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Di Redazione (del 28/02/2022 @ 19:55:43, in Comunicato Stampa, linkato 271 volte)

Galatina è pronta ad accogliere.

•    1991 - Il grande esodo dall'Albania, in quegli anni il Paese più povero d'Europa, verso l'Italia, terra dalle allettanti prospettive vede Bari, Brindisi e il Salento tutto come mete facilmente raggiungibili via mare. L’assenza di organizzazione nelle operazioni di sbarco fu attenuata dall’aiuto delle popolazioni locali e Galatina accolse 14 figli dalla terra delle aquile.

•    1992/1995 - La grande guerra in Jugoslavia costringe migliaia di civili bosniaci all'esodo per sfuggire da una vera e propria "pulizia etnica" perpetrata dai serbi. Nel Natale 1994 la nostra comunità ospita nelle proprie case venti bambini assordati dal rumore incessante dei bombardamenti e spaventati da una realtà incomprensibile.

Oggi, come allora, c'è una sanguinosa e devastante guerra nel cuore d’Europa che sta spingendo milioni di donne e bambini lontano da casa a cercare riparo altrove.

È difficile non associare quei ricordi al presente guardando le immagini di quanto avviene in Ucraina. È difficile non provare tristi emozioni.

Un padre che affida (e mai il significato fu così pieno) i figli a una perfetta sconosciuta, affinché raggiungano la madre (proveniente dall'Italia) al confine con l'Ungheria, mentre lui deve combattere per il proprio Paese e gli viene impedito di superare la frontiera; un uomo che non rispetta il coprifuoco e viene letteralmente schiacciato da un carrarmato; stelle comete russe che dilaniano abitazioni civili; treni umani in fuga da Kiev... l'ombra di un esodo che diventa reale.

E che probabilmente ci chiamerà all'appello anche stavolta.

 
Di Redazione (del 28/02/2022 @ 18:54:58, in Comunicato Stampa, linkato 247 volte)

Dopo aver ampliato i punti di videosorveglianza, l’amministrazione del Sindaco Marcello Amante intende proseguire nella sua azione di prevenzione utilizzando i fondi messi a disposizione interamente dal Ministero dell’Interno, per attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti con particolare attenzione agli Istituti scolastici.

Con “Scuole Sicure” l’Amministrazione ha previsto l’assunzione temporanea part-time di due unità della Polizia Municipale per attività di controllo e sensibilizzazione direttamente nelle scuole e programmato l’installazione di 4 nuove telecamere di videosorveglianza nei pressi dei plessi scolastici ritenuti “sensibili”: l’Istituto Tecnico Commerciale di via Don Tonino Bello, l’Istituto Tecnico Professionale di viale Don Bosco, il Liceo Scientifico e Linguistico di via Don Tonino Bello e il Liceo Classico di viale Santa Caterina Novella.

Con “Piazze Sicure”, in un progetto sinergico con i comuni di Cutrofiano, Collepasso, Sogliano Cavour e Soleto, l’Amministrazione ha previsto un’attività integrata sul territorio, con le Forze di Polizia dotate di unità cinofile, con interventi mirati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze circostanti gli istituti scolastici e in altri luoghi di aggregazione dei giovani che preveda anche attività di contrasto alla guida sotto l’effetto di droghe con particolare attenzione nei giorni del fine settimana e nelle fasce orarie serali tipiche della movida giovanile.

“La prevenzione è l’azione fondamentale nella lotta al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti – afferma il Sindaco Marcello Amante – “far percepire la presenza dello Stato nei luoghi sensibili di maggior concentrazione dei nostri ragazzi, come le vicinanze degli Istituti scolastici o le piazze adiacenti, è il miglior modo per scoraggiare il malaffare e lo spaccio.”

 
Di Redazione (del 27/02/2022 @ 10:33:57, in Comunicato Stampa, linkato 329 volte)

Si parla di “assistenza territoriale”, cosa ben distinta dal concetto classico di “Ospedale” che è tutt’altra cosa. Infatti il Santa Caterina Novella, in questa fase, non è interessato in alcun modo. Gli Ospedali di Comunità sono strutture a sé stanti in immobili di proprietà pubblica, per ricovero breve, con 20 o 40 posti letto e a gestione prevalentemente infermieristica con la supervisione dei medici e pediatri di medicina generale di base.

