Il Gallo
http://www.ilgallo.it
Il Gallo

  • Agguato dei tifosi del Bari a quelli del Lecce in autostrada
    Sun, 23 Feb 2020 12:40:23

    Scontri in autostrada: parapiglia registrato all’ora di pranzo sulla Napoli-Canosa a causa di un agguato dei tifosi baresi ai supporter del Lecce (video e foto a fine articolo).

    Nella giornata di oggi, al netto dei tanti match ed eventi sportivi rinviati per l’emergenza coronavirus, sono in programma due trasferte per le compagini pugliesi. Il Bari è impegnato a Castellamare di Stabia, in casa della Cavese. Mentre i salentini sono di scena all’Olimpico di Roma, ospiti proprio della Roma alle 18.

    L’imboscata

    Ebbene i giallorossi diretti nella Capitale sono stati vittime di un agguato premeditato. Dalle testimonianze raccolte sarebbero stati sparsi dei chiodi lungo la strada prima del passaggio di alcuni pulmini con all’interno tifosi del Lecce, con l’intento di fermarli.

    Due furgoni per trasporto persone ed un Doblò con a bordo una ventina di tifosi giallorossi sono stati così raggiunti da centinaia di baresi armati di torce e spranghe. I 3 mezzi che trasportavano i leccesi sono stati dati alle fiamme.

    Ci sono feriti ma fortunatamente nessuno sarebbe grave. L’arrivo delle forze dell’ordine ha messo in fuga gli assalitori.

    Autostrada chiusa in direzione Napoli nel tratto interessato, quello tra Cerignola e Candela.

    Il comunicato del Bari

    Con un comunicato l’ssc Bari prende le distanze da quanto accaduto:

    “SSC Bari intende esprimere la più ferma condanna per quanto accaduto oggi sul tratto autostradale che collega la Puglia alla Campania.

    Ogni forma di violenza è da condannare nel modo più assoluto; sono episodi che non hanno nulla a che vedere con i valori che la Società biancorossa e la città di Bari hanno da sempre promosso e sostenuto.

    Questi episodi sono da condannare in maniera netta e categorica. Coloro i quali si sono resi protagonisti di azioni così vili e violente, niente hanno a che fare con la civiltà e la sportività della maggior parte della tifoseria barese

    In attesa che le autorità competenti facciano piena luce su quanto effettivamente accaduto, la Società esprime tutta la propria solidarietà all’U.S. Lecce e ai suoi tifosi, unitamente agli auguri di una pronta e completa guarigione agli eventuali feriti”.

    I mezzi bruciati
  • Coronavirus al Fazzi? Tampone negativo
    Sun, 23 Feb 2020 09:53:40

    Sospetto coronavirus al Fazzi?
    Il primo tampone effettuato sul paziente avrebbe già smentito tale ipotesi.
    Attuato il protocollo si attende ora il risultato definitivo delle analisi sul tampone inviato a Bari.
    Il paziente è una militare di stanza a Treviso che avrebbe accusato tosse secca e febbre negli ultimi 15 giorni.

    Al momento però la sua temperatura corporea sarebbe di 36 °C

  • Skullbreaker challenge: la pericolosa sfida social “spacca cranio”
    Sat, 22 Feb 2020 19:25:38

    E’ allarme tra molti genitori in tutto il mondo. Si chiama Skullbreaker Challenge, l’ultima violenta sfida lanciata su TikTok tra gli adolescenti e ormai largamente diffusa che consiste in un vero e proprio atto di violenza nei confronti di una vittima ignara, coinvolta a partecipare in un salto ma poi sbilanciata da uno sgambetto a mezz’aria con lo scopo di farla cadere di schiena.

    L’impatto col terreno può portare a sbattere violentemente la testa contro il suolo, con conseguenze imprevedibili. Ma, a differenza di altre volte, in cui chi partecipa al ‘gioco’ è consapevole dei rischi a cui va incontro, in questo caso chi viene coinvolto è ignaro di quanto sta per accadergli.

    Nello specifico la dinamica è questa: due dei partecipanti, che sanno di cosa si tratta, coinvolgono una vittima. I tre, allineati in orizzontale, saltano alternativamente mentre la scena viene ripresa da uno smartphone. Quando arriva il turno del ragazzo al centro, i due ai lati fanno una specie di sgambetto, spingendo in avanti le gambe del malcapitato, che cade violentemente di schiena a terra. La spinta data dal salto fa sì che l’impatto a volte sia fortissimo e il rischio più grave è che la vittima dello scherzo batta la testa, con gravissime conseguenze.

    Il problema che la larga diffusione sulla rete e la presenza di migliaia di filmati amatoriali su internet che mostrano le drammatiche conseguenze di questa nuova moda, ha fatto si che lo spirito emulativo prendesse piede soprattutto tra i giovani ed il fenomeno diventasse un vero e proprio cult per giovanissimi ed in particolare minori alla ricerca dell’ebbrezza del proibito e del pericoloso.

    Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” , un gioco veramente pericoloso, per cui non resta che fare un appello ai genitori o ai soggetti che esercitano la potestà, così come alle Forze di Polizia, ad indagare sul fenomeno.”Non accettate la sfida ‘spacca-cranio'”: si tratta di “un gioco sbagliato e molto pericoloso.La mancanza improvvisa di appoggio mentre si salta comporta necessariamente una caduta senza controllo che può determinare lesioni anche gravissime come fratture di arti, svenimenti ed ematomi cerebrali. Far cadere qualcuno mentre salta, può, inoltre,determinare la commissione del reato di lesioni anche se non si hanno ancora 18 anni.

    Ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=bbej6VqEYZs

  • Aereo bloccato a Brindisi per malore: panico coronavirus a bordo, ma era infarto
    Sat, 22 Feb 2020 13:33:35

    Ieri un treno, oggi un aereo. Ma stavolta il panico è stato sconfitto a stretto giro.

    Dopo l’episodio della serata di venerdì, in stazione a Lecce, dove un treno proveniente da Roma è rimasto fermo a porte chiuse con i passeggeri bloccati a bordo per un’ora per un allarme lanciato da una viaggiatrice di sospetto caso coronavirus, oggi è successa la stessa cosa, con durata e risonanza fortunatamente differente, all’aeroporto del Salento.

    Un passeggero di un volo proveniente da Milano ha accusato un malore all’atterraggio. La cosa ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra gli altri passeggeri. Complice il crescente senso di percezione, sfociato il più delle volte in allarmismo, del diffondersi del coronavirus, la preoccupazione ha portato all’ansia tra i presenti ed alle prime misure di precauzione per gli addetti ai lavori.

    Anche qui i passeggeri sono stati trattenuti a bordo, con le uscite del velivolo bloccate. Gli accertamenti hanno però rapidamente restituito la tranquillità: l’uomo aveva avuto un infarto che nulla aveva a che vedere con il coronavirus.

  • Tricase, arrivano i carabinieri in elicottero: l’esito dei controlli
    Sat, 22 Feb 2020 11:53:08

    Nella giornata di ieri, 21 febbraio, la presenza di pattuglie di carabinieri accompagnate da un elicottero dell’Arma ha catalizzato l’attenzione sul territorio tricasino.
    L’atterraggio del velivolo nei pressi del cimitero nuovo di Tricase, in corrispondenza della cerimonia per il conferimento della cittadinanza a Liliana Segre tenutasi proprio ieri mattina a Palazzo Gallone, ha fatto pensare all’arrivo proprio della senatrice.
    Si trattava, invece, di un ordinario controllo programmato dai carabinieri della compagnia di Tricase, supportati da un elicottero del 6° nucleo di Bari.

