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LE AQUILE NON VOLAVANO A STORMI
Di Redazione (del 28/05/2026 @ 08:21:57, in Comunicato Stampa, linkato 100 volte)

Martedì 26 maggio scorso ho vissuto un’esperienza di ritorno al passato nella civilissima (che rischia di far rima con fascistissima) città di Galatina. Non già città del pasticciotto ma città dell’aquilotto. Come se fossi entrata in un portale del tempo, come quelli dei film di fantascienza, che mi ha riportato indietro di un secolo.

Dovevo incontrare il prof. Pati Luceri per accompagnarlo in Piazza Fortunato Cesari dove c’era un sit-in organizzato (autorizzato dalla Questura) contro il riarmo. Contro i tagli al welfare utilizzati per finanziare le guerre in corso e quelle che si prospettano per il futuro e, nondimeno, per promuovere la sospensione di tutti i rapporti civili e militari con Israele, lo stato genocida del popolo Palestinese.

Con Pati ci dovevamo incontrare all’Oasi bar alle 18:00 perché lo accompagnassi in Piazza F. Cesari in quanto non conosceva la strada per arrivarci.

Dopo averlo atteso per un po', l’ho chiamato e mi ha detto che aveva lasciato l’auto nei pressi della chiesa del Carmine e che i militari che presidiavano le strade d’ingresso alla Piazza Alighieri lo avevano bloccato vicino ad una Porta (Porta San Pietro alias Porta Nuova) per conto della Digos che doveva arrivare. Quindi l’ho raggiunto ed effettivamente all’ingresso di Via Stella c’erano quattro militari in tuta mimetica che gli impedivano l’accesso alla strada mentre lui, dopo più di mezz’ora che era in attesa, chiedeva che quantomeno lo facessero parlare al telefono con il comandante della Digos, visto che non arrivava. Rispondono che non possono.

Esasperato dall’abuso di potere e dall’estenuante attesa, Pati minaccia di sdraiarsi al centro dell’incrocio: “così dovranno fermarsi tutti insieme a me”.

Decido di avvisare Roberta che ci stava aspettando al presidio e che mi dice che ci avrebbe raggiunto con la Digos che, a quanto pare, era all’oscuro di ciò che stava accadendo li. Nel frattempo era arrivato anche il comandante della Polizia Locale rimasto in silenzio accondiscendente nei confronti dei militari i quali, a un certo punto, ci dicono che siamo liberi di raggiungere Piazza Cesari ma NON passando per quella strada: avremmo dovuto fare il giro esterno della città (!). A me sembrava assurdo che ci impedissero di attraversare a piedi Via Stella e dover fare il giro della città con i cartelli di polistirolo che servivano per il sit-in che era già in atto da più di un’ora ormai. Ovviamente ci era impedito l’accesso anche dalla parallela Via Filippo Turati, quello che «Le libertà sono tutte solidali. Non se ne offende una senza offenderle tutte».

 Per fortuna il vergognoso calpestio dell’art. 16 della Costituzione, deliberata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947 e in vigore dal 1 gennaio 1948, mentre noi evidentemente eravamo tornati nel 1926, cessa all’arrivo della Digos che afferma di non aver dato alcun ordine di limitazione alla circolazione del prof. Luceri e ci accompagna al presidio di Piazza Cesari attraversando le strade proibite, a quanto pare requisite dall’aeronautica militare in accordo con l’amministrazione comunale. In pratica i signori delle aquile hanno militarizzato il centro galatinese come se fosse loro zona di pertinenza, hanno fermato un libero cittadino che aveva la colpa di avere con sé dei cartelli di polistirolo sotto il braccio (tra l’altro con nessuna scritta leggibile) e hanno inventato che il tutto fosse partito da un ordine della Digos.

Purtroppo non è fantascienza e non è una cronaca del 1926.

Tutto questo accade a Galatina in un soleggiato tardo pomeriggio del 26 maggio 2026, con gli aerei che nel frattempo sfrecciano sopra la città e La Lampada senza luce (la Pupa) di Gaetano Martinez che, malgrado tutto, fin dal 1936 continua indomita a schiacciare col suo piede la faccia di Mussolini.

Anita Rossetti

 

 

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