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Di Albino Campa (del 25/05/2011 @ 15:06:41, in Un'altra chiesa, linkato 1984 volte)

(articolo mio pubblicato su Repubblica/Edizione Ligure venerdì 20 maggio 2011)

Un terremoto annunciato si è abbattuto su Genova ad opera dello Spirito Santo che in questa occasione si è domiciliato in una parrocchia di Sestri Ponente, diocesi di Genova. Dopo gli Usa, l’Irlanda, l’Austria e il Belgio, è ora il turno della chiesa italiana, a cominciare, in ordine gerarchico da Genova, diocesi del presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco. Con una aggravante: alla pedofilia, già di suo crimine orrendo, si aggiunge l’uso abituale e lo spaccio di cocaina. Alla luce di quanto sta emergendo in questi giorni e in queste ore, negli anfratti, nei locali e forse addirittura nella stessa chiesa della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri, si è sviluppata una tragedia che si fa fatica a capire e digerire. Il cardinale Bagnasco, in prima battuta, contrariamente allo stile clericale del «sopire, troncare, padre molto reverendo; troncare, sopire» di manzoniana memoria, si è mosso subito e bene e gliene va dato atto, ma a mio parere è arrivato fuori tempo massimo e anche stordito dalla violenza del turbine che ancora lo condiziona. Ieri, al santuario della Guardia, durante l’annuale raduno dei preti ha espresso il suo dolore e sconcerto, aggiungendo che “nulla faceva prevedere quanto successo”. Mi dispiace dovere ancora una volta dissentire da codesto modo di sminuire la gravità e anche le responsabilità del sistema clericale che recluta preti a costi di saldi, purché garantiscano obbedienza esteriore, rinuncia a pensare con la testa e uomini funzionali alla struttura, anche se immaturi, inadatti e potenziali bombe ad orologeria perché affettivamente incompleti e infantili.

 
Di Albino Campa (del 05/05/2011 @ 16:09:38, in Un'altra chiesa, linkato 1882 volte)

Genova 4-05-2011.- Bin Laden è morto. Anzi, è stato ucciso con un intervento stabilito a tavolino da tempo. «Justice has been done – Giustia è fatta!» conclude Obama, ma forse intendeva «Revence – vendetta». C’è solo da domandarsi perché proprio adesso, se da almeno quattro anni lo pedinavano e sapevano dove era? Perché non è stato catturato vivo e deferito alla corte di giustizia dell’Onu? Perché il corpo si dice sia stato gettato in mare così in fretta? Perché si aveva paura che potesse rivelare segreti inconfessabili, come quando era al soldo degli Usa contro i Russi sempre in Afganistan? Bin Laden vivo e prigioniero era più pericoloso che da morto.

Negli Usa, in Francia, come in Italia, come in Lombardia la visione della politica estera, le strategie degli uomini «di Stato», sono regolate solo ed esclusivamente dalle elezioni immediate, fossero anche le elezioni dell’amministratore di condominio. Per racimolare quattro voti e risalire nei sondaggi oggi si fanno guerre, si ammazza, si annunciano riforme o meglio controriforme.

 
Di Albino Campa (del 02/05/2011 @ 15:55:42, in Un'altra chiesa, linkato 2160 volte)

Il 1° maggio, universalmente giorno dedicato ai lavoratori, in Italia è stato requisito dalla gerarchia cattolica, segnatamente dal Vaticano che ha deciso di beatificare Giovanni Paolo II, il papa polacco, in questo giorno, con una volontà di prevaricazione ostentata e con l’intenzione di oscurare con una massa religiosa il 1° maggio laico, contrapponendo due celebrazioni, laica e cattolica, in modo artificiale e polemico.

E’ vero che il papa polacco fu un operaio. Lo fu solo per un anno o poco più. Non si può quindi dire che un «operaio», ma piuttosto che fece una esperienza di lavoro. Vendere questa esperienza come uno status qualificante è falso e mistificatorio. Non è degno di chi crede comportarsi così.

