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Di Antonio Mellone (del 22/01/2016 @ 23:30:07, in Ex edificio scolastico, linkato 742 volte)

Mi sembrava di trovarmi nel bel mezzo di un “The Truman Show” oppure in uno spettacolo del teatro dell’assurdo (non uso volutamente la metafora del Campidoglio per non urtare la suscettibilità di qualcuno), martedì 20 gennaio 2016, nel corso del meeting serale tra alcune associazioni nohane che ha luogo con una certa periodicità (black-out trimestrali permettendo) nei locali del centro cosiddetto Polivalente di Noha (“polivalente” nel senso che non si sapeva bene, l’altra sera, se si fosse al Polo Sud o a Polo Nord).

Il livello del dibattito era quello che era, vale a dire prossimo allo zero (con le dovute eccezioni, e qualche timido tentativo da parte di qualcuno di addivenire a più miti consigli), probabilmente per non stridere troppo con la temperatura che si registra in questa stagione dell’anno all’interno dell’aula magna di quel complesso (o meglio complessato) di edilizia pubblica.

Le frasi idiomatiche volanti e alcune irripetibili carinerie, proferite a chissà quanti decibel - con evidente rischio alle coronarie e possibile nocumento alle corde vocali degli urlatori, non disgiunto dai reali pericoli di lesioni alle membrane timpaniche dell’orecchio medio degli ascoltatori – si riverberavano senza ritegno e in ogni direzione sulle pareti di quell’auditorium-chiamatemi, sicché l’effetto trambusto, la resa cicaleccio caotico, e il risultante frastuono babelico han potuto rivelare un’altra singolare caratteristica di quei locali: un’acustica da fare invidia a quella del Cavallino Bianco.

L’ingresso trionfale dell’assessore Coccioli, e soprattutto le sue parole agghiaccianti (appunto) sono riuscite a portare temperatura e livello del dibattito fino allo zero assoluto (che come noto è la temperatura più bassa che teoricamente si può ottenere in qualsiasi sistema macroscopico, corrispondente a –273,15 °C).

L’ingegnere Coccioli, dopo essersi compiaciuto della “passione [sanguigna] con la quale si discute a Noha” (che simpatico), ha iniziato a blaterare (se sostituiamo balbettare non sbagliamo) del fatto che “purtroppo gli uffici non avevano fatto quello che avrebbero dovuto fare” [ah, ora la dimenticanza della famosa cabina elettrica è colpa della burocrazia. Ndr.] e che “speriamo che la situazione si sblocchi” [come speriamo? Come puoi sperare che avvenga qualcosa in un ente pubblico comunale senza una delibera, un provvedimento, una determina, un’azione amministrativa, o politica? Boh? Mistero della fede, anzi della speranza. Ndr.] e poi ancora che “l’immobile è agibile, però chi vuole può usufruirne in inverno, altrimenti rimane a casa” [certo: chi ha freddo d’inverno rimanga a casa; mentre d’estate chi ha caldo vada a servirsi dell’aria condizionata del supermercato, anzi del centro commerciale Pantacom, ora che lo costruiranno a Collemeto. Così come chi non può salire le scale, se l’ascensore non funziona, rimanga al piano terra; mentre chi non ci vede al buio si porti appresso un gruppo elettrogeno. E, infine, se proprio i bambini vorranno festeggiare il Carnevale Nohano al centro Polivalente non vi accedano travestiti da Zorro, maschera ormai anacronistica e fuori moda, ma da abominevole uomo delle nevi, o Yeti, ricoperti di folta pelliccia dalla testa ai piedi, così non rompono le scatole per il gelo. Ndr.] e, infine, che “mi assumo tutta la responsabilità per aver fissato le date e poi non aver potuto dare seguito…”, ed altre cazzate del genere. Si riferiva, il Coccioli, alle promesse non mantenute.

Era del tutto inutile ricordargli, su quest’ultimo punto, che responsabilità è una parola importante, e che non si può proferire senza scrupoli e senza alcun riguardo per gli altri. E soprattutto che in Politica c’è un solo modo per manifestare la propria responsabilità nei confronti dei cittadini gabbati: dimettersi.

Antonio Mellone

 

P.S.1 Però così non vale. Sono stato battuto sul tempo, anzi sul filo di lana, da questa notizia dell’ultim’ora: l’assessore Coccioli si è dimesso. Non mi par vero. E un po’ mi dispiace pure. Ora, auguriamoci di non doverlo rimpiangere.

Pare che prenderà il suo posto un politico il cui cognome è tutto un programma: Tempesta. Poi uno si chiede chi è che ha seminato vento.

P.S.2 Come mai in questo pezzo ho lasciato in pace la nostra Daniela Sindaco? Semplice.  Intanto per darle un po’ di tregua; e poi perché essendo stata così gentile con me nel porgermi una fetta di torta tagliata con le sue stesse mani (torta pasticciotto offerta dalla fidas di Noha, per la precisione) non potevo mica scrivere qui della sua promessa di acquisto della cabina elettrica a sue spese, o di altre sviolinate simili. Suvvia, signori, un po’ di pragmatismo.

P.S.3 Ad un certo punto della serata, sempre nel match di cui sopra, un paio o forse tre gentili signore si sono scagliate con urla, pianti e invettive contro il sottoscritto, reo, a loro dire, di aver osato definirle, in qualche articolo, come delle oche.

Probabilmente le signore si riferiscono alla mia lettera aperta indirizzata alla delegata della frazione di Noha, Daniela Sindaco (e non a loro), pubblicata su Noha.it il 15 marzo 2015. Orbene, premesso il fatto che non potevo usare nei loro confronti l’epiteto che ricorda il noto bipede palmato e starnazzante, se non altro per il fatto che al tempo non avevo il piacere di conoscerle, anzi non avevo la più pallida idea della loro esistenza (e, invero, anche oggi ho non poche difficoltà ad associare la loro fisionomia ai rispettivi nomi), volevo spiegar loro che la metafora del pollaio è strettamente connessa alle zuffe (da stia, appunto) che sul tema del centro polivalente, “restaurato” come tutti sappiamo, sono portate avanti dalle oche (politiche) a destra e a manca (cioè dai partiti di destra e di sinistra). Punto. Tutto il resto, le congetture, le rivendicazioni, le interpretazioni capziose, le lacrime, eccetera, denotano quanto a volte non si sappia leggere (oltre a non saper scrivere).

Mi dispiace che le signore si siano sentite coinvolte (come spiegato sopra, non era mia intenzione).

Aggiungerei, però, che io non posso farci proprio nulla se uno ha la coda di paglia. O piumata.

A.M.

 
Di Redazione (del 04/10/2013 @ 23:10:57, in Fidas, linkato 1199 volte)

DONAZIONE DEL SANGUE DOMENICA 06 Ottobre 2013 dalle ore 8,30 alle 11,30

Clicca qui per leggere il notiziario della fidas Leccese.

La fidas NOHA invita alla donazione del sangue che si svolgerà presso la casa del donatore in via Calvaro 15.
Tel. 0836.524092
E-mail: noha@fidasleccese.it
 
Di Albino Campa (del 11/01/2013 @ 23:00:00, in Eventi, linkato 1058 volte)

Domenica 13 gennaio si incomincia dalle ore 8:30 alle 11:30 con la donazione del sangue nella Casa del Donatore in Via Calvario, 15.

Alle ore 18:00 celebrazione s. Messa nella  Chiesa Madonna delle Grazie, al termine trasferimento presso il Salone dell’Oratorio dove alle ore 19:15 ci sarà il saluto del Presidente a seguire la premiazione dei soci Benemeriti che hanno raggiunto le 7-15-30-50 donazioni al 31/12/12 e consegna dei premi della Lotteria pro-fidas.

Si continua alle ore 20:00 con lo spettacolo di cabaret con gli Alti & Bassi dal nome “C’è poco da ridere”, tra la I^ Parte e II^ parte dello spettacolo ci sarà un buffet offerto dall’Associazione.

 
Di Redazione (del 10/07/2013 @ 22:51:20, in Comunicato Stampa, linkato 1047 volte)

Caro donatore/donatrice,

Siamo lieti di invitarTi a partecipare alla festa estiva a bordo piscina dell’Hotel Hermitage di Galatina che abbiamo organizzato per giovedì 25 luglio 2013 alle ore 20.30.

Ti invitiamo a ritirare il tagliando di partecipazione presso la nostra sede nei giorni 17-18-19 luglio dalle ore 20.00 alle ore 21.00, con il contemporaneo versamento della quota simbolica di € 3,00. Per i bambini sotto i 10 anni la partecipazione è gratuita (ritirare solo il tagliando).

Ti ricordiamo che puoi estendere questo invito a parenti e amici che vorranno prendere parte alla nostra festa.

Durante la serata è previsto (volendo) il bagno in piscina, giochi di squadra, balli di gruppo e musica di ogni genere.

Gare di karaoke con premiazioni del 1° e 2° classificato, e nel bel mezzo …. un prelibato buffet al profumo di mare.

Certi di un tuo gradito riscontro cogliamo l’occasione per porgeTi i nostri più cordiali saluti.

fidas - Noha
 
Di Antonio Mariano (del 10/11/2015 @ 22:44:29, in Fidas, linkato 445 volte)

Domenica 15 Novembre presso la Casa del Donatore (Via Calvario, 15 - Noha) saremo attivi con un'altra giornata dedicata alla donazione del sangue. Si può donare dalle ore 8:30 fino alle 11:30.
I medici consigliano di fare sempre una piccola colazione prima della donazione.
Puoi bere caffè, tè, succhi di frutta.
Puoi mangiare Fette biscottate e biscotti secchi.
Da evitare invece, latte e creme.

TI ASPETTIAMO.

Antonio Mariano

 
Di Albino Campa (del 14/06/2016 @ 22:30:35, in Sant'Antonio, linkato 634 volte)

Lunedì 13 maggio 2016 in contrada Magnarè si è svolta la seconda festa organizzata dalle associazioni fidas, Acli, Gruppo Masseria Colabaldi, L’Altro Salento, CNA di Galatina e I dialoghi di Noha in collaborazione con Noha.it in onore di Sant’Antonio di Padova

Guarda la photogallery su Noha.it

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Di Albino Campa (del 19/07/2012 @ 22:28:52, in Fidas, linkato 1387 volte)

fidas Noha e Casa Betania presentano lo spettacolo musicale culturale artistico dal nome "Note Libere in tour" a cura di Luigi Moscara, siete tutti invitati venerdì 20 Luglio ore 21.00 presso il campo di calcetto Madonna delle Grazie di Noha.

Mentre sabato 21 Luglio dalle ore 17.30 alle ore 19.30 donazione straordinaria del sangue presso la Casa del Donatore di Sangue in via Calvario, 15 di Noha.
A tutti i donatori di questo sabato speciale in regalo un bellisimo set BEACH TENNIS e due biglietti della lotteria 2012.

 

 

 
Di Marcello D'Acquarica (del 13/11/2012 @ 22:26:48, in I Beni Culturali, linkato 2415 volte)

Noha, 13 Novembre 2012

LETTERA APERTA A:

-Gentilissimo signor Sindaco del Comune di Galatina, Dottor Cosimo Montagna.
-Assessore con delega alle Politiche sociali, alla Cultura e polo biblio-museale, al Diritto allo studio   e servizi scolastici, Prof.ssa Daniela Vantaggiato.

Oggetto:
Istanza riguardante l’attuazione di un  procedimento amministrativo al fine di apporre un vincolo giuridico (finalizzato al loro recupero) dei Beni Culturali di Noha.

Gentilissimo Signor Sindaco e Assessore, con la presente, mi faccio carico di riassumere in breve i vari sforzi profusi dai nohani al fine di tutelare e valorizzare i Beni Culturali di Noha:

