mar152026

Ho chiesto a un po’ di persone di mia conoscenza cosa voteranno al referendum costituzionale. Ecco cosa mi hanno risposto.
Albino Campa (titolare di Nohaweb Sito): “No, nonostante i tuoi pezzi a tema su questo sito”. Francesco Scarcella (maestro di musica): “Do”. Monica D’Amico (artista e quindi attivista): “Te lo dico D’Amico: vota No”. Michele Scalese (segretario Pd nohano): “No, nonostante le Picierno”; Franco Mazzotta (maestro d’arte): “No, per la Pupa de Galatina”; Roberta Forte (avvocato): “Sono indecisa tra il No e il No”; Tommaso Moscara (sindacalista): “Ma che Sindacalista: di questi tempi chiamatemi Nondacalista”; Giovanni Leuzzi (professore e scrittore): “Sta giru pe’ le chiazze salentine: repùtu che vincerà il No”; Ritamaria Colazzo (prof di scuola media): “Ovvio che No. I miei alunni di seconda avrebbero saputo scriverla meglio”; Antonio Marra (cancelliere): “No, se non vogliamo cancellare la democrazia”; Paola Tripolino (La cassetta rossa centro antiviolenza): “No alla violenza di tre poli della magistratura: in pratica: Tri Poli No”; Stefania Tundo (amica dall’animo poetico): “Anche stavolta ti mando un No con il vento, e so che tu lo sentirai”; Valentina De Pascalis (maestra di danza): “Non voglio una giustizia ballerina: quindi No”; Anita Rossetti (sognatrice resistente): “Ora e sempre resistenza: No”; Lino Mariano (pensionato, attivista): “Hai presente le sillabe finali dei miei nome e cognome?”; Marcello D'Acquarica (ecologista): “No all’inceneritore della Costituzione”; Giuseppe Marco D'Acquarica (dipendente Acquedotto Pugliese): “Io non me la bevo: No, e condivido”; Un bel po’ di esponenti della maggioranza Vergine (all’unisono): “Votiamo sì perché questa riforma piaceva a due galantuomini come Gelli e Berlusconi, e perché così il governo potrà controllare la magistratura come durante il fascismo”; Loredana Tundo (commercialista, consigliera comunale d’opposizione): “Rimango coerente: No alla giunta Vergine”; Tonino Martinucci (pensionato): “None”; Rita Luceri (mia prof di francese): “Je vote Non au référendum”; Flora 2000 (fiorista e agenzia di pompe funebri): “Pe’ l’arma de li morti: No”; Fausto Romano (attore, regista e scrittore dalla schiena dritta): “Signornò”; Carlo Martignano (verde, ambientalista):
mar142026
Non voglio dire che certa mancanza di senso civico dipenda da ciò che sto per dire, ma sono quasi certo che sia una concausa.
Dire che la storia di Galatina sia la stessa per Noha, fino a tentare in continuazione di far scomparire il nome, è un falso storico e morale. Sono due comunità che hanno vissuto storie differenti. A volte più vicine tra loro, a volte lontane. Per capirlo bisogna averne studiato quantomeno le pagine principali delle relative storie. L’ignoranza divide come le mura, non c'è niente da fare. Così come non c’è niente di male nell'insegnare ai propri figli a dire con orgoglio: "Sono di Noha", o di Collemeto o di Santa Barbara o di qualsivoglia altro luogo a cui ci si sente di appartenere. È risaputo dai più che le differenze creano valore, lo può capire anche un bambino e, soprattutto in questo caso, il galatinese contemporaneo. L'opposto, il “tutti uguali”, fuori e dentro, è invece un pericolosissimo appiattimento neuronico cronico. La recente storia d’Italia insegna.
Saper riconoscere e valorizzare le differenze è essenziale per costruire relazioni più profonde e, a proposito di inclusività, per promuovere un ambiente inclusivo. Le differenze sono una opportunità per generare innovazione, e contribuire così al benessere collettivo, di tutti.
Disconoscere la storia di un luogo e quindi di una comunità, è un atto di presunzione.
Se non conosci non ami, come fai altrimenti ad avere rispetto per te stesso e per il prossimo?
Se non ami non curi, anzi, distruggi.
