\\ Home Page : Storico : La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò (inverti l'ordine)

In questa puntata conosceremo il Vescovo Antonio Sanfelice, le cui opere meriterebbero una trattazione a parte ben più voluminosa di un articolo, e due arcipreti di Noha, della famiglia Soli, zio e nipote, uno successore dell’altro.

La Redazione

 

ANTONIO SANFELICE (1660 – 1736)

Vescovo di Nardò dal 24 dicembre 1708  al  1º gen. 1736

Dal 1707 al 1736 i Pontefici furono:

                        Clemente XI (1649-1721)              Papa dal 1700 al 1721

                        Innocenzo XIII (1721-1724)         Papa dal 1721 al 1724

                        Benedetto XIII (1649-1730)         Papa dal 1724 al 1730

                        Clemente XII (1652-1740)            Papa dal 1730 al 1740

 

            Arcipreti di Noha:

            Don Nicolantonio Soli (1662-1727),    parroco dal 1689 al 1727

            Don Andrea Soli (1695-1754),               parroco dal 1727 al 1754

 

            Antonio Sanfelice nato a Napoli nel 1660 da una nobile famiglia, famoso per dottrina, zelo pastorale, vigilanza, saggezza nel governo della diocesi e anche nella molteplicità delle opere compiute, fu eletto Vescovo di Nardò da Clemente XI, il 24 dicembre 1708. Per motivi a noi sconosciuti, giunse a Nardò alla fine 1709 o agli inizi del 1710. Infatti  in uno dei suoi primi documenti si presenta così: Da Nardò, dal palazzo vescovile, questo giorno 18 ottobre 1710, del pontificato del ss.mo in Cristo Papa e Signore Nostro il Signor Clemente per divina provvidenza Papa XI l’anno X, dell’episcopato nostro l’anno terzo, della venuta poi il primo felicemente. Amen.

            Venuto in diocesi, Antonio Sanfelice si dedicò immediatamente e con santo zelo al maggior bene della diocesi, del suo clero, del suo popolo. La sua opera di restauratore, di padre, di pastore e di cultore di storia locale nel far rivivere e tramandare il ricordo dei predecessori e delle vicende memorabili della diocesi di Nardò fu talmente vasta, multiforme e grandiosa, che è quasi impossibile descriverla.

 

I 28 anni del ministero episcopale di Sanfelice a Nardò

 

La storia non fa salti. Con il vescovo Orazio Fortunato varchiamo la soglia del 1700, e iniziamo, grazie anche ai registri redatti e conservati con più rigore, ad avere notizie più dettagliate circa la chiesa particolare di Nardò e quindi anche di Noha. Una curiosità: come si evince dalle immagini, tutti (o quasi tutti) i Vescovi del tempo erano muniti di baffi, barba, ovvero, come nel caso del Vescovo Fortunato, di pizzetto.

La redazione  

ORAZIO FORTUNATO (1635 – 1707)

 

Vescovo di Nardò dal 10 gennaio 1678 al 23 luglio 1707

Dal 1678 al 1707 i Pontefici furono:

                        Innocenzo XI (1611-1689)                           Papa dal 1676 al 1689

                        Alessandro VIII (1610-1691)                       Papa dal 1689 al 1691

                        Innocenzo XII (1615-1700)                         Papa dal 1691 al 1700

                        Clemente XI (1649-1721)                           Papa dal 1700 al 1721

 

            Arciprete di Noha:

            Don Ant. Donato Palamà (1625-1689),         parroco dal 1650 al 1689

            Don Nicolantonio Soli (1662-1727),               parroco dal 1689 al 1727

 

            Orazio Fortunato nacque in Sant’Arcangelo di Lucania il 18 gennaio 1634.

            Il 6 dicembre 1666 Alessandro VII (il nostro Fabio Chigi) lo nominò protonotario apostolico. Il 6 ottobre 1670, a 36 anni,  fu eletto Vescovo di San Severo (Fg) da Clemente X, papa dal 1670 al 1676. Dopo circa otto anni, il 10 gennaio 1678 fu trasferito alla diocesi di Nardò da Innocenzo XI.

            Era una persona dotta, padre dei poveri, amante della giustizia, e oratore sacro di grande fama.

            Lo stesso anno in cui venne a Nardò, diede inizio alla visita pastorale della diocesi, della quale ci ha tramandato un’ampia relazione. Nel 1680, terminata la visita pastorale, nei giorni 9, 10 e 11 giugno, celebrò il primo sinodo diocesano, le cui costituzioni sono pervenute integre sino a noi.

