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L’Associazione galatinese Città Nostra, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR 2011), realizzata dal 19 al 27 Novembre 2011, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza della Camera e del Senato, dell’Unesco e col sostegno del Conai, organizza la terza edizione del progetto “Rifiutiamali”.
Città Nostra, nominata dal comitato Promotore Italiano come Project Developer (ovvero coloro che partecipano attivamente promuovendo e organizzando le giornate di sensibilizzazione), incontrerà gli alunni della scuola primaria II° circolo di Galatina nelle giornate del 19 e 26 Novembre p.v., affrontando le problematiche inerenti i rifiuti urbani e la necessità di differenziare e ridurre la produzione di rifiuti, trasformando in risorsa, quanto oggi è considerato una minaccia per l’ambiente e per l’uomo.
Lo scopo della campagna SERR è sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholder (letteralmente “portatore di interesse”) e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, promuovendo azioni sostenibili volte alla prevenzione dei rifiuti, per porre in evidenza l’impatto dei nostri consumi sull’ambiente e sui cambiamenti climatici.
Gli incontri proseguiranno nel corso dell’anno scolastico 2011 2012 nelle altre scuole primarie, grazie anche al sostegno di  ECOM SERVIZI AMBIENTALI, concreta realtà nel settore della gestione dei rifiuti, che dimostra, sposando appieno il  progetto “Rifiutiamali”, di essere in linea con l’Associazione Città Nostra riguardo l’attenzione per la tutela dell’ambiente e l’opera di sensibilizzazione e coinvolgimento rivolta ai cittadini ed in particolare ai bambini.
Il motto di “Rifiutiamali 2011-2012” sarà: “il miglior rifiuto è quello non prodotto”.
 
Di Antonio Mellone (del 17/08/2014 @ 23:51:25, in NohaBlog, linkato 1590 volte)

Mimino Montagna non smette mai di stupirci. Stavolta si è felicemente trovato al centro dell’esistenza mediatica molto probabilmente a sua insaputa. Giornali e televisioni locali hanno presentato il nostro sindaco come il paladino della salvaguardia degli ulivi del Salento, che dico, di Puglia: un ecologista inflessibile, un ambientalista irriducibile, un verde incredibile (ai suoi stessi occhi).

Infatti, il nostro eroe armato di penna (speriamo non di sega) vorrebbe debellare la Xylella fastidiosa: sicché, grazie alla collaborazione di un badante, il consigliere comunale Antonio Congedo, ha inviato a sua eccellenza il Prefetto di Lecce una viva e vibrante missiva in cui si è fatto promotore di un “tavolo istituzionale” (si auspica non in legno d’ulivo) con tutti i sindaci della provincia attraverso il quale chiedere “approfondimenti su tutti gli agenti causali del “Complesso del disseccamento rapido dell’olivo”; confermare la presenza di Xylella fastidiosa mediante l’applicazione di tecniche diagnostiche integrate secondo quanto previsto dai protocolli ufficiali EPPO; definire la patogenicità e la virulenza del ceppo di Xylella fastidiosa rilevata sulle piante infette; definire il ruolo delle piante ospiti e dei vettori nell’epidemiologia del batterio; sperimentare delle cure agro ecologiche volte alla salvaguardia del patrimonio olivicolo e spontaneo del Salento”. Iniziativa encomiabile, non c’è che dire. Già me lo vedo Mimino nostro intento a studiarsi di notte e di giorno tutte le carte sulla Xylella fastidiosa (fastidiosa a questo punto soprattutto per lui) cercando di capirci qualcosa, e sicuramente con l’intento di convincere tutti gli altri sindaci del circondario a preservare “l'inestimabile patrimonio arboreo di questo territorio”.

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Peccato che accanto al dottor Jekyll(ella) ci sia anche il lato B di mister Montagna. Ed è qui che nasce il dramma. Sì, perché non si sa bene se “l’inestimabile patrimonio arboreo di questo territorio” possa essere preservato, per dire, anche cementificando 26 ettari di campagna collemetese per l’impianto di un pantomatico Mega-Porco commerciale, strombazzato come la panacea dei nostri problemi economico-occupazionali con l’ausilio dei due (questi sì) sempreverdi slogan: “volano per lo sviluppo” e “ricadute occupazionali”. Ovvero se la salvaguardia di questo patrimonio valga soltanto per gli alberi degli altri comuni e non anche per quelli del suo feudo di Galatina (come la quercia vallonea che sta per essere asfaltata da una striscia di cemento, che con un certo sense of humour si osa definire circonvallazione – che guarda caso fa rima con lottizzazione ndr).

Ancora. Non si capisce come sia possibile conciliare il Montagna A dal B allorché da un lato il suo consiglio comunale delibera a stragrande maggioranza la contrarietà al TAP che dovrebbe sbarcare sulle coste di Melendugno (con falcidia non solo di flora marina ma anche di vegetazione terrestre), mentre quando si tratta di metterci la faccia, per esempio ritirando la sponsorizzazione istituzionale al comitato festa patronale del suo paese, fa finta di non coglierne il nesso, nicchia, mantiene le distanze come un “re tentenna” qualsiasi, facendo il paio con il don Abbondio della situazione.

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Come credere a questi amanti della natura a targhe alterne che, forse senza accorgersene, fanno di tutto - con comparti edilizi, aree mercatali, circonvallazioni inscritte che non circoscrivono, mega-porci commerciali, impianti di compostaggio ana(l)erobico di 30.000 tonnellate annue, aborti di supermercati fuoriporta (vedasi Lidl), palestre inservibili (ovvero fruibili solo come installazioni di arte contemporanea), asili infantili buoni solo per essere inaugurati - per far mancare la terra sotto i palieddhri, non riuscendo mai, chissà se per dislessia congenita o per interessi di bottega, a proferire un perentorio “Stop al consumo del territorio”?

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E come la mettiamo con il fatto che il suo capobastone, cioè il nostro beneamato Matteo Renzi, sì quello che sembra voglia governarci a colpi di tweet, afferma per esempio di vergognarsi di andare a parlare dell’accordo Gazprom o di South Stream “quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40mila persone [sic!] e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini”?

E’ vero: come la mettiamo, mister Montagna, con questi “quattro comitatini” che perlopiù sono composti da gente per bene, che si battono per le coste ioniche e adriatiche premiate con tante Bandiere Blu, che lottano per un’economia sostenibile (che dovrebbe poter contare sulla qualità dell’ecosistema mare-territorio), che si oppongono alle strade a quattro follie (una per tutte la devastante ss. 275), che sono preoccupati di veder incombere tante piccole Costa Concordia al largo dei litorali pugliesi, che vogliono difendere il vero oro blu ed i suoi orizzonti dalle torri petrolifere, che sono terrorizzati dall’incubo degli scheletri di metallo a poche miglia dalla costa, che temono come l’ebola le chiazze nere di residui oleosi e di altri indicibili inquinanti, che non s’inchinano agl’interessi delle multinazionali le quali non la vogliono mica smettere di spolpare il mondo?

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Non so se Mimino Montagna dopo aver ottenuto “l’importante attestato di stima da parte di Matteo Renzi nei confronti della persona e della sua azione politica […] che hanno fatto della nostra Città uno dei centri di riferimento del movimento renziano […] (cfr. comunicato del comitato “Galatina Cambia Verso con Matteo Renzi” del mese di novembre 2013) sia o meno d’accordo con le parole del suo boss costituente (o prostituente a seconda dei punti di vista), pappa e ciccia con il noto pregiudicato assegnato ai servizi sociali.

Nel caso Montagna sconfessasse il suo capobanda sarei pronto a chiedergli scusa a caratteri cubitali. In caso contrario io sarò ancora una volta destinato a beccarmi del profeta di sventura (non è la prima volta), anzi del professorone (per questo titolo mi sono a suo tempo attrezzato) e soprattutto del gufo (secondo i neologismi renziani); mentre mister Montagna potrà aspirare con fiducia ad uno dei cento seggi del nuovo Senato di non eletti e soprattutto nominati.

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Cari i miei venticinque lettori, sapete cosa penso? Meglio gufo che cuccuvascista come loro.

Antonio Mellone

 
Stabilito che si è deliberato un PEC di dubbio valore oggettivo, vista l’alta percentuale di territorio (la maggior parte del famigerato 4,7%) da destinarsi ad impianti per l’energia pulita concentrata a ridosso dell’abitato di Noha (Delibera C.C.n.92 del 13.11.2007); noi del comitato “I Dialoghi di Noha”, supportati da oltre 350 cittadini che hanno sottoscritto le nostre motivazioni in soli due momenti di incontri collettivi,  continuiamo a credere che lo scempio previsto ed in parte già generato, non favorisca l'agricoltura, tantomeno quella biologica dei prodotti tradizionali, ma assesta il definitivo colpo di grazia al territorio con la promozione di mega impianti di fotovoltaico su enormi aree agricole, che nulla hanno a che vedere con il concetto stesso di agricoltura e di energia pulita. Obiettivo, quello dell’energia pulita, che riteniamo invece auspicabile è quello dei piccoli impianti domestici di pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici, sui parcheggi e su tutte le aree già compromesse dall’opera dell’uomo. Sarebbero impianti dal bassissimo impatto, utili alla salvaguardia  della terra e non alla sua distruzione come invece sta avvenendo nella campagna di Noha ed ovunque nel nostro Salento.
Noi del comitato “I Dialoghi di Noha”  non ci rassegniamo a perdere in maniera  irreversibile il valore di un territorio che per millenni ha dato vita, benessere e felicità a tutti, attraverso l’agricoltura, l’allevamento e la raccolta dei prodotti selvatici. Non ci rassegniamo alla distruzione del paesaggio quale libro aperto della nostra memoria. Dopo che intere generazioni hanno sofferto l’emigrazione in cerca di lavoro, proprio quando il nostro Salento sembra finalmente in grado di conquistarsi un posto nella graduatoria del “bel paese” e vivere di una ricchezza unica al mondo quale quella del suo territorio, la mala gestione della contorta burocrazia amministrativa porta al fallimento totale l’insperato sogno. Il sogno di un territorio indenne da qualsiasi tipo di inquinamento e latore di benessere economico per noi e per le future generazioni.
Ci appelliamo alle Autorità competenti affinché rivedano al meglio piani e relativi controlli dei progetti in oggetto.
Insomma noi, cittadini di Noha, che non abbiamo mai scelto di essere accerchiati dai quasi 150 ettari di pannelli di silicio che si stanno impiantando a pochi passi dall’abitato, non vorremmo ritrovarci con il subire oltre al danno anche la beffa e cioè quella di scoprire a cose fatte, che non sia stato effettuato il controllo del rispetto delle  norme di sicurezza prescritte nelle Autorizzazioni Uniche pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia: n. 90 del 20-05-2010 di SunRay S.r.l. e n. 23-09-2010 diFotowatio S.r.l..
Fra le condizioni poste sui Bollettini indicati, è spesso presente il diniego dell’uso del cemento (vedi per es. al punto 15 di pag. 14665 del B. U. n. 90), cosa che contrasta fortemente con la probabile costruzione di una mega centrale elettrica su piattaforma in cemento armato volturata dalle due società suddette con determina n. 81 del 29-04 2010 di FW e n. 148 del 23-09-2010 di SR in favore di TERNA-Rete Elettrica Nazionale S.p.A.
Sono tante le potenziali incongruenze da verificarsi in corso d’opera, come per esempio: i possibili ritrovamenti archeologici; la corrispondenza ai dettami che riguardano il divieto dell’uso di prodotti chimici; l’autorizzazione allo scavo di pozzi per l’utilizzazione delle acque sotterranee; il controllo delle piantumazioni perimetrali; le distanze dal ciglio strada e dalle abitazioni; la recinzione, che deve essere realizzata lasciando ogni 10 metri varchi delle dimensioni di 40X40 cm, o in alternativa la rete deve essere posta ad un’altezza di 30 cm dal suolo, al fine di consentire il passaggio di animali selvatici; la costruzione delle piste all’interno dell’area, che invece sembrano essere state fatte in modo definitivo;  i termini di inizio, completamento e collaudi; le eventuali depressioni morfologiche soggette a fenomeni alluvionali; gli scavi dei cavidotti di attraversamento delle S.P. 41 e 47; l’autorizzazione per gli eventuali tagli di piante di origine naturale e non, e la salvaguardia dei muretti a secco presenti sul confine delle aree delle società interessate.
In riferimento all’articolo 9 del Bollettino n. 90,  che dice:
il controllo e le verifiche sono demandate al Comune, la Regione Puglia Servizio Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo si riserva ogni successivo ulteriore accertamento…, chiediamo che siano monitorate, mediante l’Ufficio Tecnico e la vigilanza edilizia, le attività degli impianti relativi alle Autorizzazioni Uniche rilasciate alle Società SunRay Italy S.r.l. ed alla Società Fotowatio Italia Galatina S.r.l.. 

Marcello D’Acquarica

 
Di Albino Campa (del 22/05/2010 @ 23:36:04, in NohaBlog, linkato 1730 volte)

Figli vandali? Riparano i genitori
Lo scorso ottobre un raid teppistico distrusse le panchine di piazza XI Settembre Mille euro, raccolti in poche settimane, hanno contribuito ai lavori di sistem a z i o n e

• NOHA. I figli distruggono ed i genitori intervengono per riparare i danni. E’ quanto accaduto nei giorni scorsi nella frazione di Noha. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di residenti del centro abitato.
Tutto ha inizio nell’ottobre dello scorso anno, quando alcune panchine di piazza XI settembre, uno dei pochi spazi a verde attrezzati della fra   zione, sono finite nel mirino di alcun vandali. Lo spettacolo che si è presentato sotto gli occhi dei cittadini dopo il «raid» era desolante e terribilmente triste. Quelle panchine del resto erano particolarmente gradite a tutti.
Quel segnale di ordinaria inciviltà non ha lasciato indifferenti alcuni di loro; la consapevolezza che a compiere quell’atto potesse essere uno dei tanti ragazzi che risiedono nel centro abitato, forse anche uno   dei loro figli, li ha convinti a mettere la mano nel portafogli per accollarsi una parte delle spese che l’amministrazione comunale ha dovuto effettuare per riparare i danni.
E’ nato così un comitato spon   taneo di genitori che è intervenuto soprattutto per dare un segnale ben preciso di senso civico ed appartenenza ad una comunità. Una piccola e difficile raccolta di fondi che è riuscita a racimolare circa mille euro, poi   destinati alla partecipazione delle spese di risistemazione delle strutture.
Dopo pochi mesi le panchine sono state riparate e restituite agli abitanti della frazione. E la soddisfazione per quel risultato   raggiunto ha in parte oscurato l’amarezza per quell’atto vandalico che non è passato inosservato.
«Abbiamo voluto lanciare un messaggio per invitare al rispetto delle buone regole di vita a   coloro che non hanno ancora compreso la gravità di quei gesti – dicono alcuni di loro – avere cura e rispetto delle strutture pubbliche deve essere un obbligo serio e costante di tutti i cittadini».

fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

NOI SIAMO PER IL FOTOVOLTAICO RAGIONATO, PER L’AUTOPRODUZIONE DI ENERGIA SUI TETTI DELLE NOSTRE CASE  E PER UN VERO RISPARMIO DEI COSTI DELL’ENERGIA!

IL FOTOVOLTAICO E’ NATO PER DIFENDERE IL TERRITORIO NON PER DISTRUGGERLO, COME INVECE STANNO FACENDO NELLA NOSTRA CAMPAGNA.

NOHA dovrà sorbirsi un impianto di circa 200 HA, diviso in 15 lotti, UN IMPIANTO ENORME

che porterà un impoverimento del nostro territorio

E’ stata svenduta la “TERRA” di Noha, l’unica vera fonte di ricchezza per la popolazione.

COSA LASCEREMO AI NOSTRI FIGLI? Cosa mostreremo ai turisti?

I nostri padri con tanto sacrificio ci hanno tramandato fertili terre, uliveti secolari, beni culturali, vigneti,  prelibatezza di prodotti, ed ora le grosse multinazionali trasformeranno tutto ciò in distese enormi di pannelli argentati!

ECCO 10 MOTIVI PER RESPINGERE L’ INVASIONE DELLA SPECULAZIONE DEL FOTOVOLTAICO AGRICOLO CHE STA PER CIRCONDARE NOHA:

 

1)      Gli incentivi statali che incassano le società del fotovoltaico li paghiamo noi sulle bollette bimestrali della luce, senza avere alcuna riduzione dei costi dell’energia;

 

2)      Nessuno ha il coraggio di dichiarare che estensioni così grandi e concentrate non sono dannose per la salute umana.

 

3)      I cavi che accumulano e trasportano l’energia accumulata dai pannelli vengono interrati lungo strade e sentieri che i cittadini hanno la necessità di percorrere e sono la fonte di campi magnetici;

 

4)      Grandi estensioni concentrate di pannelli di silicio sovvertono il microclima, disturbano la fauna e le migrazioni.

 

5)       I costi per lo smaltimento dei materiali scaduti (gli impianti si esauriscono dopo 10-15 anni) e per il ripristino della terra sono altissimi, molto ma molto superiore all’introito economico ricavato dagli affitti.

 

6)      Per impedire alla vegetazione di crescere avvelenano la terra inquinando le falde acquifere, l’acqua che è il nostro bene più prezioso insieme alla terra ed all’aria!

 

7)      Grandi estensioni di pannelli di silicio concentrate in una stessa area desertificano (TIPO DESERTO DEL SHARA) le campagne un tempo rigogliose;

 

8)      Le grandi estensioni di campi di fotovoltaico impoveriscono economicamente il territorio in quanto sottraggono terra all’agricoltura;

 

9)      Non danno diretti posti di lavoro, ma accrescono il precariato;

 

10)   I miseri benefici che ne derivano alle amministrazioni non sono minimamente comparabili con il sacrificio che subisce la terra e la popolazione.

 

Il comitato

 
Di Redazione (del 25/05/2017 @ 23:32:56, in Comunicato Stampa, linkato 304 volte)

Al commissario Prefettizio dott. Guido Aprea

Al sub Commissario dott. V. A. Calignano

Al Comandante della Polizia Municipale, dott. A. Orefice

Città di Galatina

E p. C. Al Prefetto  di Lecce, dott. Claudio Palomba

Galatina li, 25 maggio 2017                                                                                    

OGGETTO: richiesta di riduzione delle quattro ore di apertura mattutina della ztl, riduzione dei pass con relativo controllo degli stessi e sostegno alle iniziali disposizioni amministrative di salvaguardia del Centro Antico adottate dal Commissario prefettizio dott. Guido Aprea.

Illustrissimo Commissario,

i firmatari della presente comunicazione, comitato di Quartiere del Centro Storico (composto da residenti, operatori commerciali, professionisti e responsabili di associazioni), Sostenitori dell’azione del comitato (cittadini, operatori culturali, esponenti culturali galatinesi ed associazioni quali la locale Proloco, la locale Associazione Club Unesco, Italia Nostra sez. Sud Salento, Archeo club Galatina, l’Osservatorio Tecnico Galatinese, l’Associazione City Telling, ecc. ,

intendono confermare il proprio fermo consenso all’azione  di salvaguardia e valorizzazione del tutto condivisibile messa in atto inizialmente dal Commissario prefettizio dott. Guido Aprea, in quanto primo atto per un percorso di civiltà, di sostenibilità ed il primo passo per la valorizzazione del Borgo Antico e dell’intera Città. Tuttavia proponiamo di ridurre di almeno due o tre ore la fascia oraria di libero accesso, prevista nella mattinata. Le attuali quattro ore previste dalle ore 8 alle ore 12, nelle ore di maggior affluenza del traffico pedonale costituito da residenti, da visitatori e turisti, singoli o in grandi comitive, quali coloro che si recano nei negozi, al Comune, a visitare palazzi, Chiese, la Basilica e le gallerie, sono in contrasto con l’alto carico di macchine che transitano in particolar modo su Via Umberto I, Via Vittorio Emanuele, Via Garibaldi e Piazza San Pietro, le vie principali del traffico pedonale, sia durante la fascia oraria libera, sia durante le altre ore della giornata (troppi pass rilasciati?).

Questa fascia oraria ampia e centrale nella mattinata, l’alto numero dei pass rilasciati, stanno creando seri disagi sia ai residenti, sia agli operatori, ma in particolar modo ai visitatori e turisti, in questo periodo di maggior affluenza. La velocità del transito delle auto in particolare in Via Umberto I e via Robertini e i relativi ingorghi che si creano tra comitive, pedoni, tra auto, furgoncini, e camion mettono in serio pericolo la sicurezza dei pedoni, dei bambini e dei diversamente abili. La prima settimana di chiusura è stata un’ esperienza meravigliosa e c’è stata una risposta positiva generale nella maggior parte della popolazione, ad eccezione solo di alcuni operatori che , forse per paura, ancora non riescono a comprendere la portata di questo epocale cambiamento migliorativo, che porterà frutti sia a livello economico che a livello socio-culturale a tutti, nessuno escluso. Ma confidiamo che quanto prima anche loro possano vederne i benefici, infatti risulta imprescindibile contribuire a far acquisire a tutti i galatinesi una visione ampia e orgogliosamente rivendicabile della portata del Centro Antico, che come tale va sottratto a visioni di parte e riconosciuto come Polo attrattivo per flussi turistici nazionali ed internazionali e attività connesse.

Se vediamo le tendenze degli altri comuni della Provincia di Lecce, per non andare a vedere anche nel resto d’Italia e della Comunità Europea,  molti Comuni hanno intrapreso con successo questo percorso: Otranto, Lecce, Gallipoli, Maglie, Poggiardo, Martano, Corigliano, Nardò, ecc. ed ora sembra che anche la vicina Galatone e Copertino vogliano procedere per la ztl. Si tratta di un processo di sviluppo urbanistico sostenibile delle città che vede l’individuo e la comunità al primo posto (e non l’auto). Solo una ferma decisione di chiusura, una regolamentazione seria degli accessi (a tale proposito si richiede un controllo più accurato nel rilascio dei pass soprattutto in funzione del numero limitato dei posti auto, che dovrebbero essere destinati in primis ai residenti, molti dei quali anziani, o famiglie con bambini) può portare ad un piano serio di riqualificazione dell’intero Centro Antico, Centro Nuovo, e dell’intera cittadina.

Con ossequi.

FIRMATO

Le suddette Associazioni, tramite i loro Presidenti

(Club Unesco, Archeoclub, Osservatorio Tecnico Galatinese, Proloco, Associazione City Telling, Italia Nostra sez. Sud Salento e comitato di Quartiere).

 
Di Redazione (del 08/03/2017 @ 23:28:37, in Comunicato Stampa, linkato 396 volte)

In merito alla nota inviata agli organi di stampa dalla Direzione Asl di Lecce il comitato di liberi cittadini “Uniti per la difesa dell’Ospedale S. Caterina Novella e per la tutela del diritto alla salute”,   intende precisare che continua a ritenere inadeguato il piano di riordino ospedaliero, pensato e strutturato dalla Regione.

Un piano di riordino necessario per la riorganizzazione sanitaria pugliese ma che avrebbe meritato maggiore attenzione e laicità nella fase di stesura viziata, riteniamo, da condizionamenti che poco hanno a che vedere con il diritto alla salute dei salentini.

Accettando l’invito della Direzione Asl Lecce, abbiamo inteso scindere l’aspetto decisionale/politico da quello tecnico/pratico ritenendo utile partecipare al tavolo di lavoro su “Riordino, la fase operativa parte dall’Ospedale di Galatina” dove, in rappresentanza e su indicazione del comitato, Vito Tundo si è fatto portavoce delle nostre istanze.   

Da cittadini/utenti contrasteremo nei modi possibili questo scriteriato piano di riordino ospedaliero e vigileremo affinché venga garantita la richiesta di assistenza sanitaria pubblica nel nostro territorio  provando a dare, se possibile, ogni contributo utile.

Galatina, 8 marzo 2017

Saverio Mengoli
Gianfranco Loreta
Lory Apollonio
Clelia Antonica
Francesca Tundo
Piero Russo
Luigi Massaro
Vito Tundo

 
Di Redazione (del 15/04/2015 @ 23:01:02, in Comunicato Stampa, linkato 881 volte)

Cento anni fa da Galatina, come dal resto d’Italia si partì per la guerra, la “grande guerra” che si immaginava in realtà breve e che fu una carneficina dalle dimensioni mondiali. A salutarli in partenza per il capoluogo in treno, il 25 maggio del 1915, il Sindaco della città Vito Vallone e parenti, amici e curiosi. E tra i milioni di esseri umani, militari e civili, che trovarono la morte 615.000 furono gli Italiani e 325 i Galatinesi. Arida e fredda contabilità da cui però occorre ripartire per ricostruire la memoria della comunità che guardando al passato costruisce, insieme, un futuro di speranza. Ecco perché si è voluto cento anni dopo “partire per la pace” con una delegazione dei giovani che frequentano gli Istituti di Galatina.

Questo lo spirito con cui la città di Galatina, nell’ambito delle celebrazioni internazionali per il centenario della Prima Guerra Mondiale, ha voluto fortemente sostenere e promuovere, quale momento di riflessione storica sull’evento, la partecipazione degli  studenti degli Istituti che hanno inteso aderire: il Liceo Scientifico “A. Vallone”, il Liceo Classico, Artistico e delle Scienze Umane  “P. Colonna” e l’Istituto “Falcone e Borsellino” di Galatina, insieme ad una delegazione comunale, al Meeting della Pace che si terrà a Udine e Gorizia il 17 e 18 aprile prossimi a cento anni dalla prima Guerra Mondiale.

Il Meeting di Pace nelle trincee della Grande Guerra è promosso dal Coordinamento nazionale degli Enti Locali per la Pace e i diritti Umani con sede a Perugia, unitamente ad altri Enti ed Organismi nazionali e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Il Comune di Galatina – Assessorato alla Cultura -  dando seguito al protocollo sottoscritto  nell’autunno scorso relativo al progetto didattico – scientifico triennale “Cento anni fa … la grande Guerra”, ideato e proposto dal Centro di Studi e Relazioni Atlantico Mediterranee (CESRAM) presidente la Prof.ssa Giuliana Iurlano, con Intercultura Onlus, insieme ad altri Soggetti come l’Università del Salento, la Prefettura, la Provincia, l’Ufficio scolastico territoriale di Lecce, il Comune di Lecce, il Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra (Comune di San Polo di Piave) CEDOS, Archivi di Stato e Archivi Privati, Museo Castromediano, progetto inserito nell’ambito delle Manifestazioni Nazionali per il centenario della nascita dell’Associazione Internazionale AFS (American Field of Service-Intercultura) con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, della Provincia Autonoma di Trento, Comuni di Trento e Rovereto, del comitato per il Centenario della Prima Guerra Mondiale (istituito dal Governo italiano il 3 novembre 2013), ha voluto garantire la propria presenza ad Udine per educare i giovani cittadini a riflettere e sviluppare una coscienza critica nella lettura degli avvenimenti storici.

Esperienza di vita che si rende possibile grazie anche alla sponsorizzazione della ditta Tundo Vincenzo Autoservizi che ha messo a disposizione un pullman GT e ad un contributo della Banca Popolare Pugliese.

“Protagonisti – come spiega l’assessore Vantaggiato - saranno i giovani che si incontreranno da tutta Italia nelle trincee della prima guerra mondiale per dare voce alla pace, contro tutte le guerre, la violenza e il terrorismo. In collaborazione con le scuole e gli operatori culturali interessati si è inteso sviluppare il tema delle barbarie della guerra con riferimento alle stragi passate e presenti e al recupero delle storie dei nostri Caduti”.

Il programma prevede, tra i momenti più significativi, i Laboratori di Pace e la marcia per la Pace nella città di Udine il 17, ed i Laboratori di Pace, dialogo e fraternità a Gorizia sulle trincee della prima guerra mondiale la mattina del 18.

Il Raduno per la partenza a cui è invitata tutta la cittadinanza oltre alle Associazioni cittadine già coinvolte nel progetto pluriennale, avverrà giovedì 16 alle ore 8.30 presso il Monumento dei caduti in Piazza Alighieri, il Sindaco Cosimo Montagna saluterà i partecipanti che partiranno al fronte della prima guerra per questa importante “missione per la pace”.

Comune di Galatina
 
Di Albino Campa (del 04/05/2012 @ 22:58:29, in Comunicato Stampa, linkato 1459 volte)
Oggi (04.05.2012) alle 10 l'On. Massimo D'Alema presso il comitato in Via Roma ha incontrato il candidato Sindaco di Galatina Dr. Cosimo Montagna, i candidati e i simpatizzanti ivi convenuti.

Il dr. Montagna ha esposto il programma della coalizione ed il progetto di cambiamento della città che si intende mettere in campo una volta vinte le elezioni.

L'On. D'Alema, dopo un'ampia analisi dei problemi che assillano l'Italia, ha evidenziato che è necessario ristabilire un clima di fiducia dei cittadini verso i partiti, riformandoli, dimezzando il finanziamento pubblico ed introducendo controlli da parte della Corte dei Conti, ma che è necessario altresì combattere la demagogia e ricordare che il Paese si trova in tale stato di crisi a causa del governo della destra e di Berlusconi; con l'ultimo governo di centro sinistra infatti lo spread era 34 punti e il debito pubblico il 103% del PIL. Ora si viaggia verso il 124% e purtroppo i danni fatti da Berlusconi sono stati enormi.

Ha infine ribadito che il governo va sostenuto, non essendo ragionevole oggi precipitare il Paese verso le elezioni e che chiunque lo facesse se ne prenderebbe una responsabilità' anche elettoralmente pesantissima.

 

 

Passata la festa dei santi patroni di Galatina tiriamo un po’ le somme. Gli organizzatori hanno avuto la leggerezza a loro dire di accettare uno sponsor senza pesarne le conseguenze. E va bene abbiamo chiuso, anzi ne abbiamo approfittato e, qualche giorno prima della festa, siamo stati nella bellissima cittadina salentina a parlare dell’opera inutile e dannosa TAP. Come dicevamo, noi abbiamo voluto credere alla buonafede e alla leggerezza del comitato feste, abbiamo voluto non creare disagio alle persone e ai fedeli. Non abbiamo voluto essere noi a creare tensioni e non lo abbiamo fatto, neanche quando la pubblicità di TAP non si è limitata ai soli manifesti 6 per 3 ma anche su un intera pagina della brochure della festa, la pubblicità portava la dicitura “Energia a vocazione turistica” – che vocazione può avere il gas e il gasdotto che distruggeranno il Salento tutto? Ma soprattutto questi non vendono gas, ma lo portano in Austria, e costruiscono una centrale di depressurizzazione di 12 ettari. Energia a vocazione turistica sarà l’ossimoro dell’anno. Non ci siamo neanche inalberati quando, per magia, la sera del cantante, sempre lui, quello che del Salento non ne vuole sapere nulla, sono apparse le bandiere di TAP. Quindi ricapitolando: manifesti, brochure e bandiere, per soli 5000 euro? E quindi all’amministrazione che ne ha dati 16000 che fate le statue di fianco ai santi patroni? Davvero dobbiamo credere alla buona fede? E poi al signore alto con i capelli bianchi, quello che mentre discutevamo fuori il palazzo della cultura si fasciava la testa e ci chiedeva scusa, quello che ci aveva invitato a salire sul palco prima del cantante, per poi scoprire che non era vero che non si era mai discusso di questa eventualità, che non ricorda…. E si … noi continuiamo a credere nella loro buonafede, anche nella buona fede del prete. All’uscita dall’assemblea in cui si parlava di TAP, gli è stato chiesto se avrebbe detto qualcosa nell’omelia per spiegare cosa è TAP. Facile fare finta di non sentire e uscirsene con il sorrisetto, ripenso a tutti quei preti che hanno perso la vita per delle idee e per la difesa della dignità. Penso a quei preti che lottano contro il biocidio in Campania e a chi ha il coraggio di abbandonare tutto per servire il prossimo. Coraggio ecco la parola chiave. Ci vuole coraggio a rifiutare il vile denaro, cacciare i mercanti dal tempio. Ci vuole coraggio, in questo periodo di crisi, ad non accettare soldi dagli sconosciuti. Gente che si insinua nel tessuto sociale, gente che prenderà da questa terra e dalle nostre tasche per non restituire nulla. Ci vuole coraggio anche a salire su una pedana mentre si parla di TAP e dire che il proprio partito si è sempre espresso contrariamente al progetto, mistificando le posizioni. Spieghi bene in che modo è contrario e ci risparmi la sua ignoranza in materia. Nel suo partito ci sono guerre interne e TAP è un pretesto per creare correnti, ma se si guarda bene tutti lo vogliono. Chi a Brindisi (per dare l’ennesima opportunità ad Enel di essere salvata dalla politica? A Brindisi esiste già il gas per Cerano ed è Enel a dover fare investimenti per la conversione o chiusura. Enel è fuorilegge dal 1996, e lo stato Italiano preferisce pagare sanzioni che far chiudere una centrale che provoca morti). O Otranto, dove già esiste l’approvazione per un gasdotto (ITGPoseidon II) , peccato che sia di portata minuscola (8-12 mld di mc. contro 20 mld mc.) confrontata a TAP e quindi bisognerebbe di un nuovo progetto e le valutazioni dovrebbe ripartire da zero. E non credo che le autorizzazioni poi arriveranno come sono arrivate nel silenzio totale della prima volta. Ma come funziona la macchina di TAP per le sponsorizzazioni? Molto semplice. L’agenzia Proforma ti contatta ed offre dei pacchetti di sponsorizzazione, ma non ti dice l’oggetto della campagna pubblicitaria, punta sulla sua famosa esperienza e sulla fama che si è fatta negli anni. Per fortuna ci sono persone coscienti e preparate che prima di firmare il contratto chiedono di che sponsor si tratta, altrimenti, firmato il contratto, si troverebbero, loro malgrado, in dovere di stampare o mettere in onda spot riguardanti TAP. Per fortuna abbiamo notizia di organizzatori di eventi e di testate giornalistiche che hanno rifiutato ben volentieri i soldi di TAP,tanti soldi. Ma cosa serve la sponsorizzazione a TAP? In fondo TAP non vende gas casa per casa, porterà il gas in Austria. TAP non vende verdura o olio o prodotti da orto, gli orti li distrugge .TAP non vende posti in spiaggia,la spiaggia la trafora. Quindi a che serve? Serve a far passare per positivo ciò che di positivo non ha nulla. A comprare il consenso. Aggiungiamo che per la stessa procedura di VIA, TAP deve farsi conoscere e avere incontri pubblici, in tre anni uno o due se vogliamo includere l’O.S.T.organizzato dalla regione, mentre dice di averne fatti più di 200, al massimo in tutta la sua permanenza qui Russo avrà incrociato solo 200 persone e la maggior parte di Confindustria. Con la sponsorizzazione TAP dirà al ministero che ormai è nel tessuto sociale, mentre qui nel Salento cresce di giorno in giorno il dissenso. Sono troppo vicine Taranto e Brindisi per non avere in mente come operano, sul tessuto sociale, aziende che hanno il solo fine del profitto, sappiamo come sono in grado, con sponsorizzazioni,di comprare il consenso, è una tattica vecchia. A tutti gli operatori turistici, a tutti gli organizzatori di sagre e concerti, a quanti hanno un piccolo o grande giornale, a quanti fanno informazione su internet, se questa agenzia vi chiede preventivi, chiedete di che pubblicità si tratta, siate attenti a questi giochi senza morale di TAP. Noi vi saremo vicini. Pensiamo al futuro non vendiamoci. Sperando che i 5000 euro dati ai Santi non li dovremo pagare con gli interessi nel futuro.
comitato NO TAP

fonte:Galatina blogolandia.it

 
Di Albino Campa (del 21/09/2007 @ 22:48:32, in NohaBlog, linkato 2593 volte)


Festa San Michele Arcangelo
28-29-30 Settembre 2007
Con il patrocinio del Comune di Galatina


Programma delle Celebrazioni
19 Settembre: Solenne apertura della Novena e intronizzazione della Reliquia
23 Settembre: ore 9.30 Apertura dell'Anno Catechistico
24-26 Settembre: Preparazione Spirituale all'Ordinanza Sacerdotale do Don Emanuele Vincenti che avverrà il 6 Ottobre presso la Basilica Cattedrale di Otranto
28 Settembre: Vigilia della Festa.
  • ore 7.15/ 9.30/11.00 SS. Messe
  • 18.00 Solenne Celebrazione Eucaristica
  • 19.00 Processione per le principali vie del paese
29 Settembre:
Solennità di San Michele Arcangelo
  • ore 7.00/ 8.30/10.00/11.30 SS. Messe
  • 19.00 Solenne Celebrazione Eucaristica al termine Bacio della Reliquia
   
Programma delle Manifestazioni
•L'allestimento delle luminarie nelle vie che
   tradizionalmente vengono addobbate saranno
   curate dalla premiata ditta:
   "CAV. CESARIO DE CAGNA"

28 Settembre:

  • Gran Concerto Bandistico Città di "Sogliano Cavour" (Le) Maestro Direttore e Concertatore Giuseppe Gregucci.
  • Al termine della Processione Spettacolo Pirotecnico a cura della Ditta "La Pirotecnica del Sud" di Piero Coluccia di Galatina (Le)
  • ore 21.00 Spettacolo di Pizzica e Musica popolare con i "NUI...NISCIUNU"
29 Settembre:
  • Gran Concerto Bandistico Città di "Sogliano Cavour" (Le) Maestro Direttore e Concertatore Giuseppe Gregucci
  • Rinomato Gran Concerto Musicale "Lorenzo Semeraro" Città di Mottola (TA)
    Maestro Direttore e Concertatore "Salvatore Tarantino"
  • ore 24.00 A conclusione dei Festeggiamenti spettacolo di Fuochi pirotecnici curati dalle Ditte "La Pirotecnica del Sud" di Piero Coluccia di Galatina (Le) e "Cav. Maggio Domenico" di Tuglie (Le)
30 Settembre:
  • ore 20.00 esibizione della Scuola di Ballo DANCING DAYS di Cutrofiano (LE) maestri GIUSEPPE E LUIGINA MENGOLI.
  • ore 21.00 "I CUGINI DI CAMPAGNA " in Concerto
 
ATTRAZIONE GIOCHI
Per tutta la durata dei festeggiamenti GRANDE LUNA PARK
 
MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI
Con inizio alle ore 8,00 saranno sparati i tradizionali botti.
Ogni mattina i concerti bandistici, dopo aver sfilato per le vie della città, presteranno servizio in Piazza S. Michele.
 
Il Parroco ed il comitato ringraziano la Comunità Parrochiale per aver contribuito alla realizzazione della Festa

 

 
Di Andrea Coccioli (del 08/07/2014 @ 22:46:20, in Comunicato Stampa, linkato 1026 volte)

Qualche giorno fa, a seguito dell’interrogazione legittima, ma palesemente infondata, del consigliere comunale Carlo Gervasi sulla appena inaugurata Palestra di via Montinari in Galatina,  sono montate sterili polemiche e demagogiche affermazioni.

Per amore di chiarezza e per volontà di trasparenza questi sono i fatti.

La Palestra è stata realizzata sulla base di un finanziamento, ottenuto dall’Amministrazione Antonica, nell’ambito del Programma integrato di riqualificazione delle periferie, e, nel caso specifico del Rione Nachi.

L’esecuzione dei lavori, con diversi miglioramenti in corso d’opera, è avvenuta nella perfetta osservanza del capitolato d’appalto, nell’assoluto rispetto delle norme C.O.N.I. in materia, in coerenza con gli scopi e gli obiettivi previsti dal finanziamento. Per questo si è ottenuto il parere del comitato Olimpico Nazionale Italiano.

Trattasi di Palestra, da adibirsi ad attività sportive agonistiche locali, e non già di un Palasport, la cui idoneità ad ospitare attività sportiva agonistica a livello nazionale ed internazionale esige caratteristiche di pavimentazione, di altro e particolare livello, come previsto dalla tabella A delle norme C.O.N.I.

E’ senz’altro possibile che l’opera non corrisponda alle aspettative d’uso di alcune delle Società sportive galatinesi, che partecipano a Campionati federali, ma non bisogna mai perdere di vista “il bene comune” per il rispetto del quale vale la logica del “meglio poco che niente” e non quella del “tanto peggio tanto meglio”.

Ove ricorressero domani  condizioni favorevoli, l’esistente potrebbe essere migliorato senza dover partire da “0”.

La politica è seria quando è vera, e non quando si misura con i pressapochismi, le strumentalizzazioni,  i particolarismi e gli interessi di parte e/o di bottega.

Andrea Coccioli

Assessore ai LLPP, allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Galatina

 
Di Redazione (del 04/05/2017 @ 22:43:22, in Comunicato Stampa, linkato 190 volte)

La Showy Boys Galatina conquista il titolo provinciale nella categoria under 13 3vs3. Il giovane team guidato da Davide Quida si è classificato al primo posto nella final four disputata Mercoledì 3 maggio al palazzetto dello sport di Leverano. A gareggiare, per contendersi l’ambito titolo di campione provinciale, le quattro squadre più rappresentative: Scuola Pallavolo Alessano, Bee Volley Lecce, Showy Boys Galatina ed i padroni di casa del Volley Leverano, organizzatori del torneo per conto del comitato Fipav di Lecce.

I bianco-verdi, che arrivano alla fase conclusiva dopo aver ottenuto otto vittorie su otto incontri nella stagione regolare, hanno affrontato in semifinale l’Alessano vincendo per 2-1 (12-15, 15-6, 15-9). Nell’altra semifinale, invece, il Leverano ha battuto il Lecce per 2-0 (15-10, 15-7).

I ragazzi della Showy Boys sono stati ammessi con pieno merito alla finalissima contro Leverano e dopo una gara avvincente e con una bella rimonta del terzo e decisivo set (15-10, 12-15, 15-14) hanno conquistato il trofeo under 13 3vs3 laureandosi così campioni provinciali. Al terzo posto si è classificato l’Alessano vittorioso per 2-1 con il Lecce (15-11, 14-15, 15-14).

Grande soddisfazione in casa galatinese con la famiglia bianco-verde in festa per un’affermazione importante in campo provinciale e un primo posto che consente la partecipazione del team di Quida alla fase regionale che prenderà il via nei prossimi giorni per poi concludersi, per chi avrà l’opportunità di qualificarsi, con la fase nazionale in programma a Bastia Umbra il 28 e 29 maggio.

Particolarmente emozionato al termine della finalissima l'allenatore Davide Quida: "Faccio i complimenti ai miei ragazzi per l'impegno e la determinazione messi in campo anche nei momenti più difficili del match - dichiara il tecnico bianco-verde - hanno ottenuto un ottimo risultato e in un torneo molto difficile ed equilibrato così come si è potuto evincere nel corso delle gare della final four. Meritavamo un buon piazzamento soprattutto per i risultati conseguiti nella regular season che ci ha visti assoluti protagonisti. Godiamoci questo momento e prepariamoci al meglio alle prossime sfide che ci vedranno competere in ambito regionale".

Soddisfazione anche tra le fila della società che ha sempre supportato questo gruppo nel suo primo campionato under 13. "E' un team nuovo, così come quello che disputa il torneo 6vs6, composto da atleti più giovani per la categoria e provenienti dal settore minivolley - spiega il direttore generale, Libero Masciullo - ecco perché arrivare primi nel girone, accedere alla final four e poi conquistare il titolo di campione provinciale sono stati risultati davvero significativi".

La Showy Boys si conferma come ottima scuola di volley (il club ha ottenuto lo scorso anno il riconoscimento Fipav di scuola regionale di pallavolo) grazie all'attività del suo vivaio. Anche in questa stagione che sta per concludersi, la società galatinese si è distinta nei campionati giovanili gettando le basi per un futuro sportivo di sicuro interesse, considerando, in prospettiva, le opportunità di crescita offerta anche in seno alla prima squadra.

Campioni provinciali under 13 3vs3: Carcagnì Francesco, Fiore Francesco, Pizzola Antonio, Preste Federico, Stifani Luigi. Allenatore: Davide Quida

www.showyboys.com

 
Di Redazione (del 08/03/2017 @ 22:20:44, in Comunicato Stampa, linkato 320 volte)

Il team under 16 della Showy Boys Galatina approda alla fase regionale. Dopo aver conquistato la final four provinciale, conclusasi con un terzo posto in virtù del successo sul Progetto Azzurra Alessano, i giovani allievi bianco-verdi superano i confini territoriali per giocarsi con pieno merito la fase eliminatoria regionale.

