set042026
Mentre le associazioni ambientaliste sottolineano la necessità di ridurre la produzione di rifiuti, magari adottando le linee guida contenute nel progetto “Rifiuti Zero” di Zero Waste Italy, l’attuale Amministrazione Comunale, a dispetto di antiche delibere, sembra quasi propendere per la strategia “Rifiuti infiniti”. Però in compenso non ci fa mancare grandi promesse di “polmoni verdi”, “boschetti”, e addirittura “parchi” (pazienza se qualificati addirittura come “periurbani”). Quanto all’“approfondita indagine epidemiologica” già coperta da un finanziamento ricevuto quale compensazione economica per l’ennesimo sacrificio di terreno fertile da convertire in area trattamento rifiuti, sarebbe il caso di attendere qualche altro decennio: per la famosa certezza della pena.
A proposito. Sull'albo pretorio della Provincia è spuntato nuovo di zecca un bando per l'ennesimo impianto di trattamento di rifiuti pericolosi a km0. Un vero paradiso tecnologico dove si triteranno pannelli di silicio, polimeri di incapsulamento, adesivi, sigillanti, metalli in tracce, sostanze chimiche, siliconi e guarnizioni. Tutta "grazia di Dio" che, una volta triturata, si trasformerà in polveri sottili miste (a silicio e metalli) che con buona probabilità finiranno dritte dritte dei polmoni dei cittadini e in quelli degli incolpevoli “turisti”.
Vuoi vedere che i famosi “polmoni verdi” sono i nostri?
UN ALTRO BELL’IMPIANTO DI RIFIUTI A KM0, ED ESATTAMENTE NELLA ZONA INDUSTRIALE CONFINANTE CON L’ABITATO: PER LA PRECISIONE UN
“IMPIANTO DI RECUPERO DI PANNELLI FOTOVOLTAICI ED APPARECCHIATURE ELETTRICHE
ED ELETTRONICHE (R.A.E.E.)“
Quindi, per la gioia di tutti e in aggiunta alle già esistenti 800.000 t/a circa di rifiuti di ogni genere, avremo non meno di altre 14.580 tonnellate annue di quanto segue:
Pannelli Fotovoltaici, Schede Elettroniche (PCB), Schermi LCD (TV e Monitor), piccoli Elettrodomestici, PED Polimeri di incapsulamento (EVA e Tedlar), Adesivi e Sigillanti, Residui di metalli in tracce e impurità, sostanze chimiche e polveri sottili, "collante" (EVA - Etilene Vinil Acetato), Backsheet in Tedlar o PET, siliconi, guarnizioni, fines, e chi più ne ha più ne metta.
Pazienza se poi, durante il processo di triturazione e separazione di questi prodotti, una parte del materiale di risulta si trasformerà in polveri sottili miste (silicio, polimeri e metalli) difficili da filtrare e separare nei singoli componenti originali.
ago222026
Lettera aperta al sindaco di Galatina, Dr. Fabio Vergine:

In soccorso del probabile ripetersi dell’emergenza “SOSPENSIONE RITIRO DEI RIFIUTI DI PLASTICA”, in corso in alcuni comuni della Provincia di Lecce, Galatina compresa, arriva la legge
del contenitore personale per i prodotti al banco.
La riduzione della produzione di plastica conviene a tutti perché si riduce l’abbandono illecito dei rifiuti nelle campagne e il grave sistema delle ecomafie, viviamo in un ambiente già molto malato che aggrava sempre più la nostra salute.
Il falso green si fa avanti, come per esempio, la mancata apertura delle “casette” per la distribuzione dell’acqua pubblica, potabile e certificata, e incentivando così il mercato delle confezioni di acqua in plastica. Questo accade anche a Galatina, dove l’unico punto di distribuzione di acqua potabile è in mano a privati.
