Il Gallo
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Il Gallo

  • Casarano, Umberto Eco, sindaci, internet e gli imbecilli
    Fri, 23 Jun 2017 08:23:47
    di Antonio Memmi

    Siamo arrivati alla fine. Finalmente. Ogni campagna elettorale, per i candidati, gli addetti ai lavori o per i semplici analisti, è sempre un tour de force in cui si rincorrono caffè pagati, pacche sulle spalle, promesse e dichiarazioni di ogni genere. Da quando poi c’è facebook il confronto ha assunto anche dei connotati social che permettono a tutti di dire la propria e (purtroppo) anche di renderla pubblica. Era avanti nel tempo Umberto Eco quando, alcuni anni fa, già sosteneva che il grande limite di internet è quello di aver dato la parola agli imbecilli; gli stessi che negli anni passati parlavano al massimo al bar dello sport ma che venivano subito messi a tacere, mentre ora vengono di colpo assurti a ruolo di opinionisti.

    E così, in questi ultimi anni si è visto un crescendo di dichiarazioni che hanno avuto come risultato un graduale ed inesorabile decadimento del livello delle campagne elettorali. Fino ad arrivare a quella che (vivaddio) si sta chiudendo: la peggiore di cui si abbia memoria! Peggiore perché povera di contenuti su cui potersi confrontare, così come la peggiore per il fatto di aver trascinato il confronto solo ed esclusivamente sul piano della legalità e dell’onestà morale dei contendenti. Ed il periodo pre-ballottaggio non è stato purtroppo da meno. Chi (come me e come molti altri) sperava in un innalzamento del livello politico, è rimasto ancora più deluso nel constatare che invece la distruzione dell’avversario è stato l’unico punto all’ordine del giorno.

    Questo però, proprio per i fatti di cui sopra, non ha interessato i soli candidati sindaco ma si è moltiplicato fra i vari supporters dell’uno e dell’altro, arrivando a situazioni che hanno dell’incredibile. Uno un po’ più famoso, circa duemila anni fa, preannunciò che nelle famiglie ci sarebbero state divisioni: due contro tre e tre contro due, padri contro figli e figlie contro madri e (anche se non credo già pensasse a Casarano ed alla campagna elettorale del 2017) ci ha visto davvero bene. Ci sono amici di vecchia data che hanno litigato togliendosi il saluto e addirittura parenti stretti che sono arrivati alle famose vigne dell’arciprete pur di difendere il candidato supportato. Una tristezza infinita, comunque spiegabile dal fatto che il confronto, appunto, non è rimasto al livello alto delle idee politiche (democraticamente oggetto di contraddittorio) ma è stato di forza portato sul piano dell’integrità morale fra chi è più onesto dell’altro e quindi più degno di essere sindaco o semplice consigliere, indipendentemente anche dalle capacità.

    Se non si è stati capaci di tutelare il buon nome della propria famiglia… avremmo mai potuto sperare di veder tutelato il buon nome della città? Di conseguenza Casarano ne è uscita con le ossa rotte, con un’ingiusta nomea di città mafiosa che avrà forse portato qualche decina di voti a questo o a quel contendente ma che ha anche fatto arrivare le prime telefonate a qualche B&B di turisti preoccupati di trovare a Casarano scenari da far west che sono solo nella mente e sulla tastiera di quei personaggi che Umberto Eco ricordava prima.
    Al netto di ciò che dicono gli altri, cerchiamo di analizzare (in modo più obiettivo possibile) la situazione dei diretti interessati: Mauro Memmi e Gianni Stefàno, i candidati che la prima tornata elettorale ha deciso dovessero poi contendersi al ballottaggio la poltrona di primo cittadino. Al sindaco uscente possiamo muovere alcuni appunti come ad esempio quello di aver fatto poco, negli anni passati, per mettere riparo al degrado urbano che ha interessato la città e di aver aspettato tatticamente questi ultimi mesi per portare a termine i lavori infrastrutturali del centro storico, del parco lineare, del rinnovo del parco illuminazione e altre opere che, comunque, stanno lì. Avrebbe potuto fare di più (anche ad esempio nel caotico piano traffico) ma, a capo di un Comune commissariato, ha subito trovato la risposta adeguata.
    Per quanto riguarda invece Mauro Memmi, non possiamo certo misurare il suo operato perché, come spesso ha ripetuto, non si occupava di politica da quando era ragazzino e lo faceva all’ombra del suo famoso papà. Conoscendolo di persona, si può solo dire che è una brava persona e che è onesta. Suo malgrado, però, deve farsi ovviamente carico della coalizione che rappresenta e quindi anche del Pd. Per mantenere questa opinione di integerrimità,  quindi, volutamente non tengo conto di quanto da lui stesso dichiarato in diretta in TV (e comunque già sentito ripetere più volte, in giro per la città, dalla sponda Pd). In poche parole, caro Mauro, è stato detto chiaramente che il Governatore Michele Emiliano (Pd) sarebbe disposto a rivedere la decisione di declassare l’ospedale di Casarano a patto che lei possa diventarne il sindaco, così come la sottosegretaria Teresa Bellanova (che durante le campagne elettorali appare sempre puntuale come la Madonna di Medjugorie) sarebbe disposta a prendere ben 8 milioni di euro residui del famigerato PIT9, per rilanciare l’economia locale  (a patto sempre che il primo cittadino possa esser lei).
    Vede, caro Mauro, al fatto che l’ospedale possa davvero salvarsi dalla scellerata decisione di Re Emiliano I di Puglia, non ci crede più nessuno ma, vincolata così come lei (ed i suoi sostenitori) ha lasciato intendere… non si tratta certo di una proposta di voto di scambio (in quanto sarebbe un reato) ma vagamente ci assomiglia; così come, insieme alla sempiterna Bellanova ed alla struttura del partito, stanziare 8milioni di euro solo se lei dovesse esser eletto sindaco e negarli invece (facendosi anche negare al telefono) quando a chiederlo è Stefàno, non è che dà l’idea di un’associazione che agisce con metodologie mafiose (ci mancherebbe) però… è un po’ come gli imitatori strampalati di Celentano: ti accorgi subito che non è lui ma… vagamente lo ricordano.

  • Marijuana in bella mostra, a km zero, pronta per lo spaccio
    Fri, 23 Jun 2017 07:57:46

    I Carabinieri di Maglie hanno portato a termine una proficua operazione antidroga nel comune di Cannole, impiegando complessivamente 10 uomini e 5 autovetture. L’attività ha portato all’arresto di due persone, entrambe incensurate, ed al sequestro di un ingente quantitativo di marijuana sia verde, sia essiccata. I militari hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di Ivan Gaspare Calabrese, di Cannole, classe 1977, coniugato, disoccupato, incensurato, al cui interno una stanza era stata adibita ad area coltivazione di cannabis indica, utilizzando tre serre da interno, del tipo “Grow Box”, già allestite con termometri per la misurazione della temperatura e dell’umidità, impianto di areazione, lampade alogene e neon al fine di garantire il miglior microclima per la crescita delle piante. Sul terrazzo, nel garage ed in altri locali sono state complessivamente rinvenute 41 piante di marijuana in stato di vegetazione di varie altezze, 75 grammi di marijuana già essiccata contenuta in vasetti in vetro da 15 grammi ciascuno, due sacchetti in plastica contenenti semi di cannabis, nonché altro materiale utilizzato per la coltivazione e la produzione della sostanza stupefacente. Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro. Calabrese è stato pertanto tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione in questione.

    L’attività si è poi protratta ad altra abitazione sempre in Cannole, di proprietà di Antonio Orlando, classe 1978, celibe, insegnante di danza, incensurato. All’arrivo dei militari, che avevano già fondato motivo di ritenere che il proprietario di casa potesse svolgere l’illecita attività di produzione di stupefacente, quest’ultimo veniva colto in flagranza mentre caricava la propria autovettura di piante di marijuana, steli con infiorescenze e sostanza già essiccata e pronta per lo spaccio. Evidentemente l’uomo aveva saputo del fermo di Calabrese e pertanto stava cercando di disfarsi di parte dei corpi di reato nonché evidentemente occultare la sostanza in altro luogo al fine di non disperdere il lavoro svolto. È scattata immediatamente la perquisizione personale e locale da parte dei Carabinieri, i quali hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro quanto segue:

    34 piante di marijuana in stato di vegetazione di altezze varie, fino a 1,6 metri, in parte ancora piantate nel giardino retrostante l’abitazione, 7 kg di marijuana in steli ed infiorescenze, già pronte per la suddivisione in dosi poiché già caratterizzate da alto contenuto di principio attivo stupefacente, 370 grammi di marijuana già essiccata, in parte contenuta in vasetti di vetro da 15 grammi ciascuno, infine una serra da interno dello stesso identico tipo sequestrata a casa di Calabrese, a dimostrazione della connessione tra i due “coltivatori diretti”. Anche in questo caso sono scattate le manette e su medesima disposizione del P.M. di turno, dott.ssa Stefania Mininni, Orlando è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

  • Foravano le gomme e poi passavano alla rapina: presi
    Fri, 23 Jun 2017 07:40:29

    La tecnica utilizzata era sempre la stessa. Forare le gomme dell’auto prescelta per il furto, in modo da distrarre il proprietario e, mentre questi era intento a riparare il pneumatico, svaligiare la vettura rubando borse e valori lasciati incustoditi. Ma tale stratagemma non era passato inosservato. I due sono stati arrestati dai Carabinieri della stazione di Cavallino con questa accusa. Hanno agito nel parcheggio del centro commerciale Conad di Cavallino anche negli scorsi mesi, mettendo a segno molti furti del genere. Determinanti per le indagini sono state lo studio delle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza ed altri accertamenti investigativi che ne hanno indicato modalità d’azione e tecnica usata.

    I due ladri sono due fratelli napoletani, Ioio Francesco 39enne e Davide 29enne, entrambi  pregiudicati per reati vari e in particolare con il citato stratagemma. Il più giovane dei due era stato infatti arrestato nel dicembre dello scorso anno a Napoli, quando aveva pazientemente attesto il ritorno dallo sportello bancomat della vittima alla cui auto aveva forato una gomma e quindi asportato il denaro prelevato. Infatti anche nel pomeriggio di ieri si erano appostati con la propria auto nel parcheggio del centro commerciale, in paziente attesa dei proprietari di alcune auto a cui avevano bucato una gomma con un taglierino. Non erano a conoscenza però, che erano seguiti dai miliari che, prontamente intervenuti hanno posto fine a tale reato predatorio così in voga in questo periodo presso il centro commerciale, scongiurandone la commissione di altri. I due malviventi, ritenuti responsabili di tentato furto aggravato, sono stati condotti presso il carcere di Borgo San Nicola a disposizione del Sostituto Procuratore dr.ssa Stefania Mininni. Il servizio odierno rientra nel più ampio programma di controllo del territorio pianificato dal dipendente N.O.RM. e dalle Stazioni Carabinieri, per la prevenzione e repressione di tali attività illecite.

     

     

  • Tratta delle schiave: “Operazione Nigeria” partita dal Salento
    Thu, 22 Jun 2017 07:54:28

    Questa mattina i Carabinieri del ROS e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Lecce, nei confronti di 5 cittadini nigeriani, tre donne e due uomini, indagati per associazione finalizzata alla riduzione in schiavitù a scopi sessuali, tratta di persone, favoreggiamento dell’immigrazione in stato di clandestinità e sfruttamento della prostituzione.

