mercato coperto si sono svolti incontri d’autore, musica ed happening di discussione scientifica divulgativa.

 

Servizio civile nazionale

In tre anni più di venti ragazzi hanno lavorato presso il Comune di Galatina sviluppando progetti nei settori delle Politiche giovanili, Biblioteca Comunale, Museo e Ambiente. Il servizio civile è una iniziativa fondata sui principi della solidarietà sociale e vede i giovani i primi promotori del processo di partecipazione, in grado di trasformare una società in cui il cittadino è solo colui che riceve un freddo ed astratto servizio ad una società in cui tutti hanno la possibilità di essere attivi e socialmente utili.

 

Rassegna Giovanile NOTE A MARGINE

Note a Margine è stata una Rassegna “periferica” che ha avuto l’obiettivo di coinvolgere ed includere le Periferie della città come luoghi di riferimento alternativi e vitali, da un punto di vista non solo urbanistico ma soprattutto umano e sociale. Luoghi che spesso ispirano forme d'arte e   movimenti  sociali  rappresentanti  di un vero e proprio sottobosco multiculturale e multietnico,  un workinprogress costante e perpetuo, un laboratorio continuo. Spazi inespressi e inascoltati  da recuperare e trasformare, da aiutare ad emergere.

Con l'aiuto dell'associazionismo giovanile è stato scelto di selezionare alcuni “interlocutori d'eccezione” che grazie ai loro contributi hanno potuto affrontare il tema della periferia in luoghi prettamente periferici  attraverso dei  personali  approcci che spaziano dal  mondo della musica a quello del cinema, dal  teatro alla letteratura, al cibo ai graffiti, dall’hip hop alla street art. La ciliegina sulla torta è stata l’opera regalata alla Città di diversi artisti di graffiti che hanno abbellito, con la loro arte, il muro della scuola di via Ugo Lisi.

 

Cordiali saluti

Andrea Coccioli

 

VI ASPETTIAMO MARTEDI' 26 LUGLIO - START ORE 21.00 - COVO DELLA TARANTA – GALATINA

88max in concerto al "Covo della Taranta" nel segno di Max Pezzali...

Gli “88max Tribute Band”, definiti come "un autentico Tributo a Max Pezzali & 883 attualmente in circolazione", viaggiano da soli in tutte le Regioni del Sud Italia. Sono un'occasione perfetta per ripercorrere la carriera e il contributo che il cantautore di Pavia ha dato al panorama musicale italiano, partendo dalla storica "Hanno ucciso l'uomo ragno" del 1992, arrivando fino ai giorni nostri con la più recente "L'universo tranne noi" del 2013, e tutti i più grandi successi nel corso degli anni.

Brani in versione originale ma anche ri-arrangiati in chiave Rock e Dance per dare a tutti la possibilità di scatenarsi e ballare sulle note suonate dalla Band.

Oltre alla musica live avremo, per i più piccoli, il Centro servizi per l'infanzia "Il Baobab - new Party Planet" ed “Il Giardino Dipinto” che allieteranno con maestria i tantissimi bambini con giochi, palloncini colorati, divertentissimi laboratori ed una carica enorme di simpatia.

Altra fantastica sorpresa per i più piccini: grazie agli amici del “Circolo Ippico Inclusive” avremo due dolcissimi pony, Silvano e Isotta, che si presteranno per un’indimenticabile cavalcata. Grazie ai due simpaticissimi ed adorabili "amici" i bambini prenderanno sicurezza ed impareranno a conoscere e rispettare il pony attraverso un contatto con l'animale che è "gioco" ed accudimento.

Nella precedente edizione è stata raccolta la somma di 1.550€ interamente versata all’Associazione di Volontariato “Cuore e mani aperte verso chi soffre” di Don Gianni Mattia, cappellano ospedaliero del Vito Fazzi di Lecce, che gestisce la Bimbulanza, la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha sempre partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.

Per info e prenotazioni:

333-4368532, 349-8471729, 328-0459945, 333-4678048.

BAMBINI FINO A 12 ANNI GRATIS.

A questo punto mancate solo Voi...

 
Di Redazione (del 07/04/2016 @ 19:29:05, in Comunicato Stampa, linkato 725 volte)

Maria Irene Rizzo è una studentessa salentina nata a Noha.

Frequenta l'ultimo anno di farmacia presso l'Università degli Studi La Sapienza  di Roma. Diplomata al Conservatorio Tito Schipa di Lecce sotto la guida del maestro Luigi Fracasso, ha continuato gli studi presso il conservatorio Santa Cecilia Roma laureandosi con il massimo dei voti cum laude. Si è, poi, perfezionata presso l'Accademia Internazionale F. Chopin di Varsavia.

Ha vinto vari concorsi nazionali e internazionali.

Ora continua a studiare pianoforte e a tenere concerti. Il suo desiderio è continuare  gli studi musicali usufruendo di una borsa di studio messa in palio da Eurocentres che le permetterebbe di perfezionarsi a San Diego in California.

Per aiutarla a  vincere la borsa di studio bisogna votare, cliccando su mi piace, questo indirzzo youtube dal titolo "A new way of dream": http://youtu.be/kk_Qxk50xyY

Rita Colazzo

 
Di Redazione (del 23/06/2014 @ 19:22:43, in Comunicato Stampa, linkato 1244 volte)

In occasione delle festività patronali in onore dei SS. Pietro e Paolo, che si svolgeranno a Galatina dal 28 al 30 giugno, il Club UNESCO Galatina ha in programma un ricco calendario di eventi incentrato sull’antico rituale del Tarantismo, allo scopo di valorizzare e far conoscere questo misterioso fenomeno esorcistico che, in passato, durante la festa patronale, richiamava alla Cappella di San Paolo le donne che erano state  morse dalla tarantola; queste, provenienti dai vari paesi del Salento, arrivavano a Galatina in pellegrinaggio per chiedere la grazia al Santo, protettore delle tarantolate, e per bere l’acqua del pozzo della Cappella, ritenuta “miracolosa”. Giungevano a Galatina accompagnate dai familiari e dai suonatori e, danzando al ritmo frenetico della pizzica e dei tamburelli, esorcizzavano la malattia fino a riconquistare lo stato di salute.

PROGRAMMA:"LA TARANTA E' VIVA: EVVIVA LA TARANTA!"

Galatina ritorna alla tradizione

Quest’anno nei giorni dedicati al culto di San Pietro e Paolo davanti alla Cappella di San Paolo si riaprono le ronde!

Sabato 28 giugno
dalle ore 24.00, fino alla mattina del giorno dopo, in Piazza San Pietro si celebra  "LA NOTTE DE SANTU PAOLU" e si attende l'arrivo delle tarantate (che quest'anno arriveranno simbolicamente, varcando le tre PORTE MURARIE di Galatina) con il raduno spontaneo dei tamburellisti e dei musicisti........................ SUONANDO con le RONDE.

Domenica 29 giugno
La mattina tamburelli, violini, chitarre e organetti continuano le ronde.
ore 9,00 : Proiezione su grande schermo (Portone Palazzo TONDI -VIGNOLA adiacente alla Cappella di San Paolo) del film di Gianfranco Mingozzi "La taranta".
ore 10,00:  visita guidata alla cappella ed al pozzo di san Paolo ( a cura della Prof.ssa Loredana Viola). 

Intanto con un percorso a tappe, l'Orchestrina Terapeutica accoglie le tarantate presso le tre PORTE MURARIE di Galatina: si parte alle ore 9,15 da Porta S. Pietro; tappa successiva alle 9,45 a Porta Luce ed ancora alle 10,15 a Porta Cappuccini, da dove le tarantate partiranno per risalire Via Orsini, Via Umberto I e Corso Vittorio Emanuele per arrivare infine alle ore 11,00 in Piazza San Pietro presso la Cappella di S. Paolo, dove avrà luogo la rievocazione storica dell'antico rito del Tarantismo.
Con la partecipazione di:
1) Umberto Panico, armonica a bocca
2) Adriano Piscopello, violino
3) Angelo Litti, tamburello e voce
4) Vincenza Magnolo, chitarra e voce
5) Simona Indraccolo, ballerina

ore 17,30: Proiezione su grande schermo (Portone Palazzo TONDI -VIGNOLA adiacente alla Cappella di San Paolo) del film di Gianfranco Mingozzi "La taranta".
ore 18,30: visita guidata alla cappella ed al pozzo di san Paolo ( a cura della Prof.ssa Loredana Viola). 

Lunedì 30 giugno
alle ore 19,30 nel suggestivo Chiostro del Palazzo della Cultura in Piazza Alighieri,
Incontro musicale  "ALLE ORIGINI DEL TARANTISMO: IL RITMO ED IL BATTITO DELLA PIZZICA TARANTATA".
(il Tarantismo visto come antica ed al tempo stesso, moderna terapia del disagio personale e collettivo, ovvero la forza ancestrale della iatromusica come cura contemporanea).
Con la partecipazione di:
- Antonella Screti, counselor transpersonale
- Vincenza Magnolo, cantrice
- Simona Indraccolo, ballerina.   

Club UNESCO Galatina
Info: 348/3415616 – 348/2746393
clubunescogalatina@gmail.com

 
Di Albino Campa (del 15/06/2006 @ 18:44:49, in Libro di Noha, linkato 2131 volte)

 

Nella mia vita di Missionario della Consolata mi è toccato di vivere lontano dalla mia terra e dalle mie radici, sia negli anni di Seminario in preparazione al sacerdozio missionario e sia per il servizio missionario che l’ubbidienza mi ha chiamato a svolgere in diverse parti del mondo.

 Nel 1972 rientravo in Italia dopo un periodo di 5 anni in Canada e mi capitò, per motivi di salute, di fermarmi oltre il previsto a Noha in famiglia. Fu così che, tanto per passare il tempo,  cominciai a curiosare nell’archivio parrocchiale di Noha.

Trovai un libricino di una cinquantina di paginette intitolato “L’Università e il Feudo di Noha - Documenti e Note” edito nel 1906 a Lecce di un certo Prof. Gianferrante Tanzi, ora non più reperibile. (Possiamo considerare questo libricino come l'antenato della "Storia di Noha"). Le mie ricerche su Noha sono partite da lì.

 Mi rendevo conto, legicchiando quel libricino, che Noha aveva una storia molto antica e molto ricca di notizie, anche se quelle che leggevo in quel libercolo a volte erano vaghe e imprecise.  Mi venne  voglia perciò di fare ricerche più accurate.

Mi misi a intervistare testimoni qualificati e informati su alcune notizie e tradizioni… Cominciai a consultare anche altri documenti di storia locale, arrivando fino all’archivio vescovile di Nardò, di cui ab immemorabili aveva fatto parte Noha,  e l’archivio di Stato di Lecce. Negli spostamenti sovente mi guidava don Donato Mellone, in quel tempo Arciprete di Noha, a cui devo tanta gratitudine sia per la sua grande disponibilità ad accompagnarmi e sia per avermi permesso di consultare l’archivio della Parrocchia.

Dopo circa un anno di ricerche,  nel 1973 davo alle stampe la prima edizione della Storia di Noha.

(Se il libricino di cui sopra era l'antenato, questo era il  nonno). Il libricino fu stampato a Casarano dall’editrice Borgia e mi sovvenzionò la stampa un’amica dei missionari della Consolata che avevo conosciuto a Salve.

Furono stampate 300 copie arricchite da una mappa del paese che avevo fatto io stesso (senza essere né tecnico nè geometra) tracciandone il disegno delle strade che percorrevo con una bianchina. Anche le foto le avevo fatte io stesso in bianco e nero. Il volumetto fu messo in vendita a L. 1.000 la copia e andò a ruba, soprattutto perché l’avevo arricchito con una raccolta di proverbi dialettali e di alcune mie poesie in dialetto.

Anche se il libro era ormai stampato, io continuai nelle mie ricerche, approfondendo quelle già stampate nella prima edizione.

Nel 1989 il Comune di Galatina mi sovvenzionò completamente e stampò con 4 milioni di lire, mille copie della seconda edizione, questa volta arricchita di foto in bianco nero di Mirelfoto, oltre che quelle del mio archivio.  Questa seconda edizione stampata dalla Editrice Salentina, che ha circolato nelle scuole di Noha, era più ampia della prima per i contenuti ma anche più elegante per la forma.

Intanto io continuavo le mie ricerche e scoprivo altre notizie sempre interessanti.

Trovai per esempio una relazione sulla parrocchia di Don Michele Alessandrelli, Arciprete di Noha dal 1847 al 1879, che in occasione della visita pastorale del vescovo di Nardò, lui compila con molta precisione di particolari, che oggi risultano preziosissimi.

Analizzando meglio tutti i documenti dell’archivio parrocchiale che ho letto per conoscere i miei antenati (e vi sono arrivato fino al 1500), trovai notizie abbondanti sulla situazione sociale, religiosa, economica e politica della gente di Noha. Erano tutte notizie preziosissime che meritavano di essere pubblicate.

La seconda edizione era ormai esaurita. Valeva la pena far conoscere al pubblico le notizie di cui ero venuto a conoscenza. Sentivo il bisogno di trovare il modo di stampare una terza edizione. La difficoltà principale era quella di reperire i fondi o comunque trovare un mecenate che si prendesse cura della cosa.

A questo punto comincia la storia della terza edizione che viene presentata questa sera: Noha, storia, arte, leggenda. Sicuramente l’ideatore, l’artefice principale di questa terza edizione è Antonio Mellone.

Questa edizione è come una suonata a quattro mani al pianoforte, abbiamo scritto nelle avvertenze a pag.15. A volte c'è l'assol0, a volte si concerta insieme: ma sempre i due suonatori sono impegnati nella musica dell'unico brano.

Per la verità il primo contatto con lui fu uno scontro. Quando tornai dal Canada, Antonio aveva solo cinque anni, e di lui non ricordo nulla.

Ho cominciato a conoscerlo qualche anno fa perché pubblicava articoli sul Galatino che anch’io, pur essendo lontano da Noha, ricevevo e leggevo. In un numero del Galatino in un suo articolo dava notizie di Noha antica, servendosi delle mie ricerche ma senza citarne la fonte. Da qui il piccolo scontro.

Nel settembre del 2003 l’ubbidienza mi ha condotto ad essere parroco a Galatina. Qui ho incontrato di nuovo Antonio Mellone, anzi lui stesso è venuto a trovarmi per espormi le sue idee e propormi il suo progetto: mettere insieme le notizie sue e mie e fare un’unica edizione più bella, arricchita di altri contenuti non strettamente storici ma comunque interessanti...

Così nasce questa terza edizione, bella, ricca, spettacolare, impensabile fino a qualche anno fa, degna di stare in qualsiasi biblioteca, nonostante qualche imprecisione, inesattezza e direi anche qualche gonfiatura soprattutto nelle didascalie sotto le foto.

Grazie ad Antonio Mellone, al suo intuito, al suo impegno, questa sera potete ammirare e acquistare questo volume:  è lui che ha voluto fortemente e con mille sacrifici questa edizione così particolare soprattutto nella sua veste tipografica.

Devo dire che con questa edizione le ricerche sulla storia di Noha non sono finite. Mi auguro che altri più giovani di me possano continuare lo studio e la ricerca, convinti che Noha ha una storia molta antica, più di quella di Galatina, e interessante. Bisogna solo avere il tempo e la passione per visitare gli archivi, anche quello di Stato di Napoli in particolare, dove sicuramente si potranno trovare  altre notizie.

Grazie per la vostra attenzione.

 

 
Di Redazione (del 03/02/2016 @ 18:42:10, in Fidas, linkato 508 volte)

Non potevano iniziare meglio di così i festeggiamenti per il 30° Anniversario di Fondazione. 35 donazioni nella mattinata del 17 Gennaio, data in cui la Fidas Noha ha inaugurato l’inizio di una serie di manifestazioni che si svolgeranno nel corso dell’anno.

Dopo l’ottimo risultato per le 35 donazioni effettuate nella mattinata, c’è stato il raduno dei donatori nello spiazzo antistante la Chiesa della Madonna delle Grazie, dove è stata celebrata la Messa. La musica del Concerto Bandistico San Gabriele dell’Addolorata ha accompagnato il lancio di 30 Mongolfiere colorate, che rappresentavano ognuna un anno dei 30 festeggiati, che hanno acceso e colorato il cielo.

La musica, le mongolfiere e i donatori che applaudivano sono stati una bella cornice della festa iniziale prima della Messa, durante la quale Don Francesco nella sua omelia, ha messo in evidenza l’atto del dono e in particolare la donazione del sangue.

Bello anche il momento in cui tutti i partecipanti alla Messa e tra questi tanti donatori, hanno accolto con un affettuoso applauso il discorso di ringraziamento del Presidente della Fidas Noha per il quale era evidente il suo stato emotivo per le 432 donazioni raggiunte nel 2015.

All’uscita dalla Chiesa ancora uno spettacolo, nel cielo senza stelle sono volati 30 palloni colorati e luminosi per scandire ancora una volta l’eccezionale evento. La serata è proseguita presso la sala convegni dell’Oratorio Madonna delle Grazie. Ospiti, alcuni personaggi di rilievo che hanno accompagnato Fidas Noha in questi lunghi 30 anni o parte di essi: il Dirigente Medico del Centro Trasfusionale di Galatina, Dr. Catello Mangione, il Presidente della Fidas Leccese Emanuele Gatto e il Presidente della Fidas Puglia Italo Gatto. Tutti, in base alla loro esperienza vissuta, hanno ricordato una parte della storia in cui anche loro sono stati protagonisti e contribuito alla crescita della sezione di Noha.

Degna di nota inoltre, è stata la premiazione dei Soci Benemeriti tra cui 20 donatori che hanno effettuato le prime 7 donazioni e premiati con un attestato; 10 donatori premiati con la medaglia di bronzo per aver effettuato 15 donazioni; 6 donatori premiati con medaglia d’argento per aver effettuato 30 donazioni; un donatore che ha raggiunto le 50 donazioni premiato con una targa e per la prima volta ad una donna la medaglia d’oro consegnata a Rosanna Mariano per le sue 75 donazioni.

La manifestazione serale è stata allietata dal gruppo comico “BashaKa indie” con lo spettacolo “CabaRock”.

Fidas Noha

Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
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Di Albino Campa (del 14/03/2013 @ 18:38:13, in Comunicato Stampa, linkato 1948 volte)

Dopo il successo delle prime due tappe del contenitore culturale “Donna è…”, ideato e realizzato dal Salotto Culturale Galatina letterata, rispettivamente la mostra d’arte collettiva “Segni di donne” (visitabile sino al 18 marzo presso il Museo civico P. Cavoti) e “Passioni” (personale d’arte di Paola Scialpi “Tango”, mostra d’artigianato femminile e performance di Tango argentino e Flamenco, visitabile presso Palazzo Baldi sino al 24 marzo), avrà luogo sabato 16 marzo, alle ore 18.00, presso il Museo civico P. Cavoti (ingresso principale in via Cafaro e/o P.zza Alighieri, n. 51), il convegno sulla violenza sulle donne e femminicidio “Libere”, con il patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune di Galatina.
Già cinquantaquattro donne uccise da un uomo dall’inizio dell’anno ad oggi, il loro maggior crimine: essere donna. Il dato è di un triste primato per l’Italia. I dati statistici dicono che dal 70% all’87% delle donne ha subito una violenza. Una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima nella sua vita dell'aggressività di un uomo. Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito violenza fisica e sessuale, secondo gli ultimi dati Istat. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate: È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite. Numerose organizzazioni di istituzioni e privati cittadini si muovono per manifestare il loro sdegno per questo allarmante fenomeno, purtroppo, in forte crescita.
“Libere” permetterà di affrontare questo tema e approfondirne le dinamiche, poiché il nostro sud non è certamente esente da questo brutale fenomeno.
Interverranno: l’Ass. alla Cultura e polo biblio-museale e Politiche Sociali Prof.ssa Daniela Vantaggiato e l’Ass. alla Provincia alle Politiche Sociali – Pari Opportunità Dott.ssa Filomena D’Antini Solero.
Relatori: Dott.ssa Maria Cristina Rizzo, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale per i Minori di Lecce, con una relazione dal titolo “Violenza sulle donne: quale prevenzione, quali sanzioni.”, Dott.ssa Maria Luisa Toto, presidente dell'Associazione Donne Insieme - Centro Antiviolenza "Renata Fonte" di Lecce, con la relazione “Violenza contro le donne. Usciamo dal silenzio”, Dott. Roberto Fonte, giornalista e fondatore dell’Osservatorio sulle donne vittime di violenza e abusi, con la relazione “Discriminazione e violenze. Come cambiano i diritti umani delle donne in Italia e nel mondo”. Modera: Dott. Antonio Liguori, giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
In occasione del convegno, sarà allestita una selezione di scarpe rosse, facenti parte del progetto d’arte pubblica “Zapatos rojos” dell’artista messicana Elina Chauvet, istallato a Lecce in occasione della sua terza tappa italiana. Il progetto, nato nel 2009 per dire basta alla violenza alle donne e partito da Ciudad Juárez, è composto da centinaia di paia di scarpe rosse, evocando una marcia silenziosa di donne uccise o rapite. La tappa leccese, curata dalla Prof.ssa Francesca Guerisoli ha avuto luogo lo scorso 3 febbraio in P.zza Duomo ed è stata organizzata dalle Prof.sse dell’Università del Salento Alessandra Beccarisi, Maria Cristina Fornari e Anna Maria Cherubini. Lecce è stata la terza città europea a esporre il progetto della Chauvet, dopo Milano e Genova. Torino, dove ha avuto luogo lo scorso 8 marzo, “Giornata internazionale della donna”, è  la quarta.
In apertura del convegno l’attrice della Compagnia Theatrum Alessandra De Paolis reciterà il racconto breve, scritto per il contenitore culturale, “Da donna a donna” della scrittrice Daniela Bardoscia, con accompagnamento al piano di Alessandra Congedo, direttrice dell’Ass. Arte musicale.

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 28/09/2014 @ 18:36:12, in NohaBlog, linkato 1618 volte)

Tutti sanno che il culto dell'Arcangelo Michele è di origine orientale, anche a Noha. La chiesa piccinna, dice un documento delle sante visite del Vescovo di Nardò del 1719, anticamente era tenuta da sacerdoti greci, e quindi sotto l’influsso di Costantinopoli.

Il grande imperatore Costantino a partire dal 313 d.C. gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa in seguito all'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, l'arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto (attuale Manfredonia - FG) l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge tuttora il santuario di san Michele, che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un apposito percorso di purificazione detto Via Sacra Langobardorum.

Il culto di san Michele fu anche assai caro ai Longobardi. In Italia l'Arcangelo Michele è patrono di molti paesi e città. I Longobardi, uomini estremamente feroci provenienti dalla Germania, alla morte di Giustiniano (565), approfittando della debolezza del successore Giustino II, scesero in Italia scorrazzando un po’ dappertutto. I Greci, che erano le popolazioni del Sud e del Salento, presi alla sprovvista, non opposero resistenza e così i Longobardi fondarono il Ducato di Benevento, che più o meno corrispondeva al Regno di Napoli.

I Longobardi passarono poi alla religione cattolica. Vinsero i feroci nemici delle coste italiane, i saraceni, proprio nei pressi di Siponto, l’8 maggio 663, e attribuirono la vittoria alla protezione celeste di san Michele. Perciò cominciarono a diffondere il culto per l’Arcangelo in tutta Italia, erigendogli chiese, effigiandolo su stendardi e monete, e instaurando la festa dell’8 maggio dappertutto.

Sicuramente il culto di san Michele a Noha è antichissimo, ab immemorabili, espressione per dire che non ci sono documenti che indichino origine e motivazione.

Siccome la nostra cittadina divenne presto cristiana con lingua e rito greco, si può pensare che a cominciare dal V secolo vi sia iniziato il culto a Sant’ Angelo. La chiesa di Sant’Angelo, nella lista delle 14 chiese elencate a Noha, nel 1452 era la più importante, e nella visita pastorale di quell’anno è chiamata ecclesia maior (la chiesa principale).

Venerato da Bizantini e Longobardi, che a lungo si contesero la Puglia, ma anche dai successivi Normanni (che veneravano l’Arcangelo nel santuario di Mont Saint-Michel eretto appunto in Normandia ad imitazione di quello del Gargano), l’Arcangelo guerriero diventò patrono o compatrono di numerose città pugliesi: da Nord a Sud, da Gravina in Puglia a Sammichele di Bari e San Michele Salentino, che proprio come Monte Sant’Angelo ne han preso il nome. Dopo Noha lo troviamo da Bitetto a Terlizzi, da Minervino Murge a Massafra, da Orsara di Puglia a Supersano, Neviano, Patù, Castrignano del Capo…

A Noha è molto venerato anche oggi. Il momento più solenne e più coinvolgente è sentire tutta la popolazione che canta l’Inno a San Michele in occasione della festa patronale. Già nel 1850 nella sua famosa relazione per la visita pastorale l’arciprete di Noha don Michele Alessandrelli annotava che “l’Inno si canta in ogni sera in detto altare di S. Michele”.

Ecco il testo

INNO A SAN MICHELE ARCANGELO a Noha

Salve d'amore un canto sciogliamo all'inclito Angelo Santo.

A lui che proni invochiamo di gigli e rose serti intrecciamo.

Fanciulli e vergini dal vostro cuore un inno e un cantico parlan d'amore.

Col tuo brando fiero e potente vincesti l'ira del rio serpente,

vendicasti col tuo valore dei primi padri l'immenso errore.

Tu protettore, custode eterno dei figli d'Eva contro l'inferno.

Tu che dal cielo ci apri le porte, che vegli il gelido letto di morte.

O Sant'Arcangelo su noi mortali qual padre tenero distendi le ali;

in Te confida l'umanità:

o Sant'Arcangelo pietà, pietà! 

*

Dopo tanti anni di assenza da Noha mi sono trovato in piazza la sera di un 28 settembre, vigilia della festa, al rientro della processione in onore del nostro santo patrono. Mi è piaciuta l’idea di far suonare alla banda musicale di turno l’Inno a san Michele Arcangelo. Meglio ancora oggi, perché si esibisce la banda di Noha alla quale va il mio plauso. Mi è sembrato un momento di intenso raccoglimento, quasi di preghiera. E’ un inno che tutta la popolazione conosce perché da secoli si canta in chiesa durante la novena. Sicuramente il testo risente dello stile decadente dell’epoca in cui fu composto (probabilmente durante il 1800 da autore ignoto). Ma la musica è solenne, e, suonata in piazza dalla banda, dà un senso di grandiosità che coinvolge tutti i presenti.

*

Nei registri parrocchiali del 1740 viene riportato un miracolo attribuito dalla gente a san Michele. Era il 20 Marzo del 1740. Ma lascio la penna al viceparroco dell’epoca, don Felice De Magistris, che nel suo italiano settecentesco così scrive a proposito del prodigioso evento:          

Ad hore mezza della notte giorno di Domenica nella Congregazione di S. Maria delle Grazie haveva io colli fratelli incominciato l'esercizio della Congregazione: voltatosi un temporale tempestoso che non mai sene haveva così veduto, e tanto impetuoso e spaventevole che ne menava li tecoli per l'aria, S. Michele havendosi da se stesso tirato il velo che lo copriva havendolono visto coll'occhi molte donne che dentro la Chiesa si ritrovavano facendo orazione e di subbito diedero notizia a me sottoscritto che mi ritrovava dentro la detta Congregazione, ed io andato con tutto il popolo cantai le Litanie Maggiori havendo primieramente esposto sopra l'Altare del Glorioso S. Michele le reliquie di questa parrocchiale, e fu tanto lo terrore e lo spavento del miracolo perché vedeva ogn'uno la faccia del Santo tutta smunta di colore ed imbianchita come la stessa lastra che tenivo ed havendosi da me fatto un sermone al popolo finì la funzione con una disciplina pubblica, e licenziai il popolo verso le quattro hore della notte non volendo in nissuna maniera uscirne il popolo lacrimante ed incenerito per lo spettacolo e spavento del tempo che fuori cessò per l'intercessione del Protettore. Ita est Don Felice de Magistris, sustituto.

Sicuramente un episodio di questo tipo non troverebbe oggi posto sulle cronache dei nostri giornali. Ma a parte il racconto che dà l'impressione di gente terrorizzata sia per il temporale e sia per il prodigio, siamo informati dell'orario della catechesi ai confratelli della Congregazione (ad hore mezza della notte giorno di Domenica), anche le donne sono in chiesa per pregare a quell'ora (molte donne che dentro la Chiesa si ritrovavano facendo oratione), ci viene anche fatto capire che la chiesa aveva il tetto coperto di tegole (tanto impetuoso e spaventevole che ne menava li tecoli dei tetti per l'aria).

Per orientarsi e comprendere il senso, è necessario tener presente che i fusi orari non c’entrano nulla e che in tutto il Medioevo fino a metà del 1800 anche a Noha c’era un modo diverso di contare le ore. Punto di riferimento era la luce del sole. Il giorno cominciava al tramonto del sole. Quindi l’hora mezza della notte del documento in questione, tenuto conto che nel mese di marzo siamo ancora nel periodo invernale, erano circa le nostre ore 18 e i fedeli furono licenziati verso le quattro hore della notte e cioè verso le nostre ore 22.

Auguri e buona festa a tutti.

 P. Francesco D’Acquarica imc
 
Di Redazione (del 02/08/2016 @ 18:36:08, in Comunicato Stampa, linkato 552 volte)

Veramente non credevo che l’arroganza, la tracotanza di alcuni politici o pseudo-tali potesse arrivare a certi livelli… capisco che probabilmente ci può essere una piccola percentuale di Cittadini che si ferma alle dichiarazioni e non ha tempo o voglia di approfondire quanto riportato nei comunicati, è vero che Coccioli è stato rappresentante, anche se non ha mai preso un solo voto a Galatina, di una classe politica autoreferenziale e completamente assente sui problemi dei cittadini, ma quando è troppo è troppo…

Con questo comunicato ha superato i limiti della decenza.

Laddove si tratta di “…risolvere tante pendenze e lasciti poco virtuosi…” questi sono stati ereditati dal passato “… fatto di politica e di politici diversi, di dirigenti e personale amministrativo che tanto hanno dato alla Città ma che si lasciano dietro cose non fatte o tralasciate e che bisogna necessariamente, a un certo punto, decidere di risolvere…”. Quando invece si tratta di elencare tutta una serie di opere realizzate in questi anni, veramente ereditate dal passato in quanto frutto di fondi intercettati dalle passate amministrazioni, miracolosamente esse vengono fatte proprie…

Correttamente avrebbe dovuto precisare quali opere sono state attuate e completate grazie a finanziamenti ottenuti dalle precedenti Amministrazioni, e quali invece sono state programmate e già finanziate con i fondi dei bandi nazionali e regionali “vinti” dalla sua Amministrazione. Cosa ha fatto invece? Si è esercitato in una tristissima operazione di ipocrisia: ha spacciato come propri risultati ottenuti nelle precedenti amministrazioni comunali…

A questo punto pongo da Cittadino alcune domande all’ex Assessore Coccioli.

Dove stava Coccioli quando, con la Determina numero 521 del 03 aprile 2015, la Dirigente del dipartimento Lavori Pubblici di Galatina, Taraschi Rita, impegnava ben 10.500€ per lavori di manutenzione straordinaria e ordinaria della fontana ornamentale di Piazza Alighieri? I lavori sono stati assegnati con un piccolo ribasso. Alla fine i contribuenti galatinesi hanno pagato poco meno di 10.000€ ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Dove stava Coccioli quando la Dirigente Taraschi nella Determinazione Dirigenziale numero 2025 del 31 dicembre 2015 scriveva:

...che la proroga dell’affidamento dei compiti di supporto alle attività dei Responsabili del Procedimento, di carattere economico-finanziario, alla medesima Professionista avviene, comunque, nelle more della pubblicazione di un nuovo Avviso pubblico per l’individuazione di Professionisti idonei per l’affidamento delle attività di supporto ai Responsabili del Procedimento... (Sono sicuro che la Dirigente Taraschi abbia provveduto alla pubblicazione degli Avvisi Pubblici menzionati, tuttavia sarebbe interessante conoscere gli estremi di detti Atti).

Tutto questo mentre la Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Puglia, nella Deliberazione n. 229/PRSP/2015 del giorno 13 novembre 2015 e depositata in segreteria il 02/12/2015 testualmente riportava:

...La Ragioneria generale dello Stato, tuttavia, pur dando atto del superamento di alcune questioni rilevate nel corso dell’ispezione grazie alle iniziative correttive intraprese o avviate e alle motivazioni espresse dall’ente a sostegno del proprio operato, ha recentemente confermato (nota n.45751 dell’1 giugno 2015) buona parte dei numerosi rilievi inizialmente espressi (es. irregolare rideterminazione della dotazione organica, violazione della normativa in materia di affidamento di incarichi esterni, violazione della disciplina in materia di progressioni verticali, stabilizzazione anche di lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ecc.)...

Dove stava Coccioli quando a fine 2015 e solo grazie ad un Bando dell’Agenzia sviluppo territoriale “GAL Isola Salento”, il Comune ha avuto a disposizione 12.500 € da investire sugli eventi natalizi. Di questi 7.000 € sono stati destinati alle tanto vituperate luminarie ed i restanti 5.500 €, tanto per cambiare, sono andati a finire alla Ditta che si è occupata di organizzare gli eventi del 06 e del 13 dicembre. Non risulta traccia alcuna di evidenza pubblica del Comune al fine di raccogliere manifestazioni di adesione degli operatori economici per l’organizzazione e realizzazione degli eventi succitati. Solo attraverso procedura di evidenza pubblica e solo dopo aver verificato, sulla base della documentazione ricevuta, la sussistenza dei requisiti in capo ai soggetti che hanno presentato domanda, si sarebbe dovuto affidare il servizio. Ma questo aspetto lo chiariranno le Autorità competenti.

Che dire della Palestra di via Montinari aperta a maggio 2014, guarda caso alla viglia delle Elezioni Europee, e richiusa subito dopo evidentemente anche a causa dell’impossibilità di un suo pratico utilizzo?

Queste le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco e dell’Assessore ai Lavori Pubblici a proposito dell’inaugurazione della palestra:

“Consegniamo alla città una struttura sportiva efficiente – afferma il Sindaco Cosimo Montagna – in grado di ospitare parte delle manifestazioni in programma nel corso dell’anno e, pertanto, nello stesso tempo, di soddisfare le richieste che ci pervengono dalle diverse società sportive presenti sul territorio e da privati cittadini. Lo sport nella crescita culturale e civile di ogni comunità gioca un ruolo importante. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione e dare ai giovani un messaggio forte e far comprendere che lo sport aiuta a crescere e a relazionarsi con gli altri rinunciando a pericolose tentazioni“.

“E’ sempre piacevole contribuire a chiudere un lavoro e rendere disponibile a tutti i cittadini una struttura pubblica. In questo caso – dice l’Assessore Andrea Coccioli – un luogo dove svolgere attività sportiva inserito in un contesto urbano periferico non può che essere un ulteriore motivo di orgoglio. Inoltre l’attività sportiva offre una potente forma di scarica delle emozioni. Le persone che fanno sport hanno una ottima opportunità per controllare le emozioni senza negarle né inibirle, esprimendole in forma positiva e socialmente accettata. Tutto questo per il benessere sociale e personale“. Parole del maggio 2014!!!

Dove stava Coccioli quando è stato inaugurato, per così dire, l’Auditorium di viale don Bosco dedicato a “Pierantonio Colazzo”? A parte la posizione logistica, degna di un Ingegnere laureato con il massimo dei voti, a parte il fatto che non si capisce ancora se è agibile o meno, nessuno dei parenti dell’eroe galatinese presenziò alla cerimonia. I nostri Amministratori cercarono nell’occasione dell’inaugurazione di accostare una figura così pulita a figure così insignificanti come quelle dei politici nostrani; addirittura qualcuno ha voluto usare la sua immagine per allargare i consensi e prepararsi al salto di qualità per le prossime politiche.

Che dire poi dell’Asilo infantile su viale don Bosco? L’Assessore Coccioli conosce le problematiche della struttura? Non credo…

Secondo il sito www.soldipubblici.gov.it, il Comune di Galatina avrebbe speso a tutto il 2015 ben €97.518,01 € per “Utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione”: una cifra molto più alta della media nazionale. Nei primi sei mesi del 2016 avrebbe già speso la bellezza di € 94.926,70. Coccioli ci sei?

Coccioli vogliamo parlare del monumento al Marinaio situato in Piazzale Stazione di cui addirittura si è occupato repubblica.it? Vogliamo parlare della fontana di corso Porta Luce o della ridicola pista ciclabile?

Il Comune di Galatina ha poi recepito i dettami del Decreto Legislativo numero 118 del 2011, ed ha quindi provveduto ad un riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di parte capitale e di parte corrente evidenziando un disavanzo di Amministrazione pari a 8.081.803,91€; a compensazione ha dovuto contrarre un mutuo e si è impegnato per i prossimi 30 anni a pagare una rata annuale di circa 270.000€. Sarebbe utile conoscere in maniera analitica la composizione del disavanzo di cui sopra e poi, per ogni singola voce, se sono state messe in atto e soprattutto se nei tempi previsti, tutte le procedure previste dalla Legge per il recupero di dette somme, soprattutto qualora trattasi di tributi. Ma anche in questo caso siamo in attesa…vero Coccioli?

Che dire poi della chiusura degli uffici del “Giudice di Pace”: possibile che i nostri amministratori non hanno mai avvertito l’esigenza di intervenire veramente a difesa di questa prerogativa?

Utile a questo punto ricordare dello squallido concerto che si è tenuto nella serata del 27 agosto 2015 in piazza Falcone e Borsellino a Galatina; a detta del Responsabile del SUAP organizzato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici. Il video integrale è stato inviato al Prefetto di Lecce ed alla Corte dei Conti. Se scorrete bacheca Facebook del sottoscritto potrete prenderne visione. Paradossalmente, con Determinazione dirigenziale numero 1830 del 10 dicembre 2015, è stato deliberato di corrispondere 3000€ alla Ditta che avrebbe supportato e coordinato questa attività, la stessa Ditta dei finanziamenti “GAL Isola Salento”.

Ho chiesto bonariamente tramite P.E.C. mail che almeno un terzo di questi soldi vengano restituiti e destinati a progetti di utilità sociale. Ma tutto tace…

Coccioli vogliamo parlare del “Salento In Bus”? Forse è meglio di no, vero?

Se qualcuno si collega al http://www.arpa.puglia.it si può subito rendere conto che non ci sono dati relativi alla centralina “Galatina – S. Barbara” che dovrebbe rilevare gli inquinanti PM10, NO2, O3, SO2. Essendo questo un argomento molto delicato sarebbe cosa gradita una risposta del Sindaco in quanto “Autorità sanitaria locale”; in questa veste può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. O sbaglio Coccioli?

Vogliamo parlare poi dell’Ospedale, del Tribunale, del Quartiere Fieristico, dei Fogli di marcia degli autoveicoli comunali???

Coccioli puoi stare tranquillo che il sottoscritto non si fermerà di fronte a nulla per smascherare il vostro fallimento politico/amministrativo. Per adesso è stato già presentato un esposto alla Corte dei Conti presso la Procura Regionale della Puglia allo scopo di consentire la verifica dell’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche per quanto riguarda il mancato pagamento degli oneri comunali per il tristissimo evento musicale organizzato il 27 agosto 2015.

Inoltre se entro fine agosto il Comune non renderà pubblici i tabulati telefonici al fine di conoscere quanti e quali sono i numeri di telefonia fissa ed i numeri di telefonia mobile riconducibili al Comune (dipendenti comunali ed Amministratori, indicando naturalmente gli utilizzatori) e per ognuno di essi l’importo totale pagato per il 2015 (non è assolutamente necessario che i tabulati in questione riportino integralmente il numero telefonico del destinatario della chiamata, ma basterà lasciare in chiaro le prime cifre utili ad individuare eventuali chiamate all’estero) verrà presentata denuncia alla Procura della Repubblica.

Naturalmente verranno chiamati alle loro responsabilità tutti gli Amministratori, Consiglieri ed Assessori, di maggioranza e di opposizione, dal 2012 al 2016.

Avete finito di rubare il futuro ai nostri figli.

Come diceva qualcuno: Quando non hai niente da dire, non dire niente…

Russo Piero Luigi

 
Di Redazione (del 23/03/2016 @ 18:03:30, in Comunicato Stampa, linkato 299 volte)

Venerdì 18 marzo, Lucrezia Lante Della Rovere è stata ospite nel Teatro Cavallino Bianco di Galatina, con lo spettacolo IO SONO MISIA - l’ape regina dei geni.

