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Di Marcello D'Acquarica (del 15/02/2012 @ 23:56:33, in I Beni Culturali, linkato 2043 volte)
I Beni Culturali di Noha resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
icon6. ARCHITETTURA RURALE
icon7. ARCHITETTURA RUPESTRE
icon8. ARCHITETTURA FUNERARIA
icon9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
10. AREA ARCHEOLOGICA
11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 
Di Albino Campa (del 03/10/2011 @ 23:54:14, in I Beni Culturali, linkato 1640 volte)
I Beni Culturali di Noha in spv (stato vegetativo permanente) resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
6. ARCHITETTURA RURALE
7. ARCHITETTURA RUPESTRE

8. ARCHITETTURA FUNERARIA
9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
10. AREA ARCHEOLOGICA
11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 
Di Antonio Mellone (del 17/08/2014 @ 23:51:25, in NohaBlog, linkato 1685 volte)

Mimino Montagna non smette mai di stupirci. Stavolta si è felicemente trovato al centro dell’esistenza mediatica molto probabilmente a sua insaputa. Giornali e televisioni locali hanno presentato il nostro sindaco come il paladino della salvaguardia degli ulivi del Salento, che dico, di Puglia: un ecologista inflessibile, un ambientalista irriducibile, un verde incredibile (ai suoi stessi occhi).

Infatti, il nostro eroe armato di penna (speriamo non di sega) vorrebbe debellare la Xylella fastidiosa: sicché, grazie alla collaborazione di un badante, il consigliere comunale Antonio Congedo, ha inviato a sua eccellenza il Prefetto di Lecce una viva e vibrante missiva in cui si è fatto promotore di un “tavolo istituzionale” (si auspica non in legno d’ulivo) con tutti i sindaci della provincia attraverso il quale chiedere “approfondimenti su tutti gli agenti causali del “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”; confermare la presenza di Xylella fastidiosa mediante l’applicazione di tecniche diagnostiche integrate secondo quanto previsto dai protocolli ufficiali EPPO; definire la patogenicità e la virulenza del ceppo di Xylella fastidiosa rilevata sulle piante infette; definire il ruolo delle piante ospiti e dei vettori nell’epidemiologia del batterio; sperimentare delle cure agro ecologiche volte alla salvaguardia del patrimonio olivicolo e spontaneo del Salento”. Iniziativa encomiabile, non c’è che dire. Già me lo vedo Mimino nostro intento a studiarsi di notte e di giorno tutte le carte sulla Xylella fastidiosa (fastidiosa a questo punto soprattutto per lui) cercando di capirci qualcosa, e sicuramente con l’intento di convincere tutti gli altri sindaci del circondario a preservare “l'inestimabile patrimonio arboreo di questo territorio”.

*

Peccato che accanto al dottor Jekyll(ella) ci sia anche il lato B di mister Montagna. Ed è qui che nasce il dramma. Sì, perché non si sa bene se “l’inestimabile patrimonio arboreo di questo territorio” possa essere preservato, per dire, anche cementificando 26 ettari di campagna collemetese per l’impianto di un pantomatico Mega-Porco commerciale, strombazzato come la panacea dei nostri problemi economico-occupazionali con l’ausilio dei due (questi sì) sempreverdi slogan: “volano per lo sviluppo” e “ricadute occupazionali”. Ovvero se la salvaguardia di questo patrimonio valga soltanto per gli alberi degli altri comuni e non anche per quelli del suo feudo di Galatina (come la quercia vallonea che sta per essere asfaltata da una striscia di cemento, che con un certo sense of humour si osa definire circonvallazione – che guarda caso fa rima con lottizzazione ndr).

Ancora. Non si capisce come sia possibile conciliare il Montagna A dal B allorché da un lato il suo consiglio comunale delibera a stragrande maggioranza la contrarietà al TAP che dovrebbe sbarcare sulle coste di Melendugno (con falcidia non solo di flora marina ma anche di vegetazione terrestre), mentre quando si tratta di metterci la faccia, per esempio ritirando la sponsorizzazione istituzionale al comitato festa patronale del suo paese, fa finta di non coglierne il nesso, nicchia, mantiene le distanze come un “re tentenna” qualsiasi, facendo il paio con il don Abbondio della situazione.

*

Come credere a questi amanti della natura a targhe alterne che, forse senza accorgersene, fanno di tutto - con comparti edilizi, aree mercatali, circonvallazioni inscritte che non circoscrivono, mega-porci commerciali, impianti di compostaggio ana(l)erobico di 30.000 tonnellate annue, aborti di supermercati fuoriporta (vedasi Lidl), palestre inservibili (ovvero fruibili solo come installazioni di arte contemporanea), asili infantili buoni solo per essere inaugurati - per far mancare la terra sotto i palieddhri, non riuscendo mai, chissà se per dislessia congenita o per interessi di bottega, a proferire un perentorio “Stop al consumo del territorio”?

*

E come la mettiamo con il fatto che il suo capobastone, cioè il nostro beneamato Matteo Renzi, sì quello che sembra voglia governarci a colpi di tweet, afferma per esempio di vergognarsi di andare a parlare dell’accordo Gazprom o di South Stream “quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40mila persone [sic!] e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini”?

E’ vero: come la mettiamo, mister Montagna, con questi “quattro comitatini” che perlopiù sono composti da gente per bene, che si battono per le coste ioniche e adriatiche premiate con tante Bandiere Blu, che lottano per un’economia sostenibile (che dovrebbe poter contare sulla qualità dell’ecosistema mare-territorio), che si oppongono alle strade a quattro follie (una per tutte la devastante ss. 275), che sono preoccupati di veder incombere tante piccole Costa Concordia al largo dei litorali pugliesi, che vogliono difendere il vero oro blu ed i suoi orizzonti dalle torri petrolifere, che sono terrorizzati dall’incubo degli scheletri di metallo a poche miglia dalla costa, che temono come l’ebola le chiazze nere di residui oleosi e di altri indicibili inquinanti, che non s’inchinano agl’interessi delle multinazionali le quali non la vogliono mica smettere di spolpare il mondo?

*

Non so se Mimino Montagna dopo aver ottenuto “l’importante attestato di stima da parte di Matteo Renzi nei confronti della persona e della sua azione politica […] che hanno fatto della nostra Città uno dei centri di riferimento del movimento renziano […] (cfr. comunicato del comitato “Galatina Cambia Verso con Matteo Renzi” del mese di novembre 2013) sia o meno d’accordo con le parole del suo boss costituente (o prostituente a seconda dei punti di vista), pappa e ciccia con il noto pregiudicato assegnato ai servizi sociali.

Nel caso Montagna sconfessasse il suo capobanda sarei pronto a chiedergli scusa a caratteri cubitali. In caso contrario io sarò ancora una volta destinato a beccarmi del profeta di sventura (non è la prima volta), anzi del professorone (per questo titolo mi sono a suo tempo attrezzato) e soprattutto del gufo (secondo i neologismi renziani); mentre mister Montagna potrà aspirare con fiducia ad uno dei cento seggi del nuovo Senato di non eletti e soprattutto nominati.

*

Cari i miei venticinque lettori, sapete cosa penso? Meglio gufo che cuccuvascista come loro.

Antonio Mellone

 
Stabilito che si è deliberato un PEC di dubbio valore oggettivo, vista l’alta percentuale di territorio (la maggior parte del famigerato 4,7%) da destinarsi ad impianti per l’energia pulita concentrata a ridosso dell’abitato di Noha (Delibera C.C.n.92 del 13.11.2007); noi del Comitato “I Dialoghi di Noha”, supportati da oltre 350 cittadini che hanno sottoscritto le nostre motivazioni in soli due momenti di incontri collettivi,  continuiamo a credere che lo scempio previsto ed in parte già generato, non favorisca l'agricoltura, tantomeno quella biologica dei prodotti tradizionali, ma assesta il definitivo colpo di grazia al territorio con la promozione di mega impianti di fotovoltaico su enormi aree agricole, che nulla hanno a che vedere con il concetto stesso di agricoltura e di energia pulita. Obiettivo, quello dell’energia pulita, che riteniamo invece auspicabile è quello dei piccoli impianti domestici di pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici, sui parcheggi e su tutte le aree già compromesse dall’opera dell’uomo. Sarebbero impianti dal bassissimo impatto, utili alla salvaguardia  della terra e non alla sua distruzione come invece sta avvenendo nella campagna di Noha ed ovunque nel nostro Salento.
Noi del Comitato “I Dialoghi di Noha”  non ci rassegniamo a perdere in maniera  irreversibile il valore di un territorio che per millenni ha dato vita, benessere e felicità a tutti, attraverso l’agricoltura, l’allevamento e la raccolta dei prodotti selvatici. Non ci rassegniamo alla distruzione del paesaggio quale libro aperto della nostra memoria. Dopo che intere generazioni hanno sofferto l’emigrazione in cerca di lavoro, proprio quando il nostro Salento sembra finalmente in grado di conquistarsi un posto nella graduatoria del “bel paese” e vivere di una ricchezza unica al mondo quale quella del suo territorio, la mala gestione della contorta burocrazia amministrativa porta al fallimento totale l’insperato sogno. Il sogno di un territorio indenne da qualsiasi tipo di inquinamento e latore di benessere economico per noi e per le future generazioni.
Ci appelliamo alle Autorità competenti affinché rivedano al meglio piani e relativi controlli dei progetti in oggetto.
Insomma noi, cittadini di Noha, che non abbiamo mai scelto di essere accerchiati dai quasi 150 ettari di pannelli di silicio che si stanno impiantando a pochi passi dall’abitato, non vorremmo ritrovarci con il subire oltre al danno anche la beffa e cioè quella di scoprire a cose fatte, che non sia stato effettuato il controllo del rispetto delle  norme di sicurezza prescritte nelle Autorizzazioni Uniche pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia: n. 90 del 20-05-2010 di SunRay S.r.l. e n. 23-09-2010 diFotowatio S.r.l..
Fra le condizioni poste sui Bollettini indicati, è spesso presente il diniego dell’uso del cemento (vedi per es. al punto 15 di pag. 14665 del B. U. n. 90), cosa che contrasta fortemente con la probabile costruzione di una mega centrale elettrica su piattaforma in cemento armato volturata dalle due società suddette con determina n. 81 del 29-04 2010 di FW e n. 148 del 23-09-2010 di SR in favore di TERNA-Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Sono tante le potenziali incongruenze da verificarsi in corso d’opera, come per esempio: i possibili ritrovamenti archeologici; la corrispondenza ai dettami che riguardano il divieto dell’uso di prodotti chimici; l’autorizzazione allo scavo di pozzi per l’utilizzazione delle acque sotterranee; il controllo delle piantumazioni perimetrali; le distanze dal ciglio strada e dalle abitazioni; la recinzione, che deve essere realizzata lasciando ogni 10 metri varchi delle dimensioni di 40X40 cm, o in alternativa la rete deve essere posta ad un’altezza di 30 cm dal suolo, al fine di consentire il passaggio di animali selvatici; la costruzione delle piste all’interno dell’area, che invece sembrano essere state fatte in modo definitivo;  i termini di inizio, completamento e collaudi; le eventuali depressioni morfologiche soggette a fenomeni alluvionali; gli scavi dei cavidotti di attraversamento delle S.P. 41 e 47; l’autorizzazione per gli eventuali tagli di piante di origine naturale e non, e la salvaguardia dei muretti a secco presenti sul confine delle aree delle società interessate.
In riferimento all’articolo 9 del Bollettino n. 90,  che dice:
il controllo e le verifiche sono demandate al Comune, la Regione Puglia Servizio Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo si riserva ogni successivo ulteriore accertamento…, chiediamo che siano monitorate, mediante l’Ufficio Tecnico e la vigilanza edilizia, le attività degli impianti relativi alle Autorizzazioni Uniche rilasciate alle Società SunRay Italy S.r.l. ed alla Società Fotowatio Italia Galatina S.r.l.. 

Marcello D’Acquarica

 
Di Redazione (del 18/11/2013 @ 23:47:12, in Comunicato Stampa, linkato 1499 volte)

L’Associazione Culturale  Galatina Project di Galatina, promuove annualmente il Premio Zucca per dare un riconoscimento a personalità che si sono particolarmente distinte nella promozione e nella valorizzazione del territorio salentino. Tra i premiati delle scorse edizioni:
il senatore Ugo Lisi- la senatrice Maria Rosaria Manieri- Giampiero Sabella ,campione mondiale di  sleddog- il dott. Marcello Costantini, cardiologo- la casa editrice Chiriatti- l’editrice Salentina- Marcello Tarricone, direttore responsabile dell’Almanacco Salentino e direttore editoriale di “quiSALENTO-Angelo De Padova-Frate Minore Francescano
Quest’anno per celebrare il decimo anniversario del Premio Zucca, si è deciso di premiare la zucca con un contest culinario di piatti a base di zucca. I premi asaranno assegnati da una giuria appositamente costituita a:
L’ ORIGINALITA’ NELL’ ELABORAZIONE DEL PIATTO
L’ ARMONIA DEGLI INGREDIENTI
L’ ESTETICA DEL PIATTO

La manifestazione si concluderà con il Convegno a più voci – Un dibattito su:

La zucca nell’alimentazione- dott. Giuseppe Botrugno
La zucca nell’arte- prof.ssa Domenica Specchia
La zucca nella favola- prof.ssa Marinella Olivieri

La prof.ssa Giulia Palamà leggerà una sua poesia: La zucca

Moderatore: dott. Antonio Liguori- Gazzetta del Mezzogiorno
Seguirà buffet e premiazione dei vincitori del contest culinario- A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato

L’evento avrà luogo presso Il Covo della Taranta- C.so Garibaldi 13 a Galatina
Il contest culinario inizia alle ore 17:00
Il convegno inizia alle ore 19: 00
Il buffet inizia alle ore 20:30

Marinella Olivieri
Presidente dell'Associazione Culturale Galatina Project
 
Il sindaco di Galatina, Giancarlo Coluccia, dopo la chiusura dell’impianto di Poggiardo e a fronte dell’emergenza rifiuti creatasi nei territori dei comuni dell’Ato Le/2 , a causa dell’astensione dal lavoro dei dipendenti della Sud Gas, cerca di affrontare il problema dei rifiuti con una specifica ordinanza, con la quale richiede ai suoi concittadini di trasportare l’immondizia nell’area parcheggio del quartiere fieristico. È qui, come fece il suo predecessore, i cittadini troveranno il personale del CSA pronti ad accoglierli , visto che i mezzi di raccolta, stracolmi di rifiuti, sono ancora fermi nel sito di Poggiardo in attesa dello scarico, il primo cittadino ha individuato nell’area recintata adibita a parcheggio del Quartiere Fieristico la sede momentanea per il conferimento dei rifiuti. Pertanto, con un ordinanza sindacale, ha ordinato alla Società “Centro Salento Ambiente” di presidiare con adeguato personale l’area recintata, sopra indicata, per consentire ai cittadini galatinesi di conferire i rifiuti prodotti in queste ultime ore, con decorrenza immediata e sino alla data di risoluzione dell’emergenza nel territorio di Poggiardo, sede della discarica. Il sindaco Coluccia ha invitato i cittadini galatinesi a farsi carico del disagio di trasportare i rifiuti nella predetta zona del Quartiere Fieristico, ove troveranno il personale addetto per il ritiro dei sacchetti: “Sull’emergenza rifiuti delle ultime ore, a nome mio e dell’intera amministrazione – dice il sindaco Coluccia - posso rassicurare i cittadini che stiamo agendo per dare il nostro contributo alla risoluzione del problema. In questa direzione, preso atto di quanto delicata e importante sia la questione, mi sono già attivato presso le autorità competenti. Faccio appello a tutti cittadini galatinesi a collaborare con la disponibilità dimostrata in passato”.
 
Di Marcello D'Acquarica (del 28/07/2015 @ 23:39:29, in Ambiente, linkato 1357 volte)

Ho voluto seguire il consiglio di una mia carissima amica nohana, una di quelle persone che amano la propria terra e si incazzano quando le cose precipitano, come sta accadendo in questi ultimi tempi anche a Noha. Di che si tratta?  Per esempio di strani falò notturni, accesi con plastiche varie, per la maggior parte residui della pacciamatura, fumi che ammorbano l’aria di diossina che è altamente cancerogena, di sacchi di immondizia seminati un po’ ovunque, di pozzi artesiani con acqua non più potabile, di intolleranze agli alimenti e non solo, e dulcis in fundo di un crescente numero di persone (anche giovani) che si ammalano delle più svariate forme di cancro. E tutto ciò sempre e anche a Noha. O ci stiamo abituando pure a questo oppure siamo diventati tutti un popolo di incoscienti.

 

Dice la mia amica: “Adesso finalmente qualcuno pagherà”.

“Perché?” Le chiedo io.

E lei: “perché a Galatina sono arrivati i georgofili”.

“E chi sarebbero questi georgofili?” Mi risponde prontamente: “Vatti a sentire cosa dicono a Palazzo Orsini”.  

Così mi manda un link alla presentazione de “La carta di Galatina”, promossa dall’Accademia dei georgofili. “Intenta a garantire la tutela del territorio, il diritto al cibo e un equo reddito ai produttori agricoli”. Così c’è scritto sull’anteprima del video.

Guardo il video e cerco di ascoltare tutti. L’audio a volte è pessimo. Soprattutto ascolto con piacere il nostro caro amico Ivano Gioffreda dell’associazione Spazi Popolari, che combatte a proprio rischio e pericolo contro le mafie che spingono per l’uso di prodotti chimici in agricoltura. E’ scontato che persone come Ivano, così cariche di passione e di entusiasmo per la salvezza della natura, non mi sorprendano, cosa invece che fa il dr. Roberto Fatano, Presidente di un’associazione delle imprese delle professioni e Amministratore dei mercati generali di Lecce.

Queste sono alcune delle sue parole che potete ascoltare anche voi:

“Come amministratore dei mercati generali vi dico che la parte pubblica, quando fa le verifiche sui principi attivi utilizzati in agricoltura, lo fa per un terzo rispetto ad una verità esistenziale, e lo fa sulle verdure e sulle insalate a foglia larga. Purtroppo molte volte riscontriamo che dei produttori andrebbero messi in carcere e buttata via la chiave perché non hanno consapevolezza di quello che stanno facendo.

E poi continua: “Produrre senza chimica, i prodotti non vengono bene? Allora meglio ammalarsi di tumori?

Abbiamo fatto tramite la Nielsen (agenzia maggiormente accreditata in Italia per fare le verifiche sullo scaffale dei supermercati) un’indagine, da cui si evince che anche le famiglie meno abbienti sarebbero disposte a spendere fra il 40 e il 70% in più per comprare prodotti coltivati senza chimica, se fossero sicure di essere tali”. Roberto Fatano continua dicendo tante altre cose molto interessanti.

Cose che tutti sospettiamo, ma dette da una persona competente e anche da un addetto ai lavori, è tutto un altro dire.

Mi pare che stiamo facendo anche noi come gli operai dell’Ilva di Taranto, che pur di non perdere il lavoro, si sono rassegnati a vedere i loro figli morire di cancro. Così conclude la mia amica: U porcu binchiatu vota a pileddhra sotta ssusu.

Nel senso che quando uno si è riempito la pancia non si preoccupa di niente altro.

Marcello D'Acquarica

 
Di Redazione (del 05/05/2015 @ 23:39:28, in Comunicato Stampa, linkato 806 volte)

Mentre cresce l’attesa per la fase finale della sesta edizione del progetto di educazione allo sviluppo sostenibile e sensibilizzazione alla raccolta differenziata 2014/2015 che ha coinvolto tutti gli istituti comprensivi del territorio comunale, e che chiuderà idealmente l’anno scolastico, gli assessorati all’Ambiente e alle politiche giovanili del Comune di Galatina, in collaborazione con i volontari del servizio civile del progetto “Reminder 2012”, l’associazione Pro Loco di Galatina e la Centro Salento Ambiente spa organizza la 1^ giornata ecologica, che si svolgerà domenica 10 maggio presso Piazza Fortunato Cesari a partire dalle ore 9:00 e fino alle ore 12:30.

L’obiettivo è quello di proseguire nell’opera di sensibilizzazione, promozione e rafforzamento della consapevolezza che l’ambiente in cui viviamo è un bene da rispettare e tutelare utilizzando in modo corretto le risorse, limitando l’impatto ambientale dovuto ai comportamenti scorretti dell’uomo.

L’evento, che rientra in un più ampio ed articolato programma di iniziative che vedono i giovani sempre più protagonisti del cambiamento per il rispetto dell’ambiente, sarà presentato mercoledì 6 maggio 2015 alle ore 11:00 presso la Sala del Sindaco del Comune di Galatina alla presenza del Sindaco, il dott. Cosimo Montagna, dell’Assessore alle Politiche Giovanili ing. Andrea Coccioli, dell’Assessore all’Ambiente Roberta Forte, dei responsabili della CSA, dott. Galasso Francesco ed ing. Gnoni Maria Grazia e del responsabile del progetto dott. Bernardi Giampaolo.

L’incontro, oltre ad essere un importante momento di condivisione dei risultati raggiunti dal percorso formativo appena concluso, rappresenta l’occasione per presentare ufficialmente la fase finale del progetto, che quest'anno presenta una novità assoluta per il territorio.

Infatti, accanto agli strumenti tipici dell’educazione formale indirizzata agli studenti, si è ritenuto necessario dare un forte impulso anche all’educazione informale dei giovani, e che ha visto l’assessorato alle politiche giovanili sviluppare un progetto a corredo di quello appena concluso, denominato “Green Olympic Games: io gioco per l'ambiente”. Un approccio dinamico, divertente e concreto alle tematiche ambientali, alimentato dai valori universali ed educativi che lo sport è capace di trasmettere e fondato sul corretto rapporto dei giovani cittadini con l’ambiente circostante, atto a favorire una conoscenza diretta e un approccio operativo e positivo alle incertezze legate alla raccolta differenziata.

Andrea Coccioli Assessore
Politiche Giovanili

Roberta Forte
Assessore Politiche Ambientali

 
Di Albino Campa (del 18/10/2011 @ 23:37:14, in Comunicato Stampa, linkato 1711 volte)

Perchè lo smaltimento costa tanto alle tasche dei cittadini; si può porre fine a questo latrocinio o dobbiamo rassegnarci a questo illegittimo saccheggio?
Perchè dobbiamo continuare a subire gli effetti di nuove discariche e nuovi inceneritori imposti contro la volontà popolare?
Eppure LA SOLUZIONE C'E'!
La Federazione della Sinistra di Galatina ha organizzato un incontro pubblico venerdì 21 ottobre alle ore 18,30 nel chiostro del Palazzo della Cultura a Galatina, per affrontare un tema delicato quello dello smaltimento dei rifiuti, che per come gestito oggi, in maniera fallace ed incompetente, costituisce solo un gravoso costo per le tasche e la salute dei cittadini, ma che potrebbe essere gestito in modo virtuoso tanto da diventare una risorsa per la cittadinanza.
L'esorbitante ed illegittima TARSU, sempre più costosa per il dissenato ricorso alle discariche ed agli inceneritori, NOI NON LA VOGLIAMO PIU' PAGARE!
Una corretta ed immediata applicazione della STRATEGIA RIFIUTI ZERO, porterebbe all'immediata riduzione dei costi per i cittadini e alla tutela della salubrità dell'ambiente in cui viviamo.
In Italia sono ormai 56 le città che hanno adottato, con notevoli benefici, la Strategia Rifiuti Zero: A GALATINA QUANDO?
Riduzione, Riciclo e Riutilizzo le tre R di una soluzione che risolva il problema e lo trasformi in un sistema eco sostenibile in grado di produrre ricchezza e lavoro.
La Federazione della Sinistra da sempre impegnata a perorare modelli di sostenibilità ambientale affronterà l'argomento alla presenza di Raphael Rossi, presidente della società ASIA di Napoli, che si occupa della raccolta dei rifiuti, esperto in metodi di raccolta differenziata, che ha raccolto la sfida lanciata dal Sindaco di Napoli per invertire la tendenza criminale del suo territorio a ricorrere all'incenerimento ed alle discariche per smaltire i rifiuti.
Al dibattito parteciparà anche Rosa Rinaldi della Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista e Sergio Blasi, Segretario Regionale del PD.
L'incontro sarà moderato dal giornalista Nello Trocchia, coautore con Tommaso Sodano, attuale vice sindaco di Napoli, del libro “La Peste”, che illustra come il mondo della criminalità controlla il sistema dello smaltimento dei rifiuti.
OPZIONE RIFIUTI ZERO: se le istituzioni continuano a fare orecchio di mercante  costringendoci a pagare prezzi insostenibili per favorire gli affari di pochi a danno di tutti, allora tocca ai cittadini alzare la voce e pretendere un cambio di rotta sostenibile.
LA SOLUZIONE C'E' COSTRINGIAMOLI AD ADOTTARLA!
NON SIAMO PIU' DISPOSTI A PAGARE A CAPO CHINO!

Federazione della Sinistra
Galatina
 

Il Comune di Galatina collaborerà con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza nelle attività volte alla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, secondo criteri di efficienza, economicità e collaborazione amministrativa. È quanto ha deciso il Commissario Straordinario Guido Aprea mediante un apposito atto deliberativo, che mira a sottoscrivere e far proprio un protocollo d’intesa trilaterale, mirato per l’appunto alla lotta contro l’elusione fiscale. L’intesa, formalizzata nella mattinata di oggi a Lecce tra il dottor Aprea ed il colonnello Salsano, comandante provinciale della Guardia di Finanza, discende dall’accordo del marzo 2016 sottoscritto a Bari tra l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale della Puglia, la Guardia di Finanza – Comando Regionale Puglia e l'ANCI Puglia, che prevede la partecipazione dei Comuni pugliesi al contrasto dell'evasione fiscale ed all'accertamento tramite segnalazioni qualificate relative a diversi ambiti (commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizie e patrimonio immobiliare, residenze fiscali all'estero, beni indicanti capacità contributiva). Con la sottoscrizione del protocollo di intesa le parti si impegnano a definire le modalità di accesso alle banche dati, necessarie al fine di trasmettere agli Uffici dell'Agenzia delle Entrate competenti le segnalazioni qualificate ed immediatamente utilizzabili per gli accertamenti fiscali. “Si tratta – ha detto il Commissario Straordinario, dr. Guido Aprea – di un importante documento che testimonia la volontà del Comune di Galatina di perseguire buone pratiche e progetti virtuosi, tese a contrastare in modo serio e deciso l’evasione fiscale, una piaga che oltre a causare danni all’economia rappresenta un brutto malvezzo che colpisce i cittadini onesti e rispettosi della legge”. Adesso, dopo la firma del protocollo tra il dottor Aprea, il colonnello Bruno Salsano, comandante provinciale della Guardia di Finanza, ed il Dr. Antonino Di Geronimo, Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, il Comune di Galatina avrà uno strumento operativo per la lotta all'evasione.

 

Il Commissario Straordinario Città di Galatina

Dr. Guido Aprea

Il Comandante Provinciale Guardia di Finanza

Col. Bruno Salsano

Il Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Puglia

Dr. Antonino Di Geronimo

 

NOI SIAMO PER IL FOTOVOLTAICO RAGIONATO, PER L’AUTOPRODUZIONE DI ENERGIA SUI TETTI DELLE NOSTRE CASE  E PER UN VERO RISPARMIO DEI COSTI DELL’ENERGIA!

IL FOTOVOLTAICO E’ NATO PER DIFENDERE IL territorio NON PER DISTRUGGERLO, COME INVECE STANNO FACENDO NELLA NOSTRA CAMPAGNA.

NOHA dovrà sorbirsi un impianto di circa 200 HA, diviso in 15 lotti, UN IMPIANTO ENORME

che porterà un impoverimento del nostro territorio

E’ stata svenduta la “TERRA” di Noha, l’unica vera fonte di ricchezza per la popolazione.

COSA LASCEREMO AI NOSTRI FIGLI? Cosa mostreremo ai turisti?

I nostri padri con tanto sacrificio ci hanno tramandato fertili terre, uliveti secolari, beni culturali, vigneti,  prelibatezza di prodotti, ed ora le grosse multinazionali trasformeranno tutto ciò in distese enormi di pannelli argentati!

ECCO 10 MOTIVI PER RESPINGERE L’ INVASIONE DELLA SPECULAZIONE DEL FOTOVOLTAICO AGRICOLO CHE STA PER CIRCONDARE NOHA:

 

1)      Gli incentivi statali che incassano le società del fotovoltaico li paghiamo noi sulle bollette bimestrali della luce, senza avere alcuna riduzione dei costi dell’energia;

 

2)      Nessuno ha il coraggio di dichiarare che estensioni così grandi e concentrate non sono dannose per la salute umana.

 

3)      I cavi che accumulano e trasportano l’energia accumulata dai pannelli vengono interrati lungo strade e sentieri che i cittadini hanno la necessità di percorrere e sono la fonte di campi magnetici;

 

4)      Grandi estensioni concentrate di pannelli di silicio sovvertono il microclima, disturbano la fauna e le migrazioni.

 

5)       I costi per lo smaltimento dei materiali scaduti (gli impianti si esauriscono dopo 10-15 anni) e per il ripristino della terra sono altissimi, molto ma molto superiore all’introito economico ricavato dagli affitti.

 

6)      Per impedire alla vegetazione di crescere avvelenano la terra inquinando le falde acquifere, l’acqua che è il nostro bene più prezioso insieme alla terra ed all’aria!

 

7)      Grandi estensioni di pannelli di silicio concentrate in una stessa area desertificano (TIPO DESERTO DEL SHARA) le campagne un tempo rigogliose;

 

8)      Le grandi estensioni di campi di fotovoltaico impoveriscono economicamente il territorio in quanto sottraggono terra all’agricoltura;

 

9)      Non danno diretti posti di lavoro, ma accrescono il precariato;

 

10)   I miseri benefici che ne derivano alle amministrazioni non sono minimamente comparabili con il sacrificio che subisce la terra e la popolazione.

 

Il Comitato

 
Di Marcello D'Acquarica (del 16/06/2012 @ 23:31:20, in I Beni Culturali, linkato 1548 volte)
I Beni Culturali di Noha resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
icon6. ARCHITETTURA RURALE
icon7. ARCHITETTURA RUPESTRE
icon8. ARCHITETTURA FUNERARIA
icon9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
icon10. AREA ARCHEOLOGICA
icon11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
icon12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 
Di Fabrizio Vincenti (del 02/02/2013 @ 23:28:57, in Lettere, linkato 1743 volte)

All’alba delle elezioni politiche, Noha si barderà per la festa. Certamente qualcuno verrà a chiederci il voto dicendoci: “Io sono meglio degli altri”. Così si da inizio al dilemma: “Chi voterò questa volta?”. Stranamente poi, chi se lo chiede, ha già provato a votare prima per uno schieramento, poi  per un altro, con la speranza che i due non sono la medesima cosa e che dunque o l’uno o l’altro è la scelta giusta. Poi però ci si accorge che, il giorno dopo aver votato o per l’uno o per l’altro, chiunque vada a governare, le cose non cambiano. Ed è qui che il mistero si fa più fitto: a cosa è servito votare? Sicuramente a far prendere vitalizi agli uni piuttosto che agli altri. Che senso hanno quei tremila voti di Noha se nulla cambia? Io non ricordo differenze eclatanti tra i vari governi. Noha , come il resto d’Italia, vive le stesse difficoltà di sempre. Noha vota per i motivi qui di seguito riportati: creare occupazione per giovani e donne; diminuire la pressione fiscale e incrementare il benessere delle famiglie; formulare delle agevolazioni per i meno abbienti e per chi è affetto da malattie; salvaguardare la natura e il territorio, la salute e l’istruzione; incrementare la ricerca e lo sviluppo; tagliare sprechi nella pubblica amministrazione e fondi per le spese militari; incrementare il turismo orientando attenzione e sforzi verso beni artistici e culturali; eliminare quanto più possibile la burocrazia facendo risparmiare tempo e denaro, impiegandoli per altre risorse; eliminare finanziamenti pubblici a chi non ha requisiti e a chi non se li merita; estirpare la criminalità e le mafie dal tessuto sociale recuperando fior di miliardi di euro da investire in risorse umane; facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro riducendo al minimo il fenomeno del precariato e agevolando le assunzioni a tempo indeterminato; diminuire le trattenute in busta paga per rilanciare l’economia reale; legiferare in materia di speculazione economica evitando di salvare con i nostri sacrifici le banche dissennate; cancellare il gioco d’azzardo e aumentare il prelievo fiscale ai grandi patrimoni, non solo immobiliari; dichiarare guerra aperta al carovita; ridurre al minimo l’inquinamento atmosferico; individuare una legge veramente efficace contro la corruzione; ridurre al minimo le spese per la politica e i partiti; mettere un tetto massimo etico e decente per gli stipendi dei dirigenti pubblici; ridare la dignità ai pensionati; etc…! Insomma, tutto questo è lo scopo per cui votiamo. Alla gente di Noha, alle nostre famiglie, a piazza San Michele, alla Trozza, alla masseria Colabaldi, alle case Rosse, ad ogni singolo cittadino nohano serve questo. E invece? E invece si parla di premio di maggioranza, di spred che interessa più gli investimenti delle banche che i nostri, di nozze gay, di bipolarismo, di europeismo, di redditometro… A proposito di redditometro: cosa interessa a Noha il redditometro? Hanno impostato una campagna elettorale sul redditometro, un programmino di scuola materna dove si gioca con il colore verde o rosso! Vi prego, cara gente di Noha, apriamo la mente. Con tutti i problemi che ci sono, vogliono concentrare la nostra attenzione sulle sciocchezze! Il redditometro! Quando andremo a votare, cari nohani, andiamoci in massa, ma il giorno dopo vietiamo a questi quattro politicanti di smontare le loro “impalcature comiziali” perché, dopo che abbiamo messo la nostra “ics”, su quei palchetti improvvisati di piazza San Michele, dobbiamo salirci tutti noi per controllare che il nostro voto serva a quello per cui siamo andati a votare. In fondo è questa la politica che è come la libertà, quella che Gaber definiva “PARTECIPAZIONE” non solo al voto ma anche e soprattutto dopo il voto.

Fabrizio Vincenti
 
Di Redazione (del 08/03/2017 @ 23:28:37, in Comunicato Stampa, linkato 483 volte)

In merito alla nota inviata agli organi di stampa dalla Direzione Asl di Lecce il comitato di liberi cittadini “Uniti per la difesa dell’Ospedale S. Caterina Novella e per la tutela del diritto alla salute”,   intende precisare che continua a ritenere inadeguato il piano di riordino ospedaliero, pensato e strutturato dalla Regione.

Un piano di riordino necessario per la riorganizzazione sanitaria pugliese ma che avrebbe meritato maggiore attenzione e laicità nella fase di stesura viziata, riteniamo, da condizionamenti che poco hanno a che vedere con il diritto alla salute dei salentini.

Accettando l’invito della Direzione Asl Lecce, abbiamo inteso scindere l’aspetto decisionale/politico da quello tecnico/pratico ritenendo utile partecipare al tavolo di lavoro su “Riordino, la fase operativa parte dall’Ospedale di Galatina” dove, in rappresentanza e su indicazione del comitato, Vito Tundo si è fatto portavoce delle nostre istanze.   

Da cittadini/utenti contrasteremo nei modi possibili questo scriteriato piano di riordino ospedaliero e vigileremo affinché venga garantita la richiesta di assistenza sanitaria pubblica nel nostro territorio  provando a dare, se possibile, ogni contributo utile.

Galatina, 8 marzo 2017

Saverio Mengoli
Gianfranco Loreta
Lory Apollonio
Clelia Antonica
Francesca Tundo
Piero Russo
Luigi Massaro
Vito Tundo

 
Di Albino Campa (del 18/10/2011 @ 23:26:49, in Un'altra chiesa, linkato 1623 volte)

Una amica mi ha passato un articolo di Manlio Dinucci, apparso su il manifesto del 4-10-2011 con il titolo «Aggressioni “benedette”». Fin dalle parole d’incipit si prova un rigurgito di rigetto e ci si chiede se a dieci anni del terzo millennio, dobbiamo ancora subire come cristiani queste indecenti parole che sono anche il segno di una ancora più indecente vita, conclamata in nome di Cristo. Il vescovo castrense è il vescovo insignito della carica vescovile e contemporaneamente di quella di generale di corpo di armata, con stellette incorporate. Intanto apprendo che la diocesi dei militari (si chiama Ordinariato militare) ha una rivista che si chiama – indovinate un po’? – «Bonus Miles Christi – Il buon soldato di Cristo». Sì, proprio così: Cristo è uno che arruola soldati e per giunta buoni, anche quando vanno a sparare ai figli, figlie, bambini, bambine, anziani di popoli che non ci conoscevano nemmeno se non per avere a capo del governo un degenerato, pazzo e tronfio piccoletto dai tacchi rialzati. Fin dove può arrivare la mistificazione! Si mescola l’acqua santa col diavolo, arte in cui in segreteria di Stato e alla Cei sono maestri senza eguali. Dice il capo di questa diocesi di soldati di Cristo armati ed educati alla violenza assassina con armi sofisticate per ammazzarne più che sia possibile, che «prova amarezza di fronte a chi invoca lo scioglimento degli eserciti, l’obiezione contro le spese militari» perché «il mondo militare contribuisce a edificare una cultura di responsabilità globale, che ha la radice nella legge naturale e trova il suo ultimo fondamento nell’unità del genere umano». Mons. Vincenzo Pelvi, come un ubriaco alle 9,00 del mattino continua, e non s’accorge delle bestialità che dice: «l’Italia, con i suoi soldati, continua a fare la sua parte per promuovere stabilità, disarmo, sviluppo e sostenere ovunque la causa dei diritti umani». Tutte queste fregnacce indegne di un prete e per giunta vescovo, sono state messe in fila una dopo l’altra dal giornale dei vescovi «Avvenire» (2 giugno 2011), segno che la presidenza approva. Sia benedetto l’esercito e gli eserciti che tanto bene fanno all’umanità con amore e compassione: sparando, squartando, bruciando, violentando, stuprando, bestemmiando. Cosa importa! Alla rientro da queste battaglie di civiltà c’è sempre un pinco-pallo di cappellano, con aspersorio e stola pronto ad assolvere e con la penitenza di andare ancora contro il nemico e «di farlo fuori prima che ti faccia fuori lui». Manlio Dinucci ricorda alcuni momenti topici che dovrebbero fare impallidire anche la Madonna nera, mentre di questi fatti, i preti di ieri e di oggi non se ne fanno un baffo:

1. Nel 1911, nella chiesa di S. Stefano dei Cavalieri in Pisa, parata con bandiere strappate ai turchi nel Cinquecento, il cardinale Maffi invitava i soldati in partenza per la guerra di Libia, a «incrociare le baionette con le scimitarre» per portare nella chiesa «altre bandiere sorelle» e in tal modo «redimere l'Italia, la terra nostra, di novelle glorie».

2. Il 2 ottobre 1935, all’annuncio di Mussolini che iniziava la guerra di Etiopia, Mons. Cazzani, vescovo di Cremona, da perfetto fascista indirizzava al popolo una sua pastorale, dove si leggono queste perle: «Veri cristiani, preghiamo per quel povero popolo di Etiopia, perché si persuada di aprire le sue porte al progresso dell’umanità, e di concedere le terre, ch’egli non sa e non può rendere fruttifere, alle braccia esuberanti di un altro popolo più numeroso e più avanzato».

3. Il 28 ottobre 1935, ricorrendo il 13° anniversario della marcia su Roma, nel Duomo di Milano, il cardinale Alfredo Ildelfonso Schuster così celebrava: «Cooperiamo con Dio, in questa missione nazionale e cattolica di bene, nel momento in cui, sui campi di Etiopia, il vessillo d’Italia reca in trionfo la Croce di Cristo, spezza le catene agli schiavi. Invochiamo la benedizione e protezione del Signore sul nostro incomparabile Condottiero».

4. L’8 novembre 1935, sempre in relazione alla guerra di Etiopia Mons. Valeri, arcivescovo di Brindisi e Ostuni, scrive anch’egli una pastorale al suo popolo: «L’Italia non domandava che un po’ di spazio per i suoi figli, aumentati meravigliosamente da formare una grande Nazione di oltre 45 milioni di abitanti, e lo domandava a un popolo 5 volte meno numeroso del nostro e che detiene, non si sa perché e con quale diritto, un’estensione di territorio 4 volte più grande dell’Italia senza che sappia sfruttare i tesori di cui lo ha arricchito la Provvidenza a vantaggio dell’uomo. Per molti anni si pazientò, sopportando aggressioni e soprusi, e quando, non potendone più, ricorremmo al diritto delle armi, fummo giudicati aggressori».

 5. Oggi dopo 76 anni, un altro cappellano militare, anima persa e senza Dio, tale don Vincenzo Caiazzo, che celebra Messa sulla portaerei Garibaldi, che di fatto è la sua parrocchia, popolata di caccia, missili bombe con cui lui e quelli come lui bombardano la Libia, garantisce che «l’Italia sta proteggendo i diritti umani e dei popoli, per questo siamo in mezzo al mare» perché la motivazione teologica è chiara: «I valori militari vanno a braccetto con i valori cristiani».

Oggi, 29 giugno 2011. Di fronte a questo rinnegamento del Vangelo e viene solo voglia di dire «Povero Cristo!», costoro dovrebbero essere le «guide», coloro che dovrebbero insegnare a «discernere» il grano dal loglio, la violenza dalla non-violenza, il vero dal falso, il giusto dall’ingiusto, la pace dalla guerra. Costoro sono l’autorità nella Chiesa che si annettono Cristo a loro uso e consumo, lo militarizzano, lo circondano di armi e di morte e poi vanno nei salotti clericali a difendere la vita. Che Dio li perdoni, se può, perché costoro non hanno smarrito solo la fede, ma «c’hanno perduto il ben de l’intelletto» (Dante, Inf. III,18).

don Paolo Farinella
 
Di Albino Campa (del 13/05/2012 @ 23:25:20, in Cultura, linkato 2085 volte)

Eccovi di seguito il primo dei tre contributi alla Storia di Noha scaturiti dalle ricerche continue del nostro P. Francesco D'Acquarica

Leggendo gli antichi registri dell’archivio parrocchiale di Nona, la prima cosa curiosa che appare evidente che nel 1600-1700 gli abitanti si sono mescolati con molta gente proveniente da altri paesi. Quasi sempre tutta gente del Salento, ma a volte anche da paesi più lontani,  si è inserita nella comunità di Noha o per motivi di matrimonio, ma anche per motivi di lavoro, a volte semplicemente sono di passaggio perché invitati a essere padrini di battesimo o testimoni di uno sposalizio.
Così ho scoperto che anche i miei avi sono di origine della “Terra di Galatone”, perché il 28 gennaio del 1770 un “Angelo della Terra di Galatone”, come recita il seguente documento in latino ecclesiastico in hac mea ecclesia Angelum D'Acquarica Terre Galato­ne et Teresiam Paglialonga de Nohe ambos sponsos novellos et eorum mutuo consensu habito per verba de presenti in matrimonio coniunxi, che tradotto vuol dire: “in questa mia chiesa Angelo D’Acquarica della Terra di Galatone e Teresa Paglialonga di Noha, tutti e due sposi novelli, avuto il loro mutuo consenso, ho unito in matrimonio”.
Nei registri in questione di una persona si può trovare l’annotazione per esempio “del casal di Nohe” oppure “di Nohe” se uno abitava nell’abitato“, oppure “commorante in Nohe” se uno abitava nell’abitato di Noha ma proveniva da altri paesi, oppure “della Terra di Noha”  quando uno era residente nel territorio di Noha. Perciò “della Terra di Galatone” significa che era del territorio di Galatone,  e quindi confinante con le campagne di Noha: basti pensare alla masseria Roncella con la sua campagna molto vicina a Galatone.

Riporto qui alla rinfusa i nomi dei paesi dai quali proviene gente che si è stabilita a Noha in quegli anni.
Troviamo dunque persone di Zollino, di Corigliano, di Melpignano, di Aradeo, di Galatina, di Galatone, di Sogliano, della Città di Lecce, di Cutrofiano, di Gallipoli, di Seclì,  di Soleto, di Otranto.
Ci sono anche cittadini di Andrano, Arnesano, Botrugno, Calimera, Casarano, Castrignano dei Greci, Cavallino,  Collemeto, Copertino, Cursi, Lequile, Maglie, Muro, Matino, Martignano, Minervino, Monteroni, Montesardo, Nardò, Neviano, Parabita, S. Donato di Lecce, Putignano,  S.Pietro in Lama, Salve, S. Cesario, Specchia, Spongano, Sternatia, Supersano, Torre Paduli, Ruggiano, Traviano, Tuglie, Tricase, Uggiano, Ugento, Veglie, Vitigliano.
Chiaramente i più provengono da Galatina, Aradeo, Cutrofiano, Galatone, Soleto e Sogliano.
Ma c’è anche chi viene da Altamura, da Erchie, da Molfetta, da Bisceglie, da Putignano, Saragnano di Salerno e perfino da Ferrara, da Napoli,  e anche da paesi scomparsi. Nel 1704 è annotato un certo “Mastro Muzio de Laurenzo di Dipignano Provincia della Calabria citra”.

Come mai questo afflusso a Noha di tanta gente da “fuori” ?
Dopo l’invasione dei Turchi del 1480 e la strage di Otranto, anche Noha era stata toccata da questo flagello e la gente non sentendosi al sicuro aveva abbandonato l’abitato. Nel 1700 perciò troviamo persone (quasi sempre di Corigliano ) dette affittatori o affittatrici, che si danno da fare per ricostruire le case diroccate e facilitare l’inserimento nella Baronia di Noha di nuove popolazioni.
Una importante declaratio conservata nell’Archivio di Stato di Lecce ci attesta che nel 1700 l'affitatore di Noha, un certo Evaristo Peschiulli di Corigliano ma residente a Noha, riuscì a richiamare nell'abitato oltre 50 cittadini che prima erano dispersi nella campagna, permettendo loro di fabbricare case, sicchè nel detto casale si vedono moltissime case noviter rifatte e molte risarcite, dove prima altro non si vedeva che case sgarrate et inhabitatae.

Il modo di contare le ore

Faccio notare anche il modo di indicare sia l'età e sia l'ora. Quasi sempre si dice "circa". E' chiaro che non c'era l'anagrafe e neanche gli orologi a portata di tutti. Di una persona si poteva dire che aveva "circa" 32 anni perchè non aveva il certificato di nascita. E se erano le ore 18, si diceva "circa", perchè era sufficiente guardare il sole e non l'orologio, dando così l'ora approssimativa.
Potrebbe accadere di rimanere perplessi nel leggere le indicazioni di orari che troviamo riportati nei documenti dell’antico archivio parrocchiale di Noha.
Citiamo l’episodio più significativo come esempio. Si tratta di quello che accadde  il  20 Marzo del 1740 e che il Vice parroco di turno don Felice De Magistris ci ha tramandato raccontandolo come fosse un miracolo, come fosse stata una grazia attribuita all’intercessione di S. Michele.  La descrizione del fatto  comincia così:
Ad hore mezza della notte giorno di Domenica nella Congregazione di S.Maria delle Grazie haveva io colli fratelli incominciato l'esercizio della Congregazione…
E poi conclude: e licenziai il popolo verso le quattro hore della notte non volendo in nissuna maniera uscirne il popolo lacrimante.
Non può essere che la riunione di catechesi ai confratelli della Confraternita della Madonna delle Grazie si tenesse a mezzanotte e che poi, dopo l’evento strepitoso, abbia licenziato tutti verso le 4 della notte.
Leggiamo il racconto completo che oggi con il nostro razionalismo esagerato, andremmo più cauti nel dire che quanto ora riporto sia un vero miracolo.

Nohe li 20 Marzo del 1740 - Ad hore mezza della notte giorno di Domenica nella Congregazione di S. Maria delle Grazie haveva io colli fratelli incominciato l'esercizio della Congregazione: voltatosi un temporale tempestoso che non mai sene haveva così veduto, e tanto impetuoso e spaventevole che ne menava li tecoli per l'aria,  S.Michele havendosi da se stesso tirato il velo che lo copriva havendolono visto coll'occhi molte donne che dentro la Chiesa si ritrovavano facendo orazione e di subbito diedero notizia a me sottoscritto che mi ritrovava dentro la detta Congregazione, ed io andato con tutto il popolo cantai le Litanie Maggiori havendo primieramente esposto sopra l'Altare del Glorioso S. Michele le reliquie di questa parrocchiale, e fu tanto lo terrore e lo spavento del miracolo perchè vedeva ogn'uno la faccia del Santo tutta smunta di colore ed imbianchita come la stessa lastra che tenivo ed havendosi da me fatto un sermone al popolo finì la funzione con una disciplina pubblica, e licenziai il popolo verso le quattro hore della notte non volendo in nissuna maniera uscirne il popolo lacrimante ed incenerito per lo spettacolo e spavento del tempo che fuori cessò per l'intercessione del Protettore. Ita est Don Felice de Magistris, sustituto.

A parte il racconto che dà l'impressione di gente terrorizzata sia per il temporale e sia per il prodigio, siamo informati dell'orario della catechesi ai confratelli della Congregazione (ad hore mezza della notte giorno di Domenica), anche le donne sono in chiesa per pregare a quell'ora (molte donne che dentro la Chiesa si ritrovavano  facendo oratione), ci viene anche fatto capire che la chiesa aveva il tetto coperto di tegole (tanto impetuoso e spaventevole che ne menava li tecoli dei tetti per l'aria).
Per orizzontarsi e comprendere il senso, è bene tener presente che i fusi orari non c’entrano nulla e che in tutto il Medioevo fino a metà del 1800 c’era un modo diverso di contare le ore.
Punto di riferimento era la luce del sole.
Nel passato si misuravano le ore mediante le ombre proiettate dal sole nel suo moto apparente (meridiane) o tramite il lento scorrimento dell’acqua o della sabbia in appositi recipienti (clessidre) o anche dal tempo necessario per bruciare un pezzo di corda, per consumare una candela o l’olio di una lucerna. 
I Romani adottarono la stessa divisione del giorno e della notte usata dai Greci: mane l’inizio del giorno, meridies il mezzogiorno, solis occasu il tramonto e media nox la mezzanotte.
Naturalmente al calar del sole si attennero in seguito anche gli Italiani e questa divisione tra giorno e notte fu osservata lungamente nei monasteri e nell’ambito della Chiesa cattolica e per tutto il Medioevo. Tanto che ancora oggi il sabato sera si celebra la così detta “prefestiva” , perché il sabato sera è già l’inizio del nuovo giorno che è la domenica.
Quest’ uso fu l’unico in vigore in Italia dal Medioevo al Settecento, e scomparve definitivamente solo nella prima metà dell’Ottocento. Ad esso dunque si riferiscono le indicazioni che si leggono nei testi italiani di questi secoli e anche le annotazioni dei nostri registri parrocchiali.
E siccome d’estate il giorno con la luce solare è più lungo di quello invernale bisogna tener conto del periodo aprile-settembre che è circa di un’ora di luce in più dal  periodo ottobre-marzo. Diremo allora aprile-settembre ora estiva e ottobre-marzo ora invernale.
In conclusione si può dire che le nostre ore 12 (o mezzogiorno) corrispondevano alle ore 18 del Medioevo nel periodo invernale e per il periodo estivo anticipando di un’ora circa, e le nostre ore 18 diventavano mezzanotte per il Medioevo.
Perciò per capire il significato degli orari scritti nei nostri registri parrocchiali si potrebbe tenere presente questo schema:

Orario attuale che corrisponde all’ Orario medioevale
Ore  24 della notte                        =         alle ore          6 del Mattino
            1                                              =                                 7
            2                                             =                                 8
            3                                             =                                 9
            4                                             =                                 10
            5                                             =                                 11
            6 del mattino                     =                                 12
            7                                             =                                 13
            8                                             =                                 14
            9                                             =                                 15
            10                                           =                                 16
            11                                            =                                 17
            12 mezzogiorno     =                                             18
            13                                            =                                 19
            14                                           =                                 20
            15                                            =                                 21
            16                                           =                                 22
            17                                            =                                 23
            18                                           =                                 24
            19                                           =                                 1
            20                                           =                                 2
            21                                            =                                 3         
            22                                           =                                 4
            23                                           =                                 5
            24                                          =                                 6

Quindi l’hora mezza della notte del documento in questione, tenuto conto che nel mese di marzo siamo ancora nel periodo invernale, erano circa le nostre ore 18 e la gente fu licenziata verso le quattro hore della notte e cioè verso le nostre ore 22.

Verso il terzo decennio del 1800 nei nostri registri cominciamo a trovare anche la dicitura “le ore d’Italia” per dire la stessa cosa che abbiamo appena spiegato.

Qualche conferma dagli stessi documenti:
* Le 23 Aprile del 1776 - Ursola Carletta vedova d'anni 80 circa, passò da questa a meglio vita ad ore 24 del giorno, al tramontare del sole.
Qui è detto chiaramente che le ore 24 corrispondono al tramontare del sole.

* Le 13 Febraro dell'anno 1781 - Giovanna Donno vedova del quondam Giacinto Lazoi coniugi un tempo di questa Terra di Nohe, in età di anni 50 circa fece passaggio da questa a meglior vita à dì sudetto;, alle ore 23 circa del giorno al decader del sole, diede la sua anima al suo Creatore.
Anche qui è chiaro che le ore 23 circa è verso il tramontare del sole.

La mammana

Se poi si trattava di un bambino nato in pericolo di morte, bisognava preoccuparsi di dargli subito il battesimo. In questo caso di solito era la mammana o ostetrica, pratica nel suo ministero,  che dava il sacramento. Il parroco poi in chiesa, se il bambino non moriva subito, faceva gli altri riti e preghiere come dal Rituale. E molto spesso capita che il parroco annota che la mammana aveva dato l'aqua in casa per il pericolo imminente che vi era quando naque.
Quella che il popolo chiamava  mammana, è indicata con il termine dotto di  ostatrice  (da ob - stare per la funzione e la posizione che assumeva rispetto alla partoriente) e poi di levatrice. I nomi di queste persone compaiono spesso anche come testimoni del battesimo al neonato.

Qualche esempio.
* 25 Aprile 1810 - Pietro Paschale Aloisio …  nella mia Parrochiale Chiesa battezato … li Patrini nel sacro fonte furono il Parroco assi­stente e l'ostatrice che lo portava al Battesimo.
* 3 Gennaro 1811 - Salvadore Silvestro Leonardo … li Patrini nel sacro fonte furono Vito Pirro di Cotrofiano qui degente e l'ostatrice seu Mammana.
* 6 Febraro 1820 - Leonarda Maria … uscì in luce alle ore dodici del giorno e perchè era in pericolo, dalla ostatrice fu battezata dandoli la forma dell'acque, dopo due ore se ne morì.
* 16 Aprile 1820 - Piero Paulo … li Padrini nel sagro fonte furono Vita Orlando ostatrice ed il Parroco assistente. 
* 4 Ottobre 1820 - Angelo Leonardo …  li Padrini nel sagro fonte furono il parroco assistente e Felice Vittoria ostatrice di S. Pietro Galatina.
* 11 Settembre 1821 - Mi è stato portato in Chiesa un esposito ritrovato nel suburbio di Nohe da Padri incerti procreato per nome Liberato ed è stato da me sottoscritto Arciprete nella mia Parrochiale Chiesa batte­zato, li padrini nel sagro fonte furono Domenico Paglialonga di Nohe e l'ostatrice Maria Aloisi.
* Adì 4 Maggio 1693 - Domenico Antonio figlio di Donato Scrimieri e di Antonia Gioyusa coniugi di questo casale di Nohe, naquè ad hore 15 in circa, il quale per l'imminente pericolo di morte fu battezzato in casa da Giovanna Vonghia Mammana e poi à dì 7 detto il sudetto infante che fu battezzato in casa, si portò in chiesa … ecc. ecc.

Ma chi erano queste levatrici ?
I registri molto spesso dicono che al momento del battesimo c’è anche l’ostetrica senza specificarne il nome;  ma alcune volte è annotato. Così sappiamo che:
Nel 1693 la mammana di Noha era Giovanna Vonghia.
Nel 1701 l’ostetrica si chiamava Marca Grassa.
Nel 1736 l’ostetrica era Maddalena Birtolo.
Nel 1774 Rosa Palombo detta ammammana.
Nel 1777 troviamo registrata Antonia Boccassi.
Nel 1790  era Antonia Napoletano.
Nel 1820 era Vita Orlando
Nel 1821 la mammana era Maria Aloisi.
Ma troviamo anche:
Francesca Quaglia ostetrice della Terra di Seclì,
Felice Vittoria ostatrice di Sanpietroingalatina,
Francesc'Ant.a Coluccia di Aradeo pubblica ostetrice,
Lucia Mosco ostetrice della Terra di S.P. in Galatina per il suo officio chiamata...
Oggi questa situazione di emergenza non accade più perchè i bambini nascono in ospedale.
E' da notare che quasi sempre i padrini di battesimo sono un uomo e una donna qualunque, i più disponibili per essere presenti al momento del sacramento. Nei matrimoni invece i testimoni sono sempre due uomini. Ovviamente non c'erano le grandi feste di oggi, nè grandi regali, fotografi o rinfreschi e pranzi al ristorante.

 
Di Redazione (del 25/06/2014 @ 23:24:30, in Canile, linkato 1652 volte)

Il coordinamento delle associazioni animaliste si appella al sindaco di Galatina perché sostituisca l'assessore Roberta Forte e apra subito il nuovo canile. “Mai ascoltati e nessuna riconoscenza per il lavoro svolto”.

Un canile lager in via di dismissione, con una storia di maltrattamenti e sevizie alle spalle, un nuovo rifugio pronto ma ancora chiuso, cento cani già affidati a famiglie, 80 ancora in canile. Questa, in sintesi, la situazione aggiornata della vicenda che ha investito il territorio di Galatina e che ha portato al centro della cronaca la gestione del problema randagismo.

Il canile privato di Noha, tristemente noto per le condizioni in cui versavano i cani ospitati a spese del Comune di Galatina, continua ancora a suscitare polemiche. Nonostante il lavoro delle associazioni animaliste, intervenute per salvare i tanti cani in condizioni disperate, l'annosa e scandalosa questione del canile lager non è ancora del tutto risolta.

Con una nuova struttura già pronta ma non ancora aperta – depredata nel frattempo dai ladri - sulla vicenda non si riesce a scrivere la parola fine. A distanza di mesi, adesso difatti tornano sulla questione le associazioni animaliste riunite in coordinamento. In una lettera protocollata in data 16 giugno, si rivolgono al sindaco Cosimo Montagna chiedendo di intervenire immediatamente perché venga aperto il nuovo canile e si dimetta l'attuale assessore con delega al randagismo, Roberta Forte. Alla base dei rapporti incrinati tra le associazioni e l'assessore - denuncia il coordinamento - un'assenza di dialogo con le stesse associazioni e l'atteggiamento dell'assessore, che, come scrivono “non risulta essersi mai recata nelle strutture appartenenti al Comune, ovvero il canile comunale e il Rifugio sito in Località Latronica e men che mai nel canile privato di Noha appartenente al Ferramosca”.

La lettera, a firma dei rappresentanti dell’Associazione P.A.C.A.V. Associazione Progetto Aiuta un Cane a vivere onlus Milano (gruppo progetto Noha), Noha le urla del silenzio; Gruppo Liberate Ronaldo dall’Inferno; Associazione O.R.A.A. San Cesario di Lecce; Associazione O.R.A.A. sez. Sternatia; Associazione Adottami Lecce, Associazione Nuova Lara Lecce; Associazione Nuova Lara Cavallino, denuncia nel contempo anche un atteggiamento di “scarsa riconoscenza” dell'amministrazione nei confronti dei volontari, che pure con il loro lavoro avrebbero fatto risparmiare all'amministrazione circa 70mila euro. La richiesta, formale, adesso è dunque di “la sostituzione dell’attuale Assessore al Randagismo con un amministratore competente nella materia e che rappresenti un valido interlocutore con i rappresentanti delle Associazioni; l’immediata apertura del nuovo canile comunale e il conseguente trasferimento dei cani rimasti a Noha”.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 17/09/2014 @ 23:21:24, in I Beni Culturali, linkato 1389 volte)

Il confronto o paragone è il metodo più diffuso per valutare un bene o un valore. Non è raro sentir dire, anche da assessori o personaggi di spicco nostrani, che Noha è parte integrante di Galatina.

Sostenere che Noha è di fatto parte sostanziale di Galatina ci fa piacere e ci porta immediatamente a farne un confronto positivo, dato anche il fatto che Galatina è ormai nota come ai più (forse meno ai galatinesi) come città d’arte. Peccato però che lo si dica soltanto quando non se ne può fare a meno (e soprattutto senza pensarlo).

Io sono il primo a dire che ci sono problemi ben più gravi che vanno affrontati con urgenza, come quello dell’inquinamento della terra e dell’aria e di conseguenza dei cibi che mangiamo, quello del consumo del territorio, della disoccupazione, delle piste ciclabili senza biciclette, delle scuole (incluse quelle senza cabina elettrica), eccetera, eccetera. Ma è ovvio che tutto nasce dalla nostra capacità di fare proprio il pensiero dell’aver cura del territorio in cui viviamo. Se capiamo l’importanza di questo il resto viene da sé.

Adesso passiamo alla sostanza, e cioè alle cosiddette "casiceddhre" di Cosimo Mariano, mastro costruttore di Noha, (Nato a Noha nel 1882 e morto a Galatina nel 1924 - cfr. anche L'Osservatore Nohano, n. 6, anno II, 9 Settembre 2008).

Da quel che si vocifera in giro, pare che lo stabile "case di Corte" su cui sono state costruite le nostre casette, sia passato ad altra proprietà, diversa dalla società immobiliare della famiglia Galluccio, ultima erede di una nobiltà deposta dall'abolizione della feudalità effettuata dai napoleonidi nel 1806. Oggi non ci è dato di conoscere il destino delle casette, ma è evidente che presto l'intero fabbricato diventerà un mucchio di macerie. Basta osservare le crepe delle mura laterali prospicienti la strada (vedi foto e confronta).

Inoltre non ci vuole molto a capire che in soli sei anni (2008 - 2014) il degrado è cresciuto e molti pezzi dell’artistico manufatto sono letteralmente scomparsi.

Vi ricordo che è ancora aperta la raccolta delle firme on-line per l'intervento FAI (Fondo Ambiente Italiano). La raccolta delle firme si può anche effettuare presso alcune attività commerciali di Noha. 

Ora vorremmo chiedere alla “nuova” proprietà cosa avrebbe intenzione di fare, e soprattutto se ha a cuore un pezzo dell’identità, della storia e della cultura nohana, ovvero se le casiceddhre con il passaggio di proprietà sono semplicemente transitate dalla padella alla brace

Marcello D’Acquarica
 
Di Redazione (del 22/02/2017 @ 23:19:56, in Comunicato Stampa, linkato 505 volte)

Sabato 25 Febbraio, ore 10:00 si svolgerà presso la Sala Pollio - Via Vito Vallone - c\o Chiesa di San Biagio - Galatina l'evento di consegna di 3 DEFIBRILLATORI e 6 corsi BLS-D ai 3 Istituti Comprensivi Polo 1, Polo 2 e Polo 3 di Galatina. La donazione è frutto del taglio degli stipendi dei consiglieri regionali M5S Puglia e si inserisce nel percorso iniziato a giugno 2015 con la decisione partecipata avvenuta online, di destinare attrezzature e apparecchiature sanitarie al territorio pugliese.

http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/43946/Restitution-day--M5S---Dal-taglio-stipendi-il-nostro-dono-per-i-bimbi-pugliesi-ammalati-

La prima tappa è stata il 6 ottobre 2016 presso l'ospedale San Paolo di Bari, poi si è proseguito con l'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, Gallipoli, Lecce e tanti altri sino a giungere a Galatina. L'occasione dell'evento ha come scopo l'informazione della cittadinanza di Galatina della disponibilità sul proprio territorio di attrezzature salvavita. Sono invitati all'evento i Dirigenti Scolastici, il Primario di pediatria dell'ospedale Santa Caterina Novella di Galatina, il Commissario prefettizio, i comandanti di VV.UU., PS e CC, le associazioni sportive, medici di medicina generale, i pediatri e saranno presenti i consiglieri M5S Cristian Casili e Antonio Trevisi.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Attivisti 5 Stelle Galatina 

 
Di Albino Campa (del 21/05/2009 @ 23:19:52, in S.Maria della Porta, linkato 2444 volte)

pisanello-2.jpg S. Maria della porta nell’antico casale scomparso di Pisanello ed i suoi segreti. Pisanello fu un casale bizantino come si evince da un documento risalente al 1427 ed era ubicato tra Noha, Sogliano, Galatina, in una favorevole posizione viaria. La sua fondazione corrisponde alla tipologia insediativa “basiliana” che presuppone un ruolo di polo attrattivo svolto da un luogo di culto come appunto quello di S. Maria della Porta, di altre cappelle come S. Anna, presso il casale vicino di Pisano, S. Antonio, S. Maria di Cantalupo, S. Nicola, S. Eulalia, S. Maria della Candelora e di altre chiese rurali ormai scomparse che crearono nella zona una vasta trama di sedi di culto.
Una stele con una iscrizione messapica del IV secolo a.C., trovata nel 1882 ed attualmente visibile al museo civico Cavoti di Galatina, i resti di vasi in terracotta rinvenuti nella zona e la presenza di frammenti di ceramica risalenti allo stesso periodo ritrovati in un campo posto ai confini di ponente della contrada di proprietà della famiglia Giannini, ci possono far pensare ad un insediamento messapico nella zona. Infatti l’enorme quantità di frammenti, la varietà delle fatture dei vasi, la loro concentrazione fanno presumere che in questa zona poteva esistere una fornace con centro di vendita oppure un grosso centro commerciale distrutto per cause ignote . pisanello-1.jpg
Una leggenda vuole il passaggio di S. Pietro in questa contrada. L’apostolo, provenendo da Otranto, avrebbe sostato e riposato su di masso esistente nella zona. Anche le leggende, però, vanno alimentate, così il celebre vescovo di Otranto, ma dimorante a Galatina, Gabriele Adarso De Santader nel 1670 trasferì questa pietra dalla contrada dove si trovava alla chiesa matrice dove attualmente è conservata, lasciando sul posto una colonna con l’iscrizione memoriale ” hic S. Petri defessi levamen ” qui riposò le stanche membra l’apostolo Pietro.
Il De Giorgi inoltre attribuisce la distruzione del casale ai soliti saraceni; interessante a questo proposito una graziosa filastrocca raccolta dal Casotti nel libro “Opuscoli rari” edito a Firenze nel 1874, ed alludente alle “acchiature “ cioè i tesori nascosti del territorio: ” Pisano e Pisanello distrutti fur dai mori sotto l’altar maggiore si trovano i tesori “. Questo episodio può essere avvenuto nel V secolo con le guerre gotiche oppure nel 944 per opera di pirati algerini, oppure di mori che altro non sono che i turchi i quali, conquistato Otranto nell’ agosto del 1480, rivolsero le attenzioni con brevi scorrerie all’interno del territorio salentino. In una di queste incursioni, in cui perse la vita il conte Giulio Antonio Acquaviva di Conversano il 7 Febbraio del 1481 , vennero messi a fuoco non solo Soleto e Galatina, ma anche tutti quei piccoli casali senza mura che, da quel momento in poi, rimangono disabitati. Non a caso dalle visite pastorali e dai sinodi otrantini che vanno dall’inizio del XV secolo fino alla fine del XVII il casale Pisanello è riportato come loco inabitato.
Dai registri angioini il casale risulta infeudato fin dal tempo di Carlo I d’Angiò che lo aveva concesso a Boemondo Pisanello e che alla sua morte era passato al figlio Guglielmo il 13 Settembre 1275. Succeduta al padre Guglielmo, Caterina Pisanello nel 1329 porta in dote al marito una vasta baronia che oltre a Pisanello comprendeva Alliste, Felline e quote di Carpignano, Tutino, Puzzomanno, Pisignano ecc.. Durante il XIV secolo Pisanello era incluso nei territori di Gualtiero VI di Brienne conte di Lecce, nel 1353 fu infeudato a Filippo di Altomonte, successivamente nel XV secolo agli Alami. Nello stesso secolo passò a Luigi Dell’Acaia poi a Vincenzo e Antonio De Noha, anche se nel 1489 Antonello De Noha, indebitato per oltre 104 ducati verso i fratelli Zaccaria di Venezia, subisce il pignoramento di Pisanello e Noha . La famiglia d’Acaya lo possiede fino al 1525.
Le nozze tra Adriana De Noha e Girolamo Montenegro mutarono l’intestazione feudale a nome dei Montenegro. Dopo un breve possesso di Orazio Guarini, che aveva acquistato Pisanello nel 1606, il territorio entrò a far parte della vastissima baronia degli Spinola con Galatina , Soleto, Noha, ecc. Da un documento presente nell’archivio di stato del notaio Emilio Arlotta del 22 Luglio 1906, registrato al n° 93 del repertorio generale ed al n°610 dello speciale, relativo alla domanda di separazione di Noha dal comune di Galatina, risulta che Noha ebbe autonomia comunale fino al 1811, quando venne fagocitata dalla potente Galatina. Dal documento si evince anche che Pisanello, suffeudo di Noha sin dal 1200 fino all’epoca catastale, ha gli stessi diritti del feudo di Noha a cui era legato. Infatti molti documenti del casale di Pisanello sono legati alle vicende del feudo di Noha, come risulta da un documento di un contratto del 1439 con il quale Boezio De Noha compra dal principe Giovanni Antonio Orsini Del Balzo i possedimenti di Sava e Giurdignano avendo già Pisanello, Villanova, Alliste, Felline ecc. e in questa direzione vanno fatte le prossime ricerche. Passando ora alla descrizione della cripta di S. Maria della Porta faremo alcune congiunture che sono ancora da verificare. La cripta situata lungo una strada campestre a pochi centinaia di metri dalla strada statale 476 è di proprietà delle sorelle Gaballo, ha l’invaso originale non più visibile. Questo invaso si potrebbe trovare sotto od attorno all’attuale complesso architettonico, costituito da un chiostro scavato e da una chiesa in muratura, datata 1889, con copertura a cupola di forma circolare. Sicuramente il chiostro di quello che doveva essere un cenobio basiliano scavato nel tenero tufo sul finire del XIX, secolo come abbiamo visto dall’iscrizione presente sul mosaico della chiesa circolare, diviene un cosiddetto giardino di delizia, prova ne sia appunto il mosaico che ricopre non solo la chiesa ma anche il chiostro con la presenza di gradino sedile, fontane e ninfei fatti con le conchiglie. Il cenobio basiliano era nell’attuale zona della chiesa che stranamente ha una forma circolare che ben si adatta alla zona dell’ingresso dell’antico monastero. Attualmente rimangono a testimoniarlo tutt’intorno alla chiesa un’intercapedine che, dietro all’altare, sembra portare ad un corridoio o “dromos” ed alle cellette dei monaci. L’antica cripta doveva avere tre navate divise in nove campate da quattro pilastri come nella cripta di S.Salvatore a Giurdignano. Inoltre la cripta, come altre chiese di rito greco, doveva essere triabsidata e con un’esposizione est-ovest.
Non ci sono tracce di arredi litoidi, iconostasi od altro tra “bema” e “naos”. Il chiostro con la chiesa si trova cinque metri sotto il piano della campagna e con l’edificazione del complesso edilizio di cui abbiamo riferito ha subito notevoli trasformazioni e, purtroppo, danni da parte di vandali o tombaroli poco attenti verso questo bene storico.

autore: Raimondo Rodia
Fonte: http://galatina.blogolandia.it

 
Di Albino Campa (del 17/12/2011 @ 23:19:52, in Comunicato Stampa, linkato 1370 volte)

Associazione “Città Nostra”, nel nome della continuità organizza la seconda raccolta di giocattoli nuovi e usati (in buone condizioni), con lo scopo di inviarli e distribuirli ai bambini galatinesi e del territorio. Non è richiesto alcun oggetto in particolare, tutto ciò che può donare un sorriso a un bambino è benaccetto.

 La raccolta di beneficenza sarà effettuata da sabato 17 fino a mercoledì 21 dicembre 2011, dalle ore 18.30 alle ore 20.30. Il punto di raccolta sarà la sede dell'associazione, in Via Umberto I, 29 a Galatina.

Tutti i giocattoli raccolti, saranno distribuiti alle comunità parrocchiali galatinesi ed alle associazioni con cui “Città Nostra” è già in contatto o a quanti vorranno contattarci per farci avere la loro disponibilità.

Donare  un piccolo oggetto, magari un giocattolo che i nostri figli non usano più, potrebbe voler dire regalare un sorriso, dare un senso diverso al nostro Natale e a quello di bambini meno fortunati.

Sarebbe per noi un piccolo gesto, che  riempirebbe il cuore di tutti.

 Info: 331 1800400

Email: associazionecittanostra@live.it

 
Di Andrea Coccioli (del 19/01/2015 @ 23:16:45, in Comunicato Stampa, linkato 934 volte)

La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della gioventù approva un progetto galatinese. Un spazio innovativo per i giovani e per l'intera comunità galatinese.Dopo una lunga istruttoria, che ha coinvolto più di 700 progetti provenienti da diverse regioni del sud Italia, è giunta da pochi giorni la notizia dell'approvazione del progetto "4 Future - Incubatore d'idee" , proposto da un gruppo di associazioni in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Giovanili. Il progetto finanziato, per un importo di 180.000 € dal Ministero, prevede il recupero dell'ex mercato coperto, in via Principessa Jolanda, con l'obiettivo di renderlo un accogliente spazio di coworking per lavoratori free lance, giovani professionisti, pmi, associazioni e startup.
“E' uno dei pochissimi luoghi di condivisione di spazi lavorativi nella provincia di Lecce e in tutto il sud Italia", dichiara Andrea Coccioli e continua "I contenitori urbani, svuotati delle precedenti funzioni, sono rimasti per lungo tempo inutilizzati stretti tra la complessità dei processi di decisione e di progettazione interni all’amministrazione e le possibili azioni speculative dettate dalle attese del mercato. Finiscono per essere al contempo risorse sottratte alla città e luoghi di insicurezza. Proprio dentro a questo tipo di contenitori devono trovare spazio progetti sociali che suggeriscono metodologie e contenuti innovativi. L’ex mercato coperto riaprirà  attraverso un’azione di integrazione tra occasioni di uso pubblico dello spazio rivolte alla città e attività di reinserimento di attività di coworking. Il progetto prevede il riutilizzo autogestito, si attrezzeranno laboratori di progettualità attorno ai quali si aggregheranno capacità, risorse ed energie. All'interno, un laboratorio più ampio che offrirà anche eventi tematici, workshop  e servizi innovativi per giovani interessati ad avviare una propria startup. Ho sempre creduto, e contribuito con entusiasmo al progetto che mi è stato prospettato". Andrea Coccioli, Assessore alle Politiche Giovanili, non nasconde la soddisfazione per il risultato conseguito dal suo Assessorato, dall'amministrazione Montagna e, conseguentemente, dall'intera città.

Entusiasta anche il sindaco Cosimo Montagna: “Uno spazio di socialità per i giovani, un innovativo luogo di aggregazione, una scommessa sulla creatività delle giovani generazioni. Serve tanta progettualità per attrarre finanziamenti per lo sviluppo di nuove idee ed è questo che si sta facendo”.

Soddisfatto anche l'autore del progetto, il  28enne galatinese Alessandro Martines, che ricorda come sia stata una "progettazione partita completamente dal basso, dal confronto tra giovani del territorio e dall'osservazione delle migliori pratiche da tempo presenti nelle grandi realtà italiane ed europee. Tanti giovani professionisti e manager galatinesi, professionalmente impegnati nelle principali città italiane, hanno già dato la loro disponibilità a sostenere il progetto. Questo consentirà di dare, sin da subito, a questo piccolo hub periferico un respiro e un network nazionale ed internazionale".

L'inizio dei lavori di recupero dell'immobile avverrà non appena arriverà il via libera dal Ministero.
Cordiali saluti

Andrea Coccioli
Assessore LLPP, politiche giovanili e sport.
Comune si Galatina

 
Di Marcello D'Acquarica (del 24/10/2013 @ 23:15:57, in NohaBlog, linkato 1511 volte)

Venerdì, 27 Settembre, è un giorno lavorativo, ma a Noha è l’antivigilia della festa di San Michele Arcangelo.  L’aria è calma e c’è pure un bel cielo azzurro. Sono passate appena tre settimane da che sono andato via da Noha, ma vi ritorno con l’angoscia dell’eau de fogne che ci ha avvelenato l’estate. Affligge dover sopportare quest’ennesimo torto della mala gestione del territorio. Ma questa è un’altra storia. Pedalo sovrappensiero fra le case del mio paese. Sono ancora frastornato dal rapidissimo “trapasso” da Rivoli, una terra dove i pioppi soppiantano gli ulivi, le case paiono degli alveari e le persone sono infiniti sconosciuti, a questo paese che è l’esatto contrario. Ho come la sensazione che il mio cervello sia stato sbatacchiato per terra come detta l’usanza barbara con cui trattano i polipi ancora vivi. O forse è un po’ anche colpa dell’età, chissà. Attraverso guardingo via Collepasso, sempre meno via e sempre più pista per pseudo-piloti-rincoglioniti, e mi lascio trasportare dall’incantevole silenzio che regna nell’aria. E’ sempre accogliente il mio paese con le sue vecchie vie, dove il silenzio risuona di echi e voci nostalgiche. Solo un guizzo d’uccelli, e il lento ondeggiare di un vecchio uomo con il bastone. Nulla ancora anima i suoi brevi orizzonti delimitati dalle case multicolore. Tutto sfocia in un infinito senza ostacoli. Senza fumi o porcate apparenti.

Procedo senza fretta, a tal punto da reggere appena l’equilibrio. Pare un miracolo. Vorrei fermare  tempo e spazio. Ma tutto ha un limite e dopo poche pedalate mi ritrovo in pieno centro.

Qui, in piazza, le pagine di questo giorno straordinario si sfogliano da sé. Sembrano scompigliate da un vento vorticoso: scale con le ruote e rotoli di fili, lampadine colorate e pali tinti di bianco, la cassa armonica e i soliti noti quattro opinionisti. Sono mattinieri, già attivi dalle loro postazioni  a ridosso della chiesa. Non manca l’ape del consueto ambulante e gli occhi dolcissimi di un bambino. Ma la mia attenzione è attratta da un enorme cartellone che descrive il programma per i tre giorni di festa a venire.

Mi avvicino e leggo il tutto con l’intento di non perdermi nulla. Mi colpiscono in modo particolare due cose: il bacio della reliquia e la foto di una gigantesca porchetta. Sacro e profano, starete pensando voi. No, è la verità.

Non che il resto del programma sia da meno, ma queste cose, come dire, le colgo come novità. Della prima soddisferò la mia curiosità accodandomi al “pellegrinaggio” della sera dopo, in Chiesa, al rientro della spettacolare processione con la statua del nostro San Michele Arcangelo.

Trascendenza di una fede che resiste alle dure bordate di questo bizzarro progresso dal ventre molle. Resiste e unisce tutti, o quasi tutti. Così sembra a guardare la fila interminabile di gente che s’accoda con dignità compunta e speranzosa al bacio della reliquia: una pietruzza strappata alla grotta del Sacro monte del Gargano, per esorcizzare il male e per poi, magari, restituirle il merito di grazia ricevuta. Mistero della Fede.

Della seconda novità, la porchetta, invece dovrò chiedere lumi a qualcuno. Ma non ce n’é bisogno, il tempo di voltare la testa e dietro di me (quasi a voler dire: “cosa vuoi sapere?”), uno, due e poi non so più quanti, sono pronti a darmi le dovute spiegazioni. Tutto pare abbia avuto inizio pochi giorni prima, in occasione del “Gran Galà dei cavalli”, svoltosi il 22 Settembre, uno spettacolo fuori dal comune. Nel senso che dalle nostre parti non si è mai visto nulla di simile. Mi raccontano i “25 amici” che, quando ci si rese conto del poco tempo a disposizione e del gran lavoro che c’era per preparare il campo, stava per saltare tutto. Si è corso il rischio di non fare niente. Il campo per un gran galà di cavalli deve avere il terreno soffice come un velluto. Mentre sul nostro sembrava fossero sbarcate tutte le macchine schiaccia terra del mondo. Quindi? Quindi - mi dicono gli amici - si è scatenato il finimondo. Un nugolo di braccia e di macchine che pur di regalare a Noha l’evento più strabiliante del pianeta, hanno rinunciato alle proprie entrate economiche, per giorni e giorni. Entrate sempre più magre, e quindi a maggior ragione, sempre più preziose. Se dovessi farne i nomi non basterebbero 20 pagine, intere famiglie, caseggiati, gruppi di amici. Hanno chiuso negozi e officine, bar e chioschi, lavaggi e carrozzerie, agenzie e uffici tecnici, case e salotti: UNO PER TUTTI, TUTTI PER NOHA.

