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Io voterò al Referendum sulle trivelle, e voterò SÌ
Di Antonio Mellone (del 08/04/2016 @ 07:36:36, in Referendum, linkato 2124 volte)

Andrò a votare al Referendum sulle trivelle perché m’hanno detto che è inutile, e io non credo ad una virgola di quello che dichiarano politicanti, giornalisti al seguito, megafoni collusi con il banditismo al potere.

Io andrò a votare al Referendum di domenica 17 aprile perché mi repellono l’ignavia cittadina, il torpore civile, l’anestesia popolare, e so quanto l’astinenza democratica sia causa efficiente della contraffazione culturale in corso, peccato originale di ogni forma di aggressione all’ambiente.

Andrò a votare il 17 aprile perché non voglio darmi per vinto, e perché se saremo in tanti avremo modo di dimostrare chi è il superfluo in questa partita: il governo o il popolo. 

Domenica 17 aprile io voterò SÌ al Referendum perché voglio che le concessioni per estrarre petrolio dal mare entro le dodici miglia marine (e sarebbe giusto anche oltre) non vengano prorogate dopo la loro scadenza: meglio dire basta, preferibile farle smantellare piuttosto che lasciarle in mare sine die per fare ruggine e anche qualcosa di peggio.

Voterò SÌ perché già oggi tre su quattro delle piattaforme petrolifere entro le dodici miglia non pagano le royalties (in Italia pari al 10% al barile, tra le più basse al mondo, mentre in Canada sono al 45% e in Norvegia all’80%) in quanto, pur eroganti, producono così poco petrolio da rimanere nella franchigia di esenzione.

Io voterò SÌ al Referendum perché non sopporto il ricatto occupazionale, l’autoritarismo cognitivo, l’ambiguità terminologica, le strategie mistificatorie, il profitto multinazionale, e il grande inganno dell’oro nero che devasta la terra, avvelena le acque, rende pestifera l’aria, e prepara le valigie a migliaia di giovani.

Voterò SÌ al referendum sulle trivelle perché è un mio diritto, e perché tocca anche a me oppormi al governo delle lobby, al sottogoverno delle mafie, ai comitati d’affari, e ai fidanzati ministeriali.

Voterò al Referendum e voterò SÌ, perché voglio una politica energetica alternativa agli idrocarburi fossili, e perché è possibile un nuovo modello sociale fondato su cooperazione solidale, democrazia diretta, fonti rinnovabili, stoccaggio di energia e reti intelligenti.    

E infine voterò SÌ perché con la sua bella enciclica sul creato me lo ribadisce esplicitamente anche papa Francesco: Laudato SÌ.

Questi i miei SÌ.

Siate fecondi: leggeteli e moltiplicateli.

Antonio Mellone

 

Commenti

  1. # 1 Di  Giuseppe (inviato il 08/04/2016 @ 11:13:21)

    Tutti concetti sacrosanti, ma che nulla hanno a che vedere con il voto referendario. Il tuo SI, per quanto intriso di nobili intenzioni, incontra il limite tecnico del quesito referendario e del suo limitato perimetro applicativo: non capisco, perciò, il motivo per cui si voglia attribuire al SI o al NO una portata (politica e ideologica) più ampia di quella che gli è propria. Dato il giusto peso alla cosa, resta comunque la speranza che i tanti SI vergati a Noha giungano da persone arrivate in cabina elettorale a piedi o in bici... perché altrimenti di cosa stiamo parlando?!