Il comitato Fipav Puglia ha stilato quattro gironi composti da tre squadre che disputeranno le gare previste in calendario. La Showy Boys di mister Nuzzo è stata inserita nel girone B assieme a Polisportiva Amatori Volley Bari e Polisportiva Frascolla Taranto. Nella prima giornata, i galatinesi saranno impegnati Domenica 19 marzo (ore 11) nella trasferta a Carbonara di Bari mentre nel turno successivo, Giovedì 23 marzo (ore 17), ospiteranno al Palazzetto dello Sport “Fernando Panico” la formazione tarantina della Frascolla.

“L’accesso alla fase regionale è un bel traguardo per il gruppo da me allenato – dichiara coach Gianluca Nuzzo – arriva dopo la competizione della final four provinciale e soprattutto una regular season che hanno visto gli under 16 distinguersi per gioco e risultati. Il torneo regionale è una opportunità da sfruttare per confrontarsi con i pari età di altre realtà sportive e da vivere con il massimo entusiasmo e divertimento”.

Organico Under 16

Carachino Giacomo, Carcagnì Alessio, Carlucci Antonio, Coluccia Paolo, De Pascalis Giulio, Esposito Lorenzo, Loreta Ludovico, Martina Marco, Petracca Marco, Rizzello Giulio, Rossetti Mirko, Salvio Matteo, Schiattino Francesco, Scorrano Stefano, Stifani Emanuele, Urso Giovanni. Allenatore: Nuzzo Gianluca

www.showyboys.com

 
Di Albino Campa (del 21/04/2012 @ 22:14:23, in Comunicato Stampa, linkato 1614 volte)

Partecipazione di “Grande Sud” alla campagna elettorale del candidato sindaco di Galatina Giancarlo  Coluccia con la presenza del suo fondatore, l’On. Gianfranco Miccichè. L’incontro si è tenuto ieri 20 aprile presso il comitato elettorale di Galatina. Oltre all’On. Miccichè la presenza della Senatrice Adriana Poli Bortone e del Segretario Provinciale di Io Sud Gerdardo Filippo.

Dopo i saluti e i ringraziamenti di rito, il candidato sindaco di Galatina ha introdotto l’intervento dell’On. Gianfranco Miccichè che ha voluto spiegare il perché del sostegno da parte di Grande Sud ai sindaci del sud ed in particolare a Giancarlo Coluccia. “Noi siamo contro i partiti che si sono prestati al massacro del sud a favore del nord”, ha affermato Miccichè, “e vogliamo favorire uno sviluppo del territorio affinché i nostri figli non siano costretti ad andare altrove per cercare opportunità di lavoro; solo allora potremo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo. Il nostro è il partito dei sindaci poiché sono loro a rappresentare il territorio e le sue istanze. E di certo non potevo mancare a quest’appuntamento per esprimere solidarietà e supporto ad un candidato sindaco come Giancarlo Coluccia che, con la sua onestà e fermezza, ha da sempre lottato per il bene e lo sviluppo del territorio”.

A seguire l’intervento della Senatrice Adriana Poli Bortone che ha voluto sottolineare come, nel recente passato, anche lei abbia vissuto con amarezza le vicende di Galatina. “E’ necessario”, ha sottolineato la Senatrice, “riprendere le tracce di un percorso di vita amministrativa più corretta e leale anche nei rapporti tra le forze politiche che devono avere degli obiettivi politici e non di carattere personale”. Attenta ed entusiasta la partecipazione dei cittadini i quali hanno salutato gli intervenuti con lunghi applausi.

 Ufficio Stampa Giancarlo Coluccia

 
Di Donato De Lorenzis (del 24/05/2016 @ 22:12:07, in Campo Sportivo, linkato 1112 volte)

Campo Sportivo Noha. 27.12.2015 La nostra cittadina se pur piccola ha un Impianto Sportivo come tanti e tutti i paesi d’ITALIA, ed è un Impianto che se messo in funzione è invidiabile da tanti paesi molto più grandi del nostro, completo di tutto per qualsiasi SPORT, ma purtroppo per vari motivi, che non stiamo qui ad elencare, è rimasto chiuso per un po’ di tempo e al degrado totale abbandonato a se stesso, tutti quanti noi lo sapevamo, il tutto alla luce del sole. Così un gruppo striminzito di amici ha pensato bene di far qualcosa a rivivere l’Impianto per lo SPORT, tra l’altro tentativo fatto ancora indietro negli anni con altre amministrazioni, ma senza successo. Tra varie visite negli uffici che contano e che trattano lCampo Sportivo Noha. 27.12.2015’argomento “strutture sportive”, ci hanno consigliato di formare un’Associazione Sportiva e così ci siamo messi in moto. Nell’inverno freddo del 2015, precisamente tra il 15 e il 17 febbraio è nata l’Associazione Sportiva Dilettantistica DPM ATLETICO NOHA, il nome non è un caso, è stato studiato bene ed ha un significato. Anche il logo è stato studiato con non poca fatica, ma semplice da capire: le TRE TORRI è il simbolo di NOHA, lu SCIACUDDHRI, beh è di casa a NOHA, infine i PALLONI perché rappresenta lo SPORT. Non voglio per adesso mettere nomi di persone perchè nessuno di Campo Sportivo Noha. 27.12.2015noi ha meriti maggiori o minori dell’altro, tutti, dico tutti con il proprio contributo. Un grazie va anche a qualche persone estranea all’Associazione che, con il suo aiuto ha contribuito a far sì che l’iniziativa vada a buon fine. Quindi siamo tutti sulla stessa linea di partenza, dico questo per togliere qualche dubbio a qualcuno. E’ naturale che in un’Associazione, comitato, Riunione, Assemblea, ci deve essere un responsabile, legale rappresentante o Presidente che dir si voglia con appunto delle cariche, delle figure interne, che devono mandare avanti la baracca così come previsto dalla Legge e Statuti; da qui la figura del PRESIDENTE e del DIRETTIVO, deciso a suo tempo e luogo da quegli amici che si sono messi in gioco, quindi nessuno si è rivestito di AUTORITA’!!!

Fatta questa premessa, arriviamo ai giorni nostri. Gli Impianti Sportivi Polifunzionali di NOHA rappresentano un Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esempio concreto di risorse per tutte le comunità, l’idea dell’Associazione DPM ATLETICO NOHA è, sin dal momento dell’assegnazione dei suddetti Impianti, di creare una realtà Polisportiva che attraverso l’uso strumentale dello SPORT consenta a tutti gli Atleti, senza nessuna distinzione, di realizzare un percorso formativo completo, tutto questo senza SCOPI DI LUCRO, pensiero lontanissimo dei principi fondamentali della nostra Associazione.

La DPM ATLETICO NOHA per la migliore e più efficace azione delle funzioni prefissate ha come obiettivi: la collaborazione con tutte le Associazioni, Club o altre aggregazioni Sportive presenti nel territorio; la diffusione della pratica sportiva e delle attività Motorie-Creative; la promozione e lo sviluppo del Associazionismo Sportivo e Campo Sportivo Noha. 27.12.2015l’uso degli Impianti a tutti gli Interessati. Facciamo presente a tutti quelli che vogliono condividere e praticare Sport, dal Tennis al calcio in tutte le sue dimensioni, che l’Impianti sono aperti ed usufruibili in tutte le ore a secondo la loro prenotazione, quindi significa che se non c’è attività l’impianto rimane chiuso, non esiste orario da Negozio. Naturalmente per usufruire dei giochi ci sarà un contributo che parte da 0 euro per minori e qualcosa in più per i maggiorenni di buona volontà, da quantificare all’atto della prenotazione a seconda del tipo di Sport e dell’orario. Questo perché la corrente elettrica che si consuma viene pagata totalmente dalla DPM ATLETICO, non come qualcuno pensa dal Comune di GALATINA, ma se anche fosse diversamente bisogna comunque pagare ciò che si consuma, anche al Comune. Ricordo a tutti che siamo un’Associazione ONLUS non abbiamo SPONSOR che ci sostengono, ci autofinanziamo tra di…NOI…oppure con i piccoli contributi che ci vengono dati di volta in volta. Per tale motivo intendo Campo Sportivo Noha. 27.12.2015ringraziare fortemente un gruppo di AMICI, nostri compaesani, che dal primo in cui è stata riaperta la struttura, sistematicamente, ogni lunedì, vengono a giocare, dovremmo tutti prendere esempio da loro. Per concludere, vorrei ancora ricordare a tutti che il campo di calcetto ce l’abbiamo anche a NOHA, tanto per essere chiari e trasparenti a differenza di ciò che invece vorrebbero far passare altre persone con messaggi differenti o falsati.

La DPM ATLETICO NOHA, riguardo alla richiesta di chiarimenti avanzata dal Sig. Antonio MARIANO su NOHAWEB, circa la fruibilità o meno dei campi di NOHA da parte della “ RAPPRESENTATIVA NOHA”, si risponde restituendo al mittente tutte le eventuali accuse o polemiche di sorta e sottolineando che nessun rappresentante della neo formata squadra si è mai presentato presso la struttura a parlare con chicchessia sia Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esso PRESIDENTE che DIRETTIVO. Affermando quanto pubblicato si dimostra che si parla o si scrive solo per il gusto di farlo o per il semplice ..SENTITO DIRE.. Occorre ricordare un famoso detto Nohano per cui come “PRIMA SE TIRA LA PETRA E POI SE SCUNDE LA MANU” . Questo modo di fare non è affatto corretto perché si dice il falso coscientemente!!! L’idea di fondo della DPM ATLETICO è lo sviluppo ed il consolidamento di tutte le Società Sportive anche dei Gruppi di giovani, come la “ Rappresentativa NOHA “, che attualmente forse non usufruisce della struttura per futili motivi dovuti ad incomprensioni o non conoscenza effettiva dello stato dei luoghi o semplicemente perché non hanno mai fatto richiesta. Detto e chiarito definitivamente quanto sopra, si spera che al più presto si possa risolvere questo increscioso malinteso se così lo possiamo definire, noi siamo completamente disponibili a qualsiasi dialogo ed apertura che preveda l’inclusività e non certo l’esclusione a priori Campo Sportivo Noha. 27.12.2015di nessuno. La possibilità di implementare un percorso non effimero, che produca persistenti miglioramenti alla qualità di vita di ciascun cittadino-atleta dipende anche dal modo in cui viene gestito il welfare-comunitario: le Società Dilettantistiche e non, nel rispetto delle proprie funzioni, devono imparare a promuovere lo SPORT. Le modalità di utilizzo degli impianti da parte della “ Rappresentativa NOHA “ e non solo, vengono concertati con il PRESIDENTE, sentito il DIRETTIVO, sempre presente in loco, al fine di ottimizzare l’uso e la fruibilità degli spazi stessi tra diverse associazioni che ne fanno richiesta.

Gli impianti Polifunzionali di NOHA sono, devono e rimarranno aperti a tutti. 

Al PRESIDENTE, tra l’altro, spetta, come da Statuto, il diritto insindacabile di intervento per la soluzione di Campo Sportivo Noha. 27.12.2015eventuali insuperabili divergenze relative all’uso degli stessi Impianti. Lo stesso PRESIDENTE è tenuto alla corretta utilizzazione degli Impianti, al rispetto di tutte le norme e regole stabilite, a vigilare ed è autorizzato, sentito il parere del DIRETTIVO, ad allontanare chiunque tenga un comportamento ritenuto pregiudizievole al buon funzionamento degli Impianti o dell’attività che si svolge.

L’Associazione DPM ATLETICO NOHA, sin dal primo giorno successivo all’assegnazione provvisoria, si è presa cura degli impianti che si presentavano in condizioni veramente disastrose e sotto gli occhi di tutti; il campo di calcio era un cumolo di sterpaglia e pietre, una situazione decisamente critica a cui la DPM ha voluto mettere mano con urgenza, infatti siamo intervenuti con misure di emergenza e di messa in sicurezza da subito e su diversi spazi, noi dell’associazione con tenacia, determinazione e tempestività siamo riusciti a dare ai campi un’altra immagine e la possibilità di aprirlo al pubblico nel più breve tempo possibile rispondendo anche alle Campo Sportivo Noha. 27.12.2015esigenze richieste dall’Amministrazione Comunale attraverso la manifestazione di interesse di giugno 2015.

Le difficoltà che la DPM ha incontrato sono state diverse e sempre in agguato, basta ricordare atti vandalici che abbiamo subito da ignoti sin dai primi giorni di insediamento, arrivando poi, a pochi giorni fa quando si è raggiunto il limite per danni provocati agli impianti per i quali si è richiesto l’intervento dei responsabili del settore LLPP. In un primo momento, si è pensato di non far pubblicità di questi brutti episodi perché ne sarebbe andato del decoro di tutta la nostra comunità, non solo, per evitare anche del vittimismo e tirati in ballo addirittura con falsità sui Social, allora è bene informare pubblicamente i cittadini. I danni, vanno dalla rottura ai tagli sull’impianti idrici mobili utilizzati per l’innaffiatura dei vari prati inglesi di proprietà della DPM; furti degli stessi tubi di acqua sempre Campo Sportivo Noha. 27.12.2015di proprietà della DPM; il campo di calcio irrorato con del veleno secca – tutto ha bruciato letteralmente tutta l’erbetta vera della quale il campo medesimo era dotato via via con non poco sacrificio per renderla verdeggiante, purtroppo, ignoti hanno addirittura lasciato le bottiglie vuote sul terreno di gioco, una volta utilizzate; da ultimo, ma non meno importante, due cagnolini di piccola taglia erano stati rinchiusi sotto il sole ed all’interno di una macchina parcheggiata nei pressi del campo di gioco. Solo per mero caso, in quella mattinata, sono stati liberati i due cagnolini, altrimenti per il caldo i poveri animali non sarebbero certo sopravvissuti.

Nonostante questi brutti episodi di VANDALISMO, la DPM ATLETICO con la stessa determinazione e tenacia di sempre e che la contraddistingue è riuscita a dare al Campo Sportivo un’altra immagine restituendo la normalità attraverso la possibilità di giocare sin da subito, sistemando tutto nel migliore modi. Le situazioni di disagio non sono certo scomparse, ma il lavoro svolto è stato tanto e ce ne sarà ancora, quindi si opererà certamente nella Campo Sportivo Noha. 27.12.2015convinzione di procedere nella giusta direzione. È necessario, però, che gli appassionati di SPORT, le Scuole, le Parrocchie, le Famiglie e le Istituzioni facciano sentire la loro presenza e la loro voce.

Con questo approfitto per comunicare a tutti che con una missiva indirizzata alla Direttrice della Scuola Polo 2 Galatina – Noha e per conoscenza anche al Comune di GALATINA, tutti i ragazzi di detto Plesso Scolastico sono stati invitati Suo tramite, a svolgere attività sportiva durante le lezioni di educazione fisica sul nostro Impianto Sportivo. Con piacere comunichiamo altresì che la Direttrice ha risposto POSITIVAMENTE, prenotando per il fine anno scolastico le due Manifestazioni Sportive di chiusura dello stesso, sia per le classi primarie che per le medie. Non solo, si porta a conoscenza tutti voi, che sempre presso gli impianti sportivi di Noha, si procederà ad organizzare il progetto che vede coinvolte le donne nello sport, in particolare nel calcio.

IL PRESIDENTE DELLA D.P..M. ATLETICO NOHA

M.LLO DONATO DE LORENZIS

 


Campo Sportivo Noha. 27.12.2015Campo Sportivo Noha. 27.12.2015
Campo Sportivo Noha. 27.12.2015Campo Sportivo Noha. 27.12.2015
 
Di Albino Campa (del 28/02/2011 @ 22:11:24, in CDR, linkato 2088 volte)

Si è conclusa la diatriba sul coincenerimento del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) da parte di Colacem fra i Comitati territoriali e le Istituzioni Pubbliche, Lunedì scorso, 21 febbraio 2011, il Consiglio Provinciale ha deliberato l’iter autorizzativo per il cementificio Colacem al fine di poter incenerire rifiuti persino extra-salentini nelle sue fornaci! Ecco in sintesi un breve excursus della vicenda:

 L’11 Novembre 2010, nella seconda conferenza sul CDR organizzata dall'Amministrazione di Galatina, il Sindaco giustificava il conferimento del CDR in un bruciatore da realizzarsi nella Colacem di Galatina, lo giustificava dicevo, per il semplice fatto che esistono già realtà produttive più piccole ma altrettanto inquinanti.
 Nonostante le dichiarazioni allarmanti del dott. Serravezza, presidente della Lega Tumori provincia di Lecce, e della Dr.ssa Anna Melcarne, responsabile del Registro Tumori di Lecce, sul ben triste primato nazionale per insorgenza di malattie tumorali al polmone attribuito al distretto socio-economico di Galatina dall'ASL di Lecce nell'ultimo registro tumori, si vuole perseguire la strada del bruciare l’immondizia per agevolare una azienda privata o, peggio ancora, di sotterrarla sopra le falde acquifere come per esempio il caso Corigliano, invece di smettere di produrla o quanto meno incentivare il riciclaggio dei rifiuti.
 (da: COMUNICATO STAMPA congiunto  11/11/2010  comitato cittadino  “Cambiamo Aria” – Galatina)
 Mercoledì 15 Dicembre 2010 la Filca Cisl, categoria che rappresenta i lavoratori delle costruzioni e affini, appartenente alla CISL, dichiara paradossale il diniego al conferimento del CDR a qualsiasi bruciatore in area Galatinese visto che in tutta Italia e nel resto d’Europa esistono già aziende simili che usano i sistemi di coincenerimento del CDR, nel contempo non si  aggiungono commenti sui riflessi eco-salutari di chi ci vive intorno ma si avanzano, come arma ricattatoria, l’alto tasso di disoccupazione che apporterebbe alla popolazione il mancato guadagno derivante dal coincenerimento. La nota più deplorevole che riecheggia nell’Assemblea della Filca Cisl è che non è possibile negare l’uso del CDR, come combustibile alternativo se pensiamo che molte città della Campania convivono con altissimi rischi per la salute pubblica per via delle tonnellate di immondizia maleodorante riversate nelle strade.
 Dichiarano ancora il rammarico, i rappresentanti RSU del sindacato, per l’avanzare del parere negativo sull’utilizzo del CDR come combustibile per inceneritori che esprime la Provincia il 12 dicembre 2010, quando i consiglieri Marra e Polimeno della maggioranza provinciale ricevevano applausi e ovazioni e pubblici ringraziamenti dai comitati e da tutta la cittadinanza riunita in assemblea per essersi impegnati in Commissione Ambiente e aver ottenuto da maggioranza e opposizione, l’impegno nero su bianco a ratificare in consiglio un netto “No” all’ipotesi di una autorizzazione positiva per il cementificio Colacem al fine di poter bruciare CDR!
 L’ultima briciola di genialità che emerge dall’assemblea è quella della mancanza di competitività delle nostre aziende con quelle dell’Est Europa, competizione basata su un costo del lavoro decisamente più basso del nostro, recuperabile, secondo i relatori dell’Assemblea, con l’incentivo all’uso del CDR negli inceneritori. Insomma meglio competitivi ammalati che disoccupati!
 A nulla sono valse le 3800 firme raccolte a Galatina ed a Soleto, come anche le enunciate conseguenze ambientali e sanitarie emerse dai vari convegni e l’espressa contrarietà della commissione provinciale, tutto finito:
 Lunedì 21 Febbraio 2011, è stato  approvato all’unanimità, dopo un ampio dibattito, l’ordine del giorno proposto dai consiglieri Roberto Marra e Salvatore Polimeno in merito al coincenerimento del CDR dell’impianto Colacem di Galatina, con un emendamento a firma di tutti i capigruppo, che stabilisce di “impegnare le strutture amministrative dell’Ente a porre, nelle procedure finalizzate all’istruttoria delle istanze presentate da Colacem, il massimo rigore, così da evitare il possibile rilascio di autorizzazioni nel caso che dovesse risultare l’eventualità di un qualsiasi peggioramento qualitativo e quantitativo delle attuali emissioni. Nella fase istruttoria dovranno essere effettuate da parte degli organismi pubblici, o di altri individuati dalla Provincia, verifiche tecniche, anche di carattere eccezionale, sullo stato attuale di aria, acqua e suolo sull’intero comprensorio e dovranno essere disposte tutte le ulteriori necessarie verifiche preventive ed empiriche, con oneri a carico di Colacem”.  
 La nota è uno stralcio del comunicato del Il comitato Intercomunale “NON INCENERIAMO IL NOSTRO FUTURO”, pubblicato sul sito Galatina.it .
 A questo punto gli attori dello scenario apocalittico sono di due tipologie: da una parte i protagonisti del confezionamento del CDR e della relativa gestione in fase di incenerimento, insieme a loro i beneficiari del risparmio energetico della Colacem,  e l’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente), l’ente Pubblico preposto al monitoraggio delle emissioni; dall’altra le inermi famiglie dei cittadini che vivono sul territorio.

 Anche se questi ultimi sono evidentemente in maggioranza numerica, avranno semplicemente il “potere” di subire gli effetti che sortiranno da questo esperimento legalizzato. Siccome tutti finora, sia da una parte che dall’altra della controversia, hanno ostinatamente dichiarato conoscenze e certezze su pro e contro dell’ipotesi dell’incenerimento del CDR, senza mai apportare prove oggettive, diciamocelo pure chiaramente: l’area del comprensorio di Soleto, Galatina, Noha, Cutrofiano e Sogliano, e speriamo in un raggio non maggiore, sarà il laboratorio sperimentale e gli abitanti le cavie. E le cavie, si sa, si ammalano e muoiono quasi sempre per cause sconosciute, o per colpe di faccendieri impunibili.

 

Marcello D’Acquarica
 
Di Redazione (del 25/05/2015 @ 22:08:25, in Comunicato Stampa, linkato 796 volte)

Sotto le mendaci e mistificate spoglie del “riammodernamento”, sembra ci sia un vero e proprio progetto di impianto nuovo di zecca in agro di Cavallino. Progetto votato a maggioranza il 6 Marzo scorso dall’Assemblea dei Sindaci ATO provincia di Lecce. I cittadini esasperati da più di 15 anni di malesseri e nauseabondi odori, spia olfattiva inequivocabile di qualcosa che non va, si organizzano in un “Comitato Intercomunale” e avviano una raccolta firme per chiedere l'immediata revoca e bocciatura ponendo un'irremovibile pietra tombale contro qualsiasi decisione di aprire, né tanto meno ampliare, nuove discariche o continuare a sperperare ingentissimi soldi pubblici, (circa 52 milioni di euro), in discutibili e non ben chiari “ammodernamenti” di mega-impianti industriali insalubri e antiscientifici quali gli inutili e dannosissimi “biostabilizzatori”, vera piaga e offesa all'intelligenza umana prima ancora che alla scienza tutta, assieme alle discariche e agli inceneritori che alimentano la malagestione dei rifiuti nel Salento, impianti spreca-denaro pubblico e ammazza salute, ed essere finalmente ascoltati, i cittadini, nel verso della difesa delle sacrosante ragioni di tutti e del Salento e soprattutto nel verso della difesa di inalienabili e intangibili Diritti, Diritto alla Salute e alla Vita in primis, strettamente legati al Diritto alla Salubrità, Benessere e Bellezza del proprio territorio, Diritti sanciti e difesi sommamente dalla nostra Costituzione Italiana e dall'Europa.

Si chiede fermamente al Presidente dell’ATO Paolo Perrone, nonché sindaco di Lecce e massima autorità sanitaria del suo comune, un improcrastinabile e drastico cambio di rotta allontanadosi dalla malo non-ciclo dei rifiuti nel Salento, a più riprese denunciato e smascherato da inchieste giornalistiche e posto sotto l'attenta lente della Magistratura. E’ impensabile a causa di questa dannosissima malagestione che prevede ancora nel 2015 discariche, mega impianti di fasulla e antiscientifica “biostabilizzazione” e incenerimento dei rifiuti, costringere i cittadini di San Donato, San Cesario, Lizzanello, Cavallino, Caprarica di Lecce e di Lecce stessa e di tutto l'hinterland a soccombere per altri 20 anni a delle condizioni capestro mettendo a repentaglio drammaticamente condizioni di vita e di salute rendendole ancora più pericolose e disumane. Alle soglie del 2016 sono molte e arcinote le esperienze virtuose consolidate sia in Italia che nel mondo, che dimostrano che un’altra gestione dei rifiuti, gestione buona e nel pieno interesse pubblico della risorsa “rifiuti”, è possibile e tale via maestra è rappresentata dall'ottima e concreta “Strategia Rifiuti Zero” che non prevede di trasformare ancora una volta i cittadini in cavie e i territori in pattumiere, così come oggi politiche e decisioni irresponsabili hanno ancora in animo di fare, aprendo addirittura una nuova discarica con ingentissimo spreco di pubblici denari e spingere le comunità del Salento a sprofondare in un ulteriore e drammatico abisso. Le discariche e l'attuale impiantistica minano inesorabilmente per loro nociva natura la salute dei cittadini, e compromettono la salubrità dei territori. Perdita di salute comprovata dal catastrofico quadro epidemiologico per troppo tempo sottaciuto e ignorato, in primis proprio dai pubblici decisori, relativo a insorgenze di patologie altamente degenerative e letali con incidenze in costante aumento e che oggi grazie ad accurati studi così bene si conosce.

Gli esempi di come invertire la rotta ce lo indicano proprio le esperienze virtuose dei Comuni di Galatina e Corigliano d’Otranto, tra i primissimi comuni che hanno avviato una gestione razionale e tracciabile, oltreché premiale, promuovendo e potenziando l'ottima pratica del compostaggio domestico, dimostrando come semplicemente applicando la legge vigente da oltre 15 anni e recuperando le buone pratiche tradizionali di gestione dell'importante e ingente frazione organica/umida del rifiuto, in armonia con il territorio, il cambiamento può essere semplice, immediato e a costo zero! In entrambi i comuni le amministrazioni hanno regolamentato la virtuosa e semplice pratica istituendo un Albo ufficiale e pubblico dei Compostatori per promuovere e far ben gestire, comprovandola, la buona e virtuosa pratica del compostaggio domestico, riscontrando in un tempo brevissimo una risposta oltreché positiva da parte di tutti i cittadini, ottenendo risultati insperati ed eccezionali.

Tenendo conto che la produzione pro-capite di rifiuti in Italia si attesta a circa 1 kg di rifiuti solidi urbani al giorno. Una famiglia di 4 persone quindi ne produrrà circa 1 tonnellata e mezza all'anno. Il 40 % di rifiuti solidi urbani sono di origine ORGANICA. Per rispettare i cicli naturali della materia la destinazione di questi rifiuti non deve essere l'accumulo nelle discariche ma la loro decomposizione e trasformazione in humus, prezioso per il terreno facendo tornare in pochissimi mesi le sostanze nutritive utili al suolo rigenerandolo.

Il comitato chiede a tutti i comuni dell’ATO di adoperarsi affinché si disinneschi la bomba ambientale rappresentata da discariche, biostabilizzatori e inceneritori dicendo il loro fermo e doveroso “NO!” adoperandosi da subito per adottare, invece, e applicare la virtuosa Strategia Rifiuti Zero, partendo proprio dall’incentivare massimamente il compostaggio domestico e agricolo, ripristinare la salubrità dei territori e mirare ad un abbattimento sostanziale della tassa sui rifiuti, attraverso una premialità a quei cittadini che effettivamente puntano a non conferire in discarica e a ben gestire la frazione umida/organica.

Si fa un appello a tutte le associazioni e a tutti i cittadini della provincia di Lecce, invitandoli a partecipare attivamente alla raccolta firme che si terrà domenica 24 maggio a San Donato di Lecce , in Piazza Garibaldi dalle ore 9.30 alle ore 12.00.

Il comitato Intercomunale
 
Per info e contatti

Helen Centobelli 329.8120306 (per l'Associazione La Scìsciula, San Donato di Lecce)

Emanuele Lezzi 328.7045055 (per l'Associazione Sveglia Cittadina, San Cesario di Lecce)

Alfredo Melissano 327.1655422 (per il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento)

 
Di Antonio Mellone (del 15/07/2014 @ 22:08:10, in NohaBlog, linkato 1263 volte)

Nei giorni scorsi, su uno dei siti più seguiti di Galatina è apparsa una lettera aperta di Onofrio Introna, ex-socialista ora di SEL (il cui acronimo probabilmente starà per Sinistri, Ecomafìa e Levità), nella quale il presidente del consiglio regionale pugliese cercava di ricondurre a più dorotei consigli l’ing. Marco Potì, sindaco di Melendugno, a proposito del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline).

L’Introna, continuando mielosamente ad appellare con il nome di battesimo il sindaco, fiero oppositore al TAP (almeno finora), dopo aver fatto una sviolinata ad “una delle più belle spiagge pugliesi, la vostra San Foca”, inizia a farneticare circa il “ruolo strategico dell’approvvigionamento di gas azero per le famiglie, per le imprese e per il Paese”, trattandosi nientepopodimeno che del “passante di un’infrastruttura capace di assicurarci una notevole autonomia energetica, di sdoganarci dall’oligopolio russo-maghrebino e di calmierare i prezzi”. Sì, come no.

Il cosiddetto rappresentante regionale cita poi un articolo di Lino Patruno della Gazzetta del Mezzogiorno, che francamente non m’era proprio saltato in mente di andare a leggere, data la mia idiosincrasia nei confronti di questo tipo di carta stampata (che sembra vada a braccetto con quell’altro morbido foglio a più veli, altrimenti detto “il nuovo Quotidiano di Lecce”, o qualcosa del genere). E avrei fatto comunque bene, pregno com’è, quel pezzo, di una serie di qualunquistiche scemenze, come ad esempio: “Più che gridare all’eresia e alla scomunica, questo dovrebbero fare tutti i comitati del “no”: valutare caso per caso, in modo che l’eventuale “no” non sia ideologico ma motivato. Cioè più fondato” [credo che sia il Patruno a non aver valutato caso per caso; i comitati No-Tap hanno invece da anni valutato, studiato, approfondito e soprattutto capito il progetto TAP più di quanto non si possa immaginare, grazie anche all’intervento di tecnici, ingegneri, geologi, fisici, avvocati, biologi ed altri professionisti, che hanno redatto migliaia di pagine di report senza compromessi e soprattutto sponsor, “con giudizio e senza pregiudizio”,  ndr.]. E poi ancora: “In questo conflitto il Sud resta fermo, non sapendo bene cosa è meglio” [invece, caro Patruno, un certo Sud sa bene cosa sia meglio e cosa peggio; forse – ha ragione - magari non proprio tutto il Sud, come quello dei lettori di certi quotidiani, ndr.]. Ed infine: “Ci si chiede come mai ci sono sindaci che si fanno asfaltare da eolico e fotovoltaico selvaggio, accontentandosi in cambio di elemosine buone comunque a vincere le elezioni” [bè, questo francamente ce lo chiediamo anche noi, ndr.].

*

Ma lasciamo il Patruno alle sue elucubrazioni, e ritorniamo a Introna. Il quale, chiede ancora a Marco Potì di valutare (positivamente obviously) “la chiara disponibilità offerta dall’amministratore delegato della TAP Giampaolo Russo” [non si sa bene a cosa, questa chiara disponibilità, forse a sponsorizzare finalmente anche la festa patronale di Melendugno, o a elargire qualche altra elemosina, ndr.].

Sentite quest’altro stralcio che sembra scritto più con lingua e saliva che con penna e inchiostro: “L’imminente visita del presidente dell’Azerbaijan potrebbe essere una valida occasione per il Comune di Melendugno, per i comuni vicini, per la Regione Puglia e per l’attivismo del Governo Renzi. [slurp, ndr]. Potrebbe dare all’Italia la possibilità di non voltare le spalle ad una fonte di energia pulita, a bassa incidenza sull’ambiente”. Chiaro? Spalanchiamo le porte al presidente Ilham Aliyev [tipico presidente dittatore: eletto per la prima volta nel 2003 ereditando la leadership del suo defunto padre, ndr.], trattiamo con lui e la sua corte, stringiamo pure accordi economici con l’Azerbaijan [un paese che ha infranto tutte le regole sui diritti civili e dove numerosi oppositori sono finiti in carcere, un paese al 160° posto su 180 per le limitazioni alla libertà di stampa; anche se, con questo giornalismo, manco l’Italia sembra scherzare più di tanto, ndr.] che ci fornirà tanta energia pulita [sic!]. E poi vuoi mettere? Approfittiamo dell’“attivismo di Renzi”, l’uomo della Provvidenza2, che con 80 euro ci sta portando fuori dal baratro.

*

Non è il caso di continuare a chiosare altri frammenti della lettera intronata (se non altro per non stancare anche il più paziente dei nostri 25 lettori, i quali, con banale processo inferenziale, avranno già colto il succo di tutto il resto delle corbellerie presidenziali).

Ma non possiamo omettere, a mo’ di conclusione di queste note, un paio di considerazioni in merito alla pubblicazione di questa lettera da parte del “giornalista” del frequentatissimo sito galatinese con il titolone <<“TAP, un’occasione da non perdere”>>, con tanto di virgolette. Noi (che non siamo giornalisti ma semplici osservatori) ci permettiamo di sollevare qualche perplessità, intanto in merito alla locuzione-titolo, che, salvo errori od omissioni, non abbiamo rinvenuto nel corpo della lettera, e tuttavia riportata in alto e a caratteri cubitali come si trattasse di discorso diretto [Vuoi vedere che il titolo non è tratto da un dispaccio di agenzia ma dalla viva voce dell’Introna – ascoltata magari in un altoparlante telefonico? Sennò cosa c’entrano quelle virgolette? Ndr].  La seconda chicca sta nella foto a corredo dell’articolo pubblicato in onore del presidente del consiglio regionale pugliese, foto che riproduce l’immagine di un mare limpido, incontaminato, calmo, trasparente, di rara bellezza, ed una costa rocciosa intonsa [insomma di eventuali nefasti effetti del TAP nemmeno l’ombra. E’ proprio il caso di dirlo: da quella fotografia non si capisce né si vede un tubo, ndr]. La terza, forse la più importante, è che su quel famoso sito è comparsa la lettera di Onofrio nostro, ma, guarda un po’, non la pronta risposta di Marco Potì [che invece qui potete trovare di seguito in formato pdf].   

Del resto cosa c’era da aspettarsi da certi “giornalisti” “indipendenti” (virgolette a sostantivo e attributo) che, a proposito della nota sponsorizzazione della festa dei SS. Pietro e Paolo, avevano blaterato di “tartassato comitato festa”, di semplice “aiutino della TAP”, e - in merito al flash-mob del 29 giugno scorso, organizzato dai non-sponsor-tap davanti alla chiesetta di San Paolo – di manifestazione “strumentale e tecnicamente fuori luogo e fuori tempo”? [E, di grazia, quando ed eventualmente dove si sarebbe dovuta tenere codesta manifestazione? A San Foca? O direttamente in Azerbaijan, magari in pieno inverno? ndr]

Ragazzi, con certa “informazione” andrà a finire TAP (Tutto A Puttane).

Antonio Mellone

Risposta di Marco Potì, sindaco di Melendugno, alla lettera del presidente del consiglio regionale Onofrio Introna:

 
Di Albino Campa (del 29/04/2012 @ 21:58:44, in Comunicato Stampa, linkato 1576 volte)

Non ha certo disatteso le aspettative dei numerosi occorsi l’On. Italo Bocchino, che ieri sera ha partecipato all’incontro tenutosi presso il comitato elettorale del candidato sindaco Giancarlo Coluccia a Galatina. Presenti anche Pierantonio De Matteis (Responsabile circolo Galatina FLI), l’Avv. Paolo Pellegrino (Presidente Provinciale FLI) e Gerardo Filippo (Segretario Provinciale IO SUD).

Attualmente l’On. Bocchino riveste la carica di Vicepresidente Nazionale di FLI , partito schieratosi con Coluccia per le prossime elezioni amministrative.

Ad aprire il meeting è stato il candidato sindaco del terzo polo che, dopo i ringraziamenti di rito a tutti i presenti ed in particolare all’On. Bocchino ed a Pierantonio De Matteis, promotore dell’evento, ha esternato il suo apprezzamento verso quel partito, FLI, i cui vertici hanno una radice politica comune: infatti anche Coluccia, come Bocchino, ha iniziato il suo percorso politico nell’MSI poi AN. Il candidato sindaco ha voluto significare che “anche AN ha deciso di abbandonare la politica bipolare del PDL, di abbandonare quel contenitore ormai vuoto e sterile per formare poi il terzo polo” . Ed ancora ha dichiarato “siamo sicuri che l’intesa con Futuro e Libertà sarà proficua e duratura, potendo contare su forti e consolidati rapporti con i vertici nazionali del partito, come la presenza dell’On. Italo Bocchino oggi testimonia.”

Dal canto suo l’On. Bocchino ha voluto enfatizzare l’esistenza nella coalizione di Coluccia di una forte omogeneità dovuta alla presenza dei partiti del terzo polo e di liste civiche, che non si nascondono dietro ai partiti ma che vogliono supportare i partiti contribuendo fortemente alla realizzazione del programma comune. “Sicuramente”, ha affermato Bocchino,”queste elezioni amministrative segneranno il cambiamento della successiva politica nazionale, si ripeterà la situazione del 1993 con il passaggio allora dalla Prima alla Seconda Repubblica. Al fallimento del bipolarismo, dovuto alla mancata realizzazione sia da parte del PD che del PDL del loro progetto, si risponderà con delle riforme importanti a livello Costituzionale attraverso anche una radicale riforma della legge elettorale che consenta al cittadino di poter scegliere direttamente il proprio parlamentare. Oggi si assiste sempre più al divario tra i ricchi, divenuti tali attraverso l’evasione fiscale e la corruzione, e il ceto medio sempre più povero nonostante abbia lavorato onestamente. Questo no né più accettabile, così come non è accettabile la situazione precaria dei giovani e delle donne a cui lo Stato, diversamente da altre realtà, non offre la possibilità di essere contestualmente madri e lavoratrici. Perché tutto questo cambi bisogna partire dalle realtà locali, bisogna scegliere persone corrette e preparate come Giancarlo Coluccia, persone che possano realmente lottare al fianco del cittadino e per il cittadino.”

   

 

 
Di Redazione (del 14/09/2017 @ 21:55:20, in Comunicato Stampa, linkato 99 volte)

Si attiva, come ogni anno, il comitato promotore del “ Memorial Fernando Panico” organizzando la manifestazione per ricordare la figura dell’indimenticato uomo e sportivo che tanto prestigio ha dato al volley salentino e pugliese.

L’evento a cui sono state invitate quattro squadre ,due partecipanti al campionato nazionale di serie B, LIBELLULA FULGOR TRICASE OLIMPIA S.B.V. GALATINA ,e due al campionato regionale di serie C, SANDEMETRIO SPECCHIA e MB VOLLEY RUFFANO, si svolgerà nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 settembre presso il Palasport di Galatina.

La cerimonia di apertura ,alle ore 16.30, farà da prologo allo svolgimento del primo incontro tra LIBELLULA TRICASE e SANDEMETRIO SPECCHIA a cui seguirà la seconda gara tra OLIMPIA S.B.V. GALATINA e MB VOLLEY RUFFANO.

Le squadre perdenti si incontreranno domenica alle 17.30 lasciando la conclusione dell’evento alle due compagini risultanti vittoriose.

Tutti gli incontri si svolgeranno al meglio di 2 set su tre; in caso di parità ,un set per parte,il terzo set sarà giocato fino a 15 punti con il sistema del Rally Point Sistem con uno scarto almeno di due punti di vantaggio sulla squadra perdente.

Le gare saranno arbitrate da coppie di fischietti federali che ,come sempre, spenderanno la propria disponibilità con orgoglio partecipativo , ricordando la forte personalità di Fernando e la passione didattica che lo hanno sempre contraddistinto, nei confronti dei suoi ragazzi.

In fase conclusiva , alla presenza delle autorità politiche e sportive ,si procederà alla premiazione di tutte e quattro le società, consegnando loro delle targhe ricordo.

Tutti gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming  dal gruppo INONDAZIONI .IT

AREA COMUNICAZIONE

S.B.V. OLIMPIA GALATINA

 
Di Matteo Panico (del 27/03/2014 @ 21:54:53, in Comunicato Stampa, linkato 1431 volte)

Il Centro Sportivo Italiano – comitato di Terra d’Otranto promuove e organizza il Progetto “Sport Anch’io”, finanziato dalla Regione Puglia, Assessorato allo Sport con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale delle persone più svantaggiate (appartenenti all’area della disabilità e del disagio sociale, economico, linguistico e culturale) attraverso la pratica di diverse discipline sportive, in particolar modo quelle meno diffuse: atletica, scherma, equitazione, tennis-tavolo, bocce, biliardino oltre a percorsi di animazione ludico-sportiva. Tali attività saranno svolte sia in integrazione con gruppi normodotati e privi di situazioni di svantaggio con obiettivi di inclusione sociale e sia in gruppi omogenei al fine di migliorare il benessere fisico.

La partecipazione al progetto è aperta a tutti senza limite anagrafico, gli iscritti saranno suddivisi in tre categorie: minori, adulti e over. Sono previsti  tre incontri settimanali nel complesso sportivo “S. Domenico Savio” di Galatina e presso altre sedi specifiche attrezzate; nel caso dell’equitazione le lezioni si svolgeranno presso la sede dell’ASD Trekking Horse Club a Sogliano Cavour, partner di progetto insieme alla Cooperativa L’Adelfia di Alessano e  all’ASP Istituto Immacolata di Galatina.

A partire da giugno, inoltre, i minori iscritti al progetto potranno frequentare il Campus Estivo CSI 2014.  I partecipanti saranno inoltre coinvolti  durante le manifestazioni che l’ente di promozione sportiva Centro Sportivo Italiano comitato di Terra d’Otranto organizza nell’anno sportivo, in particolar modo “Grand Prix – Le strade del Salento2014” che prevede la partecipazione dei destinatari del progetto alle gare podistiche che nel periodo estivo attraversano il Salento al fine di promuovere il nostro territorio anche dal punto di vista turistico.

Per le iscrizioni e per avere ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria attiva nei giorni di martedì e giovedì dalle 17:30 alle 19:00 e sabato dalle 10:00 alle 12:00 presso la sede di progetto, il complesso polisportivo “S. Domenico Savio” di Galatina in via Gorizia. E’ possibile inoltre scaricare il modulo d’iscrizione dal sito del CSI di terra d’Otranto al seguente link:http://terradotranto.csi-net.it

Ecco tutti i contatti: Tel/fax 0836.562977 E-mail:terradotranto@csi-net.it; fb: Terra d’Otranto; Twitter: @CSI_Galatina

Tel/fax 0836562977 e-mail: terradotranto@csi-net.it -stampa.terradotranto@libero.it
 

Mercoledì 4 aprile alle ore 20:00 il candidato Sindaco Antonio Pepe inaugurerà il suo comitato elettorale, allestito in Piazza Alighieri. L’occasione sarà propizia per salutare la cittadinanza e presentare, assieme ai rappresentanti delle forze politiche, le liste che lo sostengono.

Saranno presenti all’evento il Presidente della Provincia di Lecce e Coordinatore Provinciale del Pdl Antonio Gabellone, il consigliere regionale Andrea Caroppo, in rappresentanza de “La Puglia Prima di tutto”, il consigliere regionale e presidente di “Moderati e Popolari” Antonio Buccoliero, l’europarlamentare Raffaele Baldassarre, in veste di commissario cittadino del Pdl, l’Avv. Enrico Colazzo, segretario provinciale del Partito Socialista, e l’Avv. Fabio Mariano, per la lista civica “Città Libera”.

Il candidato Sindaco Antonio Pepe sarà lieto di salutare tutti i cittadini che vorranno presenziare e illustrare loro i punti cardine del programma elettorale. 

È inoltre possibile seguire l’evento sulla pagina Facebook “Antonio Pepe Sindaco” (http://www.facebook.com/AntonioPepeSindaco), sulla quale verranno uploadati i video e le foto della serata.

 

L’Ufficio Stampa

320/8158805

antoniopepesindaco@gmail.com

 
Di Albino Campa (del 14/03/2011 @ 21:45:17, in Casa Betania, linkato 3374 volte)

A Noha il gruppo di volontari guidato dal parroco don Francesco Coluccia ha messo in piedi una serie straordinaria di iniziative con lo scopo di essere vicini alla gente ed ai suoi bisogni. E' questa l'anima del progetto «Casa Betania», con ambulatori di medicina generale dove medici ed infermieri volontari saranno a disposizione dei cittadini. In questo contesto è maturata l'idea di chiedere alla Asl l'autorizzazione ad attivare anche una postazione per le prenotazioni di visite specialistiche ed esami diagnostici.

