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In un periodo di emergenza sociale, sanitaria ed economica improvvisa ed imprevedibile come quella che oggi ci troviamo tutti a fronteggiare, l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Galatina ha predisposto un Pronto Intervento Sociale utilizzando la struttura organizzativa del Progetto “Spreco meno” secondo la Legge nazionale “Gadda” e la Legge regionale “Mennea” si dà avvio, anche, al servizio di “Distribuzione di beni alimentari”.

In collaborazione con la Protezione civile e la Caritas idruntina, il Comune di Galatina ha allestito presso la sede della Caritas idruntina a Galatina, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa 1, un’area per lo stoccaggio di generi alimentari che le attività commerciali, le aziende agricole, le associazioni e i cittadini possono donare a chi si trova in condizioni di bisogno. I volontari della Protezione civile garantiscono il ritiro a domicilio dei beni alimentari che si vogliono donare e la loro distribuzione. A tal fine l’assessorato alle politiche sociali ha messo a disposizione due numeri telefonici che è possibile contattare per organizzare le donazioni: Protezione civile 0836.561205 – 333.2659984.

I cittadini in difficoltà, invece, possono telefonare per ricevere aiuto dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:30 alle ore 18:30 ai seguenti numeri: 320.5315880, 371.4371965, 350.0729782, 320.5755886, 329.0006185.

 
Di Redazione (del 31/03/2020 @ 08:33:23, in Comunicato Stampa, linkato 212 volte)

È stata pubblicata l’ordinanza sindacale n. 40/2020 contenente disposizioni temporanee e straordinarie per il conferimento e la raccolta dei rifiuti in stato di emergenza da Covid-19.

Nel caso di cittadino positivo o in quarantena obbligatoria, il servizio è dedicato e a chiamata, attraverso lo sportello TARI al numero telefonico 0836/562653.

Nel caso di cittadino non positivo o non sei in quarantena obbligatoria, la raccolta procede regolarmente.

 
Di Redazione (del 30/03/2020 @ 13:38:13, in Comunicato Stampa, linkato 289 volte)

Voler bene ed essere generosi verso chi ha necessità é la cura e la delicatezza che possiamo vivere in questi giorni di pandemia da Covid-19. Diventiamo anche noi come Gesù Samaritani. In Chiesa San Michele (ore 7-12 e 15-18) all'ingresso come ai piedi dell'altare ti attende un cesto per condividere la tua generosità, il tuo incontro con Gesù. Gli alimenti raccolti saranno distribuiti presso la Chiesa Madonna delle Grazie al Centro Caritas. Vivi questo gesto ed il tuo cuore diventerà grande. Grazie per quanto farai. Dio ti benedica.

 
Di Redazione (del 30/03/2020 @ 13:30:53, in Comunicato Stampa, linkato 272 volte)
Entro martedì arriveranno i 400 milioni di euro stanziati dal Governo e destinati ai Comuni per finanziare i buoni spesa e fronteggiare l’emergenza alimentare. La tempistica è scritta nella versione definitiva dell’ordinanza della Protezione civile, che fissa anche i criteri di ripartizione delle risorse.
Alla Puglia spettano 33 milioni. Di questi 216 mila spettano al Comune di Galatina.
 
Mentre studiamo gli interventi da inserire nel prossimo decreto di aprile per mitigare i danni economici del Coronavirus, abbiamo accelerato e anticipato, via Dpcm, 4,3 miliardi del Fondo di solidarietà ai Comuni, con le casse in difficoltà. E stanziato, in aggiunta, questi 400 milioni che da subito garantiranno un pasto caldo a tutti!
Nessuno deve restare indietro, noi ci siamo. Al fianco di tutti!

 
Di Redazione (del 30/03/2020 @ 13:24:48, in Comunicato Stampa, linkato 143 volte)

Le considerazioni dell’allenatore bianco-verde Stefano Rosato sull’emergenza Coronavirus e la speranza di un ritorno alla normalità per poter affrontare tutte le nuove sfide.

