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Cervelli Introna-ti ovvero TAP-pati
Di Antonio Mellone (del 15/07/2014 @ 22:08:10, in NohaBlog, linkato 1982 volte)

Nei giorni scorsi, su uno dei siti più seguiti di Galatina è apparsa una lettera aperta di Onofrio Introna, ex-socialista ora di SEL (il cui acronimo probabilmente starà per Sinistri, Ecomafìa e Levità), nella quale il presidente del consiglio regionale pugliese cercava di ricondurre a più dorotei consigli l’ing. Marco Potì, sindaco di Melendugno, a proposito del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline).

L’Introna, continuando mielosamente ad appellare con il nome di battesimo il sindaco, fiero oppositore al TAP (almeno finora), dopo aver fatto una sviolinata ad “una delle più belle spiagge pugliesi, la vostra San Foca”, inizia a farneticare circa il “ruolo strategico dell’approvvigionamento di gas azero per le famiglie, per le imprese e per il Paese”, trattandosi nientepopodimeno che del “passante di un’infrastruttura capace di assicurarci una notevole autonomia energetica, di sdoganarci dall’oligopolio russo-maghrebino e di calmierare i prezzi”. Sì, come no.

Il cosiddetto rappresentante regionale cita poi un articolo di Lino Patruno della Gazzetta del Mezzogiorno, che francamente non m’era proprio saltato in mente di andare a leggere, data la mia idiosincrasia nei confronti di questo tipo di carta stampata (che sembra vada a braccetto con quell’altro morbido foglio a più veli, altrimenti detto “il nuovo Quotidiano di Lecce”, o qualcosa del genere). E avrei fatto comunque bene, pregno com’è, quel pezzo, di una serie di qualunquistiche scemenze, come ad esempio: “Più che gridare all’eresia e alla scomunica, questo dovrebbero fare tutti i comitati del “no”: valutare caso per caso, in modo che l’eventuale “no” non sia ideologico ma motivato. Cioè più fondato” [credo che sia il Patruno a non aver valutato caso per caso; i comitati No-Tap hanno invece da anni valutato, studiato, approfondito e soprattutto capito il progetto TAP più di quanto non si possa immaginare, grazie anche all’intervento di tecnici, ingegneri, geologi, fisici, avvocati, biologi ed altri professionisti, che hanno redatto migliaia di pagine di report senza compromessi e soprattutto sponsor, “con giudizio e senza pregiudizio”,  ndr.]. E poi ancora: “In questo conflitto il Sud resta fermo, non sapendo bene cosa è meglio” [invece, caro Patruno, un certo Sud sa bene cosa sia meglio e cosa peggio; forse – ha ragione - magari non proprio tutto il Sud, come quello dei lettori di certi quotidiani, ndr.]. Ed infine: “Ci si chiede come mai ci sono sindaci che si fanno asfaltare da eolico e fotovoltaico selvaggio, accontentandosi in cambio di elemosine buone comunque a vincere le elezioni” [bè, questo francamente ce lo chiediamo anche noi, ndr.].

*

Ma lasciamo il Patruno alle sue elucubrazioni, e ritorniamo a Introna. Il quale, chiede ancora a Marco Potì di valutare (positivamente obviously) “la chiara disponibilità offerta dall’amministratore delegato della TAP Giampaolo Russo” [non si sa bene a cosa, questa chiara disponibilità, forse a sponsorizzare finalmente anche la festa patronale di Melendugno, o a elargire qualche altra elemosina, ndr.].

Sentite quest’altro stralcio che sembra scritto più con lingua e saliva che con penna e inchiostro: “L’imminente visita del presidente dell’Azerbaijan potrebbe essere una valida occasione per il Comune di Melendugno, per i comuni vicini, per la Regione Puglia e per l’attivismo del Governo Renzi. [slurp, ndr]. Potrebbe dare all’Italia la possibilità di non voltare le spalle ad una fonte di energia pulita, a bassa incidenza sull’ambiente”. Chiaro? Spalanchiamo le porte al presidente Ilham Aliyev [tipico presidente dittatore: eletto per la prima volta nel 2003 ereditando la leadership del suo defunto padre, ndr.], trattiamo con lui e la sua corte, stringiamo pure accordi economici con l’Azerbaijan [un paese che ha infranto tutte le regole sui diritti civili e dove numerosi oppositori sono finiti in carcere, un paese al 160° posto su 180 per le limitazioni alla libertà di stampa; anche se, con questo giornalismo, manco l’Italia sembra scherzare più di tanto, ndr.] che ci fornirà tanta energia pulita [sic!]. E poi vuoi mettere? Approfittiamo dell’“attivismo di Renzi”, l’uomo della Provvidenza2, che con 80 euro ci sta portando fuori dal baratro.