A partire dal 12 febbraio 2027 con l’entrata in forza del PPWR del 12 agosto, non sarà più possibile da parte degli esercenti negare ai consumatori più sensibili (e senza maggiorazione di costi) l’acquisto di prodotti al banco (pensiamo soprattutto alla gastronomia) portandosi da casa propri contenitori. Le condizioni (adesso ben più definite e circostanziate) sono che i contenitori rispondano a requisiti igienici HACCP (i contenitori dovranno essere certificati MOCA con il simbolo del bicchiere e della forchetta e costituiti da materiali resistenti, riutilizzabili e lavabili come plastiche dure, vetro o acciaio).
Questa opportunità alla portata di tutti (un po’ come l’uso della borraccia) entrando gradualmente nel “costume” può davvero fare la differenza contribuendo in modo significativo non solo a ridurre tanti rifiuti da imballaggio, ma anche spingendo culturalmente verso comportamenti e stili di consumo fuori dall’inciviltà dell’usa e getta.
Zero Waste Italy sarà in prima fila nel preparare l’avvicinamento al 12 febbraio 2027, sia redigendo un vademecum rivolto ai semplici cittadini, sia stimolando incontri con le catene dei supermercati e della ristorazione più sensibili.
ago212026
Come Associazione NoiAmbiente e Beni Culturali e Coordinamento Civico Ambiente e Salute della Provincia di Lecce, che hanno tra le proprie finalità statutarie la tutela dell’ambiente e dei beni culturali, riceviamo da giorni numerose segnalazioni da parte di cittadini residenti a Noha, sul lato sud dell’ex cava, attualmente adibita a sito per il conferimento di rifiuti inerti, nonché da parte di cittadini di Galatina residenti nella zona a nord rispetto all’ex cava, in particolare in via Gallipoli e nella zona di San Sebastiano.
Nelle segnalazioni ricevute, i cittadini lamentano, nella maggior parte dei casi, la presenza di un forte odore di natura non identificabile, tale da rendere l’aria irrespirabile e da costringerli, in alcuni casi, a mantenere chiuse le finestre anche durante le ore notturne.
Da giorni, e secondo alcune segnalazioni già dal mese di giugno, dal bordo del sito sul lato sud, in direzione di Masseria Colabaldi, sarebbe inoltre visibile una nube fumosa che tende progressivamente ad aumentare per poi essere trasportata dai venti, contribuendo alla diffusione del cattivo odore sia verso Noha sia verso Galatina, nelle zone sopra indicate.
Al fine di effettuare una verifica diretta, abbiamo effettuato un sopralluogo sul posto e abbiamo potuto constatare la presenza, nella parte indicata nell’immagine allegata, di una nube poco densa ma persistente, che tende a innalzarsi e successivamente ad allargarsi nell’area circostante.
Da quanto osservato, il fenomeno non sembrerebbe riconducibile alla classica colonna di fumo derivante da un incendio. Il fenomeno risulta inoltre maggiormente visibile nelle prime ore del mattino, presumibilmente anche in relazione alle condizioni atmosferiche che ne favoriscono la percezione visiva.
Per quanto riguarda l’odore percepito, risulta difficile descriverne con precisione la natura, ma la sua intensità è tale da rendere l’aria, secondo quanto riferito dai cittadini e da quanto da noi riscontrato durante il sopralluogo, particolarmente sgradevole e difficilmente respirabile.
Alla luce di quanto sopra, e considerata la particolare attenzione che da tempo viene rivolta alla situazione ambientale e sanitaria del territorio di Galatina, riteniamo necessario che le autorità competenti effettuino quanto prima le opportune verifiche.
In particolare, chiediamo al Sindaco di Galatina, quale Autorità Sanitaria Locale, di voler disporre ogni iniziativa ritenuta necessaria a tutela della salute pubblica, anche alla luce delle criticità sanitarie evidenziate nel territorio dal Registro Tumori dell’ASL di Lecce, presentato nel febbraio 2025.
Chiediamo pertanto un intervento urgente dei tecnici dell’ASL e dell’ARPA Puglia, affinché possano essere effettuati accertamenti sulla natura delle emissioni segnalate, individuandone, ove possibile, l’origine e verificando l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente nocive nell’aria.
