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Noha: nuova vita alla nicchia votiva di San Michele Arcangelo
Di Marcello D'Acquarica (del 04/10/2026 @ 16:42:02, in NohaBlog, linkato 121 volte)

Per la comunità di Noha, l'Arcangelo Michele rappresenta una vera e propria carta d'identità. Quando i luoghi resistono al qualunquismo di certe nuove mode, significa che posano su fondamenta solide. Non a caso via Calvario, anticamente via dell’acqua (“l’acquaro” per il Catasto Antico) è la strada che ricorda l’importanza della vita, perché l’acqua è vita. Certi simboli, indicati anche nella toponomastica, sono pietre miliari sul nostro cammino. In questo ambito l’Arcangelo ci rassicura: lo fa sia attraverso la bellezza dell’arte, emblema di eleganza, sia come indicatore della “retta via”. Mi riferisco soprattutto a quella strada che conduce cristianamente verso il Calvario, simbolo del sacrificio di un Dio fattosi uomo per la nostra Redenzione e massima espressione dell’altruismo. Al contempo, il Santo si erge contro la malvagità che oggi si manifesta con i volti di certa distorta modernità: il falso green, il Pensiero Unico, il denaro facile per l’élite e difficilissimo se non impossibile per le masse, gli assurdi riarmi a suon di miliardi e le conseguenti guerre, il neonazismo camuffato da “difesa” di uno stato e alibi di legittimazione del genocidio in corso ormai da troppo tempo.

La nicchia di San Michele nacque in un periodo storico molto complesso. Nel 1920, nonostante la forte instabilità sociale ed economica italiana ed europea, nella nostra piccola Noha il fermento comunitario si manifestava con la nascita del Circolo Juventus e con la creazione di “beni comuni” connessi alla bellezza. Michele D’Acquarica, uno dei soci fondatori del suddetto sodalizio e pittore per vocazione, sicuramente in accordo con l’allora arciprete Don Vitantonio Greco (1867-1932) e con la disponibilità degli avi di Annarita Tundo, realizzò questa importante opera d’arte.

A distanza di un secolo abbondante, in accordo con la famiglia dei nostri concittadini Bruno Scalese e Annarita Tundo, proprietari della casa che ospita la nicchia angelica, Noi Ambiente e i suoi volontari per la tutela dei Beni Culturali di Noha han voluto dare un po’ di freschezza alla cornice dello storico San Michele. Questo è il nostro contributo alla devozione per il Santo Patrono di Noha, confidando nel Suo messaggio di forza e giustizia, contro le insidie dell’eterno demonio, insito soprattutto nell’incoscienza (di classe) che oltretutto fa rima con indifferenza.
 

Marcello D’Acquarica

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