Non uno slogan banale, ma il segno di una comunità che si risveglia da un imperturbabile trascinarsi nel tempo. Un tempo dove tutto è programmato, e che vorrebbe tutto cambiare, ma di fatto nulla cambia. Così conviene ai pochi e sconviene ai molti. Come fare la doccia con l’impermeabile, appunto. Dove l’idea dell’individualità e del carrierismo, che hanno sempre ridicolizzato ogni credo, ha oltraggiato la tradizione stessa, spogliandola del mistero e della poesia che rinfranca gli spiriti buoni.

Una comunità che cresce ha bisogno di esempi e fatti, non solo di parole, promesse e speranze millenarie. Una comunità cresce quando alle persone viene offerta la possibilità di ragionare, quando non ci si oppone ostentando regole e pratiche che, come la fede, dovrebbero restare attente, anzi aperte, al dubbio. L’esempio è il più alto grado di solidarietà.

Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare. Forse ci siamo.

Marcello D’Acquarica
 
Di Albino Campa (del 22/12/2011 @ 23:15:56, in I Beni Culturali, linkato 1521 volte)
I Beni Culturali di Noha in spv (stato vegetativo permanente) resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
icon6. ARCHITETTURA RURALE
icon7. ARCHITETTURA RUPESTRE
8. ARCHITETTURA FUNERARIA
9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
10. AREA ARCHEOLOGICA
11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 

«Nella piazza di Santa Caterina, infatti, sorge il tempio gotico dello stesso nome, innalzato da Raimondo Orsini principe di Taranto. Al primo guardare il gran finestrine e la porta maggiore di questa chiesa, ti si rivela un’eccellenza artistica non comune. Bella e dignitosa ne è l’architettura; bellissimi gli affreschi. Dall’osservazione de’ quali si rileva che, pitturata una prima volta in antico, fosse stata a presso restaurata, e sulle primitive pitture non piaciute venissero eseguiti novelli affreschi; i quali evidentemente appartengono alla Scuola di Giotto. Nel coro esiste una tomba, di cui la scultura, massime i capitelli delle quattro colonne, sono pregevolissimi: si dice conservar visi il corpo del Principe Orsini. Di rara bellezza e di altezza non comune è poi un calice finemente cesellato, che oggi il municipio conserva gelosamente. Bellissimo è questo tempio nella sua nave maggiore; sublime in tutte e cinque le sue larghe e malinconiche navi. Sarebb’egli campo vergine e profittevolissimo agli studi e alla critica di qualche valente artista». Sono queste le parole del noto concittadino Pietro Siciliani che, pur con qualche imprecisione storica, per primo, parlò della nostra basilica ne Ai popoli Salentini e al Gonfalone di Galatina (1865), e lo fece davanti all'Italia riunita, in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Dante del 1865. Basta questa breve descrizione, che segnalò Galatina all'attenzione nazionale, per capire il motivo per il quale la scelta del tema di apertura di Agorà – percorsi inVersi sia ricaduta su Santa Caterina di Alessandria. Agorà nasce dall’incontro di un gruppo di giovani amici, i quali intendono vivere il dialogo e intraprendere un percorso esperienziale che mescoli e fonda differenti multiversi. Agorà è una piazza nel senso originario del termine, un luogo d’incontro e di crescita, dove ogni universo interiore potrà mettere a disposizione dei convenuti il proprio bagaglio esperienziale e prenderne da quello degli altri, in un simposio di “verità”, ognuna con un proprio senso e un proprio fondamento, contribuendo così a inserire il proprio tassello di verità in una ricerca continua e inestinguibile.
Ideatori e organizzatori di questa “piazza culturale” sono Angela Beccarisi, Sandro Marasco, Daniela Bardoscia, Francesco Luceri e i giovani artisti di INgenio_la forma delle idee, nelle persone di Vittorio Carratta, Georgia Romano, Pierpaolo Briatico-Vangosa, Mariangela Cucco, Ermanno Scarcia e Francesca Marra, uniti da un intento comune di condivisione e partecipazione attiva alla vita culturale e civile.
Agorà propone un ciclo di incontri, aperti al pubblico, a scadenza bimestrale e inaugurerà il primo ciclo del 2012, sul tema Santa Caterina di Alessandria, tra fede, mito e realtà, con l’incontro Il Committente, l’Opera e l’Artista (gli affreschi di Santa Caterina), evento organizzato con la collaborazione di ART and ARS Gallery e che avrà luogo a Galatina il 28 dicembre 2011, alle ore 18.30, in Corso Umberto I. Ospite e protagonista della serata sarà l'artista Carlo Michele Schirinzi (classe 1974, nato ad Acquarica del Capo), talento emergente del nostro territorio che, con il suo Notturno Stenopeico (ispirato all’affresco raffigurante il Diluvio Universale, nella Basilica galatinese di Santa Caterina d’Alessandria) si è classificato al primo posto, assicurandosi il primo premio al XXVII Torino Film Festival, come miglior cortometraggio italiano. A seguito della proiezione delle tre opere dell’artista Notturno Stenopeico, Suite Joniadriatica e Prospettive in fuga si aprirà un dialogo che vedrà protagonisti lo stesso artista, Lorenzo Madaro, critico d'arte e collaboratore de La Repubblica Bari ed Ettore Marangi, frate minore, docente di teologia dommatica presso la facoltà teologica pugliese, che introdurrà la figura di Santa Caterina d'Alessandria.
Dell'opera di Schirinzi Notturno Stenopeico scrivono, su www.film.tv: «fotografie di sbarchi contemporanei s’intarsiano e mescolano all’affresco del Diluvio Universale rappresentato nella Chiesa di Santa Caterina a Galatina (Lecce). La rianimazione/liquefazione delle immagini statiche di barche in mare è avvenuta attraverso filtri vitrei artigianali. La visione stenopeica è concentrata sui singoli volti in contrasto alle immagini prive d’identità ma far rivivere questa ciclica battaglia notturna e senza tregua». Enrico Ghezzi scrive ancora «solo difetto, che ancora sia filmato, e non troppo sfocato, e infine visibile e intitolato. Ma ci sembra di essere in marcia, occhio rotolante
dentro l’oscurità accecata. L’occhio, immagine fisica – da una concretissima scatola mentale – del cinema che è da sempre e che non sarà mai (o solo mai più) riconoscibile». La cittadinanza tutta è invitata a una partecipazione numerosa e attiva.


Per informazioni: agora.percorsiinversi@gmail.com; tel. 3297669635, 3881197170.

 

L’Associazione Città Nostra Galatina, nel segno della continuità e all'insegna della promozione del nostro patrimonio artistico/culturale, organizza la seconda edizione della Caccia al Tesoro - “L’Acchiatura”, con il patrocinio del Comune di Galatina.
“L’Acchiatura” - Seconda Caccia al Tesoro di Galatina si svolgerà domenica 08 Luglio. Le squadre (composte da 4 giocatori muniti di un mezzo di trasporto) si ritroveranno in piazza San Pietro alle ore 16,30.
Il nostro sito internet www.cittanostragalatina.it, la nostra sede in Via Umberto I n. 29, e Movie in via Festa del Lavoro saranno a disposizione di tutti coloro i quali vorranno avere informazioni o vorranno iscriversi.
La formula è quella dello scorso anno: squadre formate da quattro persone e munite di un qualsiasi tipo di mezzo di trasporto, che dovranno mettersi alla prova attraverso giochi, prove di abilità e logica per arrivare a conquistare il tesoro (appunto, l'acchiatura).
Anche quest'anno i partecipanti esploreranno il territorio galatinese, per riscoprire (ed in alcuni casi conoscere), le simbologie, la cultura e le tradizioni salentine e galatinesi in particolare.
Nella successiva serata del 14 Luglio si terrà  la premiazione dei vincitori.

Galatina, 02 luglio 2012
Associazione Città Nostra

 
Di Marcello D'Acquarica (del 25/07/2017 @ 23:13:09, in I Beni Culturali, linkato 445 volte)

Nella sua “DESCRIZIONE di Tutta l’ITALIA”, Fra Leandri Alberto ci delizia con delle stupende note narranti il paesaggio e i costumi delle popolazione che incontra e di cui si fa una sua opinione. Diciamo “sua” perché è evidente che non può essere influenzata dalla storia che noi conosciamo avendone studiato il dettaglio a posteriori. Per esempio quando parla di S. Pietro in Galatina, esprime un giudizio favorevole verso il Duca Ferrante Castriota. Così dice Fra Leandri: “Egli è questo signore molto umano, e generoso”. (Dopo i De Balzo, Giovanni e suo figlio Ferrante furono il primo e secondo duca di Galatina nel periodo che va intorno al 1485).

Invece noi sappiamo benissimo che i cittadini di Galatina, opposero una grave controversia verso il  Duca Castriota, per le sue angherie soprattutto di tipo fiscale  (“Ebbe contrasti durissimi con la città e la sua Università (autorità municipale), abituate ad una convivenza diversa con i precedenti sovrani --Raimondello e Giovanni Antonio Orsini del Balzo- da "Galatinesi Illustri" a cura di M.F. Natolo, A. Romano, M.R. Stomeo).

Avvicinandosi nel nostro territorio, Fra Leandro Alberti, lo trova pieno di castelli e uliveti, e gli appare alla vista “il fortissimo castello di Noia posto in forte luogo”.

Fortissimo e forte luogo” sono termini che non troviamo sovente e così accentuati nelle sue narrazioni d’Italia, questo vuol dire che il nostro mastio posto sulla serra che sovrasta la valle dell’Asso, lo colpisce non poco, fino a fargli dire parole tanto importanti.

Marcello D’Acquarica

 
Di Albino Campa (del 24/05/2011 @ 23:10:42, in Comunicato Stampa, linkato 1703 volte)

Sabato 28 Maggio 2011 l’associazione “Città Nostra”, a conclusione del progetto Rifiutiamali, incontrerà gli alunni della scuola primaria 1° Circolo didattico di Galatina  per la “2° Giornata del Rifiuto d’Amare”.

L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sulle problematiche inerenti i rifiuti urbani e sulla necessità di differenziare, per produrne meno, trasformando quanto oggi è considerato una minaccia, per l’ambiente e per l’uomo, in una risorsa.

Negli incontri tenuti nelle diverse scuole nell’anno scolastico che sta per concludersi, si è riscontrato un forte interesse dei ragazzi ai temi proposti e, nonostante si trattasse talvolta di argomenti già affrontati con le proprie insegnanti, gli alunni hanno dimostrato di voler approfondire le loro conoscenze per acquisire un bagaglio di “buone abitudini” che permetta loro di contribuire a migliorare la situazione di disagio ambientale in cui versa il nostro territorio.

Anche per questa edizione di “Rifiutiamali” si è scelto di interagire con i ragazzi, oltre che con un’ adeguata parte teorica, anche attraverso attività pratiche che, sotto veste di gioco, tendano a meglio far acquisire le necessarie regole comportamentali quotidiane per ben attuare la raccolta differenziata. Infatti  la “didattica del fare” riesce sempre meglio a far passare quei concetti ascoltati tante volte, che spesso rimangono astratti. Nella giornata di sabato 28 Maggio p.v. le attività ludiche si svolgeranno nella Piazza Fortunato Cesari, adiacente alla scuola.

Per combattere il degrado del territorio è essenziale l’educazione ambientale, da promuovere in ogni modo ritenuto utile a raggiungere l’obiettivo. Anche quest’anno si è lavorato nell’intento di sensibilizzare i ragazzi un po’ più di quanto non lo siano già e nella speranza che essi possano veicolare le buone abitudini acquisite.

L‘ Associazione Città Nostra è un gruppo di liberi cittadini e chiunque nutra il desiderio di voler collaborare, proporre e creare insieme reali occasioni di riflessione e di crescita, può contattarci alla mail associazionecittanostra@live.it.

 Galatina 24 Maggio 2011

CITTÀ NOSTRA
Associazione di Promozione Sociale – Galatina (Lecce)

 
 
Di Redazione (del 28/11/2014 @ 23:10:22, in Comunicato Stampa, linkato 1132 volte)

L’Amministrazione di Cutrofiano si appresta a concludere un vergognoso accordo con la Colacem, in danno del territorio, dell’ambiente e di tutta la comunità locale.

Per un obolo di 50.000 euro l’anno – il classico piatto di lenticchie – l’Amministrazione Comunale intende sottoscrivere con la Colacem s.p.a. una nuova convenzione quinquennale, che prevede un ampliamento di circa 5 ettari della cava “Don Paolo”; un’estensione che si somma ai 22 ettari (con profondità di 30 metri) esistenti, sacrificando i beni comuni alle ragioni del profitto e alimentando un’attività insalubre, anche se a norma di legge, che contribuisce al già grave inquinamento nel nostro comprensorio.

Questa svendita di territorio non servirà a ridurre le tasse per i cittadini, ma per rimediare ad errori amministrativi, espropri mal eseguiti e spese scriteriate di precedenti governi cittadini, che gravano sui nostri bilanci per quasi un milione di euro.

Occorre bloccare un patto scellerato, reso possibile dalle connivenze della politica locale, che ha trasformato questo nostro paese, dalle spiccate vocazioni agricole, turistiche e artigianali, in una colonia mineraria, il cui materiale di scavo viene esportato in tutto il mondo senza regole e senza limiti, per dare profitto ad una singola azienda privata.

Un patto così solido che consente ai rappresentanti della Colacem di affermare che fino a quando ci sarà argilla a Cutrofiano, Colacem scaverà per produrre il suo cemento; un’agghiacciante dichiarazione che fa comprendere quale sia il rispetto del territorio da parte dell’Azienda.

Un patto così vincolante che l’Amministrazione Rolli non ha scrupoli, per la sua attuazione, a tradire i propri impegni elettorali di realizzare “una politica di controllo, di contenimento e, se necessario, di contrasto nei confronti delle attività estrattive”.

Tutto ciò mentre il Registro Tumori segnala nel nostro Comune e nel comprensorio una mortalità per tumori polmonari nettamente superiore alle medie regionali e nazionali, e mentre autorevoli scienziati e operatori sanitari, non escludono la relazione tra le malattie registrate e le emissioni industriali e la qualità dell’aria nel territorio.

Ogni volta che decidiamo di distruggere, vendere o consumare il nostro territorio in modo irreversibile, rubiamo il futuro ai nostri figli!

Il progetto di ampliamento interessa un’area, a ridosso del Parco dei Paduli e nella fascia di rispetto del Canale Colaturo (classificato tra le acque pubbliche), di elevato valore paesaggistico, ed è stato già bocciato nel 2011 nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Per questi motivi chiediamo all'Amministrazione comunale di Cutrofiano di:

A) Non approvare alcuna Convenzione con la Colacem che preveda l'ampliamento delle cave in cambio di un misero rimborso economico;

B)  Aprire un ampio confronto con i cittadini e con i Comuni vicini per valutare l'intera situazione ambientale ed economica connessa alle attività estrattive e quella del cemento;

C)  Dotarsi di una serie di Piani e Regolamenti finalizzati a tutelare il territorio, riqualificare le criticità esistenti e a individuare nuove prospettive economiche  ed occupazionali ambientalmente sostenibili.

Signor Sindaco e Signori Consiglieri, non svendete il nostro territorio e con esso il futuro di Cutrofiano!

Forum Amici del territorio,
Italia Nostra sez. Sud Salento,
Consulta Ambiente C.S.V. Salento,

Forum Ambiente e Salute.

 

La decisione di lasciare l’incarico tecnico fiduciario di Assessore ai Lavori Pubblici, Sport e Politiche giovanili, assegnatomi tre anni e mezzo fa, trae origine da motivazioni di natura professionale e personale.

Un nuovo impegno professionale sopraggiunto e a cui non posso sottrarmi, mi terrà fortemente impegnato nei prossimi mesi. Per questo motivo è diventato sempre più complicato riuscire a conciliare, impegni professionali e privati con l’azione amministrativa efficace e continuativa che i settori di mia competenza meritano.

Fin dall’inizio del mio mandato è stata una mia prerogativa quella di seguire giornalmente gli uffici di cui mi sono occupato perché ritengo che il lavoro di squadra sia fondamentale per raggiungere i risultati sperati. Ho cercato sempre di esprimere grandi energie ed entusiasmo nel ruolo assegnatomi anche in virtù delle mie competenze professionali e in quest’ottica ho lavorato affiancando e sostenendo gli addetti ai tre settori. E’ stato per me un onore servire la comunità nella quale vivo.

Dei tanti impegni presi per Galatina alcuni sono stati portati a termine, altri sono stati ben avviati o sono state poste le basi per il loro avvio, pertanto, non essendo più le mie competenze tecniche strettamente necessarie, ritengo corretto lasciare l’incarico affidatomi. Sono certo che il nuovo assessore saprà e potrà lavorare in continuità con quanto fatto finora. Rimango comunque a disposizione fornendo la mia esperienza per portare a termine gli obiettivi che questa amministrazione può raggiungere. Ciò che fino adesso abbiamo fatto o quello che avremmo potuto fare lo rimetto al giudizio altrui.

Colgo l’occasione per rinnovare la stima nei confronti del Sindaco Cosimo Montagna, ringraziarlo per avermi dato l’opportunità di vivere un’esperienza molto impegnativa ma edificante e costruttiva e che mi ha permesso di venire a contatto con tantissime realtà e persone interessanti, con i loro problemi, aspirazioni e aspettative. Ho incontrato, ascoltato e collaborato con molte delle associazioni del territorio, grandi risorse per la nostra città.

Nel corso di questo periodo ho apprezzato le qualità del sindaco Montagna: l’impegno, la dedizione, la pazienza, la forza  per rappresentare un’intera comunità, e, in particolar modo, la professionalità e la dedizione che l’hanno portato più volte a sacrificare tempo e attenzione alla sua carriera, ma soprattutto alla sua famiglia, per il bene comune.

Un ringraziamento anche a tutti i consiglieri di minoranza e di maggioranza e gli assessori che mi hanno sostenuto nell’espletamento del ruolo politico – amministrativo. Mi lega a loro un sentimento di stima e amicizia.

L’attività di Giunta è stata sempre un lavoro di squadra portato avanti in un clima di grande disponibilità, collaborazione e trasparenza nel rigoroso rispetto della legalità e dell’interesse della comunità.

Ringrazio anche i dipendenti comunali e l’ufficio della Polizia Municipale, tutti secondo le loro competenze e disponibilità, mi hanno sempre coaudivato e consigliato al meglio. Un grazie particolare a tutta la struttura dei Lavori Pubblici, con loro ho condiviso strategie e visioni operative per fare il meglio. Il loro lavoro è una vera risorsa per Galatina. Il lavoro amministrativo per essere efficace deve sempre essere svolto in sinergia tra tutte le componenti amministrative e politiche della comunità.

In ultimo, ma non per ultimo, ringrazio tutto il Partito Democratico che mi ha sempre incoraggiato e stimolato alla risoluzione condivisa dei problemi.

Fare politica è un’esperienza faticosa ma entusiasmante, occorre lavorare per favorire la partecipazione di tutti i cittadini alla vita e alle scelte della comunità.

 

Di seguito riporto i più significativi interventi effettuati e lo stato di definizione degli stessi da giugno 2012 a gennaio 2016:

 

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. I lotto funzionale

Importo progetto I lotto funzionale: 1.300.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Comune Galatina: 500.000,00 euro

LAVORI COMPLETATI al 100%

Inaugurazione Teatro effettuata il 28 novembre 2015.

Ristrutturazione Cine Teatro Cavallino Bianco. II lotto funzionale

Adeguamento funzionale torre scenica e utilizzo completo dei palchi.

Importo progetto II lotto funzionale: 800.000,00 euro

Regione Puglia: 800.000,00 euro

Lavori da appaltare e realizzare entro 2016.

Adeguamento e miglioramento rete fognatura bianca Rione Italia

Importo progetto: 700,000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia

LAVORI COMPLETATI al 100%

Scuole. Tutti gli istituti comprensivi. Poli 1, Polo 2, Polo 3

Interventi di manutenzione straordinaria scuole Galatina e frazioni

Importo totale progetti: 500.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina e Ministero

LAVORI COMPLETATI al 100%

Riqualificazione ed efficientamento Scuola Noha e aree adiacenti.

Importo progetto: 400.000,00 euro

Finanziamento: Regione Puglia. Importo da restituire in 10 anni senza interessi.

LAVORI COMPLETATI al 100%

Progetto di messa in sicurezza e rifacimento via Bianchini.

Primo di tre interventi previsti ognuno di 250.000,00 euro.

Importo progetto: 250.000 euro

Finanziamento: Regione Puglia (49%) e Comune di Galatina (51%)

LAVORI COMPLETATI al 100%

Progetto di pavimentazione stradale e pubblica illuminazione.

Importo progetto: 300.000,00 euro

Finanziamento: Comune di Galatina

LAVORI COMPLETATI al 95%

Progetto di riqualificazione Corso Porta Luce.

Rifacimento e riqualificazione di Corso Porta Luce, Sostituzione Illuminazione pubblica con Pali Artistici, Realizzazione Pista ciclabile, Rifacimento tappetino stradale, Nuovo rondò incontro via d’Enghien.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

PROGETTO COMPLETATO AL 70%. I lavori riprenderanno nelle prossime settimane.

Progetto di riqualificazione via principessa Iolanda, via Caforo angolo piazza Alighieri, via Giuseppina del Ponte.

Importo progetto: 250.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

PROGETTO COMPLETATO AL 90%.

I lavori riprenderanno  nelle prossime settimane.

Progetto riqualificazione Ex convento Santa Chiara.

Importo progetto: 1.000.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Procedura d’appalto dei lavori in corso.

Progetto di Riqualificazione basolato centro storico.

Importo progetto:  500.000,00 euro

Finanziamento: PIRU

Gara effettuata e aggiudicata

Inizio lavori: I lavori inizieranno nelle prossime settimane.

Centro Polivalente viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Struttura inaugurata e utilizzata.

Palestra via Montinari

Finanziamento: PIRU

In attesa di essere concessa in uso.

Asilo Nido viale don Bosco

Finanziamento: PIRU

Lavori completati

Tra qualche settimana l’asilo di via Pavia si trasferirà al nuovo asilo di viale don Bosco.

Trasferimento Uffici Comunali presso l’ex Tribunale.

E’ stato svolto un grande lavoro di squadra per individuate le somme necessarie attraverso la devoluzione dei mutui e rendere possibile l’adeguamento degli ambienti dell’ex tribunale al fine di ospitare molti uffici comunali in un’unica struttura.

E’ previsto che entro il 2016 verranno trasferiti gli uffici LLPP, Urbanistica, Vigili Urbani, Suap e Ufficio anagrafe all’ex tribunale con un risparmio sulla spesa pubblica e un miglioramento del servizio per tutti i cittadini.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore SPORT:

Utilizzo delle palestre scolastiche comunali

E’ stato difficile coordinare e definire il calendario dell’utilizzo delle palestre scolastiche comunali, ma ogni anno con l’impegno e la volontà di tutte le società sportive si è definito il calendario di utilizzo  degli spazi sociali per lo sport.

Festa dello Sport 2014

La festa dello Sport “Sport Day 2014” ha visto la partecipazione di tante società sportive e di tanti ragazzi delle scuole degli istituti comprensivi. E’ stata una tre giorni di sport e partecipazione nello scenario della villetta San Francesco.

Festa dello Sport 2015

Festa dello Sport organizzata in collaborazione con SALENTIADI, le olimpiadi del Salento. Bellissimo evento sportivo interamente organizzato presso il complesso sportivo del Palazzetto dello Sport.

Green Olympic Games

Progetto che oltre a sensibilizzare sulla corretta separazione dei rifiuti per un ambiente migliore ha promosso i valori dello sport tra i più giovani.

Struttura Sportiva di Noha

La struttura sportiva di Noha ha ricominciato a vivere grazie all’impegno di alcune società sportive che l’hanno riaperta e ora quotidianamente è al servizio dei cittadini.

Patrocinio e contributi economici a varie iniziative sportive

E’ stato un piacere e un onore patrocinare numerosissime iniziative sportive tenutesi in questi anni. Un grazie va a tutte le numerosissime società sportive che iniettano energia positiva nel tessuto sociale alimentando lo spirito sportivo dei galatinesi.

 

Di seguito alcune delle iniziative che hanno coinvolto il settore POLITICHE GIOVANILI:

Chiostro d’Estate. Estate 2012

Concerti, presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali e musicali nella cornice del Chiostro dei Domenicani, scenario  suggestivo ed entusiasmante. Una serie di artisti e iniziative differenti, da Cesko degli Après la Classe al cantante folk milanese Andrea Labanca, passando per serate jazz, convegni, proiezioni di film d'epoca, dj set di artisti locali e il suggestivo concerto di Mino De Santis.

Festa della musica. Giugno 2013

Musica, cultura e arte. Queste le parole chiave della prima edizione a Galatina della Festa Europea della Musica. Dal 21 al 23 giugno 2012 sono stati tre giorni di musica tra rock, pop, hip-hop e musica popolare, presentazione di libri e una mostra di fumetti a cura di Lupiae Comix. Il tutto è stato realizzato all'interno del Chiostro del Palazzo della Cultura di Galatina e in piazza Galluccio. Tra i vari gruppi presenti alla manifestazione, I TOROMECCANICA e la GIOVANE ORCHESTRA DEL SALENTO, diretta da Claudio Prima. E’ stata notevole la presenza di giovani musicisti come i PLUG IN, CAMDEN TRIO, DYING PURPLE, T.GARAGE, SOOP & NINTAI e l’ORCHESTRA SPARAGNINA.

Ciclofficina sociale presso Mercato Coperto

Grazie alla collaborazione di alcune associazioni è nata all’interno del mercato coperto la CiclOfficina Sociale, spazio di socialità, incontro e condivisione. Un luogo dove promuovere la mobilità lenta e sostenibile, il riuso, il riciclo e la partecipazione attiva.

Mercato S…coperto,

Manifestazione realizzata all’interno dell’ex sede del Mercato Coperto in via Principessa Iolanda. Proposta rivolta al mondo giovanile della città che ha bisogno di spazi destinati alla socializzazione. L’iniziativa ha coinvolto le associazioni culturali della Città. L’iniziativa ha avuto lo scopo di rivitalizzare uno spazio di proprietà comunale in disuso, situato al centro della città e che già in passato è stato luogo deputato ad iniziative di partecipazione giovanile .All’interno dell’ex mercato coperto si sono svolti incontri d’autore, musica ed happening di discussione scientifica divulgativa.

Servizio civile nazionale

In tre anni più di venti ragazzi hanno lavorato presso il Comune di Galatina sviluppando progetti nei settori delle Politiche giovanili, Biblioteca Comunale, Museo e Ambiente. Il servizio civile è una iniziativa fondata sui principi della solidarietà sociale e vede i giovani i primi promotori del processo di partecipazione, in grado di trasformare una società in cui il cittadino è solo colui che riceve un freddo ed astratto servizio ad una società in cui tutti hanno la possibilità di essere attivi e socialmente utili.

Rassegna Giovanile NOTE A MARGINE

Note a Margine è stata una Rassegna “periferica” che ha avuto l’obiettivo di coinvolgere ed includere le Periferie della città come luoghi di riferimento alternativi e vitali, da un punto di vista non solo urbanistico ma soprattutto umano e sociale. Luoghi che spesso ispirano forme d'arte e   movimenti  sociali  rappresentanti  di un vero e proprio sottobosco multiculturale e multietnico,  un workinprogress costante e perpetuo, un laboratorio continuo. Spazi inespressi e inascoltati  da recuperare e trasformare, da aiutare ad emergere.
Con l'aiuto dell'associazionismo giovanile è stato scelto di selezionare alcuni “interlocutori d'eccezione” che grazie ai loro contributi hanno potuto affrontare il tema della periferia in luoghi prettamente periferici  attraverso dei  personali  approcci che spaziano dal  mondo della musica a  quello del cinema, dal  teatro alla letteratura, al cibo ai graffiti, dall’hip hop alla street art. La ciliegina sulla torta è stata l’opera regalata alla Città di diversi artisti di graffiti che hanno abbellito, con la loro arte, il muro della scuola di via Ugo Lisi.

Galatina, 22 gennaio 2016

Andrea Coccioli

 
Di Albino Campa (del 29/05/2014 @ 23:08:48, in Comunicato Stampa, linkato 999 volte)

Settemila mappe toponomastiche pronte per essere distribuite ai turisti e alle strutture ed esercizi ricettivi presenti su tutto il territorio comunale.

L’iniziativa, sicuramente innovativa nel campo della promozione della Città di Galatina, tanto da essere considerata tra le prime della Provincia di Lecce, è stata lanciata dall’Assessore alle Attività Produttive, Turismo e Marketing Territoriale Alberto Russi, forte del successo avuto alla Bit di Milano del febbraio scorso e dei positivi riscontri degli operatori turistici più importanti lì presenti. 

L’obiettivo che si persegue è quello di instaurare un binomio vincente tra territorio e turista con lo scopo di agevolare la permanenza di quest’ultimo, mettendo a disposizione dello stesso percorsi studiati per la visita del centro storico e un supporto efficiente nel servizio di accoglienza da parte delle attività ricettive.

Le mappe, ribadendo gli stessi criteri adottati con la realizzazione della brochure voluta in occasione della Bit di Milano, sono dotate di codice QR, un strumento che consente di entrare in contatto con informazioni e funzionalità in modo rapido.

In merito a questa importante iniziativa, l’assessore Alberto Russi, nei giorni scorsi ha fatto pervenire nota agli esercenti di strutture ed esercizi ricettivi di Galatina sottolineando come l’Amministrazione comunale, con uno straordinario sacrificio economico, sia impegnata ad “offrire ai visitatori della Città un’ulteriore ed interessante servizio che Vi veda protagonisti, dimostrando altresì come, con azioni sinergiche, si pervenga ad una efficiente organizzazione dei servizi di ospitalità, prodromica all’incremento di presenza turistiche e dei periodi di soggiorno”. Sul codice QR, infine, ci ha tenuto a sottolineare che “Galatina è unica nella Provincia di Lecce ad adottare questo sistema”.

 
Di Redazione (del 21/01/2016 @ 23:08:19, in Comunicato Stampa, linkato 755 volte)

La sicurezza di 300 dei nostri figli è “FUORI SERVIZIO DAL 27 FEBBRAIO 2013

Una richiesta di aiuto e un’assunzione di responsabilità in quel pezzo di nastro adesivo appiccicato sotto l’idrante anti-incendio all’ingresso della Scuola Media di Noha.

Sindaco ed Assessori tutti “in altre faccende affaccendati” non vedono, non leggono e non sentono.

Sicurezza, prevenzione, legalità, responsabilità per tutti costoro, probabilmente, sono solo “paroloni ad effetto”, da utilizzare a convenienza in proclami propagandistici sui social network di moda.

Da circa tre anni nessuno ha sentito la necessità di intervenire per riparare (con poche centinaia di euro) un idrante fuori uso in una scuola comunale pubblica? La politica che per funzione deve programmare, vigilare e vivere il territorio che si amministra dov’è?

Galatina ridotta, oramai, ad una città transennata nella totale incuria della cosa pubblica; strade che sprofondano in un lento ma continuo degrado, cantieri abbandonati da mesi senza che se ne conosca il motivo, nuove strutture pubbliche inaugurate in pompa magna per poi essere chiuse ed abbandonate.

Questo è diventata Galatina!

Un’esagerazione? Per chi non vuol vedere forse si, ma chi la guarda con gli occhi del cittadino abituato a vivere la propria città nella quotidianità non può non denunciare.

La lista delle opere inaugurate ma inagibili e “fuori servizio” è lunga, val la pena far qualche esempio :

  • La piazzetta nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, meglio conosciuta come Chiesa Immacolata, in pieno centro è stata inaugurata da mesi e mai resa disponibile; oggi si presenta transennata e “fuori servizio”, costringendo i ragazzi che vanno a Scuola a camminare pericolosamente sulla carreggiata stradale anziché, come dovrebbero, sul marciapiede;
  • La nuova palestra sulla tangenziale interna, inaugurata da mesi ma da sempre inagibile e “fuori servizio”;
  • L’asilo comunale realizzato in Viale Don Bosco, terminato da qualche anno ma inagibile e “fuori servizio”(mancano i bagni per bambini!);
  • Il nuovo Centro Polifunzionale, sempre in Viale Don Bosco, inaugurato ed aperto ma che allo stato è pericolosamente incompleto in alcune sue parti e certamente non può considerarsi in sicurezza;
  • Il Centro Polivalente di Noha da anni inaugurato, dichiarato agibile ma mai allacciato adeguatamente alla rete elettrica;
  • Il nuovo teatro Cavallino Bianco, inaugurato per una parte, ma per il suo utilizzo di volta in volta vi è la necessità di affittare un gruppo elettrogeno per alimentare la struttura (già risultano stanziate somme per adeguamenti !);

Che dire poi dei tanti lavori iniziati ed abbandonati che danno il senso del degrado in cui versa la nostra cittadina, oltre all'evidente disinteresse degli attuali amministratori :

  • L’Isola Ecologica che doveva sorgere “a giorni” già alcuni mesi fa nei pressi della Fiera, è abbandonata a se stessa e non si hanno notizie certe (gli ultimi lavori sono stati fatti in piena notte il 22 dicembre 2015);
  • Transenne in via Corigliano, transenne nel Centro Storico, transenne in Viale Santa Caterina Novella, transenne nei pressi della Chiesa di San Sebastiano, transenne in Corso D'Enghen, transenne sulla Villa comunale a circoscrivere un pozzo artesiano realizzato ed abbandonato.

Ribadiamo allora la richiesta : FERMATELI !

Il nostro rinnovato appello è per i Consiglieri Comunali di maggioranza, che sostenendo quest’Amministrazione, inevitabilmente si stanno assumendo nei confronti dei galatinesi ogni responsabilità per quanto è sotto gli occhi di tutti.

Galatina in movimento

novaPolis Galatina

Galatina Altra

Movimento per il Rione Italia

 
Di Albino Campa (del 01/07/2011 @ 23:03:01, in I Beni Culturali, linkato 1592 volte)
I Beni Culturali di Noha in spv (stato vegetativo permanente) resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
3. ARCHITETTURA CIVILE
4. ARREDO URBANO E DEL territorio
5. ARCHITETTURA MILITARE
6. ARCHITETTURA RURALE
7. ARCHITETTURA RUPESTRE

8. ARCHITETTURA FUNERARIA
9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
10. AREA ARCHEOLOGICA
11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 

Il Commissario Straordinario Dott. Guido Aprea, sin dall’insediamento della gestione commissariale, ha dovuto affrontare la difficile situazione di bilancio del Comune di Galatina, che ha reso necessario il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e la successiva approvazione del relativo piano, di durata decennale - contenente le misure individuate al fine di ripianare la situazione di squilibrio -, attualmente all’esame del Ministero dell’Interno e della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti.

Tra le misure previste, un ruolo fondamentale assume l’impegno al contenimento dei costi complessivi di gestione amministrativa, la lotta all’evasione fiscale ed il recupero delle entrate, e l’alienazione di parte del patrimonio immobiliare dell’ente, finalizzata alla riduzione del debito.

In questa direzione, è stato, preliminarmente, approvato il progetto di recupero funzionale dell’immobile, già destinato a sede di uffici giudiziari soppressi, preordinato al trasferimento di gran parte degli uffici comunali; nel contempo, è stato avviato il complesso iter tecnico-amministrativo per l’alienazione degli immobili già occupati da tali uffici (Palazzo Bardoscia, Palazzo Mandorino, Palazzo del Sedile), e di ulteriori beni oggetto di valorizzazione e inserimento negli elenchi del patrimonio disponibile alienabile, conformemente alle vigenti disposizioni normative.

Al fine di garantire che tale processo di risanamento possa costituire anche e soprattutto un’occasione di sviluppo dell’intero territorio, queste scelte sono state affiancate da una serie di iniziative di promozione delle attività in itinere, coinvolgendo soggetti pubblici e privati nella definizione di strategie di valorizzazione del contesto storico-culturale della città: una fra tante il tavolo tecnico tenutosi a Palazzo Orsini nel novembre scorso, alla presenza del Prefetto, dei rappresentanti di Regione, Provincia, Soprintendenza, Associazioni imprenditoriali, ecc.

Il bando per l’alienazione degli immobili comunali, recentemente pubblicato e con scadenza per la presentazione delle offerte prevista per il prossimo 10 marzo, si inserisce, pertanto, in una più complessa azione mirata al risanamento del bilancio comunale, unitamente alla riorganizzazione del servizio tributi e del sistema di riscossione degli stessi, oltre alla ridefinizione degli obiettivi strategici di sviluppo del territorio, in un’ottica di valorizzazione del patrimonio immobiliare, culturale, storico, di respiro ampio, con un’offerta formulata ad una potenziale domanda a livello nazionale e internazionale.

Ufficio Stampa

Comune di Galatina

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 04/01/2014 @ 22:59:02, in Presepe Vivente, linkato 1387 volte)

Sempre affascinante ritrovarsi in un posto così suggestivo. Dal 1593 questo luogo divenne “la masseria Colabaldi” perché un ricco commerciante toscano, il sig. Baldi Nicola  che viveva a Galatina, rimase anche lui affascinato da questa altura e dall’attiguo convento e chiesa di Santu Totaru che già esistevano, ancora prima dell'anno mille.  Chiesa e convento, devastati dai Turchi che saccheggiarono tutto il Salento, furono messi in vendita dalla chiesa di Noha che ne era la proprietaria, sicuramente fino al 1452. Furono così comprati  dal Signor Baldi che costruì la masseria.
Questa sera sono qui davanti a questo portale cinquecentesco. Dietro di me una folla enorme, tutta ordinata e paziente, al freddo, attende il suo turno per la visita al Presepe Vivente di Noha, quarta edizione.
Che ci sarà mai di straordinario che attira qui tanta gente?
Io sono accompagnato per la visita in questo spazio di fiabe dove per incanto la masseria è ritornata palpitante di vita. Il percorso comprende una visita all’interno dei locali che un tempo furono abitati anche da mia nonna, la mamma di mio papà, la nonna Nunziata o se vi piace la Sig.ra Annunziata Bianco che nel 1885 sposò mio nonno,  Francesco D’Acquarica.
In alcuni locali sono perfettamente ricostruiti gli ambienti domestici delle famiglie dell’antica Noha. Eccomi ora davanti al forno dove gusto la fragranza delle “pucce” appena sfornate: le memorie olfattive dell’infanzia si mescolano con le emozioni per le cose genuine. Ora mi incammino dentro l’abitazione ed eccomi come se una bacchetta magica mi avesse portato indietro nel tempo. Entrando, in un angolo scorgo una ragazzina che si esibisce  con il mortaio, lu stompu,  per pestare il frumento. Poi c'è lu scarparu che ancora aggiusta scarpe, più avanti una donna lavora ccu lu talaru, visito una cucina completamente attrezzata, lu cconza limbi, e in una stanza donne che lavorano e filano la lana come ai tempi di mia nonna. Più in là visito lu seggiaru che sta impagliando le sedie.
Ora la visita continua all’esterno. Persone e animali domestici ripropongono le scene delle famiglie di un tempo. Incontro oggetti, tradizioni rurali e artigianali del  nostro territorio, gli strumenti del lavoro contadino, le ceramiche, le terrecotte e  c’è anche chi crea personaggi con  la cartapesta.
Mi trovo davanti all’imboccatura di una cisterna. Sicuramente l’avrete notato anche voi. I solchi scavati  dalle catene dei secchi armeggiati qui per secoli, mi incantano. Mi fermo e immagino la fatica dei ragazzini delle famiglie che abitavano in masseria: qui venivano ad attingere acqua. Penso alla fatica e anche al rischio e al pericolo. Infatti nei registri antichi di Noha avevo letto che nel maggio 1736 alle ore 22 in circa che per noi significa verso le 17,  Giovanni Domenico passò disgraziatamente all'al­tra vita tirando acqua nella cisterna del Colabaldi, e spezzata la fune precipitò dentro, d'età sua d'anni sei in circa. Sì, avete letto bene, di anni sei. Che tristezza. Così è terminata la vita del nostro piccolo Giovanni Domenico: una disgrazia che oggi non riusciamo a capire.
Mi è piaciuta la ricostruzione della “throzza”. Mi auguro che l’esperienza continui. L’anno scorso vidi la ricostruzione della torre, quest’anno la “throzza”, un altr’anno forse vedrò la “casa rossa” , poi il Calvario, chissà… insomma è cosa ottima riproporre all’attenzione dei visitatori i nostri beni culturali, tanto ignorati, trascurati e poco apprezzati.
La mia visita ogni anno si conclude dove c’è la scena della santa Natività. Ogni anno provo le stesse emozioni. Gesù nasce di nuovo in questo luogo, stalla per gli animali per 420 anni, e prima ancora luogo sacro (la chiesetta di Santu Totaru) per più di sette secoli. Avete notato il pavimento? È ancora quello della chiesetta. E la struttura architettonica? È quella di una chiesetta bizantina. Forse voi non vi siete accorti perché non avete guardato in alto nel buio, ma nella volta a botte si apre un quadrato che dà luce all'interno: è il residuo del lucernario delle antiche chiese greche. Infine mi fermo ancora un attimo ad ammirare il portale dell’entrata del convento. Intravedo sulla parete  le impronte ormai cancellate degli affreschi di un santo monaco. Chissà quanti frati hanno vissuto qui, e quanti massari hanno faticato per noi.
Congratula­zioni per l'iniziativa e complimenti per il re­cupero di così tante e importanti memorie.
Grazie organizzatori del presepio vivente Natale 2013.
Grazie gente di Noha per la vostra partecipazione e collaborazione serena e sorridente.
Posso immaginare e capisco la fatica che ci sta dietro per realizzare una cosa così: iniziativa da variare perché non appaia ripetitiva, ma sicuramente da mantenere.

P. Francesco D’ Acquarica

 
Di Redazione (del 25/07/2017 @ 22:58:49, in Comunicato Stampa, linkato 204 volte)

Importante novità per la stagione sportiva 2017/2018. Acqua Minerale Maniva stringe il proprio legame con la Showy Boys Galatina. Maniva, in qualità di fornitore ufficiale, affiancherà la prima squadra bianco-verde negli incontri del campionato nazionale di I° Livello serie C e nelle sedute tecniche e lo stesso farà con le formazioni giovanili, sia nelle gare federali che negli allenamenti.

Il marchio Maniva, che ha già collaborato con realtà pallavolistiche quali Montichiari e Verona e calcistiche quali, solo per citarne alcune, Milan, Sampdoria, Genoa, Parma, Brescia e Verona, rafforza la sua presenza nel sud Italia e scende in campo con la Showy Boys, storico club di Galatina, per promuovere il progetto “Acqua e Sport”.

Orgoglio per le origini e la tradizione, trasparenza e correttezza della società sportiva, forte spirito di  squadra, sana e leale competizione, sono alcuni dei valori che meglio identificano la Showy Boys. In essa si incarnano gli stessi valori di cui deve farsi portatore lo sport per essere maestro di vita e accompagnare la crescita psico-fisica dei giovani atleti. Valori che vengono rappresentati dall’identità aziendale di Maniva che da gruppo di rilievo nazionale nel proprio mercato di riferimento punta sulle persone e sulle loro doti gestionali e commerciali. Obiettivo di questa collaborazione è diffondere uno stile di vita sano, pulito e veicolare il messaggio attraverso la pratico della disciplina sportiva della pallavolo.

La scelta di Maniva di sponsorizzare la Showy Boys assume uno specifico valore se si considera che l’acqua è un elemento essenziale nell’alimentazione di un atleta e che, grazie alle sue caratteristiche di prodotto, l’acqua Maniva ben si adatta alle esigenze di chi pratica attività sportiva. In particolare, grazie al suo pH alcalino, agevola l'eliminazione dell'acido lattico prodotto dal nostro corpo durante l'attività fisica e agevolandone i tempi di recupero.

“Siamo orgogliosi di aver stretto questo accordo di sponsorizzazione – dichiarano dalla Showy Boys - ringraziamo l’azienda per aver dimostrato grande attenzione nei confronti della nostra società sportiva e per aver condiviso progetto e valori”. Dalla sede centrale arriva la risposta di Maniva Spa: “questa collaborazione rafforza il binomio tra lo sport, la pallavolo in questo caso, e l’azienda da sempre impegnata a sostenere e diffondere a tutti i livelli e in molte discipline i principi di uno stile di vita sano ed equilibrato. La partnership con la Showy Boys ci porta in Puglia, nel Salento, per una sinergia importante e una forte promozione sul territorio del nostro progetto e dei nostri valori condivisi con la società galatinese”.

www.showyboys.com

 
Di Redazione (del 12/10/2016 @ 22:58:20, in Comunicato Stampa, linkato 606 volte)

Nell’ambito del Servizio Civile Nazionale, il Comune di Galatina ha predisposto due nuovi progetti, con i criteri aggiuntivi fissati dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 1230 del 2 agosto 2016, da presentare presso la Regione Puglia entro il termine di scadenza fissato per il prossimo 17 ottobre, per la successiva fase di valutazione ed eventuale approvazione.

Una nuova opportunità che l’Ente mette a disposizione dei giovani tra i 18 e i 28 anni che, mossi da uno spirito solidaristico, scelgono di dedicare un anno della loro vita ad un’esperienza di coesione sociale e dunque a  favore della comunità, impegnandosi quotidianamente in attività e settori diversificati. 

I progetti presentati dagli Enti iscritti agli Albi Regionali sono finanziati dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, con risorse relative all’anno 2017.

Il Comune di Galatina ha predisposto ed approvato per l’invio ai fini della valutazione i seguenti progetti che coinvolgeranno nr. 8 volontari:

Progetto Biblioteca (nr. 4 volontari), mira ad un triplice e ambizioso obiettivo: conferire valore sociale alla lettura, allargare le base dei lettori, piccoli e grandi, aprendosi alla popolazione straniera, e costituirsi come strumento per l’integrazione sociale degli immigrati presenti sul territorio.

Progetto Ambiente (nr. 4 volontari), ha lo scopo di confermare le buone pratiche adottate con la politica ambientale portata avanti nel corso degli ultimi anni e capace di trasmettere spunti di conoscenza, al fine di disegnare percorsi partecipati e condivisi tra le componenti scolastiche, sociale e decisionali del territorio.

Con riferimento ai criteri aggiuntivi l’Ente ha previsto la co-realizzazione della formazione generale, in seguito alla eventuale approvazione dei suindicati progetti, insieme al Comune di Cutrofiano anch’esso impegnato nella predisposizione di una proposta progettuale.

Per i progetti presentati nell’anno 2015 e approvati dalla Commissione Regionale (per un totale di 12 unità) e per i quali si è proceduto ad acquisire le relative domande di ammissione alle procedure di selezione, si comunica che a breve, e con apposito avviso sul sito dell’Ente, saranno convocati i giovani ammessi a partecipare.

CITTA’ DI GALATINA - UFFICIO STAMPA 

 

Il Centro d’ascolto DNAdonna e il Centro Antiviolenza Malala Yousafzai dell’Ambito Territoriale Sociale di Galatina organizzano: One Billion Rising 2016 Galatina, flash mob.

Le Nazioni Unite stimano che, nel mondo, 1 donna su 3 sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa oltre 1 miliardo di donne e bambine.
Per chiedere di porre fine a questa violenza, la scrittrice statunitense Eve Ensler, fondatrice del movimento V-Day (movimento mondiale per la raccolta di fondi a favore delle donne vittime di maltrattamenti e violenze), ha ideato la campagna One Billion Rising dando vita, il 14 febbraio 2013, alla più grande manifestazione di massa nella storia dell’umanità: oltre 10.000 eventi in tutto il mondo, seguiti dai maggiori canali di informazione.
Attraverso il ballo, si dà voce ad una protesta creativa e non violenta, per rompere il silenzio e le catene.
Il flash mob avrà luogo anche a Galatina, in piazza San Pietro, domenica 14 febbraio alle ore 11.00. Nella piazza confluiranno due gruppi: quello delle donne (che muoverà dal Centro Antiviolenza Malala Yousafzai dell’Ambito Territoriale Sociale di Galatina) e quello delle e degli studenti (che si ritroveranno nello spazio antistante la Biblioteca Pietro Siciliani). Alla guida dei cortei, alcuni musicisti.
Ad attenderli in piazza, le Istituzioni aderenti alla manifestazione: la Regione, con l’Assessore al Welfare Salvatore Negro, la Provincia di Lecce, con la Consigliera di Parità Filomena D’Antini Solero, il Comune di Galatina con l’Assessore alle Politiche Sociali Daniela Vantaggiato, i Sindaci dei Comuni dell’ATS di Galatina, i Servizi dell’ATS di Galatina, l’ASP Istituto Immacolata, il Progetto S.P.R.A.R./ARCI Lecce e tutte le Associazioni partner del territorio.

Accanto ad essi, ci sarà il gruppo delle persone disabili che parteciperanno al flash mob nell’ottica della maggiore inclusione.

La regia del flash mob sarà curata da Chiara Dollorenzo, ballerina e coreografa di danza classica, contemporanea e di Community dance.
I gruppi saranno disposti in pattern nell’aera della piazza e balleranno sulle note di Break The Chain assieme agli astanti e agli intervenuti che vorranno partecipare.
Il tema della Rivoluzione, nel 2016, si focalizza sulle donne emarginate, sul dramma delle migranti, delle profughe, in particolare sulle donne e sulle bambine costrette a subire violenze in quel viaggio disperato, intrapreso per salvare la propria vita.

Questa giornata è dedicata,dunque, alla memoria di Nasra, la donna somala ritrovata morta pochi giorni fa sulla costa salentina. Cercava una vita migliore.

Attraverso il linguaggio universale della danza e per mezzo della libera espressione di corpi che occupano uno spazio pubblico in maniera gioiosa, inclusiva e partecipata, vogliamo sollecitare le coscienze ad ampliare il concetto di amore, a declinarlo in tutte forme di relazione sociale, a creare un nuovo paradigma di comunità in cui violenza ed esclusione non siano più contemplate.

Il CAV Malala - ATS Galatina.
La Coordinatrice dott.ssa Paola Gabrieli.

 
Di Antonio Mellone (del 06/03/2014 @ 22:56:32, in Compostaggio, linkato 2165 volte)

Leggendo i comunicati stampa stilati dalla Roberta sul tema del compostaggio, il primo dubbio che salta in mente è: ma questa ci è o ci fa? E considerato che i suoi compagni di merende a palazzo Orsini non battono ciglio (e a dire il vero nemmeno i membri mosci della sedicente opposizione) possiamo qui tranquillamente chiederci, includendoli tutti insieme appassionatamente: ma questi ci sono o ci fanno?

*

In uno dei suoi interventi così scrive la vice-sindachessa sui siti di Galatina e dintorni: “Come annunciato [dalla stessa infallibile papessa, ndr.] il Comune di Galatina ha formalizzato la sua candidatura ad esser sede di un impianto di compostaggio, con lettera del 15.2.2014 inviata al Presidente dell'ATO Lecce, dott. Paolo Perrone [toh guarda, chi non muore si rivede: uno dei più illustri esponenti della famiglia proprietaria della Pantacom srl, quando uno dice il caso]. Con tale comunicazione il Comune [per favore, la prossima volta, dopo la parola Comune aggiungete l’espressione “tranne uno: Antonio Mellone”, che a questo punto sta seriamente pensando di cancellarsi dall’anagrafe cittadina, ndr.],  ha espresso, in linea con quanto previsto nel Piano Regionale dei Rifiuti, la volontà di realizzare sul proprio territorio un impianto di compostaggio integrato, che comprenda cioè sia la fase anaerobica che quella aerobica” [ma sì, mettiamo tutto insieme, non facciamoci mancare nulla, se è festa è festa per tutti, ndr.].

*

Poi uno per farsi un’opinione prova a leggere “il Quotidiano di Lecce”, e si mette l’anima in pace. E sì, perché il lettore, poveretto, in quell’accozzaglia di carta, almeno nella pagina in cui si parla di Galatina, cosa ti trova? Ma ovviamente il riporto del comunicato-stampa della Roberta (con la sua bella foto sorridente - sempre quella) già apparso sui suddetti siti internet. Sì, signora mia, qui pare funzioni così: il giornalista-pubblicista-nostrano, anziché fare il cane da guardia dell’informazione (come richiesto dai manuali), sembra scodinzolare a destra e a manca come un qualsiasi cane da passeggio o da riporto. Con un bel copia-incolla, un po’ di virgolette e qualche frase a casaccio – e, già che c’è, allegando pure l’asserzione di qualche politico della sedicente oppositore - ti confeziona in quattro e quattro otto un bell’articolo-sandwich, pronto per l’uso promiscuo.

Peccato che il malcapitato lettore (ma certe volte uno se le cerca: ma cambi quotidiano, no?) scorrendo quelle locuzioni non ci capisca una beneamata mazza, e soprattutto non sia spinto a chiedersi se tra le righe dei comunicati di volta in volta scodellati urbi et orbi si nasconda qualcosa d’altro, come, per esempio, delle incommensurabili stupidaggini. Ma sai, ci sono giornalisti e “giornalisti”: i primi, senza virgolette, sempre più rari, di inchiesta; gli altri, con le virgolette, da siesta.

*

Ma se uno si studia ben bene le carte (diciamo che lo dovrebbe fare ogni cittadino degno di questa carica), si documenta, chiede informazioni agli amici, magari tra i ricercatori universitari (nelle facoltà di Chimica, di Agraria, di Ingegneria, per dire), oppure effettua delle ricerche un po’ più oculate in internet, capisce che qui c’è qualcosa che non quadra, e che soprattutto c’è poco da scherzare.

*

Intanto diciamo che il sistema aerobico e quello anaerobico - per il trattamento della frazione dell’umido dei rifiuti da trasformare eventualmente in fertilizzante - sono due cose diametralmente opposte [ma la Roberta vorrebbe farle tutte e due contemporaneamente, integrandole, ndr].

L’aerobico degrada la sostanza organica in modo, diciamo così, naturale, senza produrre gas combustibili. Questo sistema, se utilizza sostanza organica derivante da raccolta differenziata spinta, fatta per bene, produce fertilizzante ottimo per l’agricoltura, sotto forma di compost di qualità. Ma per questa roba non ci sarebbe il bisogno di creare un mega-impianto da 30.000 tonnellate. Solo i pazzi o i criminali auspicherebbero una cosa del genere [quindi si farà certamente qui da noi, ndr.]. Nei paesi dell’Europa del Nord, per dire, si usa compostare la materia organica a livello micro, di quartiere o al più di comune, e non macro con la creazione di ecomostri inutili, dannosi e costosi, come quello che si vorrebbe impiantare in chissà quale area del Comune di Galatina.

L’anaerobico, invece, agisce per lo più a caldo (azionando delle pompe di calore), e produce metano ed altri gas di scarico (dai quali i nostri amministratori, attraverso cogeneratori, pensano di ottenere energia termica, elettrica e soprattutto “pulita” – come se qui in Puglia non producessimo già quattro volte tanto l’energia di cui necessitiamo, con tutte le centrali elettriche che ci circondano: dal fotovoltaico all’eolico, senza considerare Cerano e compagnia bella. Volete scommettere sul fatto che questi per convincerci ci racconteranno pure la favola della riduzione del costo della bolletta energetica?). E poi con l’anaerobico bisogna per forza ragionare in termini di 30.000 tonnellate di rifiuti. Se fosse inferiore questo tonnellaggio il marchingegno rischierebbe di incepparsi.

Ma l’anaerobico, oltre ai gas, produce anche “percolato” (vocabolo derivante da per-colare, è intuitivo), una porcheria liquida che inquina il suolo e la falda acquifera per molti moltissimi anni.

Ma i danni non finiscono mica qui: il rifiuto esausto dell’anaerobico, poi, si fa finta di “stabilizzarlo” con l’aria (con successivo processo aerobico) al fine di ottenere un prodotto che in maniera truffaldina viene ancora una volta definito “compost”, ma che invece è una roba di infima qualità, o comunque di gran lunga inferiore al compost aerobico. Il più delle volte gli scarti di questo tipo di “compostaggio” sono dei nuovi rifiuti da portare ancora una volta – indovina dove? - in discarica. Si tratta di un materiale che se si utilizzasse nelle campagne provocherebbe la contaminazione del terreno e quindi delle piante, in saecula saeculorum.

*

Nei prossimi giorni torneremo in argomento: ci sono ancora un sacco di chicche da approfondire e raccontare a chi vuol intendere (agli altri è inutile ca li fischi). E non siamo che all’inizio di questa via crucis.

*

Ebbene sì, gli esponenti dell’amministrazione Montagna devono sudarselo per davvero questo Oscar per il loro nuovo film dal titolo: “La grande monnezza”.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 22/05/2012 @ 22:56:14, in I Beni Culturali, linkato 1424 volte)
I Beni Culturali di Noha resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
icon6. ARCHITETTURA RURALE
icon7. ARCHITETTURA RUPESTRE
icon8. ARCHITETTURA FUNERARIA
icon9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
icon10. AREA ARCHEOLOGICA
icon11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 
Di Redazione (del 27/02/2014 @ 22:51:36, in Comunicato Stampa, linkato 1217 volte)
Il nuovo Coordinamento di Sinistra Ecologia Libertà Galatina, insediatosi da poco più di una settimana, è da subito a lavoro per la stesura di una nuova agenda politica che guardi a Galatina come a città del futuro, che possa prima di tutto essere città di cultura.
«La mia storia» dice Francesco Luceri (Coordinatore cittadino) «come sa bene chi in questi anni ha seguito le mie vicende personali, è un costante e pubblico impegno per la cultura e il recupero del patrimonio culturale e artistico della nostra terra. In Italia occorrono nuove idee che non solo sappiano guardare alle potenzialità anche economiche della cultura, ma che sappiano soprattutto realizzarle. I giovani di oggi, la generazione NEET, non è fatta ‒ come insinuano ‒ di giocatori di console multiplayer, troppo schizzinosi e poco inclini al lavoro. Sono una risorsa attenta e preparata. I giovani di oggi, molti galatinesi miei coetanei, hanno voglia di lavorare per costruire qualcosa di duraturo e stabile, il proprio progetto di vita. Gli eredi di imperi economico-commerciali devono smettere di parlare per noi e prendere atto della fortuita combinazione di eventi che li ha affetti di snobismo umano. Cosa chiediamo veramente noi giovani di oggi? Soltanto l’opportunità di conquistare e costruire il nostro futuro, senza sconti e favoritismi. E, nell’ombra, noi giovani lavoriamo già duramente, senza pretese, in silenzio, lottando contro le inquietudini dell’incertezza del futuro. Lavoriamo sempre più spesso come volontari, in nome di curriculum che verranno gettati poi nel cestino dalla maggior parte dei datori di lavoro. La disoccupazione giovanile è alle stelle, ma preparazione personale e risorse del territorio possono essere la soluzione. Questa battaglia mi appartiene, la condivido con i compagni del circolo, e tutti noi vogliamo che sia avvertita come propria anche dai nostri concittadini». È per questo motivo che il circolo SEL Galatina invita quanti abbiano l’apertura mentale di capire che non tutti coloro che decidono di lottare per un ideale politico fanno parte della casta a sostenerlo con idee e progetti. «La politica è sacrificio al servizio del bene comune. È questo che mi ha spinto a guardare a SEL come al nuovo ed è per questo che il nostro circolo è costituito da persone giovani. La buona politica non deve lavorare solo nel periodo pre-elettorale, ma anche nel quinquennio precedente. Questo è il nostro impegno. E, in questa nostra idea, invitiamo la cittadinanza a cercarci: non chiederemo di schierarsi a nostro favore in alcun modo (né con tessere, né in altro modo), ma di presentarci istanze che integrino le nostre e ci diano la forza necessaria di lottare per il bene di tutta la comunità», conclude Luceri. Il circolo SEL Galatina, organizzato in Commissioni e gruppi lavoro, porterà avanti progetti di Politiche sociali e pari opportunità (non soltanto per questioni di genere, ma per i diritti umani), Ambiente e salute, Cultura e turismo ed è aperto a collaborazioni e richieste di simpatizzanti e cittadini che siano semplicemente attenti alla propria città e vogliano partecipare alla sua crescita collettiva. «Troverete in noi un orecchio attento e un gruppo di persone valide e motivate. Per questo motivo invitiamo a contattarci, scrivendo a selgalatinascolta@gmail.com o recandosi alla nostra sede in via Filippo Turati, n. 18 ogni martedì dalle 18.00 alle 20.00 e a seguire il nostro blog wordpress selincantiere per essere sempre aggiornati sulle nostre iniziative e sulle istanze cittadine presentate e prese in carico. Inoltre, professionisti ed esperti del nostro team saranno a disposizione per consulenze e informazioni di vario genere. Lavoreremo in trasparenza, rispondendo a tutte le richieste e motivando sempre e in ogni caso gli esiti della valutazione delle istanze», conclude Luceri, annunciando così la nascita dell’iniziativa del circolo SEL Galatina Ascolta.

 

Ufficio stampa

Sinistra Ecologia Libertà Galatina
 
Di Albino Campa (del 16/05/2012 @ 22:51:16, in Piedibus, linkato 1900 volte)

In fase sperimentale, da mercoledì 23 maggio 2012, a Noha, si va a scuola a piedi e si prende il Piedibus.
Alle 7.55 dalla Trozza e alle 8.00 da via Bellini angolo via D’Annunzio, due file di alunni, guidate dagli accompagnatori, si snoderanno tra le vie del paese sino a raggiungere la scuola
e poi, alle 13.22 s’incammineranno per riportare tutti a casa!
Si parte, però da lontano: l’Assessorato alla Mobilità della Regione Puglia, all’inizio dello scorso anno, bandisce il concorso “Cicloattivi@Scuola 2011” al fine di promuovere lo sviluppo di pratiche di mobilità sicura e sostenibile. L’Istituto Comprensivo Polo 2 di Galatina vi partecipa con il progetto “Leggere Passi Leggeri. Il piedibus di Noha” e lo vince, con altre 49 scuole pugliesi.
In questo anno scolastico si sono avuti diversi incontri per realizzare le prime fasi del progetto con la partecipazione delle istituzioni locali e di diverse associazioni: “Città Fertile” di Galatina, “Le Sentinelle” di Noha, i “Presidi del Libro”, la Parrocchia San Michele Arcangelo di Noha, il Comando dei Vigili Urbani e il Comune di Galatina, la Biblioteca Giona – Presidio del libro di Noha e naturalmente con l’indispensabile collaborazione di alunni e genitori delle classi coinvolte.  
Stabilite due linee casa - scuola – casa, nel Laboratorio dei Segni e dei Segnali i ragazzi hanno realizzato i disegni da utilizzare nei cartelli che contrassegnano i Capolinea, le fermate,
le Case – Amiche. I due percorsi, Linea A- Azzurra e Linea B – verde, sono inoltre segnalati sui marciapiedi da impronte di “piedi” azzurre e verdi.  Realizzarle è stato proprio divertente!
Ed ora, nel periodo climatico più favorevole a sperimentare la passeggiata mattutina e quella
di pre-pranzo, la prima per meglio affrontare l’impegno scolastico di fine anno, la seconda per stuzzicare l’appetito quel tantino più del solito, il Piedibus di Noha parte!
Il Progetto è però più ampio e articolato e prevede numerose altre iniziative partecipate sul territorio, di cui, naturalmente, vi terremo  informati.    “Buon Piedibus a tutti!”.

lo staff del Piedibus di Noha

 
Di Albino Campa (del 27/05/2012 @ 22:51:12, in Comunicato Stampa, linkato 1595 volte)

L’Ass. “Galatina, Arte, Storia e Cultura”, presenta il progetto “Galatina, Estate e Cultura”, con l’intento di offrire un vasto ventaglio di eventi e nutrimento emotivo nel territorio, coniugando divertimento, arte e cultura e alta culinaria. I responsabili del progetto, Daniela Bardoscia, Silvia Cipolla e Francesco Luceri, lavorano ininterrottamente alla programmazione degli eventi, che avranno luogo nella sede di Palazzo Baldi.

La prima proposta riguarda i più piccoli, si tratta infatti di un insieme di laboratori artistici ludico-didattici, intitolato “MaestrARTE e i tesori di Galatina”: attraverso il gioco, l’Arte guiderà i bambini (dai 6 agli 11 anni), alla scoperta della storia locale e dei beni comuni.

Si potrà scegliere di iscrivere i propri figli anche a singoli laboratori (che avranno luogo ogni lunedì, martedì, mercoledì). Le tecniche applicate, infatti, saranno diverse: pittura con acquerello, cartapesta, argilla (sotto la preziosa guida di Sara De Matteis), teatro dei burattini (che sarà costruito proprio dai piccoli partecipanti) e cineforum. Nonostante la possibilità di scegliere i singoli incontri cui partecipare, i responsabili consigliano l’intero percorso che guiderà i bambini dall’antichità ai nostri giorni: conosceranno i Messapi e, via via, personaggi e monumenti che hanno segnato la fortuna della città galatinese.

Il 30 maggio i responsabili saranno disponibili, per l’intero arco della giornata, nella sede di Palazzo Baldi, in Corte Umberto, n. 2, a Galatina, per incontrare i genitori interessati, dare in visione il calendario dei laboratori, raccogliere il parere degli interessati e offrire tutte le informazioni utili sull’argomento.

 

Per info:

E-mail: galatina.estateecultura@gmail.com

Tel:. 3297669635; 3881197170. 3206932342

 

 

 

 

 
Di Redazione (del 11/02/2016 @ 22:51:09, in Comunicato Stampa, linkato 581 volte)

L’amministrazione Montagna nella seduta del 09 febbraio ha approvato una delibera con la quale autorizza in via generale, la celebrazione di Matrimoni di Rito Civile, anche al di fuori della Casa comunale e del normale orario di servizio stabilito dall’amministrazione Comunale, in locali/spazi di proprietà privata che siano concessi nella “disponibilità giuridica del Comune”.

L’assessore alle attività produttive Avv. Patrizia Sabella, commenta “l’amministrazione comunale, in risposta all’evoluzione dei costumi e della società, ha ritenuto opportuno accogliere le esigenze dei nubendi di celebrare il proprio matrimonio di rito civile, anche fuori dalla Casa Comunale,  presso strutture ricettive ed immobili privati aperti al pubblico  ubicati nel territorio comunale, ed in particolare in luoghi di rilevanza storica, culturale, ambientale, ovvero turistica. L’istituzione di uno o più separati Uffici dello Stato Civile presso locali di proprietà privata, che siano posti nella “disponibilità giuridica del Comune”, comporterà per l’operatore che deciderà di celebrare il  matrimonio di rito civile presso la propria struttura, l’impegno a promuovere turisticamente il Comune di Galatina

A tal fine l’A.C. ha approvato un avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse, per l’individuazione di uno o più locali/spazi presso le strutture ricettive ed immobili privati aperti al pubblico, da destinare alla celebrazione di matrimoni civili, che verrà pubblicato sul sito internet del Comune di Galatina.

Pertanto, - conclude l’assessore Patrizia Sabella – invito gli operatori interessati, previa sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa di legge e da ultimo dettagliati dall’Adunanza della I sez. del Consiglio di Stato con parere 196 del 22.01.2014, a presentare la propria candidatura”.

 

I lavori per l'allargamento della strada statale 16, la Maglie-Otranto, sono partiti. Da oggi sulla strada all'altezza di Giudignano le ruspe del gruppo Palumbo sono al lavoro.
Sui social network i cittadini ed i gruppi ambientalisti gridano allo scempio ambientale e "postano" sulla bacheche messaggi di allarme.


Ecco che cosa si legge sulla pagina facebook del Forum Ambiente & Salute:
"Proprio in queste ore si è dato inizio al massacro del bellissimo territorio di Giurdignano capitale europea del megalitismo preistorico.
Poderosi buldozer e abominevoli ruspe stanno scempiando la preziosa Terra d'Otranto per mortificarla con la costruzione di una malsana e faraonica strada tanto dannosa quanto inutile ai cittadini e fortemente ispirata da mire speculative !!!
Si fa appello a magistratura ed inquirenti per fermare questo ennesimo catastrofico scempio a danno di importantissimi patrimoni pubblici che, a quanto è dato sapere, si sta perpetrando disattendendo le puntuali prescrizioni di ben 2 Ministeri (Ambiente e Beni culturali), e in assenza di una valutazione per una più che necessaria accortezza a tutela paesaggistica e storico-archeologica
".

I lavori in corso sono quelli relativi all'appalto da 55 milioni di euro, un progetto fermo da tre anni. Proprio questo blocco ha messo in difficoltà i 300 operai della società del gruppo Palumbo, che ha vinto la gara per l'allargamento, oggi in cassa integrazione ed a rischio mobilità.
Il dubbio sollevato è però sull'effettiva necessità di tale allargamento che riguarda un tratto brevissimo di strada, appena 12 kilometri. Da allargare per andare più veloci.
Ma la zona è molto ricca dal punto di vista ambientale ed archeologico.
Solo nell'aprile scorso è stata scoperta una cripta paleocristiana; le testimonianze megalitiche e preistoriche sono tante.
La questione non è semplice. A complicarla ulteriormente la necessità di espiantare ben 8mila ulivi secolari. Negli scorsi mesi è partita on line una petizione per adottarli in quanto solo 1.500 era stata avanzata ufficiale richiesta di adozione da parte dei Comuni limitrofi. Ma anche in questo caso le mancanze o la carenza di notizie ha confuso le carte in tavola. Perché il reimpianto degli 8mila ulivi è un obbligo dell'Anas, che deve farlo a sue spese, così come indicato dal Ministero nella prescrizione contenuta nel decreto di Via del progetto.

fonte: iltaccoditalia

 
Di Albino Campa (del 05/04/2012 @ 22:48:03, in Comunicato Stampa, linkato 3291 volte)

Ill.ma Dott.ssa PIRRERA

Nel mese di Maggio si terranno, come è noto, le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del Sindaco della città di Galatina. Per tale circostanza, come recita l’art. 9 4°comma legge 270/2005: “tra il venticinquesimo e il ventesimo giorno antecedenti la data stabilita per la votazione, la Commissione Elettorale Comunale di cui all'articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, in pubblica adunanza, preannunziata due giorni prima con manifesto affisso nell'albo pretorio del Comune, alla presenza dei rappresentanti di lista della prima sezione del Comune, se designati, procede alla nomina degli scrutatori, per ogni sezione elettorale del Comune, scegliendoli tra i nominativi compresi nell'albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente.”

La legge, pertanto, si limita ad attribuire un compito (la nomina), ad un soggetto (la Commissione Elettorale Comunale) in un ambito (l’albo scrutatori), attraverso un metodo (la scelta), non individuando, né escludendo alcun criterio da utilizzare per operare tale scelta. Cosicché, criterio o criteri di scelta, sono lasciati alla competenza della Commissione medesima, che opererà in ragione di proprie valutazioni di opportunità.

La nostra associazione, sempre presente ed attenta ai problemi del territorio e dei suoi cittadini, ha avuto modo di constatare  quale senso d’irritazione e di scontento si è diffuso nella pubblica opinione rispetto al procedimento con il quale sono selezionati gli scrutatori, in occasione delle consultazioni elettorali.

La modalità con la quale si scelgono suddette figure crea uno strascico di palesi giudizi che vanno a conferire su argomenti quali lottizzazione e spartizione.

L’associazione CITTA’NOSTRA, nella figura del suo Presidente, con la presente chiede alla S.V. Ill.ma di poter  rivedere e meglio disciplinare,  fermo restando la legittimità, sul piano giuridico, delle scelte fatte fino ad oggi, il metodo relativo alla SCELTA nel procedimento per la nomina degli scrutatori nelle prossime  consultazioni elettorali. Tutto ciò  al fine di garantire le legittime aspettative di tutti i cittadini iscritti all’albo comunale degli scrutatori oltre che maggiore trasparenza della Pubblica Amministrazione.

L’associazione, ascoltati molti cittadini, chiede che il criterio da adottarsi per la scelta degli scrutatori  debba essere quello del  SORTEGGIO in seduta pubblica.

 L’adozione del sorteggio in seduta pubblica,  consentirebbe di dare la pari opportunità a tutti, nella trasparenza e nella legalità sottraendo agli addetti ai lavori il potere discrezionale della segnalazione e restituirebbe a tutti gli aspiranti scrutatori la libertà, interrompendo così la sequenza perversa bisogno –potere - dipendenza. Con il sorteggio, cioè, nessuno sarà debitore, né dovrà ringraziare chicchessia, perché la nomina o la esclusione avverrà in modo del tutto casuale e oggettivo. 

Inoltre si eviterebbe di far diminuire il divario di sfiducia tra cittadino ed istituzioni e si potrebbero ricreare condizioni e premesse per riconvertire in un senso di “fiducia” e di “appartenenza”, l’attuale diffuso e generalizzato disinteresse che la pubblica opinione nutre nelle istituzioni.

I cittadini di Galatina, nella maggioranza,  credono molto in questo cambio di tendenza perché fortemente consapevoli che l’unica strada da seguire è quella della LEGALITA’, alle istituzioni il compito di inviare segnali positivi; il sorteggio casuale per la nomina degli scrutatori è un criterio oggettivo, trasparente ed imparziale, risulta essere l’unico in grado di evitare situazioni di disparità (pari opportunità tra uomini e donne) o di vero e proprio favoritismo.

Consapevoli e sicuri di un Vostro concreto e fattivo intervento in tal senso Le porgiamo cordiali e distinti saluti.

 Galatina, 5 Aprile 2012 

 

La dott.essa Pirrera risponde alla lettera di Città Nostra
Anche a seguito delle notizie riportate dagli organi di stampa e all’appello rivolta dall’Associazione Città nostra in ordine alle segnalazioni pervenute da parte della cittadinanza sulla nomina degli scrutatori in vista delle prossime elezioni amministrative di maggio, il Commissario Straordinario del Comune di Galatina, dr.ssa Matilde Pirrera, ha incontrato in mattinata i componenti della Commissione elettorale comunale.
Il Commissario Straordinario ha rappresentato ai presenti (Peppino Spoti e Federica Franco) che, fermo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di nomina diretta, da parte di ciascun componente, degli scrutatori, il Ministero dell’Interno ha in più occasioni precisato che altrettanto legittima è l’eventuale scelta della Commissione di procedere ad un sorteggio preventivo, finalizzato alla successiva unanime designazione dei nominativi sorteggiati. Tuttavia siffatta possibilità necessita della unanime decisione in tal senso da parte di tutti i componenti, e pertanto, sul punto il Commissario ha sollecitato i presenti a valutare l’opportunità di adottare all’unanimità il criterio del sorteggio.
In merito i componenti presenti, pur manifestando l’intendimento di procedere alla scelta nominativa degli scrutatori, si sono riservati di meglio valutare la proposta avanzata dal Commissario Pirrera e di comunicarne gli esiti in sede di riunione della Commissione appositamente convocata per il 13 aprile p.v.
La dr.ssa Pirrera, da parte sua, ha preannunciato che, nell’ipotesi in cui non dovesse addivenirsi ad una decisione unanime in merito, gli scrutatori di individuazione commissariale saranno scelti ricorrendo al metodo del sorteggio.

 
Di Redazione (del 21/09/2013 @ 22:47:45, in Comunicato Stampa, linkato 1265 volte)

Il Circolo del PRC di Galatina è pienamente convinto che il territorio debba avere tutta la consapevolezza possibile in riferimento al progetto centro commerciale Pantacom in località Cascioni a Collemeto. Una consapevolezza che vogliamo emerga attraverso un incontro aperto, necessario per un insediamento così impattante.

Crediamo sia fondamentale creare un clima di confronto sereno che possa far conoscere nei dettagli l'iniziativa imprenditoriale. Questa coalizione in campagna elettorale ha mosso i primi passi su valori importanti, impegnativi. Oggi la strumentalizzazione e la critica per partito preso sono le sole, povere e misere armi di questa politica degradante. Vogliamo quindi rendere tangibili i valori di trasparenza attraverso incontri partecipati e condivisi e spazzare via questa visione politica ormai obsoleta e da sempre sbagliata.

Chiediamo quindi una mobilitazione del territorio all'organizzazione ed alla partecipazione a tale incontro che si svolgerà lunedì 23 settembre alle ore 19.00 in Piazza Alighieri. Nel caso di pioggia l'incontro si svolgerà nel Palazzo della Cultura.

Invitiamo inoltre il Sindaco Montagna e tutta l'Amministrazione, Cittadini, Associazioni dei Commercianti e le Associazioni del territorio. Invitiamo inoltre i soci della Pantacom s.r.l., in particolare il socio di maggioranza, il Dott. Paolo Perrone, attuale Sindaco della Città di Lecce. Riteniamo che sia una presenza dovuta e necessaria per creare un contatto, un confronto aperto fra l'imprenditore e il territorio al quale si affaccia. Il Dott. Perrone sarà anche una testimonianza importante perché in questi anni, da politico, ha visto trasformarsi l'hinterland leccese a causa dei vari insediamenti commerciali nella zona. Cogliamo l'occasione di invitare al dibattito il Consigliere Regionale Antonio Galati a garanzia che il procedimento venga seguito con la massima attenzione e trasparenza anche in sede regionale.

Interverranno come relatori il Dott. Agronomo Bruno “Presidente ADAF”, il Dott. Sanghez “Regionale Confesercenti,” Il Dott. Chiarelli “Regionale Confcommercio”, Ivano Gioffreda “Spazi Popolari” ed il Consigliere Comunale Antonio Congedo.