    I controlli

    L’attività svolta ha portato a conclusione il servizio coordinato finalizzato al controllo della circolazione stradale e alla prevenzione di reati e illeciti in genere, svolto nei comuni di competenza del Capo di Leuca.
    Le operazioni hanno portato alla denuncia in stato libertà di diversi utenti stradali per varie violazioni.

    Nello specifico:
    F. M., 40enne, è stato deferito per evasione. L’uomo, residente a Corsano, è sottoposto al regime degli arresti domiciliari, ma è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione.

    Due ragazzi, un 20enne ed un 22enne, sono stati invece sorpresi alla guida in stato di alterazione psicofisica correlata a uso di stupefacenti. Avevano infatti assunto cannabinoidi ed era al volante di due differenti vetture, intestate a terzi. Per loro deferimento in stato di libertà.
    Simil sorte è toccata ad un 23enne, anch’esso alla guida dopo aver assunto cannabinoidi. Per lui però ritiro della patente.
    Altri automobilisti incappati in controlli sono invece un 51enne alla guida sotto l’effetto di cocaina, un 63enne alticcio, cui è stata ritirata la patente, ed un 36enne che rifiutava di sottoporsi a controllo in quanto, come emerso in seguito, privo di patente di guida, mai conseguita, e alla guida di autovettura sprovvista di copertura assicurativa, poi sottoposta a sequestro.
    Come lui, un altro 30enne ha rifiutato i controlli alcolemici. Segnalato all’autorità giudiziaria anch’egli.

    Il dispositivo impiegato

    Il dispositivo impiegato per i controlli, che proseguiranno nei giorni a venire, conta l’impiego di 14 militari e 7 automezzi, con i seguenti esiti sin qui conseguiti:
    11 controlli persone sottoposte arresti domiciliari;
    99 automezzi controllati di cui 23 motoveicoli;
    143 persone identificate;
    5 controlli esercizi pubblici;
    31 contravvenzioni al codice della strada elevate,
    3 patenti di guida ritirate,
    2 autovetture sottoposta a sequestro amministrativo.

  • Lavori nella baia di Porto Miggiano: tutti assolti
    Sat, 22 Feb 2020 09:30:39

    La sezione unica penale della Corte d’appello di Lecce ha ribaltato la sentenza di primo grado sui lavori del costone roccioso della baia di Porto Miggiano.
    Tutti i condannati sono stati assolti perché il fatto non sussiste. L’area verrà quindi restituita al Comune.

    In quattro erano già stati assolti in primo grado. Tra loro anche il sindaco dell’epoca, Cretì.
    Per gli altri invece si era protratto l’iter giudiziario.
    Il dirigente dei lavori pubblici, Salvatore Bleve, 67 anni di Cerfignano; il direttore dei lavori, Daniele Serio, 57 anni di Surbo, gli autori del progetto, Francesco Leo e Antonio De Fazio, rispettivamente 57 anni di Bari e 71 di Taranto; la responsabile del settore ambiente, Francesca Achiropita Pisanò, 54 anni di Rossano Calabro e l’amministrazione unico della società che eseguì i lavori, Maria Grazia Doriano, 43 anni di Vico Equense, erano stati condannati a vario titolo dagli 8 ai 10 mesi per deturpamento e distruzione di bellezze naturali e per abusivismo edilizio in area sottoposta a vincolo.

    Per l’appello però il fatto non sussiste e non ci sono reati imputabili ai soggetti indicati. Ora, da qui a 90 giorni, verranno depositate le motivazioni che hanno portato alla sentenza.

  • Tricase: ZTL area pedonale o un modo per far cassa?
    Sat, 22 Feb 2020 08:58:07

    Il 17 maggio dello scorso anno è stata attivata l’area pedonale urbana intorno a piazza Pisanelli.

    Da quel giorno e sino al 31 gennaio scorso sono stati elevati 7.049 verbali di infrazione al divieto di transito che hanno portato nelle casse comunali 223.561 euro, da cui vanno detratte le spese di notifica per ben € 85.680 ed il costo di noleggio dei tre varchi di videosorveglianza per circa 35.000 euro annue.

    L’Ufficio del Giudice di Pace è stato investito di 364 ricorsi e le sentenze sino ad oggi emesse hanno dato ragione ai contravventori.

    Questi numeri ci inducono ad una severa riflessione: o siamo un popolo di indisciplinati oppure l’area pedonale urbana non è percepita come tale.

    Siamo sempre stati sostenitori di un centro pedonalizzato o ZTL (zona a traffico limitato) che dir si voglia ed il futuro non può che andare in quella direzione. Ma non basta il contenitore, occorre programmare e costruire il contenuto; in caso contrario, si risolve in una “trappola” per -il più delle volte- ignari automobilisti.

    Nello specifico, per chi scende da via Toma o si accorge del segnale prima di impegnare piazza Pisanelli oppure è spacciato. Difatti nulla altro gli fa ipotizzare che sta attraversando un’area inibita alla circolazione, trova per lo più il deserto davanti.

    Diversamente dalle ZTL di altre città, dove si è portati naturalmente a deviare la marcia in quanto si incontrano di fronte tanti di quei contenuti, dinamici ed effervescenti, che inducono talvolta anche a fermarsi ed a prenderne parte.

    Immaginiamo per un attimo come cambierebbe il contesto e la percezione dell’area pedonale urbana di piazza Pisanelli se solo quella serie di locali a pian terreno di Palazzo Gallone fossero vivi e partecipati? Per non dire altro.

    Forse è il caso di aprire un sereno dibattito in merito, altrimenti l’area pedonale urbana tricasina si distinguerà solo per il palmares dei numeri di verbali e giudizi, per la stizza dei visitatori e per la gioia delle casse comunali.

    Nunzio Dell’Abate

  • Blindati su treno per un’ora a Lecce: “Passeggero di ritorno dalla Cina, verrà monitorato”
    Fri, 21 Feb 2020 20:50:59

    Un treno fermo in stazione a porte chiuse, passeggeri all’interno impossibilitati ad uscire ed un viaggiatore segnalato da una ragazza al 113.

    Minuti di apprensione in serata a Lecce dove un treno arrivato da Roma alle 21 ha messo in subbuglio l’intera stazione. Il motivo? Il convoglio trasportava un uomo additato come sospetto caso coronavirus.

    I passeggeri, come detto, sono stati trattenuti sul treno mentre il piazzale antistante la stazione è stato raggiunto da volanti e pattuglie delle forze dell’ordine.

    Sbigottiti i parenti e conoscenti dei viaggiatori in carrozza che attendevano in banchina cercando di carpire informazioni. Col passare dei minuti è cresciuta l’apprensiome mentre, dopo più di un’ora, i passeggeri si apprestavano a scendere attendendo ancora notizie ufficiali sull’accaduto.

    I primi accertamenti sono stati messi in atto all’arrivo dei sanitari in stazione che in pochi minuti hanno sgonfiato l’iniziale sensazione di pericolo che ha, di fatto, portato a trattenere decine di persone sulle carrozze, molte delle quali attraversate dal panico.

