Di Redazione (del 29/04/2018 @ 11:13:06, in Comunicato Stampa, linkato 80 volte)

Hanno rappresentato, nella manifestazione regionale del Trofeo dei Territori “ MESCHINI 2018”, i tre -sesti della formazione dell’AREA 4 LECCE, distinguendosi sia nelle fasi eliminatorie che in quelle finali per capacità tecniche (ancora da migliorare) e spirito di gruppo.

Il riferimento è per i giovani Under 16 Pierpaolo CAFARO, Andrea LERARIO e Stefano PEPE che selezionati dal responsabile tecnico Livio BRAMATO , hanno partecipato a tutti i collegiali tenutisi quest’anno in prospettiva del Torneo dei Territori.

Articolata in maniera non residenziale nei giorni 18 e 22 aprile nei palazzetti di Massafra e Monteroni, per poi concludersi il 25 aprile al PalaGrotte di Castellana, la manifestazione ha visto la partecipazione degli U.16 selezionati e suddivisi per aree geografiche di appartenenza.

 

E’ vero: la storia non ci dice dove andremo (si tratta di una decisione che spetta a noi, se ne siamo capaci), ma da dove veniamo. E scartabellare le carte di un archivio è come percorrere un’avventura contro tempo, quando il passato si disvela con sorprese inimmaginabili e senti che alcune cose che ti appartengono per chissà quale strampalato marchingegno. Continuiamo a seguire la Storia così come raccomodata da P. Francesco D’Acquarica: chissà che non troveremo qualcosa che parlerà di noi.

La redazione

 

Francesco Carafa (? -1754)

(Vescovo di Nardò dall’11 aprile 1736 al  1º luglio 1754)

 

Dal 1736 al 1754 i Pontefici furono:

            Clemente XII          (1652-1740)                         Papa dal 1730 al 1740

            Benedetto XIV        (1675-1758)                         Papa dal 1740 al 1758

 

            Arciprete di Noha

            Don Andrea Soli (1695-1754), parroco dal 1728 al 1754

 

            Francesco Carafa, napoletano, dei duchi di Monte Calvo, fu eletto Vescovo di Nardò il 15 aprile 1736. Compì più volte la visita pastorale della diocesi, tramandandocene relazioni scritte, ma di poca importanza. Il Carafa morì santamente il 1 luglio 1754 dopo 18 anni di episcopato.

            Di questo periodo è da sottolineare il gravissimo terremoto che colpì il meridione di Italia. Il 20 febbraio 1743, mercoledì, verso mezzanotte, nella città di Nardò e dintorni un terribile terremoto scosse per circa otto minuti tutto il territorio. Ebbe l’epicentro a poca distanza dall’abitato seminando rovina e morte. Pochissime case, circa una ventina, rimasero intatte, le altre o crollarono interamente o furono gravemente lesionate e rese inabitabili. Le chiese e gli edifici pubblici andarono in rovina, interamente o parzialmente.

            La facciata della cattedrale, fatta costruire pochi anni prima dal Sanfelice, fu danneggiata e lesionata: caddero le due statue laterali di S. Basilio e di S. Benedetto, quella centrale dell’Assunta, posta sulla sommità, e il campanile. Gravemente danneggiato fu il seminario: alcuni vani rimasero pericolanti ed inabitabili.

     Andò completamente distrutto il vecchio palazzo di città, che sorgeva sulla piazza principale, costruito nel 1612 in forma magnifica. Crollò la chiesa di S. Francesco di Paola. Cadde e andò in frantumi il campanile della chiesa di S. Domenico. Crollò la chiesa della V. del Carmine. Le vittime furono 112 in gran parte donne e bambini.

 

Relazione con la chiesa di Noha

 

            L’arciprete di  Noha era ancora don Andrea Soli di cui abbiamo già scritto. Sicuramente accolse con zelo il Vescovo nelle diverse visite pastorali che il Carafa indisse in tutta la diocesi.

            Non bisogna dimenticare il grave terremoto del 20 febbraio del 1743, sopra citato. L’epicentro fu nel Canale di Otranto a circa 50 km dalla costa. Le maggiori distruzioni furono subìte dalle città di Francavilla Fontana e di Nardò, dove raggiunse 6.9 della scala Richter, e da Amaxichi, una località dell'isola di Lefkada (Isole ioniche) in Grecia. E si sa che un terremoto di quella potenza può fare danni fino ad un raggio di 100 chilometri.

