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Trasmesso un dossier in Parlamento: Bruciare rifiuti non è economia circolare
Di Redazione (del 09/10/2026 @ 13:23:13, in Comunicato Stampa, linkato 68 volte)

La Provincia  di Lecce,  e i Comuni  di Melpignano  e di Monselice  hanno  trasmesso alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività  illecite connesse al ciclo  dei rifiuti il Dossier  “Impiego  di rifiuti e materiali  derivati nella  produzione del cemento: criticità ambientali, regolamentari e sanitarie”.

Il dossier è stato predisposto dai comitati  civici: Comitato popolare “Lasciateci respirare”; “E Noi?” – Comitato di cittadini; NOCSS Gubbio; Coordinamento Civico Ambiente e Salute; ISDE Italia, che  lo hanno  messo a disposizione delle  istituzioni  competenti in materia di tutela  ambientale e della salute pubblica, al fine di chiarire definitivamente come la pratica del co-incenerimento sia contraria al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare fissati dall’Unione Europea.

Il tema è di stretta attualità perché’ nel più recente Consiglio dei ministri del  2 ottobre c.m. è stato approvato il decreto D.L. Ambiente-Bis  che  esclude da  qualsiasi  Valutazione  di Impatto  Ambientale la pratica del co-incenerimento di rifiuti-CSS nelle cementerie, semplificando tutti gli iter autorizzativi, in evidente contrasto con il principio di precauzione.

Secondo quanto dichiarato in relazione  al provvedimento, le autorizzazioni  non potrebbero più essere bloccate se non in caso di mancata idoneità  tecnica del progetto: scavalcando qualunque  istanza sollevata da  istituzioni  locali,  comitati   di  cittadini,   o  imprese.   La rimozione  dei vincoli autorizzatori alla convergenza di industria dei rifiuti e industria del cemento ha conseguenze sul piano della sanita’ pubblica, del mercato della plastica, e del riscaldamento globale  Di particolare rilievo e’ il contributo del  Dr. Agostino  Di Ciaula, presidente del Comitato scientifico di ISDE Italia, (International Society of Doctors  for the Environment) con gli approfondimenti sugli effetti ambientali e sanitari della produzione di cemento e della sostituzione dei combustibili fossili con combustibili derivati dai rifiuti (CSS),  data  la collocazione di numerosi impianti  per la produzione di cemento in centri urbani o in aree densamente urbanizzate. Il Dossier denuncia possibili effetti distorsivi sul mercato del riciclo della plastica.

Oggi riciclare la plastica non è più conveniente e molti impianti sono stati fermati perché si preferisce favorire l’incenerimento. Secondo il Rapporto Corepla (Consorzio Recupero Plastica)  2025,  vengono  già inviate ai cementifici per  essere incenerite circa  350.000 t/anno di plastiche provenienti  dalla  raccolta differenziata, ad un costo sostenuto dai cittadini  di 250 euro/t. Richiedere  ai cittadini  continui  sforzi per perseguire la raccolta differenziata  spinta, favorendo  d’altro  canto il co-incenerimento di rifiuti, appare un controsenso difficilmente spiegabile. Inoltre, il co-incenerimento nei cementifici vanifica il sistema europeo di promozione delle  azioni di riduzione  della  CO₂ (ETS). Bruciare plastica come  combustibile comporta un aumento della CO₂ prodotta, tenuto conto sia dell’inefficienza   del  processo sia  del  fatto  che  la  plastica  incenerita dovrà  essere sostituita con  nuova  materia, in antitesi con  la transizione da “economia  lineare”  ad “economia circolare”. Infine, la presenza di contaminanti nel cemento costituisce una violazione  del regolamento REACH, in ordine  alla  valutazione del rischio  dei prodotti immessi sul mercato.

Il Dossier   affronta   temi  meritevoli  di  verifica  sotto il  profilo  della  conformità  alla normativa sia nazionale che europea quali: gestione e tracciabilità dei rifiuti utilizzati nei cementifici, pianificazione dei rifiuti speciali, procedure autorizzative  e di Valutazione di Impatto Ambientale, controlli sui materiali impiegati e sulle emissioni, e corretto utilizzo dei materiali classificati come End of Waste.

Il Dossier  approfondisce tre case studies relativi a Galatina, Gubbio e Monselice. Due di questi casi  riguardano direttamente i territori delle istituzioni che  hanno  disposto la trasmissione: Galatina, nella provincia di Lecce, e Monselice.

Il   Dossier   rappresenta un  primo  passo  istituzionale per  denunciare i danni  del  co- incenerimento nelle cementerie e le violazioni alla normativa  Europea, nella prospettiva di un successivo approfondimento nelle sedi dell’Unione deputate a tale compito.

Il testo completo del dossier si può scaricare qui
Per ogni ulteriore informazione si prega di contattare:
NOCSS Gubbio; (3496260979)
Coordinamento Civico Ambiente e Salute - Galatina; (3383713429)
Comitato Popular “Lsciateci respirare” Monselice; (3498353349)
ISDE Italia (Medici per l’ambiente) (057523612)

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