Di Redazione (del 29/11/2021 @ 21:54:31, in Comunicato Stampa, linkato 51 volte)

Una giornata particolare per gli alunni delle classi 2^C e della 3^C della Scuola Secondaria di I grado Polo 2 di Galatina nell’ambito del concorso “Libriamoci” con “Giochi diVersi”. Infatti, nella mattinata del 18 novembre 2021, l’attività scolastica si è spostata dall’edificio scolastico alle vie del centro storico di Galatina.

La prima tappa si è svolta nel chiostro della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria, dove gli alunni, accompagnati dalle rispettive docenti d’italiano, Prof.ssa Rita Colazzo e Prof.ssa Ada Coluccia, si sono cimentati in canti, letture di alcuni passi della Divina Commedia e giochi medioevali come il tiro alla fune e il salto con la corda.

Successivamente, la lezione itinerante ha coinvolto le principali corti galatinesi, dove i partecipanti hanno recitato una loro composizione sulla figura di Renata Fonte contaminando alcuni versi della Divina Commedia e immaginando Dante nella selva di Porto Selvaggio.

Tra le altre tappe teatro di “Giochi diVersi”: Corte Vinella, dove i ragazzi hanno potuto ammirare la splendida costruzione con la sua magnifica ringhiera in pietra leccese lavorata e conoscere la storia legata alla statua del cavaliere senza testa, l’antica pasticceria Ascalone, luogo ideale per il girone dei golosi; la libreria Fiordilibro per una dedica speciale a Renata Fonte.

Inoltre, gli alunni, con l’aiuto del regista Tommaso Faggiano, ideatore del progetto scolastico “Sensi Comuni-Percorsi creativi per la cittadinanza attiva”, hanno ripreso alcune “scene” della lettura dell’evento.

La Lectio Dantis si è spostata infine dentro Palazzo Orsini: qui il Sindaco, Marcello Amante, la Vicesindaco, Maria Rosaria Giaccari e l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Cristina Dettù, sono diventati lettori d’eccezione di alcuni canti dell’Inferno dantesco.

È stato un momento per riascoltare gli straordinari versi di Dante ma soprattutto di dedicare del tempo all’incontro con gli studenti e i loro professori, accoglierli nella casa comunale, che è la casa di tutti i nostri cittadini.   Conclude così il sindaco il suo post su Facebook.                    

Gli alunni di 2^ C e 3^C del Polo 2

 

 
 
Di Redazione (del 27/11/2021 @ 19:33:12, in NoiAmbiente, linkato 310 volte)

Galatina, uno dei Comuni con maggiore estensione territoriale nella provincia di Lecce. E tante strade da gestire. Ci sono più strade che utenti che le percorrano. E molte di queste, soprattutto nelle campagne, sono in “balia” della natura che, armata di radici e di piante spontanee, prova a riprendersi quanto a suo tempo le fu strappato di mano. Ma ben venga la natura vista la desertificazione che si sta producendo intorno a noi, se non dietro nostra incitazione, sul nostro silenzio-assenso, prodotto non secondario dell’incoscienza (di classe).

Sembra che il problema più grande dunque sia la manutenzione delle strade (il che richiede un impegno di spesa che il Comune evidentemente non può permettersi di sostenere); ma il problema principale è la soverchiante presenza di rifiuti. Sdegno, amarezza, profondo rammarico e grande delusione, crediamo siano i sentimenti di molti concittadini che ogni giorno sono costretti a subire questo spettacolo.

Ogni giorno nuovi involucri dai colori e dalle forme più disparate appaiono ai bordi delle carreggiate, tutte, provinciali, comunali e campestri. Possiamo dire con certezza che non vi sono strade esenti da questi trattamenti. Tutte, o quasi, soffrono del medesimo virus.

Ogni giorno una parte di questi rifiuti viene spiaccicata dalle ruote degli automezzi in corsa, un’altra fagocitata dai rovi, un’altra ancora dagli aratri che operano nei campi limitrofi; molta resta incenerita nel corso degli incendi “purificatori”. Capita perfino di assistere a voli pindarici di sacchetti lanciati dai finestrini delle auto in corsa: sarà un nuovo sport olimpionico.

