apr152026
Siamo giunti quasi al termine del quarto anno di legislatura e, a poco più di un anno dalle prossime scadenze elettorali, ritengo utile offrire alla Città una panoramica sull’azione amministrativa svolta e sul ruolo esercitato dai banchi della minoranza.
Questi anni hanno rappresentato una fase di grande responsabilità politica e istituzionale, nel corso della quale ho avuto modo di misurarmi concretamente con le dinamiche amministrative e con le reali esigenze del territorio. Un percorso intenso di crescita, sia sul piano umano sia su quello istituzionale, che ha reso ancora più chiaro il mio modo di intendere il ruolo pubblico e le responsabilità che ne derivano, orientando la mia azione verso la tutela dell’interesse generale e privilegiando sempre un confronto politico fondato sui contenuti.
In questo solco ho interpretato il mio mandato, mettendo al centro la comunità e senza mai confondere il confronto politico con la polemica fine a sé stessa. Ho scelto il rigore al posto dello slogan, l’approfondimento alla propaganda, il dialogo alla contrapposizione sterile. Essere minoranza non significa essere marginali: significa vigilare, proporre, correggere quando necessario e sostenere quando l’interesse generale lo impone.
L’esperienza del Polo Civico, che mi ha visto candidato ed eletto nella lista Forza Civica, ha rappresentato un progetto politico serio e strutturato. Il quinquennio 2017–2022 ha lasciato un’impronta concreta, non solo attraverso l’inizio di opere pubbliche e l’intercettazione di finanziamenti che oggi producono risultati tangibili, ma anche mediante l’impostazione di un’importante fase di risanamento e riequilibrio del bilancio comunale. Alcuni dei cantieri attualmente in corso affondano le radici in quella stagione amministrativa. È doveroso riconoscerlo: la continuità amministrativa è un risultato concreto che va oltre le appartenenze politiche.
Non mi sottraggo, allo stesso modo, a un giudizio equilibrato sull’operato dell’attuale amministrazione, che ha portato avanti parte di quei progetti e ne ha avviati molti altri. Oggi la città è interessata da numerosi cantieri ancora aperti, che attendono di essere completati, e da interventi che stanno già interessando aree importanti e nevralgiche del territorio. È evidente che questi lavori stiano comportando qualche disagio per i cittadini, spesso chiamati a confrontarsi con limitazioni e difficoltà nella quotidianità. Tuttavia, spero si tratti di sacrifici temporanei che saranno ampiamente ripagati: alla conclusione di questi interventi, il volto della città sarà profondamente migliorato, più moderno, più funzionale e più vivibile.
La candidatura di Galatina a Capitale Italiana della Cultura 2028 è stata una scelta importante e lungimirante, che ha avuto il merito di proiettare la città in una dimensione nazionale e di attivare energie istituzionali, culturali e associative. L’esclusione dalla fase finale non può e non deve essere letta come un punto di arrivo negativo, ma come uno stimolo a proseguire con maggiore determinazione. Sarebbe un errore imperdonabile disperdere il patrimonio di idee, relazioni e progettualità costruito in quel percorso. Quel lavoro rappresenta oggi una base concreta su cui edificare una strategia strutturale di sviluppo, capace di generare opportunità, attrarre investimenti e rafforzare l’identità cittadina. Tradizioni, identità e prodotti tipici non sono elementi folkloristici, ma veri e propri asset economici e culturali. La denominazione di Galatina come “Città del Pasticciotto” va sostenuta con politiche mirate, marketing territoriale e una sinergia concreta con i nostri maestri pasticcieri, autentici ambasciatori del territorio.
In questi anni ho dedicato particolare attenzione alle frazioni e, in modo speciale, a Noha, comunità che vivo giornalmente. Tra gli interventi realizzati, spiccano: la ristrutturazione della Torre dell’Orologio, il percorso pedonale di collegamento con il cimitero, la costruzione della nuova villetta nell’area prospiciente via Aradeo e via V Ottobre, la riqualificazione di piazza XXIV Maggio, la manutenzione di strade e marciapiedi, e il completamento di opere di urbanizzazione attese da tempo. Tutti interventi concreti, finalizzati a rispondere a esigenze reali della comunità.
Altrettanto significativa è stata, in questi anni, la valorizzazione delle associazioni e delle iniziative locali: dalla rievocazione del Carnevale Nohano, manifestazione assente da oltre 30 anni, che ha risvegliato l'entusiasmo sopito della comunità, riscuotendo un grande successo sin dalla prima edizione, al sostegno delle feste patronali, fino all’attenzione riservata alle attività sportive. Segnali concreti di una comunità viva, che merita ascolto e continuità.
Occorre ora uno slancio ulteriore e una programmazione più ambiziosa. Sarebbe opportuno valutare un intervento di sistemazione di piazza Menotti, con il rifacimento della pavimentazione e ulteriori opere capaci di restituire piena dignità al monumento dedicato ai Caduti in guerra; la realizzazione di un’area verde in via Collepasso, quale qualificante biglietto da visita per la comunità e luogo di aggregazione per famiglie e giovani; il restyling dell’area di via degli Astronauti, attualmente destinata a orto botanico, che potrebbe divenire un ulteriore polmone verde per la cittadina; una manutenzione costante ed efficace dell’illuminazione pubblica, con particolare attenzione alle aree periferiche che necessitano di interventi di messa in sicurezza di strade e spazi verdi; la riqualificazione degli alloggi già destinati a edilizia popolare. Le frazioni non chiedono privilegi, ma pari dignità.
Nel corso di questi anni non sono mancate critiche puntuali e ferme, così come non è mancato il mio sostegno convinto quando si è trattato di difendere interessi superiori della comunità, come nella vicenda “Entosal”. Questo è il senso autentico del lavoro sin qui svolto: non ostacolare per principio, ma indirizzare; non demolire, ma migliorare.
In questo ultimo scorcio di legislatura è necessario compiere uno sforzo ulteriore di responsabilità. È giunto il momento di superare logiche di contrapposizione e aprire una fase nuova, fondata su una collaborazione leale e trasparente tra tutte le forze che hanno a cuore il futuro della città. Non si tratta soltanto di una scelta utile per affrontare le sfide che attendono Galatina e le sue frazioni, ma di una condizione indispensabile per costruire una prospettiva amministrativa ancora più solida e incisiva. In questo percorso, il dialogo con la comunità resta centrale, perché solo attraverso l’ascolto è possibile rispondere in modo efficace ai bisogni reali del territorio.
Da parte mia, questa disponibilità è chiara e convinta: credo che il confronto sui temi concreti e il lavoro comune per la città debbano diventare il metodo ordinario dell’azione politica, non un’eccezione. E su questo terreno, non farò mancare il mio contributo.
Emanuele Mariano
Consigliere comunale FORZA CIVICA
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