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Articoli del 27/04/2026

Il Prof. Gianferrante Tanzi è il primo scrittore di Noha del secolo scorso (quel “di Noha” è complemento d’argomento e non di provenienza, benché quest’uomo meritasse la cittadinanza onoraria nohana). È grazie alla sua opera che Padre Francesco D’Acquarica ha trovato la strada su cui costruire e approfondire la Storia di Noha così come la conosciamo oggi.

Ma quello che è davvero straordinario di questo personaggio è la passione che trapela attraverso le sue ricerche sulla storia di Noha, passione e amore commisti ad ardore, tali da chiedersi quale ne sia stata la ragione. Ma vediamo un po’ chi era il Prof. GIAN FERRANTE TANZI.

GIAN FERRANTE nasce da una nobile famiglia di Milano, divisasi al principio del secolo XVI in tre rami. Il primo ramo decorato dal titolo di conte si trasferisce in provincia di Como. Il secondo, anch’esso insignito con il titolo di conte, si sposta a Trani. Il terzo approda nel 1534 a Bari, dove, in data 4 luglio 1791 viene riconosciuto dal Magistrato politico camerale dello Stato di Milano come appartenente all’antica e nobile famiglia Tanzi della Lombardia.

La famiglia è iscritta nell’El. Uff, Nob. Ital. col titolo di patrizio di Bari, nella persona di GIAN LUIGI Tanzi, nato Bari il 4 novembre 1853, fratello di GIAN FERRANTE, nato anch’egli a Bari il 12 dicembre 1855. Sono figli di Nicola (n. Bari 30 maggio 1820, † ivi 7 febbraio 1870) e della nobile Lucrezia de Gemmis dei baroni di Castelfoce († 6 maggio 1893).

Nel 1882 il nostro GIAN FERRANTE è dirigente del Museo e Archivio di Stato di Lecce, successore di Sigismondo Castromediano (1811-1895) patriota, archeologo e letterato italiano, noto per il suo impegno nel Risorgimento e per le sue opere letterarie. Si sposa con Concetta Mandoi, il 28 maggio 1883 a Bari.

Fu durante il lungo periodo di direzione del Tanzi che I ‘Archivio Storico di Lecce fu testimone di un vasto fiorire di studi salentini su questo o quell’argomento di storia locale, vale a dire storia tout court (e non di serie B).

Nel 1902 il Tanzi pubblicava la sua preziosa illustrazione di quello ch’era divenuto il suo archivio.  E da quell’ufficio aveva avuto avvio anche la sua attività di studioso, attestata da pregevoli monografie e soprattutto dalle laboriose ricerche su Feudi e feudatari in Terra d’Otranto, rimaste manoscritte, come quel Dizionario degli illustri Salentini, cui il Castromediano e il Maggiulli si erano dedicati, con una ristretta cerchia di collaboratori, e non meno importante, il nostro “L’Università e il Feudo di Noha” scritto il 15 maggio del 1906, esattamente al primo anno di vita della rediviva nostra Chiesa di San  Michele Arcangelo, nella cui sacrestia, appunto, il nostro P. Francesco D’Acquarica, durante le sue prime ricerche, ed esattamente nel 1972, trova una copia del libro.

Leggiamo così in alcune pagine de “L’Università e il Feudo di Noha”:

“…Esso era un feudo nobile, cioè tenuto in capite regiae Curiae…”

“,,, il nostro casale di Noha che sempre è appartenuto al Giustizierato di Terra d'Otranto, siccome feudo della Contea di Lecce.”

“…Nulla di comune vi è stato dunque nel Medioevo tra la terra di Noha e l'altra confinante di Galatina. In Noha stessa troviamo ab antico stabilita una Università che corrispondeva alla odierna amministrazione Comunale”

“…I documenti che seguono, di cui riportiamo le intestazioni, provano come i signori de Noha avevano resa indipendente la propria baronia, distaccandola dalla Contea di Lecce e amministrandovi direttamente la giustizia;”

 Ed elenca tanti “Privilegi reali” ricevuti da Noha:

“Lo privilegio della giurisdizione del casale di Noha concessa da re Ferrante (di Aragona)”

“Lo privilegio del casale Noha, Marine, Giurdignano e Padulano ecc.”