Al centro della scena un’enorme poltrona di velluto verde, luci soffuse, un bicchiere di vino come tramite tra presente e passato, come lasciapassare per le emozioni, come condivisione nostalgica.
Misia Sert siede lì, davanti alla platea. È elegante, intelligente, irrequieta, sognante. Il suo fluire di pensieri è contagioso, è una vera e propria necessità di raccontare e raccontarsi, per stimolare la curiosità ed arricchire la parte intellettuale di ognuno di noi, impedendo che si assopisca. 

Cattura da subito l’attenzione con una serie di aneddoti sulla sua vita amorosa, su eventi, su personaggi che hanno preso parte al Salotto dell’Alta Società che era la sua casa, nella Parigi d’inizio Novecento.

Definita da Marcel Proust “un monumento di storia, collocata nell’asse del gusto francese come l’obelisco di Luxor nell’asse degli Champs Elysées”, scoprì personalità come quella Cocò Chanel.

Una splendida interpretazione, firmata Vittorio Cielo e la regia di Francesco Zecca, che ci accompagna in questo viaggio travolgente, ricco, appassionato. Uno spettacolo fuori dal comune, adatto ad un pubblico colto, capace di apprezzare il genere e di capire il linguaggio a tratti complesso per chi non conosce le figure riportate in vita dalla voce di Misia. Infatti, nonostante che sul palco sia da sola, accompagnata soltanto dalle note di un pianoforte in lontananza, descrive in maniera così vivida tali personalità, da farcele immaginare accanto a lei, come se il monologo diventasse un continuo dialogo. Parigi è la culla dei suoi ricordi, il suo Salotto, il grembo che ha generato quei momenti d’ispirazione, diventati poi realtà concreta, modello esemplare per i posteri.

Si definisce “una cercatrice di meraviglie umane”; Misia dice di non saper suonare perché ama la musica, di averla imparata stando seduta sulle ginocchia del vecchio Franz Liszt, dice di aver visto Pablo Ruiz divenire Picasso, di aver visto Igor’ Fëdorovič Stravinskij incendiarsi nella Sagra di Primavera, di aver inspirato Proust a scrivere ogni cosa. Una donna geniale, ricca di contraddizioni che la rendono interessante ed originale. Una donna vissuta, segnata da un passato travagliato, da amori finiti.

La sua esistenza è strettamente connessa con la figura di Chanel, con cui aveva instaurato un patto di mutuo soccorso e la promessa che ciascuna avrebbe avuto cura dell’altra nel momento della morte. Misia se ne andrà per prima, nel 1950, straziata dal dolore e dall’oppio con cui cercava di affogarlo.

Chanel ne curerà la toilette funeraria.

Una donna che assapora la cultura non come concetto astratto o mera nozione appresa in un’università, ma che vive in prima persona con l’Arte e la invita a cena.

Uno spettacolo perfetto per risvegliare la voglia di frequentare Luoghi come il Teatro, un’opportunità per non fermare gli impulsi di coloro che sentono ardere nel loro interno la voglia di creare, scrivere, stravolgere, guardare il mondo come una meravigliosa opera d’Arte.

Un’opportunità che non placa la sete di conoscenza, ma la amplifica fino allo sfinimento.

Una splendida Lucrezia Lante Della Rovere, capace di destreggiarsi alla perfezione, senza mai inciampare tra un verso e l’altro, nonostante le difficoltà dei temi.

Un monologo che non è fine a se stesso, ma che lascia un messaggio e la speranza che il presente possa continuare ad apprezzare i valori dell’Arte e della Conoscenza. La stessa attrice afferma di aver compiuto attraverso la sua performance, un viaggio interiore attraverso le mille sfumature di Misia Sert, attraverso le numerose pieghe del suo carattere, indossate con grazia e fierezza.


Gli uomini hanno bisogno di una sfinge per partorire la bellezza, per diventare artisti”.

Giada Serra

 

Il nome di Romeus è tra i finalisti di Musicultura, il festival della canzone popolare d'autore 2011. Un grande in bocca al lupo da parte tutti noi!

Musicultura ha scelto le sedici proposte che accedono alla fase cruciale del concorso. Sedici artisti per sedici canzoni stilisticamente eterogenee, accomunate da un’urgenza espressiva che fotografa un’Italia in musica desta, tutt’altro che ripiegata su sé stessa. In un panorama musicale segnato, a volte afflitto, dal pullulare dell’effimero c’è o no bisogno di talenti che abbiano realmente qualcosa da dire e che anche per questo siano potenzialmente in grado di durare nel tempo? La risposta di Musicultura a questa domanda è affermativa. Da qui la ricerca, condotta con trasparenza e dinamismo, di un “certo tipo” di proposte.

E in questa XXII edizione,
ecco le “ipotesi” artistiche che Musicultura si sente di segnalare:

  • Babalù (Potenza), “Mio fratello è pakistano”
  • Davide Bassino (Torino), “Vescovalzer”
  • Chopas&TheDoctor (Filottrano, AN), “Se alzo le mani tocco il fondo”
  • Andrea Cola (Cesena, FC), “Se io tra voi
  • Pierluigi Colantoni (Roma), “Casadolcecasa”
  • Edgar Cafè (Genova), “L’orchestra in giardino”
  • Esterina (Lucca), “Baciapile
  • Lp#9 (Legnano, MI), “Giulia”
  • Massimo Moi (Roma), “Libero all’infinito”
  • Momo (Lanciano, CH), “La canzone che si capisce”
  • Piccola Bottega Baltazar (Padova), “La donna del cowboy”
  • Vanni Pinzauti (Firenze), “Battitura”
  • Radiolondra (Riccione, RN), “Amore sei tornata finalmente”
  • Romeus (Galatina, LE), “Caviglie stanche”
  • Renzo Rubino (Martina Franca, TA), “Bignè”
  • Matteo Sperandio and the Q-artet (Terni), “L’amore originale”


I sedici artisti saranno protagonisti dello speciale concerto che, in anteprima nazionale, si terrà sabato 12 marzo al Teatro Persiani di Recanati (ore 21,15). Ciascuno di loro avrà modo di proporre live la propria canzone e, dialogando sul palco con Gianmaurizio Foderaro e Carlotta Tedeschi di Radio 1 Rai, di fornire al pubblico ulteriori spunti di valutazione del proprio progetto.

fonte: musicultura.it
 

Tarantismo, snobismo e ragnatela 

Alla festa patronale di Galatina, quella di fine giugno dedicata ai Santi Pietro e Paolo, i giovanotti di Noha partecipavano raramente. Infatti molti di loro, poco più che imberbi ragazzini - incluso il sottoscritto - erano fin dai primi del mese “ritirati in campagna” dove nel corso dell’estate avrebbero dedicato tutto il loro tempo e le loro energie al giogo opprimente del tabacco, cui la famiglia tutta era dedita con il suo diuturno lavoro per guadagnarsi da vivere. Dunque la fine della scuola rappresentava per noi altri tutto men che l’inizio di una bucolica villeggiatura! Solo uno sparuto numero di compagni di classe che si poteva contare sulle dita di una sola mano aveva la possibilità di partecipare alla festa patronale di Galatina, che sempre ci veniva descritta come imponente, maestosa e particolare. La particolarità stava nel fatto che, come ci raccontavano, l’ultimo giorno della festa, solennità di San Paolo, in una cappellina prospiciente piazza San Pietro avveniva con una precisione cronometrica “dalle ore 12 alle ore 13” il miracolo della guarigione delle tarantate. Erano queste delle persone strane, soprattutto donne, che incappate nel morso della tarantola, si dimenavano distese per terra, saltellavano e ballavano anche sull’altare della chiesetta, e spesso rincorrevano uno o più astanti curiosi (soprattutto chi indossava abiti di color rosso), creando un fuggi-fuggi generale nel pubblico che sempre numeroso si accalcava a ronda in quell’intorno.

Le tarantate non erano mai di Galatina (molte venivano dal Capo di Leuca). E nemmeno a Noha vi erano tarantate, né ve ne erano mai state in passato. Pare che per grazia di San Paolo, Galatina ed il suo “feudo” godessero del privilegio dell’”immunità” dal tarantismo.

Del resto Galatina ha sempre visto il tarantismo come un corpo estraneo, un fenomeno da osservare dall’esterno, forse dall’alto. E’ come se non ne fosse condizionata culturalmente. Erano gli altri, i “forestieri”, a dover rispettare una tradizione, a dover ripetere un rito stagionale, a doversi recare in pellegrinaggio a bordo dei loro sciarabbà in quel territorio “sacro” per celebrare una cerimonia salutare. I galatinesi erano solo degli spettatori, perlopiù distratti. L’immunità era anche un non volersi sporcare le mani, un fastidio, e se vogliamo una cosa da raccontare agli altri con vergogna, più che con pudore dettato da compassione.

Galatina si è sempre sentita città borghese, sede di banche e di palazzi gentilizi con tanto di stemma nobiliare, di proprietà dei ben pasciuti agrari. Quegli agrari che magari avevano usato ed abusato del lavoro e della dignità di quei contadini, tra le cui fila appunto nascevano le tarantate ed i connessi traumi, frustrazioni e conflitti irrisolti.

Quell’immunità nel corso degli anni si è trasformata nella peggiore delle forme di comunicazione e di contatto: lo snobismo. Una brutta parola che in dialetto si tradurrebbe anche con “garze larghe” o qualcosa di simile.

Per anni molti galatinesi hanno aborrito le serate di pizzica-pizzica che iniziavano a macchia di leopardo a celebrarsi un po’ in tutto il Salento. Questo fino a quando non arrivò, ormai oltre un decennio fa, quel laboratorio culturale di musica e di pensiero, quell’esperienza straordinaria che risponde al nome di “La Notte della Taranta”, raduno tra l’altro di altissima qualità, che ha fatto di Melpignano il centro delle manifestazioni della nostra “musica etnica” ormai noto in tutto il mondo. Da Melpignano in poi più di un galatinese si è sentito finalmente “contagiato” dal morso della taranta. 

Ma il fatto che Galatina ne fosse (stata) esclusa per tanti anni, crediamo a questo punto che fosse in un certo qual modo naturale, legato alla sua storia.

Ciò che si può fare oggi, allora, non è tanto recriminare, rimpiangere, nutrire rimorsi per ciò che non è stato: la storia si studia, non si giudica. E tanto meno affannarsi per dar corso agli “eventi” scimmiottandone gli altri. L’evento in sé non serve a nulla. Dura lo spazio di una serata o di una giornata. Poi passa e forse non lascia nulla.

Utile sarebbe invece far tesoro di un concetto, anzi di un insegnamento portentosissimo che ci dona proprio il fenomeno del tarantismo: la ragnatela.

La ragnatela è sistema, è equilibrio, è compartecipazione, è un modo per poter “catturare”, diremmo anche affascinare noi stessi e gli altri che ci vengono a trovare.

Galatina è una delle città più belle del mondo. Ma questa è condizione necessaria ma non sufficiente per una buona o ottima qualità della vita. Dovremmo sforzarci un po’ tutti quanti per essere più accoglienti nei confronti dei visitatori, che sempre più numerosi verranno a trovarci. E si è accoglienti se saremo rispettosi intanto verso noi stessi e poi verso gli altri. Si è rispettosi se sapremo aver cura dell’ambiente in cui viviamo, per esempio lasciando un po’ la nostra auto nel garage ed utilizzando di più il nostro cervello per spostarci (dunque a piedi o in bicicletta); se conosceremo la nostra storia riuscendo a farne parte anche agli altri (quanti galatinesi hanno in casa propria il libro “Galatina, storia ed arte” di mons. Antonaci, solo per citare uno dei tanti a caso, pronto per la consultazione?); se riusciremo a dare informazioni anche in inglese o in francese, ma anche in italiano, al viaggiatore straniero che per caso si avvicinasse a noi chiedendocene; se riusciremo ad offrire i nostri prodotti della campagna o dell’artigianato in maniera decorosa e senza rapinarci a vicenda (la pasticceria di Galatina per fare un esempio è la migliore del mondo. Ma non si vende solo il pasticciotto, si vende anche il sorriso ed il buongiorno detto con gentilezza e senza smanceria o sussiego, e questo valga per ogni negozio cittadino. Chiediamocelo tutti: c’è sempre la gentilezza come companatico di ogni transazione galatinese?); se faremo fruire i nostri monumenti tenendoli aperti e con l’assistenza di guide non improvvisate…

Le occasioni per renderci più accoglienti e disponibili sono mille e ancora mille. E si potrebbero riassumere nello sforzo per renderci migliori, meno spocchiosi, meno mafiosetti, più responsabili.

Ma per tutto questo c’è bisogno di molto studio, molta formazione, molto tempo.

La ragnatela è il vero ed il miglior prodotto del tarantismo. Dovremmo tutti impegnarci a tesserla.       

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 25/09/2010 @ 17:33:29, in Eventi, linkato 1512 volte)

Anche su Noha.it la Woodstock 5 stelle in Streaming.
musica, BUON SENSO E LIBERTA'

 
Di Redazione (del 24/11/2016 @ 17:32:52, in Comunicato Stampa, linkato 279 volte)

Sinergie per il Risveglio del Centro.
Parte la Rassegna "DEGUSTAZIONI IN ARTE" sabato 03 dicembre 2016 alle ore 19:00 in Via Umberto I, nel centro storico di Galatina.

Un progetto di condivisione, collaborazione per valorizzare, luoghi, arte, risorse, opportunità e peculiarità che ruotano attorno alla Via dell'Arte degli Artisti e del Gusto.

La serata si svolge in tre tappe, è a numero chiuso e con prenotazione. prevista una degustazione enogastronomica (vino ed alcune specialità). Il Momento centrale è la conversazione artistica in una bottega d'arte con improvvisazioni musicali a cura dei due artisti Fabiana Casto e Andrea Baccassino prevista per le ore 20.

Iniziativa ideata e organizzata da La Bottega di Candida, dall'Atelier di Marcello Toma e dal ConceptStore Sotto Le Quinte di Galatina.

Sulla locandina info e numeri telefonici per prenotare.

Vi aspettiamo 

 
Di Albino Campa (del 21/01/2011 @ 17:24:50, in Musicando pensieri, linkato 1578 volte)

La parola è l’incarnazione del pensiero e della musica. Che ci piaccia o no, la nostra natura umana ci costringe a pensare. E il pensiero è libero, non ha catene, non rispetta conformismi né moralismi di alcun genere. Il pensiero ha radici in ciò che ci circonda e che riusciamo a captare con i nostri sensi; esso non ha forma, non ha sostanza, si lascia però facilmente modellare in parola, scritta o parlata che sia.

E la musica, che ruolo ha la musica nella nostra vita? La musica è fecondatrice di pensieri. Essa nasce come espressione del pensiero umano e ad esso vi ritorna come melodia.  

Questa nuova rubrica musicando pensieri vuole essere un aquilone nel cielo della nostra mente: un tentativo di legare, una volta tanto, musica e pensieri con il filo della parola scritta e permettergli così di librarsi nella nostra vita. Finalmente insieme.

Volta per volta vi presenteremo un brano musicale da accompagnare alla lettura di un classico della letteratura e alla fine potrete condividere con gli altri lettori i vostri pensieri nella sezione Commenti.

Di seguito il testo di una preghiera laica tratta dal Trattato sulla Tolleranza (1763) di Voltaire e Buongiorno principessa di Nicola Piovani (3:45; dall’album Life Is Beautiful, 1998).

Michele Stursi

  
 
 

Preghiera a Dio

di Voltaire
 

Non più dunque agli uomini mi rivolgo, ma a Te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi e di tutti i tempi, se mai è lecito a deboli creature, sperdute nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osare chiedere qualche cosa a Te, a Te che hai dato tutto, a Te i cui decreti sono immutabili quanto eterni. Degnati di guardare con pietà gli errori inerenti alla nostra natura!, e fa’ che questi errori non generino le nostre calamità. Tu non ci hai dato un cuore perché ci odiassimo, e mani perché ci sgozzassimo; fa' che ci aiutiamo l'un l'altro a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera; che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, tra tutte le nostre lingue insufficienti, tra tutti i nostri ridicoli costumi, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre condizioni così diseguali ai nostri occhi, e così eguali davanti a te; che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano segnali di odio e di persecuzione; che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarTi, tollerino coloro che si accontentano della luce del Tuo Sole; che coloro i quali coprono la loro veste con una tela bianca per dire che bisogna amarTi, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; che sia uguale adorarti in un gergo derivato da una lingua morta, o in uno più recente; che coloro il cui abito è tinto di rosso o di viola, che dominano su una piccolissima parte del mucchietto di fango di questo mondo, e che posseggono alcuni frammenti arrotondati di un certo metallo, godano senza orgoglio di ciò che essi chiamano "grandezza" o "ricchezza", e che gli altri li guardino senza invidia: poiché tu sai che in queste cose vane non vi è nulla né da invidiare, né di che inorgoglirsi.

Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! Che essi abbiano in orrore la tirannia esercitata sugli animi, così come hanno in esecrazione il brigantaggio che con la forza strappa loro il frutto del lavoro e dell'industria pacifica! Se i flagelli della guerra sono inevitabili, non odiamoci, non dilaniamoci gli uni gli altri quando regna la pace, e impieghiamo l'istante della nostra esistenza per benedire egualmente in mille lingue diverse, dal Siam fino alla California, la tua bontà che ci ha accordato questo istante.

 

 
Di Antonio Mellone (del 02/01/2016 @ 17:11:18, in NohaBlog, linkato 2105 volte)

Il danno alla Trozza. 01.01.2015La mamma dei coglioni è sempre incinta.

La mattina di capodanno, quando ho aperto face-book (sì, nonostante non venga bene di profilo, ne ho uno anch’io), mi son cadute le braccia.

Una delle risposte ad un mio messaggio testuale di auguri e brindisi urbi et orbi (pare che in gergo si chiamino post), riportava la foto del puteale della Trozza - uno dei beni culturali più emblematici di Noha - semidistrutto da ignoti, probabilmente con l’ausilio di qualche ordigno in maniera edulcorata definito petardo, accompagnata da un caustico commento didascalico vergato dalla mia amica Maria Rosaria Paglialonga, che suona più o meno così: “Brindo ai vandali che hanno accolto il 2016 nel migliore dei modi e secondo le loro buone abitudini. Auguri!”.

La mia amica m’ha confidato successivamente che alla visione di quello scempio inaudito, la sua pressione arteriosa era arrivata a 200 millimetri di colonna di mercurio, e che ha impiegato una notte insonne per riuscire a riportare per iscritto le sue prime impressioni nella maniera meno triviale possibile, utilizzando cioè l’eufemismo “vandali” per definire la natura mentulomorfa del cranio degli autori del crimine perpetrato al nostro monumento [per ottenere il significato di mentulomorfo, basta tradurre dal latino il lemma “mentula”, ndr.].

Le ho successivamente risposto che si farebbe un torto ai vandali, e che era il caso di utilizzare l’epiteto più appropriato al caso: coglioni.

Ma la prima a denunciare il misfatto e a pubblicare su Nohaweb l’agghiacciante spettacolo del crollo del grosso pezzo di pietra leccese scolpita dai nostri avi è stata la Lory Calò, anch’ella incavolata nera e mordace quanto basta: “Brindo alle telecamere sulla Trozza, al suo imminente restauro e alla recinzione tutto intorno. Ah, anche ai vigili e alle forze dell'ordine che si faranno vedere spesso. Auguri.”.

In effetti, ultimamente a Noha il controllo del territorio è diventato un optional, se è vero come è vero che le bombe fatte esplodere durante queste feste natalizie un po’ ovunque e da chiunque (anche minorenni, a detta di qualcuno) farebbero impallidire, quanto al fragore, quelle dei recenti bombardamenti in Siria. In effetti, c’è da chiedersi chi acquista questi ordigni e soprattutto chi li commercializza. E inoltre come mai, visto che la storia si ripete da anni, non s’è vista in giro un’auto una delle forze dell’ordine, se non altro per prevenzione o a mo’, diciamo così, di dissuasore mobile.

Ho risposto alla Lory che, come al solito, ha ragione, ma che in fondo non mi piace tanto l’idea delle telecamere ovunque: “[] Le vere telecamere dovremmo essere noi cittadini. In una Comunità degna di questo lemma non dovrebbero esserci dei presidi tecnologici di tal fatta che di fatto limitano la nostra libertà: la vera tutela dei nostri beni culturali non dovrebbe, cioè, essere delegata a marchingegni/personaggi esogeni, tipo un monitor, le forze dell'ordine, e men che meno i cosiddetti politici (in tutt'altre faccende affaccendati […]), ma alla Cultura. Bisogna continuare a lottare in tal senso. E tu lo fai benissimo, per esempio insegnando la musica. Vuoi sapere quale condanna infliggerei ai suddetti coglioni responsabili (minorenni o maggiorenni, non importa, sempre coglioni sono)? La condanna consisterebbe nel seguire ogni giorno, per almeno due ore di fila, delle lezioni di Storia dell'Arte, a partire dalle prime civiltà, passando per l'arte in Mesopotamia, in Egitto, in Grecia (l'arte ellenistica: tutta, dalla A alla Z), l'arte classica, e poi l'etrusca, la romana, la bizantina, e poi ancora, il romanico, il gotico, il barocco, il rococò, fino all'arte moderna (realismo, impressionismo, simbolismo, liberty), fino alle transavanguardie, fino all'arte informale e alla video art dei giorni nostri. I corsi, ovviamente, li terrei io. Sarebbe, penso, un giusto guiderdone alla natura mentulomorfa (vedi sopra il significato, ndr.) delle loro teste.” Chissà che in tal modo questi pirla non lascino finalmente in pace la Trozza, e gli altri beni culturali, liberandoci da scritte (oltretutto sgrammaticate), graffiti, pedate, buchi e altre porcherie peggiori di queste.

Ma ecco pronta la risposta di Maria Rosaria: “Eh no, caro Antonio Mellone, condannare gli autori di questo scempio ad almeno dieci ore di tue lezioni (con interrogazioni) di Storia dell'Arte, dalla preistoria ai nostri giorni, sarebbe per loro un onore troppo grande che, a mio avviso, non meritano. Mandiamoli a spalare letame meglio, almeno stanno con un loro pari (la merda) ca tantu ci nasce tundu nu pote murire quatratu.

Ovviamente sono lusingato per le parole di Maria Rosaria (alla quale forse sfugge la spietatezza di certe mie interrogazioni, per dire, sulla sintesi epesegetica delle opere di certi autori), ma da qualche parte bisognerebbe pur incominciare.

Aggiungo che a codeste lezioni e alle relative interrogazioni farei partecipare anche gli eventuali genitori della suddetta prole illetterata e cogliona, responsabili quanto meno per non aver vigilato (culpa in vigilando: colpa per non aver vigilato).

*

Un ultima chiosa in merito alle reazioni dei politici nostrani (e per nostrani intendo i nostri quattro consiglieri comunali di Noha - ché quelli di Galatina non conoscono non dico i nostri beni culturali, ma nemmeno dove è ubicata Noha).

Ebbene, salvo errori, non si registra da parte dei magnifici quattro nessun commento su Nohaweb (troppa grazia Sant’Antonio), nessun comunicato-stampa (né su Noha.it, né sui tanto cari siti di Galatina), nessuna reazione, nessuna denuncia, nessuna esecrazione del gravissimo atto consumato ai danni della Trozza, men che meno sui loro rispettivi profili face-book. Per dire, su quello di Giancarlo Coluccia della cosiddetta opposizione appare la pubblicità di una commedia in vernacolo; mentre sulla bacheca di Antonio Pepe appare una poesia, chiamiamola così, sul nuovo anno “postata” da chissà chi.

Per quanto riguarda i due consiglieri di maggioranza, vediamo un po’: sul profilo di Luigi Longo abbiamo in primo piano l’immagine di una porta con un cartello con evidente errore di ortografia (e con una pletora di “mi piace” – sic!), mentre il messaggio del giorno prima riporta un’altra foto con dei fuochi pirotecnici (mi auguro non si tratti di quelli che probabilmente hanno distrutto la Trozza).

Dulcis in fundo, sul profilo del politico più di peso della nostra cittadina, vale a dire Daniela Sindaco, c’è una bella foto di Topolino e Minnie (per fortuna senza alcun “mi piace”, mentre scrivo queste note).

*

Purtroppo, di tutto questo degrado i veri responsabili siamo noi cittadini.

E la nostra colpa è duplice: culpa in vigilando (come detto sopra) e culpa in eligendo (colpa nella scelta, nell’elezione di questi personaggi in cerca di bastonatore).

Antonio Mellone

 

Il danno alla Trozza. 01.01.2015 Il danno alla Trozza. 01.01.2015
Il danno alla Trozza. 01.01.2015 Il danno alla Trozza. 01.01.2015
Il danno alla Trozza. 01.01.2015 Il danno alla Trozza. 01.01.2015
Il danno alla Trozza. 01.01.2015 Il danno alla Trozza. 01.01.2015
Il danno alla Trozza. 01.01.2015 Il danno alla Trozza. 01.01.2015
Il danno alla Trozza. 01.01.2015

 

 
Di Albino Campa (del 26/08/2010 @ 17:02:55, in Eventi, linkato 2270 volte)

Ricco il programma per la due giorni, 28 e 29 agosto, del moto raduno di Noha giunto ormai alla terza edizione, organizzato dal Moto Club MIG di Galatina.

Sabato 28 agosto

Ore  9.30        Inizio iscrizioni e consegna gadget

Ore 10.30       Tour per la costa  Jonica direzione Nardò le Cenate, Santa Caterina, Santa Maria al

Bagno, Lido Conchiglie, Gallipoli, ritorno passando per il piccolo borgo di Santa

Barbara dove  la cantina Vergaro offrirà una degustazione dei propri vini.

Ore 16.00       Sfilata per le vie cittadine e partenza per raggiungere la Città di Lecce dove

accompagnati da una guida visiteremo il centro storico con il suo stupendo barocco

Ore 18.00        Partenza per raggiungere la frazione di Collemeto dove sarà offerto un ricco   rinfresco.

Ore 19.00        Rientro a Noha

Ore 20.30        Ritrovo in p.zza  S.Michele a Noha dove sarà offerta la cena a tutti gli iscritti

il menu' prevede frisellata, pezzetti di carne al sugo, prodotti tipici e vino,  concerto di musica e ballo della PIZZICA

Domenica 30 agosto

Ore 9.30          Riapertura iscrizioni e consegna gadget

Ore 10.30        Visita alla Città di Galatina.

Ore 12.00        Sfilata per le vie cittadine e trasferimento presso il CONVENTO  LA GRAZIA a Galatone, sarà officiata la benedizione dei caschi e seguirà nei giardini  un ricco aperitivo con degustazione dei vini prodotti,

Ore 13.30       Consegna di alcune confezioni di vino sorteggiandole con le cartoline di iscrizione,

Premiazioni, foto  di gruppo  e saluti con l'augurio di vederci l'anno prossimo.

L'associazione Turistica del vino di Galatina curera' con i suoi esperti, degustazioni di vini e  abbinamenti ai prodotti tipici locali.

Per tutto il periodo dello svolgimento della manifestazione a richiesta sono previste visite guidate

per  il  centro storico di Galatina, la splendida Basilica di S. Caterina, il museo del Tarantismo

 
Di Albino Campa (del 27/07/2010 @ 17:02:35, in Grafite è Musica, linkato 1920 volte)

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Uno dei ritratti live di Paola Rizzo
Riappropriarsi dello spazio, del tempo, che segna le distanze fra  ciò che abbiamo ricercato, attraverso il contatto percettivo, e ciò che ne resta.

Se Walter Benjamin parlava di "aura" in riferimento all'opera d'arte e della conseguente perdita di "unicità" del gesto artistico, non si può non considerare tutto questo in rapporto all'evoluzione delle tecnologie, come lo stesso autore tedesco aveva già affermato parlando della fotografia e della sua selezione percettiva che riduceva, accostandolo al numero zero, il valore stesso dell'irripetibilità dell'arte.


Hans Plomp in "La battaglia per l'immaginazione" su "Encyclopedia  Psychedelica, Londra 1986" scriveva che «Ognuno interpreta un ruolo in un dramma, partecipa ad una storia differente con interpretazioni differenti, anche se molti drammi sono solo noiose imitazioni di altri drammi. Ognuno di noi alla nascita era un originale divino, molti di noi moriranno come una brutta copia.»

Il divino che è proprio dell'originarietà, dunque, va a ricongiungersi all'atto della creazione artistica nella filosofia di Walter Benjamin in quel nesso che serve a stabilire ed indicare come divino nient'altro che il senso unico e irripetibile del Gesto che si rende e trasforma in arte, azzerando i frutti dell'omologalienazione di ispirazione tecno/urbana di diretta appropriazione di un apparato socioculturale derivante dall'appiattimento dell'immaginario, in virtù di uno sragionamento della ragione stessa come esaltazione della nullificazione delle masse.

E se il poeta Edward E. Cummings ebbe a dire che «La conoscenza è una parola cordiale per morire, ma non per seppellire l’immaginazione» la capacità pittorico/emozionale del catturare l'unicità dell'immagine e la sua irripetibilità che si realizza nell'atto del ritrarre - dell'artista salentina Paola Rizzo - fa in modo che la massificazione del prodotto-oggetto di matrice fotografica assuma caratteristiche di una poetica dell'eccesso, in un gioco di anime che intrecciano i loro sguardi nell'atto unico dell'istante poetico-visivo.

Così, il 28 luglio a Caprarica di Lecce durante l'ottava edizione del festival "Caprarica in Jazz", l'artista Paola Rizzo si esibirà in una performance che la sta portando in giro fra i locali e gli eventi della Provincia di Lecce - ma anche al di fuori di essa - dal titolo "Grafite è musica" nella quale realizzerà "live" il ritratto al chitarrista Guido Di Leone che contemporaneamente si esibirà col quartetto del sassofonista statunitense Jim Snidero.


Francesco Aprile
2010/7/26
fonte: www.salentoinlinea.it

 
Di Andrea Coccioli (del 30/05/2015 @ 17:00:54, in Comunicato Stampa, linkato 635 volte)

Lunedì 1 Giugno e Martedì 2 Giugno l'arte, in tutte le sue forme e sfaccettature, conquisterà il centro storico di Galatina: è in arrivo l'Epidemia dell'Arte.

Due giornate a ingresso gratuito con protagonisti i migliori talenti salentini e non, con tantissime iniziative e nomi di spicco tra cui Brusco, cantautore romano autore di tantissime canzoni di successo, Rankin Lele e Papa Leu, duo trepuzzino capace di far ballare le folle al ritmo della migliore musica reggae, Pino Aprile, scrittore di libri di assoluto successo come “Terroni” (250mila copie vendute), e Nandu Popu, storico componente dei Sud Sound System. Infine i suoni preziosi di Max Nocco Placeforthesoul che con i suoi vinili riempirà lo spazio .

Nata da un'idea dell'associazione Chiu Stili Pe Tutti, con il patrocinio del Comune di Galatina, Epidemia dell'Arte è un contenitore multimediale artistico in cui pittori, scultori, fotografi, musicisti e artisti vari presenteranno le loro idee, al fine di accompagnare lo spettatore attraverso un viaggio fatto di visioni artistiche differenti.

L’associazione Gi.Ga Giovani Galatinesi ha contribuito con grande entusiasmo alla realizzazione dell’evento.

“L'obiettivo è ambizioso: attivare il territorio, incrementare la partecipazione e la cittadinanza attiva utilizzando i linguaggi delle arti, promuovendo la cultura musicale ed artistica del territorio, attraverso musica dal vivo, danza, giocoleria, pittura, esposizioni fotografiche, creazioni artistiche, teatro e tanto altro. L'intento è quello di valorizzare gli artisti - locali e non - cercando contemporaneamente di incentivare le attività di artigianato artistico e di prodotti dell'ingegno nel territorio cittadino, ravvivando e arricchendo un panorama cittadino che annovera poche iniziative di tipo creativo.

Epidemia dell'Arte si svolgerà in un contesto versatile e dinamico, nel quale il pubblico, muovendosi tra dipinti, sculture, aree concerti ed espositive, sarà protagonista di esperienze sensoriali uniche e irripetibili, coinvolto e attratto da manifestazioni artistiche eterogenee.

Inoltre, in collaborazione l'Associazione culturale AMICA ideatrice dell'applicazione per smartphone e tablet Galatina Città Amica – app che permette di visitare Galatina, ascoltare la storia dei monumenti, condividere e commentare tutto - Epidemia dell'Arte proporrà una serie di percorsi all'interno delle zone di maggiore attrazione storico-culturale, con il coinvolgimento, nel ruolo di “cicerone” d'eccezione, degli studenti delle scuole superiori galatinesi. Sin da subito e con grande soddisfazione ho accolto questo eccezionale evento denominato “Epidemia dell'Arte”. Un progetto volto a promuovere, in particolare il centro storico della nostra bellissima città ed a coinvolgere tutte le attività produttive già presenti sul medesimo territorio ma ancor di più a sollecitare i cittadini ed i visitatori tutti ad avere un approccio diretto con l'arte a tutto tondo, ed a valorizzare gli artisti locali. “Epidemia dell'Arte” da il via alla stagione estiva della città di Galatina, città nella quale, mi preme sottolineare, le presenze turistiche negli ultimi due anni e mezzo, sono cresciute notevolmente, quasi del 40% in più rispetto agli anni precedenti. Tutto questo grazie ad una politica sin da subito intrapresa dall'attuale amministrazione comunale ed in particolare dall'assessorato al turismo e al marketing territoriale, volta a far conoscere la propria città, il suo ricchissimo patrimonio architettonico, storico ed enogastronomico al di là dei confini regionali e nazionali attraverso la partecipazione ad esclusivi appuntamenti di vetrina con presenze giornalistiche di primissimo piano anche di livello internazionale. Ed ancora, la città di Galatina con i suoi circa 50 QR code installati davanti ai monumenti, con l'APP Turistica telematica “Amica” ed i suoi nuovissimi tre circuiti turistici telematici del centro storico, con l'APP dei racconti magici denominata “Sherazade” sita in tre luoghi cardine del centro storico e con l'App dedicata alle attività produttive “Frontiere 21”, rappresenta certamente uno dei comuni pugliesi maggiormente informatizzati, atti ad accogliere sul proprio territorio presenze turistiche anche quelle con particolari esigenze. 

Insomma la città della civetta, dei SS Pietro e e Paolo e del tarantismo, degli Orsini del Balzo, di Marie D'Enghien con la emozionante Basilica di Santa Caterina D'Alessandria e del barocco, incuriosisce ed affascina, ma sopratutto sale sul podio come una delle città più visitate della nostra provincia insieme a Lecce, Otranto, Gallipoli, Leuca, Castro ed a poche altre ancora.” Alberto Russi - Assessore alle attività produttive, turismo e marketing territoriale

“Quando sono interessati direttamente i giovani galatinesi nell’organizzazione degli eventi di questa splendida Città, il tutto diventa magico perché le nuove generazioni imprimono un entusiasmo particolare e mai scontato al tutto”. Andrea Coccioli - Assessore alle Politiche giovanili

 “Guardiamo con curiosità ed attenzione a questi due giorni di arti nel centro cittadino” dice Daniela Vantaggiato Assessore alla cultura “l’associazione Chiù stili pe tutti  ha già dato prova di indubbia creatività e di certo non deluderà, la formula proposta per alcuni versi torna spesso nelle serate galatinesi laddove si cerca sempre di coniugare cultura, territorio, promozione dei beni artistici e delle attività produttive, ma ci sarà una grande capacità visionaria ed un approccio esperienziale, questo mi aspetto, in grado di rendere unico l’evento; unanimemente apprezzati i musicisti che interverranno, a tutti allora l’1 e il 2 giugno ritroviamoci a Galatina!” Daniela Vanmtaggiato - Assessore alla cultura

 
INFO
Epidemia dell'Arte
Centro Storico, Galatina
Infoline: 3276573545
Email: epidemiadellarte@gmail.com
 
Di Albino Campa (del 02/06/2012 @ 16:54:27, in Comunicato Stampa, linkato 1358 volte)

È difficile restare insensibili di fronte a ciò che è accaduto in Emilia. Si aggrava sempre più il bilancio del terremoto. 17 sono i corpi senza vita recuperati sotto le macerie, oltre 350 feriti, mentre gli sfollati sono 15mila. Continua intanto lo sciame sismico facendo vivere alle popolazioni emiliane ancora momenti di terrore.
In queste ore nelle quali sta crescendo l'appoggio nei confronti dei terremotati in Emilia, diversi enti sia pubblici che privati stanno raccogliendo somme in denaro per fondi di solidarietà. L'Associazione Galatina2000 ha deciso di realizzare una serie d'iniziative con l'intenzione di raccogliere fondi per dare un contributo alle zone che sono state colpite dal sisma. Un primo momento sarà il salottino mobile allestito martedì 5 giugno presso le Gallerie Teatro Tartaro che vedrà la presenza di diversi artisti del mondo della musica e dello spettacolo durante la quale potranno prenderanno parte anche le tante associazioni che hanno aderito. L'intero evento verrà inoltre trasmesso in diretta web su www.galatina2000.it e su alcune webtv affiliate nel territorio nazionale.

Durante la serata saranno raccolti fondi anche attraverso un'asta di beneficienza con alcune opere donate da artisti locali. Inoltre sul nostro sito web (www.galatina2000.it) è già possibile fare un versamento di solidarietà anche tramite il circuito PayPal. Tutto il ricavato sarà devoluto ad un Comune coinvolto nel disastro attraverso una sinergia con www.laweb.tv di Ferrara con il quale è stato stretto un gemellaggio.

In queste ore, l'associazione Galatina2000 sta lavorando per mettere a punto il palinsesto delle attività con il coinvolgimento di artisti, autori, associazioni, per una diretta no stop che mirerà a sensibilizzare la raccolta di fondi nella nostra città. Siamo convinti che Galatina saprà rispondere positivamente.
Per contatti ed adesioni basta inviare una e-mail a azionidisolidarieta@galatina2000.it o contattarci telefonicamente al 347 3798556



Il Presidente
Piero De Matteis

 
Di Redazione (del 22/04/2014 @ 16:51:43, in Comunicato Stampa, linkato 908 volte)
Appuntamento con la letteratura, mercoledì 23 aprile 2014, ore 19.30 a Galatina(LE).  Marco Montemarano vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2013, presenta il suo romanzo La ricchezza, presso la Art and Ars Gallery, di Via Raimondello Orsini n.10.  Un incontro che nasce dall'esigenza di un confronto in linea diretta con un autore eclettico ed il suo romanzo, che  ha saputo cogliere gli aspetti più intimi di una generazione che voleva 'sognare'. L'ambiente è quello di una galleria di arte contemporanea, laddove è tangibile il senso del tempo in cui siamo, in un rapporto continuo tra le pagine del libro e la realtà dell'esistente. Dialoga con l'autore Paola Volante. L'evento è promosso dall'Associazione culturale il Mandorlo, in collaborazione con Art and Ars Gallery e libreria La Musa.  

Angela Beccarisi
Rappresentante legale
Associazione culturale il Mandorlo      

Info.  328.3890283

Note sull’autore e sul romanzo.

    Marco Montemarano è nato a Milano, cresciuto a Roma e vive da oltre 20 anni a Monaco. È scrittore, giornalista, traduttore e musicista. Il suo romanzo Acqua passata è tra i vincitori dell’edizione 2012 del concorso IoScrittore ed è stato pubblicato in e-book. I due album musicali Così sempre e The Art of Solo Guitar (RoBa/Zaraproduction) raccolgono sue composizioni per chitarra.

