AMBIENTE, M5S: FARE CHIAREZZA SU CEMENTIFICIO COLACEM, COMMISSIONE PARLAMENTARE INDAGHI SU RISCHI SANITARI E AMBIENTALI
Abbiamo chiesto al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, Jacopo Morrone, di valutare l’apertura di uno specifico filone d’inchiesta sulle procedure autorizzative ambientali relative all’utilizzo di rifiuti industriali nei cementifici, con particolare attenzione allo stabilimento Colacem di Galatina, in provincia di Lecce”. Lo dichiarano in una nota i deputati M5S Carla Giuliano, componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, e Leonardo Donno, coordinatore regionale Puglia, annunciando l’iniziativa assunta a seguito delle criticità emerse dal dossier ‘Impiego di rifiuti e materiali derivati nella produzione del cemento: criticità ambientali, regolamentari e sanitarie’, predisposto da comitati civici e associazioni impegnati nella tutela dell’ambiente e della salute. “Dalla documentazione trasmessa alla Commissione - continuano i parlamentari - emergono questioni estremamente delicate che meritano un approfondimento rigoroso, soprattutto per quanto riguarda il rilascio e il rinnovo delle Autorizzazioni integrate ambientali, i controlli sulle emissioni, la tracciabilità dei rifiuti industriali impiegati nei processi produttivi e le possibili ricadute sulla salute dei cittadini. Particolarmente preoccupanti sono le criticità richiamate nel dossier in relazione alle valutazioni sanitarie e ambientali dello stabilimento di Galatina, anche con riferimento ai rischi associati all’esposizione ad arsenico e cromo esavalente. Si tratta di elementi che non possono essere sottovalutati e sui quali le istituzioni hanno il dovere di fare piena luce. Un ulteriore aspetto da approfondire riguarda il quantitativo di rifiuti autorizzato, che, secondo il dossier, raggiunge complessivamente 408.800 tonnellate annue. Occorre verificare la provenienza di questi materiali, la loro classificazione, la tracciabilità e l’adeguatezza dei controlli effettuati dalle autorità competenti. Per tutti questi motivi - dando seguito anche alla richiesta del presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, che ha trasmesso alla Commissione parlamentare d’inchiesta un dossier elaborato dai comitati civici insieme ai Comuni di Melpignano e Monselice - abbiamo chiesto che la Commissione valuti l’acquisizione dell’intera documentazione amministrativa e tecnica, lo svolgimento di audizioni con la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, Arpa, Asl, le amministrazioni comunali, i comitati e i rappresentanti della società, nonché la possibilità di effettuare una missione istituzionale nel territorio salentino. La tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente deve prevalere su qualsiasi altra considerazione. Non possiamo consentire che permangano dubbi sull’efficacia delle procedure autorizzative e dei sistemi di controllo in attività industriali potenzialmente impattanti sui territori. La richiesta di aprire un filone d’inchiesta non intende anticipare giudizi o attribuire responsabilità, ma garantire trasparenza, approfondire le criticità segnalate e verificare il pieno rispetto della normativa ambientale. Il Salento e i suoi cittadini hanno diritto a risposte chiare. La salute pubblica non può essere subordinata agli interessi economici e la salvaguardia dell’ambiente deve rappresentare una priorità assoluta dell’azione delle istituzioni. Continueremo a seguire con la massima attenzione questa vicenda, affinché vengano svolti tutti gli approfondimenti necessari e sia garantita la piena tutela delle comunità interessate.
Carla Giuliano
componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Leonardo Donno
coordinatore regionale Puglia
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