Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, anche a Galatina torna a farsi strada il tema delle alleanze. È un confronto necessario, perché nessuna forza politica può pensare di affrontare da sola tutte le sfide che attendono la città. Ma c’è una domanda che, a mio avviso, deve venire prima delle trattative e dei nomi: che cosa vogliamo costruire insieme e, soprattutto, su quali valori?
Credo nel dialogo e nella possibilità di tenere insieme storie, sensibilità e culture politiche diverse. Il campo largo nasce proprio da questa ambizione e può rappresentare una risorsa importante, purché non diventi una formula buona per ogni occasione, un modo per mettere tutti attorno allo stesso tavolo senza interrogarsi sulle differenze. Non serve un’alleanza soltanto larga, ma un’alleanza capace di dare risposte, riconoscibile nelle scelte e credibile agli occhi dei cittadini. La coerenza, in questo percorso, non è un lusso né una pretesa di purezza. È il rispetto dovuto a chi ci ascolta, a chi partecipa e a chi, magari da anni, continua a credere in un certo modo di fare politica. Non possiamo parlare di cambiamento e poi considerare irrilevante ciò che accade ogni giorno nelle amministrazioni locali. Le appartenenze dichiarate devono trovare riscontro nelle posizioni assunte, nei provvedimenti sostenuti e nel modo in cui si esercita la responsabilità politica. Altrimenti le parole rischiano di perdere valore.
Per il Partito Democratico questo ragionamento ha un peso particolare. Il PD non può essere chiamato a mettere a disposizione il proprio simbolo come semplice tassello di una coalizione o come garanzia di voti. Quel simbolo racconta una storia collettiva, l’impegno di militanti e amministratori, un’idea di comunità fondata sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sui diritti e sulla partecipazione. Il Partito Democratico, con il suo nome e il suo simbolo, deve esserci là dove ci sono coerenza, chiarezza programmatica e una prospettiva politica riconoscibile. Non ovunque sia possibile sommare consensi, ma dove sia possibile condividere responsabilmente una visione.
Questo non significa alzare muri o chiudere la porta al civismo, che spesso esprime energie preziose e persone capaci. Significa, piuttosto, chiedere che le alleanze nascano da un confronto sincero sui problemi della città e delle frazioni, dal giudizio su ciò che ha funzionato e su ciò che va cambiato, dalla disponibilità a prendere impegni verificabili. I cittadini non hanno bisogno dell’ennesima operazione costruita intorno agli equilibri tra gruppi, esso devono riconoscere un progetto e sapere chi se ne assume la responsabilità.
Le prossime amministrative possono essere un’occasione per ritrovare questo senso della politica. Prima di chiederci con chi stare, dovremmo avere il coraggio di dire per che cosa vogliamo stare insieme. Un campo largo senza identità rischia di essere soltanto un campo affollato. Un campo largo fondato sulla coerenza, invece, può diventare una proposta seria per Galatina.
Michele Scalese
Segretario PD Noha