    I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata analisi, nata a seguito di una sollecitazione presentata da una donna nigeriana che denunciava il sequestro della figlia minore, avvenuto in Nigeria presso il collegio dove la ragazza studiava ed alloggiava.

    La madre dichiara che il rapimento era stato messo a punto da un’organizzazione criminale interessata ad inserire giovani donne nel mondo della prostituzione. I sequestratori avevano richiesto il pagamento di un riscatto per la liberazione della ragazza. Con l’evoluzione delle indagini si è poi scoperto che l’allontanamento della ragazza era stato volontario.

    I Carabinieri hanno progressivamente individuato un’ articolata organizzazione di matrice nigeriana costituita da più cellule disseminate in Nigeria e Libia, dove operano referenti che assieme a bande locali e non formano una vera e propria rete illecita. Per trasferire le donne, vengono sfruttati i flussi migratori clandestini dal continente africano a quello europeo con collaudate rotte di viaggio.

    A seguito di queste scoperte, molte ragazze sono state tratte in salvo e hanno reso dichiarazioni che sono servite a confermare i sospetti già presenti.

    Sono state ricostruite anche le fasi salienti del traffico delle migranti. La prima fase è il reclutamento, in base ad età e fattezze fisiche, nonchè dell’eventuale verginità. Si passa poi al trasporto, in Libia e successivamente in Italia assieme ad altri clandestini, durante il quale le donne sono costrette a subire violenze, anche sessuali, in cambio della sopravvivenza o di un pò di cibo; terrificantigli ordini che venivano dati, tra tutti quello di abbandonare nella savana, durante l’attraversamento del confine tra Niger e Libia, colore che stremati avevano difficoltà a proseguire il viaggio. Lo step finale è il recupero delle migranti interessate dai centri d’accoglienza italiani, per poi essere affidate alle “Madame”, spesso ex prostitute divenute organiche all’organizzazione, che hanno il compito di avviare le giovani all’ignobile attività mediante un controllo costante e brutale.

    L’indagine ha documentato come le ragazze, solitamente consapevoli della loro sorte, vengano sottoposte a riti  voodoo, effettuati anche in assenza dell’interessata, già nel momento in cui si affidano all’organizzazione criminale. Questi rituali legano psicologicamente le vittime ad una sorta di “obbligo spirituale”, si attengono fedelmente alle prescrizioni impartite loro per evitare eventi nefasti a danno proprio e delle famiglie.

    Le donne sfruttate possono affrancarsi dal controllo dell’organizzazione solo saldando, con la vendita del corpo, il costo del viaggio ai trafficanti, che oscilla intorno ai trentamila euro.

    Di fatto, per alcuni degli odierni indagati questa tratta di schiave ha garantito una lucrosa e sicura fonte di reddito, assicurata dalla debolezza psicologica delle malcapitate per le condizioni di vita, prima, e successivamente per le difficoltà del viaggio.

     

  • Socialmente pericoloso: si costituisce latitante
    Wed, 21 Jun 2017 08:32:48

    Sembra concludersi, almeno per il momento, la particolare effervescenza criminale dimostrata da Claudio Carretta, quarantunenne gallipolino già noto alle autorità. Dopo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale dall’aprile 2016, prende parte a una rissa tra pescatori, arrivando ad usare il coltello per minacciare le persone presenti.

    Nella serata del 15 giugno, poco più di una settimana dopo il fatto, l’indagato era stato fermato e sottoposto agli arresti domiciliari dai militari della Stazione Carabinieri di Gallipoli, in ottemperanza dell’ordinanza di sostituzione e conseguente aggravamento della misura cautelare in atto.

    Il provvedimento è giustificato dall’ “allarmante pericolosità sociale dimostrata dal ‘Capone’ verso il prossimo e la collettività”, come si legge nel dispositivo.

    Le ribellioni di Carretta continuano e si aggravano quando, all’alba del giorno dopo, evade dai domiciliari.

    Partono le ricerche, pattuglie civetta e con i colori dell’istituto cercano il fuggitivo incessantemente, senza sosta, per diversi giorni. Nel pomeriggio del 20 giugno, la svolta: ormai sotto scacco e senza possibilità di fuga, l’uomo si presenta spontaneamente presso la Caserma dei Carabinieri di Gallipoli per consegnarsi alla giustizia.

    Accusato per evasione e arrestato in flagranza di reato, l’indagato è trasferito nella Casa Circondariale di Lecce sotto il controllo decisionale dell’Autorità Giudiziaria competente.

  • Tiggiano: sarà rimontata domani l’altalena rubata ai disabili
    Tue, 20 Jun 2017 15:07:55

    Un furto riprovevole, al di là di ogni legge morale, quello avvenuto a Tiggiano. Personaggi per lungo tempo rimasti ignoti si sono introdotti nottetempo nel parco inclusivo che era stato ribattezzato “Il Bosco di tutti” dopo l’introduzione di tre giochi accessibili anche a bambini con disabilità.

    Gli energumeni di cui sopra avrebbero scavalcato il cancello chiuso e bypassato le telecamere di sicurezza nel viale d’ingresso. Il gioco inclusivo, un’altalena-culla unica in tutta la Puglia, è stato smontato e scaraventato oltre il muretto in modo da sfuggire all’impianto di video sorveglianza.

    Risolto da poco il mistero dell’altalena scomparsa e denunciata una donna di 33 anni residente a Tricase, nella cui abitazione è stata rinvenuta l’altalena inclusiva. Il gioco era stato ben nascosto nello sgabuzzino a seguito dello scalpore suscitato dalla notizia ma, come hanno potuto ricostruire le forze dell’ordine dopo la perquisizione del suo cellulare, l’altalena era stata precedentemente montata e sfoggiata nel suo cortile. E, triste ma vero, non finisce qui… La casa celava un secondo segreto, che le indagini hanno svelato: una bustina di 40 grammi di marijuana.

    La giostra inclusiva che era stata rubata dal “”Parco di tutti”

    Un gesto a dir poco vergognoso quello del furto che rischiava di scoraggiare quanti si impegnano per la causa. Stefania Sciurti, presidente dell’associazione D.A.I. Reagiamo (la stessa che si è impegnata a rendere il parco “di tutti”) è amareggiata ma non si rassegna: “Il sindaco Ippazio Morciano”, ha affermato prima della clamorosa scoperta, ha promesso che sostituirà la vecchia altalena a sue spese ed ovviamente gliene siamo immensamente grati. Gli artefici di tale gesto”, aggiunge, “non sono però qualificabili”.

    Non siamo soliti attribuire appellativi offensivi. Ma ditecelo voi: come si chiama chi ruba un’altalena costruita per far divertire i ragazzi disabili e i cosiddetti normodotati? Chi lo sa, forse i veri disabili sono loro…
    Perchè?” si chiede la Sciurti. “Per quanto mi sforzi a trovare un motivo, ancora non mi capacito di cosa li abbia spinti a farlo… atto ingiustificabile e riprovevole. Può giustificare il tutto un trofeo nella villa o il miraggio di guadagnare pochi spiccioli rivendendola?”.

    Chi lo sa, forse la donna sperava invano di nascondere (anche a se stessa) i sensi di colpa in uno sgabuzzino, ma di certo al tribunale della coscienza non si sfugge: condannata insieme agli autori materiali del furto o a chi l’ha aiutata ad essere eternamente menomata nella sua dignità.

    Nonostante tutto, la storia è a lieto fine: l’altalena entro domani tornerà nel suo posto naturale e i bambini potranno finalmente tornare a farne uso.

    Il sindaco di Tiggiano così ha sintetizzato lo sfogo di tutti i suoi concittadini: “Se siamo uniti, la giustizia vince”.

    S.C.

  • La nuova Giunta di Otranto
    Tue, 20 Jun 2017 07:23:07

    Il Sindaco Pierpaolo Cariddi ha nominato i nuovi componenti della Giunta comunale, assegnando loro le seguenti deleghe:

    Michele Tenore – Vicesindaco: Urbanistica, Programmazione e Pianificazione territoriale, Paesaggio, Infrastrutture pubbliche, Demanio e Patrimonio.

    Cristina De Benedetto: Solidarietà, Lavoro, Cultura e Politiche sociali.

    Domenica De Donno (detta Mimina): Marketing  turistico e Identità territoriale, Risorse ambientali.

    Bello Lorenzo: Politiche finanziarie, Risorse umane, Relazioni istituzionali.

    Il primo cittadino ha ritenuto inoltre opportuno delegare ad alcuni Consiglieri particolari funzioni dei servizi comunali per assicurare un funzionamento più soddisfacente dei servizi stessi:

    Gianfranco Stefano: Decoro e Bellezza urbana, Affari generali e Contenzioso.

    Stefano Panareo: Sport e Tempo libero.

    Daniele Merico: Politiche economiche (commercio, artigianato, agricoltura e pesca) e Polizia municipale.

  • 24 giugno, il Ciolo si mostra al mondo
    Mon, 19 Jun 2017 16:33:39

    24 giugno 2017: una data da ricordare che vedrà l’arrivo di 16 delegazioni atletiche mondiali per partecipare alla dodicesima edizione della WMRA Youth Cup, campionato mondiale di corsa in montagna riservato agli under 18. L’organizzazione torna nuovamente in Italia, dopo le edizioni piemontesi e trentine, ma questa volta, inaspettatamente, decisamente più a sud, arrivando in Puglia, nel Salento per la prima volta. Una bella scommessa quella che Luca Scarcia, presidente dell’Atletica Capo di Leuca, ha voluto lanciare, riuscendo a portare nel Salento una competizione dalle note connotazioni prettamente montane. Quel Salento, riconosciuto come meta vacanziera marittima e luogo di splendide spiagge si trasformerà, attorno al territorio di Gagliano del Capo, in campo di gara per atleti provenienti da tutto il mondo. Antichi sentieri delimitati da muretti a secco, rocce, cambi di pendenza e notevoli dislivelli saranno la cornice di questa importante manifestazione. Importante perché pian piano questo lembo di terra sembra essere sempre più valorizzato dagli sport outdoor: terra di arrampicata sportiva, di trekking, di Mountain Bike, Kayak, immersioni subaquee e, ora anche terra di corsa in montagna, come già dimostrato nella recente rassegna tricolore dedicata ai Master e al Campionato per Regioni riservato agli under 16.

    L’Atletica Capo di Leuca, con il supporto dei Comuni locali, fa il salto di qualità, creando una spettacolare anteprima internazionale al classico appuntamento di fine giugno con il Trofeo Ciolo.

    La Federazione Italiana di Atletica Leggera e Puglia Promozione, che in questa occasione vede un nuovo stimolo per promuovere il Salento e la Puglia nel mondo, hanno sostenuto la manifestazione consapevoli che la terra del sole, del mare e del vento potrà essere anche la terra degli sport in natura.

    Saranno sedici le Nazioni al via, con la prima partecipazione ufficiale e al gran completo degli Stati Uniti. Sabato 24 giugno, tra il ponte Ciolo e il centro storico di Gagliano del Capo, attra-
    versando terrazzamenti a secco e uliveti secolari lungo impervi tratturi si confronteranno i migliori under 18 provenienti da Bulgaria, Repubblica Ceca, Inghilterra, Francia, Germania, Irlanda, Nord Irlanda, Polonia, Scozia, Slovenia, Slovacchia, Stati Uniti, Turchia, Galles, Romania e, ovviamente, Italia.