 

La storia si fa sempre più interessante. Qui scopriamo che uno dei Vescovi di Nardò (e quindi anche di Noha), Fabio Chigi, fu eletto papa con il nome di Alessandro VII. Fu il papa, tra l’altro, del colonnato del Bernini in piazza San Pietro. La prossima volta che capitate nella città eterna, e proprio in quella piazza, alzate lo sguardo verso i numerosi stemmi del Chigi che vi campeggiano scolpiti nel marmo: quelli che inquartati - al di sotto della tiara e delle chiavi decussate (tipici di tutti gli stemmi papali) – riportano gli alberi di rovere e i colli sormontati da una stella. E pensate che quel vescovo di Roma fu anche vescovo di Noha. Del resto, come si suol dire, tutte le strade portano a Noha.

La redazione

Girolamo de Franchis (1581 - 1635)

Vescovo di Nardò dal 13 novembre 1617 al 27 novembre 1634

Dal 1617 al 1634 i Papi furono:

                        Paolo V (1550-1621)                             Papa dal 1605 al 1621

                        Gregorio XV (1554-1623)                      Papa dal 1621 al 1623

                        Urbano VIII (1568-1644)                       Papa dal 1623 al 1644

 

            Arciprete di Noha

            Don Antonio De Aprile (1594-1650), parroco dal 1622 al 1650

 

            Girolamo De Franchis, figlio di Vincenzo, era nato a Capua nel 1581 e nel 1617 successe a suo fratello Luigi al governo della diocesi di Nardò.

            Fu uomo di grande acutezza d’ingegno e perspicacia, laureato in diritto civile. Era cappellano del re di Spagna Filippo III, che nello stesso periodo gli aveva offerto la chiesa di Pozzuoli. Girolamo tuttavia preferì la sede di Nardò che resse con molto zelo per 17 anni. Celebrò più sinodi diocesani. I documenti di questi sinodi sono giunti fino a noi e si conservano nell’archivio di Nardò in due volumi. Il primo volume contiene i documenti che riguardano i sinodi del 1619, 1620, 1623, 1624, 1626 e 1628. Il secondo volume quelli del 1629. Compì più volte la visita pastorale della diocesi. Ebbe cura della cattedrale che arricchì di sacre suppellettili, doni e costruzioni artistiche. Fece restaurare ed ingrandire l’organo della cattedrale. Concesse definitivamente ai frati minori conventuali la chiesa ed il monastero della Grottella di Copertino. Il 4 settembre 1634, quando aveva 53 anni, per le sue qualità di mente e di cuore, da Urbano VIII fu promosso alla chiesa arcivescovile di Capua, sua città natale. Ma vi rimase poco tempo perché, a causa di una grave malattia, morì prematuramente a Napoli  il 30 gennaio 1635 a 54 anni. Nel ministero pastorale fu coadiuvato dai vicari generali Antonio Colucci e Giovan Battista Bonincasa.

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 21/03/2018 @ 21:10:32, in La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò, linkato 191 volte)

Con questa decima puntata continua con gli eccellentissimi Lelio Landi e Luigi De Franchis l’appassionante storia dei rapporti tra l’antica chiesa di Noha e gli ordinari diocesani neritini. Tra quattrocento anni saremo ai giorni nostri.

La redazione

 

Lelio Landi (? - 1610)

Vescovo di Nardò dal 9 settembre 1596 al nov. 1610

Dal 1596 al 1610 i pontefici furono:

           

Clemente VIII (1536-1605)                    Papa dal 1592 al 1605

            Leone XI (1535-1605)               Papa nel 1605

            Paolo V (1550-1621)                 Papa dal 1605 al 1621

 

            L’arciprete di Noha fu:

            Don Stefano Sergio (1570-1612),         parroco dal 1600 fino al 1612.

 

            Il Vescovo di Nardò di questo periodo si chiamava Lelio Landi.

            Era nato a Sessa Aurunca vicino Caserta. E’ il 16° della serie e fu Vescovo dal 1596 al 1610, eletto da Papa Clemente VIII, ma venne in diocesi solo nell’estrema vecchiaia, perché trattenuto presso le sacre congregazioni a Roma per circa tredici anni, occupandosi principalmente della correzione della Bibbia volgata e della gravissima controversia sulla Grazia. Perciò resse la diocesi per mezzo dei vicari generali.

