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Di Albino Campa (del 31/03/2016 @ 22:02:19, in La Via Crucis vivente , linkato 725 volte)

Nella Sala Convegni dell’oratorio Madonna delle Grazie, domani venerdì 1 aprile 2016 alle ore 20.00 sarà proiettato il video della “Via Crucis Vivente”  realizzato da InOnazioni.it domenica 20 marzo 2016.

 
Di Albino Campa (del 25/03/2016 @ 17:30:00, in La Via Crucis vivente , linkato 946 volte)

La Via Crucis Vivente di Noha di domenica 20 marzo 2016

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Di Albino Campa (del 25/03/2016 @ 07:21:22, in La Via Crucis vivente , linkato 821 volte)

La Via Crucis Vivente di Noha di domenica 20 marzo 2016

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Di Albino Campa (del 24/03/2016 @ 16:57:02, in La Via Crucis vivente , linkato 845 volte)

La Via Crucis Vivente di Noha di domenica 20 marzo 2016

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Di Albino Campa (del 22/03/2016 @ 07:45:33, in La Via Crucis vivente , linkato 1226 volte)

Grande successo per la Via Crucis vivente di Noha, organizzata dalla Parrocchia “San Michele Arcangelo” di Noha in collaborazione con l’Associazione Gruppo Masseria Colabaldi di Noha, che ha richiamato un pubblico numeroso, il quale ha seguito con emozione e partecipazione il racconto della Passione di Cristo.

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Eccovi alcuni flash su di una passata 'via Crucis vivente' di Noha fatteci pervenire da Lino Chittani, uno degli attori di allora. Presente, nelle stesse vesti, anche nella Passione che avrà luogo Domenica 20 marzo 2016, alle ore 19.00, con partenza da piazza San Michele.

 
Di Rosario Centonze  (del 19/03/2016 @ 08:26:37, in La Via Crucis vivente , linkato 1267 volte)

La Parrocchia “San Michele Arcangelo” di Noha in collaborazione con l’Associazione Gruppo Masseria Colabaldi di Noha organizzano la Via Crucis con la narrazione del Vangelo e la presenza dei figuranti domenica 20 marzo 2016 alle ore 19.00 P.zza San Michele – Noha (LE). Seguire i passi del Signore sulla Via dolorosa della passione e sulla strada gioiosa della risurrezione. Tutta la Via crucis  è un moto di piedi in cammino. All’inizio e alla fine della via Crucis ci sono due donne. La prima, nei giorni immediatamente la passione, si pone ai piedi di Gesù per ungerli e baciarli. Gesù dirà ai suoi accusatori di lasciarla stare perché sta ungendo in anticipo il suo corpo per la sepoltura. Alla fine della Via dolorosa invece c’è un’altra donna che, nel mattino radioso della Pasqua, si getta ai piedi di Gesù per abbracciarli: Gesù allora non vorrà più essere trattenuto e la manderà, vera prima evangelizzatrice, ad annunciare la risurrezione. Le nostre meditazioni scoreranno tra questi due estremi: l’adorazione che si fa sequela del Maestro, e che diventa poi annuncio della Bella Notizia ai fratelli. Tutto passa attraverso il cuore femminile luogo più predisposto ad accogliere la vita nuova che rinasce con la Pasqua e diventa modello per tutti gli uomini. La partecipazione diventerà non presenza spettante, ma sequela che risponde all’invito di Gesù: “Vieni e seguimi”.

 
Di Antonio Mellone (del 13/03/2016 @ 19:15:53, in La Via Crucis vivente , linkato 1938 volte)

Quanto lavoro per realizzare le attrezzature, gli elmi con le criniere, gli scudi e le loriche per i legionari romani, i calzari (rigorosamente in cuoio e spago) per tutti gli attori, dal primo fino all’ultimo comparse comprese. E poi ancora i mantelli per i soldati, la tunica color porpora di Gesù Cristo “priva di cuciture”, quella che i soldati si disputarono tirandola a sorte, e poi il vestito di Ponzio Pilato, la cappa magna del sommo sacerdote Caifa, il vestiario del Cireneo, della Madonna e dell’apostolo Giovanni, della Veronica e delle altre pie donne, il tutto foggiato dalle sarte locali; e addirittura una biga ex-novo “a due attacchi” per altrettanti cavalli costruita ad hoc per la via Crucis vivente di Noha; per non parlare della croce in legno altissima (e pesantissima) caricata in spalla al Protagonista Principale della sacra rappresentazione.

Attrezzature, costumi di scena, impianti scenografici erano tutti rigorosamente manufatti (un tempo non c’erano negozi fisici e tantomeno cataloghi on-line di costumi teatrali adatti alla bisogna: e se anche fosse, a Noha da sempre si preferisce l’arte all’industria).

Così, dopo mesi di lavoro, allestimenti, studi della sceneggiatura, prove tecniche e di recitazione, le piazze e le strade di Noha si trasformavano in un palcoscenico per il più grande spettacolo corale interpretato da attori dilettanti, giovani e meno giovani, in una serie di scene dialogate tratte fedelmente dai brani del Vangelo, quelli che narrano le ultime ore del Cristo. Per inciso diciamo che gli attori di questo teatro popolare a cielo aperto erano così “dilettanti” che nelle varie tappe della via dolorosa non era infrequente che qualcuno di questi - immedesimato talmente nella sua parte - scoppiasse in lacrime per davvero (così come, del resto, il copione prevedeva). 

La rappresentazione si svolgeva in maniera itinerante per tutta la cittadina, mentre il pubblico presente fungeva da sfondo, da cornice alle scene che si susseguivano: dall’ingresso di Gesù in Gerusalemme all’ultima cena, dall’orto degli ulivi all’arresto, dal processo alla condanna a morte, dalla flagellazione al percorso fino al Golgota, con le famose tre cadute e gli incontri con i vari personaggi.

 

A Noha esiste lo Scjakù...

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