Conosco Giorgio De Cesario da qualche anno. O meglio, il professore De Cesario: lo chiamo così non solo perché ha insegnato per anni nei licei, ma perché reputo la qualifica di "prof" persino più prestigiosa e nobile di quella di maestro. La prima cosa che mi colpì varcando la soglia di casa sua, la famosa Casa degli Artisti - in via Lepanto 1, angolo via Lecce, proprio all’ingresso nord-est di Gallipoli - fu un imponente affresco che mette in scena l’aldilà dantesco. In basso a sinistra campeggia il sommo poeta, ritratto di profilo e coronato di alloro (chissà poi se quel nasone era davvero il suo o il frutto di secolari caricature). L’opera sorprende per una particolarità inedita: i tre regni sono invertiti. In basso si trova il Paradiso, un luogo luminoso e popolato da anime coloratissime e uniche: un vero regno delle differenze, dove nessuno segue le mode e ogni spirito è libero. Nel mezzo si sviluppa il Purgatorio, dominato dal grigio e da una rigida uniformità. In alto, infine, troneggia l'Inferno, in cui prevale il rosso acceso del fuoco e del sangue. Da questa visione comprendi che il professore ha già compiuto, qui in terra e non nell’oltretomba, quel capovolgimento che mette finalmente in piedi l’osservatore, come il Dante del XXXIV dell’inferno (mi sto ripetendo, lo so) che da un certo punto in poi, per poter salire fino all’“ultima Salute”, deve ribaltare la sua prospettiva, iniziando così a vedere distintamente quanto sia rovesciato quello che lo circonda.

Il professore De Cesario, insomma, pensa Altrimenti. Si tratta di un pensiero divergente che ha iniziato a nutrire e a manifestare in tempi non sospetti: d'altronde l’arte dev’essere rottura di schemi, se no rischia di ridursi a sublime e costante ricapitolazione di paradigmi noti, quando non a pura cortigianeria. Negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, per dire, progettò l’architettura della sua Casa degli Artisti con un'audacia visionaria che avrebbe affascinato lo stesso Gaudì. In quegli anni andava in canoa anche in inverno, e qualcuno osava pure dargli del matto (qualche decennio dopo arrivarono però i kayak a far tendenza in tutte le stagioni). Cominciò a spalancare le porte di casa ai primi viaggiatori quando ancora i gallipolini non sapevano nemmeno pronunciare la locuzione Bed and Breakfast e ben prima che la Città Bella diventasse patria dell’overtourism. E da allora accoglie nella sua dimora, trasformata in palcoscenico, artisti di ogni ambito: attori, musicisti, pittori, scrittori... Tutti si esibiscono dal vivo in performance, mostre, convegni e spettacoli teatrali (a ingresso gratuito s’intende) a dispetto degli schermi di smartphone e pc che stanno viepiù riducendo il concetto di “social” a puro isolamento da reels.  E chissà che entro l’anno non ci sia anch’io dietro quel leggio, ospite del professore e della professoressa Cristina Maritati (sua splendida consorte) a raccontare a chi avrà il coraggio di esserci storie di personaggi e pensieri sparpagliati, a seconda del regno che si sceglierà di trattare, tra gironi o cornici o cieli.

Le creature di Giorgio De Cesario — pitture e sculture — costituiscono un’ostinata contronarrazione al pensiero unico. Le opere più recenti stigmatizzano la guerra “sfascista” scodellataci come ineluttabile (Mass Media War), invocano la pace (Angelus Pacis) e irridono il suprematismo occidentale, o meglio uccidentale (Lesa Libertà). A dirla tutta al volto d’argilla di quella Statua della Libertà con fiaccola vacillante per via dell’incrinatura del braccio, avrei sostituito una bella faccia di bronzo. E giacché mutato pure il titolo: Lessa Maestà.

A spingermi a dedicargli questa prima “Fetta di Mellone 2026” (ne disegnò una che fece storia ai Mondiali ’90) è però un quadro preciso dal titolo persiano: “Parvane”. In basso, donne velate di nero, occhi splendenti, minacciate da un missile a stelle e strisce (che siano missili o veli, per dirla con De André, non esistono dunque poteri buoni) mentre attorno si librano farfalle, ovvero psychaì: immagini di anima e di pensiero libero, possibilmente critico. I colori dominanti — rosso, nero, bianco e verde — richiamano la bandiera palestinese e, combinazione, anche una Fetta di Mellone, simbolo di resistenza e solidarietà a quel popolo oppresso sin dal 1967.

