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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 21/05/2026

Di Antonio Mellone (pubblicato @ 20:50:23 in Comunicato Stampa, linkato 78 volte)

Ricordo benissimo quell’attimo. Un’emozione indescrivibile, una fra le più belle della mia vita (e sì che ce ne sono state parecchie, grazie al cielo). E fu quello in cui la lama del taglierino fendeva il nastro adesivo col quale era sigillata la scatola di cartone contenente i libri.

Potevano essere le nove di una splendida mattinata di oggi di due decenni fa. Erano appena arrivati i re magi, dico i due ragazzi che, partiti dallo stabilimento dell’Istituto Grafico Silvio Basile di Milano, per tutta la notte si erano alternati alla guida del furgone carico di non so più quanti scatoloni di pezzi di storia, arte e leggenda del mio paese. Si trattava di decine, mi correggo: centinaia di volumi di pagine rilegate e racchiuse da copertina in tela rosso fuoco, sistemati in numero di dieci per ogni pacco.

Non so come, in pochi minuti arrivò alla mia personale “casa del popolo” anche Michelino Gugliersi con il suo muletto per scaricare dal cassone dell’automezzo tutti quei colli, e giacché c’era pure Sergio Vincenti, che ci diede una mano nella logistica.

Sembra ieri, ma son passati vent’anni esatti da allora. Il libro che mi si materializzò fra le mani, espulso da quell’utero a forma di scatola di cartone, era proprio come l’avevo immaginato io, voluto, desiderato. Giusto quel formato, le pagine, i colori, la sovra-copertina lucida, le scritte, le fotografie, i caratteri, le didascalie, perfino il profumo: tutto come sognato, progettato, predisposto. E titolato, cioè: “Noha, storia arte e leggenda”.

Quel libro era il frutto di una pazzia collettiva: mia certamente, per aver postulato che una dimensione onirica o un’ipotetica del terzo tipo potessero diventare realtà concreta. Ma ancor più folle di me il coautore P. Francesco D’Acquarica, convinto com’era (e com’è a novant’anni suonati) che la nostra microstoria non è mai stata storia di seconda scelta, ma Storia con tanto di maiuscola. Matti da legare (o rilegare) anche i fotografi Rinaldo, Daniele e Michele Pignatelli dello Studio Mirelfoto, per il lavoraccio delle 460 fotografie a colori (scelte fra mille) a corredo delle parole spalmate su altrettante pagine (vi lavorarono perlopiù con i rollini e con sistemi meccanici e chimici - i selfie da smartphone digitale erano ancora di là da venire). Pazzo scatenato fu anche la buonanima di Michele Tarantino, l’editore del libro a scatola chiusa (nel senso che non volle nemmeno vederne le bozze per buttarsi a capofitto nella stampa e nella diffusione del volume). Tra le stravaganze irrazionali anche l’affitto di un Tucano, aereo ultraleggero, da parte del pilota Antonio Salamina, mentre Giuseppe Rizzo dall’alto dei cieli scattava foto per le prime pagine dei capitoli (una sorta di google maps ante-litteram). Fore de capu pure il compianto prof. Zeffirino Rizzelli che ne scrisse la prefazione; squilibrati tutti gli altri protagonisti che non ho citato qui per evitare di scrivere un altro trattato (sull’incoscienza); svitati gli spettatori della prima presentazione (che acquistarono 115 copie, un record assoluto anche d’incassi, considerato anche il prezzo non proprio popolare del tomo). E suonati tutti gli altri, vicini o lontani, che ogni tanto hanno il ghiribizzo di sfogliare per la prima o per l’n-esima volta quelle sudate carte.

 Che storia. Che arte. Che leggenda.

Antonio Mellone

 