 
Di Albino Campa (del 28/04/2011 @ 14:07:50, in Un'altra chiesa, linkato 2077 volte)

 [pubblicato su la Repubblica/Il Lavoro [edizione Ligure] il 24 aprile 2011 p. XV con il titolo «La Pasqua dei profughi tunisini e dei benpensanti cattolici»]

Di primo istinto volevo fare gli auguri ai lettori di Repubblica, ai quali sono grato per i continui attestati di stima che però deve essere restituita integra perché senza di loro il giornale non esisterebbe e nel giornale non avrebbe spazio la mia modesta opinione che rileva un sentire diffuso, profondo e autentico. Mi sono trattenuto chiedendomi quali auguri si possono fare ai nostri lettori, se Berlusconi sta facendo scellerato scempio dell’Italia, che continua ad ingannare con la finta retromarcia sul nucleare e con la abominevole idea di cambiare la Costituzione nell’articolo qualificante di tutto l’architrave della struttura democratica. Si vuole eliminare la «Costituzione come limite» del potere e sostituirlo con quello della maggioranza che così diventa una dittatura. Si vuole eliminare il richiamo al «lavoro» per sostituirlo con la menzione dell’«impresa». I padroni diventano i proprietari non solo del governo (quello ce l’hanno già), non solo della maggioranza (è fatta!), ma anche della Costituzione. Dalla dittatura dei proletari di Marx alla dittatura degli impresari di Berlusconi. Duecento e passa anni trascorsi inutilmente.

 
Di Albino Campa (del 21/04/2011 @ 22:35:16, in Un'altra chiesa, linkato 2070 volte)

[pubblicato sula Repubblica/Il Lavoro [edizione Ligure] il 10 aprile 2011 p. XIII con il titolo «La settimana che porta alla Pasqua occasione di silenzio e riflessione» ]

Con oggi, domenica 17 aprile 2011, inizia per i Cristiani, la settimana più importante dell’anno, quella che dà l’avvio e il senso alla stessa esistenza della Chiesa. Gli antichi la chiamavano con una espressione potente, «la Settimana delle settimane» oppure «la Madre delle settimane». Con la domenica delle Palme, cioè oggi, infatti, si entra in un tempo senza tempo, nell’ultima settimana di vita di Gesù che segna l’inizio di una svolta nella storia con la quale ancora oggi stiamo facendo i conti: chi non crede perché deve misurarsi con una Persona inquietante e un messaggio travolgente che comunque si appella alla coscienza; chi crede per come crede, o, ancora peggio nei tempi bui e osceni del berlusconismo, per come corrompe e svende il cuore della propria fede. Semplici credenti, preti e cardinali che colludono con il massimo esponente della delinquenza e della illegalità sistematica, in questa settimana faranno fatica a ritrovare il volto di quel Cristo che non diede soddisfazione nemmeno al potere indeciso di Pilato, procuratore romano. Al quale procuratore, Gesù, al contrario, contrappone la sua identità austera e limpida: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande» (Gv 19,11). Coloro che hanno consegnato un Paese, un sistema istituzionale, il potere della Legge ad un depravato, corruttore di democrazia e di legalità, commettono un peccato ancora più grande.

 
Di Albino Campa (del 19/04/2011 @ 22:35:10, in Un'altra chiesa, linkato 1827 volte)

Ecco la terza puntata della rubrica "Un'altra chiesa" a cura di Marcello D'Acquarica.

Genova 14 aprile 2011. – Nel 2004 Lega e Berlusconi hanno vinto le elezioni all’insegna dell’anti-Europa: l’euro era la fine del mondo, la crisi economica era colpa dell’euro. L’Europa è una gabbia che punisce i popoli e, guarda caso, quello «padanotto» (cioè il nulla) si sarebbe staccato e inneggiavano alla Scozia, ai Catalani, ecc. Poi venne la politica militare: l’Europa era restia ad entrare in guerra con l’Iraq, ma Berlusconi doveva andare nel ranch del Texas del bovaro Bush a scodinzolare e tanto disse e tanto fece che da solo andò in guerra con gli Usa e senza Europa, rompendo la diplomazia estera. Poi venne l’Afghanistan e ancora una volta Berlusconi sceglie l’asse preferenziale con gli Usa, da solo, senza Europa, vista come un impedimento.

 
Di Albino Campa (del 12/04/2011 @ 23:23:00, in Un'altra chiesa, linkato 1881 volte)

Continuiamo con la rubrica "Un'altra chiesa" a cura di Marcello D'Acquarica nel diffondere le analisi ed i commenti di don Paolo Farinella, in tema di eventi socio-politici e rapporti con la chiesa di “palazzo”.

