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Rimpasticciotto
Di Antonio Mellone (del 25/01/2026 @ 14:04:10, in NohaBlog, linkato 136 volte)

Ho appreso dall’albo pretorio del comune di Galatina, vale a dire dai social, la notizia del rimpasto della giunta Spotify (leggi Spoti fai) meglio nota come Giunta Mc Donald’s, per via dei sogni bagnati di molti fra i suoi esponenti al solo pensiero dell’arrivo in città del noto colosso culinar-trumpiano contrassegnato dalla M giallo oro (ebbene sì, Galatina è stata conquistata dallo Zio Sam molto prima della Groenlandia e senza colpo ferire). Rimpasto, dicevo, che non fa altro che inverare la proprietà commutativa della moltiplicazione, ovverosia la regola fondamentale dell’algebra secondo cui cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Da Galatina.it apprendo con non poca trepidazione che, mentre un ex assessore si occuperà giustamente del gabinetto del sindaco, tal Diego Garzia fa incetta di un bel po’ di deleghe (quando si dice Garzia larghi) che vanno dai Servizi Sociali all’Ambito Territoriale Sociale di Zona, dalla Pubblica Istruzione alle Frazioni di Collemeto e Santa Barbara. Al contempo Lavori Pubblici, Patrimonio, Ambiente, Servizi Cimiteriali, Manutenzione di strade e (superstite) Verde Pubblico toccheranno al nostro Pierluigi Mandorino, ora non più delegato alla Frazione di Noha.

E qui sorge spontanea una domanda: “In tutto questo bailamme, Noha in che mani è andata o andrà a finire?”

Premetto che i miei rapporti politici con Mandorino non sono stati sempre idilliaci e non è la prima volta (purtroppo nemmeno l’ultima) che polemizzo con lui sui piccoli e apparentemente insignificanti temi (tipo i rintocchi della torre dell’orologio riservati, dopo il restauro all’apparato sonoro, soltanto alla campana delle ore e non anche a quella dei quarti come storia vorrebbe) ma di più su quelli ben più sostanziali, ecco diciamo più appassionanti, riguardanti non soltanto la visione di una città (o di un borgo come quello nohano) ma soprattutto il pensiero politico dal quale necessariamente scaturisce la prassi, cioè la sommatoria delle scelte concrete di un governo (mi riferisco per esempio al suo “Socialismo capitalistico”: in pratica un ossimoro nei confronti del quale ho sempre dichiarato la mia totale incompatibilità culturale, se non addirittura tutto il mio sconfortato ribrezzo: come puoi dirti socialista e sposare al contempo le categorie del neoliberismo o peggio ancora del leghismo destronzo rimane un mistero: e non sto parlando del ponte sullo Stretto o del ponte Picaleo, qui anzi si discetta di questioni, come dire, costituzionali).

Ma al di là di tutto questo devo aggiungere che Pierluigi è sempre stato un ragazzo garbato e a modo, sa presentarsi in pubblico, prendere la parola e dire cose addirittura sensate, scrive correttamente senza esibirsi in inenarrabili strafalcioni, non è punto una macchietta capace soltanto di menare il can per l’aia, non è affatto invadente, non credo abbia mai pubblicato grotteschi video preelettorali davanti a qualche cespuglio di erbe spontanee per denunciare la pubblica sciatteria degli altri, non fa comizi di livello tale da fare invidia a Cetto (o a Cetta) Laqualunque, non ostenterebbe lussi cafonal a dispetto di una eventuale modica quantità di reddito contenuta nelle sue dichiarazioni fiscali, non penso abbia mai portato la satira in tribunale vergando querele temerarie oltretutto sintatticamente esilaranti (evidentemente avrà qualche amico avvocato in grado di dargli buoni consigli, se non altro per risparmiargli roboanti sconfitte). Sempre presente, sa(peva) darti ascolto, e nei limiti delle sue possibilità cerca(va) di intervenire tempestivamente per provare a risolvere qualche problemino con prodotti “over the counter” - s’intende sempre di natura comunitaria.

Insomma Pierluigi Mandorino, nonostante tutto, non ci ha mai (o ancora) fatto vergognare di essere di Noha.

Sindaco, no eh, mi raccomando: non facciamo scherzi.

Sissignore, tranquillo, caffè offerto.

Antonio Mellone