  1. # 2 Di  Antonio Mellone (inviato il 08/04/2016 @ 22:33:09)

    Come, come? Tutti concetti che nulla "hanno a che vedere con il voto referendario"? Ma è davvero così ostico coglierne il nesso, la valenza, la pertinenza? E codesto "limite tecnico" invalicabile sarebbe imputabile al "suo limitato perimetro applicativo"? Cioè, il non riconoscere dei limiti alle attività estrattive delle compagnie petrolifere (entro le dodici miglia, ma io mi spingerei anche oltre) non avrebbe una portata tale da spingermi ad esprimere il mio voto, e a consigliare al lettore (quell'uno che sarà) di esprimere la sua scelta in una consultazione referendaria? E quale sarebbe una "portata (politica e ideologica)" degna di un voto popolare, posto che con la controriforma costituzionale in corso si sta tentando di obliterare l'istituto giuridico referendario, unica espressione di democrazia diretta? Quand'è che riusciremo a comprendere che il "sopire, troncare - padre molto reverendo - troncare, sopire" di manzoniana memoria, cioè il ridimensionamento della "portata (politica e ideologica)" di tutto quello che non va a genio alle classi dominanti, è deleterio per la stragrande maggioranza del popolo? Quanto al solito ritornello ironico circa l'utilizzo dell'auto per gli spostamenti alla volta delle cabine elettorali, cosa dire se non che ne convengo, avendone pure scritto più volte (cfr. per dire il seguente pezzo http://www.noha.it/noha/articolo.asp?articolo=770)?
    Temo che, di questo passo, i quarant'anni di monossido di democrazia cristiana non siano mai terminati, provocati, come purtroppo sembra siano tuttora, da certi combustibili fossili derivanti da sostanze organiche (e viventi) di origine umana.

  1. # 3 Di  Michele D'Acquarica (inviato il 09/04/2016 @ 07:23:29)

    Può essere che si stia parlando anche di "clan e combriccole" gestite da politici e lobbisti che stanno facendo di tutto per farti rimanere "attaccato" alla pompa carburante e al contatore Enel per sempre. Se così fosse (e io ne sono maledettamente convinto), il tuo (vostro) perimetro referendario non si direbbe poi tanto limitato, caro Giuseppe.

  1. # 4 Di  Dan (inviato il 10/04/2016 @ 09:29:13)

    Anche io voterò e anche io probabilmente voterò SI ma non senza avere dubbi, uno su tutti: voterei SI per far smantellare le piattaforme entro le 12 miglia allo scadere delle concessioni, ma chi mi dice che chiudendone una (ipoteticamente) a 10 miglia non se ne riapra subito un'altra a 12.1? E nel caso quale delle due ipotesi sarebbe la meno dannosa? Lasciare in piedi quella esistente o crearne una nuova? Porre le basi per una nuova politica energetica sarebbe auspicabile, ma il referendum non riguarda questo, non si va a votare per scegliere fra rinnovabili e fossile, magari fosse così! Il referendum in altre parole darà al governo un'indicazione sulla rotta da seguire, non sulla meta da raggiungere. Però comprendo bene come questa sia una delle ormai rare occasioni per dare un segnale forte e non dovrebbe essere sprecata e per questo voterò SI, però al momento non vedo questa gran portata "rivoluzionaria" dello stesso.
    Saluti

  1. # 5 Di  Giuseppe (inviato il 11/04/2016 @ 00:54:55)

    Concordo con Dan (che é evidentemente l'unico ad aver compreso il mio punto senza infarcirlo di ovvietà). Questo referendum non orienta la politica energetica del ns Paese, né vincola chi ci governa ad adottare soluzioni alternative all'utilizzo delle attuali piattaforme petrolifere qualora dovesse vincere il SI. L'efficacia del referendum dipende dalla domanda che si pone e non dalle risposte che ne conseguono; e questo quesito é talmente mal formulato da rendere inefficace qualsiasi risultato. Ad ogni modo voterò SI.

  1. # 6 Di  Cici (inviato il 12/04/2016 @ 12:00:36)

    Prima,di andare a votare bisognerebbe consultare un veggente.
    Sempre,che il veggente sia in grado di capirci nulla da codesta ca.....di referendum.
    E'l'ennesima bufala italiana.
    Il cane,si morde la coda con sei zampe.
    Insomma,in mio avviso o si vota SI o si vota NO e'giusto evvero votare ma sara'applicata alla lettera,poi cio'che riferisce il referendum?
    E'UNA ITALIETTA,brutta sporca e sempre con le mani sporche di petrolio delle grandissimi lobbys.

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