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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 28/02/2026

Di Marcello D'Acquarica (pubblicato @ 18:07:09 in NohaBlog, linkato 295 volte)

Correva l’anno 1953, il 17 agosto, il Sindaco Carmine D’Amico di Galatina, così scriveva al Vescovo di Nardò, a quel tempo diocesi di appartenenza dell’antico Comune di Noha:

“Eccellentissimo Monsignor Ursi.

Nella nostra frazione di Noha, un gruppo di cittadini, ha presentato richiesta per la costruzione di un mercatino pubblico.

Ora, l'area consigliata e richiesta, è adiacente alla Chiesa Matrice (lato ovest) e dovrebbesi abbattere la chiesina laterale.

L'amministrazione non ha creduto prendere decisioni definitiva senza prima sentire il pensiero dell’Ecc.ma Vostra Ill.ma. Sarebbe gradito conoscere il parere del suo ufficio per le ulteriori determinazioni di questa Amministrazione.”

Dopo circa un mese, e precisamente il 15 settembre, così rispondeva il Vicario Generale:

Ill.mo sig. Sindaco del Comune di Galatina. In riferimento alla precedente Sua del 17 u. s. relativa alla Cappella della Beata Vergine delle Grazie in Noha, mi onoro significarle che in tale Cappella ha sede la Confraternita omonima. Prima, quindi, di concedere quanto era nei desideri di V. S. Ill.ma, questa Rev.ma Curia ha interpellato i Dirigenti della medesima Confraternita, i quali hanno giustamente risposto che sono ben lieti, anche in considerazione della finalità della richiesta (IL MERCATINO), di cedere la loro Cappella a condizione che codesto Comune ne costruisca una uguale in altra zona della medesima frazione.

Questa Rev.ma Curia è sicura che V. S. Ill.ma troverà giusta la richiesta dei confratelli ed a tale condizione concede ben volentieri la licenza di abbattere la Cappella della B. V. delle Grazie.

Voglia, Signor Sindaco, gradire i sensi della più profonda stima.

Il Vicario Generale.

 

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La nostra antica Chiesa della B. V delle Grazie, “Chiesina laterale” così l’appellava il Sindaco di Galatina, non avendone probabilmente mai osservato la sua imponenza, nell’anno del Signore 1964, in cambio di un mercatino mai nato -non certamente al posto della nostra Chiesa Piccinna- veniva così rasa al suolo, con il beneplacito dei Confratelli della omonima Confraternita e di tutta la popolazione, sotto il tiro di potenti mezzi meccanici (*) dopo ben oltre un millennio di preghiere in greco antico, latino e forse italiano, perfino dopo aver sostenuto mediante puntellamento, prima di esalare l’ultimo respiro,  la Chiesa Matrice che fin dalla sua ricostruzione, del 1901-1904, per cedimenti strutturali, si piegava inesorabilmente sotto il peso della grande volta a spigoli.  

Grazie Chiesa Piccinna, per averci accompagnato per buona parte del secondo millennio. Grazie per le tue gloriose testimonianze di fede e di storia di questa nostra comunità.

Fecero ancora in tempo a mostrarcela in tutta la sua bellezza, i nostri allora giovani sposi, Antonia Luceri (Tetta per gli amici) e Giuseppe Paglialonga, promessi in matrimonio il 27 luglio del 1963.

(*)La Chiesa Piccinna di Noha - Evagelos e Ruperto, due testimoni del tempo

Marcello D'Acquarica

 

Ma è proprio vero che la felicità ai giorni nostri dipende dall’energia?

Quanta ne occorre veramente per vivere sani senza ammalarsi prematuramente e morire come topi in gabbia?