Voler far finta che Noha non esista e venga fusa come una banalissima periferia, non crea certo occasioni di cultura, quella sostanziale per intenderci, concepita anche come mezzo di elevazione sociale. A proposito di finzione, mi sovviene una frase di Giacomo Leopardi in una sua opera, “Pensieri Moralisti greci”, scritti tra il 1824 e il 1932:
"Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono"
Senza la storia si è senza memoria, e quindi senza identità. È a rischio il futuro della bellezza.

Che palle. Se ancora vivi, e se i poliziotti del mondo Usraeliani non dovessero per caso bombardarci come Usa di questi tempi, domenica 22 e lunedì 23 marzo prossimi saremo ‘ntorna chiamati alle urne per l’n-esimo referendum costituzionale.
Dico bene “’ntorna”, in quanto non passa legislatura senza che al governo di turno (che dovrebbe occuparsi di ben altro), corroborato dalla propria maggioranza, sovente in combutta con pezzi di diciamo opposizione, venga il ghiribizzo di inoculare un po’ di virus P2 nella nostra Costituzione, quella stessa sulla quale i suoi esponenti giurano con la mano sul petto (mi sa altezza portafoglio) all’inizio dei loro mandati. Ora, la nostra carta costituzionale non sarà “la più bella del mondo” come asseriva quello, ma quasi sempre, quando ci metton mano, non fanno altro che storpiarla oltremodo.
Questa volta si son messi in testa di attentare alla separazione dei tre poteri dello stato (provando a subordinare il giudiziario all’esecutivo, mentre per il legislativo è quasi fatta) dandocela da bere con la semantica della separazione delle carriere dei giudici, e quindi con la triplicazione dei CSM (consigli superiori della magistratura), giacché pure delle spese connesse, tanto paghiamo noi, e, ciliegina sulla torta, con il sorteggio però dei soli giudici togati, ché quelli “laici” invece – come sono toghi loro - sarebbero sì estratti a sorte, ma fra i prescelti dagli amici degli amici (quando si dice autonomia e indipendenza).
Ce la stanno vendendo come la panacea dei mali della Giustizia, ma il cattivo funzionamento della macchina del terzo potere non dipende mica dalla separazione delle carriere tra i giudici requirenti e quelli giudicanti (già separati dalle statistiche oltre che dalla legge Cartabia di tre/quattro anni fa, per la regola secondo cui il cambio può avvenire soltanto una volta nell’arco della carriera del magistrato ed entro dieci anni dalla sua prima assegnazione, e in altra regione), ma innanzitutto dalla professionalità e dalla credibilità di pm e giudici, dall’endemica carenza degli organici, dalla mai realizzata digitalizzazione del processo penale, dall’edilizia giudiziaria che fa, appunto, pena, quindi da altri 200 milioni di tagli freschi alla Giustizia appunto nel 2026, e poi dalla ipertrofia normativa, dalla farraginosità delle procedure e, non ultimo, dall’alto tasso di litigiosità per bagattelle che intasano le aule dei tribunali (un esempio per tutti le querele temerarie, fatte apposta per intimidire e imbavagliare).
Il caso Tortora, quell’altro di Garlasco, i bambini nel bosco, e tutti gli altri di cui si sta occupando l’Istituto Luce a reti unificate sono solo fumo negli occhi degli allocchi, e non c’azzeccano nulla con la separazione delle carriere dei magistrati, come d’altro canto gli errori giudiziari, che continueranno a esserci come e forse più di prima. Eh sì, oggi un pubblico ministero per definizione imparziale è la migliore garanzia per il cittadino che non ha santi in paradiso: egli infatti deve raccogliere le prove a carico ma anche quelle a favore dell’indagato (ed eventualmente imputato), e quando ritiene che non ci siano i presupposti per procedere chiede l’archiviazione per l’indagato o l’assoluzione per l’imputato. Diverso sarebbe l’atteggiamento di un pm trasformato in “avvocato dell’accusa”, all’americana per capirci, il cui scopo principale invece è quello di “vincere”, collezionando il maggior numero possibile di arresti, rinvii a giudizio e condanne.
feb282026
Correva l’anno 1953, il 17 agosto, il Sindaco Carmine D’Amico di Galatina, così scriveva al Vescovo di Nardò, a quel tempo diocesi di appartenenza dell’antico Comune di Noha:
“Eccellentissimo Monsignor Ursi.