Un anello a completamento di quanto già previsto nel “Patto per la salute 2014-2016” con una funzione intermedia tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero, per quei pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica e con la funzione anche di facilitare la transizione dei pazienti dalle strutture ospedaliere per acuti al proprio domicilio, consentendo alle famiglie di avere il tempo necessario per adeguare l’ambiente domestico e renderlo più adatto alle esigenze di cura dei propri cari.

Un tassello importante, insomma, in una organizzazione sanitaria regionale che dovrà essere sempre meno “ospedalicentrica” per divenire sempre più “territoriale”, tant’è che già nel 2018 con DGR 1977 è stato approvato il regolamento e il modello organizzativo di funzionamento dell’Ospedale di Comunità.

Se nel 2020 in Veneto erano già attivi 69 Ospedali di Comunità, in Emilia Romagna 26 e in Toscana o Lombardia 20 nella maggior parte delle regioni del sud, compresa la nostra, secondo i documenti inviati dal governo all’UE a corredo del PNRR, non se ne contava ufficialmente nessuno. 

Ben vengano allora i fondi PNRR, con i quali si prevede di recuperare il gap con il nord del paese, e che danno la possibilità di realizzare in Puglia fino a 25 Ospedali di Comunità e altrettante Case di Comunità.

È per questo che accolgo senza remora alcuna l’invito rivoltomi da Sandra Antonica e Antonio Antonaci ad immaginare un percorso comune nell’interesse generale della comunità galatinese, nel rispetto e con le possibilità del ruolo ricoperto.  Da Sindaco, nonché massima autorità sanitaria cittadina, ho ovviamente seguito con attenzione lo sviluppo degli eventi. Ad oggi tutto è demandato alle decisioni regionali, e le informazioni di stampa dei giorni scorsi, seppur con un fondamento logico, rimangono pur sempre indiscrezioni. In questo periodo sono state elaborate ipotesi, avanzate proposte e inviate disponibilità di candidature, compresa quella della città di Galatina a mia firma con la quale ho messo a disposizione quanto necessario ad ospitare l’Ospedale o la Casa di Comunità.

Ho sempre inteso il mio ruolo di Sindaco come una Istituzione deputata al dialogo, seppur quando necessario anche in modo franco e deciso, ho voluto sempre rimarcare il concetto di dignità di una Politica svolta nell’interesse esclusivo della comunità che si rappresenta. Nessuna remora allora, ben venga l’interessamento ad affiancare il Sindaco di chi si candida a guidare la città, perché il diritto di cura non conosce “parti politiche” e non può essere oggetto divisivo da campagna elettorale

Marcello Pasquale Amante

Sindaco di Galatina

 
Di Redazione (del 27/02/2022 @ 10:29:14, in Comunicato Stampa, linkato 277 volte)

I venti di guerra, provenienti da Est, ritornano a far sventolare la bandiera: snella nella sua leggerezza, bella nel suo trucco multicolore, porta con sé i segni della sue fatiche. Ma è sempre lì, a ricordarci che la PACE va salvata. Che la Pace è un bene assoluto di cui dobbiamo fare grande tesoro.

Questa mattina sono tornato ad ammirarla, a darle una sistemazione: sospesa al pilastro che regge il balcone, aggrappata al verde rampicante e ai gladioli fioriti che le fanno compagnia, sta lì a ricordarmi che è di nuovo tempo di affollare le piazze per gridare forte: cessi la guerra, tacciano i cannoni, la gente torni nelle case e riprenda la vita normale.

Quella che segnala la mia abitazione mostra i segni degli anni. Sono ormai  trenta, era il 1990, un feroce dittatore invase un piccolo stato per appropriarsi delle sue risorse, suscitando la pronta reazione di 35 stati del mondo, accorsi in difesa di una popolazione indifesa. A questa ne sono seguite altre che hanno sempre procurato sofferenze, dolori, lutti.   

La bandiera è stata mia amica di strada, nelle tante “Marce della Pace” Perugia-Assisi, a cui negli anni mi hanno visto presente. Nata dall’idea di Aldo Capitini, nel 1961, ogni anno rinnova la sua testimonianza vivida della nonviolenza, del no alla guerra, della pace, della fratellanza e della solidarietà tra i popoli.

I suoi sette colori rubati all’arcobaleno ci ricordano che si può avere pelle diversa, vivere in qualsiasi parte del Globo, ma i sentimenti, i pensieri, la dignità, la speranza, l’ambiente, il progresso, il benessere, le avversità della vita ci rendono, come la pandemia che ci flagella da due anni, un’unica comunità mondiale.