Chiediamo inoltre agli organi competenti in materia di sicurezza e controllo ambientale di verificare le condizioni del sito e la tipologia dei materiali effettivamente conferiti, con particolare riferimento ai rifiuti inerti, accertando che le attività svolte siano conformi alle autorizzazioni vigenti e che non siano presenti materiali o situazioni suscettibili di determinare emissioni od esalazioni anomale.
Riteniamo che la situazione descritta meriti un accertamento tempestivo e approfondito, non soltanto per fornire risposte ai numerosi cittadini che hanno segnalato il problema, ma soprattutto per escludere qualsiasi possibile rischio per la salute pubblica e per l’ambiente.
In attesa di un Vostro cortese e sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti.
A Nome del Direttivo di NoiAmbiente e Beni Culturali (Marcello D’Acquarica)
E del Coordinamento Civico Ambiente e Salute della Provincia di Lecce (Alessandra Caragiuli)
mag232026
Presso la sede della Sezione Ambiente della Provincia di Lecce, il giorno martedì 26/05/2026, è fissata la prosecuzione dei lavori della Conferenza di Servizi decisoria in modalità telematica, ai fini del rilascio del provvedimento autorizzativo unico regionale del progetto per l’impianto di biogas da trattamento di rifiuti “Forenergy S.r.l.”, da costruire nella Zona Industriale di Galatina/Soleto.
Si tratta dell'ennesimo progetto “privato” proposto sul territorio per la produzione di cosiddetto biogas (il bio, insieme a eco, green, circular, ecc. rendono più belle tutte le schifezze) mediante la digestione anaerobica di biomasse dove, accanto ai rifiuti organici (FORSU - Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), saranno miscelati altri rifiuti, come per esempio: scarti agricoli e agroindustriali, fanghi dei depuratori e liquami. Il processo industriale prevede, come da dati presenti nel progetto, un ingente consumo di acqua, e l’uso di solventi chimici.
Secondo studi scientifici pubblici, dal processo di estrazione del biogas e del compost ricavato possono derivare gravi rischi sanitari e quindi di contaminazione, senza considerare l'apporto dell'inquinamento da traffico in tutte le direzioni. [*]
Gli impianti di cosiddetto biogas sono fortemente incentivati dal Decreto Ministeriale del 15 settembre 2022 per la cosiddetta transizione energetica, che li fa rientrare magicamente tra le fonti di energia alternativa ai combustibili da fossile, e questo motiva maggiormente la richiesta di nuovi progetti senza tener conto del fabbisogno delle comunità. Difatti, nella sola provincia di Lecce oggi se ne contano almeno sette. A questi bisogna aggiungere i 17 che AQP (Acquedotto Pugliese) vorrebbe realizzare in tutta la Puglia, di cui 6 destinati in provincia di Lecce (Copertino, Lecce, Maglie, Gallipoli, Nardò, San Cesario di Lecce). Impianti che aumenterebbero l’inquinamento in aggiunta alle tante, troppe, emissioni delle industrie che da anni sono attive sul nostro territorio.
Come già espresso durante la prima Conferenza dei Servizi, la Provincia ha confermato l’inutilità dell’impianto nell’area Galatina/Soleto, in quanto contrario ai principi del buon senso. Difatti, al punto 3) del verbale della CDS [**], pubblicato sull’albo pretorio provinciale, possiamo leggere: “…il Presidente fa rilevare che, contrariamente a quanto indicato, nel territorio della Provincia di Lecce è già presente e operante l’impianto Calimera BIO S.r.l. (sito nel Comune di Calimera) che tratta fino a 30.000 t/a e nel Comune di Galatone è stato autorizzato l’impianto della Società Salento Green S.r.l. per trattare fino a 20.000,00 t/a. Peraltro, tenuto conto che all’interno del documento allegato alla DGR 615 del 16 maggio 2024 di aggiornamento del piano di rifiuti solidi urbani è stabilito il fabbisogno impiantistico nella provincia di Lecce, che dovrebbe consentire il trattamento di 50.000 tonn/anno FORSU, parrebbe che detto fabbisogno risulti in realtà già soddisfatto dai due impianti sopracitati”
apr202026
Sono in fase di studio i documenti relativi a Colacem, il cementificio di Galatina (Lecce) di cui è in corso la Valutazione d’impatto sanitario nell’ambito del riesame dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale che consente allo stabilimento di produrre. Sul tavolo della Provincia di Lecce sono approdate le istanze delle associazioni, che chiedono lo stop cautelativo dell’impianto. A suffragare la richiesta il dato sull’arsenico e il cromo esavalente emerso dal rapporto Arpa, l’agenzia preposta alla prevenzione e alla tutela ambientale, che nello scenario di emissioni autorizzate supera le soglie di accettabilità. Esponendo, secondo degli studi allegati nell’istanza di stop, a rischi cancerogeni la popolazione, in un’area già dichiarata cluster per le patologie tumorali.
