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SORPRESE SOLITE E INSOLITE
Di Marcello D'Acquarica (del 17/04/2017 @ 16:57:21, in FareAmbienteNoha, linkato 434 volte)

Come si fa a non restare meravigliati davanti a questo esplodere di verde e fiori. Soprattutto dove l’uomo non ha messo mani con la pretesa di abbellire la sua dimora. Lo spettacolo che ci viene offerto nuovamente in questi giorni dalla natura è veramente qualcosa di strabiliante. Più di una festa di compleanno, di una crociera, di un nuovo amore, più di ogni torta a venticinque piani, più di un gratta e vinci che ti cambia la vita, più di un’auto nuova, più della vittoria della squadra del cuore, più della elezione a sindaco, insomma più di tutte le ambizioni che apparentemente ci distolgono dagli accidenti che spesso ci procuriamo da soli.

Ecco, lo spettacolo che ci viene offerto è davvero stupendo. E la sua meraviglia sta proprio nel fatto che fra pochi giorni, sarà tutto secco e io amo anche il secco. Questa è la Natura. Questa è la sua magia.

Così mentre cerco di scomparire con lo sguardo in questo oceano di colori non posso fare a meno di evitare il colpo allo stomaco. Mi sarei dovuto fermare fuori e accontentarmi di guardare da lontano quello che la vista mi permette di vedere. Ma io sono stato ingordo e mi sono voluto avvicinare, a sentire anche i profumi del finocchio selvatico, della menta e delle erbe aromatiche. Così l’idillio è finito.

Il mondo dell’apparenza, dell’esteriorità, del bello fuori e schifo dentro, lo abbiamo esteso pure alla Natura. Solo che la Natura non fa sconti a nessuno, restituisce il maltolto.

Sbattendo contro secchi di plastica e sacchi di immondizia gettati a spaglio, come si fa con la semina del grano. Niente da fare, la natura comprende anche le idiozie di alcuni nostri concittadini. E dulcis in fundo, l’ennesima discarica di plastica, una montagna di teli che i contadini usano per la pacciamatura. Pronti per essere diffusi nell’aria del paese in fumo. Altro inceneritore dispensatore di diossina. Ci dovremo adeguare e anche i nostri polmoni dovranno smetterla di protestare e ammalarsi di cancro.

Con questi idioti stiamo perdendo la battaglia.

Per fortuna non tutto è perso, e Maurizio, un operaio della Monteco, sta cercando di porre rimedio al danno che gli anonimi costruttori di discariche e inceneritori abusivi realizzano di continuo.

Maurizio è un ragazzo di Noha. Conosco la sua famiglia da sempre. Mi avvicino per fare quattro chiacchiere.

“Buongiorno. Io mi chiamo Marcello.” Lo dico pensando che non si ricordi di me.

E lui invece prontamente mi risponde: “si.. si.. ti conosco.”

“Ah, bene.” E continuo dicendogli: “Finalmente Monteco ha deciso di mandare qualcuno a ripulire questo angolo di schifezze che non fa onore a nessuno.”

Maurizio mi risponde che non è esattamente così. Lui ha un programma ben definito che deve svolgere durante le sue ore di lavoro. Ripulire le discariche abusive non fa parte del suo programma. Anche se a volte il suo responsabile gli chiede di farlo. Ma raramente. Oggi però Maurizio ha fatto uno strappo alla regola, quella che il suo capo squadra gli ordina. Ha terminato le sue attività programmate e passando davanti all’ingresso della cava De Pascalis, si è fermato e ha raccolto tutti i sacchi di immondizia ammucchiati al lato dell’ingresso. Altro tallone d’Achille del nostro finto perbenismo. Gli chiedo anche il nome del suo capo squadra, perché vorrei chiamarlo e dirgli che ha come collaboratore una ottima persona, onesta intellettualmente, cosa molto rara (l’onestà intellettuale). Vorrei dire al suo caposquadra di far ripulire più spesso questi scorci di panorami così diffusi in giro. Ma Maurizio mi risponde che loro, Monteco, ce la mettono tutta, solo che dopo aver ripulito, nel lasso di pochi giorni, gli idioti del malaffare tornano a sporcare. Ecco, così a perdere la battaglia ora siamo in tanti. Insomma in questo paese pochi “Zozzoni” vincono sulla civiltà. Forse sarebbe opportuno che tutti noi facessimo uno strappo alla regola, come ha fatto Maurizio. Forse il prato verde, quando fra pochi giorni sarà secco, ci svelerà altre meraviglie, che non dovrebbero necessariamente essere montagne di rifiuti e di plastiche che vanno in fumo. Chissà se un giorno riusciremo ad essere tutti onesti intellettualmente come Maurizio.

 Marcello D’Acquarica