Con questa puntata varchiamo la soglia del Novecento, il secolo breve che ci condurrà ai giorni nostri. Buona lettura.

La redazione

 

MICHELE MAUTONE (1816 - 1888)

Vescovo dal 18 dicembre 1876 al 17 febbraio 1888

Motto: Venit portans ramum olivae

Dal 1876 al 1888 Pontefice:

            Leone XIII (1810-1903)               Papa dal 1878 al 1903

 

            Arciprete di Noha:

            Don Nicola Caputo (? - ?),          parroco dal 1883 al 1894

 

            Michele Mautone nacque a Marigliano, diocesi di Nola, provincia di Napoli, da Pietrantonio e da Maria Giuseppa Sasso nel 1816. Era primicerio curato della collegiata di Marigliano quando il 18 dicembre 1876 fu eletto Vescovo di Nardò da Pio IX. Il giorno 11 febbraio 1877 fece il solenne ingresso in Diocesi.

            Compì più volte la visita pastorale della diocesi, della quale sono pervenute sino a noi poche e frammentarie notizie. Negli anni 1878 e 1879 compì la prima ed il 14 agosto 1879 inviò la relazione alla S. Sede.

            Una copia degli atti della santa visita si conserva nell’archivio di Nardò e da essa risulta che il Mautone completò la costruzione della chiesa parrocchiale di Neviano e solennemente la consacrò, dedicandola a S. Michele Arcangelo. Fece ampliare e restaurare l’ospedale di Nardò, rendendolo più grande e più comodo e vi fece anche costruire un capace oratorio, perchè gli infermi ricoverati potessero partecipare al sacrificio della Messa e accostarsi ai sacramenti.

            Si preoccupò del centro abitato di Porto Cesareo dove vivevano permanentemente alcune famiglie, quasi tutte di agricoltori e di pescatori, del tutto prive dell’assistenza religiosa e della presenza di un sacerdote che celebrasse la messa almeno nei giorni festivi e desse loro la possibilità di accostarsi ai sacramenti. Senza perder tempo provvide subito ad inviare un sacerdote, compensandolo a sue spese. Nel periodo pasquale inviò un Padre Redentorista per preparare i fedeli alla Pasqua ed egli stesso si recò per amministrare la Cresima. Avendo infine constatato che la chiesetta era troppo angusta e mal ridotta, diede disposizioni per la costruzione di una nuova chiesa.

            Nel 1882 compì la seconda visita pastorale ed inviò una seconda relazione alla S. Sede. Da essa risulta che nella frazione Porto Cesareo aveva già fatto completare la chiesa a sue spese, mentre in Nardò aveva fatto edificare, sempre a sue spese, un tempietto, dedicandolo a S. Pietro, ed infine aveva eseguito lavori di riparazioni e di restauro alla cattedrale.

            Il 18 aprile 1885, compiuta la terza visita pastorale, inviò alla S. Sede la terza relazione. Da essa sappiamo che si era  prodigato per ampliare la chiesa parrocchiale di Tuglie.

            Intanto il 7 febbraio 1888, alle ore 17,45, dopo circa 11 anni di episcopato, dopo molti anni di malattia, di sofferenze e di dolori, con edificazione universale pazientemente e cristianamente sopportati, Michele Mautone, cessò dì vivere in Nardò in odore di santità.

            Il capitolo della cattedrale rielesse a vicario capitolare il preposito Alessio Bona.

 

 

Relazione con la chiesa di Noha

 

         In questo periodo l’Arcirprete di Noha è Don Nicola Caputo, parroco per 11 anni. Non abbiamo particolari notizie del parroco (nemmeno le date di nascita e morte) e della storia della chiesa nohana di questo periodo. Sappiamo che vice parroco era tal don Pantaleo Paglialonga di Noha.

            Il Vescovo Mautone compì tre volte la visita pastorale alla Diocesi, ma di Noha non ci sono particolari notizie. Sicuramente Don Nicola partecipò alla terza visita, quella del 1885, ma dagli atti non si ricavano particolari notizie sulla nostra cittadina.