    La ricchezza - A quindici anni Fabrizio Pedrotti è già un gigante. A volte se ne sta in piedi in mezzo alla sua cameretta come se il suo corpo fosse un fantoccio ingiustificabile e lui non sapesse come disfarsene. È bello, è un leader. A scuola è attorniato da una folla di cortigiani, e il mondo gli si srotola ai piedi come un tappeto.
In un giorno del 1975, in un corridoio di un liceo romano, Fabrizio sceglie Giovanni come amico. Gli mette una mano in testa e lo elegge a suo scudiero. Poi lo ribattezza Hitchcock e lo accoglie nella cerchia più intima della sua famiglia.
Nel lussuoso appartamento dei Pedrotti, Giovanni-Hitchcock si muta nel testimone della vita dell’intero nucleo familiare. Riesce a scorgere il padre, un onorevole perennemente assente da casa, in una imbarazzante intimità; si rende subito conto della svagata cortesia ed estraneità della madre; stringe amicizia con Mario, il fratello minore di Fabrizio, un ragazzo gracile, un fantasma in pantofole che rasenta i muri aprendo e chiudendo in silenzio le porte; ha una relazione clandestina con la bella Maddalena, la sorella, una ragazza quasi adulta, coi ricci del colore di certe alghe marine; e infine apprende il lato nascosto, la zona d’ombra del rapporto tra Fabrizio e l’inerme fratello minore.
A volte Fabrizio sente un fremito tra il palato e la radice del naso, una specie di istinto a mordere. E allora lui, il gigante, tortura l’esile fratello minore, lo sveglia a morsi e lo sfinisce con il solletico. Finché Mario, che è in preda al panico al minimo tocco, smette quasi di dare segni di vita.
Al fianco dei Pedrotti, Giovanni abbraccia completamente l’identità di Hitchcock. Al punto tale che si convince persino di determinare la rovina e l’infausto destino di Fabrizio, Mario e Maddalena con un atto scriteriato e irresponsabile nell’acceso clima politico degli anni Settanta. Finché, con il trascorrere degli anni, e l’irrompere della maturità, la verità dei Pedrotti e  di Hitchcock, il loro scudiero, gli appare sotto una luce inaspettata e sorprendentemente diversa.
Con la sua scrittura asciutta e controllata, La ricchezza è un romanzo che narra dei ragazzi degli anni Settanta, di una generazione che ha consumato in fretta il proprio tempo nel sogno e nell’illusione, per esporre alcuni dei temi fondamentali della letteratura di ogni tempo: le grandi speranze e le fragili certezze della gioventù, l’impossibilità di accedere alle vite degli altri, gli inganni della memoria e dell’Io.

    Romanzo vincitore della prima edizione del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, «un premio che è un unicum in Italia».
Corriere della Sera

    «La fugacità della giovinezza, l’inganno della memoria e di un’identità ritenuta inattaccabile. Sono queste le tematiche di Montemarano, affrontate in uno stile portato all’essenzialità».
Paolo Di Stefano, Corriere della Sera

    «Un racconto asciutto e sagace di un pezzo della meglio gioventù dei tardi anni ’70, senza i drammi e le passioni di quei tempi turbolenti, ma capace di svelare il doppio registro dei ricordi».
Silvana Mazzocchi, La Repubblica

    «La ricchezza è un romanzo fitzgeraldiano con un testimone-protagonista che ci racconta la storia di un’età dell’oro che volge in caduta, un racconto in cui la bellezza fisica all’inizio seduce ma col passare del tempo più spesso isola».
Michele De Mieri, Domenica (il Sole 24 Ore)

    «Montemarano si riappropria del passato con sicurezza e sembra dirci a ogni pagina che lavorare sulla costruzione della propria identità è una fatica infinita e si corre il rischio di mettere in crisi il principio di realtà».
Brunella Schisa, Il Venerdì di Repubblica

 
Di Redazione (del 13/04/2015 @ 16:03:23, in MSGradio, linkato 828 volte)

Dopo la realtà della web radio di Noha, tre giovani ragazzi del nostro paese hanno deciso di creare un programma radiofonico dedicato in particolar modo alla musica reggae e house soffermando la loro attenzione su artisti del nostro Salento. Il loro programma si chiama MSGradio, nome composto dalle iniziali dei ragazzi: Marco Centonze (M), Simone Lauria (S) e Gabriele Tarantino (G). La loro idea centrale è quella di valorizzare il nostro paese e farlo conoscere attraverso la nuova realtà creatasi con l’aiuto di un genere musicale come quello del reggae e quello dell’house molto apprezzato da giovani e meno giovani.

Le loro voci e la loro musica la potremo ascoltare dal 15 aprile OGNI MERCOLEDI’ DALLE 18 ALLE 19 SU NOHINONDAZIONI ATTRAVERSO TABLET, PC E SMARTPHONE.

MSGradio
 
Di Antonio Mellone (del 30/07/2016 @ 16:01:49, in Politica, linkato 1353 volte)

Addio giunta Montagna. Che il cemento ti sia lieve.

La ferale notizia della prematura dipartita dell’amministrazione del Nazareno di Galatina, quella del consociativismo ovvero delle larghe scemenze nostrane, m’è giunta ieri sera come fulmine a ciel in Tempesta, mentre appagavo il mio senso estetico sotto le volte affrescate della basilica orsiniana, riecheggianti di voci e note medievali de “La cantiga de la Serena” (percorsi musicali lungo le vie dei pellegrini di Puglia).

Non c’era il bisogno di essere Nostradamus per vaticinare il fatto che la fascia di Miss vice-sindaco primavera/estate 2016 indossata dall’assessore all’area mercatale, al secolo Patrizia Sabella, sarebbe durata da Natale a Santo Stefano (anzi per la precisione: da San Pantaleone a Santa Marta – protettrice delle casalinghe, ndr.).

A dirla tutta, la giunta Montagna, per lo scrivente, era già spirata da un pezzo: precisamente dal giorno in cui - dando retta al raglio degli asini che volano - aveva detto di sì al mega-porcile di Collemeto, con la successiva sottoscrizione nel 2013 della famosa Convenzione (o circonvenzione d’incapace) con la Pantacom, la società a irresponsabilità illimitata - che tanti danni, soprattutto ai quattro superstiti neuroni dei galatinesi, ha procurato. 

In nome della cantilena per bimbi-minchia, vale a dire “ricadute occupazionali e volano per lo sviluppo”, si trovarono tutti insieme appassionatamente il PD (Pronta Deforestazione), l’allora Udc (Unione del Cemento), il Pdl (Partito delle Lottizzazioni), la PdT (la Puccia prima di Tutto), i restanti destrorsi, inclusi i “compagni” del partito socialista (che a dispetto di Marx ed Engels - le cui ceneri si staranno certamente travujando nella tomba – è diventato di destra), a votare lo scempio di circa 25 ettari di terreno di Contrada Cascioni per impiantarvi l’n-esimo centro commerciale salentino.

Il tutto con l’opposizione di RC (Rifondazione Comunista, anzi Riposo Cerebrale) così blanda, così affabile, così, come dire, scoglionata, che la Roberta & C. son rimasti avvitati alla cadrega della maggioranza sino all’altro giorno.

*

A Roberta, che reputo persona di grande valore e preparazione, non perdono il fatto che, subito dopo le elezioni e la nomina in giunta, si sia dimenticata delle sue battaglie in favore dello “Stop al consumo di suolo” (e, invero, anche dei suoi compagni di lotta), sparendo di fatto dalla circolazione e dagli incontri nei collettivi, creando uno iato inspiegabile (o forse sì) tra un prima e un dopo, e diventando paladina delle glandi opere pubiche - tipo mega-impianto di compostaggio ana(l)erobico e area mercatale - e avallando le scandalose enormità di questa amministrazione, più volte descritte dall’ineffabile Andrea Coccioli come grandi successi (o forse voleva dire grandi cessi, tipo: pseudo-circonvallazione con tanto di ringhiera combustibile; Palestra Hangar chiusa come un bunker all’indomani dell’inaugurazione in pompa magna (pompa è sostantivo; magna, voce del verbo); Auditorium in-cubista morto nella culla di cemento vibrato; Centro Polifunzionale di Noha senza allaccio polifunzionale all’energia elettrica; parcheggio di via Giada (ahinoi, volevano fare anche quello); accettazione diretta o indiretta delle sponsorizzazioni da Tap, Colacem e da altri gigli di campo (santo) senza alcuna alzata di ciglio o storcimento di muso;  varie ed eventuali).

*

Ora si prospetta una gestione della città di nomina governativa, sicché un grigio Prefetto, con l’investitura di un suo commissario, sancirà solennemente che a Galatina la democrazia è fallita.

Che ci vuoi fare, signora mia: nel mio comune c’è una genia di politici e di loro accoliti ancora nostalgici del Podestà.

Qui il popolo stravaccato sui divani & divani non ha ancora compreso il fatto che il peggior sindaco (pensate, per dire, ad un Carlo Gervasi - sanu me toccu – che fu lo sfidante di Montagna), sarà pur sempre preferibile al miglior Commissario Prefettizio.

*

Dite che non me ne vada bene una? Forse.

Ma ormai lo sapete che, avendo dichiarato guerra alle icone, sono poco ecumenico e molto iconoclasta.

Specifico: icone. Senza f.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 02/05/2011 @ 15:55:42, in Un'altra chiesa, linkato 1523 volte)

Il 1° maggio, universalmente giorno dedicato ai lavoratori, in Italia è stato requisito dalla gerarchia cattolica, segnatamente dal Vaticano che ha deciso di beatificare Giovanni Paolo II, il papa polacco, in questo giorno, con una volontà di prevaricazione ostentata e con l’intenzione di oscurare con una massa religiosa il 1° maggio laico, contrapponendo due celebrazioni, laica e cattolica, in modo artificiale e polemico.

E’ vero che il papa polacco fu un operaio. Lo fu solo per un anno o poco più. Non si può quindi dire che un «operaio», ma piuttosto che fece una esperienza di lavoro. Vendere questa esperienza come uno status qualificante è falso e mistificatorio. Non è degno di chi crede comportarsi così.

Beatificare il papa polacco può rientrare anche negli affari interni alla gerarchia cattolica, ma è certo che una gran parte della Chiesa non partecipa a questa operazione di marketing della religione per risollevare le sorti di una religiosità languente. Non è così che si testimonia la fede, così la si uccide soltanto perché questo genere di eventi mettono in evidenza l’esteriorità: le grandi masse, i numeri, il folclore, l’illusione di dire che «erano in tanti» come sinonimo di richiesta di religione. Siamo in pieno paganesimo religioso perché si sfrutta il sentimentalismo per affermare una visibilità che nasconde il vuoto e il paganesimo dello stesso personale clericale. Sceneggiate. Parate. Mondanità. Si dice che dopo la prima ubriacatura, oggi a pochi giorni della saga papale, si teme un flop che fa paura agli organizzatori che spendono per questa dimostrazione di forza debole una enorme quantità di denaro che poteva essere usato per i migranti o per altri scopi nobili sociali. Il costo dell’operazione è di € 1 milione e 200 mila, mentre al Comune di Roma tra straordinari e logistica costerebbe € 7 milioni e mezzo. Una cifra enorme, buttata al vento per una manifestazione con tanti interrogativi.

Il papa polacco come uomo fu dirompente, carismatico, carnale e sanguigno: fu un uomo vero che si tuffava in mezzo all’umanità e vi restava. Ciò detto e riconosciuto, come papa fu il peggior papa del secolo scorso perché polacchizzò la Chiesa, consegnandola nelle mani delle sètte religiose che hanno frantumato il volto unito della sposa di Cristo. L’Opus Dei controlla le finanze del Vaticano e la cultura teologica, messa come cane da guardia per fare morire la Teologia della Liberazione. Comunione e Liberazione a livello nazionale e non solo è la longa manus del Vaticano in Italia, via privilegiata per accedere alle stanze del governo e delle leggi e poco importa se le Compagnia delle Opere, si esercita a fare affari con mafiosi e delinquenti. Poco importa se i due Istituti fanno a gare nell’arruolamento dei deboli a privare della coscienza chiunque si affaccia nel loro cortile. Poi vi è il lupanare dei Legionari di Cristo protetto e difeso anche di fronte all’evidenza delittuosa e immonda di un superiore generale pedofilo e padre di figli disseminati come noccioline.

L’obiettivo di tutta questa nuova fregola di evangelizzazione è uno solo: annientare definitivamente il concilio Vaticano II, il cui solo nome è sintomo di destabilizzazione nel mondo curiale e clericale. Noi celebreremo come possiamo il 1° maggio con un concerto dedicato ad un lavoratore della musica, il M°. Emilio Traverso nel IV anniversario della sua morte e con lui pensiamo a tutti i lavoratori del mondo che cooperano alla grandezza del mondo.

EVERSIVO

Noi non daremo mai ad alcuno il titolo di brigatista perché non vogliamo banalizzare una tragedia e trasformarla in un insulto senza fondamento. Noi diciamo che Berlusconi, mandante e istigatore, di questi comportamenti violenti, saturi di acredine e di odio, è un EVERSIVO, MALATO MENTALE, COMUNISTA DA KGB, ISTIGHATORE A DELINGUERE E ALLA PROSTITUZIONE MINORILE. UOMO SENZA ONORE E SENZA DIGNITA’, MAGNACCIA PAGANTE, SPERGIURO RECIDIVO, FALSO, CORRUTTORE E CORROTTO.

E’ dovere morale e civile di ciascun cittadino espellerlo con qualsiasi mezzo, anche la rivoluzione come insegna Paolo VI nella enciclica Populorum Progressio, n. 31:

 «Nel caso di una tirannia evidente e prolungata

che attenti gravemente ai diritti fondamentali della persona

e nuoccia in modo pericoloso al bene comune del paese

[è legittima]

l’insurrezione rivoluzionaria».

Paolo Farinella, prete

Parrocchia S. Torpete - Genova
 
Di Antonio Mellone (del 29/09/2015 @ 15:39:14, in Eventi, linkato 952 volte)

Nata da un “colpo di fulmine” musicale, approda a Noha in piazza Castello, nell’ultima sera dei festeggiamenti per San Michele Arcangelo (cfr. altro post), la TarantulOrchestra, il progetto pensato per il festival Notte della Taranta 2014. A firmarlo sono Tony Esposito, celebre percussionista campano, e i Petrameridie, ensemble formato da musicisti, cantori, danzatori e ricercatori provenienti da diverse aree geografiche della Puglia sia da differenti esperienze musicali. Insieme sul palco, prendono per mano lo spettatore e lo guidano in un viaggio che, dalle pizziche-pizziche del Basso e Alto Salento, conduce verso altre culture, altri strumenti, altri ritmi, giungendo alla sperimentazione e all’elettronica.

[trafiletto apparso su “quiSalento” – Settembre 2015]

 
Di Redazione (del 07/03/2015 @ 15:36:00, in Comunicato Stampa, linkato 666 volte)

Un pomeriggio di ascolto e riflessione è il secondo appuntamento con Mille e una Donna, progetto condiviso da due associazioni salentine molto attive sul territorio, SoniBoni Officine Culturali e Dna donna, per un percorso che valorizzi la parità di genere.

E' importante parlare di "Giornata" della donna perché non si tratta di una festa, non ricordiamo un evento felice per le donne. Tuttavia si ritiene importante incontrarsi, tra donne e uomini, per ricordare la forza, la bellezza e le vittorie delle donne, senza dimenticare che ancora oggi, come in passato, troviamo atteggiamenti discriminatori verso le donne, disparità di trattamento sul lavoro e nella vita sociale.

L'appuntamento presso gli spazi colorati di Dna donna è previsto per le 19h00, aprendo la serata con un momento di discussione e dibattito rispetto alle mille sfaccettature delle donne. Dopo la presentazione del centro Dna donna e Soniboni si aprirà il Cerchio delle donne dove alcune letture, esperienze, riflessioni saranno l'inizio di un dibattito aperto e sincero, senza filtri e convenzioni, per confrontarsi con la realtà quotidiana, individuando anche strade, spazi, percorsi condivisi, per trovare soluzioni concrete.

A cornice del dibattito a cui parteciperanno con alcune letture e testimonianze Angela Leucci, Ada Metafune, Chiara D'Ostuni, Pamela Maglie, Leila Carlyle, Enza Miceli, Stefania Cosi, Marisa Stivala sarà presente dalle 19.00 un angolo photoshooting, a cura della fotografa Lavinia Urso, dove ognuno potrà farsi fotografare scegliendo una frase importante di alcune donne che hanno fatto la nostra storia e che potranno essere scelte tra quelle messe a disposizione.

Valeria Puzzovio, illustratrice, ci regalerà un bel momento di live painting realizzando un lavoro a tema, insieme ad un'esposizione dei suoi ultimi lavori. Proiezioni di genere verranno trasmesse durante tutta la serata che si chiuderà con un momento condiviso dall'aperitivo musicale, momento di social food e buona musica, per concludere la serata in semplicità ed allegria.

Per informazioni - DNAdonna Ass. di volontariato per il contrasto alla violenza sulle donne - SONIBONI Officine Culturali Ass. di promozione sociale - Tel. 329.81.20.306 (Segreteria Dna donna) - Tel. 339.44.92.300 (Segreteria Dna donna)

 
Di Marcello D'Acquarica (del 01/07/2015 @ 15:26:48, in NohaBlog, linkato 582 volte)

Chi era Carmelo Convertino. Un pezzo di cielo azzurro piombato all’improvviso nel mio ferreo realismo di poca speranza.

Carmelo nasce in una famiglia di salentini come me. Loro però sono di Brindisi e, negli anni ’60, si trasferiscono a Torino per lavoro. A tre anni lo colpisce la malattia. Non entro nel merito di questo argomento, non è quello che voglio dire e mi mancano le informazioni. So solo che Carmelo lo vedo com’è e tanto mi basta. Ha la colonna vertebrale sostenuta da un busto, molto rigido, tipo quelli che si fanno indossare agli adolescenti per curarne la scoliosi. Se non fosse per il corsetto si ammucchierebbe a terra come un pacco di argilla molle. Parla molto bene e ha una voce da baritono, non canta ma adora la musica. Ha attrezzato la sua casa con un impianto hi-fi all’ultimogrido. Naturalmente non cammina, ma scorrazza ovunque con la sua super carrozzella elettrica. Quando ha le batterie scariche sgancia i motori e, sorridendo, ti chiede di dargli una spinta. Quando lo prendo in braccio per trasferirlo dalla carrozzina al sedile dell’auto, scherzando mi chiede scusa per la barba ispida. Muove a malapena il braccio destro, con il quale gestisce i comandi della sua poltrona spider. Quel poco che riesce a fare quindi, lo fa con la destra, la sinistra è quasi immobile. Me lo vedo piombare addosso felice come una pasqua in un giorno di primavera, ha saputo della mia provenienza salentina ed è felice di farmi ascoltare le sue musicassette con le canzoni nel nostro dialetto. Diventiamo presto amici, per affinità di onestà intellettuale. Ci rispettiamo a vicenda e per me è un fulmine a ciel sereno. Mi riferisco alla sua incredibile positività e al suo eccezionale entusiasmo. L’amicizia è un dono inestimabile, difficile da trovare e Carmelo è sempre sorridente e non perde mai l’ottimismo. Per me resta un mistero. Una di quelle cose che forse vengono classificate tra i miracoli, fra le cose incomprensibili. Come si spiega altrimenti il suo buonumore costante nonostante la sua evidente sfortuna. Ogni tanto, a causa della sua postura, gli si gonfiano i gomiti e deve farsi estrarre i liquidi. Si è fatto imbottire i braccioli ma evidentemente non basta. Non si lamenta mai di niente. Dice solo che se dovesse nascere un’altra volta vuole essere un cavallo, per correre in tutti i prati del mondo. Poi scherzando piroetta rapidamente sfiorando con la mano sinistra (sorprendentemente aperta alla presa) il fondo schiena di Beatrice, una delle nostre colleghe.

Anche loro, le ragazze, gli vogliono un bene dell’anima e lo lasciano fare ostentando un finto disappunto per le sue carezze involontarie.   Non ho mai voluto indagare oltremodo sulle sue potenzialità sessuali, ci siamo sempre mantenuti liberi nel gioco degli eventi, con le dovute attenzioni e soddisfazioni reciproche, senza mai neppure un piccolo screzio. Mai. Abbiamo passato insieme delle bellissime giornate, uniti nella difesa dei nostri diritti da lavoratori, quale lui stesso era diventato. Un collega amico.

In azienda gli avevano costruito un tecnigrafo su misura con il quale Carmelo riusciva a tracciare schemi elettrici con la stessa precisione di un sistema Cad. E per lui era quella una grande soddisfazione. Vincere le barriere che la natura gli aveva procurato era una sfida quotidiana, e riusciva sempre in ogni suo obiettivo. Con la sua donna, una ragazza poco più vecchia di lui, ma con meno problemi di deambulazione, avevano messo su casa in un appartamento al primo piano in c.so Lombardia. Tutto era attrezzato per la sua libertà d’azione, ogni cassetto, maniglia, comandi per la doccia, ingressi e uscite erano alla sua portata. Aveva studiato soluzioni impensabili che mostrava con orgoglio. Era il mese di giugno del 1989 e facemmo appena in tempo a invitarlo nella nostra nuova casa di Rivoli, e con i primi caldi Carmelo ci lasciò. Ancora oggi, dopo 26 anni, mi chiedo come sia possibile stare una vita accanto a persone che appena svoltato l’angolo le scordi, e invece c’è chi, pur avendolo frequentato poco, ti resta impresso nella mente per sempre. Carmelo: un amico che rivedrò volentieri.

Marcello D’Acquarica

 
Di Redazione (del 09/08/2015 @ 15:18:42, in Comunicato Stampa, linkato 548 volte)

Si rinnova per il quinto anno consecutivo l'appuntamento con l'evento-spettacolo estivo più esclusivo e frizzante del Salento targato “QUELLI DI PIAZZA SAN PIETRO”: "I LOVE ’80 PARTY 2015" del 16 e 17 agosto che si svolgerà in piazza San Pietro a Galatina.

In particolare, negli anni passati, le esibizioni di Gazebo (2012), Righeira (2013), Leroy Gomez dei Santa Esmeralda (2013), Leee John degli Imagination (2014) e Spagna (2014), hanno registrato diverse migliaia di spettatori.

Quest’anno ci saranno ben due serate durante le quali si esibiranno prestigiosi artisti italiani e stranieri: un meraviglioso ed affascinante “Revival ‘80” dedicato alla grande DISCO-MUSIC dei migliori anni partendo dagli anni 70, passando soprattutto agli anni 80 periodo simbolo della disco fino ad arrivare alla grande HOUSE-MUSIC degli anni 90; chi ha vissuto questi anni li adora, chi non li ha vissuti ne è sempre più affascinato.

Durante la prima serata (DOMENICA 16 AGOSTO) avremo una parata di fantastiche icone degli anni 80: SANDY MARTON, TRACY SPENCER, GARY LOW e ALVARO VITALI.

Tracy Spencer, nome d'arte di Louise Tracy Freeman è una cantante inglese piuttosto nota alla fine degli anni ottanta, scoperta da Claudio Cecchetto, che dominò la hit parade italiana nell'estate 1986 con “Run to Me”, brano che la portò a vincere il Festivalbar 1986.

Gary Low porterà in piazza San Pietro i pezzi che gli hanno regalato il successo: “La colegiala” nel 1984, indimenticabile pezzo custodito nelle borse dei deejays per un decennio, che ha di fatto travolto i dancefloor di tutta Europa. Tra le hit del cantante italo spagnolo anche “You are a danger” e “I want you”.

Sandy Marton scoperto dal talent scout Claudio Cecchetto nel 1983 esordisce col singolo intitolato ‘Ok Run’ prodotto dallo stesso Cecchetto. L'anno successivo, con l’inconfondibile ciuffo biondo e tastiera elettronica a tracolla, arriva il grande successo col brano disco-dance in inglese ‘People from Ibiza’ che in breve tempo diventa uno dei tormentoni più conosciuti della disco-music made in Italy.

Non poteva mancare un omaggio al cinema ed in particolare alla Commedia all’italiana che negli anni ’80 ha vissuto il periodo più florido grazie anche all'intramontabile Alvaro Vitali: eclettico, stravagante, esilarante e irriverente con una inconfondibile risata, lo sguardo un po' strabico, la testa ovale e quella faccia che diventa una buffa maschera di piacere quando spia le più belle attrici del filone della commedia terribilmente sexy, mentre queste si spogliano o si fanno la doccia; memorabili sono le sue interpretazioni nei panni di Pierino, diventato ben presto il personaggio-simbolo di un'intera generazione. Alvaro Vitali, in arte Pierino, accompagnato dalla sua soubrette ci farà rivivere, attraverso scenette comiche in molteplici vesti, quel fantastico ed indimenticabile periodo.

Alla guida di questa fantastica “macchina del tempo”, per il 5° anno consecutivo, PIERO MARCIANO': animatore radiofonico, dal 1979, speaker e voce istituzionale di numerose emittenti radiofoniche è tra i più conosciuti ed amati Disc Jockey Salentini degli anni 80. In qualità di Direttore Artistico ci accompagnerà in un esclusivo e unico spettacolo che farà rivivere il tripudio di colori, sensazioni ed emozioni le tipiche atmosfere degli anni ’80 e non solo: insomma uno spettacolo-evento con profonde radici socio-culturali che toccherà tutti in un turbinio di suggestioni e di ricordi.

LUNEDI’ 17 AGOSTO avremo in “apertura” i fantastici ragazzi del gruppo musicale “THE STORYTELLERS” che con la loro esibizione racconteranno e suoneranno dal vivo la storia dell’Hard Rock, dalle insospettabili origini fino all’epoca d’oro.

A seguire la funky band più famosa d’Italia farà tappa a Galatina con un concerto di grandi successi e di nuove canzoni: i DIROTTA SU CUBA ritorneranno infatti da protagonisti sulla scena musicale italiana con una grande novità: di nuovo insieme nella loro formazione originale, con cui si sono fatti amare e apprezzare al grande pubblico. Quella che tanti successi ha regalato alla musica italiana, come “Gelosia”, “Dove sei”, “Ridere”, “Sensibilità”, “Liberi di liberi da”, “Notti d’Estate”, “E’ andata così” e tantissimi altri.

Rivivremo vent’anni di musica e successi con cui i Dirotta su Cuba hanno fatto infuocare, saltare e ballare le piazze e i ragazzi di tutta Italia; tutto questo in un concerto che propone i brani che l’hanno resa popolare al grande pubblico, riproposti per l’occasione con nuovi ed accattivanti arrangiamenti, ma sempre ricchi di classe ed energia travolgente dal vivo.

Ma non è finita...... a seguire infatti sarà la volta dello spettacolo “IL FESTIVAL BAR ITALIA” con Vanny Deejay e Fabio Marzo a trasformare Piazza San Pietro in una discoteca a cielo aperto fino a tarda ora; proporranno un format ben consolidato composto da un ''Team'' che porta nelle piazze del Salento e non solo, uno show in pieno stile concerto, abbracciando un pubblico di tutte le età, dai nostalgici degli anni 60 ai giovani di oggi, con brani rivisitati in chiave remix. Insomma un evento dedicato alla musica Italiana da ballare con sceneggiature ed allestimenti in perfetto stile Italiano.

A presentare la serata del 17 agosto un duo d’eccezione: MARIO MASCIULLO ed un funambolico GIANFRANCO LORETA che onoreranno gli spettatori e l’illustre pubblico della loro divertente, intelligente ed affascinante presenza.

Con "I LOVE ’80 PARTY 2015", chiudendo gli occhi, ognuno di noi potrà ritornare ai suoi indimenticabili anni 80 rivivendone ancora i ricordi.

ABSOLUTELY FREE ENTRY
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TEL: 338.8540370
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Di Albino Campa (del 12/09/2006 @ 15:07:58, in Eventi, linkato 2118 volte)
L’Arcangelo Michele è quasi pronto: aspetta da un anno la sua festa di Noha, quella che chiude tutte le feste d’estate. Un pennacchio nuovo ed elegante, l’abito delle cerimonie, una lucidata all’elmo ed al suo scudo su cui è impresso il motto, che è il suo nome latino: “Quis ut Deus”, chi è come Dio.
Sempre all’erta, con la sua lancia puntata contro il serpente antico, drago infernale, San Michele Arcangelo continuerà a tenere a bada il nemico di sempre: la festa di Noha non lo distoglierà punto dal suo arduo compito! E magari continuerà a fare i miracoli, come quello del 1740 che salvò Noha da un tremendo uragano; quei miracoli che spesso San Michele lascia compiere a noi uomini, magari ogni giorno, ma che forse, distratti come siamo dalla diuturna frenesia, sfuggono alla nostra attenzione.
Per i tre giorni della festa di Noha, San Michele avrà modo di uscire dalla sua nicchia, sgranchirsi le ali e volare e camminare per le strade di Noha parate in suo onore con mille baroccheggianti luminarie. Un giro per le bancarelle, fornite di ogni ben di Dio e (perché non?) anche al luna park. E poi nella piazza principale di Noha, proprio a Lui dedicata, sosterrà, comodamente seduto in poltrona, per seguire le opere liriche dei concerti bandistici e sinfonici, sgranocchiando qualche nuceddrha o gustando cupeta e mustaccioli.
Farà un po’ più tardi del solito, San Michele, per un paio di serate: perché certamente non mancherà alla gara di mezzanotte dei fuochi pirotecnici e, all’indomani, nell’ultima sera di festa, in piazza Castello, al concerto del cantautore di musica italiana (cantautore il cui nome, noi comuni mortali, invero, non conosciamo ancora; ma che l’Arcangelo Michele certamente conosce già da tempo e in anteprima…).
..:: Programma Festa ::..
ANTONIO MELLONE
Fonte "quiSalento - anno VI, n. 11"
 
Di Albino Campa (del 24/01/2011 @ 15:04:27, in Recensione libro, linkato 1585 volte)

Scrivo, sperando di riuscire a liberarmene una volta per tutte. Scrivo, appunto, scrivo qualcosa che si potrebbe definire, volendo, recensione di un libro, ma che credo non abbia nulla di simile, a parte il libro, a una recensione. Sia ben chiaro che con la presente non è mia intenzione offendere alcun recensore professionista, né tantomeno l’autore del libro in questione, Antonio Errico.

L’ultima caccia di Federico Re (Manni Editori, pag. 151, 2005) è infatti l’opera di cui voglio parlarvi e che ancora non ho finito di leggere. Avete capito bene, non l’ho ancora finito di leggere e ho già iniziato, senza esitare un attimo di più, a buttare giù qualche idea. Beh, cosa sono quelle facce sconvolte? Vi avevo avvisato. Ecco quello che succede a non prendere mai sul serio chi scrive! Comunque non ho intenzione di tornare indietro, sia ben chiaro, io continuo dritto per queste righe.

Bene, e ora vi devo fare un’altra confessione: prima di iniziare a leggere quest’opera ne ho dovuto subire la persecuzione. Sarà capitato anche a voi, ditemi di sì, di gironzolare tra gli scaffali di una libreria e scorrere con gli occhi centinaia di titoli, distrattamente, senza prestare attenzione a nessuno in particolare. Almeno così vi sarà sembrato, se non fosse che alcuni giorni dopo vi trovate davanti un articolo il cui autore non vi è del tutto sconosciuto, siete certi di averne già sentito parlare, ma non ricordate in quale circostanza.

Ora, per favore, ditemi che è proprio così che vanno in genere le cose!  

Nel mio caso l’autore si chiamava Antonio Errico. Ne ero sicuro, questa la mia certezza, l’unica in fondo, per il resto ero costretto a vagare nel nulla; tutte le fatiche risultavano inutili, non c’era capriola, tuffo acrobatico, triplo salto nei miei ricordi che suscitasse una qualsiasi associazione: un libro, una poesia, bastava anche un volto, il colore di una copertina o un’immagine, una musica per carità, ma niente, nonostante continuassi imperterrito a lustrare il fondo della mia memoria, nessun luccichio mi veniva in aiuto.

Arriva sempre, inevitabilmente, un momento nella vita in cui è bene dimenticare, e in genere lo facciamo in automatico, senza alcuna prassi burocratica che ci porti via del tempo. Dimentichiamo per fare spazio a ricordi più ingombranti; mettiamo ordine perché ci rendiamo conto che presto ci riuscirà impossibile ripescare quel particolare ricordo.

Così mi accingevo a buttar via il ricordo di Antonio Errico, piccolo e deformato, probabilmente perché non mi riusciva di sistemarci nient’altro in quello stesso angolo di memoria e mi occorreva ancora dello spazio. Fu allora che mi sembrò di rivivere, nella penna del Collodi, lo spauracchio di Maestro Ciliegia, dal momento che proprio quand’ero sul punto di gettar nel fuoco il mio ricordo, ecco che questo vi si ribellò e mi ritrovai Errico dappertutto, a firma di articoli, mentre parlava della poesia di Vittorio Bodini al Liceo Classico “P. Colonna”, in una lezione all’Università Popolare di Galatina e nei suoi libri, che il caso però voleva non riuscissi mai a sfogliare, ma solo a intravedere nelle librerie, su scaffali di letteratura salentina.

De L’ultima caccia di Federico Re non ne avevo mai sentito parlare, mai prima della mostra Fabbricanti di Libri presso Palazzo Baldi a Galatina. In quell’occasione mi sono trovato dinanzi alla trasfigurazione artistica dell’opera, a una metamorfosi creativa che prendeva origine dalle pagine di quel testo, le modellava, ne plasmava l’idea dell’artista con quella dello scrittore per dare vita a un’opera d’arte unica e di rara bellezza. Questo era il libro che dovevo leggere, mi dissi, e non ci fu bisogno di mettermi a cercarlo, perché fu lui a venirmi incontro. Giorni dopo eccolo, infatti, sugli scaffali della Biblioteca Giona a Noha, ancora lui, Antonio Errico e il suo L’ultima caccia di Federico Re.

Scrivo, quindi, scrivo sperando di riuscire a liberarmene una volta per tutte.

Scrivo, cercando di dare un senso a questa smodata ricerca.

 
Michele Stursi
… continua
 
Di Albino Campa (del 10/03/2011 @ 15:00:00, in Grafite è Musica, linkato 1715 volte)
"Grafite è musica" in connubio con "I dialoghi di Noha" è passata da noi domenica 6 marzo 2011 in prima serata. 
 La bottega della Paola Rizzo, come sempre, è stata fucina di incontri, dialoghi, idee, quadri belli come il sole, ritratti d'artisti e la musica, senza la quale la nostra vita sarebbe senz'anima.
 I musicisti ospiti della serata (grandissimi, straordinari!): Marco Rollo alla tastiera e Giancarlo Dell'Anna alla tromba. Il Dell'Anna è l'artista ritratto stavolta dalla grafite della Paola nel corso di questa splendida serata.
 L'appuntamento è andato benissimo. Ora ci attendiamo tanti nuovi artisti in quel vero circolo culturale che è la bottega d'arte di Paola Rizzo, la pittrice più in gamba del Salento. 
 

Eccovi un scorcio della serata in un video girato a più mani da improvvisati cameramen.

 
Di Albino Campa (del 08/12/2011 @ 14:59:47, in Comunicato Stampa, linkato 1723 volte)
Le favole sono da sempre il modo attraverso il quale gli adulti trasmettono ai bambini valori universali, come il bene e il male; sono meraviglia e fantasia, ma anche luogo in cui i bambini affrontano le proprie paure e costruiscono le proprie risposte alle grandi domande della vita. Attraverso i burattini, si vuol far comprendere a tutti i bambini, quanto sia importante avere paura, ma quanto, sia ancora più importante vincere tali paure. Il progetto di RaiRo Servizi Turistici e Teste di Legno nasce dalla volontà di sviluppare le ricerche intorno alle nostre tradizioni Salentine. L’elemento fondamentale che contraddistingue il Salento nasce da una religiosità popolare che si presenta come un intreccio di credo e magia, di cristiano e pagano, di arcaico e moderno. Questo elemento caratterizzante è l’uso della danza e della musica in funzione ora cerimoniale, ora terapeutica; un’arte che rimanda, con la propria ricca simbologia, a miti e archetipi lontani, comuni del resto ad altre civiltà mediterranee. Così facendo ognuno con le proprie professionalità propone con questo “ Spettacolo Laboratorio ” personaggi come il Mamau ( l’uomo nero ), Lu sciakuddhi ( piccolo elfo ), Le Stiare ( Le streghe ), Lu Nanniorco ( Orco ) la Macara ( la fattucchiera ), la Quaremma ( la quaresima ), Lu Paulinu ( rappresentazione del carnevale ) e le mitiche acchiature (i tesori nascosti), uno spaccato dei cunti intorno al fuoco, una sorta di favola antica ma sempre moderna. Nasce così lo spettacolo C’era una volta…. nel Salento, dove vi è una simbiosi tra il presentatore, i burattini ed il pubblico che partecipa attivamente allo spettacolo. Dunque a partire dalle 16.50 ( al calar delle tenebre ) di domani, domenica 11 dicembre 2011, pronti a scaldarvi al fuoco del camino dei ricordi, lo spettacolo accenderà l’animo di grandi e piccini che saranno trasportati all’interno dello spettacolo, in un vorticoso giro di gag esilaranti, effetti scenici, video e…. non possiamo rivelare tutto adesso. C’era una volta… nel Salento sarà pieno di grandi sorprese e colpi di scena che terranno incollati gli spettatori davanti al Petrarchino ( una riproduzione in scala di un vero Teatro, il Petrarca di Arezzo ). Vi aspettiamo in piazza Cavoti ( Staffa di cavallo ) lo spettacolo è inserito nella manifestazione ” La notte delle Lanterne ” . Un ringraziamento all’Autore: Raimondo Rodia per aver ideato lo spettacolo; per le Scenografie: Attilio Monti. Burattini: Associazione Teste di Legno. Costumi: Carolina Bocchi Monti e Roberta Lisi; tecnico del suono : Federico Tabella; aiuto per gli effetti speciali : Martina Tabella. Lo spettacolo con: Raimondo Rodia e Biagio Tabella e le musiche originali degli AEDO.
 
Di Albino Campa (del 04/08/2011 @ 14:58:58, in Eventi, linkato 1984 volte)

Torna anche quest'anno a Noha per la quarta volta il motoraduno Moto Guzzi, miero e pizzica insieme al ritmo della pizzica Salentina.

Di seguito il programma dell'evento

Venerdì 26 agosto

Ore 19.00

  • Appuntamento in Piazza S.Michele a Noha, trasferimento nel del piccolo borgo di S.Barbara dove un gruppo  musicale suonerà la PIZZICA e un maestro insegnerà i passi del ballo, cena a base di  rustici leccesi, calzoni, crocchette di patata e altro...
    degustazione vini delle Cantine Santi Dimitri di Galatina.

 

Sabato 27 agosto

Ore  9.30 

  • Inizio iscrizioni e consegna gadget

Ore 10.30

  • Tour per il salento e la costa con arrivo presso la Cantina Verola produttrice delle  migliori grappe del salento e degustazione dei 13 gusti di grappa prodotti.

Ore 16.00

  • Sfilata per le vie cittadine e partenza per raggiungere la città di Otranto dove accompagnati da una guida visiteremo il centro storico e la sua stupenda Cattedrale con il suo unico pavimento a mosaico

Ore 18.00

  • Partenza per raggiungere la frazione di Collemeto dove sarà offerto un ricco   rinfresco.

Ore 19.00

  • Rientro a Noha

Ore 20.30

  • Ritrovo in P.za  S.Michele a Noha dove sarà offerta la cena a tutti gli iscritti,   il menu prevede frisellata, pezzetti di carne al sugo, prodotti tipici e vino,  concerto di musica e ballo della PIZZICA

 

Domenica 28 agosto

Ore 9.30

  • Riapertura iscrizioni e consegna gadget

Ore 10.30

  • Benedizione dei caschi e visita alla Città di Galatina.

Ore 12.00

  • Sfilata per le vie cittadine e trasferimento per l’aperitivo presso il Castello di Corigliano D’Otranto, buffet nel cortile della masseria Spallaccia di Galatina con degustazione di vini locali.

Ore 13.30

  • Consegna di alcune confezioni di vino sorteggiandole con le cartoline di iscrizione,  Premiazioni, foto  di gruppo  e saluti con l’augurio di vederci l’anno prossimo.
 
Di Redazione (del 21/10/2015 @ 14:58:45, in Comunicato Stampa, linkato 428 volte)

Ritorna l’appuntamento fisso del mercoledì di Nohinondazioni con MSG Radio, il programma radiofonico nato per intrattenere giovani e meno giovani, che spazia dal reggae, all’house fino alla musica commerciale. In compagnia di Marco, Simone e Gabriele mercoledì 21 ottobre dalle 18 alle 19 saranno ospiti i Crifiu, che presenteranno Ad un Passo da Te, il loro nuovo album in cui raccolgono l’esperienza di questi anni di tour in Italia e in Europa insieme ai frutti del fortunato lavoro precedente “Cuori e Confini” e realizzano 11 tracce - diverse nei contenuti e nella musicalità con testi importanti e ricchi di riferimenti letterari - che rivelano un sentiero comune che conosce la crisi e il suo superamento, che sa che dietro ogni salita c’è una discesa, che ogni giorno nasce dalla notte e che solo dopo il diluvio si scorge l’arcobaleno, ribaltando così il concetto di crisi come momento di stimolo alla creazione.

