Di Redazione (del 12/07/2019 @ 22:58:20, in Necrologi, linkato 1520 volte)

Si fatica a scrivere di certe dipartite: si ha il timore di essere risucchiati dal gergo dell'emozione o dell'affettività, la cosiddetta Maniera, parole già dette e usurate dalla costante, infinita ripetizione. Ma è giusto farlo. Perché mette a nudo la fragilità di ciò che siamo, e svela al contempo quella cosa nascosta chiamata anima.

Non avremmo mai voluto sentire il suono della campana della chiesa madre di Noha, quei rintocchi che questo pomeriggio ci dicevano di Lillino Costa, del fatto che se ne fosse andato troppo presto mentre tutti pensavamo che sì, ce l'avrebbe fatta, e che no, non poteva finire così. 

Poche cose rivelano la nostra umanità e saldano i legami comunitari. La storia di Lillino è una di queste, è occasione per ricordare a tutti che certe malattie hanno la chemio come medicina, ma si curano e si debellano con la consapevolezza e la lotta dell'intera comunità.

Forza Maria Rosaria, Federica e Giorgia. Forza nunna Giovanna. Forza a tutti gli altri parenti. E forza, infine, amici del circolo Tre torri, e Nohani tutti. 

La redazione di Noha.it

 
Di Redazione (del 07/07/2019 @ 23:58:07, in Necrologi, linkato 1097 volte)

Ci sono persone che non ti par vero che non ci siano più. Una di queste è Mimino nostro, stroncato questa mattina da un malore mentre, come al solito, si recava in chiesa per la messa domenicale mattutina. 

Aveva 79 anni, una vita da operaio, calzolaio il suo mestiere prima dell’“impiego in Fiat”.

Gioviale, simpatico, battuta pronta, occhi e bocca sempre atteggiati al sorriso (non c’è niente da fare: il volto è lo specchio di quel che effettivamente uno è o ha dentro).
Gli piaceva l’agorà, la piazza degli amici, la partecipazione ai comitati delle feste, il presepe vivente di Noha nel quale ricopriva il ruolo del ciabattino, pronto con i suoi attrezzi a insegnare ai pastorelli il mestiere saggio e sobrio di risuolare, e più volte, le scarpe.

Le sere d’estate noi continueremo a vederlo sull’uscio di casa con la sua Ada a raccontarsi le cose.

*

Forza Lory, tuo papà Mimino non può essere andato così lontano da lasciarti sola.
Condoglianze alla famiglia Calò, al genero e a tutti gli amici, e sono tanti, di piazza San Michele.

La redazione di Noha.it
 

 
Di Redazione (del 07/07/2019 @ 00:13:34, in Necrologi, linkato 590 volte)

Non puoi non commuoverti al pensiero che la comare Assuntina Tundo abbia seguito il suo (e nostro) povero mesciu Uccio D'Acquarica a meno di quattro mesi dalla sua dipartita. Si dice che certi matrimoni durino finché morte "non li separi": invece no, certi amori trascendono anche l'ultima apparente barriera.

Siamo vicini con affetto ai figli Maria Grazia e Vito, ai nipoti, agli altri famigliari e agli amici delle famiglie Tundo e D'Acquarica

La Redazione di Noha.it

 
Di Michele Scalese (del 28/06/2019 @ 22:59:30, in Necrologi, linkato 641 volte)

A tutta la comunità di Noha, a chi si è fatto prossimo in questi giorni di dolore per la perdita della mia cara nonna Saia, il grazie più sentito da parte mia e della mia famiglia! Mentre vi chiedo una preghiera, vi abbraccio!

Michele Scalese

 
Di Redazione (del 27/06/2019 @ 23:03:59, in Necrologi, linkato 859 volte)

Condoglianze alla famiglia Gugliersi, ai congiunti, gli amici e a tutti i nohani.

La redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Di Redazione (del 22/04/2019 @ 22:25:54, in Necrologi, linkato 3579 volte)

No, non ti pare vero. Soltanto qualche giorno fa, l’avevi vista con il suo carrellino da Gerardino, il supermercato (a Noha molti negozi li riconosci dal nome del titolare), e poi da Claudio di Gilberto, e ovviamente a Messa. Oggi invece la Mimina non c’è più. Ha aspettato che finisse la Pasqua di tutti per poter poi celebrare la sua particolare.