Ma pensa: l’anno in cui ho iniziato a rompere le scatole pure io.  

Antonio Mellone

 

 
 

Luci soffuse, il sipario che si apre e un’ondata di viva emozione che travolge il pubblico. Il Teatro Cavallino Bianco di Galatina ha fatto da cornice a "Il nostro viaggio in scena", lo spettacolo di fine anno degli alunni delle classi quinte dell'Istituto Comprensivo Polo 3 di Galatina-Noha. Un sodalizio perfetto tra musica, teatro e crescita personale, che ha segnato la fine di un ciclo scolastico importante e l'inizio di una nuova avventura per i giovanissimi studenti.

​A guidare i ragazzi in questo percorso artistico è stato il Maestro Antonio Ancora, che con la sua consueta sensibilità e competenza è riuscito a tirare fuori il meglio da ogni singolo bambino. Sotto la sua direzione, la musica e la recitazione sono diventate gli strumenti per raccontare una storia universale e profonda: un viaggio chiamato vita.

​Il cuore dello spettacolo è stato il tema dell’amicizia, intesa come porto sicuro, come quel legame indissolubile che permette di non sentirsi mai soli: un'ancora a cui aggrapparsi e una forza su cui poter contare sempre.

​Attraverso metafore delicate e interpretazioni magistrali, i bambini hanno raccontato la vita come un lungo, meraviglioso viaggio. Il messaggio sul palco è arrivato forte e chiaro: ogni fine è un nuovo, entusiasmante inizio. Non sono mancate le lacrime tra i genitori e i docenti presenti in platea, commossi di fronte alla maturità e alla spontaneità dimostrata dai piccoli attori e cantanti.

​Uno dei momenti più toccanti della serata è stato, senza dubbio, il discorso d’addio delle maestre. Rivolgendosi ai loro alunni, pronti ormai a spiccare il volo verso la scuola secondaria di primo grado, le insegnanti hanno voluto dedicare loro una celebre citazione tratta dal film d'animazione Kung Fu Panda: "Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente."

 

Ai sensi dell'art. 20 dello Statuto Comunale e dell'art. 29 del Regolamento del C.C., il Consiglio
Comunale è convocato in seduta ordinaria di 1^ convocazione per il giorno 05 giugno 2026 alle ore 09.00,
con continuazione e, occorrendo, in 2^ convocazione per il giorno 06 giugno 2026 alle ore 09.30 con
continuazione, presso la Sala Conferenze dell’ex Convento Santa Chiara -piano primo- Piazzetta Galluccio,
per trattare i seguenti argomenti:

  • 1. Comunicazioni del Sindaco
  • 2. Approvazione verbali seduta consiliare del 29 aprile 2026
  • 3. Recupero anticipato del disavanzo da riaccertamento straordinario dei residui - presa d'atto
  • 4. Bilancio di previsione finanziario 2026/2028 - ratifica deliberazione di variazione n. 140/2026 adottata dalla Giunta Comunale
  • 5. Bilancio di previsione finanziario 2026/2028 - ratifica deliberazione di variazione n. 158/2026 adottata dalla Giunta Comunale
  • 6. Tassa sui rifiuti (TARI): approvazione emissione acconto TARI e scadenze di pagamento 2026
  • 7. Comparto C5 via Montegrappa - via Gorizia. Adozione comparto e sub-comparto
  • 8. Sentenza TAR Puglia - Lecce n. 99/2025. Riqualificazione urbanistica dei terreni ricadenti in zona C1 del PUG, comparto 6, destinati a strada e parcheggio. Conferma destinazione urbanistica, previsioni volumetriche e dimensionamento complessivo del comparto. Attuazione del sub-comparto di iniziativa pubblica costituito dal parcheggio e da strada. Approvazione definitiva
  • 9. Area polo sportivo I lotto funzionale da realizzazione presso Quartiere Fieristico a Galatina – approvazione ai fini urbanistici del progetto tecnico di fattibilità economica (P.F.T.E.)
  • 10. Approvazione dell’o.d.g. “Regolazione e controllo dell’uso dei prodotti fitosanitari (glifosate free)”, proposto dalla Federazione Provinciale Coldiretti di Lecce

