
Un incarico che comporta responsabilità importanti, perché rappresentare un territorio significa ascoltarlo, comprenderne i bisogni e difenderne gli interessi con serietà e continuità.
Proprio per questo, non possiamo esimerci da una riflessione politica che riteniamo doverosa. Il consigliere Mariano è stato eletto nel 2022 tra i banchi dell’opposizione, all’interno di un progetto alternativo all’attuale amministrazione guidata da Fabio Vergine. Un mandato chiaro, conferito dagli elettori.
Oggi, a circa un anno dalle elezioni amministrative, assistiamo invece a un cambio di collocazione politica che coincide con l’ingresso nella maggioranza e con l’attribuzione di un ruolo di rappresentanza territoriale. Un passaggio che, nei fatti, assume il sapore di un vero e proprio premio politico, maturato nelle file della maggioranza.
È qui che si apre una questione non secondaria. In politica i percorsi possono evolvere, ma quando tali cambiamenti avvengono senza una spiegazione chiara e convincente, il rischio è che vengano percepiti come espressione di logiche di equilibrio interno o, peggio, di quelle che comunemente vengono definite cambiali elettorali.
Per questo, agli auguri di buon lavoro accompagniamo una richiesta precisa: che questo incarico non sia soltanto il punto di arrivo di un accordo politico, ma l’inizio di un impegno concreto, trasparente e verificabile nei confronti dei cittadini.
Michele Scalese
Segretario PD - Noha
Con familiare periodicità vengono rilanciati allarmi su presunti danni sulla salute derivanti dall'attività di Colacem nel territorio. L’importante realtà industriale nazionale ha, infatti, uno stabilimento a Galatina, dove impiega circa 100 unità oltre a generare un consistente indotto. Per il nostro sindacato la difesa dell'ambiente e della salute ha assoluta priorità rispetto a qualsiasi attività o profitto. Sia quando le persone indossano la tuta da lavoro, sia quando la tolgono per tornare ad essere semplici cittadini. Ciò vale anche per i dipendenti della Colacem, molti dei quali risiedono nei comuni vicini al sito.
Non possiamo quindi che seguire con attenzione ogni iniziativa volta a monitorare con costanza e rigore i possibili effetti nocivi di tutte le attività produttive, permettendoci di suggerire di allargare lo sguardo su tutte le possibili sorgenti inquinanti che interessano quell’area e l'intero Salento.
Attendiamo pertanto la chiusura della Valutazione di impatto sanitario (Vis) in corso relativa al cementificio, rispettandone gli esiti nella consapevolezza che saranno improntati a indipendenza e difesa del territorio. Non possiamo però nascondere la nostra amarezza nel constatare come intorno a questa discussione i grandi assenti siano i lavoratori e le loro prospettive occupazionali. Chiedere infatti la sospensione dell'attività, in assenza - occorre sottolinearlo - di dati certi e nelle more del procedimento della Vis, determinerebbe perdita di reddito per oltre 100 famiglie e di occupazione stabile e sicura sul territorio.
Riteniamo che l’approccio alle tematiche ambientali debba essere ampio ed organico, capace di farsi carico di tutti gli aspetti in campo senza creare inutili contrapposizioni. Dispiace ascoltare i lavoratori, ancora una volta coinvolti loro malgrado, dire in questi giorni che non si ritengono ‘responsabili’ o che hanno la ‘coscienza a posto’. Ascoltarli, provare a farsi carico della complessità, tenere insieme ambiente e lavoro è esercizio faticoso, ma che non può mancare, soprattutto a livello territoriale. Per questo ci aspettiamo dalla politica, specie da quei partiti che ambiscono a rappresentare il mondo del lavoro, un approccio più equilibrato, più ponderato e capace di affrontare le questioni nella loro complessità. Un approccio capace di guidare lo sviluppo di questo territorio, in un’ottica di sostenibilità, creazione di lavoro di qualità, contrasto a tutte le possibili fonti di inquinamento, difesa del territorio, senza dimenticare chi lavora.
Tommaso Moscara, segretario generale Cgil Lecce
Luca Toma, segretario generale Fillea Cgil Lecce

Dal 20 al 24 aprile l’istituto galatinese ha ospitato sei studenti spagnoli del corso di odontotecnica. Un’occasione di crescita formativa e culturale, con il supporto degli alunni dell’indirizzo turistico.
Un ponte tra Galatina e Pamplona, tra le eccellenze della formazione professionale pugliese e della Navarra. È quello che si è concretizzato in questi giorni all’IISS “Laporta/Falcone-Borsellino”, che da lunedì 20 a venerdì 24 aprile 2026 ha accolto sei studenti del corso di odontotecnica della scuola spagnola CI ESTNA – Departamento de Actividades Externas e Internacionalización – Pamplona (Spagna), accompagnati dal loro docente Sebastian Bernasconi.
L’iniziativa, nata dalla volontà della referente spagnola Ohiane Alonso – che aveva già visitato l’Istituto nel 2025 – è diventata realtà grazie al lavoro congiunto dei docenti e della dirigenza, trasformando l’idea in un autentico scambio Erasmus+.
Durante la loro permanenza, gli ospiti hanno potuto mettere mano ai materiali e alle attrezzature nei laboratori di odontotecnica dell’istituto galatinese, affiancati dai colleghi italiani. Non solo: sono state organizzate visite anche ad altre strutture del settore presenti sul territorio, per un confronto diretto sulle tecniche e le tecnologie utilizzate in Italia.
Ma l’aspetto più significativo del progetto è stata la dimensione interculturale. Grazie alla collaborazione delle studentesse e degli studenti dell’indirizzo turistico, i ragazzi spagnoli hanno infatti esplorato il centro storico di Galatina e le sue bellezze artistiche, trasformando ogni passeggiata in una lezione di storia, arte e lingua. «Questo progetto – si legge in una nota dell’istituto – è la dimostrazione che la scuola sa aprirsi all’Europa e sa creare ponti».
L’esperienza, coordinata dai docenti dell’indirizzo odontotecnico e turistico, rappresenta il primo passo di una collaborazione che le due scuole intendono rendere stabile. Non sono ancora stati definiti i dettagli per una futura mobilità in uscita degli studenti italiani verso la Navarra, ma l’entusiasmo di entrambe le parti fa ben sperare.
«Siamo pronti ad ampliare i nostri orizzonti – spiega un docente dell’IISS “Laporta/Falcone- Borsellino” – e a portare i nostri ragazzi a conoscere la realtà spagnola. L’Europa si costruisce così, giorno dopo giorno, in laboratorio e per le strade della città».
Intanto, la comitiva spagnola farà ritorno a Pamplona, portando con sé il ricordo di una terra che sa accogliere e che guarda con fiducia al proprio futuro europeo.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |