mar152026

Ho chiesto a un po’ di persone di mia conoscenza cosa voteranno al referendum costituzionale. Ecco cosa mi hanno risposto.
Albino Campa (titolare di Nohaweb Sito): “No, nonostante i tuoi pezzi a tema su questo sito”. Francesco Scarcella (maestro di musica): “Do”. Monica D’Amico (artista e quindi attivista): “Te lo dico D’Amico: vota No”. Michele Scalese (segretario Pd nohano): “No, nonostante le Picierno”; Franco Mazzotta (maestro d’arte): “No, per la Pupa de Galatina”; Roberta Forte (avvocato): “Sono indecisa tra il No e il No”; Tommaso Moscara (sindacalista): “Ma che Sindacalista: di questi tempi chiamatemi Nondacalista”; Giovanni Leuzzi (professore e scrittore): “Sta giru pe’ le chiazze salentine: repùtu che vincerà il No”; Ritamaria Colazzo (prof di scuola media): “Ovvio che No. I miei alunni di seconda avrebbero saputo scriverla meglio”; Antonio Marra (cancelliere): “No, se non vogliamo cancellare la democrazia”; Paola Tripolino (La cassetta rossa centro antiviolenza): “No alla violenza di tre poli della magistratura: in pratica: Tri Poli No”; Stefania Tundo (amica dall’animo poetico): “Anche stavolta ti mando un No con il vento, e so che tu lo sentirai”; Valentina De Pascalis (maestra di danza): “Non voglio una giustizia ballerina: quindi No”; Anita Rossetti (sognatrice resistente): “Ora e sempre resistenza: No”; Lino Mariano (pensionato, attivista): “Hai presente le sillabe finali dei miei nome e cognome?”; Marcello D'Acquarica (ecologista): “No all’inceneritore della Costituzione”; Giuseppe Marco D'Acquarica (dipendente Acquedotto Pugliese): “Io non me la bevo: No, e condivido”; Un bel po’ di esponenti della maggioranza Vergine (all’unisono): “Votiamo sì perché questa riforma piaceva a due galantuomini come Gelli e Berlusconi, e perché così il governo potrà controllare la magistratura come durante il fascismo”; Loredana Tundo (commercialista, consigliera comunale d’opposizione): “Rimango coerente: No alla giunta Vergine”; Tonino Martinucci (pensionato): “None”; Rita Luceri (mia prof di francese): “Je vote Non au référendum”; Flora 2000 (fiorista e agenzia di pompe funebri): “Pe’ l’arma de li morti: No”; Fausto Romano (attore, regista e scrittore dalla schiena dritta): “Signornò”; Carlo Martignano (verde, ambientalista):
mar142026
Non voglio dire che certa mancanza di senso civico dipenda da ciò che sto per dire, ma sono quasi certo che sia una concausa.
Dire che la storia di Galatina sia la stessa per Noha, fino a tentare in continuazione di far scomparire il nome, è un falso storico e morale. Sono due comunità che hanno vissuto storie differenti. A volte più vicine tra loro, a volte lontane. Per capirlo bisogna averne studiato quantomeno le pagine principali delle relative storie. L’ignoranza divide come le mura, non c'è niente da fare. Così come non c’è niente di male nell'insegnare ai propri figli a dire con orgoglio: "Sono di Noha", o di Collemeto o di Santa Barbara o di qualsivoglia altro luogo a cui ci si sente di appartenere. È risaputo dai più che le differenze creano valore, lo può capire anche un bambino e, soprattutto in questo caso, il galatinese contemporaneo. L'opposto, il “tutti uguali”, fuori e dentro, è invece un pericolosissimo appiattimento neuronico cronico. La recente storia d’Italia insegna.
Saper riconoscere e valorizzare le differenze è essenziale per costruire relazioni più profonde e, a proposito di inclusività, per promuovere un ambiente inclusivo. Le differenze sono una opportunità per generare innovazione, e contribuire così al benessere collettivo, di tutti.
Disconoscere la storia di un luogo e quindi di una comunità, è un atto di presunzione.
Se non conosci non ami, come fai altrimenti ad avere rispetto per te stesso e per il prossimo?
Se non ami non curi, anzi, distruggi.
Voler far finta che Noha non esista e venga fusa come una banalissima periferia, non crea certo occasioni di cultura, quella sostanziale per intenderci, concepita anche come mezzo di elevazione sociale. A proposito di finzione, mi sovviene una frase di Giacomo Leopardi in una sua opera, “Pensieri Moralisti greci”, scritti tra il 1824 e il 1932:
"Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono"
Senza la storia si è senza memoria, e quindi senza identità. È a rischio il futuro della bellezza.
mar142026

