Non voglio dire che certa mancanza di senso civico dipenda da ciò che sto per dire, ma sono quasi certo che sia una concausa.
Dire che la storia di Galatina sia la stessa per Noha, fino a tentare in continuazione di far scomparire il nome, è un falso storico e morale. Sono due comunità che hanno vissuto storie differenti. A volte più vicine tra loro, a volte lontane. Per capirlo bisogna averne studiato quantomeno le pagine principali delle relative storie. L’ignoranza divide come le mura, non c'è niente da fare. Così come non c’è niente di male nell'insegnare ai propri figli a dire con orgoglio: "Sono di Noha", o di Collemeto o di Santa Barbara o di qualsivoglia altro luogo a cui ci si sente di appartenere. È risaputo dai più che le differenze creano valore, lo può capire anche un bambino e, soprattutto in questo caso, il galatinese contemporaneo. L'opposto, il “tutti uguali”, fuori e dentro, è invece un pericolosissimo appiattimento neuronico cronico. La recente storia d’Italia insegna.
Saper riconoscere e valorizzare le differenze è essenziale per costruire relazioni più profonde e, a proposito di inclusività, per promuovere un ambiente inclusivo. Le differenze sono una opportunità per generare innovazione, e contribuire così al benessere collettivo, di tutti.
Disconoscere la storia di un luogo e quindi di una comunità, è un atto di presunzione.
Se non conosci non ami, come fai altrimenti ad avere rispetto per te stesso e per il prossimo?
Se non ami non curi, anzi, distruggi.
Voler far finta che Noha non esista e venga fusa come una banalissima periferia, non crea certo occasioni di cultura, quella sostanziale per intenderci, concepita anche come mezzo di elevazione sociale. A proposito di finzione, mi sovviene una frase di Giacomo Leopardi in una sua opera, “Pensieri Moralisti greci”, scritti tra il 1824 e il 1932:
"Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono"
Senza la storia si è senza memoria, e quindi senza identità. È a rischio il futuro della bellezza.
La mancanza di identità influisce sull'autostima, rende le persone fragili. È un po' come non credere nelle proprie capacità. Alimenta il senso della dipendenza, dell'incapacità di essere autonomi.
Cancellare, per esempio nell’insegnamento, il senso di appartenenza ad un luogo, contribuisce a lacerarne l'identità.
L'identità è una colonna portante e formativa per un bambino che cresce e diviene adulto. Gli resta impressa come il nome e il cognome. Se lo porterà dietro ovunque andrà nella vita.
Voler cancellare il senso di appartenenza è diseducativo, oltre che traumatico. Rimuove il concetto di responsabilità e di corresponsabilità. Da qui l'indifferenza che dilaga sempre più verso la perdita di umanità. Come per esempio, l'abitudine ai peggiori decadimenti morali e civici.
E purtroppo i risultati si vedono, in tanti strafalcioni che si leggono in questa multiforme comunicazione moderna, quella dei cosiddetti social, ma soprattutto in ogni angolo di strada.
Strade percorse non più da bambini ma da persone adulte, anche da personaggi con ruoli importanti, tecnici, amministratori, perfino alte cariche, insomma una specie di virus che dilaga e che rischia di diventare una pandemia.
A dire il vero non di tutto il popolo, ma solo di chi vuole seguire il pifferaio, quello del paese delle meraviglie, sempre le solite, a cui manco egli stesso crede.
Marcello D'Acquarica

Fidas Noha, quarant'anni di record assoluti
Nella mattinata di domenica 15 marzo, dalle 09.00 alle 13.30, la “VIRTUS BASKET GALATINA” allestirà un gazebo per la vendita deI PASQUALOTTO a favore del progetto Bimbulanza.
L’evento, per grandi e piccini, si svolgerà in Piazza Alighieri a Galatina.
La Bimbulanza è la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.
Il progetto, fortemente voluto e realizzato da Don Gianni Mattia e dalla sua Associazione “Cuore e mani aperte – OdV”, nasce con l'intento di alleggerire il tragitto dei piccoli ospiti che in caso di necessità potranno essere trasportati nei vari spostamenti clinici tra diversi ospedali.
La vera novità, che rende speciale questa iniziativa ed il progetto tutto, sempre in debito di fondi per la sua sopravvivenza, è la presenza sulla Bimbulanza di un volontario clown che tra sorrisi, giochi e colori, allieta la permanenza sul mezzo dei piccoli passeggeri.
L’obolo volontario minimo per singolo PASQUALOTTO, dal peso di 320 gr. di cioccolato, al latte o fondente, è di 8€.
Vi aspettiamo.
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