  • Il 12 agosto 2008, su richiesta dei soci del Circolo Culturale Tre Torri di Noha, l’Arch. Giovanni Giangreco, funzionario della Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Lecce, accetta l’invito di venire a Noha per prendere atto della volontà popolare, volta ad intraprendere la procedura di vincolo su alcuni beni culturali della cittadina, così come previsto dal Codice dei Beni Culturali. L’Arch. Giangreco suggerisce la necessità di preparare delle schede tecniche comprendenti i principali dati identificativi dei beni in oggetto. Schede che vengono predisposte e rilegate nel catalogo “I Beni Culturali di Noha” a cura del sottoscritto, e stampato a colori per i tipi dell’Editore Panico di Galatina.
  • Il 2 settembre 2009, i soci del Circolo Culturale Tre Torri di Noha, invitano il Commissario Prefettizio di Galatina, dott.ssa  Rosa Maria Simone alla presentazione di questo libro.
  • Il 26 Settembre 2009, in occasione della Festa dei Lettori organizzata, tra gli altri, anche dai “Presidi del Libro” di Noha e dalla “Biblioteca Giona”, viene presentato al pubblico il Catalogo dei Beni Culturali di Noha (nel quale sono contenute le schede tecniche dei Beni Gulturali, così come suggerito dall’Arch. Giangreco). Alla manifestazione, che ha luogo nell’atrio del Palazzo Baronale di Noha (e nella quale si esibiscono vari artisti), interviene un folto pubblico. Tra gli interventi s’annoverano anche quelli dell’Assessore Regionale alla Qualità del Territorio, dott.ssa Angela Barbanente  e quello dell’Arch. Giovanni Giangreco stesso.
  • In data 11 gennaio 2010 viene sollecitato un intervento per il recupero tempestivo del bene culturale da tutti conosciuto come “Le Casiceddhre”, sito in Noha (tutt’oggi in totale stato di abbandono e di decadenza), alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, alla diretta attenzione del Responsabile Arch.  Maria Costanza Pierdominici.
  • In data 22 gennaio 2010, mediante lettera Raccomandata A.R., le Associazioni di Noha:  “Circolo Cittadino Juventus”, “fidas di Noha”,  “Circolo Culturale Tre Torri” e “L’Osservatore Nohano”,  inviano copia del Catalogo dei Beni Culturali di Noha (più copie furono consegnate in anteprima all’Arch. Giancreco) chiedendo l’intervento della Soprintendenza, nella persona del responsabile di settore Arch. Maria Costanza Pierdominici.
  • In data 30 Giugno 2010, i cittadini delle seguenti Associazioni: “Circolo Cittadino Juventus”, “fidas di Noha”,  “Circolo Culturale Tre Torri”, “Parrucchieri Mimì” e “L’Osservatore Nohano”, chiedono all’Amministrazione Comunale di Galatina, ed in modo particolare al Sindaco Dott. Giancarlo Coluccia, di sollecitare la richiesta d’intervento della Soprintendenza della Provincia di Lecce (richiesta già inoltrata dalle suddette associazioni, come detto, con lettera Raccomandata A.R in data  il 22 Gennaio 2010 al responsabile di settore Arch. Maria Costanza Pierdominici).
  • In data 29 settembre 2011, in occasione della Festa Padronale di San Michele Arcangelo, le Associazioni di cui sopra, nonché numerosi esponenti dell’Artigianato nohano, effettuano una petizione popolare in cui vengono raccolte 1471 firme di cittadini per corroborare le istanze rivolte alla Soprintendenza (e rimaste senza esito). Le firme verranno depositate e protocollate presso il Comune di Galatina in data 16 Novembre 2011. Copia delle petizione popolare viene spedita con lettera Raccomandata A.R. a: Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone; Presidente della Regione Puglia Dott. Nichi Vendola; Dirigente per i Beni Culturali e  Paesaggistici Dott.ssa Isabella Lapi;
  • Verso la fine del mese di Aprile 2012, si presenta a Noha l’Arch. Carmelo Di Fonzo, in qualità di funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, senza essere accompagnato da nessun altro esponente della Pubblica Amministrazione (per esempio del Comune di Galatina). L’Architetto Di Fonzo, coadiuvato dall'arch. Adriano Margiotta (volenteroso cittadino galatinese che avrebbe preparato successivamente, sempre su richiesta dell’Arch. Di Fonzo, la seconda tornata di schede), dopo aver effettuato sommariamente un sopralluogo nelle adiacenze di alcuni Beni Culturali nohani (osservando chissà cosa e a debita distanza) e tralasciandone la maggior parte, avrebbe richiesto a dei privati cittadini (probabilmente beccati per caso in mezzo alla strada), una ulteriore raccolta di schede dei Beni Culturali di Noha (affinché si procedesse al famigerato vincolo).
  • Verso la metà del mese di Luglio 2012, i cittadini privati  menzionati prima, avrebbero inviato  finalmente all’attenzione dell’Arch. Di Fonzo  alcune copie delle schede dei beni in oggetto, come richiesto.
  • In mancanza di alcuna reazione da parte della Soprintendenza e dietro iniziativa del sottoscritto, nel mese di Ottobre appena trascorso, contatto telefonicamente l’Arch. Di Fonzo. Nel corso del colloquio, l’Architetto mi riferisce che il materiale a sua disposizione è incompleto e sollecita ulteriori dati mancanti necessari per la procedura del vincolo. Su mio suggerimento si impegna di analizzare con maggiore attenzione  il Catalogo dei Beni Culturali di Noha, di cui mi dice di averne copia.

A questo punto mi chiedo e Vi chiedo, se è giusto che un dipendente dello Stato (o comunque in possesso di incarico) non si faccia vivo (come forse suo dovere), ed attenda invece che sia un privato cittadino, come il sottoscritto, a sollecitare una risposta, qualunque essa sia.
Non pensate che anche i Beni Culturali di Noha abbiano un minimo di dignità e dunque, anch’essi, una specie di diritto di cittadinanza? Non trovate deprimente lo scempio infinito cui questi beni vengono sottoposti, prima dai privati proprietari e poi dal pubblico (che dovrebbe limitare un po’ l’ignavia del privato, così come previsto dalla Legge)?
Vi ritengo, gentile Sindaco e Assessore, persone degne di fiducia e attente agli impegni di cui Vi siete fatti carico. Per questo Vi chiedo di incontrarci al più presto, affinché possa meglio spiegarVi lo stato dell’arte del lungo processo che porterà (porterebbe) al vincolo di salvaguardia sui suddetti beni culturali. Sono certo che un Vostro intervento nei confronti della Sovrintendenza accelererà, anzi sbloccherà l’iter che sembra essersi inceppato per chissà quali strampalati marchingegni. Ogni giorno trascorso senza un nostro intervento equivale ad un colpo di piccone alla bellezza, all’arte e dunque al benessere di tutta la collettività.

Distinti saluti

Marcello D’Acquarica

 
Di Redazione (del 16/05/2013 @ 22:21:31, in Fidas, linkato 1212 volte)

DONAZIONE DEL SANGUE DOMENICA 19 Maggio 2013 dalle ore 8,30 alle 11,30

La fidas NOHA invita alla donazione del sangue che si svolgerà presso la casa del donatore in via Calvaro 15.
Tel. 0836.524092
E-mail: noha@fidasleccese.it
 

Incontro con Antonio Mellone, fondatore de L’Osservatore Nohano

Come è stato il 2011 per la nostra Galatina e qual è la tua speranza per 2012?

Queste le domande fatte al collega Antonio Mellone, direttore de L’Osservatore Nohano.

<L’Osservatore Nohano, la rivista on-line del sito www.noha.it, di cui sono stato editorialista nonché uno dei fondatori (ma non “il direttore”: figura che non è mai esistita per questo periodico atipico e un po’ clandestino) ha cessato di esistere lo scorso 9 gennaio 2012, dopo un lustro di nove uscite mensili puntuali come un orologio svizzero.

Abbiamo deciso di smettere per scelta strategica, pensando che L’Osservatore Nohano avrebbe forse dato più fastidio da morto che da vivo. Ciò detto, ribadisco il fatto che il sito noha.it continua ad essere vivo e vegeto e ricco di contenuti. Anche attraverso questo sito (il discorso vale anche per gli stupendi ed utilissimi siti di Galatina, che consulto ogni giorno) si può riuscire a scorgere nella vita quotidiana locale molti elementi di generalità ed universalità.

Dunque, caro professore Contaldo, qui non parlo che in veste di direttore di me stesso, o - il che è lo stesso - di cittadino. Dovremmo capire una buona volta, cioè, che la vera autorità locale non è il sindaco, o il parroco, o il vescovo, o il direttore della posta o della banca, o l’onorevole di turno, o il direttore di un giornale, o il capo di un partito, o un consigliere comunale o regionale, eccetera eccetera; la massima autorità dovrebbe tornare ad essere il Cittadino (scritto finalmente con la maiuscola) dal quale tutte le (ormai ex) autorità summenzionate dovrebbero sentirsi i dipendenti. Concetto scontato soltanto a parole; un po’ meno nei fatti.

Non c’è unto dal Signore che tenga, né un leader al quale affidare il futuro e noi stessi. La parola leader, si badi bene, è un insulto per il popolo. Non dovremmo aver bisogno di leader o di eroi! Guai seri sarebbero per quel popolo che si affidasse al leader, che poi inevitabilmente si trasforma in padrino locale, anzi in caporale locale. E noi non abbiamo bisogno di caporali, ma di Uomini!

Ognuno è responsabile di se stesso e verso la società. Basta con il velo sugli occhi, con la deferenza, con il servilismo sciocco, con le nebbie dell’incenso, col timore reverenziale, con il belato caprino o ovino, con la paura della verità.        

Ma, caro professore, veniamo al dunque, alle risposte, cioè, alla sua domanda sul nuovo anno, sul nuovo che avanza (sperando di non imbatterci nel vecchio che è avanzato). Per questioni di spazio mi limito a guardare avanti più che fare un bilancio dell’anno testé passato, evidenziando cosa mi aspetto e cosa auspico per me e per gli altri concittadini.

Galatina, la più bella terra del mondo, sta attraversando ormai da un decennio una stagnazione politica terribile, che si riflette ovviamente nel campo sociale ed economico. E’ dunque giusto e pio che il Cittadino apra finalmente gli occhi, si svegli dal torpore, diventi parte attiva delle scelte politiche, e, smettendo di essere allergico al nuovo, faccia finalmente piazza pulita - attraverso una X apposta sulla scheda elettorale - di faccendieri, miopi arrivisti, millantatori, navigatori sotterranei conto terzi, malati di logorrea, protagonisti di batracomiomachie e zuffe da pollaio. Qui non si richiede quella corbelleria meglio conosciuta come “ricambio generazionale” (in quanto si può essere giovani a ottant’anni e rincoglioniti a venti), ma, magari, una discontinuità di volti e soprattutto un ricambio di vocabolario. Abbiamo bisogno di una nuova grammatica dello stare insieme, e un nuovo linguaggio che aborra, ad esempio, lemmi della serie: “apparentamento”, “ricaduta elettorale”, “visibilità”, “personalismo”, “vertice di maggioranza”, “poltrona”, “appoggio esterno”, e soprattutto quel luogo comune triviale, anzi quello slogan volgare che è la “politica del fare”…

Detto questo, aggiungo anche che non basterebbero uno o più politici virtuosi per il riscatto di Galatina, Noha, Collemeto e Santa Barbara. Infatti non sempre succede che un uomo pubblico virtuoso riesca a rendere virtuosa la propria città; ma è certo invece che una città virtuosa sa esprimere sempre uomini politici virtuosi. E i cittadini virtuosi sono quelli che si chiedono cosa possono fare per la comunità e non cosa la comunità possa fare per loro.

Dunque bisogna capire che le parole sono importanti, ed è arrivato il momento di impadronircene. Non si capisce perché ultimamente gli arroganti sono diventati intraprendenti; i buffoni, simpatici; i delinquenti, furbi che sanno stare al mondo; i cinici, intelligenti; né si comprende, per contro, perché gli onesti sono diventati fessi; i coraggiosi, visionari; e gli intransigenti, noiosi moralisti.

Serve un nuovo linguaggio comunitario (e laico) che parli finalmente di tutela del territorio, di risparmio energetico, di micro-generazione di energia, di valorizzazione dei beni culturali, di recupero e riciclo delle risorse, di sviluppo sostenibile e quindi anche di decrescita felice, di ristrutturazione del patrimonio edilizio piuttosto che di cementificazione…

A Galatina serve più aria pura e meno CDR, più libri e meno televisione, più conflitti e meno interessi, più centro antico e meno centri commerciali, più passeggio pedonale e meno auto, più incontri pubblici e meno isolamenti casalinghi, più autoregolamentazione e meno divieti (una cittadinanza culturalmente evoluta, ad esempio, non va in giro nel centro storico - ma anche in periferia - in automobile, quando invece può benissimo andare a piedi o al più in bicicletta, e senza il bisogno di vincoli o proibizioni).

Questo auspico per il nuovo anno. Non so se questo sia chiedere troppo.

Va bene, allora, se concludo dicendo che illudersi è pericoloso, mentre sperare obbligatorio?>>

Virgilio Contaldo

 
Di Albino Campa (del 16/11/2010 @ 22:14:08, in Fidas, linkato 1536 volte)
Carissimi concittadini,
ricordando La vostra attenzione e la generosità riservata alla fidas Noha, siamo nuovamente a chiedervi di partecipare alla compagna annuale di sostenimento iniziata ad Agosto, dedicata alla Cassa del Donatore di Sangue della fidas.
La fidas Noha da ben 24 anni è impegnata nella promozione della donazione del sangue e relativa raccolta periodica. In questi 24 anni la fidas ha conquistato il cuore dei cittadini ed è oggi un elemento fondamentale del tessuto sociale.
La campagna di sostenimento dello scorso anno grazie al generoso contributo di ogni singolo partecipante e soprattutto dai negozianti locali ha permesso il raggiungimento della somma necessaria per il pagamento dell’affitto sede per l’anno 2010.
Da parte nostra, possiamo dire che la tranquillità economica della fidas Noha ha trasmesso a noi dirigenti quella sensibilità per raggiungere gli obiettivi prefissati, trasformando questa serenità in programmi mirati a promuovere la donazione volontaria del sangue e a dare nuove speranze a tutti quelli che ne hanno avuto bisogno.
Per far fronte alle spese e per il mantenimento della nostra fidas, dobbiamo fare ricorso nuovamente alla vostra sensibilità e generosità invitandovi a partecipare alla lotteria annuale per il sostegno economico della Cassa del donatore di Sangue che si concluderà l’8 Gennaio.
Acquistando uno o più biglietti al costo di 2,50 euro cadauno, questo contributo vi consentirà di partecipare all’estrazione finale dei prestigiosi premi in palio.
Fiduciosi come sempre nella vostra fattiva collaborazione e partecipazione porgiamo molti cordiali saluti e ringraziamenti anche solo per averci dedicato qualche minuto del vostro prezioso tempo.
Il Presidente ed il Consiglio Direttivo della fidas Noha
 
Di Antonio Mariano (del 25/05/2016 @ 22:13:49, in Fidas, linkato 433 volte)

Le giornate migliorano e noi ci prepariamo alla passeggiata settimanale.

Preparatevi anche voi e partecipate alla "Quattropassi Insieme", troverete amici e divertimento... specialmente al rientro.

Vi aspettiamo Giovedì 26 Maggio - raduno alle 20:30 in fidas.

 

 

 

Antonio Mariano

 
Di Antonio Mellone (del 11/06/2016 @ 22:10:03, in Sant'Antonio, linkato 1402 volte)

Nel mio paese Antonio non è un nome proprio, ma un nome comune di persona. E’ così diffuso che, quanto a tiratura, compete con quello del Santo Patrono: Michele.

Sicché il 13 giugno, festa onomastica degli Antonio e dei Fernando (Fernando è l’antico nome di battesimo del Santo di Padova, ovvero quello de zitu), a Noha è tutto un andirivieni di telefonate, messaggi, scambi di auguri che manco a Pasqua o a Natale.

