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Le Confraternite di Noha
Di P. Francesco D’Acquarica (del 25/01/2013 @ 00:00:00, in La Storia, linkato 3103 volte)

Cappella cimiteriale della Confraternita  della Madonna delle Grazie costruita nel 1951E’ risaputo che a Noha fino al 1850 vi erano 3 confraternite: quella del Santissimo Sacramento, quella del Rosario, e quella della Madonna delle Grazie.
Delle prime due, quella del Santissimo Sacramento e quella del Rosario, possiamo dire che  si è persa completamente la memoria; troviamo solo qualche accenno nella “Relazione per la visita pastorale del 1850” fatta dall’arciprete di allora Don Michele Alessandrelli.
Infatti a proposito della Confraternita del Sacramento così scrive:
Nella mano sinistra del Coro vi è uno stipo, nello quale il Priore della Confraternita del Sagramento tiene riposta la cera che abbisogna per le funzioni del Corpus, della terza domenica, e del S.Sepolcro: lo stesso è colorito verde oscuro, detto stipo tiene la sua serraglia e chiave.
Anche della Confraternita del Rosario è ancora l’Alessandrelli che, parlando di una statua della Madonna (ora non più esistente) spiega: di questa ha cura, e conserva gli abiti il Deputato della Confraternita del SS.mo Rosario Vitantonio Benedetto.
Della Confraternita della Madonna delle Grazie invece, che aveva la sua sede nella chiesa ottagonale detta “chiesa piccinna”,  possediamo lo Statuto.
Il manoscritto originale di questo Statuto (oggi documento molto prezioso) si conserva nell'Archivio Parrocchiale. Chi volesse consultarlo lo può trovare nel volume “Noha - Storia, Arte, Leggenda” stampato nel 2006. E’ costituito da 50 articoli in nove capitoletti e da quel manoscritto spulciamo alcune informazioni che danno l’idea della vivacità della Confraternita attiva quasi fino ai nostri giorni. Io conservo ancora ricordi molto vivi nella memoria della mia infanzia.
Lo Statuto inizia così:
La suddetta Congregazione sotto il titolo di Maria SS.ma delle Grazie è antica ed è aggregata a quella di Maglie, che sotto lo stesso titolo si regge e vive colle stesse regole munite di Reggio Assenso nel dì 23 agosto 1777.
Le confraternite sono associazioni cristiane ancora presenti in molti paesi anche del nostro Salento. Furono fondate con lo scopo di suscitare l'aggregazione tra i fedeli, di esercitare opere di carità e di pietà e di incrementare il culto. I loro componenti conservavano lo stato laico e restavano nella vita secolare. Essi non avevano quindi l'obbligo di fare i voti o di condurre vita in comune, né di fornire il proprio patrimonio e la propria attività per la confraternita.
Per adempiere le opere cristiane e per testimoniare la fede, l’umiltà, la carità e la penitenza sentirono il bisogno di indossare un saio e non mostrarsi pubblicamente, nascondendo la propria identità e il proprio volto coprendolo con un cappuccio, annullando in tal modo completamente la propria personalità, da cui la tradizione tuttora in uso in molte congreghe.
Anche la Confraternita della Madonna delle Grazie di Noha aveva il suo abito. Nello Statuto così è descritto:
Art.39 - Nelle funzioni, processioni ed accompagnamenti funebri, i fratelli indosseranno un sacco bianco, legato ai fianchi con una fascia celeste, una mozzetta celeste; uno scudo metallico su cui è incisa l'immagine della Madonna, ed un cappuccio bianco in testa.
Art.40 - Ogni fratello custodirà in casa il proprio sacco; lo custodirà scrupolosamente, e per nessuna ragione lo farà mai indossare da altri che non sia un confratello.