            Il nostro don Andrea non dice niente a proposito, anzi nei registri parrocchiali dei mesi attorno a quella data (febbraio 1743) non registra né morti, né nati, né sposati: quasi come se non fosse accaduto nulla. Certamente anche a Noha ci furono dei danni, ma non tali evidentemente da esser riportati nei registri parrocchiali.

 
Di Redazione (del 27/04/2018 @ 13:19:20, in Comunicato Stampa, linkato 50 volte)

Sarà certamente un confronto aspro e ad alta tensione agonistica, quello che offrirà il PalaPanico, sabato 28 alle ore 18.00, quando scenderà in campo la capoclassifica BCC LEVERANO per incontrare l’OLIMPIA S.B.V. GALATINA.

Gli obiettivi delle due squadre , agli antipodi per risultati acquisiti , rispecchiano i percorsi programmati ad inizio stagione: play off per sognare la serie A2 per i ragazzi di mister Zecca, salvezza per la squadra del Presidente Santoro.

Mentre i gialloblu leveranesi hanno da tempo la certezza di disputare gli spareggi , affrontando nella prima fase la capoclassifica del giorne H (Lamezia)  e il cui esito comunque determinerà una promozione diretta per una delle due contendenti, il discorso per l’Olimpia S.B.V. è molto più complesso per una serie di probabilità che possono verificarsi.

Allo stato attuale, pur occupando l’undicesimo posto in classifica con 19 punti e distanziando l’Ostuni di 3(16 punti) e la Matervolley Castellana di 6(13 punti), la matematica lascia  a tutte e tre le compagini la possibilità della salvezza , soprattutto alla luce del turno di riposo che i ragazzi di mister Stomeo dovranno rispettare nell’ultima giornata.

La gara quindi contro Orefice e soci assume un aspetto determinante che potrebbe anticipatamente decretare , già sabato, la salvezza solo guadagnando tre punti; diversamente i risultati che maturerebbero sui campi di Potenza e Bari , dove sono ospiti rispettivamente Ostuni e Castellana, potrebbero rivoluzionare la classifica.

 

Sabato 28 sul palco di Levèra suoneranno per noi i MISTURA LOUCA.
Un viaggio musicale tra colori e sonorità della patchanka. La traduzione letterale della band, infatti, "miscuglio pazzo", esprime al meglio la grande varietà degli stili musicali proposti (reggae, ska, gypsy punk e sonorità popolari della Grecìa Salentina).

 

 

 



Domenica 29 ci sarà il secondo appuntamento teatrale.
Sulla scena A.lib.i. - artisti liberi indipendenti che dopo il successo di pubblico di Muttura porta in scena da noi "VentOtene".
Il sogno europeo è un racconto all’incrocio tra la Storia con la esse maiuscola e le storie di amicizia, di lotta politica e d’amore di un gruppo di giovani antifascisti italiani che al confino, mentre la guerra brucia l’Europa, danno alla luce il Manifesto di Ventotene, il documento che a più di settant’anni dalla pubblicazione è guardato ancora come l’atto di nascita del processo di integrazione europea.
Altiero, Ursula, Eugenio, Ernesto e Tina sono i cinque personaggi in scena, colti in quel momento della loro vita in cui stanno per varcare la soglia che li avrebbe trasformati da persone in personalità storiche. Soglia che varcherà anche quello scoglio di due chilometri nel Tirreno che è l’isola di Ventotene, in cui il regime fascista relegava gli oppositori politici, che segna questa storia e ne è segnata. L’isola che per la distanza dalla terra e dagli eventi che alla fine degli anni Trenta portano al massacro della seconda guerra mondiale è stata la culla, periferica ma attenta, che ha reso possibile – dopo la guerra, dopo i totalitarismi e i razzismi – il progetto di un’Europa libera e unita.

 
Di Redazione (del 26/04/2018 @ 13:45:56, in Comunicato Stampa, linkato 245 volte)

Iscrizioni presso la segreteria didattica dell’Istituto sino al prossimo 31 maggio, e comunque non oltre il 15 ottobre 2018. I corsi si svolgono presso l’Istituto Professionale di Viale Don Bosco n. 48.

L’Istituto Superiore “Laporta/Falcone-Borsellino” di Galatina è, da sempre, attento alle esigenze di formazione continua degli adulti, offrendo una grande opportunità a tutti coloro che intendono completare gli studi, oppure, avendo già conseguito un diploma, desiderano comunque integrare le proprie conoscenze e competenze professionali.