Fidas Noha, quarant'anni di record assoluti
mar142026
Nella mattinata di domenica 15 marzo, dalle 09.00 alle 13.30, la “VIRTUS BASKET GALATINA” allestirà un gazebo per la vendita deI PASQUALOTTO a favore del progetto Bimbulanza.
L’evento, per grandi e piccini, si svolgerà in Piazza Alighieri a Galatina.
La Bimbulanza è la prima ambulanza pediatrica del sud Italia, all’acquisto della quale la cittadinanza di Galatina ha partecipato con numerosi e diversi eventi benefici.
Il progetto, fortemente voluto e realizzato da Don Gianni Mattia e dalla sua Associazione “Cuore e mani aperte – OdV”, nasce con l'intento di alleggerire il tragitto dei piccoli ospiti che in caso di necessità potranno essere trasportati nei vari spostamenti clinici tra diversi ospedali.
La vera novità, che rende speciale questa iniziativa ed il progetto tutto, sempre in debito di fondi per la sua sopravvivenza, è la presenza sulla Bimbulanza di un volontario clown che tra sorrisi, giochi e colori, allieta la permanenza sul mezzo dei piccoli passeggeri.
mar132026

Come non riproporre una coinvolgente e ritmata serata popolare?!? Tutti a ballare la pizzica con il violino di Luigi Marra, la fisarmonica di Ernesto Seclí e la bellissima voce di Daniela Damiani (e tamburello)!
Grande musica dalle mani sapienti di tre degli artisti più bravi del Salento.
Venerdí 13 Marzo ore 21.00
Vi aspettiamo!!!
mar122026

Il secondo incontro del Corso di Formazione Civica promosso da Galatina al Centro prevede un’accattivante Tavola Rotonda sulle Autonomie Locali. Giovedì 12 marzo alle 18.30 presso la sala “Celestino Contaldo” si discuterà dell’importanza che la nostra Costituzione ha voluto riservare alle Autonomie Locali prevedendo espressamente che “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”. E’ poi noto che con rifermento ai Comuni, alle Province e alle Aree metropolitane il dettato costituzionale è stato attuato con molto ritardo rispetto alle Regioni: infatti mentre queste ultime sono state rese operative negli anni 70; i Comuni, le Province e le Aree Metropolitane per la riforma hanno dovuto attendere gli anni 90.La problematica della tardiva riforma e soprattutto i grandi risultati assicurati dalla nuova normativa e dai Sindaci alle comunità di Lecce, dal 1998 al 2007,e di Mesagne, dal 2019 al 2025, saranno oggetto di approfondimento per capire in che misura ha inciso la normativa voluta dalla Costituzione anche con riferimento ad una gestione partecipata dai cittadini. Saranno i Sindaci dell’epoca, Adriana Poli-Bortone e Toni Matarrelli, a discutere. Il dibattito non trascurerà le criticità che inevitabilmente la riforma delle Autonomie locali ha comportato. In questo contesto quale ruolo hanno avuto le Province? Sono veramente, come sono state definite, “inutili carrozzoni”? La legge Delrio, che ha trasformato le province in enti di secondo livello-in quanto non v’è più l’elezione diretta- dopo più di un decennio come si valuta?
mar102026

Presentazione del nuovo libro "DARE VITA" di don Francesco Coluccia presso la Sala Lettura in via Liguria, 73 a Galatina.