Il Segretario
Apollonio Tundo
 

NO TAV: SIAMO TUTTI VALSUSINI
Carissime sorelle e fratelli della Valsusa,
come segno di solidarietà con la vostra lotta in difesa del vostro territorio e del vostro futuro, da oggi la bandiera NO-TAV sarà esposta nella nostra chiesa parrocchiale; ci ricorderà continuamente quello che sta avvenendo in Val di Susa: da una parte la grande voglia di democrazia e partecipazione da parte vostra, nei confronti di un progetto che a detta di molti esperti è dispendioso, dannoso e inutile; e, dall’altra, l’ottusità delle Istituzioni che, a volte in buona fede, spesso per pregiudizio, ripicca, interesse o calcolo, vogliono imporvi la Tav.
Penso che un territorio appartenga soprattutto a chi lo abita e nessuno, nemmeno i rappresentanti dello Stato, possono arrogarsi il diritto di decidere, da soli, per quel territorio, senza consultare, discutere e ascoltare chi in quel territorio ci vive.
E ancora più assurdo e pericoloso che alcuni esponenti della politica nazionale dicano che, a questo punto, non si può far vincere chi manifesta, altrimenti si creerebbe un rischioso precedente! Cioè, si va avanti nella realizzazione del progetto, anche se si ha torto, per ripicca, perchè lo Stato non può perdere. Penso che sia vero esattamente il contrario: uno Stato non perde affatto quando, ascoltando i propri cittadini, ha il coraggio di cambiare idea. In fondo sono i cittadini i sovrani del nostro Paese, non i partiti - quando non fanno gli interessi dei cittadini - nè i potentati economici, nè le solite grandi imprese che pur di guadagnare asfalterebbero tutta la Valle Padana, trasformerebbero il Colosseo in uno stadio di calcio, cementificherebbero lo Stretto di Messina.
La bandiera NO-TAV in chiesa, ci ricorderà che dobbiamo pregare per voi e impegnarci insieme per pretendere che il Presidente del Consiglio Monti, passato repentinamente e pericolosamente dalla sobrietà alla durezza nelle decisioni, visto che non è stato eletto democraticamente dai cittadini, non cominci a provare gusto a decidere da solo, o consultandosi esclusivamente con chi è d’accordo con lui: non oso pensarci, ma sarebbe l’anticamera di una moderna tirannia!
Spero e prego che si ritorni al buon senso: si sospendano i lavori e le manifestazioni, e si istituisca un vero tavolo di confronto, attorno al quale nessuno parta con pregiudizi, imposizioni e decisioni già prese, ma tutti siano disposti anche a cambiare totalmente idea, se le ragioni dell’altro sono convincenti.
Un fraterno abbraccio a tutti.
Il Signore benedica la Valsusa
don Vitaliano

 
Di Albino Campa (del 13/02/2012 @ 22:46:47, in Comunicato Stampa, linkato 2527 volte)

Si concluderà domenica 19 febbraio Oblivium, la Mostra d’Arte Contemporanea di Claudio Scardino, curata da Francesco Luceri e Daniela Bardoscia e realizzata in collaborazione con l’Università popolare “Aldo Vallone” e il Museo d’Arte “P. Cavoti” con i patrocini del Comune di Galatina, della Provincia di Lecce e dell’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia. Il percorso artistico ha visto protagonista, nelle sale del museo galatinese, la più recente delle performance artistiche della cosiddetta “arte partecipata” di Scardino, scultore, artista multimediale e pittore, che, formatosi nei più floridi centri artistico-culturali italiani, avvezzo a prestigiose partecipazioni a eventi d’arte nazionali e internazionali, ha conquistato con la sua scultura Athena il pubblico statunitense e con Diana ed Enrico VIII (entrambi esposti per Oblivium) l’internazionale MoMM (Museum of Modern Media). “Finding ways to define reality and be in reality is the big question of our time” scrive l’artista e scrittrice australiana Marlene Sarroff, “Throughout his career there has been no limits to his invention, combining art with life, he looks for the most appropriate situations and then dives into the reality to be completely soaked in it”. Conclude il suo intervento scrivendo “This is where Claudio Scardino performances, really become a magical tool”. Gli “strumenti magici” di cui parla Sarroff, sono ancora per pochi giorni a vostra disposizione. L’Oblio è iniziato l’1 febbraio e, ancora per questa settimana, è possibile intraprendere un percorso catartico, tra i volti e i colori dell’artista leccese. I visitatori potranno ancora essere protagonisti − costretti “a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d'artista smarrito e confuso”, come scrive la curatrice − con l’Action Painting, intitolata “Opera Continua”, ultimo invito rivolto dallo Scardino ai visitatori, al grido bellico latino “Pugna!” (Combatti!): chi lo vorrà, armato di colori a cera (forniti in loco), potrà divenire guerriero dell’arte condivisa scardiniana. Varcando la sottile linea rossa che simboleggia il mitologico fiume Lete, corso d’acqua di purificazione e dispensatore di dimenticanza, si attraversa l’oblio dei tempi, per ascoltare, attraverso la visione di Scardino, gli echi del passato, dei miti greci e latini, in un recupero di alcuni frammenti della nostra identità multiculturale. Con il sovrano inglese, poi, molto apprezzato dai visitatori, si ritorna alla modernità e si approda alla seconda parte di Oblivium, nel vorticoso affacciarsi dei ricordi, che riguardano l’esperienza dell’artista. Per concludere degnamente il percorso, sarà esposta per il week-end un’opera scultorea, inedita, di Scardino. Verrà, inoltre, predisposta una installazione audio dell’artista, accompagnamento auditivo verso l’oblio. Chiuderà la mostra un programma speciale: a partire dalle 18.30, spettacolo di letture sceniche, sapientemente interpretate da Michela Maria Zanon (artista) e Gianluca Conte (poeta) dell’Associazione culturale “Eterarte”; a seguire, un’esibizione musicale degli alunni della Scuola Secondaria “G. Pascoli”. Al termine, lo Scardino proporrà la realizzazione di una scultura in azione, che intersecherà con la creazione artistica teatralità e danza. Oblivium batterà il suo crepuscolo con uno spettacolo di danza, classica e contemporanea, a cura della “Europe Dance School” di Nadia Fiorella Martina, che empirà di vita e poesia le statiche sale del Museo “P. Cavoti”. I visitatori lasceranno questo trasognante viaggio nell’arte, musica e poesia con un rinfresco e una degustazione della simposiaca bevanda, gentilmente offerta dalle Cantine Santi Dimitri.
I curatori colgono l’occasione per ringraziare tutti i convenuti e per lanciare un messaggio: «È possibile far rivivere la nostra città, aprendosi a nuove e giovani forme di cultura. Oblivium, evento eccezionale per tutta la Puglia, è stata allestita senza un solo Euro pubblico. Certamente, se avessimo potuto contare su qualche finanziamento, l’evento sarebbe stato ancora più prestigioso. Ciò nonostante, è stato un successo. Ci auguriamo, per il futuro, che le amministrazioni appoggino le forze che si stanno costituendo per una rinascita culturale del territorio, che finiscano gli oscuri tempi dei finanziamenti clientelari, per permettere al nostro territorio, ricchissimo di potenzialità storico-culturali inespresse, una crescita moderna e florida. Oblivium è il nostro messaggio: è possibile far vivere Galatina, il Museo “Cavoti” e la Cultura. Esistono persone disposte a mettere a disposizione di tutti la loro passione e la loro esperienza. La Cultura è la vera crescita».

Museo civico d’Arte “P. Cavoti”
Piazza Alighieri Alighieri, n. 51,
Galatina (LE), 73013
Tel. 0836/567568
e-mail: info@museocavoti.it
Per info: daniela.bardoscia@alice.it; tel. 3297669635, 3881197170

 
Di Antonio Mellone (del 25/04/2013 @ 22:46:04, in NohaBlog, linkato 2009 volte)

C’era il sindaco, il vicesindaco, il suo assessore alla cultura, alcuni consiglieri della maggioranza (soprattutto quelli della minoranza della maggioranza), e poi i ragazzi delle terze medie di Noha (con gli striscioni, e, per protesta, il bavaglio sulla bocca), le insegnanti, alcuni cittadini, gli attivisti del “Movimento delle agende rosse”, organizzatori dell’evento (tra i quali spiccava la stupenda Anita Rossetti, e la sua forza d’animo), altri comitati per l’ambiente e la legalità, e la colonna sonora dell’ottima Banda Musicale di Noha, diretta dal M° Lory Calò, per il pomeriggio di sit-in Antimafia a sostegno del magistrato Nino Di Matteo, che ha avuto luogo a Galatina, nel pomeriggio del 24 aprile scorso, dapprima in piazza Alighieri e poi, a conclusione, a Palazzo della Cultura con gli interventi dei relatori (tra i quali, oltre all’Anita suddetta, il presidente della Commissione europea Antimafia, Sonia Alfano - in collegamento telefonico - ed il direttore de “Il Tacco d’Italia”, Marilù Mastrogiovanni).

Non vale nemmeno la pena di ricordare l’assenza delle altre “alte” (e soprattutto basse) cariche comunali, come gli esponenti dei partiti (participio passato del verbo) della cosiddetta opposizione, probabilmente in tutt’altre faccende affaccendati. Chissà che rivolgendosi a “Chi l’ha visto?” non si riesca a rinvenirne qualche esemplare semovente. Ma non ci curiam di loro in questa sede.

*   *   *

Ormai sanno anche i bambini dell’asilo (o almeno avrebbero dovuto saperlo se non ci fosse stata la congiura del silenzio da parte di politici bipartisan, televisione, giornali e salotti) che il giudice Di Matteo è il magistrato della Procura Antimafia che si sta occupando della famosa trattativa “Stato-mafia”, di cui molti vogliono negare l’esistenza. Di Matteo ha ricevuto minacce di morte, contenute in due lettere anonime (lettere che, tra l’altro, riportano fedelmente orari ed abitudini del magistrato) e recapitate al procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Messineo.

Ma come ci insegna la storia, la mafia uccide chi è solo, anzi chi è (stato) isolato.
Ora, non so se tutti, ma proprio tutti i partecipanti alla manifestazione (e non mi riferisco ai ragazzi, che forse sono i più perspicaci di tutti) avessero ben chiaro il fatto che i principali responsabili di questo pericoloso isolamento sono purtroppo proprio le Istituzioni, e addirittura i cinque dell’Apocalisse (Presidente della Repubblica – definito in diretta telefonica da Sonia Alfano come il “mandante morale” di questa situazione scabrosa – Avvocatura dello Stato, Procura della Cassazione, Consiglio Superiore della Magistratura e Governo).

Sì, il magistrato Di Matteo è stato incredibilmente sottoposto ad azione disciplinare da parte del CSM, senza aver compiuto alcun illecito (ha semplicemente spiegato a Repubblica la scelta di stralciare delle intercettazioni penalmente irrilevanti senza fare i nomi, cioè quelli di Mancino e Napolitano – sì, avete inteso bene, Napolitano il “nuovo” presidente della Repubblica, Re Giorgio II, eletto a suon di voti – o di vuoti di memoria – e Nicola Mancino, ex-presidente del Senato, rinviato a giudizio per falsa testimonianza, che chiamava in continuazione il Quirinale per ottenere il classico aiutino altolocato). E’ come se un tizio, Di Matteo in questo caso, dovesse venir processato perché ha attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali (mentre il Codice Penale non punisce l’attraversamento fuori dalle strisce). Dunque un “reato” inventato, per mettere il bastone tra le ruote a Di Matteo, e per continuare a far finta di nulla, per negare la scellerata trattativa tra la mafia e alcuni pezzi dello Stato (che invece avrebbero dovuto combatterla, questa mafia, e non scenderne a patti, ed ora per fortuna sono alla sbarra). Un tentativo, per ora ben riuscito, di isolamento del magistrato.

*   *   *

Ma senza perderci troppo in dettagli, e ritornando alla manifestazione, si son visti nel parterre del palazzo della cultura dei battimani, anche da parte delle “istituzioni locali”. E questo non può che farci piacere. Evidentemente tra il centro (Roma) e la periferia (Galatina) finalmente c’è uno scollamento, una differenza di vedute di non poco conto. Finalmente qui non ci si nasconde dietro il dito della disciplina di partito che ordina di non pensare, non parlare, non presenziare, non esporsi, non proferir verbo, ma sfuggire di fronte alle responsabilità, di fronte alle domande, alle denunce, alle istanze legittime dei superstiti cittadini con la schiena dritta. A meno che non si fosse trattato di applausi di circostanza. Non sentiti. Il che sarebbe preoccupante. Ma non voglio crederlo: non voglio pensare che la maggioranza degli astanti avesse voluto in quel momento trovarsi sull’altra faccia della terra (se non addirittura all’altro mondo). Assolutamente, no. Non voglio nemmeno ipotizzarlo per sbaglio.

*   *   *

Però al contempo mi chiedo che cosa avranno pensato quelle stesse istituzioni cittadine di fronte a quel cartello appeso al collo di un attivista, un uomo dai capelli canuti, su cui c’era scritto: “Là dove si deturpa il territorio lì c’è mafia”. Chissà se sono riusciti a fare qualche collegamento neuronale tra questo fatto e quella politica scellerata che distrugge il territorio e danneggia la salute pubblica (il riferimento al mega-parco di Collemeto, approvato non più tardi di ventiquattro ore prima, da quello stesso parterre plaudente, nel più assoluto silenzio dei “compagni di merende”, è puramente casuale).

Sorge il dubbio se oggi dire o fare qualcosa di sinistra si sia trasformato invece in un far qualcosa di sinistro (come per esempio accogliere a braccia aperte le istanze della pantomatica Fantacom). Come mai nessuna tra quelle autorità, dopo gli incarichi istituzionali (non prima!) ha mai insistito “fino alla morte”, come fanno i duri e puri, nel dire ad alta voce: “Lì dove si deturpa il territorio, proprio lì c’è mafia” (o una parafrasi di questo slogan)? Come mai, chi avesse proferito queste parole prima viene colpito poi da una sorta di amnesia fulminante cronica?
Mistero doloroso.
Non so come facessero alcuni fra questi personaggi a sentirsi (o a fingere di sentirsi con la solita faccia di bronzo) a proprio agio, e non minimamente in imbarazzo, di fronte alle accuse precise e puntuali a loro rivolte in quel contesto, in maniera diretta o indiretta, da tutti i partecipanti, gli organizzatori, i relatori, il contesto, la stessa atmosfera di quella che tutto è stata men che una manifestazione folkloristica.

*   *   *

C’è pure qualcuno che volendo fare dell’ironia, o forse era sarcasmo, chissà, facendo riferimento a qualche mio articoletto che ha il sapore dello sputtanamento altrui, mi ha pure definito “il vocione di Noha” (sminuendo dunque il frutto delle mie quattro osservazioni circa la natura mentulomorfa di certi pensieri, parole, opere od  omissioni). Liberissimo di farlo, per carità.

Vorrei sommessamente comunicare al mio interlocutore-amministratore, anzi statista, che se fosse stato lui per primo a proferir verbo, anche senza tanti decibel, sul tema della delibera-betoniera della sua giunta, io non avrei neppure aperto bocca.

Invece, sul tema, non dico un vocione, ma nemmeno una vocina, pur flebile, pur afona, ma nemmeno un suono, fosse anche gutturale, bisbetico, cacofonico sembra essere uscito dalla boccuccia arrotondata a cul di gallina dei nostri scandalizzati eroi. Né sui siti galatinesi, né su di un manifesto, non in una mail-catena-di-sant’Antonio s’è potuto leggere un dissenso vero da parte di chi un tempo pontificava contro il cemento, mentre oggi, peccando di omissioni, sembra voler costruir ponti (e strade e centri commerciali).

*   *   *

Concludo dicendo che finché non ci sarà nessuno in grado di far sentire la sua di voce, “il vocione di Noha” continuerà ad urlare, anche se ascoltato o letto soltanto dai suoi venticinque (tendenti a ventiquattro) lettori.
E continuerà a farlo anche se il lettore superstite dovesse essere l’ultimo dei nohani (o dei mohicani).
Non c’è, anche in questo caso, bavaglio che tenga; anche se il mio interlocutore m’ha lasciato intendere che lui ed i suoi amici con la carta virtuale su cui vengono vergati i miei articoli si puliscono la faccia. O quel che più le somiglia.

Antonio Mellone

 
Di Raimondo Rodia (del 22/07/2014 @ 22:42:53, in Comunicato Stampa, linkato 1108 volte)

I nostri Econauti saranno accompagnati alla scoperta di una Galatina incantata, in una passeggiata esoterica e magica tra le vie del borgo. Un trekking urbano che coinvolgerà grandi e piccini con le storie e gli aneddoti di Raimondo Rodia, i percorsi letterari a tema di Emilia Frassanito, i giochi e l’animazione per bambini. Un giro negli angoli nascosti del centro storico di Galatina, tra pietre che richiamano duelli rusticani all’arma bianca, testine che piangono sangue, segni magici dentro e fuori le chiese, i resti di una mitica chiesa templare, cavalieri senza testa, maschere apotropaiche, insomma l’eterna lotta fra bene e male, misteri ed esoterismo, culti e tradizioni ancora vive. Il tarantismo, gli splendidi affreschi della basica di S. Caterina, le case a corte, segnali segreti e… molto altro ancora. Saremo ospiti della Libreria Fiordilibro dove, per l’occasione, così, in un tripudio di odori e sapori, tra assaggi di prelibatezze dolci e salate, potremo curiosare tra i testi sul territorio messi in bella mostra negli scaffali, scelti con raffinata cura da Emilia. Ritrovo: ore 18.00 in Piazza G. Toma – Galatina. Info e prenotazione (obbligatoria entro 24 ore dalla data prevista) : Gli Econauti Surl 348 5444493 – 320 8689221 econauti.salento@gmail.com . Su richiesta, almeno con 24 ore d’anticipo, possibilità di Interprete in lingua straniera (inglese, francese e/o LIS (Linguaggio dei Segni). Indicare al momento della prenotazione allergie, intolleranze e scelte alimentari. Il percorso nell’ambito dell’iniziativa VVV – Viva i Venerdì Verdi si svolgerà a Galatina, Venerdì 25 Luglio 2014 ore 18. Tra magia ed esoterismo… Percorso sensoriale tra suoni e visioni, odori e sapori del Salento.

 

 

 
Di Albino Campa (del 23/01/2012 @ 22:40:51, in I Beni Culturali, linkato 2039 volte)
I Beni Culturali di Noha resistono all’accanimento di indifferenza da parte dei “legittimi” proprietari e degli enti competenti (Soprintendenza della Provincia e relativi addetti ai lavori del Comune di Galatina, che non sono essenze virtuali ma reali funzionari e dipendenti dello Stato).
Per dargli un'altra possibilità di vita e di respiro, sempre nella speranza che i suddetti ir- responsabili abbiano un rigurgito di coscienza, abbiamo pensato di pubblicare mensilmente ogni capitolo del Catalogo mettendolo a disposizione di tutti: studenti, ricercatori e chiunque volesse utilizzare le informazioni ai fini cognitivi e culturali.

 

Marcello D’Acquarica

 

 

icon Indice
icon 1. NOHA
icon 2. ARCHITETTURA RELIGIOSA
icon3. ARCHITETTURA CIVILE
icon4. ARREDO URBANO E DEL territorio
icon5. ARCHITETTURA MILITARE
icon6. ARCHITETTURA RURALE
icon7. ARCHITETTURA RUPESTRE
icon8. ARCHITETTURA FUNERARIA
9. ARCHITETTURA INDUSTRIALE
10. AREA ARCHEOLOGICA
11. BENI CULTURALI E AMBIENTALI SCOMPARSI
12. BENI ETNOANTROPOLOGICI
13. AREA NATURALISTICA
14. BENI CULTURALI LIBRARI

 
Di Redazione (del 19/03/2015 @ 22:40:38, in Comunicato Stampa, linkato 868 volte)

“Donne per la Pace – liberare differenze, costruire parità, educarsi alla nonviolenza” è un progetto che l’associazione Egerthe di Galatina ha realizzato presso l’Istituto Comprensivo Polo2 – Noha (scuola media) mettendo in rete diversi enti, associazioni e realtà istituzionali del territorio.
Il progetto si propone di stimolare ragazzi e ragazze adolescenti alla capacità di acquisire consapevolezza nell’esercizio di una cittadinanza aperta ad una cultura della convivialità delle differenze, capace di coniugare insieme la diversità di genere con la parità attraverso un impegno in prima persona per il benessere emotivo e affettivo proprio e altrui.
Nell’ambito di questo percorso sono stati realizzati tre laboratori per genitori e alunni/e delle due classi di II media (diritti delle donne e delle adolescenti/ educazione alle emozioni / genitorialità e adolescenza) e un evento conclusivo pubblico. Nella serata finale che avrà luogo MERCOLEDÌ 25 MARZO 2015 dalle ore 17,30 presso l’Istituto Comprensivo di via Petronio a Noha, oltre ad una sintesi dei lavori svolti e degli spunti di riflessione maturati nei laboratori, saranno presentate delle testimonianze di donne impegnate a dare voce all’anelito alla libertà e pace in diversi ambiti di vita e impegno nel nostro territorio.

Associazione Egerthe onlus – Galatina

 
Di Redazione (del 26/05/2013 @ 22:40:24, in Comunicato Stampa, linkato 1151 volte)

Abbiamo sollecitato, il 15 maggio u.s., con un'interrogazione al Sindaco Montagna atti amministrativi che diano risposta alle direttive regionali per la prevenzione degli incendi, secondo quanto previsto dal DPGR 195/2013 del 4.4.2013 Il 20 maggio, con enorme ritardo rispetto alle direttive del DPGR, dopo 5 giorni dalla nostra interrogazione, il Dirigente di Protezione Civile, su incarico del Sindaco, ha emanato un'ordinanza sindacale in cui, tra le altre, si elencano le azioni che tutti i possessori di fondi e terreni situati nel territorio comunale devono mettere in atto per prevenire il rischio incendio. Evidenziamo che il DPGR 195/13 nel termine "tutti" comprende, ovviamente, anche le amministrazioni comunali che come ogni possessore o utilizzatore hanno il dovere di rispettare le direttive imposte, affinché non si verifichino situazioni di pericolo per la comunità come avvenuto giorni addietro quando si è dovuto evacuare in via precazionale un intero istituto scolastico per un incendio divampato su un terreno incolto di proprietà comunale. Ad oggi l’Amministrazione non ha ritenuto di dare la giusta diffusione all’ordinanza tant’è che nessun manifesto è stato affisso e nessun organo d’informazione locale ne ha fatto cenno. Riteniamo prioritario garantire la pubblica sicurezza e non ci riteniamo certamente soddisfatti se l'ordinanza è stata intesa come un "atto dovuto" in risposta alla nostra interrogazione, invitiamo quindi il Sindaco e il Dirigente di Protezione Civile ad informare la cittadinanza ed il Comando di Polizia Municipale e tutte le forze dell'ordine a vigilare, utilizzando, all'occorrenza, anche le sanzioni previste dal DPGR 195/2013.

Galatina, 26.05.2013

Galatina in Movimento Galatina Altra Nova Polis Galatina Movimento per il Rione Italia

Allegati :

- interrogazione del 15.5.13

- risposta del Sindaco e del Dirigente di Protezione Civile

- ordinanza sindacale 15/2013

 
Di Albino Campa (del 05/09/2012 @ 22:40:23, in Comunicato Stampa, linkato 2042 volte)

Con la seguente lettera il consigliere Marcello Amante del gruppo Galatina in Movimento chiede al Dott. Cosimo Montagna Sindaco del Comune di Galatina, al Dott. Fernando Baffa Presidente del Consiglio Comunale e al Segretario Comunale Dott. Angelo Caretto, chiarimenti sull’ispettore ambientale del di Galatina.

INTERROGAZIONE
(ex art. 18 Regolamento Comunale)

Oggetto: Approvazione disciplinare e protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Ispettore
Ambientale.

Il sottoscritto dr. Marcello Pasquale Amante, nella sua qualità di Capogruppo Consiliare di “Galatina in Movimento” e in rappresentanza delle liste civiche “Galatina Altra”, “novaPolis” e “Movimento per il Rione Italia”

PREMESSO

- che con deliberazione n. 96/2012 la Giunta Comunale ha approvato disciplinare e protocollo d’intesa relativi all’istituzione dell’Ispettore Ambientale;
- che nel disciplinare viene evidenziata che tra le funzioni e compiti istituzionali del Corpo di Polizia Municipale rientra la “Tutela Ambientale”;
- che, nell’impossibilità di sottrarre risorse umane al Corpo di Polizia Municipale, si è convenuto con la società Centro Salento Ambiente SpA di istituire la figura degli “Ispettori Ambientali” utilizzando personale della stessa e quindi, di fatto, a regime delegare tale funzione al gestore del servizio rifiuti;
- che nel protocollo di intesa è espressamente previsto che tutti i costi per l’espletamento di siffatta attività saranno a totale carico della CSA SpA, implicitamente prevedendo maggiori costi per la stessa che presumibilmente si ribalteranno sulla Tariffa e quindi su tutti i Cittadini, attesa la previsione normativa di cui all’art. 2 DPR 158/99 di totale copertura dei costi del servizio;
Tanto premesso, il sottoscritto dr. Marcello Pasquale Amante, nella sua innanzi spiegata qualità

INTERROGA

Il Signor Sindaco e l’Assessore competente per sapere:
1- se ritengano opportuno delegare tale importante funzione alla Società gestore del servizio considerato che :
- la Società incaricata ha termine di durata fissato al 31 dicembre 2012;
- gli Ispettori Ambientali (dipendenti della società) agiranno nella delicata qualità di Pubblici Ufficiali  con poteri repressivi e di accertamento delle violazioni amministrative ex legge n. 689/81;
- tra il Comune di Galatina e gli organi della CSA SpA, Direttore e attuale Consiglio di Amministrazione espressioni della precedente Amministrazione, intercorrono rapporti di tanta e tale “fiducia” sulle capacità gestionali e  amministrative che a tutt’oggi non risulta ancora approvato il bilancio di esercizio relativo all’anno 2011 (data legale di approvazione 29 aprile 2012).
Bilancio  oggetto di reiterate assemblee,  da quella del 27 aprile a quella del 22 giugno fino all’ultima del 12 luglio 2012 nella quale il Sindaco, nella sua qualità di azionista pubblico di maggioranza, richiedendo un ulteriore aggiornamento dell’assemblea dichiara: “che persistono dubbi interpretativi in ordine alla qualificazione giuridico – economica di fatti sottesi ad alcune voci di bilancio”;

2- se e con quali fondi la CSA SpA intenda coprire gli impliciti maggiori oneri rivenienti dalla istituzione della figura degli “Ispettori Ambientali” e l’ammontare degli stessi, ritenuto che ogni maggiore onere a carico della Società, in qualsiasi modo considerato, si tradurrebbe in un costo per i cittadini/utenti, vanificando di fatto quel “il presente provvedimento non comporta alcun impegno di spesa a carico del bilancio comunale” che fa bella mostra nella delibera n. 96/2012 citata;

3-risorse, modi e tempi per risolvere il problema della rimozione dei rifiuti abbandonati in tante zone della città che rappresentano delle vere e proprie discariche abusive, oggetto di ripetute denunce da parte di cittadini ed associazioni come “Città Nostra” che, con opera meritoria, le ha censite e sulle quali nulla risulta essere stato fatto;

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Dalla lettura del disciplinare, ciò che più sorprende e preoccupa è la dichiarata impossibilità del Corpo di Polizia Municipale ad assolvere alle proprie funzioni istituzionali e, stante una presunta carenza di risorse umane, si chiede se prima di demandare competenze all’esterno sia stata effettuata una diligente ricognizione della pianta organica e se la situazione sia tale da non consentire alcuna revisione degli incarichi con ricollocazione degli stessi Vigili, razionalizzando i servizi in modo da consentire allo stesso Corpo di Polizia di espletare tutte le funzioni e compiti istituzionalmente a loro riservati.
Riteniamo infatti che un’ attività in tal senso possa valorizzare ancor più le professionalità all’interno del Corpo di Polizia Municipale, piuttosto che affidare a terzi funzioni prettamente di loro competenza.
Se poi il “terzo” è la CSA SpA società che gestisce il servizio rifiuti, i cui amministratori hanno presentato un bilancio che a giudizio dell’ ex Commissario Straordinario Dott.ssa Pirreira “sembra affetto da criticità”,  così come, ad esser buoni, da criticità sembra affetta anche la gestione dello stesso servizio rifiuti, (si pensi alle modalità di raccolta, alla pulizia dei cassonetti o alla tanto sbandierata e mai partita raccolta differenziata su tutto il territorio cittadino),  allora forse alcune considerazione in termini di opportunità, se non addirittura di “incompatibilità” o “conflitto di interessi”, riteniamo vadano fatte, così come riteniamo vadano attentamente valutati gli aspetti  di maggior costo che inciderebbero direttamente sulle tasche dei cittadini aumentando di fatto la pressione fiscale.    
Non siamo contrari all’istituzione della figura degli “Ispettori Ambientali”, la nostra attenzione all’ambiente è massima e qualsiasi iniziativa tesa a prevenire ogni possibile forma di inquinamento trova la nostra totale condivisione, tuttavia riteniamo che la figura dell’Ispettore Ambientale debba essere ricoperta dai Vigili Urbani che fungono da garanzia istituzionale e non demandata a terzi per  "inventare" nuovi ruoli ben remunerati. 

Galatina, 03/09/2012
  Con Osservanza
Dott. Marcello P. Amante

 
Di Antonio Mellone (del 09/10/2013 @ 22:32:12, in NohaBlog, linkato 1457 volte)

“A Galatina, nell’era dell’e-commerce, i lungimiranti politici locali in maniera bipartisan, con a capo l’illuminato primo cittadino, han deciso finalmente di dire ad alta voce ‘stop al consumo di territorio’, di annunciare a tutti che basta con il cemento e l’asfalto, e che non ha senso uccidere ulteriori 26 ettari di fertilissima campagna di contrada Cascioni attraverso la creazione di un inutile, dannoso, anacronistico mega-porco commerciale, promosso dagli speculatori di turno e caldeggiato da chi non ha capito una cippa del dramma ecologico ed economico che ne deriverebbe.”

L’incipit virgolettato di questo articolo, per quanto ovvio, è scritto purtroppo soltanto nel libro dei sogni. La realtà nuda è ben più cruda.

Infatti, un manipolo di politici e funzionari in carriera, con a capo il sindaco (che più che illuminato direi folgorato, anzi fulminato sulla via di Collemeto), ha deliberato l’esatto contrario. Pantacom, infatti, non è un portale di commercio elettronico, ma una società a responsabilità limitatissima (veramente limitatissimi in questa società – basta dare un’occhiata ai suoi bilanci - risulterebbero essere anche i capitali e le garanzie), che avrebbe in mente di realizzare “a proprie spese e cura” una miriade di opere più o meno pubbliche in un’area da trasformare in un grande insieme di capannoni commerciali e artigianali, come se nel Salento non ne avessimo già abbastanza.      

  * 

Ma per edulcorare un po’ la pillola (o la supposta), nella cir-Convenzione d’incapace approvata da quasi tutti i consiglieri di destra (incluso dunque il Pd) è previsto nientepopodimeno che un “parco urbano” [sic!] di 5 ettari; in pratica un quadrato di 224 metri di lato, con tanto “di piante, panchine, sentieri, impianti di illuminazione, un’area giochi per bambini”. Insomma un’oasi da intitolare agli ottocento beati martiri collemetesi.

E qui sorge spontaneo l’n-esimo dubbio-perplessità: ma perché, se proprio devono, non lasciano almeno una volta questi 5 ettari intonsi, liberi cioè da asfalto e cemento? Perché per la pubblica utilità ci dobbiamo per forza riempiere di ulteriori 100 posti auto, sentieri, panchine, impianti, campi di calcetto, spogliatoi, servizi igienici, insomma di tutto di più?

Niente: è più forte di loro. Se cemento deve essere lo sia per tutti i 26 ettari, sembrano dirti, dal primo fino all’ultimo, nessuno escluso. Sennò come facciamo a parlare di pubblica utilità? Eh sì, eh già.

*

Eccovi ora un dialogo topico prossimo venturo tra due consumatori marito e moglie.

Lui: “Cara che ne diresti - dopo la spesa all’Ikea, o al Brico, o all’altro magazzino no-food, e dopo aver fatto un salto dall’Ipermarket che ha tante offerte e la tessera per la raccolta dei punti - di farci una bella passeggiata romantica in questo spazio di pubblica utilità di 5 ettari? Magari in macchina, come abbiamo sempre fatto con decine di giri a vuoto intorno alla villa di piazza Alighieri? Non lo trovi, come sempre, cool (o paracool)? E subito dopo  – piazzata l’auto nel parcheggio di 100 posti - porteremo i bambini nell’area giochi del Mega-parco… Eh? What about, darling?”.

E la Galatines pretty woman de noantri che risponde: “Oh Yeah!”.

Povere creature, quei bambini: roba da chiamare immediatamente il telefono azzurro.

Poi si lamentano se a 20 anni i figli ammazzano i genitori.

Antonio Mellone
 
Di Andrea Coccioli (del 19/03/2015 @ 22:31:55, in Comunicato Stampa, linkato 1006 volte)

Straordinario obiettivo raggiunto dall'Amministrazione comunale di Galatina, che per il terzo anno di fila ha avuto approvati e finanziati i progetti di Servizio Civile Nazionale.

A testimoniare l'eccellente risultato è l'Assessore alle politiche giovanili Andrea Coccioli: "Con grande entusiasmo e soddisfazione posso comunicare la positiva conclusione del procedimento di valutazione dei progetti di Servizio Civile ordinari presentati dall'assessorato alle politiche giovanili e redatti anche quest'anno da Giampaolo Bernardi. Oggettivamente si tratta di risultati importanti, riconosciuti e premiati dalla commissione e che posizionano il Comune di Galatina tra le eccellenze della progettazione regionale del servizio civile con una percentuale di approvazione e finanziamento dei progetti del 100%. Continuiamo così a raccogliere i frutti del duro lavoro portato avanti con la convinzione di voler far bene, e teniamo fede all'impegno assunto con i giovani che vivono il territorio: quello di offrire loro un'opportunità di crescita personale e l’acquisizione di competenze importanti e utili anche nel loro prossimo futuro professionale.

Il sindaco Cosimo Montagna si dice soddisfatto del risultato raggiunto e aggiunge che “Le persone in età giovanile si trovano di fronte a tante incertezze e difficoltà da rappresentare oggi una categoria sociale a rischio. La possibilita di essere assunti per un anno e contribuire a far crescere le proprie competenze professionali assume una valenza importante in uno scenario complicato per quanto riguarda le nuove possibilità occupazionali. Inoltre con il bando di servizio civile appena avviato avremo un'importante contributo di risorse che ci permetterà di offrire servizi concreti ed efficaci ai nostri cittadini.”

Grazie ai nuovi progetti di Servizio Civile Nazionale saranno impegnati 14 giovani per un intero anno e i settori di intervento sono sono le politiche giovanili, l'ambiente, la biblioteca ed il museo.

L'euforia per gli ottimi risultati, continua l’Assessore Andrea Coccioli, non deve farci perdere la giusta prospettiva del servizio civile, che è quella fondata sui principi della solidarietà sociale ed è quella che vede i giovani i primi promotori del processo di partecipazione, in grado di trasformare una società in cui il cittadino è solo colui che riceve un freddo ed astratto servizio ad una società in cui tutti hanno la possibilità di essere attivi e socialmente utili, ed in cui i giovani del servizio civile lasciano il segno indelebile e positivo della propria esperienza.

Veniamo ora ai numeri della progettazione 2014:

Il Comune di Galatina si posiziona al primo posto tra i comuni della Regione Puglia per numero di progetti approvati, ben quattro, mentre tra gli enti accreditati all'Albo regionale si posiziona al terzo posto dopo l'ANCI e la Provincia di Foggia, che però hanno una diversa e più complessa struttura organizzativa.

Inoltre i progetti hanno ottenuto un punteggio che li posiziona tra i primi sette della regione: ciò conferma ancora una volta la qualità progettuale delle proposte presentate dal Comune di Galatina.

 
Di Redazione (del 29/03/2016 @ 22:30:38, in Comunicato Stampa, linkato 556 volte)

Si è chiusa con un successo oltre ogni aspettativa, nonostante le condizioni meteorologiche non proprio favorevoli, la prima uscita ufficiale dell’Associazione “Virtus Basket Galatina”: l’evento di beneficenza fortemente voluto dal Presidente Sandro Argentieri ha coinvolto per tutta la mattinata di Domenica 06 marzo u.s. un numero rilevante di famiglie galatinesi e non solo.

Un risultato eccezionale con oltre un centinaio di “Pasqualotti” venduti e tante, tantissime persone che hanno voluto conoscere il progetto “Bimbulanza” ed il progetto “TappiAmo Galatina”.

Con la vendita del “Pasqualotto” abbiamo contribuito a coprire i costi di gestione della "Bimbulanza”: la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha sempre partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.

Il progetto, fortemente voluto e realizzato da don Gianni Mattia e dalla sua Associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre", nasce con l'intento di alleggerire il tragitto dei piccoli ospiti che in caso di necessità potranno essere trasportati nei vari spostamenti clinici tra diversi ospedali. La vera novità, che rende speciale questa iniziativa ed il progetto tutto, sempre in debito di fondi per la sua sopravvivenza, è la presenza sulla “Bimbulanza” di un volontario clown che tra sorrisi, giochi e colori, allieta la permanenza sul mezzo dei piccoli passeggeri.

Con i tappi di plastica abbiamo invece contribuito all’iniziativa “TappiAmo Galatina”: i tappi sono fatti di un materiale particolare (polietilene – Pe) diverso da quello delle comuni bottiglie. Normalmente nelle operazioni di riciclaggio gli impianti non separano i tappi dalle rispettive bottiglie ma li fondono insieme. Così facendo si finisce per produrre un maggiore inquinamento. Bisogna poi sapere che anche l’utilizzo dei materiali è diverso: le bottiglie vengono utilizzate per produrre “tessuti non tessuti”, come il pile (ottenuto combinando plastica e lana), mentre i tappi riciclati sono adatti a produrre vasi per i fiori, cassette per la frutta, sedie da giardino ecc… I tappi di plastica raccolti separatamente hanno, quindi, un loro valore specifico. Inoltre la raccolta differenziata contribuisce a ridurre l’inquinamento ambientale.

Due sono gli obiettivi che si prefigge la nostra iniziativa (“TappiAmo Galatina”):
   

  • Obiettivo Ecologico – Educativo: la raccolta tappi è un mezzo che contribuisce ad educare al problema del riciclaggio e della corretta raccolta differenziata;

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  • Obiettivo Solidale: la nostra iniziativa, totalmente senza scopo di lucro, consentirà di realizzare, con un piccolissimo gesto, varie iniziative di solidarietà.
  •  

    Per raggiungere il nostro scopo e per avvicinarci quanto più possibile alla gente, abbiamo intenzione di distribuire in maniera capillare  su tutto il territorio comunale, all’interno delle Attività commerciali che aderiranno all’iniziativa, circa 100 contenitori identificati da apposito adesivo ed adibiti alla  raccolta di tappi di plastica.

    Periodicamente provvederemo al loro svuotamento.

    Grazie alla Ditta “ECOM SERVIZI AMBIENTALI s.r.l.” di Galatina, nostro partner in questa iniziativa, con cadenza annuale tutti i tappi raccolti, verranno portati presso il centro preposto allo smaltimento che corrisponderà la cifra corrispondente al loro peso. La stessa provvederà al trasporto ed alla compilazione dei formulari richiesti.

    Il ricavato di questa vendita sarà destinato esclusivamente ad obiettivi di volta in volta individuati tra quelli più critici della realtà cittadina quali giochi per le villette, sussidi per le scuole per l’infanzia e scuole materne o reparti pediatrici dell’Ospedale; tutte iniziative comunque considerate sensibili per il raggiungimento delle quali è richiesto l’impegno di tutta la comunità. Nello specifico il primo obiettivo di questa nuova edizione, che si realizzerà verosimilmente entro giugno 2016, sarà dividere l’intero ricavato dalla vendita dei tappi equamente tra tutte le Scuole che aderiranno all’iniziativa che potranno poi autonomamente decidere come utilizzarlo (materiale didattico, sportivo, ecc.).

    Altra importantissima iniziativa che verrà presto presentata è “Bambini & Sport”: un con lo  scopo principale di favorire la socializzazione, la crescita, il benessere psico-fisico e l’inclusione sociale di minori svantaggiati, attraverso il linguaggio comune dello sport e del divertimento.

    Promuovere e incentivare un’idea di sport per tutti, sport che diventa divertimento e cultura senza limitazioni soprattutto economiche.

    Con questo obiettivo verranno promosse una serie di iniziative finalizzate alla raccolta fondi per consentire a minori di famiglie in difficoltà di praticare sport, inserendoli in programmi sportivi per un anno.

    Su Facebook: TappiAmo Galatina - raccolta eco-solidale tappi di plastica.

    Info e contatti:

    Sandro Argentieri: 333-4368532;

    Piero Luigi Russo: 349-8471729;

    Alessandro Antonaci: 328-0459945.

     

     
    Di Albino Campa (del 03/11/2011 @ 22:29:47, in Fotovoltaico, linkato 2012 volte)

    Per far posto a una centrale fotovoltaica hanno commesso un delitto

     «Un bel paesaggio una volta distrutto non torna più e se durante la guerra c' erano i campi di sterminio, adesso siamo arrivati allo sterminio dei campi», scrisse Andrea Zanzotto, scomparso una ventina di giorni fa. Pensava alla sua campagna veneta, ma non solo. Ed è il dolore del grande poeta trevigiano che ti viene in mente guardando l' angosciante servizio che una giornalista di Telerama, un' emittente pugliese, ha dedicato allo stupro del paesaggio nel Comune di Carpignano Salentino, poco a nord di Maglie, nel Salento. Dove le ruspe hanno estirpato centinaia di bellissimi ulivi per fare posto a una centrale fotovoltaica.

    L' abbiamo scritto e riscritto: nessuno, a meno che non accetti la rischiosa scommessa nucleare, può essere ostile alle energie alternative e in particolare a quella solare. Ma c' è modo e modo, luogo e luogo. Un conto è sdraiare i pannelli in una valletta di un' area non particolarmente di pregio e da risanare comunque perché c' erano i ruderi di una dozzina di capannoni d' amianto, come è stato fatto in Val Sabbia col consenso di tutti i cittadini, di destra e sinistra, un altro è strappare quelle piante nobilissime che la stessa Minerva avrebbe donato agli uomini e che fanno parte della nostra storia dalla Bibbia all' orto di Getsemani fino alle poesie meravigliose di Garcia Lorca: «Il campo di ulivi / s' apre e si chiude / come un ventaglio...». C' è una legge in vigore, laggiù nel Salento. La numero 14 del 2007. Il primo articolo dice che «la Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia, della cultura e del paesaggio regionale». Né potrebbe essere diversamente: l' ulivo è nello stesso stemma della regione. È l' anima della regione. Eppure, denuncia Telerama, il progetto di quell' impianto «Saittole» da un megawatt della Solar Energy, è stato regolarmente presentato al Comune di Carpignano e da questi approvato nonostante l' area fosse agricola e fertile. Di più, l' autorizzazione finale è stata data dallo stesso assessore regionale all' agricoltura Dario Stefano che oggi dice: «Verificherò». Certo è, accusano il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del territorio e il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, che quegli alberi che crescevano solenni su quattro ettari di uliveto secolare, come dimostrano le immagini registrate, «sono stati espiantati e ripiantati accatastati gli uni agli altri come pali di una fitta palizzata, lungo il margine del fondo, senza neppure le dovute prescritte cure d' espianto riportate nella stessa autorizzazione, ad esempio la prescrizione della presenza di una zolla del raggio di almeno un metro». Un delitto. Che fa venire in mente quanto scriveva Indro Montanelli: «Ogni filare di viti o di ulivi è la biografia di un nonno o un bisnonno». Buttare giù quelle piante non è solo una porcheria: è un insulto ai nostri nonni. RIPRODUZIONE RISERVATA

    Stella Gian Antonio
    (2 novembre 2011) - Corriere della Sera

     
    Di Fabrizio Vincenti (del 15/10/2013 @ 22:28:20, in NohaBlog, linkato 1304 volte)

    Poiché assente fisicamente da Noha da qualche mese, oggi voglio parlare di Noha “per sentito dire”, il ché è un’impresa che sconsiglio vivamente a tutti vista la pericolosità del compito, e lascio a voi immaginarne il motivo. A volte, però, i pettegolezzi di paese hanno la loro vena di verità. Resta da capire se tutto quello che sta succedendo contribuisca al bene o peggiori la situazione; intanto provo a raccontarvi cosa si sente su Noha  a mille chilometri di distanza. Gira voce che gli abitanti siano disperati per la mancanza di lavoro e le ristrettezze economiche ma questo, per mera consolazione, è ciò che vive tutta quanta la Penisola. So per certo, comunque, che i nostri amministratori locali stanno affrontando il difficile momento a viso aperto (per gli amanti degli aforismi “a spada tratta”). È stato inaugurato un centro presso lo stabilimento delle vecchie scuole elementari che darà decine di posti di lavoro ai nostri tanti giovani disoccupati. Tutti quelli che invece non riusciranno a farsi assumere in questa struttura perfettamente funzionante, avranno un contratto a tempo indeterminato nel nuovo centro commerciale che sta sorgendo alle porte di Noha: centinaia di posti di lavoro ben retribuiti e, aprite bene le orecchie, tutti assunti a regola d’arte! Poi, visto che è in deroga per qualche miliardo il patto di stabilità dei comuni (e Galatina di milioni ne ha tanti da spendere), qualche altro centinaio di nohani verrà assunto dal Comune per far fronte ai servizi che il nostro territorio richiede: autisti di mezzi pubblici, giardinieri per curare aiuole e rondò, elettricisti per illuminare strade buie, muratori, geometri e architetti per restaurare beni artistici e architettonici abbandonati da tempo. Mi è stato anche riferito che la mafia o le mafie (termine che secondo il pentito Buscetta non esiste se non per i giornalisti: la locuzione corretta è “cosa nostra”) sono state estirpate una volta per tutte dal nostro paese, troppo piccolo per vederlo comparire sulle cronache nere per ingiustizie e malvivenze. Si dice anche che tra l’amministrazione comunale, efficientissima peraltro, e i cittadini, ci sia una sorte di idilliaca convivenza (o mera rassegnazione?). Se questo è vero, è meraviglioso, efficace esempio di validità. Mi è stato detto che anche tra la parrocchia e i fedeli c’è un ottimo intendimento; anche i più lontani dalla Madre Chiesa so che si stanno avvicinando all’ovile: si racconta di sante messe affollatissime, processioni interminabili per l’alto numero di devoti partecipanti. Si sente dire anche del profondo rispetto che c’è tra i cittadini, tra le istituzioni civili ed ecclesiastiche e tra il clero locale e il laicato. So che anche tutte le feste di paese sono state ben organizzate, che tutto si è svolto nel massimo rispetto tra le parti, che ognuno fa il suo e lo fa nel miglior modo che gli riesce. Insomma, ora che a Noha per mia sfortuna non ci vivo più, tutto sembra aver intrapreso la rotta giusta e tutto, finalmente, va come è giusto che vada e auspicabile che sia. Era questa la Noha che volevo; resta sempre il fatto se quello che si sente dire corrisponda al vero o meno. Perché di voci esattamente contrarie a quanto sopra riportato ce ne sono, e anche di gran numero. Ma io non ci credo, saranno le voci dei soliti noti che vedono tutto nero. Le solite polemiche: il nuovo polo, inaugurato due volte, ancora chiuso per ferie prolungate; una colata di cemento su ettari di terreno per buttare un po’ di fumo negli occhi ai tanti disoccupati che non hanno di certo da poter spendere in un nuovo centro commerciale; screzi tra il parroco e i fedeli sull’organizzazione e l’amministrazione della chiesa, liti tra fedeli e fedeli, insulti e minacce varie indegni per un paese civile; incuranza e pessima amministrazione delle opere d’arte e dei beni pubblici; scandalosa sporcizia dei luoghi aperti e delle strade; insormontabili incomprensioni tra l’amministrazione comunale e i cittadini e chissà cos’altro ancora. A proposito del nuovo “ponte sullo stretto” a Collemeto che verrà fatto dalla Pantacom srl, vi volevo dire che basta studiare questo caso nelle Università per capire di come un’intera nazione può andare a rotoli. Ma questa non è la sede adatta per spiegarvelo, mi ci vorrebbe un’ora circa!  Insomma, peggio di così non si può. Come si fa a credere a questa descrizione di Noha? Io, da nohano, più che non posso, non voglio credere perché amo la mia Noha ed un giorno voglio che mio figlio sia orgoglioso del posto in cui è nato suo padre. Se poi qualche politico “di zona” o buon’anima di paese vorresee impiegare due minuti del suo preziosissimo tempo per smentire tutte queste infanganti dicerie, renderebbe un grande servizio all’intera comunità. Ho l’impressione però che più di qualcuno si sia dimenticato del valore della gratuità che non vuol dire regalare qualcosa a qualcuno ma rendergli il dovuto perché il sol fatto di esserci in questo mondo implica il sacrosanto impegno di aiutarsi. E qui, di gente che sia aiuta per cristiana convinzione, non ne vedo neanche l’ombra. Se si smuove qualcosa è perché sotto si è sentito il profumo dei soldi più pervadente di quello dei tartufi.  E se poi a questo si aggiunge la presenza di tanti “onorevoli Brunetta” che pensano di essere meglio di Padre Pio, allora non ho più alcun dubbio sulle dinamiche che scrollano Noha facendola rovinare pezzo per pezzo. Lì, di collaborazione tra le parti ne vedo veramente poca e per nostra sfortuna, forse, son vere più le consuete polemiche dei soliti noti che la rappresentazione bucolica dei tanti sconosciuti.   Qualunque sia la realtà dei fatti, non prendetevela con me. Ho scritto solo per sentito dire.

    Fabrizio Vincenti
     
    Di Marcello D'Acquarica (del 13/11/2012 @ 22:26:48, in I Beni Culturali, linkato 2791 volte)

    Noha, 13 Novembre 2012

    LETTERA APERTA A:

    -Gentilissimo signor Sindaco del Comune di Galatina, Dottor Cosimo Montagna.
    -Assessore con delega alle Politiche sociali, alla Cultura e polo biblio-museale, al Diritto allo studio   e servizi scolastici, Prof.ssa Daniela Vantaggiato.

    Oggetto:
    Istanza riguardante l’attuazione di un  procedimento amministrativo al fine di apporre un vincolo giuridico (finalizzato al loro recupero) dei Beni Culturali di Noha.

    Gentilissimo Signor Sindaco e Assessore, con la presente, mi faccio carico di riassumere in breve i vari sforzi profusi dai nohani al fine di tutelare e valorizzare i Beni Culturali di Noha:

    • Il 12 agosto 2008, su richiesta dei soci del Circolo Culturale Tre Torri di Noha, l’Arch. Giovanni Giangreco, funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Lecce, accetta l’invito di venire a Noha per prendere atto della volontà popolare, volta ad intraprendere la procedura di vincolo su alcuni beni culturali della cittadina, così come previsto dal Codice dei Beni Culturali. L’Arch. Giangreco suggerisce la necessità di preparare delle schede tecniche comprendenti i principali dati identificativi dei beni in oggetto. Schede che vengono predisposte e rilegate nel catalogo “I Beni Culturali di Noha” a cura del sottoscritto, e stampato a colori per i tipi dell’Editore Panico di Galatina.
    • Il 2 settembre 2009, i soci del Circolo Culturale Tre Torri di Noha, invitano il Commissario Prefettizio di Galatina, dott.ssa  Rosa Maria Simone alla presentazione di questo libro.
    • Il 26 Settembre 2009, in occasione della Festa dei Lettori organizzata, tra gli altri, anche dai “Presidi del Libro” di Noha e dalla “Biblioteca Giona”, viene presentato al pubblico il Catalogo dei Beni Culturali di Noha (nel quale sono contenute le schede tecniche dei Beni Gulturali, così come suggerito dall’Arch. Giangreco). Alla manifestazione, che ha luogo nell’atrio del Palazzo Baronale di Noha (e nella quale si esibiscono vari artisti), interviene un folto pubblico. Tra gli interventi s’annoverano anche quelli dell’Assessore Regionale alla Qualità del territorio, dott.ssa Angela Barbanente  e quello dell’Arch. Giovanni Giangreco stesso.
    • In data 11 gennaio 2010 viene sollecitato un intervento per il recupero tempestivo del bene culturale da tutti conosciuto come “Le Casiceddhre”, sito in Noha (tutt’oggi in totale stato di abbandono e di decadenza), alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, alla diretta attenzione del Responsabile Arch.  Maria Costanza Pierdominici.
    • In data 22 gennaio 2010, mediante lettera Raccomandata A.R., le Associazioni di Noha:  “Circolo Cittadino Juventus”, “Fidas di Noha”,  “Circolo Culturale Tre Torri” e “L’Osservatore Nohano”,  inviano copia del Catalogo dei Beni Culturali di Noha (più copie furono consegnate in anteprima all’Arch. Giancreco) chiedendo l’intervento della Soprintendenza, nella persona del responsabile di settore Arch. Maria Costanza Pierdominici.
    • In data 30 Giugno 2010, i cittadini delle seguenti Associazioni: “Circolo Cittadino Juventus”, “Fidas di Noha”,  “Circolo Culturale Tre Torri”, “Parrucchieri Mimì” e “L’Osservatore Nohano”, chiedono all’Amministrazione Comunale di Galatina, ed in modo particolare al Sindaco Dott. Giancarlo Coluccia, di sollecitare la richiesta d’intervento della Soprintendenza della Provincia di Lecce (richiesta già inoltrata dalle suddette associazioni, come detto, con lettera Raccomandata A.R in data  il 22 Gennaio 2010 al responsabile di settore Arch. Maria Costanza Pierdominici).
    • In data 29 settembre 2011, in occasione della Festa Padronale di San Michele Arcangelo, le Associazioni di cui sopra, nonché numerosi esponenti dell’Artigianato nohano, effettuano una petizione popolare in cui vengono raccolte 1471 firme di cittadini per corroborare le istanze rivolte alla Soprintendenza (e rimaste senza esito). Le firme verranno depositate e protocollate presso il Comune di Galatina in data 16 Novembre 2011. Copia delle petizione popolare viene spedita con lettera Raccomandata A.R. a: Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone; Presidente della Regione Puglia Dott. Nichi Vendola; Dirigente per i Beni Culturali e  Paesaggistici Dott.ssa Isabella Lapi;
    • Verso la fine del mese di Aprile 2012, si presenta a Noha l’Arch. Carmelo Di Fonzo, in qualità di funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, senza essere accompagnato da nessun altro esponente della Pubblica Amministrazione (per esempio del Comune di Galatina). L’Architetto Di Fonzo, coadiuvato dall'arch. Adriano Margiotta (volenteroso cittadino galatinese che avrebbe preparato successivamente, sempre su richiesta dell’Arch. Di Fonzo, la seconda tornata di schede), dopo aver effettuato sommariamente un sopralluogo nelle adiacenze di alcuni Beni Culturali nohani (osservando chissà cosa e a debita distanza) e tralasciandone la maggior parte, avrebbe richiesto a dei privati cittadini (probabilmente beccati per caso in mezzo alla strada), una ulteriore raccolta di schede dei Beni Culturali di Noha (affinché si procedesse al famigerato vincolo).
    • Verso la metà del mese di Luglio 2012, i cittadini privati  menzionati prima, avrebbero inviato  finalmente all’attenzione dell’Arch. Di Fonzo  alcune copie delle schede dei beni in oggetto, come richiesto.
    • In mancanza di alcuna reazione da parte della Soprintendenza e dietro iniziativa del sottoscritto, nel mese di Ottobre appena trascorso, contatto telefonicamente l’Arch. Di Fonzo. Nel corso del colloquio, l’Architetto mi riferisce che il materiale a sua disposizione è incompleto e sollecita ulteriori dati mancanti necessari per la procedura del vincolo. Su mio suggerimento si impegna di analizzare con maggiore attenzione  il Catalogo dei Beni Culturali di Noha, di cui mi dice di averne copia.

    A questo punto mi chiedo e Vi chiedo, se è giusto che un dipendente dello Stato (o comunque in possesso di incarico) non si faccia vivo (come forse suo dovere), ed attenda invece che sia un privato cittadino, come il sottoscritto, a sollecitare una risposta, qualunque essa sia.
    Non pensate che anche i Beni Culturali di Noha abbiano un minimo di dignità e dunque, anch’essi, una specie di diritto di cittadinanza? Non trovate deprimente lo scempio infinito cui questi beni vengono sottoposti, prima dai privati proprietari e poi dal pubblico (che dovrebbe limitare un po’ l’ignavia del privato, così come previsto dalla Legge)?
    Vi ritengo, gentile Sindaco e Assessore, persone degne di fiducia e attente agli impegni di cui Vi siete fatti carico. Per questo Vi chiedo di incontrarci al più presto, affinché possa meglio spiegarVi lo stato dell’arte del lungo processo che porterà (porterebbe) al vincolo di salvaguardia sui suddetti beni culturali. Sono certo che un Vostro intervento nei confronti della Sovrintendenza accelererà, anzi sbloccherà l’iter che sembra essersi inceppato per chissà quali strampalati marchingegni. Ogni giorno trascorso senza un nostro intervento equivale ad un colpo di piccone alla bellezza, all’arte e dunque al benessere di tutta la collettività.

    Distinti saluti

    Marcello D’Acquarica

     
    Di Antonio Mellone (del 28/11/2013 @ 22:26:06, in NohaBlog, linkato 1371 volte)

    Tanto per dirne un’altra, c’è il nostro sindaco (vieni avanti Mimino!) che vuol vederci chiaro, su ‘sta storia delle diossine e dell’aria inquinata che sta riempiendo di tumori gli apparati respiratori, e non solo quelli, della popolazione di Galatina e dintorni. E sembra fare pure la voce grossa, mica bruscolini.

    Mi par di vederlo e di sentirlo, mentre con risolutezza detta (o scrive o fa scrivere per inviare) al “giornalista” del quotidiano della famiglia Caltagirone il comunicato sulla necessità di una “rilevazione puntuale attraverso una serie di centraline per il monitoraggio ambientale” sparpagliate sul territorio, per analizzare la qualità dell’aria del suo comune. 

    Dunque, se ho ben capito, la panacea dei mali diventerebbe la rilevazione dei fumi e la raccolta dei dati dell’aria che respiriamo. Non la rimozione delle loro cause, note anche ai bambini dell’asilo. Assolutamente no. Insomma il solito guardare al dito che indica la luna.

    Ti verrebbe da chiedergli così ex-abrupto (sapendo che non ti risponderà mai): scusami tanto, signor sindaco, ma secondo te e gli scienziati della tua corte un nuovo mega-parco commerciale di appena 26 ettari quadrati da piazzare in mezzo alla campagna di Collemeto migliora o peggiora la qualità dell’aria comunale? Oppure per avere una risposta dovremmo prima impiantare un bel po’ di centraline di monitoraggio anche in contrada Cascioni?

    *

    Dicono che me la prendo troppo; che la mia è una forma di accanimento terapeutico nei confronti dei malati di “cementite” acuta irreversibile; che è inutile riempire paginate intere di Noha.it e Nohaweb con invettive che non troveranno mai risposta; che “uso” l’Albino ed il suo sito per i miei scopi personali, e altre amenità del genere.

    E quali sarebbero questi miei “scopi personali”? Ah sì, i miei interessi privati come la qualità della vita, dell’aria, del territorio, e poi ancora la salvaguardia della bellezza, dell’arte, dei beni culturali. Mi chiedo, perché mai questi luminari a loro volta non usino anzi non “sfruttino” Noha.it per dire la loro (magari sui loro scopi personali), o per aprire un dibattito argomentato e a più voci su questo o quel tema, senza il bisogno di nascondersi dietro le solite minchiate. Temo proprio per mancanza di argomenti, altrimenti non avrebbe senso il detto rem tene, verba sequentur

    Invece no, meglio blaterare sotto coperta, spettegolando come tante comari.

    Molti (per fortuna non tutti), a cominciare dai nostri ineffabili politici sembrano pronti a classificare il sottoscritto non per quello che scrive, ma per il suo grado di “amicizia” a questa o quella forza politica. Per quanto mi riguarda confermo di non essere amico né vero né falso di nessuno. Quando qualcuno sostiene le mie battaglie, lo sostengo a mia volta; quando qualcuno fa o dice fesserie, lo combatto. Semplice.

    Ci sono un sacco di persone che per indole e formazione non hanno commercio d’amorosi sensi con la libertà del pensiero e dell’informazione, e non possono nemmeno lontanamente immaginare che esista invece un cittadino libero, senza padroni né partiti presi, che giudica di volta in volta gli esponenti politici e le loro scelte elogiandoli quando dicono o fanno qualcosa di buono e criticandoli nel caso contrario.

    Essendo intruppati ed irreggimentati, questi signori intruppano ed irreggimentano anche gli altri. E non si accorgono che, continuando ad attribuirmi referenti di qua e di là, di sopra e di sotto, non fanno che evidenziare – se ce ne fosse ancora il bisogno - la mia relativa indipendenza (stavo per dire assoluta, anche se il concetto di assoluto non funziona con gli esseri umani).

    Cerco, nei limiti delle mie possibilità di stimolare la riflessione, di avere un’occhiata oltre, di non salire sul carro del consenso generale misurato dall’applausometro e dalle ondate di saliva, e di non cavalcare mai le aperture, neppure quelle più promettenti, di chi sta al potere. Insomma denuncio non rinuncio (come purtroppo non fanno molti concittadini spalmati sui loro comodi divani).

    Essere di pungolo, però, non significa negare l’evidenza, fare il bastian contrario ad ogni costo, contrastare ogni novità. Significa invece praticare la profezia, con la consapevolezza della difficoltà di farlo hic et nunc.

    Questa roba ovviamente, molti la capiranno con il tempo, forse quando sarà troppo tardi (molti altri, invece, mai). Ma non bisogna darsi per vinti.

    C’è bisogno di santa pazienza e di tempo, dunque, anche per far digerire questi semplici concetti, e per provare a debellare l’ottusità imperante. Soprattutto quando questa si presenta in giacca e cravatta, e talvolta con tanto di fascia tricolore.

    Antonio Mellone

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 21/04/2012 @ 22:24:46, in CDR, linkato 2242 volte)

    Il nome “inceneritore” ha una certa assonanza, anche un po’ lugubre, con  quell’altro suo omonimo che incenerisce le nostre stesse spoglie quando è ora di togliere il disturbo.

    Ma forse è meglio  allontanare dalla mente certi brutti pensieri sognando magari di passare le prossime vacanze con delle salutari passeggiate nell’agro di Noha.

    L’idea di godere del silenzioso panorama della campagna nohana sprona ad essere mattinieri e aiuta a rinunciare anche ad un paio d’ore di sonno sperando di uscire a prendere una boccata d’aria buona.

    Ci sono dei giorni, però,  che l’aria è irrespirabile. Mi ricorda tanto quell’odore soffocante che rilasciavano i fumi delle taiate delle Tre Masserie di qualche decennio orsono, quando per le vie di Noha non circolavano né camion, né compattatori ma due semplici operatori ecologici armati di carretto a pedali e scopa di saggina. Ma quelli erano tempi di miserie e non c’era il famigerato progresso moderno.

    Certe mattine la  zaffata  asfissiante che si insinua prepotentemente nelle narici, reprime il desiderio di respirare a pieni polmoni.  Poi però pian piano il corpo si abitua all’aria mattutina ed il calore del sole rimuove lentamente l’inspiegabile mistero stagnante nell’aria che ogni volta che torno a casa trovo sempre più pesante.

    Mi viene in mente un pensiero riportato in una pagina del mio diario:

    “La prima volta che arrivai a Torino, rimasi colpito dallo strano odore dell’aria, un misto di marciumi vari, di olio bruciato e pietre ammuffite. Un odore che ti accoglie ineluttabilmente in qualsiasi periodo dell’anno appena metti il piede in stazione. Lì per lì sei portato a pensare che sia colpa della stazione ma una volta fuori la musica non cambia. Capita quindi di stare in un posto dove l’aria è sgradevole, ma fino a quando ci stai dentro non te ne rendi conto…”

    Scrive Vittorio Messori ne “Il Mistero di Torino” (*): Se avessero riempito di polveri, esalazioni di piombo, capannoni, colonne di camion carichi di cemento e mattoni, non avrei avuto così tanta tentazione nostalgica del ritorno alle radici.

    Noha (come Galatina e tanti altri paesi del Salento)  sono la testimonianza dell’ossimoro in assoluto. Vuol dire che hanno sacrificato generazioni intere con l’emigrazione pensando di risparmiare il territorio dall’industrializzazione, senza ottenere né il lavoro né la salvaguardia dell’ambiente.

    Da qualche tempo anche l’acqua delle falde acquifere alla profondità di 90 metri sono fatiscenti. E pensare che fino a pochi anni addietro ci si dissetava, per esempio, con l’acqua dei pozzi dell’agro dei  “paduli” dove l’acqua si trovava, e si trova ancora oggi, ad appena a quattro metri di profondità.

    C’è da restare allibiti nel sentire alcuni candidati al posto di “primo cittadino” dichiararsi favorevoli alla conversione della Colacem da cementificio in “inceneritore”. Si perché il dubbio che si tratti di una “conversione” piuttosto che il “potenziamento” del cementificio, persiste ed è suffragato dal fatto che a poche ore di mare dal Salento, ed esattamente a Ballare (Lezha),  c’è una fabbrica nata un paio d’anni addietro, uguale a quella di Galatina. Oramai la campagna salentina “ha dato”, ed il territorio intorno a noi somiglia ad una gruviera. Il cemento ha “munto” a dismisura il mercato locale mentre l’Europa dell’Est è ancora tutto da cementificare. Quella di de-localizzare dopo aver fatto scempio del nostro territorio è una porcata, soprattutto perché si vuole sempre esagerare, a qualsiasi costo. Non entro nel merito della validità della tecnologia degli inceneritori moderni, dello smaltimento delle ceneri catturate in corrispondenza del camino, né delle ceneri grossolane che si raccolgono sotto la griglia. Considerarle “inerti” e smaltirle in discarica o addirittura usarle per riempimenti di cave o per rilevati stradali mi sembra demenziale, un po’ come trovarsi nel mezzo di un ciclone e nascondere la testa sotto la sabbia. Tantomeno voglio entrare nel merito della riduzione dei rifiuti e dell’aumento del riciclaggio, benché questo debba essere considerato l’unico caposaldo della nostra tanto vantata civiltà, ma non possiamo fare a meno di aprire gli occhi e le orecchie, toglierci il velo di panna che ci intorbidisce quei quattro neuroni che speriamo siano ancora reattivi, per chiedere a Galatina, insieme ai comuni limitrofi, di farsi promotrice di una revisione della legge regionale sui rifiuti che prevede l’obiettivo “rifiuti zero”. Altro che incenerire!

    Invece di mettere in discussione la scelta dell’incenerimento prevale la logica del minor rischio, come se ci fosse una soglia di rischio “accettabile”. Cercare cioè un “equilibrio fra ambiente ed occupazione” (notizia diffusa dal Vescovo di Taranto, a detta del candidato a sindaco dott. Gervasi nell’intervista di TRNEWS di Telerama). Come se un impianto del genere che può aumentare le morti dovute all’inquinamento lo si può regolare mantenendo il rischio entro una soglia accettabile, barattando cioè quattro posti di lavoro con le malattie dell’intera popolazione.
    Non lo dico io, ma il dottor Giuseppe Serravezza, famoso Oncologo e Presidente dell’LILT (Lega italiana per la lotta ai tumori) – Sez. Provinciale di Lecce in un documento di cui allego la parte che ci riguarda.

    Dice il dr. Serravezza:

    Un tasso di mortalità per tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni (tutte neoplasie non correlate all’alimentazione!) cresciuto vertiginosamente. Le aree interessate sono tutte nel Salento, da Lecce in giù. Maglie il paese più colpito (43 decessi nel 2004, 37 nel 2005), ma anche Gallipoli, Nardò, Tricase, Cutrofiano.  E poi ancora:

    Alcuni anni fa abbiamo rilevato come l’area settentrionale di Lecce e il triangolo Maglie-Otranto-Galatina sono le zone che pagano il peggior tributo per morti da cancro ai polmoni. Si tratta di aree situate nei pressi di impianti industriali produttori di fumi nocivi e non è difficile ipotizzare che grazie ad un “gioco dei venti” queste sostanze raggiungano un territorio più ampio, pur senza escludere delle implicazioni dovute a situazioni ambientali autoctone.

    Qui non si tratta di fare del terrorismo o essere profeti di sventura, ma di rispettare la volontà di Dio che in quanto “Amore” ci comanda di rispettare tutta la natura e non solo il nostro tornaconto personale.


    (*) Il mistero di Torino, Vittorio Messori e Aldo Cazzullo- Mondadori Printing S.P.A. TN anno 2010.

     
    Di Antonio Mellone (del 24/10/2016 @ 22:23:29, in NohaBlog, linkato 590 volte)

    Ragazzi è dura. Raccontare balle è più facile che smontarle. Una scemenza si proferisce in pochi secondi: per confutarla, invece, devi impiegare almeno dieci minuti, un quarto d’ora. Capite bene ora qual è l’improbo compito nostro di fronte ad una serie infinita di minchiate così generosamente elargiteci dai sostenitori della novella schizzoforma costituzionale.

    *

    A questo proposito vi racconto una storia. Vera. E attualissima.

    Di recente ho dato una mano a DX (nome che non svelerò mai), una mia compagna di università, di qualche anno più piccola di me, per il superamento del famoso concorso pubblico per la scuola: classe d’insegnamento A017 - Discipline Economico-Aziendali, la mia specialità. Ora dovete sapere che DX, pugliese d’origine, è già una professoressa (ma precaria) in un istituto superiore dell’Italia del nord. Lecco, per la precisione.

    Come è possibile fare il tutor a distanza? Facile. Basta avere esperienza nel campo, passione (leggere, studiare e insegnare è uno tra i miei hobby preferiti) e, in questo caso, anche l’ausilio di telefono, telelavoro, telepass e, visto il contesto, telelecco.

    Quella testé trascorsa è stata una settimana cruciale: non so più quante volte ci siamo sentiti e scritti in merito alle ultime dritte per l’orale di questo benedetto concorsone. Che alla fine, devo dire, DX ha superato brillantemente il pomeriggio inoltrato di venerdì 14 ottobre 2016.

    Sempre venerdì scorso, dopo i numerosi contatti mattutini per gli ultimi dettagli, verso le 21 tutta contenta la mia prof.- discente mi chiama per ringraziarmi e per raccontarmi per filo e per segno l’andamento della lezione simulata, i particolari del colloquio, e il voto al termine della lunga interrogazione da parte dei commissari.

    Dopo le congratulazioni, e i miei soliti “hai visto?”, “che ti dicevo io?”, “meno male che mi hai ascoltato”, “io non sbaglio mai”, eccetera eccetera, vista l’attualità, le faccio: “Senti DX, dopo tutto questo, mi dici cosa voti al referendum sulla Costituzione?”.

    Mi risponde sicura: “Siiissimo”.

    - Siiissimo? E come mai ne sei così convinta?

    - Ovviamente per cambiare.

    - Per cambiare cosa?

    - Questo stato di cose, questo schifo.

    - Bè se volessi veramente cambiare questo stato di cose, basterebbe votare NO e mandare a casa chi fa finta di governarci da un paio d’anni con chiacchiere e distintivo. Se voti Sì, invece, dai ancora più forza a questi figuri che rimarranno al potere senza più limiti, e se possibile con ancor più spocchia. Anzi se davvero volessimo cambiare questo “stato di cose o questo schifo” – come dici tu - basterebbe provare a realizzare i principi della nostra Costituzione, non a buttarla nel cesso. Ma al di là di questo: hai letto la nuova carta, o meglio i 47 articoli che vogliono cambiare?

    - Veramente no, sono stata impegnata con il concorso.

    - Bè, allora in base a cosa voterai sì, in base agli slogan che ti raccontano a reti unificate? Ma ti rendi conto che tu sei una professoressa? E’ questo il metodo che insegni ai tuoi ragazzi?

    - E questo che c’entra.

    - Come che c’entra. Mica s’insegna a ragionare o a scegliere per sentito dire. Mica fai una ricerca utilizzando fonti di seconda mano. Ma hai letto la riforma del senato, e in particolare l’articolo 70, e poi di seguito il 71 e il 72?

    - No.

    - Bè, provaci. Se riesci a capirli e a spiegarmeli è capace che voto anch’io per il sì. Ma ti sei accorta che è scritta con i piedi? Anzi con i calli dei piedi?

    - Ti dico che non l’ho letta. Ma voto sì per mandare a casa la vecchia classe politica che vota NO compatta, tipo i D’Alema, i Brunetta, i Fini, e anche Berlusconi.

    - Bè, in effetti certi personaggi a volte sono controproducenti alla causa della Costituzione e dunque a quella del NO. E comunque D’Alema, Fini, Berlusconi e anche Brunetta sono ormai belli che cotti. Diciamo che i danni, li hanno già fatti a tempo debito. Invece tra gli esponenti della “nuova classe politica”, quella che vota compatta per il sì, si annoverano quegli altri gigli di campo (santo) che rispondono ai nomi di Casini, Pera, Urbani, Verdini (che sta di fatto con un piede dentro il governo), e poi c’è quell’altro virgulto che è Napolitano (più vecchio della costituzione che vorrebbe cambiare perché “vecchia”, per dire), senza scordarci di Alfano (il fratello di suo fratello), e anche Maurizio Lupi, Flavio Tosi (stavo per dire Flavio Briatore: che ovviamente vota sì). Più che il nuovo che avanza, il vecchio che è avanzato. E poi, cara DX, mica uno vota perché certi “vip” si esprimono in un senso o nell’altro. Tu sei una prof – lo vuoi capire una buona volta? - e non puoi dar retta a questo o quell’altro. Dovresti, diciamo così, provare a ragionare con la tua testa.

    - Vabbé, ma il senato.

    - Il senato, cosa? Hai visto che il senato esisterà ancora, nonostante le chiacchiere? Ti è chiaro almeno che non è più elettivo, e che non potremo più sceglierci direttamente nemmeno un senatore? Nel senso che il 5% dei senatori sono scelti dal capo dello stato (che a sua volta verrà scelto come verrà scelto: puoi immaginare come), 21 sono tra i sindaci di chissà quali città, mentre 74 senatori saranno nominati tra i consiglieri regionali. E poi mi dici quando sindaci e consiglieri regionali, con questo doppio incarico, avranno il tempo di viaggiare alla volta di Roma, studiarsi le leggi, proporne di nuove, apportare gli emendamenti, discuterli, votarli? Come potranno far bene nel loro doppio ruolo di sindaci e/o consiglieri e poi anche di senatori? Non trovi che qui si sta stravolgendo tutto, a cominciare dall’articolo 1 della Costituzione che parla di sovranità popolare, nel senso che i membri degli organi legislativi dovrebbero essere eletti direttamente dal popolo?

    - Ma si risparmiano un sacco di soldi.

    - E dagli con ‘sti soldi. Per risparmiare quel “sacco di soldi” basterebbe ridurre di un 10% non di più gli stipendi di tutti i parlamentari e un po’ di privilegi. E’ che tu e quegli altri che parlano per partito preso pensano ai costi della democrazia e non invece a quelli dell’autoritarismo. Ci sono mille modi per ridurre davvero le spese della politica, e non questa pigliata per fessi.

    - E poi la riforma del titolo V, ma dai.

    - Scusa DX, ma hai almeno capito quali sono le novità di questa schifezza chiamata riforma a proposito di titolo V?

    - Veramente…

    - Bè, te lo dico io. Il nuovo articolo 117 (che fa parte di questo benedetto titolo V) parla di competenze, anzi di potestà legislativa esclusiva in determinate materie. Ma lo sai che il governo centrale avrà il diritto di fare tutto quel cavolo che vuole, e senza possibilità di appello, in tema di porti, aeroporti, autostrade e cosiddette infrastrutture per l’energia? Con questa riforma il controllo del territorio viene sottratto alle regioni per passare al governo centrale. Punto. Il che significherà mani libere su tutto: cemento, discariche (anche di scorie nucleari, per esempio sulla Murgia - ci hanno già provato una volta, ricordi? No), Tap, Tav, trivellazioni in mare e in terra, ponte sullo stretto, strade a chissà quante corsie (e follie), tempa rossa, Ilva, per non parlare delle altre grandi opere inutili, dannose e costose che grazie a Dio non mancano mai in agenda. Dimmi, DX, sei contenta se non conti più un cazzo?

    - Antonio, con te non si può ragionare.

     

    p.s. 1 Chiedo scusa se ho dovuto accorciare il resoconto stenografico della telefonata con DX. Ribadisco che fatti e personaggi sono reali e non frutto di un'invenzione letteraria. Purtroppo.

    p.s. 2 Ringrazio Marcello D’Acquarica per la sua ennesima sagace e mordace vignetta.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 10/10/2013 @ 22:23:08, in NohaBlog, linkato 1733 volte)

    Le chicche contenute nella famosa Convenzione siglata tra il Comune di Galatina e la Pantacom , quella che ha dato il via libera al Mega-porco commerciale in contrada Cascioni, non finiscono mai di stupire per la loro numerosità e per la loro ridicolaggine. 

    Scorrendone il papiro vergato dagli Attila dei nostri giorni troviamo un’altra cosa strepitosa. Che è questa.
    Aprite bene le orecchie, turandovi al contempo il naso: la Fantacom dovrà costruire, oltre a tutto il resto, anche “uno spazio urbano di 150 + 150 mq con servizi, in zona centrale dell’area commerciale integrata destinato ad ufficio artigianato e turismo del comune di Galatina per la promozione del proprio territorio e per la pubblicizzazione dei prodotti locali [sic!]”. E’ scritto proprio così, questa roba non me la sono inventata io.
    Questo, signore e signori, è il topolino partorito dalla Montagna: una cir-Convenzione d’incapace deliberata quasi all’unanimità da un consiglio funerale nel corso di un infausto pomeriggio di fine estate 2013.
    *
    All’interno del Mega-porco avremo, dunque, oltre a tutto il resto (come il “parco urbano” di cinque ettari mattonati), anche un ufficio artigianato e soprattutto turismo. Non lo trovate strabiliante? Di più, sublime?
    Immagino già sin d’ora la fila di turisti al box-office artigian-turistico in cerca di un luogo ameno del Salento dove magari fare la spesa per aumentare il nostro Pil (non vedono l’ora, i nostri ospiti).
    Non avendone mai visitato uno in vita loro, andranno in cerca di questo misterioso luogo chiamato centro commerciale, come in una sorta di caccia al tesoro, alla ricerca spasmodica di offerte promozionali, parcheggi enormi meglio se a pagamento, parchetto “urbano” [sic!] di 5 ettari incorporato, dove far divertire un po’ anche la prole (povere creature “educate” fin dalla più tenera età all’interno di un ecomostro degno del peggior Jurassic Park, con tanto di fast-food, hamburger, patatine, hot dog e Coca-Cola: il massimo insomma per la salute del corpo e della mente dei protagonisti del nostro futuro).
    *
    I turisti provenienti da Milano, Torino, Bologna o altrove non vanno mica in cerca delle peculiarità del nostro territorio, della campagna, della natura, del mare incontaminato, della genuinità dei nostri prodotti, dei beni culturali, della cucina casalinga, delle relazioni umane, della nostra storia…
    No, signora mia, troppo traumatico: i villeggianti di ogni dove verranno sempre più numerosi in Puglia, e nel Salento in particolare, senza dubbio per godere dei mega-impianti di fotovoltaico in mezzo ai campi, per ammirare le pale eoliche conficcate come una corona di spine nel semicerchio dell’orizzonte rurale, per usufruire dell’aerosol-terapia grazie ai fumi di scarico delle ciminiere o degli inceneritori a chilometri zero (eventualmente made in Colacem), per percorrere le strade a quattro follie che porteranno migliaia di auto a tuffarsi direttamente nel mare di Santa Maria di Leuca (de finibus terrae), per farsi un tour nelle aree artigianali e industriali della provincia possibilmente enormi, abbandonate e piene di discariche a cielo aperto, per trascorrere come sardine in scatola le vacanze nei villaggi turistici prefabbricati direttamente sulle scogliere a picco sul mare (come quello che hanno intenzione di costruire nell’ormai ex-porto Selvaggio), per ammirare i comparti di villette a schiera tutte uguali costruite nelle periferie senza fine delle nostre città. Ma soprattutto per andare a finire a Collemeto, dove troveranno un nuovo megacentro commerciale di 26 ettari pronto ad attenderli a casse aperte.
    uiQuQQui, come da tradizione, turisti e autoctoni potranno riempire il loro carrello di una miriade di cose inutili.
    Poi, una volta rimpatriati, magari dopo interminabili file, tanta benzina dissipata e tanto tempo sprecato, potranno finalmente dire che si sono divertiti.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 31/01/2017 @ 22:22:22, in NohaBlog, linkato 697 volte)

    Che ingenuo che sono. Pensavo che il capitolo del mega-porco (come fai, signora mia, ad appellarlo mega-parco commerciale) e dunque della violenza che si vuol perpetrare con altro cemento nell’amena campagna di Collemeto fosse archiviato una volta per tutte.

    Mi sbagliavo di grosso. Pare che navigatori sotterranei conto terzi, con tanto di attendenti di complemento, stiano ancora brigando per riportare all’ordine del giorno questa “opportunità anticrisi”.   

    Da qui a qualche tempo temo che si sarà costretti ancora una volta a sentirne parlare enfatizzando - di un centro commerciale - le magnifiche sorti e progressive in termini di “volano” e “ricadute” per l’occupazione di chi di speranza vive e dunque per definizione disperato muore.

    Anzi il centro commerciale  (un centro in periferia: vai a capire certe elucubrazioni) diventerà un must dei programmi elettorali della solita solfa di “novelli” “politici” (virgolette a novelli e a politici), i quali stan facendo di tutto per far finire Galatina in una discarica a chilometro zero. E, viste le teste mosse in continua annuenza, con molte probabilità di vittoria.

    Ma santo cielo, come si fa a far capire che, come già ampiamente documentato, la Pantacom srl è la società a responsabilità limitatissima, oltretutto inattiva, che - secondo la lettura dei dati di bilancio che si evincono da una recente visura camerale, sostanzialmente identica a quella di un paio d’anni fa - dal punto di vista finanziario, patrimoniale e commerciale ha lo stesso valore del due di picche con briscola a denari, ergo assolutamente non in grado di dare al Comune di Galatina uno straccio di garanzia (lemma ignoto, quest’ultimo, alle parti in causa) sui suoi megagalattici business-plan, redatti, pare, con i piedi.