    Alle 22e35 circa le porte del treno si sono finalmente aperte per far defluire i viaggiatori.

    Il passeggero attorno al quale è scattato l’allarme è un cittadino cinese.

    A segnalarlo al 113 una ragazza nella sua stessa carrozza, dopo aver appreso che era stato di recente in Cina.

    Immediato a quel punto è scattato il protocollo. I controlli hanno poi sgonfiato la bolla di apprensione creatasi in stazione.

    L’ASL di Lecce ha infine rassicurato: l’uomo verrà monitorato e lo stesso verrà fatto per i passeggeri della carrozza nella quale viaggiava. Da quanto emerso, però, il passeggero cinese sarebbe già stato sopposto ai dovuti controlli all’ingresso in Italia all’arrivo in aeroporto.

    Foto da “Il Messaggero”

  • Tricase, regionali: il sindaco conteso
    Fri, 21 Feb 2020 17:03:19

    Appare ormai scontato che il sindaco di Tricase parteciperà alla prossima corsa per un posto nel Consiglio regionale della Puglia. Tutti gli elementi paiono concordare e, anche se non ha ufficializzato la sua decisione, Carlo Chiuri non ha mai smentito tale opportunità. Anzi, conferme in tal senso arrivano da più parti. Due sono gli elementi che non sono ancora chiari: in quale lista sarà candidato e quando presenterà le sue dimissioni da sindaco così come previsto dalla legge.

    CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA?

    Sin dalle prime indiscrezioni (“Il sindaco di Tricase candidato alle Regionali?”, www.ilgallo.it del 16 novembre 2019) lo abbiamo collocato in una lista di centrodestra e nostre fonti confermano che  tale collocazione era ed è ancora tra le fila di Forza Italia. In attesa di capire chi sarà il candidato presidente del centrodestra, visto che il nome di Raffaele Fitto non appare più tanto certo dopo la presa di posizione di Matteo Salvini (il premier del carroccio sarebbe intenzionato a vagliare una serie di ipotesi tra imprenditori pugliesi vicini alla Lega e che non abbiano già speso il proprio nome in politica), Chiuri è stato contattato anche dall’altro guado del fiume e gli è stata proposta la candidatura in una lista del centrosinistra. Episodio questo confortato da fonti autorevoli e circostanziato da data (il 4 febbraio), città (Lecce) e astanti: alla chiacchierata con Claudio Stefanazzi (Capo di Gabinetto del ricandidato presidente uscente Michele Emiliano) hanno partecipato anche l’assessore tricasino Lino Peluso e Angela Valli, assessore all’ambiente al Comune di Lecce, nonché cugina dello stesso Carlo Chiuri.

    A quanto ci risulta il sindaco di Tricase avrebbe preso tempo e non rifiutato a priori l’invito. La sua  scelta, come ci è stato riferito sempre dalle nostre fonti, sarà subordinata a determinate condizioni che Chiuri avrebbe posto ad entrambe le fazioni che gli hanno rivolto l’invito a candidarsi.

    TRICASE NON PIU’ SOLO SERBATOIO DI VOTI

    La considerazione a margine, aldilà di quelle di ognuno di noi su candidato e candidatura, è che Tricase (e quindi tutto l’hinterland) sia oggetto di molta attenzione da parte di chi sta studiando le strategie per l’elezione del prossimo governatore e la composizione del nuovo Consiglio regionale.  Questa è una notizia, soprattutto in considera- zione del fatto che Tricase da tanti anni non esprime un suo rappresentante in seno al Consiglio regionale:  l’ultimo ed unico tricasino (peraltro d’adozione) è stato, infatti, Cesare Lia, negli anni ’80 e ’90. Che sia finalmente terminato il tempo in cui Tricase era considerata alla stregua solo di un mero serbatoio di voti per interessi altrui?

    QUANDO LE DIMISSIONI?

    Intanto l’incertezza sul rispetto o meno delle condizioni poste da Chiuri avrebbe influito sul fatto che non siano ancora arrivate le dimissioni di Chiuri da primo cittadino.

    Il limite massimo previsto dalla Legge Regionale è di “venti giorni prima del prescritto termine di presentazione delle candidature”, il tempo necessario cioè affinché le dimissioni del sindaco conseguano “l’efficacia e l’irrevocabilità allo scadere dei venti giorni dalla presentazione al Consiglio comunale”.

    Se si tiene conto che ancora non è neanche stata stabilita ufficialmente la data delle elezioni, da questo punto di vista ci siamo. Argomento di discussione, invece, resta quello del termine ultimo per evitare che la Città resti troppo a lungo commissariata.

    Anche se secondo taluni questo sarebbe addirittura un bene visto l’attuale clima a Palazzo Gallone e il troppo poco tempo a disposizione perché si presenti un progetto serio e nuovo. Stessa fazione che ricorda anche come, nell’attesa ci sarebbero, comunque, da smaltire tutti i lavori in cantiere, «frutto del duro lavoro di questi due anni», come più volte sbandierato coi suoi post sui social proprio dal sindaco Chiuri.

    E SE LO SFIDUCIASSERO?

    Per rientrare nella tornata elettorale 2020 il termine ultimo è già passato ed era quello del 4 febbraio. Resta, però, un escamotage ma ha scadenza limitata e riguarda sempre i canonici 20 giorni utili alla «efficacia e irrevocabilità allo scadere dei venti giorni dalla presentazione al Consiglio comunale»: entro e non oltre il 24 febbraio, 9 consiglieri comunali dovrebbero dimettersi contemporaneamente e sfiduciare il sindaco, facendolo decadere immediatamente e scavallando i famosi 20 giorni.

    Per intenderci basterebbe che la minoranza, originariamente composta da sei consiglieri (compresa la 5 Stelle Francesca Sodero) più i transfughi dalla maggioranza (il presidente del Consiglio Dario Martina, Federica Esposito e Giuseppe Peluso) presentassero contemporaneamente le dimissioni.

    Per far cadere l’amministrazione e andare subito al voto bisogna  essere in nove: ognuno dei consiglieri sia di minoranza che di maggioranza ha a disposizione un calcio di rigore e può scegliere se calciarlo o meno.

    Quello che nessuno di loro potrà fare in futuro è dare tutta la colpa agli altri.

    Giuseppe Cerfeda

  • Incidente mortale Siria: “Responsabili entrambi conducenti”
    Fri, 21 Feb 2020 16:25:13

    La consulenza affidata dalla Procura di Lecce all’ingegner Antonio Vernaleone, per la perizia sull’incidente stradale che tolse la vita alla 17enne Siria Fanciullo lo scorso 1 novembre, è arrivata nelle scorse ore negli uffici del pm Donatina Buffelli.

    Le indagini, basate in maniera consistente sulle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza dell’esercizio commerciale “Bennardi” sui cui muri di cinta si schiantò la Clio, hanno portato all’indagine per omicidio colposo di entrambi i conducenti coinvolti nella dinamica che portò al sinistro: W.A., 27enne di Tricase alla guida della Renault Clio in cui era la vittima, e M.T., 47enne di Alessano conducente della VW Sharan che, provenendo in senso opposto, svoltò a sinistra tagliando la strada all’altra vettura.