Di certo non è che i campioni del lancio rinsavirebbero con lo spauracchio delle multe, o con altre forme di repressione. La lotta continua insomma è impari e a noi non rimane altro da fare che documentare e denunciare i fatti, chiedere ancora una volta all’amministrazione comunale di provare a tamponare gli effetti del fenomeno con la pulizia periodica dei siti, e di questo passo prepararci a dover vivere come porci.

 

Di Michele Scalese (del 26/11/2021 @ 13:35:22, in Comunicato Stampa, linkato 161 volte)

È risaputo come in tutta la nostra Città non si faccia altro che parlare del Teatro “Cavallino Bianco” e del gran prestigio che continua ad avere dall’inaugurazione fino ad oggi. Esposti in tutta la Provincia i manifesti 6x3 rigorosamente su plancia che annunciano, tra l’altro, anche la calendarizzazione degli eventi fino al 30 Novembre. È curioso vedere come la scaletta degli eventi termini con una frase che lascia presagire ciò che ci auguriamo non accada: “E’ adesso”. Ecco, adesso. E dopo? Cosa ne sarà del Cavallino Bianco dopo il 30 Novembre data ultima di calendarizzazione? Sarà pronto per l’ennesima chiusura? Si farà tra qualche anno una nuova inaugurazione in pompa magna? Dal canto nostro speriamo vivamente di no, poiché, a conti fatti, le spese sono state ingenti e i numeri parlano da soli. Più di due milioni di euro. Precisamente 1.625.000 euro provenienti dalla Regione Puglia e 500.000 dalle casse del Comune di Galatina, che si sommano al costo dell’acquisto dell’immobile dalle precedenti amministrazioni. Occorre sottolineare inoltre, che agli organizzatori, ai quali è stato concesso il compito dagli amministratori di organizzare – appunto – gli spettacoli, sono stati destinati altri proventi ministeriali che si aggiungono alle risorse organizzative degli spettacoli stessi. Orbene, e in tutto questo calderone di risorse economiche, Galatina e i suoi cittadini che posto occuperebbero? Dopo che il Comune ha concesso un ulteriore somma di 10.000 euro agli organizzatori, non sarebbe stato opportuno coinvolgere più fattivamente i nostri concittadini, magari facendo godere loro di uno sconto ad honorem, considerando il fatto che i sopracitati sono soldi del Comune e quindi della cittadinanza? Invece no, l’unico ingresso gratuito è stato programmato per la mattinata dell’inaugurazione; oltre a questo, a parte le riduzioni per gli studenti, i galatinesi debbono necessariamente avere lo stesso trattamento al pari di tutti gli altri spettatori.

 

Di Redazione (del 26/11/2021 @ 13:14:38, in Comunicato Stampa, linkato 67 volte)

Il  terzo appuntamento della rassegna “ Incontri al Collegio” del 26 novembre alle ore 18,30 presso la Chiesa del Collegio, è dedicato a Dante Alighieri nell’anno delle celebrazioni  a lui dedicate per i 700 anni dalla sua morte.

Nel canto XI della Divina Commedia Dante Alighieri  fa dire a San Tommaso  :

La provvidenza che governa il mondo

(…..)

due principi ordinò in suo favore ,

che quinci e quindi le fosser per guida.

L’un fu tutto serafico in ardore;

l’altro per sapienza in terra fue

di cherubica luce uno splendore

Sono i versi che introducono  l’argomento del canto XI e del suo speculare XII, la Provvidenza che governa il mondo con l'infinita saggezza di Dio per guidare la Chiesa in un momento di grande smarrimento, dispose la nascita di due principi. L’uno di ”serafico ardore”: Francesco  d’Assisi  pieno di carità come i Serafini   e l’altro “di cherubica luce uno splendore”: Domenico di Guzmàn  splendette della sapienza e dell’intelligenza propria dei Cherubini. San Francesco e San Domenico hanno dato vita ai rispettivi ordini mendicanti.

Nella chiesa del Collegio già ordine dei Domenicani, la professoressa Alessandra Beccarisi docente di Storia della Filosofia Medievale presso l’Università di Foggia analizzerà il rapporto e l’influenza che ebbero i due ordini mendicanti sulla filosofia e sulla teologia del Sommo Poeta.

Dialogherà con lei Luciano Abbaterusso  Coordinatore della Comunità Pietre Vive di Galatina.