Il presidente della provincia di Lecce e sindaco di Martano, Fabio Tarantino, assicura la massima attenzione sul dossier, dopo l’incontro con le associazioni dello scorso 10 aprile. Un incontro che definisce "positivo". "Bisogna vagliare attentamente lo studio – afferma Tarantino – e vedere come va la conferenza dei servizi. Lo studio è già in fase di valutazione, ma bisogna capire la percentuale di inquinanti e se eventualmente siano da attribuire a Colacem e possano portare a delle decisioni. La chiusura cautelativa dell’impianto si può avere solo in casi di gravi motivi e – aggiunge – al momento non ho avuto queste notizie dai tecnici. L’idea della Provincia è di non dare spazio a inquinamento".
Tra i documenti principali al vaglio dei tecnici ci sono le considerazioni di Fabrizio Bianchi, ricercatore associato senior dell’istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa, dei comitati scientifici nazionali di Isde (i medici per l’ambiente) e Legambiente. Bianchi ha fornito considerazioni sulla Valutazione d’impatto sanitario elaborata dall’università di Bologna sullo stabilimento di Galatina. Sollevando alcuni interrogativi sul metodo dello studio, e concludendo che "con i dati oggi a disposizione non si è in grado di rispondere a domande cruciali per amministratori e cittadini".
"La stessa area – sostiene Bianchi - presenta dati di inquinamento dell’aria che, sebbene di media entità, comportano un aggravio di numerosi morti e casi di malattia evitabili se si diminuissero le attuali concentrazioni verso quelle raccomandate dall’Oms per proteggere la salute".
feb252026
Che qualche cittadino non sia informato, può essere comprensibile, e qui se lo desiderano possono attingere i pareri di epidemiologi di fama nazionale, che ovviamente non sono di parte, tutt’altro.
Ma che alcuni politici nostrani, e buona parte degli amministratori regionali e provinciali, abbiano ancora dei dubbi sui pericoli che apportano sul nostro territorio, avallando mega impianti di tipo anaerobico per centinaia di migliaia di tonnellate/anno di rifiuti, oltretutto provenienti da altre province o regioni, è davvero inconcepibile. Soprattutto in considerazione della grave situazione sanitaria dell’intera Provincia di Lecce.
Non servono altri mega impianti, né a Galatina/Soleto, né a Cutrofiano dove si vorrebbe un impianto – Humus S.r.l. - da 80.000 t/a, né altrove in tutta la provincia, dove, così come ha anche confermato il Presidente della sezione ambiente, ing. Moschettini, nel verbale di un tavolo tecnico per l’impianto Forenergy da 40.000 t/a che si vorrebbe autorizzare a due passi dalle piazze di Galatina e Soleto:
“…il Presidente fa rilevare che, contrariamente a quanto indicato, nel territorio della Provincia di Lecce è già presente e operante l’impianto Calimera BIO S.r.l. (sito… nel Comune di Calimera) che tratta fino a 30.000 t/a e nel Comune di Galatone è stato autorizzato l’impianto della Società Salento Green S.r.l. per trattare fino a 20.000,00 t/a. Peraltro, tenuto conto che all’interno del documento allegato alla DGR 615 del 16 maggio 2024 di aggiornamento del piano di rifiuti solidi urbani è stabilito il fabbisogno impiantistico nella provincia di Lecce, che dovrebbe consentire il trattamento di 50.000 tonn/anno FORSU, parrebbe che detto fabbisogno risulti in realtà già soddisfatto dai due impianti sopracitati;”
dic112025
Generalmente verso la fine di novembre lassù sulla collina di Rivoli, in Piemonte, dove ho trascorso buona parte della mia vita, le temperature notturne iniziano a scendere sotto lo zero e il sole diurno non riesce più a scaldare quanto basta per far fiorire la campagna, come invece accade qui da noi in Salento.