    La ricostruzione

    Dalla ricostruzione messa in piedi dall’ingegnere emergono i comportamenti dei due automobilisti.

    Quella notte, sulla SS275, in territorio di Alessano, la Volkswagen Sharan effettuò una svolta a sinistra senza inserire l’indicatore di direzione. In quel momento la distanza dalla vettura che sopraggiungeva, la Clio condotta da W.A. e con a bordo tre ragazze, era di 42 metri. L’improvvisa sterzata del conducente 47enne (poi allontanatosi senza prestare soccorso perché, come riferito ai carabinieri dopo esser stato identificato, non avvedutosi di quanto successo) sarebbe la causa dello sbandamento della Clio.

    A differenza di quanto supposto nel primo abbozzo di ricostruzione, quello quasi contestuale alla tragedia, l’incidente infatti non fu autonomo. W.A. raccontò alle forze dell’ordine di una vettura che gli avrebbe tagliato la strada facendogli perdere il controllo del mezzo. Ed effettivamente le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno confermato la presenza della seconda vettura ed hanno anche permesso di definire la traiettoria effettuata dalla Renault prima di finire contro il muro: W.A. deviò dapprima la sua corsa verso sinistra, in una reazione prettamente istintiva per evitare l’impatto con la Sharan, per poi riaccentrarsi e perdere il controllo dell’auto che, finita in scarrocciamento, andò a terminare la sua corsa contro l’esercizio commerciale, collocato a bordo strada sulla destra rispetto alla direzione di marcia della Renault.

    Rimangono poi, sulla carta, altri elementi a carico invece del 27enne. In primis, il fatto che la sua Clio montava gomme deteriorate e, al posto della ruota anteriore sinistra, un ruotino di scorta. Elemento rilevante in un contesto in cui l’auto che conduceva viaggiava ad una velocità tra i 110 ed i 115km/h. In un tratto dove, per giunta, il limite di 90km/h potrebbe venir ritenuto anche più basso dal pubblico ministero, su base delle condizioni del caso specifico: asfalto bagnato, oscurità e attività commerciali che insistono sulla strada.

    Un insieme di elementi, insomma, quello ricomposto dalla perizia, che fa luce su tanti dubbi e interrogativi sorti dopo la tragedia ma che, al contempo, ne pone di nuovi sulla ripartizione delle responsabilità tra i due conducenti coinvolti. Compito che, a questo punto, passerà nelle mani della magistratura, con uno scopo: capire per colpa di chi e di quali scorretti comportamenti una giovane vita, di appena 17 anni, è stata spezzata.

  • Furto con scasso a Lucugnano, trafugato carro e escavatore
    Fri, 21 Feb 2020 15:41:18

    Ieri, in tardo pomeriggio, è stato messo a segno un furto con scasso presso l’azienda edile dei fratelli Guglielmo di Lucugnano di Tricase.

    Ieri sera, intorno alle 19,45, tre individui travisati da passamontagna, dopo aver tagliato con una flessibile la catena e il catenaccio dell’ingresso, si sono introdotti nella azienda dei fratelli Guglielmo, ubicata nella zona industriale fra Tricase e Miggiano-Specchia e sono riusciti a trafugare un autocarro con gru, ed uno escavatore seminuovo, per un valore complessivo di circa 120.000 euro.

    I ladri” ci ha confermato uno dei fratelli Guglielmo al telefono, “erano tre e sono stati ripresi dalle telecamere dell’azienda, non sappiamo però se all’esterno ci fosse qualcuno, un ‘palo’ che coordinasse l’operazione. Gli stessi hanno anche tentato di portar via un terzo autocarro con gru ma, per fortuna, il mezzo con accensione più sofisticata, non si è messo in moto ed hanno desistito“.

    Dopo la denuncia sono partite le indagini dei Carabinieri di Tricase.

  • Lavori a Tricase porto: altri 2 esposti
    Fri, 21 Feb 2020 11:44:20

    Il 12 dicembre scorso avevamo scritto malcelando un certo stupore di un esposto denuncia che puntava a fermare i lavori in corso nella piazzetta di Tricase Porto.

    Trascorso qualche mese di esposti ce ne sono stati altri due ed entrambi lamentano un ipotetico allargamento dell’immobile in piazza san Nicola (l’edificio che ospita il Menamè) «in direzione dell’immobile privato di via Duca degli Abruzzi».

    Nel suo esposto, Francesca Nardelli, ha prima ricordato che «l’immobile, di proprietà del Comune, adibito a bar-tabacchi in virtù di un contratto di locazione che espressamente vieta un uso o destinazione diversa, pena la risoluzione del contratto, viene utilizzato come arena per concerti e manifestazioni di musica dal vivo».
    Poi si è riservata «di richiedere all’Autorità Giudiziaria che le venga riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per la perdita di valore del proprio immobile, della modifica peggiorativa causata dai lavori al locale bar, con conseguente maggiore esposizione al rumore, per la ridotta possibilità di esercizio del diritto di proprietà, per il danno alla privacy dell’immobile e il peggioramento della qualità della vita a causa dell’inquinamento acustico che il locale produce come danno esistenziale».

    A stretto giro di posta il terzo esposto firmato questa volta dall’Architetto Biancaneve Codacci Pisanelli.

    Secondo la denunciante «il cantiere è privo della cartellonistica. La blanda rete di delimitazione viene lasciata sempre aperta in un’area in cui sono presenti pericoli di vario genere» per cui il «cantiere in corso non rispetta le normative di sicurezza previste per i lavori edili». Sempre secondo la Codacci-Pisanelli «particolarmente evidente risulta l’ampliamento del locali in direzione del Palazzo di via Duca degli Abruzzi 1, immobile realizzato nel 1870 da Giuseppe Pisanelli, destinato a residenza del citato giurista, che ha rappresentato il territorio come Ministro nel primo Governo del Regno di Italia». La denunciante poi palesa il suo sospetto per il nuovo «solaio rinforzato composto da doppie travi precompresse adiacenti».

    E allora? «La struttura è dimensionata per sopportare i carichi di una terrazza destinata a sopportare la realizzazione di un’area aperta al pubblico per eventi». Ci risiamo! Infatti la Pisanelli dopo aver ricordato che per il contratto di locazione stipulato nel 1994 «il locatario assume la conduzione dell’immobile al solo fine di adibirlo a Bar –Tabacchi ed è «vietato un diverso uso destinazione la cui inosservanza comporterà ipso iure la risoluzione del contratto», chiede al sindaco di Tricase di «procedere alla risoluzione di tale contratto visto l’utilizzo abituale come arena per concerti e manifestazioni di musica dal vivo».

    IL SINDACO: «ANDREMO AVANTI»

    Gli ennesimi esposti giunti in Comune con principali destinatari il sindaco di Tricase Carlo Chiuri e il responsabile dell’Ufficio Tecnico Vito Ferramosca. Il primo cittadino, che lamenta anche il fatto di essere lasciato solo in queste battaglie mentre lui vorrebbe in queste vicende che riguardano tutti la comunità schierata al suo fianco, ha giurato di non voler cedere ed anzi di voler andare a fondo, verificando la correttezza di tutti i lavori in corso e di quelli effettuati negli anni, e non solo quelli pubblici, in quella zona di Tricase Porto. «Per tranquillità mia e dell’ufficio comunale competente», ha riferito su nostra insistenza, «avrei potuto fermare i lavori; ma non avrei mai potuto perdonarmi di aver stroncato il futuro della marina della mia città. Andremo avanti e sempre nel rispetto della legge come abbiamo fatto fino ad ora».
    Nel frattempo le osservazioni sono giunte sia dal settore urbanistica dei Lavori Pubblici di Tricase che dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Maria Piccarreta.