    Come arcinoto anche agli svampiti di professione, la Pantacom è una società della galassia Perrone, la famiglia del sindaco più amato dai suoi sudditi leccesi (contenti loro) e presumibilmente anche da molti galatinesi, inclusi molti personaggi politici di chiara fama (e, vista la stazza di certi candidati a sindaco, anche di chiara fame) che s’accingono ad occupare o a rioccupare lo storico palazzo Orsini - edificio che sarebbe ormai il caso di ribattezzare più opportunamente “Del Balzo”. Del balzo in avanti, s’intende. Nella cava.

    Il tutto con la benedizione “urbi et orbi” del Quotidiano locale sul quale ‘sine ira et studio’ (e soprattutto ‘sine studio’) si è usi leggere veri capolavori di letteratura horror altrimenti detti comunicati-stampa, prontamente pubblicati dalla redazione, evidentemente in mancanza d’altro e soprattutto di giornalisti. Degli ultimi recenti pezzi sulla Pantacom vi racconterò la prossima volta.

    *

    In questa povera città né sindaci né commissari riescono a proferire un NO secco ed incontrovertibile alle sirene d’Ulisse. Non ce la fanno proprio. E’ più forte di loro. Voglio sperare solo per mancanza di coraggio e soprattutto di basi culturali fondate sul sacrosanto principio dello “STOP AL CONSUMO DEL territorio”, e non per servilismo o peggio ancora per cointeressenza in questa colossale speculazione fondiaria e immobiliare che, se non fosse pericolosa, anzi tragica, somiglierebbe tanto ad una buffonata.

    Povera Galatina, un tempo città d’arte, con la benedizione dei tuoi abitanti belli-addormentati-sul-divano, ti stai vieppiù trasformando giorno dopo giorno in una città del cemento e delle chiacchiere da bar sport.

    All’interno delle tue mura si continua ancora oggi a blaterare di contrada Cascioni, di padroni, di circonvallazioni, di capannoni, di milioni. I soliti paroloni cogli ‘oni’.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 07/10/2013 @ 22:20:12, in NohaBlog, linkato 1407 volte)

    Se non fossimo nel bel mezzo di un dramma, anzi di una tragedia, nel leggere la Convenzione con la Pantacom, approvata pressoché all’unanimità dal consiglio comunale di Galatina il 25 settembre scorso, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate. Sorge il dubbio che la cosiddetta maggioranza delle larghe cretinate (formata anche localmente dalla destra eterna nonché dal neofita centro-destra, cioè il Pd, che ha varato questo ennesimo Titanic) non abbia non dico compreso ma nemmeno fatto finta di leggere quella decina di fogli formato A4 che compongono questo capolavoro di letteratura horror contemporanea.

    *
    Se volessimo far qui una sintesi epesegetica di questo obbrobrio non la finiremmo più (né sarebbe pensabile un’analisi logica del testo, anche perché di logico in quelle righe abborracciate non c’è proprio nulla: l’unica analisi ragionevole cui sottoporre soggetti e oggetto de quo, anzi de qua, dovrebbe essere quella psichiatrica).  
    Ma per evitare di macchiarci del reato di omissione di lettura di atti d’ufficio e soprattutto di quello di omissione di soccorso-addormentati-galatinesi siamo costretti a rilevare di seguito solo qualche perla della citata Convenzione pensata e scritta dagli scienziati comunali di turno magari sotto la dettatura di qualche altra cima eccelsa esponente di quella società inattiva da anni, se non dalla sua fondazione, che risponde al nome di Pantabort. Credo che Dudù avrebbe saputo stilare meglio l’articolato capitolato di cui trattiamo (senza offesa per il barboncino più famoso d’Italia).
    Già me li vedo alti ma soprattutto bassi dirigenti comunali attorniati da consiglieri, assessori e sindaco pronti a vergare con inchiostro simpatico il testamento funebre dell’ecologia e dell’economia di Galatina, sempre nel nome delle larghe prese (per quel coso che più somiglia alla loro faccia). 
    *
    E partiamo dall’articolo 2, con una frase vergata in Convenzione senza manco un pizzico di convinzione (o forse con la massima convinzione e senza il minimo dubbio, il che è uguale) che suona così: “La realizzazione della predetta area consentirà al comune di Galatina di incrementare il livello occupazionale del territorio, nonché accrescere e valorizzare le numerose eccellenze commerciali presenti in zona”. Sì, come no.
    Nel leggere questa corbelleria sesquipedale verrebbe da risponder loro: e se così non fosse? Cosa succederebbe o cosa succederà? Verrà meno la Convenzione? E chi pagherebbe eventualmente i danni della revoca e con quali soldi? E come potremmo tirarci indietro, poniamo il caso, dopo che il terreno sarà stato sbancato, e, magari, tre o quattro capannoni costruiti a metà? Utilizzando la macchina del tempo per tornare indietro?
    Molto probabile, visto che questi credono a tutto, soprattutto ai somari vaganti nell’aere.
    *
    E poi, a cosa mai si riferirà la bella locuzione “accrescere e valorizzare le numerose eccellenze, eccetera eccetera”? Vuoi vedere che questi sotto sotto quando parlano di eccellenza alludono proprio all’agricoltura?
    Ma certo che con il Mega-porco si potrebbero valorizzare le eccellenze del nostro settore primario (come ad esempio le patate e le cicorie di Galatina, arcinote soprattutto al di fuori di Galatina). Ma come? - chiedereste voi. Ma semplice: facendo mancare ettaro dopo ettaro il terreno sotto i piedi delle superstiti aziende agricole locali.
    Non trovate sia fantastico e soprattutto facile?
    Non sapete voi che il valore di mercato di un bene economico dipende proprio dalla sua scarsezza? Le cicorie e le patate di Galatina, per esempio, potremmo importarle direttamente dal nord Africa o dall’Olanda, dove vengono prodotte in abbondanza, per venderle fresche fresche nel novello supermercato di Contrada Cascioni.
    Non è geniale? Ma com’è che non ci avevamo pensato prima, ed abbiamo dovuto attendere la calata dei Perrone da Lecce perché lo capissero financo gli ineffabili pollitici nostrani con codazzo incorporato?
    Antonio Mellone
     

    Incontro con Antonio Mellone, fondatore de L’Osservatore Nohano

    Come è stato il 2011 per la nostra Galatina e qual è la tua speranza per 2012?

    Queste le domande fatte al collega Antonio Mellone, direttore de L’Osservatore Nohano.

    <L’Osservatore Nohano, la rivista on-line del sito www.noha.it, di cui sono stato editorialista nonché uno dei fondatori (ma non “il direttore”: figura che non è mai esistita per questo periodico atipico e un po’ clandestino) ha cessato di esistere lo scorso 9 gennaio 2012, dopo un lustro di nove uscite mensili puntuali come un orologio svizzero.

    Abbiamo deciso di smettere per scelta strategica, pensando che L’Osservatore Nohano avrebbe forse dato più fastidio da morto che da vivo. Ciò detto, ribadisco il fatto che il sito noha.it continua ad essere vivo e vegeto e ricco di contenuti. Anche attraverso questo sito (il discorso vale anche per gli stupendi ed utilissimi siti di Galatina, che consulto ogni giorno) si può riuscire a scorgere nella vita quotidiana locale molti elementi di generalità ed universalità.

    Dunque, caro professore Contaldo, qui non parlo che in veste di direttore di me stesso, o - il che è lo stesso - di cittadino. Dovremmo capire una buona volta, cioè, che la vera autorità locale non è il sindaco, o il parroco, o il vescovo, o il direttore della posta o della banca, o l’onorevole di turno, o il direttore di un giornale, o il capo di un partito, o un consigliere comunale o regionale, eccetera eccetera; la massima autorità dovrebbe tornare ad essere il Cittadino (scritto finalmente con la maiuscola) dal quale tutte le (ormai ex) autorità summenzionate dovrebbero sentirsi i dipendenti. Concetto scontato soltanto a parole; un po’ meno nei fatti.

    Non c’è unto dal Signore che tenga, né un leader al quale affidare il futuro e noi stessi. La parola leader, si badi bene, è un insulto per il popolo. Non dovremmo aver bisogno di leader o di eroi! Guai seri sarebbero per quel popolo che si affidasse al leader, che poi inevitabilmente si trasforma in padrino locale, anzi in caporale locale. E noi non abbiamo bisogno di caporali, ma di Uomini!

    Ognuno è responsabile di se stesso e verso la società. Basta con il velo sugli occhi, con la deferenza, con il servilismo sciocco, con le nebbie dell’incenso, col timore reverenziale, con il belato caprino o ovino, con la paura della verità.        

    Ma, caro professore, veniamo al dunque, alle risposte, cioè, alla sua domanda sul nuovo anno, sul nuovo che avanza (sperando di non imbatterci nel vecchio che è avanzato). Per questioni di spazio mi limito a guardare avanti più che fare un bilancio dell’anno testé passato, evidenziando cosa mi aspetto e cosa auspico per me e per gli altri concittadini.

    Galatina, la più bella terra del mondo, sta attraversando ormai da un decennio una stagnazione politica terribile, che si riflette ovviamente nel campo sociale ed economico. E’ dunque giusto e pio che il Cittadino apra finalmente gli occhi, si svegli dal torpore, diventi parte attiva delle scelte politiche, e, smettendo di essere allergico al nuovo, faccia finalmente piazza pulita - attraverso una X apposta sulla scheda elettorale - di faccendieri, miopi arrivisti, millantatori, navigatori sotterranei conto terzi, malati di logorrea, protagonisti di batracomiomachie e zuffe da pollaio. Qui non si richiede quella corbelleria meglio conosciuta come “ricambio generazionale” (in quanto si può essere giovani a ottant’anni e rincoglioniti a venti), ma, magari, una discontinuità di volti e soprattutto un ricambio di vocabolario. Abbiamo bisogno di una nuova grammatica dello stare insieme, e un nuovo linguaggio che aborra, ad esempio, lemmi della serie: “apparentamento”, “ricaduta elettorale”, “visibilità”, “personalismo”, “vertice di maggioranza”, “poltrona”, “appoggio esterno”, e soprattutto quel luogo comune triviale, anzi quello slogan volgare che è la “politica del fare”…

    Detto questo, aggiungo anche che non basterebbero uno o più politici virtuosi per il riscatto di Galatina, Noha, Collemeto e Santa Barbara. Infatti non sempre succede che un uomo pubblico virtuoso riesca a rendere virtuosa la propria città; ma è certo invece che una città virtuosa sa esprimere sempre uomini politici virtuosi. E i cittadini virtuosi sono quelli che si chiedono cosa possono fare per la comunità e non cosa la comunità possa fare per loro.

    Dunque bisogna capire che le parole sono importanti, ed è arrivato il momento di impadronircene. Non si capisce perché ultimamente gli arroganti sono diventati intraprendenti; i buffoni, simpatici; i delinquenti, furbi che sanno stare al mondo; i cinici, intelligenti; né si comprende, per contro, perché gli onesti sono diventati fessi; i coraggiosi, visionari; e gli intransigenti, noiosi moralisti.

    Serve un nuovo linguaggio comunitario (e laico) che parli finalmente di tutela del territorio, di risparmio energetico, di micro-generazione di energia, di valorizzazione dei beni culturali, di recupero e riciclo delle risorse, di sviluppo sostenibile e quindi anche di decrescita felice, di ristrutturazione del patrimonio edilizio piuttosto che di cementificazione…

    A Galatina serve più aria pura e meno CDR, più libri e meno televisione, più conflitti e meno interessi, più centro antico e meno centri commerciali, più passeggio pedonale e meno auto, più incontri pubblici e meno isolamenti casalinghi, più autoregolamentazione e meno divieti (una cittadinanza culturalmente evoluta, ad esempio, non va in giro nel centro storico - ma anche in periferia - in automobile, quando invece può benissimo andare a piedi o al più in bicicletta, e senza il bisogno di vincoli o proibizioni).

    Questo auspico per il nuovo anno. Non so se questo sia chiedere troppo.

    Va bene, allora, se concludo dicendo che illudersi è pericoloso, mentre sperare obbligatorio?>>

    Virgilio Contaldo

     
    Di Antonio Mellone (del 25/11/2012 @ 22:19:02, in Circonvallazione, linkato 2079 volte)

    Il primo novembre scorso, all’indomani della “Presentazione della nuova circonvallazione Sud-Ovest” che avevo visto (inorridito) su galatina2000.it, ed alla luce delle battaglie portate avanti, tra gli altri, anche da Tonino Baldari sulla salvaguardia dell’antica quercia vallonea che verrebbe tradita da questa “opera” “pubblica” (ci vogliono le virgolette sia su opera e sia su pubblica), invio da Milano (dove mi trovavo per una breve vacanza: non potevo perdermi la mostra su Picasso) il seguente lapidario sms alla Roberta Forte: “Cara Roberta, non dobbiamo salvare solo una quercia, ma ogni centimetro quadrato della nostra terra. Come i rifiuti non si riducono con gli inceneritori ma prima di tutto con minori consumi, e poi con la raccolta differenziata, così il traffico di Galatina non si ridurrà con una circonvallazione ma lasciando a casa le macchine, e usando di più il cervello per muoverci. Io continuerò a lottare ancora per questo. E tu?
    Nel pomeriggio della stessa giornata, mi perviene, sempre sul telefonino (non ho l’i-phone, né bazzico su face-book), la risposta della Roberta: “Io non ho mai smesso, consapevole però che l’obiettivo non si raggiunge premendo il tasto di un telecomando, ed anche che spesso ciò che appare non è quello che sembra, e che bisogna affrontare le cose, analizzarle e trovare le soluzioni”. E poi ancora, saltando da palo in frasca: “Sbaglio o credevi che la ristrutturazione della scuola a Noha fosse un bluff e che la sua chiusura nascondesse chissà quali nefandezze? Io sto imparando ad accordare meno fiducia a quello che mi viene detto, al contrario spero che tu possa iniziare a fidarti appena un po’ di più. E’ un lavoro difficile per entrambi.
    E qui, prima di entrare nel merito della prima parte di questa risposta, vorrei liquidare la seconda (quella a proposito della vecchia scuola elementare di Noha che inizia con “Sbaglio o credevi…”) con un brano della mia replica che suona così: “[…] Per quanto riguarda la scuola di Noha non ho mai pensato a chissà quali nefandezze: è fin troppo evidente la sciatteria con cui s’è lavorato […]”.
    Avrei voluto aggiungere che probabilmente la mia interlocutrice non aveva letto una beneamata mazza di tutto ciò che avevo scritto sul sito di Noha, e soprattutto che non avevo “accordato alcuna fiducia a quello che mi viene detto”, anche perché non mi era stato detto proprio nulla, purtroppo. Anzi, ero stato (per mesi, invano) alla disperata ricerca di qualcuno che mi raccontasse più o meno ufficialmente qualche verità sullo stato di fatto della struttura, che, oltre tutto, era sotto gli occhi di tutti, anche dei ciechi, dei sordi, dei plaudenti, dei bendati e degli imbavagliati. Ma lasciamo, per ora, il semi-bluff della vecchia scuola di Noha, e ritorniamo a noi, cioè al tema della circonvallazione di Galatina, ed alla prima  parte del messaggio della Roberta, che sembra scritto in politichese puro.
    Quando ho letto che “l’obiettivo non si raggiunge premendo il tasto di un telecomando” e che “ciò che appare non è quello che sembra”, e che “bisogna affrontare le cose”, eccetera eccetera, ho capito il dramma umano della nostra vice-sindaco (l’avrei abbracciata): insomma è come se volesse dire, ma, data la sua carica, non potrebbe; è come se fosse costretta ormai dal suo status ad arrampicarsi sugli specchi ed a dare il solito colpo al cerchio alternato da quello alla botte; è come se la sua coscienza fosse portata necessariamente ad accettare le ragioni del potere o della sua poltrona, rinnegando in un minuto-secondo anni di convinzioni. Ma tant’è.  
    Io mi sarei aspettato una reazione di questo tenore: <<Sono d’accordo con voi, cari compagni di tante lotte. Ora basta: me ne frego del consenso degli altri assessori, dei consiglieri della mia maggioranza (e di quelli dell’opposizione che non si oppone), dei perbenisti di facciata, degli interessati, e dei cementificatori di sogni. Questa circonvallazione è un’emerita stronzata: inutile, dannosa e costosa. E’ un’opera disegnata anni fa, e pertanto anacronistica: sono altre le “strade” da percorrere per il benessere di tutti. E’ davvero un bel peccato cementificare ed asfaltare altri tratti della nostra vita.
    Voglio ancora ribadire, miei cari, quello che ho sempre detto in mille altre occasioni: “Stop al consumo di territorio”. La terra è un bene comune, come l’aria, l’acqua, l’energia e la cultura. E va salvaguardata, metro quadro per metro quadro, senza se e senza ma. Questa circonvallazione interna è un pugno nell’occhio alla ragione, al buon senso ed alle pubbliche finanze. Questo n-esimo scempio non s’ha da fare, né oggi né mai. Ci saranno delle penali da pagare in caso d’interruzione dell’opera? Pazienza, si paghino pure: gli esborsi saranno pur sempre inferiori al totale dei costi monetari, e soprattutto a quelli sociali.
    Dimettermi? Perché dovrei? Ci mancherebbe altro. Ho preso i voti dei miei concittadini proprio perché le idee di chi mi ha suffragato – che poi sono anche le mie - camminino sulle mie gambe, ed ora dovrei rassegnare le dimissioni? Giammai. Si dimetta piuttosto chi non pensa con la propria testa, ma con il portafoglio o con la logica di breve periodo, che non mi appartiene.
    Le ferite al nostro territorio sono irreversibili. E poi l’ho sempre detto, e qui lo ribadisco: la terra è finita>>” 
    Andiamo in pace.

    Antonio Mellone

    P.S. Ora non salti in mente a qualche scienziato pazzo (o a qualche politico no-strano) di fare la solita variante in corso d’opera, spostando magari questa circonvallazione verso la terra di Noha. Quell’altra ci mancava.
    Nessuno ne ha parlato. Ma è meglio metter le mani avanti: non si sa mai.

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 01/03/2013 @ 22:17:45, in I Beni Culturali, linkato 1733 volte)

    La telenovela dei famigerati Beni Culturali di Noha continua. Mi sembra una di quegli sceneggiati a puntate degni della nostra televisione, così ancor oggi incredibilmente seguita (v. don Matteo). Per giunta gratis, senza cioè l’incombenza canonica di alcuna tassa da pagare per i servizi.

    Ci mancherebbe che ci chiedessero di pagare pure il canone, visto che i servizi li vediamo solo nel senso deleterio dell’espressione (“ci hanno fatto proprio un bel servizio”). Di fatto ogni volta che noi abbiamo indirizzato delle domande in merito ci è stato risposto: “Adesso tocca a voi!”

    Così, come un fulmine a ciel sereno, è giunta al Circolo Culturale Tre Torri di Noha, da parte della Soprintendenza della Regione e della Provincia (non sia mai che qualcosa ci pervenga dal Comune di Galatina) la risposta alle tante domande che ci siamo fatti e che abbiamo rivolto a lor signori\e nei tempi dei tempi.

    Di recente, nel mese di dicembre 2012, su questo stesso sito, abbiamo condiviso una lettera aperta indirizzata al Sindaco e all’Assessore alla cultura in cui si elencavano, punto per punto, le innumerevoli richieste inerenti i nostri beni culturali e rivolte all’attenzione della Soprintendenza.

    Chissà a quale delle domande della lettera aperta hanno pensato di rispondere i mandatari della missiva recapitataci (e che di seguito alleghiamo)? Ma non è questo il punto, l’importante è che lo abbiano fatto. La cosa più sconvolgente è che la risposta sembra priva di senso logico per almeno due ragioni.

    Nella lettera identificata con il n. di protocollo 000417, e che alleghiamo di seguito, leggiamo infatti:

    Si riscontra la nota in oggetto e si rappresenta che la Regione, nei passati cicli di programmazione è stata fortemente impegnata in una azione di supporto e sostegno delle amministrazioni locali per il recupero, la conservazione, la riqualificazione e la fruizione del ricco e qualificato patrimonio culturale diffuso nel territorio. Sia attraverso lo strumento degli Accordi di programma quadro (delibere Cipe 142/99; 17/03; 20/04; 35/05; 3/06), per quanto riguarda la programmazione di Fondi FAS, che per il tramite delle varie azioni del PPA dell’Asse IV, linea 4.2.1. del PO FESR 2007-2013, sono state erogate risorse a beneficio di complessi monumentali di pregio, teatri storici, aree archeologiche, musei e biblioteche.

    La parte evidenziata (a noi così giunta), sembra quasi voler sottolineare il fatto che, essendo già state erogate le risorse, qualcuno se ne guardi bene di richiederne delle altre. Come d’altronde viene specificato chiaramente tre righe dopo nella lettera stessa.

    Ora ci viene spontanea la domanda: “Come e da chi sono state erogate e consumate le risorse di cui si parla in questa lettera?”.

    Secondo punto o dubbio. Nella letterina di Natale pervenutaci si parla di “stato di avanzamento della progettazione che consenta di valutare il programma di fruibilità pubblica del bene”.

    Di cosa parlano? Esiste, dunque (a nostra insaputa) una progettazione di fruibilità dei nostri beni in cui qualcuno s’è impegnato? E per quale ragione, se così fosse, i cittadini di Noha ne sono tenuti all’oscuro?

    Non ci sembra di aver mai chiesto soldi o progetti ai Dirigenti firmatari del protocollo Regionale, dott. Mauro Paolo Bruno e Avv. Silvia Pellegrini, ma semplicemente un vincolo giuridico affinché quei beni siano salvaguardati da qualsiasi atto vandalico o eventuali progetti pseudo-legali. Inoltre, visto che la suddetta comunicazione protocollata (per la quale si sono scomodati i Dirigenti sunnominati e il Presidente della Provincia di Lecce), è stata inviata all’attenzione del Signor Sindaco del Comune di Galatina, di  cui siamo riconosciuta periferia, saremo degni questa volta di un Suo interessamento? Oppure la puntata si chiuderà con l’ennesima calata del sipario sul mistero dei Beni Culturali di Noha?

    Marcello D’Acquarica

    iconLettera

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 27/04/2017 @ 22:17:21, in NohaBlog, linkato 724 volte)

    Premessa di Marcello D’Acquarica

    Continuo a sentir dire, anche da alcuni docenti Galatinesi, che è ora di smetterla di parlare di Noha o di Collemeto e di S. Barbara, che noi siamo tutti di Galatina e che oggi come oggi i territori si uniscono e non si dividono.

    Non sto qui a fare nessuna lezione dell’importanza dell’identità di un popolo, del senso di appartenenza o della storia locale a nessuno, ve la risparmio. Cancellare il nome vuol dire eliminare il fattore principale che identifica un luogo o una persona. Cancellare il nome di una comunità vuol dire cancellarne la storia, e Noha ha una storia che la identifica inequivocabilmente. La storia, non va cancellata, ma va studiata.

    Penso a come potrebbero sentirsi i nostri ragazzi, che ancora oggi se ne vanno via da Noha in cerca di fortuna, senza il vero nome di origine sul loro documento di identità.

    Penso a cosa ne sarebbe di tutte le pagine scritte per secoli sui libri di storia in cui compare il nome di Noha. Ecco appunto, il nome.

    Dicono che siano stati i Baroni De Noha a dare il nome al paese. Ma, se sui testi riportati fino alla fine dell’800 Noha è indicata con Noe, Noje o Nove, per quale motivo nel ‘900 si è dovuto chiamarla Noha? Visto che i De Noha non sono più stati governatori del feudo dal 1580?

    Perciò faccio appello al buon senso di chi vorrebbe annegare in unico brodo la nostra antichissima storia, di smetterla con queste manie di mescolanza e di annullamento della nostra identità, Nove era e resta il nome storico che il nostro paese da sempre ha avuto.

     

    Di seguito la ricerca di P. Francesco D’Acquarica, profondo studioso della storia di Nove

    Noha o meglio NOVE

    come dice la gente

    di P. Francesco D’Acquarica

    CONCLUSIONE DEL CAPITOLO SECONDO (*)

    Certamente anche nel territorio di Noha popolazioni greche si sovrapposero e coabitarono con gli abitanti messapi. Possiamo allora concludere che in quel tempo esisteva un luogo abitato che non si chiamava Noha  e sorgeva più o meno tra l'attuale masseria Colabaldi,  a est verso il feudo di S. Vito, a sud verso Sirgole.

    Come si chiamava l’antica città messapica che Noha attuale ha sostituito? Con molta probabilità il nome è quello che ancora troviamo nei documenti più antichi e cioè “Noje” oppure “Noie” o semplicemente “Noe”, e in greco Nwie, che poi si è trasformato in Noha.

    Per esempio nel registro dei Battesimi del 1692, nel testo di una supplica che l’Arciprete di Noha scrive alla Curia di Nardò, possiamo ancora leggere:

    22 xbre  1692. Obbl.mo l'Arciprete di Noie. 

    In una procura di Battesimo del 1 gennaio 1774 leggiamo anche:

    Giuseppa Cordella legittima moglie di Oronzo Paglialonga della Terra di Noje (non più la semplice i ma la j lunga).

    Il Colella in "Toponomastica Pugliese" fa derivare Noje da "Novia" termine medioevale. "Novia" significa terreno dissodato di fresco, oppure terreno grasso e palustre. Il luogo dove sorgeva la nostra cittadina prima della devastazione dei Vandali è a Sud Est della Masseria Colabaldi, in quell’area che corrisponde alle caratteristiche descritte dal Colella, “terreno dissodato di fresco, oppure terreno grasso e palustre”.

    Anche nei registri parrocchiali della vicina Galatina  del 1515 troviamo:

    spusao lenardo de anttona de lachipreite de Noe li spusao don jacobo de don laurentio a santta caterina. Oppure nel 1516: donno nicola baldoyno spusao lo francisco de cola da Noe assanto pietro.

                Infine io ritengo che si potrebbe anche ritenere possibile l’ipotesi che il vocabolo “Noa” derivi dal greco dal verbo “vedere”. Si può pensare che i greci (antichi abitanti del luogo) abbiano dato questo nome per la posizione piuttosto alta del paese, da cui si può godere una “visione” (noeo) ampia del panorama circostante. Noha infatti sorge su una piccola altura.

                Allo stato attuale delle ricerche non siamo in grado di dire di più. Eventuali rinvenimenti futuri e scoperte archeologiche potrebbero permettere di risolvere molti dei problemi sui quali oggi è solo possibile esprimere dubbio, incertezze, ipotesi.

     

    (*) Noha, la sua storia e oltre... Finito di stampare il 27 marzo 2016

    PRUBBLIMARTINA S.r.l.

    Via Mottola Zona Ind. Km 2.200 -  Martina Franca (Ta)

     
    Di Albino Campa (del 27/05/2011 @ 22:14:41, in Nucleare, linkato 1941 volte)
    Generalità

    L'energia nucleare è presente in natura, Le prime bombe atomiche, del tipo di quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki, erano basate sul principio della fissione. Si deve notare che in questo contesto il termine atomico è assolutamente inesatto o almeno inappropriato in quanto i processi coinvolti sono viceversa di tipo nucleare, coinvolgendo i nuclei degli atomi e non gli atomi stessi. Secondo gli ultimi dati noti, le centrali nucleari in funzione in tutto il mondo sono 450. In Europa ci sono 195 centrali nucleari. Quelle più vicine al nostro paese, sono
    collocate in Francia a 200km.

     L'energia nucleare è data dalla fissione o dalla fusione del nucleo di un atomo. La prima persona che intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell'atomo fu lo scienziato Albert Einstein nel 1905. Per ricavare energia dal nucleo dell'atomo esistono due procedimenti opposti:

    • la fusione (unione) di nuclei leggeri: nel suo procedimento unisce i nuclei leggeri in nuclei più pesanti e la differenza viene emessa come energia sotto forma di raggi gamma ad alta frequenza.
    • la fissione (rottura) di un nucleo pesante: La fissione consiste nel rompere il nucleo dell'atomo per farne scaturire notevoli quantità di energia. In natura le reazioni di fusione sono quelle che producono l'energia proveniente dalle stelle. Finora, malgrado decenni di sforzi da parte dei ricercatori di tutto il mondo, non è ancora stato possibile realizzare, in modo stabile, reazioni di fusione controllata sul nostro pianeta
    Sicurezza

    A parte il rischio di incidenti, il maggiore problema ancora insoluto è costituito dalle scorie radioattive, che rimangono pericolose per migliaia se non milioni di anni.

    Le preoccupazioni principali dovute all'uso di energia nucleare per la produzione di elettricità riguardano l'impatto sull'ambiente e la sicurezza delle persone. Il più grave incidente, il disastro di ÄŒernobyl', ha ucciso delle persone, provocato feriti e danneggiato e reso inutilizzabili per decenni grandi estensioni di terra. Si teme che possano ripetersi altri incidenti simili, come accaduto recentemente in Giappone con il Disastro di Fukushima Daiichi. Un altro problema è l'elevata quantità di acqua necessaria per il raffreddamento e l'immissione delle acque calde nei sistemi idrici: ciò in alcuni ecosistemi può causare pericoli per la salute delle forme di vita acquatica, rischi di contaminazione radioattiva nelle fasi di estrazione.

    le scorie prodotte dai reattori si mantengono radioattive a lungo nel tempo, fino al caso estremo del Cesio 135 (135Cs) che impiega 2,3 milioni di anni per dimezzare la propria radioattività.

    Un altro problema di sicurezza riguarda il pericolo di fughe radioattive non derivanti da guasti interni alla centrale, ma da eventi esterni che possono compromettere la tenuta delle strutture. Un evento climatico catastrofico, quale un tornado o un terremoto di particolare intensità, potrebbero distruggere l'edificio di contenimento, se non adeguatamente dimensionato. In Giappone gli impianti della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, furono danneggiati nel 2007 a seguito di un terremoto di intensità superiore a quello considerato nel progetto e si ebbero rilasci di radioattività nell'ambiente non completamente ed univocamente quantificati (si veda la voce relativa per dettagli).

    Le centrali di oggi sono più sicure, è vero, come detto sopra i costi sono aumentati anche per questo. Ma i rischi sono comunque elevatissimi. Non perché sia facile che un incidente catastrofico accada, ma perché ne basta uno per effetti terribili su vaste zone. In Italia come in Giappone la sismicità aumenta i rischi, ma non servono crolli per causare un disastro. In Giappone in questo momento è bastato un malfunzionamento dell'impianto di raffreddamento per provocare il rischio di una fusione del reattore (nuova Chernobil). A volte si sente dire "ma tanto siamo circondati da centrali". E' vero, ma se la centrale di Chernobil fosse esplosa in Italia, gli effetti sul nostro territorio non sarebbero stati uguali. Nelle immediate vicinanze si ha un'area invivibile per generazioni, sulle popolazioni confinanti un aumento esponenziale delle malattie genetiche, di leucemie, tumori... Un incidente in Francia oggi potrebbe anche interessarci, ma gli effetti sul nostro territorio, anche se gravi, non saranno mai come quelli in territorio francese.

    Questo discorso vale comunque per incidenti catastrofici. Altra cosa che però in molti non sanno è che gli incidenti meno gravi non sono così rari, ma in giro per il mondo non sono poche le centrali che hanno avuto malfunzionamenti con il conseguente rilascio nell'atmosfera di radiazioni oltre il normale livello di funzionamento.

    Sempre in Giappone, a seguito del terremoto di Sendai, nel marzo 2011, una serie di quattro distinti gravi incidenti occorsi presso la centrale nucleare Fukushima I hanno causato il Disastro di Fukushima Daiichi.

    L'unico modo per smaltirle ad oggi è interrarle in profondità, ma le aree circostanti avrebbero comunque conseguenze, e non è facile individuare tali luoghi adatti, anche considerato che le scorie devono rimanerci per 1.000.000 di anni... Negli USA ad oggi non hanno costruito neanche un luogo sicuro per confinarle, e attualmente le scorie sono accumulate in decine di stabilimenti sparsi sul territorio nazionale.

     
    Costi
     I costi di costruzione di una centrale nucleare sono notoriamente superiori che in una qualsiasi altra centrale a causa della necessità di garantire gli stessi standard di sicurezza di una centrale termoelettrica.

     I costi privi di una quantificazione monetaria, come ad esempio, i seguenti:

    • danni alla salute degli esseri viventi nelle aree di influenza delle installazioni;
    • danni di lungo periodo all'ambiente circostante o interagente con il sito;
    • costi di stoccaggio delle scorie radioattive;
    • premi a copertura di danni causati da incidenti ed eventi disastrosi;
    • premi di rischio per ritardo nell'entrata in esercizio.

    Secondo altri studi l'energia nucleare è economicamente svantaggiosa e gli enormi capitali necessari alla costruzione di un impianto ed alla gestione completa del ciclo del combustibile, non possono mai essere compensati dalla produzione di energia. Il professor Jeffrey R. Paine  (Professore di Antropologia presso
    l’Università del Massachusetts) ha dichiarato: «L'analisi [...] suggerisce che anche nelle condizioni più ottimistiche (dove i costi sono considerevolmente tagliati ed i redditi salgono notevolmente), le centrali nucleari dell'attuale generazione, nel corso della loro vita, possono arrivare al massimo a coprire i costi». l'impianto raramente funziona a pieno regime, solitamente è sfruttato soltanto in parte (Paine sostiene che il 58% sia la norma) dal momento che alcuni impianti periodicamente devono essere fermati per controlli di sicurezza. Aumentare questa percentuale ci esporrebbe inevitabilmente a un rischio;

    la dimostrazione finale e incontestabile della non economicità dell'elettricità da fissione nucleare è che da decenni nessuna azienda privata ha pensato di costruire una nuova centrale, se non dove sussistono ingenti sovvenzioni statali in seguito a una precisa scelta puramente politica (si veda il caso del governo Berlusconi), come per certe fonti rinnovabili (ad esempio il fotovoltaico), che senza contributi statali non avrebbero alcuna convenienza economica.

    Nel 2009 si sono avute infatti diverse rinunce da parte di compagnie elettriche: ad esempio, la Mid American Nuclear Energy Co, operante in Idaho, ha rinunciato alla realizzazione dei suoi progetti di espansione del numero di reattori[13]; la AmerenUE, operante in Missouri ed Illinois, ha anch'essa rinunciato alla costruzione di un reattore EPR[14].

    Al costo di creazione dell'impianto, manutenzione, produzione elettrica e smantellamento ci sono da aggiungere i costi di smaltimento dei rifiuti. Questi costi sono ancora non chiari visto che non si sono ancora trovate soluzioni definitive operanti per il lungo periodo per le scorie di III categoria (caso differente per quelle di I e II, di cui esistono molti siti di stoccaggio già funzionanti da decenni); infatti sono o in fase di studio o in fase di realizzazione alcuni depositi definitivi, ma nessuno di questi è ancora attivo.

     Chiara D'Acquarica

     
    Di Albino Campa (del 18/04/2011 @ 22:14:35, in Cultura, linkato 1641 volte)

    Una cosa è certa: le fiabe non vengono intaccate dal tempo, hanno sempre qualcosa da insegnare, anche a distanza di secoli. La morale non invecchia, si adatta ai tempi, ne viene plasmata e modellata, ma non si dovrebbe lasciare condizionare facilmente.

    Queste considerazioni sono il frutto di una rilettura del tutto casuale di una fiaba del grande scrittore danese Hans Christian Andersen dal titolo “I vestiti nuovi dell’imperatore”, autore tra l’altro anche de “La sirenetta”, “La piccola fiammiferaia” e “Il brutto anatroccolo” (solo per citarne alcuni). Man mano che leggevo, realizzavo come tra quelle righe si nascondesse una agghiacciante attualità, direi quasi alla pari (solo per attualità, ci tengo a precisare) di articoli, commenti e opinioni sciorinati a volontà su giornali e TV. A differenza di questi però un significato c’è, ed è intenso, profondo, libero da qualsivoglia pregiudizio e interesse personale, scevro da qualsiasi influenza politica (impossibile direi ai tempi nostri, poiché o ti schieri da una parte o a classificarti penseranno gli altri).

    Di seguito vi propongo un video ripescato dall’archivio storico della RAI, ovvero la lettura e interpretazione della fiaba di Andersen da parte del regista e attore italiano Vittorio De Sica.

    I vestiti nuovi dell'imperatore

    Il collegamento ai tempi moderni italiani è spontaneo, facile e inevitabile: quel re nudo che sfila impettito tra la folla facendo finta di niente, pur di mantenere un certo decoro, è l’immagine effimera del potere italiano. E quando dico potere non mi riferisco solo alla sommità della piramide, non occorre andare al solito così lontano: rimaniamo nella nostra città, nelle aziende del nostro territorio, nella scuola del nostro paese… quanti sono i re nudi che sfilano per le nostre strade ogni giorno? Quanti quei sudditi (cittadini) che fanno finta di nulla, che non partecipano alla vita politica, che pensano di tirarsi indietro delegando il politico di turno con il loro voto (il più delle volte barattato), che non esprimono il proprio pensiero per paura di essere considerati stupidi e incapaci? Quanti quei funzionari, politici e impiegati che sfilano in coda ai loro re e li assecondano e annuiscono sempre e sono disposti a tutto, anche all’umiliazione, pur di apparire e rimanere in prima fila tra le glorie del sultano?

    Ah, bisogna proprio ritornare ad essere bambini per aprire una volta per tutte i nostri occhi e non fare come i grandi che si nascondono dietro un dito pur sapendo che non ci stanno!

    Immagine: Il re è nudo di Licia Lucchese
    Michele Stursi
     
    Di Albino Campa (del 21/04/2012 @ 22:14:23, in Comunicato Stampa, linkato 1699 volte)

    Partecipazione di “Grande Sud” alla campagna elettorale del candidato sindaco di Galatina Giancarlo  Coluccia con la presenza del suo fondatore, l’On. Gianfranco Miccichè. L’incontro si è tenuto ieri 20 aprile presso il comitato elettorale di Galatina. Oltre all’On. Miccichè la presenza della Senatrice Adriana Poli Bortone e del Segretario Provinciale di Io Sud Gerdardo Filippo.

    Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, il candidato sindaco di Galatina ha introdotto l’intervento dell’On. Gianfranco Miccichè che ha voluto spiegare il perché del sostegno da parte di Grande Sud ai sindaci del sud ed in particolare a Giancarlo Coluccia. “Noi siamo contro i partiti che si sono prestati al massacro del sud a favore del nord”, ha affermato Miccichè, “e vogliamo favorire uno sviluppo del territorio affinché i nostri figli non siano costretti ad andare altrove per cercare opportunità di lavoro; solo allora potremo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo. Il nostro è il partito dei sindaci poiché sono loro a rappresentare il territorio e le sue istanze. E di certo non potevo mancare a quest’appuntamento per esprimere solidarietà e supporto ad un candidato sindaco come Giancarlo Coluccia che, con la sua onestà e fermezza, ha da sempre lottato per il bene e lo sviluppo del territorio”.

    A seguire l’intervento della Senatrice Adriana Poli Bortone che ha voluto sottolineare come, nel recente passato, anche lei abbia vissuto con amarezza le vicende di Galatina. “E’ necessario”, ha sottolineato la Senatrice, “riprendere le tracce di un percorso di vita amministrativa più corretta e leale anche nei rapporti tra le forze politiche che devono avere degli obiettivi politici e non di carattere personale”. Attenta ed entusiasta la partecipazione dei cittadini i quali hanno salutato gli intervenuti con lunghi applausi.

     Ufficio Stampa Giancarlo Coluccia

     
    Di Donato De Lorenzis (del 24/05/2016 @ 22:12:07, in Campo Sportivo, linkato 1229 volte)

    Campo Sportivo Noha. 27.12.2015 La nostra cittadina se pur piccola ha un Impianto Sportivo come tanti e tutti i paesi d’ITALIA, ed è un Impianto che se messo in funzione è invidiabile da tanti paesi molto più grandi del nostro, completo di tutto per qualsiasi SPORT, ma purtroppo per vari motivi, che non stiamo qui ad elencare, è rimasto chiuso per un po’ di tempo e al degrado totale abbandonato a se stesso, tutti quanti noi lo sapevamo, il tutto alla luce del sole. Così un gruppo striminzito di amici ha pensato bene di far qualcosa a rivivere l’Impianto per lo SPORT, tra l’altro tentativo fatto ancora indietro negli anni con altre amministrazioni, ma senza successo. Tra varie visite negli uffici che contano e che trattano lCampo Sportivo Noha. 27.12.2015’argomento “strutture sportive”, ci hanno consigliato di formare un’Associazione Sportiva e così ci siamo messi in moto. Nell’inverno freddo del 2015, precisamente tra il 15 e il 17 febbraio è nata l’Associazione Sportiva Dilettantistica DPM ATLETICO NOHA, il nome non è un caso, è stato studiato bene ed ha un significato. Anche il logo è stato studiato con non poca fatica, ma semplice da capire: le TRE TORRI è il simbolo di NOHA, lu SCIACUDDHRI, beh è di casa a NOHA, infine i PALLONI perché rappresenta lo SPORT. Non voglio per adesso mettere nomi di persone perchè nessuno di Campo Sportivo Noha. 27.12.2015noi ha meriti maggiori o minori dell’altro, tutti, dico tutti con il proprio contributo. Un grazie va anche a qualche persone estranea all’Associazione che, con il suo aiuto ha contribuito a far sì che l’iniziativa vada a buon fine. Quindi siamo tutti sulla stessa linea di partenza, dico questo per togliere qualche dubbio a qualcuno. E’ naturale che in un’Associazione, Comitato, Riunione, Assemblea, ci deve essere un responsabile, legale rappresentante o Presidente che dir si voglia con appunto delle cariche, delle figure interne, che devono mandare avanti la baracca così come previsto dalla Legge e Statuti; da qui la figura del PRESIDENTE e del DIRETTIVO, deciso a suo tempo e luogo da quegli amici che si sono messi in gioco, quindi nessuno si è rivestito di AUTORITA’!!!

    Fatta questa premessa, arriviamo ai giorni nostri. Gli Impianti Sportivi Polifunzionali di NOHA rappresentano un Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esempio concreto di risorse per tutte le comunità, l’idea dell’Associazione DPM ATLETICO NOHA è, sin dal momento dell’assegnazione dei suddetti Impianti, di creare una realtà Polisportiva che attraverso l’uso strumentale dello SPORT consenta a tutti gli Atleti, senza nessuna distinzione, di realizzare un percorso formativo completo, tutto questo senza SCOPI DI LUCRO, pensiero lontanissimo dei principi fondamentali della nostra Associazione.

    La DPM ATLETICO NOHA per la migliore e più efficace azione delle funzioni prefissate ha come obiettivi: la collaborazione con tutte le Associazioni, Club o altre aggregazioni Sportive presenti nel territorio; la diffusione della pratica sportiva e delle attività Motorie-Creative; la promozione e lo sviluppo del Associazionismo Sportivo e Campo Sportivo Noha. 27.12.2015l’uso degli Impianti a tutti gli Interessati. Facciamo presente a tutti quelli che vogliono condividere e praticare Sport, dal Tennis al calcio in tutte le sue dimensioni, che l’Impianti sono aperti ed usufruibili in tutte le ore a secondo la loro prenotazione, quindi significa che se non c’è attività l’impianto rimane chiuso, non esiste orario da Negozio. Naturalmente per usufruire dei giochi ci sarà un contributo che parte da 0 euro per minori e qualcosa in più per i maggiorenni di buona volontà, da quantificare all’atto della prenotazione a seconda del tipo di Sport e dell’orario. Questo perché la corrente elettrica che si consuma viene pagata totalmente dalla DPM ATLETICO, non come qualcuno pensa dal Comune di GALATINA, ma se anche fosse diversamente bisogna comunque pagare ciò che si consuma, anche al Comune. Ricordo a tutti che siamo un’Associazione ONLUS non abbiamo SPONSOR che ci sostengono, ci autofinanziamo tra di…NOI…oppure con i piccoli contributi che ci vengono dati di volta in volta. Per tale motivo intendo Campo Sportivo Noha. 27.12.2015ringraziare fortemente un gruppo di AMICI, nostri compaesani, che dal primo in cui è stata riaperta la struttura, sistematicamente, ogni lunedì, vengono a giocare, dovremmo tutti prendere esempio da loro. Per concludere, vorrei ancora ricordare a tutti che il campo di calcetto ce l’abbiamo anche a NOHA, tanto per essere chiari e trasparenti a differenza di ciò che invece vorrebbero far passare altre persone con messaggi differenti o falsati.

    La DPM ATLETICO NOHA, riguardo alla richiesta di chiarimenti avanzata dal Sig. Antonio MARIANO su NOHAWEB, circa la fruibilità o meno dei campi di NOHA da parte della “ RAPPRESENTATIVA NOHA”, si risponde restituendo al mittente tutte le eventuali accuse o polemiche di sorta e sottolineando che nessun rappresentante della neo formata squadra si è mai presentato presso la struttura a parlare con chicchessia sia Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esso PRESIDENTE che DIRETTIVO. Affermando quanto pubblicato si dimostra che si parla o si scrive solo per il gusto di farlo o per il semplice ..SENTITO DIRE.. Occorre ricordare un famoso detto Nohano per cui come “PRIMA SE TIRA LA PETRA E POI SE SCUNDE LA MANU” . Questo modo di fare non è affatto corretto perché si dice il falso coscientemente!!! L’idea di fondo della DPM ATLETICO è lo sviluppo ed il consolidamento di tutte le Società Sportive anche dei Gruppi di giovani, come la “ Rappresentativa NOHA “, che attualmente forse non usufruisce della struttura per futili motivi dovuti ad incomprensioni o non conoscenza effettiva dello stato dei luoghi o semplicemente perché non hanno mai fatto richiesta. Detto e chiarito definitivamente quanto sopra, si spera che al più presto si possa risolvere questo increscioso malinteso se così lo possiamo definire, noi siamo completamente disponibili a qualsiasi dialogo ed apertura che preveda l’inclusività e non certo l’esclusione a priori Campo Sportivo Noha. 27.12.2015di nessuno. La possibilità di implementare un percorso non effimero, che produca persistenti miglioramenti alla qualità di vita di ciascun cittadino-atleta dipende anche dal modo in cui viene gestito il welfare-comunitario: le Società Dilettantistiche e non, nel rispetto delle proprie funzioni, devono imparare a promuovere lo SPORT. Le modalità di utilizzo degli impianti da parte della “ Rappresentativa NOHA “ e non solo, vengono concertati con il PRESIDENTE, sentito il DIRETTIVO, sempre presente in loco, al fine di ottimizzare l’uso e la fruibilità degli spazi stessi tra diverse associazioni che ne fanno richiesta.

    Gli impianti Polifunzionali di NOHA sono, devono e rimarranno aperti a tutti. 

    Al PRESIDENTE, tra l’altro, spetta, come da Statuto, il diritto insindacabile di intervento per la soluzione di Campo Sportivo Noha. 27.12.2015eventuali insuperabili divergenze relative all’uso degli stessi Impianti. Lo stesso PRESIDENTE è tenuto alla corretta utilizzazione degli Impianti, al rispetto di tutte le norme e regole stabilite, a vigilare ed è autorizzato, sentito il parere del DIRETTIVO, ad allontanare chiunque tenga un comportamento ritenuto pregiudizievole al buon funzionamento degli Impianti o dell’attività che si svolge.

    L’Associazione DPM ATLETICO NOHA, sin dal primo giorno successivo all’assegnazione provvisoria, si è presa cura degli impianti che si presentavano in condizioni veramente disastrose e sotto gli occhi di tutti; il campo di calcio era un cumolo di sterpaglia e pietre, una situazione decisamente critica a cui la DPM ha voluto mettere mano con urgenza, infatti siamo intervenuti con misure di emergenza e di messa in sicurezza da subito e su diversi spazi, noi dell’associazione con tenacia, determinazione e tempestività siamo riusciti a dare ai campi un’altra immagine e la possibilità di aprirlo al pubblico nel più breve tempo possibile rispondendo anche alle Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esigenze richieste dall’Amministrazione Comunale attraverso la manifestazione di interesse di giugno 2015.

    Le difficoltà che la DPM ha incontrato sono state diverse e sempre in agguato, basta ricordare atti vandalici che abbiamo subito da ignoti sin dai primi giorni di insediamento, arrivando poi, a pochi giorni fa quando si è raggiunto il limite per danni provocati agli impianti per i quali si è richiesto l’intervento dei responsabili del settore LLPP. In un primo momento, si è pensato di non far pubblicità di questi brutti episodi perché ne sarebbe andato del decoro di tutta la nostra comunità, non solo, per evitare anche del vittimismo e tirati in ballo addirittura con falsità sui Social, allora è bene informare pubblicamente i cittadini. I danni, vanno dalla rottura ai tagli sull’impianti idrici mobili utilizzati per l’innaffiatura dei vari prati inglesi di proprietà della DPM; furti degli stessi tubi di acqua sempre Campo Sportivo Noha. 27.12.2015di proprietà della DPM; il campo di calcio irrorato con del veleno secca – tutto ha bruciato letteralmente tutta l’erbetta vera della quale il campo medesimo era dotato via via con non poco sacrificio per renderla verdeggiante, purtroppo, ignoti hanno addirittura lasciato le bottiglie vuote sul terreno di gioco, una volta utilizzate; da ultimo, ma non meno importante, due cagnolini di piccola taglia erano stati rinchiusi sotto il sole ed all’interno di una macchina parcheggiata nei pressi del campo di gioco. Solo per mero caso, in quella mattinata, sono stati liberati i due cagnolini, altrimenti per il caldo i poveri animali non sarebbero certo sopravvissuti.

    Nonostante questi brutti episodi di VANDALISMO, la DPM ATLETICO con la stessa determinazione e tenacia di sempre e che la contraddistingue è riuscita a dare al Campo Sportivo un’altra immagine restituendo la normalità attraverso la possibilità di giocare sin da subito, sistemando tutto nel migliore modi. Le situazioni di disagio non sono certo scomparse, ma il lavoro svolto è stato tanto e ce ne sarà ancora, quindi si opererà certamente nella Campo Sportivo Noha. 27.12.2015convinzione di procedere nella giusta direzione. È necessario, però, che gli appassionati di SPORT, le Scuole, le Parrocchie, le Famiglie e le Istituzioni facciano sentire la loro presenza e la loro voce.

    Con questo approfitto per comunicare a tutti che con una missiva indirizzata alla Direttrice della Scuola Polo 2 Galatina – Noha e per conoscenza anche al Comune di GALATINA, tutti i ragazzi di detto Plesso Scolastico sono stati invitati Suo tramite, a svolgere attività sportiva durante le lezioni di educazione fisica sul nostro Impianto Sportivo. Con piacere comunichiamo altresì che la Direttrice ha risposto POSITIVAMENTE, prenotando per il fine anno scolastico le due Manifestazioni Sportive di chiusura dello stesso, sia per le classi primarie che per le medie. Non solo, si porta a conoscenza tutti voi, che sempre presso gli impianti sportivi di Noha, si procederà ad organizzare il progetto che vede coinvolte le donne nello sport, in particolare nel calcio.

    IL PRESIDENTE DELLA D.P..M. ATLETICO NOHA

    M.LLO DONATO DE LORENZIS

     


    Campo Sportivo Noha. 27.12.2015Campo Sportivo Noha. 27.12.2015
    Campo Sportivo Noha. 27.12.2015Campo Sportivo Noha. 27.12.2015
     
    Di Antonio Mellone (del 29/04/2012 @ 22:11:49, in NohaBlog, linkato 1747 volte)

    Giuro che questo è l’ultimo pezzo della mia, chiamiamola così, trilogia pre-elettorale. Mi spiace tediare il lettore (quell’uno che sarà) per la terza volta su di un tema fritto e rifritto; tuttavia talora non si può prescindere da certe elucubrazioni per puntualizzare l’ovvio.
    Se mi fosse concesso, passerei subito prima o subito dopo i clerici vagantes - che in questi giorni come tanti commessi viaggiatori stanno passando “a benedire” le nostre case, a promettere mari o monti (Mario Monti?), a distribuire i santini su cui è effigiata la loro immagine ed il loro motto (che parla), e finalmente ad implorare la nostra croce sul simbolo del loro partito e sul loro nome prima di imbucare nell’urna la scheda elettorale – dicevo: passerei io, porta a porta, cercando di convincere i miei concittadini non tanto a chi dare il voto, quanto a chi NON darlo. 
    E lo farei usando più o meno queste parole: “Caro concittadino, non votare gli arrivisti, i faccendieri, i profittatori, i navigatori sotterranei conto terzi, i marpioni vecchi ed i marpioni “giovani e concreti”, i soliti noti che si presentano come esponenti del nuovo che avanza, mentre di fatto sono il vecchio che è avanzato. Non votare chi per opportunismo cambia facilmente casacca, chi passa da destra a sinistra, e viceversa (Franza o Spagna purché se magna). Non votare gli inguardabili, gli inaudibili, gli intoccabili, i leccapiedi, i baciapile e i baciamadonne, gli improvvisati salvatori della nostra piccola patria, i politicanti dell’ultima ora, i politicanti incalliti, quelli che ti fanno ancora credere che gli asini volano. Non votare il “trota” locale, il bifolco locale, il pirla locale, né chi è appoggiato dai mafiosi locali. Non sprecare il tuo voto a vantaggio di chi vorrebbe fare della politica la sua professione (e magari campare comodamente a tue spese); non buttar via il tuo voto in favore di chi pensa agli affaracci suoi e a quelli della sua famiglia. Non votare chi ti vede come un suddito, una pecora da tosare, un mulo da soma da sfruttare per i suoi porci comodi. Non votare gli assassini della democrazia, chi ha della politica un’idea burocratica e definisce “antipolitica” i politici veri, i soggetti della polis che invece fanno proposte politiche serie. Forse la vera antipolitica oggi è quella tradizionale, bacchettona, parruccona, paludata a nuovo ma impregnata di naftalina, pronta a scagliare anatemi contro la ragione e la passione.   
    Per favore, caro elettore, non andarti a mettere nei Casini, con la scusa del centro, del moderatismo (sarebbero questi i moderati?), e dei “valori della famiglia”: come fai ancora a fidarti di chi fa i risciacqui e i gargarismi con l’acqua santa, di chi usa la religione come un vestito buono per tutte le stagioni, di chi è ancora attaccato alla sottana dei preti in nome del perbenismo e di chissà quali “valori non negoziabili”, quando poi si dimostra che il vero valore per questi formigonini, ciellini, opusdeini, in una parola “casini”, è  quello del potere e del denaro? Come fai a votare chi è appoggiato dai vari Miccichè (che vergogna!), chi è dell’UDC (unione dei condannati), chi finge di essere di centro quando di fatto è fascista nei secoli dei secoli amen? Non dare ancora (se pur l’avessi già fatto) il tuo suffragio ad un partito che nel corso di questi anni ha portato l’Italia nel baratro economico, finanziario, sociale, culturale e politico: sì, il partito dell’amore (a pagamento), il partito del “nuovo miracolo italiano”, il partito del “meno tasse per tutti”, il partito de “la crisi è alle nostre spalle”, il partito della quarantina di leggi porcata o leggi-vergogna, quello personale del bifolco di Arcore, il papi delle cene eleganti, del bunga-bunga, anzi del burlesque, l’amico del barbaro leghista, e delle prescrizioni brevi.
    Non votare chi non ha sale in zucca, e vuole avvelenarti con il CDR (combustibile derivante da rifiuti), con gli inceneritori (che, per prenderti in giro, ribattezza come “termovalorizzatori”). Non sprecare il tuo voto dandolo a chi non ti merita, a chi s’infischia del territorio che vuole martoriare ancora con il cemento, con i pannelli fotovoltaici, con i centri commerciali, con le cave trasformate in discariche di rifiuti di ogni tipo, con i nuovi comparti artigianali o commerciali o per “civili” abitazioni, “in nome della crescita”. Non votare chi deride il lavoro di tanti concittadini, che pur non appartenendo ai partiti politici ed in nome della democrazia partecipativa lottano per la salvaguardia dei beni comuni, delle risorse pubbliche, della campagna, della natura, dei beni culturali (il cui scempio si compie sotto i nostri occhi proprio mentre ci si professa – o ci si atteggia a - tutori, difensori, paladini di questi beni culturali).   
    Non votare chi vuole uccidere il tuo futuro e quello dei tuoi figli in nome del “progresso”, del profitto, del capitale, del denaro, dei suoi interessi di bottega…
    E’ vero che alla fin fine le persone da votare si conterebbero sulle dita di una mano. E sarebbero da ricercare con la lanterna, anzi come si fa con un ago nel pagliaio.
    Ma un popolo virtuoso sa e deve scegliere secondo coscienza. Se ne ha ancora una.

    Antonio Mellone

     
    Di Albino Campa (del 28/02/2011 @ 22:11:24, in CDR, linkato 2187 volte)

    Si è conclusa la diatriba sul coincenerimento del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) da parte di Colacem fra i Comitati territoriali e le Istituzioni Pubbliche, Lunedì scorso, 21 febbraio 2011, il Consiglio Provinciale ha deliberato l’iter autorizzativo per il cementificio Colacem al fine di poter incenerire rifiuti persino extra-salentini nelle sue fornaci! Ecco in sintesi un breve excursus della vicenda:

     L’11 Novembre 2010, nella seconda conferenza sul CDR organizzata dall'Amministrazione di Galatina, il Sindaco giustificava il conferimento del CDR in un bruciatore da realizzarsi nella Colacem di Galatina, lo giustificava dicevo, per il semplice fatto che esistono già realtà produttive più piccole ma altrettanto inquinanti.
     Nonostante le dichiarazioni allarmanti del dott. Serravezza, presidente della Lega Tumori provincia di Lecce, e della Dr.ssa Anna Melcarne, responsabile del Registro Tumori di Lecce, sul ben triste primato nazionale per insorgenza di malattie tumorali al polmone attribuito al distretto socio-economico di Galatina dall'ASL di Lecce nell'ultimo registro tumori, si vuole perseguire la strada del bruciare l’immondizia per agevolare una azienda privata o, peggio ancora, di sotterrarla sopra le falde acquifere come per esempio il caso Corigliano, invece di smettere di produrla o quanto meno incentivare il riciclaggio dei rifiuti.
     (da: COMUNICATO STAMPA congiunto  11/11/2010  Comitato cittadino  “Cambiamo Aria” – Galatina)
     Mercoledì 15 Dicembre 2010 la Filca Cisl, categoria che rappresenta i lavoratori delle costruzioni e affini, appartenente alla CISL, dichiara paradossale il diniego al conferimento del CDR a qualsiasi bruciatore in area Galatinese visto che in tutta Italia e nel resto d’Europa esistono già aziende simili che usano i sistemi di coincenerimento del CDR, nel contempo non si  aggiungono commenti sui riflessi eco-salutari di chi ci vive intorno ma si avanzano, come arma ricattatoria, l’alto tasso di disoccupazione che apporterebbe alla popolazione il mancato guadagno derivante dal coincenerimento. La nota più deplorevole che riecheggia nell’Assemblea della Filca Cisl è che non è possibile negare l’uso del CDR, come combustibile alternativo se pensiamo che molte città della Campania convivono con altissimi rischi per la salute pubblica per via delle tonnellate di immondizia maleodorante riversate nelle strade.
     Dichiarano ancora il rammarico, i rappresentanti RSU del sindacato, per l’avanzare del parere negativo sull’utilizzo del CDR come combustibile per inceneritori che esprime la Provincia il 12 dicembre 2010, quando i consiglieri Marra e Polimeno della maggioranza provinciale ricevevano applausi e ovazioni e pubblici ringraziamenti dai comitati e da tutta la cittadinanza riunita in assemblea per essersi impegnati in Commissione Ambiente e aver ottenuto da maggioranza e opposizione, l’impegno nero su bianco a ratificare in consiglio un netto “No” all’ipotesi di una autorizzazione positiva per il cementificio Colacem al fine di poter bruciare CDR!
     L’ultima briciola di genialità che emerge dall’assemblea è quella della mancanza di competitività delle nostre aziende con quelle dell’Est Europa, competizione basata su un costo del lavoro decisamente più basso del nostro, recuperabile, secondo i relatori dell’Assemblea, con l’incentivo all’uso del CDR negli inceneritori. Insomma meglio competitivi ammalati che disoccupati!
     A nulla sono valse le 3800 firme raccolte a Galatina ed a Soleto, come anche le enunciate conseguenze ambientali e sanitarie emerse dai vari convegni e l’espressa contrarietà della commissione provinciale, tutto finito:
     Lunedì 21 Febbraio 2011, è stato  approvato all’unanimità, dopo un ampio dibattito, l’ordine del giorno proposto dai consiglieri Roberto Marra e Salvatore Polimeno in merito al coincenerimento del CDR dell’impianto Colacem di Galatina, con un emendamento a firma di tutti i capigruppo, che stabilisce di “impegnare le strutture amministrative dell’Ente a porre, nelle procedure finalizzate all’istruttoria delle istanze presentate da Colacem, il massimo rigore, così da evitare il possibile rilascio di autorizzazioni nel caso che dovesse risultare l’eventualità di un qualsiasi peggioramento qualitativo e quantitativo delle attuali emissioni. Nella fase istruttoria dovranno essere effettuate da parte degli organismi pubblici, o di altri individuati dalla Provincia, verifiche tecniche, anche di carattere eccezionale, sullo stato attuale di aria, acqua e suolo sull’intero comprensorio e dovranno essere disposte tutte le ulteriori necessarie verifiche preventive ed empiriche, con oneri a carico di Colacem”.  
     La nota è uno stralcio del comunicato del Il Comitato Intercomunale “NON INCENERIAMO IL NOSTRO FUTURO”, pubblicato sul sito Galatina.it .
     A questo punto gli attori dello scenario apocalittico sono di due tipologie: da una parte i protagonisti del confezionamento del CDR e della relativa gestione in fase di incenerimento, insieme a loro i beneficiari del risparmio energetico della Colacem,  e l’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente), l’ente Pubblico preposto al monitoraggio delle emissioni; dall’altra le inermi famiglie dei cittadini che vivono sul territorio.

     Anche se questi ultimi sono evidentemente in maggioranza numerica, avranno semplicemente il “potere” di subire gli effetti che sortiranno da questo esperimento legalizzato. Siccome tutti finora, sia da una parte che dall’altra della controversia, hanno ostinatamente dichiarato conoscenze e certezze su pro e contro dell’ipotesi dell’incenerimento del CDR, senza mai apportare prove oggettive, diciamocelo pure chiaramente: l’area del comprensorio di Soleto, Galatina, Noha, Cutrofiano e Sogliano, e speriamo in un raggio non maggiore, sarà il laboratorio sperimentale e gli abitanti le cavie. E le cavie, si sa, si ammalano e muoiono quasi sempre per cause sconosciute, o per colpe di faccendieri impunibili.

     

    Marcello D’Acquarica
     
    Di Redazione (del 12/11/2015 @ 22:11:00, in Un'altra chiesa, linkato 796 volte)

    Ancora Vatileaks. Ancora documenti trafugati in Vaticano che raccontano di scandali, cupidigia, speculazioni, ipocrisia, mancanza di carità. Un cardinale dovrebbe essere un “cardine” su cui poggia la Chiesa, uno dei prescelti a testimoniare il Vangelo fino all’estremo, fino al sangue, rappresentato dalla porpora che indossa; è un “principe” della Chiesa, ma essere principe nella Chiesa è diverso da essere potenti nel mondo: significa essere uno dei prìncipi di quel re, Gesù Cristo, che si è chinato a lavare i piedi ai suoi discepoli, prima di morire in croce.


    Invece apprendiamo che molti cardinali assomigliano più a prìncipi mondani che a testimoni di Cristo; pavoneggiandosi nelle loro ricche porpore, hanno trasformato il Vaticano in una “spelonca di ladri”, usano le canonizzazioni per accumulare ricchezze, rubano i soldi destinati ai poveri.


    Viene da chiedersi se questi cardinaloni appartengano alla stessa Chiesa della vecchietta che dona la sua offerta per l’obolo di san Pietro, togliendola dalla misera pensione, o del fedele che firma per destinare il suo 8 per mille alla Chiesa cattolica, perché lo spenda nel migliore dei modi. Anch’io mi sono più volte chiesto, indignato, se questi lupi travestiti da prelati appartengano alla mia stessa Chiesa: faccio i salti mortali per custodire e preservare le cinque antiche chiese presenti nel territorio della mia parrocchia, piene di opere d’arte da restaurare; cerco di racimolare soldi, in tutti i modi leciti, per pagare fitti, bollette e pacco alimentare alle tante famiglie in difficoltà che bussano alla porta della parrocchia; 150 bambini frequentano l’oratorio e durante l’inverno non possono usare il campo di calcetto perché non troviamo i soldi per coprirlo. E sono convinto che la maggior parte dei parroci del Sud Italia stiano nelle mie stesse condizioni.


    È di un’attualità sconvolgente quanto scriveva don Lorenzo Milani a don Ezio Palombo il 29 aprile 1955: «Vengono onorati e elevati i preti che si distinguono nelle più corruttive attività e vengono destituiti i santi». Forse sono ingenuo, ma perché non cominciare ad immaginare una sorta di rotazione, se non tra vertici e base della Chiesa, almeno tra i suoi dirigenti apicali? Sarebbe bello se un cardinale o un vescovo, dopo alcuni anni di impegno ai vertici della Santa Sede andasse, o tornasse, a svolgere il proprio servizio in una diocesi.


    Invece è triste pensare che il vero scontro ai vertici della gerarchia quasi immobile e inamovibile della Chiesa cattolica, non sia solo tra conservatori e progressisti, ma tra questi e i potenti vestiti da vescovi e cardinali, che non vogliono cedere né mettere in discussione il proprio potere, che anzi cercano di accrescere con ogni mezzo. Allora ben vengano queste rivelazioni giornalistiche che – lo spero tanto – alcuni sostengono essere i primi effetti della “rivoluzione” di papa Francesco di cui tanto si parla.


    Nel XIII secolo lo scontro tra la Chiesa dei “poveri in spirito”, rappresentata da san Francesco, e quella del potere, rappresentata da papa Innocenzo III, si risolse in una sorta di tregua precaria. Morto il santo di Assisi, infatti, lo scontro si riaccese in modo sempre più cruento: il sangue era quello dei poveri e di chi li difendeva, schiacciati dalla maggior parte della gerarchia che, invece, pensava ad accumulare sempre più potere e ricchezze.

    Il potere, che forse per un momento solo era sembrato scosso dalle scelte evangeliche di Francesco, dopo di lui trionfa, come sempre, vendicativo e spavaldo più che mai. Resta l’esempio concreto del giullare di Dio, che comunque attraverserà tutta la storia.

    C’è da chiedersi se adesso che in Vaticano Francesco sembra aver preso il posto di Innocenzo, le scelte del poverello di Assisi possano finalmente diventare il programma del pontificato di un papa. Ce lo auguriamo in tanti. Ben sapendo – e lo sa bene anche papa Francesco – che scrostando e liberando il volto evangelico della Chiesa dal marciume, questo apparirà ancora più schifoso.

    Ma non bisogna aver paura della verità: anche il pavone quando apre la sua splendida coda diventa bellissimo. Ma necessariamente mostra il culo.

    don Vitaliano Della Sala

    10/11/2015
     
    Di Redazione (del 23/10/2013 @ 22:10:56, in Comunicato Stampa, linkato 1404 volte)
    Le associazioni non si fermano nella loro giustissima Difesa del Salento e dei suoi Beni Comuni minacciati da maxi speculative colate di cemento!

    Mega Mostro Commerciale di Galatina: i 'giochi' degli iter burocratici non si sono per nulla chiusi e le associazioni sono intenzionate a percorre tutte le strade possibili, garantite dalle norme, per difendere il territorio da un'aggressione famelica fatta di nuove mortifere e immense colate di cemento!

    Sono state presentate ieri 22 ottobre 2013 le nuove osservazioni promosse da associazioni e cittadini sulle possibili e inaccettabili varianti dello strumento urbanistico di Galatina che minacciano di trasformare un territorio agricolo vergine di pregio e di qualità tra terre di eccellenti vigneti produttori di famosi e apprezzatissimi vini DOC, territorio addirittura esposto a pesantissimi rischi alluvionali come le cronache di questi giorni hanno drammaticamente registrato, aprendo le porte a un indicibile devastazione del paesaggio rurale tra clivi e serre caratterizzate dalla presenza di bellissime e antiche masserie, rischiando così di oltraggiare i, lì presenti e importantissimi, coni visuali colpendo al cuore il Salento rurale con cemento e asfalto, le associazioni compatte ribadiscono il giustissimo, fermo e fortemente motivato 'NO' alla Mega Mostruosa Aliena struttura Commerciale in contrada rurale masseria Cascioni, tanto inutile e, quanto mai, dannosa!

    -------------------------------------------------------------

    Oggetto: Osservazioni sulla variante allo strumento urbanistico, adottata con delibera del Consiglio Comunale di Galatina (Le) n. 33 del 25/09/2013, ai sensi degli artt. 3 e 16 della L.R. n. 13/2001, per il progetto delle opere definite di pubblica utilità, su l’area già tipizzata dal PUG Comunale E2 – Agricola di Salvaguardia -, complementare al progetto di un’area commerciale integrata, in Contrada “Cascioni” .

    Si invia in allegato quanto in oggetto specificato.
     
    Cordialità.
     
    Anita Rossetti
     
    Di Albino Campa (del 14/10/2010 @ 22:09:39, in Comunicato Stampa, linkato 1679 volte)

    È dedicato al mondo degli adolescenti il Centro diurno per minori “Santa Chiara”, sito in Piazzetta Galluccio a Galatina, che da venerdì 15 ottobre, alle 9,30, darà l’avvio ai servizi volti a superare ogni forma di emarginazione sociale e a migliorare le relazioni familiari delle famiglie e dei minori del territorio, in attuazione del Piano Sociale di Zona 2010/2012. Interverranno la Senatrice Adriana Poli Bortone, l’Onorevole Salvatore Ruggeri, l’assessore provinciale Filomena D’Antini Solero, il presidente del Coordinamento Istituzionale e i Sindaci dei Comuni dell’Ambito, il Direttore del Distretto Socio Sanitario di Galatina.
    Si tratta di servizi volti a superare ogni forma di emarginazione sociale ed a migliorare le relazioni familiari delle famiglie e dei minori del territorio, in attuazione del Piano Sociale di Zona 2010/2012. Soggetto Gestore, affidatario dei Servizi, è la cooperativa sociale Koinè – Terra d’Otranto Onlus, specializzata nel settore, che opererà d’intesa con il Servizio Sociale Professionale di Ambito, ed in collaborazione con i servizi dell’Asl Le presenti sul territorio. Nello specifico: il servizio di Counseling, già attivo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, che prevede l’estensione degli interventi anche nelle scuole secondarie di secondo grado avvalendosi di tre equipe multidisciplinari, formate, rispettivamente, da un’assistente sociale, una psicologa ed una pedagogista, con pluriennale esperienza; poi il Servizio di Educativa Domiciliare, che ha l’obiettivo di aiutare e sostenere la famiglia ad assumere il proprio ruolo educativo attraverso processi di responsabilizzazione finalizzati al mantenimento del minore nella propria famiglia ed evitare, o ridurre, il conseguente rischio di allontanamento. L’equipe si avvale delle figure professionali di assistente sociale con funzione di coordinatore, di educatore professionale e di psicologo. Prevenire il disagio sociale è possibile e necessario. Il sostegno alle famiglie e la comunicazione con i ragazzi sono il percorso duplice e integrato lungo il quale si muoverà questa iniziativa al fine di costruire una reale crescita sociale.

     
    Di Antonio Mellone (del 26/01/2015 @ 22:09:36, in NohaBlog, linkato 1166 volte)

    Non riuscivo a capacitarmi di tanta sfacciataggine, l’altra sera, al convegno double-face (quello sui tumori nel Salento).

    Un relatore monopolista della serata, il “giornalista-statistico” che, dopo il suo interminabile profluvio di parole, asserisce che certi interventi, soprattutto quelli degli altri - incluso il discorso a proposito del mega-impianto di compostaggio soletan-galatinese (per la produzione di biogas, non di compost) - sono fuori tema o fuori luogo [ma scusi, signor logorroico conferenziere, stiamo o no parlando di cause dei tumori? E questa forse che non lo sarebbe? Oppure bisogna sempre parlare dei massimi sistemi, o delle discariche di Patù, senza mai scendere nei particolari che ci riguardano più da vicino? ndr], e due Erinni, cioè le onorevoli avvocatesse della maggioranza montuosa che fa finta di governarci, che sbraitano e se la prendono se osi ricordare loro che la giunta di cui sono in qualche modo parte attiva, tra le altre mille schifezze:

    1) ha dato l’ultimo ok ad un mega-porco commerciale di 26 ettari da colare nella campagna galatinese;

    2) accetta con nonchalance le sponsorizzazioni da parte di Colacem (il giglio di campo di cui si son pure proiettate delle slide a proposito di cause dei tumori), e nulla dice a proposito di quella del TAP per la festa patronale;

    3) va avanti come un treno sulla strada del mega-impianto di compostaggio-chiamatemi, quello di 30.000 tonnellate (se gli orrori non sono mega questi non si sporcano mica le mani) che produrrà invece biogas, oltre a tutta una serie di altri, come dire, tumori (stiamone certi);

    4) sta per varare, già che si trova, anche la “mega area mercatale”, da definire - con solito eufemismo o meglio esproprio vocabolario - come “parco urbano”; pazienza poi se per questo “parco” si colacementificheranno e s’asfalteranno altri 4 o 5 ettari della “nostra madre terra”;

    5) ha in mente e forse realizzerà un mega-parcheggio sotterraneo a ridosso del centro storico (il che è davvero molto coerente con la politica di incentivazione all’uso della bicicletta con cui, nei convegni sulla “mobilità sostenibile”, fa gargarismi e risciacqui orali tre volte al giorno);

    6) si munisce di sega per troncare alberi di gelso e/o querce vallonee “che non hanno più di novant’anni d’età” (come se una quercia vallonea di novant’anni avesse meno diritto di esistere di una di trecentocinquanta);

    7) non ha mai proferito (in quanto il concetto non sfiora nemmeno di striscio la corteccia cerebrale dei suoi componenti) un salutare “STOP AL CONSUMO DI territorio” (rendendosi così oltremodo corresponsabile del cambiamento del clima, in particolare del riscaldamento globale: sì, ogni comportamento, ogni scelta anche locale, anche micro, ha influenze in tal senso);  

    8) affetta com’è di inaugurite cronica, questa giunta betoniera corre a destra e a manca a tagliar nastri tricolori per varare la “glande opera pubica” di turno, rigorosamente in cemento e/o asfalto, sovente progettata male, costruita peggio e/o quasi mai terminata.

    Qualche esempio del genere? Circonvallazione interna (“utilizzata molto dai podisti”, come dice qualcuno: ergo che bisogno c’era di una circonvallazione?) che andrà avanti nel massacro ambientale con ruspe, piastre vibranti, rulli compattatori, bulldozer; centro polifunzionale che però non polifunziona affatto, colato in fondo a viale don Bosco per “riqualificare le periferie” [ma evitar lo scempio, no eh? Ndr]; asilo infantile sempre sullo stesso viale (non ancora inaugurato nonostante la “fine dei lavori” perché qualcuno ha scordato i cessi o qualcosa di simile); palestra-hangar che s’affaccia sulla suddetta circonvallazione interna, inservibile in quanto inutile e soprattutto inutilizzabile per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo elencare qui di seguito; vecchia scuola elementare di Noha con allaccio elettrico provvisorio (ma quasi quasi definitivo), che non permette a riscaldamenti/ariacondizionata/fotovoltaico/ascensore di mettersi in moto.

    Opere e progetti buoni soltanto ad arricchire furbi e sgorbi, aumentare i tumori (riuscite a coglierne il nesso?), a prendere in giro gli allocchi (in gergo: vucchiperti) di cui Galatina non ha mai avvertito la carenza, e a rovinare ciò che ancora residua di bello.

    *

    Non sia mai che i nostri cosiddetti rappresentanti imparino una buona volta la lezione di Renata Fonte, la Donna e il Politico (entrambi con la maiuscola) ucciso dalla mafia perché ha cercato di spiegare a tutti che per preservare la nostra terra (e tutelarci dal cancro) l’unica cosa di buon senso finalmente da fare è: NULLA. O comunque evitare di dar corso alla natura mentulomorfa di certi “progetti”.

    Invece no: i nostri governanti nostrani, tutti muniti di cazzuole (ma soprattutto di cazzate), riescono ad aumentare il loro prodotto interno lurido solo con la grande schifezza, facendo finire nei piloni di cemento ciò che residua del buon senso (e chissà cos’altro) e nascondendo la testa sotto la sabbia. Come i calce-struzzi (e qui la prima z potrebbe essere sostituita a piacere da una n).

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 01/03/2013 @ 22:09:17, in Comunicato Stampa, linkato 1676 volte)

    La giornata internazionale della donna (8 marzo) è stata istituita per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. Ancora più valore è da riconoscere a questa ricorrenza in un periodo in cui tutto il mondo è infiammato dalle proteste (Zapatos rojos, Flash mob di San Valentino) contro quell’ondata barbarica di violenza chiamata femminicidio.

    Il Salotto di Cultura “Galatina Letterata”, impegnato e contraddistinto nell’ambito della promozione culturale e artistica del territorio, ha deciso di realizzare un contenitore culturale, dal titolo “Donna è…”, allo scopo di valorizzare e promuovere l’impegno femminile nei vari campi del sociale, mese di marzo, da sempre dedicato alla donna.

    Il primo di questi eventi è dedicato all’arte, con l’iniziativa “Segni di Donne”, una collettiva d’arte che avrà luogo nel Museo Civico “P. Cavoti” di Galatina, dal 2 marzo al 18 marzo 2013. La collettiva vedrà la partecipazione di diverse artiste, che attraverso le loro opere rappresenteranno il modo di sentire l’arte al femminile. All’interno della mostra verranno proiettati dei cortometraggi del regista Elio Scarciglia, video racconti che narrano la donna, attraverso la musica e la danza.

    Le artiste che esporranno i loro lavori sono Fabiana Luceri, Rossana Giannico, Gabriella Torsello, Maria Luce Musca, Tonia Romano, Filomena Vigna, Tiziana Sciacovelli (Tathiana Shake Welling), Pina Gorgoni, Francesca Colitta e Paola Rizzo.

    L’inaugurazione avrà luogo sabato 2 marzo, allo ore 18.30, e si avverrà della collaborazione e della critica d’arte della Professoressa Rosamaria Dell’Erba, che accompagnerà i visitatori nel percorso della mostra.

    In apertura del percorso, anche un racconto inedito della scrittrice Daniela Bardoscia, intitolato “Da donna a donna…

    Cordialmente,

    Daniela Bardoscia

    (Galatina Letterata)

     
    Di Redazione (del 25/05/2015 @ 22:08:25, in Comunicato Stampa, linkato 897 volte)

    Sotto le mendaci e mistificate spoglie del “riammodernamento”, sembra ci sia un vero e proprio progetto di impianto nuovo di zecca in agro di Cavallino. Progetto votato a maggioranza il 6 Marzo scorso dall’Assemblea dei Sindaci ATO provincia di Lecce. I cittadini esasperati da più di 15 anni di malesseri e nauseabondi odori, spia olfattiva inequivocabile di qualcosa che non va, si organizzano in un “Comitato Intercomunale” e avviano una raccolta firme per chiedere l'immediata revoca e bocciatura ponendo un'irremovibile pietra tombale contro qualsiasi decisione di aprire, né tanto meno ampliare, nuove discariche o continuare a sperperare ingentissimi soldi pubblici, (circa 52 milioni di euro), in discutibili e non ben chiari “ammodernamenti” di mega-impianti industriali insalubri e antiscientifici quali gli inutili e dannosissimi “biostabilizzatori”, vera piaga e offesa all'intelligenza umana prima ancora che alla scienza tutta, assieme alle discariche e agli inceneritori che alimentano la malagestione dei rifiuti nel Salento, impianti spreca-denaro pubblico e ammazza salute, ed essere finalmente ascoltati, i cittadini, nel verso della difesa delle sacrosante ragioni di tutti e del Salento e soprattutto nel verso della difesa di inalienabili e intangibili Diritti, Diritto alla Salute e alla Vita in primis, strettamente legati al Diritto alla Salubrità, Benessere e Bellezza del proprio territorio, Diritti sanciti e difesi sommamente dalla nostra Costituzione Italiana e dall'Europa.

