Di Antonio Mellone (del 16/06/2024 @ 16:19:20, in NohaBlog, linkato 914 volte)

Non ricordo più in che occasione, parafrasando il celebre motto arguto barese, abbia detto o scritto che se Parigi avesse le Casiceddhre sarebbe una piccola Noha. Poteva apparire come una delle mie proverbiali iperboli, invece m’accorgo di come (molto più di quanto non si pensi - satira caustica inclusa) io sia moderato nei termini.

Eh sì, a reggere le sorti dell’economia del mio paesello – oltre a recuperarne l’immagine messa a repentaglio da maldestri epigoni della politica locale, per fortuna definitivamente cancellati con un tratto di matita, anzi di penna blu e rossa - sono tuttora gli artigiani, i micro-commercianti e i piccoli esercenti, sicché accanto ai coiffeur e alle estetiste, al restaurant, al forno/boulangerie e alle patisserie, ai magazzini agricoli e al fioraio, alla pescheria gourmet e all’hôtel de luxe, al mulin (che stavolta non è rouge, e per fortuna nemmeno bianco) e alle gastronomie (si scrive uguale in francese), e a numerosi altri operatori che non posso qui elencare per questioni di spazio, ma prima o poi arriverà pure il loro turno, s’annovera finalmente anche l’atelier Euphoria (con l’h di Noha), una bella profumeria che non ha nulla da invidiare alle migliori boutique della Ville Lumière.

L’“euforica idea” venne un paio di lustri fa alla Jennifer Misciali, una giovane mamma acqua e sapone, grazia e sorriso naturali, scuola d’arte e di vita, e fu così lungimirante che la bottega che ne scaturì non solo si è irrobustita nel corso del suo decennio di attività festeggiato di recente ma, presentandosene l’occasione, ha anche raddoppiato o forse triplicato i suoi spazi traslocando dalla vecchia sede di via Aradeo 31 alla nuova di via Donatello 19, decisamente più ampia, confortevole, luminosa, dotata di camerini di prova, due grandi vetrine, e un comodo parcheggio.

 
Di Redazione (del 11/06/2024 @ 08:13:52, in NohaBlog, linkato 184 volte)
Liste Sezione 17  Sezione 18 Sezione 26 Sezione 28 Totali Lista %
PARTITO DEMOCRATICO 77 100 105 78 360 35,79
FRATELLI D'ITALIA 36 66 66 67 225 23,36
LEGA SALVINI PREMIER 48 32 51 34 165 16,40
MOVIMENTO 5 STELLE 36 25 20 24 105 10,44
FORZA ITALIA - NOI MODERATI - PPE 13 18 11 13 55 5,47
ALLEANZA VERDI E SINISTRA 5 10 8 8 31 3,08
PACE TERRA DIGNITA' 2 8 3 8 21 2,09
STATI UNITI D'EUROPA 3 2 8 3 16 1,59
AZIONE - SIAMO EUROPEI 1 5 1 3 10 0,99
PARTITO ANIMALISTA - ITALEXIT PER L'ITALIA 1 0 1 1 3 0,30
LIBERTA' 0 3 0 0 3 0,30
ALTERNATIVA POPOLARE 0 1 0 1 2 0,20
TOTALE VOTANTI SEZIONI 222 270 274 240 1006  

Risultati completi sul sito del Comune di Galatina

 
Di Antonio Mellone (del 02/06/2024 @ 17:13:03, in NohaBlog, linkato 734 volte)

Gli umarèll di Noha sono in agitazione. Per chi non conoscesse il significato di codesto neologismo molto diffuso in quel di Milano, diciamo che - come riportato dalla Treccani - il lemma sta in genere a indicare il pensionato che s’aggira presso i cantieri intento a controllarne i lavori in corso, elargire consigli non richiesti, e criticare lo stato dell’arte.

