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Di Admin (del 24/08/2012 @ 00:51:21, in Un'altra chiesa, linkato 1575 volte)

Comunione e Liberazione: ovvero sete infinita del potere più schifoso e del dio denaro
di don Giorgio de Capitani

Il Papa ha perso una grande occasione: quella di dire una parola chiara sulla Chiesa e sui cosiddetti Movimenti ecclesiali, di cui la gerarchia attuale sembra non voler proprio fare a meno, pur sapendo in quali torbide acque essi stiano navigando.
Sì, doveva dire una parola chiara, proprio sfruttando l’occasione del Meeting ciellino di Rimini che è iniziato oggi e durerà fino a sabato 25 agosto. Il tema, «La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito», è particolarmente stimolante: non può non farci riflettere come Chiesa, come credenti, come Umanità.
L’Infinito comprende certo anche la Chiesa, ma non si esaurisce in essa.

 
Di Admin (del 30/07/2012 @ 22:34:32, in Un'altra chiesa, linkato 1738 volte)

Della vicenda che sta interessando animatamente il mondo politico milanese e il mondo ecclesiale ambrosiano, a proposito della istituzione del registro comunale delle unioni civili, mi appassiona in particolare lo scontro che si è verificato tra il Comune e la Curia.
Prima: la Curia “tettamartiniana” ha favorito l’elezione di Pisapia a sindaco di Milano: esplicitamente, attraverso alcune voci autorevoli, vedi don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della Carità (istituzione voluta dall'ex arcivescovo Carlo Maria Martini), da anni impegnato in prima linea nella difesa delle fasce più deboli, dalle persone con disagio psichico ai rom.; o implicitamente, tanto che si era detto che una parte della Curia milanese, e perfino Tettamanzi, si auguravano la vittoria “arancione”, non solo per una svolta radicale che era necessaria, ma anche per il suo programma elettorale.

 
Di Admin (del 23/06/2012 @ 00:13:54, in Un'altra chiesa, linkato 2220 volte)

(riflessioni a proposito del discusso libro di suor Margaret Farley, “Just love. A framework for Christian Sexual Ethics” – un libro “condannato” dal Vaticano)

Perché eretica? Che cosa ha scritto di tanto strano questa suora?
Ha detto cose che la maggior parte dei cristiani pensa, e vorrebbe che la Chiesa ci ripensasse e si aprisse liberandosi di quei tabù secolari che hanno pesato, come macigni, sulla vita morale individuale e di coppia dell’intero Popolo di Dio, superando quelle barriere che stanno producendo tuttora lacerazioni nel tessuto stesso dei rapporti ecclesiali.
Come si può ancora sostenere che la masturbazione, sia maschile che femminile, sia qualcosa di tanto peccaminoso? Un peccato, pensate un po’, che nel passato costringeva i fedeli a confessarsi frequentemente (e i preti costretti a subire la solita tiritera!), magari dimenticando altre virtù, ben più importanti, quali la giustizia, il perdono, la fratellanza. Si rubava, e si trovavano mille scuse per auto-giustificarsi; ci si masturbava, e allora ci si sentiva a disagio fino alla successiva confessione, la quale, oltre l’effetto-placebo della grazia sacramentaria, lasciava intatti gli istinti come prima. Per fortuna! La masturbazione non è affatto un peccato! Non dico che sia una virtù: ognuno del proprio sesso faccia quello che crede!

 
Di Marcello D'Acquarica (del 09/06/2012 @ 00:00:00, in Un'altra chiesa, linkato 2072 volte)