    Si chiede fermamente al Presidente dell’ATO Paolo Perrone, nonché sindaco di Lecce e massima autorità sanitaria del suo comune, un improcrastinabile e drastico cambio di rotta allontanadosi dalla malo non-ciclo dei rifiuti nel Salento, a più riprese denunciato e smascherato da inchieste giornalistiche e posto sotto l'attenta lente della Magistratura. E’ impensabile a causa di questa dannosissima malagestione che prevede ancora nel 2015 discariche, mega impianti di fasulla e antiscientifica “biostabilizzazione” e incenerimento dei rifiuti, costringere i cittadini di San Donato, San Cesario, Lizzanello, Cavallino, Caprarica di Lecce e di Lecce stessa e di tutto l'hinterland a soccombere per altri 20 anni a delle condizioni capestro mettendo a repentaglio drammaticamente condizioni di vita e di salute rendendole ancora più pericolose e disumane. Alle soglie del 2016 sono molte e arcinote le esperienze virtuose consolidate sia in Italia che nel mondo, che dimostrano che un’altra gestione dei rifiuti, gestione buona e nel pieno interesse pubblico della risorsa “rifiuti”, è possibile e tale via maestra è rappresentata dall'ottima e concreta “Strategia Rifiuti Zero” che non prevede di trasformare ancora una volta i cittadini in cavie e i territori in pattumiere, così come oggi politiche e decisioni irresponsabili hanno ancora in animo di fare, aprendo addirittura una nuova discarica con ingentissimo spreco di pubblici denari e spingere le comunità del Salento a sprofondare in un ulteriore e drammatico abisso. Le discariche e l'attuale impiantistica minano inesorabilmente per loro nociva natura la salute dei cittadini, e compromettono la salubrità dei territori. Perdita di salute comprovata dal catastrofico quadro epidemiologico per troppo tempo sottaciuto e ignorato, in primis proprio dai pubblici decisori, relativo a insorgenze di patologie altamente degenerative e letali con incidenze in costante aumento e che oggi grazie ad accurati studi così bene si conosce.

    Gli esempi di come invertire la rotta ce lo indicano proprio le esperienze virtuose dei Comuni di Galatina e Corigliano d’Otranto, tra i primissimi comuni che hanno avviato una gestione razionale e tracciabile, oltreché premiale, promuovendo e potenziando l'ottima pratica del compostaggio domestico, dimostrando come semplicemente applicando la legge vigente da oltre 15 anni e recuperando le buone pratiche tradizionali di gestione dell'importante e ingente frazione organica/umida del rifiuto, in armonia con il territorio, il cambiamento può essere semplice, immediato e a costo zero! In entrambi i comuni le amministrazioni hanno regolamentato la virtuosa e semplice pratica istituendo un Albo ufficiale e pubblico dei Compostatori per promuovere e far ben gestire, comprovandola, la buona e virtuosa pratica del compostaggio domestico, riscontrando in un tempo brevissimo una risposta oltreché positiva da parte di tutti i cittadini, ottenendo risultati insperati ed eccezionali.

    Tenendo conto che la produzione pro-capite di rifiuti in Italia si attesta a circa 1 kg di rifiuti solidi urbani al giorno. Una famiglia di 4 persone quindi ne produrrà circa 1 tonnellata e mezza all'anno. Il 40 % di rifiuti solidi urbani sono di origine ORGANICA. Per rispettare i cicli naturali della materia la destinazione di questi rifiuti non deve essere l'accumulo nelle discariche ma la loro decomposizione e trasformazione in humus, prezioso per il terreno facendo tornare in pochissimi mesi le sostanze nutritive utili al suolo rigenerandolo.

    Il comitato chiede a tutti i comuni dell’ATO di adoperarsi affinché si disinneschi la bomba ambientale rappresentata da discariche, biostabilizzatori e inceneritori dicendo il loro fermo e doveroso “NO!” adoperandosi da subito per adottare, invece, e applicare la virtuosa Strategia Rifiuti Zero, partendo proprio dall’incentivare massimamente il compostaggio domestico e agricolo, ripristinare la salubrità dei territori e mirare ad un abbattimento sostanziale della tassa sui rifiuti, attraverso una premialità a quei cittadini che effettivamente puntano a non conferire in discarica e a ben gestire la frazione umida/organica.

    Si fa un appello a tutte le associazioni e a tutti i cittadini della provincia di Lecce, invitandoli a partecipare attivamente alla raccolta firme che si terrà domenica 24 maggio a San Donato di Lecce , in Piazza Garibaldi dalle ore 9.30 alle ore 12.00.

    Il Comitato Intercomunale
     
    Per info e contatti

    Helen Centobelli 329.8120306 (per l'Associazione La Scìsciula, San Donato di Lecce)

    Emanuele Lezzi 328.7045055 (per l'Associazione Sveglia Cittadina, San Cesario di Lecce)

    Alfredo Melissano 327.1655422 (per il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento)

     
    Di Redazione (del 21/10/2013 @ 22:08:06, in Comunicato Stampa, linkato 1199 volte)

    La migliore lezione è l'esempio. Dopo tanto parlarne, a circa sei anni dall'avvio e con estremo ritardo, si porta a conclusione il progetto dell' estensione della raccolta differenziata su tutto il territorio comunale. Riteniamo la cosa indispensabile ed ineludibile per questo non ci esprimiamo oggi su modi, tempi e metodi utilizzati dall'amministrazione, non volendo sollevare polemica alcuna e rimandando ogni analisi a progetto consolidato.

    Non possiamo però tacere su un problema grave : la colpevole assenza del buon esempio. Come si ritene di poter assumere autorevolezza se mentre si chiede ai cittadini galatinesi civismo e senso di responsabilità l'Amministrazione non assolve pienamente ai propri doveri ? Il territorio galatinese è assediato nelle sue periferie da numerosissime discariche abusive (un'associazione di liberi cittadini ne ha censite oltre 400) che aumentano di giorno in giorno e spuntando talvolta anche in pieno centro abitato. Da ultima anche nei pressi del rondò sulla strada per Corigliano d'Otranto dove, con un chiaro esempio di differenziata spinta, si è concretizzata una distesa d'amianto, solo amianto. Circa 30 metri quadri di lastre di eternit frantumate, quindi ad alto rischio cancerogeno, depositate da qualche ignorante e delinquente che meriterebbe solo la galera. Questa discarica và messa in sicurezza subito, così come prevede la legge, e il far finta di non vederla, cosa impossibile, è da irresponsabili oltre che perseguibile.
    Abbiamo anche segnalato, a chi di dovere, qualche giorno fa una montagna di
    farmaci scaduti fuori dagli appositi cassonetti di raccolta nel cuore della
    città. Pericolosi rifiuti speciali abbandonati, su una delle principali arterie cittadine, a ridosso del muro di cinta di un plesso scolastico, alla portata dei centinaia di ragazzi che frequentano quotidianamente la zona.

    Possibile che tuttò ciò si sia palesato solo alla nostra vista ? L 'Ispettore Ambientale, che prima o poi dovrà pur rendere conto alla città sul suo operato, o uno degli amministratori cittadini non hanno mai percorso tali strade ?

    È possibile, ma non è credibile.

    Da liste civiche, quale sono, Galatina in Movimento, novaPolis Galatina, Galatina   Altra e Movimento per il Rione Italia, sentono la necessità di dover dare una mano alla città e a chi ha responsabilità di ruolo, quindi, senza nessuna enfasi da spot pubblicitario, hanno pensato di dare vita alla figura dell' "ispettore ambientale ombra". Vigileremo, segnaleremo e controlleremo affinché chi ha responsabilità nell'agire oltre che predicare sappia anche razzolare bene.

     
    Galatina in movimento
    Galatina altra
    novaPolis Galatina
    Movimento per il Rione Italia
     
    Di Redazione (del 09/06/2016 @ 22:07:55, in Comunicato Stampa, linkato 1084 volte)

    Lunedì 13 giugno le associazioni del territorio (tra le quali: la FIDAS Noha, il Gruppo Masseria Colabaldi, I dialoghi di Noha in collaborazione con Noha.it, le ACLI, L'Altro Salento, la CNA di Galatina e molti altri cittadini liberi e pensanti) sono liete di organizzare la FESTA DI SANT'ANTONIO.
    Una festa semplice e genuina nelle immediate adiacenze dello storico sito in C/da Magnarè, meglio noto “sotta a Santantoni". Troverete bella musica, Pittule, Pucce con le olive, Carne alla griglia, Vino buono e tanto altro ancora, (il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza alla Fidas, la benemerita associazione dei donatori di sangue di Noha).

    I festeggiamenti inizieranno con la Celebrazione eucaristica alle ore 9:30 nell’antica cappella gentilizia nohana della famiglia Bianco, ubicata in Contrada Magnarè - Noha si riprenderà alle ore 20:00 con la benedizione dei pani e continuerà fino a tarda notte. 

    Siete tutti invitati a questa bella manifestazione di solidarietà e fraternità e in particolare tutti quelli che portano il nome del Santo: 

    • Antonio, Antonia e Antonietta
    • Antonello e Antonella
    • Tonino, Toni, Tonio e Tonia
    • Ucciu, Ntunucciu e Ntoni
    • Fenando e Fernanda

    Antonio Mariano

     
    Di Antonio Mellone (del 10/01/2017 @ 22:03:11, in NohaBlog, linkato 2770 volte)

    Voglio sapere di cosa stanno riempiendo la discarica De Pascalis, quella ubicata a metà strada tra Noha e Galatina. Voglio sapere cosa succede ad un fischio da casa mia.

    Ne avrei il diritto come cittadino oppure è stata soppressa la sovranità che un tempo apparteneva al popolo stanziato su di un territorio? Vuoi vedere che è passato con la maggioranza dei SÌ il famoso Referendum del 4 dicembre scorso e io non me ne sono accorto?

    No, non ditemi che è entrata in vigore la “nuova” costituzione Boschi-Verdini che prevede il “principio di supremazia”, e quindi i territori non contano più una cippa (posto che prima qualcosa contassero).

    Può darsi. Ma se anche dovesse essere passata quella riforma a mia insaputa, io sottoscritto, l’ultimo dei cittadini di Noha, esigo di sapere.

    *

    Di recente, m’han fermato per strada un bel po’ di nohani chiedendomi lumi in merito a ‘sta benedetta discarica. M’hanno raccontato di decine di Tir autoarticolati che, pieni zeppi di non si sa bene cosa, vanno a svuotare i loro mega-cassoni nella cava de quo.

    Io son cascato dal pero. Non ne sapevo nulla, anche perché – come mi dicono - i noti giornaletti caltagironei parlano di presepi viventi da Latiano a Fasano, senza citare, per dire, anche quello di Noha (salvo poi pubblicarne a tutta pagina una bella immagine), mentre i siti “giornalistici” locali - dopo i primi spot pubblicitari di qualche anno fa a favore di discarica - sembra che, come il sottoscritto (che tutto è men che un “giornalista”), non si siano accorti di nulla.

    Mi raccontano, questi cittadini, che pare siano dirette alla volta di quella cava profonda centinaia ma forse anche migliaia di traversine ferroviarie in cemento o qualcosa di simile. E che subito dopo vengano interrate o coperte da altro materiale. Vai a sapere.

    Ora. La prima domanda è la seguente: è vero ciò che va dicendo la ‘vox populi’? Ci è permesso avere qualche informazione più dettagliata in merito?

    Sul sito internet della cava De Pascalis si trova l’elenco dei materiali autorizzati per il conferimento in quella discarica. Orbene, salvo miei errori od omissioni, nella lista non risulterebbero elencate traversine ferroviarie in cemento o in altro materiale.

    Si parla, è vero, di “rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni” (tipo mattoni, ceramiche, mattonelle, scorie in cemento, materiali da costruzione, eccetera) ma, salvo smentite dell’ultima ora, non mi pare che le traversine ferroviarie rientrino nella fattispecie. In realtà si parla anche di “pietrisco per massicciate ferroviarie”, ma salvo interpretazioni estensive mi chiedo se le traversine possano rientrare nella voce “pietrisco”. E poi, posto che le traversine siano conferibili e che si tratti di sole traversine, chi controlla che il materiale non sia impregnato di sostanze pericolose in grado da provocare danni al terreno e alla falda acquifera sottostante?

    Sapevo che le traversine lignee dismesse dalle ferrovie statali se non sono da considerarsi “rifiuto speciale” poco ci manca. D’accordo, quelle conferite nella discarica nohan-galatinese non sono traversine in legno ma in cemento armato: ciò non toglie che non possano contenere olii, composti chimici o altre schifezze pericolose (mica le lavano o le trattano prima di gettarle in quella cava).

    Comunque sia: sono io sottoscritto libero di non fidarmi di ciò che (non) ci raccontano?

    Atteso quanto è successo nel Salento negli ultimi quarant’anni, con le discariche abusive sparpagliate ovunque e con le altrettante munite di autorizzazioni ministeriali (tipo la Burgesi) che nascondono le più pericolose e impensate sostanze inquinanti - tanto che la nostra provincia fa ormai concorrenza alla Terra dei Fuochi, un baffo a Gomorra e non ha rivali in Italia quanto a percentuali crescenti di malati di cancro e di altre malattie legate all’avvelenamento del territorio - mi è lecito fasciarmi la testa ancor prima di rompermela?

    Posso dirvi che sono preoccupato anch’io, insieme ai nohani che mi hanno fermato per strada chiedendomi informazioni che non ho saputo fornire? Son padrone di chiedere che tutti (mica uno ogni tanto: dico tutti) gli automezzi che si presentano su viale Carlo Alberto dalla Chiesa, diretti alla volta della ex-cava De Pascalis vengano sottoposti a controllo preventivo?

    Attenzione: per controllo non intendo il “controllo formale” della documentazione (non saprei che farmene), né i “controlli interni” eventualmente posti in essere dalla proprietà (non prendiamoci in giro: i proprietari fanno il loro mestiere: cioè soldi, business, profitti sul ciclo di questi particolari rifiuti, mica solidarietà sociale), ma ispezioni, verifiche ed esami da parte di soggetti terzi, tipo, chessò io, Arpa Puglia, Asl, Polizia locale, Carabinieri di nuclei speciali [non si possono più citare le Guardie Forestali, in quanto il loro corpo è stato sciolto nell’acido dal precedente governo, sicuramente a causa della scomparsa delle foreste: gli unici Boschi superstiti evidentemente saranno quelli ancora al governo e, giacché, anche legati al nome di qualche banca rotta,ndr.].

    *

    In conclusione, vorrei che fossero accertate, per ogni accesso alla cava (Per. Ogni. Accesso. Alla. Cava.) la quantità e la qualità del conferito, e che nemmeno uno spillo uno non consentito venga gettato o sversato in quella discarica privata a chilometro zero.  

    E’ permesso chiedere o tutto questo è forse chiedere troppo?

    Infine. E’ esagerato pretendere che i candidati al prossimo venturo governo di palazzo Orsini abbiano a cuore il bene del suolo, dell’acqua e dell’aria del nostro territorio, e siano dunque espressione più del bene comune che dei potentati economici anche locali interessati a ben altro? No, così, tanto per sapere.

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 29/08/2017 @ 22:02:20, in Comunicato Stampa, linkato 129 volte)

    I volontari del Servizio Civile Nazionale di Galatina nell’ambito del progetto Agones 2015 hanno in programma per il mese di settembre un torneo di calcetto per gli stranieri presenti sul territorio.

     L’iniziativa, che si terrà presso i campi sportivi di via Cuneo a Galatina, nasce con lo scopo di divulgare la cultura della coesione, ma soprattutto creare un momento di socializzazione che va ben oltre il momento agonistico.  

    La partecipazione al torneo, riservata a squadre composte interamente da immigrati, è una buona opportunità per coinvolgere associazioni, famiglie, istituzioni per superare con successo la soglia dell’indifferenza ed affermare la reciprocità attraverso la passione e lo spirito sportivo. Due sono le associazioni coinvolte al progetto: la cooperativa sociale A.r.l. Onlus “Polvere di Stelle” e il Circolo Arci di Galatina, disponibili a far partecipare i ragazzi presenti nelle rispettive strutture.

    “La cultura dell’accoglienza non può prescindere dall’impegno delle istituzioni al processo di integrazione – afferma l’assessore allo sport Maria Giaccari - lo sport può contribuire a dare impulso importante nella difficile pratica dell’integrazione. L’iniziativa si inserisce in questa logica ed è per questo da incoraggiare e sostenere.

    Il Comune di Galatina, attraverso il progetto Agones 2015, è impegnato il tal senso”.

     

    I volontari “Agones 2015”

    Gloria Romano

    Piergiuseppe Sabella

     
    Di Redazione (del 30/05/2017 @ 22:01:58, in Comunicato Stampa, linkato 274 volte)

    Prosegue l’attività di promozione e potenziamento del Servizio Civile Nazionale del progetto #youthgalatina2015.

    I volontari, contattando due Istituti Secondari di II grado, Liceo Classico “P. Colonna” e Liceo Artistico “G. Toma”, di Galatina, hanno organizzato degli incontri presso le sedi scolastiche distribuendo agli alunni un questionario funzionale alla conoscenza e all’analisi dei vari bisogni e delle varie attività socio-culturali che vorrebbero sul territorio (azione 5 denominata azione sociale del relativo progetto).

    L’utilizzo di strumenti di comunicazione di massa rende ancora più efficace e puntuale l’operato dei due volontari mediante l’utilizzo della pagina internet (pagina facebook: infogiovani youthgalatina) e del blog (prggiovanigalatina.blogspot.com) e il continuo aggiornamento a cadenza settimanale della bacheca informativa, con annunci sulle offerte di lavoro e le iniziative messe in campo dai vari istituti pubblici e aziende private.

    Costante impegno è dato alle attività dello sportello informativo dello S.P.I.O.L., Servizio di Informazione, Orientamento e Accompagnamento al Lavoro dell’Ambito Territoriale Sociale di Galatina, gestito da ASP  “Istituto Immacolata” di Galatina supportando e affiancando i giovani sulle modalità di compilazione e aggiornamento dei vari curricula, garantendo loro un continuo supporto e coinvolgendo anche i nuclei più disagiati e più bisognosi di aiuto socio-economico; il tutto in un preciso quadro di miglioramento delle relazioni con i cittadini e di potenziamento della pubblica amministrazione nei servizi da quest’ultima promossi.

     
    Di Albino Campa (del 03/06/2012 @ 22:01:55, in Cultura, linkato 1807 volte)

    Vorrei continuare a percorrere con voi i luoghi della cultura, ripartendo ancora una volta dalla periferia per dirigermi nel cuore della città di Galatina. Comincio a camminare quindi, a testa bassa come fan quelli che non hanno meta e cercano di dirigersi verso il luogo giusto, ovvero quello che sicuramente la sorte ha loro in serbo. Mi viene in mente un racconto di Gianluca Virgilio, una di quelle sue incantevoli passeggiate che la penna fortunatamente è riuscita a riprodurre sulla carta per la gioia di noi lettori, e sorrido ricordando la sua meraviglia quando, attraversando la piazza di Noha e chiedendo informazioni per raggiungere la Biblioteca Giona, non solo gli astanti erano a conoscenza della biblioteca, ma addirittura sapevano indicargli la direzione da prendere.
    Camminando e riflettendo, eccomi quindi giunto dinanzi al complesso scolastico di Noha, dalle pareti ormai consumate dal calore dei raggi del sole e dalle finestre disseminate di cartoncini colorati. Una scatola di cemento sbiadito che a malapena riesce a contenere il fermento culturale che sprizza da ogni dove, una vecchia spugna rovinata turgida di “desiderio di crescere, fare, essere”. Tanti ricordi si affacciano nella mia mente, ricordi di un’infanzia oramai alle spalle, che non ritornerà più, ma che vive ancora dentro di me grazie a delle immagini che conservo intatte.
    Salgo per le scale, appoggiandomi al passamano unto e gelido, porto lo sguardo in alto cercando di intravedere la fine, e intanto chiudo gli occhi e respiro: l’odore, come al solito, mi aiuta a rinfrescare i ricordi. Un odore aspro e pungente, proveniente forse dalla palestra, mi insegue e affretta il mio passo: salgo, veloce, due scalini alla volta, cercando di continuare a centellinare il gusto per la sorpresa.
    L’avventura della biblioteca “Giona” ha avuto inizio quando io ancora frequentavo la scuola elementare: era nata in un angolo del secondo piano dell’edificio, alcuni scaffali colorati disposti a staffa di cavallo raccoglievano i primi volumi suddivisi in categorie di accesso. Ricordo che la sezione over 14, di cui io ignoravo il significato, era relegata in cima e c’era stata più volte negata dalla signora Paola, maestra bibliotecaria, con asserzioni tipo “siete troppo piccoli ancora”, “non potete leggere quei libri”, “guarda questi colorati, quelli non hanno alcuna immagine”. Ecco, giustificazioni siffatte erano, secondo me, motivo per incuriosire i lettori più piccini piuttosto che intimidirli. Il gusto di trasgredire, anche a costo poi di rimanere effettivamente delusi, valeva quanto leggere o sfogliare dieci di quei libricini cartonati, tutti colorati e animati, che piacevano tanto alle bambine e alle maestre. Noi, piccoli mocciosi, ci sentivamo già da letture da grandi, da intense storie con finale a sorpresa. Sta di fatto che, una bella sgridata e una barcata di libri cartonati da leggere durante l’estate come compito di punizione, mi fecero presto passare la voglia di indagare sezioni della biblioteca proibite.
    Poi iniziai a crescere, purtroppo, e insieme a me anche la biblioteca “Giona” diveniva sempre più grande e robusta, si rimpinzava sempre di nuovi volumi, offerti o acquistati, con nuove sezioni e nuovi spazi dedicati alla lettura. Essere biblioteca in un piccolo paesino come Noha, non era facile: era come essere la principessa sul pisello senza i sette materassi … capite bene che non è la stessa cosa, non si è credibili allo stesso modo! Quindi oltre al pisello, servivano i materassi e presto, grazie all’impegno delle maestre, dei genitori degli alunni e degli alunni stessi, la Biblioteca mise in piedi un progetto che aveva come obiettivo l’affermazione di “Giona” all’interno di Noha, come realtà indispensabile e da sostenere per il bene di tutta la comunità. Ed ecco quindi che “Giona” esce dalle sue quattro mura e i suoi libri iniziano a vagabondare per le vie del paese, attraverso le voci dei suoi lettori la biblioteca comincia a parlare a tutti, a entrare nelle case di tutti senza bisogno di bussare.
    “Giona” diviene quindi un simbolo, quello della crescita culturale di un paese di contadini e pastori che vogliono mettersi al passo, sollevare la testa da terra, guardare avanti e incominciare ad affermarsi anche fuori dalle propria mura come una realtà in forte sviluppo. I libri diventano per Noha il pretesto giusto per svoltare, per dare un futuro diverso ai propri figli.
    Arrivo, quindi, con l’affanno al secondo piano della scuola di Noha. Mi accorgo subito che ora la biblioteca “Giona” non è più relegata in un angolo buio, ma ha allargato i suoi confini per poter contenere tutti i libri e offrire nuovi servizi ai suoi lettori. Quella che una volta era la sala degli insegnanti è divenuta ora la stanza riservata ai lettori più piccoli, e conserva ancora gli scaffali colorati per sezioni, mentre dall’anno scorso per i lettori adulti è stata allestita una nuova confortevole sezione, dotata persino di un comodissimo divano su cui adagiare le proprie letture.
    Insomma, mi rendo conto che, come i suoi lettori, la biblioteca “Giona” continua a crescere, senza mai venire meno, però, a quel tocco di fanciullezza e spensieratezza che l’ha vista nascere e affermarsi nel territorio.
    continua…

    Michele Stursi

     
    Di Redazione (del 23/04/2014 @ 22:01:46, in Comunicato Stampa, linkato 1362 volte)

    L’Amministrazione Comunale di Galatina invita, con le Autorità Civili, Militari e Religiose, tutti i Cittadini, gli Studenti e le Associazioni a partecipare alla Festa della Liberazione del 25 aprile 2014 organizzata a Palazzo della Cultura, con inizio alle h.18,30.

    Un’ occasione per ricordare in modo speciale il dono della Libertà conquistata dal movimento della Resistenza, con il racconto della storia dei partigiani salentini che partirono da Galatina e da tanti altri luoghi del Salento, rispondendo all’appello per la lotta contro i nazifascisti.

    Assisteremo alla prima della proiezione del film documentario Partigiano Salento. Presente!con la regia di Sergio Spina. Un’ opera che vede la luce a poco più di un anno dall’accoglimento da parte della Giunta Comunale della proposta avanzata da Oistros - Centro di ricerca della Cultura e dello Spettacolo - e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura, con l’intento di produrre un lavoro cinematografico con e per le nuove generazioni. Scelta motivata, oltreché dall’alta qualificazione dei soggetti proponenti, dalla condivisione dell’obiettivo di far emergere e trasmettere la memoria collettiva di un periodo storico di questa Città e delle azioni di tanti figli di Puglia e di  riscattare  un territorio di cui nei manuali di storia non vi è traccia, rendendo pubblici documenti, testimonianze, frammenti di ricordi raccolti nelle strade, nelle piazze e nelle case di chi può rievocare esperienze di coraggio.

    La mole delle registrazioni effettuate è notevole. Solo una parte, contenuta nel documentario in consegna questi giorni, è stata rifinita per la presentazione al pubblico in occasione della Festa della Liberazione del prossimo 25 aprile. L’idea di inserire nel circuito di RAI Edu tutto il lavoro prodotto espressa dal regista Sergio Spina non può che inorgoglire l’Amministrazione e  tutti coloro che condividono l’impegno di far conoscere la storia dei partigiani salentini e dell’antifascismo nel Salento.

    Sergio Spina è uno dei personaggi più creativi e innovativi della televisione italiana.  Attivo nella Tv di Stato sin dal 1954, è stato il regista di Strapaese, uno dei primi programmi andati in onda, e di Mixer, speciale condotto da Giovanni Minoli,oltre a numerosissime altre opere tra documentari, inchieste e film.

    Il regista tornerà a Galatina per questa occasione speciale di presentazione del lavoro che ha condotto principalmente nella nostra città e con la collaborazione di tanti uomini e donne che ancora lottano per tenere vivi gli ideali della Liberazione. L’appuntamento del 25 aprile si arricchisce della testimonianza diretta di Nicola Santoro, autore del libro “Internato 159534” nel quale si racconta la terribile esperienza vissuta dai soldati italiani prigionieri nei campi di lavoro nazisti. Hanno garantito la loro partecipazione all’evento rappresentanti dell’ANPI,Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Ha accettato l’invito il Sottosegretario al Lavoro, on. le Teresa Bellanova.

     

    Al via il progetto AMICI WE CARE. Per la prima volta in Europa una ricerca della Associazione AMICI Onlus indagherà sui reali bisogni del paziente. In Italia le MICI colpiscono oltre 200 mila persone.

    Milano, 12 dicembre 2016 Ai nastri di partenza la campagna nazionale “Amici We Care”, promossa dell’associazione Amici Onlus e dedicata alla qualità della cura per i pazienti di MICI (malattie infiammatorie croniche intestinali).

    Con la campagna “Amici We Care” l’Associazione  intraprende un percorso di coinvolgimento attivo dei pazienti di MICI in Italia chiedendo direttamente ai pazienti, affetti da malattia di Crohn e  colite ulcerosa, quali sono gli elementi importanti e migliorabili  sia nei servizi che essi ricevono dalle strutture pubbliche in cui sono assistiti, sia nella tipologia di cura che ricevono.

    Gli aspetti che interessano principalmente queste patologie croniche sono molteplici, in particolare come sottolinea in una nota la Presidente di AMICI Onlus, Enrica Previtali: “Il livello di cura raggiunto oggi in Italia per i pazienti di MICI è alto, tuttavia riteniamo che una certa qualità raggiunta non debba essere un punto di arrivo ma rappresenti il punto di partenza per migliorare” e aggiunge “il nostro lavoro di questi anni ci ha portato alla definizione di quello che riteniamo un vero e proprio decalogo della cura per i pazienti di MICI, ma ci siamo resi conto che questi elementi dovevano essere condivisi da parte di tutti i pazienti andando a chiedere loro cosa e come migliorare”.

    Fra questi aspetti, molto può essere fatto in termini di ascolto, disponibilità del team medico e attenzione sotto il profilo psicologico, per questo motivo la campagna vede attivo il Laboratorio di Culture Organizzative e di Consumo, Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha predisposto un questionario on line attivo alla pagina del sito dedicato www.amiciwecare.com attraverso cui è possibile contribuire alla stesura dei nuovi parametri di qualità della cura.

    Amici We Care ha ottenuto il patrocinio di IG-IBD (Italian Group for the study og Infiammatory Bowel Disease) ed è stata realizzata con il contributo incondizionato di AbbVie.

    L’indagine verrà condotta distribuendo  materiali informativi in tutti i centri di gastroenterologia dedicati, presso le sedi dell’Associazione dislocate sul territorio nazionale e tramite il web e social network

     

    Per info:

    Salvo Leone

    Email salvo.leone@amiciitalia.net

    Tel 3351331589

     
    Di Redazione (del 21/05/2017 @ 21:59:55, in Comunicato Stampa, linkato 237 volte)

    Domenica 21 maggio si è riunita l'Assemblea ordinaria dei soci della Showy Boys A.S.D.. Come da convocazione del consiglio direttivo, i tesserati del club galatinese si sono ritrovati presso la sede sociale in piazza San Pietro n. 25 a Galatina per discutere e deliberare sul punto all’ordine del giorno relativo all'elezione del nuovo consiglio direttivo.

    L’Assemblea dei soci, così come previsto dallo statuto associativo, è stata chiamata a nominare, a scrutinio segreto, i componenti del consiglio direttivo. Dopo lo spoglio delle schede da parte del seggio elettorale, sono stati comunicati i risultati delle elezioni che hanno visto riconfermato all'unanimità il presidente Daniele G. Masciullo. Eletto e riconfermato anche Rossano Marra quale vice presidente del club bianco-verde. All'interno del gruppo direttivo continueranno a ricoprire l'incarico di consigliere i soci Papadia Francesco e Mandorino Anna Maria mentre fanno il loro ingresso i neo eletti Masciullo Libero e D'Errico Papadia Luigi, quest'ultimo in qualità di segretario.

    "Ringrazio i soci per avere rinnovato la fiducia nella mia persona - dichiara il presidente Daniele Masciullo - in questi quattro anni è stato fatto un grande lavoro in seno alla società e ciò ha permesso di raggiungere traguardi ambiziosi a livello sportivo e consolidare la nostra presenza sul territorio. Il merito va a chi mi è stato accanto e ha condiviso tutto ciò che è stato realizzato. In alcuni momenti più impegnativi del nostro percorso ho potuto contare sul loro sostegno e i risultati ottenuti lo dimostrano. Ho sempre creduto che è fondamentale, anche fuori dal campo, il gioco di squadra, quello leale e condiviso, e che solo così è possibile crescere come gruppo e migliorare ciò che si fa. Ci si confronta sulle idee e si avviano insieme i programmi con un solo e comune obiettivo che deve essere quello di dare il meglio di noi per la nostra associazione. Da questo momento - conclude Masciullo - inizia un percorso che ci deve vedere ancora più determinati nel raggiungimento di quei traguardi che, a breve, insieme andremo a individuare. Auguro a tutti, consiglieri e soci, buon lavoro".

    www.showyboys.com

     
    Di Redazione (del 17/05/2016 @ 21:58:49, in Comunicato Stampa, linkato 1114 volte)

    IL SINDACO

    Premesso che da verifiche degli organi competenti, risulta che nel territorio del Comune di Galatina, numerosi lotti di terreno versano spesso in stato di abbandono con presenza di folta vegetazione spontanea, rovi, sterpaglie e materiale vario;

    Considerato:
    - che dette aree favoriscono la proliferazione di animali e insetti nocivi con grave pregiudizio per l'igiene e la salute pubblica;
    - che tale situazione rappresenta anche potenziale causa di incendi a danno della pubblica incolumità;

    Vista la nota prot. nr. 74073 del 04/05/2016 del Dipartimento di Prevenzione dell'ASL Lecce, con la quale si invitano le autorità locali ad attuare, tra l'altro, specifiche azioni finalizzate al risanamento ambientale per prevenire e/o contrastare la diffusione degli organismi vettori di interesse sanitario quali zanzare, mosche, blatte, ratti, ecc.;

    Ravvisata la necessità e l'urgenza di predisporre misure cautelari tese a prevenire l'insorgere di patologie sanitarie connesse alla nidificazione di insetti e parassiti e alla presenza di rifiuti, nonché il rischio di innesco e propagazione di incendi, a tutela e salvaguardia dell'igiene pubblica e della salute dei cittadini;

    Visti gli artt.159 e 253 del Regolamento Comunale di Igiene e Sanità Pubblica;

    Visti gli artt. 7 bis e 50 del D. Lgs. legislativo n. 267 del 18.08.2000;

    ORDINA

    ai proprietari e/o conduttori dei terreni ricadenti nell' intero territorio del Comune di Galatina, di provvedere immediatamente, e comunque ogni qualvolta si renda necessario, alla pulizia degli stessi tramite aratura e/o taglio della vegetazione spontanea ivi presente con rimozione del relativo sfalcio, e di conservarli liberi da materiali di scarto, anche se abbandonati da terzi, al fine di scongiurare il degrado ambientale e salvaguardare l'igiene e la salute pubblica.

    RENDE NOTO

    A norma dell'art.3, comma 4 della Legge 241/1990, avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato, rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla data di pubblicazione.
    A norma dell'art.4 della stessa Legge 241/1990, il Responsabile del Procedimento è il Funzionario Responsabile del Servizio Ambiente.

    La presente ordinanza, oltre ad essere trasmessa in copia all'Ufficio Stampa per la massima divulgazione ai mass-media e pubblicata sul sito Web del Comune, viene notificata per opportuna conoscenza e per quanto di competenza a:

    - Comando di Polizia Municipale;
    - Commissariato di Pubblica Sicurezza di Galatina;
    - Comando Stazione dei Carabinieri di Galatina.

    E' fatto obbligo a tutti i pubblici ufficiali preposti alla vigilanza e alla sicurezza pubblica di far osservare la presente ordinanza.

    SI AVVISA

    L'inosservanza alla presente ordinanza comporta:

    - l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui all'art. 7 bis del D.Lgs. nr. 267/2000;
    - la violazione dell'art. 650 c.p.

    In caso di mancato adempimento, questo Comune provvederà direttamente all' esecuzione degli interventi necessari con addebito delle spese a carico degli obbligati, oltre all' irrogazione dei relativi provvedimenti sanzionatori.

    IL SINDACO      
    Dott. Cosimo Montagna

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    Di Redazione (del 20/09/2017 @ 21:58:09, in FareAmbienteNoha, linkato 601 volte)

    Dopo aver superato la prima fase di smarrimento vedendo il vuoto lasciato dallo sradicamento dei due pini “storici” davanti alle case di corte del Palazzo Baronale, ci siamo chiesti come finirà questa storia e se il rischio di essere demoliti saranno ancora altri pini e/o le casiceddrhe di Cosimo Mariano, secondo bene culturale di Galatina in ordine di importanza per il F.A.I. (Fondo Ambiente Italia) e per i cittadini di Noha.

    Premesso che:

    • gli alberi sono i polmoni della terra e fanno bene perché producono ossigeno,  contrastano l’erosione del terreno, ombreggiano,  ospitano centinaia di specie animali. Riducono i livelli di inquinamento, attutiscono i rumori ambientali. E producono frutti, fiori, legname.
    • Se dovessimo sradicare le piante per paura di avere a che fare con i parassiti tipo la processionaria i primi ad essere eliminati dovrebbero essere gli umani. Gli alberi, se sono ammalati, si curano esattamente come si fa con le persone. Esistono anche rimedi microbiologici.
    • La differenza fra il deserto e un ambiente a misura d’uomo la fa la Natura con tutte le Sue piante, alberi di pino compresi.
    • Una comunità che si ritiene civile e rispettosa del Creato, dovrebbe prevedere l’immediato impianto di un nuovo albero dopo ogni sradicamento.

    Consideriamo quanto segue:

    Sotto via Castello, esiste il frantoio ipogeo, la cui volta potrebbe crollare a causa del traffico di veicoli pesanti, tipo il camion che ha strappato uno dei pini. Non aspettiamo che succeda, prevenire è meglio che curare, si dice.

    Prima di passare a operazioni di tipo irreversibile, esattamente come fatto nel caso di via Castello, bisognerebbe confrontarsi con chi vive il territorio, visto che si tratta di un bene comune, cioè appartenente alla comunità.

    Non è detto che la soluzione applicata sia l’unica o la migliore. Si poteva, forse, estirparlo radicalmente e ripiantarlo dritto, oppure rimetterne uno nuovo, cosa che si è ancora in tempo a fare.

    Il problema delle radici che salgono in superficie e rendono accidentale l’asfalto, lo si può anche risolvere tagliando le radici in questione e riasfaltando il tratto.

    Quando sarà rifatto il manto stradale di via Castello, speriamo si tenga conto di questi problemi, e cioè:

    marciapiedi/piste ciclopedonali, segnaletica, piantumazione di piante. In un posto come Noha, tutto in pianura, si dovrebbe circolare in bici o a piedi. E utilizzare l’auto solo quando non è possibile fare altrimenti. Ne avremmo un ritorno in salute, tutti.

    I nostri pini c’hanno messo settant’anni a diventare così belli.

    FareAmbiente Laboratorio di Galatina-Noha

     
    Di Redazione (del 26/04/2017 @ 21:57:43, in Comunicato Stampa, linkato 284 volte)

    Continuano le attività del progetto “AGONES 2015” del Servizio Civile Nazionale attivo sul territorio di Galatina, che mira alla promozione dello sport, di buone condizioni di vita sana e un sistema di relazioni accettabili nei riguardi di giovani ed adulti che presentano difficoltà nella vita sociale, facendoli sentir parte della comunità.

    Nelle azioni del progetto, oltre all’aggiornamento mensile della banca dati delle associazioni sportive iscritte all’Albo Comunale, è previsto l’obiettivo di accrescere e sostenere la cultura dello sport tra i giovani. I volontari sono in contatto con gli istituti scolastici di Galatina e le prime iniziative prese in atto sono quelle con l’Istituto Comprensivo Polo 1 “Michele Montinari” che aderisce al progetto promosso dal MIUR in collaborazione col CONI “Sport di classe”. L'azione prevede la presenza per due ore mensili di un docente di Educazione Fisica nelle classi, affiancato sempre dall'insegnante interno che, non solo funge da tramite fra il mister e gli alunni, ma acquisisce una formazione utile all'azione didattica che attuerà in assenza dell'esperto.

    Anche nella Scuola Secondaria di I Grado, non coinvolta dal progetto CONI, si è voluta arricchire l'Offerta Formativa con la presenza di un esperto di volley che settimanalmente afferisce nelle classi per fornire i rudimenti della pratica sportiva ed avviare al gioco di squadra. Il progetto, promosso dall’associazione sportiva di pallavolo “Showy Boys” di Galatina, è stato destinato, nella fase finale dell'anno scolastico, anche alla scuola primaria per incentivare gli alunni più piccoli ad abbandonare la vita sedentaria e fare del movimento.

    Una regolare attività fisica, tuttavia, da sola non può bastare per acquisire corretti e salutari stili di vita, perciò è importante che i bambini capiscano la rilevanza di mangiar sano. Il Polo 1 ha colto la possibilità di distribuire frutta, agrumi e verdura di stagione a chilometro zero, fra tutti gli studenti della scuola primaria di entrambi i plessi.

    Gli alunni ricevono gratuitamente un frutto di stagione che consumano a merenda ed imparano, in tal modo, ad apprezzare la freschezza e la naturalezza dei prodotti del proprio territorio.

    I volontari di “Agones 2015” il giorno 27 aprile terranno un banchetto informativo presso la Biblioteca comunale “ Pietro Siciliani” dalle ore 9.00 alle 13.00 per promuovere nella comunità, attraverso i valori dello sport, le iniziative del progetto.

     
    Di Redazione (del 11/01/2017 @ 21:57:03, in Comunicato Stampa, linkato 364 volte)

    Visita guidata di Galatina + degustazione presso Ristorante Anima&Cuore

    Che effetto fa gustare qualcosa di buono in un pezzo di storia, un luogo leggendario per tutto il Salento?

    Per scoprirlo venite con noi domenica 15 Gennaio 2017 per le vie del centro antico di Galatina, tra vicoli, corti e piazze, terminando il tour guidato presso il ristorante Anima & Cuore, sito all’interno di palazzo Tondi-Vignola, il settecentesco edificio che ingloba la cappella di San Paolo. È da qui, dal pozzo dove le donne (solo donne?) morse dalla tarantola si recavano per bere l’acqua guaritrice, che racconteremo suggestioni d’un tempo ormai lontano, tuttavia oggetto di indagini per antropologi e studiosi di musica mentre la pizzica è diventata negli ultimi anni la colonna sonora di un Salento che, forte della sua identità, di un patrimonio culturale e naturalistico vastissimo e del folklore, rapisce il cuore dei suoi visitatori.

    Arte, storia e territorio. Eccola, in tutto il suo splendore, Galatina.

    C’è tanto da vedere, l’incanto degli affreschi della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, il barocco nelle chiese piccole e grandi, nei conventi, nelle cappelle. Un’incursione al Museo Civico “Pietro Cavoti”. Riaperto al pubblico il 19 giugno 2016 il museo è allestito nelle sale del piano superiore del Palazzo della Cultura “Zefferino Rizzelli”, già Convento dei Domenicani - ex Convitto Colonna. Custodisce reperti archeologici – degna di nota la lastra con iscrizione messapica –, frammenti lapidei provenienti dai palazzi aristocratici e dalle chiese di Galatina, una pinacoteca, gli acquarelli di Pietro Cavoti (1819-1890) e le opere di Gaetano Martinez (1892-1951).

    Per info, costi – prenotazione obbligatoria

    IAT Informazione e Accoglienza Turistica

    GALATINA, c/o Torre dell’Orologio - via Vittorio Emanuele II, 35

    T. +39 0836 569984 - +39 392 9331521 – E: iat.galatina@gmail.com

     
    Di Albino Campa (del 27/01/2011 @ 21:56:15, in Comunicato Stampa, linkato 1913 volte)

    Parte il concorso fotografico di beneficenza “Vecchi e Antichi Mestieri”, organizzato dall’associazione A.E.C. in collaborazione con l’associazione “Cuore e mani aperte Onlus” di Don Gianni Mattia per l'acquisto di una Bimbulanza.

    “Il primo appuntamento per promuovere la nostra iniziativa – dice l'avv. Valentina Castorina, presidente A.E.C. Provincia di Lecce e vice presidente Puglia – sarà il  29 gennaio p.v., dalle ore 9.30 con continuazione fino alle 20.30, presso il Centro Commerciale Ipercoop Lecce Mongolfiera Surbo.
    In tale occasione saranno presenti anche i volontari clown dell’associazione “Cuore e mani aperte Onlus” che, oltre ad animare e rallegrare la giornata, daranno maggiori informazioni sul progetto di acquisto di una Bimbulanza, una vera e propria ambulanza attrezzata per rendere meno traumatico il viaggio dei bambini bisognosi di cure verso strutture mediche e/o ospedaliere l'ospedale.
    Il concorso fotografico, aperto a tutti i fotografi dilettanti, amatori e professionisti, consentirà di raccogliere fondi destinati all'acquisto della “Bimbulanza”.
    Le fotografie costituiranno un vero e proprio viaggio fra quelli che un tempo erano gli antichi mestieri praticati nel nostro territorio, così ricco di spunti interessanti, di tradizioni e di magiche atmosfere
    Nelle prossime settimane – continua l'avv. Castorina – seguiranno ulteriori incontri grazie, anche, al supporto e sostegno di numerose associazioni e gruppi che, con entusiasmo, stanno partecipando alla raccolta fondi”.
    Potrete trovare tutte le informazioni dettagliate ed il regolamento del concorso sul sito www.tutelare.it.

    Avv. Valentina Castorina
    Vice Presidente AEC per la Regione Puglia
    Presidente AEC per la Provincia Lecce
     
    Di Matteo Panico (del 27/03/2014 @ 21:54:53, in Comunicato Stampa, linkato 1486 volte)

    Il Centro Sportivo Italiano – Comitato di Terra d’Otranto promuove e organizza il Progetto “Sport Anch’io”, finanziato dalla Regione Puglia, Assessorato allo Sport con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale delle persone più svantaggiate (appartenenti all’area della disabilità e del disagio sociale, economico, linguistico e culturale) attraverso la pratica di diverse discipline sportive, in particolar modo quelle meno diffuse: atletica, scherma, equitazione, tennis-tavolo, bocce, biliardino oltre a percorsi di animazione ludico-sportiva. Tali attività saranno svolte sia in integrazione con gruppi normodotati e privi di situazioni di svantaggio con obiettivi di inclusione sociale e sia in gruppi omogenei al fine di migliorare il benessere fisico.

    La partecipazione al progetto è aperta a tutti senza limite anagrafico, gli iscritti saranno suddivisi in tre categorie: minori, adulti e over. Sono previsti  tre incontri settimanali nel complesso sportivo “S. Domenico Savio” di Galatina e presso altre sedi specifiche attrezzate; nel caso dell’equitazione le lezioni si svolgeranno presso la sede dell’ASD Trekking Horse Club a Sogliano Cavour, partner di progetto insieme alla Cooperativa L’Adelfia di Alessano e  all’ASP Istituto Immacolata di Galatina.

    A partire da giugno, inoltre, i minori iscritti al progetto potranno frequentare il Campus Estivo CSI 2014.  I partecipanti saranno inoltre coinvolti  durante le manifestazioni che l’ente di promozione sportiva Centro Sportivo Italiano Comitato di Terra d’Otranto organizza nell’anno sportivo, in particolar modo “Grand Prix – Le strade del Salento2014” che prevede la partecipazione dei destinatari del progetto alle gare podistiche che nel periodo estivo attraversano il Salento al fine di promuovere il nostro territorio anche dal punto di vista turistico.

    Per le iscrizioni e per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria attiva nei giorni di martedì e giovedì dalle 17:30 alle 19:00 e sabato dalle 10:00 alle 12:00 presso la sede di progetto, il complesso polisportivo “S. Domenico Savio” di Galatina in via Gorizia. E’ possibile inoltre scaricare il modulo d’iscrizione dal sito del CSI di terra d’Otranto al seguente link:http://terradotranto.csi-net.it

    Ecco tutti i contatti: Tel/fax 0836.562977 E-mail:terradotranto@csi-net.it; fb: Terra d’Otranto; Twitter: @CSI_Galatina

    Tel/fax 0836562977 e-mail: terradotranto@csi-net.it -stampa.terradotranto@libero.it
     
    Di Fabrizio Vincenti (del 12/06/2017 @ 21:53:09, in NohaBlog, linkato 2986 volte)

    Galatina avrà il suo capo. Il voto dei cittadini premierà la repubblica o la monarchia (chi rappresenta cosa non lo so)? Un’analisi dei risultati ottenuti dai vari candidati, però, a questo punto è doverosa. Lo spasso, infatti,  che ci hanno regalato i vari comizi e confronti elettorali ha fatto sembrare Antonio de Curtis, in arte Totò, un dilettante.

    Iniziamo con colei che ha preso meno voti, Sindaco Daniela.

    Considerato che la suddetta si è presentata con ben sette liste, l’aver preso meno voti di tutti non è una sconfitta, ma una disfatta. Infatti, se solo avessero votato tutti i parenti dei soli candidati nelle sue varie liste civiche, mamme e papà, fratelli e sorelle, zii, nonni e cugini e cognati degli aspiranti consiglieri o assessori, la candidata avrebbe dovuto prendere almeno il doppio dei voti ottenuti. Poiché ciò non è accaduto, si capisce che la signora Daniela non ha convinto neanche quelli di famiglia: o non ha funzionato il suo programma, o non hanno funzionato i suoi candidati, o non ha funzionato lei. Una cosa è certa: lei vuole la politica, ma la polis non ha voluto lei e, poiché esistono infinite arti, questo forse sarebbe l’invito a fare altro nella vita.

    Segue, a pochi voti di distanza, Roberta Forte.

    È un volto conosciuto ai galatinesi, folta chioma e sorriso smagliante. Se io però avessi dovuto scegliere tra l’appoggiare il programma spaziale americano e il suo di programma, di certo mi sarei schierato per il primo in quanto, mentre la conquista dello spazio sembra avere possibilità di successo, il secondo contempla le stelle senza telescopio. Se poi consideriamo il fatto che il suo modello di sostenibilità e sviluppo è Napoli, allora è chiaro che Roberta ha le idee poco chiare in quanto il capoluogo partenopeo non è proprio un gioiello di welfare. Essendo queste le premesse, tutti quei voti sono anche troppi poiché vaneggiare è mestiere molto deprimente. L’invito emerso dalle urne però è chiaro: è vero che tentar non nuoce, ma è vero altresì che perseverare è diabolico.

    Eccoci a Paolo Pulli del M5S.

    È il vero vincitore. Considerato che il signor Paolo si è presentato con una sola lista, coerente con il movimento pentastellato, più di milleseicento voti sono una vittoria. È un volto, il suo, che trasmette onestà e trasparenza (consapevole del fatto che non si giudica dall’apparenza). Il suo programma è comprensibile, realista, visionario, una ventata di novità che suscita interesse in un paese in cui l’età media della popolazione guarda al cimitero mentre i giovani che la Fornero definì choosy emigrano come rondini in primavera. Quanto emerge dalle urne è un invito a Pulli a crederci ancora, poiché una grande fetta d’elettorato crede in lui.

    Giunti al podio, al terzo posto Paola Carrozzini.

    Presentatasi con cinque liste, la signora Paola pensava che il simbolo del partito democratico gli avrebbe garantito la vittoria. Ma poiché dietro a quelle due lettere (PD) incombe l’ombra diabolica del Burns Renzi Simpson, e considerato che Renzi equivale a fandonie, allora è chiara la sconfitta: se Renzi è uguale a frottole e PD è uguale a Renzi, allora la candidata del centrosinistra e il suo programma equivalgono a frottole, esattamente come i primi due.

    Siamo al secondo classificato, Marcello Amante.

    Le sue cinque liste civiche gli hanno garantito il successo sperato. Faccia pulita la sua, occhiale intellettuale, trasparente nell’immagine, meno in ciò che intende fare. Il suo è un programma pieno di lacune, da cui non si comprende quale vuole essere il suo punto di forza. La grande paura è che la sua, semmai vincerà al ballottaggio, possa essere un’amministrazione del “un po’ qui e un po’ là” ed è già chiaro che non sarebbe nulla di splendido. Ma noi, umili e delusi cittadini, ci accontenteremmo dell’ordinaria amministrazione, cioè di quella che non c’è mai stata. Caro Marcello, non volendoti sopravvalutare, credi che almeno per l’ordinario tu potresti esserne capace? Ai posteri, anzi a posteriori la sentenza.

    Primo classificato della fiera, Giampiero De Pascalis.

    Vince il centrodestra, anzi, mi correggo, con le sue sette liste, vincono tutti, proprio tutti. Lo scopo, infatti, era mettere in campo quante più persone possibile in quanto la matematica non è un’opinione: più candidati, più voti (non sempre l’equazione si verifica: vedi Sindaco). Qui l’armata brancaleone riesce nell’intento. Se costui però, qualora dovesse vincere al ballottaggio, amministrerà con la stessa sensibilità con cui si è rivolto (durante un confronto con gli altri candidati davanti all’associazione Fidas) a qualcuno che ha dovuto giustificargli la presenza con il fatto di essere iscritto all’ordine dei giornalisti, partiamo veramente male. Se poi Berlusca gli ha insegnato la mossa dell’ “alzati e vattene” come fece con Lucia Annunziata, gli si richiede almeno che lasci il confronto con più stile di quello dimostrato finora. Di chi sia Giampiero e di cosa abbia fatto per il Comune di Galatina non ci interessa (siamo costretti a non interessarci, altrimenti dovremmo già screditargli la vittoria). Il problema grosso, però, è che non abbiamo capito un sola virgola di che cosa voglia fare, ed è ancor più preoccupante il fatto che non lo abbia capito neanche lui. Praticamente, come al solito vi toccherà votare sulla fiducia.

    Vediamo cosa chiedere al prossimo sindaco.

    Decoro, decoro, decoro. Lavoro, lavoro, lavoro.

    Galatina e frazioni sono abbandonate ad un’incuria inaccettabile; gli spazi pubblici, già pochi sulla mappa, sono la cartina tornasole delle ultime passate amministrazioni e di anni di commissariamenti. La desertificazione ha raggiunto ormai da anni un livello inaccettabile (sfido chiunque a trovare un po’ d’ombra sotto quattro rami). Rifiuti dovunque, strade disastrate, criminalità, un debito del Comune vergognoso, tasse altissime, servizi inesistenti, beni artistici abbandonati all’incuria.

    Quello che c’è da fare, dunque, è evidente. Creare opportunità lavorative per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro, offrire istruzione adeguata, garantire ai cittadini tutti i servizi di cui hanno bisogno, a partire dal trasporto pubblico che deve essere promosso e incentivato. Prendersi cura degli spazi comuni, del verde pubblico, programmando un serio e meticoloso rimboschimento di tutte le aree possibili. Fontane pubbliche funzionanti. Rifacimento del manto stradale e scrupolosa disamina delle concessioni edilizie future. Controllo accurato delle campagne affinché non si verifichino incendi incontrollati, sanzioni salatissime a chi da fuoco ai rifiuti, soprattutto quelli tossici. Vigilanza sulla raccolta dei rifiuti che deve essere fatta scrupolosamente in modo differenziato, controllando anche che gli operatori della raccolta facciano bene il proprio lavoro, e incremento delle raccolte straordinarie di spazzatura disseminata per tutto il territorio. Recupero e utilizzo appropriato delle strutture a disposizione della comunità. Maggior efficacia nel recupero dei crediti e nel risanamento del debito. Azzerare lo spreco. Incrementare i fondi e reperirne quanti più possibile per il restauro delle opere d’arte, apertura al pubblico dei siti d’interesse storico, archeologico ed artistico, costruzione di un marciapiede con annessa pista ciclabile dal paese di Noha al suo cimitero, cura o affidamento a privati dei rondò e delle isole pedonali. Maggior sforzo per eliminare il randagismo. Rilancio del quartiere fieristico. Promozione turistica e maggior sensibilità alla sicurezza stradale (in media abbiamo più incidenti stradali mortali noi che tutta la città di Milano). E qui mi fermo.

    Il futuro sindaco potrebbe però chiedermi: “Io devo fare tutto questo?”. Certo che devi, altrimenti fatti da parte poiché noi non siamo disposti a darti un solo euro se tu sei incapace di fare quello per cui ti sei candidato. Hai tutto il tempo per farlo (se sarai in grado di non farti commissariare prima): cinque anni, vale a dire milleottocentoventicinque giorni.

    C’è il rischio, dunque, che dopo anni di malagestione e commissariamenti, il nuovo arrivato si senta come lu pulice intru la farina ca se ntise capumulinare. Chi indosserà la fascia tricolore però, lo sa bene quale sarà la sua responsabilità e costui stia pur certo che noi vigileremo, eccome se vigileremo. Osserveremo ogni sua mossa, leggeremo ogni sua delibera, ascolteremo ogni sua parola e, se non dovesse svolgere bene il proprio incarico, allora costui si prepari poiché quelli che hanno a cuore questo paese, vicini e lontani, residenti e non,  insomma quelli come me, dei rompicoglioni, gli daranno filo da torcere.

    La fascia non è un simbolo di potere: al contrario essa rappresenta chi è al servizio della comunità e non a capo di essa. C’è un’altra figura che indossa la fascia (seppur al contrario rispetto al sindaco, e cioè dalla spalla sinistra al fianco destro) nella chiesa cattolica e ortodossa, ed il diacono. È la stola che nell’antichità serviva a tenere il canestro per la distribuzione dei beni.  Diacono, dunque, vuol dire schiavo, servo della comunità. Sindaco, invece, significa “difensore di una comunità”. Che cosa dovrebbe difendere il nuovo sindaco glielo abbiamo detto, come dovrebbe farlo sta a lui capirlo.

    Fabrizio Vincenti

     

    Le recenti dichiarazioni di Lorenzo Ria in merito al documento sottoscritto da me e da alcuni altri amministratori del Salento, e che in questi giorni sta riscontrando attenzioni e adesioni, sembrano chiarire più delle nostre stesse parole il senso della differenza tra il vecchio e il nuovo modo di intendere la politica. Tralasciando il fatto che il consigliere comunale di Lecce ci tacci di “pretenziosità e di arroganza”, tralasciando anche il fatto che parli del nostro come di “modo personalistico e protagonistico di intendere la politica”, tralasciando tutto ciò appare evidente come l’ex onorevole Ria non riesca proprio a comprendere che non vi è nessuna necessità che una lista civica faccia una scelta di campo, perché la sua scelta di campo l’ha già fatta e si chiama “territorio”. A concetti vecchi come quello del “posizionamento politico” ovvero del “con chi ti schieri” le liste civiche, rappresentative del territorio, preferiscono l’aspetto programmatico del “per fare cosa ci mettiamo insieme”. Se la logica è questa, la formazione delle coalizioni nazionali ci interessa sicuramente molto meno rispetto al contenuto della proposta politica rispetto al territorio, che noi liste civiche abbiamo saputo rappresentare in questi ultimi anni certamente più e meglio rispetto ai partiti tradizionali e che, ci sia consentito ricordarlo, i cittadini del Salento hanno dimostrato di apprezzare e premiare elettoralmente anche nelle maggiori città. Per cui i nostri appelli non corrono assolutamente il rischio di “scadere nel qualunquismo e nel populismo” perché l’aderenza della nostra azione politica e amministrativa alle esigenze delle nostre comunità la misuriamo giorno per giorno, atto per atto, iniziativa per iniziativa. E’ invece la politica partica che sembra aver perso completamente tale aderenza e preferisce rincorrere somme algebriche, che spesso si rivelano inesatte e che, comunque, sono sempre infruttifere per il territorio.

    Marcello Amante

     
    Di Redazione (del 01/02/2014 @ 21:52:27, in NohaBlog, linkato 2196 volte)

    "Eccovi di seguito un articolo a firma di Antonio Mellone, apparso sul n. 1, anno VI, de "Il Foglio Lequilese" (mensile al quale Antonio collabora da circa un anno e mezzo). Si tratta di un ciclo di lezioni d'Economia impartite ai ragazzi di terza delle scuole medie di Lequile e di San Pietro in Lama.

    Per quanto ovvio, il nostro professore (ormai senza virgolette) è disponibile a replicare questi incontri presso le scuole medie di Noha e/o di Galatina. Basta un fischio da parte degli interessati."

    Pronto, direttore? Allora, quando potremmo fissare qui a scuola gli incontri con gli alunni della terza media?”.

    E’ la prof. Graziella Mazzotta che mi chiama al telefono per stabilire - in maniera non perentoria ma lapidaria e granitica - le date delle lezioni propedeutiche alla visita guidata presso la mia filiale da parte dei ragazzi dell’ultimo anno dell’Istituto Comprensivo Statale di Lequile – San Pietro in Lama.

    Sì: professoresse, preside e il resto del personale scolastico, ma anche chi scrive, danno per scontato il fatto che qui c’è ormai una bella tradizione da rispettare (che va vieppiù consolidandosi e strutturandosi), come quella dei meeting tra gli uomini della banca del territorio, il Banco di Napoli, del quale sono un indegno direttore, e la platea della gioventù studiosa lequilese.

    Quest’anno poi (mi si conceda questa digressione di natura personale) il sottoscritto vi ha partecipato, oltre che con la sua solita nota motivazione, anche, diciamo così, con più titoli, avendo affrontato positivamente, precisamente il 18 luglio 2013, il famoso concorsone pubblico per docenti indetto dal Ministero (MIUR). Ebbene, dopo uno studio “matto e disperatissimo” di leopardiana memoria, nel corso del solleone dello scorso anno chi scrive ha superato anche lo scoglio dell’esame orale conclusivo insieme ad altri 21 concorrenti superstiti (all’inizio, prima della falcidia, ne eravamo 1500 circa nella sola Puglia) diventando ufficialmente – se così si può dire – professore di Economia (classe di concorso A017, Discipline Economico-Aziendali). Questa cosa m’è particolarmente gradita; e questo non tanto perché l’insegnamento è da sempre la mia passione o, se vogliamo, il mio hobby (il che è vero), ma soprattutto per il fatto che il miglior metodo per imparare le cose è insegnarle.

    Ma lasciamo da parte i casi “particulari” della vita, ché le divagazioni potrebbero portarci fuori dal seminato, e ritorniamo al futuro di Lequile, cioè agli splendidi ragazzi delle terze classi delle medie convenuti in aula magna in ben tre incontri di un’ora e mezza cadauno, con l’assistenza delle ottime insegnanti (come si fa a non citare la prof. Rosa Chiara Serio, e poi ancora la prof. Cristina Aralla, e la prof. Adele Talesco, oltre alla prof-gancio già menzionata all’inizio di queste note?).

    Le conversazioni dal tema “Le parole dell’Economia” hanno toccato tanti argomenti (oltre che un nuovo vocabolario) che vanno dai bisogni ai beni economici, dalla moneta al risparmio, dalla legge della domanda e dell’offerta al mercato, agli attori del sistema economico, alla teoria della banca, al concetto di benessere, di ricchezza, di Pil, di equilibrio. E poi ancora, per sommi capi ma non senza rigore, i concetti di interesse, investimento, prestito, azioni e obbligazioni, carte di credito, conti correnti, borsa valori…

    C’è da rimaner sbalorditi per la curiosità, l’attenzione, la partecipazione ed il coinvolgimento degli studenti di Lequile, e soprattutto per il loro contributo al dialogo o al dibattito in aula attraverso domande e risposte mai banali, anzi il più delle volte sagaci e mordaci. Congratulazioni a docenti e discenti di questa bellissima scuola.

    Mi piacerebbe che al di là delle nozioni (o del nozionismo, che secondo me non guasta mai), ai ragazzi di Lequile rimanesse impresso il fatto che lo studio serve soprattutto a dare più o meno valore a persone ed accadimenti, ma anche a cogliere le differenze tra i pesi specifici delle cose. Vorrei che davvero il loro patrimonio fosse composto da alcuni concetti essenziali, come per esempio il fatto che l’essere sia più importante dell’avere, che la vita vissuta sta nel provare il bisogno (mentre il suo appagamento è la morte), che la vera forza non sta nella violenza (verbale o fisica) ma nell’accoglienza e nella comprensione dell’altro, che la scuola è il monumento, anzi il bene culturale più importante per una persona e per una comunità intera, che chi sa si diverte di più di chi non sa, che è giusto nutrire dei dubbi piuttosto che presumere di avere la certezza in tasca, che la felicità sta nel trovare un ostacolo o un muro (e nel provare ad abbatterlo o scavalcarlo), che il lemma lotta è voce del verbo amare.

    Non mi rimane che augurare ad insegnanti ed a studenti lequilesi di sognare sempre l’impossibile. E di realizzarlo ogni giorno.

    P.S. Ora resto in attesa della visita dei piccoli turisti di Lequile nella filiale della mia banca (che avverrà un giorno di questi).

    E poi m’aspetto di leggere un resoconto redatto dai miei piccoli ospiti proprio su questi incontri ravvicinati del terzo tipo. Magari dalle stesse colonne di questo “Il Foglio lequilese”.

    Antonio Mellone

     

    L'unica vera infrastruttura di cui ha urgentemente bisogno il Grande Salento sono i Grandi Boschi !!!

    No ad altro asfalto e cemento:

    le infrastrutture vere che più mancano al Grande Salento sono i "Grandi Boschi"! 

    Mentre alcuni politici parlano nel Grande Salento di altre infrastrutture ridondanti che rischiano di compromettere ancora altro territorio pugliese si leva l'appello preventivo dal mondo ambientalista del Grande Salento per indicare la strada della pacificazione e della crescita vera e virtuosa del territorio! 

    Contro anche le devastazioni intollerabili degli impianti industriali speculativi d'energia rinnovabile nelle campagne pugliesi: la richiesta perentoria per una mobilitazione e risposta forte dello Stato a repressione e bonifica degli scempi in corso e per la ricostruzione del vitale tessuto connettivo forestale e di naturalità oggi compromesso all’inverosimile e portato al livello massimo storico di degrado, ad un livello tale da costituire un’emergenza nazionale abbisognante del massimo e più urgente intervento risolutore dello Stato!   

    L'Onu proclama il 2011 Anno internazionale delle foreste: si RIFORESTI LA PUGLIA!
    Il Ministro salentino Raffaele Fitto e il presidente Antonio Gabellone della Provincia di Lecce, e quelli delle Province di Brindisi, Massimo Ferrarese, e di Taranto, Gianni Florido, insieme al Presidente Nichi Vendola della Regione Puglia, si preoccupino dei problemi più gravosi e seri, delle vere infrastrutture vitali che mancano da decenni e decenni al Salento: I GRANDI BOSCHI !
    Non altre strade e strade in territori vergini o che consumano altro suolo!
    Sì, solo ad interventi infrastrutturali che migliorano infrastrutture esistenti!
    Ma non si accetterà mai più il consumo di altro suolo integro, naturale e rurale, per nessuna altra infrastruttura fotocopia e ridondante in tutto il Grande Salento!
    E' il Grande Salento l’area con la maggiore percentuale di suolo cementificato ed asfaltato d'Italia, la zona dello Stivale, dell'intera Nazione isole incluse, con la minore percentuale di superficie boschiva.
    Un territorio, peraltro, a grave rischio di desertificazione naturale, come segnalato dall'ONU, cui si aggiunge oggi quella artificiale, spaventosa, terrificante, del flagello da fotovoltaico nei campi!
    Ed il Grande Salento era invece, fino a non molti decenti or sono, terra di boschi e foreste immense e pittoresche, nel leccese, nel tarantino e nel brindisino!
    Se oggi ciò non è più così, se il vitale tessuto connettivo forestale di questa terra è stato depauperato all'inverosimile, non si deve ai cosiddetti "cambiamenti climatici" o a qualche altro effetto naturale, ma solo e soltanto all'azione devastatrice dell'uomo, alla barbarie del fuoco doloso e della scure indiscriminata, all' iper-infrastrutturazione, all'iper-sfruttamento del territorio, alle esigenze voraci dell'industria e dell'industrializzazione selvaggia, alla mala politica, alla speculazione, all'avidità di denaro facile, alla colonizzazione e svendita del Salento!
    Questa è un EMERGENZA, e deve essere la priorità politico-amministrativa delle tre province! Del Grande Salento!
    La vera prioritaria infrastruttura veramente vitale che manca a noi salentini è quella dei vasti boschi pubblici e privati, della riforestazione del Grande Salento!
    L'unica sulla quale nessun cittadino in buona fede o sano di mente avrà mai nulla da eccepirvi contro! Un’infrastruttura la cui ricostruzione, attraverso un massiccio intervento statale, costituisce un fattore strategico di sviluppo e di benessere autentico per il sud della Puglia, nonché una notevole occasione di impiego e lavoro per numerosissimi giovani ed imprese locali.
    L'assenza dei naturali boschi nel Grande Salento è causa di dissesto idrogeologico, di cambiamenti microclimatici locali, di diminuzione della fertilità dei suoli, di interruzione di una naturale rigenerazione-purificazione dell'aria dall'inquinamento, di diminuzione della piovosità, di impoverimento della biodiversità (cui l' ONU ha dedicato il trascorso anno 2010!), di crisi del settore zootecnico d’eccellenza e qualità, di scomparsa delle produzioni silvicole, ecc. ecc. E' un danno al paesaggio, all'economia e alla salubrità del territorio salentino inimmaginabile ed inquantificato!
    Un “imperativo categorico” irrinunciabile e non più procrastinabile del nostro territorio e della sua gestione ed amministrazione, è quello della "Riforestazione" e "Rinaturalizzazione" con essenze autoctone e reintroduzione delle specie botaniche recentemente scomparse, a seconda dei casi previa “Bonifica” dei luoghi! Un imperativo che, come, con stupore, ognuno di noi può notare, è scomparso dall'agenda politica da decenni, mentre in passato era tra le principali priorità politiche della nostra terra; scomparso dall'agenda di tutti i partiti, scomparso dal mondo dell'informazione; scomparso dalla nostra memoria ... ma gli ambientalisti del Grande Salento non se ne sono dimenticati, ed oggi, contro la famelica antropofaga foga speculativa che domina quasi ogni atto amministrativo e ogni trama partitica, vogliono e chiedono, con forza e determinazione, di riportare nella prima pagina dell'agenda di ogni istituzione territoriale e di ogni partito, che voglia ancora sperare nella “credibilità” agli occhi dei cittadini, il più grande dei bisogni di questa terra: i Grandi Boschi pubblici e l'incentivazione massima dei rimboschimenti dei suoli dei privati! 

     Oreste Caroppo

    Hanno già dato loro adesione:

    - Forum Ambiente Salute del Salento- Gruppo apartitico d’azione locale a difesa dell’ambiente - sede centrale in Lecce

    - Coordinamento Civico per la Tutela del territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadini - sede centrale in Maglie (Le)

    - Save Salento - Salviamo il Salento

    - Nuova Messapia - sede in Soleto (Le)

    - Movimento per La Rinascita del Salento

    - Associazione Arneotrek - trekking & outdoor - Salento 

    - Biomasseria Santa Lucia - Macurano (Lecce)

    - I DIALOGHI DI NOHA

     
    Di Redazione (del 06/03/2014 @ 21:52:08, in Comunicato Stampa, linkato 1042 volte)

    Vincendo le elezioni comunali si conquista il privilegio di amministrare la città e non il diritto di farne quel che si vuole, ma Il Sindaco Montagna e la sua giunta sembrano pensarla diversamente.

    Candidare Galatina come sede per un nuovo Centro di Compostaggio da 33.000.000 di kg. che, presumibilmente, occuperà non meno di 10.000 m2 del territorio cittadino non può essere considerato un atto di ordinaria amministrazione quindi, in sfregio ad ogni principio di buona azione, sia amministrativa che ambientalista, senza alcuna trasparenza e nella più totale e prepotente disinformazione il Sindaco Montagna sacrifica consapevolmente il futuro di Galatina e la salute dei galatinesi sull’altare del pragmatismo partitico.

    Dalla stampa apprendiamo, poi, che è già stato individuato il luogo di realizzazione e che esisterebbe un progetto; noi delle liste civiche Galatina in Movimento, novaPolis Galatina, Galatina altra e Movimento per il Rione Italia, ritenendo inaccettabile questo comportamento, già il 20 febbraio u.s., attraverso il nostro consigliere Marcello Amante, abbiamo inoltrato formale richiesta per poter prendere visione di ogni documentazione disponibile negli uffici comunali.

    La risposta? Ad oggi nulla, la richiesta giace negli uffici e nessun documento sembra disponibile.

    I galatinesi non devono essere informati? Perché? Cosa si teme? Domande che si sommano alle precedenti ancora inevase che, facendo aumentare ancor più le preoccupazioni, dovranno necessariamente rendere vigili anche i cittadini e le sempre attente associazioni ambientaliste.

    Le liste civiche Galatina in Movimento, novaPolis Galatina, Galatina altra e Movimento per il Rione Italia rinnovano l’invito, al Sindaco Montagna, al rispetto dei cittadini galatinesi e a non sottoscrivere impegni vincolanti prima di aver condiviso con loro ogni ipotesi di progetto.

    Galatina, 5 marzo 2014
     
    Liste Civiche
     
    Di Redazione (del 07/02/2013 @ 21:51:48, in NohaBlog, linkato 1606 volte)
    L'INCHIESTA di quiSalento.it - Di strada in strada, asfalto e cemento sul Salento, Dalla Regionale 8 alla statale 275 fino alla Maglie-Gallipoli, i progetti che feriscono il paesaggio e l'agricoltura compromettendo lo sviluppo sostenibile.

    http://quisalento.it/salento-news/linchiesta/15263-ambiente-di-strada-in-strada-asfalto-e-cemento-sul-salento.html

    Cemento e asfalto per fare del Salento un groviglio di strade, spesso inutili, quasi sempre a quattro corsie, frutto di progetti faraonici partoriti in altri tempi, quando lo sviluppo del Salento sembrava legato ad un modello industriale, rivelatosi illusorio. Oggi, invece, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica, dal piano territoriale di coordinamento della Provincia al Piano paesaggistico regionale di prossima presentazione, guardano al territorio in un’altra dimensione, facendone un elemento unico e insostituibile di uno sviluppo sostenibile basato su tre pilastri: Turismo, Ambiente e Cultura.

    Ma pezzi del Governo e delle stesse amministrazioni pubbliche, dall’Anas alla stessa Regione Puglia fino alla Provincia di Lecce, marciano in tutt’altra direzione, dando il via libera a progetti devastanti che continuano a consumare il suolo, abbattendo uliveti, ingoiando campi coltivati e rovesciando tonnellate di cemento e asfalto che altereranno per sempre il paesaggio del Salento. E spesso, mentre la magistratura amministrativa si sostituisce alla politica con una lunga serie di verdetti, il ricatto occupazionale con la “necessità” di spendere i fondi europei stanziati fa il resto.

    Eppure il Salento ha la sua rete di strade efficiente e diffusa sul territorio, strade che diventano “della morte” quando vengono percorse a velocità ben superiori dai limiti di velocità imposti dal Codice della strada, e solo raramente per carenze strutturali. D’altro canto, si continuano a progettare arterie in grado di indirizzare sempre maggiori volumi di auto verso la litoranea, ma già ora in alta stagione lunghi tratti della costa risultano intasati dalle auto per l’assenza di parcheggi e/o di mezzi alternativi. Una progettazione, dunque, che non guarda al futuro e che vede protagonista il partito dell’asfalto e del cemento con un fatturato previsto, solo per queste cinque strade, di una cifra che sfiora complessivamente i 500 milioni di euro.

    Per rompere questo circolo vizioso, nasce la mobilitazione di un gruppo di cittadini che ha lanciato una petizione via Internet dal titolo “Basta strade inutili. Salviamo la terra del Salento” (> leggi la petizione).

    Ecco quali sono attualmente i progetti che nella petizione si chiede di fermare e/o di rivedere legandoli alle esigenze reali del territorio.

    > REGIONALE 8, AGRICOLTORI IN GINOCCHIO. Ufficialmente il cantiere non è ancora partito, ma le ruspe sono lì e il primo crinale verde alle porte di Vernole è stato già aggredito dalle macchine movimento terra che si sono dovute fermare, dopo la segnalazione dei lavori abusivi da parte di alcuni cittadini. Circostanza che ha portato all’apertura di un’inchiesta della Procura della Repubblica.

    Il ventilato avvio del cantiere della Regionale 8, ha provocato la ferma reazione di numerosi agricoltori, supportati dalla Coldiretti (> vedi denuncia) che si vedono cancellare le loro aziende, paradossalmente finanziate dagli stessi enti pubblici. Il progetto è in piedi da più di un quarto di secolo e nel corso tempo, peraltro, ha subito variazioni che ne hanno snaturato gli stessi presupposti. La strada, infatti, nasce come “Circumusalentina”, un progetto faraonico che negli anni Ottanta prevedeva di costruire un anello parallelo alla costa, un nastro di asfalto a quattro corsie. Di tutto ciò rimane solo il primo tratto, completamente stravolto nel tracciato ma non nella invasività.

    Si tratta di un’arteria a quattro corsie lunga poco più di 14 chilometri con ben dieci rotatorie e, come se non bastasse, 16 chilometri di strade complanari e raccordi. Il tracciato ora parte dalla Tangenziale est di Lecce, all’altezza della strada di Fondone, quattro corsie per un tratto correranno quasi parallele alle quattro corsi della tangenziale per andare a innestarsi sulla Provinciale 1, ovvero la Lecce- Vernole) all’altezza della rotatoria vicina al residence Giardini di Atena. Da questo punto (e quasi fino a Vernole) la Regionale 8 prevede l’allargamento della provinciale sul tracciato esistente per poi diventare nuova strada per aggirare con circonvallazioni sia Vernole sia Melendugno per andare a finire sulla Melendugno-San Foca. La colata di cemento è impressionante: migliaia e migliaia di ulivi sradicati (2.400 nel solo territorio di Melendugno): oltre ai 14,230 chilometri a quattro corsie con spartitraffico e complanari, un cavalcavia a Melendugno, svincoli con la costruzione di dieci grandi rotatorie.

    L’opera è finanziata con ben 57 milioni di euro dal Cipe e ricade tra le strade di categoria C considerate non prioritarie (in teoria potrebbe essere anche a doppia corsia). I comuni attraversati dalla Regionale 8 sono Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno. L’appalto è stato aggiudicato all’Associazione temporanea di imprese (Ati), composta dal Consorzio cooperative costruzioni, Leadri e Montinaro Gaetano e figli.

    Fra gli altri problemi, non soltanto una Via (valutazione di impatto ambientale) scaduta nel 2011 ma anche vincoli idrogeologici in quello che la Gazzetta del Mezzogiorno ha definito “tormentato e lacunoso procedimento”, da cui emergono più ombre che luci. Anche per questo la Coldiretti di Lecce nei giorni scorsi ha annunciato che la sua organizzazione sarà al fianco degli agricoltori che si stanno costituendo in giudizio per fermare la realizzazione della strada (>vedi articolo). Anche le altre organizzazioni degli agricoltori, Cia e Confagricoltura stanno seguendo la vicenda al fianco degli agricoltori interessati.

    > 275 STRADA PARCO? MACCHÈ.  L’hanno chiamata strada-parco per tentare di mitigarne l’impatto. Ma la momento, soprattutto nel tratto che va da Montesano a Leuca, non è altro che una nuova superstrada a quattro corsie con un’enorme rotatoria tra San Dana e Leuca, sempre a quattro corsie. Il progetto della Maglie-Leuca prevede il raddoppio della statale 275 da Maglie fino a Montesano Salentino, ma da quel punto in poi è tutto un nuovo tracciato che sbancherebbe il cuore del Capo di Leuca. Il progetto della nuova 275 ha un importo complessivo di ben 288 milioni di euro e prevede la realizzazione di viadotti, ponti, rotatorie, svincoli e complanari. Si calcola che non meno di ventimila alberi che verranno abbattuti per la realizzazione della strada e tonnellate di cemento e di asfalto  modificheranno irrimediabilmente l’attuale morfologia di una delle zone più incontaminate del Salento. Attualmente il progetto sembra fermo, incagliato nelle pieghe della burocrazia, ma l’appalto sembra già a buon punto nonostante le voci di protesta che si levano da una parte del territorio.

    > MAGLIE-OTRANTO, RUSPE IN AZIONE. L’allargamento della statale 16 è iniziato. Non sono serviti gli appelli, neanche del Difensore Civico della Provincia di Lecce, il senatore Giorgio De Giuseppe, a bloccare un progetto definito “faraonico”. A settembre scorso, mentre le ruspe stavano per entrare in azione, De Giuseppe, raccogliendo le istanze degli ambientalisti e delle associazioni, aveva scritto alla Regione Puglia invitandola a “scongiurare il danno macroscopico che tali opere arrecano al territorio compromettendo, per altro, sviluppo e benessere futuri” e per dire no ai “progetti faraonici”. “Correre a gran velocità sulla strada, infatti”, spiegava, “è inconciliabile con la valorizzazione di un territorio che merita visite e scoperte appropriate”. Appello caduto nel vuoto e lo scempio ha avuto inizio con quasi ottomila alberi di ulivo che dovranno essere espiantati o abbattuti, per far posto all’allargamento della strada Maglie - Otranto, tra il km 985 e il km 999,1  trasformandosi in una superstrada a quattro corsie con tanto di svincoli con cavalcavia e lunghe complanari per il traffico locale. Si tratta di poco meno di venti chilometri con un progetto che prevede una spesa di quasi 55 milioni di euro. Attualmente è cantierizzato il primo lotto, da Maglie a Palmariggi. Il secondo, fino a Otranto, potrebbe essere meno invasivo?