A Noha abbiamo visto l’abito indossato dai soci della Confraternita fino alla morte dell’ultimo confratello, Pietro Costa (u Malampu), avvenuta alla fine del 2012. La salma è stata portata alla sepoltura con l’abito di “Confratello” come se lui stesso avesse avuto il desiderio di testimoniare sino alla fine la sua appartenenza. Ora non c’è più nessun iscritto e perciò possiamo considerare la Confraternita giuridicamente chiusa. Ricordiamo qualcuno degli ultimi confratelli, oltre a Pietro Costa, Andrea Miri, Michele Paglialunga (Pichinnanni), Nino Specchia e Gerardo Paglialonga (Pata). La popolazione li chiamava "Confratelli" perché così voleva lo Statuto e anche perché  nei confronti di questi personaggi forse nutriva un certo rispetto, se non proprio una certa ammirazione.
Il direttivo era costituito da un Priore e da due Consiglieri maggiori, oltre ad altri otto detti minori che erano: il segretario, il cassiere, due maestri di cerimonie, il sagrestano, l’organista e due revisori dei conti.
Queste persone erano elette ogni anno nella terza domenica di dicembre con votazione segreta. Potevano essere confermati solo per un secondo anno, ma il sagrestano e l’organista potevano essere riconfermati finché si riteneva opportuno. Prendevano ufficialmente possesso dell’incarico il giorno di Capodanno.
Notiamo la finezza con cui sono descritti gli impegni dei due cerimonieri e del sagrestano.
Art.9 - I maestri di Cerimonia "la cui scelta sarà fatta dal Rettore d'accordo col Priore" ordineranno e guideranno i fratelli nelle Processioni e nei funerali facendoli procedere a due a due composti e devoti. Veglieranno perchè i Fratelli stiano modesti e raccolti in chiesa per non dar motivo di dissipazioni e di scandalo ai circostanti.
Art.10 - Il Sacrestano suonerà la campana al solito, terrà pulita la chiesa, conserverà con cura e diligenza i paramenti ed i vasi sacri, accomoderà le lampade, non farà entrare persone estranee durante le adunanze, farà insomma tutte quelle cose concernenti il suo ufficio.
L’articolo 13 ricorda che oltre a questi incarichi c’erano anche due commissioni formate da quattro membri ciascuna. Una aveva il compito di discutere l’ammissione o meno di nuovi iscritti e l’altra di discutere quali multe applicare nei singoli casi necessari.
Pur essendo una associazione laicale aveva un Rettore Spirituale che era un Sacerdote scelto e proposto dal Direttivo, nominato a voti segreti dalla Confraternita riunita in maggioranza e approvato dal Vescovo. L’ultimo Rettore Spirituale è stato Don Gerardo Rizzo (1924+2007). Lo Statuto precisa quale erano le funzioni che di solito doveva compiere, e cioè:
- Celebrare la Messa in tutte le domeniche e festività dell’anno
- Cantare la Messa nel funerale di un socio defunto
- Celebrare due messe mensili per tutti gli iscritti vivi e defunti
- Cantare la messa funebre il primo giorno dopo l'ottava dei morti, in suffragio dei fratelli e sorelle defunte
- Fare la pia pratica della Via Crucis durante i venerdì di quaresima
- Fare la processione del Cristo Morto la sera del Venerdì Santo e quella della protettrice a settembre.
- Fare la funzione per l’ammissione dei fratelli in 4 festività della S.S.Vergine, e cioè: il 2 Febbraio, il 25 Marzo, l'8 Settembre e l'8 Dicembre
- Curare che si celebrino al più presto le messe per i confratelli defunti
- Fare quelle altre funzioni che crederà più opportune (sempre lo Statuto) per l'incremento della pietà dei fratelli, purché però queste funzioni non siano di diritto parrocchiale, o non impediscano quelle parrocchiali. Nel dubbio se le funzioni nuocciano al ministero parrocchiale, spetta all'ordinario diocesano decidere e stabilire le norme pratiche da seguirsi.
