Di Albino Campa (del 23/07/2008 @ 13:57:18, in NohaBlog, linkato 2203 volte)

Sul Galatino del 16 Maggio c.a., è stato pubblicato un articolo di Marcello D’Acquarica che riguarda Noha.

L’Amministrazione del Comune, che tanto vanta l’appellativo di Città d’Arte, mal sopporta il confronto con i fasti d’Arte dei tempi che furono, ma tra le tante altre, una cosa la sa fare molto bene: asfaltare nuove strade.

Speriamo che tra una colata e l’altra di bitume apporti dell’utile alle persone che vivono a Noha.

 

PIOGGIA DI EURO. VIA ARADEO A SECCO.



In quella via, al numero 11, è nato mio nonno (1851) e suo padre era lì nel 1821. In quella via ho visto la luce per la prima volta (1955). Ho camminato scalzo sul battuto della strada, ho giocato e rincorso barchette di carta lungo il marciapiede e nelle pozzanghere dopoi temporali.
Nelle crepe del muro della mia casa ci sono ancora, nascosti dal nuovo intonaco, i nostri denti da latte, messi lì per non farglieli prendere al topo.
In via Aradeo ho vissuto gli inverni piùcorti della mia vita, alla fievole luce di una lampadina ed a volte di una lucerna a petrolio, quando saltava la corrente, studiando seduto vicino ad un braciere di carboni ardenti.
Sono uscito e ritornato centinaia di volte, per andare all'asilo, da mescia Lisa, alle Cose di Dio, a scuola. In via Aradeo ho visto passare thraini stracolmi ditarantate e diretti a SS. Pietro e Paolo urlando e sbraitando, alla ricerca di un miracolo.Quando non avevamo nemmeno l’acquedotto (ed era solo il 1966), ho trasportato acqua pulita dalla fontana in casa e poi, quella sporca,da casa nei campi fuori dal paese (erano subito dopo la grotta della Madonna di Lourdes).Da dietro il vetro della porta ho visto decine e decine di cortei per i funerali, peri Santi, pergli sposi, per le Feste e per gli innamorati. Nelle sere d’estate diventava la via del passeggio per tutti,giovani, meno giovani eperfino le ragazze. Di sera lo spazio adiacentead ogni uscio si popolava di gente che si raccontava e viveva la vita. Da quella via sono partito tante volte con la rabbia dentro per dovermene andare e altrettante volte sono tornato per la gioia di un saluto, per il conforto di un abbraccio, dopo mesi e mesi di fredda e amara solitudine in questo benedetto nord.
Oggi nessuno più passeggia, nessuno più si incontra. Via Aradeo è la tangenziale di chi, arrivando da Aradeo o da Galatina, prosegue per ogni luogo: auto sfreccianti, moto e veicoli di ogni portata. Negli ultimi tempi i camion facevano vibrare non solo vetri ma anche le mura.
ForseNoha non meritauna circonvallazione? ForseNoha, dove vivono più di 3.800 persone, non merita una piazza dispensata dal correre veloce del traffico di ogni tipo di mezzi senza limiti di dimensione e portata? Forse Noha non merita un centro dove la gente, uscendo di casa, possa portare i propri bambini a giocare,mentrele mamme, con la scusa diuna passeggiata tranquilla possano rimirarvetrine e negozi per la propria cura e bellezza?
A questo punto mi viene da pensare che magari in questo momento di grandi lavori per la circonvallazione di Galatina, per i marciapiedi di alcune vie e peri parcheggi dei cimiteri, con un pochino di impegno, non ci salti fuori una pista pedonale che unisca finalmente marciapiedi, piazza e camposanto! Magari con lo spazio sufficiente anche per chi al cimitero vorrebberecarsi in bici,senza essere travolto dalle auto in corsa (e al cimitero restarci per sempre). Magari anche con l'aggiunta di qualche albero che faccia ombra nelle giornate assolate.
E poi, chissà, sempre con un minimo di buona volontà, si potrebbe finalmente rivedere la sistemazione del tragitto veicolare (via Aradeo) che spacca in due Noha e che per intanto fa esso stesso da tangenziale.
Pensandoci bene, lo spazio per deviare il traffico e salvaguardare così la piazza(che dovrebbe essere il salotto di Noha) forse c’è già.Se il centro del paese non diventa un' isola pedonale, magari anche solo parziale, a che serve aver asfaltato chilometri e chilometri di strade deserte che non percorre quasi nessuno? Non copriamo i prati di ulteriore catrame senza ricavarci uno spazio utile alla comunità, senza uno spazio che serva da punto di incontro per tutti,dove le ruote di un'auto non ci passino sui piedi o travolgano i nostri bambini.
Per essere certi che quelloche diciamo sia vero, proviamo a percorrere a piedi, magari spingendo un passeggino e, con un'altra mano, accompagnando un bimbo, e magari facciamo lo stessopercorso in bici, chissà che i dubbi non ci passino, e magari riusciamo a far fare un piccolo sforzo alla pioggia di milioni di euro che si riversano su Galatina, in modo tale che bagnino in parte anche via Aradeo e relativa piazza.
E pensare che se ci fosse una pista ciclo-pedonale tra Noha ed il cimitero, qui basterebbe un soloparcheggio per le auto.