A UN PASSO DA TE è un album contemporaneo nelle tematiche e nei suoni, tra pop, rock e world music, dal forte impatto musicale ed emotivo, che conserva le coordinate sonore ormai riconoscibili della band: chitarre, frequenze basse, flauti, potenti groove, melodie mediterranee e ritmiche del mondo, pop e poesia. L’album vanta, inoltre, la produzione artistica di Arcangelo “Kaba” Cavazzuti, già batterista di Vasco Rossi e Biagio Antonacci e produttore di numerosi dischi italiani e tra i tanti ospiti anche i Boom da Bash nella hit “Al di là delle nuvole” e l’attuale sezione fiati di Manu Chao.

Ovviamente il link per ascoltarci è www.nohinondazioni.it
Rimani aggiornato su tutte le news di MSG Radio sulla Pagina Facebook Ufficiale

fonte: inondazioni.it

 

Dal 4 Aprile al 2 Maggio, per cinque settimane consecutive, ogni lunedì (dalle 14.45 alle 15,28 circa) Gianmaurizio Foderaro curerà e condurrà Radiounomusica Special Musicultura, un programma cucito addosso, per l’appunto, su Musicultura. Ogni volta tre quarti d’ora per ascoltare i brani finalisti, familiarizzare con i rispettivi autori, accogliere a sorpresa le testimonianze di colleghi che ce l’hanno fatta, non che le impressioni degli studenti delle Università di Macerata e di Camerino, che seguono da vicino tutto l’articolato iter selettivo del concorso.
Ma c’è anche un secondo appuntamento con gli artisti finalisti di Musicultura, che sempre su Radio 1, per cinque sabati consecutivi (dal 9 Aprile al 7 Maggio) saranno ospiti e protagonisti di Stereonotte.
Nel periodo di programmazione radiofonica, Il pubblico potrà approfondire ulteriormente la conoscenza di questi artisti visitando i siti web www.radiouno.rai.it e www.musicultura.it, dove troverà anche le indicazioni complete per votare la canzone preferita e scegliere così due degli otto vincitori.
I numeri a disposizione, da completare aggiungendo il codice dell’artista prescelto sono: 899.03.03.36 da telefono fisso, e 47.70.776 per gli sms, entrambi attivi dalle ore 14,45 di lunedì 4 Aprile. L’introito del televoto (dedotti i costi del servizio) sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno delle adozioni a distanza.
Le canzoni di Musicultura 2011 sono pronte a debuttare anche sulle frequenze di Rai Italia Radio, che le rilancerà oltre confine. Da lunedì 11 aprile, sarà Rossella Diaco a curare la programmazione dei sedici brani e le interviste ai loro autori nell’ambito di Taccuino italiano e di Notturno italiano.

Il brano di CARMINE TUNDO in arte ROMEUS  che ha presentato al FESTIVAL di MUSICULTURA 2011 dall' 11 Aprile sarà in onda su RADIO RAI 1

Il giudizio di Musicultura:

Un linguaggio asciutto e moderno con sonorità ben selezionate ed una parte interpretativa che riesce a dare una giusta lettura dell’atmosfera che si respira.

 

Testo del brano:

Cosa vuoi che sia
un’altra splendida illusione
la capacità di perdersi dentro un errore
cosa vuoi di più
di un cuore aperto ed un coltello
per andare giù più in fondo dritto nel cervello...

Cosa vuoi da me, un’ulteriore umiliazione
è già volato via tutto il mio orgoglio e il mio pudore
e invece di andar via rimango aggrappato
a quell’effimera bugia di non averti mai perduto...

Sarà il freddo che fa, o questa pioggia che scende
sarà la nostalgia delle tue caviglie stanche
sarà la tua semplicità che ti rende importante
sarà quel che sarà ma qui, qui non cambia niente...

Cosa ancora vuoi da me,
mi hai ridotto ad un leone in gabbia
un tempo un grande re
ed ora senza artigli e senza un regno
cerca su di te, come un fantasma di placar la fame
sopravvivere di anche un bacio, per non affogare...

Sarà il freddo che fa, o questa pioggia che scende
sarà la nostalgia delle tue caviglie stanche
sarà la tua semplicità che ti rende importante
sarà quel che sarà ma qui, qui non cambia niente...

Sarà che ti amo ancora e che ti sto perdendo
sarà che il mondo brucia e tutto sta crollando
e quello che rimane in piedi è solo una stupida bugia
solo vita che entra dentro mentre tu scivoli via...

Sarà che ti amo ancora e che ti sto perdendo
sarà che il mondo brucia e tutto sta crollando
e quello che rimane in piedi è solo una stupida bugia
solo vita che entra dentro mentre tu scivoli via...
solo vita che entra dentro mentre tu scivoli via...
scivoli via...

 
Di Albino Campa (del 29/11/2008 @ 14:54:38, in Eventi, linkato 1783 volte)
Eccovi di seguito gli atti del convegno per la presentazione del libro "Il sogno della mia vita" di don Donato Mellone che ha avuto luogo nel salone del circolo culturale "Tre Torri" di Noha il 18 ottobre scorso, nell'ambito della rassegna nazionale Ottobre piovono libri. Noi di Noha.it ovviamente eravamo presenti.



Presentazione del libro

Il sogno della mia vita”


(Circolo culturale Tre Torri – Noha, 18 ottobre 2008)


Buonasera a tutti e benvenuti a questa manifestazione in cui parleremo di libri.

Questa serata rientra in un cartellone che ormai esiste dal 2006, e nel quale proprio dall’inizio io ho avuto l’onore di far parte per esserne stato sempre invitato come relatore. La rassegna si chiama: “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura.” Sottotitolo: “Il Salento ed altre storie”.

Questa manifestazione, come avrete visto dal manifestino, è promossa in collaborazione con tante istituzioni che non sto qui ad elencarvi, e comprende presentazioni di libri, maratone di lettura, bookcrossing (cioè incrocio o scambio di libri), letture di brani nelle chiese, nelle scuole, nelle biblioteche, nei parchi, e anche negli ospedali o nelle carceri o negli autobus, ecc.

Questa sera siamo in un circolo culturale. Il circolo culturale “Tre Torri” che ringraziamo per l’ospitalità.


*


Permettetemi ora di aprire una parentesi e la chiudo subito. Qualcuno m’ha chiesto: a che serve la presentazione di un libro?

Vi dico intanto cosa è la presentazione di un libro. La presentazione di un libro è una specie di battesimo del libro. E la si può fare anche più volte. Solo che la seconda volta anziché chiamarsi battesimo, si chiamerà magari cresima.

La presentazione di un libro la si può fare anche se il libro è già conosciuto e, come in questo caso, sia già in circolazione da tempo.

Un libro vive di vita propria. Una volta messo in circolazione non ha più bisogno dell’autore. Però un libro, come una persona ha bisogno di momenti comunitari, magari di festa.

Sicché la presentazione di un libro che come sapete potrebbe essere fatta in televisione, in casa tra amici, in un oratorio, in piazza, o in un circolo culturale, come stasera, deve essere semplicemente un momento di festa.

 

E qui siamo ad una festa, c’è anche il video, c’è la musica (dal vivo, grazie Maestro e grazie e bravi ragazzi!), c’è l’ospite o la madrina della serata, la Giuliana Coppola, dopo ci sarà anche un rinfresco, e tutti voi alla fine avrete anche una piccola immagine in dono: la bomboniera. Ecco cos’è la presentazione di un libro. Una festa necessaria. Che serve al libro in sé, e non necessariamente all’autore o al curatore o all’editore.

Un’ultima cosa brevissima sul concetto di “evento culturale”. Si è parlato di evento culturale, lo avete anche letto sull’invito o sul manifestino. Ma volevo farvi capire che la cultura non è l’evento in sé, che è qualcosa che passa: la cultura è quello che rimane dell’evento. Se di un evento non rimane nulla, allora è meglio non farlo. Di questo evento spero vi rimanga qualcosa. A me certamente rimarrà molto. Chiusa la parentesi.

 

* * *




Io vi presenterò un libro la cui edizione è fresca anzi ancora calda di torchio (è uscito infatti nel mese di giugno di quest’anno) ma di fatto si tratta di un libro che era già stato scritto in diversi anni - una cinquantina circa - a partire dagli anni quaranta del secolo scorso.

Si tratta di un libro i cui paragrafi erano già scritti e sparpagliati in fogli di quaderni trovati per caso. Sicché il mio lavoro è stato come quello per esempio del cuoco (sul libro ho scritto “del sarto”, ma dovevo trovare un’altra metafora per non ripetermi), un cuoco che ha già gli ingredienti a portata di mano e si diletta a preparare a sperimentare un nuovo piatto con una combinazione inedita di elementi noti, mettendoci un po’ di sale ed anche un pizzico di pepe.

Il cuoco di un libro si chiama “curatore”. Il curatore è colui che cerca di legare le parti di un libro, cerca di spiegare, di mettere in relazione, di commentare, di ricordare, di narrare qualche aneddoto; in questo caso è quello che ha scelto la copertina, il carattere, le dimensioni del volume, le foto, i colori, la carta del libro, l’impaginazione, gli spazi tra un rigo e l’altro, e molte altre cose.

Chi di fatto ha scritto il libro invece è l’autore.

Dunque questo libro, diciamo, per l’80% non è stato scritto dal curatore (cioè io che avrò al massimo scritto il restante 20%), ma dall’autore che è il qui presente Donato Mellone (ho detto Donato Mellone perché quando si parla di autori non ci vanno i titoli: dottore, don, professore, onorevole, o zio…).

Ma c’è un’altra particolarità.

Nel 99% dei casi l’autore è consapevole non solo di quello che ha scritto ma anche del fatto che ciò che ha scritto è destinato ad un prodotto editoriale. Cioè è destinato a comporre le pagine di un libro.


Nel caso di questo libro, invece, l’autore sapeva certamente di aver scritto delle cose su dei quaderni: omelie, pensieri, prediche, panegirici. Ma non avrebbe mai pensato che in occasione del suo sessantesimo di sacerdozio, che ricorre proprio in questo 2008 (il 18 luglio scorso, per la precisione: giusto tre mesi fa a partire da oggi), - l’autore dicevo, non avrebbe mai pensato che le sue omelie si sarebbero trasformate in questo libro.

Per forza di cose l’autore doveva rimanere all’oscuro di tutto, altrimenti al sottoscritto curatore non sarebbe mai stato permesso non dico di mettere tutto assieme ma nemmeno di leggere i manoscritti o di riprodurre le foto.

L’autore poi in maniera intelligente ha accettato il tutto, una volta messo di fronte al fatto compiuto. Poi magari ci dirà se ha gradito o meno.


Il titolo del libro… Beh lascio a voi scoprire il perché di quel titolo. Altrimenti che ci state a fare? A cosa servirebbe un lettore se tutto gli venisse scodellato?

Sappiate solo che la storia del titolo di questo libro è bella e sarebbe proprio da leggere. Non vorrei dirvi altro: Elias Cagnetti ebbe a scrivere: “Chi mi consiglia un libro me lo strappa di mano, chi lo esalta me lo guasta per anni”.


Il lavoro del curatore – sappiate - non così facile come potrebbe sembrare a prima vista. Il curatore non si limita a “copiare” (“copiare” con tanto di virgolette). Il curatore deve anche interpretare, capire, deve andare un po’ più in là dell’apparenza.

Nel mio caso è stato come fare un viaggio nel tempo. Ritornare indietro nel tempo per respirare l’aria, l’aura, la cornice di quei quaderni. Del resto riordinare le carte di un archivio è sempre fare un’avventura contro tempo, quando il passato si svela con sorprese inimmaginabili e senti che alcune cose ti appartengono per chi sa quale strampalato marchingegno.


Il presente lo conosciamo attraverso la televisione (purtroppo), mentre i decenni scorsi li conosciamo attraverso i libri e attraverso la visita dei luoghi, oserei dire anche attraverso le pietre.

Allora, sono andato a rileggermi tanti libri per rituffarmi nel periodo degli anni ’40, ’50, ’60. E poi i miei anni ’70, ’80 e ’90, gli anni che mi appartengono. Così non ho potuto non rileggermi Umberto Eco e la sua “La misteriosa fiamma della regina Loana”; un sacco di libri sul mitico ’68, e poi ancora i libri di Antonio Antonaci come per esempio il “Gaetano Pollio”, il “fra’ Cornelio Sebastiano Cuccarollo”, il “Luigi Accogli”; ancora alcuni libri sulle cronache del tempo, per esempio alcuni volumi de “L’Espresso” di quegli anni (che vendevano in allegato con Repubblica) e poi ancora il bellissimo e recente libro di Michele Rielli “Salento anni ’60 (Congedo Editore, 2007), e poi il libro “Memorie di Galatina” di Giuseppe Virgilio (sempre Congedo, 1998), e ovviamente “L’immaginazione che voleva il potere”, AAVV di Manni del 2004, e tanti altri. I libri si parlano tra loro del resto.

Ed altre decine di libri, tra i quali – non stupitevi - qualche testo mio come il “Don Paolo” e il “Noha – Storia, arte, leggenda”.

Cosa credete? Anch’io devo spesso andare a rileggermi quei due o tre libri che ho scritto! Mica mi ricordo tutto.


Poi ho pescato molte cose nella mia memoria di chierichetto, tra l’altro ritratto con altri ragazzi-colleghi sulla prima di copertina. E poi ho chiesto informazioni a destra e a manca. E soprattutto, per descrivere alcuni ambienti, ho dovuto visitare i luoghi del tempo che fu: la vecchia chiesetta di Santa Maria al Bagno, mi sono intrufolato fin nella vetusta sacrestia nella quale ci sono ancora alcune sedie mezzo sgangherate, ma anche nella nuova chiesa dedicata all’Assunta, costruita dal qui presente Donato Mellone stesso. Sono stato a Santa Caterina in quell’altro tempietto. Mi sono recato a Nardò nella cattedrale per percepire nella fissità arcaica di quella maestosa chiesa l’atmosfera solenne dei riti, molti officiati dallo stesso qui presente Donato Mellone, che di quella cattedrale fu viceparroco; ho visitato alcuni ambienti del vecchio seminario, l’episcopio, e villa Tabor a Le Cenate di Nardò. Eccetera.

I luoghi della chiesa di Noha e della canonica ce li ho, anzi ce li avete presenti tutti. Anzi proprio in questo momento, in questi locali, aggrappati alle pietre e agli anni di questi muri, ci sono le storie e le immagini della canonica del tempo narrato nel libro.

Insomma elementi importanti per la sceneggiatura, diciamo.

Dunque nulla di improvvisato. Non si improvvisa nemmeno se si copia.

“Bisogna saper copiare” - ci hanno sempre detto a scuola.

Ora prego Paola Congedo a leggere due brevi brani del sottoscritto, così sentirete con le vostre orecchie se ho copiate bene o male…



(Ecco uno dei due brani letti dalla Paola Congedo)


Da pag. 34

Don Donato, nelle funzioni solenni, e specialmente nel corso del triduo pasquale, voleva che i giovani (finalmente!) fossero presenti sull’altare, accanto al celebrante, nella lettura del “Passio”, della preghiera dei fedeli, ma anche nel corso di tutta la messa, senza bisogno di indossare alcuna tunica o veste liturgica.

Erano “grandi conquiste”, cose inaudite né mai viste prima di quei tempi.

Anche a Noha erano finalmente finiti i tempi in cui le “pizzoche” assistevano attivamente alla messa semplicemente recitando il rosario (che altro potevano fare se non intendevano né potevano ritenere nella loro mente il latinorum?).

A dire il vero, alcune di queste “comandanti di plotone” le vedevi annuire alle parole del prete che recitava preghiere in latino: volevano quasi dimostrare di essere in grado di capire quelle espressioni (latine o italiane che fossero), ma in realtà molto probabilmente non sapevano neanche di cosa il prete stesse parlando.

Al tempo della messa in latino le immancabili pie donne, sovente, ripetevano per assonanza, a memoria (e oltremodo deformavano) le parole che venivano fuori dalla bocca del parroco o da qualcuno più istruito che padroneggiava quella lingua, senza conoscere il reale significato, ma con tanta apparente devozione.

Perciò capitava spesso di ritrovarsi in un coro di fedeli che miscelava frasi e parole latine con il dialetto di Noha: l’esilarante spettacolo era assicurato: “Dominu vu mbiscu”, “Requie e statti in pace”, “Amme”.


* * *

Molti fedeli non sapevano né leggere né scrivere. E quando chi scrive, vestito da chierichetto, distribuiva i foglietti della messa, non era infrequente che qualcuno gli dicesse di non poter leggere. Era facile accorgersi della loro ignoranza; che i più furbi cercavano di mascherare in qualche modo, per esempio adducendo la scusa di aver dimenticato gli occhiali a casa.

Era bello vedere la “Nzina”, la “Tetta”, la “Sina” e la “Vata” tutte prese rigorosamente sotto braccio, dirette alla volta della messa vespertina.

Erano vere e proprie comitive di amiche, colleghe di nero vestite, con abiti e scamiciati perlopiù taglia “over-size”, donne pronte ad intonare, con voci più o meno accordate, più o meno nasali, seguendo chi più chi meno il tempo, l’inossidabile e bellissimo canto “Tantum ergo” (o come a squarciagola stornellavano le allegre comari: “Santu mergo”), ma anche il nuovissimo “Noi canteremo gloria a te…”.

 

Queste donne, così desiderose di spiritualità, erano quasi legate alla sottana (si potrebbe dire così?) di don Donato, tanto che lo seguivano in ogni iniziativa proposta.

Così, una volta, nel Seminario Vescovile di Nardò si tenne un convegno su Bioetica e Religiosità, il cui relatore principale era monsignor Elio Sgreccia, teologo e presidente della Pontificia Accademia Pro-Vita.

Orbene, alcune delle donne cattoliche nohane venendo a sapere dell’importanza del relatore vollero non solo partecipare a tutti i tre giorni del simposio, ma giocando d’anticipo sulle altre colleghe-concorrenti provenienti dalle altre parrocchie della diocesi, riuscirono anche a prendere i posti in prima fila, diremmo “in poltronissima”, onde esser accorte, attente a non perdere nemmeno una parola delle relazioni.

Ma per un paio di esse il tutto fu inutile.

Non passò molto dall’inizio del meeting che, sarà per la comodità della poltrona, sarà per l’ambiente ovattato, sarà per il rilassamento post-battaglia per accaparrarsi i primi posti, sarà per i discorsi invero un po’ monotoni o soprattutto difficili per le loro menti, sarà, dicevamo, per tutte codeste concause prese all’unisono, un paio di esse caddero inesorabilmente nelle braccia di Morfeo: si addormentarono, trasportate dalla voce del monsignore. Il quale, senza dover scrutare oltremodo l’attenzione dell’uditorio, se ne accorse, e ironicamente nel suo discorso fece pure cenno al “trasporto” con il quale qualche signora, assisa proprio di fronte a lui, seguiva la sua prolusione…

Alla fine della lectio magistralis, le belle addormentate, non solo si svegliarono di botto ed applaudirono entusiaste, ma al loro ritorno a Noha non finivano di dire a tutti: “Come è stato bello il convegno, e quanto era bravo il relatore!”>>.

 

* * *


Dopo tutto questo lavoro preparatorio si è potuto procedere alla ricopiatura dei quaderni.

Ecco, in questo libro ci sono 14 quaderni scampati al macero per un caso fortuito. Non vi racconterò - neanche in questo caso – tutta la storia avventurosa di questi quaderni, altrimenti non la leggerete dalle pagine del libro e vi soffermerete e vi limiterete a guardare le foto (vizio di molti).


Si tratta di quaderni stracarichi di anni e di esperienza. Quaderni pieni di versi che sono arrivati fino al nostro tempo a volte senza compiersi per una pazienza che non so capire. Ma come invece capiremo dalla lettura di qualche brevissimo brano, finché ogni giorno ognuno di noi può stare anche su un solo rigo delle scritture sacre o su queste di questo libro che di quelle parlano, riusciremo a non mollare la sorpresa di essere vivi.


Prego Ileana, ora tocca a te.


(Brani letti dall’attrice)



Da pag. 57: La vita è un viaggio spesso doloroso. In questo viaggio sovente si scivola, si cade, si smarrisce la via, ma chi si è comunicato bene la prima volta, si rialza, se si è perduto si ritrova, perché la Comunione accende una stella sulla che attraversa il mare della vita, conduce al porto dell’eterna salute.





Da pag. 67: Noi moderni tutti assillati nella conquista dei beni della terra, abbiamo quasi dimenticato i beni dello spirito; mai come oggi l’umanità è stata trascinata verso la terra, verso la materia, verso le paludi dell’immoralità; mai come oggi l’umanità incredula, scettica nelle verità della fede si è affannata e si affanna a chiedere alla terra, ai beni della terra, la felicità che essi non potranno mai dare.



 

Da pag. 75: Chi è mai in grado di evitare tutti i dolori, i fastidi, le avversità, le malattie, le contraddizioni, le delusioni che l’esistenza di quaggiù riserva al più innocente degli uomini? Se dunque la croce è di tutti, perché rifiutarla, perché non farne tesoro, perché non abbracciarla? Perché guardarla con diffidenza e scansarla o voler liberarsene ogni volta? Come potremo portarla trionfalmente in cielo, se oggi la temiamo e la disprezziamo?



Da pag. 77: La fede che Gesù vuole da noi non deve aver bisogno di miracoli.



Da pag. 78: Di fronte alle angosciose contraddizioni della vita ed alle prove più dure, non mettiamoci a ragionare, non pretendiamo di avere spiegazioni da Dio.



Da pag. 94: La vergogna di certi errori non deve allontanare dal perdono.



Da pag. 113: All’umiltà si oppone l’orgoglio e noi pecchiamo così spesso d’orgoglio. Che cosa è infatti il non voler riconoscere mai il proprio torto, il voler sempre occupare i primi posti, quel criticare le azioni del prossimo, il non accettare i richiami di alcuno?



Da pag. 123: Ricordiamoci che con Cristo si vince sempre. Passeranno gli anni, passeranno i secoli, non importa. Cristo non ha fretta, perché è eterno.



Da pag. 125: Per molta gente rozza non esiste che il lavoro materiale, esso solo è degno di compenso, ad esso solo si attribuisce il progresso umano. Ma c’è un lavoro alto, nobile: quello del pensiero, quello della poesia e dell’arte, e quello ancora più sublime della creazione della santità. Senza questo lavoro non può esserci popolo civile.



Da pag. 135: Ma siamo tutti fratelli! Se un mio fratello cade nel male, chi mi dà il diritto di condannarlo? Chi mi ha costituito giudice?



Da pag. 136: L’uomo ozioso non si occupa di nulla. Sa di avere un’anima da salvare, ma praticamente vive come se non ce l’avesse. Pensiamo che la nostra vita passa. […] Il tempo è nelle mani di Dio. Il tempo vola.



Da pag. 143: Saremo noi giudicati del bene e del male compiuto, saremo giudicati anche del bene che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto.



Da pag. 159: La chiesa è la casa della preghiera, il luogo in cui la creatura viene ad umiliarsi davanti al suo creatore, a chiedergli perdono delle sue colpe, ad adorarlo, a glorificarlo, rendergli il supremo culto. Nella chiesa tutto è sacro, tutto è santo, sacre le immagini, le reliquie, sacre perfino le mura, i santi sacramenti, la divina parola, sante le funzioni che in essa si celebrano. La casa di Dio non solo deve essere rispettata, ma in essa devono essere santi tutti i nostri pensieri, tutte le nostre opere, tutte le nostre parole.



Da pag. 153: Quando il peccatore si curva su se stesso, riconoscendo i propri torti ed invocando perdono e misericordia, allora Dio si abbassa e quasi lo abbraccia con il suo perdono.


Da pag. 156: Sentiamolo nel cuore l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo come noi stessi. La stessa misura che noi avremo usato nel trattare col prossimo, quella stessa misura ci sarà usata dinanzi a Dio.



Da pag. 162: Noi i Santi ce li immaginiamo lontani, invece ci sono vicini, sono nostri fratelli, forse nostri fratelli di sangue.


Da pag. 164: A noi tocca essere bravi cristiani e bravi cittadini. Si è bravi cristiani se si è bravi cittadini e viceversa.


Da pag. 165: Dal buon uso della lingua scaturisce la civiltà, dal cattivo uso di essa viene fuori la barbarie.


Da pag. 182: Siamo dei nomadi in cammino verso una patria eterna.


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Grazie Ileana. Ora la parola all’autore Donato Mellone (vi confesso che mi risulta difficile, quasi innaturale chiamare Donato, chi ha scelto di essere per sempre don Donato).


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Intervento di P. Francesco D’Acquarica, Missionario della Consolata. Ha raccontato alcuni aneddoti del periodo in cui, al rientro dalle missioni in giro per il mondo, ha soggiornato a Noha ed ha collaborato con don Donato. Molto divertenti (accompagnati da applausi e risate) gli aneddoti risalenti agli anni ’70. In particolare quello del traino della sua vettura da parte della mitica 600 di don Donato, dalla città di Parabita a Noha: 12 km di difficoltà, colpi di scena, drammi, risate.

Molto simpatica anche la storia del clergymen di don Donato acquistato con l’ausilio di P. Francesco a Roma da De Ritis, negozio di abbigliamento religioso (ubicato nella strada romana che dal Pantheon conduce a Porta Argentina) poco prima di partire in pellegrinaggio alla volta di Lourdes…


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Intervento di don Donato Mellone, molto applaudito.

- Racconto della favola della “montagna che partorisce il topolino”;

- “Ma io non voglio essere Donato Mellone; io voglio essere don Donato Mellone;

- “Non mi piace e non so parlare nei convegni. A me piace parlare in chiesa. Ma quando parlo in chiesa non sono io che parlo è un Altro che parla per me”;

- “Io non sono nessuno. Io sono il topolino di cui vi parlavo. Non sapevo nulla di questo libro. Se avessi saputo qualcosa, sarei, come dire, scomparso dalla circolazione”

- Ringraziamenti.


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Intervento della giornalista e scrittrice prof.ssa Giuliana Coppola.

(Non abbiamo la registrazione. Diciamo soltanto che l’intervento di Giuliana, bellissimo, ascoltato in religioso silenzio per tutti i suoi quindici minuti, ha incantato l’uditorio).



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Grazie Giuliana, ci hai commosso.


A me ora non rimane che concludere. E come ogni buona conclusione che si rispetti dovrei terminare con dei ringraziamenti. Ma stavolta non farò un elenco interminabile di persone da ringraziare. Mi limito a ringraziare soltanto una persona per tutti. Non ne dirò il nome per non nominarlo invano. Capirete di chi si tratta.

Ma dopo le bellissime parole della Giuliana, non posso più usare parole mie. Per esserne all’altezza devo prendere in prestito le parole di un grande scrittore, Erri De Luca, stese alla pag. 18 del suo libro “Nocciolo d’oliva” (ed. Messaggero, 2002), quello stesso dal quale ho tratto l’incipit del libro che stasera abbiamo festeggiato e che vi leggo di seguito.

Allora, ringrazio Chi…

“…Nacque e fu vivo grazie al solo prodigio di cui non fu lui stesso autore.

Per tutta la vita, poca, cercò di pareggiare il conto di quell’ingiustizia, fino a farsi appiccare sopra l’osceno patibolo romano che esponeva la morte in alto, in vista, a manifesto. […]

Per tutta la vita, poca, fu abitato da una folla di bambini mancati, dal dolore delle loro madri. Così poté sopportare quello della sua, ai piedi della croce.

Molti dei suoi prodigi erano […] miracoli, ma non colossali, non inceppò la macchina del cielo come Giosuè, che fermò il sole in Gabaòn e la luna sulla valle di Aialòn. Non aprì le acque come Mosè, però ci camminò sopra senza bagnarsi.

Non creò il frutto della vite, ma seppe provvedere, in una festa, a vendemmiare vino dall’acqua.

Non creò il sole, il fuoco, né luna, né stelle già create, ma diede vista ai ciechi e questo è un modo di inventare luce.

Non ebbe figli, non procurò una sua discendenza, ma litigò con sua sorella morte e le strappò di mano un corpo già in sepolcro, riportandolo indietro a rivivere, certo, ma anche a rimorire.

Fu battezzato in acqua dolce, amò la pesca, frequentò pescatori, ne riempì le reti, placò le ondate di una tempesta sul lago di Tiberiade. […]

Delle scritture sacre preferì Isaia; di Davide gustò più i salmi che le imprese. Discendeva da lui, così vuole la legge del Messia. […]

Chiese all’offeso di esporre l’altra guancia, mettendo l’offensore al rischio del ridicolo, ma pure stabilendo un termine alla prova: in numero di due, non più, sono le guance.

Non scrisse, non dettò, le sue parole facevano il viaggio delle api sopra i petali aperti delle orecchie. Salvò una donna dalla condanna di lapidazione chiedendo ai suoi accusatori che il primo di loro, se puro da peccati, si facesse avanti con la prima pietra. Sapeva che gli uomini tirano volentieri le seconde.

Diverse donne lo seguivano di luogo in luogo alla pari degli apostoli. Non pretese astinenza; il celibato venne dopo, a chiese fatte.

Sudò sangue, morì con tutto il corpo resistendo alla morte con nervi, fiato, febbre, piaghe e mosche intorno all’agonia. Risuscitò per intero, carne, ossa e promessa di essere solo il primo dei destinati alla risurrezione.

[…] Dopo di lui il tempo si è ridotto a un frattempo, a una parentesi di veglia tra la sua morte e la sua rivenuta. Dopo di lui nessuno è residente, ma tutti ospiti in attesa di un visto”.


Ecco a questo protagonista - non a me - vorrete indirizzare l’applauso del ringraziamento.

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 26/03/2016 @ 14:53:39, in NohaBlog, linkato 666 volte)

Ci sono delle parole, la maggior parte tronche, cioè accentate sull’ultima sillaba, che si utilizzano sovente per sintetizzare l’identità civile di una popolazione. Si parla così di napoletanità per indicare il complesso dei valori spirituali, culturali e tradizionali caratteristici della città partenopea e della sua gente; così come si parla di romanità per esprimere la caratteristica di chi (o di cio che) è romano. Ancora, si usa meridionalità, milanesità, o leccesità, per indicare quelle rispettive (intuitive) peculiarità.

Abbiamo finanche trovato in qualche scritto galatinesità per indicare il modo specifico di essere cittadini di Galatina: si fa riferimento alla cadenza della lingua, alla flessione stessa della voce, a determinati comportamenti, addirittura al modo di pensare e di agire.

E’ ovvio qui ribadire che non sarebbe scientifico generalizzare e che è difficile pensare ad esempio che un ideal-tipo galatinese abbia caratteristiche specifiche che lo possano distinguere nettamente da un collepassese o da un abitante di Strudà. Ma, in molti casi, pur non disponendo di categorie sociologiche basate sull’osservazione empirica o matematico-rigorosa, quando siamo di fronte ad un galatinese, ma questo vale per chiunque  anche per un trentino o un calabrese, riusciamo il più delle volte ad indovinarne la provenienza per quel non so che di noumeno che da qualche parte dovrà pur derivare.

Ma poniamo che in un ipotetico esercizio accademico sia possibile ricercare anche delle peculiarità specifiche di Noha, la nostra cittadina (ché di questo ci stiamo occupando); quale sostantivo, quale parola tronca potremmo utilizzare? Ebbene, in un processo di deduzione logica, se per Napoli questo sostantivo è napoletanità, se per Galatina è galatinesità, per Noha (che in dialetto è Nove) non potrà che essere NOVITA’.

Tutta questa premessa (chi vuol leggere i miei articoli deve portare un po’ di pazienza) per dire che la pasquetta nohana quest’anno non sarà la sublime e costante ricapitolazione di una lunga tradizione (come è anche giusto che sia), fatta di Fiera dei Cavalli (dal mattino e fino all’ora del pranzo), di processione post-prandiale della statua della Madonna delle Cuddhrure portata in spalla dalle donne nohane, di presa della Cuccagna, di scoppio di fuochi artificiali, di rogo delle Curemme nei diversi quartieri di Noha con distribuzione a tutti di fette di colomba pasquale e spumante…

Non è solo questo. La pasquetta nohana a partire da questo 2016 ha, appunto, una NOVITA’ straordinaria (incredibile fino a qualche mese fa): l’apertura al pubblico del “Parco del Castello”.  Quest’anno nohani, ospiti e viaggiatori tutti (non ci piace d’appellarli come “turisti”) avranno la possibilità di compiere un viaggio nel tempo, accedendo ai Fori Imperiali di Noha per riappropriarsi di un luogo del cuore per troppi decenni relegato nell’oblio.  

Qui si avrà modo di godere dei beni culturali più significativi della nostra cittadina, come l’originalissima vasca ellittica di fine ‘800 in perfetto stile Liberty (coeva e probabilmente disegnata e costruita dalle stesse maestranze che si occuparono della dirimpettaia Casa Rossa, la misteriosa casupola delle meraviglie che ricorda la Casa Pedrera di Barcellona, opera di Gaudì); la Castelluccia del parco, a forma di torre, eretta nei primi anni dell’900 del secolo scorso (con l’interessante impianto idraulico ed elettrico, con marmi, isolanti in ceramica, interruttori a leva ed altri sistemi di trasmissione dell’elettricità); le cantine con le botti di rovere o di altri legnami dove s’invecchiava il Brandy Galluccio; e infine il bene culturale più antico e interessante di Noha, bello da mozzare il fiato: la torre del XIV secolo (1300 d. C.) con il suo ponte levatoio, collegato a rampa con arco a sesto acuto. Ah, dimenticavo il dulcis in fundo e ultimo arrivato: un pezzo dell’“affresco di Albino” scoperto di recente dagli Indiana Jones nohani che rispondono ai nomi di Marcello D’Acquarica e, appunto, l’Albino Campa.

*

Nel parco del Castello di Noha il lunedì in albis si potrà in tutta libertà scorrazzare, giocare al pallone, poltrire, gareggiare a carte o con altri giochi di società, e soprattutto apprezzare le leccornie della pasquetta salentina, anche utilizzando liberamente i barbecue predisposti dal gruppo “Ragazzi della Masseria Colabaldi”.

Non mancheranno - ci dice l’uccellino - nemmeno le incursioni della Banda armata (di strumenti musicali) diretta dalla Lory Calò.

Chissà, infine, se riusciremo a degustare le cuddhrure appena sfornate dai due forni del Castello? Chi vivrà vedrà: non possiamo mica svelarvi tutto e subito. Sennò che sorpresa di Pasqua sarebbe?

Antonio Mellone

 

P.S. Il Parco del Castello è la parte più sana, intonsa e biologica di Noha, ricca di erbe spontanee (è pieno di sucamèli e di altre autoctone varietà di “verdure naturali”, per dire), scampata, com’è da decenni, dall’invadenza dell’uomo. Per fortuna qui non è stato spruzzato alcun erbicida, come invece purtroppo è avvenuto altrove con il silenzio-assenso degli Unni di Palazzo Orsini con l’ausilio delle loro trippe corazzate.

 
Di Albino Campa (del 23/08/2012 @ 14:51:04, in Eventi, linkato 1427 volte)

"Gli ulivi" di Paola Rizzo in esposizione nella corte di palazzo "Cascione" a Galatina. Nella serata del 23 agosto...Le corti a mezzanotte vi aspettano!

TRA musica, ARTE E SAPORI

“Le corti a Mezzanotte” riparte con la terza edizione, dopo il successo delle precedenti edizioni, che hanno visto la città di Galatina, Città d’Arte, trasformarsi in un vero e proprio circuito di accoglienza.
L’evento, espressione dell’arte e della cultura della terra salentina, anima la serata con canti, eventi culturali, estemporanee, enogastronomia tipica che consentono al visitatore di conoscere e rivivere le sensazioni di un tempo grazie all’inconfondibile scenario dei vicol

i e delle corti del centro storico di Galatina.
Inconfondibile scenario che viene presentato, in tutto il suo splendore, con tre differenti visite guidate tra chiese, palazzi, corti e tarantismo, che partono dagli uffici di promozione turistica “IAT” dalle ore 17:30 fino alle 20:00.
La bellezza ed il fascino di uno dei centri storici più belli della provincia di lecce, che si accende con diverse musicalità interpretate dalla NEW ORLEANS DIXIE BAND dal jazz delle origini di New Orleans; i CADILLAC RECORDS con il loro blues di Chicago; “ELEKTROKUSTICA” un progetto sonoro nato negli studi della Danirava Records, che parte dal naturale suono acustico, come può essere la chitarra o un violino, e via via si addentra in un percorso elettronico; gli inediti al pianoforte di MARTINO DUMA; il blues di GIORGIA FARAONE e MATTEO LUCERI.
“Le corti a Mezzanotte” regalano inoltre una suggestiva RAPPRESENTAZIONE DI TARANTISMO, curata da Simona Indraccolo, in quanto Galatina, terra del tarantismo, è luogo di ricerca del fenomeno.
Corti impreziosite da installazioni d’Arte di artisti e designer locali; Tre estemporanee tra pietra leccese, carta pesta e terracotta, che permettono anche al visitatore di interagire nella creazione dell’opera;
Uno speciale excursus gastronomico su tutti i sapori tipici della nostra terra, accompagnato dalle degustazioni di vini della selezione di Santi Dimitri, che conclude con le caratteristiche prelibatezze dolciarie.
“Le corti a Mezzanotte”, evento patrocinato e sostenuto dall’assessorato al turismo della Città di Galatina, è organizzata dall’agenzia Mood in collaborazione con gli uffici di promozione e accoglienza turistica IAT.
 
Di Albino Campa (del 03/10/2010 @ 14:50:06, in NohaBlog, linkato 2334 volte)

Bari. E’ un pomeriggio afoso e umido di fine agosto. Uno di quei giorni in cui rimpiangi di non essere rimasto a mollo nell’acqua del mare. La Città è quasi deserta, scarso il traffico, anche in un punto nodale come le vie intorno al teatro Petruzzelli. Cerco ombra e refrigerio nell’american bar posizionato nel corpo laterale del riaperto politeama. Devo incontrare un collega giornalista; vorrei parlare con lui di Puglia di come la regione sia regina del turismo estivo e di quanto i toni siano differenti nell’approccio giornalistico. Terra incantata quasi magica nelle narrazioni turistiche e racconti senza pace dal sapore pasoliniano in cronaca. Un ossimoro che necessita di una sintesi.

 

Penso questo mentre attraverso la strada incredibilmente libera dal traffico ed mi infilo nel caffè. Appena entrato vengo colpito dai quadri sulle pareti. Frustate di colori, sensazioni, atmosfere. Giro la testa velocemente ce ne sono dappertutto. Mi avvicino al primo “Vento di passione”, poi “Il viaggio della vita”, “Precario equilibrio”, “Amore universale” e tanti altri. Sono entrato in un bosco di ulivi secolari: gli ulivi di Paola Rizzo, pittrice salentina. Il barista mi osserva. Impiego alcuni minuti a riprendermi. Quelle opere scendono troppo in profondità. Mi ricordano la mia infanzia trascorsa fortunatamente e in parte sotto ulivi come quelli dipinti. Paesaggi dell’anima sospesi tra sogno e realtà. Gli ulivi di Paola si muovono, danzano o fuggono in mezzo ai campi di papaveri e margherite nella luce meridiana. Se ti avvicini alle sue opere senti e scorgi il vento. Lo stesso vento che sento sotto gli ulivi della mia terra. Tra le fronde essi sussurrano parole antiche, parlano lingue sconosciute, echeggiano tra i rami fonemi messapici, greci, latini, longobardi, normanni, svevi, franco-provenzali, spagnoli, in dialetto salentino e in griko. Gli ulivi di Paola restituiscono dignità alla Puglia.

Ecco la sintesi che cercavo. Al barista non ho chiesto una consumazione, ma “Chi li ha fatti?”. Mi indica un biglietto da visita, sopraggiunge l’amico che attendevo, apparentemente finisce tutto lì. Passano i giorni, mi allontano dalla Puglia, penso spesso a quei colori, a quelle linee ora dolci dei prati, ora corrugate dei nodosi rami, alla musicalità di quelle pennellate tra cielo e terra. Chiunque, ammirandoli, può sentire la suggestione di quei monumenti vegetali che si abbracciano teneramente nella brezza del meriggio, che piangono all’aurora e che ridono beffardi al tramonto. Torno a vedere le opere di Paola, una, due, tre, quattro volte. Temo che la mostra sia finita, invece, con immensa gioia i suoi ulivi sono ancora lì. Forse i proprietari non se la sentano di affrontare una deforestazione del locale e temono di deludere i clienti più sensibili e raffinati. Anch’io non riesco a scrivere subito un pezzo. Ho bisogno di approfondire, osservare, capire. . . Così apprendo che Paola Rizzo è una pittrice laureata nel 1997 all’Accademia delle belle Arti di Lecce, che vive e lavora a Noha, vicino Galatina, con studio d’arte in piazza Castello, 14 bis. Bravissima con la matita, nei chiaroscuri, il suo talento sembra esprimersi al meglio nella tecnica della pittura ad olio.