“…Come feudo, Noha è sempre distinto e separato dagli altri circostanti; non ha avuto mai comunioni di sorta con il Comune di Galatina, siccome cogli altri di Soleto, Cutrofiano e Sogliano, con cui ha sempre confinato.”

Scrive infine così di Noha:

“…il comune di Galatina nel 1811, quando fu pubblicata la nuova circoscrizione territoriale che divise la nostra provincia in comuni, circondari e distretti, considerò l'abitato di Noha siccome sua frazione, e le tolse tutte le rendite confondendolo con le proprie in una sola cassa comunale. Di queste rendite, che pur sono proprie da epoca remotissima, i cittadini di Noha non ne hanno che poco o nessun beneficio. Esse sono distolte ed invertite a vantaggio dei cittadini di Galatina. Rimane così un villaggio per quanto ora modesto, in altri tempi importante per la storia del feudalismo nella provincia, senza neppure i primi elementi necessari alla vita!”

Lecce 15 Maggio 1906 Prof. Gianferrante Tanzi

Marcello D’Acquarica

 

Lunedì 27 aprile alle ore 18:00, nella Sala conferenze dell’ex Palazzo De Maria, in Corte Taddeo, l’Università Popolare “Aldo Vallone” propone un incontro dal titolo: “Executive Chef. Un approccio storico-esperenziale alla cucina tradizionale salentina”.

Protagonisti dell’evento saranno il prof. Matteo Piscopello e lo chef Cosimo Simmini che ci dimostreranno come “dai frantoi ipogei dei monaci basiliani al “miracolo pugliese” contemporaneo il Salento sia stato il più grande laboratorio di cucina fusion del Mediterraneo”. Introduce i lavori il Presidente Mario Graziuso.

La penisola salentina non è solo una destinazione turistica, ma un viaggio sensoriale attraverso sapori autentici e tradizioni culinarie millenarie. Ogni piatto tipico racconta una storia, ogni ingrediente parla del legame profondo con questa terra meravigliosa.

La gastronomia salentina è fortemente legata alla sua storia e alla sua tradizione: le antiche ricette salentine nascono dall’incontro di diverse culture e civiltà, passate per questa terra nel corso dei secoli: i Bizantini, i Normanni, gli Spagnoli hanno lasciato il loro segno, non solo nelle architetture e nelle tradizioni, ma anche nelle ricette locali.

E’ un viaggio culinario unico, che mescola sapori di terra e di mare con la tradizione e la storia di un territorio ricco e variegato: ogni piatto, ogni prodotto tipico, è un tassello di questo affascinante puzzle, una storia da scoprire e un sapore da assaporare.

Matteo Piscopello, diplomatosi nell’Istituto Alberghiero “Columella” di Lecce, si è laureato in Management aziendale presso la Facoltà di Economia di Unisalento ed ha conseguito anche la qualifica di Manager delle imprese turistiche, esperto nella gestione e direzione delle imprese turistiche presso FormApulia srl. E’ docente di ruolo di Laboratorio di Meccanica nell’IISS “Lanoce” di Maglie e in precedenza di Laboratorio dei Servizi enogastronomici presso l’IISS “Perrone” di Castellaneta. Ha svolto diverse attività professionali legate al settore alberghiero ricoprendo diversi ruoli quali Chef de rangue, Direttore di struttura, Maitre d’Hotel, Receptionist, Aiuto cuoco, Cameriere di sala ristorante in diverse aziende alberghiere di particolare prestigio della nostra provincia.

Cosimo Simmini ha dedicato tutta la sua vita a una passione, quella per l’arte culinaria ed ha ottenuto diversi riconoscimenti per la sua esperienza lavorativa di Chef: nel novembre 2002 quello di Maestro di cucina dall’Ass. Prof.le Cuochi Italiani, nel novembre 2004 è stato insignito come appartenente al Collegium Cocorum dalla Federazione Italiana Cuochi e nel maggio 2013 la “Stella al Merito” di Maestro del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Numerosi i suoi corsi di perfezionamento e molto apprezzata la sua esperienza lavorativa che lo ha visto protagonista dal 2007 quale Executive Chef Executive Chef del Ristorante Myosotis presso l’Hotel President di Lecce e dal 2013 quale Executive Chef del Ristorante Le Quattro Spezierie presso l’Hotel Risorgimento Resort di Lecce.

Mario Graziuso

 

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