*

Non è il caso di continuare a chiosare altri frammenti della lettera intronata (se non altro per non stancare anche il più paziente dei nostri 25 lettori, i quali, con banale processo inferenziale, avranno già colto il succo di tutto il resto delle corbellerie presidenziali).

Ma non possiamo omettere, a mo’ di conclusione di queste note, un paio di considerazioni in merito alla pubblicazione di questa lettera da parte del “giornalista” del frequentatissimo sito galatinese con il titolone <<“TAP, un’occasione da non perdere”>>, con tanto di virgolette. Noi (che non siamo giornalisti ma semplici osservatori) ci permettiamo di sollevare qualche perplessità, intanto in merito alla locuzione-titolo, che, salvo errori od omissioni, non abbiamo rinvenuto nel corpo della lettera, e tuttavia riportata in alto e a caratteri cubitali come si trattasse di discorso diretto [Vuoi vedere che il titolo non è tratto da un dispaccio di agenzia ma dalla viva voce dell’Introna – ascoltata magari in un altoparlante telefonico? Sennò cosa c’entrano quelle virgolette? Ndr].  La seconda chicca sta nella foto a corredo dell’articolo pubblicato in onore del presidente del consiglio regionale pugliese, foto che riproduce l’immagine di un mare limpido, incontaminato, calmo, trasparente, di rara bellezza, ed una costa rocciosa intonsa [insomma di eventuali nefasti effetti del TAP nemmeno l’ombra. E’ proprio il caso di dirlo: da quella fotografia non si capisce né si vede un tubo, ndr]. La terza, forse la più importante, è che su quel famoso sito è comparsa la lettera di Onofrio nostro, ma, guarda un po’, non la pronta risposta di Marco Potì [che invece qui potete trovare di seguito in formato pdf].   

Del resto cosa c’era da aspettarsi da certi “giornalisti” “indipendenti” (virgolette a sostantivo e attributo) che, a proposito della nota sponsorizzazione della festa dei SS. Pietro e Paolo, avevano blaterato di “tartassato Comitato festa”, di semplice “aiutino della TAP”, e - in merito al flash-mob del 29 giugno scorso, organizzato dai non-sponsor-tap davanti alla chiesetta di San Paolo – di manifestazione “strumentale e tecnicamente fuori luogo e fuori tempo”? [E, di grazia, quando ed eventualmente dove si sarebbe dovuta tenere codesta manifestazione? A San Foca? O direttamente in Azerbaijan, magari in pieno inverno? ndr]

Ragazzi, con certa “informazione” andrà a finire TAP (Tutto A Puttane).

Antonio Mellone

Risposta di Marco Potì, sindaco di Melendugno, alla lettera del presidente del consiglio regionale Onofrio Introna:

 

Commenti

  1. # 1 Di  26° (e)lettore. (inviato il 21/07/2014 @ 16:16:21)

    L'italiano medio non è ancora consapevole di possedere in casa due lavatrici e che quella con lo schermo rettangolare gli ha smacchiato perfino la dignità.

  1. # 2 Di  A. Di Battista (inviato il 22/07/2014 @ 19:49:32)

    Molti cittadini, complice un'informazione (salvo rare eccezioni) pessima e complice la "fame" non sanno nulla delle riforme costituzionali made in Renzi e Berlusconi che il Partito Unico vuole realizzare. Sì la fame, perché oggi 6 milioni di italiani vivono in povertà assoluta. Povertà assoluta significa non avere certezza di portare cibo a casa. I regimi sfruttano le disgrazie dei cittadini perché le disgrazie distraggono i cittadini. Quando hai fame pensi al cibo non alle soglie di sbarramento, al senato elettivo o alle modifiche dei regolamenti parlamentari. È un classico. La distrazione di massa ha sempre favorito progetti autoritari o, nel nostro caso, piduisti. Ora abbiamo una strada davanti a noi. Resistere!
    Per farlo dobbiamo informare e per informare e coinvolgere dobbiamo far capire quanto le riforme piduiste del Partito Unico siano legate ai nostri soldi, quelli che mancano sempre più.