    Ancora una settimana per gli ultimi ritocchi ai sentieri di gara e al perfezionamento del tracciato che già denota tutta la sua spettacolarità, non sono tecnica, ma anche paesaggistica e ambientale. Inevitabile la ricaduta positiva sull’intera economia di un’area che vive attorno alla bellezza di scenari come questi. Il presidente della WMRA Bruno Gozzellino, la federazione mondiale di corsa in montagna, ribadisce l’entusiasmo verso un’’organizzazione tutta salentina, consegnando alla stessa l’opportunità di esaltare questa disciplina sportiva e di valorizzare al meglio il territorio già candidato ad ospitare i Campionati Mondiali Master 2019 di corsa in montagna”.

    Tutto pronto, quindi, per accogliere gli oltre centocinquanta elementi delle squadre in arrivo che oltre a poter partecipare ad una competizione potranno godere di tutta l’accoglienza a loro riservata. Il programma della Youth Cup, prevede l’arrivo delle squadre nazionali tra mercoledì 21 giugno e giovedì 22, mentre la giornata di venerdì 23 sarà dedicata alla visita del percorso di gara e alla cerimonia ufficiale di presentazione che si svolgerà presso il municipio di Gagliano del Capo alle ore 18.00, subito dopo la cena di benvenuto riservata a tecnici, atleti e partners. Sabato 24 giugno, nella mattinata le gare internazionali, con un’anteprima dedicata agli under 16, con la possibilità di scendere in gara riservata anche a tutti gli atleti locali e regionali.

    Domenica 25 giugno, sarà il momento del classico Trofeo Ciolo, che vedrà la partecipazione di numerosi atleti locali che, come ogni anno, si sfideranno sui tratturi del Ciolo fra mare e montagna. La conduzione è stata affidata alla presentatrice Federica Costantini ed Antonio Tau, speaker FIDAL. “Gagliano del Capo, all’estrema punta meridionale del Salento, ospita nell’ultimo week end di giugno, in un clima ormai decisamente estivo, un evento sportivo rilevante, il mondiale di mountain running dedicato agli under 18. Una occasione importante per far conoscere l’alto costone roccioso del Ciolo, ricco di vegetazione della macchia mediterranea, orchidee selvagge e il fiordaliso di Leuca, che si estende su un’insenatura ricca di grotte marine di notevole interesse storico e paesaggistico – commenta l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana CaponeSiamo nel Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie, sia animali che vegetali. Una location insolita per i mondiali giovanili di corsa d’altura che siamo certi conquisterà gli organizzatori: dopo questa, che sarà un’esperienza che riguarda i giovanissimi sportivi, Gagliano si candida infatti per i prossimi mondiali. Lo sport fa bene alla salute e all’umore, ma fa bene anche al turismo, perché contribuisce ad aumentare arrivi, presenze e giro d’affari. Gli eventi sportivi rappresentano una vetrina attraverso la quale la Puglia si promuove sfruttando un’opportunità di marketing senza uguali. Per questo dobbiamo ancora di più calibrare l‘offerta in funzione di questa grande potenzialità, che non si esaurisce nei grandi eventi ma ha che vedere anche con il turismo attivo e del benessere e va dal cicloturismo e dalla vela al running e ai cammini.

  • Droga, atti osceni, porto illegale di armi, nella rete dei Carabinieri
    Mon, 19 Jun 2017 14:33:25

    Le attività sono state poi estese anche alle principali arterie d’ingresso e d’uscita dei comuni limitrofi: i militari della Compagnia Carabinieri di Gallipoli, infatti, nella notte tra il 17 ed il 18 giugno, sono stati impegnati su tutto il territorio per prevenire e contrastare il perpetrarsi di reati contro il patrimonio, il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, quello della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed il porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. All’attività di controllo hanno partecipato pattuglie della dipendente Aliquota Radiomobile, militari della Stazioni di Gallipoli, Sannicola e Nardò e personale in abiti civili dell’Aliquota Operativa, per un totale di 12 militari e 5 automezzi.

    I risultati complessivi vedono 14 persone segnalate alla Prefettura per utilizzo di sostanze stupefacenti e 9 denunciati a piede libero, tra i quali: 1 per detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; 1 per falsa attestazione a pubblico Ufficiale sulla identità personale e divieto di accesso alle competizioni sportive; 1 per guida in stato di ebbrezza; 1 per porto illegale di oggetti atti ad offendere; 1 per atti osceni e tentata corruzione di minorenne 3 per furto aggravato ai danni di attività commerciale; 1 per evasione dagli arresti domiciliari. Le sanzioni amministrative per le violazioni al codice della strada invece, su un totale di 83 veicoli controllati, ammontano a circa 5.500 euro. Inoltre, nel corso della medesima operazione, sono scattati anche 2 arresti: i Carabinieri di Cutrofiano hanno arrestato Russo Fernando, cl.’61, già sottoposto agli arresti domiciliari, che dovrà scontare una pena residua di anni 2 in quanto riconosciuto colpevole per il reato di calunnia aggravata e continuata.

    I militari di Nardò, invece, hanno arrestato in flagranza di reato Manta Gianluca, cl.’84. I Carabinieri che, insospettiti da alcuni movimenti avvenuti dinanzi l’abitazione, hanno dato corso ad una capillare perquisizione domiciliare, con l’ausilio dell’unità cinofila di Modugno, trovando e sequestrando 74g, di cui 7 di hashish e 67 di marijuana, unitamente ad una pianta dell’altezza di 110 cm. Sono stati anche rinvenuti, nascosti in un seminterrato del condominio accessibile a tutti, altri 300 grammi di marijuana in cellophane. L’arrestato, indagato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

  • Castrì di Lecce, giornata di sensibilizzazione sull’accoglienza
    Mon, 19 Jun 2017 11:48:40

    In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, lunedì 19 giugno, il progetto Sprar “Il Salento Accoglie”, gestito dall’Associazione G.U.S. – Gruppo Umana Solidarietà con l’Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e di Roca, organizza anche a Castri di Lecce, presso la corte di Palazzo Ducale Vernazza, un evento di sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione, in un momento storico in cui la rappresentazione dei migranti, e di chi garantisce loro una tutela, viene particolarmente strumentalizzata e mistificata. Il programma prevede, a partire dalle 19:30, l’esposizione dei lavori realizzati durante il laboratorio di disegno e pittura, condotto dall’illustratrice Paola Rollo, a cui hanno partecipato i beneficiari del progetto Sprar e alcuni studenti della scuola secondaria di I° grado dell’Istituto Comprensivo Vernole/Castri/Caprarica. Dagli incontri promossi durante il laboratorio, ha preso forma il videomapping, una tecnica artistica che crea una scenografia virtuale dagli spettacolari effetti visivi, che verrà proiettato al termine della serata su una facciata interna dello storico Palazzo Ducale Vernazza, a cura di InSynchLab.

    Nel corso della serata, si esibirà dal vivo in dj-set Treble, storica voce del reggae roots salentino, insieme a Rocky e Dani Silk con Don Gino selecter; durante il concerto, l’illustratrice Paola Rollo realizzerà un live painting aperto anche alla collaborazione del pubblico. Durante l’evento, verrà offerto un buffet a base di piatti locali ed internazionali.

  • Premio barocco a Philippe Daverio e Mauro Felicori
    Mon, 19 Jun 2017 08:33:52

    Nuovo appuntamento con il Premio Barocco che, per l’edizione 2017, continua a riservare gradite sorprese. Si terranno, infatti, martedì 20 giugno, presso il Castello di Gallipoli le premiazioni di due emerite personalità del mondo dell’arte e della cultura. Sarà proprio presso l’antico maniero angioino che la Galatea Salentina sarà consegnata allo storico dell’arte, docente universitario, autore e conduttore televisivo Philippe Daverio  e al Direttore generale della Reggia di Caserta, Mauro Felicori. L’occasione sarà quella dell’inaugurazione della mostra “I porti del Re” di Jakob Philipp Hackert che, fino al 5 novembre, sarà ospitata presso la Sala ennagonale del Castello.

    La mostra, a cura di Luigi Orione Amato e Raffaela Zizzari, è prodotta dal Castello in collaborazione con la Reggia di Caserta e il Comune di Gallipoli. L’esposizione è composta da nove grandi opere dell’artista tedesco, raffiguranti altrettanti porti pugliesi del Regno di Napoli, che furono realizzate su commissione di Re Ferdinando IV che, nella primavera del 1788, incaricò il pittore ufficiale di corte di ritrarre in dipinti e disegni tutti i porti del Regno borbonico.

    ll viaggio di Hackert sul mare Adriatico, da Manfredonia a Taranto durò più di tre mesi, durante i quali l’artista approntò il materiale occorrente per poter poi ritrarre, una volta rientrato a Napoli, tutti i porti delle tre estreme province orientali del Regno di Napoli: Capitanata, Terra di Bari e Terra di Otranto. Al rientro dai sopralluoghi il pittore iniziò a riprodurre su tele di grande dimensione i porti di Taranto e di Brindisi nel 1789, proseguì con i porti di Gallipoli, Manfredonia, Barletta, Bisceglie e Santo Stefano di Monopoli nel 1790, eseguì nel 1791 il porto di Trani ed infine chiuse la serie nel 1792 con il porto di Otranto. 

     

    Si rinnova la proficua collaborazione tra il Premio Barocco e il Castello Gallipoli: dopo la meravigliosa serata del 27 maggio ci vediamo nuovamente, fianco al fianco, per una nuova ed esclusiva occasione di crescita del nostro territorioil commento del patron Fernando Cartenì. “Sono ben lieto e onorato di consegnare il Premio Barocco a due personalità di questo calibro che rappresentano due punti di riferimento in ambito artistico culturale per il nostro Paese, due personalità tanto emerite quanto operose nel complesso mondo della promozione della storia dell’arte”.

  • Tennis Maglie, unico circolo in Italia a vantare 2 squadre in A2
    Mon, 19 Jun 2017 07:35:11

    Un pareggio e 7 partite vinte su 8 giocate, primi nella fase a gironi nel campionato e vittoria nei playoff per la promozione in A2 nel 2017, 8 partite vinte su 8 giocate e promozione in A1 nel 2016. Questi sono i numeri da record per il CT Maglie che è l’unico circolo in Italia a vantare due squadre nei massimi campionati.

    Con la vittoria per 4 a 2 sul CT Scaligero di Verona il Circolo Tennis di Maglie colleziona una storica promozione in A2 con la seconda squadra composta quasi per intero da giovani provenienti dal vivaio e che hanno trovato nel circolo magliese l’ambiente ideale dove maturare le loro capacità e ambizioni tennistiche. In una giornata caratterizzata dal forte vento, che ha reso ancor più difficile e incerto fino alla fine l’esito dell’incontro, il CT Maglie, capitanato da Daniele Gatto, ha schierato in campo Giorgio Portaluri (2.2), Francesco Garzelli (2.4), Daniele Iamunno (2.5), Vittorio Rubino (2.6), e Mattia Leo (2.8). A disposizione della squadra erano Lorenzo Maria Lorusso (2.6), Pierpaolo Puzzovio (3.1) e Gabriele Frisullo (3.2).

