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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 26/04/2026

Il Prof. Gianferrante Tanzi è il primo scrittore di Noha del secolo scorso (quel “di Noha” è complemento d’argomento e non di provenienza, benché quest’uomo meritasse la cittadinanza onoraria nohana). È grazie alla sua opera che Padre Francesco D’Acquarica ha trovato la strada su cui costruire e approfondire la Storia di Noha così come la conosciamo oggi.

Ma quello che è davvero straordinario di questo personaggio è la passione che trapela attraverso le sue ricerche sulla storia di Noha, passione e amore commisti ad ardore, tali da chiedersi quale ne sia stata la ragione. Ma vediamo un po’ chi era il Prof. GIAN FERRANTE TANZI.

GIAN FERRANTE nasce da una nobile famiglia di Milano, divisasi al principio del secolo XVI in tre rami. Il primo ramo decorato dal titolo di conte si trasferisce in provincia di Como. Il secondo, anch’esso insignito con il titolo di conte, si sposta a Trani. Il terzo approda nel 1534 a Bari, dove, in data 4 luglio 1791 viene riconosciuto dal Magistrato politico camerale dello Stato di Milano come appartenente all’antica e nobile famiglia Tanzi della Lombardia.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff, Nob. Ital. col titolo di patrizio di Bari, nella persona di GIAN LUIGI Tanzi, nato Bari il 4 novembre 1853, fratello di GIAN FERRANTE, nato anch’egli a Bari il 12 dicembre 1855. Sono figli di Nicola (n. Bari 30 maggio 1820, † ivi 7 febbraio 1870) e della nobile Lucrezia de Gemmis dei baroni di Castelfoce († 6 maggio 1893).

Nel 1882 il nostro GIAN FERRANTE è dirigente del Museo e Archivio di Stato di Lecce, successore di Sigismondo Castromediano (1811-1895) patriota, archeologo e letterato italiano, noto per il suo impegno nel Risorgimento e per le sue opere letterarie. Si sposa con Concetta Mandoi, il 28 maggio 1883 a Bari.

Fu durante il lungo periodo di direzione del Tanzi che I ‘Archivio Storico di Lecce fu testimone di un vasto fiorire di studi salentini su questo o quell’argomento di storia locale, vale a dire storia tout court (e non di serie B).

Nel 1902 il Tanzi pubblicava la sua preziosa illustrazione di quello ch’era divenuto il suo archivio.  E da quell’ufficio aveva avuto avvio anche la sua attività di studioso, attestata da pregevoli monografie e soprattutto dalle laboriose ricerche su Feudi e feudatari in Terra d’Otranto, rimaste manoscritte, come quel Dizionario degli illustri Salentini, cui il Castromediano e il Maggiulli si erano dedicati, con una ristretta cerchia di collaboratori, e non meno importante, il nostro “L’Università e il Feudo di Noha” scritto il 15 maggio del 1906, esattamente al primo anno di vita della rediviva nostra Chiesa di San  Michele Arcangelo, nella cui sacrestia, appunto, il nostro P. Francesco D’Acquarica, durante le sue prime ricerche, ed esattamente nel 1972, trova una copia del libro.

Leggiamo così in alcune pagine de “L’Università e il Feudo di Noha”:

“…Esso era un feudo nobile, cioè tenuto in capite regiae Curiae…”

“,,, il nostro casale di Noha che sempre è appartenuto al Giustizierato di Terra d'Otranto, siccome feudo della Contea di Lecce.”

“…Nulla di comune vi è stato dunque nel Medioevo tra la terra di Noha e l'altra confinante di Galatina. In Noha stessa troviamo ab antico stabilita una Università che corrispondeva alla odierna amministrazione Comunale”

“…I documenti che seguono, di cui riportiamo le intestazioni, provano come i signori de Noha avevano resa indipendente la propria baronia, distaccandola dalla Contea di Lecce e amministrandovi direttamente la giustizia;”

 Ed elenca tanti “Privilegi reali” ricevuti da Noha:

“Lo privilegio della giurisdizione del casale di Noha concessa da re Ferrante (di Aragona)”

“Lo privilegio del casale Noha, Marine, Giurdignano e Padulano ecc.”

“…Come feudo, Noha è sempre distinto e separato dagli altri circostanti; non ha avuto mai comunioni di sorta con il Comune di Galatina, siccome cogli altri di Soleto, Cutrofiano e Sogliano, con cui ha sempre confinato.”