Introduce il Rettore della Chiesa della Madonna delle Grazie Don Antonio Santoro 

Alessandra Beccarisi 

Alessandra Beccarisi  è attualmente professore associato di Storia della filosofia medievale» presso l’Università di Foggia, già docente della stessa materia presso l’Università del Salento.  Dal 2015 è direttore del Centro per l'edizione di testi filosofici medievali e rinascimentali (CETEFIL) fondato nel 2000 da Loris Sturlese presso Unisalento. Dal luglio 2017 è General Editor delle pubblicazioni della SIEPM: «Bulletin de Philosophie Médiévale» (Rivista di Fascia A) e «Rencontres de Philosophie Médiévale».Humboldt  Ambassador Scientist.  Le sue ricerche riguardano in particolare: i domenicani tedeschi del XIII e XIV secolo; edizioni critiche di testi medievali; mistica medievale; divinazione naturale nel medioevo; geomanzia.

Luciano Abbaterusso

 

Di Antonio Mellone (del 20/11/2021 @ 14:48:37, in NohaBlog, linkato 187 volte)

Qualcuno - pochissimi invero, forse uno soltanto - m’ha chiesto le motivazioni di questo mio diciamo silenzio stampa lungo un mese o forse più. In effetti è da un bel po’ che non compare su questo o quel supporto uno dei miei (del tutto inutili) articoli.

Insomma, quel che sta accadendo m’appare così onirico che non è che sia rimasto senza parole (ché anzi quelle mi verrebbero a cascata e triviali pure) ma davvero non saprei da dove cominciare. Oltretutto, nel caso proferissi verbo, mi inimicherei i tre quarti dei superstiti conoscenti, mentre il restante quarto metterebbe mano alla fondina delle consuete esilaranti querele temerarie.

Non è un mistero quanto sia in auge una guerra all’ultima fiala tra Punturisti Sì e Punturisti No - e mai sia Signore se nutri un seppur minimo dubbio – espressione sublime, codesta aspra contesa, del fondamento di qualsivoglia potere molto ben espressa dal motto del IV sec. a.C. attribuito a Filippo il Macedone, vale a dire Divide et impera (ovviamente le divisioni afferiscono le classi basse, dico le classi pollaio, mentre le alte sono eccome solidali fra loro, quando addirittura non ricevono solidarietà dalle prime). Per fortuna la scrittura è pur sempre un filtro della realtà, e questo lo sapevano bene anche gli esponenti del Verismo, onde ormai quasi tutto è letteratura fantasy, probabilmente persino quella che s’ammanta dell’attributo di scientifica.

E così grazie dall’assolutismo illuminato del neoliberismo abbiamo testé celebrato il punto G20 e poi la Cop26 (denominazione che rievoca tanto quella di un ipermercato da black friday): si tratta di club esclusivi nei quali i Grandi, spesso coincidenti con i Competenti, cioè Esperti, e dunque Migliori, tutti allarmati per il clima stan facendo di tutto per toglierci dal baratro nel quale noialtri ci siamo venuti a cacciare, con l’ausilio delle loro truppe d’appalto in uno col loro filantropismo. Manco messo piede a terra dai lor jet privati, ci han fatto sapere che questa è un Emergenza (ormai non è più vita senza almeno un’emergenza apocalittica in corso), e che non v’è nemmeno un minuto da perdere da qui al 2060. Ergo il problema ormai è soltanto il riscaldamento globale, mica il cancro locale o i veleni o l’agricoltura trasformata in un laboratorio di chimica inorganica o i sacri dogmi del “mercato” o i brani di morale guizzanti dalle colonne della stampa padronale. E taccio sui fondi del Recovery Plan, o come cavolo si chiami, che i malpensanti credono siano a strozzo: ma che ne sanno questi ultimi di Green (con tanto di pass), e ancora di Bio, Sostenibilità e Resilienza, armi contundenti dei novelli crociati contro il noto grado e mezzo della scala Celsius.

 

Di Fabrizio Vincenti (del 20/11/2021 @ 14:43:35, in Comunicato Stampa, linkato 736 volte)

Se qualcuno avesse chiesto a Carmelo Bene un’opinione in merito alle decisioni prese sulla questione epidemica, sono certo che avrebbe risposto che si tratta di scorregge di Stato.

C’è un inquietante terrore che aleggia, una funerea paura di esprimere un parere, se si ha la sensazione che questo discordi con quello che io definisco pensiero unico dominante. Per fortuna non ho questa fobia.