 

 

Giuseppe Ricciardi (1839 - 1908)

Vescovo dal 1º giugno 1888 al 18 giugno 1908

Motto: Quasi ignis ardens

Dal 1888 al 1908 il Pontefice era:

            Leone XIII (1810-1903)                             Papa dal 1878 al 1903

 

            Arciprete di Noha

            Don  Nicola Caputo (?  -  ?),                      parroco dal 1883 al 1894

            Don Vitantonio Greco (1867-1932),        parroco dal 1895 al 1932

 

            Giuseppe Ricciardi nacque a Taranto il 9 luglio 1839 da Tommaso e da Francesca Sarapo, famiglia distinta e ricca. Il 2 marzo 1864 fu ordinato sacerdote. Fu poi nominato canonico teologo del duomo di Taranto. Il 1° giugno 1888 da Leone XIII fu eletto Vescovo di Nardò. Fece l’ingresso in diocesi il 10 gennaio 1890.

            Il palazzo vescovile, ricostruito in gran parte da Luigi Lettieri, non era ancora terminato. Volle completarlo e provvisoriamente alloggiò presso una nobile famiglia di Nardò. L’altra opera a cui dedicò molte delle sue energie fu il restauro definitivo della cattedrale. Vi si dedicò subito con passione e tenacia, e la condusse a termine nel migliore dei modi. Sicuramente fu l’opera principale del Ricciardi e ad essa è indelebilmente e gloriosamente legato il suo nome. Ma dovette faticare, lottare, gemere e soffrire.

            La lunga ed impegnativa attività svolta per la cattedrale non distolsero il Ricciardi dal prestare alla diocesi le cure e le sollecitudini del ministero pastorale. Seppe trovare anzi coraggio e forza per tutto e per tutti, fu ovunque presente e portò ovunque luce, amore, incoraggiamento.

            Compì ben cinque volte la visita pastorale della Diocesi e da tutti fu ammirato per la sua fede intrepida ed indiscussa, per il  suo tratto signorile, per le sue innumerevoli amicizie, per la stima che riscuoteva, soprattutto per la sua dedizione alla causa delle anime e della chiesa di Dio, instancabile apostolo della parola, dispensatore dei divini misteri. Gli atti delle visite pastorali sono pervenuti sino a noi in più volumi.

            Il 28 Marzo 1908, pochi mesi prima della morte, Pio X gli affidò l’amministrazione apostolica di Castellaneta, città che aveva dati i natali a sua madre e diocesi nel cui seminario aveva compiuto gli studi. Ricciardi obbedì, lasciando in Nardò il suo vicario generale Cleto Cassani. Durante la visita a Mottola, il 6 giugno 1908, dopo una faticosa predicazione, tornò a Nardò colpito da polmonite e il 15 giugno alle ore 20 si spense all’età di 69 anni.

 

Relazione con la chiesa di Noha

 

            In questo periodo l’arciprete di Noha era don Vitantonio Greco, che fu parroco dal 1895 al 1932. Figlio di Vito e di Vita Maria Luceri era nato a Noha il 3 luglio del 1867 e fu battezzato il 6 luglio dello stesso anno da don Michele Alessandrelli, essendo padrini Vito Bianco e Grazia Benedetto.

            Dopo aver frequentato il seminario di Nardò divenne arciprete di Noha a 28 anni e vi resterà per 37.  Morì quando aveva 65 anni. Per la gente sarà “l’arciprete Greco”. Sovente ho sentito mio papà che parlando del passato diceva in dialetto “a manu de l’arciprete Grecu” e tutti capivano.

            Fu durante la sua arcipretura (nel 1901) che venne quasi completamente rifatta nella forma attuale la chiesa madre. Infatti ancora oggi su una lapide posta sulla parete in fondo a destra uscendo di chiesa leggiamo (traduco dal latino):

 

Il Rev.mo Mons.Giuseppe Ricciardi

Vescovo di Nardò

solennemente consacrò

questo tempio rifatto quasi dalle fondamenta

e l’ Altare dedicato a S. Michele Arcangelo

il 7 Maggio 1904

al tempo dell’arciprete Vito Antonio Greco

 

         Nel 1904, in occasione della visita pastorale, l’arciprete Greco prese l’iniziativa di ricopiare i registri dei battesimi dal 1800 in poi con il permesso del Vescovo Ricciardi. Questa la sua richiesta al Vescovo, richiesta che fu accolta:

            A Sua Eccellenza Ill.ma e Rev.ma Monsignor D. Giuseppe Ricciardi, Vescovo di Nardò. Eccellenza, Trovando i libri de’ nati redatti con inchiostro labile per cui col tempo verrebbero a cancellarsi gli atti riguardanti il S. Battesimo così dimando a V. Eccellenza Ill. ma e Rev. ma che trovasi in Noha in S. Visita di poter riprodurre nel presente volume gli atti registrati nei libri dal milleottocento e sanzionare con la sua autorità come autentici quelli da me trascritti con firma del Parroco rispettivo del tempo di carattere mio.