Nella nostra frazione di Noha, un gruppo di cittadini, ha presentato richiesta per la costruzione di un mercatino pubblico.
Ora, l'area consigliata e richiesta, è adiacente alla Chiesa Matrice (lato ovest) e dovrebbesi abbattere la chiesina laterale.
L'amministrazione non ha creduto prendere decisioni definitiva senza prima sentire il pensiero dell’Ecc.ma Vostra Ill.ma. Sarebbe gradito conoscere il parere del suo ufficio per le ulteriori determinazioni di questa Amministrazione.”
Dopo circa un mese, e precisamente il 15 settembre, così rispondeva il Vicario Generale:
Ill.mo sig. Sindaco del Comune di Galatina. In riferimento alla precedente Sua del 17 u. s. relativa alla Cappella della Beata Vergine delle Grazie in Noha, mi onoro significarle che in tale Cappella ha sede la Confraternita omonima. Prima, quindi, di concedere quanto era nei desideri di V. S. Ill.ma, questa Rev.ma Curia ha interpellato i Dirigenti della medesima Confraternita, i quali hanno giustamente risposto che sono ben lieti, anche in considerazione della finalità della richiesta (IL MERCATINO), di cedere la loro Cappella a condizione che codesto Comune ne costruisca una uguale in altra zona della medesima frazione.
Questa Rev.ma Curia è sicura che V. S. Ill.ma troverà giusta la richiesta dei confratelli ed a tale condizione concede ben volentieri la licenza di abbattere la Cappella della B. V. delle Grazie.
Voglia, Signor Sindaco, gradire i sensi della più profonda stima.
Il Vicario Generale.
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feb282026
Ma è proprio vero che la felicità ai giorni nostri dipende dall’energia?
Quanta ne occorre veramente per vivere sani senza ammalarsi prematuramente e morire come topi in gabbia?
In uno dei convegni per il “Festivale dell’Energia”, organizzato a Lecce nel maggio del 2025, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Prof. Dott. Gilberto Pichetto Fratin, ospite d’onore (anche se da remoto) al Teatro Apollo leccese, ha dichiarato, visti i tempi di guerre in corso, che per stare più tranquilli in Salento, oltre a ricoprire tutte le superfici idonee (tutte) con il fotovoltaico, l’eolico e alcune piccole centrali nucleari, sarà opportuno tenere pronta all’uso, anche la Centrale a carbone di Cerano. Insomma, "melius est abundare quam deficere"
Festival dell'Energia, a Lecce dal 29 al 31 maggio
Un vecchio saggio diceva: chi si accontenta gode. Ma gli stili di vita imposti da questo sistema predatorio e basato sul consumismo a tutti i costi, il nesso del “godere” al “sapersi accontentare” lo ha cancellato, e forse ci resta solo più, e purtroppo neanche per tutti:
“…un giorno da leone”.
Nucleare e mini-reattori: perché la sicurezza energetica rischia di diventare fragilità strategica
Ce lo raccontano i medici di ISDE ITALIA (Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente)

•Tempi di costruzione: Nessun Reattore Nucleare Modulare di Taglia Ridotta (SMR) è operativo su scala commerciale in UE. L’Italia non avrà SMR pronti prima del 2035–2040. Troppo tardi per gli obiettivi net-zero al 2030 (IPCC 2023)
Durante l’audizione sui disegni di legge C.1742 e C.2669, il dottor Giovanni Ghirga, per ISDE Italia, ha illustrato il paradosso nucleare: una tecnologia presentata come soluzione per la sicurezza energetica potrebbe trasformarsi, in scenari di crisi o conflitto, in un fattore di fragilità strategica e coercizione.
feb252026

Pensavate voi che il nostro splendid Sindaco, tomo tomo, cacchio cacchio, dopo averlo sognato per tanto tempo (e permesso la sua realizzazione in men che non si dica) andasse finalmente a consumare la sua bella “colazione ricca di gusto prima di iniziare la giornata […] nel posto giusto e con la giusta compagnia, [dove] anche i piccoli momenti quotidiani diventano straordinari” dico dal McCafé®? Macché: da navigato guru del marketing il nostro beniamino non si fa mica irretire dai facili slogan pubblicitari di questo o quel colosso multinazionale, ma, dotato di indubbio spirito pragmatico, di una visione di città tanta così, e soprattutto della vicinanza alla gggente, il caffè viene a prenderlo direttamente a casa vostra.
