Di Redazione (del 22/04/2022 @ 10:40:11, in Necrologi, linkato 576 volte)

Siamo venuti a sapere che oggi, appena spuntata l'aurora, la nostra Suor Orsolina D'Acquarica si è spenta serenamente nel bacio del suo Signore all'età di 88 anni.

I funerali avranno luogo a Torino. A Noha invece la ricorderemo con una messa di suffragio in Chiesa Madre lunedì 2 maggio 2022 alle ore 19.

Per chi eventualmente non conoscesse questa Donna, postiamo qui di seguito gli "Scritti in Onore di Suor Orsolina D'Acquarica" che L'Osservatore Nohano tributò nel 2014 alla nostra concittadina, giramondo per amore di Cristo.

I collaboratori di Noha.it si stringono con affetto ai "colleghi", P. Francesco e Marcello (suoi fratelli), agli altri parenti, agli amici, e a tutti i "figli" della Missionaria di Noha, a partire dagli indigeni dell'Amazzonia che Orsolina ha sempre curato e difeso dalle grinfie dei signori del Capitale, vale a dire della guerra.

 

 

La Redazione

 
Di Redazione (del 11/04/2022 @ 13:11:22, in Necrologi, linkato 1119 volte)

Nessuno, proprio nessuno fra i nohani avrebbe mai voluto leggere una notizia del genere. Perché Angiolino era buono come il pane, e garbato e disponibile e generoso. Non potevi conoscerlo e non apprezzarlo, affidargli un lavoro e non rimanerne soddisfatto, frequentarlo e non diventarne amico, ascoltarlo e non imparare sempre qualcosa di nuovo.

Da quella scala non è ruzzolato soltanto lui, ma tutti noi.

Ci conforta pensarlo ora accanto ai suoi colleghi: gli altri Angeli.

Noha.it si stringe con affetto intorno alla famiglia Masciullo, ai suoi amici, e a tutta la comunità.

La redazione

 
Di Antonio Mellone (del 12/03/2022 @ 18:14:03, in Necrologi, linkato 968 volte)

Ora non sentirò più dalla sua viva voce: “Ciao, beddhru mio”. O anche: “Come sta la Danzia? E lu Giovanni? Me li saluti, sai”.

Me lo ripeteva ogni volta che, prima dei divieti di socialità imposti per decreto, andavo a salutarla, oppure quando più spesso mi scorgeva di passaggio, con il mio passo eternamente affrettato, nella nostra cara vecchia via Trisciolo: lei, specie nelle calde stagioni, seduta nel suo piccolo giardino prospiciente la pubblica via, oppure in “garage” (abbiamo sempre chiamato così quel vano di ingresso, con la scala che porta su in terrazza), il cui portone – ricordo – ha avuto la chiave nella toppa per decenni interi, dico senza soluzione di continuità.

Gentile era Maria, di nome e di fatto, e generosa. Non c’era festa di compleanno di qualcuno di casa Gentile-Scrimieri, senza che un trancio delle sue torte non arrivasse anche a casa nostra (“Na, è solo un assaggio”, diceva), e di sicuro nelle case di molti altri, vicini e lontani. Come fetta di dolce, o sotto altra specie.

Ero e sono amico di Salvatore, Antonella e Adriano, i suoi figlioli. Con Adriano, poi, compagno di classe, si può dire che, insieme agli altri pari, abbiamo condiviso gli anni “ruggenti” di elementari, medie e superiori: dalla mattina, al dopopranzo dei compiti, sino al pomeriggio inoltrato, quest’ultimo perlopiù trascorso in mezzo alla strada. E la Maria in qualche modo era sempre presente, pronta a non farci mancare niente (io – giuro - ho scoperto per la prima volta il prosciutto crudo proprio grazie a lei: mai visto e assaggiato prima di allora).

 
Di Redazione (del 13/12/2021 @ 21:36:25, in Necrologi, linkato 3861 volte)

Improvvisamente se n'è andato Luigi Coluccia (Curulla), sì Luigi del Bar Settebello. Non sembra vero, ma purtroppo è così. A un certo momento il cuore di un uomo, anche a settantaquattro anni, decide di fermarsi e non puoi farci nulla.