Marcello D’Acquarica
 

 
Di Albino Campa (del 16/07/2008 @ 12:03:29, in Eventi, linkato 2515 volte)
Clicca per visualizzare la copertina

Venerdi 18 luglio 2008 il nostro parroco emerito, l'arciprete don Donato Mellone, festeggerà con una Messa solenne di ringraziamento, che verrà celebrata presso la chiesa Madonna delle Grazie di Noha, il 60° anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Con l'occasione verrà presentato in anteprima (qui lo diciamo sommessamente ai nostri amici internauti, pregandoli di non dire niente a nessuno prima di quella data) il suo libro dal titolo "IL SOGNO DELLA MIA VITA", con sottotitolo "appunti inediti, trascritti (all'insaputa dell'autore) ed annotati a cura diAntonio Mellone". Volume del quale - davvero in anteprima assoluta - presentiamo qui la copertina.
Noha.it formula a don Donato le sue congratulazioni e gli auguri di lunga vita e lungo apostolato nella comunità nohana.
Il sito http://www.noha.it raccoglierà, stamperà ed invierà al festeggiato i messaggi che voi, cari internauti, vorreste fargli pervenire in maniera particolare.
 
Di Albino Campa (del 01/07/2008 @ 14:14:12, in PhotoGallery, linkato 1970 volte)

Nove “se” per Nove

Se  non riesci a dimenticarla,
se, ogni volta che puoi, ci ritorni,
se  camminando per altre strade cogli con nostalgia delle analogie,
se ti mancano i suoi colori,
se desideri farla conoscere ai tuoi amici,
se credi che sia unica,
se non hai un salvaschermo abbastanza originale,
se ti serve un pensiero dolce,
se sei orgoglioso di esserci nato…

Marcello D’Acquarica

Luglio Luglio
Luglio Luglio
Luglio Luglio

 
Di Albino Campa (del 14/06/2008 @ 11:45:39, in NohaBlog, linkato 5215 volte)

"Caro nohano-salentino, ovunque tu sia, se ti riconosci in almeno tre punti di questo decalogo, lascia un messaggio al sito della bellissima Noha


Sei Salentino se ti riconosci in almeno tre dei seguenti 10 punti:

  • Sei salentino se abiti in un paesino di 1000 abitanti, conosci tutto di tutti, e gli amici del paese ti chiamano col soprannome;
  • sei salentino quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie;
  • sei salentino se pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici;
  • sei salentino se parli con tutti e gridi anche se la persona a cui parli ti sta a 10 cm di distanza;
  • sei salentino se dopo 1 ora che hai conosciuto una persona la inviti nel Salento per le vacanze estive;
  • sei salentino quando dici di non essere permaloso e ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno;
  • sei salentino se almeno una volta al mese usi il proverbio: "Comu la fazzu la sbaiu"!
  • sei salentino quando vai al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della tua gente;
  • sei salentino se ti chiamano Terrone al Nord e non ti offendi. ANZI!
  • Sei salentino quando non ti vergogni della tua terra e ricordi sempre il luogo dove sei nato. Quando la esalti per il mare, la campagna e la buona cucina, i colori, i profumi, e il sole caldo anche d'inverno.

     

 
Di Albino Campa (del 05/06/2008 @ 14:11:26, in NohaBlog, linkato 2826 volte)

Di libri non si parlerà mai abbastanza. Ne siamo certi.
Eccovi allora di seguito la recensione di un libro apparsa su "il Galatino" del 28 febbraio scorso, a firma di Antonio Mellone.
Ci verrebbe ora da chiederci: a quando una nuova pubblicazione di un autore nohano, oppure un libro che parli di Noha o che abbia come protagonista qualche personaggio di Noha?
La domanda la lanciamo così... Anche se sappiamo che qualcosa si sta muovendo. Ma si tratta ancora di un segreto.