Noha 9 Maggio 1904.                                              Vito Antonio Arcipr. Greco.

            La risposta del Vescovo Ricciardi fu positiva.

            Avendo noi qui sottoscritti Visitatore e Convisitatori esaminato gl’inconvenienti che il Molto Rev. do Parroco deplora nella compilazione degli Atti riguardanti il S. Battesimo, non solo approviamo ma riconosciamo necessario e lodiamo lo zelo di esso Parroco nel voler assicurare gli Atti in parola, tanto più che parecchi di essi sono compilati in carte volanti.

Noha  9 Maggio 1904                              Giuseppe Ricciardi Vescovo di Nardò

Visitatori:  seguono firme.

 

            Certo, cosa lodevole salvare i registri scritti con “inchiostro labile”. Ma dal mio punto di vista ha procurato dei danni incalcolabili. Il registro originale degli atti di battesimo dell’arciprete Alessandrelli (1847-1882) e dell’arciprete don Nicola Caputo (1883-1893) non esistono più, perché Don Vitantonio Greco ricopiò su un unico registro i dati in questione con le motivazioni esposte nella nota di cui sopra. Lodevole il fatto che abbia ricopiato i dati perché li ha salvati e resi leggibili, ma cosa deplorevole che abbia distrutto gli originali, perché, non essendoci uno schema prestampato, come accadrà da don Vitantonio Greco in poi, questi contenevano sicuramente più notiziole curiose e per noi importanti che purtroppo non abbiamo più.

            Vice parroci in questo periodo:

* Don Pippi Piscopo di Noha morto molto giovane all’età di 32 anni, a causa delle sofferenze  e i disagi  della prima guerra mondiale alla quale aveva partecipato come cappellano militare. Questo Sacerdote fu coetaneo e molto amico di Cosimo Mariano (Noha 1882-Galatina 1924), l'autore delle "casiceddhre".

* Don Ippazio Apollonio

* Don Isaia Blago

* Don Paolo Tundo che dal 1932 sarà l’economo curato e nel 1933 gli succederà come Arciprete.

 

[continua]

P. Francesco D’Acquarica

 

 
 

In occasione della rassegna “Il Maggio dei Libri 2018”, Venerdì 25 maggio alle ore 18,30 presso il Palazzo della Cultura, Sala Celestino Contaldo, il Club per l’UNESCO di Galatina in collaborazione con i Volontari del Servizio Civile Nazionale -InReading2016, presenta il libro “PANE! ….. PACE! Il grido di protesta delle donne salentine negli anni della Grande Guerra” di Salvatore Coppola.

Dialogano con l’Autore Salvatore Coluccia ed i Ragazzi del Servizio Civile Nazionale.

 

 

                                                                      

Il Presidente del Club per l’UNESCO di Galatina

Salvatore Coluccia

 

Se pensassimo per un attimo ad una infografica riassuntiva delle elezioni politiche post 4 marzo, riguardante il Pd, i concetti più rilevanti sarebbero i seguenti: Scenario Tripolare, Perdita di Voti, Mobilità elettorale, Crisi, Paura, Vulnerabilità, Insicurezza, Incertezza, Questione meridionale, Nuovi bisogni, Protezione.

Spunterebbe anche un doveroso e necessario sostantivo: Analisi.

Se nel mondo occidentale il campo progressista non convince più, se in tante democrazie il popolo è in rivolta verso l'establishment, se negli Stati Uniti si è preferito Trump ad  Hillary Clinton, se nel Regno Unito vince la Brexit, se dall’Austria alla Polonia, dall’Ungheria alla Grecia, fino al Belgio e Danimarca i movimenti populisti, nazionalisti, ed euroscettici si prendono i Parlamenti e i governi europei, qualcosa evidentemente sta cambiando nella percezione che il popolo ha dei cosiddetti partiti storici. Tre grandi mutamenti legati alla globalizzazione come deindustrializzazione, apertura delle frontiere e stagnazione economica hanno messo a dura prova le risposte dati sinora dai partiti tradizionali.