Questo pezzo non è autoreferenziale, né scaturisce da una richiesta di auguri da indirizzare per l’occasione al sottoscritto. Figurarsi.

Non potrei arrivare a tanto, se non altro per un paio di motivi.

Intanto perché non ho le carte in regola, nel senso che sono il primo a scordarmi (non per cattiveria: è più forte di me) di tutti gli onomastici e dei genetliaci dei miei amici più cari e dei parenti più prossimi. Tuttavia, ultimamente, dopo 48 anni di vita, sto riuscendo a “ricordare” i compleanni di chi conosco grazie face-book, a condizione che costui o costei abbiano evidenziato sulle rispettive bacheche la data di nascita e siano annoverati tra gli “amici”. Siccome molti dei miei conoscenti, soprattutto per loro naturale ritrosia, non compaiono (ancora?) sul libro delle facce, io continuo a scordarmi bellamente delle scadenze di queste particolari forme di cambiali annuali (che tuttavia, bontà loro, non vengono consegnate al pubblico ufficiale per la levata del protesto da parte dei creditori).

In secondo luogo, perché il mio nome pare si pronunci non disgiunto dal cognome, tanto che mi si appella con una sola emissione di fiato, come in un’unica locuzione, o un solo lemma: Antoniomellone (voce ancora sconosciuta nell’annuario del culto e della venerazione agiografica).

*

Tutto questo panegirico (sic!) per dirvi che lunedì 13 giugno prossimo, solennità di Sant’Antonio di Padova, a Noha le benemerite associazioni locali che rispondono ai nomi di Acli, Ragazzi del Presepe vivente Masseria Colabaldi, L’Altro Salento, la CNA di Galatina, Noha.it, nonché molti, molti altri cittadini liberi e pensanti, organizzano un momento di fraternità nelle immediate vicinanze della cappella dedicata al Santo.

La festa ha inizio nel pomeriggio inoltrato sul sagrato della chiesetta, con la benedizione e la distribuzione del “pane di Sant’Antonio”, e proseguirà per tutta la serata (tranquilli, non si farà tardi) in località Magnarè (nomen omen: nel senso che se magna), sempre all’ombra del campanile del tempietto e della sua bella cupola maiolicata.  

Non sarà una sagra incontinente con ghiottonerie da centro commerciale, ma una molto più frugale festa di paese con distribuzione di panini imbottiti con salsiccia cotta al momento o pezzetti di carne al sugo. Dolci e altre prelibatezze locali completeranno la cenetta antoniana. Il tutto sarà innaffiato da acqua, birra e vino, mentre bandite saranno finalmente le solite bibite dolci, gassate e multinazionali (oltretutto dannose al corpo, alla mente, all’ambiente e all’economia).

Infine, per chi proprio non riuscirà a farne a meno, potrà assistere in diretta alla proiezione su maxischermo della partita di calcio Belgio vs Italia, valevole per il campionato europeo. Quando si dice unicuique suum.

*

Il party si concluderà, come tradizione vuole, con un piccolo spettacolo di fuochi pirotecnici e con il suono della campana di Sant’Antonio.

Il ricavato della serata sarà devoluto alla fidas di Noha, l’associazione dei donatori di sangue, nel pieno dei festeggiamenti per il suo trentennale dalla fondazione.

Tutti sono invitati a questa bella festicciola di paese, alla quale non possono assolutamente mancare tutti gli Antonio e i Fernando locali.

*

Un antico adagio nohano così recita: ‘Ntoni, li rari su li boni, e quiddhri ca su boni, su focu de Sant’Antoni’ [traduzione: chi si chiama Antonio raramente è una persona di valore, ma se lo fosse sarebbe d’inestimabile valore, vale a dire fuoco di Sant’Antonio].

Sono convinto che quasi tutti gli Antonio e i Fernando di Noha siano “fuoco di Sant’Antonio”. E che, dunque, per schiodarsi dal divano (per venire alla festa) non sia necessario un miracolo del Santo Taumaturgo per antonomasia.

Antonomasia: mai figura retorica fu più azzeccata al caso.

Antonio Mellone

 
Di Redazione (del 09/06/2016 @ 22:07:55, in Comunicato Stampa, linkato 800 volte)

Lunedì 13 giugno le associazioni del territorio (tra le quali: la fidas Noha, il Gruppo Masseria Colabaldi, I dialoghi di Noha in collaborazione con Noha.it, le ACLI, L'Altro Salento, la CNA di Galatina e molti altri cittadini liberi e pensanti) sono liete di organizzare la FESTA DI SANT'ANTONIO.
Una festa semplice e genuina nelle immediate adiacenze dello storico sito in C/da Magnarè, meglio noto “sotta a Santantoni". Troverete bella musica, Pittule, Pucce con le olive, Carne alla griglia, Vino buono e tanto altro ancora, (il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza alla fidas, la benemerita associazione dei donatori di sangue di Noha).

I festeggiamenti inizieranno con la Celebrazione eucaristica alle ore 9:30 nell’antica cappella gentilizia nohana della famiglia Bianco, ubicata in Contrada Magnarè - Noha si riprenderà alle ore 20:00 con la benedizione dei pani e continuerà fino a tarda notte. 

Siete tutti invitati a questa bella manifestazione di solidarietà e fraternità e in particolare tutti quelli che portano il nome del Santo: 

  • Antonio, Antonia e Antonietta
  • Antonello e Antonella
  • Tonino, Toni, Tonio e Tonia
  • Ucciu, Ntunucciu e Ntoni
  • Fenando e Fernanda

Antonio Mariano

 

La fidas Noha organizza una gita ai "MASSI DELLA VECCHIA" di Giuggianello e alla "CAVA DI BAUXITE" di Otranto per Domenica 5 Giugno 2016.

PROGRAMMA:

Raduno presso la Casa del Donatore alle ore 14:30 per l'iscrizione e registrazione gratuita e con auto propria, su cui sarà applicato un numero di identificazione sui vetri ant. e post.

La partenza è fissata per le ore 15:00 in colonna, con arrivo previsto entro le ore 16:00 e rientro in serata.

La fidas Sarà lieta di offrire il Coffee Break tra un'escursione e l'altra.

La manifestazione rientra nelle attività del 30° Anniversario di Fondazione di fidas Noha

Antonio Mariano

 
Di Albino Campa (del 25/03/2013 @ 22:00:00, in I Beni Culturali, linkato 1688 volte)

L’altro giorno m’è arrivato per posta da parte della fidas di Noha - tra i cui soci s’annovera ormai da qualche decennio anche il sottoscritto - l’invito graditissimo a partecipare alla festa del trentennale del gemellaggio tra l’associazione dei donatori di sangue fidas di Vicenza e quella Leccese.

Il calendario dell’iniziativa, che verrà pubblicato anche su questo sito, è ricco di eventi, incontri, momenti formativi e conviviali, donazioni del sangue presso la nostra Casa del donatore di Noha (una delle più attrezzate, accoglienti e confortevoli d’Italia), ed, infine, visite guidate nei centri storici di Galatina, di Gallipoli, e, non ultimo, quello di Noha.

Che bello - ho pensato – trecento amici vicentini verranno nel Salento e addirittura a  Noha per godere della nostra ospitalità, del nostro ambiente, delle nostre ricchezze storiche, artistiche, culturali, eno-gastronomiche…

E mentre riflettevo su tutto questo già mi prefiguravo il gruppo di turisti vicentini che passavano dal loro centro storico (che ho più volte visitato tempo addietro) ricco, pulito, intonso (come se il Palladio vivesse ancora), ben illuminato, chiuso al traffico, al nostro, ancor bello, a misura d’uomo, particolare nella sua morfologia e nel suo mistero.

*   *   *

I nostri compagni di avventura potrebbero incominciare il percorso turistico nohano con la visita alla nostra piazza San Michele, il salotto buono, quello sul quale si sporgono da un lato la maestosa facciata della nostra chiesa madre (sul cui fastigio scolpito a tutto tondo in pietra leccese campeggia l’antico stemma di Noha con le tre torri e i due velieri, sormontato dalla corona baronale e abbracciato quasi dai due rami rispettivamente di arancio e di alloro) e dall’altro, di fronte, come se da tempo immemorabile dialogassero del più e del meno, la torre dell’orologio del 1861 (o quel che ne rimane). Potremmo raccontar loro che purtroppo l’orologio è fermo da un quindicennio se non di più, che le campane sono mute, che i loro battagli o martelli sembrano svaniti nel nulla, che però il meccanismo interno dell’antico cronometro a corda è esposto nell’atrio delle scuole di Noha. Arrampicandoci sugli specchi potremmo pure raccontar loro la palla megagalattica secondo cui la torre e il balcone civico verranno restaurate “quanto prima” secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale. E che s’è anche pensato di chiudere finalmente al traffico il nostro centro storico, liberandolo una buona volta da auto in transito, parcheggiate, o spesso fermate a casaccio. Mica possiamo dir loro tutto, ma proprio tutto, come per esempio il fatto che i nostri rappresentanti politici, inclusi gli attuali, non ci sentano da un orecchio, e dunque preferiscano costruire circonvallazioni interne e discutere di nuove aree mercatali da cementificare in quattro e quatto otto, ma anche di comparti e di centri commerciali food e non food da far nascere in mezzo alla campagna di Collemeto, sempre in nome delle “ricadute sull’occupazione e lo sviluppo”, il ritornello buono per ogni occasione, ripetuto a mo’ di un salmo responsoriale un po’ da tutti i pecoroni di destra e manca.

Ma ci converrebbe tirare innanzi, senza indugiare più di tanto su certi argomenti: i nostri amici vicentini potrebbero accorgersi del nostro imbarazzo e magari smascherare così su due piedi le nostre magagne comunali.

Potremmo poi condurli in via Pigno per far loro ammirare il nostro orgoglio, la torre medievale nohana - che rispetto a quella di Pisa ha solo il decuplo del rischio crollo - con quel grazioso motivo di archetti e beccatelli quale corona alla sommità, con il ponte levatoio, con le catene tiranti, e con il passaggio segreto. Tutta roba che però i nostri ospiti potranno solo immaginare, senza poter vedere né toccare, perché la torre, il ponte, la vasca ed il passaggio, che stanno in piedi da oltre settecento anni quasi per quotidiano miracolo, sono – oltre che privati - nascosti dietro un alto muro di cinta, il muro di Berlino di Noha mai abbattuto però (arricchito ultimamente anche da un murales policromo). Continuando nella nostra pantomima potremmo insistere nel dire ai vicentini che siamo certi che nei prossimi settecento anni qualcosa si muoverà. Ma non diciamo loro cosa, se la torre, il ponte, il muro dei Galluccio, o finalmente qualche neurone nohano.

* * *

Sconsolati appena un po’ potremmo proseguire oltre, portandoli di fronte al palazzo baronale, anzi, forzando un po’ la mano, addirittura prima nell’atrio e poi nel cortile o piazza d’armi del castello. Il che è il massimo che si riuscirebbe ad ammirare di quest’altro bene culturale nostrano: da quando sono state sfrattate le gentili signore che vivevano al piano nobile del palazzo sembra che se la siano svignata anche i fantasmi del passato aggrappati alle sue chianche oltre che alle volte dei secoli, lasciando il posto alle tarme, all’umidità, alle muffe, e a qualche altro verme solitario o in colonia.

Ma poi, lasciandoci alle spalle cotanto oltraggio (e sottacendo accuratamente il fatto che sotto i loro piedi si cela un grande antico frantoio ipogeo visitabile soltanto dagli speleologi coraggiosi, mica dai turisti) potremmo riuscire a riveder le stelle o le stalle conducendoli nei pressi delle famose casiceddhre e raccontare loro la storia dello sciacuddhri. Però, ahimè, anche qui, i nostri poveri viaggiatori, pur a bocca aperta, dovrebbero rimanere a debita distanza da questa meraviglia per il pericolo di caduta massi in testa. Anche qui i nostri amici avrebbero a che fare con rovine e stupidità: ultimamente anche il campanile è crollato, ridotto ad una piccola torre mozza, una montagna spaccata, un rudere, uno sgorbio, mentre il resto delle casiceddhre, ridotte a poco più che macerie allo stato puro, sembrano quelle stesse che ancor oggi si contemplano nel centro storico de L’Aquila, “ricostruito” dal governo del cavaliere mascarato. Soltanto che qui a Noha non c’è stato il terremoto, ma probabilmente qualcosa di peggio.

Poi chiuso questo capitolo, li indirizzeremo da lì ad una cinquantina di metri verso la “casa rossa” (magari nel frattempo li avremo bendati ben bene, come al gioco della mosca cieca, per non fargli scorgere il sito archeo-industriale scoperchiato e diruto del Brandy Galluccio).

Eh già, eh sì, la leggendaria casa rossa, la casa pedreira nohana che sembra disegnata e fatta costruire dall’architetto spagnolo Antoni Gaudì, ricca di cunti e storie, e destinata a diventare poco più o poco meno che la dependance di un paio di casini (in minuscolo, e non nel senso volgare del termine).  Ma forse sarebbe meglio stendere un velo pietoso anche su quest’altra roba che non sapremmo più come definire. Meglio non nominarla invano facendo finta di nulla? Come se non esistesse? Forse sì. Se sapessero e vedessero in che stato versa l’interno e l’intorno di quello che un tempo era uno splendore gli amici vicentini potrebbero risponderci con degli insulti se non con degli improperi espressi con altrettante sonore pernacchie.

*   *   * 

Non so se sarebbe il caso di andare oltre conducendo il gruppo dei malcapitati nei pressi della masseria Colabaldi ancora una volta messa in vendita dagli acchiappagonzi con tanto di comparto approvato da chissà quale illuminata maggioranza di consiglieri comunali per la costruzione di una ottantina di villette a schiera acquistabili con comode rate cinquantennali. Ma forse no, meglio lasciar perdere anche qui e cambiare itinerario, meglio accompagnare i donatori (di pazienza) nella nostra amena splendida fertile multicolori campagna nohana, per esempio verso lu Runceddhra.