Per essere ammessi alla Confraternita erano richieste alcune caratteristiche:
- età minima di anni 15
- una condotta cristiana
- fare domanda al Priore
- avere il consenso dei genitori se si trattava di uno minore di anni 21.
Le norme di comportamento sono chiarite negli articoli 22/23. Li rileggiamo perché ci aiutano a capire l’impostazione educativa e cristiana che si intendeva dare ai soci.
Art.22 - Tutti i fratelli assisteranno alle funzioni che si terranno in congregazione, entrando nella quale faranno un tantino di orazione all'altare, e quindi siederanno al proprio posto. Si ameranno e correggeranno scambievolmente, fuggiranno le cattive pratiche, le male abitudini, le mormorazioni, le liti, i dispetti, i rancori; eviteranno il più che si può la frequenza delle bettole, le ubriachezze, ecc.
Art.23 - Tutti i fratelli sono tenuti ad intervenire alla riunione mensile(ordinaria) nelle ore pomeridiane di ogni terza Domenica del mese (ad eccezione nei mesi luglio, agosto, settembre). Chi manca abitualmente a queste riunioni sopporterà quella pena che il Priore crederà infliggergli.
Si poteva anche essere puniti, di solito con ammende in denaro, o anche espulsi dalla Confraternita per il cattivo esempio. A proposito degli espulsi è scritto:
Art.36 - Saranno espulsi: tutti coloro che, lungi dal serbare una condotta lodevole, s'immergono in ubriachezze ed immoralità; coloro che resistono alle correzioni, e si rendono insubordinati ai superiori; tutti coloro che non hanno pagato le multe in cui sono incorsi, nello spazio di due mesi; e coloro che hanno ritardato il pagamento della quota annuale per sei mesi. In questi casi però ci sarà sempre l'avviso per iscritto fatto almeno 10 giorni prima.
Anche le donne, che in Congrega erano chiamate “Sorelle”,  potevano essere ammesse con gli stessi diritti e doveri, ma non avevano voce né attiva e né passiva, e potevano essere espulse per gli stessi motivi degli uomini.
Oggi a Noha non c’è più nessuna Confraternita. Solo nel camposanto c’è la cappella che ospita confratelli e consorelle defunti. Sicuramente a suo tempo le Confraternite hanno fatto del bene alla gente di Noha. Se nel 1850 tre Confraternite erano attive significa che più o meno tutto il paese ne era coinvolto.
Oggi non è più così.
E’ vero che i tempi sono cambiati, ma forse anche lo spirito cristiano è venuto meno. Le speranze sono tante, ma anche i problemi rimangono aggravati da modelli di vita lontani dall’etica cristiana.
E’ risaputo che purtroppo oggi si privilegiano situazioni di potere oppressivo, concetti capitalistici disumani, sfruttamento del lavoro, egoismi personali e collettivi con spinte irrazionali di auto affermazione a qualsiasi condizione, quindi arrivismi, spesso prevaricazioni, talvolta sopraffazioni e comportamenti malavitosi. Sembra che l’unico intento sia quello di conseguire profitti sempre e comunque, successi materialistici ed effimeri, soddisfazioni edonistiche, anche a costo di venire a patti con la coscienza e la dignità delle persone.
L’ultimo articolo dello Statuto proclama:
Art.50 - Speriamo che queste regole siano sufficienti, con l'aiuto divino, non solo a stabilire questa confraternita, ma a farla progredire ed aumentare sempre più per la maggior gloria di Dio e della B. V. delle Grazie, e pel vantaggio spirituale e temporale di tutti gli ascritti. Così sia.
Lasciamo perdere la prima parte di questo articolo dove si augura che "queste regole siano sufficienti non solo a stabilire questa confraternita ma a farla progredire sempre più". Però, visto che siamo quasi tutti battezzati un po’ più di spirito cristiano non guasterebbe.

P.Francesco D’Acquarica