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Dai, non ditemi che non ne sapevate nulla ché la di lui visitatissima pagina face-book (ormai facente funzioni di albo pretorio comunale) al solo apparir della clamorosa notizia viene likkata come non mai, mentre Galatina tutta, da nord a sud da est a ovest, è tappezzata di manifesti 70x100 escogitati dall’armocromista di turno con colori caldi, nostalgici, dal rustico al naïf che fan tanto tarallucci Mulino Bianco, e poi l’immagine del primo cittadino incravattato in basso a destra, una tazzina fumante in alto a mo’ (appunto) di fumetto, e ancora in primo piano a caratteri cubitali il promettente invito, e infine, non ci crederete, il suo numero di cellulare privato in sovrimpressione per i messaggi Whatsapp al fine di fissare un appuntamento (una specie di CUP) per l’imperdibile occasione. A completare il quadretto ci mancherebbero giusto un po’ di santini sparsi sui banconi di bar e posticini vari, ma mai dire mai. Per il resto non vi dico le indigene wawes (a ondate proprio, ‘ste vave) da parte dell’Istituto (Porta) Luce de nohantri, dei siti amici, della stampa del regimetto, dei videomaker taglia e cuci spot promozionali immortalanti baci e abbracci degli storici incontri, e mille voci dal sen fuggite tipo “la città è rinata”, “bella la piazza”, “sono contentissima che hai accettato” [sic].
Il 04 febbraio 2026 sul sito istituzionale del Comune di Galatina è stato pubblicato il monitoraggio dell’aria relativo al mese di gennaio 2026, rinvenibile al seguente link: Monitoraggio aria - Gennaio 2026 - Comune di Galatina.
In relazione al PM10 la centralina ITC la Porta – stazione della rete della Provincia di Lecce - ha registrato ben 3 sforamenti nelle giornate del 03, 06 e 25 gennaio rispetto al valore limite di 50 μg/m3 fissato dal D.Lgs 2010 n. 155 vigente sulla qualità dell’aria.
La Direttiva UE 2024/2881, che abbassa il limite a 45 μg/m3, come raccomandato dall’OMS a tutela della salute, è in attesa di recepimento da parte dell’Italia, perché il termine scade l’11.12.2026.
La centralina Colacem – stazione di Colacem affidata ad Arpa – ha registrato un solo sforamento il 06.01.2026.
In relazione al PM2,5 la centralina ITC la Porta ha registrato superamento in data 06.01. e la Centralina Colacem nelle date del 13 e 14.01.2026.
Ma il dato più significativo che ancora una volta emerge è la carenza del monitoraggio.
In relazione al PM10 la prima centralina non ha restituito dati nei giorni del 1, 2, 7-9, 11-15, 20- 23, come evidenziato a p. 8; la seconda centralina il 22, come riportato a p. 9.
In relazione al PM2,5 la prima centralina non ha restituito dati nelle giornate del 12-14, 18, 22 e 23 (v. p. 8); la seconda centralina nei periodi 1-8, 10, 20-22, 25 - 29 e 31 (v. p. 9).
Tale carenza di dati persiste da diverso tempo, come si evince dai resoconti precedenti rinvenibili al seguente link Monitoraggio aria - ultimo quadrimestre 2025 - Comune di Galatina.
Non è dato sapere se il Comune si sia attivato con le autorità competenti (Regione ed Arpa) per ottenere la rilevazione dei dati in continuo e soprattutto per accertarsi che le misurazioni discontinue non falsino i risultati o producano risultati non rappresentativi (Ispra) – v. allegato 1 tabella 2 punto 4 D.lgs. 155/2010, considerato che il numero di superamenti e’ fortemente influenzato dalla copertura dei dati (v. allegato I, tabella 1, nota 1, D.lgs. 155/2010) e che i ricorrenti buchi nella rilevazione generano incertezza ed appaiono inidonei al raggiungimento degli obiettivi di elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente, a cui le misurazioni sono preordinate.
Il mancato raggiungimento degli obiettivi emerge dai rapporti sulla salute rinvenibili ai seguenti link: REPORT AMBIENTE&SALUTE IN PROVINCIA DI LECCE_2020, protos.pdf, atlante-tumori-asl-lecce-2024 ).