“L’attuale situazione di emergenza che ci costringe in casa, porta a renderci conto della fortuna che abbiamo e della quale però non ne apprezziamo mai il valore. Spesso siamo coinvolti da un quotidiano tran tran che non consente di fermarci a riflettere e apprezzare i valori reali della vita. Questo stop forzato si ripercuote negativamente sullo sport perché interrompe di netto un cammino di insegnamento verso la tecnica di gioco e dello stare in campo. Questo ci metterà così nella condizione di dover riprendere tutto il lavoro appena ci verrà data la possibilità. Lo faremo sicuramente con una marcia in più, ma anche con maggiore fatica. Questo a noi non spaventa perché le sfide ci sono sempre piaciute e non vediamo l’ora di affrontarne un’altra. Chiaramente anche lo stop ai campionati è un grosso problema perché annulla tutti gli sforzi fatti dalle società per il raggiungimento di un obiettivo stagionale che non è solamente correlato alla vittoria di un torneo ma più genericamente alla costruzione di un gruppo solido che possa crescere e migliorare insieme fino al raggiungimento di un risultato prefissato. Certo la speranza è che questo incubo possa finire presto dandoci così la

 

 

Carissimi Fratelli e Sorelle,

ci ritroviamo come Comunità parrocchiale intorno alla mensa della Parola di Dio. Egli è la nostra vita! E se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Chi potrà mai separaci dall'amore di Dio. San Paolo dirà che:«Né morte, né vita, né presente, né avvenire, niente potranno mai separaci dall'amore di Dio in Cristo Gesù» (Rm 8,35-39). Bene cari amici, la Parola di questa domenica V di Quaresima ci fa toccare con mano come Gesù ci chiami alla vita e ci strappi dal potere della morte. Quindi nessuna paura, nessun'ansia deve prendere il sopravvento in noi. Allarghiamo il cuore, allora, ed ascoltiamo il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (11, 1-45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

 

Dall’inizio della pandemia dovuta all’infezione da covid19 il Presidio Ospedaliero “Santa Caterina Novella” di Galatina, nonostante il recente riordino l’abbia sottoposto a tagli, è impegnato in prima linea con il suo personale medico e paramedico nel fronteggiare l’emergenza con tutte le risorse disponibili. Tutti gli operatori sanitari, ad ogni livello, hanno dimostrato efficienza, competenza ed una grandissima umanità; con l'evolversi del quadro epidemiologico hanno però bisogno di un massiccio impiego di risorse strumentali, dai presidi di protezione indispensabili a limitare il contagio, ai materiali diagnostici.

In queste ore in tantissimi, tra cittadini e associazioni, aziende si sono chiesti come fare a sostenere l’ospedale di Galatina. Per non disperdere in tanti rivoli le iniziative di solidarietà e destinare i contributi raccolti unicamente al presidio di Galatina con destinazione d’uso, le Associazioni:

  • Associazione Volontari Ospedalieri Galatina Onlus;
  • Associazione Arma Aeronautica "R. Russo" - Cutrofiano;
  • Associazione Turistica Pro Loco - Galatina;
  • Amici della Madonnina – Galatina;
  • Associazione Arma Aeronautica "F. Cesari" – Galatina;
  • Cinquanta anni dal diploma terza C;
  • Commercianti Corso Porta Luce – Galatina;
  • Demos Palestra - Soleto;
  • Francesco Marco Attanasi Onlus;
  • Inondazioni APS;
  • Legambiente - Galatina;
  • Noha.it;
  • Olimpia SBV Efficienza Energia;
  • Quelli di piazza San Pietro 2.0 – Galatina;
  • Tutto.it;
  • Università Popolare "Aldo Vallone" – Galatina;
  • Virtus Basket Galatina (TappiAMO Galatina);

hanno deciso di promuovere la campagna di raccolta fondi “DONIAMO AIUTIAMO VINCIAMO”.

Tutto il ricavato sarà utilizzato a rendere più funzionale il reparto di Malattie Infettive secondo le indicazioni della direzione medica dello stesso.

Chiunque volesse dare il suo contributo alla suddetta raccolta fondi per aiutare l’Ospedale di Galatina a combattere l’emergenza covid-19, può fare la sua donazione tramite bonifico sul conto corrente bancario, DEDICATO e ESCLUSIVO per la campagna raccolta fondi in oggetto, IBAN: IT63O0103079651000011729180 intestato a APS Inondazioni presso la Banca Monte dei Paschi di Siena di Galatina (se possibile prediligere la modalità bonifico immediato) con causale:
Covid19 Ospedale di Galatina - donazione.

L’occasione è opportuna per ringraziare la Monte dei Paschi di Siena ed in particolare la filiale di

Galatina per la disponibilità e la sensibilità dimostrata nei confronti del territorio.