Penso di sapere cosa sia lo Stato, e lo rispetto. La maggior parte non sa cos’è, e ciò che rispetta sono le sue scorregge.

Siamo davanti ad un aborto della ragione, vale a dire alla pratica di estirpare ogni pensiero che abbia a che fare con la razionalità e la ragionevolezza.

L’incapacità di starsene fermi non è sempre sinonimo di codarda oziosità. Infatti, spesso, il non fare è meno dannoso del fare.

Se io suscitassi una percezione, dicendo che mancano 24 ore alla fine del mondo, tutti si affretterebbero a costruire bunker e a svaligiare supermercati. Inoltre, tutti pretenderebbero dallo Stato fulminee decisioni a riguardo. E cosa farebbe lo Stato? Per rispondere alla pretesa della gente in panico, mossa originariamente da una distorta percezione della realtà, prenderebbe le decisioni più assurde pur di dimostrare che la sua ragion d’essere ha un senso. È quello che sta accadendo.

La percezione distorta della realtà sta inducendo gente di assoluta mediocrità a prendere decisioni criminose a danno di tutti. Siamo intrappolati nello schema ben descritto dal sociologo Overton. Si introduce nell’opinione pubblica un concetto dapprima inconcepibile (es. divieto generalizzato di uscire di casa), e quel concetto, divenuto via via sempre più accettabile, arriva ad essere considerato non solo ragionevole, ma addirittura legale. Se, infatti, fino a due anni fa chiudere in casa una sola categoria di persone era considerato una misura dal sapore nazista, oggi parlare di un lockdown dei soli non vaccinati sta diventando un concetto non solo ragionevole e diffuso, ma addirittura legalizzato. Voi pensate che qualche tedesco del 1940 non fosse consapevole di quello che stava succedendo? Avevano semplicemente trasformato un concetto dapprima assurdo e inconcepibile in una decisione ragionevole e legale. Anche se questo paragone dovesse urtare la vostra sensibilità, io me ne fotto, poiché mi sento in dovere di dire come stanno le cose.

Basta poco, infatti, per abituarsi all’assurdo. E poiché reputo che la massa sfortunatamente sia acefala, vale a dire priva di quella componente fondamentale che permette di giudicare criticamente ciò che accade, il rischio di abituarsi a pratiche assurde non è più un’utopia, ma la mostruosa realtà. Non aveva torto, infatti, il caro Dostoeskij (a proposito, leggete qualcosa, per onorare il secondo centenario dalla sua nascita): “Hanno pianto un poco, poi si sono abituati. A tutto si abitua quel vigliacco che è l’uomo”.

 

È indetto un Avviso per la presentazione di Manifestazioni di Interesse finalizzate alla creazione di un Elenco di Strutture in grado di fornire servizi residenziali a singoli e/o famiglie che possono essere attivati nel giro di poche ore e per la durata di brevi periodi; la caratteristica dell’intervento si contraddistingue per l’urgenza e la brevità dell’accoglienza.

L’istituzione dell’Elenco ha lo scopo di agevolare il Servizio di Pronto Intervento Sociale nella ricerca della struttura ricettiva più adeguata alla risoluzione del bisogno emergente.

Possono presentare domanda di inserimento nell’Elenco Strutture ( come ad esempio Comunità Socio-Educative, Case di accoglienza, Comunità Alloggio, B&B, Alberghi, RSA ecc.) presenti sul territorio della Provincia di Lecce e Brindisi.

Per essere iscritti nell’Elenco, i richiedenti dovranno presentare l’istanza di cui all’Allegato A entro le ore 14.00 del giorno 31.12.2021, all’indirizzo pec: protocollo@cert.comune.galatina.le.it.

Per eventuali informazioni rivolgersi alle referenti dott.ssa Francesca LILLO e dott.ssa Francesca Mazzotta tel. 0836 565265 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9,00 alle 13,00 o all’indirizzo email: ufficiopiano@ambitozonagalatina.it.

Download:

 

Al motto di "Rilanciamo la fiera di Galatina" continueranno tutte le domeniche, fino al 19 dicembre, gli appuntamenti con i banchetti di raccolta firme in Piazza Aligheri.