Insomma il povero umarèll de nohantri s’era illuso di poter svolgere il suo “mestiere” in santa pace al primo rapidissimo esame di un cartello in rame affisso con quattro centroni direttamente sul prospetto della torre del locale Big Ben: avviso attestante solennemente, in ordine sparso, messa in sicurezza, risanamento, ripristino e dunque ritorno all’antico splendore di struttura, facciata, cupola, sculture in petra aurea, campane e martelli, illuminazione, marchingegno, lancette e quadrante dell’orologio, serramenti, e infine sale e balconi posti al primo piano dell’ottocentesco monumento.

Pazienza se nel suddetto manifesto, come invece molto probabilmente indicato dalla legge, non v’è riportata alcuna indicazione dell’importo dei lavori (tanto si tratta di soldi della collettività, e chi se ne frega), ma per fortuna, per la prima volta nella storia degli appalti pubblici, troviamo l’indicazione di una loro durata a piacere, un arco temporale elastico, un decorso malleabile, senza una data d’inizio o una terminale: in sostanza un lasso temporale “flessibile e inclusivo” (tanto per essere alla moda anche dal punto di vista semantico): dico 150 giorni in tutto, che, volendo, potremmo pure conteggiare a salti. Tanto l’orologio della torre è fermo, figurarsi il calendario e l’elettroencefalogramma di pollowers in estasi e di certa “stampa” quotidiana (un tempo senza virgolette e con la vocazione del cane da guardia).

 

Intanto l’umarèll di turno, gironzolando con le mani dietro alla schiena nella pubblica agorà come manco il sovrintendente alle belle arti, all’inizio credeva di aver trovato finalmente un po’ di pane per la sua dentiera, se non altro per sbarcare l’incipiente stagione primavera-estate, anzi tutto il lunario; invece, spaesato nel suo stesso paese, ha dovuto constatare sconsolato che sopra, sotto, dietro e intorno alla grande impalcatura presa a noleggio dalla ditta Giorgio Manco (quel Manco sarà forse voce del verbo?), per interi giorni, settimane e ormai anche mesi non s’è vista anima viva, e dunque non riusciva a comprendere come esattamente tutti quegli impegni potessero essere assolti nel breve volgere del promesso pentamestre.

È che gli umarèll di queste contrade sono anacronistici, antidiluviani proprio, non hanno ancora capito che quello non è assolutamente un cantiere fantasma, ma il frutto della più moderna tecnologia. Infatti oggi abbiamo intelligenza artificiale e algoritmi a gogò in grado di fare miracoli, onde gli ingegneri lavorano in Dad, gli operai sono tutti in smart working con martello e scalpello virtuali, il kit delle altre attrezzature è solo on-line (in pratica kit è mort), certe operazioni delicate si realizzano in telechirurgia, i pagamenti avvengono tramite l’home-banking, quando non direttamente in cripto-valute, ergo lo stato avanzamento dell’opera si compirà con la sola forza del pensiero, e questo a prescindere dagli assessori ai lavori pubici che, mutatis mutandis, pare si cambino appunto come le mutande.

Ma tranquilli tutti quanti, umarell e resto del mondo: il virgineo sindaco - quello dei superlativi assoluti [nei suoi discorsi non trovi aggettivi di grado positivo, ma soltanto epiteti con desinenza in –issimo, ndr.]), maestro di slogan galvanizzanti folle fiduciose e plaudenti, non vede l’ora di tagliare il nastro inaugurale della restaurazione, pardon del restauro, con tanto di fascia tricolore a tracolla; e questo avverrà quando meno ve lo aspettate e alla faccia vostra, quattro oppositori disobbedienti, dubbiosi, critici, e pure un tantino beffardi che non siete altro.

Non solo. Reduce dal recente successo registrato con la performance sul puteale della Trozza (gridolini di piacere dei supposters nel vederlo colà spaparanzato in tutto il suo splendore), con un salto da fare invidia a Spiderman s’inerpicherà fin sulla cima del vecchio campanile civico nohano, dimostrando a tutti, vivaddio, quanto egli sia aitante, atletico, pronto a scalare vette fisiche e metafisiche mai immaginate prima d’ora lungo tutto l’orbe terracqueo.