Ma a pensarci bene purtroppo anche là ad attenderci non ci sarebbero che scempio e tristezza, come quei quaranta e passa ettari di impianto fotovoltaico, inutili o di certo non utili alla popolazione o al comune (come invece tanti allocchi - inclusi i nostri rappresentanti politici - credevano dapprincipio o temo credano ancora).

No, no, come non detto, meglio ritornare alla casa del donatore, senza nemmeno dirgli che quell’edificio color rosa antico adiacente è il vecchio cinema paradiso di Noha, il nostro “Cinema dei fiori”, ormai in balia di funghi, muschi e licheni.

Però, se non per rifarci, almeno per darci un tono, potremmo dire che abbiamo oltretutto anche un centro sociale nuovo di zecca, con tanto di funzionalissima sala convegni, come quella della vecchia scuola elementare di piazza Ciro Menotti ristrutturata un paio di anni fa ed inaugurata in pompa magna il primo dicembre scorso. Il fatto che sia ancora chiusa al traffico dei pensieri e delle opere è una quisquilia: manca ancora l’elettricità come Dio comanda, anzi come comanda la legge. Embè? Cosa vuoi che sia. Inezie, dettagli. Prima o poi l’Enel allaccerà ‘sto benedetto cavo e tutto potrà partire secondo i programmi. Quali, non si sa ancora. Ma i nostri rappresentanti “disponibilissimi e preparatissimi” ci hanno assicurato: “tutto secondo i programmi”. Punto.

*   *   *

Forse sarebbe meglio abbassare la cresta e l’enfasi sulle nostre meraviglie: rischieremmo che i nostri ospiti, gli amici donatori di sangue venuti dal nord, turisti per caso o loro malgrado, affranti di fronte a tanta bellezza spriculata, esprimendosi in vicentino stretto, rivolgano a noi queste semplici ma significative parole a mo’ di giusto guiderdone per la nostra responsabilità - fosse anche solo quella di esserci voltati più volte dall’altra parte: “Nohani, cu pozzati buttare lu sangu!”.

Antonio Mellone
 
Di Redazione (del 12/01/2016 @ 21:47:33, in Fidas, linkato 522 volte)

Domenica 17 gennaio fidas Noha compie 30 anni, l'associazione darà una festa per celebrare l'anniversario, si inizia la mattina con la prima donazione dell'anno per finire a sera con lo spettacolo comico del gruppo  "BashaKa Indie"

 
Di Redazione (del 20/07/2014 @ 21:45:05, in Comunicato Stampa, linkato 846 volte)

2 camper, 20 giorni di viaggio e quasi 8.000 chilometri da percorrere.

E tutto questo per ricordare l’importanza del dono del sangue.

È fidas On The Road, l’evento organizzato dalla fidas, Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue, che vedrà, per l’appunto, due camper targati fidas attraversare l’Italia e raggiungere 36 località con altrettanti appuntamenti di informazione, prevenzione e valorizzazione del dono del sangue, oltre che di intrattenimento e di divertimento.

In questo intenso “tour della solidarietà”, ben 4 le tappe pugliesi e Lunedì 21 Luglio quella a Galatina.

A partire dalle 18.30 ci sarà l’accoglienza del camper “griffato” fidas in Piazza San Pietro con l’esibizione del Concerto Bandistico “San Gabriele dell’Addolorata” di Noha, per poi proseguire con la donazione collettiva alla cui realizzazione contribuiranno le Sezioni fidas Leccese di Galatone, Sternatia, Noha e Collemeto.

Questo grande tour della solidarietà - spiega il Presidente Provinciale della fidas Leccese, Emanuele Gatto,- rappresenta un’importante per trovare sempre nuovi modi di parlare di donazione di sangue soprattutto in questo periodo dell’anno in cui costantemente i centri trasfusionali della Provincia di Lecce vanno in emergenza a causa dell’aumento del fabbisogno. Ed è proprio per questo motivo che, all’interno del grande momento di festa programmato per Lunedì prossimo a Galatina è stata programmata una raccolta straordinaria con l’equipe del SIMT di Lecce, guidata dal primario Dott. Fernando Valentino, che speriamo porti ad un ottimo risultato in termini donazionali”.

Subito dopo la donazione straordinaria comincerà una serata all’insegna del divertimento e dell’intrattenimento. Infatti in Piazza San Pietro ci sarà lo spettacolo musicale “Note libere in tour”, oltre all’esibizione del grande Stefano Scarpa, l’uomo bandiera, vincitore di Italia’s Got Talen testimonial fidas, nonché fresco Guinness World Recordman 2014, il quale incanterà gli spettatori con le sue acrobazie aeree.

Nel percorso fidas On The Road, che si avvale del patrocinio del Centro Nazionale Sangue, della Società Italiana di Medicina Trasfusionale, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, dell’Anas e dell’Asaps, fidas ha scelto di percorrere le strade delle vacanze anche per sottolineare l’attenzione alla sicurezza stradale e ai corretti stili di vita. L’estate, infatti, è spesso caratterizzata dall’aumento di incidenti stradali che richiedono una maggiore disponibilità di sangue; fidas On The Road porta la missione del donatore non solo in strada ma soprattutto sulla strada, per coloro che ne sono vittime, ricordando che “il sangue è meglio donarlo che versarlo”

 
Di Antonio Mellone (del 22/02/2015 @ 21:26:07, in NohaBlog, linkato 1467 volte)

La “Via Crucis” di don Donato, mio zio, ha raggiunto lentamente il suo “Calvario” proprio ieri sera, verso le ventuno, allorché, con l’ultimo respiro, si è abbandonato nel bacio del Signore.

La “sosta” in quel di Casarano, all’Euro-Italia prima, e al reparto di Ortopedia dell’ospedale civile di quella città poi, è durata un paio di mesi all’incirca: tanti quanti bastano per dare l’ultimo tocco alla vita d’un uomo che ha vissuto la sua santità nel più semplice e schietto dei modi, nella più intima e sofferta unione con Cristo crocifisso. Lì, in quel reparto, in quella “terza parrocchia” (dopo quelle rispettivamente di Santa Maria al Bagno e poi di Noha) don Donato ha celebrato ogni giorno le sue messe più belle, quelle dove poneva sull’altare delle offerte la sua sofferenza, “a completamento delle sofferenze di Cristo, a pro del suo Corpo, che è la Chiesa” (cf. 1 Cor 1, 24).

Ma i malanni di don Donato partono da lontano.

Io davvero non ho mai capito come mio zio riuscisse ad essere sempre gioviale, sorridente e spiritoso con tutti, oltre che a partecipare, negli “anni ruggenti” della sua “arcipretura”, a tutte le celebrazioni liturgiche, ad organizzare il coro, a seguire i diversi gruppi parrocchiali, a dare una mano ai bisognosi, ad impelagarsi nella costruzione di una nuova chiesa, insomma a fare il prete (anzi, di più: il parroco), nonostante gli acciacchi che lo tormentavano da decenni, come ad esempio i gravi problemi alla vista (forte miopia da sempre, e poi distacco di retina - con l’aggravante di un intervento chirurgico mal riuscito che gli aveva fatto perdere la funzionalità dell’occhio destro già a partire dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso – e ancora glaucoma, e infine una cataratta non operabile, all’altro occhio, quello “buono” diciamo), le disfunzioni alla circolazione sanguigna a gambe e piedi, e successivamente l’“artrite reumatoide deformante” alle mani già a partire dai primissimi anni ’90, e la gotta che martoriava molte delle sue articolazioni (“sento come tante punture di spilli” diceva), tanto che le processioni solenni erano per lui un vero e proprio supplizio (al quale, non so come, si sottoponeva con gioia), l’abbassamento di udito…

La caduta con conseguente rottura del femore di qualche anno fa, e l’ischemia che gli aveva bloccato il braccio sinistro si può dire che sono storia dell’altro giorno, le classiche “ciliegine sulla torta”.

*

Ma nonostante tutto don Donato appariva, sì, stanco, malato, vegliardo, ma mai vinto.

Pare che funzioni così: lì dove vengono meno le forze fisiche, sovrabbonda la forza, incredibilmente più potente della preghiera. Eh sì, come tutti sanno, non riusciva a fare a meno di questa portentosa medicina, prima durante e dopo i pasti.

·        *

Ora che la “cronaca” deve lasciare il posto alla “memoria”, qualcuno m’ha chiesto quale sia il momento in cui la figura di mio zio mi si presenta alla mente nella sua interezza: in quella sua “umanità” così esemplare e ricca del sorriso incoraggiante di chi sta bene con se stesso e con gli altri, nonostante tutte le infermità o le indisposizioni. Bisogna, tuttavia, superare le risposte ovvie: quali sarebbero ad esempio l’inaugurazione della nuova chiesa Madonna delle Grazie, o i grandi festeggiamenti delle feste patronali, o le messe del fanciullo, o le suonate all’organo, o i grandi raduni, o le feste in famiglia…

Ciascuna e tutte queste risposte sarebbero valide e belle, da mettere insieme in altrettanti spazi d’una antologia, come dire, sacra ma anche profana.

Le diapositive, invece, che in questo momento conservo più care nella memoria sono quelle della domenica pomeriggio, quando dopo il pranzo, lo accompagnavo a casa sua, e dandogli il braccio, il bastone nell’altra mano, mi ringraziava e mi salutava  cordialmente prima di chiudere il portoncino, mentre io gli rispondevo: “buon riposo”.

Ecco, in quello stesso modo voglio salutarlo per l’ultima volta anche oggi: buon riposo, zio Donato.

·         * *

 P.S. Sento il dovere di ringraziare tutte le persone vicine e lontane che in un modo o nell’altro hanno partecipato al dolore mio e a quello dei miei famigliari.

*

Non è possibile citare qui tutte le persone verso le quali mi sento debitore. Per alcune di esse, tuttavia, la citazione deve essere esplicita. Ringrazio innanzitutto il parroco di Noha, don Francesco Coluccia, per la delicatezza, la presenza e l’aiuto che non ha mai fatto mancare a mio zio e alla mia famiglia. Grazie all’arcivescovo di Otranto, Mons. Donato Negro, e a tutti i confratelli sacerdoti che hanno celebrato i funerali del “patriarca di Noha”. Grazie alla parrocchia di Noha, alle associazioni religiose, al Circolo Cittadino Juventus, al circolo culturale “Tre Torri”, alla parrocchia di Santa Maria al Bagno, alla fidas Noha, al delegato della frazione di Noha, avv. Daniela Sindaco, all’arcidiocesi di Otranto, per i manifesti commemorativi di don Donato. Tanti ringraziamenti al coro parrocchiale e all’organista, Michele Scalese, per la partecipazione. Grazie ancora a Sergio, Silvana, Gerardino, Maria Luce, Biagino, comandante Tundo, ing. Vincenzo Paglialunga, don Emanuele, Patrizia, Antonietta, Antonella, Paola, Fabrizio, Angela, Marcello, P. Francesco D’Acquarica, Michele, Rinaldo Pignatelli, Antonella, Giusy, i seminaristi di Noha, Luigi e Giuseppe, e tanti altri partecipanti alle esequie. Grazie anche ad Albino Campa, al sito Noha.it, e ai suoi internauti. Grazie ancora per i tantissimi “mi piace” degli amici di Face-Book.

*

Concludo, come concludeva don Donato, alla fine delle celebrazioni eucaristiche più importanti, allorché, trovandosi ad esprimere i suoi sentimenti di “lode e ringraziamento” nei confronti di interminabili liste di nominativi, diceva a mo’ di epilogo: “Penso di non aver dimenticato nessuno, ma se avessi dimenticato qualcuno, anche questo qualcuno si senta da noi ringraziato ed applaudito”.

Antonio Mellone

 
Di Albino Campa (del 27/12/2011 @ 21:00:23, in NohaBlog, linkato 1591 volte)

C’era una volta tanto tempo fa, in un piccolo casale dell’antica Terra D’Otranto, un Signorotto il cui unico impiego e passatempo pareva esser lo sfruttare e tormentare la gente che viveva sulle sue terre. Il suo cervello non aveva altro impiego, dalla mattina quando si alzava sino al momento in cui prendeva sonno.

Quando passava per i campi a controllare le colture anche gli animali cercavano di scappare al suo sguardo. I cavalli si facevano piccoli piccoli nascondendosi nei ripari per cani, questi ultimi correvano nelle tane dei conigli, questi si infilavano giù per i cunicoli delle formiche, le quali non avendo altro posto dove nascondersi si facevano prendere dalla frenesia andando a suicidarsi sotto gli zoccoli dei cavalli dei soldati che accompagnavano il Signorotto.

Accomodante con i sui sgherri ai quali permetteva di tutto, faceva fustigare senza pietà in pubblica piazza chiunque del volgo osasse incrociare il suo sguardo. Il luccichio delle alabarde e il filo delle spade dei suoi soldati bastavano a scoraggiare chiunque avesse in animo la ben che minima protesta.

Ma il peggio di se lo dava con le donne. Credendosi di rara ed inestimabile bellezza, nonostante la sua bassa statura, la pancia sporgente, l’ampia calvizie, un lungo naso adunco e due occhi strabici sporgenti al limitare di una fronte eccessivamente ampia, correva dietro ad ogni sottana che incrociava per strada, convinto che nessuna potesse resistere al suo fascino.

