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GIRA VOCE CHEů
Di Fabrizio Vincenti (del 17/11/2015 @ 21:50:49, in Comunicato Stampa, linkato 2282 volte)

Sono lontanissimo da Noha, eppure so che a Noha gira voce che… Anzi, girano molte voci, anche se non posso scrivere nulla a riguardo: mi beccherei, in men che non si dica, una querela. E allora qualcuno si starà già chiedendo. “dunque, cosa scrive a fare, questo?”. È vero, se non devo dir nulla, allora dovrei rinunciare a scrivere. Ma non posso, non posso proprio. Perciò, correndo il rischio di passare da ipocrita, dirò solo quel che posso. Da un po’ di tempo a questa parte si chiacchera nei confronti di qualcuno, lì a Noha, e ciò che si vocifera mi lascia sbalordito. Sia ben chiaro, ce ne vuole per scandalizzarmi! La questione sembra proprio essere sotto gli occhi di tutti; tutti ne parlano, a qualcuno scappa qualche sorrisetto, ai più seri compare in faccia una smorfia, qualcun altro tramuta la notizia in sarcasmo. Eppure, nonostante quella che a dir di qualcuno è la verità, è evidente che questa proprio non intende far sconti a nessuno, neppure a chi, per riguardo al ruolo che riveste, essa potrebbe aver un pizzico in più di clemenza, e il soggetto in questione potrebbe avvalersi del “segreto d’ufficio”. Ma dei segreti la verità se ne frega, li sbeffeggia da ogni direzione. E visto che non si può stare tranquilli da nessuna parte, neppure tra le mura di casa o tra le pareti di qualche altro edificio, si dovrebbe prendere una decisione. E due soltanto sono le possibilità. La prima potrebbe essere quella di far cessare le voci, se quest’ultime stanno mentendo. Il fatto è che le bugie potrebbero ferire qualcuno, e quella ferita potrebbe essere talmente grave tanto da risultare inguaribile per sempre. Non è etico danneggiare con la menzogna quello che riteniamo essere il nostro antagonista. La seconda possibilità potrebbe essere quella di dare più importanza a quelle voci, ma solo se corrispondono per intero a tutta la verità. Qualora ci fosse anche un piccolo dubbio a riguardo, infatti, si farebbe bene a soffocare ogni sorte di pettegolezzo. Ma se è la verità quella che corre sotto banco, allora chi ne ha assoluta consapevolezza delle cose che dice, dovrebbe portarle alla luce del sole. Sarebbe l’intera cittadinanza (io preferisco il termine ‘comunità’) a trarne beneficio.

Mi son dimenticato di fare una premessa. Tutti abbiamo qualcosa da nascondere del nostro passato o del nostro presente. Tutti proviamo imbarazzo per qualcosa che ci appartiene e di cui non possiamo liberarcene. Io sarei il primo della lista per la mole di questioni che mi riguardano e che vorrei non venissero mai a galla. E sono anche sicuro che non sono il solo ad auspicare discrezione per le cose che ci coinvolgono in prima persona. Perciò, dunque, inviterei coloro i quali inventano mondi paralleli a questo, a tacere, se ciò che dicono non corrisponde a verità. Ci sono altri modi per mettersi al centro dell’attenzione. Ma se qualora queste voci dicessero la verità, inviterei il soggetto interessato su cui si concentrano le indiscrezioni a porvi rimedio. C’è sempre tempo, infatti, per riparare il nostro “muro del pianto”, dando la possibilità a tutti quelli che hanno sempre creduto in noi, di ritornare ad accostarsi alle nostre pietre che a volte, a causa di intemperie, rovinano giù. D’altronde si sa che l’uomo, per sua natura, soccombe davanti a “cause di forza maggiore”. Siamo uomini, e basta questo per meritarci sempre un’altra chance.

Fabrizio Vincenti