|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Noha e dei nostri monumenti (come le mitiche casette dei nani, invero un po' dirupate) s'inizia ormai a parlare al di là dei confini di Noha e di Galatina.
L’Arcangelo Michele è quasi pronto: aspetta da un anno la sua festa di Noha, quella che chiude tutte le feste d’estate. Un pennacchio nuovo ed elegante, l’abito delle cerimonie, una lucidata all’elmo ed al suo scudo su cui è impresso il motto, che è il suo nome latino: “Quis ut Deus”, chi è come Dio. Sempre all’erta, con la sua lancia puntata contro il serpente antico, drago infernale, San Michele Arcangelo continuerà a tenere a bada il nemico di sempre: la festa di Noha non lo distoglierà punto dal suo arduo compito! E magari continuerà a fare i miracoli, come quello del 1740 che salvò Noha da un tremendo uragano; quei miracoli che spesso San Michele lascia compiere a noi uomini, magari ogni giorno, ma che forse, distratti come siamo dalla diuturna frenesia, sfuggono alla nostra attenzione. Per i tre giorni della festa di Noha, San Michele avrà modo di uscire dalla sua nicchia, sgranchirsi le ali e volare e camminare per le strade di Noha parate in suo onore con mille baroccheggianti luminarie. Un giro per le bancarelle, fornite di ogni ben di Dio e (perché non?) anche al luna park. E poi nella piazza principale di Noha, proprio a Lui dedicata, sosterrà, comodamente seduto in poltrona, per seguire le opere liriche dei concerti bandistici e sinfonici, sgranocchiando qualche nuceddrha o gustando cupeta e mustaccioli. Farà un po’ più tardi del solito, San Michele, per un paio di serate: perché certamente non mancherà alla gara di mezzanotte dei fuochi pirotecnici e, all’indomani, nell’ultima sera di festa, in piazza Castello, al concerto del cantautore di musica italiana (cantautore il cui nome, noi comuni mortali, invero, non conosciamo ancora; ma che l’Arcangelo Michele certamente conosce già da tempo e in anteprima…).
ANTONIO MELLONE
Fonte "quiSalento - anno VI, n. 11"
Seguendo le indicazioni, si giungerà a Noha, “Città dei Cavalli”, dove avrà luogo dalle prime ore dell’alba e fino all’ora di pranzo, il “Festival dei Cavalli”: l’esposizione dei più begli esemplari di cavalli (si contano oramai a centinaia), i quali, a seconda della specialità o della razza, saranno potenti, veloci, resistenti, eleganti… L’atmosfera che si respira alla kermesse di Noha è quella della pace, del contatto con la natura, la sua luce e i suoi colori mediterranei, e dell’amore e del rispetto per il cavallo, un tempo motore dell’economia e della società. Chi vorrà godere ancora della bellezza arcaica (mai anacronistica, ci auguriamo!) del Salento d’amare, e gustare la morigeratezza e la “delectatio morosa” (o arte dell’indugio o della lentezza), venga a Noha il 10 settembre prossimo, e lasci per qualche ora da parte lo stress della vita di tutti i giorni, lo shopping al mega-centro commerciale, l’irrisione ai valori della tradizione, e la tentazione verso il prosaico e vanitoso sussiego borghese, cui si indulge a volte senza accorgersene.
ANTONIO MELLONE
|