    > OTRANTO-GALLIPOLI, STRADA MOSTRO. L’hanno chiamata “strada mostro” gli ambientalisti salentini. Si tratta della provinciale che dovrebbe collegare Otranto a Gallipoli, un progetto approvato e finanziato con 20 milioni di euro con fondi Fas (che pur fanno gola). La strada è progettata dalla Provincia di Lecce e il tratto più criticato è quello dell’attuale provinciale 361 da Maglie ad Alezio, che, passando per Parabita e Collepasso, devasterebbe la serra con le due tangenziali di Alezio e di Collepasso. La strada ignorerebbe distese di ulivi secolari, con i relativi vincoli paesaggistici e attraverserebbe aree archeologiche ma anche straordinarie dal punto di vista paesaggistico, come la la collina di Sant’Euleterio che, con i suoi duecento metri di altitudine, è il punto più alto del Salento. Il tutto quando si potrebbe più agilmente mettere in sicurezza l’attuale rete stradale della zona.

    > CASALABATE-PORTO CESAREO, L’ULTIMO SOGNO. In ordine di tempo è ultimo, ma il progetto della Casalabate-Porto Cesareo non ha niente da invidiare ad altri progetti quanto ad invasività. Per il solo secondo lotto è di pochi giorni fa l’approvazione del progetto preliminare, con un impegno di 8 milioni di euro per la sola tangenziale di Campi Salentina. La strada dovrebbe collegare le due coste nel Nord Salento, congiungendo la direttrice per Salice e Veglie con la strada provinciale Campi-Squinzano. Anche qui si tratta di finanziamenti europei: fondi Fas relativi al “Piano per il Sud”.

    > FIRMA LA PETIZIONE SUL SITO DI PETIZIONEPUBBLICA.IT


    ROBERTO GUIDO

    fonte: quiSalento

     
    Di Albino Campa (del 07/01/2017 @ 21:49:38, in Comunicato Stampa, linkato 837 volte)

    IL COMMISSARIO STRAORDINARIO

    PREMESSO CHE:

    - nella nota circolare (prot. n. 1686) del 07.01.2017 della Prefettura di Lecce si comunica, tra l'altro, che nel corso delle riunioni di C.C.S. — Centro Coordinamento Soccorsi — tenute in data odierna, è stata sottolineata la necessità di assumere idonee determinazioni per la sicurezza della circolazione e soprattutto degli studenti che riprenderanno l'attività scolastica lunedì 9 gennaio, concordando, alla presenza dei rappresentanti del MIUR- Ufficio Scolastico Territoriale di Lecce e dei soggetti gestori della rete viaria e trasporti pubblici, sulla necessità, a tutela della pubblica e privata incolumità, di procedere alla chiusura degli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore, per i quali è presente più forte il fenomeno del pendolarismo; - La Regione Puglia — Sezione Protezione Civile ha diramato in data odierna, alle ore 17,55, messaggio di allerta meteo nel quale sono previste nevicate sino al livello del mare e persistenza di temperature molto basse con diffuse gelate;

    PRESO ATTO della forte nevicata che ha investito il Comune di Galatina in queste ore;

    ATTESO che nelle prossime ore le strade potrebbero rendersi ancora impraticabili, con conseguenti difficoltà alla circolazione stradale e pericolo per la sicurezza dei veicoli e delle persone;

    CONSIDERATO che i disagi della giornata odierna potranno persistere ed aggravarsi a causa del ghiaccio che, certamente, si formerà sulla sede stradale nel corso della nottata, in conseguenza dell'ulteriore abbassamento delle temperature e nelle successive 24-36 ore;

    RITENUTO, pertanto, di dover garantire la pubblica incolumità, in particolare a favore degli alunni e del personale scolastico proveniente dai paesi limitrofi;

    RAVVISATA, quindi, l'opportunità di disporre la chiusura degli istituti scolastici di secondo grado per il giorno 09 Gennaio 2017;

    VISTI gli art. 50 e 54 del D. Lgs. 18.8.2000 n. 267,

    ORDINA

    1. la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado ricadenti nel territorio comunale per il giorno 09 Gennaio 2017, con la consequenziale sospensione delle lezioni;

    2. la presente ordinanza va comunicata:

    • alle segreterie scolastiche; • al Prefetto di Lecce; • alle Forze di Polizia; • alla stampa locale online.

    RENDE NOTO

    A norma dell'art. 8 della Legge 241/1990 che responsabile del procedimento è il Dirigente della Direzione VI — Polizia Municipale — S.U.A.P. e Protezione Civile — dott. Antonio Claudio OREFICE.

    Avverso la presente Ordinanza è proponibile:

    Ricorso al TAR competente per territorio entro 60 giorni dalla pubblicazione;

    - Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla pubblicazione. SI AVVISA L'Ufficio Protocollo per la notifica della presente Ordinanza:

    • alla Prefettura di Lecce — protocollo.prefle@pec.intemo.it;

    • al Dipartimento della Regione Puglia — Servizio Protezione Civile — servizio.protezionecivile@pec.rupar.puglia.it;

    • All'Associazione di Protezione Civile — A.N.O.P.C. — protezionecivilegalatina@pec.it

    • Ai Funzionari scolastici: LEIS 024007@pec.istruzione.it; leis02700p@pec.istruzione.it; letd03000q@pecistruzione.it, leps04000e@pec.istruzione.it;

    • Alle Forze di Polizia — Stazione Carabinieri — tle31047@pec.carabinieri.it; Polizia di Stato: comm.galatina.le@pecps.poliziadistato.it;

    • Alla stampa locale on — line: dinovalente@galatina.it; ilsedile@tiscali.it; redazione@inondazioni.it; telegalatina@libero.it; info@noha.it; info@radiorizzonti.net.

    • Il presente atto va, altresì, pubblicato sul sito web istituzionale del Comune.

    Commissario Straordinario

    Il DIRIGENTE

    Dott. Antoni FICE

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    Di P. Francesco D’Acquarica (del 10/06/2016 @ 21:48:39, in Sant'Antonio, linkato 1032 volte)

    Auguri a tutti gli Antonio e le Antoniette, ma anche alli Ucciu, li Ntunucciu e le Ntuniette.

    Anche mia mamma si chiamava Antonietta e anche mio papà, Ambrogio Antonio, io stesso (ma l’ho scoperto più tardi nel mio certificato di battesimo) sono stato registrato con tre nomi e cioè Francesco, Antonio e Alessio.

    Se andiamo a consultare gli antichi registri dell’archivio parrocchiale di Noha troviamo che il nome più diffuso, dopo quello di Michele, 200 volte al maschile e 77 al femminile per onorare il nostro santo protettore, viene quello di Antonio con 184 volte al maschile e 92 al femminile.

    Simpatica l’idea di celebrare la festa di S. Antonio in forma di sagra popolare, come l’ho letta nell’avviso pubblicizzato in questi giorni sul sito di Noha. Si vede che nonostante i secoli trascorsi, Sant’Antonio (morì a Padova nel 1231) è un santo che ha lasciato il segno anche a Noha.

    La relazione della visita pastorale a Noha del Vescovo di Nardò Ludovico De Pennis del 1452 ci informa che oltre alla chiesa principale, quella di S. Angelo, c’erano 13 chiese e due di queste erano intitolate a S. Antonio: una detta S. Antonio vecchio e l’altra semplicemente S. Antonio. Dunque già nel 1400 a Noha S. Antonio era di casa. Dal documento citato non ricaviamo elementi sufficienti per definire il luogo dove erano ubicate le due chiese, ma erano nell’agro di Noha. Di tutte e due, come del resto delle altre, si dice che dipendevano da Don Giovanni, l’arciprete di Noha di allora, e quella definita semplicemente come Chiesa di S. Antonio nella relazione della visita pastorale si dice che aveva  “una campana nel campanile”.

    Oggi, oltre alla statua conservata nella chiesa di S. Michele, abbiamo la cappella di S. Antonio in contrada Magnarè o più semplicemente a “Sotta a Santantoni”. Si trova all'entrata del paese venendo da Galatina, andando a sinistra verso Pisanello. La chiesetta è sorta dove anticamente sorgeva l’antica Noja poi distrutta dai Barbari (dopo l’anno 410 circa). Non bisogna dimenticare l’invasione dei Turchi in Terra d’Otranto del 1480 a cui seguì la devastazione di tutta la zona  il 7 ottobre 1481, quando nel territorio di Galatina, Soleto, ma anche Noha, Aradeo, Sogliano, Cutrofiano, ci fu il fuggi fuggi generale, e delle 13 chiese non rimase più traccia.

    Quando nel 1971 rientrai in Italia dal Canada, prima di ripartire per altre mete fotografai i luoghi più caratteristici di Noha per portare con me le immagini più significative del mio paese. Quelle foto ancora le conservo. Una riguarda la cappella di S. Antonio come la vidi allora. Poi è stata rifatta sullo stesso luogo. Ma oggi è un’altra musica.

    P. Francesco D’Acquarica i.m.c.

     
    Di Antonio Mellone (del 16/09/2014 @ 21:47:58, in NohaBlog, linkato 1136 volte)

    Credevate voi che l’affaire TAP fosse l’unico pensiero dei salentini sul fronte adriatico? Nossignore. C’è un tale Saverio Congedo, consigliere della Regione Puglia (e a quanto pare pure simpatizzante di CasaPound), che, tanto per cambiare, è intervenuto nel dibattito intorno al tema del turismo nostrano dicendosi “convinto, da tempo, che il Salento deve puntare sulla portualità per caratterizzare la propria offerta turistica e per andare incontro alle esigenze di chi vede il tacco d’Italia come una splendida meta da raggiungere via mare […] Un territorio a vocazione turistica come il nostro non può sprecare il treno di opportunità che, ad esempio, altri Paesi del Mediterraneo come Croazia, Montenegro o Albania stanno già cogliendo, sottraendo all’Italia e alla Puglia fasce molto importanti di utenza turistica […]” E ancora“[bisognerebbe] sbloccare una situazione paradossale, quella del progetto del porto turistico, ingarbugliata da ostacoli tecnici e volontà burocratiche che hanno reso la faccenda una telenovela lunga ben 8 anni”. [oh poverino, come s’offre, ndr.]

    In parole povere il Congedo quando blatera di treno intende navi. Sì, vorrebbe un porto turistico nuovo di zecca a Otranto (e dove sennò?). Infatti  come potevamo mai dar corso a prove tecniche di Salento Romagnolo senza Opere Pubbliche magnifiche e progressive come quest’altra? Potevamo noi, dopo il TAP, farci mancare sulla costa adriatica anche l’n-esimo torto turistico? Ovvio che no.

    *

    In altre parti d’Europa una notizia del genere infiammerebbe tutta la comunità; qui, invece, nulla, bocche cucite, penne giornalistiche a secco, vuoti pneumatici, elettroencefalogrammi lineari e aderenti al bordo inferiore del monitor.

    In questo buttanissimo Sud sembra che la classe digerente a tutti i livelli sia assisa intorno ad un tavolo di concertazione per distruggere onza onza il nostro territorio, e giacché si trova anche il mare.

    Funziona più o meno così: un politico lancia un’ideona come questa e un riccone calcola che duecento barche parcheggiate per due mesi estivi non sarebbe un cattivo affare (oddio, non si sa di preciso se sia il politico a dare lo spunto al riccone, o viceversa: sicché rimarremo sempre con il dubbio se sia nato prima l’uovo o il pollo), tanto poi l’accordo operativo si trova sempre. Sta di fatto che questa è la più classica delle trattative – altrimenti detta conflitto di interessi, vale a dire consonanza di interessi, partito trasversale, inciucio sottobanco, larghe intese, bicamerale costituente, banda larga, lobby politico-affaristica, patto (del Nazareno2), rete di influenti amicizie, fratellanza Pn (con n=2, 3, 4), profonda-sintonia-tra-le-parti, sistema informativo parallelo [il che, chissà perché, rievoca vagamente l’altra Trattativa, quella tra stato e mafia, anche se è difficile distinguere ormai quale sia l’uno e quale l’altra, ndr.] – la più classica delle trattative, dicevo, alla base dello scempio di ogni territorio.

    *

    Dunque dopo la trattativa il plutocrate di turno si fa stendere il progetto da alcuni studi tecnici tra i più smaliziati, quelli cioè che sanno nuotare nel mare delle mille e contraddittorie norme ambientali (anche se sovente codesti progetti sembrano redatti con i piedi: ma poi basta oliare un po’ i meccanismi di certi uffici pieni zeppi di funzionari di bocca buona e si riesce a far passare davvero di tutto e di più); subito dopo si presentano gli incartamenti al Comune compiacente (meglio se della maggioranza fanno parte due o tre consiglieri di Rifondazione per far sembrare il tutto più sofferto) e zac!, passano 90 giorni, arriva la Conferenza dei Servizi (“servizio” da intendere stavolta in quel senso là, insomma m’avete capito); si aspettano altri 90 giorni, e ri-zac! in quattro e quattro otto ti arrivano caterpillar, ruspe e betoniere, benedetti da un tweet di Renzi.

    *

    Signori, cosa volete da me: questo è il modello di sviluppo che ci hanno inculcato (volendo potreste anche togliere la seconda c).

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 29/05/2016 @ 21:46:51, in Politica, linkato 1262 volte)

    Non so più chi m’ha fatto notare l’ultimo piccolo decreto, o meglio ordinanza, la n. 34/2016, partorita qualche giorno fa dal genio del nostro sindaco Mimino Montagna.

    Il testo della più recente delle grida sindacali è un capolavoro tutto da incorniciare. Non per la forma (no, non è questo il Sindaco che solitamente dà filo da torcere a sintassi, lessico o grammatica della lingua italiana - per favore non confondiamo un cognome qualsiasi con la carica pubblica di primo cittadino), quanto purtroppo per la sostanza.

    Il noto esponente del PD (Partito Diserbante) se n’è uscito con l’ennesimo editto (scritto evidentemente con il decespugliatore) con il quale ordina a tutti “i proprietari e/o conduttori dei terreni ricadenti nell'intero territorio del Comune di Galatina, di provvedere immediatamente […], alla pulizia degli stessi tramite aratura e/o taglio della vegetazione spontanea ivi presente con rimozione del relativo sfalcio, e di conservarli liberi da materiali di scarto, anche se abbandonati da terzi, al fine di scongiurare il degrado ambientale e salvaguardare l'igiene e la salute pubblica”, visto che “numerosi lotti di terreno versano spesso in stato di abbandono con presenza di folta vegetazione spontanea, rovi, sterpaglie e materiale vario” [siamo ormai giunti a confondere la vegetazione con il materiale di scarto, ndr.] e considerato che “dette aree favoriscono la proliferazione di animali e insetti nocivi con grave pregiudizio per l'igiene e la salute pubblica”.

    Seguono le sanzioni amministrative, penali et corporali in caso di inosservanza delle disposizioni emanate dal presunto tutore della salute pubblica.

    State pensando che questa è paranoia? Pure io.

    Infatti, se il tutto non fosse tragicamente incompatibile con intelligenza, buon senso e ambiente ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate.

    Intanto sarebbe il caso di avvisare il poveretto del fatto che uno dei proprietari con più appezzamenti di “terreni ricadenti nell’intero territorio del Comune” (tra cui le strade) pieni di “vegetazione spontanea e materiali di scarto” è il Comune medesimo, per cui il primo a subire le conseguenze dell’eventuale violazione delle norme comunali potrebbe verosimilmente essere il loro estensore.

    Ma quel che fa più riflettere è la “cultura” di certi politici contrari a tutto ciò che è spontaneo e naturale. Sembra quasi che gli unici vegetali permessi nel perimetro del comune siano quelli di palazzo Orsini, meglio noti - nella loro varietà autoctona - come Zanguni.

    *

    Ma come si fa a spiegare a tutto il cucuzzaro di palazzo che vegetazione spontanea, erbe selvatiche, animali e insetti sono componenti essenziali della biodiversità, condizione necessaria alla sopravvivenza dell’ecosistema? E che la spazzatura (specie quella abbandonata sulle banchine stradali) è tutt’altra cosa?

    Come si fa a far comprendere ai cosiddetti amministratori pubblici dal pollice verso più che verde che le specie erbacee (pervinca, primula, anemone, ortica, aglio selvatico, gramigna, biada spontanea, papavero, cardo, rovo, rucola, brucacchia e rasapiedi) sono ottimi disinfestanti naturali, e che gli insetti che ospitano sono impollinatori anche delle specie coltivate e alimentari?

    Per favore, qualcuno spieghi a Sterminator che il mondo non è una sala operatoria asettica, e che api, bombi e altri insetti sono attirati dalle fioriture primaverili di erba medica, trifoglio, girasole, robinia, camomilla, frangola, prugnolo e che la loro presenza attira gli uccelli migratori che volentieri si fermano a rifocillarsi tra i cespugli.

    Qualche anima pia provi a convincere l’autore del novello piano Silletti di Galatina che il nostro comune è più bello, colorato e sano se ricco di tratturi campestri, di nidi e tane, di cespugli e folte sterpaglie, e poi ancora di farfalle, formiche, ricci, moscardini, mosche, gazze, vespe, rondini, scarafaggi, passere, pipistrelli, lucertole, e topi campestri.

    Invece qui pare che siano d’ingombro addirittura le superstiti monumentali querce vallonee. E chissà quando l’Unno del Signore e i suoi prodi capiranno che, per il bene di tutti, gli unici Boschi da far fuori dovrebbero essere quelli legati alla Maria Elena.

    *

    Conclusioni.

    1. La “politica” di questi personaggi al governo locale rischia seriamente di far scomparire perfino la civetta (finanche dallo stemma di città).
    2. Questo articolo verrà archiviato come al solito tra la Rassegnazione Stampa.
    3. Alla luce di quanto sopra, applausi e solidarietà a Mimino nostro: soggetto al cui confronto Attila sarebbe un giardiniere ambientalista.

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 12/06/2017 @ 21:45:17, in Comunicato Stampa, linkato 859 volte)

    È stata una notte lunga, ma solo per la lentezza dello spoglio. L’esito finale si è delineato subito e non ci sono stati patemi d’animo.

    Devo ringraziare di cuore tutti i cittadini e le cittadine che hanno creduto nel nostro progetto a cui sin d’ora mi sento di garantire che se saremo noi a governare non li deluderemo.

    Abbiamo vinto una battaglia, ora dobbiamo vincere la guerra. Il 25 giugno si deciderà il destino di governo della città e delle sue frazioni. Il distacco dall’altro candidato sindaco è importante, 16 punti percentuali, ma continueremo a spiegare il nostro programma perché sia ancora più chiara qual è la nostra visione per lo sviluppo del territorio.

    È stata una lunga campagna elettorale, almeno per me che sono stato il primo e per molto tempo l’unico candidato sindaco. Mentre gli altri litigavano per decidere chi doveva fare il candidato sindaco noi ci siamo preoccupati di valutare le criticità e capire in che modo risolverle. Non è stato frutto di un caso, ma l’effetto naturale di un progetto politico maturato da molto tempo. Galatina ha bisogno di un governo capace e credibile, noi siamo pronti a darglielo.

    Giampiero De Pascalis

    candidato sindaco per “Obiettivo 2022”

    (Lista De Pascalis, Direzione Italia, Forza Italia, L’Agorà, La Città, Psi, Udc)

     
    Di Albino Campa (del 20/05/2011 @ 21:44:49, in NohaBlog, linkato 1690 volte)

    La Rai ha preso la decisione di interrompere il programma “Ci tocca anche Sgarbi”. L’accusa è di aver fatto un flop di ascolti in prima serata, raggiungendo solo l’ 8, 27% di share. Così, visto che l’azienda in questione raggiunge ascolti molto più alti mandando in onda Pupo, i Pacchi, Santoro con le escort di Berlusconi e “Chi l’ha visto?”, ha deciso che d’ora in poi si potrà parlare solo dell’omicidio di Avetrana, di Melania, dei “Fatti Vostri”, e delle prostitute che si aggirerebbero ad Arcore. Della difesa e del rispetto della natura non se ne deve parlare affatto, forse perché dietro questa questione c’è la mafia. Ecco la Rai. Il tema del programma di Sgarbi doveva essere “Dio”. Poi la direzione dell’azienda, forse atea, forse un po’ paurosa dell’effetto che la parola “Dio” potrebbe fare sul pubblico della Rai - come se si dovesse parlare di Totò Riina - , abituato ad ascoltare soltanto da anni Fabio Fazio, ha cambiato tema, tanto per rimanere sul generico: “Il Padre”. Sgarbi infatti voleva parlare dell’importanza che assume il creato davanti ai nostri occhi e dell’amore che Dio ci ha messo nel consegnarlo a noi. Però, parlare agli italiani delle pale eoliche che deturpano il territorio, degli interessi mafiosi per i pannelli fotovoltaici, per i migliaia di quintali di diserbante che ogni giorno vengono riversati nelle terre rendendole sterili, della cementificazione incontrollata, non fa abbastanza ascolti. Parlare di cultura, di Raffaello, di Piero della Francesca, del Buonarroti, degli antichi resti dei romani, non rende. Perché la Rai è una azienda che si dimentica che viene sovvenzionata dai nostri canoni, così, invece di guardare alla cultura, all’arte, alla difesa dell’ambiente, e di rendere dunque un servizio pubblico, deve pensare innanzitutto ai suoi profitti. Ma mi sembra che nessuno qui si chieda se la nostra vita debba valere necessariamente meno dei loro tornaconti. Dunque, se “L’isola dei famosi” raggiunge il 15% mentre un programma di cultura solo il 5% di share, continueranno a mandare all’infinito programmi spazzatura, sol perché la maggioranza preferisce quel genere di intrattenimento.

    Sgarbi sbaglia nel modo di porsi, nei termini che usa, nelle espressioni che fa. Ma ciò che dice forse è molto meglio di ciò che pensa. Perché Sgarbi è un genio, è un personaggio, è un uomo di cultura, forse troppo intelligente per la nostra epoca. E questo forse a noi, ignoranti e mentecatti, imbambolati dalla pubblicità e dai reality, da fastidio. In fondo dovremmo mantenere sempre basso il livello di cultura in Italia per non sentirci tanto a disagio e fuori luogo poiché non all’altezza di certi discorsi. Dunque teniamoci l’ignoranza, come vuole la Rai. Non ci resta che Pupo e il suo “Gelato al cioccolato”.

    Fabrizio Vincenti

     

    La mia posizione, che è quella degli attivisti M5S Galatina, espressa durante l’incontro con il Commissario Straordinario Dott. Aprea  in merito alla chiusura del centro storico, è netta ed inequivocabile.

    Siamo e saremo sempre vicini alle attività produttive. La chiusura al traffico rappresenta l’ opportunità per la città di agganciare un cambiamento epocale, in atto nel Salento già da alcuni decenni. Il turismo rappresenta un'importante, se non la più importante, fonte di reddito in molte parti del nostro territorio.

    Noi non siamo in opposizione ai commercianti , ma vediamo nella chiusura un’occasione per presentare la città di Galatina come una meta turistica di eccellenza , fruibile nella sua interezza.

    Il nostro approccio, rispetto a quello attuato dalla gestione commissariale, sarebbe stato più graduale perchè siamo consci che qualsiasi cambiamento genera preoccupazioni sul futuro, ma dobbiamo prendere atto che il tentativo di un approccio “morbido” è stato espletato altrimenti non si spiegano mesi di incontri tra le parti se non per individuare una soluzione condivisa.

    Prendiamo atto che in questa occasione la progettazione partecipata di interventi sulla città ha prodotto contrasti e liti giudiziarie. Dire di NO a tutto, a priori, non consente di individuare la soluzione ottimale per superare l’immobilismo in favore dell’innovazione.

    Noi ci prefiggiamo di collaborare, convincere, accompagnare quegli operatori commerciali del centro storico che ancora non colgono l'opportunità rappresentata da un centro storico completamente orientato al turismo.

    Con forza ho chiesto al commissario di adottare urgentemente tulle le azioni necessarie alla concessione di pass temporanei/giornalieri per consentire l'accesso nella ZTL di care giver (parenti che assistono familiari anziani o i bisognosi di particolari cure) nonché agli artigiani per lavori.

    Le soluzioni proposte sono l'immediata attivazione di procedure telematiche o di potenziare gli uffici preposti. La proposta è stata giudicata sensata e vigileremo sulla corretta attivazione.

    Il centro storico di Galatina è caratterizzato da bellezze artistiche di rilevanza nazionale, di operatori commerciali eccellenti promotori delle produzioni eno-gastronomiche e artigianali locali.

    Dispiace quindi che segni di genuina vitalità imprenditoriale e residenziale (panni stesi per le vie) siano scambiati per degrado.

    PAOLO PULLI

     
    Di Antonio Mellone (del 23/12/2013 @ 21:42:23, in NohaBlog, linkato 1391 volte)

    Ormai, come diceva quel tale, solo un Dio ci potrà salvare. E allora a Natale nasca per noi un Dio-Salvatore. E questo Dio non sia un Dio irraggiungibile ma un Dio vicino; non un vincente, ma un Bambino che sta dalla parte dei vinti; non un sommo sacerdote capriccioso e vendicativo, ma un pargolo adagiato nei bassifondi del mondo e in grado di ascoltare gli altri senza escluderli in nome di dogmi o convenienze.

    Nasca per noi un Dio che ci liberi da tutte le religioni dei sopraffattori, che sia povero tra i poveri, che annunci il vangelo della liberazione degli oppressi. Nasca un Dio  che non tolga alle persone non sposate il diritto di amare, non proibisca il preservativo che ostacola la diffusione di malattie, non sia maschilista, e non discrimini l’altra parte del cielo, di qualunque sesso questa sia. Nasca un Dio che favorisca la libertà di coscienza, e non imponga alle donne le sue convinzioni sull’aborto, ma stia loro vicino con amore e solidarietà.

    Venga in mezzo a noi un Dio che ripudi ogni guerra, aborrisca ogni arma e disarmi i suoi discepoli. Venga qui da noi un Dio che non sia convinto di avere la verità in tasca, ma che la cerchi insieme agli altri anelando all’Umanità. Nasca per noi un Dio che si arrabbi quando è necessario, e scacci dal tempio i mercanti, i ladri ed i bari, i clerico-fascisti, gli arrivisti, i pettegoli, i delinquenti vestiti di broccato, i violenti travestiti da agnelli.

    Nasca ancora per noi un Dio che abbia il volto di una ragazza mai baciata o quello di un giovane senza amore, che indossi le vesti di chi marcisce in carcere, che stia dalla parte delle vittime delle sacre inquisizioni e delle intolleranze religiose.

    Il nostro Dio nascente sia un disoccupato, un precario, un lavoratore a scadenza, un esubero in nome del profitto, un licenziato a causa dell’“efficientamento”, uno schiavo moderno sfruttato e senza diritti, un morto sul lavoro sacrificato alla produzione, un emigrante considerato clandestino da una legge barbara, una prostituta sfruttata dai papponi di basso o alto bordo, un perseguitato a causa del colore della sua pelle, della sua lingua, della sua fede, un omosessuale discriminato dai perbenisti di facciata, un palestinese derubato della sua terra, un disabile senza più assistenza, un malato vittima dei tagli della sanità e del disinteresse (o interesse) di chi dovrebbe prendersene cura.

    Nasca un Dio la cui chiesa stia dalla parte degli sventurati non solo per far loro l’elemosina, ma per pretendere con loro giustizia e diritti.

    Il nostro Dio non si riempia la bocca di “crescita, sviluppo, competitività”, ma insegni la decrescita felice, faccia piazza pulita del liberismo e del turbo-capitalismo di rapina, ci liberi dalle speculazioni finanziarie, ci salvi dai rapporti impuri e parassitari tra chiesa e potere, e non ci induca nella tentazione del denaro fine a se stesso, dell’egoismo, della fiera delle vanità.

    Il nostro Dio freni la mano di chi firma progetti faraonici inutili e devastanti che derogano al buon senso della tutela del territorio, freni le colate del cancro cementifero e dell’asfalto che saccheggia e impermeabilizza il suolo, e fagocita il futuro.

    Non ridicolizzi, il nostro Dio, chi denuncia i rapporti impuri tra Stato e mafia, tra politica e affari, e chi lotta contro la voracità edificatoria in nome delle espansioni urbanistiche, dei centri commerciali, dei comparti-truffa, delle strade a quattro follie.

    Nasca per noi un Dio che scenda in piazza per contrastare la disinformazione, l’ignoranza pilotata, gli interessi di bottega, e sproni alla lotta che è voce del verbo amare, alla partecipazione ed alla cittadinanza attiva, e marci quale indignato speciale alla testa dei cortei in difesa della nostra Carta Costituzionale.

    La nascita di questo Dio dipende anche da noi.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 25/09/2017 @ 21:40:14, in NohaBlog, linkato 443 volte)

    Non so voi, ma a me ‘sta storia del mega-porco commerciale Pantacom rievoca tanto quella della monaca di Monza, narrata da Alessandro Manzoni nei suoi Promessi Sposi.

    In questa sorta di romanzo nel romanzo, ci vien presentata la figura della povera Gertrude destinata al convento sin dalla nascita, così, tanto per rispettare la tradizione del Maggiorasco che prevedeva la concentrazione del patrimonio ereditario nelle mani del primogenito (ovviamente maschio).

    Sicché la sventurata si trova istradata al monastero già all’età di sei anni, quale normale prosecuzione dei suoi giochi d’infanzia (fatti perlopiù di santini e di bambole vestite da suore), e naturale destino di un nome che fa tanto chiostro, Gertrude, imposto dal padre-padrone, “principe e gran gentiluomo milanese” che per la figlia non vedeva altro futuro se non il velo e la clausura.

    Orbene, nonostante Gertrude non avesse alcuna intenzione di farsi monaca, più il tempo passava più s’accorgeva di essersi incamminata in un vicolo cieco. In molte occasioni avrebbe potuto rifiutare la “vocazione” impostale, ma venne sopraffatta dagli eventi, dalla insicurezza, e nondimeno dalla sfiducia nella propria libertà.

    La meschina, troppo debole per affrontare le conseguenze di una disubbidienza al volere paterno, mente prima di tutto a se stessa, e poi agli altri, alle consorelle, alla badessa, e infine a quell’uomo “dabbene” che era il vicario, cioè il prete convenuto al monastero, come previsto dalla procedura, per confessarla e interrogarla sulle sue reali intenzioni di accettare i voti, la vestizione e la vita “lontana dalle insidie del mondo”.

    Ecco cosa scrive il Manzoni nella sua bella prosa-poetica, dopo l’ennesimo assenso all’“iter autorizzativo” da parte dell’infelice ragazza: “Fu dunque fatta la sua volontà; e, condotta pomposamente al monastero, vestì l’abito. Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e ripentimenti, si trovò al momento della professione, al momento in cui conveniva, o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre” (cap. X, I Promessi Sposi).

      Ecco, io non vorrei che con il Mega-porco commerciale avvenisse il medesimo dramma vissuto dalla sciagurata Gertrude: cioè che si dia corso a questa minchiata  economico-ecologica [scusatemi, ma in questo momento non mi viene un lemma più triviale di questo, ndr.], nonostante siano in pochi ormai (almeno spero) a credere agli asini che – ragliando a cento decibel di “ricadute” e “occupazione” - continuano imperterriti a volare sulle nostre teste.

    Come ben saprete, tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di martedì 26 settembre 2017, al numero 5 leggiamo: “Piano Attuativo per la realizzazione di Area Commerciale Integrata no-food in contrada Cascioni. Proponente: PANTACOM s.r.l. – Approvazione nuova convenzione in sostituzione di quelle sottoscritte in data 24/04/2013 e 31/05/2017”.

    Bene. Ora mi (e vi) pongo alcune domande.

    Perché un’altra convenzione? Com’è che se ne cambiano ogni tre per due? Forse che le precedenti non andavano bene? È proprio necessario procedere all’approvazione di una novella convenzione in sostituzione delle passate, posto che in genere le successive son quasi sempre peggiorative per noi e migliorative per i richiedenti, cioè con meno oneri per loro e più diseconomie per il Comune di Galatina?

    E se invece di approvarle si negassero, cosa succederebbe? Il finimondo? O, come diceva qualcuno, addirittura l’apocalisse (tipo quella paventata lo scorso dicembre in caso di vittoria del No al referendum di Renzi)?

    A Galatina sono maestri nel ripetere un mantra che suona più o meno così: “Non c’è più nulla che si possa fare per bloccare il progetto del Megaparco perché tutti gli atti autorizzativi necessari sono stati rilasciati dalle precedenti amministrazioni”.

    Se davvero così fosse, come si spiegherebbe la convocazione addirittura di un Consiglio Comunale per discuterne ancora? E non sarebbe a questo punto il caso di render noto all’intera cittadinanza l’elenco degli atti di qualunque natura relativi a codesta “definitiva” autorizzazione: sia quelli già rilasciati, che, eventualmente, quelli ancora mancanti?

    E, giacché ci siamo, non sarebbe opportuno che questa nuova Amministrazione Comunale mostrasse chiari segni di discontinuità con le precedenti, anche sul tema del Mega-porco (visto che i propositi, le premesse, la buona volontà, la voglia di far bene sembrano esserci tutti)?

    Ho sentito dire in giro, tra le altre cose, che il Consiglio Comunale “è tenuto ad approvare”, eccetera, eccetera. Coooosa? È questo il moderno concetto di Democrazia? Ma scusate: non è forse un Consiglio Comunale la massima assise cittadina, espressione della sovranità di un popolo stanziato su di un determinato territorio, l’organo di volontà e indirizzo politico di un Comune, per cui è libero di decidere in assoluta libertà quel che vuole (e dunque non è “tenuto” ad approvare proprio un bel nulla), nel rispetto delle leggi e della Costituzione?

    E se davvero non ci fossero alternative, mi spiegate a cosa cavolo servirebbe un Consiglio Comunale? A ratificare forse quel che avrebbero deciso gli altri, o peggio ancora un funzionario a briglie sciolte il quale, magari in qualche conferenza dei servizi, ha stabilito che andava bene un centro commerciale senza alberi di alto fusto (sennò magari le radici sollevano l’asfalto e rompono le palle alle auto e ai Tir)? [questa mi pare di averla già sentita da qualche parte, ndr.].

    E che razza di decisione è mai quella per la quale o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra? Ci sarebbero delle penali da sopportare, dite? E a carico di chi sarebbero queste penali? Del Comune, o di chi eventualmente avrebbe preso l’iniziativa “in nome del”, senza magari averne il mandato o, come si dice, in carenza o difetto di rappresentanza? E in questa seconda eventualità, non sarebbe appena il caso di accollarle al responsabile e non invece a tutta la collettività (responsabilità e penali, dico)?

    E a chi dovrebbero essere pagate queste penali, alla Pantacom? Cioè alla società che, salvo errori od omissioni, è ancora “inattiva”? E cosa farebbero i signori di codesta società a responsabilità ridotta, l’attiverebbero giusto il tempo di incassare le penali? E, di grazia, di che importo sarebbero codesti indennizzi, posto che si tratti di esborsi monetari e non di fustigazioni sulla pubblica piazza? E se anche si dovessero sopportare spese per risarcimenti, non trovate che qualunque rifusione sarebbe comunque di gran lunga meno gravosa della pena di un Mega-porco a km zero? E perché mai non si prevede un indennizzo finalmente a favore del Comune se non altro per il danno derivante dall’enorme perdita di tempo e di energie dei suoi uffici, che, piuttosto che dar retta alle coglionate, avrebbero potuto pensare ai problemi reali di Galatina?    

    Inoltre, invece di andare avanti con questa pantomima [vocabolo derivante giusto da Pantacom, ndr.], avete letto per caso in questi giorni (perfino sul Corriere della Sera, giornale tutt’altro che anticapitalista) della decisione della Provincia di Trento di bandire definitivamente i centri commerciali dal proprio territorio, al fine di “salvaguardare l’ambiente, ridurre il traffico veicolare, e rinnovare il metodo degli insediamenti commerciali sul territorio all’insegna della qualità e della valorizzazione dei piccoli esercizi”? No? Allora, per favore, informatevi bene prima di prendere decisioni irreversibili come quelle della monaca di Monza. 

    E infine, lo sapete che negli Stati Uniti il mito del centro commerciale è crollato da tempo? E che gli Stati Uniti anticipano generalmente la nostra sociologia di circa un decennio? E che secondo molti analisti nei prossimi anni chiuderanno addirittura 400 dei 1100 centri commerciali statunitensi? Avete avuto per caso notizia dell’inchiesta del New York Times (non dell’Osservatore Nohano) che attesta che svariati Malls (centri commerciali) sono ormai alla stessa stregua di vere e proprie città-fantasma, deserte, vuote, fallite? Lo sapete che ci sono dei siti internet - come ad esempio il seguente http://deadmalls.com/ - con storie di centinaia di Malls chiusi, sedotti, abbandonati, morti e sepolti? A quando la costruzione e la redazione anche in Italia di un sito o un blog dello stesso tenore dal titolo “limortiloro.it”?

    *  

    Di questo passo Galatina farà la fine della monaca di Monza. E i danni non si ripareranno con una “cavita di conza”.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 19/06/2016 @ 21:39:51, in NohaBlog, linkato 15565 volte)

    Sovente la lettura dei siti internet locali (la classica rassegnazione stampa) somiglia  ad una seduta spiritica in grado di svelarti misteri incredibili, tanto che a volte – come questa - ti viene da esclamare: “Perbacco, chi muore si rivede”.

    In effetti sulle diverse testate (nel senso di capocciate) giornalistiche locali è apparso di recente un bel comunicatone stampa a firma del Comitato spintaneo Pro - Centro Commerciale (secondo uno dei siti di Galatina, di nuova e robusta costituzione), nel quale con tecniche di massaggio cardiaco e di respirazione bocca a bocca si cerca di rianimare il famoso mega-porco Pantacom.

    E’ inutile provare a spiegare ai telescriventi comunicati che è pressoché impossibile portare in vita chi non è mai nato (Pantabort), ma tant’è. Evidentemente son convinti che una grande fede può far smuovere la Montagna (e cementificare la campagna).

    Il comunicato continua con una serie di asserzioni che si commentano da sé, tipo che il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune di Galatina avrebbe “di fatto [dato] il colpo di grazia al progetto ed allontanato quegli investitori che ancora guardavano con interesse a detto progetto e che ora, stante 'ennesima controversia tra le parti, volgeranno i loro interessi su altri insediamenti già pronti ad accoglierli a braccia aperte”. Ma de che? Ma di quali “investitori” blaterano? E quali sarebbero gli “altri insediamenti già pronti ad accoglierli”? E di quali “braccia aperte” farfugliano?

    Se c’è una cosa buona e giusta promossa in tutti questi ultimi anni dalla Giunta Montagna è proprio questo benedetto ricorso alla giustizia amministrativa, ora al Consiglio di Stato, volto a smascherare l’inconsistenza patrimoniale, economico-finanziaria nonché commerciale di un progetto e di un promotore, come la Pantacom srl, incapace di fornire alcuno straccio di garanzia a ente e cittadini. Garanzia che non è di “un miliardo” come erroneamente riportato da uno dei siti consultati, ma di un milione di euro (ma sì, se mega deve essere la minchiata lo sia fino in fondo, e possibilmente a braccetto con la moltiplicazione dei pani e dei posti di lavoro, arrivati ultimamente a 200 tondi tondi). Codesta incapacità, la dedurrebbe anche un bambino alle elementari se gli si sottoponesse il bilancio della società pubblicato in Cerved. 

    In un altro brano del comunicato si legge ancora: “Il comitato cercherà di promuovere una raccolta di firme […]”. Un’altra volta? Ma non ne aveva già raccolte  800 e passa, quelle famose degli altrettanti beati martiri di Collemeto? Non sono più valide quelle firme? No, non ditemi che sono scadute o che non si trovano più.

    E infine una curiosità. Volevo chiedere ai collemetesi, se tutti, ma proprio tutti, all’unisono, senza se e senza ma, sono d’accordo con la condanna a morte della loro terra e della loro economia. E’ un dubbio che m’assilla ormai da tempo. Davvero non c’è una, dico una voce dissonante, una stecca nel coro osannante il mega-porco?

    *

    Tuttavia su di una cosa concordo appieno con il suddetto Comitato pro-porco. Il fatto che se la prenda giustamente con l’amministrazione comunale rea di non dire una volta per tutte chiaro e tondo quanto segue: “Cari concittadini, scusateci tanto: abbiamo fatto una cazzata a suo tempo nel deliberare pressoché all’unanimità un mega-porco commerciale che non ha né capo né coda.

    Ci erano sfuggiti tutti i report e tutta la letteratura sul declino della grande distribuzione, sui licenziamenti a catena nei grandi centri commerciali, i negozi vuoti, la saturazione del territorio e la sovrapposizione dei bacini d’utenza (in effetti a meno di 20 minuti di auto da contrada Cascioni esistono due o tre mega-parchi simili), sulla struttura dei costi non comprimibili; per non parlare del consumo di suolo e dell’irreversibile scempio ambientale. Pensavamo ingenuamente che si trattasse di una calamita per le attività commerciali, per i consumatori e per l’occupazione, invece abbiamo capito (tardi, ma l’abbiamo capito) che si trattava invece di una calamità, con l’accento finale. Sì, signori, del porco non si butta via niente. Del mega-porco, a questo punto, tutto”.

    Nell’attesa di un’operazione verità di questo genere, uno spettro continuerà ad aggirarsi imperterrito tra Galatina e Collemeto. E sarà ancora quello della Fantacom.

    *

    P.S. Siete stanchi di leggere tutte queste cose? Pure io, di scriverle.

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 12/02/2015 @ 21:39:01, in Comunicato Stampa, linkato 1207 volte)

    Galatina "ombelico del Salento", così chiamata in quanto posta esattamente al centro del territorio salentino.

    Rappresenta uno dei principali poli turistici del territorio grazie alla ricchezza ed all’originalità del proprio patrimonio storico, culturale ed enogastronomico.

    I gioielli artistici di Galatina sono custoditi principalmente all’interno della cinta muraria del XVI secolo, dove palazzi nobiliari, corti e vicoli, rendono suggestiva la visita e l’ammirazione del barocco galatinese.

    Autentico fiore all’occhiello è la francescana basilica di Santa Caterina d’Alessandria del XIV secolo situata nell’antica Piazzetta Orsini, come anche la centrale chiesa matrice dei Santi patroni Pietro e Paolo che impone la sua facciata barocca sull’omonima piazza nel cuore del centro antico.

    La vastità e l’imponenza del patrimonio architettonico espresso, ha portato alla conquista da parte di Galatina del titolo di “Città d’arte”, che ha spinto l'amministrazione comunale ad investire sulla creazione di alcuni brand turistici che focalizzano l’attenzione proprio sulle potenzialità espresse della città.

    In questo senso è giunta già alla quinta edizione la manifestazione “Le Corti a Mezzanotte”, che rappresenta uno dei principali brand turistici su cui Galatina ha deciso di puntare, anche alla luce dei risultati.

    Nata nel 2011, “Le Corti a Mezzanotte” è una manifestazione che si tiene all’interno della splendida cornice del centro storico di Galatina, nell’arco di una serata, generalmente nell’ultima settimana di Agosto (VI edizione 21 agosto 2015).

    Durante questa serata oltre agli antichi palazzi barocchi, il borgo apre a tutti i visitatori le sue principali corti, che sono valorizzate ed arricchite da esposizioni pittoriche, da spazi musicali e da percorsi enogastronomici, che contribuiscono

    a far assaporare in tutte le sue forme il barocco galatinese. (www.lecortiamezzanotte.it)

    Non a caso Galatina oltre al marchio di “Città d’arte” possiede anche il marchio di “Città del vino”, in virtù dell’antica e sempre attuale produzione di vino locale, portato avanti negli anni da importanti cantine vinicole che contribuiscono ad esportare il nome di Galatina a livello nazionale ed internazionale.

    Ecco perché nasce, il festival “Barocco wine music” attivando un sistema di promozione ed avvicinamento alla cultura del vino con oltre 200 etichette regionali.

    Barocco wine music, manifestazione organizzata nel mese di Ottobre (edizione 2015 10 ottobre), rappresenta da questo punto di vista il secondo brand turistico sul quale l'amministrazione comunale ha investito, in linea con la tradizione e con i marchi posseduti dalla città. (www.baroccowinemusic.it)

    Molte le tradizioni culinarie e sopratutto dolciarie del territorio: africano, mustacciolo, sibilla, mafalda e il famoso pasticciotto, una grande tradizione che esplode già nel 1745 nella bottega pasticciera della famiglia Ascalone con questo dolce tipico composto da pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno.

    Così da una grande tradizione dolciaria ma anche enogastronomica nasce "Dolce Città Nostra" che si presta alla sua seconda edizione dopo il grande consenso ottenuto.

    La manifestazione si terrà domenica 12 aprile 2015 in occasione della giornata

    "La Penisola del Tesoro" del Touring Club che ha scelto, insieme ad altri otto comuni italiani, anche Galatina dove saranno presenti circa 900 associati.

    La Penisola del Tesoro 2015 è un’iniziativa importante del Tci che da 16 anni porta i soci a scoprire i beni culturali meno noti prendendo come punto di riferimento, il patrimonio negato, per valorizzare un patrimonio fondamentale per il futuro del Paese.

    “Galatina investe anche nei nuovi sistemi di comunicazione on-line per dare servizio alla città stessa ma soprattutto – come rimarcano il sindaco Cosimo Montagna e l’assessore al Turismo Alberto Russi - per incentivare i turisti a fruire e muoversi liberi nel grande patrimonio architettonico. Già da due anni Galatina ha investito nella guida virtuale con i codici qr diffusi tramite paletta sui maggiori monumenti del centro storico che permettono al turista di avere tutte le informazioni utili senza nessuna guida.

    Aderisce quest'anno al progetto dell’Associazione culturale AMiCA (Audio Musei a Cielo Aperto), che ha il principale obiettivo di promuovere il patrimonio culturale attraverso lo sviluppo di progetti e strumenti innovativi”.

    Strumenti che si fondono con la creazione dell’APP GalatinaAmica, disponibile in italiano e inglese per IOS e Android che presenta 6 sezioni principali: Monumenti (contenente le schede dei beni esaminati con foto, descrizioni, ubicazione nonché la relativa traccia sonora), Categorie (in cui sono presenti alcuni selezionati consigli per l’utenza), Itinerari (sezione in cui sono presenti i percorsi per fruire di tutti i beni analizzati), Mappa (contenente i punti di interesse) e Downloads (sezione contenente l’elenco delle audioguide disponibili sul proprio dispositivo e quindi fruibili in OFFLINE). Lo strumento realizzato è una proposta per una visita multimediale della città, un cicerone interattivo che grazie alla funzione Realtà Aumentata porterà il visitatore a scoprire ciò che ha intorno. (www.arteamica.com)

     

    Bicivetta, associazione culturale galatinese di promozione della mobilità lenta, inaugura il programma di escursioni ciclistiche “In bici tra paesaggio e tradizioni”. L'inizativa si articolerà in quattro appuntamenti, distribuiti nei mesi di maggio e giugno, dedicati all'esplorazione a pedali del patrimonio storico e naturalistico di Galatina.

    Il programma, che è stato presentato alla comunità galatinese lo scorso 14 maggio presso la libreria Fiordilibro, iniziarà il prossimo 22 maggio con un ciclotour geo-­‐botanico lungo 20 km, che attraverserà il paesaggio rurale ad ovest della città di Galatina, nelle località Latronica, Specchia di Mosco e Lovita. Si tratta di un paesaggio che manifesta suggestivi elementi arcaici, costituito da pascoli erbosi, macchia mediterranea, boscaglie di querce e oliveti. L'escursione sarà guidata da tre esperti, un botanico, una geologa e una guida turistica, e consentirà di scoprire alcune delle entità floristiche più interessanti presenti nel territorio galatinese, come la quercia vallonea e il lino delle fate piumoso; consentirà inoltre e di soffermarsi su particolari elementi geomorfologici e idrogeologici, quali la dolina di Specchia di Mosco, che ha un diametro di oltre 100 m, e un tratto del Torrente dell'Asso, che è il più lungo corso d'acqua della Provincia di Lecce.

    Appuntamento, quindi, domenica 22 maggio alle ore 9:00 a Galatina, in Via Roma, nei pressi del ristorante “I due trappeti”, vicino all'ospedale. La partecipazione è ristretta ad un numero massimo di 25 persone; per questa ragione è obbligatorio iscriversi entro la sera del giorno precedente l'escursione. Per info e prenotazioni: spaziobicivetta@gmail.com, tel. 3299837662. Gli aggiornamenti sull'iniziativa saranno pubblicati sulla pagina Facebook “Spazio Bicivetta -­‐ Ciclofficina sociale”.

    Per info, costi e prenotazioni:

    spaziobicivetta@gmail.com;

    Tel. 3299837662

     
    Di Redazione (del 05/12/2017 @ 21:37:33, in Comunicato Stampa, linkato 558 volte)

    Si è svolta domenica scorsa a Noha la cerimonia di consegna delle chiavi all'Associazione “Abilmente insieme onlus” del Centro Aperto Polivalente per Minori di piazza Menotti.

     L'iniziativa segue di alcuni giorni l'approvazione, da parte dell'amministrazione comunale, del progetto “Abilmente insieme”, proposto dall'Associazione per favorire l'inserimento di ragazzi con disabilità in attività didattiche ed educative, sportive e tempo libero e per la sensibilizzazione dell'intera comunità sulle problematiche inerenti la disabilità.

    Per la realizzazione di tale progetto, l'Associazione “Abilmente insieme onlus”, utilizzerà in comodato gratuito fino al 31 dicembre 2020 il piano terra dell'immobile di piazza Menotti nella frazione di Noha.

    L'affidamento comprende l'uso e la manutenzione del giardino, con utenze a carico dell'Associazione, al fine di assicurare la continuità dell'attività già avviata in favore degli utenti in situazioni di svantaggio. Il Centro potrà organizzare attività sportve, ricreative, culturali, momenti di informazione, laboratori ludico-espressivi ed artistici, vacanze invernali ed estive.

    “L'amministrazione comunale intende favorire le attività delle associazioni realmente operative sul territorio e prestare la massima attenzione nei confronti di chi si impegna quotidianamente in attività sociali a favore delle fasce più deboli – dice l'assessore alle Politiche Sociali, Antonio Palumbo, presente alla cerimonia di domenica scorsa – l'affidamento in comodato gratuito dell'immobile di piazza Menotti a Noha rientra nell'impegno già avviato fin dal nostro insediamento alla valorizzazione ed al razionale utilizzo degli immobili di proprietà comunale. Siamo convinti che i responsabili dell'Associazione Abilmente Insieme onlus sapranno utilizzare al meglio la struttura realizzando iniziative di forte valenza sociale a favore delle fasce deboli ed in particolare dei ragazzi e ragazze con disabilità”.

    Ufficio Stampa Comune Galatina

     

     
    Di Redazione (del 26/09/2017 @ 21:37:10, in Festa dei Lettori, linkato 225 volte)

    La Biblioteca Giona, Presidìo del libro Noha-Galatina, in occasione della festa dei lettori 2017 "Sconfinamenti & Confini", organizza il 2 ottobre alle ore 17.00, presso il Palazzo della Cultura a Galatina, la Mostra animata "CI SONO ANCH'IO".

     L'evento finalizzato alla promozione della lettura sul territorio vedrà la presentazione di performance strutturate in vari linguaggi (laboratori di scrittura creativa, progettazione di "oggetti impossibili", atelier munariani, giochi/percorsi di logica, rappresentazioni teatrali...). 

    Parteciperanno al'iniziativa tutte le realtà scolastiche  presenti sul territorio, le associazioni, l'assessorato alle politiche giovanili e alla cultura e la biblioteca comunale P. Siciliani.

    Referente Presidio del Libro - Biblioteca Giona - Noha/Galatina

    Dott.ssa Eleonora LONGO

     

    Siccome parlare di certi argomenti con i diciamo rappresentanti del municipio di Galatina è fiato sprecato, mi rivolgo a voi, egregi esponenti degli altri Comuni invitati alla Conferenza dei Servizi convocata a Bari presso la Regione Puglia, una prima volta il 20 ottobre 2017, poi rimandata al 23, e definitivamente, pare, al 3 novembre prossimo venturo [diciamo in piena atmosfera da festa dei morti, anzi, meglio, di Halloween, cioè delle zucche vuote, ndr.] avente ad oggetto “richiesta di proroga [l’ennesima, ndr.] all’autorizzazione per la realizzazione di un’area commerciale integrata in località Cascioni”, per alcune raccomandazioni.

    Si tratta, in parole povere, del famigerato Mega-porco commerciale Pantacom, rara opera di archeologia economica ancor prima del suo impianto [scusate se utilizzo il lemma “porco”: ma “parco” mi pare un po’ esagerato, essendo, quest’ultimo, un concetto legato più ad un’area alberata che ad una cementificata, ndr.].

    Gentili Rappresentanti dei Comuni intorno a Galatina, convocati alla suddetta conferenza dei servizi, vi prego, nell’esclusivo interesse dei vostri rispettivi territori, di prendere buona nota degli appunti che seguono in merito allo scempio economico-ambiental-razionale che si vuol perpetrare intorno a voi.

     

    1°) Chiedetevi innanzitutto chi è l’interlocutore, nella fattispecie la Pantacom srl, che ha in progetto un centro commerciale (l’ennesimo nel Salento) di 25 ettari da impiantare in contrada Cascioni, nei dintorni di Collemeto. Dando un’occhiata ad un prospetto Cerved (documento pubblico della Camera di Commercio, che per sommi capi evidenzia le caratteristiche delle imprese) si evince che Pantacom è una SRL, società a responsabilità limitata, costituita nel 2001, con un capitale sociale pari ad euro 35.000, avente quale oggetto sociale: “la progettazione, la costruzione, l’acquisto, la vendita, la gestione e la locazione attiva e passiva di centri commerciali […]”). Codesta Pantacom srl risulterebbe “Inattiva”. Come mai? Dimenticanza? Si è forse in attesa di particolari autorizzazioni per la “dichiarazione di inizio di attività”? Non si direbbe mica che sia in (dolce) attesa: tutt'altro. Osservando la frenesia con la quale si muove l’amministratore unico, evidentemente in contatto continuo con gli enti pubblici e i suoi emissari, l’azienda appare invece attiva, attivissima. Perché non lo è anche di diritto, oltre che di fatto?

     

    2°) Il capitale sociale, come detto, risulta essere pari a 35.000 euro (dico trentacinquemila, non trentacinquemilionidieuro). Bene. Mi dite, per favore, come fa una società con questo patrimonio a portare avanti un progetto con investimenti di svariati milioni di euro? Dove prenderebbe i fondi per iniziare a sbancare i venticinque ettari di campagna da trasformare poi in decine di capannoni da adibire a centro commerciale? Dai soci, forse? Vale a dire dai componenti della famiglia Perrone (quella dell’ex-sindaco di Lecce)? O magari da finanziamenti di terzi? E se anche fosse, “basta la parola” di codesti fantomatici capitali provenienti da chissà dove per garantire i portatori di interessi diffusi (e non particolari), come quelli degli enti pubblici territoriali, espressione della sovranità popolare che voi rappresentate? Non servirebbero forse dei documenti più concreti dei semplici proclami, dei sentito dire, delle promesse con la mano sul cuore?

     

    3°) Oltre al risibile importo del capitale sociale (inadeguato a tutto, finanche al saldo della parcella di un progettista), osserviamo che la società “inattiva” presenta per più anni, proprio perché inattiva, un fatturato pari a zero. E questo ci può stare. Un’azienda può anche esistere sulla carta, può pure essere inattiva, e può anche per più anni consecutivi non aver venduto nulla. Ma in questo caso nell’attivo dello stato patrimoniale, sempre per più anni consecutivi, lo zero assoluto la fa da padrone anche tra le rimanenze, tra le immobilizzazioni materiali e, giacché ci siamo, anche tra le attività finanziarie. Di terreni, nello stato patrimoniale della Pantacom, nemmeno l’ombra. Né risulterebbe, al di là della linea di bilancio, diciamo tra i conti d’ordine, nessuna opzione all’acquisto dei terreni interessati. Che questi diritti/impegni siano registrati fuori bilancio? Cominciamo bene. Alla luce dei pochi dati a nostra (a vostra) disposizione, non riuscite anche voi a inferire agevolmente quanto si sia di fronte a un’entità astratta, uno spirito, un fantasma (Fantacom, appunto)? Vi stanno cioè facendo conferire, cari rappresentanti delle istituzioni comunali invitate, non con dati reali, incontrovertibili, garantiti, ma con delle congetture, con delle ipotesi, con delle promesse, con delle supposizioni (anzi, supposte).

    In base ai basilari principi di buona amministrazione, di precauzione, di diligenza, di interesse collettivo, vi chiedo: è sufficiente che una società qualsiasi, oltretutto “inattiva”, presenti “istanze urgenti” perché si convochi in tutta fretta un consiglio comunale, magari ad hoc, o sia invitata a una conferenza dei servizi, o altro consesso pubblico, per cose tipo: delibere, proroghe, istanze, compensazioni, eccetera? E fino a quando continueremo a perder soldi, tempo e denaro pubblico dietro queste pantomime (etimologia non casuale)? Magari fino a quando non si troverà qualche cinese disposto a comprare il pacchetto (anzi il pacco) preconfezionato? E se non ci fosse nessuno disposto ad acquistare il diciamo progetto, cosa facciamo? Continuiamo a concedere proroghe su proroghe sine fine dicentes?

     

    4°) Che garanzie occupazionali una società così eterea, labile ed evanescente da più punti di vista (commerciale, patrimoniale e finanziario) può dare alla collettività? Come mai un’azienda come questa, pronta “a combattere la disoccupazione dando lavoro a 200 persone” [sic] (all’inizio la promessa era di 300 posti di lavoro [ri-sic]), non ha nemmeno un dipendente, nemmeno un ragioniere, un portantino, un commesso? Possiamo noi consolarci con la promessa di 200 nuovi posti di lavoro prossimi venturi, scritti sulla carta con inchiostro simpatico?

     

    5°) Andando ancor più nel dettaglio, ci si chiede: ha senso dal punto di vista della politica economica di un comune un altro centro commerciale di grandi dimensioni come questo, quando a meno di dieci minuti di auto si trovano agevolmente il complesso Bricoman (Lecce), e a meno di un quarto d’ora i centri commerciali di Cavallino (a Est) e di Surbo (a Nord), e chissà quante altre formule facilmente raggiungibili nei dintorni, tra supermercati, discount, megastore, ipermercati e cash & carry?

    6°) Quali utilità potrebbero vantare i vostri Comuni, il loro Pil, la vitalità dei vostri centri abitati, il piccolo e medio commercio intramoenia, il vostro bilancio pubblico, il benessere economico delle vostre popolazioni, eccetera, da questo ennesimo centro commerciale fuori-porta? E quali benefici potrebbe portare un eco-mostro di 25 ettari (oltretutto su di un terreno a medio rischio idro-geologico, con annesse rotatorie, viadotti, traffico, inquinamento e stravolgimento del paesaggio) nei paraggi del vostro territorio?

     

    7°) Se non ci fossero danni all’ambiente e all’economia locali con l’installazione di questo centro commerciale [ma il discorso è valido per ogni “grande opera” sul territorio, ndr. ] come mai si parla sempre di “ristori” e di “compensi” ai comuni che ospitano queste strutture [posto che nelle casse dei vostri enti non entrerà il becco di un quattrino a titolo, appunto di “ristori” e “compensi”, nonostante la svendita (anche) del vostro territorio, ndr.]? E, in base a banali considerazioni di Economia Aziendale, può mai un “ristoro” o un “compenso” bilanciare la “diseconomia esterna” (o “esternalità”) provocata da un siffatto investimento aziendale? Non credete che se così fosse, saremmo di fronte a un principio (antieconomico, dunque assurdo) per il quale un’azienda rinuncerebbe all’idea di profitto (trasformandosi di fatto in una Onlus)? Vi pare plausibile una sciocchezza del genere? Il discorso varrebbe anche per TAP (altra storia).

     

    8°) Come già detto altrove, svariati comuni italiani hanno bandito i centri commerciali dal loro ambito. Ultimamente perfino un’intera provincia, quella di Trento, al fine di “salvaguardare l’ambiente, ridurre il traffico veicolare, e rinnovare il metodo degli insediamenti commerciali sul territorio all’insegna della qualità e della valorizzazione dei piccoli esercizi”. Orbene. Cosa vi sembra più anacronistico: una scelta come quella della provincia di Trento, o non piuttosto quella di continuare ad aver fede nella Beata Cementificazione?

     

    9°) Negli Stati Uniti il mito del centro commerciale è crollato da un pezzo (gli Stati Uniti anticipano generalmente la nostra socio-economia di circa un decennio). Secondo molti analisti nei prossimi anni chiuderanno addirittura 400 dei 1.100 centri commerciali statunitensi. Esiste un’inchiesta del New York Times che attesta che svariati Malls (centri commerciali) sono ormai alla stessa stregua di vere e proprie città-fantasma, deserte, vuote, fallite.

    Bene. Con questi chiari di luna (e con queste luci in fondo al tunnel), vorreste voi continuare a credere alle allucinazioni di marketing di una società a responsabilità modesta, che vale quel che vale, per giunta “inattiva”, e giacché dar retta anche ai suoi supporter politici più o meno local, vale a dire agli asini volteggianti nell’aere?

     

    Antonio Mellone

     
    Di Anita Rossetti (del 22/09/2014 @ 21:36:18, in NohaBlog, linkato 1084 volte)

    Il Salento è una terra ricca sotto tanti aspetti, la natura è il patrimonio di inestimabile valore di cui abbiamo la fortuna di godere ma che non tutti sono in grado di considerare come tale.

    Non di meno i nostri centri storici che abbagliano chiunque con le loro testimonianze di gloriosa storia, di eccellenza in ogni settore, di cultura che ha radici antichissime.

    Ma ciò che ci differenzia e ci distingue da altri territori di altrettanta bellezza è l’attivismo che negli ultimi anni è cresciuto in difesa dell’ambiente.

    Che i giovani sentano il dovere, trasformato in passione, di tutelare la terra e la natura che ci circonda è certamente sintomo di vera crescita della collettività. Perché si può evolvere solo se in armonia con la natura, altrimenti si è destinati a soccombere.

    Manca qualcosa, però, all’impegno quotidiano su mille fronti, dalla gravissima minaccia di eradicare gli olivi con la scusa della xylella alla decisione di sventrare le nostre coste con il gasdotto Tap, per non parlare di inquinamento da biomasse, coincenerimento rifiuti, cave che continuano a demolire il territorio e di cui chissà quante già utilizzate per lo smaltimento illecito di rifiuti, ecc… Manca una conoscenza anche storica di come certi misfatti si siano potuti compiere sotto gli occhi di tutti e, se prima la gente era completamente indifferente, adesso che non ce la fa più schiacciata anche dall’essere primi nella classifica nazione per alcune tipologie di tumore, adesso dicevo la gente è più disposta ad indignarsi.

    Fino a che non si comprende che certe logiche speculative sono direttamente collegate alla corruzione e la corruzione non è altro che una manifestazione, attualmente quella più in voga, degli interessi mafiosi, sarà inutile sbraitare, non ce la faremo a fermarli. Abbiamo già visto come tutto passi in maniera assolutamente regolare e a norma di legge. Già, perché, soprattutto quando si tratta di grossi capitali, la corruzione è ad alti livelli e di esempi ne abbiamo tantissimi, dalla ricostruzione in Abruzzo all’Expo di Milano, allo scempio dei rifiuti interrati in Campania, come pure nel Salento…

    Come si possono affrontare quindi certe battaglie se non si studia e si affronta il metodo mafioso che funziona davvero a tutti i livelli?

    Noi potremo fare milioni di manifestazioni, qualche volta ottenendo anche dei minimi risultati, ma non riusciremo a garantire davvero la tutela dell’ambiente e del territorio se trascuriamo la madre di tutti gli scempi che ci sono stati perpetrati e che è alla base di ogni tipo di speculazione: la trattativa stato-mafia.

    In ogni situazione speculativa infatti c’è sempre un “do ut des”! E se oggi non abbiamo strumenti efficaci per combatterle in quanto sono tutte a norma di legge, evidentemente il problema è da risolvere prioritariamente nelle sedi in cui vengono promulgate le norme che le autorizzano!

    E non basta certo fare accordi preelettorali con chi andrà a governare, tanto sappiamo bene che non servono a nulla! Chi comanda sono le lobby, i gruppi di potere, la massoneria e le mafie che hanno sempre usato la politica per i loro scopi e, quando il governo rischiava di non essere completamente asservito, puntualmente sono arrivate le stragi.

    Ecco perché il processo sulla trattativa stato-mafia che si svolge a Palermo è fondamentale per scardinare un sistema basato su ricatti ed estorsioni di provvedimenti atti a favorire il potente di turno! Ecco perché quel processo è tabù per tutti! E se ancora oggi c’è chi parla di “presunta trattativa”, c’è anche chi non potendola più negare ha deciso di giustificarla!

    Agli amici con cui mi ritrovo in trincea quotidianamente vorrei dire: non sprechiamo le nostre intelligenze e capacità precludendoci di entrare nel merito della questione che origina tutti i nostri problemi, dagli inutili megaparchi commerciali alle numerosissime megastrade, dalla cementificazione selvaggia alle discariche senza controllo, dai resort ai campi da golf con cui vorrebbero sostituire la nostra meravigliosa campagna e così via…

    Se riuscissero a fermare quel processo, e i tentativi sono davvero numerosi: dalle minacce di morte ai Pm del Pool e al testimone chiave, alle vessazioni subite da quei rari esempi di lealtà alla Costituzione che hanno dimostrato i carabinieri che hanno denunciato le irregolarità di cui sono stati testimoni, alla delegittimazione degli stessi, alle aggressioni mediatiche cui sono continuamente sottoposti, dicevo che se riuscissero a fermarli noi non avremmo speranza di farcela in nessun campo.

    Non ho mai chiesto a nessuno di partecipare ad ipocrite commemorazioni di chi viene sbandierato come eroe, ma di cui poi si dimentica di continuare l’opera, da un’antimafia celebrativa che, per questo, rimane funzionale al sistema.

    Al contrario, io non mi stancherò di invitarvi a prendere posizione per Nino Di Matteo ed il Pool di Palermo, Roberto scarpinato PG di Palermo, Massimo Ciancimino, il testimone grazie al quale è stato avviato il processo trattativa stato-mafia, Saverio Masi il Mar. dei CC che, oltre ai rischi che corre come caposcorta di Nino Di Matteo, è anche coraggioso e prezioso testimone sia del processo Mori-Obinu  che sulla trattativa stato-mafia.

    Se davvero vogliamo fare qualcosa di buono e coerente con il nostro desiderio di salvaguardare la nostra bellissima terra, non possiamo esimerci dal metterci al fianco di chi sta lottando e rischia quotidianamente la vita per restituirci la libertà di scelta.

     Quella libertà che abbiamo perso pezzo dopo pezzo, strage dopo strage.

     
    Anita Rossetti

    Mov. Agende Rosse di Salvatore Borsellino

    Gruppo “Sognatori Resistenti R. Fonte e A. Montinaro”

    Salento
     
    Di P. Francesco D’Acquarica (del 25/01/2016 @ 21:35:55, in Affresco misterioso, linkato 1155 volte)

    Bello! Vedo che in occasione del presepe vivente, con l’obiettivo di far conoscere meglio i beni culturali di Noha, ogni volta si scopre qualcosa di nuovo e di importante.

    L’anno scorso, (Natale 2014), mi accorsi che faceva bella mostra di sé, appoggiata per terra all’ingresso della “Casa Rossa” messa lì apposta, ma forse non notata, un’antica pietra circolare che sicuramente fu un coperchio delle fosse granarie che a Noha erano scavate nella roccia in località cisterneddhra, risalenti probabilmente al tempo dei monaci basiliani, il che vuole dire prima dell’anno mille.

    Quest’anno (Natale 2015) abbiamo avuto la gioiosa sorpresa di vedere un affresco sull’antico muro del Castello. Veramente anche nella Masseria Colabaldi mi aspettavo di vedere qualche icona bizantina nel conventino dei basiliani o nella chiesetta di Santu Totaru. Forse il degrado ha avuto la meglio e tutto è scomparso.

    L’affresco di quest’anno è una testimonianza in più che conferma l’antichità della nostra cittadina. Senza voler entrare nel merito del valore artistico, dell’autore e di quando è stato fatto (per il momento si può fare solo ipotesi), volevo presentarvi le mie considerazioni.

    E’ risaputo che i baroni dal secolo XI e seguenti ci tenevano a costruire il loro Castello. Sappiamo anche per certo che il nostro primo Barone fu Pietro De Noha che nel 1270 mise il centro della baronia (molto estesa)  del suo casato a Noha. Pietro De Noha morì nel 1308 e gli successe il figlio primogenito Guglielmo. Ma Pietro De Noha non è sorto come un fungo, la sua casata già esisteva. Per cui troviamo nel secolo XII Nicolò De Noha, uno dei 12 capitani che condussero in Lecce i principi normanni, al quale, siccome agli altri, donarono nobili feudi (cf. Archivio mutatoriano: studi e ricerche in servigio della nuova edizione de “Rerum italicarum scriptores” di L. Muratori, Edizioni 11-15 pg.695). E sappiamo anche che Nicolò De Noha era figlio del celebre Cavaliere di Malta Goffredo De Noha.

    Non so se sia in piedi alcun legittimo Rampollo della nobilissima Famiglia di Noha, denominati di tal forma per la Signoria di quel Castello sito nel fertilissimo territorio Leccese, ove son stati anche Signori di Padulano, di Francavilla, e di Cavallino, e altre Terre nella medesima Provincia, reputati nobilissimi nella Città di Lecce, havendosi memoria posseder tal Dominio sin dall’anno 1253, e nel Registro del Re Carlo Primo dell’anno 1268 ritrovai Guglielmo de Noha con il titolo di Miles comparire avanti il detto Re, come altri Baroni della Provincia, e ben se ritrovano altri honori in detta Famiglia, come si scorge da’ Reali Registri. (Testimonianza di don Giuseppe Reccho “Notizie di famiglie nobili ed illustri della città e Regno di Napoli” stampata a Napoli nel 1717).

    Nel 1268 dunque Guglielmo De Noha con il titolo di “Miles” compare avanti il detto Rè, come altri baroni della provincia e havendosi memoria posseder tal Dominio sin dall’anno 1253.           

    Il termine miles, nel linguaggio delle fonti medievali, si riferisce al combattente a cavallo o cavaliere. Il miles fa parte di un ceto sociale, con l’investitura cavalleresca da parte del Re. Allo status di miles erano connessi privilegi fiscali, ereditari, giudiziari. E ad un certo punto chi apparteneva alla stato di miles era considerato parte della nobiltà.

    Ebbene tutto questo per dimostrare che la nobile famiglia De Noha apparteneva a questo ceto dei Miles (combattenti a cavallo). Ecco allora perché l’affresco che abbiamo visto ci riporta una scena di cavalleria. I De Noha amavano l’arte cavalleresca e niente di strano che nel loro Castello abbiano fatto affrescare le pareti del giardino con scene di cavalieri a cavallo.

    Già sappiamo che quando nel 1700 il Castello fu ristrutturato e divenne una masseria, quel muro fu ricoperto di intonaco: così l’affresco è arrivato fino a noi per quel tanto che si può ancora vedere, ma è un tesoro prezioso da salvare e custodire.

    P. Francesco D’Acquarica

     
    Di Redazione (del 28/11/2017 @ 21:34:14, in Comunicato Stampa, linkato 68 volte)

    Organizzata dai volontari del Servizio Civile Nazionale del Progetto Monitor 4015, l’iniziativa “Bimbi in Bici” è dedicata agli alunni e alle alunne delle classi quinte della scuola primaria.

    L’aumento del traffico automobilistico nelle città e nelle aree urbane, rappresenta oggi un vero problema ambientale che ha come conseguenza l’aumento dell’inquinamento dell’aria. Per tutelare l’ambiente che ci circonda è necessario ripensare al nostro modo di muoverci, solo cominciando a cambiare le abitudini di trasporto potremmo restituire spazio ai mezzi alternativi all’automobile, come i percorsi pedonali e ciclabili. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare i bambini all'utilizzo quotidiano della bicicletta come mezzo di trasporto sano ed ecologico, proponendo in maniera ricreativa il suo corretto utilizzo e la conoscenza delle norme della segnaletica stradale.

    I volontari, coinvolgendo i Poli Didattici del territorio comunale, organizzeranno tre giornate di incontro in ogni classe quinta che aderirà al progetto. Durante il primo incontro i volontari parleranno ai bambini della strada, della segnaletica stradale, del pedone e dei comportamenti da tenere e da evitare quando si va a piedi. Durante il secondo incontro, invece, verrà approfondito l'uso della bicicletta, partendo dagli antenati della bici fino ad arrivare alle parti essenziali che compongono la bicicletta di oggi, verranno quindi introdotte le principali norme che regolano la circolazione con le biciclette. Nell'ultimo incontro, infine, i volontari rilasceranno ai bambini la BiciPatente.

    I Volontari di Monitor 4015

     
    Di Antonio Mellone (del 03/12/2013 @ 21:33:44, in NohaBlog, linkato 1750 volte)

    Sì, a Noha abbiamo un lago. Periodico. Un lago periodico. Date un’occhiata alle immagini, per averne la prova. Sono state riprese domenica mattina, 01 dicembre 2013, nell’intorno della (ex) vora, quella ubicata alle spalle della chiesetta dedicata alla Madonna di Costantinopoli, andando verso Sirgole, a destra.

    Campi completamente sommersi dall’acqua, vigneti ed uliveti allagati, proprio in un luogo in cui meno ti aspetteresti di trovare un simile sconvolgimento della campagna. La vora di Noha che ha sempre inghiottito mari interi di acqua piovana sembra essersi presa il suo turno di riposo. Ora la bocca della vora è stata circondata, addirittura rimpicciolita con colate di cemento (ma ovviamente!), mentre le frasche hanno fatto il resto.

    Bisogna stare attenti a chi si vota, la prossima volta, perché non si può votare chi non sa cosa sia una vora, e non ha dimestichezza con le leggi della natura, ma solo con quelle dei soldi e del profitto a breve termine.

    *

    E per favore non venite a dirmi le classiche scemenze con la solita assessorile prosopopea, tipo: “In 48 ore è caduta la pioggia di sei mesi”.

    Intanto perché non è vero: la pioggia è durata un po’ più di mezza giornata, non oltre. E qui non c’è stato mica il ciclone che si è verificato in Sardegna (e meno male).

    *

    Non venite, o stolti, a parlarmi della pioggia, del cielo, del destino, degli eventi straordinari, e degli altri mille alibi su cui vi aggrappate ogni volta. Qui non c’è nulla di straordinario. Ogni anno, ormai, specialmente a novembre (ma non solo) in poche ore piove come in un mese. Punto.

    Ci stiamo tropicalizzando. E per colpa nostra.

    A nessuno di voi viene in mente che per evitare queste “bombe d’acqua” bisogna risanare l’aria ed evitare di cementificare la terra? Nessuno di voi, facendo mente locale, riesce a ricordare quanto, negli ultimi anni, s’è costruito a Noha, e nel resto del Salento, in termini di metri cubi di cemento? Nessuno di voi sa che negli ultimi venti anni nella nostra terra si è costruito più che in dieci secoli di storia? E che in un anno ormai inquiniamo più che nel passato millennio? Ma davvero i vostri neuroni non riescono a fare due più due, provando a comprendere che sul terreno cementificato o asfaltato l’acqua non solo non è più assorbita, ma scivola via, corre più veloce, provoca allagamenti e inondazioni, e può arrivare anche ad uccidere?

    *

    I nostri pubblici amministratori fanno gli gnorri, trascurando il loro compito primario: la cura del territorio (che in fondo significa la cura delle persone). Anzi sembra che le alluvioni inizino a provocarle a partire dalle stesse sale dei consigli comunali, con certe delibere “in nome del pubblico interesse” (il riferimento al Mega-porco Pantacom è puramente casuale: ma tanto 26 ettari in più o 26 ettari in meno di terreno cosa cambia?).

    A proposito: già che c’ero, domenica mattina ho voluto fare un salto a Collemeto, alla volta della povera contrada Cascioni. Non aggiungo altro, se non la galleria di immagini che mi sembra più eloquente di ogni ulteriore commento.

    “Sfruttiamola” pure la natura, ragazzi. Ma nel senso di salvaguardarla. Proteggendoci da noi stessi. 

    Antonio Mellone
     
    Di Redazione (del 20/09/2017 @ 21:33:13, in Comunicato Stampa, linkato 215 volte)

    Il Comune di Galatina, tramite l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Loredana Tundo, nell’ambito del progetto di rigenerazione urbana promosso dalla Regione Puglia, in attuazione dell’ASSE PRIORITARIO XII “Sviluppo Urbano Sostenibile”, invita tutte le associazioni di categoria artigianali, commerciali e agricole presenti sul territorio, le associazioni di tutela dei consumatori, tutti i soggetti, pubblici o privati, interessati, e le organizzazioni sindacali a prendere parte al tavolo di partecipazione che si terrà in data 21 Settembre 2017 alle ore 18,00 presso la Sala Consiliare del Comune di Galatina.
    Nel corso dell’Assemblea, saranno raccolte idee, valutati i bisogni e le proposte da parte dei soggetti chiamati a partecipare.

    Ufficio stampa Marcello Amante

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 19/02/2014 @ 21:32:29, in NohaBlog, linkato 1283 volte)

    Le nostre case sono sempre frutto di una vita di sacrifici, e vederseli sfasciare (i sacrifici) da mega opere volute da politici che le propongono senza consultare i diretti interessati fa venire l’orticaria nei loro confronti. Ma tant’è che a subire il danno è sempre il solito pantalone.

    Il fatto è che a volte si supera proprio il confine del buon senso e un cittadino si stufa anche di soffocare nel silenzio la rabbia per aver dato fiducia al politico di turno che, sia nel locale che nel nazionale, spesso non ha nemmeno le competenze. Vedi per esempio lo scempio del traffico di attraversamento di Noha, specie in via Giotto, dove purtroppo contiamo già due incidenti mortali nel giro di poco più di un anno; consideriamo poi i marciapiedi inagibili, le strade principali che si allagano ad ogni batter di pioggerellina, le case lesionate da scavi programmati senza alcun criterio, le esalazioni fognarie, per non parlare delle dubbie fumate color arcobaleno che fuoriescono dai camini del vicino cementificio e che da qualche tempo inquietano le notti dei cittadini (cfr. sul tema il seguente articolo http://www.tagpress.it/ambiente-territorio/un-esposto-contro-il-cementificio-colacem-di-galatina-da-parte-di-forum-ambiente-e-salute/).

    Ma veniamo al dunque.

    In una comunità cosiddetta democratica, le opere straordinarie prima di essere anche solo immaginate, dovrebbero essere condivise dagli attori di questa comunità, cioè gli abitanti.

    Invece no. Vige la cattiva abitudine di imporre e vergare dall’alto i progetti, come fossero la panacea di tutti i mali, e conditi dalle immancabili “ricadute occupazionali” e “volani per lo sviluppo”. Uno degli ultimi più scandalosi esempi è il mega-parco commerciale in mezzo agli ulivi. Un nuovo centro commerciale giusto appunto in un’epoca in cui i consumi sono sottoterra.

    Da quando esiste il punto di raccolta della fognatura nera, a Noha, e più precisamente in tutta la zona circostante lo scarico in fondo a via Calvario, gli abitanti - compresi quelli, come il sottoscritto, che in questo paese ci tornano (ironia della sorte) proprio per cambiare aria - devono tapparsi in casa per non vomitare l’anima prima del tempo, sperando in qualche giornata di tramontana che, per suo declino naturale, spinge i miasmi fuori dall’abitato. Per non parlare del neonato impianto fognario delle acque bianche, che, appena il termometro climatico sale oltre i 20 gradi e le piogge calano, diventa un ottimo diffusore di inebriante eau de fogne gratuita per tutti. Tutto questo grazie ai politici nostrani ed ai faccendieri del fare male le cose (“malaffare” c’est plus facile) che di tutto si prendono cura men che del benessere dei cittadini.