In uno dei convegni per il “Festivale dell’Energia”, organizzato a Lecce nel maggio del 2025, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Prof. Dott. Gilberto Pichetto Fratin, ospite d’onore (anche se da remoto) al Teatro Apollo leccese, ha dichiarato, visti i tempi di guerre in corso, che per stare più tranquilli in Salento, oltre a ricoprire tutte le superfici idonee (tutte) con il  fotovoltaico, l’eolico e alcune piccole centrali nucleari, sarà opportuno tenere pronta all’uso, anche la Centrale a carbone di Cerano. Insomma, "melius est abundare quam deficere"

Festival dell'Energia, a Lecce dal 29 al 31 maggio

Un vecchio saggio diceva: chi si accontenta gode. Ma gli stili di vita imposti da questo sistema predatorio e basato sul consumismo a tutti i costi, il nesso del “godere” al “sapersi accontentare” lo ha cancellato, e forse ci resta solo più, e purtroppo neanche per tutti:

“…un giorno da leone”.

Nucleare e mini-reattori: perché la sicurezza energetica rischia di diventare fragilità strategica

Ce lo raccontano i medici di ISDE ITALIA (Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente)

Nucleare e mini-reattori: perché la sicurezza energetica rischia di diventare fragilità strategica - ISDE News

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Tempi di costruzione: Nessun Reattore Nucleare Modulare di Taglia Ridotta (SMR) è operativo su scala commerciale in UE. L’Italia non avrà SMR pronti prima del 2035–2040. Troppo tardi per gli obiettivi net-zero al 2030 (IPCC 2023)

Durante l’audizione sui disegni di legge C.1742 e C.2669, il dottor Giovanni Ghirga, per ISDE Italia, ha illustrato il paradosso nucleare: una tecnologia presentata come soluzione per la sicurezza energetica potrebbe trasformarsi, in scenari di crisi o conflitto, in un fattore di fragilità strategica e coercizione.

  • “…e in particolare di reattori nucleari modulari di piccola taglia (Small Modular Reactors, SMR), senza considerare il contesto geopolitico e militare globale significa sottovalutare rischi cruciali per la salute, la sicurezza e la stabilità democratica del Paese.”

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  • Infrastrutture civili come obiettivi sensibili

Le esperienze recenti di conflitti armati dimostrano che le infrastrutture nucleari non sono solo impianti energetici, ma potenziali leve di pressione politica e psicologica

  • Evacuazioni estese e contaminazioni persistenti

Gli SMR utilizzano materiali fissili e producono radionuclidi pericolosi come iodio-131, cesio-137 e stronzio-90. Anche un inventario radiologico inferiore rispetto ai grandi reattori può comunque comportare evacuazioni estese e contaminazioni persistenti, come evidenziato da analisi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica citate in audizione.

  • A oggi, inoltre, non esiste alcun SMR operativo su scala commerciale, né esperienze documentate di funzionamento in contesti di minaccia militare o terroristica, né dati su cicli di vita completi, dismissione e gestione finale delle scorie.

Colpire uno SMR non serve a “spegnere l’Italia”: serve a contaminare una zona densamente abitata, obbligare ad una evacuazione caotica e bloccare il Paese con l’effetto mediatico e sociale di una minaccia nucleare.

  • Ma la ragione più profonda per dire “NO” al nucleare, oggi, è che esistono già soluzioni migliori. Rinnovabili, accumuli, reti intelligenti, idrogeno verde per l’industria, elettrificazione capillare. Tutto ciò esiste, funziona, cresce, si diversifica. È già realtà in decine di paesi. È più VELOCE, più economico, più distribuito, più equo. Non lascia indietro nessuna scoria da custodire per centomila anni.

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Marcello D’Acquarica

 

Il ricordo del passato, lo sappiamo, o quanto meno siamo chiamati a saperlo, è un dovere.

