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Nasca un Dio
Di Antonio Mellone (del 23/12/2013 @ 21:42:23, in NohaBlog, linkato 1811 volte)

Ormai, come diceva quel tale, solo un Dio ci potrà salvare. E allora a Natale nasca per noi un Dio-Salvatore. E questo Dio non sia un Dio irraggiungibile ma un Dio vicino; non un vincente, ma un Bambino che sta dalla parte dei vinti; non un sommo sacerdote capriccioso e vendicativo, ma un pargolo adagiato nei bassifondi del mondo e in grado di ascoltare gli altri senza escluderli in nome di dogmi o convenienze.

Nasca per noi un Dio che ci liberi da tutte le religioni dei sopraffattori, che sia povero tra i poveri, che annunci il vangelo della liberazione degli oppressi. Nasca un Dio  che non tolga alle persone non sposate il diritto di amare, non proibisca il preservativo che ostacola la diffusione di malattie, non sia maschilista, e non discrimini l’altra parte del cielo, di qualunque sesso questa sia. Nasca un Dio che favorisca la libertà di coscienza, e non imponga alle donne le sue convinzioni sull’aborto, ma stia loro vicino con amore e solidarietà.

Venga in mezzo a noi un Dio che ripudi ogni guerra, aborrisca ogni arma e disarmi i suoi discepoli. Venga qui da noi un Dio che non sia convinto di avere la verità in tasca, ma che la cerchi insieme agli altri anelando all’Umanità. Nasca per noi un Dio che si arrabbi quando è necessario, e scacci dal tempio i mercanti, i ladri ed i bari, i clerico-fascisti, gli arrivisti, i pettegoli, i delinquenti vestiti di broccato, i violenti travestiti da agnelli.

Nasca ancora per noi un Dio che abbia il volto di una ragazza mai baciata o quello di un giovane senza amore, che indossi le vesti di chi marcisce in carcere, che stia dalla parte delle vittime delle sacre inquisizioni e delle intolleranze religiose.

Il nostro Dio nascente sia un disoccupato, un precario, un lavoratore a scadenza, un esubero in nome del profitto, un licenziato a causa dell’“efficientamento”, uno schiavo moderno sfruttato e senza diritti, un morto sul lavoro sacrificato alla produzione, un emigrante considerato clandestino da una legge barbara, una prostituta sfruttata dai papponi di basso o alto bordo, un perseguitato a causa del colore della sua pelle, della sua lingua, della sua fede, un omosessuale discriminato dai perbenisti di facciata, un palestinese derubato della sua terra, un disabile senza più assistenza, un malato vittima dei tagli della sanità e del disinteresse (o interesse) di chi dovrebbe prendersene cura.

Nasca un Dio la cui chiesa stia dalla parte degli sventurati non solo per far loro l’elemosina, ma per pretendere con loro giustizia e diritti.

Il nostro Dio non si riempia la bocca di “crescita, sviluppo, competitività”, ma insegni la decrescita felice, faccia piazza pulita del liberismo e del turbo-capitalismo di rapina, ci liberi dalle speculazioni finanziarie, ci salvi dai rapporti impuri e parassitari tra chiesa e potere, e non ci induca nella tentazione del denaro fine a se stesso, dell’egoismo, della fiera delle vanità.

Il nostro Dio freni la mano di chi firma progetti faraonici inutili e devastanti che derogano al buon senso della tutela del territorio, freni le colate del cancro cementifero e dell’asfalto che saccheggia e impermeabilizza il suolo, e fagocita il futuro.

Non ridicolizzi, il nostro Dio, chi denuncia i rapporti impuri tra Stato e mafia, tra politica e affari, e chi lotta contro la voracità edificatoria in nome delle espansioni urbanistiche, dei centri commerciali, dei comparti-truffa, delle strade a quattro follie.

Nasca per noi un Dio che scenda in piazza per contrastare la disinformazione, l’ignoranza pilotata, gli interessi di bottega, e sproni alla lotta che è voce del verbo amare, alla partecipazione ed alla cittadinanza attiva, e marci quale indignato speciale alla testa dei cortei in difesa della nostra Carta Costituzionale.

La nascita di questo Dio dipende anche da noi.

Antonio Mellone

 

Commenti

  1. # 1 Di  sabrina (inviato il 24/12/2013 @ 17:14:19)

    Conto,alla rovescia....tra meno di sette ore...come quando,fu per il Discovery che,si lanciava nell'universo...ebbene si,nascita di un Bambinello.....di nome Gesu'sta nascendo per noi tutti/e in una mangiatoia al freddo ed la gelo...considerando in effetti il clima cupo,che si respira in Israele in questi giorni....allora buon Natale poi...dopo 144 ore il nuovo giorno 2014....che sia un giorno nuovo in tutti i sensi.....tantissime soddisfazioni a tutti ed a tutte.

