Di Loredana Tundo (del 01/05/2026 @ 18:54:59, in Comunicato Stampa, linkato 66 volte)

Dal sindaco Fabio Vergine abbiamo letto e ascoltato tanta filosofia, ma, come al solito, nessuna risposta.

Al fine di essere più concreti e andare al punto, gliele poniamo noi le domande alle quali, magari, si degnerà di dare una risposta.

E chi lo sa, anche con uno scatto d'orgoglio qualche consigliere comunale ci farà sentire la sua voce, dopo aver dovuto prendere atto dell'ennesima novità (dopo il trattamento degli ex assessori Perrone e Palombini).

1. La concessione della delega ad un consigliere definito di minoranza presuppone un accordo elettorale in vista delle prossime elezioni? Sì o no?

2. Come mai non è stato scelto un consigliere della maggioranza per il ruolo di delegato a Noha? Erano considerati meno meritevoli e capaci di lui?

3. Come mai, quando nel marzo 2018 l'allora opposizione al sindaco Amante abbandonò l'aula, uno dei leader dell'attuale coalizione di Vergine capeggiava quella protesta e oggi, dalle pagine facebook di Avanti Insieme, grida allo scandalo?

 
Di Antonio Mellone (del 01/05/2026 @ 19:16:23, in NohaBlog, linkato 161 volte)

Dopo le Plastic-free, le Car-free e le Waste-free cities, da un po’ di tempo in qua Noha e Galatina (non si sa ancora chi tra le due ne avrà il primato) si stanno cimentando (o cementando fate voi) nel nuovo modello invero ampiamente sperimentato, quello della Tree-free city, vale a dire la città libera dagli alberi, soprattutto quelli d’alto fusto.   

Noi altri – che ingenui - c’eravamo illusi che la giunta in carica fosse denominata Vergine per via del suo naturale connubio con il concetto di foresta: mai e poi mai l’avremmo associata all’utilizzo spasmodico della sega a ogni ora del giorno e della notte.

Questa volta a farne le spese un paio di bellimbusti monumentali della villetta prospiciente l’ingresso dello stadio di Noha, piante stupende, in salute, benché non proprio in verticale come pali di cuccagna. “Pericolosi”, ti dicono in coro i tecnici della comune; “Agronomo da tastiera”, t’apostrofano i virginei pollowers di complemento; “E allora il parco periurbano?”, ti fa eco con la consueta prosopopea green l’assessore benaltrista, ça va sans dire, al ramo.

E non vi dico il resto dei commenti sparpagliati qua e là come aghi al vento dagli aspiranti Attila de Nohantri: chicche della serie: “I pini hanno fatto il loro tempo”, “Togliete quei pini”, “Sporcano”, “Bisogna abbatterli tutti” (giuro: lo hanno scritto davvero, ne conservo gli screenshot). Un altro se n’è uscito con “C’è anche quello vicino al supermercato DOK che è in una situazione di pericolo”: il badante di corvée se la prende con un arbusto spettacolare che con molte probabilità non cadrebbe manco con un uragano d’intensità 5 della scala Saffir-Simpson: e maisia Signore proporre la rimozione delle cementine scoppulate intorno a quelle povere radici che cercano di far capolino tra le fughe laterizie: meglio segare l’albero rasoterra e buonanotte ai neuroni, anch’essi, poveretti, in stato vegetativo.

 

This is Noha, the place we li...

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