    DALL’UFFICIO TECNICO

    L’ing. Vito Ferramosca, responsabile del settore tecnico del Comune di Tricase, spiega che l’intervento «prevede il recupero della cisterna realizzata nei primi anni del 1900 sotto la piazzetta del porto, la sua valorizzazione in linea con le attività dell’ecomuseo (area museale con l’utilizzo di realtà aumentata con temi inerenti il mare e il rapporto uomo-mare). I lavori alla cisterna e la necessità di realizzare un ascensore per garantire e facilitare l’accessibilità a soggetti disabili, impongono di riprogettare l’assetto delle aree esterne a servizio gli edifici esistenti sulla piazza, uno dei quali insiste sull’estradosso della cisterna ed attualmente in fase di avanzato stato di degrado strutturale come dimostrano i presidi di sicurezza (puntelli installati da oltre un anno a tutela della pubblica incolumità), atti a sostenere la pensilina fronte mare del fabbricato adibito a bar tabacchi sotto la quale sostano spesso gli avventori ».

    Ferramosca sottolinea poi come «l’iter amministrativo di approvazione del progetto e delle opere ha seguito tutte le norme di legge come dimostra anche il fatto che, assoggettato al rigido sistema di controllo di enti europei, è stato considerato ammissibile a finanziamento. L’ampliamento oggetto dell’esposto è stato regolarmente approvato e i relativi atti sono stati riportati come per legge sul cartello dei lavori esposto sulla recinzione di cantiere. Tra l’altro lo stralcio del progetto che ritrae il vano tecnico è anche riportato nel cartello di cantiere che illustra il progetto nella sua interezza». Il responsabile del settore tecnico nonché progettista, direttore e coordinatore per la sicurezza dei lavori in oggetto fa anche presente «l’approccio generale e costante di proficua collaborazione istituzionale di questo Comune sia in fase di concertazione preliminare alla progettazione che in quella di esecuzione dei lavori con la Soprintendenza di Lecce».

    Soprintendenza che ha «ritenuto opportuno e necessario procedere all’approvazione di un progetto definitivo di riqualificazione generale che ricomprende l’intera Piazzetta San Nicola ove è ubicato oltre al fabbricato adibito a bar-tabacchi anche un altro fabbricato adibito ad alimentari, stante l’esistente degrado urbano incompatibile con il vincolo Ministeriale imposto sulla località di Tricase Porto.

    Tutti i fabbricati presenti sulla piazzetta, sia interrati che fuori terra, sono da considerarsi un unico interconnesso spazio architettonico, pertanto è stato necessario perseguire, sin dalla fase progettuale, l’integrazione dei vari elementi antropici (costruzioni, arredi, ecc.), e naturali circostanti del sito avente notevole valenza paesaggistica, per la sua riqualificazione».

    Riguardo «la circostanza che il fabbricato si sia “avvicinato (di un metro lineare) in direzione del palazzo di Via Duca degli Abruzzi 1, …”, considerato che non risulta allo scrivente nessun vincolo di natura monumentale, diretto o indiretto, sull’immobile in parola, non è comprensibile. Anche perché non viene a mutare in alcun modo l’assetto paesaggistico generale del sito. L’originale distanza di circa 17 metri lineari si è ridotta di appena un metro. I due fabbricati restano comunque separati dalla originaria larghezza della sede stradale di via Duca degli Abruzzi».

    Riguardo invece “la modifica della sagoma dell’immobile, della superficie utile ed evidentemente della destinazione d’uso”, Ferramosca fa presente e ribadisce che «la modifica della sagoma dell’immobile, regolarmente autorizzata, è data dall’aggiunta del vano tecnico atto ad accogliere impianti, attrezzature e i bidoni della spazzatura che altrimenti rimarrebbero “in bella vista” proprio sotto gli occhi degli esponenti».

    L’ingegnere definisce invece «singolare» l’appunto registrato nell’esposto in merito alle scelte strutturali effettuate dal progettista: «La questione relativa al fatto che la “struttura è dimensionata per sopportare i carichi di una terrazza destinata a sopportare la realizzazione di un’area aperta al pubblico per eventi” è del tutto immaginaria. Non basta la realizzazione di un solaio con doppio travetto per fare un processo alle intenzioni. Per sgomberare il campo da tali illazioni/insinuazioni basti pensare che il manufatto è fondato sull’antica cisterna sottostante, che è il vero attrattore culturale ed il fulcro dell’intero progetto di valorizzazione della piazzetta.

    Nessuno potrà mai autorizzare l’utilizzo pubblico della terrazza per almeno tre semplici motivi: il primo, la tenuta strutturale dell’immobile le cui pareti sono in muratura e non consentono di sopportare il sovraccarico; il secondo, la tutela della sottostante cisterna; il terzo per la mancanza di una scala di accesso. La scelta di utilizzare un doppio travetto affiancato è dettata dalla necessità di conferire all’immobile maggiore durabilità nel tempo stante la vicinanza dello stesso all’azione degli agenti meteomarini e non cambia nulla rispetto ai parametri urbanistici di progetto».

    Il paventato “restringimento della sede viaria”, cioè il «sacrificio» di quattro posti auto su un’area di competenza comunale «vale certamente il prezzo da pagare per la tutela della storica cisterna e del paesaggio e paradossalmente anche dell’immobile dei sig.ri Pisanelli». Per fugare ogni dubbio circa l’occupazione abusiva del suolo pubblico Ferramosca, ha chiesto conferma al competente del Servizio Viabilità della Provincia di Lecce, il quale di riscontro, ha comunicato che «le aree di pertinenza del suddetto immobile (fabbricato bar-tabacchi), e la sottostante cisterna con la relativa bocca di pozzo non sembrano far parte anch’esse del patrimonio di questa Provincia, che pertanto resta esonerata dal rilascio di pareri in merito. Quand’anche la porzione di terreno occupata dall’antica cisterna sottostante fosse pertinenza della S.P. 306, via Duca degli Abruzzi, le opere di protezione della bocca pozzo sarebbero a tutto vantaggio della sicurezza stradale».

    DALLA SOPRINTENDENZA

    A sostegno dell’operato del Sindaco e di Ferramosca è giunto anche il riscontro della Soprintendenza a firma di Maria Piccarreta: «In diversi sopralluoghi effettuati dei funzionari di questa Soprintendenza», si legge, «è stato rilevato, che il contesto urbano, prospiciente l’area portuale di Tricase, nel quale ricadono gli immobili con destinazione d’uso “Bar-Tabacchi” “Alimentari”, prima del progetto in oggetto era caratterizzato da un generalizzato disordine con presenza di strutture precarie realizzate con materiali, finiture e cromie diversificate nelle quali si sommava la presenza ulteriore di insegne, parabole, bidoni porta rifiuti, unità di trattamento aria e che compromettevano la qualità paesaggistica del contesto».