Le fanciulle più belle del casale erano così costrette a stare rinchiuse in casa per non essere viste, o ad uscire solo quando erano sicure che il Signorotto fosse ben lontano in giro per i suoi poderi. Per sfuggire al suo occhio interessato nessuna si curava del proprio aspetto, anzi facevano a gara, con l’aiuto delle loro madri, a sembrare quanto più brutte fosse possibile. Solo quelle a cui madre natura non era stata generosa, non avevano alcuna remora a camminar per le stradine del casale, forse anche con la segreta speranza di essere rapite da qualche soldato sufficiente inebriato dal vino per non accorgersi del cattivo affare.

Questa era la regola non scritta di cui tutte le fanciulle erano osservanti. Tutte tranne una. Una fanciulla di incredibile bellezza che non aveva alcun timore ad incrociare il Signorotto per strada, anzi pareva quasi che con il suo sguardo lo sfidasse apertamente ogni qual volta lo incontrasse. Pur essendo figlia di contadini servi del Signorotto, i suoi abiti anche se modesti erano sempre in ordine, i suoi lunghi capelli neri erano sovente intrecciati con fiori di campo che sulla sua testa parevano una corona di ricche pietre preziose degna di una regina.

Il Signorotto, invaghitosi di lei, aveva giurato a se stesso che l’avrebbe avuta a qualunque costo, consenziente o con la forza.

Gli eventi precipitarono una sera dopo che a palazzo si era consumata una lunga e abbondante cena e il vino era scorso a fiumi. Dinanzi al camino acceso, uno dei soliti sgherri che lo attorniavano, ormai da tempo tra le braccia di Bacco, disse – “Brindo ora alla salute di quel giovane che domenica avrà la fortuna di sposare la più bella del paese!”.

Neanche il tempo di portare il bicchiere alle labbra che un fulmineo e pesante manrovescio lo fece piroettare nel vuoto mandandolo privo di sensi con il sedere per terra.
Il Signorotto furibondo, con gli occhi ardenti come due tizzoni dell’inferno, urlando come un forsennato si mise a spaccare tutto ciò che gli capitava a portata di mano. Mettendo mano alla spada, si mise a menar fendenti a dritta e manca alla cieca. I suoi sgherri, uomini temprati dalle guerre, intimoriti dalla sua furia animalesca cercarono di trovar riparo in ogni dove. Ci fu chi si arrampicò su per la canna fumaria del camino, preferendo aver le chiappe rosolate pur non di capitargli a tiro. In due si infilarono in un’armatura e ci volle una settimana per farli uscire. Coloro che non riuscivano a trovar rifugio si lanciavano dalla finestra, preferendo aver una gamba rotta anziché la testa aperta in due come un’anguria.

Quando si ebbe a calmare e attorno a lui non vi era più nulla da rompere disse –“Non accadrà giammai!”. Pronunciata la frase,crollò su una sedia e stette lì con lo sguardo perso nel vuoto per il resto della notte, senza che nessuno osasse avvicinarsi a lui.

Quella notte un’ombra furtiva uscì da una porticina laterale del palazzo e si perdette tra le stradine del casale.

Arrivò così il giorno delle nozze. All’interno della piccola chiesa il promesso sposo, un bel giovane alto e abbronzato dal sole dei campi, attendeva nervoso la sua promessa. Tutto il paese era accorso, desideroso di vedere questa rara bellezza e poterla ammirare nel suo abito bianco.
Un’esclamazione meravigliata accolse la giovane quando giunse sul piccolo sagrato. Lo splendido vestito, che chissà quanti sacrifici era costato ai poveri genitori, e il suo portamento la facevan sembrare una principessa pronta ad essere incoronata.
Pronta a compiere il primo passo per entrare in chiesa accompagnata al braccio da suo padre, venne bloccata da alte grida e rumori di zoccoli provenienti alle sue spalle. In men che non si dica, una decina di uomini a cavallo arrivarono sulla piazza bloccando il suo ingresso in chiesa. Due di loro scesero da cavallo con spade in pugno e, minacciando di morte tutti coloro che si stavano per avvicinare, afferrarono la giovane issandola su un cavallo e così come erano venuti andarono via.

Tutti avevano riconosciuto negli sgherri del Signorotto gli autori di quella bravata. Potete immaginare i pianti e le grida di rabbia e dolore che si levarono all’interno della chiesa. Il giovane promesso sposo rimasto sorpreso dalla velocità con cui l’azione si era compiuta, aveva ripreso coscienza e si stava per lanciare fuori dalla chiesa con un candelabro in mano, quando un’anziana signora gli si parò davanti e, trattenendolo per un braccio, gli disse – “Aspetta! Ricorda quello che ci siamo detti! Vieni con me!”.

Nel frattempo la povera fanciulla era stata portata nel giardino del palazzo e fatta salire a forza su per le scale che conducevano nell’antica torre. Ad attenderla all’interno c’era in trepidante attesa il famelico Signorotto che non vedeva l’ora di averla tra le sue braccia e che, per il nervosismo e per ingannare l’attesa, si era già dato a spaccar mobili.
Quando oramai si apprestava a rosicchiare la spalliera del letto non essendoci altro da rompere, due soldati fecero entrare a forza la fanciulla, spingendola dentro e chiudendo alle sue spalle la pesante porta.

L’incredibile bellezza della fanciulla, ancora vestita con il suo abito da sposa, ebbe il poter di calmarlo come neanche un colpo di maglio ben assestato in testa sarebbe riuscito a fare.

“Mia bellissima fanciulla” – disse il Signorotto facendo un maldestro inchino – “ti chiedo scusa per i modi scortesi e villani dei miei soldati. Purtroppo non sono avvezzi a riconoscer la beltà quando gli si para dinanzi”. Nel mentre andando vicino alla porta si mise a sollevar il ponte levatoio di accesso alla torre. “Così nessuno di quei cafoni ci potrà disturbare” – e terminò la frase con un rumoroso rutto.

La fanciulla nel frattempo si era posta quasi al centro della stanza stando ben attenta a stargli lontano. “Mi perdoni il mio Signore se ho l’ardire di parlare” – disse con voce soave la giovane – “ma una richiesta ho da fare”.
Il Signorotto che era completamente in estasi rispose – “Per te mia madonna qualunque desiderio verrà esaudito! Ordina e il mio esercito conquisterà il mondo per te”.
“Mio Signore sono pronta ad esser vostra, ma vorrei che veniste da me saltellando su due piedi e quando mi giungerete dinanzi, tre gran balzi dovrete fare” – disse la fanciulla guardandolo con occhi languidi.

Il Signorotto, dopo essersi dato una grattatina al di dietro, rispose – “Saltando,in ginocchio o con le capriole, come la mia signora vuole” – e così dicendo si mise a saltellare.
Giunto dinanzi alla giovane stava per allungare le sue rozze e sudice mani, ma la fanciulla lo fermò dicendogli – “Ricorda mio Signore la promessa. Ora ti mancan tre vigorosi salti per conquistar la mia virtù”.
Il Signorotto completamente inebetito iniziò così a saltare – “Guarda mio amore che vigore ho nelle gambe”.

E così dicendo fece il primo salto, poi il secondo e quasi parve spiccare il volo con il terzo. Ma quando i suoi piedi toccarono pesantemente terrà, un sinistro rumore gli fece sgranare gli occhi per la paura, facendogli svanire dal volto quell’aria da ebete. Mentre vedeva il soffitto allontanarsi sempre più e il pavimento avvicinarsi velocemente alla sua faccia, ebbe appena il tempo di dire – “Che tu sia maledetta! La botola!” – e scomparve.

Dovete sapere che la stanza sotto il piano nobile della torre era solitamente utilizzata come deposito per le balle di fieno del cavallo preferito dal Signorotto. Purtroppo per lui quel giorno ad attendere il suo nobile didietro non vi era della soffice paglia ma un gran ammasso di rovi.
Completamente ricoperto di spine in ogni dove, già si apprestava a lanciare urla e a recitare la solita giaculatoria di bestemmie, che un ombra alle sue spalle inizio a tempestarlo di colpi lasciandolo più morto che vivo in mezzo ai rovi.

I soldati che erano a guardia della torre udirono qualche grido lontano e soffocato ma pensarono a tutt’altro dicendosi l’un l’altro – “Senti come si diverte il nostro Signore! Beato lui, quanto vorrei essere al suo posto!”.

E’ tempo che il mistero venga svelato!

Il Signorotto, ahimè per lui, non sapeva quanto fosse meglio avere dinanzi un temibile nemico conosciuto piuttosto che un servitore nell’ombra infedele. Quella sera in cui era andato su tutte le furie alla notizia del matrimonio della giovane, non sapeva che tra i servi che servivano il cibo alla sua tavola vi fosse una zia della fanciulla. La donna vista la reazione del Signorotto e temendo una sua bravata, quella stessa notte era uscita furtivamente dal palazzo andando ad avvertire i due giovani promessi.
Sapendo che dianzi ad una sottana il suo signore diventava docile ed obbediente come un cagnolino, aveva istruito la nipote escogitando l’espediente per farlo cadere nella botola.

Con l’aiuto di un incolpevole soldato aveva riempito il giorno prima la stanza sotto il piano nobile con dei rovi, dicendogli – “Il nostro signore non vuole più vedere nel suo giardino quel cespuglio pieno di spine. Ha dato disposizione di tagliarlo”.

Infine, dopo il rapimento della fanciulla, con uno stratagemma era riuscita a far entrare dalle cucine il giovane promesso e per un cunicolo noto a pochi lo aveva fatto entrare nella stanza sotterranea, dandogli un mattarello in mano.

Come andò a finire?

Per qualche settimana il Signorotto se ne stette buono buono nel suo palazzo a guarire le sue ferite sotto le amorevoli cure di un’anziana serva che, ogni qual volta entrava in stanza per accudire il suo signore, doveva fare un grande sforzo per trattenersi dal ridere.

E dei due promessi sposi?

Dei due giovani nessuno seppe più nulla finché, un bel giorno ad un anno di distanza dall’accaduto, qualcuno fece trovare un sacco all’esterno del palazzo. Sul rozzo tessuto vi era scribacchiato qualcosa simile a “Per il nostro Signore”. Il soldato di turno preso il sacco lo portò dinanzi al Signorotto che aprendolo trovo all’interno … indovinate cosa? …. un fascio di rovi e un mattarello tenuti assieme con un bel fiocco bianco fatto con un velo da sposa.

___________

La torre di origine medievale è situata nel giardino retrostante il castello baronale. Molto probabilmente si presume avesse funzione di avvistamento e di difesa. La torre è a pianta quadrangolare e s’innalza su due piani raggiungendo i 10 metri di altezza. Il primo piano, che nella storia viene raccontato come il piano nobile, e una stanza sottostante dalla volta molta alta e a botte. Un’apertura ora chiusa da conci di tufo mi ha dato l’idea della botola che si rompe sotto il peso del Signorotto saltellante. Quel giorno all’interno ho trovato un ammasso di rovi, che mi sono stati utili anch’essi nel raccontare quegli eventi immaginari. Sempre in questa stanza vi è un cunicolo che conduce in un’ampia sala in cui sono custodite immense botti di legno; a cosa servisse questo piccolo budello lo ignoro e molto probabilmente venne chiuso in epoche successive.
La sommità della torre è finemente decorata con un elegante motivo ad archetti.
Un’elegante scalinata conduce verso la torre a cui si accede grazie un piccolo ponte levatoio azionabile dall’interno.
La torre, così come il resto del complesso, è in stato di completo abbandono.

di Massimo Negro

 
Di Antonio Mellone (del 27/10/2015 @ 20:46:28, in don Donato Mellone, linkato 491 volte)

Nell’archivio del compianto don Donato Mellone (1925 – 2015) abbiamo rinvenuto gli appunti per un’omelia tenuta giusto vent’anni fa in occasione di una delle prime feste dei donatori di sangue di Noha. La riproponiamo di seguito in concomitanza del quarantennale della fidas-Leccese, testé festeggiato in grande stile presso il teatro Italia di Gallipoli nel corso di una bella serata di memoria  e spettacolo alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare in compagnia di tanti amici provenienti da ogni dove. Auguri fidas-Leccese, auguri fidas-Noha. (Mel)

*

Quest’oggi, l’Associazione Donatori di Sangue della sezione di Noha è in festa. Leggendo il manifesto, esprimo la mia soddisfazione per le tante iniziative intraprese volte ad incrementare donatori e donazioni: iniziative indovinate, iniziative l’una più interessante dell’altra.

Ebbene, quando i dirigenti della Sezione di Noha, guidati dal sig. Antonio Mariano, vennero per invitarmi a celebrare la messa in onore dei donatori di sangue, ci fu qualcuno che mi disse: “Mi raccomando, don Donato, cerca di dirci delle belle parole perché la nostra Associazione si affermi e si sviluppi sempre di più”.

Certo, non sono contrario a questa proposta, in quanto le belle parole sono utili, servono eccome. Quando ci sentiamo delusi le belle parole servono ad incoraggiarci; quando siamo tristi servono a confortarci; quando ci sentiamo deboli le belle parole servono a sostenerci. E quindi non sono contrario alle belle parole. Però temo che le belle parole siano come un fuoco di paglia: anche il fuoco di paglia illumina, riscalda e brucia, però dura poco, e alla fine non rimane che cenere, e poi ritorna il buio di prima.

Quindi non ci possiamo fermare alle belle parole. Anche perché il Vangelo ci mette in guardia: “Non chi dice: Signore, Signore...” Il vero cristiano non è colui che dice belle parole, fa delle belle preghiere, ma chi fa la volontà di Dio, chi osserva i suoi comandamenti.

Ed è molto significativa la parabola che leggiamo sempre nel Vangelo di oggi nella quale si parla di un uomo che, mentre scendeva da Gerusalemme a Gerico venne assalito da alcuni malviventi, i quali non solo lo derubarono di quanto possedeva, ma lo malmenarono fino a lasciarlo moribondo sul bordo della strada.