 

Di Michele Scalese (del 28/05/2026 @ 12:11:59, in Comunicato Stampa, linkato 181 volte)

Uno strumento di ascolto e prevenzione contro violenza, disagio e fragilità sociali
Lecce, 30 maggio 2026 – Sarà inaugurata sabato 30 maggio alle ore 11.00, presso la Villa Comunale di Lecce, la “Cassetta Rossa”, iniziativa dedicata alla raccolta di segnalazioni relative a situazioni di violenza, disagio sociale e potenziale pericolo, con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale di prevenzione e tutela delle persone fragili.
L’evento, a ingresso libero e accessibile, rientra nelle iniziative promosse dal Comune di Lecce nell’ambito delle politiche di contrasto alla violenza e di prevenzione dei fenomeni di marginalità sociale.
La “Cassetta Rossa” nasce come uno strumento semplice e accessibile, pensato per consentire alla cittadinanza di segnalare episodi di degrado sociale, violenza in tutte le sue forme — tra cui bullismo, cyberbullismo e body shaming — e situazioni di fragilità che necessitano attenzione e intervento preventivo.
La struttura fungerà inoltre da punto informativo per la diffusione dei recapiti istituzionali del CAV – Centro Antiviolenza, competente per il supporto alle donne vittime di violenza, e del PIS – Pronto Intervento Sociale del Comune di Lecce.
L’installazione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra il Comune di Lecce – Assessorato alle Pari Opportunità, l’Assessore Andrea Guido, la Presidente della Commissione Consiliare Pari Opportunità Lara Cataldo, l’associazione “Un Cuore Protetto ODV” e il “Rotaract Club Lecce”, con il patrocinio della Provincia di Lecce.
La cerimonia inaugurale, promossa dal Sindaco e dall’Assessorato alla Cultura e Spettacolo e curata dalla Consigliera Comunale Lara Cataldo, sarà arricchita da momenti artistici e culturali, tra cui:

  • esposizioni pittoriche delle artiste Cecilia Omaggio, Grazia Lezzi, Annamaria Di Maggio, Gianna Anelli, Caterina Cortellino, Tonia Madaro e Felicia Vitiello;
  • concerto eseguito da “I Cantori di Ippocrate”;
  • esibizione di milonga dei ballerini Alberto Buttari e Irene Giaffreda;
  • performance di danza a tema del ballerino solista Danilo Colonna.

Parteciperanno inoltre rappresentanti delle Istituzioni civili e militari, la psicoterapeuta dott.ssa Tatiana Plevi e numerose associazioni del territorio per diffondere il messaggio dell’iniziativa, tra cui “Dacci la zampa ODV”, “La Girandola”, “Donne del Sud” e “Col cuore felice insieme ODV”.
La manifestazione sarà presentata dalla dott.ssa Rosa Mariano.

Il progetto ‘Cassetta Rossa’ continua a crescere e a coinvolgere sempre più comunità del territorio. L’inaugurazione a Lecce rappresenta non soltanto l’installazione di uno strumento simbolico, ma un segnale concreto di ascolto, prevenzione e vicinanza verso tutte le persone che vivono situazioni di disagio, violenza o fragilità”, dichiara  Michele Scalese, Presidente di Un Cuore Protetto.

“Desideriamo ringraziare l’Amministrazione Comunale per la sensibilità dimostrata e per aver scelto di aderire a questo progetto, contribuendo a rafforzare una rete territoriale sempre più attenta alla tutela della persona. Un ringraziamento particolare va alla Consigliera Lara Cataldo per l’impegno, la sensibilità istituzionale e la volontà concreta di trasformare le idee in azioni. Grazie anche al Rotaract Club Lecce che ha finanziato l’acquisto della Cassetta Rossa”.
“La Cassetta Rossa nasce per dare voce anche a chi spesso non riesce a parlare. Ogni Comune che sceglie di accogliere questo progetto contribuisce a costruire una comunità più consapevole, più vicina e più capace di non lasciare sole le persone”.

