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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 22/11/2025

Di Antonio Mellone (pubblicato @ 17:57:45 in NohaBlog, linkato 331 volte)

Che ingenuo che sono. Pensavo che la campagna elettorale per le elezioni regionali pugliesi 2025 (ma ogni campagna elettorale) servisse a far cogliere agli elettori superstiti le differenze non dico tra i partiti - specie che appare in via di estinzione - ma tra le più o meno larghe coalizioni: sembra invece che tutti stiano facendo a gara per evidenziarne le somiglianze nascondendo sotto il tappeto le (eventuali) microscopiche discrepanze. A partire dai candidati, alcuni medaglia d’oro di salto in lungo anzi corto, altri muniti del dono della bilocazione come novelli taumaturghi. A Galatina, per esempio, alcuni soggetti te li ritrovi contemporaneamente, convintamente e purtroppamente (ebbene sì, Cetta La Qualunque colpisce ancora) sia nella maggioranza destronza in consiglio comunale che nella coalizione sinistrata in regione (onde partito è quasi voce del verbo).

A corroborare graficamente il suddetto dato scientifico è sufficiente studiare il simbolo della Lega, già maggioranza relativa in queste contrade [dato reale benché surreale, ndr.] che, oltre a ostendere l’Alberto da Giussano con tanto di spada alzata, in basso, a mo’ di tondeggiante (e frangibile) binomio anatomico, presenta due palle o cerchi: uno con il ritratto del partito prezzemolo, vale a dire lo scudo crociato; l’altro con il garofano rosso del partito socialista, simbolo storico del movimento operaio e quindi della lotta per l’equità sociale condotta contro classismo razzismo disuguaglianze e cosiddetta autonomia differenziata (o meglio autotomia, cioè auto-evirazione). Per dire che al grottesco non c’è limite, abbiamo un ulteriore bell’ossimoro anche all’interno della medesima palla: il garofano rosso con al sommo la scritta “Liberali”. Ora, da che mondo è mondo o sei socialista (più Stato e meno Mercato) o sei liberista (tutto Mercato e se capita solo un pizzico di Stato), tertium non datur. Certo uno può cambiare idea, e ci mancherebbe: ma può cambiarla lui, il soggetto singolo o il suo gruppo, non può mica farla cambiare a una dottrina, a una storia, a una fede, a un sistema coerente di pensiero filosofico, come appunto il Socialismo. Saranno pure categorie del Novecento queste, ma a ‘sto punto le lasciassero in pace una buona volta e utilizzassero ben altre specie di emblemi o dogmi o disegni di cui oggi c’è ampia scelta dentro e fuori le agenzie di marketing.     

Per dire quanto ormai sia stata messa da parte la Politica, nel corso della corrente campagna elettorale non s’è fatto riferimento alcuno alla genialata del riarmo europeo e ai connessi 800 miliardi da buttare nel cesso – possibilmente dorato - per acquistare strumenti di morte, e men che meno a una certa correlazione tra queste strategie e - per dirne una - la sanità ridotta al lastrico: sarà perché tutte ‘ste differenze tra una fazione e l’altra non sussistono.

 

In compenso i due principali concorrenti al trono di Puglia non si risparmiano con le loro boutade (leggi buttanate). L’altro giorno, per esempio, uno se n’è uscito imputando il disseccamento degli ulivi a tutti quelli che “abbracciando gli alberi, incatenandosi agli alberi, hanno di fatto consentito alla xylella di divorare 21 milioni di ulivi” [questa l’ha gettata davvero eh, ndr.], e l’altro, facendosi ritrarre in un oleificio probabilmente per la prima volta in vita sua, ammirando un bicchierino di olio color giallo paglierino, s’è messo a blaterare di Salento, di “reimpianto di olivi favolosa e leccino” così resistenti, signora mia, al batterio maledetto, e poi ancora di un “commissario” [‘ntorna, ndr.], e infine di prossime venture distese intensive di “kiwi gialli e carrubi e [giacché pure] di cotone” (tanto qualche schiavo per raccoglierne i batuffoli come tradizione vuole si trova sempre).       

Al suddetto duo mainstream bisognerebbe aggiungere il restante paio di candidati del tutto ignoti a giornali e tv: poverini, pare esistano solo virtualmente su gruppi WhatsApp o su blog clandestini. Nulla in confronto alla potenza di fuoco del patron e padron di Telepagliaroama, il quale imperversa fuori e soprattutto dentro i tg, in lungo e in largo per il territorio, per la gioia degli occhi (il t9 mi correggeva con allocchi).

Mi riferisco a quel signore così fotogenico passato di recente ai Fratelli d’Italia: dalla Regione Salento alla Repubblica Salò.

Antonio Mellone

 
Di Marcello D'Acquarica (pubblicato @ 11:59:34 in NoiAmbiente, linkato 4353 volte)

“A Galatina 1.200.000 euro per la costruzione di un asilo nell'area dell'ex-foro boario”

È il titolo di una notizia trionfalistica riportata sui quotidiani locali tipo il seguente:

 (A Galatina 1.200.000 euro per la costruzione di un asilo nell'area dell'ex-foro boario)

Ma non entriamo nel merito delle modalità utilizzate per informare i cittadini messi di fronte al fatto compiuto per opere come questa, talmente straordinarie da far cambiare la vita ai vivi e ai futuri viventi, (benché, sempre a proposito di asilo, la natalità sia in forte calo). 