È questa una delle svariate ragioni, non l'unica, per cui, nonostante le difficoltà, io e la mia famiglia amavamo tornare anche in inverno. E nonostante i disseccamenti degli alberi, la cementificazione a gogò, gli straripamenti di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti questa benedetta nostra Natura non si smentisce mai.
Percorrendo quindi la strada che da Galatina porta a Santa Barbara, seppur sventrata a tratti da miniere e cave infinite, non può sfuggire allo sguardo la parte sana del panorama che si staglia a destra e a manca lungo la via e che a mezza costa della serra attraversa la campagna precedente all’antico abitato.


Dall’alto dello scosceso scivolano a valle prati verdi e colorati come fossero i quadri che hanno rapito l'attenzione di una moltitudine di artisti, tipo Van Gogh o Monet, il Botticelli ma anche tanti altri ignoti alle gallerie d'arte ma altrettanto testimoni della bellezza della terra di cui la nostra stessa carne è respiro. Antiche Masserie circondate dai muretti a secco dominano ancora gli austeri luoghi, marcati da sentieri e argini che si dissolvono a valle in una piana infinita fino a lambire le case del Comune di San Donato. Terra segnalata in molti riferimenti all’area di Collemeto anche nel Piano Paesaggistico Territoriale Regionale nell’ambito del Tavoliere Salentino, come sede produttiva di vini, olii e ortaggi tipici del nostro mediterraneo. Nelle nostre osservazioni protocollate nel mese di ottobre 2025 presso la Provincia, si legge altresì: “…l’uso produttivo della campagna legato alla vite, definisce una forte invariante territoriale per l’intero ambito”. E ancora: “…dove a proposito di Collemeto e Santa Barbara si certifica la presenza di: […] una florida agricoltura, specie nel settore orticolo, favorita dall'abbondanza di acque per irrigazione.” (OSSERVAZIONI DEL 8 OTTOBRE 2025)

Così dovendo fare provviste di vino e altri generi alimentari, prodotti a km zero, con la preziosissima e rara genuinità che nessuna holding internazionale può garantire, come invece possono fare le piccole aziende di Santa Barbara e dintorni, osservandone luoghi e colori, non potevo non chiedermi quale ragione muove gli amministratori sia regionali che territoriali nel voler sacrificare un luogo così innocente tra i pochi rimasti, consegnandolo nelle mani di improbabili benefattori, come intendono loro stessi definirsi che promettono di riciclare ben 90.000 t/a di rifiuti, pericolosi o meno, ridotti poi durante le varie fasi di incontri con le istituzioni, a 24.000 t/a, come se, un piccolo atollo di terra intonsa, straripante di bellezza, possa digerire nel suo fragile seno, tonnellate di veleni della cui provenienza non c'è ancora traccia.
nov292025
Non sono passati che pochi giorni da sabato 15 novembre 2025, giorno in cui per l’ennesima volta ci siamo illusi di prendere due piccioni con una fava, e cioè:
1° piccione: di ripulire dai rifiuti un pezzo importante di nostra Madre Terra e
2° piccione: di essere di esempio per chi invece continua imperterrito a credere nell’infinito, ciò che invece è finito.