La cittadinanza è invitata a partecipare e a condividere l’iniziativa, contribuendo insieme alle istituzioni e alle associazioni al contrasto della violenza di ogni genere.

 Michele Scalese

 

Di Redazione (del 28/05/2026 @ 08:21:57, in Comunicato Stampa, linkato 465 volte)

Martedì 26 maggio scorso ho vissuto un’esperienza di ritorno al passato nella civilissima (che rischia di far rima con fascistissima) città di Galatina. Non già città del pasticciotto ma città dell’aquilotto. Come se fossi entrata in un portale del tempo, come quelli dei film di fantascienza, che mi ha riportato indietro di un secolo.

Dovevo incontrare il prof. Pati Luceri per accompagnarlo in Piazza Fortunato Cesari dove c’era un sit-in organizzato (autorizzato dalla Questura) contro il riarmo. Contro i tagli al welfare utilizzati per finanziare le guerre in corso e quelle che si prospettano per il futuro e, nondimeno, per promuovere la sospensione di tutti i rapporti civili e militari con Israele, lo stato genocida del popolo Palestinese.

Con Pati ci dovevamo incontrare all’Oasi bar alle 18:00 perché lo accompagnassi in Piazza F. Cesari in quanto non conosceva la strada per arrivarci.

Dopo averlo atteso per un po', l’ho chiamato e mi ha detto che aveva lasciato l’auto nei pressi della chiesa del Carmine e che i militari che presidiavano le strade d’ingresso alla Piazza Alighieri lo avevano bloccato vicino ad una Porta (Porta San Pietro alias Porta Nuova) per conto della Digos che doveva arrivare. Quindi l’ho raggiunto ed effettivamente all’ingresso di Via Stella c’erano quattro militari in tuta mimetica che gli impedivano l’accesso alla strada mentre lui, dopo più di mezz’ora che era in attesa, chiedeva che quantomeno lo facessero parlare al telefono con il comandante della Digos, visto che non arrivava. Rispondono che non possono.

Esasperato dall’abuso di potere e dall’estenuante attesa, Pati minaccia di sdraiarsi al centro dell’incrocio: “così dovranno fermarsi tutti insieme a me”.

Decido di avvisare

 

Di Antonio Mellone (del 25/05/2026 @ 13:45:02, in Fetta di Mellone, linkato 383 volte)

Ma come vi permettete di parlare di transumanza, trasformismo, cerchiobottismo tombale, o addirittura di cambio di casacca per il consigliere comunale che, seguendo magari il suo istinto da rabdomante, da qualche settimana sembra essere passato dall’opposizione alla maggioranza consiliare. Intanto per cambiare casacca dovresti possederne una (così come per cambiare idea); e poi dov’è che vedete tutta codesta rivoluzione se non addirittura “esodo biblico”? Si tratta soltanto di un Pellegrinaggio Mariano verso il Vergine Potente, che, come diceva quello, ha così gran braccia che prende ciò che si rivolge a lui. E non v’azzardate a fare paragoni con i Razzi e gli Scilipoti del tempo che fu folgorati sulla via di Arcore, se no stavolta una querela non ve la leva nessuno: qui il passaggio non avviene per pecunia, ma tutto Gratis et Amore Dei, appunto, per mero Culto Mariano.  

Eletto nelle liste di Forza Civica (il lemma Italia sarà sottinteso tra Forza e Civica) il Nostro s’è talmente contraddistinto per il “confronto politico fondato sui contenuti” (sforzi titanici, signora mia, da ernia neuronale), addirittura per “il rigore al posto dello slogan” (il famoso rigore senza calcio), e le celeberrime “critiche puntuali e ferme” (dovremmo chiederne conto ai vigili urbani, ché a noi altri, sbadati urbani, sfuggono tutte), evitando altresì ogni “contrapposizione sterile” (da non confondere con l’unione feconda), che ci è parso che dal suo scranno egli non abbia mai guardato al bicchiere per il 99% vuoto di politiche per la soluzione dei reali problemi della comune (che non fossero i Mc Circenses, s’intende, bensì per esempio le infinite minacce alla salute pubblica), ma a quell’eventuale residuo alone di umidità.