 
Di Marcello D'Acquarica (del 25/02/2022 @ 13:51:29, in Comunicato Stampa, linkato 1238 volte)

E’ molto probabile che la Noha antica si estendesse nella piana tra il suffeudo di Pisanello e il fondo di Santu Totaru. La città Messapica giace sepolta nella terra, sottomessa come fu definitivamente da Roma nel 216 a.C., dopo l’ultima grande ribellione contro l’invasore (*). E’ probabile che quel centro Messapico avesse un altro nome, affatto diverso da quelli poi riportati nei testi storici e nei registri Parrocchiali: Noe, Noje, Novae, Nove, Noha. Per darle un legame più fantasioso ma anche in linea con il linguaggio di quel tempo, possiamo immaginare che si chiamasse proprio “ERQUANNA“ così come inciso sul Menhir ritrovato nei campi di Santu Totaru e celebrato negli scritti del nostro attento osservatore della storia di Noha, P. Francesco D’Acquarica.

Alcuni studiosi di Greco antico, con l’aiuto della nostra concittadina Maria Grazia Chittani, che vive in Grecia, hanno tradotto il testo inciso sulla superficie del nostro Menhir. Secondo le loro deduzioni si tratta di un nome femminile: Erthyanna (Giovanna).

Piuttosto articolato era il culto dei Messapi, rappresentato nelle prime fasi dal “culto aniconico (senza immagini) del pilastro-stele”, poi da cippi iscritti – a volte con nomi di individui – associati a depositi votivi che potevano assolvere ad una funzione religioso-cultuale, con valenza dedicatoria, votiva o funeraria. Ad una fase successiva risalgono i luoghi di culto caratterizzati da colonne sormontate da simulacri: celebre, a tal proposito, è il caso dello Zeus stilita adorato sull’acropoli di Ugento.

Nei tempi successivi al periodo Messapico, il Menhir di Noha è stato riutilizzato per altre funzioni, come si può dedurre dai vari incavi che gli antichi Romani usavano per incastrarvi altri elementi con il piombo fuso.

La dichiarazione seguente e la spiegazione analitica di ogni lettera della scritta ritrovata sul menhir di Noha, sono il risultato del lavoro eseguito dalla prof.ssa

Elena Deventzi e dall’insegnante di Greco antico Areti N. Kapralou.

Così conclude la nostra prof.ssa Elena Deventzi:

Sono Elena Deventzi, laureata in lettere classiche.

Secondo la nostra interpretazione, si suppone che la scritta

indichi un nome femminile:  “Erthyanna

Resta ancora il dubbio se la parola incisa sulla nostra pietra appartenga ad una devianza della lingua Messapica ancora poco conosciuta, oppure se possiamo annoverarla “tra le circa 350 iscrizioni di cui noi disponiamo” (*).

Se la presenza della lettera Y la esclude dall’essere considerata Messapica oppure se è uno dei rari esempi che potrebbero sovvertire uno dei punti fermi dichiarati dagli studiosi, secondo cui la lettera Y manca totalmente dal linguaggio scritto dei Messapi  (*).

A noi piace l’idea che l’antico nome di Noha fosse Erthyanna (Giovanna), e dunque, alla luce del doppio senso dei nomi, e della corrispondenza tra le cose e i loro nomi (“Nomina sunt consequentia rerum”) che significasse Piena di Grazia, ovvero Dono degli Dei.

A questo proposito non possiamo non citare Dante Alighieri, il quale nel XII Canto del Paradiso, ai versi 78-80, fa esclamare a Bonaventura da Bagnoregio, a proposito di San Domenico:

 

Oh padre suo veramente Felice!

oh madre sua veramente Giovanna,

se interpretata val come si dice!

 

Se avesse fatto un salto a Noha prima, magari il Poeta avrebbe usato direttamente il vocabolo  Erthyanna.

(*) Cfr. Cesare Daquino, I Messapi - Il Salento prima di Roma, Capone Editore, 1999, pag. 90.

Anche le immagini seguenti sono tratte dal succitato volume.

Marcello D’Acquarica

 

Un nuovo appuntamento per Fabio Vergine. Domenica 27 febbraio, a partire dalle ore 11:00, il candidato sindaco per la coalizione Galatina Spazio Aperto interverrà a Collemeto per un incontro di condivisione ed ascolto con la cittadinanza.