Ovviamente dopo opportuna formazione, in collaborazione ed a supporto del Centro unico di prenotazione della Asl.
Dalla direzione generale la risposta è arrivata immediata e positiva al punto da concedere anche il patrocinio sulle altre attività messe in cantiere dalla parrocchia in ambito sanitario.

«La Asl sottolinea il direttore sanitario Franco Sanapo ha tutto l'interesse ad accogliere queste richieste. E' un fatto di civiltà perchè in questo modo si effettua una specie di controllo sociale sulle agende delle liste d'attesa.
Ovviamente, il soggetto richiedente dovrà essere iscritto all'albo regionale delle associazioni ed al comitato esecutivo misto della Asl».

Lo spirito dell'iniziativa della parrocchia di Noha lo sottolinea don Francesco Coluccia. «E' quello dice di essere accanto all'uomo, al servizio della sua fragilità, per aiutarlo dove non può farcela da solo».

fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

 

Domenica 13/03/2011 il parroco don Francesco Coluccia alla presenza del Sindaco Giancarlo Coluccia e del Vicesindaco Pasqualina Maria Villani ha presentato l'associazione nazionale  "Le Sentinelle  - Onlus" che si occuperà della gestione della Casa Betania con la  benedizione delle due Ambulanze.

 

Le Sentinelle 13.03.2011 Le Sentinelle 13.03.2011 Le Sentinelle 13.03.2011
Le Sentinelle 13.03.2011 Le Sentinelle 13.03.2011 Le Sentinelle 13.03.2011

 (foto di Mirelfoto-Pignatelli)

 
Di Prof. Luigi Mangia (del 12/04/2017 @ 21:45:16, in NohaBlog, linkato 1009 volte)

La cartolina dei candidati per la carica a Sindaco a Palazzo Orsini presenta la solita faccia di quel narciso consumato che si specchia nella palude della politica e quindi non è capace di vedere gli interessi vivi della città. Da tempo a Galatina ai partiti manca un idea di politica, di cultura, di ambiente e di turismo. I partiti sono deboli, le oligarchie dei gruppi invece sono forti e comandano al loro posto. Il Commissario prefettizio, Guido Aprea non ha chiuso il centro storico della città, istituendo la zona ztl, ma ha aperto il borgo antico ai cittadini e ai turisti liberandolo dal traffico insostenibile in città. La città e la sua storia per essere valorizzata deve essere vissuta, posseduta e accessibile. Nel lontano 2008, il comitato dell’Associazione Boy’s sport arte e cultura raccolse 3500 firme per sostenere Santa Caterina Novella ed il borgo antico Bene culturale dell’Unesco. L’Amministrazione presieduta dal Sindaco Antonica deliberò in tal senso. Oggi nella cultura si fa una retromarcia inspiegabile frutto di un corporativismo dei commercianti del centro storico fuori dal tempo e contrario alla politica che sostiene le piccole città borghi gioielli d’Italia.

L’esempio della crisi e dell’incapacità nella cultura in città è dimostrato dalla scultura: “Lampada senza luce” di G. Martinez, la quale è in gravissime condizioni e necessita di un urgentissimo restauro. La Pupa sta per perdere una mano, ma è tutta la scultura ad essere gravemente lesionata. Per sottrarla alla sua distruzione bisogna rimuoverla dall’acqua putrida della vasca e custodirla in un ambiente sicuro e protetto, come il Museo civico P. Cavoti in città.

Al Commissario chiediamo di resistere, di difendere la sua decisione di chiusura al traffico nel borgo antico contro la resistenza dei commercianti del centro storico e di interessarsi della Lampada senza luce la quale per i galatinesi vale come la loro carta d’identità, quindi di assoluto valore civico.

Prof. Luigi Mangia

Associazione Boy’s sport arte e cultura.

 

Alla vigilia del campionato europeo di calcio Euro 2016, che si terrà a Parigi nelle prossime settimane, 250 Youth Ambassadors di ONE hanno ricreato un enorme campo di calcio nel centro di Parigi per sottolineare che la povertà è sessista. Provenienti da varie parti d’Europa e Africa, chiedono ai grandi della terra di garantire a donne e ragazze la possibilità di giocare con gli stessi mezzi degli uomini e di ‘non lasciarle a bordo campo’. Fra gli attivisti italiani c’era anche Federica Anchora, 21 anni, originario di Galatina.

Un’enorme campo da calcio nel centro di Parigi

Mentre molti tifosi aspettano ansiosi l’inizio degli Europei di calcio, gli Youth Ambassadors di ONE hanno colto l’occasione per portare il loro messaggio al mondo – in contemporanea con il forum dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), che riuniva rappresentanti dei governi solo a qualche chilometro di distanza.

Rappresentano oltre 50 nazionalità e vengono da 7 paesi europei e dalla Nigeria: di bianco vestiti, i 250 giovani ambasciatori di ONE hanno ricreato un enorme campo da calcio - circa 700 metri quadrati – contornato da striscioni con il messaggio: “La povertà è sessista. Non lasciamo donne e bambine a bordo campo”.  Un recente rapporto pubblicato da ONE, Poverty is Sexist, mostra chiaramente che povertà e discriminazione di genere sono interconnessi. Oggi, 62 milioni di ragazze al mondo non ricevono un’educazione, in Africa tre adolescenti ogni quattro che hanno contratto l’HIV sono ragazze, e una donna in Sierra Leone ha un rischio 183 maggiore di una donna in Svizzera di morire durante il parto.

Ragazze e donne sono essenziali per rompere il ciclo intergenerazionale della povertà e investire su di loro aiuta tutta la società ad uscire più rapidamente dalla povertà.

Federica Anchora, una dei 40 Youth Ambassador italiani, ha dichiarato:

“Noi Youth Ambassadors abbiamo un messaggio per i politici: vogliamo azioni concrete per costruire un mondo migliore e con meno ingiustizie. Siamo andati a Parigi per incontrarli e portare il nostro messaggio di persona. La percentuale di persone che vive nella povertà estrema si è ridotta del 66% tra il 1990 e il 2012, in buona parte grazie alla cooperazione allo sviluppo. Siamo a buon punto, ma possiamo raggiungere l’obiettivo di eliminare la povertà estrema solo se i leader del mondo daranno priorità ad investimenti verso ragazze e donne”.

Gli Youth Ambassadors di ONE incontrano leader politici internazionali.

Dal 31 maggio al 2 giugno, 250 giovani ambasciatori di ONE, provenienti da oltre 50 nazionalità si sono incontrati a Parigi in parallelo al Forum annuale dell’OCSE per un summit dal tema: eliminare la povertà estrema.

Lo scorso anno, firmando gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, i grandi della terra hanno fatto l’ambiziosa promessa di eliminare la povertà estrema entro il 2030, ed è ora il momento di trasformare le promesse in azioni. Il Forum dell’OCSE ha visto la presenza di ministri e delegati da oltre 40 paesi per discutere questioni internazionali, come realizzare le promesse fatte lo scorso anno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Durante il Summit, Gli Youth Ambassadors di ONE hanno incontrato politici internazionali tra i quali: il Ministro degli Affari Esteri Francese, il Ministro per la Cooperazione allo Olandese e Sloveno e rappresentanti politici provenienti dall’Italia, Germania, Irlanda, Svezia, Svizzera e Australia. Infine, gli Youth Ambassadors hanno avuto la possibilità di incontrare il Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurría e il Direttore della comitato per la cooperazione allo sviluppo Erik Solheim, e Pascal Saint-Amans, Direttore per il Tax Center dell’OCSE.

Adrian Lovett, CEO di ONE ad interim, ha detto:

"Questa generazione può essere, ed infatti sarà la prima a vedere la fine della povertà estrema. Da Parigi a Lagos, passando attraverso Berlino, Roma, Bruxelles, L’Aia, Dublino e Londra la mobilitazione dei nostri giovani ambasciarori è enorme. I leader del mondo non possono ignorarla.”

Una grande opportunità nel 2016

Oltre alle promesse, gli Youth Ambassadors di ONE chiedono ai leader del mondo di agire. Una delle prime opportunità per dimostrare che è possibile eliminare la povertà estrema e le discriminazioni di genere è il rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, previsto in Canada a Settembre.

Malattie legate all’AIDS sono attualmente la causa principale di morte per le donne tra 15 e 44 anni. Proteggere le ragazze e le donne da queste malattie mortali richiede un grande impegno da parte dei leader del mondo per rafforzare il supporto al Fondo Globale. Attualmente il Fondo Globale stima che oltre il 60% di investimenti sono indirizzati verso ragazze e donne.

Lovett aggiunge: “Gli Youth Ambassadors di ONE chiedono ai leader a Parigi di annunciare il prima possibile il loro supporto economico al Fondo Globale. Siamo felici che l’Italia organizzi una conferenza sul Fondo Globale il prossimo 27 Giugno e chiediamo al Primo Ministro Renzi di aumentare l’impegno dell’Italia ad almeno 200 milioni di euro per i prossimi 3 anni. Questo sarebbe un forte segnale dell’ambizione italiana e dell’impegno verso lo sviluppo internazionale, specialmente in vista della presidenza del G7 il prossimo anno.

 

Per ulteriori informazioni contattare:

Federica Anchora Tel. 3203316762 e e-mail anchorafederica@yahoo.it

In allegato: la Youth Ambassador Federica Anchora e l’azione di Parigi.

Note per il redattore:

Chi siamo

ONE è un’organizzazione sostenuta da oltre 7 milioni di membri che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà estrema e le malattie prevenibili, soprattutto in Africa. Apolitica, ONE mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a lavorare di concerto con i leader politici per combattere l’AIDS e le malattie prevenibili, aumentare gli investimenti per l’agricoltura e l’alimentazione e chiedere ai governi maggiore trasparenza nei programmi di lotta alla povertà. Per saperne di più: ONE.org.

Programma “Youth Ambassador”

Gli ambasciatori ONE sono un gruppo di giovani volontari estremamente motivati, selezionati tramite bando pubblico, che conducono attività di sensibilizzazione in tutta Europa per porre fine alla povertà estrema. Sollecitano un impegno concreto dei responsabili politici, lavorano con i mezzi di comunicazione per aumentare la visibilità delle campagne ONE e incoraggiano il pubblico a sostenere le petizioni e le altre azioni ONE con attività online ed eventi locali.

L’edizione di quest’anno rappresenta il programma più ambizioso sinora realizzato e prevede la partecipazione di 300 giovani ambasciatori di tutta Europa, di cui 40 italiani. Il gruppo del 2016 interverrà su nutrizione, HIV/AIDS, trasparenza, disparità di genere e aiuti internazionali, tutte tematiche di vitale importanza per l’eradicazione della povertà estrema entro il 2030.

 
Di Redazione (del 31/03/2014 @ 21:41:34, in Comunicato Stampa, linkato 1092 volte)

La storia della Repubblica è nata con le stragi organizzate da chi doveva decidere chi mandare al governo.

Questa volta però non permetteremo di nuovo ai malefici poteri non più occulti, sebbene ancora mascherati, di organizzare attentati per mezzo degli idioti e vigliacchi mafiosi che poi finiscono in carcere dopo aver dettato papelli e stipulato contratti di cui periodicamente chiedono il rinnovo.

Scateneremo il finimondo prima che venga torto un solo capello a chi rappresenta il nostro vero Stato!        Si tratta di difendere il diritto alla vita non solo di quei Magistrati che sono in prima linea per fare luce sulle nefandezze del sistema stato-mafia, dei ragazzi che li scortano per uno stipendio da fame e senza neanche i vetri oscurati alle loro auto, senza il jammer che eviterebbe il boato ordinato da Riina, come quello di Capaci e Via D’Amelio,  ma anche di difendere il diritto di tutti noi a vivere e non più a sopravvivere.    Lo dobbiamo ai nostri morti che hanno vissuto sognando un Paese libero dal puzzo del compromesso mafioso e lo dobbiamo ai nostri figli che hanno diritto a respirare il fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino.

Ma soprattutto lo dobbiamo a noi stessi perchè siamo vivi e, per questo, non permetteremo altri morti.

BASTA FARE ANTIMAFIA SOLO COMMEMORANDO I MORTI

 CHE E’ FUNZIONALE AL SISTEMA CRIMINALE!

ONOREREMO LA MEMORIA DEI NOSTRI MORTI RIMANENDO ACCANTO AI VIVI!

NON E’ PIU’ TEMPO DI SUBIRE, SIAMO PRONTI AD AGIRE!

Per questo condividiamo l’appello di Salvatore Borsellino, che vi preghiamo di leggere fino in fondo, e invitiamo tutti a partecipare al presidio davanti alla Prefettura di Lecce che si terrà il 3 Aprile p.v. alle ore 18.00.

Anita Rossetti

MOV. AGENDE ROSSE – SOGNATORI RESISTENTI “R. FONTE E A. MONTINARO” –SALENTO

Evento fb: https://www.facebook.com/events/637527486319664/?ref_dashboard_filter=upcoming

Da SALVATORE BORSELLINO:

IERI NOTTE, APPENA DOPO LA PUBBLICAZIONE DI QUESTO POST, HO RICEVUTO UNA TELEFONATA DAL PREFETTO DI PALERMO: MI COMUNICAVA CHE IL MINISTRO ALFANO SI E’ DICHIARATO DISPONIBILE AD INCONTRARMI A ROMA IN UN GIORNO QUALSIASI DELLA PROSSIMA SETTIMANA.
IO MI SONO DICHIARATO NON DISPONIBILE.
COME DICO NEL TITOLO DEL POST LE PAROLE NON SERVONO, SERVONO I FATTI, E I FATTI SONO L’IMMEDIATA FORNITURA DEL BOMB JAMMERE ALLA SCORTA DI DI MATTEO, E NIENTE ALTRO.
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LE PAROLE NON SERVONO

Era il 3 dicembre 2013 quando il ministro Alfano chiese di ricevermi in privato, in presenza del prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, in margine alla riunione del comitato per l’Ordine e la Sicurezza, per assicurarmi, testualmente, che era stato reso disponibile per la scorta del magistrato Nino Di Matteo, destinatario della minacce di morte lanciate dal carcere di Totò Riina, l’uso del ‘bomb jammer’.
Con questo nome vengono chiamati dei dispositivi, di diversa sofisticazione tecnologica, complessità e potenza, in grado comunque di impedire l’uso di telecomandi quali quelli adoperati per innescare l’attivazione di cariche esplosive come quelle usate nelle staggi di Capaci e di Via D’Amelio per massacrare i magistrati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Paolo Borsellino insieme alle loro scorte.
La stessa affermazione venne reiterata, qualche minuto dopo, a fronte di una precisa domanda posta da Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila, nel corso della successiva conferenza stampa.
In realtà che queste assicurazioni non fossero veritiere lo appresi, alla fine della riunione del comitato, quando alcune delle persone che vi avevano partecipato mi dissero che le affermazioni fatte dal ministro in quel contesto erano sostanzialmente diverse nella sostanza. Era stato cioè comunicato che, prima di disporre l’adozione del dispositivo, sarebbe stato commissionato uno studio per valutare gli eventuali problemi causati dalle emissioni di onde radio da parte del dispositivo stesso nei confronti di quelle persone che si trovassero a passare nel suo raggio d’azione.
Dovettero passare quasi tre mesi prima che, attraverso indiscrezioni trapelate negli ambienti giornalistici, si venisse a sapere che, dai rapporti redatti da non meglio precisati ‘esperti’, era stata sconsigliata l’adozione del dispostivo perchè in grado di provocare non meglio precisati ‘danni’ ai portatori di pace maker ed alle donne in stato di gravidanza.
Il rapporto però sembra non contenesse alcuna indicazione sul modello e sulla casa costruttrice del dispositivo testato e questo costituirebbe già di per se un elemento che ne invaliderebbe completamente l’attendibilità, dato che di ‘bomb jammer’ come si può evincere da una semplice ricerca sulla rete, ne esistono e ne sono commercializzati svariate decine di modelli di diversa potenza e sofisticazione, con la possibilità anche di modularne la potenza e le bande di emissione, e tutti dovranno, prima di essere messi in commercio, essere sottoposti a prove e certificazioni per valutarne l’eventuale impatto nelle condizioni in cui devono essere adoperati.
Rimarchiamo poi che di possibili impatti sulla salute pubblica non si è mai avuta notizia in margine alla notizie dall’uso di questi dispositivi da parte di personalità pubbliche, italiane e no, come ad esempio in relazione alle visite di Capi di Stato, ad esempio quella recente del presidente Putin per il quale notizie giornalistiche riferivano della impossibilità di usare i cellulari a Roma nel raggio di 300 metri dalle strade percorse dal corteo presidenziale.
In quel caso nessuno aveva emanato disposizioni per tenere i portatori di pace maker e le donne incinte lontane dal corteo ma non si sono avute notizie di infarti o aborti causati dal passaggio di questo o di altri cortei di personalità pubbliche più o meno necessarie di protezione.
Lo stesso vale per l’ultimo conclave per quale le stesse notizie giornalistiche riportavano l’adozione di questi dispositivi per assicurare l’impossibilità di fare trapelare attraverso i telefoni cellulari premature indiscrezioni all’esterno ma che non hanno mai invece riportato notizie di possibili problemi paventati per prelati e cardinali spesso avanti negli anni e non sempre in floride condizioni di salute.
Tralasciando la facile anche se amara ironia su questioni che sono purtroppo maledettamente serie, devo invece riferire che oggi mi è giunta notizia del fatto che il prefetto di Palermo ha convocato alcuni esponenti della Scorta Civica di Palermo per affermare che è stato fatto tutto il possibile per la sicurezza del magistrato Di Matteo, ne è stata potenziata al livello massimo la scorta ma non è stata possibile, per motivi, appunto, di salute pubblica, l’adozione del bomb jammer.
Di questo sarebbe stato informato lo stesso Procuratore Generale, Dott. Roberto Scarpinato, che si sarebbe dichiarato soddisfatto dei provvedimenti adottati.
Io non so, perchè non l'ho personalmente sentito, se questo corrisponde al vero, ed anzi ne dubito fortemente, ma in ogni caso queste assicurazioni, queste parole, non ci bastano, non ci servono.
Noi vogliamo, pretendiamo fatti e i fatti dicono che si sta ancora una volta ripetendo la vergognosa sequenza di provvedimenti che potrebbero e dovrebbero essere presi immediatamente ed invece vengono procrastinati fino a quando non servono più. perchè intanto il peggio è avvenuto.
La storia si ripete, a qualcuno la storia non insegna nulla.
Il decreto per il divieto di sosta in via D’Amelio, pure se ripetutamente richiesto dalla scorta di Paolo, non era stato attuato, era atto lasciato in un cassetto.
Il giorno dopo la strage il prefetto e il questore di Palermo dissero che via D’Amelio non era considerato un obiettivo a rischio, ma a noi non interessa che dopo qualcuno si dimetta o venga destituito, che qualcuno paghi per la sua incapacità o la sua inefficienza.
Non ci interessa, non serve, che la scorta sia potenziata, sia portata a 10 a 20 uomini, significa soltanto far morire 10 o 20 uomini invece di cinque.
Basta con le parole, servono i fatti.
Serve che la scorta di Nino Di Matteo e degli altri magistrati in pericolo di vita sia immediatamente dotata di un bomb jammer di modello e sofisticazione adeguata ad impedire una ennesima strage.
Non ci serve che il ministro Alfano, preoccupato della ricaduta di possibili contestazioni sulle sue riunioni per la prossima competizioni elettorali, cerchi di rassicurarci con un’altra serie di parole se queste parole sono soltanto menzogne.
Il 12 aprile andremo a Roma a dimostrare la nostra solidarietà a questi magistrati fin davanti al Viminale e intanto il 3 Aprile andremo davanti alla sede delle prefetture di tutte le province italiane per ricordare ancora una volta ai rappresentanti di questo Stato dalla memoria troppo corta che il BOMB JAMMER DEVE ESSERE DATO PRIMA, NON DOPO UN POSSIBILE ATTENTATO.

 
Di Antonio Mellone (del 19/06/2016 @ 21:39:51, in NohaBlog, linkato 15442 volte)

Sovente la lettura dei siti internet locali (la classica rassegnazione stampa) somiglia  ad una seduta spiritica in grado di svelarti misteri incredibili, tanto che a volte – come questa - ti viene da esclamare: “Perbacco, chi muore si rivede”.

In effetti sulle diverse testate (nel senso di capocciate) giornalistiche locali è apparso di recente un bel comunicatone stampa a firma del comitato spintaneo Pro - Centro Commerciale (secondo uno dei siti di Galatina, di nuova e robusta costituzione), nel quale con tecniche di massaggio cardiaco e di respirazione bocca a bocca si cerca di rianimare il famoso mega-porco Pantacom.

E’ inutile provare a spiegare ai telescriventi comunicati che è pressoché impossibile portare in vita chi non è mai nato (Pantabort), ma tant’è. Evidentemente son convinti che una grande fede può far smuovere la Montagna (e cementificare la campagna).

Il comunicato continua con una serie di asserzioni che si commentano da sé, tipo che il ricorso al Consiglio di Stato da parte del Comune di Galatina avrebbe “di fatto [dato] il colpo di grazia al progetto ed allontanato quegli investitori che ancora guardavano con interesse a detto progetto e che ora, stante 'ennesima controversia tra le parti, volgeranno i loro interessi su altri insediamenti già pronti ad accoglierli a braccia aperte”. Ma de che? Ma di quali “investitori” blaterano? E quali sarebbero gli “altri insediamenti già pronti ad accoglierli”? E di quali “braccia aperte” farfugliano?

Se c’è una cosa buona e giusta promossa in tutti questi ultimi anni dalla Giunta Montagna è proprio questo benedetto ricorso alla giustizia amministrativa, ora al Consiglio di Stato, volto a smascherare l’inconsistenza patrimoniale, economico-finanziaria nonché commerciale di un progetto e di un promotore, come la Pantacom srl, incapace di fornire alcuno straccio di garanzia a ente e cittadini. Garanzia che non è di “un miliardo” come erroneamente riportato da uno dei siti consultati, ma di un milione di euro (ma sì, se mega deve essere la minchiata lo sia fino in fondo, e possibilmente a braccetto con la moltiplicazione dei pani e dei posti di lavoro, arrivati ultimamente a 200 tondi tondi). Codesta incapacità, la dedurrebbe anche un bambino alle elementari se gli si sottoponesse il bilancio della società pubblicato in Cerved. 

In un altro brano del comunicato si legge ancora: “Il comitato cercherà di promuovere una raccolta di firme […]”. Un’altra volta? Ma non ne aveva già raccolte  800 e passa, quelle famose degli altrettanti beati martiri di Collemeto? Non sono più valide quelle firme? No, non ditemi che sono scadute o che non si trovano più.

E infine una curiosità. Volevo chiedere ai collemetesi, se tutti, ma proprio tutti, all’unisono, senza se e senza ma, sono d’accordo con la condanna a morte della loro terra e della loro economia. E’ un dubbio che m’assilla ormai da tempo. Davvero non c’è una, dico una voce dissonante, una stecca nel coro osannante il mega-porco?

*

Tuttavia su di una cosa concordo appieno con il suddetto comitato pro-porco. Il fatto che se la prenda giustamente con l’amministrazione comunale rea di non dire una volta per tutte chiaro e tondo quanto segue: “Cari concittadini, scusateci tanto: abbiamo fatto una cazzata a suo tempo nel deliberare pressoché all’unanimità un mega-porco commerciale che non ha né capo né coda.

Ci erano sfuggiti tutti i report e tutta la letteratura sul declino della grande distribuzione, sui licenziamenti a catena nei grandi centri commerciali, i negozi vuoti, la saturazione del territorio e la sovrapposizione dei bacini d’utenza (in effetti a meno di 20 minuti di auto da contrada Cascioni esistono due o tre mega-parchi simili), sulla struttura dei costi non comprimibili; per non parlare del consumo di suolo e dell’irreversibile scempio ambientale. Pensavamo ingenuamente che si trattasse di una calamita per le attività commerciali, per i consumatori e per l’occupazione, invece abbiamo capito (tardi, ma l’abbiamo capito) che si trattava invece di una calamità, con l’accento finale. Sì, signori, del porco non si butta via niente. Del mega-porco, a questo punto, tutto”.

Nell’attesa di un’operazione verità di questo genere, uno spettro continuerà ad aggirarsi imperterrito tra Galatina e Collemeto. E sarà ancora quello della Fantacom.

*

P.S. Siete stanchi di leggere tutte queste cose? Pure io, di scriverle.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 07/04/2012 @ 21:34:59, in Comunicato Stampa, linkato 2516 volte)

Sarà inaugurato martedì 10 aprile alle 19:30 in C.so Principe di Piemonte il comitato elettorale del candidato sindaco Giancarlo Coluccia.

Interverranno Sen. Adriana Poli Bortone (Presidente Nazionale IO SUD), Gerardo Filippo (Segretario Provinciale IO SUD), Sen. Salvatore Ruggeri (Segretario Provinciale UDC), Salvatore Negro (Presidente Gruppo Regionale UDC) e Avv. Paolo Pellegrino (Presidente Provinciale FLI).

Con l'occasione il candidato sindaco Giancarlo Coluccia, insieme ai rappresentanti delle forze politiche di coalizione, presenterà a tutta la cittadinanza le liste che lo sostengono e i punti fondamentali del programma elettorale.

 

Ufficio Stampa Giancarlo Coluccia

 

"Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota del comitato spontaneo a favore del Centro Commerciale"

Leggiamo con amara simpatia quanto scritto su questo sito da tale Antonio Mellone, il quale, come in tutti i suoi articoli, tende a screditare e prendere in giro chi non la pensa come lui, che ormai si erge a depositario di ogni saggezza e certezza per quanto riguarda Galatina e frazioni. Abbiamo le spalle larghe ma questo tipo di interventi ci fanno riflettere e, magari, trovare una giustificazione al perché ormai a Galatina viviamo in uno stato di decadenza economico, culturale e sociale.
Appare davvero scoraggiante leggere un articolo (e non è il primo) in cui l’autore usa epiteti e giochi di parole offensivi e, spesso, senza senso, per esprimere un’opinione rispettabile ma che non ci trova per niente d’accordo.
Venga a Collemeto sig. Mellone, ascolti i cittadini prima di scrivere sciocchezze del genere: abbiamo idee diverse di ciò che è sviluppo e di come conseguirlo, ma stia pur certo che lei appartiene ad una strettissima minoranza di cittadini che non vede di buon occhio la nascita del centro commerciale. O lo fa solo perché Lei è di Noha e magari, in fondo ma proprio in fondo, Le da fastidio che il progetto possa nascere a Collemeto?
Gli investitori ci sono, glielo assicuriamo, così come vi è il serio rischio di perdere l’opera che nascerà a pochi chilometri, con le conseguenze negative che Lei può sforzarsi di immaginare. Lasci per un attimo il suo mondo illusorio fatto di fantasmi e di parole in libertà, scenda tra la gente, ascolti i suoi concittadini per strada, davanti al bar, i giovani disoccupati, le attività economiche collemetesi in ginocchio: capirà come Lei appare come il compagno povero di Alice nel Paese delle Meraviglie…

Il Paese reale è con noi, Lei vive in un mondo di pura fantasia, se ne faccia una ragione..

Collemeto, 22/06/2016

Per conto del comitato

Giuseppe Bruno

 

Venerdì 20 Aprile, alle ore 21:00 presso il comitato elettorale del candidato sindaco Giancarlo COLUCCIA, ci sarà un incontro tra l’Onorevole Gianfranco MICCICHE’, la Senatrice Adriana POLI BORTONE ed il candidato Sindaco con tutti i candidati Consiglieri Comunali.

Di seguito le cosiderazioni di Giancarlo Coluccia in merito allo scioglimento del C.d.A. della Fiera:

"Vero è che i sistemi fieristici stanno attraversando una crisi di identità determinata dal grave   disagio economico che stiamo vivendo, e dalle difficoltà oggettive che impongono di essere competitivi  in contesti  caratterizzati da una continua evoluzione.

Ma è pur vero che il presidente Scognamiglio, condizionato da fattori esterni, ci ha messo sicuramente del suo nel non recepire le idee e le progettualità che da più parti gli pervenivano: dalla realtà imprenditoriale galatinese, attenta e sensibile ai continui rinnovamenti, da parte dell'amministrazione comunale (vedi il piano di efficentamento energetico rimasto ancora sulla carta) e per finire anche dallo stesso CDA.

Se a questo essere sordi si aggiunge il non aver bacchettato in maniera forte e chiara sin da subito  un'ente come la Camera di Commercio, socio e partner dell'Ente Fiera che, anziché sostenere le nostre iniziative, sponsorizzava eventi privati organizzati in strutture private, non mi meraviglia l'essere giunti al capolinea. Un capolinea determinato dalle responsabilità del presidente Scognamiglio che fortemente voluto dal partito socialista, si è dimostrato incapace ad assolvere al proprio compito."

Giancarlo COLUCCIA

 

 
Di Redazione (del 24/05/2016 @ 21:21:22, in Comunicato Stampa, linkato 575 volte)

Un giovane attivista di Galatina è in missione per porre fine alla povertà estrema. Federica Anchora sta per unire le forze con centinaia di altri volontari a un vertice internazionale a Parigi per richiedere azioni concrete per i più poveri al mondo.

Federica, ventuno anni, uno degli Youth Ambassadors di The ONE Campaign, si unirà a più di 250 giovani attivisti provenienti da otto paesi al vertice di ONE, che si svolgerà agli inizi di giugno ai margini del Forum ministeriale dell’Organizzazione per la Cooperazione e per lo Sviluppo Economico (OCSE).

Il Forum OCSE vedrà la presenza di delegati di alcuni tra i paesi più ricchi al mondo, riuniti per discutere di importanti questioni globali, incluso lo sviluppo internazionale.

Federica sarà lì per chiedere loro di prendere decisioni che aiutino a porre fine alla povertà estrema, in particolare dando la priorità a donne e bambine.

Federica,ha detto: "Non vedo l'ora di partecipare al vertice di ONE e mostrare ai politici quanta passione noi giovani mettiamo nella lotta alla povertà estrema. Il Forum OCSE è un luogo in cui vengono discusse alcune delle questioni più importanti che riguardano il nostro pianeta, inclusa la povertà estrema.

"Si tratta di una questione importante per me e per i miei amici. Voglio rendere Galatina orgogliosa schierandomi dalla parte della giustizia globale"

Gli ambasciatori della gioventù incontreranno individui di alto profilo -­‐ tra cui Erik Solheim, presidente del comitato di aiuto allo sviluppo dell'OCSE, e Andre Vallini, segretario di Stato francese per lo sviluppo – e pianificano di incontrare politici italiani e di altri paesi. A Parigi prenderanno inoltre parte ad un’azione di sensibilizzazione pubblica.

Diane Sheard, Europe Director (ad interim) di ONE, ha dichiarato: "I nostri Youth Ambassadors sono una meravigliosa risorsa per aumentare la consapevolezza dei progressi significativi che abbiamo fatto verso la fine della povertà estrema. Sono molto felice che Federica e i nostri altri giovani ambasciatori faranno sentire la loro voce".

Questo è il terzo anno del programma Youth Ambassador in Italia. In precedenza, gli attivisti di ONE hanno partecipato al vertice del G7 a Monaco di Baviera e all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

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Di Redazione (del 04/01/2017 @ 21:20:31, in Comunicato Stampa, linkato 330 volte)

Il comitato per la difesa dell’Ospedale S. Caterina Novella, con la collaborazione di A.V.O. (associazione volontari ospedalieri), del Tribunale dei Diritti del Malato e dell'Associazione Aeronautica Galatina, ha organizzato, in occasione dell’epifania, il 5 gennaio 2017 alle ore 11.30 una visita presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Galatina per alleviare la permanenza dei bambini ammalati.

Saremo accompagnati da “PrestigiaPaolo” (Paolo Congedo del Covo delle Streghe) che allieterà con le sue strabilianti magie e doneremo ad ogni bambino/a la calza delle befana.

L’iniziativa nasce anche con l’intento di mantenere alta l’attenzione sull’eventualità della chiusura, tra gli altri, di tale reparto prevista dal Piano di Riordino Ospedaliero predisposto dalla Regione Puglia pur essendo il primo per numeri di nascite,  dopo solo il Fazzi e il Panico.

Vito Tundo

 
Di Redazione (del 06/05/2017 @ 21:12:05, in Comunicato Stampa, linkato 390 volte)

Domenica 7 maggio alle ore 21:00, presso lo slargo dell'edicola di Piazza Alighieri, di fronte alla statua del Martinez, il candidato alla carica di primo cittadino, Paola Carrozzini, presenterà il suo programma.

I candidati delle liste: PD, Impegno Comune, Carrozzini Sindaco, Alleanza Civica e Galatina Popolare, saranno presenti per parlare insieme con i cittadini di un nuovo progetto per lo sviluppo di Galatina.

comitato elettorale

 
Di Marcello D'Acquarica (del 04/02/2015 @ 21:09:59, in NohaBlog, linkato 918 volte)

Mi è capitato per caso di imbattermi in un triste racconto. La tristezza però ha avuto ragion d’essere perché, di fatto, si tratta di una storia vera, di persone comuni, come me o voi che state leggendo qui, e di un posto neanche tanto distante da casa nostra. Si tratta di orti fertili inquinati dal ricatto occupazionale, di malattie mortali, di ciminiere che sputano morte, di amministrazioni che si lasciano plagiare da sponsorizzazioni e compromessi politici. Ho deciso di condividerlo perché la similitudine con quello che sta accadendo a Galatina e dintorni (ovviamente Noha compresa), è alquanto inquietante.

I dati dello stato di gravità che interessano soprattutto Galatina, sono riportati dal Quotidiano di Puglia di qualche giorno fa, di cui allego il collegamento in rete:

www.quotidianodipuglia.it
di Marcello D’Acquarica
 

LA MORTE CHE DAL NORD 
ARRIVÒ NEL VOSTRO ORTO

La storia del Sud colonizzato che passa da Taranto - I puntata

di Gianluca Coviello

(E’ un giovane collega di Taranto, fra gli organizzatori del sorprendente Primo Maggio jonico promosso dal comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti di cui fa parte. Lavorava a Taranto Oggi, l'unico giornale che il responsabile delle relazioni esterne dello stabilimento siderurgico, come risulta dalle intercettazioni telefoniche, “accusava” di non accettare "suggerimenti" e aiuti dall'Ilva sotto forma di campagne pubblicitarie ben retribuite).

Immaginate di avere un orto adiacente alla vostra abitazione. Ipotizzate che un giorno uno sconosciuto bussi alla vostra porta e vi faccia una proposta: una bella ciminiera sul vostro terreno. Vi offre mille euro al mese, il doppio di quanto guadagnate rivendendo le vostre zucchine. Accettate. Nel giro di pochi anni arrivano aziende da lontano, dal nord, e iniziano a costruire la ciminiera. Arriva il progresso. Alcune ditte, sempre "straniere", si occupano di trasportare i materiali di costruzione; altre, poi, a lavoro ultimato, di provvedere al trasporto delle materie prime e del lavoro finito. Ai vostri vicini di casa viene dato solo il compito di cucinare per gli operai e di tenere pulito.

Passa qualche anno e vi accorgete che il vostro nipotino ha spesso la tosse. Ne passa qualcun altro e la zia si ammala. Dopo trent'anni dalla scelta di mettere a disposizione il vostro orto, tutta l'economia del quartiere gira intorno ai piccoli servizi forniti all'azienda (quelli più remunerativi continuano ad essere svolti da ditte del nord). La zia muore di tumore e vi arriva all'orecchio la notizia che anche quelli sull'altro versante della strada non stanno tanto bene.

Iniziate a pensare che la colpa sia della ciminiera e chiamate la proprietà, che non è più lo Stato ma dei privati, per esporre i vostri dubbi. Loro ti ascoltano e poi ti inviano un sacco di dati rassicuranti. Voi non ne capite molto di certe cose ma i nomi degli scienziati che sottoscrivono questi dati sembrano importanti. Parliamo di studi che vengono anche presentati in pubblico con in prima fila tutti i rappresentanti istituzionali. Ne hanno parlato anche in tv. Per stare ancora più sereni, chiamate chi per legge deve controllare i fumi e salvaguardare il territorio. Vi tranquillizzano tutti.

I giornali parlano ogni tanto di queste strane malattie ma riportano anche degli spazi pubblicitari in cui i proprietari della ciminiera dichiarano che hanno investito una marea di soldi per non inquinare (più di un miliardo di euro!). Alcuni giornalisti sostengono il contrario, scrivono che le cose non vanno affatto bene, ma non hanno una buona reputazione, vi dicono che non sono attendibili.

I capi della ciminiera vi convincono che il problema sia tutto nei vostri errati stili di vita. Avranno tanta esperienza per essere arrivati dove sono. Non sapete che sono diventati proprietari di un impero così importante da un giorno all'altro, passando dall'amministrare piccole ferriere a un colosso industriale solo grazie a un regalo dello Stato. Era anche vostra la ciminiera una volta, ma lo ignorate; non sapete che è stata costruita con soldi pubblici, di tutti, e poi regalata per quattro soldi a questi uomini del nord (rientreranno nella spesa sostenuta dopo un anno e mezzo di attività). 
Vi fidate di loro: basta sigarette, alcol e cibi grassi.

Passano altri 15 anni. Il piccolo nipotino è oggi un adulto e non ha mai smesso di avere problemi respiratori. Avrebbe voluto studiare ma in città non c'è l'università e non c'erano i soldi per mandarlo altrove. Ha trovato lavoro sulla ciminiera.

Qualche anno dopo di colpo tutto sembra cambiare: le indagini della magistratura dimostrano che i fumi provenienti dal vostro orto procurano la morte. Il padrone della ciminiera scompare, si defila, lascia tutto. A voi resta un giardino incoltivabile perché contaminato e una ciminiera da rimuovere. Non va meglio ai vostri vicini che non dipendevano economicamente, in modo diretto o indiretto, dalla ciminiera. Hanno dovuto abbattere centinaia di animali contaminati del proprio allevamento, in tutto circa 1600 capi (64 bovini solo pochi giorni fa). Altri, per lo stesso motivo, hanno dovuto mandare al macero tonnellate e tonnellate di cozze.

Un giorno però il Governo bussa alla vostra porta. Voi pensate: finalmente si riprenderanno la ciminiera e mi ridaranno il mio orto com'era prima. Ma non va così. Vi dice che la ciminiera deve continuare ad essere operativa. Metteranno dei filtri ma non vi dicono né quando né con quali soldi. Vi parlano di "eco-compatibilità" e voi restate a bocca aperta. Sul momento non date a vedere la vostra perplessità ma, appena restate da soli, correte a cercare quel termine sul vocabolario, senza trovarlo. Poi l'uomo che lo Stato ha messo a capo della ciminiera va dai vostri vicini e dice loro che, nonostante non vengano più pagati da mesi per i loro servizi, quelli esternalizzati (i lavoratori non percepiscono stipendio da otto mesi), DEVONO continuare lo stesso a lavorare.

Intanto dalla ciminiera continua ad uscire fumo nero, anche se un amico vi ha detto che produce milioni di debiti ogni mese, non sviluppa più ricchezza. Nell'orto accanto hanno da tempo realizzato un grosso buco dove buttano qualcosa di giorno e di notte. Una volta sul giornale avevate letto che era stato arrestato il Presidente della Provincia perché voleva autorizzare lo sversamento in quel buco. Una follia. Pochi mesi dopo, però, il Governo aveva approvato quella stessa identica autorizzazione senza che nessuno andò in galera.

Oramai siete anziano e decidete di andare a trovare un vecchio amico fuori città. Anche da lui erano andati a proporre l'installazione della ciminiera nel giardino. Lui disse di no. Oggi ha messo su una piccola produzione di prodotti biologici che esporta al nord ma anche all'estero. I suoi vicini si stanno organizzando per realizzare una piccola industria di trasformazione grazie ai finanziamenti europei.

Tornate a casa malinconico, guardate la vostra ciminiera e gli occhi spenti di chi vive nel vostro quartiere. Proprio come i vostri. Chiudete la porta, avete un po' d'affanno. Poi vi prende quella fitta che ogni tanto si fa viva. Vi siete convinti: domani andrete a farvi controllare. Anzi, ci andrete quando la Asl vi dirà che c'è posto, pagando il ticket. Avete fatto finta di niente per tanto tempo ma ora non potete più nasconderlo: non vi sentite bene neanche voi.

fonte
 
Di Albino Campa (del 23/03/2011 @ 21:09:07, in CDR, linkato 1826 volte)

Copione già scritto, quello dell'Amministrazione Coluccia, che in assenza di argomentazioni e braccata dalle rivendicazioni dei cittadini, sferra il solito prevedibile attacco da dinosauro della vecchia politica.

Come si può essere così miopi da pensare di poter fermare l'onda di un'opinione pubblica che ha ripreso consapevolezza e rivendica un ruolo attivo nelle scelte che riguardano la propria vita?

Questa Amministrazione, anziché difendere il comitato, formato da cittadini che pretendono tutela per la propria salute, lo attacca strumentalmente, scordando che la vera minaccia è l'incenerimento.

L'intera classe politica che ci guida dovrebbe esser fiera di avere una piazza gremita di gente attenta ai problemi della Città e non esserne spaventata.

Fin dall'inizio il comitato ha sempre manifestato il sospetto che, nel corso degli anni, Colacem per mezzo di ambigue sponsorizzazioni, abbia alimentato una sorta di sudditanza delle amministrazioni sulle decisioni in materia ambientale.

Nell'atteggiamento di chi, pur senza esporsi, caldeggia una soluzione favorevole all'azienda, vediamo una strisciante forma di complicità.

Servirsi delle divisioni politiche galatinesi per spostare l'attenzione dei cittadini da una questione così grave ed incombente come quella della salute pubblica è un gesto INACCETTABILE.

Saremmo stati orgogliosi di avere degli amministratori che, invece di favorire il profitto di un'azienda, ignorando il grave rischio di inquinamento ambientale che l'incenerimento comporta, avessero scelto la strada di uno sviluppo ecocompatibile.

 

 Galatina, 22 marzo 2011

Comunicato stampa del comitato "Cambiamo Aria" di Galatina

 
Di Redazione (del 16/03/2017 @ 20:50:59, in Comunicato Stampa, linkato 275 volte)

Ai nastri di partenza il campionato under 13 modalità 3vs3. Il comitato Fipav Lecce ha reso noto il calendario del torneo giovanile che inizia il prossimo 21 marzo e che vede i piccoli allievi della Showy Boys Galatina in campo sino alla fine del mese di aprile. I bianco-verdi sono stati inseriti nel girone C (in totale sono 21 le squadre partecipanti al campionato) composto da Casarano Volley, Pallavolo Marittina, S.B.V. e Volley Taurisano.

Nella prima giornata è previsto il concentramento nella palestra dell’Istituto Comprensivo “Polo 2” di Noha con le tre gare in calendario tra i padroni di casa della Showy Boys e le compagini dei pari età di Marittima e Taurisano.

“Stiamo riservando particolare attenzione al lavoro che sta svolgendo in palestra il gruppo della categoria under 13 – spiegano dall’Area Tecnica – i ragazzi partecipano al campionato 3vs3 e 6vs6 e avranno l’opportunità di disputare più partite, crescere da un punto di vista agonistico nonché tecnico-tattico. Si inizia con il 3vs3, un torneo under 13 che nasce dall’esigenza di avvicinare il maggior numero di ragazzi alla pallavolo e che si differenzia fortemente dal minivolley che è un’attività mista e non agonistica. Con questo obiettivo la Fipav ha inteso avviare il 3vs3 in cui risulta fondamentale l’identificazione del gioco – concludono dall’Area Tecnica della Showy Boys - il numero di azioni sviluppate in tre tocchi è decisamente più alto rispetto a quello della modalità 6vs6 e si sviluppa un passaggio proporzionato e propedeutico al proseguimento delle attività giovanili successive”.