Dopo le prime esperienze artistiche, la pittrice improvvisamente incontra un soggetto che è diventato quasi la costante della sua opera: l’ulivo, la pianta che per eccellenza rappresenta l’ambiente, la natura della terra salentina. Sembra esserci ormai una dipendenza, quasi ancestrale, tra Paola e quest’albero considerato sacro dai nostri avi, alla stessa stregua di un nume tutelare del luogo. L’artista in esclusiva per la Gazzetta Economica ha dichiarato: “Quando dipingo, non penso mai ad un albero, ma ad una vecchia cassapanca stracolma di ricordi, a un libro di storia dalle pagine ingiallite, alle mani di un vecchio che troppe volte hanno sfiorato la terra arida del Salento, ad un amico cui confidarmi. In questo modo – continua Paola - pongo me stessa, e gli altri insieme a me, di fronte ad un'identità di una cultura come quella salentina, che passa anche attraverso i suoi ulivi. Li offro come chiave di lettura di un mondo che mi appartiene per nascita e formazione, ma ne faccio anche un pretesto per riflettere sui processi morfologici che si pongono alla base della vita.

Con un esempio di colta similitudine, - conclude la pittrice - vorrei favorire il riscatto della mia terra d'origine e della mia gente, scegliendo di vincolare all'interno dell'ulivo-simbolo esseri umani. E' proprio in quell'avvitarsi su se stessi, in quel dibattersi per vincere e far vincere il principio armonico della natura più autentica dell'essere, che trovo il massimo dell'esaltazione dello spirito”. Nel corso degli anni Paola continua a dedicarsi amina e corpo all’arte: paesaggi, nature morte e soggetti religiosi. Entrano a far parte del suo mondo l’amore per la fotografia e la musica. Lei pensa che sia bellissimo fermare scatto dopo scatto, un istante in una foto. La musica rappresenta per Paola l’altra fonte di ispirazione primaria. musica e pittura, in connubio tra loro, divengono così inscindibili l'una dall'altra. I sui dipinti prendono vita da note che guidano ed accompagnano i tocchi di pennello sulla tela. La musica, collante per artisti, la porta a frequentare gli ambienti musicali conoscendo alcuni tra i suoi musicisti preferiti. Nascono così i suoi ritratti a matita. L’american bar sotto il Petruzzelli di Bari è tappezzato anche di ritratti di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale, conosciuti personalmente dalla pittrice nel corso di questi anni come Caparezza, Terron Fabio, Roy Paci, Raffaele Casarano, Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Roshaun Bay-c Clark, Cesare Dell’Anna, Eneri, Romeus. La passione per il ritratto è antica, Paola si è laureata presso l’Accademia proprio con una tesi in anatomia artistica dal titolo “Fisicità e psichicità di un linguaggio universale: il volto”. La pittrice salentina ha trasformato il caffè del Petruzzelli in un luogo di moda e alla moda: non c’è locale vicino ad un grande teatro che non sia pieno di ritratti di artisti. Per quelli del passato ci hanno pensato talentuosi ritrattisti e pioneristici fotografi con dagherrotipi e pellicole in bianco e nero.

Ora è il momento di Paola Rizzo. Ritrarre artisti contemporanei sarà un grande investimento per il futuro. A parte i ritratti quello che colpisce di Paola sono gli ulivi. La critica a tale proposito ha detto: “Gli ulivi, impressi per sempre nella tela, illuminati da fiotti di luce, scaturiti da un pennello come una carezza, sono forza, longevità, lavoro di padri con calli alle mani” (Antonio Mellone). E ancora: “Gli oli di Paola infondono luminosità, i suoi orizzonti soffici pensieri che assorbono la mente e trasportano lontano nel tempo e nella stessa storia della nostra terra” (Marcello D’Acquarica). Paola Rizzo “Facendo leva sulla sua fervida creatività, mimetizza abilmente, all’interno della rugosa corteccia di quei vetusti giganti vegetali, figure umane che si avvitano e si divincolano (quasi fossero prigioni michelangiolesche) entro gli stretti legami della materialità esistenziale” (Marisa Grande). L’artista “Si sente impegnata in un cordiale contatto con la natura che traduce, grazie ad un solido e consapevole impianto compositivo, ad un particolare timbro stilistico e ad disinvolto gusto narrativo” (Michele Fuoco).

Per quanto mi riguarda, posso dire che in un assolato ad afoso pomeriggio di fine agosto, nel centro di Bari, ho trovato refrigerio sotto i frondosi ulivi di Paola Rizzo e lì, in mezzo alle case degli uomini, sono stato dissetato da una goccia di sapienza antica tramandata nei secoli dai giganti vegetali del Salento.

VINCENZO LEGROTTAGLIE

cultura@gazzettaeconomica.com

 
Di Redazione (del 20/02/2016 @ 14:38:38, in Comunicato Stampa, linkato 444 volte)

Il Teatro è amicizia, amore, buonumore, diversi sostantivi per comunicare e promuovere la stagione di prosa 2016 che andrà in scena nel rinnovato Teatro Storico Cavallino Bianco, organizzata dalla Città di Galatina in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese (TPP) e con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) e della Regione Puglia - Assessorato all’Industria turistica e culturale.

Accade solo a teatro che le emozioni prendano forma” afferma Daniela Vantaggiato Assessore alla cultura della Città di Galatina “a teatro, perimetro magico delle azioni e dei sentimenti che, come qualcuno ha scritto in questi giorni, appartiene a noi e a chi ci ha preceduti #ilcavallinoèanchemio vorrei dicessero tutti i Galatinesi nel momento in cui andranno a fare l’abbonamento per la Stagione, sì il Cavallino è un luogo, è luogo dell’umanità e dell’anima dei Galatinesi come di tutti coloro che da sempre fanno teatro calcando il palcoscenico o sedendo in platea! Poco importa!”. Accadrà anche al Teatro Cavallino Bianco ed amicizia, amore e buonumore prenderanno vita, diventeranno protagonisti di questa stagione 2016, dove per cinque serate, si aprirà il sipario alle ore 21:00. Dal 26 febbraio al 21 aprile 2016, il palco ospiterà spettacoli di prosa e non solo.

Di seguito il programma completo della stagione:

  • 26 febbraio 2016 CANTO… ANCHE SE SONO STONATO con la partecipazione di STONATO BAND & SWING OUT DANCERS. Coreografie Elena Capriati. Stonato Band: Davide Saccomanno - pianoforte, Antonio Di Lorenzo - batteria, Davide Penta - basso, Mino Lacirignola - tromba, Fabrizio Scarafile - sax. Swing Out Dancers: Tiziana Loconsole, Luisa Losito. Regia SAVINO ZABA.
  • 12 marzo 2016 MILITE IGNOTO - quindici diciotto tratto da ‘Avanti sempre’ di Nicola Maranesi e da ‘La Grande Guerra, i diari raccontano’. Foto di scena Luigi Burroni. Uno spettacolo di MARIO PERROTTA. Un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi per Gruppo editoriale L’Espresso e Archivio Diaristico Nazionale.
  • 18 marzo 2016 IO SONO MISIA - l’ape regina dei geni di Vittorio Cielo. Liberamente ispirato dalle memorie di Misia Sert, dalle confidenze, ricordi, messaggi, lettere, di Proust, Stravinsky, Diaghilev, Nijinsky, Debussy, Tolouse Lautrec, Picasso, Ravel, Cocteau. Co-produzione Fondazione Devlata, DoppioSogno. Regia FRANCESCO ZECCA.
  • 07 aprile 2016 LEZIONI DI ROCK - The Beatles: Abbey Road di e con ERNESTO ASSANTE E GINO CASTALDO.
  • 21 aprile 2016 JUKE BOX ALL’IDROGENO di Allen Ginsberg. Con Franco Angiulo - trombone, Vittorino Curci - sax e versi, Nando di Modugno - tastiera e contrabbasso, Marcello Magliocchi - percussioni, Roberto Ottaviano - sax, Vito Signorile - voce. Percorso musicale ROBERTO OTTAVIANO. Percorso poetico VITO SIGNORILE.

#aggiungiunabbonamentoateatro

Il servizio di vendita degli abbonamenti e dei biglietti è disponibile presso l’Ufficio IAT (via Vittorio Emanuele II, 35 – Torre dell’Orologio) tutti i giorni dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00. Il botteghino del Teatro Cavallino Bianco sarà aperto solo il giorno degli spettacoli dalle ore 19:00. Per informazioni: tel. 0836.569984 - cell. 392.9331521 - iat.galatina@gmail.com

 
Di Antonio Mellone (del 24/09/2013 @ 14:38:36, in Eventi, linkato 1621 volte)
Per tre giorni Noha si agghinda a festa con le scintillanti luminarie De Cagna per onorare il suo santo patrono, Michele Arcangelo, “capo delle milizie celesti”.
L’impavido santo dell’Apocalisse che combatté il male nei cieli è simbolo di forza, coraggio e battaglie in nome del bene comune, proprio come quelle che i cittadini di Noha ingaggiano spesso per proteggere il proprio paesaggio dagli abusi edilizi, dalle inutili strade a quattro corsie, dalle circonvallazioni interne, dagli impianti eolici e fotovoltaici selvaggi. E se un tempo ci si rivolgeva ai santi per ricevere protezione dalle invasioni o le calamità naturali, a Noha, in questi giorni a San Michele si chiede di preservare le bellezze naturali del Salento.
Ma intanto la festa invade le strade principali ma anche vicoli e piazzette e scorre fino a lunedì 30 settembre sulle note dell’inno intonato per il patrono ed eseguito dalla nostra banda musicale sotto la bacchetta del maestro Lory Calò che scorta anche la solenne processione, sabato 28, salutata dallo sparo dei fuochi d’artificio.
Bancarelle di dolci e chincaglierie colorano le strade insieme ai sapori locali, ed il luna park sul limitare del paese mentre dalla pomposa cassa armonica in piazza San Michele si levano le sinfonie dei concerti bandistici più importanti di Puglia. In chiusura dei tre giorni la musica cambia per diventare più “contemporanea” mentre lo scintillio dei fuochi d’artificio dà appuntamento al prossimo anno. 

 

Antonio Mellone

(Trafiletto apparso su quiSalento del corrente mese)
 

Fa tappa a Galatina ” LA CHITARRA NUOVA”. Il concerto, inserito nel calendario de "L'estate della cuccuvàscia – Ritrovarsi a Galatina" in data 9 agosto con inizio alle ore 21:00, si svolgerà nel prestigioso chiostro dei Domenicani, sede del Palazzo della Cultura. Ingresso libero.
Anticipato da un prodotto sperimentale di video – music – film girato in Italia in pellicola 16mm, con la partecipazione di talenti italiani del cinema e della musica, il Tour prende il nome dal primo Album del cantautore e compositore Fernando Alba, uscito il 23 maggio 2014 . Più di cento le personalità artistiche che hanno preso parte alle lavorazioni audio e video, anche maestri d’orchestra che dirigono il mondo della discografia e delle colonne sonore. Autore del soggetto e anche della sceneggiatura lo stesso Alba, già collaboratore di tanti nomi importanti di svariate colonne sonore di film e di fiction televisive, come le due serie di “Benvenuti a tavola” e “Gli anni spezzati”, produttore musicale di canzoni inedite e cover per molteplici film di registi come Daniele Luchetti, Leonardo Pieraccioni, Carlo Vanzina, Patrice Leconte, per citarne solo alcuni.
-Abbiamo conosciuto Fernando Alba come compositore di musica per filmdichiara Daniela Vantaggiato, Assessore alla Cultura del Comune di Galatina -
quando la Città ha ospitato e premiato in primavera il regista Francesco Miccichè con il suo ultimo lavoro selezionato al 70° Festival di Venezia.
Poi di recente lo abbiamo ascoltato in tutti i brani contenuti in questo primo cofanetto musicale, che racchiude le più belle canzoni composte negli ultimi anni e lo abbiamo apprezzato assai ,da “La bicicletta”, dal ritmo piacevole e ballabile, a “Narciso”, introdotto da una prestigiosa session di archi, al sound di“Favola”, nel rock de “La cioccolata”, al parlato di “La neve che cade”.Crediamo che il successo che sta riscuotendo come cantautore e compositore, frutto di grande impegno e forte determinazione, costituisca un buon esempio per i giovani che vogliono intraprendere questo difficile percorso. Anche per questo ci fa piacere riaverlo a Galatina con la sua band. –
In questo primo progetto Fernando Alba, infatti, racconta se stesso e un’ Italia che nutre un sentimento di crescita culturale, soffermandosi sulla nascita di una nuova coscienza, di una nuova visione della vita e di un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Da qui il titolo dell’album “LA CHITARRA NUOVA” che a giudicare dal successo che sta riscuotendo in giro per il Paese, registra un alto gradimento delle nuove generazioni e non solo, sia per l’altissima qualità degli arrangiamenti musicali che per gli originali quanto semplici e profondi contenuti dei testi e delle melodie, riconciliando il pubblico con il genere di musica cantautoriale.
Elementi distintivi della band, insieme con il cantautore e compositore siciliano, cresciuto artisticamente a Roma, gli altri componenti:Matteo Di Francesco alla batteria,Domenico Azzolina al basso, Francesco Perticone alla chitarra e Luca Bellanova al pianoforte.
Insomma, l’invito è all’ascolto di canzoni di prestigio e non …di canzonette.

 
Di Albino Campa (del 09/06/2012 @ 14:26:50, in RadioInOndAzioni, linkato 1294 volte)

"Quello che le donne non dicono" è il programma live di RadioInondazioni. Ogni lunedi dalle 18.30 alle 20.00. Paola vi farà compagnia insieme ai suoi eccezionali ospiti che si esibiranno in esclusiva live. Sintonizzatevi per non perdervi le piccantissime domande che metteranno a dura prova gli artisti.

Lunedi 11 Giugno nostri ospiti saranno "Luigi Bruno e Cristiano Colopi" dei MUFFX.

 
Di Redazione (del 20/08/2016 @ 14:26:48, in Comunicato Stampa, linkato 367 volte)

"Ambasciatore dello sport e della nostra tradizione nel mondo". Con questa motivazione, Gianluca Nuzzo, allenatore e responsabile del settore giovanile della Showy Boys Galatina, ha ricevuto dal Comune di Ruffano il Premio "Il tamburello di Torrepaduli". Un nuovo importante riconoscimento per il tecnico bianco-verde, nativo proprio del comune leccese, ricevuto in occasione del concertone della "Notte di San Rocco".

Giovedì 18 agosto, al culmine dei festeggiamenti, nella frazione di Torrepaduli si è svolto, ai piedi del Santuario di San Rocco, l'atteso evento musicale che come spiega Michele Placido, ospite della manifestazione, "non è solo pizzica, balli e tamburelli ma intende preservare, valorizzare e tramandare la tradizione nella sua identità più autentica e accendere i riflettori sui figli illustri del Salento”.

E in occasione del concerto finale, l'Amministrazione comunale di Ruffano ha voluto premiare l'allenatore Gianluca Nuzzo con "Il tamburello di Torrepaduli" per la brillante carriera da giocatore di pallavolo che ha regalato innumerevoli successi in campo nazionale e internazionale e che oggi riconoscono a Nuzzo, salentino doc, il ruolo di ambasciatore dello sport nel mondo.

www.showyboys.com

 
Di Redazione (del 17/07/2016 @ 14:22:23, in Comunicato Stampa, linkato 567 volte)

A causa delle avverse condizioni meteo la II^ edizione della serata di beneficenza “Bimbulanza in piAzza” è stata rinviata a martedì 26 luglio p.v..

L’evento, per grandi e piccini, è fissato a partire dalle ore 20.00 presso "Il Covo della Taranta", nel Centro Storico della Città di Galatina, nel tratto che va da P.zza San Pietro a Via Del Balzo.

Per i più piccoli avremo il Centro servizi per l'infanzia "Il Baobab - new Party Planet" che allieterà con maestria i tantissimi bambini con giochi, palloncini colorati, divertentissimi laboratori ed una carica enorme di simpatia.

Intorno alle 21.30 altra straordinaria sorpresa: si esibiranno infatti gli 88MAX definiti come ”Un autentico Tributo a Max Pezzali & 883 attualmente in circolazione“. Sarà un’occasione perfetta per ripercorrere la carriera e il contributo che il cantautore di Pavia ha dato al panorama musicale italiano, partendo dalla storica “Hanno ucciso l’uomo ragno” del 1992, arrivando fino ai giorni nostri con la più recente “L'universo tranne noi” del 2013, e tutti i più grandi successi nel corso degli anni. L’intenso sound e l’incredibile somiglianza vocale tra Giampaolo Notaro, cantante della band, e Max Pezzali, lascia in ogni concerto, il pubblico senza parole. Il progetto, avviato da gennaio 2011, conta ormai oltre 300 live all’attivo e continua a riscuotere enorme successo sia nei Live Club che nelle Piazze. Disinvoltura sul palco, grande carica e preparazione musicale sono gli ingredienti fondamentali di questa band che promette uno spettacolo dal sound potente e groove ricco di emozioni. Due ore di musica racchiuse in 40 brani presentati sotto forma di medley per apprezzare a pieno la musica di questo artista. Brani in versione originale ma anche ri-arrangiati in chiave Rock e Dance per dare a tutti la possibilità di scatenarsi e ballare sulle note suonate dalla Band.

Altra fantastica sorpresa per i più piccini: grazie agli amici del Circolo Ippico Inclusive, in occasione dell'evento "Bimbulanza in piAzza", avremo due dolcissimi pony, Silvano e Isotta, che si presteranno per un’indimenticabile cavalcata. Grazie ai due simpaticissimi ed adorabili "amici" i bambini prenderanno sicurezza ed impareranno a conoscere e rispettare il pony attraverso un contatto con l'animale che è "gioco" ed accudimento.

La cena, prevista a base di pizza a metro ed a menù fisso, sarà accompagnata con musica e tanto divertimento per trascorrere in allegria questa fantastica ed imperdibile serata.

La quota di partecipazione è fissata in 13€ e comprende:

•         pittule a volontà;

•         pizza a metro;

•         bevanda;

•         frutta.

BAMBINI FINO A 12 ANNI GRATIS.

Al momento della prenotazione verrà rilasciato un biglietto/invito numerato che permetterà di partecipare durante la serata all'estrazione di simpatici premi.

Nella precedente edizione è stata raccolta la somma di 1.550€ interamente versata all’Associazione di Volontariato “Cuore e mani aperte verso chi soffre” di Don Gianni Mattia, cappellano ospedaliero del Vito Fazzi di Lecce, che gestisce la Bimbulanza, la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha sempre partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.

Per info e prenotazioni:

Sandro Argentieri: 333-4368532 (anche Wathsapp);

Piero Luigi Russo: 349-8471729 (anche Wathsapp);

Alessandro Antonaci: 328-0459945 (anche Wathsapp);

Santino Beccarisi c/o Forno di via Monte Nero, 47 a Galatina: 333-4678048 (anche Wathsapp).

A questo punto mancate solo Voi...

 
Di Mariano Michele (del 30/12/2013 @ 14:20:20, in Comunicato Stampa, linkato 1288 volte)

Ieri sera 29/12/2013 nell'oratorio parrocchiale "Madonna delle Grazie" di Noha grande concerto natalizio dei meravigliosi ragazzi dell'A.C.R.
L'avvenimento sembrava impossibile per l'incolpevole ritardo con cui è partita la preparazione, ma la professionalità e l'abnegazione di sempre delle educatrici che qui voglio ringraziare nominandole singolarmente: Daniela, Dolores, Silvana, Marisa, Lina, (anche l'altra Dolores trepidante da lontano ha contribuito), coadiuvate da Bruna, Marilena, Cristina, Alberta, con il prezioso contributo di Sara, Giulia, Matteo (con il quale mi scuso per aver dimenticato di citare in oratorio) e la grande direzione musicale dell'impareggiabile Michele, alla pari di quanti si sono adoperati all'allestimento del palco e della sala, hanno contribuito al successo strepitoso del concerto.
Grazie a tutti.
Lino

 
Di Albino Campa (del 23/03/2010 @ 14:12:23, in Eventi, linkato 3929 volte)
25 Marzo 2010 alle ore 22.00

 
Paola Rizzo ha fermato la magia della musica impressa nell'anima del volto di chi la esegue.
Una piccola anteprima di una mostra di ritratti di musicisti famosi:
  • Caparezza
  • Raffaele Casarano
  • Claudio Prima
  • Roy Paci
  • Cesare Dell'Anna
  • Roshaun Bay-C Clarke
  • Terron Fabio
Infine LIVE: ritratto ad Eneri che accompagnerà Paola nell'esecuzione dell'opera.
 
Dettaglio Evento.
 
 
Di Redazione (del 13/07/2016 @ 14:09:45, in Comunicato Stampa, linkato 432 volte)

Si rinnova ancora una volta l’appuntamento con la solidarietà: venerdì 15 luglio p.v., l’Associazione “VIRTUS BASKET GALATINA”, ha organizzato infatti la II^ edizione della serata di beneficenza “Bimbulanza in piAzza”.
L’evento, per grandi e piccini, è fissato a partire dalle ore 20.00 presso "Il Covo della Taranta", nel Centro Storico della Città di Galatina, nel tratto che va da P.zza San Pietro a Via Del Balzo.
Per i più piccoli ci sarà a partire da quell'ora un interessante laboratorio di strada dal nome "Spupazzando" e curato dall'Associazione Culturale "Teste di Legno"; le esperte mani dei maestri Carolina, Biagio e Roberta, accompagneranno la fantasia di ogni bambino attraverso la realizzazione del proprio Muppet in gommapiuma. Il laboratorio, gratuito, è suddiviso in due fasi ed al termine dello stesso è previsto il rilascio di un attestato nominativo.
Sempre per loro avremo il Centro servizi per l'infanzia "Il Baobab - new Party Planet" che allieterà con maestria i tantissimi bambini con giochi, palloncini colorati, divertentissimi laboratori ed una carica enorme di simpatia.
Intorno alle 21.30 altra straordinaria sorpresa: si esibiranno infatti gli 88MAX definiti come ”Un autentico Tributo a Max Pezzali & 883 attualmente in circolazione“. Sarà un’occasione perfetta per ripercorrere la carriera e il contributo che il cantautore di Pavia ha dato al panorama musicale italiano, partendo dalla storica “Hanno ucciso l’uomo ragno” del 1992, arrivando fino ai giorni nostri con la più recente “L'universo tranne noi” del 2013, e tutti i più grandi successi nel corso degli anni. L’intenso sound e l’incredibile somiglianza vocale tra Giampaolo Notaro, cantante della band, e Max Pezzali, lascia in ogni concerto, il pubblico senza parole. Il progetto, avviato da gennaio 2011, conta ormai oltre 300 live all’attivo e continua a riscuotere enorme successo sia nei Live Club che nelle Piazze. Disinvoltura sul palco, grande carica e preparazione musicale sono gli ingredienti fondamentali di questa band che promette uno spettacolo dal sound potente e groove ricco di emozioni. Due ore di musica racchiuse in 40 brani presentati sotto forma di medley per apprezzare a pieno la musica di questo artista. Brani in versione originale ma anche ri-arrangiati in chiave Rock e Dance per dare a tutti la possibilità di scatenarsi e ballare sulle note suonate dalla Band.
Altra fantastica sorpresa per i più piccini: grazie agli amici del Circolo Ippico Inclusive, in occasione dell'evento "Bimbulanza in piAzza", avremo due dolcissimi pony, Silvano e Isotta, che si presteranno per un’indimenticabile cavalcata. Grazie ai due simpaticissimi ed adorabili "amici" i bambini prenderanno sicurezza ed impareranno a conoscere e rispettare il pony attraverso un contatto con l'animale che è "gioco" ed accudimento.
La cena, prevista a base di pizza a metro ed a menù fisso, sarà accompagnata con musica e tanto divertimento per trascorrere in allegria questa fantastica ed imperdibile serata.
La quota di partecipazione è fissata in 13€ e comprende:
• pittule a volontà;
• pizza a metro;
• bevanda;
• frutta.
BAMBINI FINO A 12 ANNI GRATIS.
Al momento della prenotazione verrà rilasciato un biglietto/invito numerato che permetterà di partecipare durante la serata all'estrazione di simpatici premi.
Nella precedente edizione è stata raccolta la somma di 1.550€ interamente versata all’Associazione di Volontariato “Cuore e mani aperte verso chi soffre” di Don Gianni Mattia, cappellano ospedaliero del Vito Fazzi di Lecce, che gestisce la Bimbulanza, la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha sempre partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.
L’intero ricavato della Edizione in parola sarà invece suddiviso equamente tra il progetto “Bimbulanza” ed il progetto “Bambini & Sport” in modo da poter, si spera, garantire entro settembre p.v. l’inizio dell’attività sportiva ad almeno 5, 6 bambini di famiglie disagiate.
Durante la serata ci sarà inoltre la presentazione dei progetti “TappiAmo Galatina” e “Bambini & Sport”.
Per info e prenotazioni:
Sandro Argentieri: 333-4368532 (anche Wathsapp);
Piero Luigi Russo: 349-8471729 (anche Wathsapp);
Alessandro Antonaci: 328-0459945 (anche Wathsapp);
Santino Beccarisi c/o Forno di via Monte Nero, 47 a Galatina: 333-4678048 (anche Wathsapp).
A questo punto mancate solo Voi...

RUSSO PIERO LUIGI

 
Di Albino Campa (del 26/04/2010 @ 14:08:59, in Grafite è Musica, linkato 2060 volte)
In mostra dal 30 Aprile al 14 di Maggio presso il circolo “Arci kilometro Zero” di Galatina le opere del nuovo progetto artistico della pittrice salentina Paola Rizzo.
In esposizione i bellissimi ritratti da lei abilmente e artisticamente eseguiti a matita di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale, conosciuti personalmente nel corso di questi anni.
Ritratti come quello di Caparezza, Terron Fabio, Roy Paci, Raffaele Casarano, Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Roshaun Bay-c Clark, Cesare Dell’Anna, Eneri, saranno esposti nelle piccole e accoglienti sale del circolo Arci.
La mostra sarà ospite di un contesto, in cui non mancherà certamente il buon vino o la birra tutta di produzione salentina e le specialità tipiche della nostra gastronomia, né mancherà di certo la musica.
Ad accompagnare Paola nella serata inaugurale del 30 Aprile, che avrà inizio alle ore 22.00, mentre disegnerà live il ritratto a Romeus, il cantautore salentino esibitosi alla 60esima edizione del festival di Sanremo, la musica elettronica dalle sperimentazioni abstract hip hop, minimal tekno, aphex twin, boards of canada e molta improvvisazione del duo Vault Tec. composto da Mirko De Lorenzis e Giacomo Merchich.
Il connubio è vincente. Arte, musica, la bella compagnia ed il buon vino!
 
www.myspace.com/alistairtower
www.myspace.com/overtuner
 
Paola Rizzo è pittrice laureata nel 1997 all’Accademia delle belle Arti di Lecce con una tesi in anatomia artistica dal titolo “Fisicità e psichicità di un linguaggio universale: il volto”.
Bravissima con la matita, nei chiaroscuri, il suo talento sembra esprimersi al meglio nella tecnica della pittura ad olio.
Nature morte, vedute marine, paesaggi bucolici, panorami, soggetti religiosi, scene di vita quotidiana, ritratti di volti umani o fantastici, sono stati i soggetti della sua prima produzione artistica.
Poi improvvisamente incontra un soggetto che è diventato quasi la costante della sua opera: l’ulivo, la pianta che per eccellenza rappresenta l’ambiente, la natura della terra salentina.
Sembra esserci ormai una dipendenza, quasi ancestrale, tra Paola e quest’albero considerato “sacro” dai nostri avi, alla stessa stregua di un nume tutelare del luogo.
Chiunque, ammirandoli, può sentire la suggestione delle piante che si abbracciano teneramente nella brezza del meriggio che muove dolcemente l’erba; che piangono all’aurora, che ridono beffardi; che danzano o fuggono in mezzo ai campi di papaveri e margherite nella luce meridiana.
Nel corso degli anni continua a dedicarsi amina e corpo all’arte, poi entrano a far parte del suo mondo l’amore per la fotografia e la musica.
Lei pensa che sia bellissimo fermare scatto dopo scatto, un istante in una foto. Poi quando la riguarderà, ricordi affioreranno e inevitabilmente saranno anch'essi impressi come su di una pellicola fotografica nella sua mente.
La musica rappresenta per Paola fonte di ispirazione primaria. musica e Pittura, in connubio tra loro, divengono così inscindibili l'una dall'altra.
Nascono così i sui dipinti, prendono vita da note che guidano ed accompagnano tocchi di pennello sulla tela.
La musica collante per artisti la porta frequentare gli ambienti musicali conoscendo alcuni tra i suoi musicisti preferiti, così scatto dopo scatto ferma le loro espressioni e la loro anima che poi viene impressa nei tratti decisi del suo tratto. Nascono così i suoi ritratti.
Paola Rizzo dipinge e disegna con la musica. Non come colonna sonora, che pure non manca mai nel suo studio d'arte, ma come moto dell'anima-artista.
Le sue tele e i suoi ritratti sono spartiti musicali su cui si adagiano note in bianco e nero e note di colore, spalmate con pennelli o incise nel tratto al cui ritmo risuona l'armonia del creato. Nei suoi dipinti, i colori a volte stridono e lottano in contrasto come rulli di tamburi e tamburieddhri, a volte sfumano malinconici sul diesis o sul bemolle di un ottone a fiato o di un'armonica a bocca, a volte esplodono nella maestà degli ulivi che si ergono nella gloria dei cieli come trombe o antiche canne di un organo solenne.
I volti di Paola Rizzo e le loro espressioni li trovi ovunque nei suoi quadri. La natura delle sue tele non è mai morta, ma viva, pulsante, danzante, cantante.
Il pennello o la matita di Paola finiscono per essere nelle sue mani come la bacchetta di un direttore d'orchestra, e i suoi volti e le sue immagini la composizione e l'esecuzione più bella della sua pittura lirica.
Questi volti stanno cantando e suonando: tendete l'orecchio, liberatevi dal tappo che ostruisce ed ottura, e li sentirete anche voi.
 
www.myspace.com/paolarizzo
www.paolarizzo.net
 
Di Albino Campa (del 12/06/2010 @ 14:03:08, in NohaBlog, linkato 1494 volte)

Sarebbe facile ormai fare qui la solita sviolinata sul Sud: il Sud come tribuna numerata, da contrapporre al nord, folta gradinata. Sarebbe facile fare una specie di leghismo capovolto. Ma non c’interessa. Qui è importante raccontare esperienze e sensazioni, vita ed emozioni.

Chi scrive ha frequentato per anni questa sorta di curva nord, vivendo lontano dalla terra che gli diede i natali. Ma lo sguardo è sempre stato puntato verso Sud, come l’ago di una bussola che non risponde alla sua legge, ma che gli volta le spalle.

Lontano dalla tua patria inizi a capire e tollerare i limiti di chi non parte, di chi resta imbullonato a casa, precludendosi però la possibilità della conoscenza, dell’esperienza del fardello della lontananza.

Non tutti hanno la possibilità di ripercorrere la strada del ritorno verso quella calamita (senza accento finale) che è il mezzogiorno. Non a tutti è concesso il dono della forza di gravità permanente e di attrazione verso una casa che ha la pazienza ancestrale di aspettarti, a volte senza cambiar nulla di quello che hai lasciato. Per tanti (non per tutti) che se ne allontanano, il Sud diventa come una stella cometa che indica la strada del ritorno, un percorso da seguire con passo svelto, vincendo il tempo che logora e schiaffeggia la nostra vita transeunte.

A volte il Sud è scempio, è cemento e brutture (anche sul mare), è sud-icio, è sud-ditanza, è cafoneria consumistica (che non ha latitudini). Ed il brutto, i mostri edilizi, il cemento e l’asfalto in nome dello “sviluppo” sono già di per sé istigazioni a delinquere.

Chi pensa che la crescita venga spinta dalle costruzioni, dai villaggi turistici, dal turismo di massa, dal consumo senza freni, di fatto sta uccidendo la gioia di una geografia, e sarebbe meglio che dicesse una volta per tutte “I leave Sud” (me ne vado), piuttosto che, ipocritamente, “I love Sud”. 

Per troppo tempo la storia del Sud è stata raccontata nei tribunali; sarebbe ora che si raccontasse nelle scuole, nelle università, nel cinema, nella pittura, e senza alcuna lagnanza o piagnisteo. Per combattere la criminalità sono molto più efficaci il cinema, i teatri, le librerie o le gallerie d’arte, rispetto una caserma con un’intera compagnia di Carabinieri armati fino ai denti (come invece i manigoldi al potere vorrebbero farci credere).

Il Sud deve ritornare ad essere bellezza, arte, benessere.

E questo è possibile soltanto con quel grande capitale, con quella vera ricchezza che è la cultura, l’investimento che riesce a darti i dividendi più alti.

La galleria di Corrima è un grande investimento di tempo e di pensiero. Essa diventa sempre più un centro sociale, un luogo di riscatto di chi per fortuna o per coraggio ha deciso di non dimettersi dal Sud.  

 

Quando varchi la soglia d’ingresso di questa pinacoteca miracolosa ti trovi di fronte ad un mondo che senti che ti appartiene per chissà quale strampalato marchingegno. Ti trovi di fronte ad un campo, che diresti di girasoli, ma non è di Van Gogh; mentre dal davanzale di un quadro sembra affacciarsi (e spiarti) una donna, ma con quel collo allungato non è di Modigliani; da un altro ti appaiono i mughetti ed i fiori verdi e blue cobalto, ma non sono di Chagal. Sono tutte le creazioni d’Arte di Corrima.

Di fronte a queste pennellate il girasole sei tu, ed i soli che sanno di Puglia e di Salento sono i quadri estratti dalla tavolozza del tuo amico Corrado che ha creato anche i cavalli puro-sanguigna, le casse armoniche dalle quali ti sembra di sentire le note di una banda musicale che intona un’opera, le fiere che sembrano fare girotondo, le danze delle donne salentine che non sapresti dire se sono pizzicate dalla taranta o dalla gioia di vivere, e poi ancora cigni-tulipani (o gru o cicogne) che sembrano piovere dall’alto o ascendere nell’alto dei cieli a schiera larga e piena

Quando incontri Corrado ed i suoi quadri, digli allora senza indugio: “Chi ritorna al Sud si risarcisce del danno dell’ombra; chi va verso il sole meridiano, viene alla luce”.

Nei quadri di Corrado Marra trova posto la fantasia, il colore, il calore e la luce del mattino senza fine. Non servono altre fonti a rischiararli: s’illuminano da soli. Anzi, irradiano chi avesse la ventura di mirarli.

                                                                                    Antonio Mellone

 
Di Redazione (del 18/06/2014 @ 14:03:05, in Eventi, linkato 1109 volte)

Sabato 21 giugno 2014 dalle ore 17.30 in Piazzetta XI Settembre, nei pressi del campo sportivo di Noha,

la “Asd Phisica Noha” in collaborazione con “L’ALLEGRO GIROTONDO - Ludoteca” organizza una serata speciale con giochi, sport e musica.

Programma della giornata:

ore 17.30
Iscrizione gratuita ai giochi senza frontiere (per bambini a partire dai 5 anni di età), in omaggio ai primi 25 iscritti una maglietta.

ore 18.00
Inizio giochi, durante la manifestazione per la gioia dei più piccoli le mascotte Disney e palloncini per tutti.

ore 20.00
Balli di gruppo

ore 21.00
Saggio di fine anno della palestra Phisica con esibizioni di:

·         Sincro Latino

·         Sincro Dance

·         Coreografico Latino

·         Coreografico Dance

·         Coreografico Orientale

·         Hip Hop

Siete tutti invitati a partecipare.

 
Di Albino Campa (del 21/09/2010 @ 14:01:31, in Festa dei Lettori, linkato 2894 volte)

Anche quest’anno la Biblioteca Giona, Presidio del Libro di Noha, e la scuola di cui fa parte, l’Istituto Comprensivo 2° Polo – Galatina (già 3° Circolo didattico “G. Martinez”) vi rinnovano l’invito a prendere parte alla Festa dei Lettori di sabato 25 settembre 2010. Una Festa dei Lettori giocosa, dispettosa e irriverente che, con garbo e senso dell’humor, ma anche con fermezza, pone l’accento sul leggere come affermazione della propria esistenza, come azione di autodeterminazione del lettore in un tempo presente e collettivo, come atto di protesta e di rivendicazione di un diritto oggi, di fatto, negato.

Programma delle iniziative:

Nei giorni precedenti la festa
Orario scolastico ed extrascolastico
Videointerviste a ragazzi, bambini, docenti, genitori, sindaco e assessori… sul tema “Leggere… Non leggere”. I video animeranno un momento della Festa.
Visione dei film “Fahrenheit 451” di François Truffaut e “Matilda 6 mitica” di Danny De Vito.
Letture animate e memorizzazione a staffetta di brani tratti da “Gli anni della fenice” (Ray Bradbury), “Matilde” (Roald Dhal), “Rima Rimani” e “Rime di rabbia” (Bruno Tognolini).
Preparazione di cartelloni e striscioni sul tema “… e io leggo – festa dei lettori dispettosa” per animare il corteo del 25 settembre.
Preparazione della canzone “Manifesto” della Bandabardò (classi quinte e scuola media).
Dispetti in rima: torneo di botta e risposta alla ricerca di rime impossibili (classi quarte e terze).
Canti e conte (classi prime e seconde).
 
La mattina del 25 settembre - Piazza San Michele a Noha
In corteo, dalla scuola alla piazza, adulti, bambini e ragazzi della scuola, con maglietta bianca e un libro in mano, a manifestare il proprio bisogno di lettura a dispetto di ogni tipo di difficoltà. Il tragitto sarà animato da alcuni brani musicali (“Alegria” – Cinque du Soleil, “Mistero Buffo” – Dario Fo…) e dalle frasi-slogan, gridate in coro, riportate sugli striscioni e i cartelloni.
Flash mob: al segnale convenuto, si batte il piede, si mostra il libro, ci si siede, si legge in silenzio fino al nuovo segnale, quando ci si rialza, si batte nuovamente il piede e si grida “E IO LEGGO!).
I ragazzi di quinta e della scuola media cantano “Manifesto” della Bandabardò.
Ancora in corteo, ritorno a scuola
Si appendono alla cancellata della scuola i manifesti e gli striscioni e si conclude con l’ormai tradizionale frisellata
 
Dalle ore 19.00 - Biblioteca Giona
Un’apertura straordinaria della biblioteca al crepuscolo, per ospitare Bruno Tognolini alla scoperta di rime per esprimere emozioni, manifestare le proprie idee, il proprio consenso e il proprio dissenso e… per sentirsi meno soli. Animeranno la serata le videointerviste registrate nei giorni precedenti, le brevi performances dei ragazzi e, per concludere in armonia, gli stornellatori di Noha.
 
Tipo di coinvolgimento dell’Amministrazione comunale:
Patrocinio, supporto organizzativo e pubblicizzazione dell’iniziativa.
 
Coinvolgimento delle Scuole:
Gli istituti di istruzione superiore di Galatina, in particolare il Liceo Classico e il Socio-pedagogico. Scuole dei comuni limitrofi.
 
Partecipazione di una Biblioteca pubblica in loco:
Biblioteca Comunale “P. Siciliani” di Galatina: la responsabile sarà presente all’incontro serale con l’autore.
 
Partner coinvolti e loro contributo alla Festa:
Associazione culturale “3° Torri”, “L’Osservatore Nohano”, “Parrocchia San Michele Arcangelo”, Comitato per la festa patronale, associazioni commercianti: supporto organizzativo e sponsor.