    L’arch. Piccarreta ricorda come «durante i numerosi colloqui intrapresi sin dal 2018 con l’amministrazione di Tricase si è condiviso il progetto diretto alla salvaguardia, valorizzazione e promozione del patrimonio naturale e culturale delle comunità costiere, attraverso il potenziamento del modello ecomuseale e che si è cercato di coniugare la proposta di valorizzazione e rifunzionalizzazione dell’antica cisterna , con opere volte tanto alla riqualificazione degli immobili sulla piazzetta quanto ad individuare azioni e interventi volti ad eliminare i numerosi detrattori del contesto urbano paesaggistico».

    «La condivisione ha permesso di consolidare la conoscenza delle criticità e delle opportunità dell’intero contesto portuale», si legge ancora nella nota della Soprintendente, «e di maturare una visione organica. Pertanto l’amministrazione comunale ha approntato un progetto che mira: al restauro della cisterna; alla piena accessibilità del bene culturale e contemporaneamente del definitivo abbattimento delle barriere architettoniche tra piazza e banchina con l’istallazione di un ascensore a carattere urbano; al recupero strutturale funzionale dell’immobile di esclusiva proprietà comunale; al recupero e alla riqualificazione dell’intero contesto con ovvio vantaggio per l’intera comunità tricasina e non ultimo per i proprietari degli immobili che si affacciano direttamente sull’aria sovrastante la cisterna».
    In conclusione la Piccarretta fa notare come «tali opere per quanto di competenza di questa soprintendenza sono state regolarmente autorizzate».
    Voi?tricasini cosa ne pensate? Se volete dire la vostra: whatsapp 371/3737310

    Giuseppe Cerfeda

  • Ortelle, ritrovato dopo 63 anni
    Fri, 21 Feb 2020 09:20:45

    ESCLUSIVA

    Missione compiuta! Avevamo lanciato l’appello dopo essere stati contattati da Maurizio Panizza, giornalista trentino che ha prodotto un documentario storico su di un “misterioso” bombardamento americano avvenuto in aperta campagna, nei pressi di Rovereto (Trentino), il 13 settembre 1944.

    In quella tragedia, che causò la morte di 18 persone, perse la vita un’intera famiglia pugliese composta dalla madre, Maria De Luca (originaria di Ortelle), da due figli (Franco e Maria Rita) e dalla sorella di lei (Giorgina).

    L’unico superstite fu il marito, Pellegrino Florio (nativo di Altavilla Irpina), che si trovava in quel momento in altra parte della città. Disperato, l’uomo (che era finanziere a Rovereto) si aggirò per giorni sul luogo della tragedia, invocando il nome della moglie e dei figlioletti.

    Alcuni anni dopo venne in Puglia e le sue tracce si persero a Tricase nel 1947. Così, nella ricostruzione storica di Panizza, vi era un vuoto da colmare e riguardava proprio quell’uomo di cui non si avevano più notizie.

    Dopo l’articolo sull’ultimo numero della nostra edizione cartacea ci ha contattato in redazione Giorgio Florio, figlio di Pellegrino. Un uomo di 73 anni dai modi gentili come forse non ve ne sono più che, insieme alla sua dolcissima signora, ci ha accolti nella sua casa di Ortelle per raccontarci ciò che conosce della vicenda che aveva cambiato per sempre la vita di suo padre e dell’intera famiglia.

    Pellegrino Florio e la sua prima moglie, Maria De Luca

    «Papà dopo la tragedia venne nel Salento per conoscere la famiglia della moglie scomparsa. Qui incontrò Teresa, mia madre, che allora era sua cognata, sorella di Maria e Giorgina ed i due finirono per sposarsi».

    «Allora si usava che, se ad un uomo moriva la prima moglie», ammette candidamente la signora Florio, «spesso gli davano in sposa la sorella». Così Pellegrino provò a ricostruirsi una vita nel Salento dove prese servizio come finanziere a Tricase. Dal suo matrimonio con Teresa nacquero tre bambini, tra cui Giorgio che deve il suo nome alla zia Giorgina, scomparsa nel bombardamento del 1944, così come i suoi fratelli sono stati chiamati Rosa Rita e Franco, come i bimbi periti in Trentino.

    Pellegrino è morto nel gennaio del 1965, aveva 59 anni; Teresa invece è deceduta nel marzo 2007, ad 84 anni. Giorgio, oggi sottoufficiale dei carabinieri in congedo, ci ha raccontato che quel poco che sapeva sulla tragedia di Rovereto lo aveva appreso «dalla nonna perché papà non era solito parlarne in casa. Però solo ora che ho letto il vostro articolo ho capito qualcosa in più di ciò che è accaduto».

    Del ritrovamento abbiamo avvertito Panizza, l’autore del documentario storico, che si è detto molto felice del ritrovamento del signor Giorgio e sta già pensando a come incontrarlo e coinvolgerlo in un’iniziativa commemorativa sui luoghi che nel 13 settembre 1944 furono teatro di una così grande tragedia.

    Giuseppe Cerfeda

  • Rapinarono anziana: tre arresti
    Thu, 20 Feb 2020 11:47:58

    Dalle prime ore dall’alba i Carabinieri della Stazione di Carmiano stanno eseguendo tre ordinanze nei confronti di persone indiziate rapina e del successivo prelievo da un bancomat di denaro contante utilizzando le carte di pagamento rubate.

    I tre destinatari della misura cautelare personale sono: Luca Modonato, 24 anni di Carmiano;  Alessandro Antonazzo, 38 anni, di Copertino;  B.G., 26 anni, di Carmiano.

    Le attività d’indagine, coordinante dalla locale Procura della Repubblica di Lecce, hanno permesso di ricostruire quanto avvenuto la sera del 17 novembre 2019, quando Modonato e Antonazzo, travisati con passamontagna e scaldacollo avevano avvicinato una ultrasessantenne del posto e, dopo averla minacciata con una pistola, le avevano portato via la borsa.

    Subito dopo si erano dati alla fuga, ma accortisi che dentro il portafoglio la signora aveva il proprio bancomat, oltre a quello dell’anziano fratello, con sopra indicati il codici “pin”, hanno deciso di utilizzare in modo illecito le carte per prelevare del denaro.

    Probabilmente con l’idea di non farsi identificare i tre si sono diretti verso uno sportello bancomat a Porto Cesareo, dove le immagini di videosorveglianza hanno immortalato Modonato e B.G. mentre effettuavano vari prelievi per un ammontare di 950 euro.

    La sera stessa e nei giorni successivi le attività d’indagine hanno permesso di rinvenire, a casa di B.G., una pistola a salve “Bruni mod. 92” oltre a 3 cartucce cal 12 che erano illegalmente detenute.

    Le diverse risultanze investigative sono state poste al vaglio della magistratura leccese, e su richiesta del P.M. dott.ssa Maria Rosaria Micucci, il Gip Edoardo D’ambrosio ha emesso le misure restrittive: arresti domiciliari per Modonato e Antonazzo; l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria (volgarmente detto “obbligo di firma”) per B.G.

  • Bruciava rifiuti in campagna: denunciato!
    Thu, 20 Feb 2020 09:37:12

    Ad appena 48ore di distanza dalla denuncia di Luca Abete, l’inviato di Striscia la Notizia che tra nella zona di Galatina aveva pizzicato un contadino che ai margini di una discarica abusiva era intento a bruciare rifiuti, da Parabita arriva la notizia della denuncia ai danni di un uomo  per lo stesso tipo di reato.