Per questo campionato è prevista una finale nazionale (nel 6vs6, invece, quella regionale) in un doppio percorso che permette agli allievi più talentuosi di sviluppare al meglio le loro capacità.

www.showyboys.com

 
Di Redazione (del 05/06/2017 @ 20:50:43, in Comunicato Stampa, linkato 205 volte)

La Showy Boys Galatina, dopo il duplice successo stagionale della promozione in serie C e della vittoria della Coppa Puglia, si conferma anche come ottima scuola di volley grazie all'attività del suo vivaio. Anche in questa stagione che sta per concludersi, la società galatinese, che lo scorso anno ha il riconoscimento Fipav di scuola regionale di pallavolo, si è distinta nei campionati giovanili gettando le basi per un futuro sportivo di sicuro interesse, considerando, in prospettiva, le opportunità di crescita offerte anche in seno alla prima squadra neo promossa nel campionato regionale di serie C. A regalare soddisfazioni tutte le squadre partecipanti ai campionati giovanili di categoria indetti dal comitato Fipav di Lecce a cominciare, in ordine di chiusura dei tornei, dal gruppo under 16 guidato da Gianluca Nuzzo che, dopo aver conquistato il terzo posto nella final four provinciale, ha partecipato di diritto alla fase eliminatoria regionale. A seguire, la squadra under 14 allenata da Davide Quida che si è distinta nella due giorni che ha visto gareggiare Frimarc Surbo, Pag Volley Taviano, Esseti Pallavolo Nardò ed i bianco-verdi galatinesi. Ad avere la meglio e ad aggiudicarsi la final four provinciale della pool B i giovani allievi della Showy Boys che hanno battuto in semifinale il Nardò per 3-0 e nella finalissima il Taviano con il medesimo risultato. Trionfo in campo provinciale per i piccoli della categoria under 13 3vs3. Il team di mister Quida si è classificato al primo posto nella final four di Leverano. A contendersi l’ambito titolo di campione provinciale le quattro squadre più rappresentative: Scuola Pallavolo Alessano, Bee Volley Lecce, Showy Boys Galatina e Volley Leverano. I bianco-verdi, giunti alla fase conclusiva dopo aver ottenuto otto vittorie su otto incontri nella stagione regolare, hanno affrontato in semifinale l’Alessano vincendo per 2-1 e nella finalissima il Leverano sempre con lo stesso punteggio finale. Con la vittoria del titolo provinciale, il gruppo under 13 3vs3 ha potuto partecipare alla fase regionale. Un altro grande risultato è arrivato dalla squadra under 13 6vs6 che si è piazzata al secondo posto nella final four provinciale. Dopo il successo del 3vs3, quindi, i giovani allenati da Davide Quida si sono distinti anche nella modalità 6vs6 sfiorando il primo posto e ben figurando nella turno finale battendo in semifinale l’Alessano per 2-0 e uscendo sconfitti per 2-1 contro il forte Leverano. Per loro una più che meritata medaglia d’argento. Quelli ottenuti in questa stagione sportiva sono tutti risultati sportivi di grande rilevanza e che evidenziano l’ottimo lavoro che si svolgendo nell’ambito del vivaio e nel percorso didattico del progetto “Scuola Volley”. In questi giorni si sta svolgendo il campionato promozionale under 12 che vede i ragazzi della Showy Boys primi in classifica mentre si è conclusa l’attività riservata agli allievi del settore minivolley con la festa provinciale svoltasi a Calimera. In attesa del risultato finale del torneo under 12, il club galatinese si conferma ancora una volta sul podio dei campionati giovanili della provincia di Lecce.

www.showyboys.com

 
Di Redazione (del 12/05/2017 @ 20:48:19, in Comunicato Stampa, linkato 399 volte)

Ho chiesto al vice ministro alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici, Riccardo Nencini, di prendere a cuore il problema dei due passaggi a livello che si trovano: uno all’ingresso di Galatina e uno sulla Galatina-Copertino. Credo che la nostra città e le sue frazioni meritino un ingresso che dia il giusto risalto al territorio. Ma ho chiesto anche un aiuto per risolvere il problema dell'allargamento della strada provinciale Galatina-Copertino nel tratto che innesta la statale 101 a Galatina, richiesta che ho avanzato già al presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

Il confronto - molto proficuo - con il vice ministro è avvenuto nel mio comitato elettorale, in piazza Alighieri a Galatina, nel primo pomeriggio di oggi, 12 maggio. Nencini si è impegnato ad aiutarci a risollevare le sorti della città e delle sue frazioni e ha premesso che, con l’eventuale passaggio delle competenze di alcune strade ad alto flusso veicolare di mezzi pesanti (zone industriali e aree portuali) e di quelle a più alto rischio per la sicurezza, dalla Provincia ad Anas, sarà possibile intervenire sulle richieste di infrastrutture che sono comuni a molte città. Noi confidiamo nelle parole del vice ministro per riuscire a realizzare questi interventi che garantirebbero maggiore sicurezza sulle strade, ordine e più attrattività della nostra città.

Ci ha dato appuntamento per il 30 giugno a Bari, se saremo noi a vincere la competizione elettorale. La nostra campagna elettorale guarda anche al dopo: se i cittadini di Galatina e frazioni mi vorranno come loro sindaco, questo sarà il nostro primo appuntamento in agenda con le istituzioni.  

Giampiero De Pascalis candidato sindaco per “Obiettivo 2022”

(Lista De Pascalis, Direzione Italia, Forza Italia, L’Agorà, La Città, Psi, Udc)

 
Di Russo Piero Luigi (del 25/10/2016 @ 20:45:57, in Comunicato Stampa, linkato 750 volte)

Si sta palesando in maniera inesorabile un altro grande spreco di risorse pubbliche; ci si avvia, infatti, verso la chiusura parziale e la dismissione totale poi dell‘Ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina per attrezzare, a pochissimi Km di distanza, precisamente tra Maglie e Melpignano, un nuovo nosocomio.

Da considerare, inoltre, che, dopo un’infinità di promesse disattese sulla ricollocazione dell’Ospedale di Galatina, tra pochi anni questa mega struttura diventerà l’ennesima cattedrale nel deserto provocando la perdita di un patrimonio pubblico di inestimabile valore.

Tutto ciò sta avvenendo senza nessuna vera opposizione da parte di chi ha amministrato la Città e da parte della rappresentanza politica provinciale e regionale che sulla vicenda ha fatto solo patetiche passerelle. Una seria Amministrazione di qualsiasi colore, avrebbe dovuto fare le barricate, ma, purtroppo, le ragioni della politica più becera e disfattista non si sono sposate con le legittime esigenze dei cittadini e del territorio.

Noi riteniamo di fondamentale importanza garantire il proseguimento dell’offerta sanitaria del locale nosocomio; siamo altresì convinti che in un periodo di congiuntura economica negativa la soluzione non sia il taglio o l’abbattimento dei servizi necessari al cittadino, bensì il potenziamento degli stessi. L’Ospedale di Galatina dimostra, infatti, ogni anno, con i suoi accessi e con la qualità dei servizi erogati, di essere una realtà attiva e necessaria per tutto il territorio circostante; per questi motivi gli obiettivi delle nostre iniziative future saranno quelli di ribadire un principio, quello della tutela del diritto alla salute previsto dalla Costituzione.

Abbiamo deciso pertanto di costituirci in comitato e di mettere in atto una serie di azioni democratiche per accendere seriamente un riflettore permanente sulla situazione del nostro Ospedale; la prima azione sarà un sit-in silenzioso che si svolgerà sabato 29 ottobre a partire dalle 10.30 innanzi all’ingresso principale del “Santa Caterina Novella” in via Roma a Galatina.

Nel caso specifico di Galatina – ricorda Saverio Mengoli, uno dei promotori più attivi del comitato – la situazione attualmente esistente è quella di un Ospedale che può ospitare 250 posti letto, ma che, così come dichiarato dal Direttore Sanitario dell'Ospedale di Galatina, lo stesso sarebbe strutturalmente idoneo ad accogliere fino a 420 posti letto. Ciò colloca il Presidio galatinese, dopo il “Vito Fazzi” di Lecce, come l'unica struttura adeguata a divenire, sin da subito, un Ospedale di I° Livello; non subiremo più passivamente le decisioni prese nelle “stanze dei bottoni” sempre troppo lontane dai Cittadini e dalla logica.

Firmato “comitato spontaneo a difesa dell’Ospedale di Galatina”.

 
Di Redazione (del 28/11/2014 @ 20:38:34, in Comunicato Stampa, linkato 905 volte)

Domenica 30 novembre 2014 si terranno in Puglia le primarie del centrosinistra per la scelta, in vista delle elezioni amministrative del maggio 2015, del candidato Presidente della Regione.
Per partecipare alle primarie è necessario presentarsi presso il seggio muniti di documento di identità e del codice fiscale e versare un contributo minimo di un euro.

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 22.00:
– a Galatina presso il Palazzo della Cultura;
– a Noha presso il Centro Ascolto;
– a Collemeto presso il locale allestito in via Padova n°8.

La consultazione è aperta a qualsiasi cittadino, anche non iscritto ad un partito, che si riconosce nel programma e negli obiettivi del centrosinistra, il fine è quello di utilizzare la consultazione interna per favorire la vittoria del candidato più adatto a intercettare il consenso dei pugliesi.
Il comitato per Dario Stefàno Presidente della Regione Puglia 2015 invita il popolo del centrosinistra di Galatina e frazioni a partecipare alle primarie.

comitato per Dario Stefano Presidente 2015

 
Di Redazione (del 18/04/2017 @ 20:17:51, in Comunicato Stampa, linkato 323 volte)

Semplicemente fantastici! I ragazzi della Showy Boys Galatina vincono la Coppa Puglia 2017 e scrivono un altro capitolo importante della storia pallavolistica del club bianco-verde che quest’anno festeggia i suoi 50 anni. Un nuovo trofeo arricchisce la bacheca della società bianco-verde, un trofeo cercato e conquistato dalla squadra galatinese grazie a due prestazioni maiuscole e contro due avversarie vincitrici del campionato nei rispettivi gironi e già promosse in serie C.

Sabato 15 aprile, alle ore 11, come da calendario della Coppa Puglia, la compagine bianco-verde ha disputato la prima partita di semifinale contro la Pallavolo Martina sul campo della palestra del liceo scientifico “Amaldi” di Bitetto. In contemporanea, a Palo del Colle, nella palestra della scuola elementare “Antenore”, la formazione di casa ha sfidato, nell’altra semifinale, la Bee Volley Lecce. Le quattro squadre più rappresentative a livello regionale in campo per la conquista dell’ambito trofeo regionale. Avvincente e ben giocata da entrambe le squadre la gara tra la Showy Boys Galatina e la Pallavolo Martina. Equilibrio nel set di apertura con le due sfidanti a rincorrersi sino al 21-22 per il team di mister Nuzzo che nello sprint finale riesce a far suo il game per 22-25. Anche nel set successivo si gioca palla su palla. Il Martina si affida all’esperienza del suo atleta più rappresentativo, Lo Re, e a quella del regista Massafra per aggiudicarsi il parziale (25-23). I galatinesi non abbassano la concentrazione e fanno del gioco di squadra l’arma vincente. Capitan Imbriani e compagni passano a condurre la gara annullando ogni velleità della Pallavolo Martina. Il terzo set è quasi un monologo bianco-verde (17-25). La squadra di mister Parisi, in svantaggio di due set, deve giocarsi il pass per la finale nel quarto set. Sale l’adrenalina e in campo si vede un’ottima pallavolo. A Lo Re da "posto 4" rispondono i ragazzi della Showy Boys per vie centrali. Ormai è una sfida a viso aperto. I galatinesi si riportano avanti (17-20) ma il Martina si rifà sotto costringendo gli avversari ai vantaggi. Sul punteggio di 28-29 un pallonetto out del n. 7 Ceppaglia decreta la prima finalista della Coppa Puglia. E’ la Showy Boys a contendersi la vittoria finale nella sfida prevista nel pomeriggio. E mentre sul rettangolo di gioco di Bitetto i galatinesi festeggiano si attende la notizia del risultato dell’altra semifinale tra Palo Sporting Club e Bee Volley Lecce. Dopo più di due ore di gioco, a spuntarla per 2-3 (25-23, 21-25, 14-25, 28-26, 10-15) è il Palo Sporting Club, società a cui il comitato Fipav Puglia ha assegnato l’incarico di organizzare l’evento sportivo per la stagione 2016-17. Un pranzo veloce e per i ragazzi della Showy Boys è già tempo di ritornare in campo per affrontare la finalissima. Palestra “Antenore” di Palo del Colle gremita in ogni ordine di posto, una tifo caldo fa ribollire la struttura e preannuncia uno sforzo ancora più arduo per i galatinesi. Come nelle previsioni, l’avvio di gara lascia intravedere equilibrio in campo. Si va avanti punto su punto. I locali sfruttano le bocche di fuoco da "posto 2" e "posto 4" e si affidano ad una buona cabina di regia mentre i bianco-verdi passano con il gioco al centro e si dimostrano più compatti come collettivo (22-25). La Showy Boys Galatina vince meritatamente il primo parziale e fa vedere che intende fare sul serio. Forte del vantaggio la squadra di coach Nuzzo riprende a fare gioco anche nel parziale successivo. Il +2 non dà certo tranquillità ai bianco-verdi ma consente di avere meno pressione in campo. Al contrario, la formazione di casa ha la conferma che dovrà davvero dare il massimo per riuscire a fermare una Showy Boys che gira a mille. Il distacco si allunga e si va sul 18-23. Quando sembra ormai ipotecato il secondo set, il Palo prova a compiere la rimonta e costringe i galatinesi a giocarsi la vittoria del set ai vantaggi. E’ un continuo rincorrersi sino al 28-27 quando dopo 32 minuti di gioco viene fischiata una invasione che porta i padroni di casa alla parità (29-27). La partita si va sempre più avvincente. Nel terzo game i giocatori del Palo Sporting Club continuano a crederci. Da una parte la potenza fisica degli attaccanti di casa e dall’altra la tecnica e la forza del gruppo dei bianco-verdi della Showy Boys. Il pubblico riscalda ancora di più l’atmosfera e dalle gradinate trascina i suoi atleti. Ma nella bolgia della palestra “Antenore” i bianco-verdi trovano ancora più forza per affrontare gli avversari tanto da riuscire nel colpo di coda che li porta a condurre per 19-23. Solo due punti li dividono dalla vittoria del terzo set che arriva poco dopo sul punteggio di 20-25. Avanti per 2-1, alla Showy Boys non resta che stringere i denti e cercare di fare suo il quarto set. Non è compito facile tenuto conto della stanchezza fisica, delle condizioni ambientali e di un Palo che, in svantaggio, ha l’obbligo di fare suo il set se vuole ancora rimanere in corsa per la vittoria del trofeo regionale. Il quarto parziale si gioca sulle ali dell’entusiasmo per i galatinesi consapevoli dell’importanza della posta in palio. I padroni di casa sentono, di contro, la pressione del momento. Al cospetto del pubblico amico, sul proprio campo di gioco, non possono compiere ulteriori passi falsi. I giallo-blu appaiono nervosi ma rispondono agli attacchi dei ragazzi della Showy Boys (15-15). A loro volta, i ragazzi di coach Nuzzo consapevoli di essere a un passo dalla grande vittoria non mollano e contrattaccano. Una gara al cardiopalma, giocata al massimo della tensione agonistica così come ci si attende da una finale di Coppa Puglia. Nella parte conclusiva del set, i bianco-verdi affilano le “armi”, mettono ancora di più in difficoltà i ricettori avversari sfruttando ogni occasione di contrattacco e soprattutto il muro (18-22). La Showy Boys è lì, a un passo dalla Coppa Puglia (20-23). Un attacco a rete dei locali porta i bianco-verdi a -1 dalla vittoria. Il punto finale nasce da una difesa ad una mano di De Giorgi e un successivo palleggio di Carrozzini che offre l’opportunità al laterale Cesari di contrattaccare con una “piazzata” in zona 6. Il Molten tocca il terreno di gioco tra l’incredulità dei giocatori baresi e scoppia la gioia incontenibile dei ragazzi “terribili” della Showy Boys uniti in un unico, grande ed intenso abbraccio collettivo (22-25). E’ festa per i colori bianco-verdi. Lacrime di gioia e cori festanti per un successo meritatissimo. Una Coppa Puglia dal sapore speciale perché conquistata su un campo ostico, quale quello di Palo, e contro ogni pronostico della vigilia almeno stando alle considerazioni degli addetti ai lavori. I pronostici, invece, sono stati completamente disattesi perché a vincere è stata la squadra che ha dimostrato maggiore compattezza di gruppo, caparbietà e spirito di sacrificio. E poi tanto cuore, tecnica e umiltà. Soprattutto quest’ultima, nello sport come nella vita, si può rivelare la qualità più importante.

Complimenti Showy Boys, complimenti ragazzi, complimenti mister Nuzzo.

La Coppa Puglia 2017 si colora di bianco-verde!

La Showy Boys Campione di Puglia 2017: Caiulo Francesco, Carachino Giacomo, Carcagnì Alessio, Carrozzini Mattia, Cesari Giuseppe, Conte Andrea, Dantoni Mattia, De Giorgi Marco, Giannuzzi Francesco, Imbriani Marco, Papa Alessandro, Papa Antonio, Petracca Marco, Seclì Alessandro, Sponziello Marco, Varratta Giacomo. Nuzzo Gianluca (Allenatore)

www.showyboys.com

 
Di Marcello D'Acquarica (del 21/04/2015 @ 20:09:07, in NohaBlog, linkato 909 volte)

Prefazione all’articolo

Un mese fa acquistai in un centro commerciale specializzato due sgabelli pieghevoli. Sull’esperienza di un acquisto precedente fatto già da un po’ di anni, pensai che un paio in più per le emergenze non sarebbero guastati. Il primo cedette dopo il tempo di un caffè, il secondo perché non facesse la stessa fine, l’ho dovuto rinforzare con i contro-ferri, per non dire altro. Sono oggetti fatti con materiali molto inconsistenti e non sono nemmeno riciclabili. Purtroppo presto finirà in discarica. Il mio vecchio tostapane era durato 25 anni, quello che ho comprato un mese fa perde già i pezzi. Così è stato per il lettore masterizzatore dei DVD, per gli ombrelli, per il piano cottura, i materassi, le multi scatole per le confezioni di tutto, ecc.

E adesso non venitemi a dire che non erano di marca, lo erano invece. Solo che, e lo sappiamo tutti, pure le grandi marche si servono delle delocalizzazioni all’estero, dove tutto è lecito, per abbattere i costi. Non abbiamo scampo. Guardando questi oggetti, penso alle fabbriche e ai processi di costruzione e immagino quanti materiali e quanto inquinamento si è consumato per ottenere quei prodotti che fanno giusto in tempo di arrivare nelle nostre case per finire fra i rifiuti. Non mi riesce proprio di farne a meno, se leggo di grandi marchi che creano occupazione e inquinano paesi oltre frontiera mi chiedo che male abbiamo fatto noi salentini per dover continuare a espatriare per cercare lavoro e ritrovarci poi la terra, l’acqua e l’aria, inquinati come se fossimo il paese più industrializzato del pianeta. Che abbiamo fatto di male per avere una classe dirigente politica che invece di servire il paese lo uccide.

*

Good Morning Diossina” è un libro inchiesta, è scritto da Angelo Bonelli, politico ed ecologista dei Verdi. Il libro non costa nulla, è fruibile in rete:

Se lo leggi conosci un sacco di storie di persone comuni, di ragazzi che non trovano lavoro, di padri di famiglia molto giovani che lottano contro il cancro, di madri che piangono per i loro bambini ammalati, di pastori che devono abbattere le loro pecore, di donne che tengono chiuse le finestre delle loro case per non far entrare la polvere che uccide. Leggere cose brutte non aiuta il morale, diresti, meglio essere ottimisti. Certo, sempre se poi non succede anche a te. Allora forse ti rendi conto che dietro questo “pessimismo” c’è una forza prorompente che vuole vivere. Sono, i personaggi descritti e intervistati da Angelo Bonelli, persone semplici, operai, allevatori, studenti, tutte persone che si associano e insieme lottano contro il malaffare per tornare a essere, appunto, “ottimisti”. L’ottimismo ultimamente è solo un punto di vista.

E’ nel 1980 che la magistratura avvia le prime azioni legali contro Cementir, Ip e Italsider. L’ultimo studio epidemiologico dell’Istituto Superiore di Sanità (http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1432&tipo=6) fornisce dati terrificanti: un’incidenza dei tumori tra i bambini (di età 0-14 anni) del 54% e del 21% di mortalità, sempre tra i bambini, rispetto alla media regionale della Puglia. L’autorità sanitaria, ha vietato il pascolo nel raggio di 20 chilometri tutt’intorno all’Ilva, e nel 2009 sono stati abbattuti ben 2000 capi d’allevamento inquinati dalla diossina. Così continua il libro “Good Morning Diossina”, di Angelo Bonelli, pubblicato dalla Fondazione Verde Europea novembre 2014. E’ impressionante il numero altissimo di Associazioni, nate nell’ultimo decennio, a difesa della vita e della salute della gente di Taranto e dintorni. E’ raccapricciante la denuncia di ragazzi, donne e uomini ammalati di tumore che denunciano lo stato delle cose intorno e dentro le loro case. E’ spaventoso l’imbroglio e l’ipocrisia di chi ancora oggi governa la regione Puglia. E’ mostruoso leggere il susseguirsi di personaggi illustri della politica, come quello del sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, accusato di omissione, del Presidente Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata (pag.141), dei Riva, di Raffaele Fitto (guidò la regione dal 2000 al 2005), del presidente della provincia Giovanni Florido, di Corrado Clini, il Ministro dell’Ambiente di Monti, quel giglio di campo che è stato arrestato dalla finanza il 26 maggio 2014 ed ora è agli arresti domiciliari; e di Corrado Passera, sostenitore della produttività a scapito della vita degli altri.

Chi ti uccide e uccide i tuoi figli o tua moglie non è necessariamente uno che spara o che ti ficca una coltellata nella carne, ma anche semplici dirigenti di un’azienda che per i suoi utili immette nell’aria diossina.

“Se solo l’azienda avesse agito tempestivamente, gli operai morti per mesotelioma pleurico potevano essere salvati”. E’ quanto scrive il giudice Simone Orazio nelle motivazioni della sentenza con la quale, il 23 maggio 2014 ha condannato 27 ex dirigenti della fabbrica, accusati di omicidio colposo e disastro ambientale. (pag.26)

L’Ilva versa soldi a tutti: a Forza Italia 575.000 euro, 98.000 euro a Bersani, 35.000 euro a Fitto, 49.000 euro a Vico e 10.000 a Gasparri. (pag.30)

Con i suoi generosi contributi, paga le feste patronali in onore di San Cataldo, per la pubblicazione di libri, per il rifacimento di una chiesa, quella del Gesù Divin Lavoratore. Ci mette un po’ la Chiesa a capire che Taranto non doveva dedicare una targa memoria alla generosità dei Riva, ma costituirsi parte civile nel processo contro 52 imputati, nel settembre del 2014.

Se un politico onesto, come il senatore del PD, Della Seta prova a difendere la salute dei cittadini, viene immediatamente sostituito dal partito (che incassa contributi dall’Ilva). (pag.117)

I decreti governativi si chiamano “Salva Ilva” mica “salva la gente”.

In Italia ci sono sei milioni di persone che vivono in aree molto inquinate in cui le bonifiche non sono mai state fatte. Si tratta di persone che, purtroppo, non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano. (pag. 17)

Si muovono tutti contro questo disastro: ex operai, allevatori, ambientalisti, cittadini comuni e donne, soprattutto tante donne. Il primo comitato difatti si chiama: “Donne per Taranto”. Le donne e le mamme frequentano le corsie degli ospedali e dei reparti pediatrici. Sono pieni di bambini che si sottopongono a chemioterapia e dalle loro analisi del sangue si rivela la presenza di piombo. Queste analisi sono state fatte su iniziativa di “Peacelink” e del “Fondo Antidiossina”. “Ci sono bambini che nascono già con il cancro. E’ la mamma a trasmetterlo.” Lo denuncia il primario di pediatria dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, Giuseppe Merico. Anche il giudice che toglie il coperchio sulla pentola del malaffare è una donna: il giudice Patrizia Todisco.

Altre associazioni nascono come i funghi, una dietro l’altra. Fra queste, “Italia Nostra”, organizzata da Alessandro Marescotti, docente d’italiano e storia all’Istituto industriale Augusto Righi, grazie a lui si è scoperto che nel pecorino di Taranto c’era la diossina, grazie a uno dei pochissimi laboratori di analisi attrezzati a cercare la diossina, l’Inca di Lecce; “Altamarea”, un’unione di tante piccole associazioni di cittadini; “l’Ail”, un’associazione contro le Leucemie; “Ammazza che Piazza”, fatta da studenti e cittadini, compresi disoccupati e precari; il movimento “Taranto respira”; il “comitato dei Cittadini liberi e pensanti”; “Il Guerriero”, un’associazione culturale sul tema dell’ambiente e della salute; e tante altre ancora.

Avrebbero dovuto avviare un’indagine epidemiologica e un registro dei tumori, la prima per accertare la fonte di inquinamento, l’altra per stabilire il nesso fra le malattie mortali e l’inquinamento stesso. Perché si tardano a fare queste cose? Perché porta a individuare i responsabili e questo ai potenti e ai loro servetti dà fastidio. L’ilva non è “il problema”, l’Ilva è solamente la punta di un’iceberg che tutti noi facciamo ingrossare ogni giorno di più, con i nostri sprechi di un benessere senza vertebre.

…e l’Ilva e le nostre Ilve, quelle intorno a Galatina, continuano a inquinare.

Marcello D’Acquarica
 
Di Albino Campa (del 27/06/2017 @ 19:44:35, in Comunicato Stampa, linkato 385 volte)

Il  28, 29 e 30 giugno prossimi si svolgeranno a Galatina le festività dei Santi Pietro e Paolo. Il programma dei festeggiamenti, curato dal  comitato cittadino sotto la preziosa guida di Mons. Aldo Santoro della “Parrocchia SS. Pietro e Paolo Apostoli” e in stretta collaborazione con il Comune, prevede per il 28 alle ore 20,00 la processione religiosa in onore dei Santi, che attraverserà le vie della città accompagnata dalle Bande di Taviano e di Noha.

Dopo la solenne cerimonia, alle ore 22,00, in pazza San Pietro gli intervenuti ai festeggiamenti potranno assistere al concerto del gruppo di musica popolare “La Taricata” proveniente dalla Provincia di Brindisi. Tale concerto sarà l’ultimo in ordine cronologico della “Rassegna dei suoni di Puglia” ideata, realizzata ed offerta da Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese e Puglia Sounds in collaborazione con il Comune di Galatina; rassegna che ha visto esibirsi nelle meravigliose piazze di Galatina gruppi musicali provenienti dalle  Province pugliesi.

Nella stessa giornata del 28 giugno, a cura del Club per l’Unesco di Galatina, si svolgerà alle ore 19,00 presso Palazzo Tanza (Corso Umberto I) la “Rievocazione del rituale terapeutico del Tarantismo nel momento della terapia domiciliare”. Alle ore 23,30 Piazza San Pietro vedrà l’arrivo dei carretti con le tarantate e a seguire il raduno spontaneo di tamburellisti e suonatori con la formazione delle cosiddette “Ronde” lungo le vie del centro antico.

Giovedì 29 giugno vedrà alle ore 09,30 l’arrivo a piazza San Pietro dei carri con le tarantate e alle ore 10,00 presso la Cappella di San Paolo la “Rievocazione storica dell’antico rito del tarantismo” con la partecipazione di Simona Indraccolo e i Kardiamundi.

Nello stesso giorno alle ore 21,30 in Piazza San Pietro si potrà assistere al concerto-spettacolo offerto dal comitato festa in collaborazione con il Comune e il Club per l’Unesco. Il concerto spettacolo o a Galatina, a chiusura della festa patronale, è il risultato del lavoro comune di PauLAB, un laboratorio di ricerca e produzione artistica sul patrimonio immateriale salentino, coordinato da Andrea Carlino, e dell'Orchestra Popolare di Puglia, ideata e condotta da Claudio Prima e Giuseppe De Trizio.

L'orchestra, promossa dalle Associazioni Culturali Manigold e Radicanto, riunisce per la prima volta in un ensemble inedito, musicisti provenienti da tutta la Puglia, per la produzione di un originale repertorio che mescola brani tradizionali a nuove composizioni, nell'idea di una tradizione in un continuo movimento.

Tra i protagonisti della serata il coreografo francese di origine siciliana Alexandre Roccoli e la sua compagnia ASTE, il cui lavoro nasce da un'indagine accurata sui gesti e i rituali perduti, in particolare sul tarantismo; il musicista franco-tunisino Amine Metani che suonerà le musiche della compositrice Deena Abdelwahed, esponente di punta della musica elettronica ispirata alla tradizione nord-africana; i ricercatori e gli artisti di PauLAB.

L'evento conclude idealmente la Rassegna Suoni di Puglia, ospitata all'interno del più vasto programma di GalatinArte, promossa dal Comune di Galatina e dalle associazioni culturali Manigold e Radicanto e sostenuta dalla Regione Puglia, dal Teatro Pubblico Pugliese e da Puglia Sounds. A suggellare questa serata inabituale che intreccia tradizione e contemporaneità, ci saranno le voci di Maria Mazzotta e di Raiz. Tutto questo per celebrare con un linguaggio nuovo il ricordo del dramma del tarantismo, dei suoi riti e delle intercessioni miracolose 'de Santu Paulu'

PauLAB nasce da un progetto di “Avamposti dell’Immateriale” con la collaborazione della Fondazione Lac o Le Mon, di Treccani Cultura, della Compagnie Aste de Lyon, de l’Institut Histoire Humanites dell’Università di Ginevra in collaborazione con il Comune di Galatina, Club per l’Unesco, World Music Academy e Comune di San Vito dei Normanni.

Durante l’intera giornata di venerdì 30 giugno si esibiranno in Piazza San Pietro la Banda di San Giorgio Jonico e la Grande Orchestra del Salento a cura del comitato per la festa a cui si deve il merito, grazie all’instancabile attività posta in essere dai suoi aderenti, di farsi carico della complessa organizzazione della festa che sarà anche quest’anno illuminata dalle tradizionali luminarie, tipiche del territorio salentino.

Alle ore 21,00 presso Piazzetta Galluccio si svolgerà, a cura del Club per l’Unesco, il “Convegno scenico sul tarantismo” per la regia e con la presenza di Toni Candeloro.

Tra gli eventi collaterali, si segnala la mostra dal 22 giugno al 2 luglio presso il museo civico P. Cavoti “il Veleno della devozione: opere e documenti sul tarantismo dal ‘500 al ‘900”.

 
Di Redazione (del 27/03/2017 @ 19:42:56, in Comunicato Stampa, linkato 412 volte)

«Il mio programma elettorale sarà scritto nei dieci “Cantieri del Programma” che hanno già iniziato il loro cammino». Questo il metodo del candidato sindaco di “Obiettivo 2022” (Lista De Pascalis, Agorà, Direzione Italia, Forza Italia, La Città, Psi, Udc), Giampiero De Pascalis, che ha messo in atto quanto promesso presentandosi alla città: «Niente sarà calato dall’alto».

Lo start ai dieci “Cantieri del Programma”, coordinati dall’esperto di management Massimo Negro,  è stato dato giovedì scorso e altri via libera sono in programma a partire dalla prossima settimana. Ogni Cantiere, a sua volta, è coordinato da uno o più referenti. Una struttura organizzativa che deve garantire il funzionamento di queste cellule di lavoro, con l’obiettivo (se la coalizione vincerà la campagna elettorale) di continuare l’azione di monitoraggio e di progettazione dei Cantieri anche quando Giampiero De Pascalis sarà sindaco.  

In dettaglio: Spazio ai giovani (23 marzo primo incontro, 30 marzo il prossimo, nel comitato elettorale di De Pascalis in piazza Alighieri), Welfare (29 marzo), Sport (1 aprile, Palazzetto dello Sport); Centro storico e urbanistica (10 aprile). Queste le prime calendarizzazioni, le prossime riguardano i “Cantieri del Programma” per: Commercio, Attività produttive, Fiera; Frazione di Noha; Frazioni di Collemeto e Noha; Ambiente e Benessere (Qualità della vita); Cultura e istruzione, Sanità.

Molto partecipato il primo Cantiere, Spazio ai giovani, e sono già emerse alcune priorità e qualche criticità viste dalla prospettiva dei ragazzi e delle ragazze di Galatina. Centro storico abbandonato, Basilica poco accessibile, nessuna prospettiva di lavoro, assenza di spazi di aggregazione. Questi i punti dolenti, a fronte della richiesta di orientamento e di concreto coinvolgimento.  

«Ascoltare i tanti ragazzi che hanno partecipato al primo incontro dei “Cantieri del Programma”, mi ha arricchito – rende noto De Pascalis –, mi ha dato un’ulteriore spinta e un’ulteriore motivazione a rimboccarmi le maniche per risollevare la nostra Galatina. Li ho guardati negli occhi e ho visto una scintilla di speranza accendersi, uno sprazzo di entusiasmo affacciarsi alla prospettiva di poter essere protagonisti dell’azione di governo. I giovani sono la forza della città, sono sicuro che sapranno offrire spunti eccellenti e le migliori proposte saranno elaborate in forma di bozza di delibera – così sarà anche per gli altri Cantieri – da mettere all’ordine del giorno se sarò eletto sindaco. Questo avevo promesso e questo stiamo facendo».  

E Negro spiega: «I Cantieri saranno gestiti con un metodo progettuale. Saranno gli stessi partecipanti ai Cantieri a contribuire ad identificare i temi prioritari su cui la coalizione si dovrà impegnare, al fine di definire assieme un percorso che traguardi sia soluzioni di breve che di medio e lungo periodo». Cantieri in corso, insomma.

Ufficio stampa del candidato sindaco

 
Di Albino Campa (del 27/04/2012 @ 18:51:18, in Comunicato Stampa, linkato 1496 volte)

Si è svolto ieri sera presso il comitato elettorale di Giancarlo Coluccia, un interessante incontro con molti ragazzi e ragazze galatinesi. Dopo l’invito ai giovani per un confronto da parte del candidato Sindaco, numerosa e attiva è stata la loro presenza, che ha dato vita a un interessante dibattito ed ha permesso loro di proporre molte idee valide su come rendere Galatina una città a “misura di giovane”.

Tra le proposte più interessanti della serata, effettuate davanti al candidato Sindaco intento nel prendere appunti al fine di valorizzare quanto di positivo è stato avanzato dai ragazzi, ricordiamo l’esigenza di una rete wireless nel centro storico, o quanto meno nel palazzo della cultura; l’utilizzo di software liberi negli uffici comunali; la destinazione del centro polivalente che a breve verrà reso fruibile, a teatro, oppure alla creazione di uno spazio interattivo per i giovani sul modello delle Officine Cantelmo; la riqualificazione del Cavallino Bianco.

“Quello di ieri non è stato un incontro fine a se stesso” afferma Giancarlo Coluccia, “ma rappresenta quello che è il nostro modo di intendere la partecipazione dei giovani, come di tutti i cittadini, nei processi decisionali”. E continua “è su questa scia che vogliamo continuare a coinvolgere ed incontrare tutte le associazioni, i cittadini, i giovani, i commercianti, gli imprenditori, convinti che solo ascoltando le istanze che vengono dal basso si possano elaborare progetti condivisi”.

 
Di Redazione (del 04/03/2013 @ 18:34:24, in Comunicato Stampa, linkato 1255 volte)

Sinistra Ecologia e Libertà a Galatina ha registrato 696 voti per il Senato e 740 per la Camera.

Per Galatina rappresenta un buon risultato e "Noi del comitato" SEL, ringraziamo gli elettori e tutti coloro che in qualsiasi modo hanno collaborato per il raggiungimento dello stesso.
Ora comincia  il lavoro più importante,  consapevoli della responsabilità di non deludere le attese suscitate, le attese di chi ha votato SEL per riaffermare la buona politica, senza perseverare nel politicismo. Saremo presenti sul territorio, lavoreremo facendo attenzione ai temi più caldi del particolare momento sociale in cui viviamo e guardando alla realtà locale ci confronteremo sugli argomenti chiave più sentiti dai cittadini Galatinesi. Accanto all’impegno locale, confidiamo nel lavoro di Dario Stefano al Senato e di tutta la squadra alla Camera, perché è necessario dare vita alle riforme strutturali, alla legge elettorale, al sostegno alla scuola pubblica, alla lotta al disagio sociale, per restituire speranza e giustizia al nostro Paese.

Il comitato SEL Galatina

 

 
Di Redazione (del 05/05/2017 @ 18:25:36, in Comunicato Stampa, linkato 286 volte)

Si entra nel vivo della campagna elettorale a Galatina. Daniela Sindaco, candidato Sindaco alle prossime elezioni comunali, Domenica 07 Maggio dalle ore 19,30 a Collemeto in via Rimini ( nei pressi della Piazza), incontrerà amici e simpatizzanti per l'inaugurazione del comitato elettorale.

L'appuntamento sarà l'occasione per presentare il programma politico.

"Voglio bene a questa città e posso contribuire a ridarle il ruolo che merita, ne sono convinta ed IO VERAMENTE CI CREDO. La mia candidatura come Sindaco della città è una reale opportunità per governare INSIEME Galatina e le sue frazioni!"

Ufficio Stampa

 
Di Redazione (del 03/04/2017 @ 18:13:41, in Comunicato Stampa, linkato 204 volte)

Buone notizie per il settore giovanile della Showy Boys Galatina. Nell'ambito del programma di qualificazione nazionale previsto per la corrente stagione sportiva, il Centro di Qualificazione del comitato Fipav Puglia ha diramato le convocazioni al Regional Day che si svolgerà il prossimo 3 aprile a Locorotondo (Ba).

Tra i convocati gli atleti bianco-verdi: Carcagnì Alessio (classe 2001), De Pascalis Andrea (2003), Martina Marco (2002), Petracca Marco (2002), Schiattino Francesco (2002) e Urso Giovanni (2001).

"Prosegue il percorso di crescita dei nostri allievi - dichiara il direttore tecnico della Showy Boys Galatina, Francesco Papadia - il settore giovanile, coordinato dal responsabile Gianluca Nuzzo, sta svolgendo un ottimo lavoro e siamo soddisfatti dei risultati sportivi e soprattutto tecnici che i ragazzi stanno ottenendo".

Della stessa opinione il tecnico Nuzzo, che guida anche il gruppo under 18 e under 16: "il progetto Scuola Volley voluto dalla Showy Boys e riservato agli allievi del settore giovanile sta procedendo nel migliore dei modi e nel rispetto del programma didattico stilato per la stagione in corso. Si sta svolgendo un buon lavoro dal punto di vista tecnico e si sono già identificati gli obiettivi da raggiungere nel medio-breve termine. Ci sono tutte le condizioni per continuare a lavorare bene - conclude l'ex Nazionale Gianluca Nuzzo - le convocazioni al Regional Day sono un'opportunità di crescita per i nostri giovani atleti che con impegno e costanza cercano di migliorare e di perfezionarsi con la loro attività in palestra".

www.showyboys.com

 

Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi attivisti, è da tempo presente e propositivo per il bene di Galatina. Oggi non possiamo che esprimere il nostro più vivo apprezzamento per l’iniziativa intrapresa dal commissario straordinario dott. Guido Aprea volta ad intercettare fondi comunitari per l’efficientamento energetico di immobili di proprietà comunale.

Tale opportunità FU PERSA nel 2015 dalla giunta Montagna nonostante il Movimento 5 Stelle di Galatina avesse provveduto ad avvisarla della possibilità di effettuare interventi quali realizzazione di impianti fotovoltaici, solari-termici, a pompa di calore per climatizzazione e relamping, senza gravare di un solo euro sulle casse comunali, offrendo peraltro la massima disponibilità e collaborazione ad approfondire la tematica. Alla segnalazione non seguì alcun riscontro, né fu intrapresa alcuna azione.

In un momento di ristrettezze economiche (per usare un eufemismo) per il bilancio comunale è oltremodo necessario usufruire di ogni possibilità di realizzare opere finanziabili al 100% e a fondo perduto, tanto più quelle finalizzate all’efficientamento energetico che comporterebbero, oltre che un innegabile beneficio per l’ambiente, una concreta diminuzione dei costi delle utenze energetiche e conseguentemente un risparmio per il Comune.

Per questo nella futura Galatina a 5 Stelle ci impegneremo a potenziare l’ufficio Europa del Comune affinché nessuna opportunità di finanziamento comunitaria vada persa. Siamo dell’idea che si possa fare OPPOSIZIONE COSTRUTTIVA anche fuori dall'aula consiliare. La forza del Movimento 5 Stelle sono le idee.

Idee che troppo spesso mancano alla maggioranza e anche alle opposizioni che abbiamo visto NON operare nelle precedenti amministrazioni di Galatina.

PAOLO PULLI

Candidato sindaco di Galatina per il Movimento 5 Stelle

 
Di Albino Campa (del 16/09/2010 @ 18:04:00, in Comunicato Stampa, linkato 2014 volte)

La nostra richiesta di partecipazione non è caduta nel vuoto. Le adesioni sono pervenute da diversi fronti: l'account aperto su facebook "comitato Cambiamo Aria Galatina" ha raccolto centinaia di contatti in poche ore; singoli, associazioni e forze politiche hanno condiviso le nostre preoccupazioni e la nostra mobilitazione. Diverse sono le attività del comitato messe in cantiere atte a portare a conoscenza della collettività le nefaste conseguenze che deriverebbero dal coincenerimento del CDR nell'impianto della Colacem S.p.A., in aggiunta alle già inquinanti attività industriali presenti nella zona. La prima azione ci ha visti presenti presso la Commissione Ambiente tenutasi mercoledì 15 c.m., alla quale hanno partecipato tutte le realtà istituzionali del territorio maggiormente interessato, le quali hanno confermato la propria posizione contraria alla co-combustione di CDR. Una nostra delegazione ha protocollato e consegnato al Presidente Gabellone la proposta di delibera presentata dalle minoranze nel consiglio comunale di Galatina del 13 c.m., corredata da una lettera di presentazione che sintetizzava tutte le nostre posizioni. Abbiamo con soddisfazione preso atto della determinazione del Presidente Gabellone di tutelare come interesse primario la salute dei cittadini, andando a valutare con attenzione e rigore le conseguenze sul territorio del co-incenerimento del CDR, coinvolgendo ARPA e ASL quali enti accreditati alla rilevazione e studio degli effetti sull'ambiente. Al comitato "Cambiamo Aria" sino ad oggi hanno aderito:
I Consiglieri Comunali: Piero Lagna, Antonio Pepe, Daniela Sindaco, Daniela Vantaggiato, Azione Giovani, Azzurro Popolare, La Destra, Federazione della Sinistra, Galatina Tricolore, Generazione Italia, I Giovani Democratici, Italia dei Valori, Partito Democratico, Il Popolo di Galatina, Sinistra Ecologia Libertà, Adusbef, ARCI Kilometro 0, Azione Universitaria, Boys Arte e Cultura, Città Nostra, comitato per la difesa dell'ospedale e dei cittadini, I dialoghi Nohani, Lega Italiana Lotta Tumori, Unione degli Studenti. Le adesioni sono aperte a chiunque condivida il nostro progetto e a chiunque voglia informarsi sulle nostre posizioni. Il comitato si riunisce quotidianamente presso la sede UDS -Unione degli Studenti- in Via Scalfo 46 a Galatina dalle 21 in poi.

Il comitato Cittadino "Cambiamo Aria"

 
Di Albino Campa (del 26/04/2012 @ 18:00:42, in Comunicato Stampa, linkato 1510 volte)

Venerdì 27 aprile alle ore 20.15 presso il comitato elettorale di Piazza Alighieri a Galatina, la presentazione di "30 azioni in 180 giorni", i 30 punti programmatici che corrispondono alle azioni che si intraprenderanno nei primi 180 giorni di governo. Si tratta di piccoli ma rilevanti interventi che danno il senso di come si intenderà amministrare la città. Iniziative GIOVANI perchè tengono conto delle nuove esigenze e domande della società moderna, e CONCRETE perchè puntano a risolvere alcune delle problematiche emerse dal confronto con la gente. Si parte dal primo punto "In contatto sempre" (con il quale il Sindaco e la sua squadra si impegnano ad attivare strumenti e reti per mantenere sempre attivo il contatto con i cittadini), passando per "Stop alle telefonate" (azione che si ripropone, data la crisi e la necessità di un taglio netto dei costi della macchina amministrativa, di non far gravare sulle tasche dei cittadini i costi della telefonia mobile nell'ambito della pubblica amministrazione), e per "Nel centro antico si naviga" (con la quale la tecnologia sposerà l'arte e la storia, attraverso la copertura con sistema wireless per il collegamento ad internet nel cuore della città), fino all'ultimo punto "La diversità unisce e arricchisce", che prevede la programmazione di gemellaggi e scambi cultuali con altre realtà italiane, europee e mondali. E poi tanti altri punti, riguardanti i lavori pubblici, le attività culturali e di intrattenimento, gli aiuti alle famiglie, etc..., che verranno illustrati nel corso della serata.