  1. # 2 Di  Anonimo (inviato il 05/01/2014 @ 02:43:44)

    Per fortuna anche quest'anno non è nato un dio.
    È nato invece Dio, «colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret».

  1. # 3 Di  Antonio Mellone (inviato il 05/01/2014 @ 10:42:02)

    E la figura di Gesù sarebbe in contrasto con i poveri, i nudi, gli affamati, i profughi, i carcerati, gli oppressi, i precari, gli sventurati? E, invece, andrebbe a braccetto con i ladri, i bari, i lupi travestiti di agnelli, i potenti, i mercanti nel tempio? Così, per sapere.

  1. # 4 Di  Anonimo (inviato il 05/01/2014 @ 14:07:18)

    Certamente la figura di Gesù non è in contrasto con i poveri, i nudi, gli affamati, i profughi, i carcerati, gli oppressi, i precari e gli sventurati; e non va nemmeno a braccetto con i ladri, i bari, i lupi travestiti di agnelli, i potenti, i mercanti nel tempio.
    Tuttavia non è un Dio che scende in piazza, che sprona alla lotta (che NON è voce del verbo amare), non marcia, non è un indignato speciale e non sta alla testa dei cortei. Sarebbe un dio da quattro soldi! ...o no?!

    Fortunatamente, poi, la nascita di Dio non dipende da noi...basti pensare che prima che qualunque peccato entrasse nel mondo, la grazia di Dio era già stata offerta agli esseri umani...! Sembra poco?! Senò stiame bboni cumbinati!!! : - D

  1. # 5 Di  Antonio Mellone (inviato il 05/01/2014 @ 16:47:48)

    Invece la lotta è voce del verbo amare, eccome. La lotta contro il maligno cos'è, allora? E quella del nostro arcangelo Michele non è forse condotta in nome dell'amore? Dipende come al solito dal punto di vista. Ecco il mio: certo, bisogna essere contrari alle guerre (molte spacciate per missioni di pace), condotte con armi e navi da combattimento magari varate con tanto di benedizioni solenni (su cui anche Pax Christi ha espresso più volte non poche perplessità). Lottare per i diritti calpestati, per un futuro migliore, per la dignità dell'uomo, marciando in fiaccolate, sit-in, flash-mob, anche da indignati speciali in cortei pacifici (no, non è un ossimoro: i violenti sono sovente degli infiltrati) credo sia cosa buona e giusta, anzi, di più, nostro dovere e fonte di salvezza. [continua]

  1. # 6 Di  Antonio Mellone (inviato il 05/01/2014 @ 16:50:05)

    La grazia, poi, è condizione necessaria ma non sufficiente affinché l'uomo segua la legge naturale e operi il bene: è necessario allora anche il concorso dell'uomo, altrimenti verrebbe meno il concetto stesso di libero arbitrio (e dunque tutto l'impianto dottrinario). Ecco dunque spiegato quel "dipende da noi".
    Io continuerò a lottare, e sarà sempre voce del verbo amare. E lotterò, tra l’altro, anche per la libertà del pensiero. Di tutti. Anche dei "teologi" che temono di apporre la propria firma in calce alle loro considerazioni nascondendosi dietro l'anonimato. La libertà del pensiero è assumersi le proprie responsabilità non lavarsi le mani, metterci la faccia non limitarsi ad uno stupida faccina (emoticon) da quattro soldi.

  1. # 7 Di  Anonimo (inviato il 05/01/2014 @ 18:44:07)

    Dipende come al solito dal punto di vista. Questo è il mio. Buona lotta! ; - )

  1. # 8 Di  Fabrizio (inviato il 06/01/2014 @ 19:30:00)

    Cos'è questa, la guerra dei mondi?

  1. # 9 Di  Marcello D'Acquarica (inviato il 07/01/2014 @ 09:31:29)

    Caro Fabrizio,
    questa è la guerra delle coscienze. Finalmente qualcuno comincia a chiedere al Dio che nasce di fare il miracolo, quello di risvegliare la vergogna del peccato. La capacità, cioè, di discernere il bene dal male.
    Alla sera sullo sfondo delle nostre campagne, quelle di Noha e non quelle di Acerra, si innalzano inquietanti colonne di fumo nero. Quale Dio stiamo amando? E’ questa la santità e la carne di Dio, che diciamo di essere? Di quale dignità stiamo parlando?

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