Dopo la presentazione del nuovo contenitore politico, avvenuta nel dicembre scorso, l’imprenditore ed ex docente universitario torna a riprendere contatto con il pubblico, per esporre la propria visione di Città ed ascoltare le esigenze dei cittadini.

Il tour di Vergine riparte da Collemeto, frazione galatinese che rivendica il suo forte senso di appartenenza. Un territorio dalla storica tradizione agricola, oltre che dalla notevole trazione turistica. Proprio Collemeto, nel corso degli anni si sta rivelando un importante centro strategico per il turismo, un punto di collegamento tra le mete marittime ed il centro storico galatinese.

 
Di Redazione (del 25/02/2022 @ 13:38:00, in Comunicato Stampa, linkato 542 volte)

Alcuni alloggi popolari di Galatina sarebbero ostaggio di inquilini fantasma: gli assegnatari, seppur legittimi, da tempo risiederebbero in altre abitazioni di proprietà. Altri alloggi, sempre di edilizia residenziale pubblica, sarebbero stati persino subaffittati.
Sono le denunce shock, con dettagli al seguito tali da renderle facilmente riscontrabili, raccolte nei giorni scorsi dal deputato galatinese del Movimento 5 Stelle, Leonardo Donno. Una segnalazione anonima dettagliata, su quanto sopraesposto, ha raggiunto lo scorso 19 febbraio la sede del Movimento 5 Stelle del suo paese. Il tutto nella consapevolezza che il portavoce, dal 2019, ha sposato la battaglia per lo sgombero degli alloggi popolari occupati abusivamente in tutto il Salento. Numeri preoccupanti quelli che, da tre anni a questa parte, ha raccolto tramite richieste di accesso agli atti avanzate ad Arca Sud Salento. Richieste al quale l'ente ha sempre prontamente risposto.

Nell'esposto anonimo, per il quale Donno nelle scorse ore ha già interessato il Prefetto tramite apposita missiva, compare un lungo e dettagliato elenco di alloggi insistenti sul territorio di Galatina occupati senza titolo, abbandonati dagli assegnatari e finanche subaffittati a terzi.
«Un caso, in particolare, è da Guinness dei primati - riferisce il deputato - si tratta di una casa in via Rieti. Sarebbe disabitata da più di un decennio, dacché gli assegnatari si sarebbero trasferiti in un'abitazione sita in una frazione di Galatina. Un caso quasi analogo vi sarebbe in via Vernaleone». Due i casi di subaffitto riportati nella lettera-denuncia recapitata a Donno. Atri tre immobili risulterebbero poi vuoti, con il rispettivo assegnatario che vive altrove.

Nella lettera inviata da Donno al Prefetto Maria Rosa Trio, al Comune di Galatina e al Comando di Polizia Locale, oltre che ad Arca Sud Salento, si legge: «Alla luce di quanto segnalato, seppur in forma del tutto anonima e, unitamente al dato emerso a seguito di una ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente alle occupazioni abusive delle abitazioni popolari di tutti i comuni della provincia di Lecce con decorrenza dall’anno 2009 (alla data del 13 settembre 2021 vi erano ben 356 occupazioni sine titulo e 331 pratiche di decadenza), si ritiene doveroso richiedere un intervento da parte delle autorità competenti, al fine di verificare innanzitutto se queste segnalazioni siano veritiere ed, in secondo luogo, ove lo fossero, predisporre tutte le procedure volte a ripristinare la legalità e consentire così la riassegnazione degli alloggi inutilizzati ed occupati in assenza di titolo a chi ne avrebbe diritto. Sono inoltre certo che questi casi, ahimè, non siano gli unici! Da ultimo, si evidenza che lo scrivente, in data 9 Gennaio 2021, aveva sollecitato tutte le Amministrazioni locali, tra cui anche il Comune di Galatina, a predisporre gli opportuni accertamenti in merito al numero elevato di occupazioni abusive e decadenze nei singoli territori, chiedendo contezza del numero preciso di immobili occupati sine titulo e delle procedure di decadenza. Richiesta, questa, rimasta inevasa».

 

Dopo l'inaugurazione dello scorso novembre, "Il Cavallino Bianco" di Galatina torna ad alzare il sipario su una nuova rassegna teatrale di carattere aprendo le prevendite a partire da domani, martedì 22 febbraio.  
Lo storico e prestigioso teatro, infatti, tornato agibile dopo numerosi interventi di ristrutturazione, è ormai una realtà perfettamente reinserita nel tessuto sociale e culturale e torna, quindi, a grande richiesta con una nuova programmazione anche quest'anno diretta da Pietro Valenti,  promossa dal Comune di Galatina e messa in scena dall’associazione OTSE (Associazione Theatrikès Salento Ellàda).