Che palle. Se ancora vivi, e se i poliziotti del mondo Usraeliani non dovessero per caso bombardarci come Usa di questi tempi, domenica 22 e lunedì 23 marzo prossimi saremo ‘ntorna chiamati alle urne per l’n-esimo referendum costituzionale.
Dico bene “’ntorna”, in quanto non passa legislatura senza che al governo di turno (che dovrebbe occuparsi di ben altro), corroborato dalla propria maggioranza, sovente in combutta con pezzi di diciamo opposizione, venga il ghiribizzo di inoculare un po’ di virus P2 nella nostra Costituzione, quella stessa sulla quale i suoi esponenti giurano con la mano sul petto (mi sa altezza portafoglio) all’inizio dei loro mandati. Ora, la nostra carta costituzionale non sarà “la più bella del mondo” come asseriva quello, ma quasi sempre, quando ci metton mano, non fanno altro che storpiarla oltremodo.
Questa volta si son messi in testa di attentare alla separazione dei tre poteri dello stato (provando a subordinare il giudiziario all’esecutivo, mentre per il legislativo è quasi fatta) dandocela da bere con la semantica della separazione delle carriere dei giudici, e quindi con la triplicazione dei CSM (consigli superiori della magistratura), giacché pure delle spese connesse, tanto paghiamo noi, e, ciliegina sulla torta, con il sorteggio però dei soli giudici togati, ché quelli “laici” invece – come sono toghi loro - sarebbero sì estratti a sorte, ma fra i prescelti dagli amici degli amici (quando si dice autonomia e indipendenza).
Ce la stanno vendendo come la panacea dei mali della Giustizia, ma il cattivo funzionamento della macchina del terzo potere non dipende mica dalla separazione delle carriere tra i giudici requirenti e quelli giudicanti (già separati dalle statistiche oltre che dalla legge Cartabia di tre/quattro anni fa, per la regola secondo cui il cambio può avvenire soltanto una volta nell’arco della carriera del magistrato ed entro dieci anni dalla sua prima assegnazione, e in altra regione), ma innanzitutto dalla professionalità e dalla credibilità di pm e giudici, dall’endemica carenza degli organici, dalla mai realizzata digitalizzazione del processo penale, dall’edilizia giudiziaria che fa, appunto, pena, quindi da altri 200 milioni di tagli freschi alla Giustizia appunto nel 2026, e poi dalla ipertrofia normativa, dalla farraginosità delle procedure e, non ultimo, dall’alto tasso di litigiosità per bagattelle che intasano le aule dei tribunali (un esempio per tutti le querele temerarie, fatte apposta per intimidire e imbavagliare).
Il caso Tortora, quell’altro di Garlasco, i bambini nel bosco, e tutti gli altri di cui si sta occupando l’Istituto Luce a reti unificate sono solo fumo negli occhi degli allocchi, e non c’azzeccano nulla con la separazione delle carriere dei magistrati, come d’altro canto gli errori giudiziari, che continueranno a esserci come e forse più di prima. Eh sì, oggi un pubblico ministero per definizione imparziale è la migliore garanzia per il cittadino che non ha santi in paradiso: egli infatti deve raccogliere le prove a carico ma anche quelle a favore dell’indagato (ed eventualmente imputato), e quando ritiene che non ci siano i presupposti per procedere chiede l’archiviazione per l’indagato o l’assoluzione per l’imputato. Diverso sarebbe l’atteggiamento di un pm trasformato in “avvocato dell’accusa”, all’americana per capirci, il cui scopo principale invece è quello di “vincere”, collezionando il maggior numero possibile di arresti, rinvii a giudizio e condanne.
mar072026
Prosegue a Galatina il percorso di informazione e confronto promosso dal Comitato per il NO al referendum del 22 e 23 marzo, nato nelle scorse settimane e composto da liberi cittadini, movimenti politici, partiti, associazioni e organizzazioni sindacali.
Il Comitato organizza un nuovo incontro pubblico dal titolo “La Riforma Nordio, le ragioni del NO”, con l’obiettivo di approfondire i contenuti della riforma e spiegare ai cittadini le motivazioni di chi ritiene necessario respingerla attraverso il voto.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 11 marzo alle ore 18:30, presso il Palazzo della Cultura di Galatina, nella Sala Celestino Contaldo (Via Cafaro 2).
All’incontro interverranno:
Paola Guglielmi, Magistrato
Roberta Marra, Magistrato
Maria Pia Scarciglia, Avvocato del Foro di Lecce
Modererà il dibattito Angelo Salento, Sociologo e docente dell’Università del Salento.
L’iniziativa rappresenta un momento di approfondimento e confronto pubblico su una riforma che riguarda il funzionamento della giustizia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
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