    Il CT Scaligero è sceso in campo con Simone Roncalli (2.2), Steven Schmelzer (2.7), Filippo Ghidetti (2.4), Alessandro Castiglioni (2.6),  Emanuele Castiglioni (2.7), e Matteo Bussola (2.8).Nei singolari spettacolare l’incontro di Vittorio Rubino che contro Steven Schmelzer ha regolato un conto in sospeso riprendendosi la vittoria per 6-3 6-3 che a Verona aveva dovuto cedere proprio a Schmelzer per un improvviso problema fisico. Negli ultimi giorni, grazie alla bravura del fisioterapista Paolo Ruberti, ha potuto recuperare in pieno la sua forma fisica e giocare al massimo delle sue capacità. Per gli altri incontri Iamunno ha superato Alessandro Castiglioni per 7-5 6-1, Garzelli ha superato Ghidetti per 6-3 6-3, Roncalli ha superato Portaluri per 7-6 6-2.

    Dopo il 3 a 1 per i magliesi nei singolari decisivi sono stati gli incontri di doppio dove la partita vittoriosa è stata giocata dalla coppia Portaluri Garzelli che ha superato i veronesi Schmelzer ed Emanuele Castiglioni per 7-5 6-1 mentre l’altro doppio le coppie Leo Rubino e Bussola e Roncalli era sul set pari. Apoteosi e festa in campo e sugli spalti dove i tifosi più accesi hanno cantato inni per il presidente Carlo De Iaco, figura storica del tennis pugliese, e il direttore sportivo del CT Maglie, Antonio Baglivo, regista di questa avventura.

    Componente essenziale dei successi del circolo magliese è, sopratutto, una solida struttura dirigenziale che, ormai da tanti anni, ha acquisito quell’esperienza e capacità necessarie per guidare il circolo verso sempre i più alti livelli del tennis nazionale, per i campionati a squadre, e internazionale, con l’organizzazione di tornei e manifestazioni varie, vedi l’organizzazione della Fed Cup contro la Repubblica Ceca, il Torneo Internazionale Under 12 e innumerevoli altre manifestazioni. Inoltre, dal 2 al 4 agosto di quest’anno, si svolgerà la semifinale della Davis femminile under 18.

    Soddisfazione nel direttivo del circolo magliese con il presidente De Iaco che, ricordando la lunga storia del CT Maglie, fondato nel 1962, ha sottolineato l’importanza del lavoro, da sempre svolto nel settore giovanile, per crescere un vivaio che poi ha dato come frutti l’approdo delle sue squadre ai massimi campionati italiani.

    Per il direttore sportivo Baglivo: “La promozione della nostra seconda squadra in A2 è il giusto coronamento di un lavoro che è nato con l’obiettivo della permanenza in B ma che, nel tempo e con le vittorie ottenute, ha dimostrato la validità dell’impianto tecnico che ha fatto emergere il meglio del nostro settore giovanile e la conferma di elementi di talento ed esperienza. Mi riferisco a Gabriele Frisullo, il cui valore è emerso negli ultimi incontri, e Vittorio Rubino, cuore e passione sempre protagonista delle promozioni della squadra. Inoltre  Giorgio Portaluri e Francesco Garzelli, i nostri elementi di punta prestati dall’A1, e Daniele Iamunno, grande carattere e tenacia che ha sempre portato il punto in casa. Inoltre Pierpaolo Puzzovio e Mattia Leo, preziosi elementi sui quali possiamo sempre contare, e Lorenzo Lorusso, altra rivelazione della squadra. Un grazie anche al capitano Daniele Gatto che ha saputo trasmettere la tranquillità necessaria per raggiungere i traguardi finali. Un caloroso ringraziamento va a tutti i nostri tifosi i quali, con molto entusiasmo, ci hanno sempre sostenuto con i loro cori e coreografie. L’appuntamento – conclude Baglivo – è per la ripresa del campionato di A1, in ottobre, nel quale la nostra prima squadra sarà impegnata contro i circoli tennistici più forti d’Italia e tra breve sapremo i gironi e gli avversari”. Il Circolo Tennis di Maglie da appuntamento a tutti gli appassionati dal 2 al 4 agosto con la Davis femminile Under 18.

     

  • Lucia Potì vince il premio nazionale “Francesca Molfino”
    Mon, 19 Jun 2017 07:13:45

    Il Premio Nazionale “Francesca Molfino” alla dottoressa Lucia Potì: va a una laureata dell’Università del Salento questo premio promosso dalla Fondazione Roma La Sapienza e destinato alla miglior tesi di laurea specialistica/magistrale sul tema della violenza contro le donne. La cerimonia di premiazione è in programma ioggi, 19 giugno 2017, nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza alle ore 16.30, quando alla vincitrice verrà consegnata una pergamena di riconoscimento e un premio in denaro di 1.500 euro.

    Lucia Potì ha conseguito la laurea magistrale in Progettazione e Gestione dei Processi Formativi presso la Facoltà di Scienze della formazione, Scienze politiche e Sociali dell’Università del Salento (sessione del luglio 2016) con una tesi dal titolo “La violenza di genere: la formazione degli operatori”, discussa in Teorie e metodi della formazione. L’obiettivo generale della tesi è stato quello di analizzare il fenomeno del femminicidio, focalizzando in particolare l’attenzione sul processo di aiuto e sulle risorse territoriali per fronteggiare il problema. La tesi ha in particolare individuato gli elementi strategici per impostare il processo di lavoro con le donne che hanno subìto violenza.

    L’approfondita e articolata riflessione teorica del lavoro di tesi è stata resa possibile grazie all’esperienza formativa di tirocinio svolta presso la “Comunità Chiara Luce – Salentopportunità Cooperativa Sociale Onlus” di Lecce. Grazie all’attività di osservazione partecipata e di affiancamento agli operatori della comunità, il lavoro della dottoressa Potì ha riguardato le madri ospiti della comunità assieme ai propri figli, con l’obiettivo di individuare le strategie di intervento e gli strumenti operativi volti alla tutela dell’infanzia, dell’adolescenza e dei nuclei in difficoltà.

  • Il Comitato lavoro pro SS275 blocca ancora per protesta la strada
    Sun, 18 Jun 2017 10:59:59

    Continua la protesta del Comitato lavoro pro SS275 che s’interroga su: “Come mai ancora ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte del Presidente Emiliano e Loredana Capone. Eppure la nostra è una grave crisi istituzionale scaturita dal mancato avvio dei lavori di una infrastruttura di vitale importanza per il territorio, se siamo ancora in questa disperata situazione, è solo perché sin dall’inizio c’è stata totale indifferenza da parte di coloro che hanno il dovere di tutelare i cittadini ed il territorio. E“, chiosa il comunicato del comitato, “a chi spetta di mettersi una mano sulla coscienza e fare il suo dovere. Con forza e rabbia chiediamo, per l’ennesima volta, un incontro con il presidente Emiliano o la vicepresidente Capone: ascoltateci ed aiutateci.

  • Alliste tre volte… Ecoday
    Fri, 16 Jun 2017 16:26:51

    Anche quest’anno l’amministrazione comunale di Alliste organizza l’Ecoday e fa tris. Tre domeniche (25 giugno, 9 e 30 luglio; l’anno scorso furono due) durante le quali sarà pulito il litorale delle marine di Capilungo e Posto Rosso.

    Marilù Rega

    L’assessore Marilù Rega: “È il secondo anno che come assessore alle politiche ambientali organizzo l’Ecoday con la preziosa collaborazione della neonata Consulta delle Associazioni di Alliste e Felline, della Consulta Giovani, e della Gialplast che metterà gratuitamente a disposizione i propri operatori. Saranno sicuramente presenti, come l’anno scorso, tanti cittadini volontari, che speriamo partecipino numerosi. Le giornate avranno lo scopo, oltre che di ripulire le nostre bellissime scogliere molto frequentate da numerosi turisti con l’approssimarsi della stagione estiva praticamente già iniziata, ma avranno soprattutto lo scopo di sensibilizzare tutta la cittadinanza al rispetto per il nostro ambiente e il nostro paesaggio”.

    Il messaggio che vogliamo lanciare”, aggiunge la Rega, “è che non bisogna fregarsene ed aspettare pensando che “tanto non tocca a noi”, ma al Comune ripulire gli scempi altrui e sanzionare chi non rispetta le regole della buona convivenza, gettando rifiuti per strada, sugli scogli o in campagna. Gran parte del lavoro”, continua l’assessore, “spetta ovviamente a noi, i cittadini col loro voto ci hanno delegato per questo. Stiamo facendo del nostro meglio per sensibilizzare la cittadinanza partendo dai più piccoli, come è stato venerdì scorso nel primo Ecoday organizzato in collaborazione con la scuola, oltre che con la Consulta e la Gialplast, in cui i bambini di quarta elementare hanno dedicato un’intera mattinata alla pulizia del litorale divertendosi, e tornando a casa con la consapevolezza partendo dai piccoli gesti che ognuno di noi può fare, si possono ottenere grandi risultati. Ovviamente il nostro compito non passa solo attraverso la sensibilizzazione, ma è importante anche adottare delle misure finalizzate a sanzionare comportamenti scorretti da parte di cittadini con poco (a volte del tutto inesistente) senso civico.

    A questo proposito mi sono personalmente adoperata affinché anche il nostro comune si potesse finalmente dotare di fototrappole mobili munite di infrarossi, che saranno montate in alcuni luoghi sensibili individuati in seguito a dei sopralluoghi che ho effettuato con gli agenti di Polizia Municipale e col presidente della Protezione Civile Tonino Renna; si tratta di una tecnologia che nei comuni in cui è stata utilizzata, ha prodotto grandi risultati e sono convinta che ne darà anche da noi”.

    A breve”, anticipa Marilù Rega, “sarà inaugurato l’Ecocentro che permetterà un importante risparmio sia per l’ente comunale, che per tanti cittadini. Ma, per quanto possiamo impegnarci, non siamo ubiqui ed onnipresenti; sarà molto importante la collaborazione di tutti i cittadini, ai quali chiediamo di denunciare alle autorità tutti gli abusi ai quali dovessero assistere. Il comune spende ogni anno decine di migliaia di euro per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti indebitamente gettati per strada; quindi chi sporca per strada anziché utilizzare il servizio gratuito messo a disposizione dal comune, è come se vi rubasse del denaro dalle vostre tasche. È questo”, conclude l’assessore di Alliste, “l’appello che faccio ai nostri concittadini. Aiutateci ad aiutarvi! Fate una corretta differenziata e denunciate gli abusi!”.

  • Otranto, Melendugno e Castro a 5 Vele
    Fri, 16 Jun 2017 15:52:04

    Oltre a un eccezionale e riconosciuto pregio naturalistico, possono vantare una buona gestione del territo­rio, servizi d’eccellenza, manutenzione dei centri storici, offerta enogastronomica ,di alto livello e altro ancora. Sono le 5 vele, le 19 località top in Italia per quanto ritarda il turismo balneare, protagoniste della nuova Guida Blu Il mare più bello realizzata da Legambiente e Touring Club Italiano.