Nelle prossime ore sarà possibile donare anche attraverso la piattaforma Facebook.

Le stesse Associazioni offrono a tutti gli altri operatori la loro disponibilità a coordinare ogni azione utile a perseguire il comune obiettivo.

Per info:
Whatsapp: 324-5848736 
Email: doniamoaiutiamovinciamo@gmail.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/doniamoaiutiamovinciamo

Uniti ce la faremo…

 
Di P. Francesco D’Acquarica (del 26/03/2020 @ 08:42:55, in I Beni Culturali, linkato 463 volte)

Sul portale della porta accanto alla chiesetta dell’Annunciazione sono venute alla luce alcune

lettere di una scritta che quasi certamente si riferisce al Duca di Galatina “SPINOLA” che fu anche padrone di Noha.

Come si può vedere dall’albero genealogico qui riportato, da Gio.Filippo Spinola (1677-1753) nacque Maria Teresa Spinola che sarà la moglie di Gio. Battista Scotti. E proprio costui avrà dagli Spinola in eredità il feudo di Noha, che quindi apparterrà alla famiglia Scotti.

Nel mio libro “La Storia di Noha” avevo già scritto:

Nel 1754 morì Francesco Maria Spinola, Duca di San Pietro in Galatina. La vedova Anna Maria, tutrice dell'unica figlia ed erede universale Isabella Maria Spinola, si affrettò a prendere possesso del patrimonio ereditario.  

Noha ne faceva parte ed è probabile che quella scritta si riferisca alla volontà di far sapere che anche il Palazzo Baronale di Noha con proprietà annesse appartenga agli Spinola/Scotti.

Giulio Cesare De Noha fu l'ultimo Barone di Noha. Non essendoci alla sua morte (1583) discendenza maschile il feudo della famiglia De Noha si divise. Il Casale

di Merine passò alla famiglia Palmieri. Quello di Giurdignano agli Alfarano Capece e quello di Cellino ai Chiurlia, Conti di Lizzano. Restò solo la Terra di Noha con i suffeudi di Pisanello e di Padulano che le appartenevano. Questo residuo dell'antica baronia toccò in eredità ad Adriana, figlia primogenita del defunto Barone Giulio Cesare. Quando costei si sposò con Geronimo Montenegro*, Marchese di Marigliano, gli portò in dote l'eredità avuta dal padre.

I Montenegro* furono un antichissimo casato genovese, le cui prime vestigia, rimontano al 1130, propagatosi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia. La famiglia, passata in Napoli, già al tempo di re Federico II, il 14 aprile 1573, divenne possidente di alcuni terreni, tra cui il contado di Marigliano, in provincia di Napoli, grazie all'acquisto effettuato da Geronimo Montenegro, banchiere napoletano e tesoriere del Regno. In data 23 dicembre 1578, lo stesso Geronimo, ottenne il titolo di marchese di Marigliano, dall'Imperatore Filippo II. Nel 1611 Geronimo si sposò con Adriana figlia del nostro barone Cesare De Noha.

In un atto notarile del 1611 il Marchese Geronimo dichiarò di essere signore e padrone della Terra di Noha situata in Terra d'Otranto, con i feudi di Pisanello e di Padulano. Questa Terra confinava con Galatina, Soleto, Corigliano, Sogliano e altri confini.

 
Di Redazione (del 26/03/2020 @ 08:18:46, in Comunicato Stampa, linkato 254 volte)

I tributi e i canoni comunali devono essere sospesi e azzerati o ridotti per tutta la durata dell’epidemia da coronavirus, mentre i componenti la giunta comunale, i consiglieri e componenti delle commissioni dovrebbero devolvere indennità e gettoni di presenza in favore dell’ospedale Santa Caterina Novella, per l’acquisto di attrezzature sanitarie.

Presenterò la richiesta di sospensione dei tributi nel prossimo Consiglio comunale, oggi ho inviato la richiesta di inserire la mia mozione nel prossimo ordine del giorno al sindaco di Galatina, Marcello Amante, e al presidente del Consiglio comunale Raimondo Valente.

Analoga richiesta abbiamo presentato con i colleghi dell’opposizione Paolo Pulli e Giuseppe Spoti, ma in questo caso si tratta di una mozione volta a destinare tutte le indennità e i gettoni di presenza all’ospedale di Galatina affinché possa acquistare le attrezzature sanitarie necessarie al nosocomio cittadino.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

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