            Nel 1609 venne a risiedere nella diocesi e il primo atto che si riscontra nell’archivio della curia è del 15 giugno 1609, mentre l’ultimo (appena un anno dopo) è del 17 agosto 1610 emesso da Copertino. Si affrettò a dare inizio alla visita pastorale della diocesi, ma purtroppo, dopo averla iniziata, la morte il 24 novembre 1610 a Copertino, dove fu sepolto. Godette di fama di santità.

 

Relazione con la chiesa di Noha

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 13/03/2018 @ 13:39:08, in La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò, linkato 106 volte)

Altro capitolo dell’appassionante ricerca di P. Francesco. In questa nona puntata si succedono più papi che arcipreti di Noha.

La redazione

 

 

FABIO FORNARI (? – 1596)

Vescovo di Nardò dal 1583 al 1596

Dal 1583 al 1596 i Pontefici furono:

           Gregorio XIII (1502-1585)          Papa dal 1572 al 1585

           Sisto V (1521-1590)                   Papa dal 1585 al 1590

           Urbano VII (1521-1590)             Papa nel 1590

           Gregorio XIV (1535-1591)         Papa dal 1590 al 1591

           Innocenzo IX (1519-1591)         Papa nel 1591

           Clemente VIII (1563-1605)        Papa dal 1592 al 1605

 

            Gli arcipreti che si susseguono a Noha sono:

            Don Salvatore Colafilippi (1550-1600),    parroco dal 1570 al 1600

            Don Stefano Sergio (1570-1612),            parroco dal 1600 al 1612

 

            Fabio Fornari di Brindisi, laureato in diritto civile ed ecclesiastico, era nipote, per parte della madre, del suo predecessore Cesare Bovio. Era già stato arcidiacono di Brindisi e vicario generale di quella diocesi, prima, e successivamente di Nardò. Esperto, quindi, nel governo della chiesa, fu eletto Vescovo di Nardò subito dopo la morte dello zio, il 23 febbraio 1583 dal Papa Gregorio XIII.

Il 19 marzo 1583 prese possesso canonico della diocesi.

            Compì grandi ed importanti opere, specialmente nel Comune di Galatone dove rifece dalle fondamenta l’antica chiesa matrice di rito e culto greco. A lui si deve la costruzione della chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie sulla Lecce-Gallipoli.

            Il Fornari fu caro a tutti i cittadini della diocesi, ma specialmente al clero. Aumentò il reddito dei canonici e vi aggiunse altri benefici.

 

            Nel 1585 compì la visita pastorale della quale ci ha tramandato poche notizie e di scarsa importanza.  Il 30 agosto 1592 tenne un sinodo diocesano, i cui atti sono pervenuti sino a noi, in un manoscritto comprendente la breve relazione della visita pastorale. Fece costruire nella cattedrale gli stalli del coro in legno di noce, con al centro quello riservato al vescovo e sormontato dal suo stemma, con galero e nappe.

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 06/03/2018 @ 22:04:17, in La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò, linkato 120 volte)

Eccoci giunti alla parte ottava della ricerca di P. Francesco D’Acquarica. In questa puntata si parla tra l’altro di due Sinodi diocesani, ai quali partecipò anche Noha con due sacerdoti.  

La redazione

 

CESARE BOVIO (verso il 1530 - 1583)

Vescovo di Nardò dal 1577 al 1583)

Dal 1577 al 1583 i Pontefici furono:

           Gregorio XIII (1502-1585)      Papa dal 1572 al 1585

          Sisto V (1521-1590)                Papa dal 1585 al 1590

           

            Arciprete di Noha:

            Don Salvatore Colafilippi (1550-1600), parroco  dal 1570 al 1600 circa.

 

            Cesare Bovio, fu eletto Vescovo di Nardò (il 14° della serie) da Gregorio XIII il 15 aprile del 1577. Era nato a Bologna verso il 1530 ma oriundo di Brindisi.

            Era specializzato in diritto civile ma specialmente nelle discipline ecclesiastiche che aveva appreso dal fratello Carlo (1522-1570), famoso Arcivescovo di Brindisi. Curò l’osservanza della disciplina ecclesiastica, la formazione dei chierici e di tutti gli addetti al culto, guidandoli all’onestà della vita.

            Appena giunse in diocesi, complimentandosi per il bene operato dal suo predecessore e dell’ottimo stato spirituale in cui la trovò, disse queste famose parole: Io trovo il terreno della mia diocesi ben governato, senza alcun’erba trista, di modo che non c’è bisogno d’altro che di ottima semenza.