Una giornata all’insegna della scoperta, della cultura e dell’entusiasmo quella vissuta dai bambini delle scuole dell’infanzia del Polo 3, protagonisti di una straordinaria esperienza didattica, nel suggestivo borgo fortificato di Acaya. Le porte del tempo si sono spalancate per i piccoli alunni, che hanno avuto l’opportunità di immergersi nella storia del maestoso castello e di conoscere le vicende del valoroso Giangiacomo dell’Acaya, figura centrale nella storia del territorio salentino.
Accompagnati dalle insegnanti e guidati con grande attenzione lungo il percorso educativo, i bambini hanno esplorato gli ambienti del castello con occhi pieni di stupore e curiosità. Fossati, torri, mura antiche e reperti storici hanno fatto da cornice a un viaggio affascinante nel passato, trasformando la visita in un’esperienza coinvolgente e ricca di emozioni.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di crescita culturale e personale per i piccoli partecipanti, che hanno potuto apprendere attraverso l’esperienza diretta, il racconto e l’osservazione. La narrazione della storia del castello e dei suoi protagonisti, resa ancora più viva dalla presenza dei figuranti in abiti storici, ha permesso ai bambini di vivere un’autentica immersione nelle atmosfere di un tempo lontano.
Particolarmente apprezzato è stato il contributo dei figuranti che, con entusiasmo, passione e grande professionalità, hanno saputo riportare in vita personaggi e scene del passato, regalando ai bambini momenti di meraviglia e partecipazione attiva. I piccoli visitatori hanno potuto così sentirsi, anche solo per un giorno, veri cavalieri e dame all’interno di una fortezza rinascimentale.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata anche la merenda offerta ai bambini, semplice, ma profondamente legata alla tradizione contadina del territorio: pane di grano duro e olio extravergine d’oliva. Un gesto simbolico che ha voluto valorizzare le eccellenze locali e trasmettere ai più piccoli il valore delle tradizioni autentiche e della sana alimentazione.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla Nuova Pro Loco di Acaya per la calorosa accoglienza, la disponibilità e l’impegno profuso nell’organizzazione delle attività, che hanno reso la visita interessante, dinamica e coinvolgente per tutti i partecipanti.
Un ringraziamento speciale è stato inoltre dedicato alla dottoressa Malecore Oronzina, responsabile del Castello di Acaya e curatrice della preziosa mostra allestita all’interno della struttura, che con competenza e passione contribuisce quotidianamente alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Patrizia Carra, insieme al corpo docente, continua a promuovere iniziative educative capaci di coniugare apprendimento, territorio e partecipazione, nella convinzione che il contatto diretto con la storia, la cultura e le tradizioni locali rappresenti una fondamentale opportunità formativa per i cittadini di domani.
Esperienze come questa confermano l’importanza delle attività didattiche fuori dalle aule scolastiche, strumenti preziosi per stimolare curiosità, senso di appartenenza e consapevolezza culturale fin dalla più tenera età.
Il Polo 3 c’è, e continua a investire nella crescita culturale ed educativa delle nuove generazioni attraverso percorsi di scoperta, condivisione e valorizzazione del territorio.

 Federica Ramundo

 

E’ tempo di saluti in casa Olimpia SBV Galatina. Centrato l’obiettivo della promozione in serie C nazionale, il gruppo atleti e tecnici prima di congedarsi offre ai tifosi e agli appassionati di volley un’ultima presenza corale.  

Sarà un appuntamento, quello di domenica 24 maggio alle ore 18.30 al Pala Olimpia SBV, ricco di significati, sportivi e morali. Se da un lato il tributo di consensi alla squadra varrà un abbraccio a distanza ed un ringraziamento reciproco con la dirigenza societaria, di altrettanta considerazione si caratterizzerà il “Premio Fair Play Carlo Gaballo” alla memoria.

Il riconoscimento che celebra i valori etici e di correttezza sportiva verrà assegnato all’atleta dell’Olimpia SBV Galatina che si è distinto per lealtà e comportamento esemplari lungo tutto l’arco del campionato.

Tratto distintivo e dimostrativo per la formazione morale delle nuove generazioni, si identifica con la figura e il ricordo di un uomo dall’integrità morale e dall’eleganza d’animo rare: Carlo Gaballo.

Storico dirigente della S.B.V. venuto a mancare appena sei mesi addietro, ha lasciato un’impronta nella società sportiva indirizzando i ragazzi alla lealtà e trasmettendo loro il valore del rispetto. E’ stato un esempio di equilibrio e compostezza, di un’eleganza d’animo unica, laddove l’agonismo esasperato poteva degenerare in reazioni scomposte.

La società Olimpia SBV, storicamente molto attenta a consolidare i rapporti umani con i valori dello sport, ha inteso istituire il premio Fair Play quale modello di positività a cui i giovani possono ispirarsi.

Il rompete le righe che chiude l’attività stagionale, lusinghiera sotto l’aspetto dei traguardi sportivi raggiunti (finale di Coppa Puglia e Promozione in serie C), sarà preceduto da un incontro amichevole tra i vincitori del campionato ed una selezione di atleti salentini. Nell’intervallo dei set si svolgerà la fase cerimoniale di consegna del Premio “Fair Play Carlo Gaballo” all’atleta individuato come meritevole di tale riconoscimento, alla presenza dei familiari del compianto dirigente.

Alla commozione di tale assenza andrà a sommarsi lo struggente dolore per la tragica ed improvvisa scomparsa di Paolo, avvenuta due giorni dopo la conquista della promozione.

Un uomo bravo e giusto, un amico ricco di sorrisi per tutti, un tifoso impagabile dal forte legame societario, un buon padre di famiglia il cui vuoto nei cuori dei figli Marco e Lorenzo e della moglie Zaira sarà incolmabile.

Di Carlo e Paolo si conserverà un ricordo affidato alla memoria del tempo.

 

Pdl

Olimpia Sbv Galatina

 

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