“La Chiesa di S. Lucia V.M.” di Mario Rossetti

Non c’è regalo più gradito per un bibliofilo (come tale si ritiene chi redige queste note) che quello di ricevere un libro. Ed il libro che abbiamo accolto in dono dalle stesse mani dell’autore è un’opera monumentale che ha per nome: “La Chiesa di S. Lucia V.M.”.
L’autore-curatore è don Mario Rossetti, che già nel 1996 aveva pubblicato un trattato gemello quanto a ponderosità ed argomenti - ma di diverso colore - intitolato “La parrocchia di San Sebastiano Martire in Galatina”.
Entrambi i volumi fanno bella mostra di sé nella nostra biblioteca, uno accanto all’altro, alla lettera “R” di Rossetti, tra un Romano (Livio Romano, scrittore salentino) ed un Rousseau (Jean Jacques Rousseau, filosofo francese del settecento)…  
Il libro di don Mario profuma, come profumano tutti i libri nuovi di zecca e come di buon odore sono pure impregnati i libri di qualche anno d’età e, ancor di più, i libri antichi.
Quello del libro di don Mario è profumo caratteristico di libri nuovi, quelli appena usciti dal torchio dello stampatore-editore, che in questo caso, come per l’altro succitato testo, è il bravo editore Panico, galatinese pure lui.
“La Chiesa di Santa Lucia V.M.” è un vero e proprio catalogo d’arte, copertina e custodia rigida, rilegatura in pregiata tela rosso-cardinale (come quella che si usa per certe tesi di laurea), sovra-copertina anch’essa rossa e lucida, con le scritte d’oro e con le immagini a colori che ritraggono la nobile facciata della chiesa e l’effigie di Santa Lucia. Abbiamo per le mani insomma un testo elegante: anche gli occhi, di cui la Santa siracusana è la protettice, vogliono ed hanno – non poteva essere altrimenti in questo caso - la loro parte.
Profuma il libro di don Mario. Profuma anche di sudore: quello di un prete che costruisce chiese, che restaura, che dà corso alla pulitura, alla stuccatura, alla tinteggiatura delle pareti del tempio, la casa più importante, forse la più grande del popoloso quartiere dei galatinesi di via Roma e dintorni.
Si sente nelle pagine profumo di terracotta e ceramica, quella con la quale sono state impastate le statue che si affacciano benedicenti dalle nicchie del frontespizio della chiesa, il Cristo Risorto e le due sue ancelle, santa Lucia e santa Rita.
Quello che si sprigiona da quelle pagine è profumo di chi fatica senza mai dare segni di stanchezza, e semina ancora per poi lasciare agli altri il raccolto. E l’autore sembra molto più abituato alla semina che al raccolto: seminò per la chiesa di san Sebastiano, e la consegnò ad altri, subito dopo averla inaugurata (e ne scrisse pure un tomo, anche esso impregnato di profumo).
A volte non si immagina quanta fatica costino le pietre (e non parliamo qui di pietre vive - non ci compete - quelle, si sa, ti assorbono tutta la vita); parliamo invece più semplicemente dei mattoni, della calce, del cemento, dei lavori di edilizia per innalzare aule e campanili… Le pietre descritte da don Mario sembrano catalogate una per una, con documenti alla mano. Ogni documento, ogni contratto, ogni fattura è un impegno, un pensiero, una goccia di sudore in più che imperla la fronte, a volte una o più notti insonni, e critiche certe da parte del censore di turno, benché non manchino, per grazia di Dio, il conforto ed il supporto dei benefattori.
Profuma il libro di don Mario. Profuma di candele e d’incenso di solenni riti. Quell’incenso che si brucia il giovedì santo quando si deposita il corpo di Cristo nell’altare della reposizione; quel sepolcro, che poi tutti visitano, pellegrini in diverse chiese, fino al pomeriggio di venerdì santo, poco prima della “messa scerrata”. E ti sovvengono i tuoi tempi, allorché imberbe chierichetto, con cotta bianca su veste rossa, servivi la messa in “Coena Domini” e sentivi cantare il “Tantum ergo” e, sbagliando, credevi dicessero “Santu Mergo”…
Il libro di don Mario profuma di fioretti e di rose, come quelle di santa Rita, i cui boccioli o petali si distribuiscono ai fedeli nel mese di maggio nel corso della solennità a Lei dedicata.
E’ un libro ricco di immagini sacre, il libro profumato di don Mario. Quando lo sfogli, lo leggi e lo rileggi, ti viene di baciarne le icone, di recitare una giaculatoria, come un bambino di prima comunione. E come un cresimando leggi e ripassi “le cose di Dio”, la dottrina, il catechismo che da piccoli si studiava: domande e risposte a memoria, condizione necessaria e sufficiente per accedere ai sacri misteri. E ancora coroncine, invocazioni, litanie, novene, suppliche, ed inni e canti che ab immemorabili sciolgono i fedeli, implorando per i miseri il perdono, e per i deboli la pietà. 
Sfogli velocemente le pagine ricche di colorate immagini; ma rallenti, come se sfogliassi un breviario, quando incontri le preghiere che intere navate di persone all’unisono guidate dal loro pastore scandivano con salmodiante umiltà, ripetendo, come fanno ancor oggi, incontrovertibili verità.
Chiudi il libro e lo riponi nella tua libreria.
Sentirai nelle tue narici ancora il profumo di un gradito regalo: il più recente libro di don Mario.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 26/05/2008 @ 14:13:58, in NohaBlog, linkato 2150 volte)