RISCHI IDROGEOLOGICI

Secondo le cartografie dell’ISPRA, relative al rischio idrogeologico e a quello delle frane, disponibile sul sito internet dell’ente, Galatina presenta il rischio più elevato proprio nella zona indicata dalla grande opera pubblica: https://idrogeo.isprambiente.it/app/pir/c/75075

Secondo i dati, esite un corso d’acqua sotterraneo, censito e segnalato come vincolo di pericolosità idraulica dall’attuale Piano dell’Autorità di Bacino, le cui norme di attuazione impongono limiti all’edificazione e agli interventi che varino la permeabilità dei suoli. L’area in questione è inoltre attraversata nell’asse nord-sud dalla condotta della fognatura bianca, e sul confine Nord-Ovest si rileva la presenza della centrale di sollevamento della fogna nera cittadina, che risulta antiquata e del tutto insufficiente rispetto al carico di lavoro cui è sottoposta. Ne deriva un degrado olfattivo già noto nell’area, che si è provato a mitigare in fase di progetto con soluzioni specifiche ma senza alcun risultato efficace. Alla suddetta fonte di miasmi si aggiunge la vicinanza della zona industriale: parliamo di circa 500 metri in linea d’aria, dunque quasi a contatto con il primo opificio industriale/artigianale dell’area; stabilimento che insieme a molti altri dell’agglomerato produttivo Galatina-Soleto non spicca per la salubrità dei suoi dintorni.

RISCHI SANITARI

Secondo i dati riportati dall’Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) i bambini sono particolarmente vulnerabili all'inquinamento atmosferico, dal momento in cui sono nel grembo materno fino all'età adulta. Il periodo di maggiore vulnerabilità è quello dei primi 1000 giorni, cioè dal concepimento al compimento del 2° anno di vita. La frequenza respiratoria dei bambini è più alta rispetto a quella degli adulti. Inoltre, i bambini inalano una frazione maggiore d'aria attraverso la bocca rispetto agli adulti. A causa di questo aumento della respirazione orale, l'inquinamento penetra in profondità nelle vie respiratorie inferiori, che sono più permeabili (US EPA, 2019). Anche i corpi e gli organi dei bambini, inclusi i polmoni, sono ancora in fase di sviluppo (Chen et al., 2015), il che aumenta ulteriormente il rischio. Inoltre, il sistema immunitario in via di sviluppo dei bambini è più debole di quello degli adulti, rafforzando gli effetti dell'inquinamento (OMS, 2018). Per questa occasione abbiamo anche chiesto aiuto alla dottoressa Laura Reali, Presidente ISDE Roma e Lazio, e per chi volesse approfondire l’argomento, alleghiamo la relazione scientifica.

https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-pollution-and-childrens-health

Secondo il professor Floriano Bonifazi, (Video | Facebook) per decenni primario dell’allergologia dell’ospedale di Torrette, le generazioni che nella prima fascia d'età, e quindi da zero a 10 o 15 anni, sono state interessate dallo sviluppo tecno/industriale, e quindi in quella fascia d'età primaria hanno respirato nanoparticelle o cosiddette polveri sottili, seppur con dosaggi bassi e considerati "normati" cioè entro i 5 micro grammi al metro cubo, (cosiddetta soglia di sicurezza, oramai conclamata una emerita bufala)  nell'arco dei primi cinquant'anni di vita avranno il cancro al polmone.

CHIEDIAMO:

Di procedere pure con la costruzione del suddetto asilo, ma in area comunale decisamente meno critica per la salute dei bambini e delle famiglie. E di Trasformare il Foro Boario in un vero bosco, piantumando alberi autoctoni (tipo querce carrubi, pini, ulivi, ecc.) evitando possibilmente l’invasione di mattoni e di altri materiali cementizi, plastici o bituminosi.

Il suddetto parco sarebbe un vero polmone verde per la città, uno spazio aperto per natura intrinseca, accessibile alle persone di ogni età e condizione, fattore di mitigazione delle esalazioni provenienti dalla centrale di sollevamento della fogna nera, e avrebbe altresì la funzione di protezione acustica e polmonare dagli impianti insalubri provenienti dall’area produttiva. La nostra proposta è quella di uno spazio aperto, accessibile a tutti, vivacizzato da flora e fauna (anche spontanee), necessario per la salvaguardia del già fragilissimo ecosistema galatinese, continuamente minacciato dalle opere dannose e costose, quando non del tutto inutili, venduteci invece come grandi opportunità per le solite “crescita”, “sviluppo”, “riqualificazione”: in una parola “attrattività”.

 

Marcello D’Acquarica,

NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina

Download PDF su Considerazioni sanitarie sui rischi derivanti dalla collocazione di un asilo nido in prossimità di scarichi fognari e di aree industriali con opifici insalubri.

 

Fotografie del 22/11/2025

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