Sabato 28 Aprile alle ore 18,00 presso il comitato elettorale del candidato sindaco Giancarlo Coluccia interverrà il vice presidente nazionale di Futuro e Libertà On. Italo Bocchino.

 

 

 

 

Sabato 28 Aprile  alle ore 20.00 presso lo Chalet delle Rose in Galatina l'alleanza di liste civiche ed il candidato Sindaco Carlo Carmine Gervasi, nell'amibito delle manifestazioni elettorali un incontro dibattito sul tema: "MOBILITA' SOSTENIBILE: RIFLESSIONI PER UNA PROGETTUALITA' CONDIVISA"

 

 

 

 

 
Di Albino Campa (del 07/09/2010 @ 17:45:44, in Comunicato Stampa, linkato 1627 volte)
Cutrofiano e Noha non possono morire sotto ettari di fotovoltaico!
Quando: 08/09/2010 (mercoledì)
Dove: Cutrofiano - Sala parrocchia S. Giuseppe   Mappa
Ore: 20.00
Organizzato: Amici del Territorio - Cuitrofiano (Le)


Il comitato Amici del Territorio di Cutrofiano, comitato fatto da tantissimi cittadini attenti e attivi che non vogliono vedersi sottrarre i propri Beni Comuni quali il preziosissimo e fertile territorio agricolo del feudo di Cutrofiano divorato da ben 200 ettari di morti pannelli fotovoltaici voluti per avidità e ingordigia di affaristi che vedono nella "Green Economy" solo un nuovo modo per fare soldi facili dando in cambio distruzione e desertificazione al territorio, con la perdita totale della naturalità e della salubrità dei luoghi vero patrimonio di tutti i cittadini, si stanno riunendo
mercoledì 09 Settembre
alle ore 20.00
presso la sala della Parrocchia di San Giuseppe in via Trapani a Cutrofiano.  Vedi la mappa
Per l'importanza dei temi trattati e per la grave emergenza in corso si invita caldamente a prendere parte all'incontro e darne massima diffusione.
Il Futuro del Salento passa attraverso l'interesse di ciascuno di noi.
Il Forum Ambiente e Salute
Approfondimento:
Ringraziando per il tempo noi dedicato, porgo distinti saluti.
Per il Forum Ambiente e Salute - settore comunicazione
Alfredo Melissano
Forum Ambiente e Salute
vico De' Fieschi, 2
73100 - Lecce
sito
 
Di Antonio Mellone (del 15/05/2016 @ 17:10:24, in NohaBlog, linkato 5910 volte)

Ho dovuto chiedere all’Antonio dell’anagrafe comunale di Noha qual è la sua data di nascita: “E’ il 14 ottobre del 1966.” - m’ha detto, richiudendo un librone ingiallito dal tempo, ed ha subito aggiunto - “Caspita, quest’anno compie 50 anni”.

*

Lui non se lo ricordava. Non si ricordava di questo importante traguardo. Anzi credo che non ci abbia mai pensato. Ma sì, a che serve ricordare le date dei compleanni se non sei abituato a festeggiarne, o a riceverne gli auguri su Face-Book. E poi, come diceva quel tale, hai sempre vent’anni quando non ci pensi, e quando non hai paura di averne più del doppio.

Non è altissimo. Ha la carnagione olivastra, anzi più scura. Forse perché è sempre abbronzato. Anche d’inverno. Ma mica per la frequenza del solarium di qualche centro estetico per vip (probabilmente non sa nemmeno che esistano queste diavolerie; né gli interessano i vip o gli smorfiosi pari loro), ma perché stando sempre all’aperto, lavorando nei campi di qualche “amico” che gli chiede una mano, o al cimitero, o in giro per il paese, è sempre baciato dai raggi del sole. Diciamo così.

I capelli sono neri con qualcuno che inizia a incanutirsi e molti altri a espatriare, e i muscoli non ancora vittime della forza di gravità. Voglio dire: muscoli da lavoratore instancabile più che da culturista, imbacuccati nei mesi freddi nel suo inseparabile giubbotto, a prima vista di due taglie più grande, e dai perpetui jeans, più o meno blu, sempre di una larghezza superiore al necessario. Ma quello che conta è la comodità, mica le chiacchiere di cui si nutre la moda.

La sua andatura è inconfondibile, dinoccolata, identica a quella della buonanima di suo papà Antonuccio, “manovale” di una ditta di fuochi artificiali, scomparso nel 2005. Gli occhi, invece, sono quelli di mamma Gina (Luigia Carrozzino), che, una fredda mattina del 10 gennaio 2006, dopo appena tre mesi di intervallo, segue il povero marito “nella stanza accanto”, affidando di fatto quel figlio ai suoi fratelli.

Proprio lui, il primo di nove. Lui il “grande” di casa, nato giusto nove mesi e qualche giorno dopo il matrimonio dei genitori. Amore grande, però fu. Allietato dall’arrivo anche di Giuseppe, di Roberto, dell’Adele, e poi di Eugenio Michele, di Salvatore, di Luigi, e dell’Anna Maria. E infine di Angelo, il piccolo di casa, che dopo nove mesi diviene “angelo” per davvero. Oggi avrebbe avuto 35 anni.

*

Lui è Pasquale Frassanito, ma tutti lo conoscono come Lino. Vabbè, c’è anche il nickname “Sparafochi”. Ma chi, a Noha e dintorni, non ne ha uno? Di soprannome, dico. E poi, che c’è di male: Lino è davvero un intenditore di fuochi d’artificio.

Dunque, Lino Sparafochi.

*

Poco tempo fa lo incontro e noto viso e occhio destro tumefatti: “Cosa è successo, Lino?” – gli faccio – “Sei caduto? No, non mi dire che è un pugno”. “None, noneee: lu dente ede, li morti soi”, e mi fa vedere un canino oblungo (e solitario) non proprio sfoggiabile in una pubblicità per dentifrici.

Mi chiede se ho in casa una pastiglia per i denti, ma non so proprio che pastiglia dargli. Gli dico che sarebbe il caso di farsi vedere da un medico, e che potrei accompagnarcelo io se vuole.

Assolutamente, no. Quando sente la parola “medico”, anzi “dottore” se la svigna. Se la darebbe a gambe anche se venisse a sapere che anch’io sono un “dottore”. Dottore commercialista, ma pur sempre un dottore. No, non si fida dei dottori. Di qualunque campo siano (e penso faccia fondamentalmente bene, ndr.). Non ne vuol sentire parlare nemmeno da lontano. E poi il dolore al dente prima o poi passa da solo. Basta aspettare. Delle volte passa prima il dente del dolore. Ma quello che conta non sono i denti, ma il sorriso. E Lino, nonostante i quattro denti superstiti, ha un sorriso bellissimo.

*

Lino è buono come il pane, e disponibile con tutti: è lui che innaffia l’aiuola della pubblica piazza (“se nu lu fazzu iu, sicca tuttu a quai”), nelle pubbliche manifestazioni sistema le transenne nelle strade principali, lava il sagrato della chiesa con pompa e scopa per liberarlo dal guano dei piccioni, predispone le sedie davanti alla cassa armonica della festa patronale (e alla fine della serata le rimette pure a posto, mentre tutti gli altri fanno finta di nulla), prepara le buche per la fiera dei cavalli, dà una mano all’allestimento del presepe vivente, accompagna gli operai delle ditte dei fuochi pirotecnici quando vengono a Noha, (a condizione che non si tratti di Michelino “Pipìo”, suo rivale e antagonista storico). Insomma è un bene comune, Lino. E’ uno che non farebbe male nemmeno ad una mosca, e poi puoi lasciare pure tutto l’oro del mondo in casa o in macchina: Lino non sarebbe in grado di approfittarsi nemmeno di uno spillo.

*

Il pomeriggio o la sera lo trovi in piazza, vicino al bar Settebello. Si diverte con poco. Gli basta vedere gli altri giocare a carte. O ascoltare le persone quando parlano di campi, di animali, del paese, e qualche volta di donne. Tanto poi birra e sigarette sono assicurate dagli amici (che, spero, non esagerino con l’una e con le altre).

*

Io lo considero come un mio amico. Quando lo becco in giro, mi ci metto a parlare volentieri. A volte preferisco conversare più con Lino che con tanti altri concittadini. Per dire. Preferisco lui davvero alla pletora di saputelli, perbenisti, petulanti, chattanti scemenze su fb, pseudo-politicanti, accoliti di Tizio o di Sempronio. Lo confesso: meglio la fantasia di Lino che i cervelli vuoti di tanti, troppi, che ti parlano di nulla, cadono dal pero anche sulle cose che un cittadino dovrebbe quanto meno conoscere per sommi capi, o che t’attaccano un bottone sui ristoranti o le pizzerie che frequentano, sulle loro macchine nuove, sui viaggi, le fidanzate, o, Dio non voglia, Renzi.

E poi, meglio il dialetto (perfetto) di Lino, che l’italiano sgrammaticato dei più, inclusi certi cosiddetti liberi professionisti della parola e della politica, che sovente, e purtroppo, parlano e scrivono come mangiano. Vedi i drammatici elaborati indirizzati urbi et orbi da parte di alcuni presunti amministratori locali, noti attori protagonisti del film horror: “Dimission Impossible”.

*

E sì che Lino è un portento quanto a fantasia: lui ha il cellulare (“ca moi è scaricu”); i giornalisti lo chiamano per intervistarlo (“iu essu sullu giurnale”); è lui il presidente della Fiera di Verona (c’è anche un bello striscione: “Lino, presidente fiera Verona” [sic]); ha una casa “china de coppe” (in effetti ad ogni fiera dei cavalli uno dei trofei più grandi è riservato a lui). Inoltre è lui il presidente del comitato festa patronale, è lui che sceglie le bande, i concerti sinfonici e i fuochi; e infine è a lui che il sindaco si rivolge per avere informazioni sul paese (magari fosse così, Lino: forse così il sindaco conoscerebbe meglio Noha e i suoi guai, ndr.).

E’ proprio vero: la logica può portarti da A a B. La fantasia ovunque. E Lino, in questi termini è un grande viaggiatore.

*

Ci sono pure dei pirla in giro per il paese che, in branco (mica da soli: non ne sarebbero in grado), provano a prenderlo in giro, con scherzi stupidi o squallidi atti di bullismo.

 

Non te la prendere, Lino. Chi prende di mira l’altro che considera “diverso” è incapace di andare oltre il proprio “normale” schema mentale (dove “normale” stavolta sta per gretto, insipiente e ottuso).

Che ci vuoi fare. Dobbiamo compatirli, questi grandissimi osceni del villaggio.  

Antonio Mellone

 
È nato il “comitato Nazionale Contro Fotovoltaico Ed Eolico Nelle Aree Verdi”. Come prima iniziativa pubblica del comitato Nazionale: si è levato un appello forte ed apartitico al Governo e a tutto il Parlamento, perché facciano rispettare la nostra Costituzione ed i diritti dei cittadini frodati, ingannati e danneggiati da questa maxi-speculazione della Green Economy Industriale in atto , perché si abroghino d’urgenza gli immorali ed esosissimi incentivi pagati da tutti i cittadini a queste implementazioni industriali per la vendita delle energie rinnovabili, che come tali, per il loro elevatissimo impatto ambientale, non sono più energie “pulite” !!!

Perché sia imposta una moratoria urgente per tutte le miriadi di impianti eolici e fotovoltaici industriali in progetto nel paesaggio del Bel Paese, l’ Italia, e che comporterebbero se realizzati la cancellazione totale di tutto ciò che significa “Italia” nel mondo, nonché gravi problemi di disagio e mobilitazione sociale a difesa del vitale spazio vitale e del territorio! Fatta l’Italia, fatti gli italiani, dopo 150° anni di speculazioni crescenti, ed impennatesi esponenzialmente oggi nella grave aberrante iper-speculazione della mala della Green Economy Industriale, ora abbiamo bisogno di rifare il paesaggio identitario, rurale, storico e naturale, d’Italia, e di farlo risorgere e restaurarlo a 360°!

Il gruppo, dall’eloquentissimo nome “comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi”, nato su facebook (http://www.facebook.com/groups/192311587488270), ma già attivo anche nella realtà delle relazioni umane e sul territorio, ha ormai raggiunto e ampiamente superato la simbolica soglia “dei 1000” iscritti, nonostante si sia costituito solo da pochissimi giorni! Vi è un malumore dilagante, enorme, in tutta la Nazione, da un capo all’altro della penisola e sulle sue isole, che sta trovando così sfogo e forme di coordinamento ed organizzazione, attraverso il canale iniziale del social network di internet facebook, per reagire contro la mala della Green Economy Industriale, che tiene quasi del tutto in mano l’informazione di molte tv nazionali, e ha creato una macchina di controllo mediatico fittissima, atta a non dare voce, e a gettare fango su chi sta cercando di fare emergere tutta la Verità relativa al sistema di fondamentalismo fanatico interessato falso-verde, neo-industrialista, mistificatorio, e iper-speculativo, cresciuto sul tema, strumentalizzato oltre ogni immaginazione, dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Una macchina impressionante della menzogna che ha trasformato immoralmente le energie rinnovabili, che con forme virtuose di utilizzo dovevano negli intenti iniziali, salvare il nostro Pianeta, nel più grande e devastante per lo stesso Pianeta, business fraudolento di inizio millennio! La gravità di quanto avvenuto, se da un lato distrugge l’ambiente ed il paesaggio in ogni dove ed in ogni direzione con impianti di dimensioni mastodontiche a fini puramente economici, dall’altro sta erodendo democrazia e libertà, oltre che calpestando diritti fondamentali dei cittadini. Il gruppo pertanto indirettamente persegue anche l’obiettivo, altra faccia della stessa medaglia della protezione del paesaggio, di salvare anche la stessa “filosofia buona di fondo” delle energie rinnovabili, da queste aberrazioni mostruose industriali ed oligopolistiche che le stanno snaturando profondamente, e rubando di fatto ai cittadini medesimi!

La forza del vasto crescente gruppo sta anche nella sua costitutiva apartiticità ed al contempo apertura a tutti senza distinzioni alcune a tutti coloro che stanno percependo in tempo tutta la gravità della catastrofe falso-verde in corso! Anche da diverse associazioni nazionali, ormai nella sostanza del tutto pseudo-ambientaliste, scivolate nella macchina speculativa della Green Economy, numerosi sono coloro che stanno prendendo le distante dai loro direttivi degenerati, e stanno sostenendo queste nuove realtà organizzative espressione della necessità di reagire e di salvare la vera “ecologia”, dall’ ecologia malata e strumentalizzata che oggi l’ Italia subisce come un flagello! Il Gruppo è totalmente aperto a chiunque sia contrario e sensibile alla devastazione del paesaggio da impianti industriali fotovoltaici ed eolico sulle aree verdi.

In quasi tutto il territorio nazionale è in scandaloso corso una installazione selvaggia di impianti industriali fotovoltaici a terra in zone agricole e naturali e sui laghi, e di eolico, con torri di media e mega altezza (fin anche oltre 100 m ,e anche 150 m), tanto in mare quanto sulla terraferma, spesso anche senza alcuna informazione del cittadino. Viene calpestata il più delle volte ogni buona norma per la distanza degli impianti da abitazioni e presenze umane. Chi ne viene danneggiato, case sparse ed agriturismi, non è giusto che debba subire i danni materiali da deprezzamento dell’immobile oltre le spese per difendere i propri beni da tali scempi, e danni morali e psico-somatici da impatto ambientale (acustici, visivi, elettromagnetici) per 20 anni fino a dismissione dell’impianto. Inoltre essendo autorizzazioni “rinnovabili” è probabile che avendo già una predisposizione possano rimanere per sempre operanti in loco. Quindi dobbiamo batterci sia per noi stessi che per le bellezze naturali d’Italia, prima vanto e attrazione turistica, ora deturpate da questi mostri che dovrebbero produrre energie “pulite” alternative e non distruttive del territorio, che pertanto pulite non sono. Siamo favorevoli alle energie alternative, ma sui tetti e tettoie di tutti gli edifici recenti, per l’autoconsumo, sopra i capannoni industriali, nei parcheggi, autostrade ecc., purché si eviti di sottrarre i terreni all’agricoltura e ai paesaggi ricchi di verde della nostra nazione.

Siamo stati tutti in prima linea nella lotta contro la “Pazzia del Nucleare”, e lo abbiamo fatto perché credevamo e crediamo davvero nella possibilità di produrre energia pulita per rispettare ambiente e paesaggio insieme, attraverso il fotovoltaico ubicato sui tantissimi tetti inutilizzati degli edifici recenti, ed è per questo che affermiamo che sarebbe un crimine continuare ad appioppare il falso nome di “energie pulite” al mega e medio eolico e al fotovoltaico nei campi e sui laghi con cui si vuole oggi distruggere la nostra nazione, l’Italia, il giardino bello del Mediterraneo con la cornice del suo incantevole mare, la più bella nazione del mondo culla di cultura e vita, da millenni! I principi fondanti delle richieste di questo gruppo: sono sintetizzati nel nome del gruppo stesso "comitato Nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi", e, alla luce dell'attuale tecnologia eolica falcidia uccelli e paesaggio, si aggiunga "e nel mare"; Pertanto:

-) Sì solo al fotovoltaico sui tetti di tutti gli edifici recenti – e sottolineiamo “recenti” per evitare di dare lo spiraglio ad altri disastri della Nazione da iper-sfavorire, dei suoi centri, palazzi e luoghi storici;

-) No al mega e medio eolico ovunque per il suo danno paesaggistico di portata chilometrica.

Il principio forte e nuovo, e più onnicomprensivo, che viene lanciato da questo comitato,  è la “DECEMENTIFICAZIONE”, che noi chiediamo per la nostra Nazione, la sua bonifica dal cemento, di cui questa mala della Green Economy Industriale è figlia (vedi basamenti di cemento di torri eoliche e pannelli nei campi), e quindi la sua rinaturalizzazione, in cui crediamo, e che vogliamo e che sappiamo, in coscienza e scienza, essere davvero fattore strategico per la nostra vita e crescita culturale umana ed economica! Di fronte alla noncuranza con cui taluni difendono il fotovoltaico industriale a terra, sebbene quasi tutti, sono persone più o meno direttamente collegate al nero business sottostante, ci chiediamo retoricamente “quanti hanno un’idea di come viene prodotto il cibo che tutti noi consumiamo”!? Solarizziamo pertanto tutti tetti gli sconfinati tetti degli edifici recenti, e solo dopo averlo fatto valutiamo cosa serve ancora all' Italia davvero, e vediamo un po' intorno a noi, solo allora, cosa offrono i vari “pifferai magici” per poi decidere con saggezza; la stessa saggezza di chi dirà si oggi solo al fotovoltaico sui tetti per salvare campi, mare e cielo, vita, nerezza paesaggio! Sui tetti delle brutture della modernità del cemento i pannelli fotovoltaici non possano peggiorare in alcun modo tali orrori, al più su questi edifici recenti i pannelli possono dare un tocco di estetica! Tutt'altro il discorso per edifici storici e centri storici dove ai normali pannelli occorre sostituire e pensare, se proprio anche lì dei privati vogliano ubicarvi impiantini solari, a soluzioni iper-integrate, innovative e di zero impatto estetico!

Alcune associazioni  falso-ambientaliste stanno tentando di favorire soluzioni miste tra fotovoltaico ed agricoltura, con serre fotovoltaiche, panelli sospesi ecc. che comunque sottraggono la risorsa “Sole”, al mondo vegetale e pertanto di dubbia efficacia e di conclamata dannosità paesaggistica, pur di favorire ancora la fotovoltaicizzazione ed iperelettrificazione speculativa dei campi, sulla cui nocività per innumerevoli fattori (dall’ uso dei diserbanti, ai campi elettromagnetiche, ai componenti nocivi dei pannelli, come per il Tellururo di Cadmio, l’Arseniuro di Gallio, ecc.) oggi colpevolmente da parte delle autorità pubbliche preposte (Asl, ARPA, ecc.) ancora non si indaga adeguatamente, con il grave rischio di avere tra qualche anno un’emergenza del tipo di quella “amianto” causata da una eccessiva superficialità iniziale!

Le stesse associazioni, mere scatole svuotate degli originari valori statutari ecologisti, si dicono, strumentalmente, “favorevoli all’ubicazione dei pannelli fotovoltaici in zone agricole”, che essi definiscono “degradate”! “Degradate” !? Ma non si deve assolutamente introdurre in queste logiche il concetto stesso di zone degradate!!! Sarebbe iper-sbagliato! Nelle cave, ad esempio, si facciano laghi, si piantino piante, si coltivi! Nelle aree degradate agricole, inquinate, cementificate, le si de-cementifichi, le si bonifichi dagli inquinanti e le si ri-naturalizzi! Le si rimboschisca, se si ha davvero a cuore i clima del globo, e soprattutto il microclima e la biodiversità! Le si facciano tornare campi e pascoli fertili e produttivi!

Le aree degradare dall'uomo ad hoc esistono già e si chiamano "zone industriali" preesistenti, e tante con tanti lotti inutilizzati ancora, o dismessi, e son pure già urbanisticamente infrastrutturate ad hoc per la sicurezza, e programmate non certo per viverci! I pannelli fotovoltaici vadano su tetti di tutti gli edifici recenti, migliaia di ettari inutilizzati e biologicamente morti, di nullo valore estetico! Solo dopo averli occupati ci metteremo a tavolino e decideremo cosa altro ci serve in termini energetici! E faremo eventualmente altre concessioni, come sistema Italia, ma intanto anche la tecnologia delle rinnovabili sarà avanzata, più efficiente e di minore impatto, rispetto a quella attuale di eolico e fotovoltaico, tecnologicamente disponibile sul mercato, e che siamo costretti ad affrontare! Il concetto di area degradata pro-fotovoltaico è pericoloso, pericolosissimo, si presta a mille invenzioni diaboliche da parte delle male lobbies di speculatori politico-imprenditoriali, scoraggia ogni futuro intervento di restauro paesaggistico, di cura del paesaggio che deve partire proprio dalle aree degradate e che deve essere il contributo che da noi tutti più deve giungere alla cultura amministrativa italiana, dove deve divenire pratica prioritaria!

Ed inoltre in un circolo vizioso, tale concetto porta a degradare strumentalmente aree oggi non tali, al fine di favorirvi la speculazione, quasi fisiologicamente “mafiosa”,  della Green Economy Industriale, fisiologicamente tale poiché fondata non sui doni della terra o del sole e del vento, ma sui nostri incentivi pubblici, e poiché depreda noi tutti non solo dei nostri denari, ma anche del nostro vitale habitat e del nostro paesaggio, il libro aperto al cielo della nostra storia ed identità, la scenografia della piacevolezza della nostra esistenza! Paesaggio che questa estesa mala distrugge incostituzionalmente ed immoralmente come nulla mai sin ad oggi nella storia umana, con rapidità ed estensità inaudite! Si deduce oggi dalle ultime normative  che: sono utilizzabili terreni da almeno 5 anni non coltivati per l’ubicazione dei pannelli nei campi per impianti industriali, cioè volti alla vendita dell’ energia”! Ma che significa?! Sono follie! Si vuole far passare per degradati terreni non coltivati da 5 anni almeno? Ma son proprio quelli i terreni più naturalmente fertili!! Ma si è smarrito ogni rapporto con la natura, con la scienza millenaria dell’agricoltura: sono i terreni a riposo, quelli più arricchiti di humus, quelli a più alto potenziale di fertilità! Si è dimenticato, nella pazzia speculativa dell’industrializzazione chimica dell’agricoltura che fa oggi massiccio uso di abbondanti, e anche nocivi, fertilizzanti chimici, concetti come il “riposo dei terreni”, le “rotazioni delle colture”, il “maggese”! I terreni "degradati" non esistono! E se esistono non devono esistere più!

Tutta la degenerazione del tessuto socio-politico ambientalista italiano si evince nella delittuosa scomparsa di qualsiasi politica di rimboschimento, e di riforestazione vera, estesa, partecipata e razionale dell’Italia, che dovrebbe essere la priorità di ogni impegno in favore del clima e del microclima e non solo, del suolo, della salubrità dell’ambiente, della biodiversità, del paesaggio e dell’economia silvo-agro-pastorale. Invece si concedono finanziamenti pubblici fortissimi per una speculazione, quella industrializzante del fotovoltaico a terra che desertifica artificialmente vetrificando migliaia di ettari ed ettari di territorio, depauperandone l’ humus vitale, cancellandone la biodiversità, ed estirpandone ogni cultura, anche persino della vite e dell’ olivo, delle blasfemie,  in nome di politiche di facciata contro i cosiddetti “surriscaldamenti climatici” ed il conseguente rischio di naturale desertificazione cui ampie zone dell’ Italia e del Mediterraneo sono sottoposte, come dichiarato dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite-ONU (si pensi solo ad esempio alla Puglia). Siamo al paradosso più totale ed umanamente intollerabile!   Ed è questa una denuncia forte che il comitato lancia affinché il mondo politico-amministrativo italiano ripercorra con decisone la strada dei rimboschimenti, come stanno facendo numerosi paesi europei e del mondo, dall’ Inghilterra alla Cina, abbandonando la mala strada innaturale e esecrabile della industrializzazione all’energia delle campagne!

Urge una rievangelizzazione alla cultura dell’ elementarità della natura della nostra società e di tutta la nostra presente e futura classe dirigente! Quella odierna, di destra sinistra e centro, ha fallito non solo davanti al popolo italiano, davanti alla costituzione che calpesta! Ha fallito il suo ruolo storico davanti alla Natura, e questo è gravissimo! Anche questa è una missione culturale, tra le missioni politiche-ambientaliste fondanti! Un impegno per la vita e per la bellezza della nostra sacra nazione Italia! le procedure adottate da comuni e provincie che in molti casi risulterebbero difformi ed irregolari.le procedure adottate da comuni e provincie che in molti casi risulterebbero difformi ed irregolariDa tutta Italia, come prima iniziativa del comitato, di fatto spontaneamente costituitosi intorno a questo gravissima deriva della nostra democrazia che la Green Economy Industriale odierna fortemente rappresenta, con il grave logorarsi conseguente ed il venir meno anche delle più elementari garanzie e del rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, Si leva un appello forte al Governo e al Parlamento tutto perché intervengano facendo rispettare la nostra Costituzione ed i diritti dei cittadini frodati, ingannati e danneggiati da questa maxi-speculazione della Green Economy Industriale in atto, ed un appello ogni uomo politico italiano, di qualsiasi schieramento, perché si abroghino d’urgenza gli immorali ed esosissimi incentivi pagati da tutti i cittadini a queste implementazioni industriali per la vendita delle energie rinnovabili, che come tali, per il loro elevatissimo impatto ambientale, non sono più energie “pulite” !!!

Chiediamo il taglio  in maniera retroattiva di tutti gli incentivi pubblici per tutti gli impianti eolici e fotovoltaici già realizzati, di qualsiasi potenza, industriali, cioè destinati alla produzione di energia prioritariamente per la vendita e non per l’autoconsumo, e l’azzeramento del meccanismo mistificatorio e falso-ecologista dei “certificati verdi”, ma una tassazione permanente per tutti questi impianti per il danno immane che arrecano al Paese e alla qualità della vita dei cittadini, ovunque in rivolta contro questi orrori industriali ubicati sulle campagne, in mare e persino sui laghi! Una “tassa sul brutto” che scoraggi definitivamente e che renda economicamente del tutto sconvenienti ulteriori simili sfregi e tentativi speculativi ai danni del paesaggio italiano! In tutto il percorso autorizzativo degli impianti industriali da rinnovabili i cittadini, scientemente, nella maggior parte dei casi, non sono stati messi adeguatamente a conoscenza degli iter autorizzativi, né tantomeno dei progetti, della loro entità e dell’impatto sui luoghi e sulle economie locali. La mancanza di rispetto del diritto dei cittadini locali da parte delle amministrazioni, nel coinvolgimento  e nell’informazione, previsti a norma di legge per queste tipologie d’industrie, è vergognosa, soprattutto alla luce dei fatti ormai noti di errori grossolani di progettazione, falsità e di anomale omissioni e dimenticanze. Si tagli il finanziamento statale a questa frode assurda della Green Economy Industriale, che, strumentalizzando e calpestando al contempo l’ “ecologia”, grava pesantemente sui cittadini e sulle casse dello Stato, con bilanci da intere finanziarie, senza alcun beneficio per l’ambiente, ma anzi con innumerevoli danni ad esso ed al paesaggio italiano tutelato dalla Costituzione italiana, art. 9, tra i principi fondamentali. Un danno incalcolabile all’economia del Bel Paese fondata sul paesaggio attraverso il turismo! Una speculazione che inoltre disperde le ricchezze finanziarie statali, le volatilizza, poiché gran parte dei guadagni finiscono all’estero attraverso il coinvolgimento nelle proprietà di questi impianti di istituti bancari stranieri e ditte estere, con sistemi di scatole cinesi, che portano talvolta, o meglio spesso, a società off-shore con sede nei paradisi fiscali! Anche ed ancor più all’indomani del referendum contro il nucleare, con il quale gli italiani hanno espresso la volontà di favorire forme di produzione dell’energia davvero ecocompatibili e pulite, il fotovoltaico industriale che vetrifica e desertifica i campi, sottraendo spazio alle colture, ai pascoli e alla vita selvatica, ed il mega e medio eolico che falcidia i volatili e sfigura catastroficamente il paesaggio quotidiano di ognuno di noi, devono essere fermati, e sostituiti da una politica volta a favorire le produzioni di energia rinnovabile in forme davvero pulite, eticamente parlando ed ecologisticamente, che sostituiscano le forme industriali sopra accennate fisiologicamente di grave impatto ambientale: occorre favorire pertanto l’autoproduzione di energia del sole con pannelli fotovoltaici ubicati sui tetti degli edifici recenti, superfici queste biologicamente morte, inutilizzate, estesissime per centinai e centinaia di ettari; le ubicazioni su di esse dei pannelli capta sole hanno pertanto un impatto nullo ambientale ed estetico, con azzeramento del consumo di vivo suolo, e massimo rispetto del paesaggio e degli edifici, luoghi e centri storici. Si pensi alle enormi superfici dei capannoni industriali, di scuole, altri istituti, ospedali, caserme, uffici pubblici, condomini, civili abitazioni di epoca recente, parcheggi coperti, stazioni ecc. ecc. Non solo, in tal modo si aiutano direttamente i privati che installando i pannelli sui tetti di loro proprietà ne conseguono immediati sgravi in bolletta, senza più alcuna speculazione ai loro danni e ai danni delle casse dello Stato intero! Prima si inizi, con la politica dei piccoli passi, a solarizzare i tetti degli edifici recenti, all’indomani del recente referendum, rimandando alla fine di tale operazione, la valutazione di ulteriori strategie energetiche, dopo aver ponderato i virtuosi risultati così ottenuti dal paese in termini energetici!

Inoltre un appello a tutti gli enti preposti ai controlli sulle autorizzazioni rilasciate, a tappeto, si laddove per situazioni omertose o altro non vi siano esposti, sia laddove ci siano già esposti alla Magistratura per irregolarità, falsità ed omissioni! Autorizzazioni che devono essere revocate in autotutela a difesa dei cittadini vittime di tali soprusi e vengano riconosciuti i danni morali e materiali subiti. Si chiede al Governo una moratoria urgente per gli impianti industriali fotovoltaici a terra ed eolici, considerata la necessità di verificare le procedure adottate da Comuni e Province che in molti casi risulterebbero difformi e irregolari, e soprattutto al fine di impedire la catastrofica e generalizzata devastazione che la loro realizzazione comporterebbe per grandissime aree dell’intero paese, che verrebbero stuprate profondamente e snaturate senza neppure poter trovare precedenti storici oggi, per descriverne sensitivamente l’ immane portata! L’appello ad un impegno politico-trasversale forte per salvare, con l’economia di questo nostro Paese, forse per la prima volta nella sua storia, anche il paesaggio e la natura, che questi impianti falso-ecologisti, e dalle falsissime e artatamente gonfiate ricadute occupazionali, di eolico e fotovoltaico industriali, distruggono ignominiosamente! La crescente rete di persone incontratasi su facebook  costituirà un comitato Nazionale legalmente riconosciuto che sia anche portavoce e cassa di risonanza forte di tutti e possa presentare delle mozioni ai responsabili dell’ambiente! Un comitato che nasce già dalla confluenza di tantissime realtà associative, e comitati locali e nazionali e di tantissimi cittadini italiani e non amanti del paese più bello del mondo! Vogliamo essere quanto più apartitici possibile, o pan-partitici, la lotta per la difesa del territorio è appena iniziata e chi condivide questo nostro approccio alla soluzione dei problemi di tipo ambientale è invitato ad iscriversi su facebook al link: comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi” link: http://www.facebook.com/groups/192311587488270


Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio, della Salute e dei Diritti del Cittadino

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento – Rete Apartitica

 
Di Albino Campa (del 14/09/2010 @ 16:19:56, in Fotovoltaico, linkato 1859 volte)
NOHA 12 Settembre 2010,
Fiera della Madonna delle Grazie.


La lotta
per salvare la terra dall'invasione del fotovoltaico continua. Forse per il nostro primo cittadino, citato negli appelli a tutti i nostri incontri informativi in quanto, appunto, primo fra tutti, è poco rilevante che sotto le mascelle stritolatrici della Fotowatio s.r.l. (e presto anche della Sun Raj, della Emmec 2, della Tecnolights, della GM Solar, Fabrika ed Energyca sun, più altre 4 piccole società nostrane) ci finiscano i nostri cozzi e la nostra terra.
Evidentemente cozzi e terra non gli appartengono visto il suo totale disappunto sul loro valore oggettivo. Preferisce barattarli per chissà quale ristrutturazione di canili e di giardinetti e perdere un polmone di quasi 200 Ha di campagna. E non solo, tra qualche anno, quasi certamente, saranno altrettanti cimiteri di macerie.
Terra uguale a discarica
, questo è il frutto dell'opera di chi deleghiamo a prendersene cura.
Nessun utile per i residenti, nessun utile per la terra, nessun ritorno di energia pulita, ma solo loschi affari per società straniere e non che approfittando di una legge Italiana distratta, mungono i nostri risparmi incassando milioni di incentivi
. Questo dichiarano i nostri amici di Forum Ambiente Salute.
Sovente i nostri rappresentanti giurano sulla Costituzione della Repubblica Italiana, ma o non ne conoscono il contenuto, il che è grave (per esempio nell'art. 9, il secondo comma recita "La repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione") oppure conoscono il contenuto, ma si comportano da perfetti spergiuri, il che è ancora più grave.
Quindi i cittadini di Noha e di Galatina si ribellano a questo sopruso ed a questa imposizione istituzionale. Alla manifestazione della Fiera della Madonna delle Grazie i cittadini che amano la loro terra, terra già benedetta da Dio, hanno dimostrato spontaneamente la loro contrapposizione allo scempio che si sta consumando a due passi delle loro case. Si sono messi in fila, con il documento di identità, per "donare" la loro firma per una giusta causa. Oggi "i dialoghi di Noha" parlano in nome di 200 cittadini, a breve saranno 500, 1000, 2000.
Insomma a prendere l'abbaglio non saranno solo quei quattro gatti del comitato, ma un'intera comunità.




Il comitato
 
Di Albino Campa (del 02/05/2011 @ 16:02:04, in CDR, linkato 1706 volte)

Si è tenuto venerdì 29 Aprile presso la Provincia di Lecce un presidio del comitato “Cambiamo Aria” per rompere il silenzio che si è abbattuto sulla vicenda del coincenerimento in Colacem. E’ per questo che il comitato “Cambiamo Aria” ha deciso di chiedere un incontro immediato con il Presidente Gabellone, il quale, unitamente all’Assessore Perrone ed al Consigliere Roberto Marra, ha prontamente dimostrato la disponibilità all’ascolto e ha dato ampie rassicurazioni di partecipazione e collaborazione, per cercare il bandolo di una difficile e spinosa matassa, che investe come un uragano la salute pubblica. L’ottimo risultato incassato dal comitato è che nessuna autorizzazione sarà concessa prima che la Provincia abbia effettuato autonomamente un monitoraggio sulla situazione attuale di inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua nell’hinterland su cui insiste Colacem. Inoltre il Presidente Gabellone ha assicurato che l’iter amministrativo terrà conto di tutte le osservazioni che arriveranno sulla vicenda da parte dei Comitati, dando la possibilità agli stessi di protocollare delle repliche alle risposte presentate da Colacem ad integrazione del suo progetto, in base alle quali il coincenerimento di CDR apparirebbe come un miracolo ecologico. Infine il Presidente ha sfatato un equivoco su cui i fautori del coincenerimento e la stessa Colacem hanno giocato in questi mesi: l’autorizzazione ad incenerire CDR non è il alcun modo legata al ciclo dei rifiuti salentini, che ne rimane estraneo, né sarebbe alternativa alla creazione di un inceneritore locale, mai previsto, né ora né in futuro, sull’intero territorio provinciale. In parallelo procede la richiesta di convocazione di un nuovo Consiglio Provinciale, presentata dall’IDV e sottoscritta dal PD, che, ricalcalcando l’ordine del giorno originariamente adottato dalla Commissione Ambiente della Provincia, possa tornare ad esprimere il proprio parere politico contrario alla possibilità di coincenerimento. Da non dimenticare, tra l’altro, che sul nostro territorio aleggia la minacciosa e disastrosa richiesta, sempre allo studio della Provincia, di autorizzazione di un esperimento pilota di incenerimento di ceneri e fanghi industriali, oltre a biomasse e rifiuti, da istallarsi nella zona industriale di Soleto. Non permetteremo che il nostro territorio diventi terreno di colonizzazione di impianti inquinanti e dannosi, che continuano ad attentare alla nostra salute; continueremo a batterci per impedire ogni forma di ulteriore aggravamento del rischio di inquinamento e per attuare un costante e pressante monitoraggio sulla situazione esistente. I margini della discussione sono ancora aperti e l’esito non è per niente scontato, ogni tanto i cittadini riescono a vincere sugli inceneritori.

comitato “Cambiamo Aria”
 
Di Antonio Mellone (del 26/06/2014 @ 15:57:17, in NohaBlog, linkato 2462 volte)

La mia amica Maria Rosaria sa come provocarmi. Stavolta, non bazzicando io su face-book (vengo male di profilo), mi manda un sms in cui mi riferisce che la festa dei Santi Pietro e Paolo di Galatina è stata sponsorizzata nientepopodimenoche dal TAP (Trans Adriatic Pipeline).

*

Ho capito subito che non si trattava di un macabro scherzo ma della pura verità. Anche perché, lungi dal credere che i signori del TAP fossero consacrati ai due nostri santi apostoli, sapevo da tempo che esistono dei personaggi negli staff di codeste organizzazioni che hanno il compito di convincere popolazioni, associazioni, confraternite, confesercenti, comitati-feste, congreghe, pescatori e via di seguito circa la bontà delle loro “grandi opere”. Ne sono un esempio lampante, tanto per fare dei nomi, il MOSE, l’EXPO 2015, il MUOS, LE-DISTESE-DI-PANNELLI-FOTOVOLTAICI-IN-MEZZO-AI-CAMPI, il MEGA-IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO (targato Roberta), il MEGAPORCO PANTACOM,  il TAV, la SS 275 (la strada statale a quattro follie verso S. Maria di Leuca).
Ma, come noto, agiscono così anche altri gigli di campo come l’ILVA di Taranto (la famosa fabbrica di tubi in acciaio e cancro), e, tanto per non andare troppo lontano, la COLACEM.
Sì, nella stragrande maggioranza dei casi per edulcorare la pillola o indorare la supposta si cerca di trasmettere un rassicurante senso di compatibilità e armonia ambientale (è più o meno come pubblicizzare le sigarette che fanno bene alla salute dei polmoni); si blatera di “ricadute occupazionali” e di “volano per lo sviluppo” (tanto per arricchire il lessico); si promette il solito risparmio sulla bolletta energetica (gli allocchi che credono agli asini che volano sono ancora un’infinità); e, ciliegina sulla cacca, si certa di realizzare, come dire, una sorta di captatio benevolentiae attraverso la sponsorizzazione di eventi sportivi, associazioni culturali, concorsi a premi, borse di studio, tornei, motoraduni, sfilate, restauro di altari e, novità dell’ultim’ora, feste patronali.

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Per gli atei-devoti che frequentano le pie novene e che non lo sapessero ancora, diciamo che il TAP è un gasdotto, anzi una joint venture internazionale che ha intenzione di perforare il suolo in profondità, di tagliarlo per mare e per terra per centinaia di chilometri solo “perché ce lo chiede l’Europa”.
Questo gasdotto (opera privata definita con un certo sense of humour di pubblica utilità) dopo aver attraversato l’Adriatico, dovrebbe sbarcare nel Salento, più o meno nei pressi delle belle spiagge di Melendugno (sennò che gusto ci sarebbe nel trasformare la Puglia in una servitù di passaggio e in una terra di inutile accumulazione di fonti energetiche senza il colpo di grazia agli ultimi baluardi della grande bellezza).
Ma non è solo questo. TAP, infatti, è per forza anche sinonimo di inquinamento, compreso quello dei mezzi che lavoreranno per anni per la realizzazione dell’opera, nonché quello connesso alle inevitabili perdite di gas, nei mari, nel sottosuolo e nell’aria.
Nel mare, per dire, si prospetta un cantiere caratterizzato dalla presenza di navi di supporto e di svariate escavatrici meccaniche, che come dei lombrichi scaveranno davanti per espellere detriti dal didietro. Ovviamente la roccia impermeabile dei fondali non è della consistenza della margarina. Ergo queste trivelle orizzontali necessiteranno tra gli altri anche di lubrificanti costituiti da olii emulsionati e altre schifezze la cui composizione spesso è coperta da segreto industriale. Tutto materiale che ovviamente andrà a finire nei fondali marini, nei pesci, in noi.
Per non parlare del fatto che, una volta approdato nel Salento, il TAP avrà bisogno di una centrale di pressurizzazione che, oltre ad occupare un’altra area, parrebbe di 12 ettari (e te pareva), rilascerà non olezzo di profumo Chanel n. 5 o altra acqua di colonia ma esalazioni ed altre emissioni appestanti dappertutto, e con tanto di colonna sonora (altrimenti detta inquinamento acustico); senza citare il resto dei danni alla flora, alla fauna e a ciò che rimane della povera catena bio-alimentare.
Dulcis in fundo? Sembra che anche i TAP-dirigenti candidamente ammettano che una struttura del genere abbia una durata media di 50 anni, al termine dei quali verrebbe chiuso il rubinetto e abbandonato tutto in loco, e buonanotte ai suonatori (della pizzica di San Paolo).

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Ma a quanto pare l’inquinamento del TAP non sembra essere solo ambientale, evidentemente è anche sociale, culturale, intellettuale, mentale. Basta leggere le risposte date al telefono a Raimondo Rodia da parte di un esponente del comitato festa patronale di Galatina - secondo cui non sarebbe importante la provenienza dei 30 denari ma il loro utilizzo - per averne la prova inconfutabile. Come si fa a proferire una scemenza del genere e soprattutto in nome di quale etica rimane il più classico dei misteri dolorosi.

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Ma poi mi chiedo ancora se non sarebbe più “cristiano” che a finanziare la festa di un santo patrono fosse la comunità tutta, autotassandosi come fanno altrove senza il bisogno di presentarsi al cospetto dei marpioni di turno con il cappello in mano.
E’ davvero così difficile che i 30.000 galatinesi si mettano una mano sulla coscienza e l’altra in tasca per tirar fuori due euro (dico 2 euro) pro-capite per racimolare una cifra più che sufficiente per dar vita a dei festeggiamenti decorosissimi e soprattutto “partecipati” (in tutti i sensi)?
Se davvero così fosse (o non fosse) significherebbe che il popolo di Galatina ha ceduto se stesso, la sua vita, il suo territorio a chi crede che tutto possa essere comprato, dandosi così alla più abietta forma di prostituzione. E allora meglio sarebbe, per uno scatto di dignità, boicottare questa benedetta festa patronale.