Contemporanea e al tempo stesso fuori dalle logiche del tempo, la rassegna si divide tra il teatro per adulti e quello per ragazzi unendo generi e temi diversi tra monologhi, classici e riletture. Ai più giovani è dedicato "La domenica non si va a scuola", cinque spettacoli domenicali in cui si intersecano storia e scienza, teatro e danza.

La rassegna centrale prende il via ufficialmente mercoledì 16 marzo con il primo spettacolo, "Il dio bambino", testo e musiche di Giorgio Gaber e Sandro Luporini per la regia di Giorgio Gallone, interpretato dal noto attore Fabio Troiano. Il monologo approfondisce il percorso teatrale del Gaber degli anni '90, esempio emblematico di quel “teatro di evocazione” teorizzato e declinato in tutte le sue forme espressive.

A seguire, il 22 e 23 marzo va in scena "Otello Circus" di Antonio Viganò, un lavoro che attendiamo da tempo e che riporta in Puglia una Compagnia amata ed unica, con gli attori del Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt, una versione dell'Otello ispirata all'opera musicale di Verdi e ambientata in un vecchio circo dove tutto sembra appassito e Otello è costretto a rappresentare la sua personale tragedia. Domenica 27 marzo, ore 20.45 fuori abbonamento, e il 28 marzo, ore 10 per il pubblico scolastico, è la volta di "Processo a Dio", dramma in due atti di Stefano Massimi per la regia di Raffaele Margiotta che rappresenta il silenzio di Dio dinanzi all'abisso dell'Olocausto e la ricerca di un colpevole da parte di un gruppo di sopravvissuti.

 
Di Redazione (del 18/02/2022 @ 13:19:41, in Comunicato Stampa, linkato 578 volte)

Durante i controlli nel mercato settimanale del giovedì gli Operatori della Polizia Locale Sovr.Capo Vergine Oronzo e Agente Gianluca Quarta, coordinati dal Vice Comandante Luigi Tundo, hanno effettuato un sequestro di numerosi capi di abbigliamento, di borse, di borselli e scarpe delle migliori marche contraffatte quali Adidas, Gucci, Louis Vutton, Moschino, Prada, Chanel, OBag, Burberry, Saucony pronte per la vendita. In totale sono stati sequestrati 96 capi cosi suddivisi: 53 tra borse, borselli e portafogli, 37 capi abbigliamento (cappelli, sciarpe, felpe, giubbini, tute) 6 paia di scarpe.

“Nonostante le numerose difficoltà legate alle crescenti incombenze ed agli adempimenti amministrativi che assorbono numerose risorse umane riusciamo a garantire dei servizi importanti per tutelare la concorrenza e il regolare commercio su aree pubbliche – afferma il Comandante Angelelli.- L’operazione compiuta ha anche il significato di deterrente per chi, sul nostro territorio, intende   esercitare   qualsivoglia   tipo   di   commercio   non   rispettando   le   comuni   regole". “Gli Operatori del Corpo di Polizia Locale in questa occasione come in molte altre - dice Nico Mauro, Assessore alla Polizia Locale - hanno dimostrato professionalità e capacità d’intervento. Sono soddisfatto di quello che nel mercato settimanale si è riusciti a realizzare anche per il ruolo di Assessore alle Attività Produttive che svolgo in questa Amministrazione; oggi più che mai il commercio in tutte le sue modalità di svolgimento ha bisogno del rispetto delle regole. La lotta all’abusivismo commerciale è fondamentale per tutelare gli operatori onesti che con molti sacrifici fanno il massimo per andare avanti.”

Il Comando di Polizia Locale sta altresì pianificando una serie di interventi mirati alla verifica dei requisiti per l'occupazione delle aree pubbliche per ogni tipo di attività commerciale su tutta l'area del       mercato       settimanale       ed       anche       su       tutto       il       territorio       comunale. I prodotti contraffatti sono stati oggetto di sequestro penale con relative informative di reato alla Procura della Repubblica per la prosecuzione dell’iter procedurale.

COMANDO POLIZIA LOCALE
Città di Galatina
Segreteria Comando

 

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