«Un'adesione sorprendente quella che abbiamo riscontrato» commenta il comitato promotore dell'iniziativa, composto da cittadini, liberi professionisti, attuali ed ex amministratori.
L'iniziativa ha mosso i primi passi nella seconda metà di Ottobre. L'Amministrazione Comunale di Galatina ha confermato l'intenzione di voler riservare una porzione del quartiere fieristico alla realizzazione di un centro di alta formazione professionale. E una larga fetta della popolazione è insorta, organizzando una petizione popolare con gazebo e raccolta firme itineranti.
Il prossimo 28 dicembre, sempre a Galatina, sarà promosso un dibattito pubblico sul tema aperto alla cittadinanza, agli imprenditori, alle associazioni di categoria, gli stessi amministratori della cittadina e tutti coloro che vorranno confrontarsi sul tema del rilancio del quartiere fieristico. Saranno presenti esperti del settore e tecnici, per favorire un dibattito mirato e approfondito, in grado di rendere gli stessi cittadini coprotagonisti delle future scelte e azioni che interesseranno la struttura fieristica.

«Noi porteremo la nostra idea, il nostro progetto e la nostra visione - dicono dal comitato promotore - così come ognuno potrà sentirsi libero di addurre un proprio contributo per il rilancio del quartiere fieristico e della città tutta. Bisognerà però lasciare a casa personalismi e preconcetti. La città e i suoi beni sono di tutti i galatinesi. Ed è giusto che tutti possano partecipare attivamente a questo e a tutti gli altri percorsi che tirano in ballo il presente e il futuro di Galatina, realtà centrale del Salento e volano per l'economia del territorio.
In quell'occasione - continuano - saranno anche annunciate ulteriori novità.
Riteniamo che quella avanzata sia una scelta miope e dannosa. Esistono diversi immobili comunali che potrebbero essere destinati ad accogliere il centro di formazione, al quale non siamo contrari, sia chiaro; ma collocarlo nel Quartiere Fieristico sarebbe un danno irreparabile in primis per l'intero immobile, che subirebbe il colpo di grazia definitivo. E poi per tutta la città e il suo hinterland, che perderebbero una realtà altamente attrattiva, se adeguatamente ripensata e recuperata.
Ricordiamo che Galatina è il terzo polo fieristico regionale dopo Bari e Foggia, e l’intero immobile rappresenta, per il bilancio comunale, la proprietà di maggior valore economico.

 

«Conosco bene le emozioni, i ricordi, le aspettative che accompagnano ogni inaugurazione di un teatro», ha dichiarato Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, intervenendo nella mattinata di sabato 13 novembre con la divisa della Protezione Civile alla cerimonia inaugurale del Teatro Cavallino Bianco di Galatina (Le). Emozioni, ricordi e aspettative ben impresse nei volti dei tanti cittadini, giovani e meno giovani, che hanno affollato la platea del Teatro dove l’intera comunità si è ritrovata unita con la santa benedizione del Teatro e l’inno di Mameli e nell’apprezzare gli sforzi compiuti dalle pubbliche amministrazioni per consegnare ai cittadini il prestigioso bene culturale.

Dopo il taglio del nastro, il sindaco Marcello Amante ha voluto sottolineare come «il Cavallino Bianco è elemento costitutivo dell’identità del cittadino galatinese, è orgoglio puro, è l’entusiasmo di aver scritto pagine della storia di questa splendida città. Un luogo simbolo della Città di Galatina, che ha storicamente attraversato intere generazioni, lasciando alla memoria della nostra comunità racconti ancora vivi, che tornano attraverso gli occhi lucidi e passionali di chi entra, dopo tanti anni, all’interno del teatro».

Mentre sul palco, presentati dalla madrina della giornata l’attrice Carla Guido, si succedevano gli interventi del progettista architetto Enrico Ampolo e del dirigente regionale Francesco Giuri con le note festose del Corpo bandistico San Gabriele dell’Addolorata di Noha, in platea tante le autorità religiose, militari, civili , politiche e scolastiche, da Loredana Capone Presidente del Consiglio Regionale, ad Alessandro Delli Noci, assessore alle politiche giovanili della Regione, dal consigliere regionale Cristian Casili al presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, dal vicepresidente di Anci Puglia Ettore Caroppo al procuratore Maria Cristina Rizzo, dall’assessore alla Cultura del Comune di Lecce Fabiana Cicirillo all’europarlamentare Leonardo Donno, agli ex Sindaci di Galatina Garrisi, Mino Montagna e Sandra Antonica, ai Dirigenti degli Istituti Scolastici cittadini e a tanti altri Sindaci presenti.

 

 

 

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