Scrive infine così di Noha:

“…il comune di Galatina nel 1811, quando fu pubblicata la nuova circoscrizione territoriale che divise la nostra provincia in comuni, circondari e distretti, considerò l'abitato di Noha siccome sua frazione, e le tolse tutte le rendite confondendolo con le proprie in una sola cassa comunale. Di queste rendite, che pur sono proprie da epoca remotissima, i cittadini di Noha non ne hanno che poco o nessun beneficio. Esse sono distolte ed invertite a vantaggio dei cittadini di Galatina. Rimane così un villaggio per quanto ora modesto, in altri tempi importante per la storia del feudalismo nella provincia, senza neppure i primi elementi necessari alla vita!”

Lecce 15 Maggio 1906 Prof. Gianferrante Tanzi

Marcello D’Acquarica

 
Di Loredana Tundo (pubblicato @ 19:39:51 in Comunicato Stampa, linkato 57 volte)

Negli ultimi giorni il dibattito politico cittadino è stato caratterizzato da una novità: un consigliere comunale eletto tra le fila delle opposizioni è stato ritenuto “responsabile” dalla maggioranza e ha ottenuto una delega dall’attuale sindaco della città, Fabio Vergine. È un fatto politico importante, che merita una delucidazione, partendo dalle basi della politica fino ad arrivare a quello che è il senso del nostro percorso di amministratori e di rappresentanti del popolo.

Innanzitutto intendo sottolineare una questione: in una democrazia matura, la minoranza consiliare non svolge un ruolo subordinato, né attende attestazioni di merito o incarichi come forma di legittimazione. La sua funzione, sancita dalla legge e dalla prassi istituzionale, è quella di vigilanza, controllo e proposta, esercitata nell’interesse generale della comunità. La collaborazione non è un favore concesso, né una medaglia da appuntare in prossimità delle elezioni. È un dovere democratico, che l’opposizione esercita quotidianamente quando ci sono i presupposti, magari in silenzio, per non dire indifferenza, ma per il bene esclusivo della Città e non di questa o quella coalizione.

In questi anni, l’opposizione ha dimostrato con atti concreti la propria disponibilità a collaborare sui temi più delicati che hanno riguardato la città. Dalla proposta dell’istituzione di un tavolo tecnico sui senzatetto, temporaneamente alloggiati in ospedale, a quella di creare un osservatorio permanente, come risposta agli episodi delle baby gang, dal confronto con i commercianti sull’ipotesi spostamento mercato settimanale, alle richieste di incontro e approfondimento per la viabilità. Inutile ricordare come la maggioranza ha risposto (o non risposto) a queste sollecitazioni relative a temi concreti e urgenti.

C’è poi la questione del rispetto politico e istituzionale che chi governa, cioè la maggioranza, deve a chi è in minoranza. Rispondere in modo tempestivo alle interrogazioni consiliari è diventato un optional, se è vero come è vero che ci sono richieste dello scorso anno ancora inevase, così come è sempre difficile ottenere un trasparente accesso agli atti, senza ricorrere a livelli istituzionali superiori, e infine appena chiaro che le minoranze non abbiano ruoli attivi sul processo decisionale, nell’affrontare argomenti che incidono sull’intera comunità.

Alla luce di ciò, l’attribuzione di deleghe presentate come gesto di apertura rischia di apparire tardiva e strumentale, ma soprattutto come l’ennesima cambiale elettorale, in una fase che smette di essere amministrativa e inizia ad essere campagna acquisti in vista delle prossime elezioni.

La collaborazione deve essere nel rispetto dei ruoli e non può essere rappresentata come una concessione, né come una forma di compensazione politica. La dignità delle istituzioni e delle persone non si negozia, e il ruolo pubblico si esercita con coerenza, nel rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.

La minoranza, di cui mi onoro di fare parte, continuerà a svolgere il compito con serietà e senso di responsabilità, nell’interesse esclusivo della Città, convinta che la collaborazione autentica si costruisca nel rispetto dei ruoli, non attraverso riconoscimenti simbolici.

Questo è il terreno su cui si misura la qualità di una democrazia locale.