Ma niente… siamo rimasti con la fava, e probabilmente i due piccioni sono diventati decine, centinaia, o milioni, tanto che sono capaci di rendersi invisibili. A quanto pare, ha ragione il mio amico Antonio che, quando gli parlo della mia amarezza e gli chiedo aiuto, mi risponde: “il fatto è che noi restiamo i soliti romantici. Noi si intende, gli amici di NoiAmbente e Beni Culturali di Noha e Galatina.
Va bene, anzi no, va male. Ce lo diciamo dal lontano 2005, da quando cominciammo a fare le nostre annuali giornate ecologiche e a illuderci che si potesse cambiare direzione.
Abbiamo segnalato alle autorità questo ennesimo spregio al senso civico, che evidentemente è andato in frittura, o in cultura di cui tanto si blatera. Lo abbiamo segnalato alle stesse autorità a cui chiediamo per l’ennesima volta di aiutarci, e di mettere in sicurezza lo squarcio naturale cosiddetto “Vora Bosco”, una meraviglia di Madre Natura, una finestra nel Paradiso, così come è stato Creato ma che noi stiamo riempiendo di monnezza e di veleni. Purtroppo, il campo in cui è ubicata la Vora Bosco è continuamente sotto attacco da mani a dir poco leggere, a cui sfuggono rifiuti, i più disparati. Perfino resti di intonaci e materiali di ristrutturazioni edili, prodotti chimici, sversati sul bordo strada e in mezzo al campo, che con la pioggia, da inerti diventano solerti e sciogliendosi vanno a finire nella Vora Bosco al cui fondo c’è la falda, benedetta acqua, la stessa che i nostri contadini ignari attingono per innaffiare gli ortaggi, i quali poi arrivano sulle nostre tavole, compresi i piatti dei nostri bambini. Ma insomma… ve lo dobbiamo proprio dire? Qualcuno controlla? Cosa controlla? Si, perché, quando si cerca un veleno bisogna cercarlo con nome e cognome, altrimenti va sempre tutto bene. E va tutto bene, madama la marchesa, ma che poverina non c’entra niente, l’unica innocente.
La nostra richiesta di messa in sicurezza, forse, è sempre lì, su quel benedetto Protocollo del Comune di Galatina, dove la stessa ARPA lo ha depositato con la richiesta di porre rimedio quanto prima allo scempio. (MESSA IN SICUREZZA RIFERIMENTO)
Ringraziamo chi sporca anche se non promette di non farlo più, ringraziamo chi ci legge e intende diffondere l’unica Verità che è la Vita e non certo i veleni che portano malattie, ringraziamo il Sindaco, l’Assessore e gli addetti ai lavori anche se non ci ascoltano. Li ringraziamo lo stesso sperando in un loro ritorno su questo mondo.
NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina
Marcello D’Acquarica
nov222025
“A Galatina 1.200.000 euro per la costruzione di un asilo nell'area dell'ex-foro boario”
È il titolo di una notizia trionfalistica riportata sui quotidiani locali tipo il seguente:
(A Galatina 1.200.000 euro per la costruzione di un asilo nell'area dell'ex-foro boario)
Ma non entriamo nel merito delle modalità utilizzate per informare i cittadini messi di fronte al fatto compiuto per opere come questa, talmente straordinarie da far cambiare la vita ai vivi e ai futuri viventi, (benché, sempre a proposito di asilo, la natalità sia in forte calo).