A volte non si immagina la forza dirompente delle persone, pur umili, che vivono intorno a noi. Mimina era una di queste, semplice sì, ma rivoluzionaria. Figlia di un fornaio (dovevi vedere l’altr’anno come faceva il pane al presepe vivente: questione di Dna), Mimina fu la prima parrucchiera per signora di Noha, piccolo paesino rurale del Salento.

 
Di Redazione (del 17/04/2019 @ 18:56:48, in Necrologi, linkato 1920 volte)

Condoglianze da parte della redazione ai familiari, agli amici e alla comunità tutta di Noha.

La Redazione Noha.it
 
Di Redazione (del 13/03/2019 @ 07:22:57, in Necrologi, linkato 1177 volte)

Mesciu Ucciu per il secolo. Mastro costruttore, anche lui figlio della stirpe degli “Zzocatori" di NOHA. Maestri dello "zocco". Una via di mezzo, la professione dello "zzoccatore", fra lo scalpellino e il cavamonti. Specialista in tecniche di costruzione molto affini all'arte, dove lo standard non era mai ripetitivo ma unico nella sua bellezza, poco a che fare con il moderno copia incolla. Attento descrittore di dettagli architettonici, amava perdersi tra le diverse tipologie di “mpise” e profili asimmetrici, come quello della cupola della nostra Chiesa Matrice. Cose d’altri tempi e ben per questo preziose. Un tipo, Mesciu Ucciu, molto distinto anche quando, diciamo così, indossava abiti da lavoro. Loquace, sempre pronto al saluto corredato da una battuta scherzosa. Ci sono persone che, con il loro modo di vivere, animano alcuni tratti del paese, o alcune vie, per cui diventano automaticamente la vita pulsante dell'abitato che altrimenti sarebbe deserto. Ecco, Mesciu Ucciu lo ricorderemo così e lo vedremo sempre attivo mentre manovra davanti al garage di casa sua, o come accadeva in questi ultimi tempi, in giro con la sua bicicletta, lieto di aver lasciato le altre due ruote a casa. Cosi amava dire scherzando.

 
Di Redazione (del 03/02/2019 @ 15:45:19, in Necrologi, linkato 1210 volte)

E così se n'è andata anche la Michelina nostra.

Chi non la ricorda tutto il giorno dietro la finestra, alla luce del sole (si sta nella luce per fare bellezza), nella sua casa di fronte alla Trozza di Noha, con il capo chino sul telaio - il cerchietto in legno - con ago e filo tra le mani intenta a ricamare tessuti. Era il suo modo per imbastire i sogni sulla tela bianca, far fiorire lenzuola, merlare asciugamani, impreziosire tovaglie con l'arte appresa sin da bambina.

Un tempo, quando i corredi non erano snobbati, anzi costituivano "la dote" imprescindibile in ogni matrimonio, lavorata anche di notte per riuscire a finire il lavoro in tempo utile. Anche l'orlo del camice liturgico del parroco è stato intagliato dalle sue mani preziose, e la tovaglia dell'altare maggiore, e pure quella con il disegno di San Michele Arcangelo, patrono di Noha. Voleva sempre fare bella figura, la Michelina nostra, e ci riusciva, a costo di consumarsi gli occhi in cerca della perfezione.

Un tempo, quando nella processione del Corpus Domini in ogni strada di Noha veniva allestito l'altarino, le sorelle Tundo facevano a gara perché il loro fosse il più sontuoso, con quel trionfo multicolore di coperte, centrini, tendaggi e tappeti, molti frutto dell'abilità particolare delle loro mani esperte di intaglio, tombolo, filet, punto a giorno, chiacchierino...

Michelina ha sempre lavorato con grande concentrazione, onde evitare errori e sprechi, anche quando insieme alla sorella Giovanna, nella propria casa, gestiva la bottega di generi alimentari - un negozietto di cose buone ed essenziali come si usava una volta, prima dell'avvento degli ipermercati pieni di tutto, anche di quello che non serve.    

 

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