 


Vi aspettiamo, in tanti, e vi auguriamo un buon inizio d’anno.
A presto
La Dirigente Scolastica Eleonora LONGO
La responsabile del Presìdio di Noha Paola Congedo

 
 

icon Download del Programma

P. S. per ulteriori informazioni rivolgersi a Paola Congedo
mail    paola.congedo@istruzione.it
Cell    329.9166255
 
Di Redazione (del 27/07/2013 @ 14:00:56, in Comunicato Stampa, linkato 1063 volte)

Nella splendida ed accogliente cornice di piazza San Pietro al cospetto della sontuosa Chiesa Matrice il 15 agosto, per la prima volta nel Sud Italia, giovedì 15 agosto dalle ore 21.00, si svolgerà il Consolata Festival”.
Il Festival, nasce dall'idea che l’unico linguaggio giovane, trascinante ed  efficace per comunicare con la gente comune è la musica
Da sempre il mondo giovanile che gravita intorno ai Centri di Animazione dei Missionari della Consolata in Italia ha prediletto il linguaggio musicale: nel corso dei decenni sono stati prodotti spettacoli, recital, concerti e rappresentazioni di vario tipo.
Ma l'idea di mettere insieme tre corali nate in tempi diversi ed in regioni diverse, e di portare un repertorio di canti religiosi provenienti da tutto il mondo nelle piazze, nei teatri e nelle chiese era assolutamente inedita.
Il 15 agosto ci sarà a Galatina un pezzo d’Africa, un pezzo d’America Latina ed un pezzo d’Europa: i cori di questi centri di animazione missionaria infatti si sono fusi in un unico coro, e come tutte le cose fatte assieme, ne uscirà uno spettacolo meraviglioso.
Sarà un magico momento di comunione, gli accenti diversi si fonderanno tra loro uniti da uno spirito di famiglia “consolatino”. Verranno condivise le esperienze di vita e di fede, l’esperienza missionaria di chi è già stato in un paese lontano e di chi si prepara a farlo.
Per una serata a Galatina si vivrà un fortissimo ed emozionante momento di interculturalità.

RUSSO PIERO LUIGI

 
Di Albino Campa (del 29/10/2007 @ 13:56:47, in Eventi, linkato 2626 volte)
"Eccovi il discorso di sabato 20 ottobre 2007 tenuto da Antonio Mellone (nonostante decimi di febbre da influenza) nella sala 'Celestino Contaldo' del Palazzo della Cultura "Zeffirino Rizzelli" di Galatina, per la presentazione del libro "Scritti in Onore di Antonio Antonaci". 
Serata stupenda, resa ancor più bella (e storica) grazie alla presenza del Prof. Mons. Antonio Antonaci, che così ha voluto fare una graditissima sorpresa ai presenti, incluso il relatore, che non sperava in tanto onore".

(qui i videoclip della serata con il discorso di  monsignor Antonaci)

 

Presentazione del libro “Scritti in Onore di Antonaci”

Galatina, 20 ottobre 2007

PALAZZO DELLA CULTURA “ZEFFIRINO RIZZELLI”

Sala “Celestino Contaldo”

*   *   *

“Scritti in Onore”.  Da dove è partita tutta questa storia?

L’anno accademico 1990/1991, quello nel quale mi laureai a novembre in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi, fu l’anno in cui insieme ad altri studenti, con il superamento di un concorso per titoli ed esami, fui nominato “Tutor”.
Il Tutor è uno studente “senior”, anziano, che indirizza, segue, consiglia le giovani matricole…
Il direttore dell’ISU Bocconi (si chiamava Salvatore Grillo, il dottor Grillo) subito dopo il concorso, chiamò tutti quanti noi tutor, eravamo in tutto una decina, per farci un dono. Regalò ad ognuno di noi un pacco di non meno di quattro chili di peso, contenente due tomi – “sono due libri di grande valore” ci disse.
Questi libri di circa 900 pagine l’uno erano intitolati, sentite un po’, “Scritti in Onore di Luigi Guatri”.
Luigi Guatri era il nostro Rettore, nonché professore di Marketing e di Valutazione delle aziende, e di non so quali altre materie.

Mi rimase impresso quel titolo. Mi sembrava strano.
Sfogliando le pagine di quei poderosi volumi vidi che solo le prime trenta/quaranta pagine (su 1800!) parlavano della persona e dell’opera del Prof. Luigi Guatri. Tutte le altre erano pagine nelle quali diversi professori dell’università o dottori di ricerca o assistenti universitari avevano scritto sugli argomenti più disparati, focalizzandosi soprattutto sul marketing, materia preferita dal Guatri, ma non solo.

Mi accorsi con il tempo che si trattava di saggi (interessantissimi per carità) che poi bene o male si ritrovavano riciclati in altri libri, o in dispense o in riviste dello stesso genere.

Girovagando in biblioteca mi trovai di fronte ad altre raccolte corpose, massicce, come per esempio: “Scritti in Onore di Ugo Caprara”; “Scritti in Onore di Carlo Masini”, “Scritti in Onore di Gualtiero Brugger”, “Scritti in Onore di Giordano dell’Amore”, “Scritti in Onore di Umberto Cerroni”, “Scritti in Onore di Isa Marchini”… E via di seguito.

Oppure “Studi in Onore”, che è la stessa cosa. Oppure “Liber amicorum”…
 
Provate a cercare nelle biblioteche, specialmente nelle biblioteche universitarie, troverete una certa quantità di questi volumi di “Scritti in Onore”, un vero e proprio genere letterario. Se cercate su internet con qualsiasi motore di ricerca troverete un’infinità di titoli di “Scritti in Onore”… Si tratta sempre, provate per credere, di libri poderosi, voluminosissimi. Dei veri e propri mattoni.

Cercai di chiedere, di approfondire di che genere di libri si trattasse. Capii che si era in presenza, nella maggior parte dei casi, di “scritti di circostanza”.
Scritti offerti al professore che aveva compiuto un tot. di anni, in genere una settantina; o in determinate occasioni, come per esempio la messa a riposo del professore, proprio quando il professore stava per diventare, come si dice nel linguaggio accademico, “emerito”.

Gli “scritti in onore” sono del genere AA.VV, cioè Autori Vari.
Capita sovente agli altri professori, o ai ricercatori, che venga richiesto il loro contributo per gli “scritti in onore”. Sappiate che questi professori o questi dottori in ricerca sovente hanno già pronto in un cassetto o nella memoria di un file di computer il loro contributo scritto. Pronto per l’uso.

Per dirla tutta vi dico qua per inciso che anche il prof. Antonaci ha partecipato ad una di queste opere collettive. Il titolo: “Studi in Onore di Antonio Corsano”. Un libro di 870 pagine, un libro alto così.
Ma, anche in questo caso, leggendo l’indice si capisce subito che del professore Antonio Corsano, l’onorato, s’è scritto solo di striscio. Di Antonio Corsano, oltre alla fotografia, poco o niente.

Arriviamo ai nostri giorni.
Alla luce di tutto questo che vi ho appena raccontato, volevo trovare un modo per stravolgere il concetto di “Scritti in Onore” come se fossero “scritti di circostanza”. Volevo innovare questo genere letterario. Anche il libro più ignobile – si sa - è pur sempre una novità.

E l’ho fatto con il libro del quale questa sera celebriamo il battesimo. Non m’interessava il numero delle pagine (l’importanza di un libro non si misura dal suo peso o dallo spazio che occupa). Ed ho cercato di fare uno “Scritti in onore”, diciamo, in senso stretto. Con questo libro ho voluto dunque stravolgere il concetto di “scritti in onore” e fare in modo che questi scritti non fossero scritti d’occasione, ma un saggio appassionato che avesse come oggetto le opere di un professore, come soggetto il professore Antonio Antonaci.ù

Ma chi è, in breve, il professore Antonio Antonaci?

Onde evitare di tediarvi troppo con la mia voce, per questi brani chiederò l’aiuto a Paola Congedo, che all’inizio di questa serata ha già letto il brano di Zeffirino Rizzelli ed i due inizi dei capolavori, il “Fra’ Cornelio Sebastiano Cuccarollo” e il “Cuccarollo”. Subito dopo, l’omaggio musicale della brava flautista gallipolina Gabriela Greco. Io per qualche minuto farò il mio turno di riposo.

Prego Paola.

CHI E’ IN BREVE IL PROF. MONS. ANTONIO ANTONACI

Antonio Antonaci, galatinese purosangue, è nato il 9 giugno del 1920 da una famiglia di agricoltori. E’ stato ordinato sacerdote dal santo vescovo idruntino Fra’ Cornelio Sebastiano Cuccarollo, il 29 giugno del 1943.
Laureato in Teologia, Filosofia, Lettere Classiche, specializzato in scienze storico-morali, ha operato nell’ambito del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prima presso l’Istituto di Scienze Politiche dell’Università di Torino e poi presso l’Istituto di Storia della Filosofia dell’Università Statale di Milano.
E’ stato titolare della cattedra di Storia della Filosofia (nel corso di laurea in Pedagogia) nella Facoltà di Magistero dell’Università di Bari, dove ha pure tenuto per alcuni anni la cattedra di Storia della Filosofia Medievale. Ha diretto l’Istituto di Scienze Religiose “Giovanni Paolo II” di Otranto, dove ha anche insegnato Storia della Chiesa.
A partire dal 1953 e per molti anni è stato Prefetto degli Studi del Seminario Arcivescovile Idruntino; dal 1970 è Prelato d’Onore di Sua Santità e dal 1987 è Arcidiacono del Capitolo dell’antica e gloriosa Cattedrale della Chiesa metropolitana di Otranto, con il titolo dell’Annunziata.
Con decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 1973 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro di Benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte.
Per molti anni è stato Ispettore Onorario ai Monumenti del Salento.
E’ Cittadino Onorario di Otranto e di Muro Leccese.
Nel 1968 vinse il Premio Nazionale “Salento” per la saggistica per il lavoro su Francesco Storella filosofo salentino del Cinquecento (Bari, 1966).
Nel 1998 gli è stato attribuito il premio “Città di Galatina – Beniamino De Maria” ricevuto dalle mani dell’allora Presidente della Repubblica, On. Oscar Luigi Scalfaro, giunto a Galatina per l’occasione.

Incommensurabile è la produzione letteraria di Antonio Antonaci, composta oltre che da numerosi volumi anche da una sterminata numerosità di lezioni, interventi, articoli ed editoriali su riviste e periodici locali e nazionali.
   
Citiamo a proposito, tra le riviste, “L’Eco Idruntina”, il bollettino diocesano che di fatto nel corso di oltre un quarto di secolo vide impegnato Mons. Antonaci nella redazione degli editoriali e di numerosi altri interventi di formazione pastorale, catechistica, liturgica, oltre che d’informazione della vita diocesana e della Chiesa Universale; e “il Galatino”, il quindicinale di informazione salentino del quale Antonaci fu socio fondatore nel 1968 (come pure del numero annuale “il Titano”, nato anni prima, edito per la Fiera Campionaria di Galatina in occasione della festa patronale galatinese).
De “il Galatino” Antonaci fu direttore editoriale per lunghi decenni. E ancor oggi, il Professore non manca d’inviare al “suo” giornale (dattiloscritti con la sua inseparabile “Olivetti”) interventi, recensioni di libri, articoli e lettere al direttore, che si contraddistinguono per l’ariosità dello stile, la lucidità e la sagacia di sempre. 

*    *    *

Ma torniamo a noi. Continuiamo.
Che cosa ho voluto riportare? Di che cosa parla questo libro che questa sera è piovuto in questa bellissima sala? Del resto la rassegna di questo mese d’ottobre patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e nel cui cartellone rientra questa serata è proprio intitolata “Ottobre piovono libri: i luoghi della lettura”…
E’ un libello che non vi pioverà in testa come un mattone. State tranquilli. Potrei dirvi soltanto: compratevelo, non ve ne pentirete. Ma qualcosa ve la voglio anticipare.

In questo libro, intanto dico subito che non c’è tutto Mons. Antonio Antonaci. Ci mancherebbe altro! In questo libro c’è un aspetto di Mons. Antonaci. Anzi a guardar meglio, più d’uno. Ma sicuramente non tutti.
C’è un po’ il succo delle conversazioni tra il sottoscritto e Monsignore, ma soprattutto i libri di Monsignore. Quelli che avete visto scorrere nel video preparato da Daniele Pignatelli, che ringrazio ancora una volta per la disponibilità. Anzi, per essere ancor più precisi, alcuni libri di Monsignor Antonaci.
E questo libro parla di libri. Perché come ben sapete i libri si parlano tra di loro. Dall’interno di un libro è possibile entrare in un altro.

Dicevo che il mio libro parla di alcuni dei libri di Monsignore.
Infatti, proprio in questi giorni ne ho scoperto un altro (i libri di Antonaci sembrano spuntare come i funghi cardoncelli in questo periodo); un libro di cui non conoscevo l’esistenza. E non è che si trattasse di un libercolo di quattro pagine, o di secondaria importanza, ma un libro di ben 300 pagine, edito dalla Editrice Salentina, ed intitolato semplicemente “Editoriali” (è una raccolta di 52 articoli pubblicati sull’Eco Idruntina - la rivista diocesana - dal 1961 al 1967). Questo per dirvi che davvero non si finisce mai di scoprire, davvero “fino alla bara sempre s’impara”. E si scopre.

*    *    *

Scritti in Onore.

Onore e memoria.

E’ fin troppo facile onorare la memoria: chi non lo fa?
E’ lungimiranza, è accortezza invece onorare chi è presente, chi ti sta di fronte ancora; è un valore provare gratitudine per la stanchezza di chi non si è risparmiato, curvo una vita intera sui libri e sulle sudate carte per insegnare e cambiare il mondo, (in meglio s’intende). E dare anche dignità alla nostra terra.
Guardare con riconoscenza a chi ha ancora tanto da insegnare, è gratitudine.
 
Onore e memoria.
L’onore è per chi è presente, per chi ti può ascoltare e leggere, è per chi ti sta di fronte. “Onore”, può essere anche un bell’appellativo: lo si può usare perfino tra fidanzati, se non si vuole utilizzare diminutivi banali o vezzeggiativi melensi comuni, inflazionati, e non troppo lirici.
Memoria è invece una anamnesi, un rincorrere chi non c’è più, un fargli sapere che forse valeva la pena di parlare con lui, leggere i suoi libri, i suoi articoli, condividere il pensiero, un obiettivo, o un tratto di strada.
 
Ma perché non dirlo prima?
Perché mangiarsi le mani perché si è arrivati in ritardo: cioè si è arrivati al tempo della “memoria” e non al tempo dell’“onore”?
La memoria è importante, ma vale molto di più l’onore. Una città può ricordare con un monumento, l’intestazione di una strada, dopo dieci anni dalla morte. Ma perché non ringraziare finché si è in tempo? Perché non premiare e dire grazie a chi è ancora nostro prossimo?

Prossimo non è chi è lontano, lontano nel tempo e nello spazio; il prossimo è chi ci sta accanto; chi ci tocca; chi ci parla e ci ascolta. Il prossimo sovente finisce per allontanarsi da noi, perché non sappiamo apprezzare la sua presenza; non sappiamo essere grati per nostra incapacità, quella che poi si manifesta quando una persona la perdiamo o si allontana da noi.

*   *   *

Mi riferisco in questo momento ora alla memoria del prof. Zeffirino Rizzelli, al quale va la nostra riconoscenza, non solo per il bel saggio che ha voluto scrivere per il mio libro (questa volta è stato lui ad onorarmi, impreziosendo la mia opera: e basterebbe il solo saggio di Rizzelli per giustificare l’acquisto del mio libro) ma, dicevo, perché proprio lui meritava, in vita, forse qualcosa in più. Ha fatto bene ancora una volta l’Amministrazione Comunale di Galatina ad intestare questo stupendo “Palazzo della Cultura” alla memoria di Zeffirino Rizzelli. In questo ambiente tutto sembra parlare di Lui: il distretto scolastico, l’università popolare, la biblioteca, il museo.
Questi muri che adesso ci stanno ascoltando, hanno per più anni ascoltato le lezioni (di vita) di Zeffirino Rizzelli, si sono impregnati della sua sapienza, del suo modo di essere giusto, democratico, saggio.  Rizzelli non è mai andato alla ricerca di medaglie al valore, di  lusinghe, di successi. Eppure al di là di questo Rizzelli meriterebbe di più. Per esempio - è una proposta che faccio questa sera alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni - tra gli altri anche il “Premio -  Città di Galatina – Beniamino De Maria”. Proprio il 2008 scadrà il biennio per l’assegnazione di questo premio. Per cosa? Per la sua attività di intellettuale, studioso, scrittore (di libri, articoli e studi su riviste specializzate di matematica, logica ed epistemologia) ed infine di politico e sindaco di Galatina. Il nome di Zeffirino Rizzelli entra di diritto nel novero dei “grandi” che hanno reso “grande” Galatina.  
Ma al di là dei premi e delle intitolazioni deve essere chiaro a noi che per Rizzelli ogni attestato di benemerenza ed ogni medaglia al valore sarebbero una ricompensa da tre soldi. Sono certo che per Rizzelli la più bella ricompensa sarebbe la rilettura delle centinaia di suoi scritti. Belli, attuali sempre, formativi. Sono custoditi, raccolti nella biblioteca di Galatina, un paio di porte più in là di questa.

*   *   *

Ora la nostra lettrice leggerà l’ultima paginetta del mio libro, mentre io faccio un’altra pausa. In questo momento credo calzi molto bene il significato di quanto in essa contenuto. Alla parola Antonaci si potrebbe tranquillamente sostituire la parola Rizzelli.

“L’Antonaci con i suoi libri ha scritto in fondo di sé, anche se a prima vista questo potrebbe non apparire: egli sembra aver tramutato la sua vita in scrittura ed è così che ha raggiunto, conquistato, potremmo dire, un pezzo di eternità. Per uno scrittore, scrivere è l’aldilà a portata di mano, l’altra vita a cui sacrificare questa!
A questo aggiungiamo, tuttavia, che per Antonaci, la gloria di questo mondo altro non sarà che “silenzio e tenebre”: la transeunte vita terrestre altro non sarà che pulviscolo informe, naufrago nell’eterno.
“Quando saremo davanti a nostro Signore, altro non potremo che dirGli: fanne cce bboi: aggiu fattu tantu, ma nunn’aggiu fattu propriu nienti!” (cioè: “ho fatto tanto, ma di fatto sono stato “un servo inutile”: questo sono io con i miei difetti e, forse, con qualche raro pregio…”) ci diceva in uno dei nostri più recenti colloqui, allorché si toccava, nell’argomentare, il concetto della consolazione dalle umane fatiche, in vista della morte. Il richiamo al Vangelo in questi pensieri è evidente.
E, a proposito della “gloria” derivante dalla scrittura dei libri, Antonaci (che ha impostato la sua vita in cerca di ben altra gloria: quella celeste!) sembra far proprio il concetto molto ben espresso da Marcello Veneziani nel suo “La sposa invisibile” (Fazi Editore, Roma, 2006): che riportiamo a mo’ di explicit di questo nostro percorso: “Lo scrittore è un portatore di secchi dall’oceano al deserto. Crede di viaggiare dal nulla all’essere, creando; invece compie il tragitto inverso.
Proviene dall’essere e porta al nulla il suo catino d’acqua.
Quando lo versa è per metà evaporato nel percorso e per metà scompare nella sabbia dopo aver accennato ad un’ombra di umidità.
In quell’alone provvisorio sta tutta la gloria dello scrittore”.
E – con questo chiudiamo - se è vero il detto oraziano: “Non omnis moriar”, è però anche vero che, purtroppo (o per fortuna!), gloria caduca ed effimera, sarà, in ogni modo, quella dello scrittore. Di tutti gli scrittori.
Vanitas vanitatum et omnia vanitas. (Ecclesiaste, 1, 2).

*   *   *

Torniamo un attimo ad Antonaci ed ai suoi libri.
I libri di Antonaci si conficcano come ami nella carne. Del resto se i libri non hanno questa presa di trascinamento, se è il lettore a doverseli trascinare dietro, allora sono carta pesante.
Siamo noi a portare i libri o sono i libri a portare noi? E’ questo un dilemma che decide l’intesa o il rigetto tra un lettore ed un libro.
 
Se è lui che porta me, compresi il mio tempo, la mia voglia o anche la mia stanchezza, allora è libro. Se invece oltre al mio carico giornaliero, o alla mia stanchezza, devo aggiungere anche il peso del libro e devo portarlo io, allora non è libro, è peso, è zavorra. E ad Ottobre non pioverebbero libri ma, peggio, sassi o mattoni.

Se vinco io allora è libro, se vince lui è soma, pondo, peso. E’ carta e lettere d’inchiostro insieme. Alcuni libri, devo dire in verità, hanno vinto su di me; io, dal mio canto, ho vinto tanti libri e tuttavia non ne ho mai (o ancora) vinti abbastanza.

Sarebbe impossibile, anche a voler leggere soltanto i più importanti. Non basterebbe una vita di duecentocinquanta anni impiegata a tempo pieno a leggere soltanto i classici più importanti, cioè i libri imprescindibili, quelli di cui non si possa proprio fare a meno. Non è possibile fare un bilancio del letto e del non letto: la partita doppia non può essere applicata alla lettura.
I libri letti sono sempre numerabili; i libri non letti sempre incommensurabili.
  

Con i libri bisogna avere una certa confidenza fisica. I libri si toccano, si annusano, si scartabellano a piacere. In casa mia anche a Putignano, città dove abito e lavoro cinque giorni su sette, non trovereste troppi arredamenti, ma libri. Sono l’arredo, la tappezzeria di casa.

Sono belle le case stivate di volumi dal pavimento al soffitto. Nella casa di monsignor Antonaci per esempio i libri si trovano anche sulle scale; anche sulle scale che portano al terrazzo! Si assorbe quasi il loro isolamento sonoro; d’inverno si gode del loro tepore; d’estate si respira quel loro sudar polvere di carta. Queste sensazioni provavo e provo quando vado a trovare il professore monsignore. E vorrei provarle anche a casa mia. Mi sto attrezzando per questo.

Quando si sfoglia un libro è come sentire il rumore delle onde del mare. Sfogliare i libri di Antonaci è come sentire il rumore dello Ionio e dell’Adriatico, i nostri mari di smeraldi, quando sono un po’ mossi dallo scirocco o dalla tramontana. Ché questo è il Salento: un biscotto intinto nei due mari di colori. Così ce lo ha presentato Antonaci oltre cinquanta anni fa. Prima di tutti gli spot di oggi!
 
Allora è il libro che ti porta, non porti tu il libro di Antonaci: ti porta un “Galatina, storia ed arte”, un “Otranto”,  un “Muro Leccese”, o un “Pollio”, un “Cuccarollo”, un “Accogli”, ecc. Libri, questi, voluminosissimi eppure leggeri come una piuma: non li potrai leggere magari a letto, o al mare, sono troppo grossi; ma sotto un pergolato, con la colonna sonora delle cicale. Sono grandi libri eppure non pesano, ti trasportano, e ti fanno volare.

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I libri di Antonaci sono soggetti che compiono l’azione e non complementi oggetto; sono causa efficiente, o meglio complemento d’agente. Sono libri che parlano, libri che si possono vedere mentre si leggono, libri che profumano di terra e di altri libri.
 
Ognuno reagisce ad un libro in maniera diversa. Un libro è semplicemente la metà dell’opera. Chi scrive un libro fa la metà del lavoro. L’altra metà la fa chi prende in mano quel libro e lo legge, lo consuma, lo sottolinea, gli fa le orecchie, ci litiga pure, ci si addormenta con il libro e qualche volta lo butta anche.  

Il lettore dunque conclude l’opera iniziata dallo scrittore, finisce quel semilavorato acquistato in libreria. L’incontro o lo scontro con il lettore fa di un libro un’opera finalmente compiuta. Dunque il libro, comunque vada a finire, è un incontro. Se non è un incontro, è solo parallelepipedo di carta, una confezione, una tecnologia.    
Mi piacerebbe che il mio libro non rimanesse un semilavorato.

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A me è capitato di entrare nei libri di Antonaci e di uscirne migliore, più ricco. Oserei anche dire che ho iniziato a scrivere quei due o tre libri di cui sono autore grazie proprio alla lettura dei libri di don Antonio.
I libri di Antonaci per me sono stati palestra: leggendoli e rileggendoli si impara ad utilizzare una certa espressione, si riesce a descrivere qualcuno o qualcosa, utilizzando magari quelle stesse parole. Viene quasi automatico. Non è plagio, non sono inconfessate citazioni quando utilizzo certe espressioni: ma assimilazione, apprendimento.
Come quando si va in palestra, ci si esercita con certi pesi e poi ci si accorge nel sollevare un peso che non si fa (più) lo sforzo che si faceva prima, o quello che si sarebbe fatto senza allenamento.

Dicevo: nei libri antonaciani trovi cose scritte così bene che ti par di divorare e non di leggere. Certo, l’anoressico della lettura non viene smosso da questo o quello scrittore; ma chi solo ha un po’ d’appetito, avrà veri e propri attacchi di bulimia.
 
Di fronte alla perspicuità di certi argomenti e alla bellezza della loro formulazione non puoi non sottolineare le frasi, non appuntartele sulla tua agenda e riscodellarle agli altri quando a tua volta scrivi. Sicchè son diventato una sorta di “manierista” della scrittura, di fronte a quel Michelangelo dello stile che è Antonaci (che in un libro si definisce “scalpellino”, mentre di fatto egli è architetto e scultore incomparabile).

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Ed ecco che con questo “Scritti in Onore” ho voluto pagare il mio debito: a rate. Essendo un bancario non potevo non fare questa metafora! E le rate sono le pagine di questo mio libello, pagine-rate come quelle di un prestito. Ma a tasso zero.
Non c’è interesse, non c’è guadagno in questo libro, ci mancherebbe altro: soltanto riconoscenza per quanto ho ricevuto. Ed è bello che la Galatina migliore, ma anche Noha, ma anche tanti altri salentini, siano qui presenti per onorare Antonaci. Non il mio libercolo: ma quello che il mio libro ha voluto cantare.

 
Mi avvio alla conclusione.
Zeffirino Rizzelli e Antonio Antonaci sono due astri che hanno irradiato, irradiano luce su Galatina. Ci hanno insegnato tanto. Si insegna a volte anche con il silenzio e l’umiltà, una volta che si è scritto migliaia di pagine e si è parlato altrettante volte. E sono tante le cattedre da cui si può impartire una lezione: e la scuola può essere anche quella della sofferenza; a volte anche quella dell’irriconoscenza; o quella dell’indifferenza; o quella della critica spicciola e negativa ricevuta senza approfondimento e senza motivo.
     
Se si legge con trasporto ci si arricchisce; con la lettura troviamo altri padri ed altre madri, oltre a quelli nostri naturali. Si creano dei legami, degli affetti, delle parentele:
si finisce per essere costola di libri e delle pagine scritte e non solo dei nostri padri naturali. Antonaci e di Rizzelli sono così diventati anche nostri padri.

 

Il nostro non è un paese che compra libri. Ma un paese migliore, una città migliore passano attraverso i libri: non da altro. Non c’è alternativa. E permettetemi questo piccolo atto d’orgoglio: forse passa anche attraverso il mio libro.

 

Il mio libello allora vuole essere una specie di risarcimento, o meglio di trattenimento di quello che si sta, per un motivo o per un altro, dimenticando, disperdendo nel passaggio delle generazioni. Ci sono generazioni che cominciano a dimenticare, allora ho sentito la necessità di trattenere, di ricordare, di mettere per iscritto.
 
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Prima di terminare questa conversazione, permettetemi di ringraziare quanti hanno lavorato per questo libro. Prima di tutto Michele Tarantino di Infolito Group che ancora una volta ha creduto nel mio lavoro di ricerca. Per la stampa in digitale, Fabio Tarantino e la nuovissima Infoprinting (che è sempre di Michele Tarantino), azienda che non ha compiuto ancora un anno, ubicata in un capannone sulla via di Lecce, subito dopo il SuperMac per intenderci. Tra l’altro Infoprinting è specializzata nella stampa e nella spedizione di lettere di ogni genere. E’ una specie di stampante virtuale da attivare tramite Internet tramite il sito www.postapronte.eu.  

Ringrazio Lorenzo Tundo dello Studio Ermes di Galatina e Silvia Stanca, che non si è “stancata” della mia pignoleria nella redazione delle pagine di questo libro. Ringrazio il dott. Antonio Linciano, direttore della gloriosa biblioteca “P. Siciliani” di Galatina e Paola Congedo, direttrice della altrettanto gloriosa biblioteca “Giona” di Noha, per l’organizzazione di questa serata. Ringrazio la bravissima musicista Gabriela Greco che ci ha fatto capire quanto vadano a braccetto libri e musica.

Ringrazio il Professore Antonio Antonaci per la sorpresa che ci ha voluto fare questa sera. Il più bel regalo, professore, è la sua presenza! Ormai m’ero rassegnato all’idea che Ella non sarebbe stata presente. Ancora una volta (per fortuna!) mi son dovuto ricredere. Ringrazio la gentilezza di Dino Valente ed il suo sito www.galatina.it e quella di Albino Campa ed il suo sito www.noha.it. Ringrazio anche Radio Sole e… anche tutti quelli che ho dimenticato.

*   *   *

Il mio libro vuole essere allora un manifesto, uno spot, un’insegna, un abbraccio di parole per Antonio Antonaci. Vuole essere un segnale stradale che indichi dove andare, un messaggio nella bottiglia, perché in qualche modo quello in cui io ho creduto, o che m’è parso bello, possa essere creduto ed appaia bello a coloro che leggeranno, o a coloro che verranno. Un libro, anche il più brutto, sopravvive sempre al suo scrittore. Anche se questo scrittore (o meglio scriba o scrivente) è minuscolo e si chiama Antonio Mellone. Il quale vi ringrazia per la benevolenza e soprattutto la pazienza con la quale avete voluto ascoltarlo.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 11/03/2011 @ 13:50:07, in RadioInOndAzioni, linkato 1283 volte)

Parte su Radioinondazioni un appuntamento fisso di musica e parole con Paola e Simona. In diretta ogni venerdì dalle ore 19.00 la fantasia, la simpatia e la bellezza sprigionata attraverso la web-radio da Paola e Simona. Questa sera sintonizzatevi! clicca qui.

 
Di Albino Campa (del 15/07/2009 @ 13:47:54, in NohaBlog, linkato 1572 volte)
Spiaggia Libera

Noi del sito ww.noha.it siamo per il diritto alla spiaggia libera e diciamo "NO" alle gabelle per l'accesso al mare che ci appartiene da sempre.
Vorremmo ospitare i viaggiatori che ci vengono a trovare; vorremmo dar loro il benvenuto e non spennarli con mille richieste di denaro. Il nostro Salento non è mai stata una terra di pedaggi. Che stia cambiando proprio ora il suo codice genetico? 
Andare in uno stabilimento balneare per affittare un ombrellone, una sdraio ed uno stile di vita dovrebbe essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere.
Vorremmo fosse ripristinato un certo equilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione. Per la verità a noi piacerebbe fossero tutte libere le spiagge, così come le abbiamo trovate, così come le abbiamo ereditate. Al massimo con qualche servizio gestito dai comuni e non da parte dei voraci soliti privati che hanno l'obiettivo di "lavorare tre mesi per campare un anno intero", violentando la natura, piantandoti degli ombrelloni dai colori sgargianti ed omogeneizzati in tinta con i lettini, e sparandoti la musica del juke box a tutto volume da mattina a sera "perchè questo è il divertimento, questo è il progresso".
E soprattutto vorremmo far rispettare le norme di legge che fanno "obbligo per i titolari delle concessioni il libero gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione anche al fine della balneazione".
Siamo contro ogni forma di discriminazione anche in questo settore. E che la ghettizzazione (di chi non può permettersi il lusso o di chi non voglia pagare per un mondo artificiale) vada in vacanza e per sempre!
W le PARI OPPORTUNITA' !

Antonio Mellone  

Da annotare alcuni importanti diritti tutelati dalla legge:
• l’accesso alla spiaggia è libero e gratuito;
• è fatto obbligo agli stabilimenti di consentire il transito verso la battigia;
• la battigia è un’area esclusa dalla concessione (per battigia si intende la striscia di sabbia di 5 metri a partire dall’infrangersi dell’onda);
• in quest’area non possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni, sdraio, ecc. né da parte degli stabilimenti balneari né da parte dei singoli, poiché deve essere garantito il passaggio;
• in caso di violazione dei diritti occorre rivolgersi alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Capitaneria di porto.

Si attendono commenti su questo tema
 
Di Redazione (del 20/08/2013 @ 13:42:08, in Cultura, linkato 4098 volte)

"Pubblichiamo un interessantissimo stralcio di una ricerca sugli orologi pubblici diventata libro, scritto da Rosanna Verter. Tra gli altri, c'è anche l'orologio pubblico di Noha, che, fermo ormai da troppi anni, si limita a segnalare l'ora esatta soltanto due volte al giorno"


Gli orologi da torre di Galatina e Noha di Rosanna Veter
Ieri
La sera del 21 febbraio 1848 il decurionato galatinese, sotto la presidenza di Domenico Galluccio, deliberò le feste costituzionali nominando una commissione guidata da Orazio Congedo che, unitamente al comitato composto da Innocenzo Calofilippi, Giacomo e Francesco Galluccio, Arciprete Siciliani, Antonio Viva, Bernardino Papadia, Luigi Mezio, Pasquale Angelini, Onofrio Vonghia, Ferdinando Capani, Antonio Dolce, organizzò la festa per la Costituzione promulgata da Re Ferdinando II il 10 febbraio 1848.
I festeggiamenti iniziarono di buon mattino, il 9 marzo 1848, con i fuochi d’artificio che durarono per l’intera giornata; le due bande musicali di Galatone e Neviano allietavano i cittadini; Piazza S. Pietro venne addobbata con ramoscelli di mirto, coccarde e bandiere. Nei pressi dell’ingresso della chiesa Madre, fra due bandiere, fu messa una grande iscrizione inneggiante al re e al papa eseguita a penna dall’architetto Fedele Sambati e dettata da Pietro Cavoti. Oltre a tutto ciò allietarono la vista dello scenario festoso varie luminarie e la processione con il busto argenteo di San Pietro che ebbe inizio dalla casa delle signorine Andriani, dove era custodito il busto del Santo, e percorse con a capo il capitolo «la via che mena alle Monache crandi», altrimenti dette Clarisse (oggi è quel tratto di strada tra Via Zimara e Piazzetta Gal-luccio, tra la chiesa dei Battenti e quella di S. Chiara o di S. Luigi), «S. Caterina, Corpo di Guardia e Piazza S. Pietro».
Da ciò possiamo dedurre, quindi, che nel 1848 la Torre dell’Orologio esisteva già nella sua semplice mole e che i locali erano sede del Corpo di Guardia. Proprio in quelle salette si svolsero le elezioni del plebiscito del 21 ottobre 1860 per l’Unità d’Italia ed eleggere Vittorio Emanuele II, Re costituzionale.
Il primo anno di libertà nacque con la fame che imperava tra la povera gente in tutta la provincia e i tumulti erano all’ordine del giorno. Il sindaco Antonio Dolce convocava immediatamente il Consiglio Comunale per disporre il prelevamento dal bilancio di 1815 ducati e 53 grana per poter acquistare legumi, orzo e grano per i poveri. Nel frattempo, il Ministero dell’Interno aveva ordinato alle Prefetture di segnalare eventuali monumenti da dedicare a Sua Maestà Vittorio Emanuele II. L’amministrazione comunale scelse la torre civica che fu adornata di due stemmi sabaudi posti ai lati dell’iscrizione; sul lato ovest, invece, si nota un’aquila capovolta ad ali aperte con la testa tra il tamburo e il cannone, mentre tra mine e palle di cannone anche una scure. Forse questa decorazione è stata inserita dopo la caduta del fascismo o forse c’era già visto che l’aquila è anche nell’arme sabauda. Sull’arco a tutto sesto del portone d’ingresso, Francesco Sammartino incise su marmo la seguente lapidaria iscrizione:
ALL’ELETTO DEL POPOLO VITTORIO EMANUELE II RE D’ITALIA IN MEMORIA DELLA RICUPERATA UNITÀ CHE LA PATRIA OGGI SOLENNEMENTE CONSACRA GALATINA PONEVA ADI 2 GIUGNO 1861
Ruggero Rizzelli nelle sue Memorie, edite nel 1912, sostiene che l’iscrizione è «sgrammaticata e fa poco onore alla torre del Caccialupi; falsando la storia offende le tradizioni della colta cittadinanza»; fu dettata da un insegnante del locale liceo Colonna, padre Sebastiano Serrao, dell’ordine degli Scolopi, congregazione religiosa fondata da Giuseppe Colasanzio nel 1617.
Per tale lavoro il Sammartino venne compensato con ducati 13 e grana 53.
I locali dell’Orologio avevano ospitato per qualche anno la Guardia Nazionale; dal 1850 oltre 250 militi della Guardia Urbana. In quell’occasione, per renderli più ospitali, i nudi locali furono arredati con candelieri, bracieri, sedie e qualche panca. Il tutto per la cifra di 65 ducati e 80 grana.
I primi restauri al Corpo di Guardia furono deliberati il 27 novembre alle ore 21 dell’anno del Signore 1861 da un Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Antonio Dolce e composto dai consiglieri comunali Giuseppe Maggio, Carlo Lezzi, Michele Astarita, Carmine Zappatore, Pietro Colella, Arcangelo Trivisanno, Francesco Greco, Vincenzo De Matteis, Giuseppe Siciliano, Giovanni Congedo, Diego Papadia, Pasquale Angelieri, Domenico Bardi, Gaetano Colaci, Giuseppe Vozza, Paolo Baldari, e dal segretario comunale Luigi Santoro. Per i lavori fu costituita una commissione con Giuseppe Galluccio, Pietro Congedo e Michele Astarita i quali raccolsero ducati
160.66 per sottoscrizione e la somma venne aggiunta ai ducati 437 già stanziati dal consiglio. Oltre al proseguimento delle opere murarie, furono sostituite le porte ai camerini, le invetriate e il portone. Alla deputazione furono restituiti 79.05 ducati che risultarono in più.
Il 21 giugno 1877 nella segreteria comunale fu convocato dal sindaco Giacomo Viva, in seduta straordinaria, il Consiglio Comunale per deliberare circa «l’acquisto di una nuova macchina di orologio pel servizio del pubblico essendo l’attuale ridotta in uno stato da non essere soddisfacente ai bisogni del pubblico». Per l’acquisto della nuova macchina il sindaco esibì la corrispondenza tenuta col capo fabbrica, signor Alfonso Curci da Napoli, e coi F.lli Peperis da Udine dalla quale risultava che per avere «una macchina costruita secondo gli ultimi sistemi» si doveva spendere circa £ 2000, somma da prelevare da un articolo del bilancio del 1877.
Si poteva certamente spendere di meno, ma come giustamente osservò il consigliere Giuseppe Capani «una volta che il Consiglio deve venire nella determinazione di acquistare una nuova macchina di orologio è necessario che fosse di quelle costruite colla massima precisione». Alla sua proposta si uniformò tutto il Consiglio.
Il 3 luglio la Prefettura rilevava in una sua nota che trattandosi di «una spesa non lieve, non prevista nel bilancio e che poteva dissestare l’andamento finanziario del comune», suggeriva «di sperimentare l’asta pubblica e visto l’ammontare della spesa» si doveva «richiedere a un competente artefice un atto che equivalesse alla perizia» e che poteva a un tempo «essere anche l’offerta del fornitore stesso. Tale atto dovrà assoggettarsi all’approvazione del Consiglio Comunale che sarà chiamato a precisare i mezzi per la spesa e domandare la dispensa dei pubblici incanti coll’autorizzazione di far luogo a norma del caso alla privata licitazione tra persone del mestiere oppure alla trattativa privata».
Fallite le trattative con il Curci e i Peperis, l’amministrazione diede incarico ad Epimaco Olivieri Caccialupi, successore di Augusto Bernard, di fornire la macchina dell’orologio.
La ditta Caccialupi, presente con i suoi orologi da torre in molti comuni della provincia, aveva la sua sede in Napoli alla strada Egiziaca n. 44 a Pizzofalcone, oggi sede del distretto militare.
L’8 aprile 1879 il sindaco facente funzioni, Pietro Santoro, comunicava al Consiglio Comunale che il signor Giuseppe Greco aveva presentato «una di-manda» con la quale proponeva di effettuare a proprie spese le opere in muratura «occorrenti per l’impianto del nuovo orologio, a seconda del disegno proposto dall’architetto Fedele Sambati l’8 maggio 1861 su una perizia di Giuseppe Mandorino». Come compenso il Greco chiedeva di ricevere a titolo di cessione l’aia su cui sorgeva la Torre dell’Orologio. Naturalmente il Consiglio respinse la proposta considerato che non vi era molto squilibrio per le finanze locali e pertanto i lavori potevano essere sostenuti a spese del Comune anche perché cedendo l’area al Greco si restringeva un camerino che poteva essere utile per edificare una sala. Qualche mese dopo la giunta deliberava di licenziare i regolatori dei pubblici orologi di Galatina, Salvatore Zuccalà, nonché quello della frazione di Noha, Fedele Bonuso. Ma il 30 maggio 1882 il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Giacomo Viva e composto dai consiglieri Luigi Papadia, Alessandro Verdosci, Gaetano Cola-ci, Giustiniano Gorgoni, Luigi Vallone, Liberato Congedo, Vitantonio Colaci, Salvatore Tondi, Raffaele Baldari, Giuseppe Vonghia, determinò di abbattere la Torre del vecchio Orologio perché «inutile ed indecorosa» e diede mandato ai consiglieri Liberato Congedo e Vitantonio Colaci di «trattare con qualche muratore di fiducia».
I consiglieri scelsero Pasquale Alessandrelli per l’appianamento della Torre «contro il pagamento di £ 50 ed il materiale ricavabile pro-beneficio».
Fu costruita così una nuova torre con timpano e furono messe a vista le campane.
Qualche anno dopo, precisamente il 24 aprile 1885, Francesco Bardoscia, assessore delegato dal sindaco, convocò il Consiglio Comunale per deliberare con urgenza l’illuminazione dell’orologio per tutta la notte e per l’intero anno, a differenza di una precedente convenzione con Vincenzo Giurgola regolatore del pubblico orologio, e di tenerlo acceso per sei mesi fino alle 9.00 p.m. e per sei mesi per tutta la notte.
Per tale lavoro al Giurgola vennero corrisposte £ 360 annue, sia per la manutenzione che per l’illuminazione del pubblico orologio, invece di £ 300. L’anno dopo, tale incarico fu affidato a Pietro Ascalone, orologiaio, con la riduzione del salario a £ 300.
Nel 1913, a cura della “Società Galatinese per le imprese elettriche”, con una spesa di £ 140,03 venne effettuato «l’impianto elettrico negli uffici della Polizia Urbana e al pubblico orologio sovrastante detti uffici».
L’8 ottobre 1932 il segretario cittadino del Partito Nazionale Fascista scriveva al Podestà per sapere come mai l’orologio non suonava da 15 giorni e poiché il servizio era affidato a persone responsabili, egli non riusciva a spiegarsi come mai non fosse stato ancora riparato. Il Podestà, in una missiva di qualche giorno dopo, gli comunicava che si era provveduto all’acquisto di una corda metallica necessaria per il funzionamento della suoneria. Nella comunicazione di risposta, il Podestà si chiedeva anche se era il caso di spendere elevate somme per la riparazione oppure di esaminare l’ipotesi dell’acquisto di un nuovo macchinario la cui spesa sarebbe ammontata a £ 3.500.
Oggi
Al termine della centralissima Via Vittorio Emanuele II, strada ricca di palazzi settecenteschi e zona viaria più antica della città, la Torre del Caccialupi, più comunemente nota come l’Orologio o Corpo di Guardia, si innalza nella sua sobria e superba semplicità, espressione dell’entusiasmo post-unitario. La torre è fra le più belle del Salento, è una costruzione di chiaro stampo neoclassico che, all’indomani dell’Unità d’Italia, fu dedicata a Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele II.
I locali della torre, che anticamente erano adibiti a cappella privata della famiglia Greco-Bardoscia, vennero donati successivamente all’amministrazione comunale che li destinò a sede delle guardie urbane. Per quanto riguarda l’anno di costruzione della torre, possiamo supporre che se l’attiguo palazzo Bardoscia è datato fine 1789 è molto probabile che anche la torre sia della stessa epoca.
La torre ha base quadrata, è posta ad angolo tra Via Vittorio Emanuele II e Via Umberto I. Il vasto salone e le due salette che si aprono a sinistra hanno le volte a botte e, per gli amanti dei dati statistici e architettonici, si presenta con questi dati: l’altezza è di metri 18,37 mentre la larghezza è di metri 8,16; il quadrante, vero e proprio indicatore del tempo, incastonato in una cornice in pietra leccese, ha un diametro di centimetri 120; la lancetta delle ore ha una lunghezza di centimetri 40, quella dei minuti è lunga invece centimetri 50.