Sennonché si trovò a passare di là un sacerdote, il quale lo vide, certamente sentì compassione, però continuò per la sua strada. Passò di là anche un levita, cioè un giovane, anche lui addetto al servizio del tempio; però anche lui lo vide, ne sentì compassione, e andò avanti per la sua strada.  Si trovò a passare di là anche un Samaritano, un uomo, diciamo così, poco raccomandabile nel mondo di allora, eppure proprio quell’uomo vide il ferito-moribondo sulla strada, scese dal suo cavallo, curò le ferite alla miglior maniera con olio e vino, e poi lo condusse all’albergo. Qui, diede due denari all’albergatore e gli disse: “Prenditi cura di quest’uomo. E se spenderai qualcosa in più, al mio ritorno, sarai rimborsato.”

Dei tre personaggi chi si è comportato meglio? Certamente il terzo, il buon Samaritano.  E, conclude la parabola: “Va’, e anche tu fa’ lo stesso”.

Ebbene, ci sono dei cristiani che si comportano come il sacerdote o il levita della parabola: questi si commuovono, ma non si muovono, e non fanno nulla per aiutare il prossimo.

Voi, invece, Donatori di Sangue potete benissimo vedervi rappresentati dalla figura evangelica del buon Samaritano. Voi dite, voi fate, voi date. E siccome il sangue è il simbolo della vita, voi date la vita al fratello che ne ha bisogno.

Quante persone sarebbero destinate a morire e invece continuano a vivere grazie al sangue di voi donatori!

Nella preghiera che tra poco verrà letta, voi non chiedete al Signore nessuna ricompensa, né soddisfazione alcuna, e fate bene perché quando si fa il bene la destra non deve sapere ciò che fa la sinistra. E fate bene anche a chiedere al Signore che mantenga in voi la salute, perché possiate continuare a donare il vostro sangue agli altri, proprio come ha fatto Lui che ha dato il suo sangue, e la sua vita per noi.

Nel concludere vorrei formulare l’augurio proprio facendo mie le parole del presidente della vostra, o meglio della nostra associazione: auguro che la fidas-Noha abbia ad affermarsi e a svilupparsi sempre più.

Che la nostra vita, come la vita di Cristo, e come quella dei donatori di sangue, diventi un dono continuo di amore a Dio e ai fratelli. 

Sac. Donato Mellone

[Immagine d’archivio – Pignatelli Fotografi – Noha]

 
Di Albino Campa (del 08/04/2013 @ 20:01:49, in Eventi, linkato 1428 volte)
 
Di Antonio Mariano (del 23/06/2015 @ 19:40:57, in Fidas, linkato 792 volte)

Uomini e donne che si occupano di attività diverse tra loro, ma con un comune denominatore: la solidarietà. Succede nella nostra piccola comunità, dove un gruppo di associazioni si sono preoccupate delle difficoltà economiche della fidas-Noha, la quale negli ultimi tempi ha dovuto impegnare tutte le sue (già scarse) risorse per mettere a norma, secondo le nuove disposizioni di legge, la casa del Donatore di Sangue, “patrimonio comune”.
La somma spesa per ottenere i requisiti necessari all’accreditamento della nostra Casa alla raccolta delle donazioni di sangue ammonta a quasi 14.000 euro. Ma ne è valsa la pena: la nostra associazione ha ottenuto l’“idoneità”, fra le pochissime in Puglia, proprio qualche settimana fa.
Per quanto ovvio, la nostra fidas non aveva questa somma a disposizione ed è dovuta ricorrere al credito di fornitura per circa 10.000 euro, grazie alla fiducia accordataci dagli artigiani locali, molti dei quali hanno pure prestato la loro opera gratuitamente - a meno, ovviamente, delle spese vive. Spese vive che, come detto, sono tante e a cui bisogna far fronte entro tempi ragionevoli.
Ecco allora che alcune Associazioni locali come ACLI, Gruppo Masseria Colabaldi, L’altro Salento, CNA Galatina, Noha.it e i Dialoghi di Noha in pochi giorni hanno organizzato una festa semplice ma bellissima (o forse bellissima proprio perché semplice) che si è svolta il 13 giugno, solennità di San Antonio, in contrada Magnarè, all’ombra dello stupendo tempietto nohano con cupola maiolicata e campanile.
Scopo della festa, onorare prima di tutto il Santo taumaturgo di Padova, anche attraverso la benedizione e la distribuzione del “pane di Sant’Antonio”, avvenute sul sagrato della chiesetta, e il successivo piccolo spettacolo pirotecnico in Suo onore. Dopo il suono a festa dell’antica campana sono iniziati, diciamo così, i festeggiamenti civili (“civili” in tutti i sensi), con la distribuzione dei panini e della birra e la connessa raccolta fondi. I dolci sono stati gentilmente offerti da alcuni soci organizzatori e da più di un invitato, ospite di buona volontà.
Al netto delle spese è stata raccolta una somma pari a 615,99 Euro, somma interamente devoluta in beneficenza alla fidas di Noha.
A prima vista potrebbe sembrare un piccola somma di denaro, ma, visto lo sforzo di tutti, il brevissimo lasso temporale impiegato per la programmazione della serata (e senza nemmeno un manifesto pubblicitario), potremmo definirla un piccolo miracolo di Sant’Antonio.
Approfitto dell’occasione per ricordare che nella storia della nostra associazione abbiamo registrato altri eventi di solidarietà straordinari come questo. Qualche anno fa, per esempio, presso i Parrucchieri Mimì di via Collepasso (ma vi partecipò anche il Parrucchiere Maurizio di via Aradeo), ha avuto luogo la “giornata pro-fidas”, una giornata intera nella quale titolari e dipendenti di questi saloni nohani decisero di lavorare gratis devolvendo, insieme alle offerte volontarie dei clienti, tutto il ricavato all’associazione dei donatori di sangue di Noha.
Orbene, il 13 Giugno scorso questa magia si è ripetuta. E la cosa più bella di tutto questo è che associazioni con scopi e obiettivi tra i più disparati hanno dimostrato (e dimostrano quotidianamente) di avere un corposo comune denominatore: fare del bene agli altri in maniera disinteressata, essere solidali, contribuire alla crescita della comunità, valorizzare i “nostri gioielli” (frase presa in prestito).
Ecco, in questa occasione la fidas di Noha si è sentita come un gioiello da custodire con cura, perché a sua volta svolga il suo compito più importante: quello di donare la speranza agli altri.
In questi giorni e fino a gennaio prossimo i volontari della fidas saranno impegnati nella vendita dei biglietti di una lotteria: necessaria, anche questa, per portare un po’ di ossigeno alle nostre casse. Siamo fiduciosi nei nostri concittadini e negli amici che hanno sempre sostenuto la nostra associazione. Chiediamo a tutti costoro un ulteriore aiuto con l’acquisto di qualche biglietto del costo di 1 Euro, e con 500 Euro di premi in buoni-acquisto in palio.
Grazie a nome di tutta la fidas alle Associazioni locali che hanno organizzato questa gara di solidarietà, e a tutte le persone che ci hanno aiutato anche in questa particolare occasione. E grazie a tutti coloro che continueranno ad aiutarci. Ovviamente per permetterci di aiutare gli altri.

Antonio Mariano

 
Di Antonio Mariano (del 19/05/2016 @ 18:50:27, in Comunicato Stampa, linkato 419 volte)

Mentre scriviamo mancano poco  al raduno per la terza passeggiata della QUATTROPASSI INSIEME. 

Vi aspettiamo alle 20:30 puntuali presso la sede fidas.

Non mancate.

 

 

 

Antonio Mariano

 
Di Albino Campa (del 11/01/2011 @ 18:45:04, in Fidas, linkato 1603 volte)

Si svolgerà domenica 16 Gennaio la Festa del Donatore e di Ringraziamento presso il salone dell’Oratorio Madonna delle Grazie di Noha. Quest’anno i festeggiamenti coincidono anche con l’apertura del nostro XXV° Anniversario di Fondazione “25 anni di Vita dedicati alla Vita”. Il programma prevede la Santa Messa alla ore 18, a cui seguirà la premiazione dei soci benemeriti e la consegna dei premi Lotteria pro-fidas. Alle 20.30 grande divertimento con Piero Ciacchy “Il comico del Salento” e il suo monologo “Stiamo megghiu quandu stiamo pesciu”. 

Un’ora e passa di risate che si susseguono ininterrottamente: questo lo spettacolo di Piero Ciakky, che regala attraverso un’analisi delle tradizioni locali, uno spaccato della vita di coppia. I contrasti tra l’infanzia di un tempo e quelli odierni raccontano di come il benessere e la ricchezza abbiano mortificato il modo di sentirsi, di come i figli si siano nel tempo trasformati.
La civiltà contadina, in cui spicca la “madre” centrale nella famiglia, lascia il posto ad una donna fragile, attenta a sé, all’avanzare degli anni e a bambini circondati di firme, marche di nomi sempre meno italiani. Una riflessione che sarebbe amara se la comicità non fosse dirompente. La “lingua” ha nello spettacolo una forza a sé e rende viva e continua comunicazione con il pubblico.
Ci si ritrova catapultati in uno ieri che si è vissuto attraverso le figure delle nostre madri ed un oggi “spersonalizzato”che fa apparire spesso ridicola la nostra presunta emancipazione.
Con questa piccola presentazione di Piero Ciakky al quale è stato dato l’appellativo “il comico del salento” abbiamo voluto dare idea della dimensione artistica del cabarettista, che con la sua comicità siamo certi di regalare a tutti i Soci, ai Donatori, ai sostenitori e alla comunità Nohana una serata indimenticabile per il contenuto altamente divertente dello spettacolo.

Domenica 16 Gennaio 2011
Ore 18:00
Santa Messa (Chiesa Madonna delle Grazie)
Ore 19:00
Trasferimento presso il Salone dell’Oratorio
Ore 19:15
Saluto di benvenuto
-Premiazione dei Soci Benemeriti -Consegna premi Lotteria pro-fidas
-Apertura festeggiamenti per il 25° di fonda- zione con un brindisi di buon augurio.
Ore 20:30
“Stiamo megghiu quandu stiamo pesciu” con Piero Ciacchy “il comico del salento”

 
Di Redazione (del 03/02/2016 @ 18:42:10, in Fidas, linkato 508 volte)

Non potevano iniziare meglio di così i festeggiamenti per il 30° Anniversario di Fondazione. 35 donazioni nella mattinata del 17 Gennaio, data in cui la fidas Noha ha inaugurato l’inizio di una serie di manifestazioni che si svolgeranno nel corso dell’anno.

Dopo l’ottimo risultato per le 35 donazioni effettuate nella mattinata, c’è stato il raduno dei donatori nello spiazzo antistante la Chiesa della Madonna delle Grazie, dove è stata celebrata la Messa. La musica del Concerto Bandistico San Gabriele dell’Addolorata ha accompagnato il lancio di 30 Mongolfiere colorate, che rappresentavano ognuna un anno dei 30 festeggiati, che hanno acceso e colorato il cielo.

La musica, le mongolfiere e i donatori che applaudivano sono stati una bella cornice della festa iniziale prima della Messa, durante la quale Don Francesco nella sua omelia, ha messo in evidenza l’atto del dono e in particolare la donazione del sangue.

Bello anche il momento in cui tutti i partecipanti alla Messa e tra questi tanti donatori, hanno accolto con un affettuoso applauso il discorso di ringraziamento del Presidente della fidas Noha per il quale era evidente il suo stato emotivo per le 432 donazioni raggiunte nel 2015.

All’uscita dalla Chiesa ancora uno spettacolo, nel cielo senza stelle sono volati 30 palloni colorati e luminosi per scandire ancora una volta l’eccezionale evento. La serata è proseguita presso la sala convegni dell’Oratorio Madonna delle Grazie. Ospiti, alcuni personaggi di rilievo che hanno accompagnato fidas Noha in questi lunghi 30 anni o parte di essi: il Dirigente Medico del Centro Trasfusionale di Galatina, Dr. Catello Mangione, il Presidente della fidas Leccese Emanuele Gatto e il Presidente della fidas Puglia Italo Gatto. Tutti, in base alla loro esperienza vissuta, hanno ricordato una parte della storia in cui anche loro sono stati protagonisti e contribuito alla crescita della sezione di Noha.

Degna di nota inoltre, è stata la premiazione dei Soci Benemeriti tra cui 20 donatori che hanno effettuato le prime 7 donazioni e premiati con un attestato; 10 donatori premiati con la medaglia di bronzo per aver effettuato 15 donazioni; 6 donatori premiati con medaglia d’argento per aver effettuato 30 donazioni; un donatore che ha raggiunto le 50 donazioni premiato con una targa e per la prima volta ad una donna la medaglia d’oro consegnata a Rosanna Mariano per le sue 75 donazioni.

La manifestazione serale è stata allietata dal gruppo comico “BashaKa indie” con lo spettacolo “CabaRock”.

fidas Noha

Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
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Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
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Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016
Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016 Festa 30 anni Fidas Noha. 17.01.2016

 
Di Antonio Mariano (del 03/03/2016 @ 18:36:00, in Fidas, linkato 943 volte)

Lodevole iniziativa quella di Mimì Parrucchieri, una nota azienda locale che nella domenica di San Valentino apre eccezionalmente il salone per uno scopo ben preciso. Aiutare l’associazione in evidenti difficoltà economiche per via delle ingenti spese sostenute nel 2015 per ottenere l’accreditamento regionale quale sede idonea e autorizzata alla raccolta del sangue.

Così Domenica 14 Febbraio, nella giornata dedicata all’amore, tutto lo staff di Mimì Parrucchieri con a capo l’ideatore della iniziativa Gianni De Ronzi e la sorella Serena, si è gentilmente offerto per prestare il servizio di acconciatura gratuitamente alle sue clienti, fatte salve le loro offerte volontarie.

Non c’è storia quindi, quando c’è da darsi da fare per il sociale, il gruppo Mimì si distingue sempre e non è la prima volta che accade.