RISCHI IDROGEOLOGICI

Secondo le cartografie dell’ISPRA, relative al rischio idrogeologico e a quello delle frane, disponibile sul sito internet dell’ente, Galatina presenta il rischio più elevato proprio nella zona indicata dalla grande opera pubblica: https://idrogeo.isprambiente.it/app/pir/c/75075
Secondo i dati, esite un corso d’acqua sotterraneo, censito e segnalato come vincolo di pericolosità idraulica dall’attuale Piano dell’Autorità di Bacino, le cui norme di attuazione impongono limiti all’edificazione e agli interventi che varino la permeabilità dei suoli. L’area in questione è inoltre attraversata nell’asse nord-sud dalla condotta della fognatura bianca, e sul confine Nord-Ovest si rileva la presenza della centrale di sollevamento della fogna nera cittadina, che risulta antiquata e del tutto insufficiente rispetto al carico di lavoro cui è sottoposta. Ne deriva un degrado olfattivo già noto nell’area, che si è provato a mitigare in fase di progetto con soluzioni specifiche ma senza alcun risultato efficace. Alla suddetta fonte di miasmi si aggiunge la vicinanza della zona industriale: parliamo di circa 500 metri in linea d’aria, dunque quasi a contatto con il primo opificio industriale/artigianale dell’area; stabilimento che insieme a molti altri dell’agglomerato produttivo Galatina-Soleto non spicca per la salubrità dei suoi dintorni.
RISCHI SANITARI

Secondo i dati riportati dall’Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) i bambini sono particolarmente vulnerabili all'inquinamento atmosferico, dal momento in cui sono nel grembo materno fino all'età adulta. Il periodo di maggiore vulnerabilità è quello dei primi 1000 giorni, cioè dal concepimento al compimento del 2° anno di vita. La frequenza respiratoria dei bambini è più alta rispetto a quella degli adulti. Inoltre, i bambini inalano una frazione maggiore d'aria attraverso la bocca rispetto agli adulti. A causa di questo aumento della respirazione orale, l'inquinamento penetra in profondità nelle vie respiratorie inferiori, che sono più permeabili (US EPA, 2019). Anche i corpi e gli organi dei bambini, inclusi i polmoni, sono ancora in fase di sviluppo (Chen et al., 2015), il che aumenta ulteriormente il rischio. Inoltre, il sistema immunitario in via di sviluppo dei bambini è più debole di quello degli adulti, rafforzando gli effetti dell'inquinamento (OMS, 2018). Per questa occasione abbiamo anche chiesto aiuto alla dottoressa Laura Reali, Presidente ISDE Roma e Lazio, e per chi volesse approfondire l’argomento, alleghiamo la relazione scientifica.
https://www.eea.europa.eu/en/analysis/publications/air-pollution-and-childrens-health
Secondo il professor Floriano Bonifazi, (Video | Facebook) per decenni primario dell’allergologia dell’ospedale di Torrette, le generazioni che nella prima fascia d'età, e quindi da zero a 10 o 15 anni, sono state interessate dallo sviluppo tecno/industriale, e quindi in quella fascia d'età primaria hanno respirato nanoparticelle o cosiddette polveri sottili, seppur con dosaggi bassi e considerati "normati" cioè entro i 5 micro grammi al metro cubo, (cosiddetta soglia di sicurezza, oramai conclamata una emerita bufala) nell'arco dei primi cinquant'anni di vita avranno il cancro al polmone.
CHIEDIAMO:
Di procedere pure con la costruzione del suddetto asilo, ma in area comunale decisamente meno critica per la salute dei bambini e delle famiglie. E di Trasformare il Foro Boario in un vero bosco, piantumando alberi autoctoni (tipo querce carrubi, pini, ulivi, ecc.) evitando possibilmente l’invasione di mattoni e di altri materiali cementizi, plastici o bituminosi.
Il suddetto parco sarebbe un vero polmone verde per la città, uno spazio aperto per natura intrinseca, accessibile alle persone di ogni età e condizione, fattore di mitigazione delle esalazioni provenienti dalla centrale di sollevamento della fogna nera, e avrebbe altresì la funzione di protezione acustica e polmonare dagli impianti insalubri provenienti dall’area produttiva. La nostra proposta è quella di uno spazio aperto, accessibile a tutti, vivacizzato da flora e fauna (anche spontanee), necessario per la salvaguardia del già fragilissimo ecosistema galatinese, continuamente minacciato dalle opere dannose e costose, quando non del tutto inutili, venduteci invece come grandi opportunità per le solite “crescita”, “sviluppo”, “riqualificazione”: in una parola “attrattività”.
Marcello D’Acquarica,
NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina
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