    I carabinieri della Forestale di Gallipoli, infatti, sono intervenuti in località Rischiazzi in seguito ad una segnalazione.

    Su un terreno da lui condotto, un uomo aveva realizzato un’attività di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non mediante abbruciamento.

    In particolare è stato accertato che l’uomo aveva posto, all’interno di tale terreno, un cumulo costituito da materiale vegetale misto a plastiche, elettrodomestici (televisore) e parti di autoveicoli (costituiti da elementi ferrosi), poi dato alle fiamme. All’ arrivo della pattuglia il cumulo era in combustione.

  • Incidente tra Botrugno e Sanarica: in 3 in ospedale
    Wed, 19 Feb 2020 15:06:02

    In 3 sono finiti in ospedale per un incidente avvenuto nel primo pomeriggio di oggi sulla via tra Botrugno e Sanarica.

    Coinvolte due auto: una VW Golf nera ed un Fiat Doblò bianco, che ha finito per ribaltarsi. Gli occupanti sono stati soccorsi e condotti in ospedale. Non sarebbero gravi le ferite ma data la violenza e la dinamica dell’incidente, i coinvolti, in evidente stato di choc, sarebbero stati accompagnati in nosocomio per accertamenti.

    Necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Sul posto anche i carabinieri.

    Il sinistro si è verificato all’ingresso del centro abitato di Sanarica. In breve sul luogo del misfatto sono accorsi residenti in zona e si è creato un piccolo congestionamento al traffico.

  • Spaccio di cocaina: arresto ad Uggiano
    Wed, 19 Feb 2020 11:59:22

    Arrestato in flagranza di reato Francesco Bacile, 64 anni, di Uggiano La Chiesa già sottoposto agli arresti domiciliari.

    A seguito di una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di: due involucri in cellophane contenenti complessivi grammi gr.21,50 di cocaina; grammi 92 di sostanza da taglio tipo mannite; due bilancini elettronici di precisione; materiale vario per confezionamento dosi; mille euro in contanti ritenuti provento dell’attività di spaccio.

    Tutto sottoposto a sequestro.

    L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale di Lecce.

  • Marijuana e proiettili tra i rovi
    Wed, 19 Feb 2020 11:47:20

    Quasi un chilo di marijuana (820 grammi) nascosta tra i rovi.

    Ttolari della singolare scoperta tra Alezio e Sannicola i carabinieri che hanno rinvenuto anche sedici proiettili calibro 38 special e tre bossoli dello stesso calibro.

    Avviate le indagini per risalire ai proprietari della droga e delle munizioni.

  • Le vende l’auto e pretende altri soldi: arrestato
    Wed, 19 Feb 2020 11:36:56

    Le ha venduto un auto, ha intascato i soldi ma poi ne ha pretesi altri. E poi ancora. Così la donna si è rivolta ai carabinieri che hanno arrestato per estorsione continuata Francesco Cazzato, 35 anni di Alliste.

    L’uomo a seguito di compravendita di una autovettura, dopo aver concordato il prezzo veicolo e dopo aver incassato tale somma, aveva ottenuto dalla vittima un’ulteriore somma di denaro.

    Successivamente minacciandola di riprendersi l’autovettura ha ottenuto un incontro, per ritirare altro denaro contante, presso l’abitazione della donna che ha sporto denuncia.

    All’incontro però ha trovato ad aspettarlo i carabinieri che sono intervenuti bloccando il 35enne e recuperando il denaro poi restituito alla donna. Cazzato è ora ai domiciliari presso la propria abitazione.

  • Rapina e oltraggio a pubblico ufficiale: in carcere casaranese
    Wed, 19 Feb 2020 11:27:03

    I carabinieri hanno arrestato in esecuzione ad ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Lecce – ufficio esecuzioni penali, Daniele Buono, 45 anni di Casarano per oltraggio a pubblico ufficiale e rapina in concorso.

    Reati commessi tra Lecce e Casarano da dicembre 2010 a luglio 2019, per i quali l’uomo è stato condannato alla pena residua definitiva di 4 anni, 8 mesi e 22 giorni di reclusione.

    L’arrestato è già “ospite” presso la casa circondariale Borgo San Nicola” di Lecce.

  • Salento crocevia della droga: Fiamme Gialle a… pesca!
    Wed, 19 Feb 2020 08:30:52

    Nell’ambito dell’attività di contrasto ai traffici illeciti da parte del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lecce, una pattuglia del Nucleo di polizia economico-finanziaria, mentre transitava sulla S.P. 131 (Lecce/Torre Chianca), è stata attirata da un fuoristrada intento a trainare su un carrello una barca di quasi 6 metri, priva di dati identificativi, con un grosso motore fuori bordo.

    Nonostante la barca fosse attrezzata per la pesca, ai Finanzieri non è sfuggito che l’ora e le circostanze potessero in realtà nascondere qualcosa di diverso sicché, insospettiti, hanno deciso di effettuare tutta una serie di accertamenti con la Sala Operativa del Comando Provinciale di Lecce per risalire all’effettivo proprietario e/o al conducente del veicolo in questione, risultato essere M.C., 45 anni, leccese.

    Lo stesso, da interrogazioni alle banche dati della Guardia di Finanza, è risultato già segnalato per diversi precedenti di polizia in materia di traffico di stupefacenti, nonché solito accompagnarsi con persone, anch’esse interessate da precedenti specifici di polizia.

    Pertanto, i militari hanno avviato  immediatamente le ricerche per risalire all’effettivo domicilio di C.M. ed alla eventuale disponibilità di luoghi dove lo stesso poteva condurre e ricoverare l’imbarcazione, anche per poter capire se, effettivamente, si trattasse davvero di una “giornata di pesca” ovvero se la barca fosse stata usata per un qualche traffico illecito, magari con l’altra sponda dell’Adriatico.

    E proprio nei pressi di Borgo San Nicola, in piena città di Lecce, i militari hanno individuato  un’abitazione, con annesso piazzale, dove la barca era stata ricoverata e nascosta da occhi indiscreti, dato l’alto muro di cinta che circondava il plesso.

    I Finanzieri hanno quindi fatto irruzione, supportati dai militari del servizio 117”, prontamente inviati sul posto dalla Sala Operativa del Comando Provinciale di Lecce e da un’unità cinofila della Compagnia della Guardia di finanza di Lecce.

    All’interno del piazzale, oltre ad alcuni mezzi d’opera e scarti di materiale edile, erano presenti il fuoristrada notato nella mattinata dai militari nei pressi della costa leccese e ben tre imbarcazioni, tra le quali veniva riconosciuto anche il natante senza segni distintivi che i finanzieri avevano visto trascinare su un carrello lungo la S.P. 131 che collega la costa salentina col capoluogo leccese.

    L’ispezione delle Fiamme Gialle salentine ha permesso di scoprire nel doppiofondo dello scafo un enorme quantitativo di stupefacenti, sicché la perquisizione è stata estesa al resto dell’area adibita ad officina ed all’abitazione dove sono stati scoperti e sequestrati anche armi e munizioni, tra le quali: due carabine calibro 4,5 con relativi cannocchiali, una pistola Beretta calibro 4,5, una pistola scacciacani calibro 8 priva di tappo rosso, con 23 cartucce, di cui 4 già inserite nel caricatore, una doppietta calibro 20, due proiettili calibro 9.