Si, perché già qualche anno fa fu ripetuta uguale iniziativa in occasione della "Festa della Donna" registrando un successo anche di donazioni di sangue, perché fu organizzata persino una raccolta in loco. Buone furono anche le donazioni in denaro, come lo sono state in questa occasione.

Alla fine di una intensa mezza giornata di lavoro, dove tante clienti hanno partecipato più che a "farsi belle" a sostegno dell’iniziativa lasciando offerte anche superiori al costo del servizio usufruito, si può dire che l’iniziativa è stata molto proficua per la nostra associazione e le offerte devolute serviranno a qualche rata di affitto della nostra sede di via Calvario.

Alla manifestazione di beneficenza ha partecipato anche l’Ass. Cult. "Gruppo Masseria Colabaldi", che si è offerta di preparare le "pucce con le olive", (nel linguaggio paesano: pagnotte di pane casareccio con olive nere), una vera prelibatezza salentina, che appena sfornate sono state regalate per l’occasione alle clienti partecipanti all’niziativa.

Le signore quindi hanno non solo ricevuto la piega gratis, ma hanno anche portato sulla loro tavola tre "pucce con le olive", devolute alla nostra Associazione.

A fine giornata sono state contate le offerte date per un totale di € 700,00. Per tutto questo corre l’obbligo ringraziare il "Gruppo Mimì" per l’impegno nel sociale nelle persone di Gianni e Serena De Ronzi e il Gruppo Masseria Colabaldi" tramite il suo Presidente Giuseppe Cisotta.

Non possiamo inoltre esimerci dal ringraziare tutte le clienti del salone e quanti si sono recati presso "l’improvvisata panetteria" attratti dall’inconfondibile profumo del pane caldo lasciando anche loro un offerta volontaria in cambio di qualche puccia.

Antonio Mariano - Presidente fidas Noha

 
Di Albino Campa (del 20/01/2009 @ 18:34:48, in I Dialoghi di Noha, linkato 1641 volte)


  1. "Alle ore 17.00 nella sala convegni del Circolo Culturale Tre Torri di Noha, in piazza San Michele, avrà luogo l'incontro dal titolo "Dialogo sulla Politica". Interverrà il prof. Giuseppe Taurino, presidente del Consiglio Comunale di Galatina. La manifestazione rientra nell'iniziativa "I DIALOGHI DI NOHA" promossa da L'Osservatore Nohano. Tutta la popolazione è invitata a questo evento culturale".

  2. "Alle ore 19.30 seguirà un secondo appuntamento nel salone dell'Oratorio Madonna delle Grazie con il convegno organizzato dalla fidas NOHA dal titolo "Festa del donatore di sangue". Anche questo rientra nella kermesse de "I DIALOGHI DI NOHA". Per i dettagli consultare i comunicati a cura de L'Osservatore Nohano. Tutta la popolazione è invitata alla convegno ed alla festa del donatore di sangue".
 
Di Antonio Mariano (del 11/05/2016 @ 18:25:31, in Fidas, linkato 348 volte)

Informiamo tutti i Donatori, amici e simpatizzanti che domani 12 Maggio si svolgerà la seconda passeggiata della Quattropassi Insieme della fidas Noha.

Graditi anche animali domestici al guinzaglio.

Vi aspettiamo alle 20:30 puntuali presso la sede fidas.

 

 

 

 

 
Di Maria Rosaria Paglialonga (del 22/09/2016 @ 18:17:36, in Fidas, linkato 430 volte)

Avvisiamo tutti i donatori che finalmente possiamo donare di pomeriggio anche a Noha.

Fatto carico delle insistenti richieste di alcuni donatori abbiamo chiesto e ottenuto di organizzare una donazione pomeridiana.

Pertanto, chi può donare l'aspettiamo SABATO 01.10.2016 dalle ore 15.30 alla ore 18.30 presso la Casa del Donatore di Sangue di via Calvario 15 a Noha.

"Venite a trovarci allo stand fidas durante la festa del Santo Patrono nei giorni 29 e 30 Settembre per prenotare la vostra donazione"

fidas Noha

 
Di Redazione (del 09/05/2016 @ 17:42:56, in Fidas, linkato 456 volte)

Sarà stata l’aria primaverile, sarà stata la giornata calda e soleggiata, o l’incantevole cornice del Parco naturale di Porto Selvaggio a rendere tutto bellissimo, oppure tutto insieme, chissà. Fatto sta che il gruppo della “Quattropassi” della fidas Noha, Si è divertito alla grande.

Già alle prime ore del mattino di Domenica 17 Aprile, il gruppo composto da una sessantina di partecipanti con in spalla zaini colmi di ogni ben di Dio, si sono dati appuntamento presso la “Casa del Donatore di Noha, dove sono stati accolti dai volontari della fidas.
Giusto il tempo per organizzare la partenza e presto fatto eravamo già arrivati a poco più delle 9:30.
Bello l’arrivo presso la Torre dell’Alto, ad attenderci una tavola bandita per la colazione che la fidas ha offerto ai partecipanti, dove fra tante cose buone non potevano certo mancare i pasticciotti, uno dei nostri dolci più prelibati e ricercati dai salentini e oggi a quanto pare non solo da noi salentini.
Non so poi esattamente quanti scalini abbiamo dovuto fare per scendere e risalire quel sentiero ricavato nella roccia dal tempo. Quel tempo che sembrava si fosse fermato lì tra la natura incontaminata del parco, poiché raramente si possono ammirare luoghi così.
Personalmente devo dire che il percorso non è stato facile per raggiungere la spiaggetta, un vero paradiso tra terra e mare, a me purtroppo ancora sconosciuto.

Un “Bel Vedere” in tutti i sensi, enfatizzato dal suggestivo racconto del nostro Socio Donatore Antonio Mellone, bravo conoscitore della storia dei luoghi e delle abitudini di quei luoghi, un racconto portato a termine con la recita de “l’Infinito di G. Leopardi” che ben si collocava all’interno del racconto.
La breve gita al parco, è proseguita fino a sera, e dopo una collettiva pausa pranzo tutti i partecipanti sono ritornati bambini dando sfogo per qualche ora ai giochi di una volta, fino a quando ormai esausti il gruppo ha ripreso la via del ritorno, o meglio “le scale del ritorno”.
A conclusione della bellissima giornata, resta quella malinconia tipica di quando finisce qualcosa di bello, ma stavolta credo la malinconia abbia lasciato il posto alla gioia di aver trascorso una bellissima gita con persone altrettanto belle, con le quali è interessante stare insieme confrontarsi e condividere tantissime cose, e in questo caso condividere il concetto del dono di una parte di noi stessi per gli altri.
E allora, avendo potuto ammirare se pur in parte e per breve tempo tali bellezze della natura, di aver avuto la possibilità di condividere spazi, pensieri, giochi e ogni ben di Dio alimentare, nonostante la fatica per raggiungere il cuore del parco e quello di guadagnare nuovamente il rientro, restando nel contesto leopardiano è proprio il caso di dire che “il naufragar m'è dolce in questo mare”.

Antonio Mariano
Presidente fidas Noha

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Di Albino Campa (del 18/01/2011 @ 17:23:02, in Fidas, linkato 1445 volte)
DOMENICA 23 GENNAIO 2011
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 0836.524092
E-mail: noha@fidasleccese.it

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue




 
Di Redazione (del 25/06/2015 @ 17:19:44, in Comunicato Stampa, linkato 559 volte)

Prepariamoci per la prossima passeggiata di Giovedì 25 Giugno e ricordatevi che è la num. 8 quindi ci sarà il secondo Stepp, ossia ci ritroveremo a fine passeggiata presso un giardino messo a disposizione da amici per la festa con premiazione dei partecipanti assidui e le delizie che porterete da casa.... E IL DOLCE??? Tranquilli quello lo porteremo noi.

Antonio Mariano

 
Di Antonio Mellone (del 27/09/2015 @ 15:43:00, in NohaBlog, linkato 933 volte)

Ho posto questa domanda ad un po' di persone di mia conoscenza. Ecco cosa mi hanno risposto.

Albino Campa: "Tiro a campare."  Antonio Congedo: "Come fisico, bene."  Lory Calò: "Tra alti e bassi."  P. Francesco D'Acquarica: "Grazie a Dio, bene."  Andrea Coccioli (assessore): "Mentirei se glielo dicessi."  Marcello D'Acquarica: "Ti faccio una vignetta?"  Michele Pignatelli: "Che flash."  Don Donato Mellone: "Sono al settimo cielo."  Paola Rizzo: "E' un trucco?"  Elisabetta Congedo: "Con questa terapia passerà il dolore."  Valentina Scrimieri: "A pelle, bene."  Stefania Tundo: "Sogno."  Anita Rossetti: "Resisto."  Ilaria Rizzo: "C'è qualcosa che non mi quadra."  Don Emanuele Vincenti: "Meglio metterci una croce sopra."  Antonio Mariano (fidas): "Sono in vena."  Michele D'Acquarica: "Mi sento elettrizzato."  Giuseppe Marco D'Acquarica: "Di merda."  Luca D'Acquarica (classe '67): "A carte, quarantotto."  Luigi Longo: "Meglio non parlarne."  Antonella Marrocco (poetessa): "Bene (a capo) grazie." Giancarlo Coluccia (farmacista): "Bene, soprattutto se manca la salute."  Cosimo Montagna (sindaco): "Faccio finta di non aver sentito."  Adriano Scrimieri: "Vedo blu (bay). E che te lo dico a fa'."  Fra' Ettore Marangi: "E' tutta un'altra chiesa."  Giancarlo D'Acquarica: "Faccio la spola."  Fabio Solidoro: "Attento al treno."  Fabio Mariano (avvocato): "Tutto nella norma."  Crocifisso Aloisi: "Mai metterci una croce sopra."  Pina Marzo: "E' una pena capitale."  Michelino Barrazzo (fuochista): "Non hai letto che è proibito fum...."  Piero Colaci: "Non si può dire in due parole."  Pasquale Marannino: "Chi non muore si rivede."   Antonio Baldari: "Tutto fumo. Niente arrosto."  Samantha Pozzi: "Si Salvini chi può."  Loredana Tundo: "Tutto quadra."  Maria Luce Coluccia (Le Putìe): "L'appetito non manca." Enrica Mariano (cardiologa): "Basta aver del cuore." M Rosaria Paglialonga: "Abbiamo tanta strada da fare."  Gianni De Ronzi (Mimì parrucchieri): "Ho un diavolo per capello."  Giancarlo Ballarino: "Amici....il mattino.....a loro in bocca."  Daniela Vantaggiato (assessore): "Qui a Galatina bene, e voi lì a Galatina?"  Raimondo Rodia: "Qui è fantasilandia."  Fratelli Bonuso: "Siamo a cavallo."  Daniela Sindaco: "Bene... se mi... sfotteresti di meno." Francesca Stefanelli: "Mutuo un motto: di lusso, a cinque stelle." Ilaria Pellegrino: "Bene quando sento il profumo di casa."  Ada Merico: "Sfotti?"  Leonardo Rizzo (Zucchero Ecannella): "Al bacio."  Claudia Giannini: "Bene, facendo le corna."  Michele Chirivì (gommista): "Ho sbalzi di pressione."  Giuseppe Chirivi: "Sono un po' in carne." Antonio Pepe: "Ci vorrebbe un altro po' di sale."  Lino Frassanito (sparafuochi): " Siamo in pieno boom."  Angelo Nocco: "Con un'Aspirina, molto meglio."  Paola Congedo: "In parole povere, bene."  Monia Negusini (astronoma): "Bene, grazie al cielo."  Alessio Cioffi (carrozziere): "Uno schianto."  Rosario Pallara (notaio): "Rogito ergo sum."  Tiziana Salinaro: "Hai del tempo da dedicarmi?"  Antonio Gugliersi: "Mi cogli impreparato."   Antonio Mandorino: "C'è poca luce."  Antonella Guadalupi: "Come mi trovi?"  Andrea Rizzo (collega): "Vengo." Roberta Forte: "Questa è una domanda sinistra."  Daniele Pignatelli: "Non guardare all'obiettivo."  Oreste Caroppo: "Finché c'è lotta c'è speranza."  Rosy Rizzo: "Ma io ti conosco?"  Stefano Giacomo Congedo: " Prima bevi qualcosa?"  Noha Web: "Bene, tra un necrologio e l'altro." Pasquino Galatino: "Sa, ho tanti pensieri."  

Antonio Mellone: "Secondo chi?"

Antonio Mellone

 
Di Redazione (del 14/01/2017 @ 14:36:53, in Fidas, linkato 241 volte)

Carissimi amici c'è in atto una vera emergenza di sangue. Manca in tutti gli ospedali e si stanno rimandando gli interventi, non possimo quindi starcene con le mani in mano ma dobbiamo adoperarci tutti per dare il nostro sostegno.

Domani mattina (Domenica 15 Gennaio) si dona il sangue presso la casa del Donatore di Sange della fidas Noha.

Vi aspettiamo dalle ore 8:30 alle ore 11:30

Antonio Mariano

 
Di Albino Campa (del 23/06/2009 @ 14:30:33, in TeleNoha , linkato 1577 volte)

 

 

Scarica il Flash Player per visualizzare il Filmato.