L’amministrazione in carica nel suo programma elettorale (programmaelettoralefabiovergine.pdf), a p. 34 di 40 ha scritto: << Attiveremo forme di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico dal centro alle periferie. I dati devono essere trasparenti, accessibili online a disposizione di cittadini, associazioni di tutela della salute, autorità sanitarie e professionisti della pianificazione urbana. Purtroppo i dati sulle malattie oncologiche dell’Istat registrano, da tempo, un netto incremento in Puglia e più ancora nella provincia di Lecce. Questo impone alla Pubblica amministrazione una decisa attenzione su politiche della qualità della vita tese a migliorare il benessere dei cittadini. >>.
Ebbene ad oggi non si ha notizia dell’attivazione di tale monitoraggio da parte del Comune di Galatina nel centro abitato, quindi in area urbana.
Per attuare quanto promesso in campagna elettorale senza ulteriore dilazione l’amministrazione potrebbe acquistare dei monitor per la misurazione di tali inquinanti, da collocare nelle strade maggiormente trafficate, nei quartieri con maggiore densità abitativa e più esposti alle emissioni industriali in relazione ai vari venti, perché i dati relativi a tali inquinanti siano disponibili in tempo reale per la cittadinanza, che potrebbe scaricare l’apposita app (AirVisual Outdoor | Air quality monitor | IQAir), e potrebbe chiedere di estendere il monitoraggio alla CO2, che si è impegnato a ridurre con l’adozione del PAESC (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) (servizi.comune.galatina.le.it - Portale dei servizi).
In sostanza il Sindaco in qualità di autorità sanitaria locale dovrebbe avere un ruolo attivo a tutela della salute dei cittadini, sollecitando la completezza e la correttezza dei dati ufficiali, la necessaria copertura sul territorio comunale delle stazioni di misurazione, del tutto assenti in ambito urbano (la normativa prevede che « l’esposizione media della popolazione e’ valutata attraverso le stazioni di misurazione di fondo nei siti urbani » v. allegato 3, art. 2, comma 5, D.Lgs. 155/2010 e che « la qualita’ dell’aria ambiente e’ valutata in tutte le zone » v. allegato 3, art. 2, comma 1 D.Lgs. 155/2010), e nel frattempo acquisire direttamente sul mercato altri strumenti, che sebbene non sarebbero idonei a fondare politiche pubbliche di riduzione, della cui attuazione non vi è traccia, avrebbero comunque un valore indicativo in grado di orientare le scelte cittadine; potrebbe chiedere misure di contenimento delle principali fonti di emissione; chiedere di limitare o sospendere le attività che contribuiscono all’insorgenza del rischio di superamento dei valori limite.
Il Comune inoltre, avendo investito risorse economiche per la riduzione degli incidenti stradali, ben potrebbe investire risorse per la riduzione dell’esposizione prolungata dei cittadini a rischi per la salute e per l’indagine epidemiologica approvata all’unanimità in Consiglio Comunale il 23.04.2025 con delibera immediatamente eseguibile (servizi.comune.galatina.le.it - Portale dei servizi).
E’ infatti notorio il nesso di causalità tra particolato (PM – Particulate Matter) e mortalità. Una breve rassegna stampa a livello internazionale è rinvenibile al seguente link Impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute - Fondazione Umberto Veronesi).
Sicché l’inerzia certamente non giova alla salute dei cittadini.
Daniela Giannuzzi
feb112026
Non siamo ancora ai livelli di notorietà del carnevale di Venezia (pare uno fra i più antichi del mondo, e con spesa pubblica a diversi zeri prima della virgola), o alla mole dei carri carnascialeschi di Putignano che sfilano da appena 632 edizioni (diconsi sei secoli abbondanti di esperienza), e nemmeno ai 33 anni suonati di carnevalate dei nostri vicini di casa, anzi amici fraterni di Aradeo, che molti trucchi del mestiere ci hanno insegnato nel corso di più collaborazioni e cameratismi; ma ridendo e scherzando il Carnevale di Noha, pur risuscitando dalle ceneri di sfilate di qualche decennio addietro, ha tagliato in grande spolvero il terzo anno di vita con un crescente numero di gruppi mascherati e carri allegorici (stavo per dire anagogici), ognuno latore di un messaggio di impellente attualità (dalla pace alla preservazione del pianeta, dal conoscere se stessi al rispetto dei diritti di tutti).