I numeri indicanti le ore sono in caratteri romani e il numero che indica le ore “quattro” è graficamente rappresentato con il segno IIII e non IV come detta la grafia romana. Questo fatto è dovuto, forse, per simmetria grafica all’interno del quadrante. Molti, comunque, sostengono che invece è una caratteristica degli orologi da torre.
Osservando la torre si evidenziano due cornicioni marcapiano che la segmentano in quattro ordini: il primo è sostanzialmente molto semplice; il secondo ordine invece è stato abbellito con gli stemmi sabaudi e con l’iscrizione dedicatoria; il terzo è riservato esclusivamente al quadrante dell’orologio; il quarto ordine chiude con il timpano dove, all’interno di una monofora aperta (arco), sono ospitate due campane in bronzo, oggi in pessimo stato.
Per accedere alla stanza dell’orologio bisogna arrampicarsi su 21 scalini di una poco agevole scala a chiocciola, molto stretta, consunta dagli anni, che conduce sul terrazzo e da qui, attraverso un’altra ripida scala di 15 scalini, si entra nella magica stanzetta dove la meccanica della sveglia cittadina ci appare in tutta la sua bellezza.
La cittadina macchina del tempo è di grandi dimensioni ed è ancora oggi meccanica, azionata da ruote dentate in cui sono state praticate delle tacche regolari con larghezza proporzionale al numero dei rintocchi che devono suonare. La velocità è regolata da una ruota a paletta frenata dall’attrito dell’aria; invece la forza motrice è fornita da tre enormi massi in pietra leccese, legati con cavi di acciaio molto flessibili. Il peso delle pietre varia in base alla grandezza della campana su cui battono le ore. Questi cavi si avvolgono ad un cilindro quando vengono manovrati, ogni ventiquattro ore, dal-l’addetto alla carica con una manovella. La velocità di rotazione è controllata da un pendolo, che consente ai pesi di scendere lentamente sino a piano terra. Il pendolo serve a rallentare o ad accelerare la marcia alle ruote che compongono il meccanismo dell’orologio; l’ora invece è regolata da un disco girevole. Tutti questi ingranaggi sono legati da un sistema di scappamento ad ancora.
La macchina poggia su travi in legno sostenute nel muro per contrasto ai pesi. La molla, dopo essere stata avvolta, inizia a svolgersi facendo girare gli ingranaggi che muovono le lancette delle ore e dei minuti a velocità diversa attorno al quadrante. La carica al nostro segnatempo è a cura di Gianni Venturiero che continua imperterrito a salire e scendere le ripide scale. Egli è l’erede di quella passione e volontà di tutti quei cittadini che per anni sono saliti in cima alla torre, con la pioggia battente, con il caldo e con il freddo.
Grazie alla loro costanza le lancette non si sono fermate e hanno continuato a tenere attiva la sveglia cittadina. Nel lontano 1991 l’ingranaggio della storica torre civica si fermò alle 12,10 o alle 00,10?
Le campane
Le campane, messaggere civiche, sono un esempio di architettura laica legata all’Universitas e un bene artistico che come tale va protetto. Hanno molte funzioni: segnalano allarmi o adunanze o funzioni religiose o di orologio che scandisce il tempo.
La voce campana, che molti credono di origine gotica, fu introdotta intorno alla fine del VII secolo e venne usata per la prima volta da S. Beda (672735), monaco e storico vissuto in un monastero benedettino in Inghilterra, considerato il più grande erudito dell’Alto Medioevo.
L’Accademia della Crusca, nella lessicografia, cita campana con aes campanum, nome con cui era noto il bronzo, lega metallica composta dall’80% di rame e dal 20% di stagno, metalli teneri, la cui unione nella lega permette di ottenere un materiale di grande durezza, a grani fini, dotato di caratteristiche di grande sonorità. Oppure il nome potrebbe derivare dalla forma di un vaso arrovesciato e sboccato, e fu adoperato per la prima volta da S. Paoli-no, vescovo di Nola, dalla omonima città in provincia di Napoli, dove vi era una miniera di rame. Alcuni umanisti chiamano la campana, in latino nola, dal nome della città dove furono ritrovate molte campane; altri invece sostengono che le prime campane siano state fuse in Campania, e da qui campana che sembra la più accreditata. Ancora oggi si brancola nel buio, nell’incertezza.
Le campane della torre cittadina hanno misure ben calibrate e adatte per la nota “la” e per il “re”; sono sprovviste di ceppo, cioè sono fisse, non oscillano e suonavano tramite il martello esterno e non con il battaglio. Sono entrambe ornate di ricami, di iscrizioni e di altorilievi a prova dell’eccellenza a cui era giunta l’arte di fondere il bronzo già nel 1700.
La campana piccola, quella posta in alto, batteva i quarti d’ora, molti anni orsono. Ha un’altezza di centimetri 55 e un diametro di centimetri 63; dalla dimensione possiamo ipotizzare un peso di 150 chili. Tra due bellissime cornici di motivi floreali reca un’iscrizione:
ANGELI MONGIÒ SINDICATUM A. D. 1762
Presenta una varietà di decorazioni: sul lato nord, in posizione centrale, vi è lo stemma civico, mentre sul lato sud si evidenzia un’immagine in rilievo, sulla superficie esterna del bronzo e costituente corpo unico con la campana stessa, che potrebbe essere un santo, forse S. Pietro.
La campana maggiore, quella che batteva le ore e oggi un cupo don allo scoccare dell’ora, ha un’altezza pari a centimetri 70 e un diametro di centimetri 85, con un peso presumibile di circa 200 chili; anche qui al centro, lato nord, lo stemma della città. Tra le due cornici si legge:
NOLA, HÆC, HORIS DENVNTIANDIS REFICITVR A.D. 1762 HORARIO RESTITUTO ANNO VULGARÆ
Questa campana per annunciare le ore fu rifatta nell’anno del Signore 1762 dell’era volgare dopo che fu ricostruito l’orologio.
Alcuni studiosi hanno letto, erroneamente, in quel “Nola” la contrazione di Vignola, oggi Pignola, piccolo centro della provincia di Potenza, famosa patria dei fonditori Olita e Bruno. È giusto chiedersi: «Da chi sono state fuse le campane dell’Orologio?». Stupisce, infatti, che le campane non sono “firmate” dal mastro campanaro.

Occorre ricordare che il 20 febbraio del 1743 un terremoto del nono grado della scala Mercalli, magnitudo 6.9, colpì tutta la penisola salentina, le isole Ionie e la Grecia, con epicentro nel canale d’Otranto. Le scosse durarono circa un’ora e l’intensità maggiore fu registrata nella vicina Nardò. Forse il rifacimento della campana e la ricostruzione della torre si devono ai danni che quel terremoto provocò anche nella città di Galatina.
La lapide
Al carabiniere Domenico Secondo Della Giorgia è dedicata la lapide posta sul lato ovest della torre. Insignito della medaglia d’argento, era nato a San Cesario di Lecce il 1° luglio del 1888 da Antonio e Matilde Rollo. L’anno seguente la famiglia Della Giorgia si trasferì nella non lontana Galatina, dove il padre assunse l’incarico prima di Guardia Municipale e poi di Comandante e dove nacquero gli altri cinque fratelli.
Da giovane lavorava come maniscalco e il 15 ottobre 1908 fu chiamato alle armi, arruolandosi nel novembre nel 5° Genio Minatori.
Lo troviamo a Messina e Reggio Calabria a prestare soccorso durante il terremoto del dicembre 1908 e per tale opera meritoria ricevere la Medaglia Commemorativa. Per la sua corporatura e per la sua altezza, raggiungeva il metro e ottanta, chiese di essere arruolato nei Carabinieri e il 26 maggio 1909 fu assegnato come Allievo Carabiniere a Piedi.
Promosso effettivo, è trasferito nella Legione di Napoli. In Libia prese parte alla guerra italo-turca e ricevette la seconda Medaglia Commemorativa. Ritornato in Italia, fu assegnato alla Legione Territoriale di Bari. Quando nel maggio del 1915 l’Italia entra in guerra contro gli Austro-Ungarici il nostro eroe viene aggregato al Reggimento Carabinieri Reali, 8a Compagnia Mobilitata, e raggiunge il territorio di guerra con la bandiera e la banda d’ordinanza: siamo alla seconda battaglia dell’Isonzo. Il 6 luglio 1915, sull’altura del Podgora, dove vi erano le trincee nemiche, vengono stanziati 30 ufficiali e 1.399 Carabinieri. In una rassegna dell’Arma dei Carabinieri leggiamo la drammatica giornata di guerra vissuta dai Carabinieri e da Domenico:
... la mattina del 19 luglio, dopo la consueta preparazione con tiri di artiglieria, il terzo battaglione, verso le ore 11, scattò dalla trincea verso le linee nemiche. Balza fuori per prima, l’ottava compagnia [alla quale apparteneva Della Giorgia, N.d.A.] seguita dal comando del battaglione, tenuto dal tenente colonnello Teodoro Pranzetti, poi la settima e la nona. Tempesta di fuoco del-l’avversario sulla zona di attacco. L’ottava compagnia, pur falcidiata, avanza lentamente con le due ali, e si frammischia con gli elementi sopravvenienti della settima, le tre compagnie giungono fin sotto i reticolati; molti morti per via. Tutti i superstiti resistono, attaccati a quei reticolati, pur sentendo l’inutilità del loro sacrificio. Quindi sopraggiunge l’ordine di ripiegamento.
L’attacco durò molte ore con lo stile dei combattimenti rapidi e ad orario che, per circa un anno, fino alla conquista di Gorizia, fu praticato nelle battaglie dell’Isonzo. Al reparto costò 53 morti, 143 feriti e 10 dispersi.
Il tenente Moscatelli, comandante del plotone, raccontava che nell’assalto il nostro concittadino venne ferito una prima volta da una raffica di mitragliatrice che lo colpì al braccio sinistro. Il tenente gli ordinava di ritirarsi, ma Domenico gli rispondeva: «Non mi mandi indietro, signor tenente, ho il braccio destro che funziona ancora, posso impugnare la baionetta per quei briganti». Continuava a dare nell’azione l’esempio ai compagni: giunto nelle vicinanze del reticolato, venne colpito alla testa e morì con il viso al sole e al nemico. Erano le 12,30 circa del 19 luglio 1915 e aveva appena ventisette anni. Nel suo portafogli fu rinvenuta una lettera, forse del giorno prima, dove era scritto: «Cara madre, domani andremo all’attacco della fortezza di Gorizia. Se dovessi cadere non piangete. Mandate gli altri fratelli quassù che ne è bisogno per la grandezza della patria».


Per questo suo atto di grande eroismo e abnegazione gli fu decretata la Medaglia d’Argento al valor militare alla memoria con la motivazione che oggi è leggibile sulla lapide tra Via Vittorio Emanuele II e Via Umberto I.
Il 25 luglio 1943, con la caduta del fascismo, dalla lapide venne eliminato il fascio littorio, ma non l’anno fascista (XIII E.F.).
L’Arma dei Carabinieri in pensione di Galatina ha dedicato a Domenico l’elegante sede di Piazza Alighieri. A lui è intitolata la caserma della Compagnia dei Carabinieri di Maglie ed è ricordato, dal 2001, nella toponomastica di San Cesario di Lecce, sua città natale. La sua eroica morte è stata illustrata su cartolina da Vittorio Pisani.

L’orologio di Noha
«... una piazzetta commoda ed un orologio che misura il tempo...», così leggiamo in una pagina dedicata a Noha dal giudice Tommaso Vanna.
La torre, sulla quale è allocato l’orologio pubblico, è in stile classico e termina con un chiostro di archetti dai quali sono visibili le campane. È stata costruita, probabilmente, intorno al 1861, come indica la lapide posta a circa quattro metri dal piano di calpestio. Giacomo Arditi nella sua Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto scrive: «...un orologio pubblico eretto in piazza con denaro dello stesso benemerito». La torre, in stile classico, fu donata alla cittadina dalla generosità dei fratelli Orazio e Gaetano Congedo. Sul muro della torre è scolpito in uno scudo il loro stemma gentilizio: un albero di pino al naturale accostato a sinistra da tre stelle disposte: 1, 2; il centro del tronco di pino è attraversato dalla figura di un toro furioso.
Al di sotto dello stemma l’epigrafe:
NOHA FRAZIONE DEL COMUNE DI GALATINA CIRCONDARIO DI GALATINA COLLEGIO ELETTORALE DI MAGLIE DISTRETTO DI LECCE PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO 1861
Il quadrante dell’orologio è inserito nel corpo di un’aquila, simbolo di forza e coraggio: fu insegna delle legioni romane e negli stemmi esprime fedeltà all’Impero. Secondo alcune testimonianze, sia la testa che il fascio su cui si aggrappavano gli artigli furono rimossi subito dopo la caduta del fascismo nel 1943. Le lancette sono ferme, ormai da data immemorabile, alle ore 09,40 o alle 21,40. Marcello D’Acquarica nel suo catalogo I beni culturali di Noha scrive:
La prima versione della meccanica dell’orologio risalente al 1861 non è più esistente. Apparteneva ad una tecnologia più semplice e meno raffinata, costruita totalmente in modo artigianale, dai denti degli ingranaggi ai chiodi che ne bloccano la struttura. La seconda versione risale al 1911, anno della sua costruzione e installazione sulla torre dell’orologio in Piazza S. Michele. Costruita dalla Premiata Fabbrica Orologiai di Fontana Cesare di Milano, è la seconda generazione di orologi meccanici dell’inizio del ’900.

La macchina, completamente restaurata e inaugurata il 23 dicembre 2008, oggi fa bella mostra di sé nell’atrio della Scuola Media “G. Pascoli”, sezione distaccata di Noha, con funzione di studio e didattica.
Tra le carte d’archivio vi solo alcune delibere in cui la Giunta Comunale approvava, viste le spese sostenute, il pagamento a Giovanni Nocco e a Pasquale Monastero per la riparazione dell’orologio negli anni 1908-1909.
Nel 1913 abbiamo un nuovo impianto di orologio. La carica viene data da Pantaleo Rocca e la spesa per il petrolio viene desunta dall’art. 25 del bilancio prelevando £ 74,00 dal fondo riserva. Nel 1912 viene retribuito Giuseppe Potenza con £ 20,00 per la sistemazione dell’orologio.


BIBLIOGRAFIA
ARCHIVIO STORICO COMUNE DI GALATINA: Delibera del 27.11.1861 Delibera del 5.06.1862 Delibera n. 22 del 21.6.1877 Delibera n. 10 dell’8.5.1882 Delibera n. 38 del 30.5.1882 Delibera n. 77 del 24.4.1885 Delibera CC dell’8.04.1889 AA.VV., Guida di Galatina, Congedo Editore, Galatina 1994. ANTONACI ANTONIO, Storia di Galatina, Panico editore, Galatina 1999. ARDITI GIACOMO, Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto, Stab. tip. “Scipione
Ammirato”, Lecce 1879, Ristampa anastatica, 1994.
D’ACQUARICA FRANCESCO,MELLONE ANTONIO, Noha, storia, arte, leggenda, Infolito Group Edito
re, Milano 2006.
D’ACQUARICA MARCELLO, I beni culturali di Noha, Edizioni Panico, Galatina 2009.
GUADAGNI CARLO, Nola sagra: 1688, Il Sorriso di Erasmo, Massa Lubrense 1991.
MINIERI ANTONIO, Compendio della terra di Nola, Palo, Nola 1973.
RIZZELLI RUGGERO, Pagine di storia galatinese: memorie, Tip. economica, Galatina 1912.
SIMONI ANTONIO, Orologi italiani dal Cinquecento all’Ottocento, A. Vallardi Editore, 1967.
VANNA TOMMASO, Urbs Galatina, Editrice Salentina, Galatina 1992.

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Di Redazione (del 22/09/2015 @ 13:33:26, in Festa dei Lettori, linkato 787 volte)

Come vuole la tradizione anche quest'anno avrà luogo a Noha la Festa dei Lettori con il titolo "CON", sì, la preposizione semplice più bella che ci sia, quella che fondamentalmente indica il rapporto di compagnia o d'unione, e, più genericamente, un rapporto di relazione.

"CON" è anche un prefisso che indica partecipazione, collegamento, interdipendenza o intensificazione.

- Al mattino presso i locali della scuola media ed elementare di Noha: letture, giochi e illustrazioni di storie.

- Nel pomeriggio, alle ore 17.00 nei locali del Centro Polivalente di piazza Ciro Menotti - Noha:

PAROLE, COLORI, VOCI, musica, MOVIMENTO, SPETTACOLO

Con la partecipazione di:

* Eleonora Longo - dirigente scolastica: LA COLLEGIALITA'

* Daniela Vantaggiato - assessore alla Cultura: IL COMUNE

* Antonio Mellone - concittadino: LA COSTITUZIONE

* Paola Congedo - responsabile Presidio del Libro: CON CON

* Claudio Stifani - insegnante: LA COMUNIONE

* Adalgisa Romano - insegnante: LA COLLABORAZIONE (Laboratorio didattico)

* Luca Congedo e Fabrizio Forte - musicisti: Il CONTEMPO

* Anna Arces - insegnante: IL CORO

Coraggio, concittadini, convinciamoci: costruiamo comunità concretamente, combattendo conflitti, contemplando costituzione, correttamente comportandoci, confrontandoci con coraggio, compartecipazione, conoscenza. Conviene collegialmente.

Gli organizzatori
 
Di Albino Campa (del 07/04/2011 @ 13:25:30, in Eventi, linkato 1794 volte)

Eccovi di seguito una bella intervista di Dino Valente del sito galatina.it sulla manifestazione antimafia di domenica 10 aprile 2011. Seguiamo l'invito di don Raffaele dell'associazione LIBERA: cerchiamo di parteciparvi numerosi, come segno del nostro riscatto.

Dopo le allarmanti segnalazioni del mondo giudiziario leccese e della Prefettura di Lecce sul rischio infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale galatinese, la cooperativa sociale Terre di Puglia - Libera Terra di Mesagne, che ha in gestione l’uliveto confiscato alla mafia in contrada Roncella a Noha, insieme ad una rete di associazioni quali: Libera Lecce, CGIL, Arci, Antigone, UDS, UDU, Città Nostra, I Dialoghi di Noha, CSI Terra d'Otranto, Città Fertile, Agesci Scout Galatina Gruppo 1, e a tanti singoli cittadini, ha deciso di mobilitarsi per dimostrare che a Galatina c’è anche un tessuto sociale sano che rifiuta ogni tipo di connivenza e che vuole rompere il muro dell’indifferenza.
Da questo obiettivo nasce l’iniziativa, che sarà patrocinata dal Comune di Galatina, che si terrà domenica 10 aprile a partire dalle ore 15 “Primavera LIBERA tutti”. La carovana di Libera, aperta a tutti coloro che vogliono partecipare partirà alle 15 in bicicletta da Piazza San Pietro in Galatina ed arriverà in Contrada Roncella, dopo essersi fermata a Noha in Piazza San Michele, dove raccoglierà gli ulteriori partecipanti.
Giunti sull’uliveto si procederà al taglio simbolico di una fronda degli ulivi presenti, da cui quest’anno si ricaveranno le palme da benedire e distribuire la domenica successiva in occasione della celebrazione della Domenica delle Palme. Un gesto simbolico per legare il tradizionale messaggio di pace trasmesso dall’ulivo a quello di legalità in un connubio indissolubile.
Durante il pomeriggio, dedicato a grandi e piccini, si costruirà il muro della legalità con le scatole di scarpe colorate che ogni partecipante porterà con sé su cui verrà scritta una frase per la legalità contro le mafie, e i più piccoli saranno inseriti nei laboratori organizzati dal Salento Buskers sull’arte degli antichi madonnari.
Parteciperà all'iniziativa, in cui si intervalleranno momenti di riflessione e di musica, Raffaele Casarano, Nabil Bay dei Radio Dervish e il Salento Busker, ai quali speriamo si aggiungano altri artisti di cui stiamo in queste ore chiedendo l’adesione.
Tutti uniti contro tutte le mafie, contro la corruzione e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e il malcostume, per costruire, percorsi di libertà, cittadinanza, legalità, giustizia, solidarietà che, a partire dal valore fondamentale della dignità di ogni essere umano, siano il più valido antidoto al proliferare della violenza e della sopraffazione mafiosa.

Terre di Puglia – Libera Terra

Alessandro Leo (legale rappresentante)

 
Di Antonio Mellone (del 21/02/2017 @ 13:22:28, in don Donato Mellone, linkato 367 volte)

Due anni fa, come oggi, si spegneva mio zio Don Donato Mellone, parroco di Noha. Gli mancava qualche mese per raggiungere le novanta primavere.

Non è qui d’uopo dare dei colpi di scalpello nell’abbozzo di un suo profilo: l’ho già fatto altrove, in altri testi.

Qui mi limito soltanto a ribadire che questo prete non ha vissuto 67 anni di sacerdozio per se stesso, ma per gli altri. Sicché il suo referente è sempre stato il suo Dio.

Non credo abbia mai avuto rimpianti. E sono certo che se con lui avessi fatto il gioco “se tornassi indietro cosa faresti?”, senza esitazione mi avrebbe risposto ancora il prete, e allo stesso modo. Magari cambiando due o tre piccole cose, ma la scelta sarebbe stata sempre la stessa.

Don Donato era nato per fare il prete e sapeva di esserlo fino in fondo, come il primo giorno.

Non è mai stato un grande condottiero, né mai ha avuto l’indole o l’estro del manager o del pubblicitario (ma forse non è nemmeno questo che vien richiesto a un sacerdote).

La sua fede era fermissima ma discreta e rispettosa, e certamente proprio per questo non l’ha mai imposta, semmai solo proposta agli altri, con onestà e senza fanatismi. La sua religiosità non è mai stata senza sorriso, né mai si è trasformata in arroganza dello spirito.

Non era attaccato ai soldi, che non lo hanno mai né smosso né commosso. Tanto denaro è passato certamente dalle sue mani, specialmente per la costruzione del complesso monumentale della Madonna delle Grazie in Noha; ma non si è mai fermata più del necessario ed è sempre andata dove doveva andare: all’ecclesia, alla costruzione di chiese, oratori e canoniche (opere anche di grande mole edilizia, per le quali non ha mai voluto lasciare cartigli a perenne memoria, come pure si usa), al rifacimento di solai, agli strumenti musicali liturgici, agli oggetti sacri, ai libri. Ma soprattutto a chi ne aveva bisogno.

Non ha mai pensato al suo benessere. La sua casa (due vani più servizi) era quella stessa dei suoi genitori. Non ha mai avuto ville al mare o in campagna, non macchine di lusso, non assicurazioni, non chissà quali risparmi, non conoscenze altolocate. Né mai alcuna forma di nepotismo ha lontanamente sfiorato la sua forma mentis.

Sostanzialmente coerente con l’annuncio del Vangelo, è sempre stato un prete povero ma senza ostentazione. Nel senso che era povero, ma ostentava il benessere (il che è molto evangelico: “quando digiunate profumatevi il capo e lavatevi la faccia” - Mt 6: 16-18).

Infine beato e sofferente (o beato proprio in quanto sofferente per molti anni): dolori atroci alle articolazioni, vista fioca, udito quasi zero, artrite reumatoide deformante, e via di seguito.

Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita celebrando i sacri misteri, animando le celebrazioni liturgiche suonando l’organo, studiando sui libri come un seminarista alle prime armi, incontrando i fedeli, gli amici e i parenti, e pregando in continuazione.

Chissà per chi pregava, per chi continuava a consumare ancor di più i suoi poveri occhi miopi. Nel suo ufficio era sempre piegato sulle sudate carte, sulla scrittura sacra, già dalle prime ore dell’alba e, dopo la messa, nel corso di tutta la giornata. Leggere scritture sacre era per lui come obbedire ad una precedenza dell’ascolto. Il giorno pigliava così una marcia d’inizio, con una caparra di parole sacre da rigirare in bocca per tutta la giornata, come un nocciolo d’oliva.

Gli piaceva la battuta effervescente, sempre contenuta nei limiti del bon ton e dello humour inglese. Sapeva stare in compagnia con tutti, gli piaceva ascoltare le barzellette più che dirle, e non disdegnava qualche risata sonora che ha sempre considerato alla stessa stregua di una sana lettura spirituale.

Amava la buona cucina, soprattutto quella mediterranea che accompagnava spesso con il peperoncino piccante (secco, crudo, ma specialmente fritto). Non facevano per lui invece le besciamelle, le panne, la maionese e gli altri intrugli della nouvelle cousine, e detestava la cipolla cotta, che non voleva vedere né sentire in nessun modo. Ma la cosa che più di tutto adorava erano i frutti di mare: in particolare le cozze nere, crude, nature, senza alcun condimento (da accompagnare possibilmente con un buon bicchiere di vino, ove possibile pieno zeppo di cubetti di ghiaccio).

*

Il tempo avrà potuto pure agire sul fisico, come fa con tutti, ma non sicuramente sulla sua forza d’animo e sulla freschezza del suo sacerdozio che sembrava rinnovarsi giorno per giorno, fino all’ultimo.

Nonostante quella sua vista debolissima, don Donato ha saputo guardare e osservare molto chiaramente i tempi, i segni, le persone e gli avvenimenti dell’umana avventura sub speculo aeternitatis.

Finché Dio ha voluto.

Antonio Mellone

 

P.S. Martedì 21 febbraio 2017, alle ore 18, in chiesa madre a Noha, verrà celebrata una messa in suffragio di don Donato

 
Di Antonio Mellone (del 23/09/2015 @ 13:18:10, in NohaBlog, linkato 742 volte)

E’ l’ultima festa dell’estate salentina, anzi pugliese, quella dedicata al patrono di Noha San Michele Arcangelo.

Il vessillifero delle schiere celesti, dotato di scudo, lancia, bilancia, elmo e pennacchio, il giorno della vigilia, portato in spalla, sfilerà in processione solenne per le strade del borgo tra inni e canti, preghiere e slogan alleluiatici, scoppio di batterie pirotecniche in centro e fuochi artificiali in periferia.

In suo onore da giorni vengono tirati su merletti e ricami di luminarie che trasformeranno via Castello e via Aradeo in scintillanti gallerie fatte di migliaia di piccole lampadine (ormai non più ad incandescenza ma a led) che con i loro particolari decorativi rimembrano gli archi trionfali del Rinascimento, le fontane, i festoni di fiori e altre baroccheggianti fantasie.

Parte di questi manufatti di legno e di ferro, al termine della festa (è una nuova moda) si trasformeranno in veri e propri oggetti da collezione per l’addobbo di interni, di locali pubblici, ma anche di ville e giardini privati.

Piazza San Michele, invece, cuore pulsante della festa, è il luogo storico della cassa armonica: quel palcoscenico a cupola (per la cui acustica non c’è bisogno di microfoni) dove la sera della festa si esibiranno le bande di giro, prime fra tutte il concerto bandistico di Noha diretto dal maestro Lory Calò (caso più unico che raro di profeta in patria - cosa generalmente molto difficile, ma a certe latitudini come le nostre quasi impossibile), che la sera della vigilia, al termine della processione solenne, eseguirà, tra gli altri, lo storico inno a San Michele Arcangelo, musicato proprio a Noha nei primi decenni del secolo scorso.

La sera del dì di festa, sotto le luci della ribalta, si alterneranno la banda “Città di Taviano” e il concerto bandistico lirico-sinfonico di Terra d’Otranto, ospiti graditissimi in grado di realizzare un vero e proprio miracolo, vale a dire l’ascolto anche da parte del popolo e delle classi meno agiate delle note e delle arie di un’Aida, un Nabucco, un Rigoletto o una Gazza Ladra, un tempo appannaggio esclusivo del ceto aristocratico e borghese rinchiuso nei teatri e nei politeami.

Come tradizione vuole, al termine del Bolero di Ravel, verso mezzanotte, lo spettacolo dei fuochi pirotecnici in grande stile chiuderà la seconda serata.

Il concerto di Tony Esposito e dei Petrameridie, sul grande palco allestito in piazza Castello, chiuderà la tre-giorni di festa nohana, fatta anche di bancarelle e mercatini suq/k, luna park ed esibizioni di scuole di ballo in piazza (Physica), nonché fast ma si spera anche, anzi soprattutto slow food.

Congratulazioni a tutti gli organizzatori e auguri a tutti i Michelini e le Micheline di Noha e dintorni.

Antonio Mellone
 

I Nirvana: il gruppo musicale più discusso e più famoso degli anni Novanta. Per la storia del rock una pietra miliare discutibile e contraddittoria, affascinante e indelebile. In pochi anni e con una manciata di album all’attivo, sono riusciti a imporsi come la vera leggenda della scena di Seattle, riuscendo a interpretare l’umore di un’intera generazione e trasformando l’alternative rock in un fenomeno di massa. Penultimo appuntamento con la mini rassegna Note a Margine dedicata al mondo delle Periferie promossa dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Galatina, che incontra alle ore 21 di questo sabato 26 settembre presso il Centro Polivalente di Viale Don Bosco, i due scrittori leccesi Osvaldo Piliego Ennio Ciotta i quali spiegheranno come i Nirvana di Kurt Cobain sono riusciti, in soli cinque anni di vita, a entrare nell'olimpo del rock, attraverso i loro personali e intimisti racconti e ricordi. Una chiacchierata introduttiva sulle periferie dell'anima, sulla perdita dell'innocenza, sul rumore e sul silenzio di un'intera generazione definita non a caso Post, quella appunto che dal 1989 in poi che ha visto in Cobain il suo martire o forse il suo capro espiatorio. Alle ore 22 circa si proseguirà con la proiezione del documentario Kurt Cobain: Montage of Heck di Brett Morgen. Una rara opportunità di sentire un artista raccontare la sua vita con le sue parole e le sue immagini. Un film potente, una storia incredibile e molto dolorosa. Una storia raccontata come si deve, su qualcuno che è stato trasformato in una icona fragile e sensibile. Un racconto di una generazione, di una storia di luoghi lontani, dimenticati, difficili e maledetti che hanno creato un mito difficilmente dimenticabile.

Dai diamanti non nasce niente, ma dal cemento nascono i fior. Le periferie sono anche questo. Vi aspettiamo.

OSVALDO PILIEGO: vive a Lecce ed è laureato a Lecce. Ha scritto per diverse riviste locali e nazionali.E' giornalista pubblicista. Attualmente è direttore di Coolclub.it e collabora con il “Quotidiano di Lecce” e “Rockerilla”. Ha organizzato centinaia di concerti e suona male la batteria da 15 anni.E' l'autore di Fino la fine del giorno e La citta Verticale entrambi editi da Lupo Editore. ENNIO CIOTTAGiornalista, scrittore, critico musicale e dj da oltre quindi anni vive e analizza dall'interno gli ambienti controculturali. Con i suoi articoli supporta principalmente il Do it yourself, la tutela dei beni comuni, l'ecologia radicale e i movimenti underground. Ha scritto “Street art-la rivoluzione nelle strade” edito da Bepress.

MONTAGE OF HECK: Un film di Brett Morgen. Con Kurt Cobain, Dave Grohl, Courtney Love, Krist Novoselic Documentario, durata 135 min. - USA 2015.

 Andrea CoccioliAssessore Politiche giovanili – Comune di Galatina

Paola VolanteCoordinatrice della ressegna “Note a Margine” – Rassegna di periferie.

 

 

 
Di Redazione (del 28/04/2014 @ 13:11:27, in Eventi, linkato 1959 volte)

Favola di Primavera .... Equestrian Show il 31 maggio e 1-2 Giugno a Noha presso lo Stadio Comunale e zone limitrofe. Tre giorni di emozioni intense con spettacoli equestri, American show, artisti di strada, musica, intrattenimento ludico, motocross, mostra artigianato, fiera mercato, gastronomia prodotti tipici Salentini.
Sabato 31 Maggio presentazione artisti con corteo nelle strade del paese e dalle ore 23:30 start Notte Bianca, domenica 1 giugno Cavalli Pizzicati con raduno Tamburellisti. Tutte le sere Gran Galà dalle ore 20:00.

Da non perdere! !!!!!!!!!!! Vi aspettiamo numerosi.

Per info e prenotazioni box rivolgersi entro il 20 Maggio a:
Selleria Basso Salento
Dino Dichorses

 
Di Albino Campa (del 12/05/2010 @ 12:59:11, in Grafite è Musica, linkato 2107 volte)
In mostra dal 21 Maggio al 23 di Maggio presso il “Tequila” di Alezio le opere del nuovo progetto artistico della pittrice salentina Paola Rizzo.
In esposizione i bellissimi ritratti da lei abilmente e artisticamente eseguiti a matita di alcuni musicisti di fama nazionale ed internazionale, conosciuti personalmente nel corso di questi anni.
Ritratti come quello di Caparezza, Terron Fabio, Roy Paci, Raffaele Casarano, Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Roshaun Bay-c Clark, Cesare Dell’Anna, Eneri, Romeus, saranno esposti nelle sale del Tequila Pub di Alezio.
La mostra sarà ospite di un contesto, in cui non mancherà certamente il buon vino o la birra, le specialità tipiche della nostra gastronomia, né mancherà di certo la musica.
Ad accompagnare Paola nella serata inaugurale 22 Maggio, che avrà inizio alle ore 22.00, mentre disegnerà live il ritratto a Ludovico Einaudi, la musica dei Bon–Tone con Paolo Marzo, Angela Persano, Marco Tuma, Alessio Borgia.
Il connubio è vincente. Arte, musica, la bella compagnia ed il buon vino!
www.myspace.com/alistairtower
www.myspace.com/overtuner
Paola Rizzo è pittrice laureata nel 1997 all’Accademia delle belle Arti di Lecce con una tesi in anatomia artistica dal titolo “Fisicità e psichicità di un linguaggio universale: il volto”.
Bravissima con la matita, nei chiaroscuri, il suo talento sembra esprimersi al meglio nella tecnica della pittura ad olio.
Nature morte, vedute marine, paesaggi bucolici, panorami, soggetti religiosi, scene di vita quotidiana, ritratti di volti umani o fantastici, sono stati i soggetti della sua prima produzione artistica.
Poi improvvisamente incontra un soggetto che è diventato quasi la costante della sua opera: l’ulivo, la pianta che per eccellenza rappresenta l’ambiente, la natura della terra salentina.
Sembra esserci ormai una dipendenza, quasi ancestrale, tra Paola e quest’albero considerato “sacro” dai nostri avi, alla stessa stregua di un nume tutelare del luogo.
Chiunque, ammirandoli, può sentire la suggestione delle piante che si abbracciano teneramente nella brezza del meriggio che muove dolcemente l’erba; che piangono all’aurora, che ridono beffardi; che danzano o fuggono in mezzo ai campi di papaveri e margherite nella luce meridiana.
Nel corso degli anni continua a dedicarsi amina e corpo all’arte, poi entrano a far parte del suo mondo l’amore per la fotografia e la musica.
Lei pensa che sia bellissimo fermare scatto dopo scatto, un istante in una foto. Poi quando la riguarderà, ricordi affioreranno e inevitabilmente saranno anch'essi impressi come su di una pellicola fotografica nella sua mente.
La musica rappresenta per Paola fonte di ispirazione primaria. musica e Pittura, in connubio tra loro, divengono così inscindibili l'una dall'altra.
Nascono così i sui dipinti, prendono vita da note che guidano ed accompagnano tocchi di pennello sulla tela.
La musica collante per artisti la porta frequentare gli ambienti musicali conoscendo alcuni tra i suoi musicisti preferiti, così scatto dopo scatto ferma le loro espressioni e la loro anima che poi viene impressa nei tratti decisi del suo tratto. Nascono così i suoi ritratti.
Paola Rizzo dipinge e disegna con la musica. Non come colonna sonora, che pure non manca mai nel suo studio d'arte, ma come moto dell'anima-artista.
Le sue tele e i suoi ritratti sono spartiti musicali su cui si adagiano note in bianco e nero e note di colore, spalmate con pennelli o incise nel tratto al cui ritmo risuona l'armonia del creato. Nei suoi dipinti, i colori a volte stridono e lottano in contrasto come rulli di tamburi e tamburieddhri, a volte sfumano malinconici sul diesis o sul bemolle di un ottone a fiato o di un'armonica a bocca, a volte esplodono nella maestà degli ulivi che si ergono nella gloria dei cieli come trombe o antiche canne di un organo solenne.
I volti di Paola Rizzo e le loro espressioni li trovi ovunque nei suoi quadri. La natura delle sue tele non è mai morta, ma viva, pulsante, danzante, cantante.
Il pennello o la matita di Paola finiscono per essere nelle sue mani come la bacchetta di un direttore d'orchestra, e i suoi volti e le sue immagini la composizione e l'esecuzione più bella della sua pittura lirica.
Questi volti stanno cantando e suonando: tendete l'orecchio, liberatevi dal tappo che ostruisce ed ottura, e li sentirete anche voi.
 