A questo punto cogliere una qualche differenza tra il “pensiero” Mariano e quello dell’amministrazione in carica sarebbe (stato) come risolvere con gran fatica, ancorché con l’ausilio della lente di ingrandimento, quel gioco della Settimana Enigmistica denominato “Aguzzare la vista”. Per dirne un’altra, all’ultimo referendum sulla giustizia nordica, nel senso del famigerato ministro, il presunto transfuga sembra aver suggerito di votare Sì, corroborando in tal modo l’orientamento del governo destronzo e un filino socialista-leghista (purtroppo ormai gli ossimori si sprecano a livello nazionale come in periferia) cui la giunta virginale - “civica” per autodefinizione qualunque cosa voglia dire - pare ispirarsi.

 

Di Redazione (del 25/05/2026 @ 13:06:57, in Comunicato Stampa, linkato 195 volte)
Prestazione di grande carattere per il CT Stasi Galatina, che torna da Roma con un prezioso pareggio per 3-3 contro il Forum Sport Center nella quinta giornata del Campionato di Serie B1 maschile.
Una sfida complicatissima contro una delle squadre più accreditate del girone, capace di schierare giocatori di altissimo livello internazionale, tra cui tennisti con ranking ATP di prestigio. Nonostante questo, la formazione salentina ha risposto con personalità, qualità tecnica e spirito di squadra, conquistando un punto pesante in chiave classifica.
La giornata si era aperta con la sconfitta di Andrea Cardinale, battuto da Andrei Chepelev con il punteggio di 6-3 6-2. A rimettere subito in equilibrio il confronto ci ha pensato Ignacio Novo, autore di una splendida rimonta contro Valerio Bracci: dopo aver perso il primo set 7-5, lo spagnolo del CT Galatina ha cambiato marcia imponendosi 6-2 6-3 dopo oltre due ore di gioco.
Nel terzo singolare Luciano Carraro ha superato Matyas Lajos Fuele per 6-2 6-3, ma Federico Mengoli ha riportato ancora il punteggio in parità grazie a una prova autoritaria contro Andrea Sorokatyy, sconfitto con un netto 6-1 6-2.
Sul 2-2 sono stati i doppi a decidere la sfida. Il Forum Sport Center si è aggiudicato il primo incontro con la coppia Carraro/Chepelev, vittoriosa su Cardinale/Dell’Atti per 6-1 6-1. Decisivo allora il secondo doppio, dove Matyas Lajos Fuele e Ignacio Novo hanno disputato una partita perfetta battendo Bracci/Lunadei con un secco 6-0 6-3 e regalando al CT Stasi Galatina il definitivo 3-3.
Al termine dell’incontro, il capitano Marrocco ha espresso tutta la soddisfazione per il risultato ottenuto:
“Oggi a Roma è stata una giornata durissima contro una squadra molto forte, il Forum, che schierava un giocatore numero 800 al mondo e un giocatore numero 400 ATP. Siamo riusciti comunque a portare a casa un pareggio che ci teniamo stretto.
È una prestazione importantissima per noi e un motivo di orgoglio per tutti i ragazzi. Abbiamo dimostrato carattere, mentalità e spirito di squadra, senza farci intimidire dai nomi e dall’esperienza degli avversari.
Risultati come questo ci danno fiducia e ci spingono a continuare a lavorare nella stessa direzione. Godiamoci questo punto, ma da domani si torna in campo con la stessa fame di sempre.”
Il pareggio conquistato nella capitale conferma la crescita e la solidità del CT Stasi Galatina, sempre più protagonista nel campionato di Serie B1 maschile.
 
 

L’Istituto Comprensivo Polo 3 di Galatina-Noha ha conquistato, ancora una volta, il Certificato di Eccellenza nell'ambito dell'EU Code Week, la settimana europea dedicata al pensiero computazionale e alla programmazione.

Il riconoscimento premia la capacità della scuola di fare rete e di coinvolgere attivamente la popolazione scolastica in percorsi digitali innovativi e dimostra come la tecnologia, se guidata da una didattica illuminata, possa trasformarsi in uno straordinario strumento di inclusione e creatività.

