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Le prime notizie storiche le ricaviamo dai Registri della Cancelleria
Angioina.
1270 - Ai tempi di Carlo I d'Angiò (1226-1285) Pietro De Noha
nel 1270 era uno dei baroni in Terra d'Otranto.
1291 - Dal libro Rosso dell'Università' di Lecce dalle pagine 49-78
veniamo a sapere che in una lite tra baroni, in Terra d'Otranto, il re
di Napoli Carlo II d'Angiò riconosce Ugo di Brienne Conte di Lecce
e signore dei Casali della Contea. In questo documento per la prima volta
Noha è così descritta:
Il casale di Noha con la sue pertinenze tra Cutrofiano e Galatina
è del signor Pietro De Noha. Questo signore possiede anche il casale
di Cavallino vicino a Lizzanello, il casale di Padulano tra Maglie e Sogliano
e le case feudali dentro Lecce con gli altri beni feudali.
Tutti questi feudi e beni componevano la baronia posseduta da Pietro De
Noha, capostipite della famiglia De Noha.
Dal citato documento sappiamo pure che tutti i territori feudali posseduti
da Pietro De Noha, dovevano obbedienza al Conte di Lecce, di cui erano
suffeudi.
Noha dunque era un casale, cioè un territorio feudale abitato,
con le proprietà annesse confinanti con Cutrofiano e Galatina.
La parola casale è medioevale e corrisponde al villaggio (pagus)
dei latini. Indica un paese senza mura. Ci dà l'idea di un mucchio
di case di agricoltori intorno alla chiesa parrocchiale, o addossate alla
torre o castello del proprio feudatario. La parola casale indica la parte
abitata del territorio che formava il feudo e costituiva una comunità
feudale soggetta al feudatario.
1308 - Nel repertorio con ordine alfabetico redatto nel 1586 da Sigismondo
Sicola, Ufficiale della R. Zecca, si legge che nel 1308 il casale di Noha,
come feudo, insieme con gli altri luoghi abitati di Cavallino, Villanova
e il territorio di Padula, era intestate ancora a Pietro De Noha, a cui
nello stesso anno successe Guglielmo De Noha.
1322 - un altro registro angioino dell'anno 1322 ci attesta che il casale
di Noha era passato in eredità a Goffredo, secondogenito di Guglielmo.
E possediamo dello stesso anno un « privilegio » di Gualtieri
di Atene e Conte di Lecce, il quale concede il suo assenso sulla donazione
di Cavallino e di Noha a Goffredo De Noha.
Da questo documento, che si trova nel Museo Provinciale di Lecce fra i
documenti della famiglia Castromediano imparentata con i De Noha, risulta
che Guglielmo De Noha possedeva come feudi nella contea di Lecce:
— II casale di Noha della Contea di Lecce, nel giustizierato
di terra
d'Otmnto, col proprio territorio tra Galatina e Cutrofiano.
— II casale di Francavilla col territorio proprio tra Petrore e
Scurrano.
Questo feudo divenuto poi disabitato passo in proprietà ai Signori
di Galatina.
— II casale di Padulano tra Corigliano e Melpignano.
Anche questo feudo una volta disabitato fu annesso al territorio di Galatina.
— II casale di Cavallino col proprio territorio, tra S. Cesario
e Lizzanello
— La proprietà chiamata « Crucis Aschi » tra
Otranto e i laghi Alimini.
Questi territori e casali, aggiunge il documento, erano tassati per due
once d'oro e venti tari per essere esenti dal servizio militare o «
adhoa ».
1344 - La baronia posseduta dalla famiglia De
Noha, quale suffeudataria della Contea di Lecce, era
compresa nel quinterno dei baroni, redatto a cura del
magistrato locale, ed era rappresentato da Guglielmo:
— // signor Guglielmo De Noha, nobile vassallo, tiene e possiede
il feudo
antico dei casali di Noe, Francavilla e Padulano.
1369 - Essendo morto Gualtieri VI duca di Atene e Conte di Lecce, ultimo
del casato dei Brienne, il fisco di Napoli ordino la revisione della tassa-feudale
dovuta da questo barone sui beni posseduti in Terra d'Otranto. Nel documento
sono elencati anche i baroni suffeudatari. A proposito del feudo di Noha
si legge:
— II signor Guglielmo De Noha tiene e possiede i casali di Noe,
Padulano e
Francavilla, che sono terre di Guglielmo De Noha
nella Contea di Lecce.
Tutti i documenti ci assicurano che fin dal secolo XIII il casale di
Noha aveva vita propria, possedeva un territorio proprio, cui erano annesse
altre proprietà, e confinava con i terreni di S. Pietro in Galatina
e di Cutrofiano.
Dobbiamo pure tenere presente un documento importante redatto in occasione
delle Sante Visite fatte in Terra d'Otranto.
Era l'epoca dello Scisma d'Occidente. In quel tempo tutta la Puglia,
per un insieme di cause che qui non esaminiamo, ubbidiva all'antipapa
Clemente VII (1378). Si trattava appunto di far ritornare anche la chiesa
di Nardo alla legittima dipendenza del Pontefice Romano.
Nell'atto redatto in una di quelle Visite (1412) furono annotati tutti
i luoghi abitati e disabitati dipendenti. Furono accertate le distanze
dalla città di Nardo, la nazionalità e anche il numero degli
abitanti di ogni comunità civile e religiosa.
Di Noha e scritto:
TERRA NOHE, GRAECORUM, DISTAT A NERITO PASSUM MILLIA
SEPTEM, HABET ANIMAS 712 CIRCITER.
Il casale di Noha, dei Greci, dista da Nardo 7 mila passi, ed ha circa
712 anime. |