    Il mare più bello, Guida Blu 2016, racconta oltre 300 centri costieri, ma non pretende di essere un censimento delle aree balneari italiane, piuttosto ne rappresenta una selezione, in base a criteri ispirati soprattutto alla qualità dell’ambiente in generale e alla buona gestione del territorio. La selezione delle località, curata come ogni anno dall’Istituto di ricerca Ambiente Italia, contempla le valutazioni espresse sulla base delle analisi delle acque effettuate da Goletta Verde, i dati raccolti dai circoli locali di Legambiente e quelli elaborati da diverse banche dati sulla gestione dei servizi territoriali e turistici.

    Pur non mancando  zone di lunga e consolidata tradizione balneare, la guida nel suo complesso punta a valorizzare al meglio zone meno sfruttate e perciò più incontaminate: con i suoi circa 8000 km di coste il nostro Paese riesce ancora a offrire spiagge deserte o poco affollate, paesi e borghi senza ingorghi ferragostani, luoghi e angoli incontaminati, feste e tradizioni ancora vive, cucina e ospitalità genuine e a prezzi accettabili.

    Castro – Zinzulusa

    Presentata questa mattina a Bari, presso la sala stampa della sede di Legambiente, la pubblicazione “Il mare più bello – Guida Blu 2017” del Touring Club Italiano di Legambiente. Con l’occasione sono state evidenziate le località costiere più pulite e attrezzate turisticamente, consegnando il riconoscimento delle “Cinque Vele” alle più meritevoli.
    Otranto, Melendugno e Castro  “premiate” con le 5 vele.

    Otranto anche quest’anno conferma la sua posizione tra le località in vetta alla classifica (prima tra le salentine) vedendosi assegnate le “Cinque Vele”.

    Il riconoscimento attesta la qualità e il valore del nostro mare, delle nostre coste, del nostro territorio in generale, ricco di valenze naturalistiche e storico-monumentali, ben tutelate e valorizzate per offrire anche servizi ad un turismo consapevole”, afferma il neo sindaco Pierpaolo Cariddi.

    Le politiche di sensibilizzazione sui temi ambientali, le iniziative per garantire pulizie degli arenili, delle coste, e dell’intero territorio, la rigenerazione di spazi urbani sempre più destinati alla sola fruizione perdonale, la riqualificazione degli arredi urbani, i restauri e la valorizzazione di numerosi monumenti trasformati in grandi attrattori culturali, definiscono attività messe in campo in grado di garantire uno sviluppo socio-economico della comunità, che nel contempo tutela i suoi valori fondamentali paesaggistici, storici e culturali, veri punti di forza per una maggiore competitività turistica. I risultati raggiunti sono da attribuire ad una splendida sinergia tra amministrazione, operatori economici e cittadini, che ha fatto di Otranto meta ambita nei flussi turistici nazionali ed internazionali”.

  • Tricase, ballottaggio: accordo Dell’Abate-Panico?
    Fri, 16 Jun 2017 10:01:20

    In vista del ballottaggio prove d’accordo nel centrosinistra tricasino. Si cerca di raggiungere quell’unità di intenti a cui nel periodo pre-elettorale non si è mai giunti neanche vicino.

    Ma ora c’è poco da fare i preziosi, i numeri del primo turno sono fin troppo chiari e se il centrosinistra vuole essere competitivo deve per forza percorrere una strada comune: Fernando Dell’Abate con il 20,26% non può sperare di farcela da solo; la vice sindaco Maria Assunta Panico se vuole continuare a far parte dei giochi non può che stringere un accordo con il suo (ex) rivale.

    Fermo restando che al ballottaggio ognuno a prescindere dalle indicazioni dei partiti potrà scegliere secondo coscienza, facendo rapidamente due conti tenendo come riferimento il primo turno e considerando che il Movimento 5 Stelle si è chiamato fuori da ogni accordo con chicchessia (clicca qui), così come la Sinistra Italiana di Sergio Fracasso (come riportiamo in seguito),  il centrosinistra partirebbe da una base del 36,78% contro il 43,66% raccolto da Carlo Chiuri e le sue liste.

    Machiavellica ma comprensibile la posizione della Panico: “No ai trasformismi. Il dialogo nell’area di centrosinistra è la cosa più naturale oltre che doverosa e sarà incentrato esclusivamente sui programmi”. Pensiamo di poter dare per scontato che si vada verso un accordo, se non altro perché le parti non hanno scelta.

    Fracasso: “Crisi profonda dei valori del centrosinistra”

    Diversa la posizione di Sergio Fracasso che, al primo turno, con l’unica lista della Sinistra Italiana, ha registrato 570 voti pari al 5,41%, il miglior risultato in Puglia per il partito. Risultato però che non gli basta per avere uno scranno a Palazzo Gallone. Ciò non sembra comunque preoccupare l’assessore alla cultura uscente. Basta leggere quanto pubblicato sui social dalla Sinistra Italiana di Tricase: “In questa tornata elettorale abbiamo dato un messaggio di semplicità e di umiltà. Abbiamo scorrazzato in tutti i quartieri di Tricase, in tutte le frazioni e spesso anche semplici incroci stradali con la nostra Ape, simbolo del lavoro e del sacrificio dei nostri padri da cui abbiamo ereditato questa terra, della quale ci sentiamo responsabili, per la quale saremo un incrollabile presidio di salvaguardia, lo dobbiamo ai nostri figli! Il nostro partito ci sarà e lavorerà per il nostro territorio come abbiamo fatto sempre, con impegno e dedizione. Di questo vogliamo rassicurare chi ci ha dato fiducia, il suo voto è collocato nel forziere del nostro cuore, il posto più sicuro al mondo. Il nostro circolo non chiude ma rilancia, non è un comitato elettorale che non ci sarà più il 26 giugno, come sarà per la maggior parte dei candidati che hanno partecipato a queste elezioni. (…) Certo una presenza in consiglio sarebbe stata preziosa per noi, ma questo non inficia il nostro impegno futuro, come del resto facciamo già da 15 anni. Una nota dolente riscontrata è la crisi profonda del centrosinistra, non nei numeri, ma negli ideali propri del centrosinistra. Abbiamo intrapreso una strada difficile, quella del ritorno ai valori, ai fondamenti della sinistra. La stessa che in questi anni abbiamo sdoganato dai soliti discorsi qualunquisti e dispregiativi, dimostrando che abbiamo capacità di governare senza compromettere i nostri principi politici. (…) Per tutto questo, quindi, per noi è molto difficile pensare ad un accordo politico al ballottaggio con il Pd, perché ha deciso da qualche tempo di intraprendere una strada diversa dalla nostra, preferendo i numeri ai valori, compromettendo il pensiero del centrosinistra con principi che non gli appartengono, confondendo ancora di più l’elettore che ormai non riesce a distinguere alcuna differenza tra centrosinistra e centrodestra, entrambi composti sempre dalle stesse persone che cambiano coalizione da una tornata elettorale all’altra e questo è inconfutabile dai primi eletti della compagine del PD. Auguriamo ai due contendenti dunque buona fortuna, sperando che tengano a mente solo il bene del paese e di tutti i cittadini”.

    Il nuovo Consiglio comunale*

    Intanto per comprendere come sarà composto il Consiglio comunale abbiamo realizzato una proiezione con gli eletti sia nel caso in cui le urne confermino i risultato del primo turno con la vittoria di Carlo Chiuri sia nel caso ci fosse un ribaltone con il sorpasso di Fernando Dell’Abate.

    Carlo Chiuri

    Se vince Chiuri

    MAGGIORANZA

    Cambiamenti: Dario Martina (453 voti), Antonio?Luigi Baglivo (333), Francesca Longo (214), Sonia Sabato (155);

    Udc: Antonella Piccinni (258), Pasquale De Marco (258), Federica Esposito (208);

    Noi per Tricase: Lino Peluso (170), Maurizio Ruberto (132);

    Tricase Punto e a Capo: Mario Turco (167)

    OPPOSIZIONE

    Pd: Fernando Dell’Abate (Cand. Sindaco), Vito Zocco (308), Nunzio Dell’Abate (259);

    Tricase sei tu: M. Assunta Panico (cand. sindaco), Alessandro Eremita (227);

    Movimento 5 Stelle: Francesca Sodero (Cand. sindaco)

    Fernando Dell’Abate

    Se vince Dell’Abate

    MAGGIORANZA

    Pd : Vito Zocco (308), Nunzio Dell’Abate (259), A. Rocco Ciardo (189),  Gianluigi Forte (181), Guerino Alfarano (151), Laura Mura (149), Mary Nesca (112);

    Insieme per Tricase: Rocco Piceci (171), Antonio?Frisullo (88), Maria Lucia Cazzato (87)

    OPPOSIZIONE

    Cambiamenti: Carlo Chiuri (Cand. Sindaco), Dario Martina (453), Antonio?Luigi Baglivo (333);

    Udc: Antonella Piccinni (258);

    Tricase sei tu: M. Assunta Panico (cand. sindaco),  Alessandro Eremita  (227);

    Movimento 5 Stelle: Francesca Sodero (Cand. Sindaco)

    *  al netto di apparentamenti e/o accordi pre-ballottaggio

    Giuseppe Cerfeda

  • Studiare ed essere pagati: in Danimarca si può
    Fri, 16 Jun 2017 10:00:38

    Mi chiamo Georgiana, ho 23 anni e attualmente vivo and Horsens, Danimarca, una piccola città dove frequento il primo anno di Marketing Management.
    Quando ero ancora al liceo scoprii che in Scozia e Danimarca le università erano gratuite e decisi che avrei proseguito i miei studi in uno di questi due paesi. Tra l’altro i corsi sono disponibili in lingua inglese.

    Dopo molte indecisioni e ricerche la scelta ricadde sulla Danimarca. La destinazione c’era, la voglia di andare pure, ma mancava il coraggio e fu così che dopo essermi diplomata mi iscrissi all’Università degli Studi di Milano. Dopo aver studiato per un anno Mediazione linguistica e culturale decisi di smettere perché mi ero resa conto che non ero felice e non era ciò che volevo fare.

    Successivamente la mia determinazione mi ha convinta a partire. Fu così che passai un mese con una famiglia danese, ma dovetti tornare poiché feci l’errore di partire senza aver scelto né l’università né il corso di laurea da seguire. Una volta tornata mi demoralizzai e mi misi alla ricerca di un lavoro per poter mettere dei soldi da parte, nel caso in cui mi fossi iscritta e fossi stata presa. È stato molto difficile, ma riuscii a trovare il mio primo lavoro all’EXPO, dove ho collaborato con il padiglione spagnolo. Grazie a quest’esperienza riuscii nell’intento crescendo anche personalmente, demolendo le mie insicurezze a poco a poco.

    Dopo EXPO iniziai la ricerca di un altro impiego, dato che le iscrizioni alle università danesi si aprono a febbraio di ogni anno. Sono stata sfortunata nella mia ricerca e decisi di seguire un corso finanziato dall’Unione europea, riguardante turismo, marketing, economia e organizzazioni eventi.

    Fu durante questo periodo che capii finalmente ciò che avrei veramente voluto fare: marketing. Con le idee chiare in mente a febbraio 2016 misi a dura prova il mio coraggio e mi iscrissi finalmente alla facoltà di Marketing Management del Via University College. A fine luglio scoprii di essere stata accettata. Questa notizia non solo mi rese felice, ma fece crescere la fiducia in me stessa e nelle mie capacità.