Quando si tratta di diffondere le belle notizie, i mass media, la stampa o la televisione, fanno una certa resistenza. Si sa che le cattive notizie “rendono meglio” soprattutto dal punto di vista commerciale. Ci stiamo talmente abituando al brutto che “rischiamo” di non comprenderne più nemmeno il vero significato.
Siamo così sconvolti dal tormento dell’escalation mediatico delle brutte vicende che evitiamo spontaneamente e subito tutte quelle che invece potrebbero apportare gioia e benessere a tutti. Come per esempio il Vangelo. La bella notizia per eccellenza. Però un conto è il pensiero ideologico ed un altro è l’applicazione alla vita reale.
L'origine teologica del termine “missionario” è la traduzione latina della parola greca “apostolo”. Quindi è colui che diffonde un'idea, un messaggio morale, con abnegazione e impegno. I Missionari della Consolata sono persone che dedicano la loro vita, il bene più prezioso in assoluto, applicando il messaggio cristiano nella pratica. Soprattutto lottano in prima persona accanto ai poveri ed ai bisognosi di prime necessità. La giusta definizione del povero è determinante in quanto l’essere bisognosi non è la condizione primaria dell’essere povero. Tutti, pur non essendo poveri, abbiamo dei bisogni. Dice Padre Ezio: “per povero s’intende chi lotta disarmato contro le oppressioni, la violenza, contro le ingiustizie, le malattie, la  fame, la sete, insomma i cosiddetti poveri in canna, i crocefissi, gli impoveriti, le vittime. In una parola sola: gli ultimi”.

 
Di Antonio Mellone (del 05/06/2012 @ 00:00:00, in Un'altra chiesa, linkato 2268 volte)

Quando scrissi il mio romanzo «Habemus papam. La leggenda del Papa che abolì il Vaticano» che esce in questi giorni nelle librerie, non potevo immaginare la concomitanza con quanto sta succedendo in quel lupanare che si chiama Vaticano, ma conoscendo alcuni restroscena, ho tenuto in conto il contesto di delinquenza semplice e organizzata che lo circonda e lo alimenta.

Il Vaticano è sempre stato un covo di vipere e di faccendieri senza scrupoli, uomini (le donne lì sono pleonastiche o funzionali solo in senso sessuale, per il resto non esistono) malati di carrierismo e mondanità che per riuscire nel loro intento sono disposti a vendersi anche gratis. Da quando c’è Bertone a capo della Segreteria di Stato, il livello della nefandezza si è abbassato fino a sprofondare negli inferi perché l’uomo è un senza Dio, pieno di sé e tronfio nella sua vuotezza.

Sono certo che a lui pensasse Sant’Antonio da Padova quando tuonava nel sec. XII con parole di fuoco contro la curia e i curiali corrotti che pretendono di rappresentare Dio, mentre invece rappresentano solo abiezione, delinquenza, misfatti, orrori, immoralità e prostituzione:
«Nelle curie dei vescovi i birboni fanno risuonare la legge di Giustiniano [leggi: Diritto Canonico, ndr] e non quella di Cristo: fanno grandi chiacchiere, ma non secondo la tua legge, o Signore, che ormai è abbandonata e presa in odio”. “Se un vescovo o un prelato della Chiesa fa qualcosa contro una decretale di Alessandro, o di Innocenzo, o di qualche altro papa, viene subito accusato, l’accusato viene convocato, il convocato viene convinto del suo crimine, e dopo essere stato convinto viene deposto. Se invece commette qualcosa di grave contro il vangelo di Gesù Cristo, che è tenuto ad osservare sopra tutte le cose, non c’è nessuno che lo accusi, nessuno che lo riprenda».
Il pomposo abbigliamento religioso con il quale gli ecclesiastici incedono «tronfi e impettiti, a pancia in fuori», per sottolineare la sacralità della propria persona e distinguersi dai comuni mortali, non impressiona il santo, che anzi così li ridicolizza:
«Che cosa dirò degli effeminati prelati del nostro tempo, che si agghindano come donne destinate alle nozze, si rivestono di pelli varie, e le cui intemperanze si consumano in lettighe variopinte, in bardature e sproni di cavalli, che rosseggiano del sangue di Cristo?».

 
Di Albino Campa (del 12/05/2012 @ 21:54:55, in Un'altra chiesa, linkato 1777 volte)
Una cara corrispondente mi chiede cosa ne penso dell'ICI sugli immobili commerciali del Vaticano.
Le ho inviato questa risposta:

«Se parliamo di Vaticano, non mi interessa. E' uno stato estero come il Principato di Monaco o la Repubblica di San Marino. Non mi appartiene e non gli appartengo! Se parliamo di Chiesa non la si può non condannare. Cosa ha a che fare questa Chiesa più preoccupata a difendere i propri privilegi che ad assolvere ai propri doveri, con quel Dio che in questi giorni ricordiamo aver scelto di farsi uomo per amore, rinunciando al privilegio, tutto suo, della divinità?
Un chiesa imbavagliata dall'interesse ed un Dio liberato dall'amore non possono convivere in nessun matrimonio».
 