    *

    Gentile Assessore Roberta Forte, sorprende anche me, come molti, assistere a questo tuo inaspettato cambiamento di rotta: da primo difensore dell’ambiente, scesa in piazza contro ingiustizie e inquinamento, ed in nome della democrazia partecipata a fautore dell’oligarchia decisionista. Sei certa di fare bene ad accollarti l’arbitraria decisione di un’opera straordinaria come quella dell’impianto di compostaggio? Non credi sia logico presentare ai cittadini, e soprattutto ai residenti di tutta la zona nord e nord-est di Galatina, dove a quanto pare qualcuno ha deciso di costruire l’impianto, una straccio di progetto preliminare? Non sarebbe il caso di informare prima le persone sulla ragione per cui il sito debba essere lì piuttosto che in altri posti, magari più lontani dall’abitato? A quanto ammonta il costo di questa nuova fabbrica di pseudo-utilità? E come funzionerebbe? Quanti disagi provocherebbe per la movimentazione di traffico camionistico di ben tre comuni a ridosso dell’abitato? Come fermerete le esalazioni derivanti dall’attività, dei costi aggiunti, delle diseconomie, e di quant’altro? A cosa dobbiamo tanta frenesia improvvisa?

    Oppure tu, da saggia amministratrice, hai deciso a priori che non ci sono altre soluzioni manco a pensarci, come quella per esempio di ragionare sull’abbattimento della produzione di spazzatura a monte e a valle del ciclo dei consumi? I rifiuti di quale parte del mondo dovrebbero poi essere gestiti in questo fantomatico sito per garantire questi “utili”?

    Inutile chiederti se è la residenza a Galatina che ti impedisce di “respirare” l’aria di Noha, ma non pensi che il progetto per il compostaggio dei rifiuti organici di Galatina, Soleto e Sogliano, se non condiviso e ragionato, possa stravolgere negativamente anche la vita di una buona parte della cittadinanza Galatinese?

    Non so, davvero, cosa pensare. L’unica cosa che mi vien da fare è iniziare, sin d’ora, a turarmi il naso.  

    Marcello D’Acquarica
     
    Di Redazione (del 01/03/2015 @ 21:30:43, in Comunicato Stampa, linkato 802 volte)

    Il Segretario del circolo cittadino PD di Galatina anziché avventurarsi in una stucchevole e quanto inefficace   difesa d’Ufficio del suo assessore, Daniela Vantaggiato, attaccando e riprendendo il comportamento delle sigle politiche dell’area  opposizione e minoranza bollandole di anonimato e di caduta di stile, ha perso l’occasione per meditare e riflettere profondamente, senza addormentarsi , su quanto sta accadendo.

    Certamente avrebbe  capito perché  da poco  le fantomatiche sigle di opposizione, dopo un lungo periodo  di pigrizia ed inerzia ma anche di umana sopportazione,aldilà di qualche intervento critico dei consiglieri di minoranza, sono state costrette a reagire con fermezza,  alle gravi carenze dell’azione politica che la Giunta Montagna  sta attuando nel territorio.

    Inadeguatezze che stanno colpendo tutti i settori della vita sociale economica e culturale della Città, caratterizzate da  continui e ripetuti sperperi e dissipazioni di denaro pubblico.  L’azione che distingue  quest’Amministrazione, sostenuta dal partito democratico cittadino, è  quella dell’annuncio, del preannuncio e della comunicazione rassicurante e persuasiva di attribuzione di meriti che appartengono all’azione di altri, salvo poi essere nettamente smentiti.

    Ultimo esempio,a tal proposito, l’allagamento della Palestra dell’Istituto Comprensivo di Noha del 22 febbraio 2015 i  cui lavori di sistemazione erano stati finiti nel mese di settembre 2014 e nessuno s’ era accorto di ciò che sarebbe potuto succedere. Il problema del tetto, a dire dall’Assessore ai lavori pubblici, non era stato manifestato dalla dirigenza.

    Il Segretario,  si ostina a parlare e denunciare il carattere calunnioso delle affermazioni contenute nel comunicato che, a suo dire, lederebbero l’ onorabilità dell’Assessore. E’ calunnia portare a conoscenza dei Cittadini che l’Assessore  Vantaggiato, persona degna di stima, ha partecipato alla votazione di un atto pubblico  che approvava la rimodulazione del PIRU contenente un progetto esecutivo il cui tecnico  progettista è il coniuge?

    Ed ancora è calunnioso riferire che  l’Assessore abbia partecipato anche  alla votazione della delibera di adozione del piano triennale delle opere pubbliche 2.014-2016,in cui è inserito il progetto  esecutivo di recupero dell’ex convento S.Chiara’?

    E’ calunnioso poì   dire dell’aumento  da €. 20.000 a €.57.000 dei i compensi professionali dei tecnici incaricati, tra cui vi è il coniuge dell’Assessore,fatto con una determina dirigenziale ambigua o quanto meno poco chiara, dove non si sa quando  e da chi è stato commissionato l’ulteriore  eventuale incarico?  

    Segretario De Matteis, sono queste le illazioni infamanti e calunniose o sono invece fatti e prove reali e concrete denunciati dai “simboli”   di minoranza che rappresentano partiti politici, nazionali regionali e locali e liste presenti sul territorio che lei, da attento politico dovrebbe conoscere perché  non hanno niente di fantomatico, di suggestivo ed anonimo.

    Cosa vede “d’incivile ed imbarbarimento politico” il Segretario cittadino del PD in queste denuncie e segnalazioni  ai Cittadini? Non si accorge di essere completamente escluso dalle scelte politiche  poste in essere dall’ Amministrazione Montagna;  e che non è neanche riuscito ad intervenire per far cambiare direzione nel tentativo di  limitare e impedire queste politiche sciagurate che stanno  precipitando la Città in un profondo torpore?

    IL Sindaco Montagna ,in tutta questa   vicenda non trova altro da dire che trattasi di una strumentalizzazione politica volta a screditare l’Assessore   e che “appaiono solo illazioni per gettar fango sulla persona ed offuscare l’operato dell’Amministrazione”. Si tratta invece di un interpretazione dei fatti subdolo ed ipocrita  nel tentativo di travisare la realtà ai Cittadini  Atteggiamenti questi come al solito arroganti e presuntuosi che sanno tanto di protervia ed insolenza e  che non dovrebbero  essere consentiti ad un  PRIMO  CITTADINO.

     Comunque, considerato che non vi è più  sordo di chi non vuol sentire, i simboli i partiti e le liste, tanto criticate e biasimate, nel loro anonimato, per far tacere questa polemica che nasconde l’incapacità totale di governare del Sindaco Montagna, presenteranno,tramite consiglieri di minoranza delle interrogazioni in Consiglio per avere   contezza della   legalità degli atti, a dire del Sindaco, “strumentalmente e distortamente letti”.   

    Sindaco Montagna,per ultimo  perderà anche ora  l’ opportunità,che gli concede  la  prossima legge nazionale mille proroghe   di riapertura dei termini per la presentazione della richiesta di attivazione degli UFFICI DEL Giudice di Pace a Galatina per i comuni del mandamento? Valuterà e dirà anche ora, come in  precedenza, che il bilancio dell’Ente non è in grado di sostenere costi di gestione e funzionamento, proseguendo, con grande perspicacia politica, nella azione di isolare completamente Galatina?   

     
    Di Andrea Coccioli (del 21/09/2015 @ 21:28:07, in Comunicato Stampa, linkato 950 volte)

    Sorprende leggere un articolo approssimativo con annesso titolo roboante apparso alcuni giorni fa sulla testata giornalistica di trnews.it. “Un Ospedale abbandonato?” recita il titolo, riferendosi all’Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina. Poi leggendo ancora, si punta il dito al reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva. Si pubblicano foto, senza specificare a quale area si riferiscano.

    Da responsabile dell’associazione AMICI Onlus, esprimo tutta la mia solidarietà a quanti, medici e personale infermieristico lavorano ininterrottamente da anni per rendere un servizio di qualità ai tanti pazienti di quell’ospedale e in particolare del reparto che per ovvi motivi conosco molto bene e frequento. Un reparto sempre pulito e funzionante, che risponde bene alla domanda di salute e assistenza che viene dal territorio. Non è corretto pubblicare foto che ritraggono altri ambienti interdetti al pubblico, ai pazienti, ambienti non funzionali alla normale vita del reparto alludendo al cattivo funzionamento dell’intera divisione di gastroenterologia. Sembra più un attacco frontale all’Ospedale di Galatina che, tra l’altro, da molto tempo chiede maggiore attenzione perché attrattore di numerosi pazienti che richiedono sempre migliori servizi sanitari. Inviterei chi ha scritto il pezzo giornalistico ad andare in reparto, intervistare i medici e i pazienti, non limitandosi a visitare, forse, un sottoscala inutilizzato. Sarebbe auspicabile intanto fornire informazioni corrette al fine di stimolare una migliore e giusta interlocuzione tra chi deve e può fare di più per l’ospedale, e i fruitori che sono sempre la parte debole a cui bisogna dare risposte. Un’aggressione gratuita come quella che è stata perpetrata ai danni del Reparto di Gastroenterologia di Galatina indebolisce un sistema fragile e certamente migliorabile, con il rischio di distruggere un indispensabile riferimento per i malati salentini. Da parte in causa, amerei sentire di iniziative volte a potenziare e rinforzare anziché ad aumentare la distanza tra il ‘bisogno’ e il ‘servizio’.

    Galatina, 20-09-2015

    Andrea COCCIOLI
    Consigliere Nazionale AMICI Onlus - Associazione Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali
    Resposnsabile A.M.I.C.I. Onlus Puglia
    www.amiciitalia.net
     
    Di Redazione (del 06/07/2014 @ 21:26:42, in Comunicato Stampa, linkato 1176 volte)
    Gli ulivi della nostra terra, insieme a tutte le specie arboree, rappresentano un patrimonio paesaggistico di inestimabile valore, nonché quel vitale polmone verde che quotidianamente contribuisce alla salubrità del nostro ecosistema. L'Associazione Spazi Popolari con una propria nota ha lanciato l'allarme per quanto riguarda l'essiccamento degli ulivi in una zona vastissima della nostra Provincia.
    Al fine di salvaguardare questa preziosa risorsa, il Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista al Comune di Galatina, attraverso la sua Amministrazione, si è fatto promotore di un incontro con i Sindaci del territorio ed ha convocato per Lunedì 7 p.v. alle h. 17.30 presso il Comune di Galatina un tavolo istituzionale al fine di studiare insieme la questione ed intraprendere azioni comuni. I Sindaci sono la prima autorità sanitaria del territorio e hanno la responsabilità di intraprendere azioni per la sua salvaguardia. Mai come in questo caso è necessaria un'azione coordinata fra tutti gli Enti al fine di scongiurare, come già avvenuto, l'eradicamento di questi guardiani millenari del nostro territorio.
    Siamo fiduciosi che il tavolo istituzionale possa fronteggiare questa emergenza e che da esso si possano sviluppare quelle tanto auspicate strategie comuni capaci di rendere la nostra terra una vera risorsa economica ed occupazionale.


    Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista al Comune di Galatina
    Antonio Congedo - Luigi Longo

     
    Di Redazione (del 21/11/2017 @ 21:26:38, in Comunicato Stampa, linkato 64 volte)

    Con la rassegna “fil rouge” il CAV MALALA ha voluto dare un segno tangibile della sua presenza sul territorio dell’ATS di Galatina con una serie di iniziative avviate nel mese di ottobre con la Campagna di sensibilizzazione “Puntiamo sulla prevenzione” destinata agli studenti delle classi 4° degli Istituti Superiori.

    Uno spazio interattivo rivolto ai giovani per riflettere ed essere informati sul tema della violenza di genere, ma anche occasione di ricerca finalizzata a capire la percezione della violenza nei giovani promossa dalla sociologa e ricercatrice dell’ università del Salento Prof.ssa Anna Maria Rizzo, partner del CAV in numerose iniziative.

    La rassegna “fil rouge” prevede un fitto calendario di appuntamenti e incontri, tra i quali quello del 24 novembre per celebrare il 25 Novembre Giornata mondiale istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in onore e ricordo delle sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, uccise il 25 novembre 1960 per la loro opposizione al regime dittatoriale.

    A presentare la giornata del 24 novembre, presso la sede del CAV MALALA, saranno la dr.ssa Maria Giaccari - Vice Sindaco e Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Galatina, l’Assessore dei Servizi Sociali Antonio Palumbo e la dirigente dell’Istituto Comprensivo Polo 3 Prof.ssa Rosanna Lagna.

    A partire dalle ore 9.00 di venerdì saranno attivati laboratori teorico-pratici sui temi delle “differenze di genere, destrutturazione degli stereotipi di genere e sul rispetto delle differenze”, che coinvolgeranno direttamente 50 ragazzi delle classi terze della scuola di 1° grado.

    Le attività laboratoriali saranno curate dalla Dr.ssa Barbara Colucci e Barbara De Simone e dalla coordinatrice dr.ssa Paola Gabrieli.

    I ragazzi divisi in gruppi saranno stimolati e portati a manifestare, con tecniche riflessive, interattive ed emozionali, i modi di pensare intrisi di stereotipi per giungere a riconoscere questi come la vera causa e l’origine della violenza dettata da una educazione basata su modelli educativi stereotipati

    Ufficio Stampa Comune di Galatina

     
    Di Redazione (del 04/03/2014 @ 21:26:32, in Comunicato Stampa, linkato 1354 volte)

    Venerdì 7 marzo, alle ore 19:00 nella sala del Cinema Teatro  Tartaro di Galatina, si inaugura IDENTITA’ IN DIALOGO #PATRIASENZAPADRI, rassegna culturale della Città di Galatina, con il patrocinio della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, Apulia Film Commission e Lecce 2019, in collaborazione con gli Istituti Superiori di Galatina, le Associazioni Intervalla Insaniae e Inondazioni e con il coordinamento del Servizio Cultura e Comunicazione del Comune.

    Ospiti di questo primo incontro Antonella Gaeta, Presidente di Apulia Film Commission e Francesco Miccichè, regista del documentario Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo.

    Con il grande Lino Miccichè, intellettuale italiano, che fu critico e storico del cinema, editorialista ed organizzatore di eventi culturali, Gaeta intratterrà un dialogo ideale su “Il Cinema: prospettiva di lettura e di cambiamento del nostro Paese”, attraverso la voce del figlio, conosciuto dal grande pubblico per aver diretto numerose serie televisive e documentari pluripremiati.

    L’iniziativa, che proseguirà con altri due importanti appuntamenti, si svolge nell’ambito del progetto Identità in dialogo-Prospettive Meridiane, giunto alla III edizione, promosso dall’Amministrazione del Sindaco Montagna, a cura dell’Assessorato alle Politiche Culturali diretto da Daniela Vantaggiato, su tematiche di carattere storico-filosofico, politico-sociale e antropologico con particolare attenzione alle prospettive del territorio.

    L’obiettivo è aprire il dibattito sul ruolo sociale del padre nel passaggio generazionale, del padre portatore della storia e della cultura, elementi fondanti  della struttura dei figli, e contestualmente sviluppare l’interesse, la conoscenza e la comunicazione sui Padri della Città di Galatina.

    Per questo sono state invitate ad intervenire  personalità di spicco che offriranno dal proprio osservatorio spunti sulla visione del mondo che transita da padre in figlio.

    Successivamente, nelle specifiche attività di ricerca per la divulgazione della biografia e dell’ opera dei Padri Galatinesi saranno in particolare coinvolti gli Istituti Scolastici e le Associazioni che ne portano il nome.

    Si registra già in questa prima fase del progetto la partecipazione attiva di docenti, genitori e studenti che, sensibilizzati dai dirigenti d’istituto, presenteranno le loro performance in tutti gli incontri in programma.

    Mio padre aveva chiaramente in testa una ‘visione del mondo ’ che ha tentato di migliorare proprio in virtù di quel suo punto di vista. Le domande poste dalla sua generazione, in fondo, non sono molto diverse dalle nostre. La questione è che le loro risposte, per quanto molto chiare, alla fine, non sono state sufficienti a cambiarlo. E le nostre?

    Su questo punto di domanda posto da Francesco Miccichè si apriranno momenti di riflessione con i giovani nella diversità di linguaggi, tra immagini, parole e musica.

    Nell’occasione al regista verrà consegnata la  targa ricordo del Premio Marcello Romano per il Cinema-Città di Galatina-2014. Il Premio, istituito nel 2009  dal Comune in partenariato con l’ex Istituto d’Arte  ora Liceo Artistico Statale “P. Colonna”, è dedicato alla memoria del galatinese Marcello Romano, cultore di cinematografia, il quale fin da giovane nutrì grande passione per il cinema, approfondendo in particolare lo studio del cinema d’autore. 

    Lunedì, 17 marzo alle ore 19:00, nella sala del Tartaro, ospite della rassegna sarà Massimo Ciancimino, autore di “Don Vito”, racconto di una vicenda umana dove il rapporto difficile con il padre padrone si intreccia con oltre  trent’anni di storia italiana vissuta dall’interno.

    Il libro, scritto insieme al giornalista Francesco La Licata, già autore di libri su mafia e politica, è uscito nell'aprile 2010 e ha fatto molto discutere, suscitando anche le attenzioni delle Procure di Palermo e Caltanissetta che ne hanno acquisito copia nelle inchieste sulla presunta trattativa.

    Molteplici le critiche associate al nome dell’ultimogenito dell’ex Sindaco di Palermo che ha accettato di venire a Galatina per testimoniare  la propria esperienza di figlio su un modello di padre stigmatizzato dalla famiglia e dalla comunità.

    Un incontro che si presenta carico di interesse anche per la  conduzione affidata alla giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski. Conosciuta e apprezzata per il suo lavoro giornalistico iniziato per la rivista Stern, deve la sua notorietà nel nostro Paese per la sua produzione letteraria “di denuncia” sulla criminalità organizzata.

    La prima parte del progetto si concluderà sabato 22 marzo alle ore 19:00 a Palazzo della Cultura nella sala “C.Contaldo” in occasione della prima presentazione di “Luigi Mariano: la materia e il colore” a cura di Paolo Maria Mariano e di Giovanna Rotondi Terminiello. Il volume è un omaggio della Città alla figura dell’artista galatinese che nel  viaggiare con le sue opere per l’Italia in un percorso sempre più ricco,tra realtà e visione, approda all’originalità assoluta delle sue xilopitture. Le belle immagini, che arricchiscono la pubblicazione, esprimono le scelte di vita che hanno accompagnato il maestro che rivive nella ricostruzione del figlio Paolo Maria, docente universitario, degno erede di scienza arte e cultura, e dei ricordi di Giovanna Rotondi Terminiello, emerito Soprintendente dei Beni Artistici e Storici della Liguria, del sodalizio urbinate del nostro con il padre professor Pasquale Rotondi, storico dell’arte al quale l’Italia deve la salvezza durante la guerra di incommensurabili capolavori artistici.

    Con queste premesse, illuminanti sono le riflessioni del grande psicanalista Massimo Recalcati contenute nel libro-intervista “Patria senza Padri” sugli errori del mito dell’autogenerazione che permea la civiltà ipermoderna, dell’essere genitori di se stessi, nella convinzione che non ci può essere autentico cambiamento se non attraverso la conoscenza delle generazioni che ci hanno preceduto.

    Un impegno che l’ Amministrazione Comunale di Galatina assume per un’azione efficace volta a offrire prospettive per il nostro territorio chiamando tutti ad esprimere la propria visione. 

    (comunicato del Servizio Cultura e Comunicazione Città di Galatina)

     
    Di Loredana Tundo (del 25/05/2016 @ 21:25:43, in Comunicato Stampa, linkato 618 volte)

    Il Patronato Acli Regionale Puglia ha organizzato per il prossimo 26 maggio 2016 una giornata di studi seminariale dal titolo “Titolari di Protezione internazionale e Mercato del Lavoro in Puglia”. Il seminario s’inserisce all’interno del percorso di formazione e servizio che il Patronato Acli sta svolgendo nel suo insieme a favore dei titolari di protezione internazionale e, soprattutto, nell’ambito delle iniziative di politica attiva del lavoro che si sono attivate in Puglia in maniera strutturata dallo scorso anno e che hanno visto nella recente richiesta di accreditamento come agenzia del lavoro accreditata da parte della Regione Puglia uno dei propri momenti più significativi.

     L’arrivo sempre più consistente di profughi in Italia ha determinato un aumento dell’accoglienza sia tramite canali istituzionali che della solidarietà.

    La rete SPRAR costituita da una rete di enti locali su tutto il territorio italiano ha dato vita a una accoglienza di titolari di protezione internazionale assicurando un’azione integrata degli interventi atti a favorire l’inserimento socio-lavorativo di queste persone nel tessuto del territorio in cui vivono.

    Oltre questa opportunità, altre reti hanno avviato progetti di prima e seconda accoglienza di titolari di protezione internazionale che sta permettendo di gestire l’arrivo sempre più importante di persone da zone di conflitti, di mancanza di libertà, di scarsa opportunità economica e lavorativa.

    Tra queste si può annoverare la Caritas Italiana che ha lanciato il Progetto “ProTetto: Rifugiato a casa mia” che intende assicurare una seconda accoglienza presso famiglie che si sono rese disponibili per almeno sei mesi a persone rifugiate che abbiano già transitato per la rete SPRAR. Le ACLI nazionali e il Patronato ACLI hanno aderito a questo progetto della Caritas Italiana mettendo a disposizione i propri servizi e le proprie reti associative. In particolare ACLI e Patronato ACLI hanno realizzato un “kit dell’integrazione” , ovvero un pacchetto di strumenti di inclusione calibrato sulle persone e sulle concrete opportunità che localmente si possono presentare.

    Le esigenze che potranno trovare soddisfazione non saranno esclusivamente in campo lavorativo o di formazione e orientamento, ma potranno interessare i più disparati ambiti come la dimensione culturale, la dimensione ricreativa, la partecipazione alla vita di comunità, l’apprendimento o il consolidamento delle competenze linguistiche, e molto altro. In sostanza tutto ciò che può contribuire alla conoscenza della società e della comunità di accoglienza e all’avvio di relazioni che possano arricchire il capitale sociale dei beneficiari.

    Se la prima accoglienza ha trovato nelle realtà istituzionali e nelle reti territoriali soggetti sempre più capaci ed attenti nell’organizzarla in maniera dignitosa, non vi è dubbio che la questione nodale rimane  l’integrazione dei titolari di protezione internazionale nei nostri contesti territoriali, sociali e produttivi.

    Nel corso degli anni molteplici soggetti hanno attivato svariate sperimentazioni per garantire percorsi di inserimento sociale o lavorativo con i migranti per ragioni economiche e per i titolari di protezione internazionale. Fra questi il Patronato ACLI ha potuto sperimentare e sperimenta tutt’ora, tramite la sua rete territoriale nella Regione Puglia, l’attività di assistenza per l’ottenimento dei titoli di soggiorno, la certificazione delle competenze linguistiche, percorsi di emersione e validazione delle competenze nonchè di riconoscimento dei titoli, progettualità collegate all’inserimento lavorativo di fasce deboli all’interno del mercato del lavoro e interlocuzioni positive e propositive che si vanno sempre più sostanziando con le Istituzioni Regionali e locali.

    Sulla base di queste opportunità ma anche in considerazione del fatto che l’aumento dei richiedenti asilo non potrà più essere pensato e gestito in maniera emergenziale ed autoreferenziale, ma dovrà trovare reti capaci di condividere progettualità e competenze per contribuire a trasformare l’esperienza spesso traumatica dell’arrivo nel nostro Paese in opportunità per tutti e convinti che il lavoro sia stato e dovrà continuare ad essere uno dei principali ambiti in cui costruire accoglienza ed integrazione, il Patronato ACLI intende promuovere una giornata seminariale di riflessione e di progettualità sulla realtà dei titolari di protezione internazionale in Puglia.

    L’obiettivo del seminario è quello di arrivare a compendiare vari saperi al fine di giungere a costituire una rete e una filiera di servizi in grado di dialogare a tutto campo con le Istituzioni Regionali e locali per il miglior progresso del territorio in funzione di una coesione sociale serena e proficua sia in termini lavorativi che umani.

    Il Seminario si svilupperà in due sessioni: la prima sarà dedicata a una lettura, effettuata sia dalle Istituzioni che dalle Agenzie preposte, sulla situazione dei titolari di protezione internazione e sul mercato del lavoro in Puglia, valutandone opportunità e progressi sia per i cittadini stessi che per i lavoratori migranti e i titolari di protezione internazionale presenti in Regioni.

    Una seconda sessione sarà dedicata alla progettualità: si tratterà di dialogare tra le realtà che a vario titolo intervengono all’interno del mercato del lavoro e della situazione dei titolari di protezione internazionale al fine di condividere progettualità e strumenti, ma anche per integrare qualificando le reciproche conoscenze e competenze.

    Terminata la stagione congressuale, siamo persuasi  che il seminario al di là dei contenuti che emergeranno potrà essere una grande occasione per rilanciare l’azione sociale e di rappresentanza dell’intero sistema delle Acli di Puglia, candidandole ad un ruolo di primo piano nella definizione e gestione delle politiche migratorie e del lavoro.

    Certi di una vostra partecipazione vi salutiamo caramente

     

    Ernesto Cipriani

    Antonio De Donno

    Direttore Regionale Patronato Acli Puglia

    Presidente Regionale Acli Puglia

     
    Di Antonio Mellone (del 13/07/2015 @ 21:25:27, in NohaBlog, linkato 1526 volte)

    Il 29 giugno scorso, come qualcuno di voi saprà, l’Accademia dei Georgofili e addirittura il Comune di Galatina hanno organizzato a palazzo Orsini un convegno dal titolo: “Quale futuro per l’agricoltura salentina”.

    Evitiamo le facili battute sul livello di competenza in materia da parte del sindaco ospite (che per fortuna si è limitato al classico sgangherato saluto istituzionale, per cadere, subito dopo, in catalessi) e di buona parte della sua curia, scomparsa dal Municipio (purtroppo momentaneamente) e ricomparsa come da mandato elettorale sotto i festoni delle luminarie sanpietrine; evitiamo altresì i commenti sull’organizzazione del convegno a senso unico (per rendervene conto e se avete fegato date un’occhiata al video, soprattutto alla prima parte) con chilometrici interventi da parte dei relatori, alcuni dei quali non pervenuti (uno su tutti il neo-governatore Emiliano) per via dei soliti “impegni istituzionali” [ma se avevi un precedente impegno, non ti facevi inserire in cartellone, no? ndr.], e spazio risicatissimo e fuori tempo massimo, invece, agli interventi o alle repliche da parte del fin troppo paziente pubblico. Insomma una tavola tutt’altro che rotonda.

    Evitiamo queste ed altre considerazioni, dicevamo, per ritornare un attimo agli interventi istituzionali dei sedicenti esperti in materia.

    *

    Figurarsi se qualcuna delle “istituzioni” presenti, in nome del “futuro per l’agricoltura salentina”, si è permessa di denunciare l’utilizzo di fitofarmaci ed erbicidi che ci stanno portando dritti dritti nella fossa, o le nuove mega-discariche (per esempio di Cavallino, per non andare troppo lontano), o i bio-stabilizzatori o gli inceneritori colacementiferi; figurarsi se qualcuno degli accademici presenti ha osato criticare la follia criminale e mafiosa dell’eradicazione degli ulivi (addirittura anche i sani, posto che gli altri fossero incurabili) in assenza di adeguata certificazione fitopatologica (con l’aggravante della militarizzazione del territorio, il che è tutto dire); figurarsi se qualcuno dei politici presenti è riuscito a dare un seppur minimo valore aggiunto al dibattito (uno su tutti tal on. Salvatore Capone, il quale ha provato a dare aria alla bocca riuscendo nell’impresa di non dire praticamente nulla - cfr. video ai minuti 1.22.00 - 1.29.00 - se non la solita promessa di attenzione alle istanze provenienti dal territorio – scordando, tuttavia, che il suo capobastone, tal Renzi, aveva definito “quattro comitatini” proprio codeste istanze provenienti dal territorio); figurarsi se per la tutela dell’aria, dell’acqua e della terra, ergo delle persone, qualcuno ha osato muovere un pur minima critica all’Ilva di Taranto o alla centrale Enel di Brindisi (seee: questi sfornano decreti Salva-Ilva, mica Salva-polmoni o Salva-vita); figurarsi se qualcuno degli incravattati in quell’assise ha avuto modo di ricordare che il nostro capo del governo ha dichiarato che la/il TAP è una delle migliori iniziative portate avanti dal suo esecutivo [non osiamo immaginare quali siano le peggiori, ndr] - in buona compagnia del più noto sito internet locale, così umido di saliva, leggi vave, che per consultarlo si è costretti a premunirsi di tergicristalli; figurarsi se qualcuno degli organizzatori del “congresso”  ha ricordato che il decretino “Sblocca-Italia” ha dato via libera, tra gli altri scempi, anche alle trivellazioni in Adriatico e nello Ionio [ma ve l’immaginate Mimino Montagna nostro in sciopero della fame - come invece han fatto molti altri sindaci salentini - contro le trivellazioni nel mare nostrum, proprio lui nei secoli fedele al vangelo secondo Matteo (Renzi)? ndr]; figurarsi se nelle prolusioni “a favore dell’ambiente” s’è fatta menzione della strada a quattro follie, la SS. 275, o la Regionale 8, o le altre, troppe, nuove strade salentine inutili, costose e dannose; figurarsi se qualcuno dei sottoscrittori della “magna carta galatinese” [magna, voce del verbo, ndr.] ha osato proferire un convinto “Stop al consumo del territorio” (quando mai: dopo il fallimentare mega-porco Pantacom, l’armata-desertificazione di Palazzo Orsini ci riprova, sperando di essere più fortunata, con la cementificazione di una nuova mega-area mercatale, e con l’asfalto di nuovi tratti della circonvallazione interna, possibilmente previo abbattimento della quercia vallonea, magari da parte della stessa ditta specializzata in seghe che ha già falciato definitivamente i tronchi di molti alberi nei dintorni di Porta Luce); figurarsi se qualcuno degli emeriti professori convenuti ha sostenuto il concetto di biodiversità, e dunque caldeggiato le buone pratiche agricole, anziché fare il panegirico dell’agricoltura intensiva.

    *

    Ecco spiegato il valore reale (e legale) della Carta di Sputacchina, siglata a Palazzo Orsini, non si sa bene da chi, in un’assolata mattina di fine giugno.

    Un rotolo lungo, deficiente e morbido, elogiato addirittura dall’onorevole Fitto (e abbiamo detto tutto), arricchito dalla citazione dell’Expo (la scemenza universale o asinata exponenziale costataci più di 13 miliardi di euro - oltre alle spese di mantenimento nelle patrie galere di tutti gli ammanettati per corruzione), un rotolo  a due veli pieno zeppo di asserzioni lapalissiane della serie: la neve è bianca, il cielo è azzurro, l’acqua è bagnata, due più due fa quattro, e i politici di Galatina sono dei chiacchieroni.

    Quelle chiacchiere che hanno trasformato la nostra terra nel tropico del cancro.

    Antonio Mellone

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    Di Russo Piero Luigi (del 27/12/2016 @ 21:25:23, in Comunicato Stampa, linkato 554 volte)

    Caro Direttore ho deciso anche io di prendere “carta e penna” e scrivere qualcosa… mi sono stancato di leggere “Lectio Magistralis” da parte di tante persone che usano parole forbite, eleganti e raffinate, ma che non dicono assolutamente nulla… l’ultima “goccia” di sapienza in ordine di tempo che ha fatto traboccare il classico “vaso” è stata la lettera dell’ex Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Galatina indirizzata ai ragazzi della Community “Caratteri Mobili”.

    La nostra Cittadina, nell’ultimo quinquennio in particolare, è stata “violentata” da una politica becera, disfattista ed assolutamente autoreferenziale. A titolo meramente esemplificativo e non assolutamente esaustivo vorrei ricordare la vicenda del canile municipale, lo spegnimento nel silenzio più assordante della centralina PM10 senza nemmeno richiedere l’intervento dell’ARPA per il monitoraggio dell’aria nonostante i tantissimi campanelli d’allarme lanciati anche dall’Istituto superiore di sanità (I.S.S.) che ha individuato un eccesso di tumori del polmone nel Distretto di Galatina, l’aumento esponenziale delle spese telefoniche, la Palestra aperta a maggio 2014, guarda caso alla viglia delle Elezioni Europee, e richiusa subito dopo evidentemente anche a causa dell’impossibilità di un suo pratico utilizzo, la ridicola pista ciclabile, le “gabelle” politiche pagate per restare iscritti in Associazioni che in teoria avrebbero dovuto promuovere il territorio, ma che in realtà si sono dimostrate contenitori vuoti (vedi Associazione Nazionale Città del Vino), la mancanza di ogni forma di programmazione e di organizzazione in occasione delle festività natalizie del 2015 e della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate del novembre 2016, i lavori dell’Asilo infantile su viale don Bosco, il Monumento al Marinaio situato in Piazzale Stazione, gli  8.000.000€ circa di residui attivi a compensazione dei quali il Comune ha dovuto contrarre un mutuo e si è impegnato per i prossimi 30 anni a pagare una rata annuale di circa 270.000€, la chiusura degli uffici del “Giudice di Pace”, la vicenda dell’Ospedale, del Quartiere Fieristico, dei “Fogli di Marcia” degli autoveicoli comunali, della illuminazione pubblica sulla strada Galatina- Collemeto, ecc…

    Per arrivare a questo scempio abbiamo dovuto pagare a titolo di Indennità per gli Organi Istituzionali del Comune di Galatina (Sindaco, Assessori, Consiglieri, ecc...) oltre 100.000€ all’anno, dal 2012 a quasi tutto il 2016; facendo due semplici calcoli il tutto ci è costato oltre un miliardo delle vecchie lire… e nonostante questo un Assessore della fallimentare Amministrazione decaduta ha anche il coraggio di giudicare l’operato di un gruppo di ragazzi che probabilmente ha molto da dire…

    Vorrei ricordare inoltre che l’ex Assessore Coccioli non solo non ha preso un voto dai cittadini galatinesi, ma ha anche percepito per intero l'indennità di Assessore a differenza di alcuni suoi colleghi che, essendo lavoratori dipendenti, l’hanno percepita “solo” al 50%.

    Ecco perché Coccioli vuole continuare ad affermare i valori di una politica logora e stantia, ma soprattutto autoreferenziale ed elitaria che produce “frutti” orribili come quelli sopraesposti. E come lo sta facendo? Praticando uno degli sport più diffusi: azionando la macchina del fango cercando di screditare quanto più possibile la figura di un gruppo di ragazzi che vorrebbero portare una ventata di fiducia e di cambiamento.

    Galatina, mai come in questo momento, ha bisogno di esempi concreti, di pragmatismo e non di favolette… di queste ultime Coccioli e tutti i suoi colleghi di maggioranza ne hanno raccontate fin troppe…

     

     Russo Piero Luigi

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 11/03/2014 @ 21:25:12, in NohaBlog, linkato 1657 volte)

    Oramai lo sanno pure le pietre (nonostante non sia provato scientificamente che le pietre “sappiano”) che sogno da quarant’anni di tornare a vivere definitivamente a Noha, il mio paese. Non vi nascondo però che le ultime vicissitudini socio-ambientali mi stanno dando filo da torcere e qualche volta, perdonatemi se l’ho pensato, mi sono chiesto davvero se non sia meglio abbandonare l’idea dell’agognato ritorno.

    Mi riferisco all’aria inquinata, alle denunce fatte dai media sull’alto livello di malattie tumorali nel triangolo compreso fra Lecce, Galatina e Maglie. Mi riferisco alla puzza di fogna che persiste da anni a Noha nella zona del Calvario, puzza che, a causa del malfunzionamento della neonata e non terminata fogna bianca (altra opera a metà), nel periodo estivo si diffonde oltre la via Aradeo.

    Mi riferisco ad alcune aziende del circondario che sputano nottetempo fumi colorati, allo schifo delle distese di pannelli fotovoltaici nelle campagne, al menefreghismo o incapacità delle varie amministrazioni che lasciano anche a noi un’immagine di paese da sesto mondo, alla mentalità di sottomissione, alla mancanza di reciprocità, ai progetti contro-natura di inutili mega-porci, alle superstrade ed alle tangenziali che invece di tangere secano, a investimenti di milioni di euro in opere che in quattro e quattro otto ti diventano cattedrali nel deserto, a improponibili sistemi di pseudo-compostaggio di rifiuti imposti dall’alto in maniera truffaldina, sconclusionata, subdola.

    Ahimè, che quadro nefasto. A volte credo che l’essere additati come “profeti di sventura” non sia una esagerazione, ma la verità.

    *

    Alcuni giorni addietro, un certo Ivano ha commentato una delle mie vignette pubblicate sul sito Noha.it, esattamente la n. 315. La vignetta tratta l’argomento “Patata DOP di Galatina (Denominazione di Origine Protetta)” che il Ministero alle Politiche agricole, ha accordato al nostro prodotto locale con un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    L’importante riconoscimento dava a Galatina una specie di boccata d’ossigeno, una certa speranza. Però così scrive Ivano nel suo post:

    Di  ivano (inviato il 27/02/2014 @ 19:05:29)

    “Proprio per motivi di inquinamento abbiamo dirottato a Sannicola il progetto della Patata DOP di Galatina. Un progetto ambizioso: oltre il biologico, oltre la tracciabilità. Un progetto in collaborazione con la facoltà di biologia dell'Unisalento, coop ACLI Racale che detiene la DOP e Spazi Popolari. Patata coltivata con le nostre tecniche dell'agricoltura organica rigenerativa. Tecniche agricole riconosciute dalla FAO, come migliori tecniche. Un progetto unico nel suo genere. Avevamo già preso contatti con l'assessore Russi di Galatina ed individuato i terreni, ma a causa della cementeria, abbiamo dirottato il progetto a Sannicola. Non potevamo rischiare di ritrovare tracce di inquinanti nei terreni galatinesi. Ci dispiace molto, con questo progetto, volevamo far ritornare la coltivazione della patata Sieglinde pasta gialla di Galatina, nel territorio di cui la DOP conserva il nome”.

    A questo punto, se è vero quanto afferma Ivano, viene spontaneo chiedersi: se le nostre campagne non sono più adatte a ricevere il marchio DOP per la patata, sono ancora idonee alla coltivazione di altri prodotti alimentari? Oppure questo discorso vale solo per la patata, mentre per gli altri prodotti la diossina può considerarsi facilmente digeribile dai cittadini di Galatina e dintorni?

    Non è che, a scanso di equivoci (e di danni irreparabili), converrebbe comunque spostare tutte le coltivazioni in quel di Sannicola?

    Magari con i santi che abbiamo in paradiso, il Ministero alle Politiche agricole, continuerà a concederci la denominazione di origine protetta.

    Anche se, temo, di questo passo e tra non molto, la vera specie protetta sarà quella dei galatinesi.

    Marcello D’Acquarica
     
    Di Redazione (del 18/02/2015 @ 21:25:02, in Comunicato Stampa, linkato 845 volte)

    GREEN-HEALTHCampagna di sensibilizzazione per l’uso consapevole e senza sprechi del farmaco

    QUATTRO LUNEDÌ DEDICATI ALLA RACCOLTA DEL FARMACO SCADUTO

    Inizieranno lunedì 23 Febbraio e proseguiranno nei giorni 02, 09 e 16 Marzo le quattro giornate dedicate alla raccolta del farmaco scaduto.

    L’iniziativa è prevista dal progetto “GREEN HEALTH – FAI LA DIFFERENZA. Campagna di sensibilizzazione per l’uso consapevole e senza sprechi del farmaco” presentato a maggio 2014 da A.P.MA.R. Onlus (Associazione Persone con Malattie Reumatiche).

    Il progetto è sostenuto da Fondazione CON IL SUD attraverso il bando Ambiente 2012 “Verso Rifiuti Zero”. Promosso da A.P.MA.R. Onlus associazione capofila, in partnership con AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Ordine dei Farmacisti, Cisl di Lecce, Anolf, Comunità Emmanuel, Associazione Città Nostra, Le Miriadi 49 e con il patrocinio della Asl di Lecce.

    Obiettivo del progetto è di sviluppare, attraverso una strategia di sensibilizzazione ed informazione sul territorio di Lecce e provincia, una maggiore attenzione sociale sull’importanza dell’uso del farmaco.

     
    Vi aspettiamo:

    Lunedì 23 Febbraio, Farmacia Licignano – Galatina, corso Giuseppina Del Ponte (palazzo di vetro)

    Lunedì 02 Marzo, Farmacia Maggiulli – Noha, via Castello

    Lunedì 09 Marzo, Farmacia Sabato – Galatina, piazza Dante Alighieri

    Lunedì 16 Marzo, Farmacia Vergine – Galatina, viale Santa Caterina Novella

     

    Galatina, 18/02/2015

     
    Associazione Città Nostra
     

    L’associazione nazionale AMICI ONLUS - Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali - intende denunciare pubblicamente la grave situazione in essere nel  reparto di gastroenterologia dell’Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina dove i servizi per i pazienti sono a rischio per la cronica mancanza di personale.

    I problemi sono arcinoti a tutti e attribuibili alla sottostimata pianta organica rispetto ai minimi normativamente previsti e alle effettive esigenze del reparto. In più, nelle ultime settimane, gli infermieri rimasti in servizio sono stati utilizzati in altri reparti causa blocco dei ricoveri deciso dalla direzione medica. e questo non ha  garantito e continua a non garantire neppure il minimo servizio necessario ala numerosa utenza. Appare assolutamente evidente come l’attuale organico, rapportato ai posti letto sia deficitario e insufficiente a garantire i livelli minimi di assistenza all’utenza.

    Inoltre, molti pazienti che a Galatina si sottopongono a terapia biologica non hanno più certezza di seguire il trattamento previsto dal protocollo di somministrazione del farmaco in totale sicurezza. E’ una emergenza da risolvere immediatamente per garantire la funzionalità di un reparto di gastroenterologia storico ed efficiente, punto di riferimento indiscutibile per tanti pazienti di MICI e presente da tantissimi anni nel territorio salentino. E’ preoccupante per i pazienti non avere certezza della continuità della somministrazione di una terapia fondamentale che garantisce la normale conduzione di vita di pazienti affetti da malattia di Crohn e RCU grave.

    E’ necessario avere risposte rapide per mettere nelle condizioni i pazienti di MICI di essere prontamente informati anche al sol fine di poter decidere per tempo di trovare un altro ospedale o magari, come sempre più spesso accade, di prendere un treno o un aereo e di spostarsi in altre regioni con i gravi danni anche economici diretti e indiretti, che tale situazione comporta. Da salentino e responsabile della Associazione Nazionale AMICI Onlus sezione Puglia, trovo tutto ciò assurdo anche alla luce del fatto che in altre parti d’Italia, l’Associazione siede ai tavoli decisionali per la definizione del PDTA - Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale - mentre la situazione contingente al reparto di Gastroenterologia di Galatina è di emergenza assoluta.

    Leggo dalla stampa, con sorpresa, la nascita di un reparto di  “Gastroenterologia Chirurgica” quindi non di formazione gastroenterologica come da legislazione sanitaria e tabelle ministeriali di specialità  all’Ospedale Vito Fazzi e trovo preoccupante il fatto che a Galatina il reparto di Gastroenterologia è chiuso da circa cinque settimane. Una interruzione di servizio preoccupante e lesiva della dignità e della cura e presa in carico di tantissimi pazienti che hanno come punto di riferimento per il trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, proprio il Presidio Ospedaliero di Galatina. A nome di tutti i pazienti di MICI chiedo alle autorità sanitarie, già informate della incresciosa situazione, di esprimersi pubblicamente in merito al ripristino completo di tutti i servizi previsti nonchè alle relative dotazioni organiche e strumentale che risultano deficitarie o fortemente critiche del reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina.

    Andrea Coccioli

    Responsabile Associazione Nazionale AMICI ONLUS sez. Puglia

    cell. 3282929804

    mail: coccioliandrea@gmail.com

    pec: andrea.coccioli@ingpec.eu

     
    Di Antonio Mellone (del 09/09/2013 @ 21:23:27, in CDR, linkato 1673 volte)

    Caro Tonino Baldari,

    se provi a chiedere in giro ai galatinesi cos’è il CSS (e prima ancora il CDR), se non tutti, molti non te lo sapranno dire, perché molti galatinesi, se non tutti, non lo sanno. Non sanno nulla, anche se spesso lasciano ad intendere di saper tutto.
     
    E soprattutto i galatinesi non sapranno fare il collegamento tra questa roba e la Colacem (che con l’utilizzo del CSS di fatto si trasformerebbe, se non già fatto, in un inceneritore di rifiuti).
     
    Non sanno che il CSS può essere ridotto in cenere e fumi ad un fischio dal loro naso e dal loro sistema broncopolmonare, e che questo provoca malattie, e che le malattie succedono ancora, e che non capitano sempre agli altri.
     
    Spesso ti chiedi perché i galatinesi non reagiscano. La risposta è lapalissiana, scontata, banale: è pressoché impossibile difendersi da qualcosa che non si conosce.
     
    Ci dicono che con il CSS la Colacem diventerà più competitiva e sbaraglierà la concorrenza del mercato globale. Ce la vendono così. La competitività in cambio della vita di un intero territorio. Che poi, mutatis mutandis, è anche quello che è avvenuto e che continua ad avvenire senza requie a Taranto, con l’Ilva che sputa veleno da tutti i suoi camini. O la borsa o la vita, dunque, come nelle rapine a mano armata.
    Io vorrei che, se non tutti, in tanti capissero una buona volta che sovente le catene chimico-fisiche prendono forme umane. Sì, è proprio così, purtroppo: cromo e titanio sono giovani dai capelli rasati e senza più le sopracciglia a causa della chemio; zolfo, uranio e monossido di carbonio sono bambini con asma bronchiale e problemi cardiocircolatori; carbonio e benzo(a)pirene sono donne che all’improvviso scoppiano a piangere: “Com’è possibile, dottore? Ho sempre fatto una vita sana”
    E’ come se piccole mani assassine si poggiassero su di noi, ci toccassero scegliendo con oculatezza per ciascuno di noi una parte del corpo: polmoni, testa, ovaie, pelle, gola, fegato, pancreas. Per poi divorarla, lentamente o in un sol boccone.
    Caro Tonino, dobbiamo convincerci che non serve, o non serve più, far battaglie contro i singoli inquinanti, la diossina, il berillio, il benzo(a)pirene, per citarne alcuni, quando non abbiamo idea di quali malattie possa provocare il mix di tutti questi elementi, sull’uomo e sugli animali.
    E’ la combinazione degli elementi, infatti, a diventare tossica. Sicché diventano inutili i tetti di legge per i singoli composti inquinanti e le conseguenti cosiddette rilevazioni dell’Arpa Puglia (che ti ha pure gentilmente risposto, ma che, chissà perché, non riesce a convincermi). Secondo me ci stanno ingannando in quanto ci sono i limiti ai singoli elementi ma non c’è un limite di legge globale. Il nemico allora non è un elemento singolo, ma la miscela di tutta questa schifezza.  
    Qui in tanti cercano di aggirarti (e qualcuno cerca pure di prenderti in giro, di commiserarti, con il ghigno tipico delle mezze calzette mafiose e sfigate) chiedendoti le prove dei legami tra i fumi degli altiforni ed i danni provocati sugli esseri viventi. E tu ti affanni a registrare video, a correre di qua e di là, a postare comunicati attraverso la tua pagina facebook, ad inviare e-mail anche ai siti (che puntualmente non ti pubblicano), a girare come una trottola, ad urlare la tua rabbia nel deserto dell’ignavia galatinese.
    E poi ci sono gli ineffabili “giornalisti” vavatinesi, quelli per forza di cose con le virgolette, i reporter  a libro paga, e quelli con un conflitto di interessi grande quanto un altoforno, i quali o ti ignorano oppure, scodinzolanti e pronti a riportare la voce del padrone, ti fanno: “Basta con questi allarmismi, fuori i dati, signor Baldari, fuori le correlazioni, i riscontri, le analisi, i numeri” (come se queste cose fossero a carico del cittadino qualunque, o come se questi dati fossero pubblici e incontrovertibili). E poi, non paghi del loro tronfio “argomentare”  aggiungono che fai battaglie ideologiche, e che tu insieme ai tuoi amici ecologisti siete contrari al progresso a prescindere.
    Eppure, caro Tonino, le prove sono sotto gli occhi di tutti. Ma nessuno le vede. E tutti sappiamo che da quei camini non esce acqua di colonia, ma gas e fumi in grado di modificare il DNA e provocare errori genetici.
    Ecco, caro Tonino, quanti mali cagiona questo fumo. Ma tu con le tue battaglie stai dimostrando – se ce ne fosse ancora il bisogno - che il fumo peggiore, quello più disastroso, è il fumo sulla verità.

    Buona resistenza, compagno di lotte Tonino Baldari

    Antonio Mellone

    p.s. Hai visto, Tonino? Non riesco a terminare un articolo che subito questa amministrazione degna del peggior Attila, per non perder tempo, dà il via al mega-porco. E per via purtroppo stavolta non s’intende una Valutazione d’Impatto Ambientale.
     

    Si è svolto mercoledì 15 novembre alle ore 16 presso la Sala degli Specchi della Prefettura di Lecce, un incontro coordinato da Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce Claudio Palomba, con il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura il Prefetto Domenico Cuttaia, i referenti della Provincia di Lecce, i Sindaci dei comuni salentini, moltissime associazioni di categoria e i responsabili di numerosi ordini professionali. Finalità dell’evento era quello di firmare un “Protocollo d’Intesa per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione” nella nostra Provincia.

    Galatina era presente con la vicesindaco Maria Giaccari e il consigliere Noel Alberto Vergine che hanno partecipato ai lavori, per far sentire ancora una volta la vicinanza da parte di Galatina a tutte quelle iniziative volte a ribadire che la legalità è l’unica strada percorribile verso la buona amministrazione della cosa pubblica.

    "Estorsione e usura costituiscono uno dei mali principali del nostro territorio - dicono il vicesindaco Maria Giaccari ed il consigliere comunale Noel Alberto Vergine – e i due fenomeni non sono purtroppo di facile risoluzione se pensiamo che troppo spesso le denunce non arrivano a causa della paura da parte dei cittadini che subiscono e rimangono in silenzio. L’azione per debellare queste problematiche deve essere totale e deve coinvolgere le Forze dell’Ordine, le Istituzioni Pubbliche e anche quelle Private. La volontà di tutti è quella di provare a fare qualcosa di concreto per bloccare le pratiche di illegalità attraverso il protocollo appena sottoscritto".

    Ufficio Stampa Marcello Amante

     

    manifesto-festa-cittadina-lettori-galatinaPagine strappate, immaginate, salvate… … pagine di scuola” è questo il tema dell’edizione 2014 de La Festa dei Lettori Cittadina, promossa dalla Biblioteca Giona – Presìdio del Libro di Noha e Galatina, in collaborazione con la Biblioteca “P. Siciliani” e l’Assessorato alla Cultura. Giovedì 30 ottobre, fin dal mattino il Palazzo della Cultura di Galatina farà da cornice a quello che anno per anno sta diventando un appuntamento formativo d’eccezione per piccoli e grandi lettori.

    Il tavolo degli origami, il tavolo per la costruzione di pagine, il tavolo “Dalle parole alle immagini”, l’angolo dedicato alla lettura per i piccoli, lo spazio per le scritture sul muro. Queste alcuni dei laboratori per l’occasione. Ed ancora la web radio di Inondazioni.it per una narrazione in tempo reale dell’evento, l’angolo dedicato alla musica e alle letture, gestito da Raffaello Murrone, la Sala Contaldo per le videolettere.
    Molto particolare sarà la presentazione del libro d’arte “Multiversi di carta”, costituito da fogli, piegati, strappati, scritti, disegnati in questo periodo e nel giorno stesso dell’evento. Un libro dedicato all’incontro, ai tanti universi personali e istituzionali – tutti di pari dignità- che chiedono di essere ascoltati.

    Roberto-cotroneoNel pomeriggio, invece, ci si sposta presso il Cine Teatro Tartaro dove alle ore 18.00 sarà presentato ”Il sogno di scrivere”. Perché lo abbiamo tutti perché è giusto realizzarlo” il libro del giornalista, scrittore e critico letterario Roberto Cotroneo. Modera l’incontro la prof.ssa Daniela Vantaggiato. Diretta web su Inondazioni.it

    L’iniziativa rientra nel circuito “La Festa dei lettori” nata nel 2004 con l'intento di "festeggiare" la lettura ed i lettori, portando i libri allo scoperto, nelle piazze e per le strade, nei ristoranti e nei bar, tra le vetrine dei negozi, nei palazzi storici, nei giardini pubblici, nei castelli e nei porti. Gli incontri con gli autori, le letture pubbliche, i giochi per i più piccoli e le tante altre festose iniziative promosse dai presìdi su tutto il territorio nazionale, hanno visto partecipare le scuole (sempre più numerose attraverso la collaborazione dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e di quelli delle altre regioni in cui operano i presìdi), le biblioteche, tante realtà che già operano per la promozione del libro e della lettura ed un pubblico di bambini, ragazzi e adulti, lettori e non lettori.

    fonte:g2000.it

     
    Di Antonio Mellone (del 06/05/2017 @ 21:20:39, in NohaBlog, linkato 1145 volte)

    In effetti questa storia del “voto Tizio perché è una brava persona” provoca anche a me una forma di evirazione per forza di gravità: ovvero, come potrebbe più prosaicamente dirsi, mi fa cascare le palle.

    Nel mese di aprile su galatina.it Lorenzo Candido, un ragazzo di Galatina ora studente di Giurisprudenza in quel di Roma, con una lettera aperta di alto profilo chiedeva alla comunità tutta un pizzico “di passione incondizionata verso la Politica”.

    Così continuava Lorenzo nella sua missiva: “Abbiamo bisogno di dire che la nostra città va difesa ad ogni costo. La nostra città deve essere protetta da ogni abuso, da ogni sberla, anche da quella più velata. Abbiamo bisogno di urlare che lo stupro di questa terra è un crimine. Abbiamo il dovere di combattere la mentalità, fin troppo radicata, del culto della persona. […] Bisogna guardarsi allo specchio e dire: sì, la mafia esiste e ora la distruggiamo”. E infine: “Galatina deve vedere, deve sentire, deve parlare. L’omertà e la passività declinate in ogni ambito ammaccano la democrazia”. Insomma, un vero e proprio programma politico.

    Uno pensava (sperava) di poter leggere con la medesima evidenza sullo stesso sito una valanga di lettere in risposta ai temi trattati dal Lorenzo, un dibattito pubblico di un livello finalmente un po’ più elevato rispetto a quello dei calzini corti, e soprattutto degli interventi importanti da parte di “qualcuno che si candida” piuttosto che di qualcuno “che è stato candidato”. 

    Invece, niente. A Galatina non c’è proprio trippa per gatti (solo truppe di fatti, anzi di strafatti riempiliste).

    Sicché ci siam dovuti accontentare di un paio di contributi un po’ così: tipo quello della Roberta Forte, che è partita bene per perdersi subito dopo nel traffico del centro storico di Galatina, il quale, secondo lei, sarebbe da chiudere sì, ma a dosi omeopatiche [cosa c’entra il centro, Roberta: Lorenzo aveva chiesto ben altro, ndr.]; e quello di tal Claudio Bello, che elenca i motivi per cui ha l’Amante, e cioè: 1) perché “non ha simboli di partito alle spalle” [huahahahaha: per la cronaca, il Tipo ha avuto alle spalle qualche fiamma più o meno tricolore, ndr.]; 2) perché sostanzialmente è una “brava persona” (e ridaje); 3) per “non vedere sempre le stesse facce” (come se Amante fosse nuovo di zecca e non un usato sicuro), e soprattutto – ipse dixit - quelle “facce che nelle precedenti tornate elettorali se le son dette, senza mezzi termini, offendendosi vicendevolmente e gridando al pubblico (anche social ma non solo) il proprio disappunto nei confronti dell’antagonista politico”. Ma che film ha visto, Bello? Quando mai se le son dette di santa ragione? Forse quando hanno fatto le peggiori porcate tutti insieme appassionatamente, maggioranza e finta opposizione, come nel caso del mega-porco commerciale di Collemeto? Il problema di Galatina non è affatto l’antagonismo – magari ce ne fosse un po’ – ma il consociativismo, il volemose bene, la Trattativa, il partito trasversale, i tarallucci & vino, la mano che lava l’altra, i finti amiconi, e la cosiddetta mo-de-ra-zio-ne.

    Lorenzo avrebbe voluto leggere qualcosa di diverso, di nuovo, magari non necessariamente di inedito, ma non queste coglionate, fritte e rifritte, calzanti con gli argomenti trattati come la Nutella sui cavoli stufati a merenda.      

    Sono certo che Lorenzo Candido (ma, per la verità, anche il sottoscritto) avrebbe voluto sentire da qualche concittadino che a Galatina finalmente la Politica dice una volta per tutte “Stop al consumo del territorio comunale” (nel senso che è giunto il tempo di pensare alla razionalizzazione degli spazi già edificati, al recupero delle aree dismesse, e al risparmio di ogni metro anzi di ogni centimetro quadrato di terreno agricolo).

    Che d’ora in poi si punterà all’efficientamento energetico, alla riduzione dei consumi per esempio della pubblica illuminazione (pensate, ci è arrivato persino Coccioli) e che si impedirà una buona volta che il paesaggio comunale venga devastato in nome della produzione di energia mascherata come pulita (ergo, divieto assoluto a nuove pale eoliche di massa, al fotovoltaico in mezzo alla campagna e alla produzione di biogas da mega-centrali di compostaggio “ana[l]erobico”).

    Che la Politica darà per prima l’esempio di un nuovo stile di vita incentrato sulla mobilità sostenibile, sul bike-sharing, sul pedibus, sul trasporto pubblico integrato, sull’autobus a chiamata eventualmente, e soprattutto sull’utilizzo dei mezzi di locomozione comunale francescana, cioè i piedi (che oggi, a Galatina, sembrano invece tutti affetti da calli, alluci valghi, acidi urici, fasciti plantari, metatarsalgia, occhi di pesce e neuroma di Morton, sicché si arriva ad utilizzare l’auto finanche per un giro di villa).

    Che verranno incoraggiate le attività di allevamento domestico degli animali (certamente non negli appartamenti dei “grattacieli” cittadini), caratteristica del nostro piccolo mondo antico. Che si continuerà con la raccolta differenziata porta a porta, portandola a percentuali di eccellenza, promuovendo la strategia dei rifiuti zero e, al contempo, anche il compostaggio domestico. Che si cercherà con le buone ma anche con le cattive di combattere la ludopatia (tragedia che sta portando alla rovina famiglie intere).

    Che considereremo i ragazzi migranti come una risorsa preziosa del territorio, prima di tutto culturale, da conoscere meglio e integrare nella comunità, anche ai fini di un reciproco arricchimento. Che, per esempio, si incentiverà sempre più la popolazione a scelte quotidiane sobrie e sostenibili. Che si disincentiverà invece la grossa industria del commercio (il mega-porco, per dire, dovrebbe essere bandito dai confini comunali soprattutto grazie alla domanda, voglio dire alle scelte consapevoli dei consumatori) anche al fine di favorire il piccolo commercio (meglio se equo, solidale e di qualità).

    Che ci sarà tolleranza zero - pena la chiusura immediata e la richiesta di risarcimento danni - nei confronti delle aziende che inquineranno l’aria, l’acqua e il suolo comunali (nonostante le loro generose offerte di sponsorizzazione). Che verrà incoraggiato in agricoltura lo scambio dei semi tra i cittadini, e che verrà impedito l’utilizzo di diserbanti e pesticidi chimico-industriali in tutto il territorio galatinese (finora qui s’è bandita invece l’agricoltura e tutti i suoi prodotti, “dalle cicorie alle patate di Galatina” che, nonostante la denominazione, debbono ormai essere prodotte fuori dai confini municipali).

    Che si impegna nel restauro paesaggistico e dei beni culturali nel principio del dove erano e come erano, facendo tesoro degli elementi tipici del mosaico del “Genius loci”. E che si cercherà in tutti i modi di debellare la mafia in me, prima che la mafia in sé (sì, qui da noi, soprattutto nei metodi – anche nella richiesta telefonica di una firma per la convalida delle proprie liste elettorali – spesso ci si comporta, più o meno a propria insaputa, secondo il manuale del perfetto mafioso).

    Ecco. Cose del genere, avrebbe voluto leggere Lorenzo (ma anche lo scrivente) in risposta alla sua missiva, non le minchiate di cui stanno riempiendo manifesti, social-network, e il nostro ruzzolante binomio anatomico meno oblungo e più sferico, onde la libido per queste elezioni risulta in forte calo.

    Lorenzo, studia, ‘manisciate’ e torna a casa. Così da Candido potrai diventare pure candidato.

    Il tuo primo voto sarà il mio.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 30/03/2015 @ 21:18:07, in NohaBlog, linkato 1063 volte)

    Ho notato una cosa: quando sulla carta stampata (un esempio per tutti il Quotidiano: ma quand’è che s’inizia a boicottarlo, come giustamente suggerisce Ivano Gioffreda, smettendo di buttar via i soldi per il suo acquisto?) o su altri giornali on-line scritti diretti e interpretati da “giornalisti” dotati di prolifiche ghiandole salivari si parla di Tap o di Tav, di strada statale 275 o di circonvallazioni interne, di Regionale 8 o dell’altra inutile Maglie-Otranto [per la cronaca il Salento ha il primato mondiale di strade per chilometro quadrato, quindi ne stiamo mettendo in cantiere delle altre, ndr], di Mega-porco Pantacom o di Mega-impianto di compostaggio [le cazzate o sono mega o niente anche qui da noi, ndr], di Colacem o di altri simili gigli di camposanto, di Xylella fastidiosa o di discarica a Corigliano, di trivellazioni petrolifere in mare o di inceneritori, di centrale a carbone di Cerano o di Ilva di Taranto, di fotovoltaico selvaggio in mezzo alle campagne o di impianti a biogas, di zone industrial-artigianali o di aree mercatali [l’ultima in ordine di tempo, se non già fatto, sta per essere varata a Galatina dall’attuale giunta diserbante, ndr], dicevo, quando sui cosiddetti mezzi di informazione leggiamo di tutta questa roba ci imbattiamo sovente in termini del tipo: posti di lavoro, sviluppo, ricadute occupazionali, volani per l’economia, disoccupazione, Pil, partito del no, milioni di euro, commissario straordinario, risarcimenti, emergenza, aumento della cubatura, grandi opere, suolo edificabile, fondi europei, consumi, crisi, attrattività, produzione, interesse locale, ricchezza, raccolta di firme, insediamenti produttivi, velocità di comunicazione, maggioranza allargata, conferenze dei servizi, fideiussioni, protocolli d’intesa, inizio dei lavori, tensioni politiche, assessori, tavoli tecnici, concorrenza, grandi opere.

    Sono questi, a quanto pare, gli argomenti che devono essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica.

    Non leggeremo di certo parole come: malattie, fumi, diossina, cementificazione, cancro, malformazioni genetiche, registro dei tumori, percolato, pesticidi, esalazioni pericolose, patologie neonatali, decessi, viaggi della speranza, cellule tumorali, partito del cemento, surriscaldamento climatico, inquinamento della falda acquifera, morte dell’agricoltura, multinazionali voraci, interessi privati, discariche abusive, cure sanitarie, infortuni, distruzione dell’habitat naturale, consumo di territorio, restauri, scempio ambientale, mattanza di ulivi, corruzione, mafia, tangenti, bronchite cronica, mortalità infantile, deformazioni fetali, latte materno contaminato, ricatto occupazionale, mistificazione della realtà, responsabilità, dignità, paesaggio, buone pratiche agricole, piccole opere, sicurezza, alternative, risorse, investimenti, futuro.

    Questi ultimi evidentemente sono vocaboli o locuzioni che evocano argomenti di secondo ordine, di allarme sociale: tutta roba da omettere.

    Aveva proprio ragione Leo Longanesi (1905 – 1957) quando affermava che non c’è carenza di libertà, ma di uomini liberi. Non parliamo poi dei politici (rigorosamente con la minuscola) con i quali certi scrivani non possono che fare un bell’ambo.

    * * *

     P.S. A proposito: se qualcuno di voi dovesse per puro caso avvistare in giro per Noha l’assessore alle papere pubbliche, vale a dire l’ing. Coccioli [ma sarebbe come rintracciare un pinguino all’equatore o una mangusta della savana al polo nord, ndr] potrebbe gentilmente ricordargli che nella locale vecchia scuola elementare ristrutturata a mo’ di centro polifunzionale, a causa di una cabina elettrica scordata da chissà chi, non funzionano ancora, in ordine sparso: ascensore, impianto fotovoltaico e riscaldamenti (sicché in inverno gli avventori son costretti ad accedervi muniti di caldi piumini d’oca)?

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 16/05/2017 @ 21:17:38, in Comunicato Stampa, linkato 267 volte)

    I libri sbocciano in maggio perché se in questo mese la natura si risveglia, lo stesso capita alla voglia di leggere”.

    È questo lo spirito de “Il Maggio dei libri”, campagna nazionale ideata dal Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura.

    Per tale occasione, i volontari del Servizio Civile Nazionale – progetto “In Reading 2015” – affiancheranno i bibliotecari durante le letture di storie e racconti dei più importanti e significativi scrittori per l’infanzia; seguirà un laboratorio ludico-artistico che si svolgerà ogni venerdì c.m. dalle ore 15.30 alle ore 17.00.

    Venerdì 19 maggio alle ore 19.00 la Biblioteca comunale “P. Siciliani” di Galatina in collaborazione con la società “Libermedia”, il Centro Ecumenico “Oikos” e i volontari del progetto, inaugureranno una mostra di libri antichi e moderni dal titolo “La riforma protestante 500 anni dopo”. La mostra sarà introdotta dalla dott.ssa Rossella Schirone, docente di teologia pugliese dell’ISSR di Lecce.

    Giovedì 25 maggio alle ore 10 presso la Biblioteca comunale l’autrice Ilaria Ferramosca e l’illustratore Mauro Gulma presenteranno la giornata “La riscossa delle Graphic Novel” con la lettura di alcuni fumetti agli alunni delle classi seconde degli Istituti Secondari di II grado di Galatina, IISS “Falcone e Borsellino” e Liceo Artistico “P. Colonna”.

    Durante l’incontro i volontari dei quattro progetti del Servizio Civile Nazionale (In Reading 2015, Agones 2015, Monitor 4015, YouthGalatina 2015) attivi sul territorio di Galatina terranno un banchetto informativo sulle attività svolte. 

    Inoltre continuano le attività di promozione alla lettura con i volontari del Servizio Civile Nazionale attraverso visite guidate in Biblioteca, presso gli istituti scolastici e con laboratori di lettura animata nel reparto pediatrico dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina.

     Servizio Civile Nazionale

     
    Di Albino Campa (del 11/01/2011 @ 21:16:54, in Comunicato Stampa, linkato 2453 volte)

    AEC delegazione Italia Associazione ha interesse ad organizzare, per l’anno 2011, il concorso Fotografico di Beneficenza: “Vecchi e Antichi Mestieri”: Viaggio fra quelli che un tempo erano gli antichi mestieri praticati nel nostro territorio, così ricco di spunti interessanti, di tradizioni e di magiche atmosfere.

     

    Il Concorso Fotografico di Beneficenza è aperto a tutti i fotografi, dilettanti, amatori o professionisti.

    Ogni autore dovrà depositare, a partire dal 15 Gennaio 2011 e fino al 28 Febbraio 2011, insieme alla propria opera e alla scheda di iscrizione, la somma di euro 5,00= (cinque,00) che l’Associazione devolverà poi in beneficenza a:

    Associazione Fondo di Solidarietà Permanente

    Cuore e Mani Aperte verso chi soffre - Onlus

    Iscritta al n. 771/07 del reg. reg. Puglia

    Cod. Fisc.: 93060270753

    Sede Leg.: Casa di Accoglienza "S. Caterina Labouré"

    Presidio Osp.: "V. Fazzi" - V.le Moscati, 1 - LECCE

     

                Le somme raccolte con l’iscrizione dei partecipanti e di quanti vorranno sostenere il progetto, con adesione all’iniziativa, consentirà di finanziare l’acquisto di una “Bimbulanza”.

                Tale progetto, sostenuto dall’Associazione Cuore e mani aperte, nella persona di Don Gianni Mattia, ha come obiettivo quello di sdrammatizzare e di rendere meno traumatico il potenziale viaggio in ambulanza di un bambino attraverso l’acquisto di una ambulanza idonea e attrezzata al trasporto dei bambini.

                Le opere ammesse al concorso saranno oggetto di una mostra fotografica che sarà allestita dal 19 Marzo 2011 al 27 Marzo 2011 presso il Centro Commerciale Ipercoop Lecce Mongolfiera di Surbo (Lecce).

                Conseguentemente, alla data del 02 Aprile 2011, presso la sala Celestino Contaldo – Palazzo della Cultura “Zeffirino Rizzelli in Galatina (LE), a tutti i partecipanti i cui lavori saranno stati ritenuti idonei al tema in oggetto del medesimo Concorso Fotografico in Beneficenza, nonché precedentemente esposti nella summenzionata mostra permanente, verrà rilasciato pubblicamente un attestato di partecipazione.

                Le tre opere ritenute di maggiore pregio saranno comunque premiate.

                In tale circostanza, con la presenza delle Autorità locali, verranno pubblicamente consegnati all’Associazione Fondo di Solidarietà Permanente Cuore e Mani Aperte verso chi soffre – Onlus, tutti i fondi raccolti con l’iscrizione al Concorso Fotografico in Beneficenza per il progetto BIMBULANZA.

    Il regolamento del concorso, con la scheda di partecipazione è scaricabile sul sito www.tutelare.it

     

    Il Vice Presidente A.E.C. per la Regione Puglia
    E Presidente A.E.C per la Provincia di Lecce

    Avv. Valentina Castorina
     
    Di Antonio Mellone (del 10/02/2014 @ 21:15:51, in Compostaggio, linkato 1599 volte)

    Ragazzi, lo confesso, è dura. E’ quasi impossibile star dietro a quella macchina da guerra che è l’amministrazione Montagna (che non fa proprio rima con campagna), composta da un bel gruppo di novelli Attila, i quali ce la stanno mettendo tutta (riuscendoci benissimo) per passare alla storia come i nuovi flagelli del bio.

    L’ultima boutade (da tradurre con buttanata) di sindaco Cosimino e assessora Roberta, che hanno pure fatto finta di azzuffarsi nel pollaio con il consigliere regionale Galati(nese), riguarda il nuovo impianto di compostaggio “in conformità a quanto previsto nel Piano Regionale dei Rifiuti, che la individua (Galatina, ndr.) come uno dei tre siti necessari per il conferimento della frazione organica e congeniali per situazione geografica e bacino di utenza”.

    Capito? Galatina e Frazioni (a questo punto umide) sono congeniali (mentre sindaco e assessora semplicemente geniali, oltreché necessari al futuro del comune). I nostri pollitici, con l’evidente “obiettivo di rendere inutili tanto le discariche quanto gli inceneritori” stanno, povere stelle, “dimostrano la concreta volontà di arrivare in tempi brevi alla chiusura ottimale del cerchio del riciclo dei rifiuti anche attraverso la realizzazione di un impianto di compostaggio, che garantirebbe una riduzione dei costi per il cittadino dovuta all’abbattimento dei costi del trasporto e peggio ancora a quelli di conferimento in discarica di un materiale prezioso per la nostra stessa agricoltura ed economia”. Roba che lascia senza fiato, vista anche la punteggiatura oltre che il resto della sintassi del carme, anzi del poema, del componimento-stampa pubblicato sui siti degli amici.

    *

    Ma davvero questi ecologistipercaso pensano che tutti se la bevano? Davvero la popolazione di Galatina e dintorni non vede l’ora di ospitare, seppur extra-moenia, in prossimità della tangenziale Est” (ma dove di preciso?), l’ennesimo mega-impianto credendo alla favola per cui poi pagherà meno tasse sui rifiuti? Sì, come no. I cittadini non ci stanno nella pelle, non vedono l’ora, non credono ai loro occhi, alle loro orecchie, e tra un po’ al loro naso.

    *

    E, a proposito, quanto suolo dovrebbe consumare o assorbire quest’ennesimo mega-porco in nome dell’ecologia e della popolazione virtuosa che fa la differenziata? Uno, tre, cinque, quindici ettari? E codesto mega-impianto dovrebbe poi accogliere, oltre al nostro prodotto interno lurdo, anche frazioni organiche provenienti da fuori comune e, ove necessario, anche da fuori regione? E, di grazia, chi sarebbe preposto alla gestione di questo avveniristico impianto virtuoso? Una nuova o una già esistente società mista pubblico-privato (da leggere: idrovora in grado di ingoiare quantità enormi e non ben precisate di fondi pubblici, di cui s’è già avuta esperienza, e proprio a Galatina)?

    *

    Ma certo che il sindaco non vede l’ora di incentivare l’agricoltura fornendo quintali e quintali di prezioso humus a chilometri zero ai poderi galatinesi. Però, non si è ben capito per quali - ce lo spiegherà nel prossimo comunicato-stampa -, se per le centinaia di ettari di campi di fotovoltaico che ci attorniano, oppure per i 26 ettari di contrada Cascioni in Pantacom, oppure per quelli che coprirà la nuova erigenda tangenziale, o per i terreni da adibire a nuovi comparti di villette bi-familiari, o per i suoli della nuova area mercatale da spianare quanto prima, come auspicano i consumatori (in tutti i sensi), o per le nuove aree artigianali richieste a gran voce dagli artigiani.

    A proposito di artigiani e del loro nuovo comunicato-stampa, in cui, a fianco a richieste ragionevoli, si ritorna a blaterare di nuove aree artigianali, c’è da chiedersi: ma come si fa a non vedere oggi, nelle zone industriali ed artigianali di tutto il Salento, ma anche del resto d’Italia, le decine di capannoni in vendita che, lungo le strade, sembrano attendere un fantomatico compratore, come tante prostitute ormai troppo vecchie? Come si fa a pensare ancora di cementificare il nostro già martoriato territorio con novelle volumetrie? E con quali soldi, poi?

    *

    Signori, questo è il livello del dibattito politico in Galatina, la bella addormentata nel losco. Nessuno che dica nulla. Nessuno che ribadisca il fatto che il famoso compost si dovrebbe fare a livello micro, cioè di famiglia, o di condominio, o al più di quartiere, e non con la creazione dell’ennesima discarica o mega-impianto fuori porta (ché di questo si tratta).

    *

    E le cosiddette opposizioni? A convegno, a palazzo della cultura (quella roba, la cultura, con la quale, secondo alcuni alti, pardon, bassi capi proprio di quelle fazioni, non si mangia). Sì, pare che gli amici della rediviva Forza Italia si siano ritrovati domenica scorsa a dibattere di un tema che è tutto un programma: “Il ritorno al futuro”.

    O forse al tugurio. Di questo passo, e con questi personaggi di destra e di manca (manca, voce del verbo), le due cose coincideranno.

    Antonio Mellone
     
    Di Albino Campa (del 27/11/2012 @ 21:15:44, in Ex edificio scolastico, linkato 1645 volte)

    Cari amici di Noha.it,

    “CHE BISOGNAVA VOLARE”, è un recital ispirato all’opera “Via Paolo Fabbri” di Francesco Guccini, da noi sostenuto in qualità di Presìdio del Libro di Noha e Galatina, che avrà luogo Sabato 1° dicembre alle ore 20.30 a Noha, nell’aula magna del Centro Aperto Polivalente sito in piazza Ciro Menotti.
    I brani del noto cantautore, interpretati da musicisti di alto livello, sono introdotti da brevi testi e inframmezzati da tre video dedicati a Paolo Borsellino, Franco Basaglia e Peppino Impastato.
    L’evento è la giusta occasione per riallacciarsi all’esperienza fatta lo scorso anno, quando grazie al contributo dei Presìdi del Libro, la gente di Noha ha incontrato Salvatore Borsellino in un momento forte di testimonianza e di esercizio del proprio diritto-dovere alla cittadinanza attiva. Riflettere sui temi della legalità e della democrazia, che è partecipazione, accoglienza e rispetto delle minoranze, non è mai abbastanza.
    Mi piace l’idea di ripartire da quella straordinaria serata (il filmato dedicato a Paolo Borsellino è tratto proprio da quell’incontro) in un edificio, ricco di ricordi, di storia e di significato, come l’edificio vecchia scuola elementare di Noha, che proprio il 1° dicembre sarà restituito al paese, connotandosi così come un chiaro segno della presenza delle istituzioni sul territorio.
    Nella mattinata della stessa giornata, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado di Noha incontreranno nuovamente, in videoconferenza, Salvatore Borsellino che passerà idealmente il testimone all’evento serale.
    So che anche in questa occasione saremo in tanti e che, al di là di difficoltà e scoramenti, continueremo ad operare per il bene comune che è bene di ciascuno.

    Paola Congedo
    Responsabile del Presidio del Libro di Noha e Galatina

     
    Lo smaltimento della frazione umida rappresenta ancora il maggiore problema nel ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani. Essa costituisce la maggior parte della nostra produzione di rifiuti e sviluppa serie problematiche ambientali ed economiche, soprattutto quando la relativa modalità di smaltimento consiste ancora nell'anacronistica pratica di fare ricorso ad inceneritori e discariche. Il Comune di Galatina, come tanti altri Comuni della Provincia, nonostante il buon livello di raccolta differenziata, soffre l’assenza di idonei impianti di compostaggio sul territorio, unica vera soluzione al problema. La delibera di giunta regionale che mette a disposizione fondi FERS 2007-2013 per un'ammontare di 12,5 mln di euro da impiegare nella realizzazione di impianti di compostaggio di comunità, ( piccoli impianti a servizio di realtà locali con meno di 4000 abitanti ), rafforza e da prospettiva ad un modello di gestione decentrata e distribuita sul territorio, che potrebbe crearsi , attraverso la realizzazione di impianti di compostaggio di comunità modulabili nella loro dimensione in funzione delle peculiari esigenze dei territori. Nella sostanza ci si auspica che ogni Comune possa gestire sul proprio territorio la propria frazione umida, attraverso un'architettura impiantistica distribuita, in modo da ridurre l’impatto ambientale ed i costi di gestione. Riteniamo necessario aprire un confronto pubblico, per dare un'alternativa all’ipotesi di realizzare in provincia di Lecce n° 03 impianti di compostaggio di grandi dimensioni, ognuno di capacità di 35.000/40.000 Ton/Annue. Peraltro si deve anche considerare che le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia per la realizzazione di tali tipologie di impianto, dovranno essere spese e rendicontate entro il 31/12/2015, termine molto difficile da rispettare per i mega impianti. Al contrario per la tipologia impiantistica diffusa, di tipo modulare, si prevedono tempi certamente inferiori. Confidiamo che l'OGA – L'Organo di Governo d'Ambito – agisca responsabilmente nei modi e nei tempi idonei per scongiurare la perdita di tali risorse economiche. I vantaggi di avere centri più piccoli e diffusi sul territorio sono molteplici: minori costi di gestione e smaltimento, minimizzazione dell'inquinamento dovuto ai trasporti stradali (stimato in diverse centinaia di migliaia di km), maggiore facilità di controllo da parte delle amministrazioni e dei cittadini. Inoltre si eviterebbero i potenziali “effetti collaterali” dovuti ad una gestione centralizzata di ingenti quantità di rifiuti e di denaro. Questa alternativa potrebbe essere un'opportunità per tutti i Comuni di gestire “in-house” tale servizio attraverso la creazione di una cooperativa di comunità, il quale è un interessantissimo strumento formalizzato da poco dalla Regione Puglia per la gestione dei servizi locali.
    Lavoreremo affinché il Comune di Galatina porti questa proposta nelle assemblee decisionali dell’ATO LE/2 e ci facciamo promotori della formalizzazione di un tavolo istituzionale fra tutti i comuni interessati.


    Antonio Congedo
    Consigliere Comunale al Comune di Galatina
    Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista

     
    Di Antonio Mellone (del 17/04/2017 @ 21:13:35, in NohaBlog, linkato 833 volte)

    CARO RENZI,

    temo che quello che si vocifera in giro sia vero. E cioè che nella sua recente visita pastorale alle pecorelle di Bari che si spellavano le mani nell’applaudirla (incluso qualche candidato Sindaco del mio paese), lei abbia solennemente formulato uno dei suoi pensieri inediti più alti, nobili e profondi in merito allo “sviluppo” e, immagino, alle “ricadute occupazionali” da conseguire nel settore turistico pugliese: quello per il quale sarebbe ormai d’uopo qui e ora procedere al copia-incolla del “modello Rimini”.