  1. # 3 Di  L. Di Maio (inviato il 22/07/2014 @ 19:59:49)

    Oggi in Aula alla Camera si vota per l'arresto del Deputato Galan coinvolto negli scandali del MOSE di Venezia, "scudato" dall'immunità parlamentare.

    Ci sono due cose odiose in queste vicende:

    1. Un qualsiasi cittadino sarebbe già in carcere. Un parlamentare aspetta anche due mesi e non è sicuro che lo arrestino.

    2. Anche se arrestato continuerà a prendere 10.000 euro lordi di stipendio dalle tasse degli italiani! Genovese del Pd (arrestato a maggio) continua a percepirli. Da oggi (se arrestato) anche Galan.

  1. # 4 Di  NoHa News (inviato il 22/07/2014 @ 20:48:12)

    352 su 360 milioni evasi da Berlusconi sono andati in prescrizione. Ora non gli succederà niente, una volta a settimana andrà a parlare con uno psicologo. Tutti gli italiani che hanno problemi con Equitalia sarebbero contenti di avere il trattamento giudiziario di Berlusconi.

  1. # 5 Di  Veronica (inviato il 23/07/2014 @ 09:14:18)

    Ci vorrebbe una guerra....tra ricchi-corrotti e poveri-costretti perche'e'uno schifo...l'Italia in mano a 4 co.....e gl'italiani ed italiane che,osservano e basta...senza poi parlare della Germania una nazione.....con la Merkel odiosa odiosa al massimo che,pensa ai c..........suoi e poi il sistema europea e'una bufola enorme di grosse dimensioni penso realmente accada l'irreparabile troppi troppi divari e i polici italiani quelli corrotti non sono mai rinosciuti come tali.....venite a prendermi,per quello che ho detto tanto non cambiero'di una virgola...saro'come Gramsci in carcere ma sempre con le mie solite idee di giustizia ma quanto faranno la identica cosa scoppia Italia scoppia!!!

  1. # 6 Di  A. Scanzi (inviato il 23/07/2014 @ 19:18:16)

    Non va sottovalutata la vicenda oltremodo edificante di Luigi Cesaro, detto Giggino 'a Purpetta, di cui si sta discutendo la richiesta di arresto. Deputato campano di Forza Italia, fedelissimo di Berlusconi, uno dei padri costituenti scelti da Napolitano e Renzi è ingiustamente accusato di irregolarità nella concessione di appalti del Comune di Lusciano a ditte legate alla Camorra, in particolare al clan dei Casalesi. I giudici, odiosamente giustizialisti, parlano di "mortale intreccio fra camorra, politica e imprenditoria", concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d'asta con l’aggravante di aver agevolato la camorra: vamos. Giggino, esimio intellettuale e finissimo conoscitore della lingua italiana, ha una bella storia alle spalle: autista del boss camorrista Cutolo, fu condannato nel 1984 dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione per aver collaborato attivamente con le cosche. Le accuse, in particolare, furono quelle di favoreggiamento per la latitanza e appoggi logistici. Giggino fu poi salvato in Cassazione da uno degli idoli del garantismo italico, il giudice Corrado Ammazzasentenze Carnevale. Giggino è stato anche coinvolto nell'indagine sulla costruzione di un centro commerciale a Villa di Briano. Un simile statista non poteva non piacere a Berlusconi e non poteva non ottenere il vivo apprezzamento del Pd, perché come noto "Forza Italia garantisce più affidabilità dei 5 Stelle".

  1. # 7 Di  Indro Montanelli (inviato il 23/07/2014 @ 23:33:40)

    L'Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato inutile avere avuto ragione.

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