 

Con la storia del Vescovo Salvio, dell’ordine regolare dei domenicani, solchiamo la soglia del 1600. Nella chiesa (così come avviene in ogni organizzazione) solo con un capo colto e zelante, oltre che motivato e buono, si riesce ad ottenere un certo ordine e un indirizzo più chiaro e condiviso.

La redazione 

Ambrogio Salvio, domenicano (1491 – 1577)

Dal 26 agosto 1569 al 9 febbraio 1577

Dal 1569 al 1577 i Papi furono:

          Pio V (1504-1572 - santo)     Papa dal 1566 al 1572

          Gregorio XIII (1502-1585)     Papa dal 1572 al 1585     

  

          Arciprete di Noha:

         Don Salvatore Colafilippi (1550-1600), parroco  dal 1570 al 1600 circa.

                                  

         Finalmente la Diocesi di Nardò cominciò a risalire la china del periodo più triste della sua storia.

         Ambrogio Salvio nacque a Bagnolo (oggi Bagnolo Irpino) in provincia di Avellino nel 1491. Fu educato molto cristianamente. Di indole buona e pia, fin da ragazzo abbandonò il mondo e si rinchiuse nel convento dei Domenicani* di Bagnolo, dove attese per molti anni alla sua formazione spirituale, morale ed intellettuale con molto profitto.

         Appena i suoi superiori constatarono le capacità intellettuali del giovane Fra’ Ambrogio Salvio, pensarono che fosse opportuno inviarlo a Bologna per completare con gli studi superiori la sua ben avviata formazione culturale. Dopo pochi anni vi conseguì, con lode e con gran soddisfazione, la laurea di Dottore in Teologia.

         Mentre studiava a Bologna conobbe il domenicano Padre Michele Ghislieri, futuro Papa e Santo, S. Pio V, con il quale ebbe molte relazioni mai interrotte, neppure quando i due furono lontani.

 

 * L'Ordine dei frati predicatori (Ordo fratrum praedicatorum) è un istituto religioso maschile: i frati di questo ordine mendicante, detti comunemente domenicani, pospongono al loro nome la sigla O.P.

L'ordine sorse agli inizi del XIII secolo ad opera dello spagnolo San Domenico con il fine di lottare contro la diffusione del catarismo, la più importante eresia medievale. Domenico e i suoi compagni  contrastarono le dottrine eretiche sia attraverso la predicazione che con l'esempio di una severa ascesi personale, vivendo in povertà e mendicità.

Poiché per confutare le dottrine eterodosse era necessario che i predicatori, oltre a essere esemplarmente poveri, avessero anche una solida preparazione culturale, i conventi domenicani divennero importanti centri di studi teologici e biblici. Appartennero all'ordine alcuni dei più importanti teologi medievali, come Tommaso d'Aquino e Alberto Magno. La forma di vita di Domenico e dei suoi compagni venne approvata solennemente da papa Onorio III con le bolle del 22 dicembre 1216 e del 21 gennaio 1217.

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 20/02/2018 @ 13:49:16, in La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò, linkato 187 volte)

In questa puntata, P. Francesco D’Acquarica ci racconta di un periodo difficile della chiesa universale e di riflesso anche particolare (quella di Nardò e dunque anche di Noha). Siamo nel pieno della decadenza dei costumi e della corruzione di papi e curie, il che, insieme ad altre concause, diede vita alla Riforma Protestante. Qui – con le dovute eccezioni - si parla di sbandamento, di ignoranza, di molti vizi e poche virtù. Ma la redenzione e la salvezza non possono non avere inizio che dai “mea culpa”.

La Redazione

 

Tempi difficili per la Diocesi di Nardò 

E’ necessario parlare anche di un periodo poco felice della storia della diocesi di Nardò, ma che è comune un po’ a tutta la Chiesa di quel tempo. E’ il periodo che segue il pontificato di Alessandro VI, papa dal 1942 al 1503, fino al Concilio di Trento.        