    Georgiana Rusu

    Arrivata in Danimarca dovetti affrontare varie difficoltà, tra cui la più importante: trovare alloggio, ma grazie a gruppi di studenti che ho trovato su Facebook riuscii a sistemarmi in un appartamento a 5 minuti dall’università. Per quanto riguarda l’università sono molto soddisfatta e contenta di aver fatto questa scelta e sin dai primi giorni ho avuto modo di notare alcune caratteristiche che distinguono le università danesi da quelle italiane.

    Alcune caratteristiche della mia università: le classi hanno un numero massimo di 50 studenti; ogni studente ha una sua pagina web personale dove ha accesso a tutte le informazioni riguardanti i suoi studi, a partire dalle lezioni che vengono caricate anche in anticipo, regolamenti ecc.; l’orario viene organizzato dalle università per l’intero semestre; si predilige lo studio in gruppo e questo metodo viene adottato anche durante gli esami; le teorie imparate vengono applicate su casi reali in modo tale che lo studente apprenda ad utilizzarle in modo pratico ed efficace per risolvere problemi reali; l’approccio con i professori è molto informale e si pone moltissima attenzione sul punto di vista e sulle idee dello studente; le università sono aperte 24 ore su 24 e si può accedere tramite una tessera personale, la maggior parte hanno un anche un asilo nido.

    L’unica cosa che mancava era il lavoro che avrebbe potuto garantirmi una maggiore stabilità economica. Grazie al Career Centre della mia università riuscii a trovare in breve tempo un impiego part-time.

    Attualmente lavoro per Trendhim come Country Marketing Manager e mi ritengo molto fortunata di fare quest’esperienza in un ambito strettamente collegato con i miei studi in quanto mi dà tante soddisfazioni e mi fa crescere anche professionalmente.

    Grazie a questo lavoro posso beneficiare anche di un sussidio da parte dello Stato, circa 800 euro lordi, che viene dato agli studenti che lavorano un minimo di 10 ore settimanali.

    Dopo aver passato tanti anni a sognare quest’esperienza, essere riuscita finalmente nel mio intento mi ha fatto capire che nella vita la testardaggine può giocare un ruolo importante: senza di essa ci si può smarrire tra le proprie insicurezze e paure.

    Per altre info: www.georgianarusu.com

    Georgiana Rusu

  • Piovono petali a Patù
    Fri, 16 Jun 2017 07:41:10

    Nella notte tra sabato e domenica (17 e 18 giugno), nel piccolo Borgo di Patù, si ripeterà il suggestivo evento dell’Infiorata Patuense, giunta ormai alla sua Quarta edizione.

    Arte, fede e natura si incontrano su Via Principe di Napoli dove, sabato, alle ore 19, Mons. Vito Angiuli benedirà l’inizio dei lavori affiancato da Don Gianluigi Marzo.

    (foto Isa Esposito)

    Gli abitanti del paese, divisi in rioni, lavoreranno tutta la notte per realizzare il tappeto di petali colorati sul quale si svolgerà la processione del Corpus Domini.

    Quest’anno l’infiorata “di generazione in generazione” si propone di trasmettere un messaggio universale e trasversale di unione e appartenenza che dovrebbe sempre unire e mai dividere.

    I quadri realizzati con i petali ed altri materiali naturali raccolti durante la fase preliminare, occuperanno un’intera strada illuminata, per l’occasione, da luminarie scelte che evocano l’entrata di una Cattedrale.

    La mattina della domenica, alle ore 8,30, Mons. Vito Angiuli benedirà il tappeto di fiori.

    Luana Prontera

  • Festa di San Luigi dei Lampioni e de lu Cuturùsciu
    Thu, 15 Jun 2017 10:59:31

    Tra sacro e profano, torna a Calimera, la festa dei lampioni e de lu Cuturùsciu. Dal 19 al 21 giugno, nella ricorrenza di san Luigi Gonzaga e del solstizio d’estate, Piazza del Sole e le vie del centro storico  si animano di forme, colori e luci a ritmo di musica.

    La tradizionale festa, che sancisce l’inizio dell’estate salentina, è organizzata dalla Proloco, in collaborazione con il Comune di Calimera, con l’Unione Comuni Grecìa Salentina e altre associazione socio-culturali e sportive del territorio, quali Fondazione Notte della Taranta, Acea 2HE –  Io posso.  Quest’anno poi, grazie al Progetto LAMPU!, la festa si fregia anche della partnership di APS Radici Urbane, Associazione Borghi Autentici d’Italia e GAL Isola Salento. Il progetto, realizzato dal Comune (e di cui la Proloco è sempre partner) ai sensi del bando ANCI “Giovani RiGenerAzioni Creative”e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul “Fondo Politiche Giovanili”, è finalizzato alla rigenerazione urbana dei luoghi attraverso la partecipazione dei giovani e, più in generale, della comunità locale, individuando così il suo fulcro proprio nel lampione, che assurge dunque a simbolo del paese griko, in grado di generare nuova linfa socio-economica.

    Le suggestive scenografie dai ridenti colori ripercorrono la storia di intere generazioni, a partire dagli anni Sessanta,  anni  in  cui  si sono  svolte  le  prime  edizioni. Da quella  che  era una  festa  rionale,  infatti, i lampioni, modellati con  canne  di legnospago  o  fil  di ferro,  ricoperti  di  carta  velina e illuminati dapprima da un lumicino di fuoco, poi da lampadine fino alle attuali luci a led, rinnovano un sapere orale che da padre in figlio racchiude passioni, ricordi e storia e che scrive una delle più belle pagine della comunità calimerese.

    Nell’edizione 2017, il  calendario  della  Festa  è  ricco  di eventi e appuntamenti,  occasioni  di  conoscenza  e approfondimento  delle  tradizioni  culturali,  ma  anche  ricreative  e  di svago.

    Il ricco parterre prende il via lunedì 19 giugno alle ore 20.30 con lo spettacolo di acrobatica aerea per grandi e piccini “Un té io e te”  a cura de Amnésia Circus. Occhi all’insù per ammirare col fiato sospeso le funamboliche performance delle giovani artiste;  a seguire il concerto in chiave pizzicata dei Rize, con due delle più belle voci rappresentative del panorama musicale popolare salentino, Enza Pagliara e Ninfa Giannuzzi; martedì 20, si inizia alle 20 con la banda itinerante de Maisto streetband, che animeranno le strade del paese con le loro coreografie a ritmo di briosi suoni; a seguire il concerto dei Bundamove, il collettivo salentino, nato nel 2009. Un progetto in cui il funk si veste di beat, riff e groove potenti e coinvolgenti che riportano alle sonorità vintage della scena musicale degli anni Sessanta e Settanta; mercoledì 21, alle ore 19 partirà la Staffetta dei Lampioni, a cura dell’associazione sportiva ASD La Mandra, lungo il suggestivo percorso delle vie del paese con partenza e arrivo in Piazza del Sole; dalle  20.30, la pizzica smuove piede e anima con il concerto dei Scazzicapieti, la band leccese che evoca già nel nome, la pulsione dell’antica energia provocata dal morso della tarantula; a seguire l’esibizione, in una delle tappe del suo “tarantatour”, dell’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” con gli Aprés la Classe: nell’aria, note e poesie per rendere omaggio al nostro Salento, con la rievocazione dei più importanti brani della musica tradizionale salentina e della sua fusione con altri linguaggi musicali.

    Per tutta la durata della festa, si potranno gustare piatti tipici della cucina salentina a cura della Pro loco Kalimera.

    Quest’anno sarà la festa popolare per eccellenza dell’estate salentina, spiega Vincenzo Garrapa – Presidente della Pro Loco Calimera.  Oltre agli stand enogastronomici con prodotti di alta qualità, che accompagnano tradizionalmente le nostre feste popolari, per la Festa dei  Lampioni, la  Pro  Loco  Calimera ha deciso di  puntare alla  qualità del panorama musicale salentino, portando sul palco le band più importanti, tra cui l’Orchestra popolare La Notte della Taranta. Un ringraziamento speciale va a tutti i soci, che grazie al  loro lavoro e al loro costante impegno nella costruzione dei lampioni e negli stand gastronomici, siamo riusciti ad ottenere un forte riscontro di pubblico, in crescita esponenziale, di anno in anno”.

    Un anno intenso e di gran successo”, spiega Silvia Castrignanò, giovane Vice Presidente Pro loco, “Grazie al Progetto Lampu! abbiamo potuto coinvolgere nell’organizzazione tantissimi giovani, che con il loro entusiasmo, stanno contribuendo vivamente alla buona riuscita della festa e, speriamo, che questo sia l’inizio di una lunga collaborazione futura per il bene della nostra Comunità”.

    La festa  di  San  Luigi  e  dei  Lampioni  si  è  consolidata  negli  anni  come  il  più  atteso  appuntamento  di apertura dell’estate salentina”, sottolinea Francesca De Vito, sindaca di Calimera, “l’appuntamento con l’arte e l’impegno di tanti cittadini che per mesi sono dediti alla costruzione creativa dei lampioni sotto la guida sapiente dei maestri della Pro Loco e del Ghetonìa e che colorano le vie del paese. Quest’anno la tradizionale festa ha un supporto speciale, quello dei giovani under 35, grazie al Progetto Lampu, in partenariato con la stessa Pro Loco Calimera, l’APS Radici Urbane, l’Associazione Borghi Autentici d’Italia e GAL Isola Salento, realizzato ai sensi del bando ANCI “Giovani RiGenerAzioni Creative”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul “Fondo Politiche Giovanili”. Il progetto prevede proprio l’implementazione di laboratori partecipati di design e di valorizzazione, funzionali al consolidamento e all’innovazione di questo manufatto luminoso della tradizione: il “Lampione”.

    I lampioni, dalla tradizione ad oggi

    La Festa dei Lampioni è una tradizione che si perde nel tempo. Alcuni prototipi sono stati ritrovati in Cappadocia e nell’antica Grecia, di origine millenaria. Le canne venivano raccolte durante l’inverno e lasciate essiccare nella bella stagione. “Era una festa particolare quella dei Lampioni, con i preparativi che cominciavano già alcuni mesi prima. Un tempo i ragazzi, raggruppati per strade, si organizzavano dividendosi i compiti all’interno del gruppo: qualche ragazzo andava in campagna a raccogliere e pulire delle canne da palude (kalàmia) che venivano poi tagliate a listelli, qualcun altro procurava farina dalla dispensa della madre, altri infine giravano per  le case con una figurina di Sant’Antonio o San Luigi a chiedere un piccolo obolo. Con i denari raccolti si acquistava carta velina colorata. Si preparavano quindi con le canne delle forme geometriche come le stelle, oppure si lasciava sbizzarrire la fantasia: navi, aerei, campanili, nascevano per incanto e venivano rivestiti con la carta colorata, fermata con la farina bagnata, collante a buon mercato. Le opere erano grandi anche cinque, sei metri e, una volta ultimate, venivano nascoste per essere poi, all’ultimo momento, appese per strada a dei fili tesi di traverso e rivestiti di edera. All’interno dei lampioni si accendevano delle candele e la luce passava attraverso la carta velina; il risultato era un cielo appeso dai mille colori, un mondo di fiaba dove il sogno era interrotto, di tanto in tanto, per qualche lampione mosso dal vento che andava in fiamme. I lampioni che intanto non erano andati a fuoco, venivano poi bruciati tutti assieme a conclusione della festa”. (tratto da “Ellenofoni di Puglia”- Ed. Ghetonìa). Negli anni alla luce della fiamma è andata sostituendosi quella delle lampadine e, di recente, dei led. La tecnica di costruzione è rimasta identica, ad eccezione delle colle, utilizzate tra quelle in commercio, per avvolgere con la velina colorata le canne piegate. A Calimera è tradizione fiorente fino alla metà degli anni Sessanta. Il boom economico fa mettere da parte questa tradizione, prevalentemente di origine contadina, fino agli anni Ottanta quando il Circolo Culturale Ghetonìa ne riprende la costruzione, in occasione della Festa di San Luigi. Alla fine degli anni Novanta per alcuni anni la produzione dei tipici lampioni e l’addobbo delle vie del paese, in occasione della festività del santo, vengono interrotti, per essere rilanciati dalla Pro Loco che abbina i lampioni alla degustazione del tipico Cuturusciu.