Quel cuore che ha battuto da sempre nel cuore di Noha, in quel bar che era il luogo del cuore di molti: ma specialmente di intere generazioni di ragazzi che nel corso degli anni ruggenti '70, '80, e anche '90 del secolo scorso furono iniziati al gioco del calcio nelle più disparate categorie.

In quel locale li voleva Luigi per i loro briefing, disciplinati, educati, attenti ai consigli e alle regole del mister, pronti a raggiungere un risultato, frutto unicamente di impegni e sacrifici, mai di sotterfugi. Che lezioni di vita.

Ognuno ha un ricordo di quest'Uomo, a volte serio, severo, ma con l'espressione sempre un po' beffarda, che la diceva lunga sulla sua umanità.

Noha.it è vicina alla moglie Lina, al figlio Toto e alla nuora Michela Specchia, nonché al nipote che porta il nome del nonno adorato. E si stringe affettuosamente intorno alla sorelle Lilliana e prof.ssa Giovanna, e agli altri famigliari.

Condoglianze esprime infine anche nei confronti degli assidui frequentatori del bar Settebello e a tutti gli amici del caro Luigi.

 
Di Redazione (del 24/06/2021 @ 23:07:55, in Necrologi, linkato 2312 volte)

Oggi, quando l’ambulanza ha sostato alquanto sotto la torre dell’orologio di Noha, il pensiero di quasi tutti gli astanti, chissà perché, è corso immediatamente a Gilberto, che, al di là del peso dell’età (aveva novant’anni), stava benone.

E così il campanone della chiesa madre ha dato conferma del trapasso di un uomo mite, di poche, pochissime parole, ma che ha di fatto ha rivoluzionato la storia del nostro paese. Lo sanno tutti che in via Trisciolo Gilberto (con l’inseparabile sua Pierina) gestiva un negozio di elettrodomestici, bombole del gas, cancelleria, idee regalo, giocattoli (la Befana di quei tempi faceva sempre un salto preventivo dal Gilberto), accessori per il mare, insomma decine, migliaia di articoli.

Ma Gilberto era molto di più che il negoziante di un bazar: era il confessore laico di molti, il confidente di tutti, discreto per indole e formazione, signore d’altri tempi, sempre elegante nella sua giacca e cravatta, dispensava consigli saggi, ed era pronto anche a redarguire nella pubblica piazza delinquentelli e facinorosi, di cui Noha non ha mai sentito la mancanza, mentre quasi tutti gli altri si giravano dall’altra parte, facendosi, come si dice, gli affari propri. Insomma ci teneva al decoro del suo Paese, e ci metteva la faccia. Altri tempi, altre persone, altro coraggio.

E oggi tutta Noha non può non essere grata a questo suo figlio per la storia che le ha regalato, ed è per questo che in un certo qual modo è in lutto comunitario, nonostante un virus in questo momento imponga una ritualità pressoché privata, intima, provando ad allentare quei legami che invece imperterriti continuano a tenere assieme una popolazione.   

 
Di Redazione (del 14/04/2021 @ 22:48:05, in Necrologi, linkato 3066 volte)

In questo periodo così funesto per molti, ci mancava giusto la notizia dell'improvvisa scomparsa di Lino Chittano, uno dei tanti testimoni muti della più dignitosa Storia di Noha.

Contadino moderno ma d'altri tempi, Lino era buono come quel pane che si dilettava a produrre insieme ai ragazzi del presepe vivente.

Ci mancherà il suo garbo, la generosità, e l'inconfondibile Ford color terra rossa di Salento dalla quale lo vediamo ancora oggi mentre ci saluta cordialmente con la mano, o più spesso con un cenno del capo e il sorriso sotto i baffi.    

Noha.it, sicura di interpretare i sensi del cordoglio di tutta la comunità, abbraccia con affetto la moglie Antonella, i figli Giusy, Roberta e Antonio, gli altri famigliari, e tutti gli amici del povero Lino.