Non per nulla qui abbiamo campioni assoluti di alpinismo. Sugli specchi.

Antonio Mellone

 
Di Antonio Mellone (del 19/05/2024 @ 15:57:07, in NohaBlog, linkato 316 volte)

Non ricordo più chi m’avesse segnalato quanto la poltrona di Sindaco del comune di Galatina fosse scomoda. Ma nella mia ingenuità avevo inteso il concetto in senso più letterario che letterale, insomma un’iperbole per indicare le difficoltà nell’amministrare la cosa pubblica.

Come al solito mi sbagliavo di grosso: governare la città è evidentemente un gioco da ragazzi (pare sia sufficiente una certa dimestichezza con la chiacchiera altrimenti detta marketing); però è assolutamente vero che il sedile di palazzo Orsini è talmente poco o punto confortevole, anzi molesto proprio, che al confronto il letto di Procuste sarebbe un divano della Chateux d’Ax.

Dunque il nostro city manager nelle vesti di primo cittadino non s’è mica esibito nel salto con giravolta per assidersi sul puteale della Trozza di Noha come un bullo qualsiasi senza alcun motivo, né per fare lo splendido nei confronti delle gggiovani generazioni, e nemmeno per arruffianarsi gli insegnanti colà convenuti nel meritorio tour “Conosco il mio paese” organizzato dalle scuole cittadine e dall’associazione Furia Nohana, bensì per far ritrovare un poco di raggettu alle così tanto bistrattate terga sindacali, realizzando così su due piedi, anzi su due chiappe, la transizione archeologica: vale a dire la promozione sul campo di uno dei nostri monumenti più significativi allo status di chaise longue.

Inutilmente la brava alunna incaricata di far da Cicerone agli astanti provava a spiegare a tutti - poveretto assiso in trono incluso - la particolarità di quel bene culturale, e quanto quell’improvvisata poltrona municipale, al di là dei miraggi contingenti, non potesse essere assimilata a una panchina dei giardini pubblici, e men che meno retrocessa a semplice ghiera di un qualsiasi pozzo in pietra leccese, ma fosse invece un simbolo, un segno, un pezzo di storia patria, un emblema dell’identità locale: e non sono affatto importanti pregio, rarità o originalità di questo o quel reperto per decretarne tutela e rispetto, quanto la memoria collettiva, e soprattutto la relazione spirituale e culturale che lo lega alla vita del paese.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 15/05/2024 @ 17:06:34, in NohaBlog, linkato 311 volte)

Il 23 aprile scorso, presso Levera a Noha, si è svolto il convegno riguardante la richiesta di messa in sicurezza delle Vore di Noha.

Come da programma, il confronto sullo stato di salute delle nostre “Danaidi”, tre delle cinquanta mitologiche portatrici di acqua, fuggite dall’Egitto e narrate da Eschilo, un poeta greco del 450 a.C., ha messo in evidenza la gravità della situazione.

In presenza dell’Assessore Carmine Perrone e del dr. Oronzo De Simone, funzionario di Arpa Puglia, ciò che ha detto il dr. Giovanni De Filippis (Presidente regionale della Società italiana di Sanità e Digitale) in merito alla nostra Vora di Costantinopoli, pesa come un macigno: “…quella vora è una bomba ecologica, bisogna bonificarla subito. Il percolato che rilascia negli anni è come un distillato che prolunga l’inquinamento della falda”.

In quanto a responsabilità, è seguita la raccomandazione del rappresentante di Arpa nei confronti del nostro Assessore, a eseguire con urgenza la bonifica, semplicemente avviando un progetto di riqualificazione con fondi delle Regione Puglia. Noi volontari delle associazioni, insieme agli speleologi, abbiamo provato a rimuovere i rifiuti accatastati in quegli anfratti da decenni, ma per quei materiali pressati e pesanti sono necessari bracci meccanici di potenti escavatori. Il dubbio maggiore però è sapere cosa è stato tombato in quella vora e la sua pericolosità per la salute.