Si è tenuta questa mattina, domenica 20 maggio, una manifestazione organizzata dal Circolo Tennis Galatina e dalla ludoteca Castellinaria; la giornata era dedicata ai più piccoli ed il CT Galatina si conferma un circolo che offre una moltitudine di oppurtunità sportive e di divertimento, per grandi e piccini.

Grazie anche alla collaborazione del Comune di Galatina, il Circolo Tennis ha potuto attrezzare in Piazza Alighieri, due mini campi da gioco con delle reti semovibili. Tutti i bambini presenti, hanno potuto avvicinarsi al tennis e tirare i primi colpi con racchette e palline studiate appositamente per i più piccoli, messe a disposizione dal circolo e sotto l'occhio vigile dalla Maestra Federale Carlotta Stasi e dal Tecnico Nazionale Francesco Està.

La manifestazione ha visto la partecipazione di una moltitudine di bambini che sono stati allietati anche dall'animazione dei ragazzi della ludoteca Castellinaria di Galatina con musica e palloncini per tutti.

“Una manifestazione che abbiamo voluto per far avvicinare i bambini al tennis, facendoli divertire e regalando loro qualche momento di sano movimento. La collaborazione con gli amici di Castellinaria nasce dalla voglia di comunicare che il tennis è veramente uno sport adatto a tutte le età e che ci si può avvicinare a questo sport anche da un punto di vista strettamente ludico. Sono lieto di anticipare, infatti, che il Circolo Tennis di Galatina, proprio insieme a Castellinaria, organizzerà un vero e proprio campo estivo che presto verrà presentato con alla stampa ed al pubblico e che vedrà una serie di attività sportive e didattiche dedicate ai più piccoli. Le nostre segreterie, comunque, sono sempre aperte per qualsiasi informazione.”

Galatina, 20 Maggio 2013

Filippo Stasi

Direttore Sportivo - “C.T. Galatina”
 
Di Albino Campa (del 20/06/2011 @ 12:48:31, in NohaBlog, linkato 1788 volte)

Macerata, 20 giugno 2011 - Romeus, al secolo Carmine Tundo, da Noha (LE) è il vincitore assoluto della XXII edizione di Musicultura con la canzone Caviglie stanche. Con il suo rock tirato è stato paragonato dal direttore artistico Piero Cesanelli al Bob Dylan di Newport, quando il menestrello di Duluth portò una chitarra elettrica rivoluzionando il suo percorso artistico.

Al festival della musica popolare e d’autore di Macerata sono le voce di Radio 1 Rai Carlotta Tedeschi Gianmaurizio Foderaro a sottolineare la novità, con quest’ultimo che ha sciolto l’adrenalina accumulata nelle tre serate finali in una commozione scoppiata mentre evocava gli oltre venti anni del festival. “E’ come un figlio - ha detto il responsabile del palinsesto musicale di Radio 1 Rai rivolgendosi al direttore artistico Piero Cesanelli - e come ogni figlio cresce e cambia pelle, e ora Musicultura ha la pelle rock di Romeus”.

Emozionato il giovane artista salentino, che mentre alza al cielo il mega assegno da 20 mila euro del Premio Ubi – Banca Popolare di Ancona, a cui si aggiungo i 5 mila del Premio della Critica, dedica il premio ai suoi genitori e “a tutti quelli che hanno contribuito a quest’avventura”.

“Ci fa molto piacere - aggiunge Romeus - che una manifestazione come Musicultura si sia aperta al nostro genere musicale facendo rock, io e la mia band pensavamo di non essere appropriati a un festival tradizionalmente legato ad un cantautorato più sofisticato. Ci siamo anche molto divertiti e abbiamo instaurato un ottimo rapporto con la città di Macerata, dove ormai siamo di casa”.

Proprio la città capoluogo è stata “tra i principali protagonisti, visto il flusso continuo di spettatori, tutti a partecipare cantando in modo corale le canzoni”, ha ripetuto Cesanelli. Accanto a lui i rappresentanti di provincia e comune di Macerata e il presentatore Fabrizio Frizzi, alla sua terza volta al timone del festival della canzone popolare e d’autore, “è una grande responsabilità stare sul palco dello Sferisterio, ma è anche un gran godimento”, poi un ringraziamento “alla straordinaria squadra di Musicultura”, e un augurio al vincitore assoluto, “Romeus ha un’energia straordinaria, ma anche un’umanità straordinaria”.

Grande umanità è quanto riesce sempre a trasmettere Musicultura, “una manifestazione che riesce a compiere il miracolo di entusiasmare il pubblico ogni anno, e che noi vogliamo rendere meno episodica”, dice da parte sua il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari. Di seguito l’assessore alla cultura del comune di Macerata Irene Manzi non è da meno. “Musicultura è un abito che sta a pennello a Macerata”, dice sottolineando in particolare l’importanza e il seguito ottenuto che precedono le serate del festival nella Controra di Musicultura, tutti i pomeriggi nelle principali piazze della città. Eventi che quest’anno sono andati a coprire tutto l’arco di una settimana, e che l’assessore propone “di allungare a due settimane”, tanto è stato l’entusiasmo che ha suscitato in città.

Giungono così alla conclusione le tre serate della XXII edizione di Musicultura, condotte da Fabrizio Frizzi all’Arena Sferisterio di Macerata, seguite in diretta da Radio 1 Rai, con Gianmaurizio Foderaro e con le finestre giornalistiche di Carlotta Tedeschi. Presente anche quest’anno Rai Italia Radio, con Notturno Italiano e Taccuino italiano. La regia teatrale è stata come sempre affidata a Pepi Morgia.

fonte:Il Resto Del Carlino

 
Di Albino Campa (del 05/05/2011 @ 12:46:55, in NohaBlog, linkato 1614 volte)

RENZO RUBINO.JPGROMEUS.JPG 
Romeus,
alias Carmine Tundo, (Noha, LE) e Renzo Rubino (Martina Franca, TA), sono i primi due vincitori di MUSICULTURA 2011, scelti dal pubblico di Radio 1 Rai. I due accedono alle serate finali del festival, all'Arena Sferisterio di Macerata  (17, 18 e 19 giugno), dove al vincitore assoluto andranno  i 20.000,00 euro del "Premio UBI - Banca Popolare di Ancona".  È stato un testa a testa fino alla chiusura del televoto. Al risultato finale ha contribuito, per il 20%, anche il voto degli studenti delle Università di Camerino e Macerata. Alla fine ad avere la meglio sono stati Romeus con il brano "Caviglie stanche" di e Renzo Rubino con "Bignè", entrambi giovanissimi, entrambi pugliesi. 

A decretare la loro vittoria è stato il pubblico di Radio 1. I sedici finalisti di MUSICULTURA  hanno infatti avuto il battesimo sulle frequenze della radio più ascoltata d'Italia che per più di un mese li ha resi protagonisti - nell'ambito di "Radiounomusica Special Musicultura" e "Stereonotte" - consentendo agli ascoltatori di familiarizzare con le loro proposte, televotare il brano preferito, toccare con mano quanto il binomio qualità/popolarità, ricercato da MUSICULTURA e condiviso da Radio 1, possa trovare riscontro nell'Italia musicale di oggi. 

Nell'ambito dei suddetti programmi, curati da Gianmaurizio Foderaro con la partecipazione di Carlotta Tedeschi, tanti sono stati gli ospiti intervenuti per testimoniare la propria aficion per Musicultura e ciò che essa  rappresenta, come Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, Gaetano Curreri, Fabrizio Frizzi, Massimo Ranieri...

Dopo il verdetto del pubblico, a breve si saprà anche quello del Comitato Artistico di Garanzia, che a suo insindacabile giudizio sceglierà gli altri sei vincitori. Del Comitato fanno parte: Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Maurizio Maggiani, Dacia Maraini, Gino Paoli, Pau (Negrita), Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Paola Turci, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti, Lello Voce. 

Gli otto vincitori saranno presentati ufficialmente venerdì 27 Maggio a Roma, in una conferenza stampa che si terrà presso la sede Rai di Via Asiago, dove la stessa sera gli otto artisti si esibiranno dal vivo in un concerto in onda su Radio 1.

fonte: Musicultura 2011

 

Il paradosso di un grande immobile, confiscato a Noha di Galatina al clan dei fratelli Coluccia, capibastone della sacra corona unita nel centro del Salento. Il progetto per farne un centro culturale c'è: l'ha stilato Brizio Montinaro, fratello di Antonio, il caposcorta di Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci. I fondi anche: un milione di euro erogato al Comune di Galatina dal Ministero dell'Interno. Allora perché il progetto non parte? La risposta vera arriva nei fuori onda del sindaco Giancarlo Coluccia.

Dalla puntata dell'Indiano (TeleRama) dedicata al tesoro della Scu, andata in onda il 3 febbraio 2011, di Danilo Lupo e Matteo Brandi, con i contributi musicali di Andrea Senatore

 
Di Albino Campa (del 03/09/2009 @ 12:21:35, in Eventi, linkato 1534 volte)

Programma delle Manifestazioni

08 settembre

  • ore 20.45 Spettacolo di Fuochi pirotecnici della Ditta Piero Coluccia di Galatina (Le)

  • ore 21.15 Serata di musica animata dal Gruppo “Vento del Sud”

Presterà servizio il Gran Concerto musicale “S. Cecilia” - Città di Sogliano Cavour (LE)

Le luminarie saranno accese dalla Premiata Ditta Cav. Cesario De Cagna di Maglie (Le)

Il Parroco ed il Comitato ringraziano la Comunità per aver contribuito alla realizzazione della Festa

fonte: www.sanmichelenoha.it
 
Di Redazione (del 17/11/2013 @ 12:17:59, in Eventi, linkato 1490 volte)

Singolare evento la visita di San Gabriele dell’Addolorata che dall’Isola del Gransasso giunge a Noha. "Giovane Santo che a soli 21 anni ha saputo incarnare il vangelo di Gesù Cristo in un amore incondizionato a servizio dei più poveri. La Sua presenza sarà l’occasione per rinvigorire il dono della fede e sollecitati dal suo esempio sprone per un’azione caritativa e solidale a servizio dell’uomo" "La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d'ora di questa vita" diceva. Questa testimonianza diventa stimolo per i giovani affinché vivano con entusiasmo e gioia la propria esistenza. Come loro patrono Egli viene ad incoraggiarli e a sostenerli. Si vivrà un’esperienza di gioia e di speranza." afferma il parroco Don Francesco Coluccia

Il programma prevede:
Lunedì 18 Novembre
Ore 17.00 Arrivo dell’Urna di San Gabriele  (ingresso di Noha – via Castello) Corteo ed Accoglienza in P.zza San Michele, Momento di preghiera, Saluto del Parroco, del Sindaco e del Rettore del Santuario

Ore 18.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Parroco Don Francesco Coluccia

Ore 21.00 Veglia di preghiera animata da Padri Passionisti

Ore 22.00 Preghiera continuativa  

Martedì 19 Novembre
Ore 8.30 Santa Messa

Ore 9.30 Visita della Scuola dell’Infanzia “San Michele Arcangelo”

Ore 10.30 Via Crucis

Ore 15.30 Visita dei ragazzi del catechismo

Ore 17.00 Santo Rosario Meditato

Ore 18.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Donato Negro, Arcivescovo di Otranto 

Ore 21.00 Proiezione del musica“Gabriele dell’Addolorata, un silenzio sospiro d’amore”di Carlo Tedeschi

Ore 22.00 Preghiera continuativa 

Mercoledì 20 Novembre

Ore 8.30 Lodi

Ore 9.30 Celebrazione eucaristica e rito dell’Unzione degli Infermi

Ore 10.30 Adorazione eucaristica – confessioni

Ore 12.00 Benedizione eucaristica

Ore 15.00 Celebrazione della Parola, Saluto e partenza dell’Urna del Santo

Per prenotazione visite gruppi info@francescocoluccia.it - Tel./fax: 0836/602129

In DIRETTA streaming su InondazioniTv dalle ore 16.30 alle 19.30 di lunedi 18 ottobre e dalle 15 alle 18 di mercoledì 19 ottobre 

 

 

 
Di Albino Campa (del 12/12/2015 @ 12:11:07, in Comunicato Stampa, linkato 516 volte)

Dopo il grande successo di visitatori di domenica scorsa, ritorna domenica 13 Dicembre dalle ore 18.00, il Festival Natalizio Artisti di Strada. L'evento, organizzato in collaborazione con l'Assessorato alle Attività Produttive e Commerciali del Comune di Galatina, arrivato alla sua 4° Edizione, vede la partecipazione di grandi gruppi di artisti di strada che animano il bellissimo centro della Città con acrobazie aeree, teatro, giocolieri, clown, cantastorie, fachiri, mangiafuoco e trampolieri.

L’evento, che già dalla sua prima edizione, grazie alle perfomance degli artisti e alla partecipazione delle attività commerciali, ha riscosso ampi consensi, offre, inoltre, l’occasione per poter gustare tutte le peculiarità enogastronomiche delle attività ristorative galatinesi.

La mescolanza dei colori e della vivacità degli artisti, l’illuminazione calda e soffusa di strade e vicoli del centro storico, la bellezza ed il fascino delle corti, i profumi ed i sapori delle tipicità enogastronomiche e le musicalità locali sono i protagonisti di uno scenario inconfondibile e inimitabile.

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI  FESTIVITA’ NATALIZIE  2015

13 dicembre 2015 -  ore 18,00 / 22,00 - P.zza San Pietro:  IV Edizione “Festival artisti di strada”

dall’8 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016 - Centro storico, Chiese e Palazzi - Attività di promozione dei luoghi e delle eccellenze enogastronomiche locali con visite guidate – a cura dell’ ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “CITTA’ NOSTRA”

12 / 13 / 19 / 20 / 23 / 24 dicembre 2015 – ore 09.00-13.00 / 17.00-21.00 -  Centro storico - VI Edizione del “Natale nel Centro Storico” - Attività di artigianato, gastronomia e mercatini natalizi -  a cura dell’ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO

13 dicembre 2015 – ore 18.00-21.30 - Corso Porta Luce - Piccola manifestazione con la partecipazione di artisti di strada, attività di animazione con la presenza di una persona vestito da Babbo Natale, accomodata su un carrettino trainato da un pony, esposizione di prodotti artigianali in terracotta, la preparazione di  caldarroste e di crepes – a cura dell’ASSOCIAZIONE CONFESERCENTI DI GALATINA

13 dicembre 2015 – ore 17.00-22.00 - Via Diaz, via A. Vallone, via Grassi - Animazione  curata dalla ludoteca “L’Allegro Girotondo” con la presenza di un Babbo Natale, mascotte, musica, un carretto con pop-corn ed uno di zucchero filato, bolle di sapone giganti e trampolieri – a cura COMMERCIANTI DI VIA DIAZ, VIA GRASSI, VIA A. VALLONE

20 dicembre 2015 - ore 16.00-22.30 - Piazza San Pietro - “Il Magico Villaggio di Babbo Natale” con installazione giochi gonfiabili e strutture a tema con transito di un trenino che, partendo da Corso Porta Luce attraversa: p.zza Alighieri, via A. Diaz, via XX Settembre, via Liguria, via Roma, v.le S.C. Novella, via Gallipoli, Corso Porta Luce – a cura dell’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

13/20/27/29/30 dicembre 2015 - 01/03/06 gennaio 2016  - ore 09.00-21.00 - C.so Garibaldi - Mercatini spontanei hand made e vintage, attività per i bambini, artisti di strada, festa del baratto, tombolata – a cura dell’ASSOCIAZIONE “CONSERVA GALATINA”

23 dicembre 2015 – ore 20.30 -  C.so Garibaldi - Evento musicale: cool plecs "jazz funky indie"

27 dicembre 2015 – ore 20.30 - C.so Garibaldi - Evento musicale: narvalò – musica popolare- etnica

28 dicembre 2015 – ore 20.30 - C.so Garibaldi  - Evento musicale: Dario Muci - folklore popolare pizzica

29 dicembre 2015  - ore 20.30 - C.so Garibaldi - Hit radio rock – revaival 80/90/200

30 dicembre 2015 – ore 20.30 - C.so Garibaldi - Evento musicale: trio acustico cantautorato pop rock blues

Quest'anno le manifestazioni natalizie si arricchiscono grazie alla valida e preziosa collaborazione delle associazioni presenti sul territorio che, spontaneamente, hanno voluto offrire alla propria città numerosi appuntamenti  per rendere ancora più magico il natale, il natale della nostra fanciullezza, quel natale che amiamo rievocare e che vorremmo far rivivere a tutti.

 

Sabato 20 agosto, ore 21, Piazza Castello - Noha. Avete preso nota? Evento su agenda, smartphone e tablet vari? Beh se non l'avete ancora fatto colmate questa lacuna perché è uno di quegli eventi imperdibili e per molteplici ragioni. La prima è la buona musica: il Talent a marchio Inondazioni ha sempre cercato (ed è anche riuscito) a proporre buona musica, buoni musicisti, veri talenti che abbiamo promosso, proposto e che continuiamo a seguire con affetto e partecipazione: Thew J, Sharon Manca, Giulia Margiotta e la straordinaria Cover Band dei Moda'.

Secondo motivo la valorizzazione delle eccellenze salentine per l'impegno sul territorio, verranno assegnati dei premi a: Suor Margherita Bramato direttore generale dell’azienda ospedaliera “Card. Giovanni Panico”,  alla Giornalista Marilù Mastrogiovanni Direttore de Il Tacco d'Italia e alle esplosive cantanti salentine de Il Peccato di Eva.

Terzo la magia che verrà rappresentata durante la serata dal mago Heldin. Il tutto con la mirabile conduzione di Lino Bello ed il cabarettista Joselito, lo spettacolo, giunto ormai alla sua 4° edizione, è organizzato e coordinato da Inondazioni.it e la Parrocchia “San Michele Arcangelo “ di Noha,  Media Partner il magazine DiTutto e l’agenzia “Mood”. Quindi una serata di metà agosto da non perdere, vi aspettiamo.

Anna Onesimo

 

Un ricco calendario di eventi per le festività natalizie a Galatina; il Comune di Galatina in collaborazione con alcune Associazioni locali ha infatti organizzato numerosi e variegati appuntamenti all’insegna della musica e del divertimento sia per i grandi che per i più piccoli. Lo scopo del programma “Natale in città – Galatina 2016” sarà quello di rilanciare e valorizzare il ricco patrimonio architettonico e monumentale del territorio, incrementare l’interesse turistico e culturale e diffondere la conoscenza delle eccellenze eno gastromomiche dell’area.

Per circa un mese, a cavallo tra dicembre e gennaio, si alterneranno eventi musicali, mercatini, rassegne, mostre, spettacoli teatrali, concerti e tanto altro.

Giovedì 08 Dicembre alle 19.00, in piazza San Pietro, ci sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti: si terrà la consueta cerimonia di accensione dell’albero di Natale e delle luci natalizie.

Le luminarie faranno brillare il centro cittadino esaltandone le architetture ed i palazzi storici creando un percorso piacevole verso i luoghi dello shopping natalizio in un'atmosfera festosa.

Ci sarà inoltre la presentazione del Presepe Artistico a cura dei ragazzi dell'Istituto Superiore "Falcone e Borsellino" di Galatina ed il Coro Polifonico dell'Associazione Culturale musicale "VivArte" di Sternatia.

Ed infine, per non farci mancare proprio nulla, il fantastico trenino "Angelo Azzurro" accompagnerà allegramente bambini e non...

Russo Piero Luigi

 
Di Albino Campa (del 05/01/2010 @ 11:37:12, in NohaBlog, linkato 1856 volte)
romeus jacopo
 Carmine Tundo (Romeus)  Jacopo Ratini
 

Carmine Tundo (di Noha (LE), 21 anni), in arte "Romeus", con l'inedito dal titolo "Come L'Autunno", e Jacopo Ratini (di Roma, 27 anni), con il brano "Su Questa Panchina", sono i vincitori di "SanremoLab - Accademia della Canzone" del 2010, concorso che dà la possibilità a cantanti emergenti - singoli, gruppi e duo - di partecipare, nella categoria "Sanremo Nuova Generazione 2010", al Festival della Canzone Italiana che avrà inizio il prossimo 16 Febbraio. I due artisti, insieme agli altri sei finalisti, sono stati ascoltati dalla commissione "Sanremo Academy", presieduta dal Direttore Artistico Gianmarco Mazzi e composta dagli autori Andrea Lo Vecchio e Massimo Cotto e gli esperti di musica Mariolina Simone e Gigio D'Ambrosio.
I due vincitori hanno superato tutte le selezioni del concorso e si sono giocati la finalissima davanti alla commissione Rai dopo essere arrivati nella rosa degli otto finalisti che comprendeva anche: Roberta Pompa, in arte Maya, 18 anni, di Brescia; Andrea Gioacchini, in arte "Giops", di Galgagnano (CO), concorrente della seconda edizione di "X Factor"; Donato Santoianni, 16 anni, dalla provincia di Varese; Davide Fasulo, da Brindisi; Erika Mineo, da Prato; i "Divario", da Perugia.
L'avventura di "SanremoLab 2010", iniziata a Settembre, ha visto la partecipazione di 312 iscritti, tra gruppi, duo e singoli, per un totale di 418 persone provenienti da tutta Italia. I candidati sono stati selezionati e si sono esibiti davanti alla commissione artistica di "SanremoLab" composta dal presidente Paolo Giordano (giornalista e critico musicale de "Il Giornale"), Nicoletta Deponti (dj di RTL 102.5), Elena Di Cioccio (conduttrice televisiva), Federica Gentile (conduttrice di Radio Rai), Luigi Grasso (esperto di comunicazione musicale) e Bruno Santori (direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore).

fonte: http://lovevideomusicfun.splinder.com/tag/romeus

 
Di Redazione (del 22/12/2013 @ 11:32:01, in Comunicato Stampa, linkato 945 volte)

Natale, si sa, è l’occasione che più di altre festività consente di concedersi dei peccati di gola, ed i dolci sono sicuramente i protagonisti sulle tavole di tutto il Salento ed in particolar modo di Galatina, dove già dalle fine dell’800 maestri pasticceri di scuola napoletana venivano convocati nei ricchi palazzi assoldati dalle nobili casate in occasione di matrimoni, battesimi, o particolari eventi per dare un tocco di sfarzo e mettere in risalto la propria fortuna. Oggi questa tradizione è stata fatta propria dai alcuni eccellenti pasticceri galatinesi, che hanno creato numerose varietà e sfumature di alcuni dolci tipici africani, pasticciotti, bocche di dama, pasta di mandorle, zeppole, ecc.). Sembra che nel 1908 fu addirittura realizzato un intero Presepe fatto di dolci nel "Caffè Domenico Tundo & Figli".

L’Associazione Città Nostra, con il patrocinio del Comune di Galatina ed in collaborazione con il relativo Assessorato alle Attività Produttive, con il patrocinio di AIC (Associazione Italiana Celiachia) prendendo spunto da tutto ciò e per mettere in risalto le tante dolci golosità dei nostri pasticceri, alcune delle quali inserite nell’Elenco Nazionale dei prodotti Agroalimentari Tradizionali (come l’Africano, dolce conosciuto anche come "dita d’apostolo" per la forma che richiama le dita affusolate e che pare sia nato proprio a Galatina nel 1793), accompagnate da numerose altre specialità gastronomiche tipiche e da ottimi vini, organizza, domenica 29 dicembre, per le vie del centro un evento che mette in primo piano le varie dolci golosità e non solo.

La proposta consiste in degustazioni d’autore, accompagnate dall’estro di intrattenitori gastronomi d’eccezione: attori, cantastorie e guide turistiche. Si, proprio così, Città Nostra vuole prendere per mano i suoi visitatori, ed accompagnarli in un intrigante percorso artistico del gusto e dell’enogastronomia locale che coinvolgerà i vari sensi. Ci saranno quindi illustrazioni e degustazioni guidate e recitate di vini, dolci e piatti tipici della tradizione galatinese (come le "caddhe caddhe"), gli ottimi ortaggi locali e le rinomate "cicorie di Galatina". Turisti e visitatori potranno ammirare, degustare ed acquistare le varie specialità proposte per l’occasione in un percorso ideale .

Accanto al percorso artistico ed enogastronomico, è previsto un "percorso esoterico" alla scoperta di aneddoti, di curiosità, di antiche leggende e di simboli nascosti qua e là nella storia e nell’ architettura di Galatina. Previste inoltre le classiche visite guidate per le Chiese, corti e palazzi del barocco Galatinese.

Il centro storico intorno a Piazza San Pietro, sarà animato a partire dal primo pomeriggio, grazie alle tipiche risorse artigianali (pasticcerie, norcinerie, panetterie, rosticcerie, ecc.) del luogo, con l’idea di fare un salto nel passato tra tipiche ricette, tradizioni, "cunti te na fiata" (i vecchi racconti, trasmessi oralmente dai nostri nonni), musica e perfomance artistiche, cercando di ricreare la magia dell’atmosfera dei vecchi tempi, quelli dei nostri nonni, quando bastava poco per fare festa, per trascorrere il tempo con racconti che non finivano mai e si respirava un’aria di solidarietà e di condivisione autentica. C’è ne sarà per tutti i gusti, piccoli, adulti, anziani e per tutti i turisti che saranno presenti nel Salento durante le festività natalizie.

A movimentare il cuore cittadino di Galatina, ed in particolare alcune principali arterie del centro storico ci saranno artisti, cantastorie, guide, poeti, mostre, incontri con scrittori, animazioni, teatro, musicisti e vocalist . Si parte da Piazza San Pietro, sarà coinvolto un tratto di C.so Garibaldi, Via Vittorio Emanuele, Via Umberto I e la Chiesa dei Battenti in Piazza Galluccio. In primo piano, gli stand gastronomici con dolci, vino, salato a partire dalle 16:30.

PROGRAMMA

(NOTA: in caso di maltempo l’evento verrà rinviato al 05 gennaio)

INAUGURAZIONE ore 16:30

VISITE GUIDATE (ritrovo nei pressi dello IAT – Largo Torre dell’Orologio)

- Percorso classico "Dolce Barocco", a partire dalle h.15:30.

- Percorso esoterico. h: 18:30 (con Raimondo Rodia)

- Percorso dell’arte e del gusto. h: 17:30 / 20:30 (con Angela Beccarisi)

TEATRO - musica – LIBRI – MOSTRE- INSTALLAZIONI- VIDEO-ANIMAZIONI

- TESTE DI LEGNO. Teatro dei burattini h.16:30 - Piazza San Pietro.

- RAC-CUNTI, a cura di Scena Studio. h. 18:00 -Via Vittorio Emanuele II.

- " VINI DE-CANTATI" a cura di Scena Studio, Via Vittorio Emanuele II a partire dalle h.

- "ASSAGGI DI THEATRUM", degustazioni teatrali a cura dell’ Associazione Culturale

- h: 19:00/ 19:45 /20:30/21:15 Atrio Palazzo Tondi / Pozzo San Paolo, accanto alla

- "E LU CUNTU NU FUE CCHIUI" di Maria Luisa Vozza C.so Garibaldi.

- "SCIOSCIA, poisie" - installazioni di Giuseppe Greco e scultura di Vincenzo Congedo.

Dicitura di poesie di Giuseppe Greco; presentazione di Candida Calò, interverrà Luigi

Mangia. h. 18:30, IAT- Largo Torre dell’Orologio.

- Incontro con l’autore Lino De Matteis a cura della libreria Fiordilibro. Conversazioni e

interventi delle autorità. Chiesa dei Battenti in Piazza Galluccio h. 19:00.

- "C’ERA UNA VOLTA E FORSE C’È ANCORA.." Installazioni, allestimenti e tipicità e

AgriCULTURE..." con Nello Baldari – Spazi Popolari "I Colori della Terra" di Sannicola.

- "LA MEMORIA IN UN CLICK" - immagini d’epoca di Galatina, video e musica. (P.za San

- MOSTRA di BRUNO DONZELLI – Circolo del Collezionista, Via Lillo n.94.

- PIGRIS STUDIO D’ARTE, esposizione – Via Umberto I.

- INDUO PROJECT (Elena De Salve-voce /Mauro Guido- guitar). h: 20:30 (Largo Torre

- LIBERA COMPAGNIA dell’ AgriCULTURA, Tina MINERVA voce, interventi in musica

Stand, banchetti e degustazioni, anche per chi ha le intolleranze al glutine. A partire dalle

16:30 Piazza San Pietro - Via Vittorio Emanuele II, C.so Garibaldi e Via Umberto I.

 
Parole, delirio, follia, musica, performance live, "Quello che le donne non dicono". Un viaggio introspettivo alla scoperta di personaggi e band con le domande piccanti di Paola Rizzo per carpire i trucchi e i segreti dei professionisti della musica live.

In diretta live mercoledì 19 dicembre dallo Skatashow di Aradeo dalle ore 21.30, ospite d'eccezione NANDU POPU, voce storica dei Sud Sound System, che si metterà in gioco rispondendo alle domande piccanti che in genere non si chiedono mai nelle solite interviste, nella puntata ci sarà anche uno spazio dedicato alla presentazione del suo primo romanzo "Salento Fuoco e Fumo" - editori Laterza

Il programma andrà in onda su System network in fm e su radioinondazioni sul web dove ci sarà una chat aperta per intervenire in tempo reale durante la trasmissione.

COLLEGATEVI qui per ascoltare la diretta:
http://www.galatina2000.it/RadioInondazioni/quellocheledonnenondicono-con-paola-rizzo.html

 
Di Marcello D'Acquarica (del 02/05/2014 @ 10:48:36, in NohaBlog, linkato 1365 volte)
Un vecchio cinemaEntrando nella casa di Paola e Guido, i miei vicini di casa, resto attratto da alcune vecchie foto incorniciate elegantemente e appese al muro. Ritraggono gruppi familiari, persone d’ogni età, mi incuriosiscono i loro  abiti, tutti d’epoca naturalmente, e anche gli scorci dei fondali sono interessanti. Chiacchierando cerco di identificare luoghi e date. Fra le altre cose che Guido mi mostra con orgoglio, mi attira un vecchio documento dei Fratelli Lumière, una specie di documentario: “La fotografia animata”. Scopro così che il cinema è nato quasi per caso, facendo scivolare un fotogramma dietro l’altro ruotando una manovella sporgente da uno scatolotto che sta nel palmo di una mano. Il cinema è un succedaneo della fotografia, quasi un figlio. A portarlo in Italia è proprio il nonno di Guido, Giuseppe Filippi (Montanera, 25 novembre 1865 – Sangano, 3 giugno 1956), un Piemontese ingegnoso che nel lontano 1896 acquista dai Lumière un cinematografo e se ne va per le città del nord Italia a sbalordire la gente.
Nelle prime proiezioni cinematografiche. sembrava che l’immagine, fino a quel momento immobile come un masso, cominciasse a vivere, permettendo la resurrezione di tutto. Quelle scenette in bianco e nero, disturbate da continui strappi di luce e soprattutto le foto del vecchio cinematografo, mi riportano immediatamente indietro nel tempo, del mio tempo, ovviamente.
Nella seconda metà degli anni 50, dall’alto di via Carso, detta anche “la via dell’asilo” scendendo giù in direzione della piazza, verso sera, quasi a sussidio delle campane dell’orologio, allora funzionante,  risuonava l’eco del carosello, ovviamente con immagini in bianco e nero.  Era per così dire, la diretta. In piazza, alla stessa ora, esattamente nella sala del bar Duomo, lo stesso richiamo sonoro colmava, per grazia di Mante (Francesco Coluccia, per l’anagrafe, uno dei primi baristi e gelatai di Noha), il vuoto di chi non poteva accedere all’acquisto di un televisore e nemmeno al biglietto rosa per l’ingresso al famigerato Cinema dei Fiori. Se non lo aveste ancora capito, siamo a Noha! Mi lascio andare così nei ricordi e scivolo lentamente lungo il muro del palazzo attiguo al bar. Un edificio di fattura nobiliare, quasi certamente una residenza dei proprietari dell’antica Masseria di Giò Congedo. Una volta superata la farmacia, l’ombra flebile di una figura femminile, s’allunga sul battuto antistante, proiettandosi dal balcone adorno come in una fiaba. Quasi a voler, con la sua presenza, ingentilire un luogo martoriato da secoli di storia.
Niente marciapiede né asfalto, tutto lasciato al sovrapporsi di un progresso che tarda, fortunatamente, a venire. E’ l’ora del desio e a tratti s’espande nell’aria l’odore di muffa e d’umido acidulo, sfugge a ondate dagli squarci dell’antica chiesa ottagonale, deturpata e agonizzante, quasi pronta al sacrificio. Vivide e marcate stanno per terra le pieghe di qualche spianata di pietra bianca affiorante, dove nei giorni di festa si odono voci di giovani e risa e scorrono palline di vetro colorate e misere monete di poco conto. Soltanto dopo, a sacrificio avvenuto, la piazza diventerà un campo di calcio per giovani scatenati e irrispettosi dell’ora del riposo.
Un vecchio cinema
Pochi passi ancora, prima del maestoso edificio rosso, un rapido sguardo dietro i vetri di una porta, un raggio di luna filtra attraverso un foro del tetto fatto di canne e coppi. Sul tavolo ancora bandito, un bicchiere opacizzato dall’uso, sembra raccontare una fiaba all’ultima lacrima di vino rosso rimasta nel fondo del bottiglione.  Ancora picchettato da sparute briciole colorate, il piatto appare vuoto. Il vecchio ha cenato e bevuto e dorme già. Gode, forse senza rendersene conto, della dolce nenia di un film. Infatti, nel vicolo affianco, appena sopra il ciglio diserbato, la porticina è socchiusa e la musica si espande tutt’intorno.  Non c’è anima viva e di filato, quatto come un gatto, arranco la stretta scala che porta nel cuore della magia.  Caldo e fumo, animano la penombra e un’impercettibile sinfonia che pare sortire da archi e violini, risuona ovunque. L’operatore è affannato, s’asciuga il sudore e non s’accorge di me. Lo scricchiolio della ruota dentata che trascina inflessibile il nastro, lo costringe a vegliare. Non deve rompersi anche se ha tutto il necessario per rappezzare eventuali strappi. La fiamma del carboncino è viva, quasi violenta, per terra è un susseguirsi di monconi neri consumati, mescolati ad un tappeto di mozziconi di sigarette d’ogni marca.
Sfuma il tutto in uno sbalordito terrore, ma solo per un istante: l’immensa stanza è deserta e i suoni che sentivo non ci sono più. Nessuno più a vendere i biglietti, nessuna maschera che ne stacca la matrice. Ancora un piccolo sforzo e oltrepassato  il vano che ospita la biglietteria, trovo il coraggio per accedere a quel luogo dimenticato, faccio pochi passi e mi ritrovo nell’atrio. È sufficiente lasciare che gli occhi si abituino all’oscurità oppure basta chiuderli perché le orecchie inizino a percepire suoni, bisbigli e risate. Su, nella galleria, la mano di un giovinetto imberbe cerca ancora lei e si muove incerta nella penombra, nell’attesa trepidante per una timida promessa o forse addirittura un bacio, che impegna per sempre il ricordo di due giovani innamorati.
Ecco, fra l’uomo delle caverne e i video a colori rigurgitati da mostri palmari, tace la storia,  uccisa fra un colpo di tosse e l’altro, magari in fondo alla chiesa nella pausa dell’Eucaristia, oppure seduti ad un tavolino di un bar, in compagnia, si fa per dire, con la testa bassa a rincoglionirsi guardando le più assurde  panzane animate che spianano gli ultimi neuroni che ci differenziano dai morti.
Storia e vergogna, mano nella mano, a testa bassa si rifugiano fra gli anfratti delle vecchie mura e trovano l’eternità grazie all’ignavia di una nuova forma di  disperazione.
A volte qualcuno prova a chiedere informazioni; pochi cercano il proprietario per domandargli di poter visitare quel sito misterioso. Quasi nessuno tenta la porta. Quel portone di legno, così pesante e bloccato toglie ogni speranza. I tarli non lo hanno intaccato, l’edera non lo copre, i topi non lo roderanno.
Ma se qualcuno avesse un soldo di coraggio, il gusto per l’ignoto o l’audacia dell’intruso, potrebbe allora posare la mano sulla maniglia ossidata dal tempo e scoprire che quel pezzo di legno si muove ancora sui cardini con la leggerezza di un sipario. Come questa vita che dal passato ha preso e nulla pare voglia più restituire, nemmeno l’illusione di un sogno, o la voglia di redimersi da un’atavica e incomprensibile indolenza.

 

Marcello D’Acquarica
 
Di Albino Campa (del 23/10/2010 @ 10:45:29, in Eventi, linkato 1513 volte)

Domenica 24 ottobre 2010, a partire dalle ore 9.00, l’appuntamento è in piazza F. Cesari con la “Domenica nel villaggio dei bambini”. Un’intera giornata all’insegna del gioco e della creatività. Bambini che animano, con la loro allegria e la voglia di imparare, le piazze e le strade della città. Colori, giochi, voci che si mescolano e che esprimono la gioia della scoperta, l'entusiasmo dell'apprendimento attraverso lo stare insieme.  Una festa anche per le famiglie, unite nel percorrere assieme un viaggio nel mondo dell'infanzia.

La manifestazione è organizzata dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alle Politiche Sociali e Assessorato alle Attività Produttive in collaborazione con l’Associazione D.A.S.S. di Lizzanello, con il coinvolgimento dei servizi per l’infanzia, di natura privata, presenti sul territorio, e precisamente la Ludoteca “l’Allegro Girotondo” di Noha, l’asilo nido “Ape Maia”, il Centro Ludico per la Prima Infanzia “Castellinaria”, l’asilo nido “Crescere Insieme”, la Ludoteca “Il Giardino Dipinto”, la Ludoteca “Perle e Pirati”, tutti di Galatina.
Grande apertura con gli Sbandieratori di Oria e, a seguire, tutti sui gonfiabili, scivoli giganti, rodeo, gladiatori, super basket, sky dancer, … Nel pomeriggio attività di laboratorio, giochi, baby dance con animatori, trampolieri, lo strepitoso pony, maghi e tante sorprese, e poi ancora spettacoli e musical. In concomitanza con la “Domenica nel villaggio dei bambini” è prevista, tra l’altro, l’apertura straordinaria delle attività commerciali presenti nella zona interessata.  Via Principe di Piemonte resterà chiusa al traffico. L’iniziativa è sponsorizzata da  Colacem,  Minermix,  Gallerie Tartaro e Hotel Hermitage.

“Si tratta di un evento significativo in grado di portare grande entusiasmo nella nostra città – afferma il Vice sindaco e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Galatina, Lilli Villani.  Un’iniziativa che associa il gioco e la creatività dei nostri bambini allo shopping, in una città dove il commercio è parte integrante della propria tradizione”. “La manifestazione – spiega l’Assessore alle Attività Produttive Antonio Garzia - è una delle tante iniziative organizzate per creare un’atmosfera di festa nella strada e offrire ai cittadini un’occasione in più per fare acquisti nei nostri negozi che propongono merce di tutti i tipi, garantendo sempre alta professionalità e cortesia”

Il Programma della giornata:
Ore  9.30 apertura del villaggio con taglio del nastro.
Ore  9.45 presentazione degli sbandieratori di Oria(BR) che con abiti dell’epoca sfileranno in corteo per le vie del centro di Galatina, per coinvolgere i cittadini.
Ore  10.30 arrivo in Piazza F. Cesari ed esibizione degli sbandieratori
Ore  11.00 tutti a giocare con i gonfiabili (scivoli giganti, salterelli, rodeo, gladiatori, super basket, sky dancer, ecc.
Ore  13.00 pausa pranzo
Ore  15.00 attività di Laboratorio, Giochi, Baby Dance, con artisti, animatori, trampolieri, maghi e tante sorprese.
Ore  16.00 spettacoli, artisti, fantasie, e lo strepitoso pony
Ore  19.00 musical organizzato dai bambini con gli animatori
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