 
Di Redazione (del 08/03/2021 @ 08:30:35, in Necrologi, linkato 2272 volte)

Noha.it, ma tutta Noha, si stringe attorno alla famiglia Arena per la scomparsa del povero Luigi (che non aveva spalle che per il suo San Michele Arcangelo e per il Cristo morto del venerdì santo). La dipartita di Luigi, appena sessantaduenne, faccia riflettere tutti quanti sul fatto che non esiste solo un virus che, per quanto insidioso, possa monopolizzare l'attenzione dei governi, c'è di più: c'è la sanità che ha bisogno di ricerca, di mezzi, uomini, presidi e territorio (più che di nuova edilizia sanitaria), e ci sono ancora l'aria, l'acqua e la terra da preservare (per quel che ne rimane) dai veleni. Caro Luigi, riposa in pace.

La redazione di Noha.it

 
Di Redazione (del 21/11/2020 @ 14:29:04, in Necrologi, linkato 768 volte)

La redazione di Noha.it, certa di interpretare il pensiero di molti, purtroppo non di tutti, esprime: la sua solidarietà a tutti i nohani (ma anche a chi di Noha non è) che in un modo o nell’altro sono (stati) toccati dal Covid 19; vicinanza a chi si è ammalato e a chi, pur positivo, non abbia i sintomi, sia che riesca e sia che non riesca spiegarsi come sia potuto succedere: il contagio il più delle volte non è una colpa, ma un effetto collaterale di quella cosa che si chiama vita; appoggio a chi si vede puntare contro il dito adunco dell’inquisitore di turno, e quello più subdolo del pettegolezzo; sostegno a chi per precauzione abbia paura di gettare le braccia al collo di figli, genitori e fratelli, o a chi è addirittura costretto ad allontanarsene; supporto morale a chi è in trepidante attesa di un tampone, del suo esito, e a chi non avrebbe mai immaginato di doverne fare uno; affetto a chi è rimasto solo in casa in attesa del ritorno di un proprio caro dalla terapia intensiva, e conta i giorni, le ore e i minuti che non passano mai (proprio perché costretto a contarli); gratitudine nei confronti di medici e infermieri e degli altri lavoratori in ambito sanitario che non ce la fanno più, vittime, molti di loro, di una Sanità pubblica punita da decenni di riordini ospedalieri e quindi di tagli di posti letto e personale, molto spesso a favore di una sanità diversa fatta apposta per fare cassa più che altro; partecipazione nei confronti dei lavoratori costretti a svolgere le proprie mansioni a volte con false protezioni e sempre più frequentemente con minori diritti, e al contempo a chi non può prestare la sua opera pur avendone estremo bisogno; stima nei confronti di insegnanti, alunni, studenti e amministrativi che non sanno se la propria scuola verrà o meno riaperta all’indomani; condoglianze, infine, ai congiunti di chi se n’è andato a causa del virus, a volte pur senza averlo contratto.

 
Di Antonio Mellone (del 26/06/2020 @ 23:18:21, in Necrologi, linkato 1843 volte)

“Ciao, Antonio. Da poco la mamma riposa in pace!”. Penso di essere stato uno dei primi oggi pomeriggio a ricevere il messaggio di Angelo Nocco, mio amico d’infanzia, che mi comunicava che la Vita sua, cioè Vituccia, si era liberata dal peso del corpo. Ho dovuto attendere un po’ prima di chiamarlo, il tempo che il mio amico non mi sentisse piangere al telefono nel ricordo di una donna e di una madre nel cui nome era tracciato da sempre il suo essere.

Eravamo un nugolo di mocciosi a frequentare con zelo casa sua, anche perché forse l’unica - fra le nostre invece in stile come dire tendenzialmente più attico - così ben fornita di giocattoli messi generosamente a nostra disposizione. Ma non era solo questo: Vituccia non ci faceva mai mancare la merenda pomeridiana, vale a dire pasticciotti e crostate, tutto rigorosamente fatto da lei.

 

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