In Italia il vento di rabbia e di frustrazione si è gonfiato con l’impatto di una crisi che ha prodotto danni economico-sociali in termini di reddito, di occupazione, di disoccupazione, di povertà e di  diseguaglianza sommata ad una crescente preoccupazione per i problemi legati all’immigrazione.

Così il sentimento, anzi il risentimento potente e nuovissimo dell'esclusione e della paura, ha preso il sopravvento.

La scommessa dei partiti socialdemocratici sarà quindi quella di lavorare per creare un’alternativa possibile riconoscendo i propri limiti, ridefinendo le priorità, rilanciando i propri obiettivi politici, e soprattutto smettendola con lo scontro tra tifoserie.

 

Di Redazione (del 22/05/2018 @ 13:46:23, in Comunicato Stampa, linkato 46 volte)

Si ripete il gruppo degli under 13 , vincendo nella versione canonica del sei contro sei , confermando una superiorità netta in  questo campionato di categoria,  più di quanto non lo dica il risultato conquistato con caparbietà ai vantaggi(26-24 e 27-25), contro i cugini della Showy Boys.

E’ il palazzetto “ Don Tonino Bello” di Alessano ,teatro di tante battaglie sportive della Pallavolo Azzurra, ad ospitare una Final Four a cui sono giunte le società FULGOR TRICASE, SHOWY BOYS GALATINA, AZZURRA ALESSANO e OLIMPIA S.B.V. GALATINA classificatesi ai primi due posti dei gironi A e B.

Le semifinali hanno visto prevalere le due compagini galatinesi che si sono sbarazzate con identico punteggio (2-0) di Alessano e Tricase , per poi quest’ultima imporsi sui padroni di casa e conquistare il terzo posto.

La finalissima ha rispettato le aspettative degli addetti ai lavori e dei tanti tifosi al seguito, non precludendo a nessuna delle due squadre la vittoria finale. L’equilibrio e la forza dei due sestetti non ha dato spazi ,né certezze ,a facili previsioni, anzi ha alimentato la tensione agonistica degli atleti e i picchi di adrenalina negli spettatori di parte.

 

Di Antonio Mellone (del 20/05/2018 @ 17:10:40, in NohaBlog, linkato 347 volte)

“C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa” (Warren Buffett). C’è qualcuno oggi che ha avuto un colpo di sole perché qualcun altro, più fulminato di lui, ha tagliato un albero.

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso” (Confucio).  Caro Confucio, temo si siano confusi capendo che il momento migliore per darsi con la zappa sui piedi è adesso.

“Le mani dell’albero hanno le unghie sporche di azzurro a furia di scavare dentro il cielo” (Fabrizio Caramagna). Le mani dell’uomo hanno le unghie sporche di merda a furia di scavarsi la fossa.

“Chi pianta un albero pianta una speranza” (Lucy Larcom). Piantatela, qualunque cosa sia.

 “L’albero è il più grande successo della natura” (Anonimo). L’uomo, invece, il più grande cesso.

“Gli alberi rimangono intatti se tu te ne vai. Ma tu no, qualora se ne vadano loro” (Markku Envall). Bene, fuori dai coglioni.

“Le foreste precedono i popoli, i deserti li seguono” (François-René de Chateaubriand). Qui da noi, invece, i Boschi riformano la Costituzione.

“Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi” (Detto dei nativi americani). Ma no, al Bricoman vendono sostegni in cemento vibrato a quattro soldi.

 

Di Redazione (del 20/05/2018 @ 17:05:41, in Comunicato Stampa, linkato 55 volte)

Medaglia d’argento per la squadra under 13 della Showy Boys Galatina. I bianco-verdi si classificano al secondo posto nella final four del campionato provinciale di categoria che si è disputata Venerdì 18 maggio al Pala Don Tonino Bello di Alessano. A gareggiare per la conquista della piazza d’onore le prime e seconde classificate dei due gironi del torneo indetto dal Comitato Fipav di Lecce. Nella prima semifinale si sono affrontate Showy Boys (prima nel girone A) e Progetto Azzurra Alessano (seconda nel girone B) e ad avere la meglio per 2-0 (25-11, 25-16) è stata la compagine galatinese allenata da Davide Quida. Nella seconda semifinale, l’Olimpia Sbv (seconda nel girone A) ha superato la Fulgor Tricase sempre per 2-0 (25-8, 25-20). Nella finale per il terzo e quarto posto, la squadra tricasina è riuscita ad imporsi sui padroni di casa dell’Alessano vincendo i due set per 25-23 e 25-18. Nella finalissima, Showy Boys e Olimpia Sbv hanno offerto un buon gioco e, come evidenziano i parziali, onorato nel migliore dei modi l’ultima gara del calendario. La partita ha visto un susseguirsi di emozioni, con le contendenti a confrontarsi a viso aperto, sino ad arrivare in entrambi i set ai vantaggi (26-24, 27-25). A spuntarla è stata l’Olimpia Sbv, con la Showy Boys,