Cari amici di Noha.it, parliamo ancora di LIBRI.  
Del resto il motto della nostra cittadina, Presidio del Libro, potrebbe suonare così: PIU' LIBRI, PIU' LIBERI!
Questa volta abbiamo il piacere e l'onore di presentare a tutti i nostri internauti l'ultimo lavoro in ordine di tempo di una nostra amica, nonchè collaboratrice del nostro foglio on-line "L'Osservatore Nohano", la prof. MARISA GRANDE (che certamente sarà con noi il prossimo ottobre nella "Festa dei lettori").  
Edito per BESA EDITORE, il titolo del volume del quale vi facciamo qui intravedere la copertina è "L'ORIZZONTE CULTURALE DEL MEGALITISMO". E' un libro da acquistare e leggere sotto l'ombrellone, oppure al fresco, sotto un pergolato, magari con la colonna sonora delle cicale. Buona lettura." 




(Se non vedi il file clicca qui per aggiornare il plugin di flash del tuo PC)
 
Di Albino Campa (del 17/05/2008 @ 15:28:11, in TeleNoha , linkato 2398 volte)
Il nostro Osservatore Nohano è ormai in ferie. Ma il nostro sito non contempla nel suo vocabolario la parola "ferie". Eccovi dunque una "novità" degli anni '70. Si tratta di due video in bianco e nero di due canzoni famosissime in tutto il mondo: SOLEADO e LINDA BELLA LINDA. Cosa centrano queste canzoni con il nostro paese? Semplice. L'autore dei testi di queste canzoni, per chi non lo sapesse, è FRANCESCO SPECCHIA, cittadino di Noha, da anni, suo malgrado, residente a Milano. Buona visione e buon ascolto. E... non finisce qua! Continuate a navigare nelle acque di noha.it


SOLEADO




LINDA BELLA LINDA
 
Di Albino Campa (del 07/05/2008 @ 00:00:00, in L'Osservatore Nohano, linkato 2140 volte)
"L'OSSERVATORE NOHANO"
 

n°4 - Anno II
 

Con questo nuovo numero dell'Osservatore Nohano vi salutiamo e vi diamo appuntamento a Settembre (speriamo), buone vacanze a tutti.
Mentre Noha.it non andrà in ferie, ma sarà a disposizione, come del resto è sempre, nell'informarvi delle novità ed eventi a Noha.
Buona lettura!
 

Clicca qui per scaricare la rivista.

(Il file e' in formato Acrobat (Pdf). Nel caso in cui non si disponga del software necessario per la visualizzazione -Acrobat Reader o Adobe Reader-, si puo scaricare gratuitamente dal seguente indirizzo :http://www.adobe.com/it/products/acrobat/readstep2.html)
 
 



(Se non vedi la rivista clicca qui per aggiornare il plugin di flash del tuo PC)
 
Di Albino Campa (del 16/04/2008 @ 17:41:02, in Animazioni, linkato 3137 volte)

Eccovi un nuovo contributo del nostro amico Marcello D'Acquarica che con grande piacere proponiamo ai nostri visitatori.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

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