***

Mi sarei aspettato che il mio sindaco, sul tema, avesse proferito più o meno queste parole: “Cari concittadini, per sentirci comunità non abbiamo bisogno di imbonitori, ma di determinazione e fantasia al fine di preservare la nostra storia, la nostra terra, la nostra serietà. Diciamo una buona volta un secco no a chi ci vuole come un popolo ubbidiente e cieco, rassegnato, fatalista e prezzolato che non s’accorge – o non gliene importa niente – se gli sottrarranno terra e democrazia. Riscattiamoci dal morso di questa nuova tarantola, rappresentata da un capitalismo di rapina che privatizza gli utili e socializza le perdite, credendo poi di darci il contentino sotto forma di sponsorizzazione”.
Ma per sentire un discorso di questo tenore da parte di Mimino nostro ci vorrebbero due miracoli: uno di San Pietro ed un altro di San Paolo. In contemporanea.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 14/01/2011 @ 15:41:20, in Fotovoltaico, linkato 2169 volte)

Una petizione contro i megaimpianti fotovoltaici industriali e sperimentali sul territorio agricolo del comune di Cutrofiano, dove si sta realizzando, con il parere favorevole di Legambiente nazionale, l’impianto di Exalto s.r.l. su 26 ettari. Partiti, movimenti, liste e gruppi politici locali, associazioni, comitati e tutti gli altri organismi sociali presenti e operanti sul territorio comunale, rivolgono al sindaco ed al consiglio comunale di Cutrofiano una petizione promossa dal comitato “Forum Amici del Territorio”, in cui si dichiara la netta contrarietà agli impianti che s’intendono porre in essere.

Considerando che con le diffuse attività estrattive attraverso la coltivazione di cave a cielo aperto ed ipogee, il comune di Cutrofiano è già stato irrimediabilmente deturpato, i sottoscrittori della petizione denunciano l’abnorme proliferazione su tutto il territorio comunale di progetti riguardanti insediamenti produttivi di energia elettrica aventi carattere industriale altamente invasivi, quali impianti di centrali elettriche fotovoltaiche di media e grande estensione.

La realizzazione indiscriminata di tali impianti porterebbe, secondo il fronte del no, allo stravolgimento del territorio agricolo, alla devastazione del paesaggio tipico salentino, alla svalutazione economica di immobili limitrofi agli impianti, allo scoraggiamento di investimenti per attività agro-turistiche nuove ed esistenti, “vero motore economico nel futuro della comunità cutrofianese”: “La smisurata incentivazione del Conto Energia italiano, la più alta al mondo – si legge nel testo -, su sistemi industriali di energie rinnovabili tecnologicamente poco efficienti, con produzioni discontinue e costosi per l’utenza finale, sommata a scelte energetiche errate, coronate dal Piano energetico ambientale regionale pugliese (Pear), hanno prima favorito e successivamente avallato, con un tardivo ed ambiguo intervento di parziale limitazione, una logica basata sull’insediamento selvaggio di impianti energetici da fonti rinnovabili di media e grande potenza, autorizzati spesso solo con la denuncia di inizio attività o con un’autorizzazione regionale che comunque offende la partecipazione e la decisionalità democratiche e la corretta pianificazione territoriale”.

Le recenti linee guida della Regione Puglia del 30 dicembre 2010, in vigore dall’inizio dell’anno 2011, “non apportano efficaci strumenti di tutela del territorio agricolo, ma sottolineano la sempre più discussa discrezionalità degli organismi preposti all’autorizzazioni degli impianti”. Per questo, i sottoscritti evidenziano che la “solidarietà energetica” con altre regioni non possa diventare “il pretesto per avallare una incontrollata proliferazione di progetti energetici sul territorio comunale e pugliese, per produrre energia notevolmente sovradimensionata rispetto ai consumi che, peraltro, determina gravi sprechi nelle linee di trasmissione”.

“Si rileva altresì – si legge ancora - come grandi holding straniere, del nord e centro Italia, hanno intrapreso un’azione di ‘colonizzazione energetica’ ai nostri danni, utilizzando mediatori locali, associazioni ambientaliste compiacenti e appoggi politici trasversali”. Per quanto esposto, i sottoscriventi chiedono che il consiglio comunale di Cutrofiano, in linea con gli orientamenti già espressi, “deliberi una posizione di contrarietà a qualsiasi impianto fotovoltaico di tipo industriale e/o sperimentale, sia tradizionale e/o a concentrazione sui terreni agricoli nel Comune di Cutrofiano, favorendo gli impianti di autoconsumo privati e pubblici e indicando una limitata e selettiva scelta di pochi siti in aree industriali ed artigianali per i primi”.

Inoltre che il Consiglio comunale di Cutrofiano, la Commissione urbanistica e l’Ufficio tecnico predispongano ed approvino “un regolamento sulle energie a fonti rinnovabili per la salvaguardia e tutela del territorio comunale, integrando quanto previsto dal precedente punto al fine d’impedire la sfrenata ed incentivata corsa alla speculazione nella produzione elettrica, a discapito della salute e dell’ambiente”; che l’assise “faccia proprie tutte le direttive e le indicazioni previste” dagli appositi documenti regionali e provinciali, “individuando esattamente le zone di interesse ambientale come il ‘Parco dei Paduli’”.

“E’ opportuno ricordare inoltre – spiegano - quanto sancito dalla Costituzione Italiana, ossia che ‘La Repubblica … tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione’ (art. 9), e quanto contenuto nell’articolo 2 dello Statuto della Regione Puglia, dove si chiarisce che ‘il territorio della Regione Puglia è un bene da proteggere e valorizzare in ciascuna delle sue componenti ambientale, paesaggistica, architettonica, storico-culturale e naturale’”. In virtù di questi principi i sottoscriventi ribadiscono come il “territorio non possa diventare la ‘colonia energetica’ figlia di una bolla speculativa dell’economia italiana ed europea”. La petizione ha già avuto due sottoscrizioni politiche dai circoli locali di Italia dei Valori e del Movimento “Io Sud”.

“La petizione – spiega il Geom. Gianfranco Pellegrino - mira a dare chiarezza sulle posizioni fino adesso ambigue dei vari gruppi politici locali; inoltre con la stessa il Forum preme sul Consiglio comunale al che lo stesso faccia quanto necessario a contrastare tali progetti. Il Consiglio Comunale di Cutrofiano può ancora fare molto, se attuasse le richieste indicate nella petizione renderebbe l'autorizzazione degli impianti molto complicata”.

fonte:www.comunedicutrofiano.com

 
Di Albino Campa (del 07/12/2014 @ 15:33:10, in Presepe Vivente, linkato 871 volte)

Il comitato del Presepe Vivente di Noha in questi giorni è al lavoro per la messa a punto delle scene nella nuova location e per completare l’elenco dei figuranti. Pertanto chi vuole partecipare al presepio come figurante fa ancora in tempo, ma deve mettersi in contatto con Giuseppe Cisotta al seguente numero 328.7210967.

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Di Albino Campa (del 16/10/2010 @ 15:00:02, in Comunicato Stampa, linkato 1453 volte)
Con estremo ritardo, l’Amministrazione finge di voler vedere chiaro sul coincenerimento. Il 1° Convegno sul tema organizzato dal Comune è un’occasione ghiotta per impartire alla cittadinanza tutta una degna lezione tecnico-scientifica affidata alle competenze di insigni relatori, i cui curricula evidenziano una posizione favorevole alla proposta di bruciare CDR. La qualità dell’aria che respiriamo, la ricerca di una soluzione sostenibile al problema dello smaltimento dei rifiuti, il dato relativo alla diffusione locale delle malattie tumorali, inesorabilmente crescente a fronte di un dato nazionale di segno opposto, sono problematiche indifferenti per gli organizzatori del convegno. L’ansia di una città ancora una volta minacciata da un attentato alla sua vivibilità e alla sua vocazione per la bellezza può essere trattata come un problema esclusivamente tecnico ? E’ scandaloso e offensivo che nella prima “discussione” dedicata alla vicenda, il Comune decida, non a caso, di fare a meno del punto di vista dei medici oncologi, dei patologi, degli epidemiologi che con gli effetti di tali scelte scellerate sono costretti a fare i conti quotidianamente, così come delle centinaia di persone che vengono falcidiate da malattie senza scampo. E’ inaudita la scelta di confinare questa occasione (persa) di confronto nel chiuso di un’aula di cento posti a sedere, affidando forse alla trasmissione di due maxischermi la diffusione in stereofonia di una lezione magistrale impartita a cittadini trattati da fidi allievi da addomesticare e cui non è riconosciuto il diritto di parola. E’ miope e irragionevole che non abbiano trovato spazio le ragioni del no che, in una discussione sollecitata da un’Amministrazione onesta e senza subdoli pre-giudizi sulla questione, dovrebbero trovare ascolto. Purtroppo, la nostra Amministrazione svilisce a pura propaganda il senso alto della partecipazione.

comitato Cittadino ” Cambiamo Aria Galatina “
 

Venerdì 11 Aprile p.v. alle ore 18,30, presso la Sala Conferenze dell'Istituto Immacolata ASP (ex-IPAB) a Galatina in Via Ottavio Scalfo n.5, nell'ambito della Rassegna "Dialogoi sto Monastiri" (Dialoghi nel Chiostro), "Notizie storiche e culturali intorno alla Basilica di Santa Caterina d'Alessandria", avrà luogo il 6° Incontro dal titolo:

"Il volgare ai tempi degli Orsini del Balzo" a cura del Prof. Rosario Coluccia, Accademico della Crusca, Ordinario di Linguistica Italiana e Preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Lingue, Beni culturali dell'Università di Lecce.

«Nell’incontro si presenterà la situazione linguistica della Puglia e del Salento nel tardo medioevo, nei decenni caratterizzati dalla presenza della dinastia Orsini-Del Balzo.
Etnie diverse (in particolare quella ebraica e quella greco-bizantina) si affiancano alla tradizione latina e alla incipiente cultura locale: ne risulta un singolare crogiuolo di testi e di esperienze, conviventi nella medesima regione e negli stessi anni. Nelle corti salentine si raccolgono e si producono codici di vario argomento, in parte  legati a specifiche esigenze pratiche, didascaliche, amministrative, in parte aperti agli influssi culturali provenienti dall’esterno, soprattutto da Napoli e dalla Toscana».
si è occupato della tradizione lirica dei primi secoli, di storia linguistica dell’Italia meridionale, del rapporto dialetto~lingua nella storia linguistica antica e recente, di formazione delle koiné scrittorie e del sistema interpuntivo e grafico italiano, di lessicografia italiana e dialettale, di questioni linguistiche dell’Italia contemporanea.
Nel corso della serata il Club UNESCO di Galatina assegnerà al Prof. Rosario Coluccia la tessera di Socio Onorario del Club, per il significativo contributo allo studio della storia linguistica dell’Italia meridionale (in particolare della Puglia), e per il costante impegno professionale che, alla luce dei Valori dell'UNESCO, perpetua la migliore tradizione culturale dei Galatinesi.
L’evento ideato e promosso dal Club UNESCO di Galatina, in collaborazione con la Libreria "Fiordilibro", l’Associazione Culturale "Il Mandorlo" e la Comunità Francescana di Santa Caterina d’Alessandria, ha il Patrocinio del Comune di Galatina, e vuole essere un primo passo del complesso iter necessario per ottenere il riconoscimento UNESCO del complesso di Santa Caterina d’Alessandria come Monumento di Pace e Bene Materiale dell'UNESCO.
 
Rosario Coluccia accademico della Crusca, ordinario di "Storia della lingua italiana" (L FIL LET 12 – “Linguistica italiana”) e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Lingue e Beni culturali presso Unisalento; in questo Ateneo ha anche ricoperto altri incarichi istituzionali: Direttore del Dipartimento di Filologia, Linguistica e Letteratura (1998-2003), Delegato del Rettore per il Diritto allo studio (1996-2001) e per la ricerca scientifica (2002-2004), Prorettore (2005-2007). Fa parte della direzione di "Medioevo Letterario d'Italia" (Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Roma-Pisa), del comitato Scientifico di "Bollettino Linguistico Campano" (Liguori, Napoli) e del comitato Scientifico del “Bollettino del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani” (Palermo). Dall’ottobre 2005 al dicembre 2008 è stato Presidente Nazionale della Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI, Firenze); dall’ottobre 2006 all’ottobre 2010 è stato Segretario della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI). È socio del Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani (Palermo). È stato coordinatore nazionale dei PRIN 2000 e 2002 su “Corpora linguistico-testuali italiani on-line [1/2]” (CLIO [1/2]) cui hanno partecipato le università di Lecce, della Basilicata, di Catania, di Milano e di Roma “La Sapienza”, del PRIN 2005 su “Censimento, Archivio e Studio dei Volgarizzamenti Italiani” (CASVI) cui hanno partecipato le università di Lecce, della Basilicata, di Catania, di Pisa (Scuola Normale Superiore) e di Torino, del PRIN 2007 su “Studio, Archivio e Lessico dei Volgarizzamenti Italiani” (SALVIt) cui hanno partecipato le università del Salento (Lecce), di Catania, di Napoli (L’Orientale), di Pisa (Scuola Normale Superiore) e di Salerno. È revisore del Lessico Etimologico Italiano (Universität des Saarlandes, Saarbrücken) e revisore del Dictionnaire Étymologique des Langues Romanes (ATILF-Université/CNRS, Nancy). È valutatore di progetti PRIN, FIRB e FNS (Fonds national suisse de la recherche scientifique). È autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche. Si è occupato della tradizione lirica dei primi secoli, di storia linguistica dell’Italia meridionale, del rapporto dialetto~lingua nella storia linguistica antica e recente, di formazione delle koiné scrittorie e del sistema interpuntivo e grafico italiano, di lessicografia italiana e dialettale, di questioni linguistiche dell’Italia contemporanea. Ha pubblicato per i Meridiani di Mondadori la prima edizione critica e commentata dei Poeti siculo-toscani.
 
Di Albino Campa (del 21/03/2011 @ 14:21:32, in CDR, linkato 1988 volte)

Ecco alcune testimonianze della manifestazione contro il voltafaccia del Consiglio Provinciale che ha riaperto uno spiraglio perchè la Colacem possa bruciare C.D.R.

Antonio Mellone (I Dialoghi di Noha)

Roberta Forte (comitato Cambiamo Aria)

Antonio Congedo (comitato Cambiamo Aria)

Sammarco Pasquale (Assessore del Comune di Soleto)

Giovanni De Benedetto (ex consigliere comunale)

Marcello Seclì (presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra)

 
Di Albino Campa (del 21/09/2010 @ 14:01:31, in Festa dei Lettori, linkato 3075 volte)

Anche quest’anno la Biblioteca Giona, Presidio del Libro di Noha, e la scuola di cui fa parte, l’Istituto Comprensivo 2° Polo – Galatina (già 3° Circolo didattico “G. Martinez”) vi rinnovano l’invito a prendere parte alla Festa dei Lettori di sabato 25 settembre 2010. Una Festa dei Lettori giocosa, dispettosa e irriverente che, con garbo e senso dell’humor, ma anche con fermezza, pone l’accento sul leggere come affermazione della propria esistenza, come azione di autodeterminazione del lettore in un tempo presente e collettivo, come atto di protesta e di rivendicazione di un diritto oggi, di fatto, negato.

Programma delle iniziative:

Nei giorni precedenti la festa
Orario scolastico ed extrascolastico
Videointerviste a ragazzi, bambini, docenti, genitori, sindaco e assessori… sul tema “Leggere… Non leggere”. I video animeranno un momento della Festa.
Visione dei film “Fahrenheit 451” di François Truffaut e “Matilda 6 mitica” di Danny De Vito.
Letture animate e memorizzazione a staffetta di brani tratti da “Gli anni della fenice” (Ray Bradbury), “Matilde” (Roald Dhal), “Rima Rimani” e “Rime di rabbia” (Bruno Tognolini).
Preparazione di cartelloni e striscioni sul tema “… e io leggo – festa dei lettori dispettosa” per animare il corteo del 25 settembre.
Preparazione della canzone “Manifesto” della Bandabardò (classi quinte e scuola media).
Dispetti in rima: torneo di botta e risposta alla ricerca di rime impossibili (classi quarte e terze).
Canti e conte (classi prime e seconde).
 
La mattina del 25 settembre - Piazza San Michele a Noha
In corteo, dalla scuola alla piazza, adulti, bambini e ragazzi della scuola, con maglietta bianca e un libro in mano, a manifestare il proprio bisogno di lettura a dispetto di ogni tipo di difficoltà. Il tragitto sarà animato da alcuni brani musicali (“Alegria” – Cinque du Soleil, “Mistero Buffo” – Dario Fo…) e dalle frasi-slogan, gridate in coro, riportate sugli striscioni e i cartelloni.
Flash mob: al segnale convenuto, si batte il piede, si mostra il libro, ci si siede, si legge in silenzio fino al nuovo segnale, quando ci si rialza, si batte nuovamente il piede e si grida “E IO LEGGO!).
I ragazzi di quinta e della scuola media cantano “Manifesto” della Bandabardò.
Ancora in corteo, ritorno a scuola
Si appendono alla cancellata della scuola i manifesti e gli striscioni e si conclude con l’ormai tradizionale frisellata
 
Dalle ore 19.00 - Biblioteca Giona
Un’apertura straordinaria della biblioteca al crepuscolo, per ospitare Bruno Tognolini alla scoperta di rime per esprimere emozioni, manifestare le proprie idee, il proprio consenso e il proprio dissenso e… per sentirsi meno soli. Animeranno la serata le videointerviste registrate nei giorni precedenti, le brevi performances dei ragazzi e, per concludere in armonia, gli stornellatori di Noha.
 
Tipo di coinvolgimento dell’Amministrazione comunale:
Patrocinio, supporto organizzativo e pubblicizzazione dell’iniziativa.
 
Coinvolgimento delle Scuole:
Gli istituti di istruzione superiore di Galatina, in particolare il Liceo Classico e il Socio-pedagogico. Scuole dei comuni limitrofi.
 
Partecipazione di una Biblioteca pubblica in loco:
Biblioteca Comunale “P. Siciliani” di Galatina: la responsabile sarà presente all’incontro serale con l’autore.
 
Partner coinvolti e loro contributo alla Festa:
Associazione culturale “3° Torri”, “L’Osservatore Nohano”, “Parrocchia San Michele Arcangelo”, comitato per la festa patronale, associazioni commercianti: supporto organizzativo e sponsor.

 


Vi aspettiamo, in tanti, e vi auguriamo un buon inizio d’anno.
A presto
La Dirigente Scolastica Eleonora LONGO
La responsabile del Presìdio di Noha Paola Congedo

 
 

icon Download del Programma

P. S. per ulteriori informazioni rivolgersi a Paola Congedo
mail    paola.congedo@istruzione.it
Cell    329.9166255
 
Di Redazione (del 20/08/2013 @ 13:42:08, in Cultura, linkato 4500 volte)

"Pubblichiamo un interessantissimo stralcio di una ricerca sugli orologi pubblici diventata libro, scritto da Rosanna Verter. Tra gli altri, c'è anche l'orologio pubblico di Noha, che, fermo ormai da troppi anni, si limita a segnalare l'ora esatta soltanto due volte al giorno"


Gli orologi da torre di Galatina e Noha di Rosanna Veter
Ieri
La sera del 21 febbraio 1848 il decurionato galatinese, sotto la presidenza di Domenico Galluccio, deliberò le feste costituzionali nominando una commissione guidata da Orazio Congedo che, unitamente al comitato composto da Innocenzo Calofilippi, Giacomo e Francesco Galluccio, Arciprete Siciliani, Antonio Viva, Bernardino Papadia, Luigi Mezio, Pasquale Angelini, Onofrio Vonghia, Ferdinando Capani, Antonio Dolce, organizzò la festa per la Costituzione promulgata da Re Ferdinando II il 10 febbraio 1848.
I festeggiamenti iniziarono di buon mattino, il 9 marzo 1848, con i fuochi d’artificio che durarono per l’intera giornata; le due bande musicali di Galatone e Neviano allietavano i cittadini; Piazza S. Pietro venne addobbata con ramoscelli di mirto, coccarde e bandiere. Nei pressi dell’ingresso della chiesa Madre, fra due bandiere, fu messa una grande iscrizione inneggiante al re e al papa eseguita a penna dall’architetto Fedele Sambati e dettata da Pietro Cavoti. Oltre a tutto ciò allietarono la vista dello scenario festoso varie luminarie e la processione con il busto argenteo di San Pietro che ebbe inizio dalla casa delle signorine Andriani, dove era custodito il busto del Santo, e percorse con a capo il capitolo «la via che mena alle Monache crandi», altrimenti dette Clarisse (oggi è quel tratto di strada tra Via Zimara e Piazzetta Gal-luccio, tra la chiesa dei Battenti e quella di S. Chiara o di S. Luigi), «S. Caterina, Corpo di Guardia e Piazza S. Pietro».
Da ciò possiamo dedurre, quindi, che nel 1848 la Torre dell’Orologio esisteva già nella sua semplice mole e che i locali erano sede del Corpo di Guardia. Proprio in quelle salette si svolsero le elezioni del plebiscito del 21 ottobre 1860 per l’Unità d’Italia ed eleggere Vittorio Emanuele II, Re costituzionale.
Il primo anno di libertà nacque con la fame che imperava tra la povera gente in tutta la provincia e i tumulti erano all’ordine del giorno. Il sindaco Antonio Dolce convocava immediatamente il Consiglio Comunale per disporre il prelevamento dal bilancio di 1815 ducati e 53 grana per poter acquistare legumi, orzo e grano per i poveri. Nel frattempo, il Ministero dell’Interno aveva ordinato alle Prefetture di segnalare eventuali monumenti da dedicare a Sua Maestà Vittorio Emanuele II. L’amministrazione comunale scelse la torre civica che fu adornata di due stemmi sabaudi posti ai lati dell’iscrizione; sul lato ovest, invece, si nota un’aquila capovolta ad ali aperte con la testa tra il tamburo e il cannone, mentre tra mine e palle di cannone anche una scure. Forse questa decorazione è stata inserita dopo la caduta del fascismo o forse c’era già visto che l’aquila è anche nell’arme sabauda. Sull’arco a tutto sesto del portone d’ingresso, Francesco Sammartino incise su marmo la seguente lapidaria iscrizione:
ALL’ELETTO DEL POPOLO VITTORIO EMANUELE II RE D’ITALIA IN MEMORIA DELLA RICUPERATA UNITÀ CHE LA PATRIA OGGI SOLENNEMENTE CONSACRA GALATINA PONEVA ADI 2 GIUGNO 1861
Ruggero Rizzelli nelle sue Memorie, edite nel 1912, sostiene che l’iscrizione è «sgrammaticata e fa poco onore alla torre del Caccialupi; falsando la storia offende le tradizioni della colta cittadinanza»; fu dettata da un insegnante del locale liceo Colonna, padre Sebastiano Serrao, dell’ordine degli Scolopi, congregazione religiosa fondata da Giuseppe Colasanzio nel 1617.
Per tale lavoro il Sammartino venne compensato con ducati 13 e grana 53.
I locali dell’Orologio avevano ospitato per qualche anno la Guardia Nazionale; dal 1850 oltre 250 militi della Guardia Urbana. In quell’occasione, per renderli più ospitali, i nudi locali furono arredati con candelieri, bracieri, sedie e qualche panca. Il tutto per la cifra di 65 ducati e 80 grana.
I primi restauri al Corpo di Guardia furono deliberati il 27 novembre alle ore 21 dell’anno del Signore 1861 da un Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Antonio Dolce e composto dai consiglieri comunali Giuseppe Maggio, Carlo Lezzi, Michele Astarita, Carmine Zappatore, Pietro Colella, Arcangelo Trivisanno, Francesco Greco, Vincenzo De Matteis, Giuseppe Siciliano, Giovanni Congedo, Diego Papadia, Pasquale Angelieri, Domenico Bardi, Gaetano Colaci, Giuseppe Vozza, Paolo Baldari, e dal segretario comunale Luigi Santoro. Per i lavori fu costituita una commissione con Giuseppe Galluccio, Pietro Congedo e Michele Astarita i quali raccolsero ducati
160.66 per sottoscrizione e la somma venne aggiunta ai ducati 437 già stanziati dal consiglio. Oltre al proseguimento delle opere murarie, furono sostituite le porte ai camerini, le invetriate e il portone. Alla deputazione furono restituiti 79.05 ducati che risultarono in più.
Il 21 giugno 1877 nella segreteria comunale fu convocato dal sindaco Giacomo Viva, in seduta straordinaria, il Consiglio Comunale per deliberare circa «l’acquisto di una nuova macchina di orologio pel servizio del pubblico essendo l’attuale ridotta in uno stato da non essere soddisfacente ai bisogni del pubblico». Per l’acquisto della nuova macchina il sindaco esibì la corrispondenza tenuta col capo fabbrica, signor Alfonso Curci da Napoli, e coi F.lli Peperis da Udine dalla quale risultava che per avere «una macchina costruita secondo gli ultimi sistemi» si doveva spendere circa £ 2000, somma da prelevare da un articolo del bilancio del 1877.
Si poteva certamente spendere di meno, ma come giustamente osservò il consigliere Giuseppe Capani «una volta che il Consiglio deve venire nella determinazione di acquistare una nuova macchina di orologio è necessario che fosse di quelle costruite colla massima precisione». Alla sua proposta si uniformò tutto il Consiglio.
Il 3 luglio la Prefettura rilevava in una sua nota che trattandosi di «una spesa non lieve, non prevista nel bilancio e che poteva dissestare l’andamento finanziario del comune», suggeriva «di sperimentare l’asta pubblica e visto l’ammontare della spesa» si doveva «richiedere a un competente artefice un atto che equivalesse alla perizia» e che poteva a un tempo «essere anche l’offerta del fornitore stesso. Tale atto dovrà assoggettarsi all’approvazione del Consiglio Comunale che sarà chiamato a precisare i mezzi per la spesa e domandare la dispensa dei pubblici incanti coll’autorizzazione di far luogo a norma del caso alla privata licitazione tra persone del mestiere oppure alla trattativa privata».
Fallite le trattative con il Curci e i Peperis, l’amministrazione diede incarico ad Epimaco Olivieri Caccialupi, successore di Augusto Bernard, di fornire la macchina dell’orologio.
La ditta Caccialupi, presente con i suoi orologi da torre in molti comuni della provincia, aveva la sua sede in Napoli alla strada Egiziaca n. 44 a Pizzofalcone, oggi sede del distretto militare.
L’8 aprile 1879 il sindaco facente funzioni, Pietro Santoro, comunicava al Consiglio Comunale che il signor Giuseppe Greco aveva presentato «una di-manda» con la quale proponeva di effettuare a proprie spese le opere in muratura «occorrenti per l’impianto del nuovo orologio, a seconda del disegno proposto dall’architetto Fedele Sambati l’8 maggio 1861 su una perizia di Giuseppe Mandorino». Come compenso il Greco chiedeva di ricevere a titolo di cessione l’aia su cui sorgeva la Torre dell’Orologio. Naturalmente il Consiglio respinse la proposta considerato che non vi era molto squilibrio per le finanze locali e pertanto i lavori potevano essere sostenuti a spese del Comune anche perché cedendo l’area al Greco si restringeva un camerino che poteva essere utile per edificare una sala. Qualche mese dopo la giunta deliberava di licenziare i regolatori dei pubblici orologi di Galatina, Salvatore Zuccalà, nonché quello della frazione di Noha, Fedele Bonuso. Ma il 30 maggio 1882 il Consiglio Comunale, presieduto dal sindaco Giacomo Viva e composto dai consiglieri Luigi Papadia, Alessandro Verdosci, Gaetano Cola-ci, Giustiniano Gorgoni, Luigi Vallone, Liberato Congedo, Vitantonio Colaci, Salvatore Tondi, Raffaele Baldari, Giuseppe Vonghia, determinò di abbattere la Torre del vecchio Orologio perché «inutile ed indecorosa» e diede mandato ai consiglieri Liberato Congedo e Vitantonio Colaci di «trattare con qualche muratore di fiducia».
I consiglieri scelsero Pasquale Alessandrelli per l’appianamento della Torre «contro il pagamento di £ 50 ed il materiale ricavabile pro-beneficio».
Fu costruita così una nuova torre con timpano e furono messe a vista le campane.
Qualche anno dopo, precisamente il 24 aprile 1885, Francesco Bardoscia, assessore delegato dal sindaco, convocò il Consiglio Comunale per deliberare con urgenza l’illuminazione dell’orologio per tutta la notte e per l’intero anno, a differenza di una precedente convenzione con Vincenzo Giurgola regolatore del pubblico orologio, e di tenerlo acceso per sei mesi fino alle 9.00 p.m. e per sei mesi per tutta la notte.
Per tale lavoro al Giurgola vennero corrisposte £ 360 annue, sia per la manutenzione che per l’illuminazione del pubblico orologio, invece di £ 300. L’anno dopo, tale incarico fu affidato a Pietro Ascalone, orologiaio, con la riduzione del salario a £ 300.
Nel 1913, a cura della “Società Galatinese per le imprese elettriche”, con una spesa di £ 140,03 venne effettuato «l’impianto elettrico negli uffici della Polizia Urbana e al pubblico orologio sovrastante detti uffici».
L’8 ottobre 1932 il segretario cittadino del Partito Nazionale Fascista scriveva al Podestà per sapere come mai l’orologio non suonava da 15 giorni e poiché il servizio era affidato a persone responsabili, egli non riusciva a spiegarsi come mai non fosse stato ancora riparato. Il Podestà, in una missiva di qualche giorno dopo, gli comunicava che si era provveduto all’acquisto di una corda metallica necessaria per il funzionamento della suoneria. Nella comunicazione di risposta, il Podestà si chiedeva anche se era il caso di spendere elevate somme per la riparazione oppure di esaminare l’ipotesi dell’acquisto di un nuovo macchinario la cui spesa sarebbe ammontata a £ 3.500.
Oggi
Al termine della centralissima Via Vittorio Emanuele II, strada ricca di palazzi settecenteschi e zona viaria più antica della città, la Torre del Caccialupi, più comunemente nota come l’Orologio o Corpo di Guardia, si innalza nella sua sobria e superba semplicità, espressione dell’entusiasmo post-unitario. La torre è fra le più belle del Salento, è una costruzione di chiaro stampo neoclassico che, all’indomani dell’Unità d’Italia, fu dedicata a Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele II.
I locali della torre, che anticamente erano adibiti a cappella privata della famiglia Greco-Bardoscia, vennero donati successivamente all’amministrazione comunale che li destinò a sede delle guardie urbane. Per quanto riguarda l’anno di costruzione della torre, possiamo supporre che se l’attiguo palazzo Bardoscia è datato fine 1789 è molto probabile che anche la torre sia della stessa epoca.
La torre ha base quadrata, è posta ad angolo tra Via Vittorio Emanuele II e Via Umberto I. Il vasto salone e le due salette che si aprono a sinistra hanno le volte a botte e, per gli amanti dei dati statistici e architettonici, si presenta con questi dati: l’altezza è di metri 18,37 mentre la larghezza è di metri 8,16; il quadrante, vero e proprio indicatore del tempo, incastonato in una cornice in pietra leccese, ha un diametro di centimetri 120; la lancetta delle ore ha una lunghezza di centimetri 40, quella dei minuti è lunga invece centimetri 50.

I numeri indicanti le ore sono in caratteri romani e il numero che indica le ore “quattro” è graficamente rappresentato con il segno IIII e non IV come detta la grafia romana. Questo fatto è dovuto, forse, per simmetria grafica all’interno del quadrante. Molti, comunque, sostengono che invece è una caratteristica degli orologi da torre.
Osservando la torre si evidenziano due cornicioni marcapiano che la segmentano in quattro ordini: il primo è sostanzialmente molto semplice; il secondo ordine invece è stato abbellito con gli stemmi sabaudi e con l’iscrizione dedicatoria; il terzo è riservato esclusivamente al quadrante dell’orologio; il quarto ordine chiude con il timpano dove, all’interno di una monofora aperta (arco), sono ospitate due campane in bronzo, oggi in pessimo stato.
Per accedere alla stanza dell’orologio bisogna arrampicarsi su 21 scalini di una poco agevole scala a chiocciola, molto stretta, consunta dagli anni, che conduce sul terrazzo e da qui, attraverso un’altra ripida scala di 15 scalini, si entra nella magica stanzetta dove la meccanica della sveglia cittadina ci appare in tutta la sua bellezza.
La cittadina macchina del tempo è di grandi dimensioni ed è ancora oggi meccanica, azionata da ruote dentate in cui sono state praticate delle tacche regolari con larghezza proporzionale al numero dei rintocchi che devono suonare. La velocità è regolata da una ruota a paletta frenata dall’attrito dell’aria; invece la forza motrice è fornita da tre enormi massi in pietra leccese, legati con cavi di acciaio molto flessibili. Il peso delle pietre varia in base alla grandezza della campana su cui battono le ore. Questi cavi si avvolgono ad un cilindro quando vengono manovrati, ogni ventiquattro ore, dal-l’addetto alla carica con una manovella. La velocità di rotazione è controllata da un pendolo, che consente ai pesi di scendere lentamente sino a piano terra. Il pendolo serve a rallentare o ad accelerare la marcia alle ruote che compongono il meccanismo dell’orologio; l’ora invece è regolata da un disco girevole. Tutti questi ingranaggi sono legati da un sistema di scappamento ad ancora.
La macchina poggia su travi in legno sostenute nel muro per contrasto ai pesi. La molla, dopo essere stata avvolta, inizia a svolgersi facendo girare gli ingranaggi che muovono le lancette delle ore e dei minuti a velocità diversa attorno al quadrante. La carica al nostro segnatempo è a cura di Gianni Venturiero che continua imperterrito a salire e scendere le ripide scale. Egli è l’erede di quella passione e volontà di tutti quei cittadini che per anni sono saliti in cima alla torre, con la pioggia battente, con il caldo e con il freddo.
Grazie alla loro costanza le lancette non si sono fermate e hanno continuato a tenere attiva la sveglia cittadina. Nel lontano 1991 l’ingranaggio della storica torre civica si fermò alle 12,10 o alle 00,10?
Le campane
Le campane, messaggere civiche, sono un esempio di architettura laica legata all’Universitas e un bene artistico che come tale va protetto. Hanno molte funzioni: segnalano allarmi o adunanze o funzioni religiose o di orologio che scandisce il tempo.
La voce campana, che molti credono di origine gotica, fu introdotta intorno alla fine del VII secolo e venne usata per la prima volta da S. Beda (672735), monaco e storico vissuto in un monastero benedettino in Inghilterra, considerato il più grande erudito dell’Alto Medioevo.
L’Accademia della Crusca, nella lessicografia, cita campana con aes campanum, nome con cui era noto il bronzo, lega metallica composta dall’80% di rame e dal 20% di stagno, metalli teneri, la cui unione nella lega permette di ottenere un materiale di grande durezza, a grani fini, dotato di caratteristiche di grande sonorità. Oppure il nome potrebbe derivare dalla forma di un vaso arrovesciato e sboccato, e fu adoperato per la prima volta da S. Paoli-no, vescovo di Nola, dalla omonima città in provincia di Napoli, dove vi era una miniera di rame. Alcuni umanisti chiamano la campana, in latino nola, dal nome della città dove furono ritrovate molte campane; altri invece sostengono che le prime campane siano state fuse in Campania, e da qui campana che sembra la più accreditata. Ancora oggi si brancola nel buio, nell’incertezza.
Le campane della torre cittadina hanno misure ben calibrate e adatte per la nota “la” e per il “re”; sono sprovviste di ceppo, cioè sono fisse, non oscillano e suonavano tramite il martello esterno e non con il battaglio. Sono entrambe ornate di ricami, di iscrizioni e di altorilievi a prova dell’eccellenza a cui era giunta l’arte di fondere il bronzo già nel 1700.
La campana piccola, quella posta in alto, batteva i quarti d’ora, molti anni orsono. Ha un’altezza di centimetri 55 e un diametro di centimetri 63; dalla dimensione possiamo ipotizzare un peso di 150 chili. Tra due bellissime cornici di motivi floreali reca un’iscrizione:
ANGELI MONGIÒ SINDICATUM A. D. 1762
Presenta una varietà di decorazioni: sul lato nord, in posizione centrale, vi è lo stemma civico, mentre sul lato sud si evidenzia un’immagine in rilievo, sulla superficie esterna del bronzo e costituente corpo unico con la campana stessa, che potrebbe essere un santo, forse S. Pietro.
La campana maggiore, quella che batteva le ore e oggi un cupo don allo scoccare dell’ora, ha un’altezza pari a centimetri 70 e un diametro di centimetri 85, con un peso presumibile di circa 200 chili; anche qui al centro, lato nord, lo stemma della città. Tra le due cornici si legge:
NOLA, HÆC, HORIS DENVNTIANDIS REFICITVR A.D. 1762 HORARIO RESTITUTO ANNO VULGARÆ
Questa campana per annunciare le ore fu rifatta nell’anno del Signore 1762 dell’era volgare dopo che fu ricostruito l’orologio.
Alcuni studiosi hanno letto, erroneamente, in quel “Nola” la contrazione di Vignola, oggi Pignola, piccolo centro della provincia di Potenza, famosa patria dei fonditori Olita e Bruno. È giusto chiedersi: «Da chi sono state fuse le campane dell’Orologio?». Stupisce, infatti, che le campane non sono “firmate” dal mastro campanaro.

Occorre ricordare che il 20 febbraio del 1743 un terremoto del nono grado della scala Mercalli, magnitudo 6.9, colpì tutta la penisola salentina, le isole Ionie e la Grecia, con epicentro nel canale d’Otranto. Le scosse durarono circa un’ora e l’intensità maggiore fu registrata nella vicina Nardò. Forse il rifacimento della campana e la ricostruzione della torre si devono ai danni che quel terremoto provocò anche nella città di Galatina.
La lapide
Al carabiniere Domenico Secondo Della Giorgia è dedicata la lapide posta sul lato ovest della torre. Insignito della medaglia d’argento, era nato a San Cesario di Lecce il 1° luglio del 1888 da Antonio e Matilde Rollo. L’anno seguente la famiglia Della Giorgia si trasferì nella non lontana Galatina, dove il padre assunse l’incarico prima di Guardia Municipale e poi di Comandante e dove nacquero gli altri cinque fratelli.
Da giovane lavorava come maniscalco e il 15 ottobre 1908 fu chiamato alle armi, arruolandosi nel novembre nel 5° Genio Minatori.
Lo troviamo a Messina e Reggio Calabria a prestare soccorso durante il terremoto del dicembre 1908 e per tale opera meritoria ricevere la Medaglia Commemorativa. Per la sua corporatura e per la sua altezza, raggiungeva il metro e ottanta, chiese di essere arruolato nei Carabinieri e il 26 maggio 1909 fu assegnato come Allievo Carabiniere a Piedi.
Promosso effettivo, è trasferito nella Legione di Napoli. In Libia prese parte alla guerra italo-turca e ricevette la seconda Medaglia Commemorativa. Ritornato in Italia, fu assegnato alla Legione Territoriale di Bari. Quando nel maggio del 1915 l’Italia entra in guerra contro gli Austro-Ungarici il nostro eroe viene aggregato al Reggimento Carabinieri Reali, 8a Compagnia Mobilitata, e raggiunge il territorio di guerra con la bandiera e la banda d’ordinanza: siamo alla seconda battaglia dell’Isonzo. Il 6 luglio 1915, sull’altura del Podgora, dove vi erano le trincee nemiche, vengono stanziati 30 ufficiali e 1.399 Carabinieri. In una rassegna dell’Arma dei Carabinieri leggiamo la drammatica giornata di guerra vissuta dai Carabinieri e da Domenico:
... la mattina del 19 luglio, dopo la consueta preparazione con tiri di artiglieria, il terzo battaglione, verso le ore 11, scattò dalla trincea verso le linee nemiche. Balza fuori per prima, l’ottava compagnia [alla quale apparteneva Della Giorgia, N.d.A.] seguita dal comando del battaglione, tenuto dal tenente colonnello Teodoro Pranzetti, poi la settima e la nona. Tempesta di fuoco del-l’avversario sulla zona di attacco. L’ottava compagnia, pur falcidiata, avanza lentamente con le due ali, e si frammischia con gli elementi sopravvenienti della settima, le tre compagnie giungono fin sotto i reticolati; molti morti per via. Tutti i superstiti resistono, attaccati a quei reticolati, pur sentendo l’inutilità del loro sacrificio. Quindi sopraggiunge l’ordine di ripiegamento.
L’attacco durò molte ore con lo stile dei combattimenti rapidi e ad orario che, per circa un anno, fino alla conquista di Gorizia, fu praticato nelle battaglie dell’Isonzo. Al reparto costò 53 morti, 143 feriti e 10 dispersi.
Il tenente Moscatelli, comandante del plotone, raccontava che nell’assalto il nostro concittadino venne ferito una prima volta da una raffica di mitragliatrice che lo colpì al braccio sinistro. Il tenente gli ordinava di ritirarsi, ma Domenico gli rispondeva: «Non mi mandi indietro, signor tenente, ho il braccio destro che funziona ancora, posso impugnare la baionetta per quei briganti». Continuava a dare nell’azione l’esempio ai compagni: giunto nelle vicinanze del reticolato, venne colpito alla testa e morì con il viso al sole e al nemico. Erano le 12,30 circa del 19 luglio 1915 e aveva appena ventisette anni. Nel suo portafogli fu rinvenuta una lettera, forse del giorno prima, dove era scritto: «Cara madre, domani andremo all’attacco della fortezza di Gorizia. Se dovessi cadere non piangete. Mandate gli altri fratelli quassù che ne è bisogno per la grandezza della patria».


Per questo suo atto di grande eroismo e abnegazione gli fu decretata la Medaglia d’Argento al valor militare alla memoria con la motivazione che oggi è leggibile sulla lapide tra Via Vittorio Emanuele II e Via Umberto I.
Il 25 luglio 1943, con la caduta del fascismo, dalla lapide venne eliminato il fascio littorio, ma non l’anno fascista (XIII E.F.).
L’Arma dei Carabinieri in pensione di Galatina ha dedicato a Domenico l’elegante sede di Piazza Alighieri. A lui è intitolata la caserma della Compagnia dei Carabinieri di Maglie ed è ricordato, dal 2001, nella toponomastica di San Cesario di Lecce, sua città natale. La sua eroica morte è stata illustrata su cartolina da Vittorio Pisani.

L’orologio di Noha
«... una piazzetta commoda ed un orologio che misura il tempo...», così leggiamo in una pagina dedicata a Noha dal giudice Tommaso Vanna.
La torre, sulla quale è allocato l’orologio pubblico, è in stile classico e termina con un chiostro di archetti dai quali sono visibili le campane. È stata costruita, probabilmente, intorno al 1861, come indica la lapide posta a circa quattro metri dal piano di calpestio. Giacomo Arditi nella sua Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto scrive: «...un orologio pubblico eretto in piazza con denaro dello stesso benemerito». La torre, in stile classico, fu donata alla cittadina dalla generosità dei fratelli Orazio e Gaetano Congedo. Sul muro della torre è scolpito in uno scudo il loro stemma gentilizio: un albero di pino al naturale accostato a sinistra da tre stelle disposte: 1, 2; il centro del tronco di pino è attraversato dalla figura di un toro furioso.
Al di sotto dello stemma l’epigrafe:
NOHA FRAZIONE DEL COMUNE DI GALATINA CIRCONDARIO DI GALATINA COLLEGIO ELETTORALE DI MAGLIE DISTRETTO DI LECCE PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO 1861
Il quadrante dell’orologio è inserito nel corpo di un’aquila, simbolo di forza e coraggio: fu insegna delle legioni romane e negli stemmi esprime fedeltà all’Impero. Secondo alcune testimonianze, sia la testa che il fascio su cui si aggrappavano gli artigli furono rimossi subito dopo la caduta del fascismo nel 1943. Le lancette sono ferme, ormai da data immemorabile, alle ore 09,40 o alle 21,40. Marcello D’Acquarica nel suo catalogo I beni culturali di Noha scrive:
La prima versione della meccanica dell’orologio risalente al 1861 non è più esistente. Apparteneva ad una tecnologia più semplice e meno raffinata, costruita totalmente in modo artigianale, dai denti degli ingranaggi ai chiodi che ne bloccano la struttura. La seconda versione risale al 1911, anno della sua costruzione e installazione sulla torre dell’orologio in Piazza S. Michele. Costruita dalla Premiata Fabbrica Orologiai di Fontana Cesare di Milano, è la seconda generazione di orologi meccanici dell’inizio del ’900.