Fonte Galatina2000.it
 
Di Albino Campa (del 06/06/2010 @ 14:29:23, in Eventi, linkato 1379 volte)


DOMENICA 13 GIUGNO
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 0836.524092
E-mail: noha@fidasleccese.it

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue



Visualizza fidas NOHA in una mappa di dimensioni maggiori

 
Di Albino Campa (del 22/04/2011 @ 14:16:13, in Fidas, linkato 1418 volte)

Carissimi lettori come ben saprete, la legge finanziaria dello Stato italiano ha stabilito la possibilitaÌ di destinare il cinque per mille dell’imposta sui redditi, (IRPEF) anche alle Associazioni di Volontariato riconosciute e iscritte all’albo regionale del volontariato e tra queste vi eÌ anche la fidas Leccese iscritta al n. 54 di cui la Sezione di Noha ne fa parte.
La fidas Leccese opera sul territorio ormai da anni, tanto che eÌ sentita dall’opinione pubblica come parte integrante del tessuto sociale cittadino. Essa opera affincheì, a tutti i cittadini che necessitano del “farmaco” sangue, venga loro riconosciuta la terapia salvavita senza che nessuno abbia a preoccuparsi di una eventuale carenza.
Pertanto, per portare avanti tutte le attivitaÌ comprese quelle della propaganda, necessitano dei fondi. Per questo, chiediamo di aiutarci e in fase di dichiarazione dei redditi, a favorire la nostra Associazione inserendo il nostro codice fiscale nell’apposito spazio riservato, che eÌ il seguente: 90000020751

Grazie per la vostra disponibilita

Per info:
0836 602181
335 6278338
Antonio Mariano

 
Di Antonio Mariano (del 12/04/2016 @ 13:50:45, in Comunicato Stampa, linkato 441 volte)

Carissimi amici Donatori e non, la fidas Noha comunica che organizza una Gita al Parco naturale regionale e Torre dell'Alto di Porto Selvaggio, per Domenica 17 Aprile 2016. 
PROGRAMMA:
Raduno presso la Casa del Donatore alle ore 8:00 per l'iscrizione e registrazione gratuita e con auto propria, su cui sarà applicato un numero di identificazione sui vetri anteriori e posteriori.
La partenza è fissata per le ore 8:30 in colonna, con arrivo previsto entro le ore 9:15 e rientro nel pomeriggio.
All'arrivo la fidas Sarà lieta di offrire la colazione a tutti i partecipanti.
Pranzo a sacco autogestito.
E' gradito un messaggio di conferma con nome e cognome dell'Autista e il numero dei partecipanti entro le ore 16.00 di Sabato 16 Aprile al numero 320.3549127.
Vi spettiamo numerosi.
La manifestazione rientra nelle attività del 30° Anniversario di Fondazione di fidas Noha.

 
Di Redazione (del 25/09/2015 @ 13:33:23, in Fidas, linkato 525 volte)
 
Di Albino Campa (del 28/12/2015 @ 13:27:46, in Presepe Vivente, linkato 955 volte)

Il collaudato miracolo del presepe vivente di Noha che si rinnova annualmente in occasione del Natale è da ascriversi alla collaborazione, anzi all'unione che fa la forza dei seguenti gruppi associativi:

 
  •  Associazione Ragazzi del Presepe Masseria Colabaldi - Noha, 
  •  fidas - donatori di sangue di Noha, 
  •  Acli - Noha, 
  •  Associazione L'Altro Salento, 
  •  CNA - confederazione nazionale artigianato - sez. di Galatina, 
  •  I dialoghi di Noha, 
  •  Associazione Amici dell'Allegria - Galatina,  
  •  Associazione Amici del Carro di Sant'Elena di Galatone,
  •  gli allevatori di bestiame che da ogni dove hanno popolato lo zoo del presepe con i loro splendidi esemplari di cavalli, asini, capre e pecore, maialini, bovini, e un'infinità di razze di volatili,
  •  il blog Noha.it (sempre presente con i suoi reportage sul presepe).   
 
Poi ci sono tanti, tantissimi altri Cittadini liberi e pensanti che hanno prestato senza tornaconto alcuno la loro opera manuale e intellettuale per l'allestimento della scenografia, la scrittura della sceneggiatura e la rappresentazione di una pièce teatrale straordinaria, apprezzata ormai anche al di là degli ambienti delimitati dai cosiddetti confini "provinciali". Il tutto, in un paesaggio intonso, fatto, tra l'altro, di beni culturali antichissimi e di rara bellezza.
 
Grazie a tutti, anche a quelli che eventualmente avessimo scordato di inserire nell'elenco.
 

Mel

Guarda la photogallery della terza giornata su Noha.it

Guarda la photogallery della terza giornata su Facebook

 
Di Albino Campa (del 18/01/2010 @ 12:38:24, in Eventi, linkato 1336 volte)


DOMENICA 24 GENNAIO
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 335.6278338

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue



Visualizza fidas NOHA in una mappa di dimensioni maggiori
 
Di Antonio Mariano (del 08/01/2015 @ 11:41:57, in Fidas, linkato 764 volte)

Qualcuno penserà: “che c’è di strano ad avere i botti a Capodanno?” Nulla di strano infatti, ma se a far rumore non sono i botti ma IL BOT-TO, c’è da chiedersi “cosa sarà mai successo nella sezione di Noha?”
Nel 2002 fece già rumore quando raggiungemmo il tra-guardo delle 300 donazioni. Ci sembravano veramente tante, ma già l’anno dopo avevamo fissato l’obbiettivo per le 400 che più volte abbiamo sfiorato, ma quel muro non siamo mai riusciti a sfondarlo.
Così, anno dopo anno, siamo cresciuti, un poco alla volta, ogni anno qualche donazione in più e domenica 28 Dicembre grazie alla presenza di 33 donatori abbia-mo finalmente raggiunto e sorpassato l’obbiettivo delle 400 donazioni totalizzandone ben 425. Un risultato che porta la firma di centinaia di donatori, fieri di fare parte della fidas.
C’è da dire che le tante iniziative organizzate hanno sicuramente contribuito al raggiungimento di tale tra-guardo, giusto per citarne qualcuna: fidas On The Road, il Summer Party, la Quattropassi, l’Emoraduno, sono state sicuramente quelle che hanno dato quell’occasione e motivazione in più al donatore, per venire a donare.
Ora ci assale la paura di non poter più donare in sede se la stessa non sarà accredita, potrebbe verificarsi (ipotesi tra l’altro molto vicina alla realtà) un gap negativo che ci riporterebbe indietro negli anni, gap reso ancora più catastrofico dall’obbiettivo appunto, raggiunto nel 2014.
Ma non vogliamo essere così pessimisti, perciò, il Di-rettivo si sta già allenando per affrontare questa nuova e grande sfida, anche se questa non ci lascia per niente indifferenti. Questa sfida da tempo annunciata è lo stimolo ulteriore che ci permette di lanciare una contro sfida: “FERMATECI SE CI RIUSCITE” oppure fate largo, (molto consigliato) non abbiamo paura di niente e di nessuno! I requisiti, “quelli tanto richiesti da un rego-lamento scellerato”, sono strutturati nei nostri cuori, ed è difficile smuoverli, che ci provino!
Intanto ringraziamo di cuore i nostri donatori che hanno contribuito e gustiamoci questo risultato annuale che festeggeremo domenica 18 Gennaio con la nostra Festa del Donatore e di Ringraziamento che stiamo preparan-do.

Antonio Mariano

 
Di Albino Campa (del 06/11/2009 @ 11:10:04, in Eventi, linkato 1473 volte)


DOMENICA 8 NOVEMBRE
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 335.6278338

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue



Visualizza fidas NOHA in una mappa di dimensioni maggiori
 
Di Redazione (del 18/03/2017 @ 10:37:23, in Fidas, linkato 155 volte)

Vi invitiamo a venire a donare Domenica 19 Marzo "Festa del Papà".

Per l'occasione abbiamo preparato un simpatico omaggio per tutti i papà.... ma non solo.

Vi aspettiamo dalle ore 8:30 alle ore 11:30 presso la "Casa del Donatore" in via Calvario, 15 Noha.

fidas Noha

 

 

 

 

 

 

 
Di Redazione (del 07/02/2016 @ 09:16:37, in Comunicato Stampa, linkato 529 volte)

A San Valentino la BELLEZZA diventa BUONA.
Gruppo Mimì parrucchieri, nella domenica della festa degli innamorati, apre eccezionalmente il suo salone di Noha dalle 9 alle 13 per un'iniziativa di beneficienza.
Il 14 febbraio 2016 le clienti che vorranno usufruire del servizio piega lo potranno fare con un'OFFERTA LIBERA che sarà INTERAMENTE devoluta alla fidas di Noha.
Una bella iniziativa, in collaborazione con l’associazione culturale L’Altro Salento, che si trasforma in splendida occasione di solidarietà.

Vi aspettiamo!

L'invito di Gruppo Mimì è rivolto anche ai colleghi che possono partecipare nel modo che ritengono più opportuno, scegliendo di offrire la propria prestazione d'opera o, perchè no, di farsi fare la piega. Protagonisti, comunque.

PS: l'Associazione del Presepe Vivente di Noha dà il suo contributo all'evento preparando delle ottime pucce con le olive che saranno offerte a chi parteciperà a questa giornata di "bellezza e buone azioni".
Pane caldo di domenica mattina...profumo di bontà.

(Gradito prendere appuntamento)

Gruppo Mimì

 
Di Albino Campa (del 22/02/2013 @ 08:39:18, in Fidas, linkato 1227 volte)

DONAZIONE DEL SANGUE DOMENICA 24 Febbraio 2013 dalle ore 8,15 alle 11,30


La fidas NOHA invita alla donazione del sangue che si svolgerà presso la casa del donatore in via Calvaro 15.
Tel. 0836.524092





 
Di Redazione (del 11/06/2015 @ 08:11:34, in Eventi, linkato 1050 volte)
Sabato, 13 giugno 2015, solennità di S. Antonio da Padova, dopo la celebrazione eucaristica del mattino, l'antica cappella gentilizia nohana della famiglia Bianco, ubicata nella periferia a est di Noha, resterà aperta ai pellegrini per una loro preghiera personale fino a sera inoltrata.
 
Il bel tempietto, con cupola e campanile, che ricorda in miniatura il grande santuario di Padova, fu ricostruito ed ampliato sulle vestigia del precedente, nel 1987 e benedetto dal primo vescovo di Nardò-Gallipoli, Mons. Aldo Garzia, il 13 giugno 1988.
 
Nel corso della serata, alcune associazioni (tra le quali il gruppo "ragazzi del Presepe Masseria Colabaldi", "I dialoghi di Noha" in collaborazione con questo sito, la fidas - Noha, le Acli, l'associazione "Altro Salento", la CNA - Confederazione Nazionale dell'Artigianato della piccola e media impresa di Galatina, e molti altri cittadini liberi e pensanti) sono liete di organizzare un momento di festa semplice e genuina nelle immediate adiacenze dello storico sito, meglio noto ai nohani come "la campagna sotta a S. Antoniu".
 
Siete tutti invitati a questa bella manifestazione di fraternità, che si concluderà con lo scoppio dei fuochi pirotecnici.
 
Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza alla  fidas, la benemerita associazione dei donatori di sangue di Noha. 
 
La fidas - Noha ha sostenuto, di recente, oneri straordinari per il rinnovo e la ri-messa a norma della Casa del Donatore di via Calvario, ottenendo, tra le poche sezioni di Puglia, la piena autorizzazione ministeriale allo svolgimento della sua attività.
 
E questo è motivo di orgoglio e vanto per tutti noi.
 
*  *  *
 
Buona festa del santo taumaturgo, e buon onomastico ai numerosi Antonio di Noha e dintorni.
 

Le Associazioni Organizzatrici

 

Noha, 13 giugno 1988: alcuni flash della benedizione della Cappella del Santo di Padova da parte dell'allora Vescovo di Nardò - Gallipoli, mons. Aldo Garzia (1927 - 1994)

 
Di Albino Campa (del 20/08/2010 @ 00:43:33, in Fidas, linkato 1253 volte)


DOMENICA 22 AGOSTO
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 0836.524092

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue



Visualizza fidas NOHA in una mappa di dimensioni maggiori

 
Di Redazione (del 12/04/2013 @ 00:06:02, in Fidas, linkato 1343 volte)

Alcuni momenti della mattinata di sabato 6 Aprile trascorsa a Noha dagli amici Vicentini in occasione del gemellaggio della fidas Lecce e fidas Vicenza.

 
Di Albino Campa (del 15/02/2008 @ 00:00:00, in PhotoGallery, linkato 1536 volte)
Inserite nuove Photogallery:
  1. La nuova sede della fidas
  2. Tutte le strade portano a Noha
  3. Il Maniscalco
Sono benvenuti, come sempre, i commenti e le considerazioni degli amici internauti.
 
Di Albino Campa (del 06/01/2010 @ 00:00:00, in Eventi, linkato 1531 volte)

Sabato 9 gennaio, l’Associazione fidas di Noha, organizza la:

Festa del donatore e di ringraziamento

Programma della serata:

  • ore 18.00 Santa Messa celebrata da Don Francesco Coluccia presso la chiesa Madonna delle Grazie.
  • ore 19.30 Presso il Salone Oratorio Madonna delle Grazie, il saluto di ringraziamento e premiazione dei Soci che hanno raggiunto le 7-15-30-50 donazioni.
  • ore 20.00 Esilerante spettacolo di cabaret di Andrea Baccassino con “Gioventù Bruscata”
  • ore 21.00 Consegna dei premi lotteria ai vincitori del Concorso “Tutti per fidas - fidas per tutti”.
  • ore 21.30 Seconda parte dello spettacolo di cabaret di Andrea Baccassino con “Gioventù Bruscata”

L’ingresso alla manifestazione è libero.

Festa del donatore e di ringraziamento

 
Di Albino Campa (del 28/09/2010 @ 00:00:00, in Fidas, linkato 1339 volte)


DOMENICA 3 OTTOBRE
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 0836.524092

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue



Visualizza fidas NOHA in una mappa di dimensioni maggiori

 
Di Albino Campa (del 25/03/2011 @ 00:00:00, in Fidas, linkato 1387 volte)
DOMENICA 27 Marzo 2011
dalle ore 8,15 alle 11,30

VIENI ANCHE TU ad NOHA
nella sede della fidas in via Calvario n°15
Tel. 0836.524092

Regalati la Gioia di una Donazione di Sangue




 

Lu Santu Lazzaru. 07.04.2014 ...

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