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Semi e sogni
Di Marcello D'Acquarica (del 08/01/2026 @ 08:00:57, in NohaBlog, linkato 301 volte)

Roberto di mestiere non faceva il contadino, ma amava coltivare la terra. Un giorno mi disse: “Marcello, sai che nel canale Asso non ci sono più girini?”                            

La massa degli esseri viventi sulla terra è formata prevalentemente dalle piante che rappresentano l’80% della biomassa. Dopo le piante vengono i microbi, che rappresentano il 15% della biomassa. Poi i funghi che sono il 2%. Gli animali? Sono solo lo 0,33% della biomassa. Gli uomini ammontano solo a un decimillesimo della biomassa totale, il 2,5% della biomassa animal. Ma nonostante l'esiguità del loro peso sono riusciti a danneggiare irreparabilmente l'equilibrio del pianeta. “[Franco Berrino, Il nostro Veleno Quotidiano, sottotitolo: Un Manuale di resistenza alimentare, Per ritrovare il cibo naturale e la salute perduta, Solferino libri, 2025 RCS Media Group S.p.A., Milano].

Roberto Serafini, al secolo mesciu Ruberto, raccoglieva i semi dalle sue stesse piante, quelle che in ogni stagione riusciva a coltivare, e con vero amore costruiva i semenzai sopra la terrazza di casa, dove puntualmente poteva accudirle, proteggerle dal freddo, o innaffiarle in base all’occorrenza.

“L'agricoltura si trova di fronte alla scelta drammatica fra continuare ad aumentare la produzione utilizzando sempre più semi geneticamente modificati, fertilizzanti e pesticidi di sintesi (scelta che alcuni ritengono necessaria per nutrire la crescente popolazione del mondo), oppure adottare pratiche sostenibili per proteggere il pianeta e garantire alle generazioni future cibo non avvelenato nel rispetto dell'ambiente (scelta che altri ritengono più efficace sia per sconfiggere la fame sia per ridurre l'effetto serra). [Berrino, ibidem.]

È la differenza fra chi pensa di essere separato dalla natura e vede la terra come una macchina da far funzionare e da sfruttare al massimo, e chi sa di far parte della Natura e considera la terra un organismo vivente capace di auto organizzarsi con cui è bene armonizzarsi.” [Berrino, ibidem]

Roberto era un artigiano che amava gestire il suo tempo libero, e quando sentiva la necessità di tornare alla sua passione agganciava il cartello dal lato dov’era scritto “Chiuso”, e… via. Non come solitamente troviamo scritto su cartelli simili: “Torno subito” o “Chiuso per ferie”. Non era nemmeno facile trovarlo “nella solita campagna”, poiché le sue terre variavano spesso. Di anno in anno le lasciava riposare come le buone pratiche tradizionali insegnano.

Roberto amava i cibi genuini, non leggeva il calendario commerciale con le istruzioni dell’industria chimica su quando spargere i veleni. Ogni stagione portava a casa il suo raccolto, e se era abbondante, aiutato da Lucia si prodigava per la sua conservazione naturale, senza additivi o conservanti. Per lui mangiare biologico senza l’uso di pesticidi, respirare aria di campagna o al mare e stare sempre in esercizio fisico erano uno stile di vita.

“Oggi gran parte delle terre coltivate sono morte, non respirano, non hanno più vermi, né insetti, né microbi, non produrrebbero niente senza l’aiuto di fertilizzanti artificiali. Eppure, il Padre Eterno ci aveva affidato la Terra “per coltivarla e custodirla”  (Genesi 15,2)” [Berrino, ibidem]

Grazie Roberto per essere stato al nostro fianco anche nelle belle giornate dedicate alla tutela del Creato, per la gioia che ci hai trasmesso, per i semi antichi che hai sempre difeso, e per il pino che, nei Giardini Madonna delle Grazie di Noha, cresce forte e mira in alto, verso il cielo.

[Dedicato al mio amico Roberto, nato a Noha l’8 gennaio del 1955].

Marcello D’Acquarica