La macchina, completamente restaurata e inaugurata il 23 dicembre 2008, oggi fa bella mostra di sé nell’atrio della Scuola Media “G. Pascoli”, sezione distaccata di Noha, con funzione di studio e didattica.
Tra le carte d’archivio vi solo alcune delibere in cui la Giunta Comunale approvava, viste le spese sostenute, il pagamento a Giovanni Nocco e a Pasquale Monastero per la riparazione dell’orologio negli anni 1908-1909.
Nel 1913 abbiamo un nuovo impianto di orologio. La carica viene data da Pantaleo Rocca e la spesa per il petrolio viene desunta dall’art. 25 del bilancio prelevando £ 74,00 dal fondo riserva. Nel 1912 viene retribuito Giuseppe Potenza con £ 20,00 per la sistemazione dell’orologio.


BIBLIOGRAFIA
ARCHIVIO STORICO COMUNE DI GALATINA: Delibera del 27.11.1861 Delibera del 5.06.1862 Delibera n. 22 del 21.6.1877 Delibera n. 10 dell’8.5.1882 Delibera n. 38 del 30.5.1882 Delibera n. 77 del 24.4.1885 Delibera CC dell’8.04.1889 AA.VV., Guida di Galatina, Congedo Editore, Galatina 1994. ANTONACI ANTONIO, Storia di Galatina, Panico editore, Galatina 1999. ARDITI GIACOMO, Corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto, Stab. tip. “Scipione
Ammirato”, Lecce 1879, Ristampa anastatica, 1994.
D’ACQUARICA FRANCESCO,MELLONE ANTONIO, Noha, storia, arte, leggenda, Infolito Group Edito
re, Milano 2006.
D’ACQUARICA MARCELLO, I beni culturali di Noha, Edizioni Panico, Galatina 2009.
GUADAGNI CARLO, Nola sagra: 1688, Il Sorriso di Erasmo, Massa Lubrense 1991.
MINIERI ANTONIO, Compendio della terra di Nola, Palo, Nola 1973.
RIZZELLI RUGGERO, Pagine di storia galatinese: memorie, Tip. economica, Galatina 1912.
SIMONI ANTONIO, Orologi italiani dal Cinquecento all’Ottocento, A. Vallardi Editore, 1967.
VANNA TOMMASO, Urbs Galatina, Editrice Salentina, Galatina 1992.

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Di Albino Campa (del 23/11/2010 @ 12:51:25, in CDR, linkato 1596 volte)

Il comitato intercomunale "Non inceneriamo il nostro futuro" organizza domenica 28 novembre alle ore 17,00 a Galatina presso la Sala Pollio, in Via Bianchini, l'incontro "ZERO eco BALLE", in cui sarà illustrata la strategia rifiuti zero applicata con successo in diverse parti d'Italia, descritta dall'assessore Alessio Ciacci del Comune di Capannori (LU), primo comune in Italia ad averla attuata arrivando al 90% di differenziata. Saranno approfonditi anche i temi del danno alla salute derivante dall'incenerimento con l'intervento del dott. Agostino Di Ciaula, medico chirurgo, autore di "la Combustione dell'Anima" , che da anni si occupa della relazione che c'è tra le malattie e l'incenerimento. Sarà infine smitizzata la favola dei cementifici come luoghi più adatti all'incenerimento dei rifiuti con le considerazioni del chimico industriale dott. Giuseppe Pellerano. Interverrano inoltre Maurizio Manna, responsabile provinciale di Legambiente, e Graziano De Tuglie, responsabile provinciale di Fare Verde.

L'incontro sarà moderato dalla giornalista Tiziana Colluto. I nostri amministratori vogliono conDANNARCI a respirare le emissioni nocive che saranno emesse dal coincenerimento che Colacem vorrebbe effettuare. Perchè rimetterci la salute quando esistono alternative già applicate e funzionali??? Unisciti a noi nel dire NO all'INCENERITORE e SI alla STRATEGIA RIFIUTI ZERO.

 
Di Albino Campa (del 05/05/2011 @ 12:46:55, in NohaBlog, linkato 1753 volte)

RENZO RUBINO.JPGROMEUS.JPG 
Romeus,
alias Carmine Tundo, (Noha, LE) e Renzo Rubino (Martina Franca, TA), sono i primi due vincitori di MUSICULTURA 2011, scelti dal pubblico di Radio 1 Rai. I due accedono alle serate finali del festival, all'Arena Sferisterio di Macerata  (17, 18 e 19 giugno), dove al vincitore assoluto andranno  i 20.000,00 euro del "Premio UBI - Banca Popolare di Ancona".  È stato un testa a testa fino alla chiusura del televoto. Al risultato finale ha contribuito, per il 20%, anche il voto degli studenti delle Università di Camerino e Macerata. Alla fine ad avere la meglio sono stati Romeus con il brano "Caviglie stanche" di e Renzo Rubino con "Bignè", entrambi giovanissimi, entrambi pugliesi. 

A decretare la loro vittoria è stato il pubblico di Radio 1. I sedici finalisti di MUSICULTURA  hanno infatti avuto il battesimo sulle frequenze della radio più ascoltata d'Italia che per più di un mese li ha resi protagonisti - nell'ambito di "Radiounomusica Special Musicultura" e "Stereonotte" - consentendo agli ascoltatori di familiarizzare con le loro proposte, televotare il brano preferito, toccare con mano quanto il binomio qualità/popolarità, ricercato da MUSICULTURA e condiviso da Radio 1, possa trovare riscontro nell'Italia musicale di oggi. 

Nell'ambito dei suddetti programmi, curati da Gianmaurizio Foderaro con la partecipazione di Carlotta Tedeschi, tanti sono stati gli ospiti intervenuti per testimoniare la propria aficion per Musicultura e ciò che essa  rappresenta, come Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, Gaetano Curreri, Fabrizio Frizzi, Massimo Ranieri...

Dopo il verdetto del pubblico, a breve si saprà anche quello del comitato Artistico di Garanzia, che a suo insindacabile giudizio sceglierà gli altri sei vincitori. Del comitato fanno parte: Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Teresa De Sio, Tiziano Ferro, Giorgia, Maurizio Maggiani, Dacia Maraini, Gino Paoli, Pau (Negrita), Vasco Rossi, Teresa Salgueiro, Michele Serra, Daniele Silvestri, Paola Turci, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Antonello Venditti, Lello Voce. 

Gli otto vincitori saranno presentati ufficialmente venerdì 27 Maggio a Roma, in una conferenza stampa che si terrà presso la sede Rai di Via Asiago, dove la stessa sera gli otto artisti si esibiranno dal vivo in un concerto in onda su Radio 1.

fonte: Musicultura 2011

 
Di Albino Campa (del 08/11/2006 @ 12:36:40, in Racconti, linkato 1658 volte)
Nel proporvi questo "Racconto pre-natalizio" di Marcello D'Acquarica e l'immagine dell'interno di una casa della Noha del tempo che fu (dello stesso autore), invitiamo tutti gli artisti: scrittori (o scriventi), poeti, pittori... a farci pervenire le loro opere (sempre via Internet s'intende). Il comitato di redazione del nostro sito non mancherà di pubblicarle per la gioia dei nostri visitatori.


"Cuntu picciccu"

Qualche anno fa, quando la sera faceva buio presto e spesso la corrente
elettrica  saltava e non era colpa della Germania (avevamo i fusibili fatti
in casa: si attorcigliava un pezzo di filo di rame alla "tabacchera"),
prima di andare a dormire, la zia ci drogava con un pò di "cunti".

Si diceva, tra le altre cose,  che alla masseria Colabaldi c'èra
un'"acchiatura" e che se uno la voleva trovare doveva sacrificare  un neonato
buttandolo giù dalla "lammia".
 
Pare che uno degli ultimi abitanti della
masseria abbia tentato di farlo con un raggiro, e cioè buttando giù un
fantoccio di pezza...
A questo punto, raccontava zia, una voce esordì: "e mo' scindi ca ti la pijj".
Cose d'altri tempi.



MARCELLO D'ACQUARICA
 
Di Antonio Mellone (del 30/06/2014 @ 12:26:40, in NohaBlog, linkato 1335 volte)

Nel pomeriggio di giovedì scorso, in quella bella sala del palazzo della Cultura [sic], non so se per un attacco di dislessia acuta o in quanto poco avvezzo alla carta stampata (probabilmente la seconda delle due), il poveretto delegato dal comitato festa dei santi Pietro e Paolo di Galatina non riusciva a leggere con scioltezza il comunicato stampa, vergato senz’altro da un sadico, tanto che quando è giunto alla locuzione “pubblico ludibrio” (cui “la parrocchia e la comunità di fede” sarebbero state esposte per aver accettato caramelle dagli sconosciuti), nonostante il fervore, lo zelo, il sudore, il Nostro, con uno sforzo sovrumano e un serio rischio di ernia al cervelletto, in un paio di tentativi è riuscito finalmente a declamare questo cacofonico  lemma. Ma santo cielo, avrei voluto dire all’estensore di quelle note, ci vuol tanto a sostituire l’ostico “ludibrio” con vocaboli ben più agevoli come “biasimo”, “vergogna”, “riprovazione”?
Ma fosse solo questo il problema.

*

Il fatto è che purtroppo in quel pomeriggio d’inizio estate tutti gli astanti si son guardati bene dal proferire il vocabolo più difficile in assoluto da pronunciare in presenza di una o più persone vive: scusa. Evidentemente questo termine è ignoto, bandito, di più, censurato nella città di Galatina e nel suo circondario. Pare che il mea-culpa si debba recitare esclusivamente in chiesa battendosi il petto tre volte, ma guai ad ammettere fuori dalle mura del tempio le proprie colpe in pensieri, parole, opere e soprattutto omissioni. Sotto le volte della bella sala Celestino Contaldo si è assistito invece alla solita  excusatio non petita (che, come saprà perfino il portavoce del comitato, è accusatio manifesta) e nulla di più.

***

Date un’occhiata a quest’altro brano del famoso comunicato-stampa: “Abbiamo accettato il contributo senza fare domande, questo è vero. Ma siamo ancora convinti che certe domande, anche quelle giuste, appartengono alla politica e alla ideologia non a NOI!!! [notare il NOI a caratteri cubitali e ben tre punti esclamativi, ndr]”.
Ma davvero il cristiano si comporta come un allocco qualsiasi, come fosse incapace d’intendere e di volere, non ponendosi “certe domande”, facendo finta di non vedere e non sentire?
E poi ancora “Rispettiamo tutte le battaglie ambientali che il Salento e Galatina vorranno fare per il nostro territorio. Ma ribadiamo la nostra lontananza dalla politica!!! [altri tre punti esclamativi, caso mai non avessimo capito bene la prima volta, ndr]”.
Cosa? “Le battaglie ambientali che il Salento e Galatina vorranno fare”? Ho letto bene: “Vorranno fare”?
Perché, voi e i vostri figli, cari signori, non siete forse di Galatina e del Salento? Non respirate la stessa aria, non frequentate lo stesso mare, non vivete della stessa terra? Perché dovrebbero sempre essere gli altri a “fare le battaglie” per l’ambiente?
E quando papa Francesco parla di “custodire il creato”, non si riferisce per caso alla lotta per salvaguardare la natura (residua o superstite) che ci circonda? Non è forse anche questa “Politica”, nel senso più alto e nobile del termine?
Chi l’ha detto che “solo la politica, le istituzioni e i comitati ambientali possono e debbono occuparsi del merito”? Perché tirarsene fuori? Il credente non è un Cittadino come un altro che ha il diritto-dovere di intervenire, di informarsi e di essere informato? Oppure il cosiddetto fedele dovrebbe occuparsi soltanto di “processioni”, “luminarie”, “luci e bande”, candele e giaculatorie, rispondendo sempre “amen”, e non solo nel corso delle liturgie?
Caro papa Francesco, parli ai sordi.

***

Ciliegina sulla torta, come al solito, l’intervento del mio sindaco.
Poteva mancare, signore e signori, l’intervento di Mimino Montagna, che, a quanto pare, a tempo perso, smette i panni del medico per indossare la toga di avvocato difensore dei comitati-festa cittadini? Ovviamente no.
Infatti, Mimino nostro ha ribadito più volte la storia della buona fede (che, tra l’altro, nessuno ha mai messo in dubbio). Figuratevi se gli è saltato in mente di dire che forse lui ed i suoi compari di merende a palazzo Orsini avrebbero dovuto vigilare un tantino di più, visto che il Comune ha cofinanziato la festa con 16.000 euro di soldi pubblici, e vedere il logo del Comune di Galatina accanto a quello TAP non è, diciamo così, il massimo dell’eleganza.
Pensate che l’ineffabile sindaco di Galatina in un altro intervento, a proposito di alcune scritte sui muri lasciate da qualche idiota, ha (o avrebbe: fonte galatina.it) detto quanto segue: “Dopo il pacifico e chiarificatore incontro avuto con i ‘No Tap’ nella serata di giovedì non ci aspettavamo questo gesto esecrabile. [A quell’incontro] erano presenti, oltre all’Amministrazione comunale, anche i rappresentanti del comitato festa. Un ingegnere dei ‘No Tap’ ha illustrato i motivi giuridici e tecnici della loro contrarietà al passaggio nei pressi di San Foca del tubo che porta il gas dal Mar Caspio. D’altra parte il Consiglio Comunale ha già votato un documento di sostegno alle posizioni del Comune di Melendugno”.
Chiaro? Loro, i NO-TAP, hanno illustrato i motivi giuridici e tecnici della loro contrarietà.
Come della loro contrarietà? Visto che il Consiglio Comunale “ha già votato un documento di sostegno alle posizioni del Comune di Melendugno”, non dovremmo parlare all together, sindaco in testa, di nostra contrarietà?
Mistero della buona fede.

*

Alla fine della fiera (“fine della fiera” ormai in tutti i sensi) nessuno ha osato parlare di restituzione dei soldi (figuriamoci); nessuno ha osato azzardare l’ipotesi della revoca del patrocinio (manco per sogno); nessuno si è assunto l’onere di spiegare, magari dal pulpito, i danni e le beffe del TAP (posto che siano stati compresi gli uni e le altre).
Tutto si è concluso invece come previsto dal copione: a tarallucci e vino.
Sicché la stragrande maggioranza dei galatinesi potrà continuare a credere che l’acronimo TAP stia per “Ti Amo Pietro”, ovvero, a seconda della devozione, “Tanti Auguri Paolo”.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 03/09/2009 @ 12:21:35, in Eventi, linkato 1653 volte)

Programma delle Manifestazioni

08 settembre

  • ore 20.45 Spettacolo di Fuochi pirotecnici della Ditta Piero Coluccia di Galatina (Le)

  • ore 21.15 Serata di musica animata dal Gruppo “Vento del Sud”

Presterà servizio il Gran Concerto Musicale “S. Cecilia” - Città di Sogliano Cavour (LE)

Le luminarie saranno accese dalla Premiata Ditta Cav. Cesario De Cagna di Maglie (Le)

Il Parroco ed il comitato ringraziano la Comunità per aver contribuito alla realizzazione della Festa

fonte: www.sanmichelenoha.it
 
Di Albino Campa (del 07/10/2010 @ 12:18:51, in Fotovoltaico, linkato 2402 volte)
Tra pochi giorni, un nuovo consiglio comunale a Galatina, ma cosa ci sarà di tanto urgente da deliberare, questi i punti all'ordine del giorno :



  1. Varianti puntuali al PUG. Revisione emendamento art. 5.1.2. NTA;
  2. Piano energetico comunale. Nuova adozione.
  3. Progetto comparto F4. Approvazione definitiva;
  4. Delibera C.S. n. 181/2010. Adozione variante al p.p. dell'agglomerato industriale di Galatina-Soleto. MODIFICA.

Ma usciamo dai formalismi e cerchiamo di capire e di spiegare in modo sintetico di che cosa si discuterà.
- Primo punto, le varianti al PUG ( Piano Regolatore Generale ) si tratta di adeguare tutte le zone D2 di Galatina, per colpa direbbero gli ambientalisti, o per fortuna direbbero i palazzinari, del deliberato nel consiglio comunale del 29 luglio 2010, dove per chi non lo ricorda si parlava di strane sigle D3 in D2, sembra una mossa di scacchi ben studiata, oppure della classica battaglia navale che tutti noi abbiamo giocato almeno una volta da bambini. In poche parole si tratta di passare tutte le zone D2 di Galatina, cioè zone da destinarsi a uso uffici, negozi, case, nel caso specifico, la proposta portata in consiglio si occupa della zona nelle adiacenze dell'Ospedale S. Caterina Novella. Tutte le zone D2 passeranno se passa la delibera da 1/4 a 1/2 del volume edificabile. Insomma un ulteriore intervento sul PUG ormai stravolto e cambiato a furia di delibere, meno verde per tutti, per questo motivo venne allontanato Cervellati in cambio avremo più cemento per tutti ( d'altronde bisogna far lavorare la Colacem ).
- Secondo punto all'o.d.g. PEC ( Piano Energetico Comunale ) adottato dal commissario prefettizio il 13 gennaio 2010, ma partito alcuni mesi prima dall'amministrazione Antonica, che in data 14 maggio 2009 stabilì di dare incarico ad un professionista esperto per la redazione del piano energetico comunale, due mesi dopo il 14 luglio 2009 si dava incarico al dott. Rosario Ligori. Adesso si cambia, anche per adattarsi alla sentenza della corte costituzionale n. 119, ed anche per adeguarsi al decreto del ministero per lo sviluppo economico del 10 settembre 2010 " Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili " . Il nuovo regolamento comunale ha di buono che obbliga i soggetti attuatori di eseguire opere di mitigazione dell'impatto ambientale, tali opere consistono nella realizzazione di adeguata vegetazione di filtratura ottica con piantumazione di essenze arboree e barriere verdi come le siepi. L'uso di mezzi meccanici e solo quelli, per il diserbo delle erbe infestanti, escludendo erbicidi e prodotti fitoiatrici. Inoltre il lavaggio dei pannelli, con prodotti biodegrabili, per evitare l'inquinamento dei terreni o della falda. Rimane di contro però l'enorme territorio comunale occupabile da impianti fotovoltaici fissato nel 4,7 % dell'intero territorio comunale. Essendo il territorio comunale di Galatina di Ha. 8162, significa che, per il piano adottato ben 383,61 Ha. sono destinati al fotovoltaico ben 3.836.100 mq.,si avete letto bene, quasi 4 milioni di metri quadri di territorio comunale. Rimango dell'idea che sarebbe meglio cogenerare energia elettrica in ogni casa, mettendo il pannello sulle terrazze piuttosto che sui terreni agricoli. Da ultimo ma non meno importante che la ditta deve presentare una fidejussione bancaria o assicurativa per coprire gli oneri derivanti dalla dismissione dell'impianto ed il ripristino originario dei luoghi. L'importo della quale non deve essere inferiore a € 5 per ogni chilowatt prodotto. La fidejussione sarà svincolata solo dopo il ripristino dei luoghi.
- Terzo punto, progetto comparto F4 " attrezzature per la ricreazione e sport " nella fattispecie la domanda richiesta da tre cittadini che coprono con i loro terreni il 66% della superficie del comparto, tanto per intenderci sarebbe il paventato cartodromo che dovrebbe nascere quasi di fronte all'ingresso dell'aereoporto F. Cesari di Galatina a destra della strada provinciale 362 Lecce-Galatina, direzione Lecce.
- Infine nel punto quattro si discuterà della sdemanializzazione dell'uso pubblico del tratto di strada vicinale S. Giuseppe-Paradisi attraversante il lotto n. 431 del piano ASI. Per questa strada ricordiamo il contenzioso legale tra le ditte Minermix e Pietro De Pascalis srl. nonchè la presenza di un comitato cittadino contrario alla sdemanializzazione.

Altri punti decisamente intriganti sarebbero da discutere nei quattro punti all'o.d.g. del prossimo consiglio comunale, ma preferisco svilupparli nei prossimi articoli che riguardano i temi già evidenziati.
Per non mancare allo spettacolo dal vivo che i nostri consiglieri eletti svilupperanno intorno a questi temi, l'appuntamento e per l'8 ottobre alle 16 in prima convocazione, direi finalmente di pomeriggio, per avere in sala un pubblico plaudente, felice ed orgoglioso dei suoi rappresentanti.

Raimondo Rodia
fonte:galatina.blogolandia.it

 
Di Antonio Mellone (del 03/06/2017 @ 12:07:30, in NohaBlog, linkato 899 volte)

Secondo un mio personale sondaggio condotto con l’utilizzo di un “campione bernoulliano” (insomma ho posto la domanda soltanto ad alcuni candidati: agli altri era del tutto inutile, tanto scontata sarebbe stata la risposta), l’80% dei concorrenti alla poltrona di Sindaco e/o consigliere comunale non conosce il programma stilato dagli avversari, nemmeno i tratti più salienti, e quindi non sa cogliere le differenze (posto che esistano) con il suo. Anche perché il restante 20% di questo campione non conosce nemmeno le proposte della propria fazione.

Con questi dati alla mano, attraverso un banale processo di inferenza statistica, si può ragionevolmente dedurre che la percentuale di elettori che non padroneggia almeno due punti del programma dei propri beniamini s’aggira intorno al 150%.

La scelta dunque del sindaco ideale per il proprio comune diventa una vera e propria variabile aleatoria, ovvero stocastica, vale a dire ad minchiam: ergo con grandi probabilità di vittoria del peggiore e non del migliore [migliore che - a dispetto dello stucchevole luogo comune secondo il quale “sono tutti uguali” - per nostra fortuna in loco esiste eccome: basta saperlo individuare usando quell’organo che ha grandi potenzialità ma che sovente non utilizziamo appieno se non quando siamo all’acme dell’eccitazione ovvero al massimo del suo stimolo, vale a dire il cervello, ndr.].

Siccome stiamo discutendo del futuro del territorio, e di conseguenza del nostro e di quello dei nostri cari, mi permetto di dar qui di seguito a galatinesi e frazionesi qualche sollecitazione o qualche imbeccata sul metodo da utilizzare per selezionare chi avrà l’onore e soprattutto l’onere di diventare il nostro Primo Cittadino.

*

La prima linea di demarcazione è quella del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso. 

Bisognerebbe prestare molta attenzione e quindi scansare come la peste bubbonica i candidati e i loro accoliti che solo qualche mese fa hanno sostenuto fino allo spasimo (per fortuna perdendo rovinosamente) una cosiddetta riforma della Costituzione scritta con i piedi, anzi con l’artrite reumatoide dei piedi: una proposta di modifica della legge fondamentale dello Stato che ha provato a spaccare anziché unire il Paese, e che, oltretutto, con l’abolizione della “legislazione concorrente” e con la clausola di “supremazia statale”, avrebbe fatto contare i territori (tipo i Comuni) come il due di picche con briscola a denari, persino su argomenti essenziali alla loro stessa sopravvivenza (come: Tap, Trivelle, Ilva, Cerano, Ulivi, strade statali, inceneritori, per dire).

*

Un altro elemento di scelta è il tema del giorno: “Laurea sì, laurea no”.

Ora. Chi scrive crede che la laurea non sia più un’attenuante (veramente non lo è mai stata) bensì un’aggravante per il “candidato laureato” che, con la spocchia del togato, continua a fare in pubblico e con nonchalance i suoi strafalcioni lessical-grammaticali, e - anziché vergognarsi e andarsi a rinchiudere in qualche comitato elettorale di periferia buttando via la chiave - addirittura se ne auto-compiace in un crescendo di ridicolaggine corroborata dagli applausi scroscianti dei suoi turiferari (i quali, ove possibile, son peggio di lui). Meglio dunque un candidato con la terza media fatta per bene, che un laureato più o meno fresco di toga grazie magari ai bignami, ai bigini, alle slide o ai riassunti gentilmente fornitigli dagli altri (onde il suo ultimo libro studiato approfonditamente fu il sussidiario delle elementari, ma soltanto perché costrettovi dalla scuola dell’obbligo).

*

Un’altra selezione radicale dovrebbe avvenire in considerazione dei partiti che compongono certe coalizioni a sostegno di questo o quel candidato.

La prima da non toccare nemmeno con una canna da pesca telescopica è l’ormai tristemente famosa accozzaglia pigliatutto destra-sinistra [o meglio: sinistra-chiamatemi, ndr.] nata in diretta nel corso di una trasmissione televisiva di Telerama (la famosa Open, cioè Vucchiperti). Un trasversalismo mefitico e pestilenziale, cinico e politicamente foriero di ulteriori tremebonde schifezze: altro che “siamo tutti Fratelli d’Italia”.

La seconda coalizione intoccabile è quella composta dai mammasantissima dell’eterna destra locale sempre uguale a se stessa (ci manca giusto la Lega per fare l’en plein) i cui leader storici a livello nazionale potrebbero essere annoverati tra gli impresentabili. Me ne vengono in mente due, sufficienti per decidere di starne il più lontano possibile.

Il primo partito è quello il cui proprietario fu condannato poco tempo fa per frode fiscale, assegnato ai servizi sociali, prescritto nove volte per dei reati molto gravi, prosciolto invece in altri casi [non per non aver commesso il fatto, ma perché il fatto non è più reato, essendo nel frattempo arrivata –guarda un po’ - l’ennesima legge ad personam, ndr.]. E’ il tristemente famoso presidente delle olgettine, quello della nipote di Mubarak e della compravendita dei senatori, quello che ci ha fatto fare tante figure di merda anche a livello internazionale, e ultimamente, a beneficio di allocco, si fa pure ritrarre con gli agnellini in braccio, poverini [poverini gli agnellini, e i suoi seguaci, probabilmente appartenenti alla stessa razza ovina, ndr.].

Il secondo partito è quello che ha fatto più volte rivoltare nella tomba non dico Marx ed Engels, ma lo stesso Pietro Nenni. E’ il partito nato a sinistra e finito a destra, quello che ebbe quale segretario (poi addirittura presidente del consiglio) il famigerato politico corrotto morto latitante ad Hammamet. Pare che ci sia tuttora in giro per Galatina un nostalgico, per di più candidato nelle liste di codesto partitino, il quale sta cercando di darla da bere a noi altri attraverso un’operazione amnesia (o forse amnistia), con una serie di scritti pubblicati sul web un giorno sì e l’altro pure, conditi dai famosi racconti strappalacrime della “barberia” [evidentemente gli affiliati a questo partito saranno esperti in barba e capelli agli italiani, ndr.]. Sta di fatto che durante la permanenza al governo di questo giglio o meglio garofano di campo, vale a dire dal 1983 al 1986, il rapporto fra debito pubblico e prodotto interno lordo passò dal 70% al 92% [ottime referenze, dunque, per il risanamento finanziario del comune di Galatina, ndr.].

Per la cronaca, il suddetto il politico corrotto (che alcuni vorrebbero santo subito) aveva intascato su conti esteri per sé (e non per il partito) tangenti per circa una quarantina di miliardi del vecchio conio. Certo, il partito ne aveva presi molti molti di più, però, come si dice, chi si contenta gode [ma chi gode si accontenta di più, ndr.].

Pare che i novelli adepti della suddetta consorteria continuino a chiamarsi tuttora “compagni”, e sembra che abbiano (come allora) un concetto molto elastico di legalità, tanto che per esempio chiamano “folklore” i manifesti abusivi attaccati un po’ dovunque. E’ proprio vero: “L’arte de lu tata è menza mparata” [il mestiere del padre (politico) è già imparato a metà, ndr.].

Infine ci sarebbero da schivare [qui alla v si potrebbe sostituire la f, ndr.] i candidati diversamente politici; quelli che nei confronti pubblici fanno a gara a chi la spara più grossa menando il can per l’aia; quelli che nei comizi pensano (pensano, si fa per dire) e parlano (sbraitano sarebbe più azzeccato) come mangiano; quelli che manifestano a cento decibel la propria pochezza (o più frequentemente l’ochezza); quelli che ostentano più poster pubblicitari che idee politiche; quelli che aprono e chiudono le loro kermesse in piega con la sigla-tormentone “De Pascalis Karma”. Insomma quelli che, in caso di vittoria, sarebbero in grado di trasformare l’undici giugno nell’undici settembre della nostra povera piccola patria.

*

Detto questo, non riesco a spiegarmi perché mai quando di recente ho formulato gli auguri per la sua elezione a Sindaco a quell’unico candidato degno di assumere una carica così importante, questi mi ha risposto risentito: “Ma Sindaco a chi? Sindaco, vallo a dire a tua sorella”.

Mah, vai a capire.

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 25/06/2016 @ 12:03:35, in NohaBlog, linkato 965 volte)

Non credevo che i miei articoletti potessero arrivare fino a Collemeto. Potenza dei mezzi della tecnologia. Tipo Alice.

In genere li scrivo per una piccola cerchia di amici con la speranza che inizino a pensarla come una “ristrettissima minoranza di cittadini che non vede di buon occhio la nascita del centro commerciale”, piuttosto che come la nutritissima massa di economisti per caso, vaganti “per strada” o sostanti “davanti al bar” da mane a sera, che invece ne sono i fautori.

Premesso che in genere non mi metto a confutare le elucubrazioni degli altri, specie se da prima elementare, se non proprio da asilo Mariuccia, volevo puntualizzare il fatto che amo troppo Noha (e per la verità anche Galatina e Collemeto) per auspicare per la mia terra l’ennesimo stupro a base di cemento, asfalto, capannoni e vaniloqui con la scusa dello “sviluppo e dell’occupazione”.

Figurarsi, quindi, se “in fondo ma proprio in fondo” volessi un centro commerciale proprio dietro l’angolo di casa mia. Chi se lo dovesse augurare, secondo me, o come al solito non ha capito una beneamata mazza, oppure, se l’avesse capita, non sta poi tanto bene.

Prendo atto delle rassicurazioni in merito all’esistenza dei tanti investitori pronti a investire altrove i loro capitali: evidentemente i loro nomi saranno scritti in cielo, come manco il quarto segreto di Fatima, anzi di Galatina.

Di certo “l’investitore” principale, la fantomatica Pantacom srl, in base ai dati patrimoniali, economici, finanziari che si evincono dagli ultimi bilanci pubblicati non sembra essere, come dire, il magnate ideale, non dico in grado di assumere “i giovani disoccupati” di Collemeto o di risollevare “le attività economiche collemetesi in ginocchio”, ma nemmeno di fare il pieno di carburante alla prima ruspa eventualmente ottenuta in comodato gratuito e pronta a sbancare la povera campagna di contrada Cascioni.

E’ vero che Galatina sta attraversando un periodo di decadenza economico, culturale e sociale, ma non credo che questo dipenda dal pensiero di “una strettissima minoranza di cittadini” - di cui fa parte anche il sottoscritto, da sempre contro il mega-porco - quanto piuttosto dalla larghissima maggioranza di essi. Maggioranza che forse non ha ancora afferrato il fatto che un centro commerciale fuoriporta sarebbe il definitivo colpo di grazia a città e frazioni.

Lo so, lo so che è più divertente una partita a carte davanti al bar (magari giocando a “padrone” davanti ad una birra Peroni - anche se pare che a Collemeto indulgano volentieri alla birra del padrone Perrone, socio Pantacom) che la lettura dei libri (come per esempio il volume di Luigi De Gobbi: “Val-Mart fra Veneto City e Nave de Vero. Come i centri commerciali ci stanno impoverendo” – Edizioni del Faro, Trento, 2014, 15 euro circa) o lo studio dei report sul piccolo commercio che arranca sotto i colpi della grande distribuzione, ma anche degli infiniti articoli sul web sull’esperienza fallimentare della GDO che non sa più (in Italia e all’estero) come far riempire i carrelli dei clienti e quindi far tintinnare le casse, o sull’avvento del commercio on-line che sta rendendo inutili i già esistenti megastore. Ma la realtà purtroppo (o per fortuna) è questa, e non quella delle chiacchiere, appunto, da bar sport.

C’è chi chiama questa roba “pura fantasia”, ma temo che il vero “paese delle meraviglie” sia quello dei castelli in aria, anzi dei centri commerciali d’aria fritta, caldeggiati stavolta da un comitato spontaneo composto a quanto pare da almeno un paio di soggetti: Giuseppe e Bruno. Ovvero, in base alle firme olografe, Bruno e Giuseppe.

 Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 02/07/2016 @ 11:59:52, in don Donato Mellone, linkato 750 volte)

Il brano che segue è stato rinvenuto di recente fra le carte dell’archivio di don Donato Mellone (1925 - 2015).

Scritto nel 1983 alla sua inseparabile Olivetti Lettera 22, è il discorso di commiato da Antonio Rosario Mennonna, vescovo di Nardò (e quindi anche di Noha prima del passaggio della parrocchia all’archidiocesi di Otranto) sin dal 1962.

Anche questa è Storia locale. Che, come ribadito più volte, non è mai Storia di serie B, ma Storia tout court, e con tanto di maiuscola. Storia, che molto spesso è scritta su pezzi di carta rinvenuti per caso.

Mons. Mennonna era un mito per lo scrivente. Il vestito paonazzo, le insegne episcopali (mitria, anello, croce e pastorale), i pontificali, il portamento ieratico e la sua 131 Mirafiori blu lucidissima con tanto di autista e segretario, facevano evidentemente una certa impressione su quell’imberbe osservatore nohano ante-litteram che ero. Ne osservavo, dunque, tutti i dettagli: i suoi occhiali da miope molto spessi, i decori artistici degli uncini dei suoi vincastri, finanche le calze rosso-violacee perennemente indossate, come del resto il suo abito corale con mozzetta.

Del mio vescovo conoscevo il suo stemma (i monti, la stella a sei punte e la fortezza turrita) effigiato all’ingresso dell’episcopio e sul portale dell’adiacente cattedrale neritina, ma anche ricamato sulle infule delle preziose mitrie aurifrigiate, lavorato a filet con l’uncinetto sugli orli della cotta, marcato sugli altri paramenti sacri, e ovviamente stampato sui documenti ufficiali di curia e sulle lettere pastorali.

“Ut ascendam in montem Domini” era il suo motto. Certo di non commettere sacrilegio, lo utilizzai a mo’ di slogan del Numero Unico, il giornalino della Scuola Militare per gli Ufficiali di Amministrazione di Maddaloni, di cui nel ‘92-‘93 fui pure direttore responsabile. Ma, come posso dire, laicizzandolo preventivamente: togliendo cioè quel “Domini”, e lasciando semplicemente “Ut ascendam in montem”. Volevo trasmettere agli altri, tramite il contenuto di quella pubblicazione con tanto di espressione latina, l’urgenza di sentirsi invincibili piuttosto che vincenti, sottolineando l’importanza della lotta e della fatica della salita a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo-vetta. Ma questa è un’altra storia.  

Ricordo che nel corso di una delle feste del Ministrante che si celebravano annualmente a Nardò nel grande atrio polifunzionale del seminario diocesano (adibito a volte anche a campo di basket o di calcetto, quando non per convegni, cerimonie o sante messe all’aperto), ricevetti in dono dalle mani dell’eccellentissimo vescovo un libro premio che ancora conservo gelosamente. Era un libello delle Edizioni Paoline, scritto da Denise Barnard dal titolo “Sul tetto del mondo”: una storia sul Tibet e sul Dalai Lama (per dire l’ecumenismo, e soprattutto l’apertura mentale di quell’uomo di cultura, che ci spingeva proprio in quei ruggenti anni ‘70 ad andare oltre “questa siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”, e forse anche oltre la nostra stessa religione). Credo che fosse stata la signora Pata di Noha (al secolo Vituccia Specchiarelli), delegata all’iniziazione cristiana dei chierichetti, a fare il mio nome al “comitato-premi-libri-ai-chierichetti” per quella bella cerimonia.    

Quando il vescovo era in visita a Noha era quasi una festa di precetto, i riti sempre solenni, con la presenza costante di almeno quattro sacerdoti (i due immancabili nohani, cioè don Donato e don Gerardo, e poi ancora don Giovanni Cardinale di Aradeo e infine il segretario-cerimoniere vescovile, mons. Mancina, anzianissimo, e sovente altri “preti ospiti”). Tutti attendevamo l’arrivo dell’ordinario diocesano sul sagrato della chiesa madre, pronti, subito dopo il saluto del parroco, a riceverne l’aspersione “urbi et orbi” (a Noha e al mondo).

Una volta, alla fine di una celebrazione eucaristica, mi trovai ad aprire completamente la porta dell’ufficio parrocchiale (dove era stato preparato il solito rinfresco con delle bibite) solo dopo il passaggio di sua eccellenza, non prima. Ecco che monsignore, tra il serio e il faceto rivolto a me – tra le risate degli astanti - mi fa: “Non preoccuparti. Pensa che anche Santa Chiara chiuse i cancelli dopo che i buoi erano scappati.” Non sapendo cosa rispondere (andavo meglio agli scritti che all’orale anche allora), credo che mi mimetizzai diventando rosso porpora, più o meno come la veste color magenta del mio illustre interlocutore.

Non sto qui a dirvi che imitavo la voce e la cadenza di mons. Mennonna come nessun altro. A dire il vero ero un (inimitabile) imitatore di persone non famose che manco un concorrente di “Italia’s got talent”. Sicché arrivai a fare la parodia di personaggi più o meno locali, quali don Donato stesso, ovviamente don Gerardo, finanche la mia maestra delle elementari… Più tardi arrivai a fare il verso anche ai miei professori delle superiori e quindi dell’università, oltre ovviamente quello di molti miei amici e colleghi, e di altri personaggi vari ed eventuali.

*

Antonio Rosario Mennonna (sopravvissuto a due suoi successori avvicendatisi sulla cattedra neritina), si è spento nella sua casa di Muro Lucano nel 2008, all’età di 103 anni. Ipovedente, è stato lucidissimo fino alla fine: pare che allenasse le sue sinapsi recitando a memoria interi canti della Divina Commedia (ergo lo scrivente, da questo punto di vista può considerarsi in una botte di ferro).

Lascia un ottimo ricordo in quanti lo conobbero in vita, ed una serie infinita di pubblicazioni, fra le quali: libri di favole per grandi e bambini, trattati di filosofia e di teologia, volumi di glottologia (per esempio sui dialetti gallitalici della Lucania), un piccolo dizionario del cristianesimo, e i famosissimi e stupendi “Dialoghi con i personaggi dell’antica Roma” (da Romolo a Tarquinio il Superbo, da Cicerone a Socrate, da Augusto a Costantino, ecc.), incisi anche su Cd.

Il vescovo-professore fu insignito dal Presidente della Repubblica della medaglia al valore di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.

Nel 2008, pochi mesi prima della sua dipartita, scriveva una lettera di ringraziamento a don Donato per il dono del suo volume “Il sogno della mia vita” (curato dal sottoscritto, ed edito da Panìco). In quella lettera (che mio zio buonanima mi fece leggere, e che ora non riesco a rinvenire – datemi tempo), Mennonna fa riferimento al sottoscritto quale insuperabile imitatore della sua voce.

Antonio Mellone

*

Eccellenza Reverendissima,

sono passati ventuno anni e qualche mese da quando Ella fece il suo ingresso nella nostra Diocesi. E ora è giunto il momento di lasciarci per ritornare nella sua terra d’origine (Muro Lucano, ndr.). Sono convinto che Ella se ne sarebbe andata in punta di piedi, senza dar fastidio a nessuno, se non ci fosse stato un dovere elementare da compiere: quello di congedarsi da noi sacerdoti e dalle comunità parrocchiali che per tanti anni Ella ha guidato con saggezza, spirito di sacrificio e soprattutto con grande bontà d’animo.

Non è nel mio stile, Eccellenza, abbandonarmi ai complimenti, ma la verità bisogna pur dirla. E la verità è che noi sacerdoti, come pure tutti i fedeli, abbiamo visto in Lei non l’uomo di cultura, non il dottore in Sacra Teologia, quanto il Buon Pastore che ha amato questa Diocesi di Nardò, non con le parole, ma con i fatti e in verità.

Non è questa la sede più adatta, e non sono io la persona più indicata per illustrare l’opera da Lei svolta a vantaggio di tutta la Diocesi neritina nel corso del Suo ministero pastorale: ci saranno altri più qualificati di me che non mancheranno di assolvere a questo compito. E tuttavia a me spetta il dovere di fare solo un cenno a quanto bene ha compiuto nei confronti di questa Comunità Parrocchiale di Noha.

E ricordo le numerose visite pastorali, da Lei compiute. Ricordo quando nei primi anni del Suo (e mio) Ministero venne nella nostra Comunità a benedire i locali della nuova casa parrocchiale; ricordo quando fece un sopralluogo per i lavori di restauro della chiesa madre e per consacrare successivamente questo altare maggiore, così come voluto dal Concilio; ricordo la benedizione delle campane della chiesa parrocchiale e quella del cimitero, e anche quando venne a Noha a benedire il nuovo monumento ai Caduti; e ricordo, infine, quando, proprio in quest’anno è venuta a benedire il nuovo campo sportivo. E non posso non ricordare, durante l’anno mariano diocesano, l’accoglienza festosa che proprio questa comunità tributò alla Madonna della Pace nel pellegrinaggio che Ella ha voluto indire partendo da Roma.

Sono queste soltanto alcune delle opere che Ella ha compiuto a nostro vantaggio, e proprio a nome di questa Comunità, e a nome mio personale sento il dovere di esprimere all’Eccellenza Vostra Rev.ma i sentimenti della nostra gratitudine più sincera e più devota, e al tempo stesso Le chiedo che non ci dimentichi.

Per questo le Associazioni parrocchiali hanno pensato di offrirLe in dono una statuetta della Madonna. Quando Ella pregherà davanti a questa statua sono certo che si ricorderà di noi.

Noi, dal canto nostro, non mancheremo di ricordarLa nelle nostre preghiere.

Per l’intercessione di Maria, il Signore Le conceda Grazie su Grazie, e tanti anni ancora di vita e salute.

Sac. Donato Mellone

 

   [si ringrazia lo Studio Fotografico Pignatelli per la foto d’archivio]

 
Di Redazione (del 22/04/2017 @ 11:57:30, in Comunicato Stampa, linkato 660 volte)

Domenica 23 aprile, alle ore 19.00, si terrà in piazza San Michele a Noha l’inaugurazione del comitato elettorale di Daniela candidato SINDACO.

Vi aspetto numerosi.

Ufficio Stampa Daniela Sindaco

 
Di Redazione (del 22/04/2017 @ 11:55:47, in Comunicato Stampa, linkato 221 volte)

“O CREDI ALLE FAVOLE…O VOTI 5 STELLE”
Sabato 22 aprile 2017 alle ore 20:00, in Corso Porta Luce 60 a Galatina, inauguriamo il nostro comitato elettorale del Movimento 5 Stelle per Paolo Pulli Sindaco di Galatina. Un luogo di ascolto, di dialogo, di confronto, nel quale discuteremo con i cittadini dei programmi che abbiamo per la nostra città, la città del futuro. Interverranno diversi Portavoce del Movimento 5 Stelle, i Senatori della Repubblica Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella, i consiglieri della Regione Puglia Antonio Trevisi e Cristian Casili e altri portavoce dei comuni salentini.
Al termine dei vari interventi, ci sarà un piccolo buffet di alcuni prodotti tipici galatinesi e rigorosamente Km 0.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Movimento 5 Stelle GALATINA

 
Di Albino Campa (del 14/10/2010 @ 11:42:11, in Fotovoltaico, linkato 1425 volte)

Il comitato di Cutrofiano (Forum Amici del Territorio) smentisce la sottoscrizione al comunicato divulgato da "Italia Nostra" e "Forum Ambiente e Salute" su Legambiente

Il "Forum Amici del Territorio", un comitato di cittadini di Cutrofiano, rappresentato dal Presidente Gianfranco Pellegrino, in merito all'articolo "Legambiente coinvolta nel business del fotovoltaico. Le associazioni denunciano", scritto in data 14 ottobre 2010, smentisce categoricamente la sottoscrizione al comunicato stampa divulgato dalle associazioni "Italia Nostra" e "Forum Ambiente e Salute" e prende le distanze sulle considerazioni ritenute personali rivolte all'associazione Legambiente stessa.

Si rende noto che il comitato, non ha ancora preso posizione sulla proposta del nuovo impianto fotovoltaico di 26 ettari a Cutrofiano, promossa da Legambiente tramite AzzeroCO2; si riserva inoltre di comunicare la propria posizione dopo aver visionato il progetto e averlo discusso nell'Assemblea dei Soci.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 13/12/2014 @ 11:32:33, in NohaBlog, linkato 954 volte)

Il 30 novembre è scaduto il termine di presentazione delle firme per far entrare Le Casiceddhre di Noha nella lista dei luoghi del cuore del FAI (Fondo Ambiente Italiano), un’associazione che si occupa di salvare, restaurare e aprire al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

Grazie all’impegno delle persone che ci hanno aiutato con le loro adesioni, abbiamo raggiunto il numero di firme necessarie per essere inserite nella lista. Sul sito del FAI, a oggi sono registrate 1130 firme, di cui 791 on-line.