L’offerta formativa dell’Istituto, infatti, comprende anche specifici corsi serali per adulti e lavoratori nel settore professionale, con la possibilità di scegliere tra i seguenti indirizzi:

  • Servizi socio-sanitari (con Qualifica O.S.S.);
  • Odontotecnico;
  • Manutenzione ed assistenza tecnica.

Tali corsi si articolano in tre periodi didattici: primo periodo (classi I e II), secondo periodo (classi III e IV) e terzo periodo (classe V). La frequenza del V anno consente l'acquisizione del Diploma equivalente a quello del corso diurno, spendibile sia nel mondo del lavoro che per eventuale proseguimento degli studi.

I percorsi formativi, attivati in convenzione con il C.P.I.A. di Lecce, presentano le seguenti caratteristiche:

 

PREMESSO CHE:

  • con la deliberazione del Consiglio comunale n.17 del 26/03/2018 è stato approvato il documento unico di programmazione(DUP) periodo 2018-2020;
  • con la deliberazione del Consiglio comunale n.18 del 26/03/2018 è stato approvato il bilancio di previsione finanziario del triennio 2018-2020;
  • con la deliberazione del Consiglio comunale n.19 del 26/03/2018 è stata approvata la liquidazione dei debiti del Comune di Galatina nei confronti delle società Eni Gas e Luce Spa e delle cessionarie del credito SACE FCT Spa e Banca Sistema Spa, per un totale di 990.000 €;
  • con la Determinazione Dirigenziale n.414 del 28/03/2018 è stata data esecuzione alla liquidazione in favore di Banca Sistema Spa della somma totale di 8.217,56 € a titolo di rimborso spese di lite ed interessi, come indicato dal decreto ingiuntivo n. 21554/2017;

CONSIDERATO CHE

  • i cittadini non risultano responsabili dei debiti e soprattutto degli interessi maturati a causa della negligenza dei soggetti preposti al pagamento delle utenze dell’ente;
  • la situazione finanziaria in cui versa il comune di Galatina imporrebbe una più attenta gestione delle utenze a proprio carico e dei relativi pagamenti  al fine di evitare un aumento delle somme da liquidare.
 
Di Redazione (del 26/04/2018 @ 13:37:36, in Comunicato Stampa, linkato 64 volte)

E’ giunto al termine il campionato nazionale di 1° livello serie C. La gara casalinga di sabato 21 aprile con il Talsano-Pulsano ha chiuso la stagione agonistica della prima squadra della Showy Boys Galatina che, in veste di matricola della categoria, è riuscita a conseguire il suo obiettivo di inizio annata, vale a dire la permanenza nella massima serie regionale. Il risultato è stato raggiunto con largo anticipo rispetto alla conclusione del torneo e ha permesso a società e allenatore di festeggiare un altro traguardo con il debutto in serie C di sette allievi del settore giovanile aggregati alla squadra maggiore. Due obiettivi, quindi, entrambi importanti e per ragioni diverse. Di certo, una volta raggiunta la matematica salvezza, le attenzioni del tecnico Gianluca Nuzzo si sono concentrate ancora di più sull’inserimento tra le fila del roster di serie C dei ragazzi più promettenti provenienti dal vivaio. Un nutrito gruppo di giovani leve under 18 e under 16 che hanno preso parte alle sedute di allenamento della prima squadra per poi essere convocate dal tecnico alle ultime gare in calendario.

 
Di Raimondo Rodia (del 26/04/2018 @ 13:15:37, in Comunicato Stampa, linkato 80 volte)

Basta con le metafore funzionali alla SPECULAZIONE
Ritorna la metafora della guerra e, sulla base di questa, come nel 2015, si invita a “fare presto, a lavorare tutti insieme, senza divisioni o inutili polemiche per fermare l’avanzata del batterio”. 
Dato il momento storico sarebbe opportuno un minimo di pudore nell’utilizzo dei termini. 
Si esagerano in maniera strumentale le cifre: ricordiamo che nel 2015 mentre il Commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti, a marzo, dichiarava alla stampa e trasmetteva alla prefettura stime di diffusione della malattia intorno a 1.000.000 di piante infette, a giugno il Ministero comunicava la presenza di 612 piante infette (con un’incidenza di casi positivi sui campioni pari a 1,90%). Ancora oggi la percentuale delle piante che ospitano il batterio rappresentano l'1,8% di quelle campionate.
Si grida all’epidemia e alla guerra: in modo da creare uno stato emotivo di tensione e paura per indurre le persone ad accettare qualcosa che altrimenti, il buon senso mai prenderebbe in considerazione (si pensi alla follia delle eradicazioni reintrodotta dal Decreto “Martina” che prevede l’abbattimento di tutte le piante presenti nel raggio di 100 metri, ovvero la desertificazione di 3,14 ettari di terreno per ciascuna pianta ospite, insieme all’utilizzo indiscriminato di insetticidi neurotossici).
Si invita a fare presto, in modo che la gente non abbia il tempo di riflettere, di vedere gli ulivi del Salento tornati in perfetta salute e in piena produzione, di prendere coscienza della perversione delle soluzioni imposte che sono peggiori di una (forse) possibile malattia batterica.