Sotto la guida della Dirigente Scolastica prof.ssa Patrizia Carra e l’impegno dei docenti, dall’11 al 26 ottobre 2025, le aule dell’istituto si sono trasformate in autentici laboratori di logica, creatività e innovazione, offrendo agli alunni un coinvolgente percorso nel mondo del coding, per sviluppare il pensiero computazionale, affinare l'arte del problem solving e rafforzare l’importanza del lavoro di squadra.

Le classi hanno affrontato sfide differenziate per fasce d'età, alternando programmazione digitale e attività unplugged, a partire dai bambini della Scuola dell’Infanzia, che si sono trasformati in veri e propri “robot umani”. I piccoli  alunni hanno percorso un maxi-reticolo disegnato sul pavimento, guidati dai compagni alla scoperta dei monumenti storici di Galatina. Attraverso il gioco e il movimento corporeo, hanno così sperimentato in modo coinvolgente i primi concetti di programmazione e coding.

 

Di Marcello D'Acquarica (del 23/05/2026 @ 19:04:51, in NoiAmbiente, linkato 757 volte)

Presso la sede della Sezione Ambiente della Provincia di Lecce, il giorno martedì 26/05/2026, è fissata la prosecuzione dei lavori della Conferenza di Servizi decisoria in modalità telematica, ai fini del rilascio del provvedimento autorizzativo unico regionale del progetto per l’impianto di biogas da trattamento di rifiuti “Forenergy S.r.l.”, da costruire nella Zona Industriale di Galatina/Soleto.

Si tratta dell'ennesimo progetto “privato” proposto sul territorio per la produzione di cosiddetto biogas (il bio, insieme a eco, green, circular, ecc. rendono più belle tutte le schifezze) mediante la digestione anaerobica di biomasse dove, accanto ai rifiuti organici (FORSU - Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), saranno miscelati altri rifiuti, come per esempio: scarti agricoli e agroindustriali, fanghi dei depuratori e liquami. Il processo industriale prevede, come da dati presenti nel progetto, un ingente consumo di acqua, e l’uso di solventi chimici.

Secondo studi scientifici pubblici, dal processo di estrazione del biogas e del compost ricavato possono derivare gravi rischi sanitari e quindi di contaminazione, senza considerare l'apporto dell'inquinamento da traffico in tutte le direzioni. [*]

Gli impianti di cosiddetto biogas sono fortemente incentivati dal Decreto Ministeriale del 15 settembre 2022 per la cosiddetta transizione energetica, che li fa rientrare magicamente tra le fonti di energia alternativa ai combustibili da fossile, e questo motiva maggiormente la richiesta di nuovi progetti senza tener conto del fabbisogno delle comunità. Difatti, nella sola provincia di Lecce oggi se ne contano almeno sette. A questi bisogna aggiungere i 17 che AQP (Acquedotto Pugliese) vorrebbe realizzare in tutta la Puglia, di cui 6 destinati in provincia di Lecce (Copertino, Lecce, Maglie, Gallipoli, Nardò, San Cesario di Lecce). Impianti che aumenterebbero l’inquinamento in aggiunta alle tante, troppe, emissioni delle industrie che da anni sono attive sul nostro territorio.

Come già espresso durante la prima Conferenza dei Servizi, la Provincia ha confermato l’inutilità dell’impianto nell’area Galatina/Soleto, in quanto contrario ai principi del buon senso. Difatti, al punto 3) del verbale della CDS [**], pubblicato sull’albo pretorio provinciale, possiamo leggere: “…il Presidente fa rilevare che, contrariamente a quanto indicato,  nel territorio della Provincia di Lecce è già presente e operante l’impianto Calimera BIO S.r.l. (sito nel Comune di Calimera) che tratta fino a 30.000 t/a e nel Comune di Galatone è stato autorizzato l’impianto della Società Salento Green S.r.l. per trattare fino a 20.000,00 t/a. Peraltro, tenuto conto che all’interno del documento allegato alla DGR 615 del 16 maggio 2024 di aggiornamento del piano di rifiuti solidi urbani è stabilito il fabbisogno impiantistico nella provincia di Lecce, che dovrebbe consentire il trattamento di 50.000 tonn/anno FORSU, parrebbe che detto fabbisogno risulti in realtà già soddisfatto dai due impianti sopracitati”

 

 

 


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