(http://iluoghidelcuore.it/luoghi/lecce/galatina/le-casiceddhre-di-noha/5652).

Per queste ultime è stato di grande aiuto il comitato del Monastero di San Nicola di Casole, il quale ha chiesto ai suoi visitatori di aderire al nostro progetto. La generosità e la cultura sono la linfa della nostra terra. Mancano al conteggio finale le firme raccolte a Noha durante i mesi di ottobre e novembre nelle attività commerciali di Noha. I risultati definitivi del censimento verranno resi pubblici entro marzo 2015. Quando il FAI aggiornerà i dati avremo un totale di 1688 firme, abbondantemente oltre il quorum delle 1000 firme richieste dal regolamento.

Il FAI stilerà una classifica in base al numero di segnalazioni pervenute; in questo momento le nostre Casiceddhre sono al 125° posto; inoltre così detta il Regolamento alle pagg. 2 e 3:

Il FAI invierà ai Sindaci territorialmente competenti, notizia dell'avvenuta segnalazione, indipendentemente dai voti ricevuti dai singoli luoghi, affinché conoscano il vivo interesse dei cittadini nei confronti dei beni sul loro territorio.Il FAI si impegna inoltre a intervenire su alcuni dei luoghi segnalati, attivandosi per promuovere sul territorio azioni di recupero, tutela e valorizzazione, anche attraverso la possibile erogazione di contributi per sostenere le iniziative promosse dai portatori di interesse. In particolare il FAI interverrà a favore dei primi tre luoghi maggiormente votati, secondo la classifica ufficiale pubblicata sul sito www.iluoqhidelcuore.it, sulla base di specifici progetti di azione. Inoltre la Fondazione, dopo la pubblicazione dei risultati, lancerà le Linee Guida per la definizione degli interventi, in base alle quali i proprietari, i concessionari, gli affidatari o i portatori di interesse dei Luoghi del Cuore che hanno ricevuto almeno 1.000 voti, secondo la classifica ufficiale, potranno presentare una richiesta di intervento diretto da parte della fondazione sulla base di specifici progetti d'azione. Una commissione interna, in collaborazione con le Direzioni Regionali del MiBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo), valuterà le domande pervenute e selezionerà i luoghi idonei a un intervento da parte del FAI.

Per approfondire:
http://iluoghidelcuore.it/assets/static/istituzionali/Regolamento_I_Luoghi_del_Cuore_2014.pdf

Augurando una buona sorte alle nostre Casiceddhre, ci impegniamo a tenerVi aggiornati sull’evoluzione di questo progetto  e, con il Vostro indispensabile aiuto, a ricominciarne di nuovi dedicati alla Torre del XIV secolo, alla Casa Rossa, al Frantoio ipogeo, alla Masseria Colabaldi, al Menhir di Epojoanna, alla Trozza, alla Torre dell’orologio, alle Tombe messapiche, alle nostre chiese, all’aria, alla terra, all’acqua e alla nostra stessa dignità.

Marcello D’Acquarica
 
Di Redazione (del 14/12/2014 @ 11:32:03, in Necrologi, linkato 1532 volte)

All'età di 85 anni, serenamente, "senza dare fastidio", come diceva lui, ci ha lasciati il caro Luigi Pasquale Abaterusso, da tutti conosciuto semplicemente con il nome di Gino.

Era buono e cordiale con tutti, Gino. Devoto alla Madonnina di Lourdes, la cui grotta si trova nelle immediate adiacenze di casa sua, era uno dei componenti del piccolo comitato festa organizzatore della solennità che si celebra nel mese di febbraio in via Aradeo, con tanto di fuochi pirotecnici.

Essendo impossibilitato a parteciparvi di persona, tempo fa, noi del sito Noha.it gli abbiamo fatto dono di un DVD con le riprese della spettacolare "Fiera dei Cavalli - Madonna delle Grazie", organizzata da Agostino, suo figlio, e dai suoi bravi amici. Gino, per questo, non finiva più di ringraziarci.

Ai figli Agostino, Antonio e Aldo, alle rispettive consorti, ai nipoti, ai parenti, e a tutti i suoi amici, giungano le nostre condoglianze.

La redazione di Noha.it

 
Di Albino Campa (del 10/05/2012 @ 11:21:27, in Comunicato Stampa, linkato 1329 volte)

In merito all’articolo apparso sul Quotidiano di Lecce a pagina 15 il giorno 10 maggio c.a. e avente titolo  “Sorpresa: Montagna tratta con i socialisti”,  si precisa che il suo contenuto  è frutto di pura fantasia e fuorviante rispetto alla volontà manifestata dal centro sinistra e dal candidato Sindaco dr. Cosimo Montagna.

Difatti sin dal primo minuto dopo il voto il dr. Montagna ha ribadito, proprio con un’intervista rilasciata ieri al Quotidiano di Lecce,  che non vi sarà alcun apparentamento né con i socialisti né con chicchessia.

Pertanto nessuna trattativa né palese né occulta e nessun accordo di sottobanco è stato mai stretto e non lo sarà in futuro.

Il dr. Montagna è risultato il primo ed il più votato, con largo margine, dei candidati,  perché sostenuto fortemente dalla sua coalizione e da tanti cittadini di ogni orientamento politico, che hanno fatto affidamento proprio su quella coesione, oltre che sulla serietà del progetto politico.  Introdurre oggi elementi di instabilità per la coalizione – elementi che hanno caratterizzato tutte le passate amministrazioni -  sarebbe privo di senso.

I risultati elettorali dimostrano matematicamente che  cambi di casacca,  trasformismi e voti trasversali - sia a Galatina sia,  soprattutto,  nella frazione di Collemeto - hanno riguardato le altre coalizioni e non il centro-sinistra.

Ai cittadini, a questo punto, il sereno giudizio  su chi ha interesse a diffondere tali strumentali notizie.

Comunque, al fine di evitare ulteriori speculazioni, il dr. Montagna comunica a tutti i cittadini, amici, sostenitori e  forze politiche che a qualsiasi titolo vorranno incontrarlo, che potranno farlo pubblicamente e presso il comitato Elettorale di Via Roma.

Al Quotidiano di Lecce si prega di voler pubblicare questa nota, con il medesimo risalto dato all’articolo in questione

 

aggiornamento:

A parziale rettifica del precedente comunicato, al fine di evitare inutili e non volute polemiche con gli organi di stampa, rinnovando la stima nei confronti della giornalista del Quotidiano, si precisa che il candidato Sindaco Dr. Cosimo Montagna sta incontrando tutte le forze politiche senza che ciò possa prefigurare alcuna ipotesi di apparentamento, accordo di sottogoverno o di trattativa così come poteva essere interpretabile dalla lettura del titolo dell'articolo del Quotidiano di Lecce di oggi 10 c.m.

 
Di Albino Campa (del 10/12/2010 @ 11:05:07, in Fotovoltaico, linkato 2062 volte)

Con una lettera raccomandata inviata in data 30 novembre 2010 che aveva come oggetto ” istanza di intervento tecnico per il controllo dei progetti denominati "Gamascia1- Società Fotowatio Italia Galatina S.r.l. " e "Galatina – Società SunRay Italy S.r.l." indirizzata al sindaco e per conoscenza all’assessore al ramo Carmine Spoti, ed inoltre a Maria Grazia Sederino Consigliere Comunale con delega all'Energia da fonti rinnovabili, il comitato ” I dialoghi di Noha ” a contestato la scelta di invadere il territorio con campi sterminati di silicio. Ma ecco il testo della missiva ” Gentilissimo Signor Sindaco e gentilissimi arch.tto Maria Grazia Sederino e avv. Carmine Spoti, con la presente, il comitato "I Dialoghi di Noha", con i suoi degni rappresentanti Marcello D'Acquarica, Antonio Mellone, che supportati da oltre 350 cittadini che ne hanno condiviso le battaglie, lottando contro le facili concessioni volte a distruggere centinaia di ettari di campagna ( come per esempio le ben 11 concessioni "furbescamente" attigue in Contrada Roncella ), si appellano alle Vostre Autorità affinché vengano autorizzati ed eseguiti in tempi brevi, da parte degli enti tecnici competenti, come già avvenuto per la concessione in area Duca, i controlli dei progetti in oggetto, come prescritto nelle norme di sicurezza delle Autorizzazioni Uniche pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 90 del 20.05.2010 di SunRay S.r.l. e n. 148 del 23.09.2010 di Fotowatio S.r.l. Fra le condizioni poste sui Bollettini indicati, è spesso presente il diniego dell'uso del cemento (vedi per es. al punto 15 di pag. 14665 del B.U.R.P. n. 90), cosa che contrasta fortemente con la probabile costruzione di una mega centrale elettrica su piattaforma in cemento armato volturata dalle due società suddette in favore di TERNA – Rete Elettrica Nazionale S.p.A. Sono tante le potenziali incongruenze da verificarsi in corso d'opera.

A titolo esemplificativo si citano alcune: i possibili ritrovamenti archeologici; la corrispondenza ai dettami che riguardano il divieto dell'uso di prodotti chimici; l'autorizzazione allo scavo di pozzi per l'utilizzazione delle acque sotterranee; il controllo delle piantumazioni perimetrali; le distanze dal ciglio strada e dalle abitazioni; la recinzione, che deve essere realizzata lasciando ogni 10 metri varchi delle dimensioni di 40×40 cm, o in alternativa la rete deve essere posta ad un'altezza di 30 cm dal suolo, al fine di consentire il passaggio di animali selvatici; la costruzione delle piste provvisorie all'interno dell'area, che invece sembrano essere state fatte in modo definitivo; i termini di inizio, completamento e collaudi; le eventuali depressioni morfologiche soggette a fenomeni alluvionali; gli scavi dei cavi-dotti di attraversamento delle S.P. 41 e 47; l'autorizzazione per gli eventuali tagli di piante di origine naturale e non, e la salvaguardia dei muretti a secco presenti sul confine delle aree delle società interessate. In riferimento all'articolo 9 del Bollettino n. 90, che dice:

…il controllo e le verifiche sono demandate al Comune, la Regione Puglia Servizio Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo si riserva ogni successivo ulteriore accertamento…, chiediamo, quindi, che siano monitorate, mediante l'Ufficio Tecnico e la vigilanza edilizia, le attività degli impianti relativi alle Autorizzazioni Uniche rilasciate alle Società SunRay Italy S.r.l. ed alla Società Fotowatio Italia Galatina S.r.l. “.

Pare che in risposta alla lettera proprio oggi a detta del consigliere comunale Pepe si svolgeranno i controlli, da parte delle autorità comunali preposte, calendarizzati e programmati per venerdì 10 dicembre. Vi terremo sicuramente informati sui risvolti e controlli e sopratutto sulle scelte finali dell’amministrazione comunale Coluccia riguardo l’impianti in questione, ricordando, come già l’attuale amministrazione si sia spesa in favore di questi progetti, in cambio di ammodernamenti e costruzioni di nuovi canili comunali, oppure la manuntenzione delle villette cittadine S. Francesco in centro e Giovanni Fedele nel rione Italia.


Raimondo Rodia
http://galatina.blogolandia.it/

 
Di Redazione (del 01/10/2014 @ 10:41:06, in Comunicato Stampa, linkato 1271 volte)

L'emergenza essiccamento sta creando una forte mobilitazione in tutto il territorio. L'ulivo è diventato il simbolo-espressione di quella volontà popolare, associativa e politica che intende costruire una prospettiva sostenibile per il nostro territorio. Oggi risulta quindi di vitale importanza salvaguardare il nostro patrimonio olivicolo. I Comuni, realtà terminali di questa emergenza, stanno seguendo quotidianamente gli sviluppi della vicenda tessendo reti di relazioni con professionisti, associazioni, produttori ed altre istituzioni. Il Comune di Galatina, nel ruolo di attore propositivo del territorio, intende organizzare un convegno tecnico scientifico sul tema dell'essiccamento. Il convegno di svolgerà a Galatina il 3 Ottobre h. 16.00, presso il Palazzo della Cultura in Piazza Alighieri. L'appuntamento ospiterà importanti relatori provenienti dalle più qualificate Università Italiane ed esperti a livello internazionale. Il Prof. Giuseppe Fontanazza, esperto di olivicoltura, approfondirà il rapporto fra olivo ed ambiente; Il Prof. Giuseppe Surico, Presidente della Scuola Agraria di Firenze, approfondirà la questione legata alle nuove malattie del legno dell'olivo causate da funghi patogeni e da Xylella fastidiosa; la Prof.ssa Laura Mugnai, Fitopatologa dell'Università di Pisa, approfondirà la questione relativa alle correlazioni fra olivo e funghi patogeni per la vite ed altre piante arboree; il Prof. Eric Conti, Entomologo dell'Università degli Studi di Perugia, approfondirà la questione relativa al controllo degli insetti vettori; la Dr.ssa Luciana Baldoni, ricercatrice CNR Istituto Bioscienze e Biorisorse di Perugia traccerà gli interventi per il contenimento del fenomeno dell'essiccamento e la salvaguardia del patrimonio olivicolo.
Cogliamo l'occasione per ringraziare l'impegno dei tanti Sindaci che hanno risposto positivamente all'appello inviatogli dal Comune di Galatina nel mese di Luglio con l'obiettivo di costituire un comitato intercomunale territoriale al fine di avere una degna rappresentanza politica ed istituzionale ed invitiamo pertanto tutti i Sindaci che ancora non ne hanno ancora preso visione, ad aderire alla richiesta inoltrata a tutti i Comuni della Provincia.

Cordiali Saluti,
Antonio Congedo
Consigliere Comunale al Comune di Galatina.

 
Di Albino Campa (del 05/04/2012 @ 10:36:17, in Politica, linkato 1620 volte)

Il candidato Sindaco Antonio Pepe ha inaugurato il suo comitato elettorale, allestito in Piazza Alighieri e presentato alla cittadinanza, assieme ai rappresentanti delle forze politiche, le liste che lo sostengono.

Presenti all’evento il Presidente della Provincia di Lecce e Coordinatore Provinciale del Pdl Antonio Gabellone, il consigliere regionale Andrea Caroppo, in rappresentanza de “La Puglia Prima di tutto”, il consigliere regionale Saverio Congedo del Pdl, il consigliere regionale e presidente di “Moderati e Popolari” Antonio Buccoliero, l’europarlamentare Raffaele Baldassarre, in veste di commissario cittadino del Pdl, l’Avv. Enrico Colazzo, segretario provinciale del Partito Socialista, e l’Avv. Fabio Mariano, per la lista civica “Città Libera”.

 
Di Redazione (del 01/08/2014 @ 10:27:43, in CronoNoha, linkato 1433 volte)

Domenica 3 Agosto ritorna per il terzo anno consecutivo a Noha la gara a crononetro valevole per il campionato regionale organizzata dal comitato Uisp Ciclismo di Lecce in collaborazione con l'Associazionale nazionale "Le sentinelle".
Le iscrizioni sono aperte dalle 7.30 alle 8.30 mentre la partenza è fissata alle ore 9.30  da via Collepasso per affrontare un percorso di 19 km da ripetere 2 volte, si impegnano la statale 362 la provinciale 41, il cronometraggio a cura della FICR (federazione cronometristi lecce).
La manifestazione è inserita nel Circuito "Salento contro il tempo" ed è valida come quinta prova.

 
 

 
Di Redazione (del 16/08/2016 @ 09:21:19, in Comunicato Stampa, linkato 449 volte)

E’ iniziato il countdown per la fase di preparazione della prima squadra della Showy Boys. Dopo aver disputato un ottimo campionato di Serie D al suo debutto in un torneo regionale, la compagine galatinese torna in campo nella stagione 2016/17 per affrontare una nuova ed entusiasmante sfida. E a guidare la truppa bianco-verde l’allenatore Gianluca Nuzzo, componente dell’area tecnica e responsabile del settore giovanile.

“L’avvio della preparazione precampionato è previsto per il prossimo 5 settembre – spiega il direttore generale della Showy Boys Galatina, Libero Masciullo – il tecnico Nuzzo ha già programmato l’attività da svolgere e ha consegnato agli atleti alcune disposizioni sull’attività fisica da svolgere per arrivare preparati ad affrontare le prime dure sedute di allenamento”.

All’ex Nazionale e giocatore dei più importanti club di serie A il compito di “plasmare” il nuovo gruppo di atleti che difenderà i colori sociali della Showy Boys. Molte le novità che interessano il roster di serie D con la presenza di atleti giovani e molto motivati.

“Nella passata stagione il tecnico Nuzzo ha svolto un ottimo lavoro con la squadra maggiore così come con il settore giovanile – aggiunge il dirigente Masciullo – i risultati sportivi e soprattutto l’evoluzione tecnica degli allievi del vivaio sono stati segnali tangibili di quanto positiva sia stata la programmazione dell’attività didattica in particolare in seno al Progetto “Scuola Volley” e ai corsi di minivolley e pallavolo”.

Per quanto concerne il campionato di serie D, le cui iscrizioni si sono chiuse lo scorso 22 luglio e a cui sono seguite le fasi di cessione-acquisizione titoli ed eventuali ripescaggi, il comitato regionale Fipav ha comunicato che saranno predisposti tre gironi da dieci squadre ciascuno.

“Come la scorsa stagione nel girone saranno inserite compagini della provincia di Brindisi e Taranto – conclude Libero Masciullo – ma dobbiamo attendere note ufficiali dalla sede Fipav di Bari anche perchè rispetto alle squadre che hanno diritto a disputare il campionato di serie D con la fase di cessione-acquisizione titoli e ripescaggi molte situazioni saranno certamente mutate”.

E in attesa di nuove comunicazioni, la Showy Boys Galatina si appresta ad entrare nel vivo della stagione con la preparazione precampionato della squadra maggiore e del successivo avvio dei corsi di minivolley (dai 6 agli 11 anni) e di pallavolo le cui iscrizioni sono già aperte.

www.showyboys.com

 

 Di seguito il comunicato stampa del comitato di Cutrofiano che annuncia la loro prima battaglia vinta contro la guerra del fotovoltaico agricolo che sta distruggendo il nostro territorio.

PRIMA VITTORIA DEL comitato NELLA LOTTA CONTRO IL FOTOVOLTAICO SU  SUOLO  AGRICOLO

Il Forum Amici del Territorio è lieto di comunicare a tutta la cittadinanza, che in data 23 novembre 2010, la società Fotowatio presente nei tre mega impianti fotovoltaici di 108 ettari, rinuncia alla realizzazione del suo progetto di 32 ettari.

Per questo primo successo si ringraziano:

-      gli oltre 1.300 Cittadini, che hanno sottoscritto la petizione popolare proposta dal comitato;

-      il Consiglio Comunale che ad unanimità ha espresso parere negativo alla realizzazione degli impianti industriali fotovoltaici;

-      le associazioni “Italia Nostra”, “Forum Ambiente e Salute”, “Save Salento”,  e “comitato di Noha ”, per il loro sostegno.

Il Forum, soddisfatto di questo importantissimo risultato, rimarrà vigile e continuerà la sua azione di contrasto a tutti i progetti di impianti industriali fotovoltaici su suolo agricolo.

Il Presidente

Gianfranco Pellegrino

Ecco invece il comunicato con il quale la Fotowatio rinuncia ufficialmente alla realizzazione del parco fotovoltaico a Cutrofiano

icon Comunicato stampa

 
Di Redazione (del 11/03/2017 @ 08:48:16, in Comunicato Stampa, linkato 429 volte)

Entra nel vivo la campagna elettorale del candidato sindaco di Galatina con l’apertura del comitato elettorale

«Cominciamo a lavorare per il programma di governo». L’annuncio è del candidato sindaco di Galatina, Giampiero De Pascalis, sostenuto dalla coalizione “Obiettivo 2022” (Direzione Italia, Forza Italia, Lista De Pascalis, Psi, Udc, e le civiche Agorà e La Città) e coincide con l’apertura del comitato elettorale, in Piazza Alighieri, domenica 12 marzo alle 11. «Il mio comitato sarà una delle sedi dei “Cantieri del programma” – puntualizza De Pascalis – un luogo aperto a tutti, attivo, dinamico e laborioso. Non voglio che nulla sia calato dall’alto. La mia città, quella in cui mi piacerebbe vivere, se sarò il sindaco di Galatina, avrà un programma frutto di condivisione e partecipazione: vera e non di facciata».

La campagna elettorale del candidato sindaco entra nel vivo, dunque, con lo start ai “Cantieri del programma” che si concretizzeranno in una serie di tavoli tematici che per Galatina si svilupperanno nella sede del comitato elettorale di De Pascalis, ma saranno attivati anche a Noha e a Collemeto con il coinvolgimento di Santa Barbara. L’appuntamento è per domenica, quindi, dove si metterà la prima pietra al metodo De Pascalis, ossia il modo in cui intende indirizzare la sua azione politica e di governo se sarà eletto.

Ufficio stampa del candidato sindaco 

 
Di Albino Campa (del 11/04/2012 @ 07:55:39, in Politica, linkato 1627 volte)

Inaugurato martedì 10 aprile 2012 in C.so Principe di Piemonte il comitato elettorale del candidato sindaco Giancarlo Coluccia.

 
Di Redazione (del 31/05/2017 @ 07:55:23, in Comunicato Stampa, linkato 523 volte)

Il comitato Elettorale Progetto Bene Comune per Roberta Forte Sindaco presenta 
"L'Italia che resiste" - recital ispirato all'opera di Francesco De Gregori.

voce: Domy Siciliano
voce narrante: Donato Chiarello 
chitarra: Raffaele Quarta
violino: Valentina Marra
idea e testi: Alberto Minafra

Di cosa si tratta? Di storie di vita comune, di un'Italia che resiste nonostante determinati eventi che si susseguono nel tempo: si parte dal bombardamento del Verano del 1943, per passare alle notizie di massoneria e corruzione, arrivando fino allo scandalo della Banca Ambrosiana e dello IOR, dei disastri di Ustica e della Moby Prince, del periodo di Tangentopoli. Ma l'Italia, malgrado tutto, rialza sempre la testa e si ritrova Nazione!

Vi aspettiamo: 1 giugno, ore 21, in Piazzetta Fedele - Galatina

 
Di Redazione (del 14/04/2017 @ 07:50:25, in Comunicato Stampa, linkato 221 volte)

Appuntamento con la Coppa Puglia di serie D. Sabato 15 aprile, in concomitanza con la sosta del campionato in occasione delle festività pasquali, si disputerà il torneo riservato alle finaliste della Coppa Puglia: Bee Volley Lecce, Pallavolo Martina, Palo Sporting Club e Showy Boys Galatina. Le quattro squadre più rappresentative del campionato di serie D si confronteranno nelle due semifinali e nella finalissima che assegnerà l'ambito trofeo.

Le prime gare si giocheranno in contemporanea alle ore 11: Pallavolo Martina - Showy Boys Galatina presso la palestra del liceo scientifico "Amaldi" di Bitetto; Bee Volley Lecce - Palo Sporting Club presso la palestra della Scuola Elementare "Antenore" di Palo del Colle. Su quest'ultimo campo, nel pomeriggio, si giocherà la finale con inizio alle ore 17.

Quest'anno il comitato Fipav Puglia ha assegnato l'organizzazione della manifestazione alla società Palo Sporting Club che ha stilato un ampio programma con il torneo Spikeball - S3 riservato ai più piccoli.

www.showyboys.com

 
Di Albino Campa (del 23/10/2010 @ 00:46:54, in Fotovoltaico, linkato 1910 volte)

Convegno Energia a perdere.
Basta con la ¡°corsa all¡¯oro¡± delle energie rinnovabili incompatibili con l¡¯ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico-culturale del Salento


Melpignano, 23 ottobre 2010
ore 9.00 ¨C 19.00


Mediateca Comunale 'Peppino Impastato'

Con il patrocinio del comune di Melpignano
Con il patrocinio del Consiglio degli Studenti dell'Universit¨¤ del Salento


Mattina: ore 9.00 ¨C 12.30

Saluti

  • Sergio Blasi, Consigliere regionale della Puglia
  • Ivan Stomeo, Sindaco di Melpignano
  • Pier Paolo Miglietta, Presidente Consiglio degli Studenti Universit¨¤ del Salento
  • Angela Barbanente, Assessore all'Assetto del Territorio della Regione Puglia

Interventi di:

  • Oreste Rutigliano (Segretario del comitato Nazionale del Paesaggio, Consigliere di Italia Nostra), ¡°Eolico: devastazione e colonizzazione¡±
  • Gianni Lannes (giornalista free-lance, direttore di Italia Terra Nostra), ¡°Puglia: energie insensibili per un futuro insostenibile¡±
  • Carlo Vulpio (giornalista del Corriere della Sera), ¡°Con questo sole e questo vento, cosa succede nell¡¯italico convento?¡±
  • Enzo Cripezzi, (Responsabile LIPU Puglia), ¡°Dalla disinformazione allo scempio ambientale¡±
  • Antonio Barile (Presidente CIA Puglia), ¡°Energie rinnovabili e agricoltura¡±
  • Salvatore Colazzo (docente Universit¨¤ del Salento), ¡°Memoria, comunit¨¤ e difesa del territorio¡±
  • Antonio Castagnaro (Specialista in Malattie dell¡¯Apparato Respiratorio, ASL Brindisi), ¡°Effetti socio-sanitari dell¡¯inquinamento ambientale¡±
  • Mauro Giliberti (Direttore di Telerama), ¡°Le battaglie di Telerama sull¡¯ambiente¡±
  • Giampaolo Valentini (Direzione U.T. Efficienza Energetica dell¡¯ENEA), ¡°L¡¯efficienza come fonte primaria di energia¡±
  • Elisabetta Zamparutti (deputata radicale della Commissione Ambiente), "Le iniziative parlamentari per un'energia sostenibile"

moderano: Elisabetta Zamparutti ¨C Sergio D'Elia

Rinfresco ¨C ore 12.30
Pomeriggio ¨C ore 14.00 ¨C 19.00

Interventi di:

  • Ivan Stomeo, Sindaco di Melpignano
  • Oreste Caroppo, Forum Ambiente e Salute, Coordinamento Civico
  • Antonio Bonatesta, Save Salento ¨C Salviamo il Salento
  • Nicola Russo, Taranto Futura
  • Gianfranco Pellegrino, Forum Amici del Territorio
  • Vito Lisi, comitato 275
  • Fabio Tarantino, Corte Grande
  • Narduccio Mangia, Associazione Butterfly, Save Salento ¨C Salviamo il Salento
  • Donato Saracino, Italia Nostra, Save Salento ¨C Salviamo il Salento
  • Tiziana Colluto, Telerama
    Antonella Soldo, Save Salento ¨C Salviamo il Salento
  • Pietro Borgi, Cittadinanzattiva
  • Alfredo Melissano, Non Inceneriamo il Nostro Futuro
  • Alberto Santoro, Associazione Tramontana
  • Antonio Mellone, I Dialoghi di Noha

moderano: Antonio Bonatesta, Giuseppe Napoli, Angela Curcio

In occasione del Convegno, il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute dei Cittadini consegner¨¤ a Vittorio Sgarbi il ¡°PREMIO PER L¡¯IMPEGNO CIVICO 2010¡å per l¡¯azione profusa contro la devastazione del territorio della Sicilia occidentale da parte dell¡¯installazione selvaggia di pale eoliche, rischio che attualmente corre il Salento con la desertificazione eolico-fotovoltaica.


 
Di Redazione (del 20/02/2013 @ 00:30:37, in Comunicato Stampa, linkato 1324 volte)

Giovedì 21 febbraio alle ore 19:30, presso il comitato elettorale di Galatina in C.so Principe di Piemonte,  chiusura della campagna elettorale UDC. Interverranno il Prof. Gigi De Leo (Dirigente Provinciale UDC), Giancarlo Coluccia (candidato al  Senato) e Lilli Villani (candidata alla Camera).

Ufficio Stampa UDC Galatina

 
Di Albino Campa (del 12/12/2012 @ 00:18:44, in Comunicato Stampa, linkato 1317 volte)

È partita la sottoscrizione della petizione popolare promossa dalla rete delle associazioni e dei cittadini e dal nascente comitato per la tutela del territorio, contro il consumo del suolo intorno alla città di Galatina.

Lo scopo di questa petizione è quello di far riflettere l’amministrazione sull’utilità delle opere pubbliche previste dal piano vigente, ma anche quello di sollecitare un confronto tra la società civile e gli amministratori in modo da avviare un percorso di partecipazione che sia visto come una risorsa e non come un luogo in cui nascono polemiche strumentali.

C’è bisogno che questa amministrazione dia avvio a vere politiche di sviluppo sostenibile che, anziché dare seguito alle sciagurate politiche del passato, prendano in considerazione le reali esigenze del territorio.

I dati statistici relativi al Comune di Galatina, descrivono una città con un calo della popolazione pari al 2.8% negli ultimi 10 anni e che conta sul suo territorio 4100 abitazioni vuote, pari al 28% del totale (fonte Istat), mentre il mercato immobiliare risulta fermo. Da questi dati si evince che Galatina è una città che progressivamente invecchia e si svuota ma, paradossalmente, tende ad allargarsi! A cosa serve dunque ampliare il centro abitato, costruendo nuove strade e nuove case? Non sarebbe meglio puntare sull’ampliamento delle aree verdi e sulla riqualificazione dell’esistente per favorire il turismo, preservare il patrimonio storico-architettonico della città e contenere la spesa pubblica? 

PETIZIONE POPOLARE AL COMUNE DI GALATINA

“GALATINA LIBERA DAL CEMENTO”
 

Con la presente petizione si fa richiesta urgente all’amministrazione di apportare sostanziali modifiche al piano delle opere pubbliche in vigore. Questo, infatti, prevede delle operazioni sovradimensionate rispetto alle reali esigenze della città e in netto contrasto con l’idea di sviluppo sostenibile.

La città di Galatina versa in uno stato di degrado ambientale permanente dovuto alla cementificazione selvaggia, frutto di decenni di edilizia sfrenata e alla qualità dell’aria che si respira, pesantemente compromessa dalle emissioni nocive delle numerose fabbriche presenti sul territorio. Ciò di cui necessita la nostra città oggi è disporre di ampie aree verdi per tutelare il paesaggio e contrastare l’inquinamento dell’aria.

I cittadini sentono il bisogno di un’inversione di tendenza, di una scelta coraggiosa da parte delle amministrazioni che guardi non solo alle richieste del mondo imprenditoriale, volte alla creazione di profitto sul breve periodo, ma anche a un programma oculato in grado di far risollevare la nostra città da una condizione di torpore economico, ambientale e amministrativo sempre più mortificante e creare così dei vantaggi più sani sul lungo periodo, fondati sul turismo, l’agricoltura e la riqualificazione edilizia.Galatina infatti vede il suo centro storico cadere a pezzi mentre potrebbe avviare un circolo virtuoso di sviluppo economico, favorendo il fiorire di nuove piccole realtà commerciali, artigianali e di ristorazione, utili a soddisfare quel turismo innamorato della provincia e dei suoi “paesaggi storici”.

Le opere pubbliche in programma, nonostante siano in parte finanziate con fondi non municipali (che comunque sono SOLDI PUBBLICI!), prevedono un impegno economico per il Comune che andrebbe molto al di là delle penali a cui si fa riferimento in caso di rescissione degli attuali contratti. Sia la realizzazione della circonvallazione sud-ovest, sia l’avvio dell’edilizia nei ”comparti”, andrebbero a pesare sulle tasche dei cittadini nella misura in cui per sostenere tali programmi sono necessarie le così dette opere di urbanizzazione primaria: altre strade, servizi di rete (energia elettrica, acqua, gas, fognatura nera e bianca), raccolta dei rifiuti e manutenzione di un territorio urbano sovradimensionato che vede la sua popolazione in calo. Si andrebbe dunque a creare sul lungo periodo un aumento delle spese correnti di gestione a cospetto di un gettito invariato. Questa sì che sarebbe una grossa penale da pagare!

Questa inversione di tendenza non è incompatibile con gli interessi delle ditte edili direttamente coinvolte nell’urbanizzazione dei comparti. La proposta di rivedere il Piano Urbanistico, vista nella giusta ottica, deve rappresentare un’opportunità per cambiare idea di impresa. Pensiamo ad un settore edile di eccellenza che raccoglie la sfida di riqualificare il patrimonio storico-architettonico ed urbanistico della nostra città e che anziché puntare sulla quantità di nuovi volumi edificatori che consumano territorio e devastano il paesaggio, possa investire e specializzarsi su una qualità risanatrice dell’esistente (anch’essa in grado di produrre utili!). La politica dovrebbe favorire questo meccanismo, in modo da non dover sempre contrapporre i bisogni del settore imprenditoriale all’idea di sviluppo sostenibile.

 Si chiede pertanto all’amministrazione comunale di valutare le seguenti richieste e di aprire un tavolo di confronto con i soggetti della società civile (cittadini e associazioni), in un’ottica di trasparenza e partecipazione che restituisca alla cittadinanza la centralità che merita e allo stesso tempo rafforzi le scelte che la governance deve intraprendere per tutelare il bene comune. Le generazioni future potranno giovarsi di tali scelte virtuose e potranno così, una volta tanto, ringraziare gli amministratori per il bene fatto e non criticarli per la loro incapacità e insensibilità.

 I CITTADINI CHIEDONO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

 -      Di invitare la Provincia di Lecce a bloccare immediatamente le procedure di appalto del secondo tratto della circonvallazione sud-ovest che minaccia il “Parco della Quercia”, al fine di discutere e valutare una modifica al Piano Urbanistico che preveda l’istituzione formale del “Parco della Quercia”, un progetto che garantirebbe finalmente un’intoccabile area verde alla città di Galatina, un luogo dove i cittadini potranno godere di spazi verdi e aperti e che diventerà allo stesso tempo un sito di attrazione per i turisti che visitano la nostra città;

 -      di fermare momentaneamente i cantieri già partiti nel primo tratto per valutarne la regolarità e la compatibilità col contesto urbano ed il quadro idrogeologico della zona che molti cittadini già considerano critico;
 -      di realizzare la cosiddetta area mercatale negli spazi cementificati già esistenti (vedi quartiere fieristico) e lasciare intatta quella lingua di verde (fino ad ora individuata dal PUG) che ancora resiste all’interno del centro abitato e dove andare invece a realizzare un “Parco Botanico” ed effettuare la piantumazione di specie arboree e vegetali autoctone a protezione della straordinaria biodiversità di cui il Salento dispone. Poco distante infatti, nei pressi del rione Nachi, assieme al Professor Medagli sono stati individuati degli esemplari di Quercus Virgiliana, Quercus Amplifolia, Carrubo ed altre specie botaniche autoctone, relitti dello storico Bosco Belvedere che dal sud-Salento si estendeva fino a noi, una testimonianza storico-paesaggistica di inestimabile valore;
 -      di rimettere in discussione il PUG nei suoi punti più deboli in modo da fermare l’avvio di edificazioni nelle aree verdi che significherebbe un inutile ampliamento del perimetro del centro abitato ed avviare invece un percorso reale di riqualificazione del centro storico quindi la creazione di una cintura verde attorno alla città;
 -      di non cedere alla tentazione di “svendere” i preziosi territori agricoli nei pressi di Collemeto per la realizzazione di un mega-centro commerciale in quanto ciò, oltre a consumare ulteriore suolo agricolo, finirebbe per penalizzare gli esercizi economici del centro abitato, danneggiando il paesaggio e generando ulteriore disgregazione sociale.
 -      Di tener presente che il paesaggio è la Carta d’Identità di un Territorio e  che i danni prodotti dal saccheggio del territorio sono irreversibili!
 
 I cittadini e le associazioni saranno lieti di discutere direttamente con gli assessori le proposte formulate e di stilare progetti organici e di certa fattibilità, alla presenza di tecnici ed esperti, in modo da dare sfogo a quelle politiche di sviluppo sostenibile e partecipazione attiva tanto care all’amministrazione.
 
Di Albino Campa (del 17/12/2011 @ 00:15:02, in Comunicato Stampa, linkato 1357 volte)
Sabato 17 dicembre 2011 alle 17, presso la sala conferenze "Karol WojtyÅ‚a" di Piazza Caduti a Martano, Save Salento terrà il suo secondo congresso.

Non è solo l'occasione per un ampio e approfondito momento di riflessione interna, sul piano associativo, dal momento che si procederà all'elezione delle nuove cariche sociali. 

Il congresso, infatti, è inteso come un ulteriore momento di collegamento e di confronto con le altre presenze organizzate sul territorio, in primo luogo associazioni e comitati. Sarà infatti l'occasione per discutere delle importanti battaglie condotte in questo anno e mezzo e individuare le nuove emergenze, i nuovi temi e le nuove sensibilità che dovranno entrare nella nuovo documento congressuale.

In questo anno e mezzo Save Salento non ha mancato di affiancare, con interventi ad adiuvandum presso le sedi giurisdizionali del TAR e del Consiglio di Stato, il comitato 275 nella delicata questione della statale 275 e l'amministrazione comunale di Veglie contro la costruzione di un megasansificio, letale per la salute dei cittadini.  

Ma la funzione di presidio territoriale e di sentinella democratica è stata svolta soprattutto nella complessa e ambigua vicenda del comparto 13 di Santa Cesarea, dove un'intera porzione di costone, tra i più belli della Puglia, rischiava di essere inghiottito dal cemento e da piani di lottizzazione la cui validità è apparsa da subito dubbia. 

Anche nel campo energetico, Save Salento non ha mancato, in questo anno e mezzo, di segnalare da una parte le contraddizioni di un processo di riconversione delle fonti energetiche da fossili a rinnovabili che, a fronte della devastazione dell'ambiente e del paesaggio portata dal fotovoltaico e dall'eolico, non è stato in grado di liberarci da presenze quali le centrali elettriche di Brindisi. I casi del fotovoltaico proposto a Cutrofiano da Legambiente o dell'eolico di Vernole e Castrì, testimonia dell'impegno dell'associazione.   

Al congresso interverranno anche i radicali Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti, quest'ultima membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che, attraverso le tante interrogazioni in Parlamento, ha svolto un importante opera di traduzione delle battaglie dal livello locale a quello centrale.

Con il congresso di Save Salento, partirà anche un altro importante processo costitutivo, quello del comitato per la Tutela di Porto Miggiano che, nelle settimane prossime approfondirà la riflessione, attraverso un ampio processo partecipativo, sulla natura dell'impegno e della struttura associativa dell'importante presidio.

 
Di Albino Campa (del 31/03/2011 @ 00:00:00, in CDR, linkato 1630 volte)

Trascorrono i giorni ma nessun segnale dalla Provincia sulla questione Colacem.

 Il comitato Cambiamo Aria di Galatina, il comitato intercomunale “Non inceneriamo il nostro futuro” e le 50 aziende agricole schierate contro la richiesta di co-incenerimento avanzata da Colacem, richiamano per l’ennesima volta l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica e annunciano un loro coordinamento attivo per opporsi in tutti i modi a questa richiesta..
 Il silenzio ci spaventa perché è il terreno su cui vengono coltivati i frutti avvelenati della politica locale.
 Da questa sono giunti alcuni segnali di apparente apertura ma abbiamo il sospetto che sia il classico doppio gioco di chi pubblicamente si dimostra attento alle preoccupazioni dei cittadini ma nelle segrete stanze dei palazzi adotta decisioni a senso unico.
 Ci rivolgiamo in primis ai consiglieri e ai gruppi politici che hanno promesso pubblicamente di presentare un ordine del giorno che riproponga la netta contrarietà al co-incenerimento già espressa dalla Commissione Ambiente. Ci chiediamo che fine abbia fatto il loro impegno?
 Ci rivolgiamo poi al Presidente della Provincia Gabellone che, sempre pubblicamente, ha paventato la possibilità di incontrare i cittadini e consultarli in merito ad una scelta che li tocca così da vicino. A lui ricordiamo che siamo in attesa e che siamo sdegnati da una democrazia attenta ai cittadini solo in prossimità delle consultazioni elettorali.
 Infine ci rivolgiamo ai tecnici, quelli che sulla base di dati controversi, prenderanno decisioni pesantissime.
 Su di loro grava un onere delicatissimo e cioè valutare l’impatto delle emissioni inquinanti sulla salute dei cittadini e sul nostro territorio.
 A loro ricordiamo che tutti i dati di cui dispongono non saranno mai sufficienti a misurare l’enorme danno che il co-incenerimento ha sull’ambiente e sulla salute ma soprattutto gli chiediamo di non valutare soltanto sulla base dei dati ma anche sulla base del buon senso. Quello stesso buon senso che ha spinto l’Europa ad enunciare su questa materia il sacrosanto principio di precauzione.
 Tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda hanno a nostro avviso una enorme responsabilità.
 Sfidare la natura minacciando l’ambiente ha provocato sempre grandi catastrofi che si sono poi silenziosamente abbattute sulla vita degli ignari cittadini.
 Siamo certi che nessuno vuole macchiarsi di questi che per noi sono crimini legalizzati. Se qualcuno lo farà dovrà assumersene la responsabilità storica e politica.
 

 

comitato "Cambiamo Aria"

Galatina, 30 marzo 2011

 
Di Redazione (del 08/01/2014 @ 00:00:00, in NohaBlog, linkato 2900 volte)

In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando MiriInaugurammo la quinquennale fortunata stagione dell’Osservatore Nohano con la prima uscita su Noha.it della nostra rivista on-line (che divenne immediatamente anche cartacea) il 7 febbraio 2007.

Il comitato di redazione decise all’unanimità di dedicarne il primo numero a Gino Tarantino, Venardìa, una persona straordinaria di Noha che un mese prima, l’8 gennaio per la precisione, appena 53enne, s’era congedato da questa vita.

Son trascorsi esattamente sette anni da quel giorno, ma il ricordo di Gino sembra non subire l’ingiuria del tempo o il rischio dell’oblio nella mente di molti nohani, i quali nutrivano nei confronti di questo ragazzo una vera e propria forma di venerazione.

E’ il caso di Antonio Miri detto Fernando, romano d’adozione, che incontrandoci a Noha nel corso del testé trascorso Natale ci ha proposto di rendere omaggio a Gino Tarantino con la galleria di foto d’epoca di sua proprietà pubblicata a corredo di questo trafiletto. Ovviamente abbiamo accettato la proposta della pubblicazione di questi stupendi documenti con grande entusiasmo e gratitudine.

* *

Gino Tarantino era un artista, una persona sensibile, colta, integerrima. La sua opera rappresentata da sculture, fotografie, ritratti, quadri, installazioni, scenografie, architetture d’interni, e via di seguito, fu addirittura recensita da Flash-art, una rivista d’arte e cultura conosciuta in tutto il mondo (soprattutto dai cultori e dagli addetti al settore).

Era sì, un tipo eccentrico, Gino, alto, dinoccolato, un tipo originale, un anticonformista, estroso e creativo (tanto che il solito perbenista di facciata - quello che non ha mai prodotto in vita sua un pensiero non del tutto elementare – potrebbe definire come un “comunista” o scansaeliberasignore addirittura un “anarchico”).

Ma qui non stiamo mica a sondare i due millimetri di profondità del pensiero di chi sa solo vendere fumo o di chi lo compra a buon mercato, ma celebrare Gino Tarantino, il suo spirito libero, il suo pensiero, uso a volare alto, non influenzato dalla banalità dei pettegolezzi o dalle immagini dei programmi della televisione (“non ho neanche l’antenna” - diceva), né legato alla schiavitù dell’avere (nemmeno un’auto, nemmeno la patente, per scelta di vita).

Gino era questo, e molto altro ancora. Era avanti, precorreva i tempi, sempre attento all’ecologia, all’archeologia, alla cultura, alla bellezza, alla salvaguardia dei beni culturali, allo studio della storia, insomma all’amore vero e non sbandierato nei confronti dell’Umanità. Era, diciamo, un Osservatore Nohano ante-litteram.

Un profeta. Ma purtroppo, come molti profeti, non ascoltato in patria.

Oggi Gino Tarantino è più vivo che mai. E forse, come un tempo, ci guarda ancora dall’alto. Compatendoci. 

 Antonio Mellone

 

In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri
In ricordo del nostro amico e artista Gino Tarantino Ciao Gino. Fernando Miri 

 

 

A Noha esiste lo Scjakù...

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