    Lu Cuturusciu

    Da qualche anno alla Festa dei Lampioni è stata associata la promozione di un prodotto locale le cui origini si perdono nel tempo, lu cuturusciu, un tarallo morbido condito con olio e pepe che è stato inserito nell’elenco nazionale dei prodotti tipici tradizionali (PAT, n. 149 Regione Puglia). Lu cuturusciu veniva realizzato dalle donne calimeresi recuperando la pasta che restava attaccata alle pareti della madia. Insufficienti per costituire una panetto ma abbastanza preziosi per non essere gettati via, questi “scarti” di lavorazione, destinati ad indurire leggermente sulla superficie interna della madia, venivano abilmente reimpastati con un filo d’olio in più, un pò d’acqua per ammorbidire, sale grosso e pepe per insaporire. Dritti in forno in attesa di essere gustati. L’antica e umile tradizione è traccia storica indelebile di tempi in cui era necessario utilizzare al meglio tutte le risorse alimentari disponibili. Un prodotto semplice che Calimera sta cercando di preservare, che riempie le strade delle feste di giugno, quella dei Lampioni e di San Luigi Gonzaga, di quell’aroma che colma ogni spazio, che attiva tutte le papille gustative per prepararle al lieto evento, mangiarlo!

    San Luigi, la statua di Calimera

    Opera del maestro cartapestaio leccese Achille De Lucrezi, risalente ai primi del Novecento, la statua di San Luigi Gonzaga conservata a Calimera si differenzia notevolmente dalla figura tradizionale del santo. Restituita nella sua bellezza alla comunità calimerese in occasione della festa di San Luigi del 2015, grazie alle cure della dottoressa Mariana Cerfeda, la statua venne costruita grazie alla volontà delle tabacchine calimeresi che si prodigarono nella raccolta fondi. Il parroco don Cesario Gabrieli all’epoca della conclusione dei lavori del cartapestaio, scrisse: «Il teschio ai piedi, il rosario a’ fianchi, il giglio e il crocefisso nella mano, l’occhio al cielo, questo San Luigi vero, vivo, semplice, armonico, bello ci fa credere in Dio, ce lo fa amare». In questa statua, giunta a noi priva del teschio, arte e fede glorificano pienamente San Luigi.

    Progetto LAMPU!LAMPU!

    È un progetto del Comune di Calimera, in partenariato con Pro Loco Calimera, APS Radici Urbane, Associazione Borghi Autentici d’Italia e GAL Isola Salento, realizzato ai sensi del bando ANCI “Giovani RiGenerAzioni Creative” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale a valere sul “Fondo Politiche Giovanili”.

    Il progetto è finalizzato alla rigenerazione urbana dei luoghi attraverso la partecipazione dei giovani e, più in generale, della comunità locale e trova il suo fulcro nel lampione: luminaria unica anche a livello nazionale, utilizzata per la creazione di suggestive scenografie durante la festa di S. Luigi, che ora si propone come punto di incontro tra tradizione e innovazione.

    Gli stabili interessati sono l’ex Mercato Coperto sito nella Zona 167 e la Casa della Memoria, collocata all’interno dei giardini pubblici. Si tratta di luoghi completamente abbandonati che avranno la possibilità di avere nuova vita grazie allo scambio di idee, al confronto e alla creatività, in particolare delle nuove generazioni. Saranno contenitori di attività e percorsi formativi sul design, nei quali i giovani stessi avranno la possibilità di sperimentare le proprie attitudini e i propri talenti con il fine ultimo di favorire una crescita professionale, in modo da poter competere nel mondo del lavoro e lasciare un segno tangibile nella comunità a cui appartengono.

  • Cellulare: rivoluzione europea
    Thu, 15 Jun 2017 08:24:30

    Via il sovrapprezzo su sms, chiamate e navigazione sul web: Viaggiare in Europa o utilizzare il telefono da casa da non avrà più differenze. Da oggi, dunque, addio ai sovrapprezzi legati al roaming. Ci sono delle eccezioni alle quali occorrerà fare molta attenzione

    I Paesi coinvolti

    A essere coinvolti sono i 28 Paesi dell’Unione europea (compresa la Gran Bretagna) oltre a Norvegia, Liechtenstein e Islanda. La cancellazione del sovrapprezzo non riguarderà invece la Svizzera. Per quanto riguarda il Regno Unito la misura varrà almeno fino al 30 marzo 2019, quando dovrebbe diventare operativa la Brexit. Le norme che prevedono la cancellazione del sovrapprezzo per i servizi in roaming all’estero non valgono quindi quando si viaggia in altri Paesi fuori dall’Europa.

    Le norme sul “roam like homevalgono per chi viaggia occasionalmente al di fuori del Paese in cui si vive. Quindi occorre trascorrere più tempo o utilizzare più spesso il telefono cellulare nel proprio Paese che all’estero. In caso dubbio, l’operatore può contattare il cliente e chiedere spiegazioni che devono essere date nell’arco di tempi di 14 giorni. Nel caso in cui non si ritengano soddisfacenti le risposte del cliente, i sovrapprezzi applicabili (Iva esclusa) sono pari a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate, 1 centesimo per sms e 7,7 euro per 1 Gb di traffico dati.

    I prezzi. La pagina internet sul sito dell’Unione europea dà molte informazioni riguardo ai limiti che comunque esistono e di cui è bene tenere conto.

    I limiti per i pacchetti dati

    Cosa succede se il contratto prevede il pagamento di una tariffa mensile fissa e un pacchetto con un volume di dati illimitato? Il volume dei dati in roaming che l’operatore deve assicurare deve essere pari almeno al doppio del volume ottenuto dividendo il prezzo del pacchetto di servizi di telefonia mobile per il massimale previsto per i prezzi all’ingrosso (7,70 euro nel 2017, Iva esclusa) . Lo stesso sito dell’Unione Europea fa un esempio per rendere chiaro il concetto: pagando 40 euro (Iva esclusa) un pacchetto con un volume illimitato di chiamate, sms e dati, si ha diritto al roaming a tariffa nazionale con chiamate e sms illimitati e almeno 10,3 GB di dati (2 x (40/7,70 euro) = 10,3). Se lo si supera, c’è comunque un limite massimo che gli operatori possono addebitare: 7,70 euro per GB di dati nel 2017 (Iva esclusa), 6 euro per GB (Iva esclusa) nel 2018; 4,5 euro (Iva esclusa) dal 2029; 3,5 euro (iva esclusa) dal 2020; 2,5 euro (Iva esclusa) dal 2022.

    I limiti di salvaguardia

    Disponendo di un traffico di dati mobili limitato o di tariffe molto convenienti (meno di 3,85 euro per Gb nel 2017), l’operatore potrebbe applicare un limite di salvaguardia al roaming. L’operatore in questo caso è tenuto a informare preventivamente il cliente del limite e ad avvisare nel caso in cui venga raggiunto. In caso di superamento, l’operatore potrà applicare un sovrapprezzo, che corrisponderà al massimale previsto per i prezzi all’ingrosso, vale a dire 7,70 euro per GB di dati nel 2017 (Iva esclusa), 6 euro per GB (Iva esclusa) nel 2018 con gli ulteriori cali, già evidenziati, dopo il 2018.

    I limiti ai dati per le carte prepagate

    Per chi ha una carta prepagata la tariffa del roaming sarà uguale a quella nazionale se il prezzo pagato è per unità e il prezzo unitario nazionale dei dati è inferiore a 7,70 euro per Gb. Il limite eventualmente applicabile dall’operatore “deve corrispondere almeno al volume ottenuto dividendo per 7,70 euro il credito rimanente sulla carta prepagata non appena cominci ad usare i servizi di roaming dati”. Quindi, dividendo il credito per 7,70 si avrà la quantità di Gb disponibili all’estero.

    Lavoratori transfrontalieri

    Chi lavora in un altro Paese diverso dal proprio può scegliere un operatore di telefonia mobile di uno dei due Paesi. La politica dell’uso corretto prevede però che almeno una volta al giorno ci si colleghi alla rete nazionale

    Le possibilità per gli operatori di derogare alla fine dei sovraccosti

    Come previsto dalle linee guida vergate dal Berec (l’organismo dei regolatori transnazionali), gli operatori possono richiedere una deroga di 12 mesi all’eliminazione dei sovraccosti di roaming quando si viaggia in Europa, ma solo motivandola con le difficoltà a far fronte alle nuove spese. Una deroga solo per chi fosse in grado di dimostrare che l’azzeramento del roaming comporta perdite superiori al 3% del fatturato annuo. Per farlo però dovranno presentare richiesta di deroga alle Autorità nazionali (in Italia Agcom). Come si legge dall’ordine del giorno dell’ultimo consiglio di Agcom (del 6 giugno), ad oggi ad aver preso in esame la possibilità di derogare sono state le società Fastweb e Tiscali. Tiscali ha comunque detto di non voler applicare nessuna deroga. Tutto però è legato a un placet di Agcom che ancora non è arrivato. La richiesta di deroga può arrivare in qualsiasi momento. Agcom ha poi 30 giorni per decidere con ulteriore aggiunta di 60 giorni. Quindi è buona norma stare attenti alle decisioni dei propri operatori, anche se quelli indiziati a chiedere deroghe sono soprattutto i più piccoli.

    *Fonte Sole24 Ore
  • Otranto: altro lido sequestrato!
    Thu, 15 Jun 2017 07:26:33

     

    In località la staffa/cerra, ad Otranto, i carabinieri hanno proceduto al sequestro dell’area cantierizzata dove sono in corso i lavori di realizzazione dello stabilimento balneare “Salento Beach”.

    I militari dell’Arma hanno provveduto a notificare il provvedimento, contestualmente al sequestro, all’ imprenditore che sta realizzando l’opera e al geometra progettista responsabile dei lavori, in relazione alle violazioni in materia di “abusi edilizi in zona soggetta a vincolo paesaggistico e abusiva occupazione del demanio marittimo”, “falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico” e “distruzione o deturpamento di bellezze naturali”, apponendo i sigilli all’area i questione.

    L’attività investigativa svolta sinora ha consentito di accertare consistenti interventi di sbancamento di terreno, lavori edili di realizzazione di vari manufatti non amovibili per l’accesso al mare ed attività balneare in area soggetta a divieto di balneazione interessata da periodici fenomeni franosi della falesia, nonché modifiche allo stato dei luoghi in chiara violazione alla normativa e in difformità con le opere per le quali il comune di Otranto ha rilasciato la relativa autorizzazione.

