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MC Galatina & MC Noha
Di Marcello D'Acquarica (del 21/06/2026 @ 08:10:42, in NohaBlog, linkato 117 volte)

Oggi a Noha è comparso un nuovo manifesto. Formato gigante. Non una parola, nemmeno infinitesimale al bordo estremo, niente, solo immagini che ti impongono di “pensare”. Difatti un linguaggio per cui non occorre saper leggere, si direbbe consono all’analfabetismo di ritorno. Lo stesso di cui ci nutriamo "bevendoci" sonoramente ogni cavolata che vola in etere. L’asino che vola. Immagini che invitano, urlano, invogliano, attraggono gli ultimi quattro neuroni bruciacchiati da maldestri divulgatori di falsità.

Di fronte al mega manifesto, sotto il muro tangente l’antico  stabilimento Brandy Galluccio, archeologia industriale di Noha, in un gruppo di sepolture semi nascoste tra le fondamenta rocciose, le tombe messapiche di Noha,  abitanti di ben oltre due millenni, altrettanti testimoni senza voce, restano muti, diremmo allibiti, davanti a cotanto genio predatorio che ci vuole famelici e nel contempo fieri del nostro status disumano, affogati nel becero mondo di menti non pensanti, mentre tutt'intorno vogliamo illuderci che in fondo aleggia il bene, un bene che però chiude gli occhi davanti alle stragi di innocenti e al depauperamento della vita. Ci stiamo abituando alla sofferenza, perfino al peggio che può riguardare i nostri stessi figli.

È la comunicazione che evolve, si va avanti a testa bassa, ma si torna indietro di migliaia di anni, quando necessariamente antiche civiltà incidevano o affrescavano le pareti delle loro caverne o delle più nobili piramidi con immagini e graffiti che sono arrivati fino a noi, giusto per farci riflettere sulle nostre origini, ed il bagaglio culturale su cui si è costruito questo straordinario presente. Solo il presente.

In fondo, neanche Nostradamus lo avrebbe potuto immaginare così. A stelle e strisce, in una unica banderuola (o casseruola). Un mondo che non custodisce ma occupa, abusivamente, terra mare e cuore, che uccide la nostra identità (direi con discreto successo) non solo a suon di bombe, portatrici di democrazia s’intende, e di “Rearm”, ma anche in maniera più subliminale con il cibo (spesso spazzatura), uguale ovunque, e appunto con i “consigli per gli acquisti” dei guru del marketing. Marchiati, come l’identità appunto. Buttando a mare le nostre genuine stagioni.

Mentre il Salento brucia ogni giorno di più, appaiono qua e là in mezzo a piccoli fazzoletti gialli come il sole, fantasmi di un passato recentissimo, ancora in giro per le nostre martoriate campagne, sparute quanto coraggiose mietitrebbie ed insieme il profumo del grano nuovo, il nostro antico grano, ultimi partigiani di questo assurdo mondo che incita all’odio.

Intanto, le bellicose SS, “Stelle Striscianti” mietono e divorano centinaia e centinaia di terre fertili con mega impianti di pannelli, fotovoltaici e agrivoltaici, al posto del pane compreremo a acaro prezzo energia green, e non per ultimi, i biolaghi e pseudo parchi peri urbani, chimere di un ambiguo benessere “sensoriale”, si usa dire così anche qui a Galatina.

E pensare che l'invasione "Usa" e getta è stato il sogno del nostro primo cittadino. 

E a volte i sogni, purtroppo, diventano realtà.

Marcello D’Acquarica