Di Antonio Mellone (del 07/04/2012 @ 00:00:00, in Un'altra chiesa, linkato 1661 volte)
Tra liturgie e incontri festosi, un pò di riposo e molta riflessione, ho fatto mio il sogno di Dio che riguarda non la Chiesa ma il Mondo, non il cielo ma la terra, non il clero ma i laici e i preti in quanto laici, non la gerachia ma il popolo e i gerarchi in quanto popolo, se ne sono capaci....! Ed allora ho sognato, anche, una diversa Chiesa... (Aldo Antonelli, prete)


* * *
Sogno una Chiesa che cammina.
Da Gerusalemme verso la periferia.
Sogno una Chiesa meno prudente.
Come lo fu il suo Maestro.

Sogno una Chiesa che si ferma,
davanti all'uomo ferito.
Non chiede da dove vieni,
a che religione appartieni, cosa pensi.
Si ferma semplicemente.

Sogno una Chiesa
che non si lascia sedurre dalla paura.
Sta con i piccoli senza pretendere che siano perfetti.

Sogno una Chiesa
che non si vergogna dell'uomo.
Lo abbraccia anche se è contaminato.

Sogno una Chiesa che non usa violenza.
Nelle parole, dure come le pietre.
Negli sguardi che sfuggono i volti.
Nei piedi che marciano con i più forti.

 
Di Antonio Mellone (del 29/03/2012 @ 17:12:19, in Un'altra chiesa, linkato 1827 volte)

Il papa è a cuba e se avesse fumato un cubano avrebbe fatto più bene a sé e all’umanità, invece ha detto una banalità che più grande non si può: «Bisogna guardare al futuro». Perché quando è andato negli Usa non ha detto che gli yanchees dovevano guardare al futuro di Cuba che hanno ucciso e affamato con il loro embargo da 60 anni?
Prendo atto che il papa parla da diplomatico, cioè si adegua alla mentalità del mondo presente e si discosta dal Vangelo; ma so anche che a lui non è stato dato alcun mandato di diplomazia, ma gli è stata consegnata una Parola/Profezia che deve essere detta nella logia del «sì,sì; no, no».
Anche il cardinale Bagnasco nella sua prolusione al parlamentino dei Vescovi ha parlato della crisi, con le solite litania: la famiglia, la persona, i giovani. Mai una critica o una proposta di soluzione; mai una parola di chiarezza sulle ingiustizie che l’attuale governo sta perpetrando a danno dei poveri. San Paolo insegna che il salario dell’operaio non è una benevola concessione o beneficenza del datore di lavore, ma un debito di questi verso chi gli offre il contributo del suo lavoro (cf Rm 4,4): è uno scambio alla pari, un contrattio giuridico e civile.

 
Di Antonio Mellone (del 21/03/2012 @ 22:01:16, in Un'altra chiesa, linkato 1846 volte)

Non abbiamo più bisogno di prove supplementari: il Pd ha abdicato alla propria funzione di coscienza, di opposizione per amore dell’Italia e, quel che è peggio, alla sua vocazione di «sinistra». E’ stato profeta Marco Travaglio, quando indicava questo partito con la formula matematica di sottrazione: «PDL-L = PD». Il dato di fatto, ormai evidente anche ai ciechi, apparentemente dà forza a quanti dicono che non esistono più destra e sinistra, ma solo interessi convergenti che poi è uno solo: risolvere in via definitiva i problemi giudiziari dell’uomo più corrotto dell’Italia e forse del mondo, costi quel che costi. Il mondo intero ormai lo aveva espulso dai consessi pubblici ed era diventato una zavorra per quanti, pur corrotti, mantenevano almeno una apparente dignità (Sarkozy, Merkel, Obama, Europa, ecc.). Solo il comunista Putin non si è mosso di un millimetro, anzi ha incrementato i rapporti con il degno compare Berlusconi, accogliendolo da par suo, da dittatore: tra dittatorelli e comunisti ci s’intende sempre. Processo Mills: prescritto. Processo dell’Utri: rimandato alla prossima prescrizione imminente.

 

"Salviamo gli Ulivi Secolari"...

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