Genova 6 aprile 2011. – Intorno alla barzelletta della mela, raccontata da Berlusconi ai sindaci in fascia tricolore nel ridotto di taverna di Palazzo Grazioli all’uopo trasformato in un mini Montecitorio, molti, quasi tutti hanno sottolineato l’aspetto di vacuità e di lezzo che promana dall’uomo che ormai ha raggiunto il livello delle cantine da postribolo. Pochi hanno messo in rilievo che quel «momento» ha segnato la fine della tragedia berlusconiana che continuare ancora un poco a fare la commedia perché nulla deve restare in piedi. Facendo macerie, nessuno gli chiederà il conto e lui salverà se stesso che è l’obiettivo finale della sua occupazione di tutto il potere.

I sindaci in fascia tricolore ascoltano e ridono e battono le mani e lui gongola. Anche la donna presente non ha osato dargli uno schiaffo davanti a tutti, magari accompagnato dalle parole: «Si vergogni! Lei sta umiliando l’Italia e le Istituzioni che noi rappresentiamo». Nulla. Acquiescenza, sottomissione, paura. Carogne silenti. Quella barzelletta (senza offesa per le signore Barzellette!) è il punto di non ritorno perché rivela la nullità del vuoto su cui siamo adagiati e dal quale sarà difficile risorgere se non vi sarà non solo una indignazione generale, ma una «rivoluzione» morale, culturale e politica.

 
Di Albino Campa (del 31/03/2011 @ 00:00:01, in Un'altra chiesa, linkato 2015 volte)
E' nostra intenzione diffondere (come egli stesso chiede nei suoi comunicati settimanali fruibili sul sito: www.paolofarinella.eu)   le analisi ed i commenti di don Paolo Farinella, in tema di eventi socio-politici e rapporti con la chiesa di “palazzo”. Certe parole dette da un uomo che condivide la sua vita con gli emarginati assumono un significato diverso, nuovo, rispetto al linguaggio curiale.

Paolo Farinella, biblista, scrittore e saggista, è parroco di San Torpete, chiesa ubicata nel centro storico di Genova. Laureato in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche, ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. Collabora da anni con la rivista "Missioni Consolata" di Torino (65.000 copie mensili) su cui tiene un'apprezzata rubrica mensile di Scrittura. Ha scritto numerosi libri; gli ultimi dei quali: "Bibbia, parole, segreti, misteri ” e  "Ritorno all’antica Messa", sono editi da Gabrielli.


Marcello D'Acquarica
 
Di Albino Campa (del 30/03/2011 @ 09:56:59, in Un'altra chiesa, linkato 2299 volte)

Il papa ha scritto al presidente della Repubblica in occasione dell’Unità d’Italia che è disertata dai Leghisti che, come si sa, quanto ad ignoranza non sono secondi a nessuno. Pensate che in Lombardia la scelta è stata fatta da Bossi Trota che dall’alto della sua esperienza e cultura si stacca dall’Italia e dall’inno nazionale per trovare la sua identità cioè il nulla.

In compenso il papa dice che il merito se l’Italia è una nazione lo si deve alla religione cattolica che ha creato, bla bla, bla bla. Sarà! Sta di fatto che Pio IX scomunicò Vittorio Emanuele II e Cavour e tutti gli altri implicati nella fine temporale del papato.  Il contributo della religione cattolica all’unità d’Italia fu tale che il 30 gennaio 1868 Pio IX impose ai cattolici il «non expedit», cioè la proibizione di partecipare alla vita politica della nazione nascente. Il divieto di fatto cessò con Pio X nel 1913 con il «patto Gentiloni», ma ufficialmente fu abrogata da un papa genovese, Benedetto XV, solo nel 1919. Per 51 anni i cattolici furono per imposizione vaticana assenti dalla vita politica; per 20 anni almeno la gerarchia cattolica fornicò con il duce e il fascismo. La somma fa 71 anni, cioè metà quasi di 150 anni. Mi chiedo se in Vaticano sanno fare di conto.

Credo che la celebrazione dell’Unità d’Italia sia «un obbligo» per tutti noi, per contrastare questo gevernicchio fascista/leghista, ma credo anche che la maggioranza degli Italiani non abbia di che celebrare: precariato, disoccupazione, scuola, sanità, ricerca, servizi sociali… tutte medaglie che questo governo appende alla bandiera come primato senza precedenti nella storia dell’unità d’Italia. Un solo modo ci sarebbe per celebrare degnamente: dare il benservito al governo del disonore e della vergogna, al governo della distruzione dell’unità fittizia d’Italia, se è vero che il Paese è diviso in due dall’ingordigia dei ricchi e dei mafiosi amici e sodali del governo e del suo presidente del Consiglio.

 

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