Questa frase non solo non perde un centesimo della sua bellezza e della sua verità, ma addirittura assume ancora più importanza in un momento storico particolare in cui una profonda crisi valoriale ha aggredito le nuove generazioni che hanno perso, o forse non hanno mai avuto, dei precisi punti di riferimento e si affidano sempre più ai falsi miti dei social che spesso e volentieri sono solo dei “cattivi maestri”.
Noi continueremo invece ad andare avanti con un unico e preciso obiettivo: consapevolizzare i giovani riguardo al valore del patrimonio etico rappresentato dal sacrificio dei servitori dello Stato che hanno donato la propria vita per gli altri, al fine di garantire sicurezza, giustizia e legalità; sicuramente il più alto e generoso gesto che si possa concepire sperando che questi esempi di virtù e coraggio siano sempre più valorizzati, affinché rappresentino vere proprie “pietre miliari”, propedeutiche all’impegno civile di ciascuno.
Proprio per questo, auspicando l’inizio di un percorso ampio e condiviso che possa, negli anni avvenire, dare il giusto risalto alla figura di un illustre galatinese che silenziosamente ha servito lo Stato e ha portato tanto lustro alla città di Galatina, domenica, 01 marzo 2026, deporremo una piccola di fiori presso l’area giochi in via Calatafimi a Galatina in onore del Funzionario dell’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) Dr. Pietro Antonio COLAZZO, insignito della “Croce d’onore alla memoria”, per essere caduto a Kabul il 26 febbraio del 2010, a soli 47 anni, durante un attentato terroristico in cui ha contribuito a salvare la vita di altri connazionali.
Questa cerimonia si svolgerà, alle ore 10.30, nell’area dedicata al nostro valoroso concittadino (in via Calatafimi a Galatina) e che, nel dicembre 2019, l’Associazione Virtus Basket Galatina, in collaborazione con l’Ente del Terzo Settore “Cuore e mani aperte – OdV” e con l'aiuto di alcuni importanti sponsor, ha donato al comune di Galatina.

 Piero Luigi Russo

 
Di Redazione (pubblicato @ 17:47:49 in Comunicato Stampa, linkato 70 volte)

E’ in dirittura d’arrivo la manifestazione della Coppa Puglia con il suo penultimo atto in cui un ‘emergente Olimpia Sbv Galatina dirà la sua in una stagione, al momento, vissuta da protagonista.

Fermo il campionato di serie D per consentire lo svolgimento delle due semifinali in calendario, Trani-Falchi Ugento e Galatina-Freedom Sport Club Bari, la squadra salentina catalizza l’interesse della tifoseria trovandosi impegnata ai vertici delle due manifestazioni.

Smorza gli entusiasmi il direttore sportivo richiamando il gruppo ai massimi livelli di attenzione: “Non abbiamo centrato alcun obiettivo per il momento, ammonisce Davide Guarini, anche se primeggiamo in campionato ma con ancora nove gare da giocare ed in Coppa affrontiamo un avversario tradizionalmente tosto ed ostico come la Freedom Bari per portare in bacheca la finale”. Rimarca ancora l’ex centrale: “Sarebbe un errore capitale allentare la concentrazione sui due fronti o in alternativa preferire un impegno rispetto ad un altro più appagante, come la promozione nella serie superiore. Ogni esame ha una propria valenza divenendo un valore aggiunto per il percorso più arduo ma, soprattutto, caratterizza la bontà di un gruppo maturo e responsabile per il bene della società sportiva e del volley in particolare”.

Una vera e propria esortazione quella del DS volta a sollecitare in primis l’amor proprio di ogni atleta e poi a cogliere l’aspetto più tecnico, quello di un risultato positivo.

La Freedom giunge a Galatina con un bottino, ad oggi, nel suo girone di 38 punti, a fronte di 16 gare giocate, con 13 vittorie e 3 sconfitte e con un roster tutto nuovo rispetto alla passata stagione.

Guidati da mister De Stefano saranno presenti al Palazzetto di via Montinari, domani 01 marzo, i palleggiatori Loprieno e Balestra, gli opposti Miccoli e Cutrone, i laterali Quercia, Minella e Marolo, i centrali De Palma, Tampieri ed Ursi i liberi Lucchese e Vitarella.

Sarà una grande emozione vivere questa nuova avventura ed il richiamo dei tifosi non potrà mancare a supporto dei colori blu-celesti di Olimpia SBV Galatina.

Inizio gara alle ore 18.00 con la direzione affidata al 1^ arbitro signor Merico e al 2^ arbitro signor  Corrente.

Piero de Lorentis

 

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