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Quinta fetta di Mellone - Estate 2019 - Albino Campa (di Antonio Mellone)
Di Antonio Mellone (del 20/08/2019 @ 15:15:14, in Fetta di Mellone, linkato 388 volte)

Tranquilli, questo non è un necrologio. Anche perché per definizione Albino Campa.

Se state leggendo questo pezzo su Noha.it e/o sul profilo Nohaweb è perché da un lato sono riuscito a convincere Albino che, se anche non avesse voluto pubblicarlo sul suo sito, io l’avrei comunque postato sulla mia bacheca fb (ergo qualche internauta, e per di più nohano, prima o poi se ne sarebbe accorto), e poi perché Albino è un ragazzo intelligente, e va da sé che uno non può fare tanto il prezioso dopo aver ingoiato rospi per anni sopportando magari miriadi di comunicati stampa - tra i vuoti di contenuto e i raccapriccianti nella loro sintassi – spediti in redazione da una genia di politici, molti per fortuna ex, convinti del fatto che il rasoio di Occam sia lo strumento per depilare gambe ascelle e inguine.

Per chi ancora non lo conoscesse, Albino Campa, esperto informatico, è l’ideatore, il creatore, il patron, insomma il tutto del sito www.noha.it, partorito nel 2002 (mentre, per la cronaca, le Fette di Mellone festeggeranno il decennale l’anno prossimo, sempre se esisterà ancora la libertà di parola contraria).

Noha.it, diciamolo subito, non è una testata giornalistica, non un quotidiano on-line, né un “prodotto editoriale” ai sensi della legge sulla stampa, ma un blog aggiornato senza periodicità alcuna. È senza scopo di lucro, non riceve finanziamenti pubblici né contributi da parte di alcuno, non ha sponsor, e come potete accertarvi di persona non fa alcuna raccolta pubblicitaria (questo per dire che l’economia del dono esiste, funziona benissimo, e il suo metro è la dismisura). Non è espressione di partiti o movimenti politici (alla fazione preferisce la frazione, per dire), non ha un editore o una casa editrice alle spalle; la sua ragione sociale è la libertà di espressione, di critica e, per chi la capisce, di satira (roba che i cultori del diritto vedrebbero contemplata nella nostra Costituzione; i cultori del rovescio invece chissà dove).

A dirla tutta, per un quinquennio, precisamente dal 2007 al 2012, un periodico on-line, o meglio borderline, vale a dire semi-clandestino, è pure apparso puntualmente su questo sito: era L’Osservatore Nohano, un mensile di scritti con inchiostro antipatico, perlopiù anacronistici (cioè con il futuro incorporato), ma soprattutto senza interessi (per grazia divina solo conflitti), pubblicato con lo spirito partigiano per cui è meglio cambiare il paese che cambiare paese, liberandolo possibilmente dal fatalismo, dalla rassegnazione, dall’ineluttabilità di un capitalismo che, con ‘sta storia della necessità del Pil, inaridisce i rapporti, rovina la salute, indebita perfino i nascituri.

Ebbene, senza Albino nostro tutto questo sarebbe (stato) probabilmente più difficile. Senza il suo sito geofilosofico, la sua disponibilità e la costante presenza con macchinetta fotografica e videocamera pronte a immortalare il bello e il brutto di questa terra, forse la nostra comunità avrebbe rinviato a tempo indeterminato l’attenzione nei confronti del suo genius loci, e molti concittadini perso l’occasione di cogliere il fatto che un atto di residenza non può prescindere da uno o più atti di resistenza; che il Destino non è ineluttabile se il suo lemma diventa radice del verbo Destare; che il senso cinico non può sovrastare il senso civico; e, infine, che il contrario dell’amore non è l’odio (che è una forma perversa di amore) ma l’in-differenza, perché, come diceva quello, “l’amore è imperniato sulla differenza assoluta che fa considerare unica e insostituibile la persona o l’entità amata”.

Per carità, non è che abbiamo vinto chissà quante battaglie (ché le sconfitte superano di gran lunga le vittorie), ma ciò non toglie che era e sarà ancora nostro dovere lottare per questo pezzo di geografia, e per la sua storia.      

Mena, Albino, sbrigati a pubblicare questo articolo: non ti ho mica (come è poi capitato ad altri) fatto a fette.

Antonio Mellone

 

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