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C’È CHI DICE NO
Di Antonio Mellone (del 15/03/2026 @ 10:48:13, in NohaBlog, linkato 126 volte)

Ho chiesto a un po’ di persone di mia conoscenza cosa voteranno al referendum costituzionale. Ecco cosa mi hanno risposto.

Albino Campa (titolare di Nohaweb Sito): “No, nonostante i tuoi pezzi a tema su questo sito”. Francesco Scarcella (maestro di musica): “Do”. Monica D’Amico (artista e quindi attivista): “Te lo dico D’Amico: vota No”. Michele Scalese (segretario Pd nohano): “No, nonostante le Picierno”; Franco Mazzotta (maestro d’arte): “No, per la Pupa de Galatina”; Roberta Forte (avvocato): “Sono indecisa tra il No e il No”; Tommaso Moscara (sindacalista): “Ma che Sindacalista: di questi tempi chiamatemi Nondacalista”; Giovanni Leuzzi (professore e scrittore): “Sta giru pe’ le chiazze salentine: repùtu che vincerà il No”; Ritamaria Colazzo (prof di scuola media): “Ovvio che No. I miei alunni di seconda avrebbero saputo scriverla meglio”; Antonio Marra (cancelliere): “No, se non vogliamo cancellare la democrazia”; Paola Tripolino (La cassetta rossa centro antiviolenza): “No alla violenza di tre poli della magistratura: in pratica: Tri Poli No”; Stefania Tundo (amica dall’animo poetico): “Anche stavolta ti mando un No con il vento, e so che tu lo sentirai”; Valentina De Pascalis (maestra di danza): “Non voglio una giustizia ballerina: quindi No”; Anita Rossetti (sognatrice resistente): “Ora e sempre resistenza: No”; Lino Mariano (pensionato, attivista): “Hai presente le sillabe finali dei miei nome e cognome?”; Marcello D'Acquarica (ecologista): “No all’inceneritore della Costituzione”; Giuseppe Marco D'Acquarica (dipendente Acquedotto Pugliese): “Io non me la bevo: No, e condivido”; Un bel po’ di esponenti della maggioranza Vergine (all’unisono): “Votiamo sì perché questa riforma piaceva a due galantuomini come Gelli e Berlusconi, e perché così il governo potrà controllare la magistratura come durante il fascismo”; Loredana Tundo (commercialista, consigliera comunale d’opposizione): “Rimango coerente: No alla giunta Vergine”; Tonino Martinucci (pensionato): “None”;  Rita Luceri (mia prof di francese): “Je vote Non au référendum”; Flora 2000 (fiorista e agenzia di pompe funebri): “Pe’ l’arma de li morti: No”; Fausto Romano (attore, regista e scrittore dalla schiena dritta): “Signornò”; Carlo Martignano (verde, ambientalista): “Col cavolo – e con altra verdura - che voto sì”; don Giuseppe Paglialonga (parroco in San Cassiano): “Voto No al reverendum”; Dino Valente (giornalista, direttore di galatina.it): “Per la cronaca voto No. E tu?”; Enrico Giuranno (casaranese, insegnante): “CasaraNO”;  Giusi Garzia Atelier (abiti da sposa Noha): “Il sì solo sull’altare”; Petra Reski (giornalista e scrittrice): “Ascoltate il giudice Di Matteo e voterete Nein pure voi”; Angelo Nocco (informatore medico): "Voto No perché sul tema sono ben informato (da mia figlia Chiara)”; Michele D’Acquarica (imprenditore, e pessimista politico più o meno come me): “Ovviamente No; ma vince il sì”; Gianna Vernaleone (prof di lettere): “Per saper leggere e scrivere: No”; Elsa Valeria Mignone e Roberta Marra (magistrati, in un recente convegno a Noha): “No, se vogliamo che nelle aule dei tribunali continui a campeggiare la scritta: La legge è uguale per tutti”.     

Cosa voterò io alla fine della fiera? Ma scusate, vi sembro forse uno yes-man?

Antonio Mellone