    Chissà cosa ci vede di bello nel “modello Rimini” (scusi il pleonasmo). Forse le migliaia di alberghi che infestano la riviera romagnola ridottisi quasi tutti ad imprese marginali, con notevoli difficoltà economico-finanziarie per via dei costi crescenti e dei ricavi decrescenti (codesta deflazione si registra anche in altissima stagione), e un valore degli immobili che oggi quotano la metà rispetto a quanto non fosse solo qualche anno fa. Forse il calo inesorabile dei turisti stranieri. Forse il dissesto delle banche emilian-romagnole che hanno finanziato questa tracotante e monotona “idea-guida”, e non riusciranno mai a recuperare i capitali prestati.

    O forse le discoteche, i luna park, le piscine in riva al mare, gli stabilimenti balneari uno dietro l’altro, i frizzi, i lazzi e le mille altre strutture artificiali false come un centro commerciale schierate alla stessa stregua di un plotone di esecuzione contro l’esercito di habitué, spesso ignaro della propria schiavitù (lo sa benissimo anche lei quanto la civiltà dei consumi dispensi dal pensare con la propria testa e quindi di decidere in autonomia). O forse quella cosa che chiamano mare.

    Ebbene, io inorridisco al solo pensiero che il mio Salento si trasformi in maniera strutturale nella bolgia riminese (oddio, in alcuni tratti d’estate qui stiamo riuscendo anche a fare di peggio); e guardi che la mia visione non è soltanto estetica, ma anche civile e politica.

    Io penso, caro Renzi, che la mia terra non abbia bisogno di copiare proprio un bel nulla, né da Rimini, né dai grattacieli di Dubai, né dalle Seychelles. Credo anzi che debba continuare, ove possibile - e nonostante i numerosi tentativi di imbastardimento voluto dalle multinazionali, spesso con successo - a rimanere se stessa.

    Per quanto mi riguarda, sono certo che il Salento non abbia alcun bisogno di promozioni, semmai di bocciature. E che i lidi privati (con il contorno di parcheggi a pagamento) siano un danno per tutti, tranne che per quei quattro cosiddetti imprenditori, amici degli amici, perennemente con il cappello in mano e con le pezze al culo.

    La mia terra non ha bisogno né di resort né di escort, ma di libertà dal profitto; non necessita di turismo diventato degrado, ma di viaggiatori delicati.

    E’ ancora convinto che il nostro modello di turismo - come suggerirebbe la sua sicumera - sia quello di andarsi a rinchiudere in un villaggio turistico? Ma davvero lei crede, come facevano i politici degli anni ’80 del secolo scorso (quello dei paninari e del debito pubblico che si metteva a galoppare) che certi ammassi di calcestruzzo e cafonaggine portino ancora oggi ricchezza alla Puglia? Non pensa invece che questa maniera rétro di fare economia convenga soltanto a quattro speculatori, ai Briatore di complemento, nonché ai mafiosi la cui mamma sembra essere perennemente incinta?

    Io non credo che il vero Salento abbia il bisogno improcrastinabile d’ammalarsi di omogeneità, di riempirsi di “baretti sulla spiaggia” con movida a parcella, di affogare negli aperitivi che fanno tanto tendenza specialmente se shakerati con calca, ressa e fiumana di gente.

    Io penso invece che sia giunta l’ora della sveglia, e che dunque i salentini inizino a ribattere colpo su colpo alle corbellerie che lei e suoi megafoni (incluso il quotidianato locale simpaticamente definito “giornalismo”) cercate di inculcarci.

    Per fortuna v’è un crescente numero di conterranei che finalmente ha iniziato a lottare per la propria e l’altrui felicità. Sta così man mano denunciando gli imbrattacarte asserviti al potere del cemento; sta ribattendo colpo su colpo agli opinionisti organici al clan delle pale eoliche; sta smascherando gli editori e i loro portaborse refrattari alla verità; sta strenuamente opponendosi alla lobby dei transadriatici tubi del gas (fiore all’occhiello del suo disastroso governo); sta condividendo la lotta alle cosche dell’asfalto di autostrade a doppio senso, anzi senza; sta insorgendo contro le bande armate di trivelle petrolifere; sta sbugiardando giorno dopo giorno la frode della Xylella, nonostante i tromboni provino pervicacemente ad insistere con la solita manfrina dell’“emergenza”; sta iniziando a provare repulsione per i centri commerciali che svuotano i (veri) centri delle città; sta mobilitandosi contro i novelli porti turistici, i comparti edilizi, le aree parcheggio e le zone di depressurizzazione.

    E finalmente ha votato NO al referendum su quella pigliata per fessi chiamata “riforma” a lei tanto cara, più per salvare la Costituzione che con la speranza che lei mantenesse la sua parola - alla quale, invero, non ha mai creduto (“Se perdo il referendum lascio la politica”- [sic]).

    Il vero Salento è quello in grado di dire di No a molte cose, piuttosto che di Sì a tutto, e s’accontenta del poco che è abbastanza, anzi già troppo.

    Il turismo può uccidere, caro lei. Può uccidere un territorio, il suo mare, la sua economia, il suo habitat, la sua identità, come ha già fatto altrove.

    Sì, senza dubbio, chi ama il Salento lo difende da persone che la pensano come lei.

    Con immutata stima.

    Antonio Mellone

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 04/02/2015 @ 21:09:59, in NohaBlog, linkato 983 volte)

    Mi è capitato per caso di imbattermi in un triste racconto. La tristezza però ha avuto ragion d’essere perché, di fatto, si tratta di una storia vera, di persone comuni, come me o voi che state leggendo qui, e di un posto neanche tanto distante da casa nostra. Si tratta di orti fertili inquinati dal ricatto occupazionale, di malattie mortali, di ciminiere che sputano morte, di amministrazioni che si lasciano plagiare da sponsorizzazioni e compromessi politici. Ho deciso di condividerlo perché la similitudine con quello che sta accadendo a Galatina e dintorni (ovviamente Noha compresa), è alquanto inquietante.

    I dati dello stato di gravità che interessano soprattutto Galatina, sono riportati dal Quotidiano di Puglia di qualche giorno fa, di cui allego il collegamento in rete:

    www.quotidianodipuglia.it
    di Marcello D’Acquarica
     

    LA MORTE CHE DAL NORD 
    ARRIVÒ NEL VOSTRO ORTO

    La storia del Sud colonizzato che passa da Taranto - I puntata

    di Gianluca Coviello

    (E’ un giovane collega di Taranto, fra gli organizzatori del sorprendente Primo Maggio jonico promosso dal Comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti di cui fa parte. Lavorava a Taranto Oggi, l'unico giornale che il responsabile delle relazioni esterne dello stabilimento siderurgico, come risulta dalle intercettazioni telefoniche, “accusava” di non accettare "suggerimenti" e aiuti dall'Ilva sotto forma di campagne pubblicitarie ben retribuite).

    Immaginate di avere un orto adiacente alla vostra abitazione. Ipotizzate che un giorno uno sconosciuto bussi alla vostra porta e vi faccia una proposta: una bella ciminiera sul vostro terreno. Vi offre mille euro al mese, il doppio di quanto guadagnate rivendendo le vostre zucchine. Accettate. Nel giro di pochi anni arrivano aziende da lontano, dal nord, e iniziano a costruire la ciminiera. Arriva il progresso. Alcune ditte, sempre "straniere", si occupano di trasportare i materiali di costruzione; altre, poi, a lavoro ultimato, di provvedere al trasporto delle materie prime e del lavoro finito. Ai vostri vicini di casa viene dato solo il compito di cucinare per gli operai e di tenere pulito.

    Passa qualche anno e vi accorgete che il vostro nipotino ha spesso la tosse. Ne passa qualcun altro e la zia si ammala. Dopo trent'anni dalla scelta di mettere a disposizione il vostro orto, tutta l'economia del quartiere gira intorno ai piccoli servizi forniti all'azienda (quelli più remunerativi continuano ad essere svolti da ditte del nord). La zia muore di tumore e vi arriva all'orecchio la notizia che anche quelli sull'altro versante della strada non stanno tanto bene.

    Iniziate a pensare che la colpa sia della ciminiera e chiamate la proprietà, che non è più lo Stato ma dei privati, per esporre i vostri dubbi. Loro ti ascoltano e poi ti inviano un sacco di dati rassicuranti. Voi non ne capite molto di certe cose ma i nomi degli scienziati che sottoscrivono questi dati sembrano importanti. Parliamo di studi che vengono anche presentati in pubblico con in prima fila tutti i rappresentanti istituzionali. Ne hanno parlato anche in tv. Per stare ancora più sereni, chiamate chi per legge deve controllare i fumi e salvaguardare il territorio. Vi tranquillizzano tutti.

    I giornali parlano ogni tanto di queste strane malattie ma riportano anche degli spazi pubblicitari in cui i proprietari della ciminiera dichiarano che hanno investito una marea di soldi per non inquinare (più di un miliardo di euro!). Alcuni giornalisti sostengono il contrario, scrivono che le cose non vanno affatto bene, ma non hanno una buona reputazione, vi dicono che non sono attendibili.

    I capi della ciminiera vi convincono che il problema sia tutto nei vostri errati stili di vita. Avranno tanta esperienza per essere arrivati dove sono. Non sapete che sono diventati proprietari di un impero così importante da un giorno all'altro, passando dall'amministrare piccole ferriere a un colosso industriale solo grazie a un regalo dello Stato. Era anche vostra la ciminiera una volta, ma lo ignorate; non sapete che è stata costruita con soldi pubblici, di tutti, e poi regalata per quattro soldi a questi uomini del nord (rientreranno nella spesa sostenuta dopo un anno e mezzo di attività). 
    Vi fidate di loro: basta sigarette, alcol e cibi grassi.

    Passano altri 15 anni. Il piccolo nipotino è oggi un adulto e non ha mai smesso di avere problemi respiratori. Avrebbe voluto studiare ma in città non c'è l'università e non c'erano i soldi per mandarlo altrove. Ha trovato lavoro sulla ciminiera.

    Qualche anno dopo di colpo tutto sembra cambiare: le indagini della magistratura dimostrano che i fumi provenienti dal vostro orto procurano la morte. Il padrone della ciminiera scompare, si defila, lascia tutto. A voi resta un giardino incoltivabile perché contaminato e una ciminiera da rimuovere. Non va meglio ai vostri vicini che non dipendevano economicamente, in modo diretto o indiretto, dalla ciminiera. Hanno dovuto abbattere centinaia di animali contaminati del proprio allevamento, in tutto circa 1600 capi (64 bovini solo pochi giorni fa). Altri, per lo stesso motivo, hanno dovuto mandare al macero tonnellate e tonnellate di cozze.

    Un giorno però il Governo bussa alla vostra porta. Voi pensate: finalmente si riprenderanno la ciminiera e mi ridaranno il mio orto com'era prima. Ma non va così. Vi dice che la ciminiera deve continuare ad essere operativa. Metteranno dei filtri ma non vi dicono né quando né con quali soldi. Vi parlano di "eco-compatibilità" e voi restate a bocca aperta. Sul momento non date a vedere la vostra perplessità ma, appena restate da soli, correte a cercare quel termine sul vocabolario, senza trovarlo. Poi l'uomo che lo Stato ha messo a capo della ciminiera va dai vostri vicini e dice loro che, nonostante non vengano più pagati da mesi per i loro servizi, quelli esternalizzati (i lavoratori non percepiscono stipendio da otto mesi), DEVONO continuare lo stesso a lavorare.

    Intanto dalla ciminiera continua ad uscire fumo nero, anche se un amico vi ha detto che produce milioni di debiti ogni mese, non sviluppa più ricchezza. Nell'orto accanto hanno da tempo realizzato un grosso buco dove buttano qualcosa di giorno e di notte. Una volta sul giornale avevate letto che era stato arrestato il Presidente della Provincia perché voleva autorizzare lo sversamento in quel buco. Una follia. Pochi mesi dopo, però, il Governo aveva approvato quella stessa identica autorizzazione senza che nessuno andò in galera.

    Oramai siete anziano e decidete di andare a trovare un vecchio amico fuori città. Anche da lui erano andati a proporre l'installazione della ciminiera nel giardino. Lui disse di no. Oggi ha messo su una piccola produzione di prodotti biologici che esporta al nord ma anche all'estero. I suoi vicini si stanno organizzando per realizzare una piccola industria di trasformazione grazie ai finanziamenti europei.

    Tornate a casa malinconico, guardate la vostra ciminiera e gli occhi spenti di chi vive nel vostro quartiere. Proprio come i vostri. Chiudete la porta, avete un po' d'affanno. Poi vi prende quella fitta che ogni tanto si fa viva. Vi siete convinti: domani andrete a farvi controllare. Anzi, ci andrete quando la Asl vi dirà che c'è posto, pagando il ticket. Avete fatto finta di niente per tanto tempo ma ora non potete più nasconderlo: non vi sentite bene neanche voi.

    fonte
     
    Di Antonio Mellone (del 22/11/2016 @ 21:08:39, in NohaBlog, linkato 974 volte)

    Ricapitolando.

    Io voto no perché sono entrato nel merito della riforma e ho capito dove vuole andare a parare. Perché a suo tempo ho preso trenta in Diritto Costituzionale, e da allora non ho mai smesso di studiare e insegnare Diritto (oltre che Economia), e se passasse questa riforma me ne passerebbe la voglia.

    Perché lo capirebbe anche un somaro che un parlamento eletto con il Porcellum, la legge dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte, non è legittimato a sfiorare nemmeno con un dito la legge fondamentale di uno Stato. Perché una Costituzione potrebbe essere redatta ed eventualmente modificata comunque da “padri e madri costituenti” e non da un’accozzaglia di animatori di villaggi turistici, buoni solo a inventar slogan per allocchi e mandare a rotoli lo Stato.

    Perché una Costituzione dovrebbe essere scritta in uno stile lineare, semplice, comprensibile da parte di tutti, direi perfino attico, e non in maniera prolissa, cervellotica, baroccheggiante, sgangherata. Perché ogni volta che han messo mani alla Costituzione del 1948 l’han fatto per renderla peggiore, e quest’ultima riforma sarebbe il suo colpo di grazia. Perché non è mia intenzione di ridurre il numero dei Politici, ma quello dei politicanti. Perché, per dire, io sarei pure per il bicameralismo perfetto: la doppia o l’ennesima lettura di una legge mi fa stare più tranquillo.

    Perché quel che conta non è la velocità con cui si vara una legge (oltretutto si dimostra che, quando si vuole, le leggi, specie quelle più repellenti, vengono votate e promulgate in men che non si dica) ma la bontà e l’efficacia del provvedimento legislativo. Perché per ridurre “i costi della politica” non è necessario sfasciare la Costituzione: basterebbe una legge ordinaria (tipo quella recentissima affossata proprio dai paladini del “taglio dei costi della politica” con rinvio in commissione, vale a dire alle calende greche: mai). Perché più che i costi della Politica o della democrazia mi preoccupano quelli dell’autoritarismo, dell’arroganza, del potere del più forte (comunque si chiami: Renzi, Berlusconi, Grillo o Pinco Pallo, o di qualunque gruppo, lobby, partito, loggia, fazione o movimento faccia parte).

    Perché questa novella costituzione pasticciata è pericolosa e fa venir meno la separazione dei poteri, in special modo tra governo e parlamento. Perché è falso che la riforma non cambi la forma di governo (è vero che il testo non ne parla, ma il trucco è proprio questo). Perché il più “autorevole” dei personaggi che vorrebbe modificare la “vecchia” Costituzione è ancor più vecchio della  Costituzione stessa (per non parlare di certi giovani rampanti più vecchi dei vecchi). Perché non si cambia tanto per cambiare, ma, se proprio si è costretti, sempre in meglio mai in peggio.

    Perché una Costituzione dovrebbe unire il paese, non spaccarlo in due o più parti che si stanno reciprocamente sul cazzo. Perché a dispetto di quel che ci raccontano (tipo la “semplificazione”) non solo rimane il bicameralismo, ma s’ingarbuglia vieppiù l’attività legislativa con non si sa più quanti modi diversi di legiferare e conseguenti conflitti di attribuzione. Perché, dunque, non tolgono il Senato come vorrebbero farci credere ma le elezioni dei senatori, i quali invece dovrebbero essere eletti (come tutti gli organi legislativi di uno stato democratico) a suffragio universale diretto. Suffragio. Universale. Diretto.

    Perché i Senatori scelti fra i consiglieri regionali (in numero di 74) e i sindaci (in numero di 21) rischierebbero di far male entrambe gli incarichi: il ruolo di senatore è troppo importante, complesso e delicato perché possa essere considerato un dopolavoro (così come altrettanto impegnativi e importanti sono i ruoli di consigliere regionale e di sindaco che dovrebbero essere svolti possibilmente a tempo pieno e non a tempo perso).

    Perché è incostituzionale che una Costituzione sia scritta da un governo, che addirittura ci mette la faccia (e anche quel che più le somiglia): il principio cardine di uno stato moderno e di diritto, quello della divisione dei poteri, prevede che un governo non dovrebbe azzardarsi a toccare la Costituzione nemmeno con una canna di canale, ma soltanto rispettarla e, se in grado, di realizzarla.

    Perché con l’abolizione della “legislazione concorrente” e con la clausola di “supremazia statale” verranno sottratte ai territori le decisioni connesse a una serie incredibile di materie come le “grandi reti di trasporto e navigazione”, la “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”, la “tutela della salute” e io non vorrei non poter più contare una cippa in merito a decisioni tipo: trivelle, inceneritori, Tap, Colacem, porti turistici, pale eoliche, centrali nucleari, strade statali, Ilva, Cerano, Tempa Rossa, e via discorrendo: la sovranità appartiene a un popolo stanziato su di un territorio. Popolo. Stanziato. Su. Di. Un. territorio.

    Perché  possono togliermi tutto ma mai la mia dignità. Perché non sono uno yes-man e so già che vincerà il sì, cioè la gran massa dei fautori del pd (partito dittatoriale). Perché non faccio il tifo per una persona o un premier o un partito o un movimento, ma per un ideale. In questo caso la Costituzione, la madre delle leggi. Che in questo pezzo voglio simboleggiare con il volto - per me sempre giovane e bello - di mia madre.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 01/10/2014 @ 21:06:51, in NohaBlog, linkato 1566 volte)

    E’ mai possibile che in questo comune fuori dal comune si dia il via libera ad un mega-impianto di compostaggio aerobico e giacché ci siamo anche ana(l)erobico, e nessuno, tranne il sottoscritto (che conta come il due di picche) e il povero Raimondo Rodia di Galatinablogolandia, osi alzare ciglio o storcere il muso o postillare qualcosa soprattutto in merito al fatto che il tutto si decida sempre sulla testa del cittadino, senza nemmeno sognarsi non dico di interpellarlo preventivamente ma quantomeno di informarlo su quello che gli capiterà a breve?

    Certo, non mi riferisco qui ai sedicenti giornalisti copia-incollatori del “Quotidiano” ed alla loro opinione (semmai ne avessero una), né al noto redattore capo di sgualdrina.it (con rispetto parlando), ma alle teste pensanti galatinesi (posto che ne fosse rimasta qualcuna in giro), ai residui blogger non allineati e soprattutto non coperti, agli studenti non addormentati, ai comitati spontanei di cittadini, agli spiriti liberi superstiti e in grado di pronunciare il loro “invece”.

    *

    Nei giorni scorsi, come forse avrete avuto modo di leggere, è apparso un comunicato-stampa a siti unificati e a firme congiunte di tal Angelo Tondo (presidente ASI – l’acronimo starà probabilmente per Azienda Scempio Infinito o Agenzia Speculazione Immondizia), di Graziano Vantaggiato, sindaco del comune di Soleto, e, last and least, dell’ineffabile Cosimo Montagna (poteva mai mancare il nostro Mimino? Certo che no: quando si tratta di colpi di grazia lui è sempre il primo cittadino).

    In codesto comunicato si legge che “finalmente” proprio all’ingresso di Galatina, provenendo da Lecce, in una traversa della SP 362, però in territorio di Soleto a “4 – 5 chilometri da tutti i centri urbani intorno” (nemmeno tanto distante in linea d’aria anzi di biogas dalla zona dove su 26 ettari quadrati verrà spalmato il Mega-Porco commerciale in Pantacom: se disastro deve essere sia completo), verrà piazzato un bell’impianto “anaerobico ed aerobico con produzione di compost di qualità [sic] da utilizzare nelle nostre campagne [sic], senza alcuna immissione di fumi nell'ambiente [sic]. Si tratterà quindi di un impianto all'avanguardia a servizio dei Comuni dell'ex ATO Le2, che ne trarranno immediato beneficio economico sulla tariffa [sic] e risolveranno finalmente l'annoso problema del conferimento della frazione organica dei rifiuti. La realizzazione degli impianti di compostaggio infatti ci libererà dalla schiavitù e dal disastro ambientale delle discariche [sic] dal rischio ambientale che ne deriva e dai cattivi odori [sic]”. Come si possa riuscire a concentrare in così poche righe un così alto numero di baggianate bisognerebbe chiederlo alla suddetta trinità firmataria, la quale probabilmente o non sa quello che dice e fa, oppure dice e purtroppo fa quello che noi ancora non sappiamo. Vediamo perché.

    *

    Intanto questa storia del mega-impianto aerobico e anaerobico.

    E’ l’uno o l’altro? Perché entrambi? E come si deciderà quale frazione di rifiuti indirizzare alla prima e quale alla seconda linea? Forse che le bucce di banana saranno destinate al compostaggio anaerobico mentre gli scarti dell’industria casearia, per dire, a quello aerobico? Non è che saremo costretti a fare una differenziata nella differenziata (cioè una differenziata al quadrato)? Oppure la frazione umida proveniente dal Salento sarà digerita anaerobicamente mentre quella che acquisteremo dal resto d’Italia (necessaria al raggiungimento del quantitativo minimo per giustificare un impianto di quella portata) verrà sottoposta alla danza aerobica?

    E’ stato detto per caso agli ignari cittadini che il gas derivante da una fermentazione anaerobica è un metano impuro (infatti solo il 50% è metano)? E che per un impianto, diciamo, da 1MW si hanno circa 30 milioni di mc di fumi prodotti all'anno, che equivalgono a tonnellate di gas nocivi (tra cui anche l'azoto ammoniacale)? Che la digestione della biomassa in assenza d’aria, fondamentale per la produzione del cosiddetto biogas, impone temperature medio-alte (in media 55°C) - con conseguenze anche sul microclima locale - per effetto delle quali si verifica una selezione batterica a favore di gruppi termofili, alcuni dei quali pericolosi per via della produzione di neurotossine mortali? Qualcuno ha mai fatto capire alla popolazione che il nostro territorio - tra centrali a carbone, fotovoltaico a iosa, pale eoliche, eccetera - è uno dei poli energetici più grandi d’Italia, tanto che buona parte dell’energia ivi prodotta viene letteralmente buttata via, e che dunque non vi è necessità alcuna di aumentare ulteriormente la produzione di KW con un altro impianto (stavolta a “biogas”)?

    Lo sanno i vostri elettori che la FORSU (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) destinata all’anaerobico deve essere trattata preventivamente con flocculanti e stabilizzanti chimici e che lo stabilizzato che fuoriesce dai digestori, il FOS, per quanto lo si integri con ammendante controllato (residui verdi) è a tutti gli effetti un rifiuto speciale inutilizzabile come compost in quanto dannosissimo all’agricoltura, e pertanto da trattare in discariche speciali? E che, a proposito di “benefici sulle tariffe” il prezzo per tonnellata del trattamento di questo rifiuto è doppio rispetto a quello pagato per gli altri RSU (residui solidi urbani)?

    Ed infine, sempre a proposito di domande da porci, è questa la democrazia partecipativa per cui Roberta & Co. si son sempre battuti nella loro precedente vita?

    Si attendono le solite risposte, cioè quelle che non arriveranno mai.

    *

    Ragazzi, questi personaggi da trinità dei morti son riusciti in men che non si dica a trasformare la terra dei fichi in una novella terra dei fuochi.

    Questi sono proprio fuori. Come un bidone della spazzatura.

    Antonio Mellone

     
    Di Redazione (del 13/03/2014 @ 21:05:23, in Comunicato Stampa, linkato 1023 volte)

    Per l’ennesima volta il Sindaco Montagna prova a rattoppare l’operato maldestro della sua squadra di governo adducendo, come al solito, argomentazioni senza alcun fondamento e smentite dai fatti.

    E’ necessario, per quanti non a conoscenza delle vicende, fare un breve riepilogo dei fatti :

    -       Il 28 febbraio 2013 con nota di istruzioni pubblicata sul Bollettino Ufficiale del Ministero di Giustizia si stabilisce che entro il 29 aprile 2013 i Comuni interessati avrebbero la possibilità di formulare l’istanza per il mantenimento degli uffici del Giudice di Pace evitando la soppressione, come stabilito dalla legge n. 148 del 14 settembre 2011, a meno che i Comuni, anche consorziati fra loro, decidessero di mantenere tale sede accollandosi gli oneri da essa derivanti.

    Quindi al Ministero di Giustizia spetterebbe solo il pagamento dei compensi dei giudici onorari e nulla più mentre ai Comuni il mantenimento della sede in termini di costi di gestione (luce, acqua, gas, spese di pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile), ma anche il costo del personale amministrativo in numero adeguato alla pianta organica prevista dal Ministero. Costo presumibile a carico delle casse comunali circa € 40.000,00

    Il 16 Aprile 2013 con delibera di Giunta n° 117 il Sindaco Montagna e la sua squadra di governo esprimeva la “DISPONIBILITA’ DEL COMUNE DI GALATINA AL MANTENIMENTO SUL PROPRIO territorio DELLA SEDE DISTACCATA DEL TRIBUNALE DI LECCE”

    -       il 29 Aprile 2013 scadeva il termine per presentare l’istanza di mantenimento che il Comune di Galatina, malgrado la delibera 117/2013, ha ritenuto opportuno non presentare

    -       Il 23 Maggio 2013 nei locali della sezione distaccata di Galatina del Tribunale di Lecce, si teneva un’assemblea pubblica organizzata dalla Camera Forense di Galatina che emanava un documento ufficiale di protesta avverso la prospettiva di soppressione. Il Sindaco Montagna, invitato a partecipare, affermava una generica disponibilità dell’Amministrazione comunale a schierarsi accanto agli avvocati che sostenevano questa battaglia, pur sapendo che il 29 aprile precedente non aveva presentato alcuna istanza in tal senso.

    -       24 Maggio 2013 / 10 Marzo 2014 Oblio assoluto, non risulta agli atti alcun documento ufficiale inviato dal Comune di Galatina teso a far valere le proprie richieste.

    -       11 Marzo 2014 dalla stampa si apprende che gli uffici del Giudice di Pace di Galatina saranno soppressi non avendo l’Amministrazione Montagna presentato istanza nei tempo previsti.

    -       12 Marzo 2014 il Sindaco Montagna sugli organi di stampa afferma ““Cercheremo una sede più piccola e inoltreremo domanda al Ministero di Giustizia”

    Il Sindaco Montagna, in ritardo di quasi un anno, solo oggi torna sull’argomento e si interessa al mantenimento della Sede Distaccata del Tribunale; Contemporaneamente, assessori della sua giunta si spendono per l’utilizzo esclusivo dell’immobile come sede degli uffici comunali, manifestando nei fatti opinioni diverse.

    Tutto ciò premesso, pensare che questa Amministrazione abbia idee confuse e scarsa progettualità è inevitabile.

    Le liste civiche Galatina in Movimento, Galatina altra, novaPolis Galatina e Movimento per il Rione Italia invitano il Sindaco Montagna a prendere atto, in modo definitivo, dell’inadeguatezza della sua squadra di governo e a valutare ogni azione necessaria per ridare alla Città una guida adeguata guardando, questa volta, tra le tanta professionalità e competenze galatinesi, visti i risultati insoddisfacenti anche degli assessori “stranieri”.

     

    A fine giugno scorso abbiamo lanciato una petizione per chiedere che il Mar. Masi venisse restituito al Nucleo investigativo dei Carabinieri di Palermo. (http://www.change.org/it/petizioni/presidente-della-repubblica-italiana-restituite-il-mar-masi-al-reparto-investigativo-dei-cc-per-la-cattura-dei-latitanti)

    Sapevamo bene che le petizioni in genere non sono prese in considerazione dai destinatari, ma a noi premeva che tanta gente conoscesse la storia del coraggioso carabiniere che ha scelto di seguire la sua coscienza ed onorare il giuramento fatto sulla Costituzione, attirando su di sé ogni sorta di allucinante situazione, piuttosto che voltarsi dall’altra parte e fare carriera assicurandosi una vita tranquilla.

    Per questo, non solo on line, ma anche in tante città d’Italia, oltre a manifestare il nostro sostegno al Mar. Masi, abbiamo raccolto le firme sui banchetti in modo da poter condividere il nostro sdegno ed ogni cittadino firmatario potesse diventare un nuovo megafono di consapevolezza rispetto a questa incredibile vicenda, volutamente e servilmente ignorata dall’informazione ufficiale, a parte pochissimi rari esempi di Giornalismo che hanno deciso di raccontarla malgrado le intimidazioni a forma di querela.

    I plichi contenenti ben 6.580 firme, di cui circa 2.000 raccolte nelle piazze, sono stati spediti lo scorso 17 ottobre ai tre destinatari della petizione, a mezzo Racc.ta a R. 1:

    Al Presidente della Repubblica Italiana

    Al Ministro della Difesa

    Al Comandante generale dell’Arma dei carabinieri

    L’appello è stato sottoscritto da diversi esponenti del Giornalismo, dello Spettacolo, della Cultura, della Politica, dei familiari di Vittime di mafia e dai tantissimi cittadini che vogliono ancora sperare di poter vivere in un paese che non debba condannare alla morte civile un Servitore dello Stato che, per il suo spirito di servizio, è già stato terribilmente penalizzato. E non solo lui, ma anche noi, visto che privare il Nucleo Investigativo di un Investigatore del suo livello, certamente non fa bene al Paese oltre che all’Arma stessa.

    Tra i primi firmatari ricordiamo:  Salvatore Borsellino, Angela, Gino e Gianluca Manca, Petra Reski, Sabina Guzzanti, Giorgio Carta, Redazione di AntimafiaDuemila, Fiorella Mannoia, Giulio Cavalli, Loris Mazzetti, Pippo Giordano, Angela Napoli, Cosa Pubblica, Enzo Guidotto, Giusy Traina, Associazione Antimafia territorio e Legalità, Loredana Cannata, Isa Ferraguti, Caterina Liotti, Laura Caputo, Cinzia Franchini, Michela Rinaudo (Lina La Mattina), Vincenzo Agostino.

    L’esito di questo caso sarà  la certificazione di un paese che, se questo appello rimanesse inascoltato, prendendo in prestito le parole quanto mai appropriate di Loris Mazzetti, ricorderebbe più il Cile di Pinochet che l’Italia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

     
    Galatina, 28/10/2014
     
    Anita Rossetti

    Coord. Gr. “Sognatori Resistenti R.Fonte e A. Montinaro” – Salento

    Email: anitarossetti@alice.it

     
    Di Antonio Mellone (del 22/03/2014 @ 21:04:49, in NohaBlog, linkato 1851 volte)

    Ogni volta che la mia amica Anita Rossetti del popolo delle Agende Rosse di Galatina m’invita ad una manifestazione antimafia (chiamiamola così per semplificare) sono colto da un duplice viluppo di sentimenti contrapposti. Da un lato sono contento, eccome, certo di incontrare gli amici ed i compagni di tante battaglie, di ascoltare parole tratte finalmente da un vocabolario non stantio e lontano dai luoghi comuni, di conoscere altre persone, di arricchirmi culturalmente, di sentirmi a mio agio, insomma; dall’altro, sono infastidito, che dico, amareggiato, terrorizzato nel registrare le topiche assenze eccellenti, ovvero gli atteggiamenti decrepiti o boriosi dei soliti noti in caso di loro presenza (e non so, a questo punto, cosa sia peggio, se la loro assenza o la loro presenza), conditi da interventi talvolta fatti solo per dare aria alla bocca.

    *

    Lunedi 17 marzo scorso, per dire, ero nella platea del teatro delle Gallerie Tartaro di Galatina al convegno “Identità in dialogo # patriasenzapadri”, organizzato dall’assessorato alla cultura del comune, al quale ha partecipato Massimo Ciancimino, in collegamento video, intervistato dalla giornalista e scrittrice Petra Reski (nota in Italia e all’estero per la sua produzione letteraria di denuncia della criminalità organizzata, cfr. Wikipedia e siti vari).

    Anche in questa occasione ho provato i due opposti grovigli di sentimenti, come dicevo all’inizio di queste note.

    Da un lato ho avuto il piacere di re-incontrarmi con Anita, di conoscere di persona Petra Reski, di conversare brevemente ma amabilmente con Rita Toscano (impegnata in qualche modo nell’organizzazione della serata, e attivissima nella promozione della neonata stagione teatrale galatinese), di scambiare due parole con Eleonora Longo (la nostra turbo-dirigente scolastica, sempre presente in manifestazioni di questo tenore: che bello, e che esempio per docenti e discenti), di confrontarmi prima dell’inizio del convegno con l’assessora Daniela Vantaggiato – che, devo ammettere, oltre che “coraggiosa” nell’organizzare l’evento con il figlio del defunto boss Vito Ciancimino, è stata davvero in gamba nel presentare la serata al pubblico, oltretutto con una dizione ed una cadenza finalmente senza pesanti o meschine inflessioni, cosa rara a Galatina e dintorni (vedi, prof. Vantaggiato? stavolta non scrivo per cantartene quattro, ma per riconoscere la tue capacità: ciò che giusto è giusto), di conservare il posto a sedere ad Alfredo Melissano (endemicamente in ritardo, nonostante da queste parti i convegni inizino puntualmente con almeno i tre quarti d’ora accademici di mora), di stringere la mano a Tommaso Moscara (congratulandomi per l’impegno e l’impeccabile regia), di salutare Angela Beccarisi (con la quale basta uno sguardo d’intesa, senza tanti fronzoli). Ed ancora di assistere alla stupenda performance artistica dell’ouverture da parte degli studenti del Liceo Classico “P. Colonna”, alcuni dei quali sono anche redattori della bella rivista “Intervalla Insanie” (ragazzi, io sono con voi, e lotto anch’io per il diritto di parola. Difendiamolo insieme dove manca, dove indietreggia, dove rallenta. E se questo dovesse costarci caro, paghiamone allegramente il prezzo: anche questa è responsabilità civile). E, non ultimo, di ascoltare le parole di Massimo Ciancimino, che con le sue dichiarazioni ha squarciato il velame del segreto che accomuna pezzi di Prima e Seconda Repubblica, ministri e alti ufficiali mendaci e smemorati, politici ipocriti, e istituzioni, apparati, forze dell’ordine, servizi di sicurezza, e pure qualche cardinale. E siamo nel campo della famosa “trattativa stato-mafia”, come riportato anche nel suo libro “Don Vito”, scritto con Francesco La Licata (Feltrinelli, Milano, 2010).

    Molti scordano, o forse non lo sanno (affaccendati come sono sempre stati in tutt’altre faccende) che, grazie alla testimonianza di Massimo Ciancimino, molti politici (che magari hanno pure fatto carriera tramandandosi la scatola nera dei loro segreti inconfessabili anche su stragi e trattative) dapprima muti come pesci sono stati costretti a ritrovare la memoria e la loquacità, e hanno dovuto ammettere, tra mille arzigogoli e contraddizioni, che sì, una certa trattativa c’era stata, e che il patto di omertà era stato devotamente rispettato, soprattutto, guarda un po’, dagli uomini del cosiddetto Stato.

    Sì, signori, c’è da constatare purtroppo che il lemma Stato per alcuni è solo un participio passato.     

    *

    Ma a fronte dei sentimenti belli e positivi sopra evidenziati, sono stato costretto, dall’altro lato, a provare l’amara sensazione, con tanto di ruzzolone da parte delle mie braccia (per non dire la cascata di un altro binomio anatomico meno oblungo e più sferico) nell’ascoltare e soprattutto nell’osservare la prestazione pubblica del mio sindaco, al secolo dott. Mimino Montagna.

    Orbene, io m’aspettavo di sentire la voce del Montagna riecheggiare altissima in quella sala teatro - tanto da far tremare le belle capriate lignee di cui sono costituite le sue arcate - e scandire con tutti i decibel possibili ed immaginabili locuzioni del tipo: “Anch’io voglio conoscere la verità, come cittadino ed in nome del mio popolo. E non importa da chi proferita, questa verità”.

    *

    Invece ho dovuto assistere ad uno spettacolo un po’ così, ed ascoltare ancora una volta un uomo pubblico blaterare frasi non saprei dire fino a che punto proferite sul filo della logica.

    Oltretutto, il mio sindaco, forse ignaro delle più elementari norme del bon-ton istituzionale (anzi del galateo tout-court), sprofondato nella sua poltrona piazzata sul quel palcoscenico tra la giornalista ospite e la sua assessora alla Cultura, così, davanti agli spettatori e per quasi tutto il tempo si mette pure a compulsare la tastiera del suo telefonino (o i-phone o cosa cavolo fosse), come uno sbarbatello qualunque all’oscuro delle regole della buona creanza. Peggio che ruminare un chewing-gum durante l’interrogazione in classe.

    Non so se stesse comunicando compulsivamente con i suoi amici di face-book, o se si fosse messo a comporre più anacronistici sms, o se cercasse ostinatamente qualche sito o qualche pagina di Wikipedia in cui vengono riportate le condanne penali di Massimo Ciancimino, o se magari avesse un filo diretto in chat con il leader del suo partito, nonché corrente, il premier Renzi (sì, quello che sta trattando – a proposito di trattativa – con il delinquente conclamato per frode fiscale, il noto no-cav., addirittura per cambiare la nostra carta costituzionale), o tutte queste cose contemporaneamente.

    Sta di fatto che quando è arrivato il suo turno, il sindaco di Galatina [cfr. video in calce a questo articolo prodotto da Inondazioni.it] ha biascicato asserzioni della serie: “Il libro scritto da Ciancimino non esprime verità assolute” (e chi l’ha mai pensato. Le dichiarazioni e i documenti del testimone vengono verificati e riscontrati con rigore e puntualità dagli inquirenti: i quali tutto hanno men che l’anello al naso. In un caso, per dire, per un documento manomesso lo stesso Ciancimino è stato indagato dai medesimi magistrati con cui collabora. E questo non invalida mica la montagna della documentazione prodotta e già riscontrata, ma la conferma, di più, la corrobora); e successivamente:  “Quindi prendiamo con tutte le capacità critiche il suo contenuto” (grazie sindaco, meno male che ci sei tu a ricordarci di aver senso critico); e ancora: “Lo stesso Ciancimino è stato arrestato e condannato per riciclaggio” (e questo inficerebbe per caso la sua attendibilità circa la testimonianza sulla trattativa? Mi sfugge la correlazione, il nesso di causalità); e dunque: “siamo di fronte ad una situazione dettata dalla cronaca” (ovvio, se fosse storia anziché cronaca non saremmo di fronte ad un tribunale penale); e sentite quest’altra: “Il modello che proponiamo nel rapporto padre-figlio è un modello non-positivo” (ah no? Un figlio che, anche mettendo a repentaglio la sua vita, abiura l’operato di un padre mafioso e soprattutto la sua mentalità scellerata non è un modello positivo da proporre alle giovani generazioni, e giacché ci siamo anche alle vecchie?); e, chicca delle chicche: [qui si parla di] “eventuale trattativa Stato-mafia” (eventuale? Casomai interessasse a qualcuno, quei disturbatori della quiete pubblica riuniti nell’Associazione vittime di via dei Georgofili, guidata da una donna straordinaria, Giovanna Maggiani Chelli, hanno reso noto la sentenza con la quale la Corte d’assise di Firenze il 5 ottobre 2011 ha mandato all’ergastolo l’ultimo boss stragista, Francesco Tagliavia: “Una trattativa – scrivono i giudici nelle motivazioni – indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia”). Punto.

    Mentre ascoltavo queste considerazioni sindacali mi chiedevo: ma interessa ancora a qualcuno sapere perché nel 1992 è morto Paolo Borsellino con gli uomini della scorta? Sapere perché l’anno successivo sono morte 5 persone e 29 sono rimaste ferite nell’attentato di via dei Georgofili a Firenze, altre 5 sono morte e altre 10 sono rimaste ferite in via Palestro a Milano, altre 17 sono rimaste ferite a Roma davanti alle basiliche? Interessa a qualcuno tutto ciò, a parte un gruppetto di pubblici ministeri, giornalisti e cittadini irriducibili come l’Anita Rossetti? Oppure la verità su quell’orrendo biennio è una questione privata fra la mafia e i parenti dei morti ammazzati?

    *

    Non rischiamo che la nostra antimafia sia ridotta ormai ad una salmodiante ripetizione di giaculatorie stucchevoli come ad esempio: “tutti uniti contro la mafia”, o come: “mai abbassare la guardia”? Non rischiamo davvero di diventare come un popolo che si commuove ma che non si muove? E che dire poi delle corone di fiori da parte delle cariche dello stato ad ogni livello, dei messaggi-farsa nelle giornate della memoria istituite ad hoc, dei discorsi ipocriti, della favoletta dello Stato da una parte e dell’Antistato dall’altra?

    E come non considerare ancora come mafia brigare dietro le quinte, scendere a compromessi, depistare, insabbiare, occultare, sopire e troncare, trattare, votare scudi fiscali, non concedere un bomb-jammer a Nino Di Matteo (al quale si vorrebbe far fare la stessa fine di Falcone e Borsellino), perorare “le grandi opere”, dare autorizzazioni alla cementificazione del territorio, contribuire alla creazione di costosi mega-impianti di ogni tipo, magari in nome delle “ricadute”, del “volano per lo sviluppo”, e ultimamente anche in nome dei rifiuti zero?

    *

    Bene ha fatto, ancora una volta, Daniela Vantaggiato a ricordarci, a conclusione dei lavori, che sta a noi “assumerci la fatica della conoscenza”, e “conoscere vuol dire leggere un libro, ed anche qualche altra cosa” (magari non la solita testata caltagironea in testa alla classifica delle edicole locali), a rimetterci in discussione, cioè “rimescolare i pezzi, e anche a tentare di dare un nuovo ordine, anche se provvisorio”, e soprattutto “ritrovare il senso della condivisione” e “ricostruire una civiltà dei rapporti”. D’accordissimo signora.

    *

    Nell’attesa che sempre più persone si assumano questa benedetta “fatica della conoscenza” la trattativa stato-mafia rimane, per i più, “eventuale” o “presunta”.

    Invece per noi altri supposta.

    Antonio Mellone

     
    Di Antonio Mellone (del 09/09/2014 @ 21:00:00, in NohaBlog, linkato 1228 volte)

    Ma davvero pensavate che la commissione nazionale VIA (Vidimazione Imbratto Ambientale) del “ministero dell’ambiente” (scritto ormai con le virgolette) titubasse per più di due nanosecondi nel rilasciare il suo nullaosta definitivo alla multinazionale svizzera del TAP (la quale potrà ora liberamente otturare i buchi dei salentini, se ve ne fossero ancora di stappati)? 

    Ma davvero supponevate che un premier più berlusconiano di Silvio desse retta “a quei quattro comitatini” (strano non abbia aggiunto anche: “oltranzisti e ciechi oppositori al progresso e alla modernità”) che si battono ancora oggi per la terra, l’aria, l’acqua, i beni culturali e l’economia sostenibile? Orsù, miei cari, sveglia.

    *

    “Il Tap si farà”, hanno annunciato trionfalmente il capo del governo e soprattutto il suo gabinetto, mentre l’organo incompetente, il cosiddetto ministro dell’ambiente Luca Galletti (noi, invece, polli), è pronto a firmare il decretino “sbocca Italia” propedeutico all’autorizzazione unica per la fase successiva di inizio lavori: stadio terminale, questo, che verrà gestito dal sinistro dello Sviluppo Economico, sig.ra Federica Guidi, figlia di Guidalberto, un nome una garanzia, vicepresidente di Confindustria, e già che si trova presidente de “Il Sòla 24 Ore”.  

    Il nostro presidente del fondiglio, dopo aver incontrato il 14 luglio scorso in forma riservatissima Ilham Aliyev, dittatore dell’Azerbaijan (deve essere una prerogativa dei nostri primi ministri il debole per i presidenti-dittatori, una forma di ammirazione, di più, emulazione: peccato per quella rompiscatole della nostra Carta Costituzionale, che finalmente parlamentari prostituenti, con le ultime riforme autoritarie senza precedenti , anzi con precedenti penali, stanno provvedendo a trasformare in fretta e furia in un lungo, resistente e morbido rotolo a due veli, ndr.), dicevo, il presidente nostrano ha annunciato in uno dei suoi infiniti tweet che non vede l’ora di recarsi nella capitale azera, Baku, per la firma del via libera definitivo al TAP, un’opera che, tra i lobbisti d’eccezione, annovera finanche Tony Blair (sì, quello dei bombardamenti all’Iraq per “esportare la democrazia”).

    Come ormai sanno pure le pietre (ma molti belli addormentati nel mostro non ancora) il TAP non avrà alcuna “ricaduta occupazionale”, semmai una caduta verticale e irreversibile; darà il colpo di grazia al mare ed al nostro territorio oltretutto con l’ecomostro della centrale di depressurizzazione (la quale, tra cinquant’anni, quando avrà esaurito il suo compito verrà abbandonata in loco così com’è); non è fonte di energia alternativa e men che meno pulita, tutt’altro; sarà costosissimo e il prezzo lo pagheremo noi, e non solo in bolletta; è antidemocratico, inutile, violento (sebbene magnager e prenditori del TAP sembrino pronti ad accorrere al capezzale di feste patronali, giornali, riviste, eventi, restauri, eccetera, cercando di rianimarli con sponsorizzazioni da quattro soldi, ma di fatto anestetizzando grandi e piccoli - riuscendovi in molti casi).

    Ma signori miei, cosa volete da me? Questo è il vangelo secondo Matteo, che tanti proseliti va annoverando; questo il frutto dei vari decreti “allocca o sciocca Italia”, e purtroppo mai “sbrocca Italia”: la quale, infatti, non sbrocca mica, cioè non va mai in escandescenze quando viene violentata; anzi sembra addirittura godere con quel cospicuo 40,8% di applausi incorporati.

    *

    Ora, secondo voi, con tutto questo, a cosa starà pensando il nostro sindaco Montagna? Vabbè, scherzavo.

    Antonio Mellone

     
    Di Andrea Coccioli (del 03/10/2015 @ 20:57:44, in Comunicato Stampa, linkato 924 volte)

    Entro il 2016, la regione Puglia sarà una delle più avanzate realtà italiane con soluzioni tecnologiche di nuova generazione grazie alla connettività conbanda ultralarga che sarà realizzata con la posa di nuove infrastrutture in fibra ottica in 148 comuni, oltre i Capoluogo di provincia già coperti dal servizio, per favorire il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea.

    Grazie a questo importante progetto, l’88% del territorio regionale sarà raggiunto dalla rete NGAN (Next Generation Access Network) ad altissime prestazioni.
    La diffusione estesa della Banda Ultralarga sul territorio regionale permette e migliora l’erogazione di servizi on-line per i cittadini e le imprese, la diffusione dell’informazione, la condivisione ed accessibilità del patrimonio regionale, l'inclusione dei cittadini nella vita amministrativa regionale, l’adozione di nuove tecnologie a supporto dell’innovazione e del cambiamento nel campo sociale, sanitario ed economico.

    Finalmente a seguito di questo importante investimento effettuato dalla Regione Puglia, si potrà nell’immediato futuro avere la possibilità di collegarsi alla rete internet a velocità elevate.

    L’infrastruttura BUL raggiungerà 148 Comuni pugliesi,

    Proprio in questi giorni anche GALATINA è interessata ai lavori di posa della fibra ottica che permetteranno di cablare la Città e renderla Smart.

    Questo progetto sarà completato entro giugno 2016.

    Cordiali Saluti

    Andrea Coccioli

     
    Di Marcello D'Acquarica (del 08/12/2014 @ 20:55:18, in Eventi, linkato 1215 volte)

    Al Sindaco del Comune di Galatina dr. Cosimo Montagna,

    all’Assessore alle Politiche ambientali ed energetiche avv.Roberta Forte,
    al Consigliere delegato per Noha avv. Daniela Sindaco
     
    Oggetto:

    Giovedì 8 Gennaio 2015 – Convegno dal titolo: La causa radice del nostro benessere o malessere.

    A seguito della giornata ecologica svoltasi a Noha il giorno 23 di novembre scorso, noi sottoscritti cittadini dei Dialoghi di Noha per l’Ambiente, intendiamo proseguire nel progetto di formazione/informazione sui  temi che riguardano l’ambiente.

    Nuove iniziative indirizzate alla qualità della vita e alla salvaguardia dell’Ambiente sono nella nostra agenda e nei nostri progetti. 

    Con tali promesse, siamo lieti di invitarvi al convegno in oggetto perché crediamo fermamente nella collaborazione e nell’unione di tutte le forze sociali presenti sul territorio, per il bene comune.

    Vi chiediamo pertanto l’autorizzazione per l’uso del Centro Polivalente di Noha, ex scuole elementari, di piazza C. Menotti ed il patrocinio del Comune di Galatina.

    Restiamo in attesa di un Vs. riscontro.

    Distinti saluti

    I cittadini:

    Marcello D’Acquarica
    Antonio Mellone
    Albino Campa
    Fernando Sindaco
    Maria Rosaria Paglialonga
    Angela Grande
    Massimo Perrone
    Elisabetta Congedo
    Antonio Congedo
    Paola Rizzo
    Michele D’Acquarica
    Serena Congedo
    Luigi Cisotta
    Lino Chittani
    Gianni Chittani

    Download PDF file.

     

    Il sindaco Marcello Amante ha imparato presto il linguaggio del politichese, ma io non seggo in Consiglio comunale per ascoltare giri di parole. Nella risposta a una mia interogazione urgente sull’Ospedale ha affermato di essere in contatto costante con Asl e Regione, si preoccupi – allora – della situazione in cui versa il pronto soccorso del “Santa Caterina Novella” con un alto numero di codici gialli e rossi che vengono portati, anche contemporaneamente con rischio per la sicurezza dei pazienti. Mostri con i fatti e non con vuote parole, la sua volontà di tutelare gli interessi del territorio e la domanda di salute dei cittadini.

    Queste considerazioni sono legate risposta, ricevuta lo scorso 19 ottobre, alla mia interrogazione urgente sull’incontro avvenuto nell’Ospedale “Santa Caterina Novella” tra il dottor Giancarlo Ruscitti, direttore del Dipartimento promozione della salute, del benessere sociale e dello sport per tutti, e il sindaco di Galatina, Marcello Amante, alla presenza del direttore medico dell’ospedale, Giuseppe De Maria, di Vito Albano Tundo, consigliere di maggioranza, nonché presidente della commissione elettorale del Comune di Galatina. Richiesta che aveva come obiettivo quello di conoscere le eventuali richieste mosse dall’amministrazione alla Regione e quali azioni intendesse intraprendere a difesa dell’Ospedale e del mantenimento del punto nascita. La risposta è arrivata, ma ne so meno di prima e stessa sorte toccherà ai consiglieri comunali quando sarà data lettura in aula di questa “informativa”.

    Da  dichiarazioni del direttore Ruscitti, rilasciate alla stampa, abbiamo appreso che è al vaglio della Regione l’ipotesi di mantenere un punto nascita tra Galatina e Copertino. Un punto, questo, su cui ho chiesto informazioni precise, ma il sindaco ha “dimenticato” di rispondere al riguardo limitandosi ad affermare che è in contatto costante con la Regione, con la direzione medica dell’Ospedale, con il direttore del distretto socio-sanitario e con i vertici della Asl di Lecce, per verificare il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. Bontà sua.

    Prendiamo atto di questo impegno, laddove effettivamente venga fatto, ma in questa come per altre questioni – mi duole ribadirlo – il sindaco perde di vista le priorità e gioca una partita sbagliata. Premesso che il potere di un sindaco, in materia sanitaria, non consente di interferire nella programmazione e nell’organizzazione dei servizi sanitari che spettano alla Regione, va però riconosciuta la disponibilità al dialogo e all’ascolto dei bisogni delle comunità che il governo regionale ha manifestato attraverso l’azione del dottor Ruscitti. Disponibilità che il sindaco non raccoglie visto che non esplicita azioni né concrete, né richieste. Forse pensa di impressionare me, i consiglieri comunali e i cittadini di Galatina citando in modo altisonante il Programma Nazionale Esiti e Agenas che certificano le perfomance del sistema sanitario. Da questi esiti, a suo dire, la Regione potrebbe decidere di rivedere il Piano di riordino, il Regolamento ospedaliero, il Programma operativo. Ci sta dicendo, quindi, che a suo parere quando sono stati stilati questi atti non è stato tenuto conto delle perfomance dell’Ospedale di Galatina.

     

    Ebbene, se così è mi domando se si è confrontato con i legali per valutare eventuali azioni da intraprendere, mi domando se ha scritto al Ministero della Salute per segnalare tutto ciò. Ma non ha fatto e non può fare nulla in tal senso perché la sua risposta è superficiale e di scarsa consistenza. Tutti gli ospedali, compreso quello di Galatina, hanno delle professionalità eccellenti, ma non basta. La riorganizzazione è importante proprio per fare esprimere al meglio i professionisti e dare le migliori risposte alla domanda di salute che arriva dal territorio. Le perfomance sono eccellenti a macchia di leopardo e quindi non saranno questi elementi a produrre effetti sul Piano di riordino, semmai si dovrebbe lavorare per rafforzare l’Ospedale nel rispetto del Dm 70. Una cosa più che possibile tanto che a suo tempo diedi mandato a tecnici di valore per un modello organizzativo che dava forza al “Santa Caterina Novella” rispondendo, al tempo stesso, alla forte domanda di posti letto per le cronicità e il post acuzie.

     

    Mi risulta che il pronto soccorso di Galatina registra un alto numero di accessi di codici gialli e rossi. Qualche giorno fa c’è stata una contemporaneità di quattro pazienti in condizioni critiche che sono stati trattati sulle barelle del 118  perché in pronto soccorso non c’era spazio. Questi sono i problemi sui quali bisogna concretamente discutere con la Regione, in modo propositivo e non con le modalità tipiche di Ponzio Pilato che hanno caratterizzato la passata amministrazione e di cui l’attuale segue la scia.

    Il sindaco deve essere più serio quando affronta questioni così delicate e importanti per Galatina e non credere che basti utilizzare paroloni e citare istituzioni di importante rilievo per la sanità al solo scopo di nascondere la sua passività.   

    Il consigliere di opposizione della “Lista De Pascalis”

    Giampiero De Pascalis

     
    Di Andrea Coccioli (del 28/01/2015 @ 20:53:16, in Comunicato Stampa, linkato 1082 volte)

    Oggi a palazzo Orsini, l'amministrazione comunale ha presentato la APP  "Galatina" sviluppata da una giovane e dinamica start up del nostro territorio.

     
    "Il nostro obiettivo è quello di affrontare le sfide della globalizzazione incentivando l’innovazione, la creatività e la competitività del sistema economico.

    Le nuove tecnologie di comunicazione sono diventate una forza trainante che funziona da leva per i cambiamenti sociali, commerciali e di impegno civico.

    La  rete internet moltiplica il potenziale delle intelligenze coinvolte e aumenta l’efficacia dell’azione amministrativa e dell’attività di realtà private, associative e commerciali.

    Crediamo fortemente nell’amplificazione delle esperienze creando sinergia tra tutti gli innovatori, le amministrazioni pubbliche, le persone che utilizzano le nuove tecnologie.

    Vogliamo creare contenitori pubblici che attivino percorsi di incontro tra persone che relazionandosi danno gambe che corrono alle nuove idee".

    Andrea Coccioli
    Comune di Galatina
    Assessore lavori pubblici, Sport e Politiche Giovanili

     

    Sintesi della applicazione

     

    Arriva NextWord, the web series. Il 22 Ottobre al Cinema Teatro Tartaro verrà proiettata interamente la fiction fantascientifica nata da un'idea del regista Vincenzo Stigliano, prodotta dall'APS Inondazioni.it. La serie, frutto dell'impegno e della passione impiegati da attrici e attori, selezionati poco meno di un anno fa, ha rivalutato i paesaggi più caratteristici del Salento, con l'ulteriore scopo di esaltarne le qualità del territorio.

    NextWord è una web-serie SCI-FI ambientata interamente nel Salento. Parla di un ragazzo, Ronnie, che possiede una penna antica regalatagli da suo nonno prima di morire. Pensava fosse una comune penna, ma dopo essere stato quasi ucciso dallo zio che tenta di impossessarsene, capisce che quella penna vale molto più di quello che crede.
    Al suo fianco vi è una ragazza conosciuta per caso e da poco, con un nome molto particolare: Kreen. Dopo aver lottato con lo zio, Ronnie viene a conoscenza della vera natura della ragazza: lei è un'aliena, anch'essa venuta sulla Terra, per riportare indietro proprio quella penna. Ronnie è sconvolto. La ragazza gli racconta la sua storia e quella del suo popolo. Ammette che quella penna può cambiare il corso degli eventi, ma deve essere lei a strappare il foglio sul quale si è scritto.
    Kreen è stata mandata dal padre sotto ricatto per recuperare quella penna.
    Ronnie, per quanto sia confuso ed esagitato, capisce che è un oggetto molto pericoloso in mani sbagliate, e chiede a Kreen di non ridarla al padre. La ragazza ne capisce le motivazioni ed accetta, ma così facendo scatenerà l'ira del padre, che a questo punto dovrà tornare personalmente sulla Terra per recuperare il suo oggetto.

    Soddisfatto il Presidente di Inondazioni.it Piero De Matteis, che evidenzia il grande lavoro fatto dal regista, bravo a mettere insieme un cast fatto da attori interamente salentini: "Quando Vincenzo ci ha proposto la sua idea, noi non abbiamo esitato un solo istante, nonostante fosse la prima volta in questo campo".

    Ma NextWord non è solo il titolo della web serie che spopolerà sul web. Da qualche mese è una vera e propria società cinematografica che si pone l'obiettivo di creare stimoli e nuovi punti di vista negli spettatori. Raccontare, attraverso il cinema, storie che sappiano interagire e coinvolgere il pubblico a cui si rivolgono. E questo, attraverso lungometraggi, film d'animazione, cortometraggi e documentari. Quel che conta è produrre concetti che possano suscitare emozioni e spronare l'osservatore a prendere coscienza di sé e di quello che lo circonda, in maniera tale che anch'egli possa e sappia scrivere la propria prossima parola.

    La Première, come detto, sarà alle ore 19.30 di giovedì 22 Ottobre, presso il Cinema Teatro Tartaro di Galatina, dove ci saranno i protagonisti che hanno fatto sì che questa serie diventasse realtà, oltre ad altre piccole sorprese. La replica andrà in onda alle ore 22.00 della stessa serata. Dopo di che a partire da Novembre, la serie verrà trasmessa a puntate sul web sul sito www.inondazioni.it e www.nextwordproduzioni.com.

    Per rimanere aggiornati su tutte le novità vi invitiamo a seguire la pagina Facebook https://www.facebook.com/NextWord

    Info e prevendite al 393.3862598

     

    Alessio Prastano

     
    Di Albino Campa (del 25/01/2012 @ 20:52:31, in Comunicato Stampa, linkato 1961 volte)

    «Le radici rivolte al cielo, come braccia tese a catturare le vibrazioni e gli echi immortali del tempo, dell'arte, dell'umanità, con i suoi miti, i suoi eroi, le sue divinità. È questa la chiave di lettura dell'opera di Claudio Scardino che, con la sua arte, dà voce a questi influssi, di cui si fa recettore e strumento. Le sue performance, simposio d’arte, divengono un corridoio di specchi, prepotenti, insormontabili per i convenuti alla sua fucina d’anime e ci costringono a vedere, a prestargli attenzione, a scovare nella nostra inviolata intimità e a consegnare nelle sapienti mani dello sculture quel pezzo di noi stessi che nasconde un embrione d'artista smarrito e confuso. L’arte “partecipata” di Scardino conduce con feroce prepotenza a prendere distanza dalla quotidianità e a divenire un frammento del Tutto». Con queste parole Daniela Bardoscia presenta la Mostra d’Arte Contemporanea Oblivium di Claudio Scardino. I curatori della Mostra, che avrà luogo dal Primo al 19 febbraio 2012, sono Daniela Bardoscia e Francesco Luceri, rispettivamente scrittrice e studioso di filosofia e storia locale, entrambi attivi per la promozione socio-culturale nel territorio. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Università Popolare “Aldo Vallone” e il Museo “P. Cavoti”, patrocinato dal Comune di Galatina, dalla Provincia di Lecce e dalla Regione Puglia, Assessorato del Mediterraneo, cultura e turismo, proporrà una situazione nuova e unica nell’intero territorio pugliese. Direttamente dal caffè storico “Giubbe Rosse” di Firenze, sarà presentata nelle sale del Museo Civico d’Arte l’attività artistica innovativa di Claudio Scardino, artista dell’Avanguardia storica, scultore, artista multimediale e pittore. Forse poco conosciuto nel nostro territorio, in barba al fatto che Scardino sia proprio del capoluogo leccese, riscuote grande successo nel resto d’Italia e, soprattutto, all’estero. Fresco di riconoscimenti da parte del Museum of Modern Media, come della partecipazione alla Boston Biennal, porterà la sua arte nella sede istituzionale artistica per eccellenza del Comune galatinese. Mercoledì 01 febbraio, alle ore 18.00, interverrà presso il Museo, nella sala concessa in uso all’Università popolare con una inedita audio-istallazione e un’action painting che coinvolgerà nella realizzazione di una scultura nuova, i soci dell’Università e tutti coloro che ne prenderanno parte. L’artista guiderà così il pubblico nella riscoperta della classicità, adattandola al sentire moderno del nuovo millennio, spingendo gli spettatori a comprendere sino in fondo il personaggio proposto e ad agire in sua vece, attraverso una tecnica di sperimentazione e ricerca artistica, atta ad avvicinare lo spettatore all’Arte stessa. Alle ore 19.00 circa, a conclusine della sua azione d’arte, Claudio Scardino, alla presenza del Vice Prefetto Vicario Dr.ssa Matilde Pirrera, inaugurerà la mostra d’arte temporanea Oblivium. Al termine della cerimonia inaugurativa, accompagnerà i convenuti, nella degustazione del rinfresco inaugurale, uno spettacolo di musica e poesia, a cura del Trio Colore, che si esibirà per le ore 20.00 in un programma che condurrà gli spettatori in un viaggio musicale e poetico dal Barocco al Contemporaneo. Componenti del trio sono: Simone Fracasso (Violino), Francesco Napolitano (Chitarra) e Triscia Franco (Voce recitante).
    L’artista, per la durata della Mostra, sarà disponibile ad incontrare il pubblico, ogni venerdì, a partire dalle ore 18.00. Nei sabati successivi (4, 11 e 18 febbraio) Scardino terrà delle azioni performative e di poesia, alla conclusione delle quali si esibiranno artisti musicali. Il tutto si concluderà domenica 19 febbraio, con un programma di varia natura che coinvolgerà altre istituzioni del territorio e vari operatori culturali e artisti salentini.
    La cittadinanza tutta è invitata a una partecipazione numerosa e attiva.


    Museo civico d’Arte “P. Cavoti” Pizza Alighieri Alighieri, n. 51, Galatina (LE), 73013 Tel. 0836/567568 e-mail: info@museocavoti.it
    Per info: daniela.bardoscia@alice.it; tel. 3297669635, 3881197170

     
    Di Redazione (del 02/03/2014 @ 20:49:20, in NohaBlog, linkato 1205 volte)

    Una storia millenaria custodita da una roccia friabile e porosa come il tufo, un passato doloroso svelato “come le linee d'una mano” (Italo Calvino, “Le città invisibili”) e un paesaggio unico disegnato dall'altopiano della Murgia e dal lento scorrere della Gravina. Qui, a Matera, dal primo marzo 2014 sarà aperto al pubblico il primo Bene del FAI in Basilicata inaugurato questa mattina, Casa Noha, entrata a far parte di una rete di 50 splendidi luoghi tutelati e aperti al pubblico in tutta Italia.

     

    Memorie nel tufo

    Donata alla Fondazione dalle famiglie Fodale e Latorre nel 2004 perché fosse testimonianza della storia della città e luogo di pubblica utilità, Casa Noha rinasce grazie a un accurato intervento conservativo volto più che ad aggiungere a togliere materia, riscoprendo i vari strati di tufo che compongono le pareti del bene. I cinque vani nel cuore dei Sassi, dal 1993 dichiarati dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità, sono parte di un Palazzo risalente al XVI secolo e rappresentano oggi un nuovo cancello d'ingresso per visitare Matera.

     

    Viaggio straordinario nella storia di Matera

    Grazie a Fondazione Telecom Italia Casa Noha diventa un soggetto narrante capace di offrire una chiave di lettura per la comprensione della città. Per la prima volta, infatti, il FAI sceglie di mettere al centro non un suo bene ma il contesto che lo circonda attraverso un inedito percorso multimediale che avvolge il visitatore in un'esperienza immersiva unica: il racconto filmato Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera, ideato da Giovanni Carrada e proiettato sulle pareti di sasso dell'abitazione, offre, infatti, al visitatore, grazie a immagini, storie, suoni e riferimenti incrociati, la prima ricostruzione completa della storia della città. Il ricco intreccio di tante esistenze continuerà a rendere vive le stanze di Casa Noha e le sue pareti di pietra continueranno a rievocare i racconti lontani di cui sono custodi. Una narrazione appassionante valorizzata dall'accurato lavoro di un team di venti specialisti, con il coordinamento scientifico di Rosalba Demetrio, che si è confrontato con la complessità del territorio da diverse prospettive: dall'architettura alla storia dell'arte, dall'archeologia alla storia del cinema. Un materiale documentario inedito e di grande valore scientifico il cui obiettivo principale non è la semplice promozione turistica ma far riaffiorare la memoria di una città quasi imprigionata nel tufo in cui è scavata.

     

    Un'App per vedere l'invisibile

    Un viaggio nel passato che continua per i vicoli della città grazie all'App Matera invisibile. Sulle tracce di una città straordinaria, a cura di Antonio Nicoletti, scaricabile gratuitamente e disponibile per iOS e Android. Cinque gli itinerari narrativi proposti che attraverso testimonianze d'autore svelano il cuore nascosto di Matera descrivendola attraverso i cinque elementi che la costituiscono: l'acqua, la pietra, la luce, il tempo e lo spirito.

     

    In punta di piedi

    “Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”: questo il principio guida che da sempre ha ispirato l'operato del FAI che attraverso Casa Noha intende favorire un turismo consapevole e rispettoso della delicatezza e della fragilità di questa città unica, che non trasformi Matera in una ‘città-presepe' ma che sia disposto ad adeguarsi alle esigenze del territorio dedicando tempo e attenzione alla scoperta della sua lunga e frastagliata storia.

    Il FAI rivolge un grazie particolare a Fondazione Telecom Italia per aver sostenuto e finanziato il progetto culturale di Casa Noha, selezionato tra i 300 pervenuti nell'ambito del bando “Beni Culturali Invisibili” (2011). Si ringraziano inoltre Italcementi e “I 200 del FAI” per l'importante contributo al restauro di Casa Noha. Un sentito ringraziamento a Lella Costa e Fabrizio Gifuni per aver collaborato gratuitamente alla realizzazione del progetto “I Sassi invisibili. Viaggio straordinario nella storia di Matera”.

     
    Di Redazione (del 12/05/2017 @ 20:48:19, in Comunicato Stampa, linkato 470 volte)

    Ho chiesto al vice ministro alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici, Riccardo Nencini, di prendere a cuore il problema dei due passaggi a livello che si trovano: uno all’ingresso di Galatina e uno sulla Galatina-Copertino. Credo che la nostra città e le sue frazioni meritino un ingresso che dia il giusto risalto al territorio. Ma ho chiesto anche un aiuto per risolvere il problema dell'allargamento della strada provinciale Galatina-Copertino nel tratto che innesta la statale 101 a Galatina, richiesta che ho avanzato già al presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

    Il confronto - molto proficuo - con il vice ministro è avvenuto nel mio comitato elettorale, in piazza Alighieri a Galatina, nel primo pomeriggio di oggi, 12 maggio. Nencini si è impegnato ad aiutarci a risollevare le sorti della città e delle sue frazioni e ha premesso che, con l’eventuale passaggio delle competenze di alcune strade ad alto flusso veicolare di mezzi pesanti (zone industriali e aree portuali) e di quelle a più alto rischio per la sicurezza, dalla Provincia ad Anas, sarà possibile intervenire sulle richieste di infrastrutture che sono comuni a molte città. Noi confidiamo nelle parole del vice ministro per riuscire a realizzare questi interventi che garantirebbero maggiore sicurezza sulle strade, ordine e più attrattività della nostra città.

    Ci ha dato appuntamento per il 30 giugno a Bari, se saremo noi a vincere la competizione elettorale. La nostra campagna elettorale guarda anche al dopo: se i cittadini di Galatina e frazioni mi vorranno come loro sindaco, questo sarà il nostro primo appuntamento in agenda con le istituzioni.  

    Giampiero De Pascalis candidato sindaco per “Obiettivo 2022”

    (Lista De Pascalis, Direzione Italia, Forza Italia, L’Agorà, La Città, Psi, Udc)

     
    Di Russo Piero Luigi (del 25/10/2016 @ 20:45:57, in Comunicato Stampa, linkato 845 volte)

    Si sta palesando in maniera inesorabile un altro grande spreco di risorse pubbliche; ci si avvia, infatti, verso la chiusura parziale e la dismissione totale poi dell‘Ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina per attrezzare, a pochissimi Km di distanza, precisamente tra Maglie e Melpignano, un nuovo nosocomio.

    Da considerare, inoltre, che, dopo un’infinità di promesse disattese sulla ricollocazione dell’Ospedale di Galatina, tra pochi anni questa mega struttura diventerà l’ennesima cattedrale nel deserto provocando la perdita di un patrimonio pubblico di inestimabile valore.

    Tutto ciò sta avvenendo senza nessuna vera opposizione da parte di chi ha amministrato la Città e da parte della rappresentanza politica provinciale e regionale che sulla vicenda ha fatto solo patetiche passerelle. Una seria Amministrazione di qualsiasi colore, avrebbe dovuto fare le barricate, ma, purtroppo, le ragioni della politica più becera e disfattista non si sono sposate con le legittime esigenze dei cittadini e del territorio.

    Noi riteniamo di fondamentale importanza garantire il proseguimento dell’offerta sanitaria del locale nosocomio; siamo altresì convinti che in un periodo di congiuntura economica negativa la soluzione non sia il taglio o l’abbattimento dei servizi necessari al cittadino, bensì il potenziamento degli stessi. L’Ospedale di Galatina dimostra, infatti, ogni anno, con i suoi accessi e con la qualità dei servizi erogati, di essere una realtà attiva e necessaria per tutto il territorio circostante; per questi motivi gli obiettivi delle nostre iniziative future saranno quelli di ribadire un principio, quello della tutela del diritto alla salute previsto dalla Costituzione.

    Abbiamo deciso pertanto di costituirci in Comitato e di mettere in atto una serie di azioni democratiche per accendere seriamente un riflettore permanente sulla situazione del nostro Ospedale; la prima azione sarà un sit-in silenzioso che si svolgerà sabato 29 ottobre a partire dalle 10.30 innanzi all’ingresso principale del “Santa Caterina Novella” in via Roma a Galatina.

    Nel caso specifico di Galatina – ricorda Saverio Mengoli, uno dei promotori più attivi del Comitato – la situazione attualmente esistente è quella di un Ospedale che può ospitare 250 posti letto, ma che, così come dichiarato dal Direttore Sanitario dell'Ospedale di Galatina, lo stesso sarebbe strutturalmente idoneo ad accogliere fino a 420 posti letto. Ciò colloca il Presidio galatinese, dopo il “Vito Fazzi” di Lecce, come l'unica struttura adeguata a divenire, sin da subito, un Ospedale di I° Livello; non subiremo più passivamente le decisioni prese nelle “stanze dei bottoni” sempre troppo lontane dai Cittadini e dalla logica.

    Firmato “Comitato spontaneo a difesa dell’Ospedale di Galatina”.

     
    Una giornata dedicata alla cooperazione come forma di autoimpiego: sarà questo il seminario “Laboratorio di idee per l’autoimpiego: un’opportunità per superare la crisi coniugando imprenditorialità e lavoro” in programma il prossimo 18 settembre dalle ore 9.30 presso il Centro Aperto Polivalente di Noha di Galatina ( Lecce).

    L’evento, promosso dall’Azienda di Servizi alla Persona “Istituto Immacolata A.S.P.” con il Servizio NetAbility di inserimento e accompagnamento lavorativo delle persone diversamente abili, in collaborazione con il Comune di Galatina, vuole stimolare la riflessione sulle possibilità di autoimpiego nel settore del no –profit attraverso la creazione d’impresa sociale.
    L’impresa sociale, per definizione “senza fini di lucro”, non deve trarre in inganno: il settore no-profit rappresenta sempre più un grande bacino occupazionale perché, oltre al volontariato puro, ne fanno parte le cooperative sociali che gestiscono attività produttive come i servizi socio-assistenziali, sanitari e turistici favorendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
    Secondo le ultime rilevazioni ISTAT, infatti,  le organizzazioni non profit attive in Italia sono 301.191, con un incremento del 28% rispetto al 2001, e rappresentano il 6,4 % di tutte le unità economiche attive a livello nazionale. Anche in termini di occupazione i dati riflettono una significativa crescita negli ultimi anni di tutto il settore con un + 39,4 % di lavoratori rispetto al 2001.
    Nel corso dell’evento verrà illustrato il Servizio NetAbility, le prospettive dell’Azienda di Servizi alla Persona “Istituto Immacolata” di Galatina, e le testimonianze di due protagonisti dell’innovazione sociale come Paolo Venturi- Direttore Generale AICCON - Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit- e Mauro Ponzi – Presidente Consorzio Mestieri, l’ unica agenzia per il lavoro no profit operante in Italia, realizzate con il contributo dell’iniziativa Laboratori dal Basso, azione della Regione Puglia cofinanziata dalla UE attraverso il PO FSE 2007 – 2013. 
    Sempre in tema di innovazione, progettazione sociale e le prospettive del settore interverrà, inoltre, Roberto Covolo, Project Manager ExFadda di S. Vito dei Normanni. 
    E’ prevista, infine, una tavola rotonda di dibattito sulle prospettive dell’economia sociale per il territorio a cui prenderanno parte il Presidente dell’Istituto Immacolata ASP Antonio Palumbo, il Sindaco Cosimo Montagna, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Galatina  Daniela Vantaggiato, gli Assessori al Welfare, allo Sviluppo Economico e alle Politiche Giovanili della Regione Puglia – Loredana Capone, Elena Gentile e Guglielmo Minervini, il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone unitamente agli assessori Ernesto Toma e Filomena D’Antini Solero, e il Direttore Generale ASL Lecce  Valdo Mellone.
    Al termine dei lavori verrà consegnato il Premio PaD – Plurality and Diversitiy 2013 ( prima edizione) come riconoscimento per l’impegno nella valorizzazione delle diverse abilità e nella sensibilizzazione ad una cultura d’integrazione sociale. 
    Saranno premiati il sindacato SFIDA - sezione di Lecce con il suo Segretario Provinciale Vito Berti, il Consorzio Emmanuel con il suo Presidente Daniele Ferrocino e l’Associazione Cuore Amico per cui ritirerà il premio il Presidente Onorario Paolo Pagliaro.
    Sarà possibile seguire la manifestazione anche in diretta streaming sulla web tv Inondazioni.it 

    Per ulteriori informazioni

    Ilaria Panico

    RESPONSABILE COMUNICAZIONE NetAbility

    347/6017952

    Ilaria.panico@netability.it
     
    Di Redazione (del 18/09/2013 @ 20:44:15, in Comunicato Stampa, linkato 1024 volte)

    Le civiche Galatina in Movimento, Galatina Altra, Nova polis Galatina e Movimento per il Rione Italia si dichiarano certamente d’accordo sulla necessità di dover mettere in atto azioni a tutela e salvaguardia del territorio, ma in riferimento al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale), emanato il 2 agosto u.s. della Giunta Regionale Pugliese, non condividono né il metodo, apparso ai più uno dei consueti raid agostani, né, approfondendo le indicazioni progettuali, parte dei criteri adottati.

    L’informazione accurata e dettagliata, quando si interviene così sensibilmente sulla vita dei cittadini, non solo è necessaria ma è anche indispensabile per la riuscita del progetto e fa parte di quella politica               partecipata che tanto si sbandiera nelle piazze ma che poi non trova puntualmente riscontro nella pratica.

    Nel confronto in atto sul PPTR, fra l’Assessore Regionale Barbanente da una parte e gli Enti Locali con le associazioni di categoria interessate dall’altra, nessuno sembra tenere conto del semplice cittadino che, inconsapevole su quanto si sta decidendo, rischia di essere la vera vittima.

    Quanti cittadini sono informati della possibilità che il proprio terreno sino al 2 agosto ritenuto edificabile, oggi non lo è più ma è diventato pascolo, bosco o altro?

    Ci rivolgiamo al Sindaco Montagna ed alla Sua Amministrazione affinché siano messi in atto tutti i supporti possibili ad informare i galatinesi sull’impatto che avrà sulla Città l’adozione del PPTR, per questo chiediamo :

    1)      che sia data massima pubblicità, anche a mezzo cartellonistica 6x3, del suddetto PPTR relativamente al territorio galatinese ;

    2)      che sia istituito presso gli Uffici Comunali uno sportello d’informazione a cui potersi rivolgere ed al quale dare incarico di inoltrare all’organo regionale ogni osservazione reputata utile dai cittadini galatinesi che ritengono di subire un danno .

     
    Di P. Francesco D’Acquarica (del 24/10/2015 @ 20:43:16, in Presepe Vivente, linkato 1042 volte)

    Stupenda, bellissima, gioiosa notizia quella di poter finalmente allestire il “Presepe Vivente” (sesta edizione) nel giardino del Castello di Noha: luogo magico, incantato, da favola. Che ci sarà mai al di là di quel muro, così alto oltre il quale non si può vedere nulla?

    Tutti potremo osservare, ammirare qualcosa dei nostri “beni culturali”, quello che i nostri antenati hanno creato e consegnato alla storia cittadina, quello che si è salvato dall’invasione dell’asfalto e del cemento armato dei nostri tempi:  “il parco degli aranci”, “la torre con il ponte levatoio”, quello che resta del “Castello” della nobile famiglia dei Baroni De Noha che fin dal 1200 qui avevano creato il centro della loro Baronia.

    L’anno scorso abbiamo ammirato il presepe vivente nella “Casa Rossa”; qualche anno fa, nelle edizioni presso la Masseria Colabaldi, abbiamo osservato da vicino quell’altro gioiello storico, con le varie parti della Masseria, luogo del cuore, nel cui giardino erano state ricostruite dai ragazzi del presepe, una volta la Throzza e un’altra l’antica torre di Noha. Quest’anno, invece, avremo il privilegio di vedere da vicino, in tutto il suo splendore, uno tra i più belli ed antichi beni culturali di Noha, con tutto lo spazio che il Castello ha conservato per noi.

    Fino a non molti anni fa, quello spazio era enorme e andava da Via Pigno fino a ridosso della Casa Rossa dove c’erano le tombe Messapiche. Ora il grande “parco degli aranci” è attraversato dalla continuazione di Via Donatello per facilitare il traffico che sfocia sulla Via di Collepasso. Durante la guerra 1939-45 lì sorse anche una attività industriale, la SALPA (Società Anonima Lavorazione Prodotti Agricoli), per iniziativa della famiglia Galluccio e vi si  lavoravano le mele cotogne, prima, e poi i pomodori, dando lavoro ad un centinaio di operai.

    Nel giardino retrostante il Castello ci sono stato per la prima volta 40 anni fa, quando non conoscevo nulla dell’antichità di Noha. Ci andavo per constatare l’esistenza “de lu thrabuc