Dott.ssa Loredana Tundo
 

Prima gioia stagionale per il Circolo Tennis “G. Stasi” Galatina, che davanti al proprio pubblico supera per 4-2 il TC Poggibonsi nella seconda giornata della fase a gironi. Una vittoria costruita con determinazione e qualità, che consente alla formazione salentina di riscattare il pareggio della prima giornata e di muovere con decisione la classifica.

La sfida si apre con un equilibrio sostanziale nei singolari. Andrea Cardinale lotta per oltre due ore ma cede al terzo set contro Tommaso Lenzi, mentre Ignacio Novo riporta subito il punteggio in parità grazie a una vittoria in rimonta, dimostrando solidità e carattere. Il punto del vantaggio arriva con una prestazione impeccabile di Matyas Lajos Fuele, dominante dall’inizio alla fine, mentre Federico Mengoli si arrende in due set ad Andrea Turini, riportando il confronto sul 2-2 dopo i singolari.

A decidere l’incontro sono quindi i doppi, dove il CT Galatina fa valere compattezza e lucidità. La coppia Novo/Cardinale si impone con autorità in due set, mentre Fuele e Dell’Atti chiudono il discorso al match tie-break dopo una sfida intensa e combattuta, regalando il punto decisivo del 4-2.

A fine gara, il capitano Donato Marrocco non nasconde la propria soddisfazione, sottolineando il valore della prestazione e del gruppo: “Oggi sono davvero molto felice. Voglio dirlo chiaramente: sono felice per questa vittoria e per questo gruppo. Questi ragazzi sono fenomenali. Oggi hanno messo in campo cuore, anima e una voglia incredibile di lottare fino all’ultimo punto. Io sono orgoglioso di guidarli. Siamo contenti di questo risultato, soprattutto dopo la mezza delusione della prima giornata finita in pareggio. Questo successo ripaga il lavoro di tutti. Ringrazio tutti i ragazzi: se lo sono meritato. Un grazie di cuore va anche a tutti i sostenitori. Oggi il circolo era bellissimo, pieno di gente che faceva il tifo per noi. Grazie a tutte le persone che ci sono state vicine e che ci hanno incoraggiato: sentire il vostro calore fa la differenza”

Ecco il tabellino completo dell’incontro:

Singolari

Tommaso Lenzi (Poggibonsi) b. Andrea Cardinale (Galatina) 6-4 1-6 6-2
Ignacio Novo (Galatina) b. Marco Angiolini (Poggibonsi) 6-7 6-1 6-3
Matyas Lajos Fuele (Galatina) b. Francesco Cano’ (Poggibonsi) 6-0 6-0
Andrea Turini (Poggibonsi) b. Federico Mengoli (Galatina) 6-1 6-2

Doppi

Novo/Cardinale (Galatina) b. Brogi/Angiolini (Poggibonsi) 6-3 6-2
Fuele/Dell’Atti (Galatina) b. Lenzi/Cano’ (Poggibonsi) 6-4 4-6 10-8

Ufficio Stampa

Antonio Torretti

 

Si è concluso con una giornata intensa, emozionante e ricca di significato il percorso “Noi… semi di legalità”, che ha visto protagonisti i bambini delle classi quinte del Polo 3 di Galatina.

L’ultima tappa si è svolta presso il “Muro del Coraggio”, luogo simbolo di memoria, impegno e speranza, dove gli alunni sono giunti al termine di una marcia della legalità vissuta con entusiasmo, partecipazione e profonda consapevolezza .

A rendere ancora più speciale e toccante la giornata è stato il flash mob realizzato dagli alunni: un momento carico di energia, colori ed emozioni, capace di trasmettere un messaggio forte e autentico .

All’evento hanno preso parte la Dirigente Scolastica, l’assessore Anna Congedo, la presidente del Centro Levera e la presidente di Legambiente di Galatina, testimoniando con la loro presenza l’importanza di fare rete per educare le nuove generazioni.

Con parole semplici ma profonde, sguardi sinceri e gesti pieni di significato, i bambini hanno ribadito un principio fondamentale: scegliere sempre da che parte stare è il primo passo per costruire un futuro più giusto, libero e fondato sulla legalità. In loro si intravede una luce autentica, quella di cittadini consapevoli e responsabili, capaci di seminare valori e far germogliare speranza.

Un’esperienza che lascia il segno, perché nei loro piccoli gesti si riconosce la forza di un grande cambiamento.

 Federica Ramundo

 

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