Abbiamo chiesto più volte all'Amministrazione Comunale di voler programmare la bonifica di quella voragine, ma finora nulla, se non la solita compassionevole promessa di interessamento (come se il problema fosse di un’associazione o di un comitato).

Amministrazioni che vanno e Amministrazioni vengono, ma la vora è sempre ricolma di rifiuti. Se la bellezza a cui mirano gli amministratori è lo scenario che vediamo in superficie, fra cementificazione selvaggia e tagli indiscriminati di alberi, il tutto contro natura, immaginarsi quanto possano interessare le matrici che non si vedono: sottosuolo e acqua di falda.

Per non parlare poi dell'aria.

 
Di Antonio Mellone (del 01/05/2024 @ 18:16:55, in NohaBlog, linkato 1135 volte)

Non vorrei fare il solito guastafeste, ma francamente una delle ultime genialate intra moenia comunali, vale a dire l’n-esima telecamera grandangolare puntata questa volta sul puteale della Trozza di Noha, m’ha lasciato da un lato ammirato per il tempismo con il quale l’amministrazione verginale è intervenuta, e dall’altro perplesso (ma ormai non più di tanto) in merito alle soluzioni diciamo andanti a problemi un pelino più complessi.

Provo a spiegarmi meglio. Il 18 febbraio scorso pubblicavamo su queste pagine, con tanto di battutona sarcastica (“Open bar aperto”), le immagini della Trozza guarnita  con alcuni rifiuti decisamente esiziali per un luogo così delicato, tipo bottiglie probabilmente di prosecco (quasi vuote), bicchieri di plastica usati, tovaglioli di carta imbevuti di non so cosa, e un’abbondante spolverata di mozziconi di sigaretta; il tutto con una concentrazione tale da fare invidia, si parva licet componere magnis e con rispetto parlando, a un’arena post-concerto dei Negramaro. Insomma i casi umani di turno (presenti a Noha come del resto a Milano o a New York), chissà da chi ispirati, avranno pensato ancora una volta di dare il meglio di sé nei paraggi di quel monumento, evidenziando in tal modo una calotta cranica decisamente sproporzionata, nel senso di esagerata, rispetto al suo microscopico (eventuale) contenuto.

Al comprensibile stracciamento delle vesti dei novelli Caifa, a distanza di poche ore è seguito uno svelto comunicato stampa da parte del consigliere comunale con delega alla frazione di Noha Pierluigi Mandorino, grazie al quale tutti venivamo rassicurati circa il pronto intervento da parte delle istituzioni volto non solo a ripristinare il cosiddetto decoro dei luoghi, ma anche, signore e signori, a installare la suddetta telecamera con vista. Il che invero è avvenuto nell’arco di non più di un paio di settimane dal proclama; sicché il 5 marzo 2024, senza tagli di nastro o discorsi commemorativi in memoria del defunto buon senso (ma giusto qualche post in favore di pollowers), avevamo già la nostra bella cinepresa con mirino orientato su Piazza XXIV Maggio, pronta a inviare immagini di buoni e cattivi al comando della Polizia Locale: la quale, endemicamente sotto organico, avrà incaricato il suo ultimo (superstite) vigile urbano in smart working a fissare un monitor manco fosse il VAR nella speranza di beccare con le mani nel sacco il balordo di corvée, e dunque spedire al suo indirizzo una bella lettera con busta e cartolina verdi.

Premesso che ho stima di Pierluigi, ragazzo garbato, serio e a modo, parla e scrive correttamente [nulla a che vedere con qualche suo tristemente famoso predecessore – parce sepulto - che stava alla politica, alla grammatica della lingua italiana e al diritto come Erode agli innocenti, ndr.], oltretutto sempre presente e disponibile all’ascolto, stavolta non son per niente d’accordo con lui in merito alla “risoluzione” del problema, e men che meno con i supporters in visibilio e con l’Istituto Luce di complemento (dico una fetta considerevole della stampa locale) regolarmente in sollucchero per qualunque forma di palliativo scambiato per terapia eziologica.