 
Di Antonio Mellone (del 24/04/2018 @ 13:24:11, in NohaBlog, linkato 121 volte)

Non ne augurerei la lettura nemmeno al mio peggior nemico. Sto parlando del decreto del cosiddetto Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, relativo a: “Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica italiana” [sic], pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì 6 aprile 2018, da pagina 29 a pagina 96. Non tanto per la forma (ché anzi il tragicomico elaborato potrebbe essere attribuito al Manzoni - Piero, dico, non Alessandro), quanto per il contenuto.

Il reggente del PD (acronimo che starà per Partito Decespugliatore) s’è messo d’impegno a combattere la Xylella fantasiosa con armi meccaniche, fisiche e chimiche al cui confronto quelle di Goldrake e Mazinga Z messe assieme (dall’alabarda spaziale al doppio maglio perforante, dal raggio antigravità ai disintegratori paralleli) sarebbero, come dire, convenzionali, oltre che spuntate. 

Nel decretino-Martina, invece, finalizzato alla salvezza di questa serva Italia, di dolore ostello c’è tutto un florilegio di prescrizioni (con sanzioni amministrative penali et corporali in caso di inosservanza) volte sconfiggere la povera Sputacchina, insetto untore del batterio che secondo gli “scienziati” de noantri farebbe seccare gli ulivi di Puglia. Peccato che questa correlazione di tipo deterministico (cioè Xylella-uguale-disseccamento) non sia stata scientificamente dimostrata, e che comunque vettori del batterio potrebbero essere molti, moltissimi altri insetti (tipo l’uomo, il più letale dei virus), ma pazienza.

Sta di fatto che il messaggio sopraliminale del decreto è: arginare quell’anarchica della natura, eradicando storia e geografia di una terra per compiervi ogni tipo di speculazione vetero-turistica (come quella dei filibustieri cementizio-briatoregni) o colonialistica-multinazionale (tipo quella di Tap).

E così, nel disposto legislativo, viene elencata tutta una serie di carinerie stocasticamente indipendenti dalla logica, come l’obbligo di eradicazione delle piante infette (arboree, erbacee e arbustive) nonché di quelle non infettate nel raggio di 100 metri, e così per una superficie pari a 3,14 ettari (pregasi ricordare dalle medie la formula dell’area di un cerchio: raggio al quadrato per ); obbligo di diserbo in ogni modo, incluso dunque l’utilizzo di diserbanti chimici; e, infine, obbligo di trattamenti insetticidi su tutta l’area (ma sì, muoia la Sputacchina con tutti gli scarabei).

State pensando che questa è paranoia? Pure io.  Roba che al confronto Attila sarebbe un coltivatore diretto.

Mo’ vai a spiegare al pro-secco Martina, agli altri Sterminator e ai Diciamo Scienziati dal pollice verso più che verde che vegetazione spontanea, erbe selvatiche, animali e insetti sono componenti essenziali della biodiversità; che le specie erbacee (pervinca, primula, anemone, ortica, aglio selvatico, gramigna, biada spontanea, papavero, rovo e rucola) sono ottimi disinfestanti naturali; che gli insetti che ospitano sono impollinatori anche delle specie coltivate e alimentari; che il mondo non può essere trasformato in una sala operatoria asettica; che api, bombi e altri insetti sono attirati dalle fioriture primaverili di erba medica, trifoglio, girasole, robinia, camomilla, eccetera, e che la loro presenza attira gli uccelli migratori che volentieri si fermano a rifocillarsi tra i cespugli (vettori pure loro, maledetti).

E meno male che il governo in carica poteva compiere solo atti di ordinaria amministrazione. Sennò, nel pieno dei suoi poteri, il Consiglio dei Sinistri Srl avrebbe già sganciato la bomba atomica sul Salento.

L’unico mezzo, a quanto pare, in grado di salvarlo.

Antonio Mellone

 

A Noha esiste lo Scjakù...

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