  • Panico: “Tricase è il primo Comune ad approvare il Piano Coste”
    Wed, 14 Jun 2017 15:03:07

    Riceviamo e Pubblichiamo

    Gentile Direttore, le scrivo per informala che il Comune di Tricase è il primo comune pugliese ad aver approvato definitivamente il Piano Comunale delle Coste. L’importante traguardo è stato raggiunto con Delibera di Consiglio Comunale riunitosi il 5 Giugno 2017, dopo che con Delibera Regionale n 758 del 19 maggio 2017, il Piano era stato dichiarato compatibile al Piano Regionale delle Coste senza alcuna prescrizione.

    Lo strumento pianificatorio mira a garantire il corretto equilibrio tra la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo delle attività turistico-ricreative fissando parametri precisi per la fruibilità della costa. E’ stato redatto con la collaborazione ed il coinvolgimento della comunità locale, numerose sono state le considerazioni e proposte dei cittadini, delle associazioni, dei gestori di attività turistiche, scaturite nel corso degli eventi partecipativi, che hanno trovato la condivisione dell’amministrazione.

    Lo studio propedeutico alla redazione del Piano Comunale delle Coste si è trasformato in una opportunità per affrontare in maniera interdisciplinare le molteplici problematiche che si presentano nell’area costiera. In particolar modo, il Piano si è dovuto rapportare con il contemporaneo iter di ampliamento a mare del Sito di Importanza Comunitaria “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca” ratificato definitivamente con  Deliberazione della Giunta Regionale n.710 del 16 maggio 2017. L’ampliamento del Sito ha interessato in particolar modo l’area marina prospiciente il territorio di Tricase in quanto un’area privilegiata di biodiversità con caratteristiche uniche, rilevanti rispetto al resto della costa pugliese e con emergenze naturalistiche tali da giustificare un nuovo Sito di Importanza Comunitaria.

    Il Piano Comunale delle Coste prevede la presenza di 3 Stabilimenti Balneari e 5 Spiagge Libere con Servizi per una percentuale pari al 9% della costa utile. I materiali da utilizzarsi per la costruzione delle strutture balneari dovranno essere facilmente amovibili e dovranno rispondere agli standards di ecocompatibilità  necessari a rispettare e valorizzare le peculiarità paesaggistiche di Tricase. Nei lunghi tratti di costa dove la spiaggia è libera sono previsti sentieri panoramici ed il ripristino dei tratturi esistenti da valorizzare con luci, idonea segnaletica, realizzazione di muretti a secco, potenziamento della vegetazione e della naturalità specifica dei luoghi. L’importante risultato dell’approvazione definitiva del Piano, nonostante le problematiche territoriali è stato ottenuto anche grazie alla competenza dell’Ing. Vito Ferramosca, responsabile del settore tecnico, che ha redatto gli aggiornamenti e le integrazioni successivi alla prima bozza di piano, ed ai tecnici esterni Ing. Nives Foggetti che ha coadiuvato l’ufficio tecnico e la società 3P LAB S.R.L che ha curato la predisposizione dell’informatizzazione del Piano secondo i criteri definiti a livello regionale ed ha predisposto il Sistema Informativo Territoriale del Piano Comunale delle Coste accessibile a tutti gli utenti ed operatori dal sito web comunale. La Regione Puglia ed il personale degli Uffici Preposti ha fornito un contributo di professionalità, disponibilità, consulenza e celerità nella predisposizione degli atti che è stato preziosissimo sia in fase di redazione degli elaborati sia in fase di istruttoria. L’intero piano è risultato corale che ha visto la partecipazione di una molteplicità di esperienze e conoscenze, dal semplice cittadino, ai tecnici, ai funzionari regionali confermando che la condivisione è una buona pratica amministrativa che porta al raggiungimento degli obiettivi.

    Maria Assunta Panico

  • Tricase, M5S: “Non faremo alcuna alleanza”
    Wed, 14 Jun 2017 09:29:55
    Informiamo la cittadinanza che il M5S Tricase non sottoscriverà alcuna alleanza, né formale né informale, con le altre forze politiche ancora in corsa per il turno di ballottaggio, per inconciliabili differenze di metodo e di progetto politico“. E’ lo scarno comunicato pervenuto da parte del Movimento 5 stelle in vista del ballottaggio del 25 giugno. “I cittadini non sono pacchetti di voti, lo abbiamo sempre detto perché lo pensiamo. Il voto è un diritto-dovere civico, pertanto invitiamo i cittadini ad esercitarlo in qualsiasi forma, ivi compresa la scheda bianca. In Consiglio Comunale il M5S di Tricase, attraverso la sua portavoce Francesca Sodero, non esiterà a votare favorevolmente, di volta in volta, le proposte di buon senso e nell’interesse della comunità, da qualsiasi forza politica provengano”.
  • Scontro treni FSE: è l’ora della verità
    Wed, 14 Jun 2017 08:26:11

    A circa un anno di distanza dallo scontro dei treni sulla Andria – Corato, che provocò ventitré morti e cinquanta feriti, le ferrovie pugliesi tornano a far parlare tristemente di loro, fortunatamente, con danni fortemente limitati. Sulla tratta San Donato – Galugnano, infatti, lo scontro di ieri ha provocato solo una decina di feriti lievi. E intanto continuano le polemiche:

    Andrea Caroppo, consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia: “L’incidente ferroviario all’uscita dalla stazione di Galugnano riapre il dibattito sulla condizione della rete FSE. Solo la circostanza che i convogli si siano scontrati sul binario unico in un tratto in cui si viaggia a bassissima velocità ha evitato che l’incidente si trasformasse in una catastrofe. Non è possibile assistere a episodi degni di cronache ottocentesche più che del 2017 in una Puglia che vuole essere a vocazione turistica: è indispensabile mettere la vertice dell’agenda politica regionale la realizzazione e l’ammodernamento di una rete degna di questo nome che colleghi direttamente tra loro porti, aeroporti, capoluoghi di provincia e, poi, principali mete turistiche, accantonando una mentalità ed atteggiamenti che fanno fuggire gli investimenti“.

    FSE non ha imparato nulla”, tuona Pierpaolo Rollo, dirigente provinciale di Gioventù Nazionale Lecce ed esponente GN del Comune di San Donato. “Siamo nel 2017 e non riesco a capire come ci si possa spiegare queste vicende. Per un errore di comunicazione e, di conseguenza, di organizzazione, circa dodici persone sono state ferite in modo non grave, fortunatamente, ma ciò non giustifica il fatto che non possiamo avere la libertà e la tranquillità di usufruire, con la giusta sicurezza, dei pochi mezzi pubblici che sono messi a disposizione dei leccesi e dei turisti che visitano il nostro territorio.

    È paradossale“, continua Donato Carbone, Presidente Provinciale di GN, “che nel 2017 si debbano sentire vicende del genere. La tratta San Donato-Galugnano è un percorso che i treni, viaggiando sullo stesso binario, percorrono a 30 km/h FSE, già nell’occhio del ciclone per le vicende di un anno fa, ricade nuovamente negli stessi errori. Manca la comunicazione ed il Governo non rinnova strutture ormai obsolete nel Centro/Sud Italia. Si parla di treni ad alta velocità, con i politici che fanno le battaglie-passerella, ma qui in Puglia siamo indietro di 30 anni: la misura è colma. Serve una classe dirigente che abbia più a cuore il territorio che i propri interessi, che si faccia ascoltare a qualsiasi costo dal Governo e dal Ministero dei Trasporti.

    Probabilmente tra la decina di feriti e tra gli altri rimasti illesi, vi sono persone che giornalmente utilizzano questo servizio per recarsi a scuola, università e luoghi di lavoro. Che fine hanno fatto le promesse fatte dalle Istituzioni quasi un anno fa? Pensiamo sia il momento di andare alla radice di queste inefficienze di un servizio sempre più pericoloso, inadeguato, non al passo coi tempi e poco funzionale.” Dichiara Sara Acquaviva, coordinatrice Rete della Conoscenza Puglia L’acquisizione di FSE da parte di FS prometteva un servizio di trasporto pubblico locale rinnovato, più sicuro, diverso da quando la gestione dell’azienda era commissariata. Tuttavia, i lavori di riqualificazione e di adeguamento ancora non sono cominciati a fronte dei fondi europei e statali, circa 60 milioni, stanziati in questa direzione. Riteniamo inaccettabile che in questi mesi le priorità dell’agenda politica nazionale e locale siano state incentrate esclusivamente sul servizio interregionale di alta velocità freccia rossa prima, e freccialink dopo, non agendo invece sulle tratte di base, quelle provinciali e regionali, più popolate e più bisognose di investimenti e di lavori.” Prosegue Davide Lavermicocca Coordinatore Unione degli Studenti Puglia Non è possibile che si viaggi ancora con strutture inadeguate, a binari unici, con mezzi fatiscenti, che mettono in pericolo lavoratori e viaggiatori, molti dei quali sono giovani studenti. Siamo pendolari, uomini e donne che hanno diritto a spostarsi su mezzi di trasporto pubblici e con costi accessibili, in quanto per molti e molte è l’unico strumento di mobilità possibile. I trasporti dovrebbero essere gratuiti e di qualità, dovrebbero farci viaggiare in sicurezza e permetterci di raggiungere con facilità le nostre destinazioni, dovrebbero essere ecosostenibili e una risorsa per il territorio, non un ulteriore forma di ricatto”.

    Ernesto Abaterusso, consigliere regionale: “Quella che poteva trasformarsi in una nuova tragedia si è conclusa fortunatamente “solo” con qualche ferito e tanta paura. Ma questo non basta a placare la rabbia. Quanto successo poche ore fa alle porte di Lecce rende manifesta, in maniera dirompente, l’importanza del tema della sicurezza ferroviaria. Spiace dover constatare come, nonostante più volte sia stata denunciata la superficialità con la quale da tempo viene gestita l’azienda di trasporto ferroviario in Puglia e nonostante le ingenti risorse investite da Governo e Regione, poco o niente si sia fatto per stanziare adeguati investimenti utili a invertire la rotta di una storia fatta di mezzi vecchi e obsoleti, binari unici e non sicuri. E così lo stato di abbandono dei trasporti torna oggi a manifestarsi in maniera prepotente con questo incidente che solo grazie a un miracolo non ha causato morti, ma ha messo e continua a mettere a repentaglio la vita di quei pendolari che ogni giorno scelgono di muoversi con il treno. A un anno di distanza abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini della strage ferroviaria lungo la tratta Andria-Corato eppure crediamo che dopo quell’incidente sarebbe stato lecito lavorare di più, con più determinazione, per dotare le ferrovie pugliesi di strumenti idonei a garantire la sicurezza dei cittadini.

    E così oggi, in questo momento di dolore, nell’esprimere la vicinanza ai viaggiatori e ai lavoratori che si trovavano sui convoglio coinvolto nell’incidente, riteniamo doveroso invitare le classi dirigenti ad ogni livello istituzionale e i vertici di FSE ad interrogarsi su quanto fatto fino ad ora e sulle risposte concrete da dare alle continue e costanti richieste di intervento che vengono dai cittadini e dalla politica. Forse troppo spesso si dimentica che la mobilità è si un diritto di ogni cittadino, ma garantire a questi ultimi una mobilità sicura è il dovere di ogni istituzione“.


  • La FIDAS Noha incontra i cand...

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