Di questo passo non ci sarà più un centimetro quadrato di Noha (ma anche Galatina, Collemeto e dintorni) al di fuori dei radar del controllo autoritario, sicché questi luoghi benedetti saranno declassati al rango di un Panopticon: vale a dire il carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham, nel quale viene previsto un unico sorvegliante quale osservatore (opticon) di tutti (pan) i presenti nell’istituto penitenziario, e senza che questi ultimi se ne accorgano.

 
Di Antonio Mellone (del 09/04/2024 @ 08:41:11, in NohaBlog, linkato 459 volte)

Il sito Noha.it e la pagina face-book Nohaweb hanno rischiato di essere chiusi, bloccati, censurati, bannati, e chissà se non anche inquisiti.

Ma non per via di qualche mio articolo muriatico, agente eziologico di urticaria pigmentosa ai danni di qualche mezza tacca della politica locale con il vizio dello stalkeraggio giudiziario (e l’hobby di collezionare cause perse); oppure per l’uso su queste pagine di termini o locuzioni sconvenienti, della serie Cessate il Fuoco, Genocidio, Costituzione Repubblicana, Basta Crimini di Guerra, No agli Armamenti, e Stop ai Terrorismi di Stato (vale a dire eserciti che non combattono contro altri eserciti ma contro popolazioni inermi e affamate, nel silenzio assenso delle meglio “democrazie” occidentali come la nostra); e nemmeno perché abbiamo osato proferire il nome di Julian Assange così inviso al “giornalismo” con le virgolette obbligatorie; bensì, udite udite, per via della pubblicazione di alcune immagini dei tradizionali sepolcri del nostro paese nel corso della trascorsa settimana santa, e per la diffusione di alcune fotografie della pasquetta nohana che includono la storica sfilata dei cavalli e perfino la presa della cuccagna da parte di una squadra di atleti.

Nel postare le icone dei misteri, tipo quello dell’Addolorata dal cuore trafitto o quella del Cristo Morto nel suo feretro, o le sequenze di cavalli e cavalieri a zonzo per la cittadina, e giacché pure le foto degli arrampicatori sul palo (mica quelle oscene degli arrampicatori sociali) si sono aperte le cateratte dell’etere, o meglio chiuse, con lo sbarramento di ogni possibilità di divulgazione social da parte dell’arcigno algoritmo che ha sputato la sua inappellabile sentenza: “La nostra tecnologia ha mostrato che questo post è simile ad altri che violano i nostri Standard della community in materia di contenuti forti e violenti. Non consentiamo alle persone di condividere contenuti che mostrano violenza esplicita”. Aggiunge però che potremmo “impugnare la decisione nei tribunali del [nostro] paese”: sì, come no.

Mo’ vai a spiegare che il Cristo e la Madonna non sarebbero maestri così cattivi, che da secoli i cavalli trainano carri e carrozze, e vengono addirittura cavalcati, che il  palo della cuccagna non è quello della Lap Dance e che per raggiungere la sua cima tutto si fa men che esibirsi in scene da Youporn.

 
Di Redazione (del 28/03/2024 @ 23:50:55, in NohaBlog, linkato 1070 volte)
Chiesa Madre di San Michele Arcangelo.
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Chiesa della Madonna delle Grazie.
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Cappella Madonna del Buon Consiglio.
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Chiesetta Madonna di Costantinopoli.
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Sepolcri 28.03.2024 
 

Calvario

Sepolcri 28.03.2024Sepolcri 28.03.2024
 

A volte è necessaria una pausa riflessiva, diciamo giusto per riprendere fiato. Anche questa è resilienza.

Michele D'acquarica ci mostra la sua tenacia in momenti durissimi della vita del secolo scorso.

Ci insegna a tenere dritto il timone sulla rotta di bellezza, lo fa con la sua arte.

Sarà poco incisivo nel nostro quotidiano, ma una cosa è certa, per scoprire profondi significati dall'arte e dalla poesia, come dice Galimberti, occorre un po' di follia, essa è più forte della ragione.

Marcello D'acquarica

 

Canto notturno di un pastore ...

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