    All’interno dell’imbarcazione, invece, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro:

    450 chilogrammi di marijuana suddivisa in 219 confezioni;

    75 chilogrammi di hashish suddivisi in 31 panetti;

    3,5 litri di olio di hashish per un peso di ben 3 chilogrammi.

    Informato il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, C.M è stato arrestato econdotto presso la Casa Circondariale di Lecce a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

    L’enorme quantitativo di stupefacente sequestrato fa presumere che potesse essere destinato a rifornire l’intero mercato locale ed anche nazionale, come recenti indagini del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce hanno dimostrato negli ultimi mesi, constatando come il territorio salentino rappresenti ormai un vero e proprio attivo crocevia nazionale dei traffici di droga provenienti dai Paesi rivieraschi delbasso Adriatico.

  • Tricase, Chiesa dei Diavoli: a scuola di open coesione
    Tue, 18 Feb 2020 18:49:22

    Chiesa della Madonna di Costantinopoli tra passato e presente: giovedì 20 febbraio (start ore 10) a scuola di open coesione con gli studenti della quinta dei Servizi Commerciali dell’Istituto “Don Tonino Bello” di Tricase-Alessano nella Sala del Trono di Palazzo Gallone.

    «Open coesione rappresenta per noi una sfida civica grazie alla quale abbiamo avuto modo di progettare la nostra ricerca di monitoraggio relativa ai lavori di recupero e rifunzionalizzazione della Chiesa Nuova», ha spiegato la dirigente scolastica del IISS “Don Tonino Bello” di Tricase e Alessano, Anna Lena Manca, «analizzare e rielaborare i dati raccolti, esplorare i luoghi oggetto di osservazione e raccontare tutti i risultati raggiunti, col preciso obiettivo di coinvolgere le istituzioni e la cittadinanza, sollecitando al buon esito dei progetti finanziati con le risorse della Comunità Europea».

    «Ciò che ci ha fatto appassionare a tale progetto è la sua finalità», approfondisce la dirigente, «la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l’attrattività, anche turistica, del territorio, migliorando la qualità della vita dei residenti e promuovendo nuove forme di sviluppo economico sostenibile».

    « Il confronto con le Istituzioni locali», sostiene la prof.ssa Manca, «è di fondamentale importanza non solo per comprendere chiaramente le difficoltà reali che occorre affrontare per ridare vita ad un sito, come quello della Chiesa dei Diavoli, per anni rimasto nel dimenticatoio e abbandonato al degrado, ma anche per verificare l’iter procedurale che sottintende il percorso progettuale per raggiungere l’obiettivo, a cominciare dall’analisi delle prime delibere di input a tutta la documentazione di carattere tecnico, economico e finanziario fino alla fase conclusiva. Il confronto collettivo con le parti interessate e il coinvolgimento della collettività sono alla base di una reale cittadinanza attiva».

    Proprio per favorire un costruttivo confronto tra Scuola e Istituzioni il team del progetto “Souls in search of legality” presenta giovedì 20 febbraio, presso la sala del Trono di Palazzo Gallone i risultati intermedi del progetto, «allo scopo di trarre dal confronto tra le parti ulteriori possibili spunti di approfondimento e di sviluppo, utili al monitoraggio e salvaguardia presente e futura del sito interessato».

    Gli insegnanti referenti del progetto sono Anna Maria Minonne, Antonio Riso e Bruno Girasoli.

    All’incontro prenderanno parte anche: alunni della scuola secondaria delle I grado dell’I.C. “Via Apulia” e dell’I.C. “G. Pascoli” di Tricase, dell’I.C. di Alessano (via delle Rimembranze).

    Interverranno il sindaco di Tricase Carlo Chiuri, la sindaca di Alessano Francesca Torsello, l’architetto Carlo Panico i il dott. Michele Turco.

    Media partner “il Gallo”, Radio Venere e Korema.

  • Violento incidente: paura in tangenziale
    Tue, 18 Feb 2020 17:22:08

    Schianto in tangenziale ovest a Lecce in serata.

    Due vetture sono rimaste coinvolte in un violento sinistro stradale in direzione Brindisi all’altezza dell’uscita per Trepuzzi e per la zona industriale di Lecce.

    Sul posto forze dell’ordine e soccorsi.

    La carreggiata è rimasta pericolosamente invasa dai mezzi incidentati. Una delle vetture mostra i segni della violenza dell’impatto: il frontale è completamente maciullato.

    Lavoro per la polizia locale anche per gestire il traffico. Il buio, calato pochi minuti prima dell’incidente, e la posizione, con le auto coinvolte rimaste in panne in corsia di sorpasso, hanno reso pericolosa la circolazione, rallentandola progressivamente in zona.

    Le due vetture coinvolte sono una Meriva ed una Punto rispettivamente condotte da un giovane e da una donna di mezza età, rimasti fortunatamente illesi.

  • Luca Abete scopre “Terra dei fuochi” made in Salento
    Tue, 18 Feb 2020 15:58:33

    Luca Abete in viaggio nel Salento, una terra che ama ed alla quale è molto legato.

    Sperava per un giorno forse di poter “dimenticare” tutti i problemi che attanagliano la sua terra, la Campania, e almeno per qualche ora non sentire parlare di “Terra dei fuochi”.

    Speranza subito disillusa e quanto si è presentato ai suoi occhi (insieme alla sua sensibilità sull’argomento) lo ha costretto a fermarsi.

    Aveva notato che c’era qualcosa che non andava già nel viaggio d’andata e, al ritorno, non ha potuto esimersi dal fermarsi, raccontare quanto accadeva in perfetto stile Striscia La Notizia e trasmettere il tutto in diretta facebook.

    Siamo nei pressi di Galatina in direzione Lequile: guardate un po’ cos’ha scoperto Luca…

    Terra dei Fuochi in Puglia?

    Gepostet von Luca Abete – official page am Montag, 17. Februar 2020

  • Fiammata dalla stufa a gas: anziana muore ustionata
    Tue, 18 Feb 2020 15:36:22

    È bastato un attimo: una fiammata dalla fuga a gas, il fuoco che attecchisce al vestito e per la povera anziana non c’è stato nulla da fare.

    È morta così in casa Michela Toraldo, 89 anni, di San Donato di Lecce.

    Una torcia umana è stata definita dai sanitari giunti sul posto per soccorrerla.

    A nulla è servita la corsa in ospedale al “Vito Fazzi” dove questa mattina, dopo una notte in terapia intensiva la donna è deceduta con ustioni sul 90% del corpo.


  • "Salviamo gli Ulivi Secolari"...

    Categorie News


    Catalogati per mese:


    Gli interventi più cliccati

    Sondaggi


    Info


    Quanti siamo

    Ci sono  persone collegate

    Seguici sui Canali di

    facebook Twitter YouTube Google Buzz

    NOHINONDAZIONI

    Calendario

    < febbraio 2020 >
    L
    M
    M
    G
    V
    S
    D
         
    1
    2
    3
    4
    5
    6
    7
    8
    9
    15
    18
    21
    24
    25
    26
    27
    28
    29
     
                 

    Meteo

    Previsioni del Tempo