            Dal 1517, quando morì il De Caris, fino al 1569 i Pontefici furono:

            Leone X (1475-1521)                                 Papa dal 1513 al 1521

            Adriano VI (1459-1523)                          Papa dal 1522 al 1523

            Clemente VII (1478-1534)                      Papa dal 1523 al 1534

 

         Riforma e Controriforma (1534-1655)

            Paolo III (1468-1549)                             Papa dal 1534 al 1549,

                                                                           che diede inizio al Concilio di  Trento

            Giulio III (1487-1555)                             Papa dal 1550 al 1555

            Marcello II (1501-1555)                         Papa nel 1555

            Paolo IV (1476-1559)                            Papa dal 1555 al 1559

            Pio IV (1499-1565)                                Papa dal 1559 al 1565

 

 

Elenco dei Vescovi di Nardò in questo periodo

 

Luigi d’Aragona (1474-1519)        dal 17 giugno 1517 al 21 gennaio 1519 (amminist. Apost.)

Marco Cornaro (1476-1524)         dal 24 gennaio 1519 al  20 febbraio 1521 (amm. Apost.)

Giacomo Antonio Acquaviva       dal 20 febbraio 1521 al 1531 

(1490 ? - 1568)                                (vescovo eletto e mai consacrato)

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 13/02/2018 @ 20:08:28, in La chiesa di Noha e i Vescovi di Nardò, linkato 139 volte)

Così, portati a spasso nel tempo da P. Francesco D’Acquarica, lasciamo il XV per affacciarci agli albori del XVI secolo. Conosceremo tre vescovi di Nardò, Ludovico Giustino o De Justinis, Gabriele Setario e Antonio De Caris, ma non ancora il nome dei reverendissimi arcipreti di Noha.

La redazione

 

LUDOVICO GIUSTINO o DE JUSTINIS (1412 ? - 1492)

Vescovo di Nardò dal 1484 al 1492

Dal 1484 al 1492 il Pontefice fu:

            Innocenzo VIII (1432-1492)            Papa dal 1484 al 1492

            Arciprete di Noha

            Don Giovanni (? - ?)                        Parroco dal 1445 al 1485 circa.

 

            Ludovico Giustino o De Justinis era nato nel 1412 a Città di Castello in Umbria da una famiglia nobile e ricca. Fin da fanciullo fu avviato dai genitori all’acquisto delle virtù cristiane, e a Roma studiò le lettere e le altre scienze.

            Scelse la via ecclesiale e, ordinato sacerdote, fu annoverato tra i cappellani pontifici da Sisto IV, papa dal 1471 al 1484, al quale stava molto a cuore la famiglia De Justinis. Resasi vacante la sede vescovile di Nardò, lo stesso Sisto IV nominò Ludovico alla cattedra di Nardò, dove rimase per otto anni, 11 mesi e alcuni giorni fino al 1491.

 

Relazione con la chiesa di Noha

            Nel 1485 Mons. De Justinis intraprese la visita pastorale e ne curò gli atti (vale a dire le dettagliate relazioni). Di essa però a noi è pervenuta solo una piccola parte, unita in un sol volume con gli atti della visita del Vescovo precedente, Ludovico De Pennis. E’ molto frammentaria e confusa e, per l’inevitabile logorio del tempo, in cattivo stato di conservazione, sicché risulta molto difficile trarre sicure notizie storiche.

            Nell’“elenco degli abati arcipreti (traduco il testo del documento che è in latino) e degli altri della città di Nardò e della Diocesi che sono tenuti a comparire davanti al reverendo signor Vescovo della città presenti nella stessa città nella festa di S. Maria della metà agosto di ogni anno per presentare l’obbedienza allo stesso signor Vescovo e dare l’incenso e altri diritti della chiesa Madre di Nardò …” c’è anche   “l’Arciprete di Nohe con tutto il suo clero”.

            Veniamo così a sapere che nel 1485 l’Arciprete di Noha con tutto il clero doveva prestare obbedienza al Vescovo, donare l’incenso, e osservare altre prescrizioni che riguardavano la Chiesa Madre di Nardò in occasione della festa dell’Assunta,. Stesse incombenze avevano gli arcipreti di Aradeo, di Taviano, di Parabita, di Matino, di Racale ecc.  Non sappiamo il nome dell’arciprete e degli altri sacerdoti del clero della chiesa di Noha, ma una chiesa con “l’arciprete e con tutto il clero” vuol dire che è una chiesa viva, vegeta e molto attiva. Credo che i sacerdoti, compreso l’arciprete, siano ancora tutti quelli annotati nella relazione della visita del 1452. 

            Ludovico De Justinis morì logorato dagli anni, dal lavoro e specialmente dalle sofferenze. Fu un uomo di vita santa e virtuosa, munifico verso i bisognosi, resse la diocesi neritina con lo zelo e la saggezza del buon  pastore.

 

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