Invero si stanno ancora sperimentando i percorsi del corteo, per dire della fase tuttora (e speriamo continuamente) progettuale della kermesse. Quest’anno, per esempio, s’è optato - c’è da riconoscere con risultati eccellenti - per “spaccanohapoli”, cioè l’ampia strada, tendenzialmente rettilinea, dico senza curve a gomito, che divide Noha nord da Noha sud con partenza dalla periferia ovest del paese, attraversamento di tutta via Aradeo, passaggio (obbligato) downtown San Michele, e culmine in piazza Castello dove lo spettacolo è proseguito con la musica di Radio Orizzonti Activity, le coreografie dei corpi di ballo, le premiazioni, i mattacchioni Tekemaya & Zigo e il Dj a km0 Riki Pellegrino. Purtroppo non s’è potuto rispettare tutto il cartellone procedendo fino alla fine con l’attesissimo Showcase di Danilo Seclì e Luigi Abaterusso per via della pioggia che, inverando le già infauste previsioni, ha perlomeno atteso la premiazione dell’ultimo carro in parata prima di prendersi la scena a catinelle.
L’energia espressa sabato 7 febbraio scorso è frutto del lavoro di associazioni indigene come le benemerite L’Aretè de Noha, Nohart, Nove e ¾ (quest’ultima si è occupata oltretutto di organizzazione, sicurezza, certificazioni, impiantistica, coordinamento e infiniti altri fattori del palinsesto), scuole (come la materna nohana, neosettantenne ma fresca come una rosa e bella come l’arcobaleno), e svariati sodali extramoenia, come appunto i gruppi di Collemeto e ça va sans dire di Aradeo, e sicuramente numerosi altri di ogni dove che in questo momento mi sfuggono (chiedo venia: ma non son mica giornalista io). Devo infine (ahimè) riconoscere l’ineccepibile impegno da parte delle istituzioni locali che non hanno mai fatto mancare presenza e spirito di collaborazione.
Cosa c’è dietro qualche ora di codesta macchina scenografica è presto detto: decine di incontri preparatori a partire dai mesi del solleone, prototipi in miniatura, progetti di impianti elettromeccanici da fare invidia a quelli dei migliori ingegneri nucleari, immancabili gruppi di WhatsApp (sopravvivervi è già di per sé impresa titanica), sacrifici di innumerevoli fine settimana, incetta di pile di giornali per la più ponderosa materia prima necessaria alla bisogna (ossia la cartapesta - a quanto pare il miglior uso che oggi si possa fare dei quotidiani, soprattutto mainstream), ricerca spasmodica di imprescindibili sponsor (ci siamo anche noi di Noha.it), e tante prove di danza (e altrettante conviviali prove di panza) dei variopinti ensemble nei luoghi più disparati di google-maps: scantinati, capannoni industriali, palestre, seconde case in campagna, salotti, garage e ramèse. A proposito di balli, per favore la prossima volta si inverta la direzione di un girotondo, si corregga un ritmo, o chessò io, si introduca un nuovo passo: non vorrei che le saggiate figure coreutico-musicali contenessero (involontariamente eh) elementi incontrovertibili di danza della pioggia visto che per ben due volte su tre s’è dovuto rinviare l’appuntamento programmato - e ieri sera, pur partito, troncato anticipatamente - a causa delle precipitazioni atmosferiche.
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Chiudo. Come accade altrove, anche per il nostro ormai rituale appuntamento annuale sarebbe il caso di ideare un’appropriata maschera iconica. A Napoli c’è Pulcinella, a Gallipoli Lu Titoru, a Putignano Farinella, eccetera, mentre a Noha finora nulla. Io ovviamente non potrei proporre una Fetta di Mellone per manifesto conflitto di interessi. Ma credo che si potrebbe senz’altro suggerire, non senza preventiva democratica consultazione, l’effigie gaudente di qualche nostro folkloristico Sindaco.
Antonio Mellone
feb052026

Sabato 7 febbraio 2026, a partire dalle ore 16, Noha sarà l'ombelico del Salento. Anzi del mondo.
Noha.it
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