 

Il libro che sottoponiamo alla Vostra attenzione si intitola “Alla Vita e per La Vita”  ed è un’opera desiderata della maestra Ada Palamà, innamorata della poesia e della gioia che con essa colora la vita. 

Vi chiediamo di regalarci un'oretta del vostro tempo per condividere insieme “un atto di pace”, così come dice Pablo Neruda.

L’evento è organizzato da Fareambiente Laboratorio di Galatina-Noha, che si adopera per la salvaguardia dell’ambiente, in collaborazione con Cuore e Mani aperte verso chi soffre, che si prodiga per alleviare le sofferenze fisiche e sociali dei più bisognosi.

Alla fine della presentazione di “Alla Vita e per La Vita “, vi invitiamo al piccolo buffet e a brindare con noi alla bellezza della poesia e “Alla Vita e per La Vita”.

Fareambiente Laboratorio di Galatina-Noha

 

Di Antonio Mellone (del 19/05/2018 @ 15:08:15, in Necrologi, linkato 477 volte)

Michelino è ormai un’altra bella pagina della Storia di Noha, scritta finalmente con la maiuscola.

Certo, la sua, durata 92 anni, non è una delle storie tipiche di questo mondo enfatico e competitivo fatte di successi, paillettes o vicende detonanti, ma quella di una persona semplice, da sempre costretta a fare i conti con una malattia che gli aveva procurato visibili e dolorosi postumi alle gambe.

Mai vinto, Michelino aveva aderito naturalmente al Partito Comunista alla ricerca di una nuova legge di gravità, dove le cose gravi sono le ingiustizie, le maledette povertà e le prepotenze di stato, mentre le meno gravi sono la resistenza e le violenze che vi si oppongono.

Quando a Noha cercavamo di lottare contro le multinazionali senza scrupoli pronte a riempirci la campagna di pannelli fotovoltaici, nell’indifferenza generale e nella connivenza delle cosiddette istituzioni di ogni colore politico, eravamo in quattro gatti: non sufficienti per fermare lo scempio economico ed ecologico che oggi è sotto gli occhi di tutti.

Ma Michelino era insieme a noi. E ci esortava: “Se dobbiamo raccogliere firme, o se dobbiamo andare a Galatina o a Lecce per manifestare o scioperare, io sono il primo a venire con voi”. E questo, va riconosciuto, in più di una battaglia, spesso condotta in solitudine insieme ai soliti rompicoglioni allergici al divano.

Il suo terrore era in effetti quello di fare la fine di molti suoi ex-compagni di partito: cioè morire democristiano, avvolto nella bandiera del capitalismo e del neo-liberismo di rapina piuttosto che in quella rossa del lavoro defraudato.  

No, Michelino non è morto da democristiano. Ma da lottatore, sognatore e resistente. E ha dimostrato che la forza e la fragilità a volte sono due modi diversi per chiamare la stessa cosa.

Ora, liberato dal peso del corpo e dai suoi limiti, senza più l’ausilio di bastoni stampelle o sedia a rotelle, Michelino è pronto a correre verso il paradiso laico (se ne esiste uno non può che esser laico) e a brillare come il più francescano dei santi: Santu Nuddhru, appunto.

 

Di Albino Campa (del 19/05/2018 @ 12:34:43, in PhotoGallery, linkato 217 volte)

Domenica 13 maggio l'associazione "FareAmbiente di Noha" insieme al "Gruppo Speleologico di Tricase" hanno effettuato una visita ispettiva per verificare le condizioni della Vora  e valutare un intervento di pulizia della stessa. 

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A Noha esiste lo Scjakù...

La struttura della vecchia scuola elementare di Noha è stata inaugurata e subito chiusa da:

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